La nuova comunità di Filadelfia e il sesto periodo di cultura quale avvento del Sé spirituale II

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            «Ora io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada perché se non me ne vado, non verrà a voi il “consolatore”; ma quando me ne sarò andato, ve lo manderò»  (Gv 16,7).

        2.

 La fine del kali yuga e la nuova epoca luminosa II

         Una di queste facoltà che va preparandosi nella nostra epoca di cultura è il risveglio o ripristino della ghiandola pineale o chakra del terzo occhio, situato alla radice del naso e che anticamente era un organo di luce, similmente a una lanterna che l’uomo portava sulla testa nel punto dove il neonato ha quella parte molle del capo chiamata «fontanella», che col tempo si atrofizzò formando l’attuale ghiandola pineale all’interno della testa. Quest’organo particolare era costituito a mo’ di lanterna e permetteva a un’umanità antichissima, non ancora discesa sul piano fisico, di vedere chiaroveggentemente il mondo spirituale e di partecipare alla vita divina tra il consesso degli Dei in uno stato però ottuso e sognante, poiché la coscienza dell’io non era ancora presente individualmente, ma era costituita da un’anima di gruppo che possiamo identificare con l’archetipo biblico Adamo. Occorse attendere per molto tempo ancora e cioè fino alla realizzazione del mistero del Golgotha, con la morte e la resurrezione del Cristo in Palestina durante il quarto periodo di cultura greco-romano7, dove venne data all’uomo la facoltà di accogliere nella sua anima l’essenza dell’«Io sono» quale spirito pentecostale dell’individualità libera umana. L’evento della Pentecoste fu per l’anima ebraica la liberazione dal ceppo costrittivo e autoritario della «legge teocratica» mosaica dell’antico Testamento quale impulso di «Dio Padre», sostituito poi dall’impulso della libertà e dell’amore universale dal «Dio Figlio», tramite la fiamma divina dello «Spirito Santo» durante l’evento della Pentecoste che realizzava così la promessa fatta dal Cristo durante il Suo commiato dai discepoli, con l’avvicinarsi del sacrificio del Golgotha. La «fiamma d’amore» fu accolta dagli apostoli quale primizia della discesa dello Spirito Santo su di loro e che riuniva di nuovo per grazia, l’anima umana all’immagine originaria divina superiore creata dagli Dei a loro immagine e somiglianza; Gen 1,26.  Anche se non ancora del tutto cosciente come fu per Lazzaro – Giovanni iniziato dal Cristo e in un secondo tempo, anche per Paolo sulla via di Damasco o, come potrebbe esserlo per noi oggi secondo il principio iniziatico moderno rosicruciano. Quest’azione del Cristo, diede via a una nuova via iniziatica meno pericolosa che quella antica mosaica misteriosofica, il cui simbolo era il «serpente di bronzo» innalzato da Mosè nel deserto sinaico e che avveniva nel sonno misterico del «Tempio» ebraico da iniziatori farisei, che il Cristo rimprovera aspramente per sette volte, per la loro ipocrisia di guide cieche non più idonee a guidare il popolo d’Israele.

«Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che innalzate i sepolcri ai profeti e adornate le tombe dei giusti, e dite: Se fossimo vissuti al tempo dei nostri padri, non ci saremmo associati a loro per versare il sangue dei profeti; e così testimoniate, contro voi stessi, di essere figli degli uccisori dei profeti. Ebbene, colmate la misura dei vostri padri! Serpenti, razza di vipere, come potrete scampare dalla condanna della Geenna?» (Mt 23, 29-33).

        Ciò che sarà poi causa della Sua condanna a morte in quanto colpevole dell’atto iniziatico compiuto in un luogo pubblico con la resurrezione di Lazzaro, avendo così violato e tradito il silenzio misterico del Tempio e per ciò passibile della pena di morte. Tutto questo ebbe come conseguenza che l’anima antica ebraica si frammentasse attraverso la grande forza dell’Io cosmico del Cristo (l’Io Sono l’Io Sono), in tanti frammenti individuali autonomi separantisi dall’anima di gruppo del padre Abramo e concedendo così ai primi discepoli e di conseguenza all’intera umanità, la possibilità di avvicinarli alla comprensione del vero Dio Padre Universale. Questo Padre Spirituale che il Cristo accenna nel Vangelo di Giovanni e in modo particolare nel Suo commiato dagli apostoli poco prima della crocifissione, non è riferito al Dio Yahve nazionale che guidò Mosè attraverso il Sinai verso la Terra promessa, e che era proibito pronunciare il suo nome. Egli parla del Dio Supremo esistente al di  sopra della gerarchia degli Elohim solari, i creatori biblici cui appartiene anche l’Elohim-Yahve il creatore di Adamo (l’uomo di  terra) e quale guida del popolo ebraico antico. Per questo sia i discepoli sia i farisei, le guide religiose degli ebrei, ebbero difficoltà a comprendere quest’Essere supremo esistente di là dallo Zodiaco oltre il sistema solare, di cui il Cristo enunciava come un nuovo principio spirituale presente in germe e quale riflesso del «Padre», esistente in ogni anima umana. Ovverosia, Egli congiunse l’anima divina superiore dell’uomo (che gli Dei separarono da Adamo prima che questi fosse tentato da Lucifero, e che fu protetta dall’Arcangelo Michele nel mondo solare in modo che non soggiacesse alla tentazione luciferina), la quale è costituita dal Sé spirituale, dallo spirito Vitale, e dall’Uomo spirito o Atma (vedi la nota 8) quale riflesso del Padre Spirito nell’uomo, cui il Cristo insegna a rivolgersi nella preghiera del «Padre Nostro». Inoltre, il Cristo diede inizio attraverso i suoi discepoli dopo aver infuso loro la coscienza dell’io, di poter accogliere il Sé superiore tramite il nuovo impulso dello Spirito Santo (Bodhisattva o lo Spirito di Verità), attraverso cui può essere accolto il vero Io cosmico del Cristo, in modo che la coscienza dell’io umano non venga smorzata dalla potenza divina. Tutto questo è un po’ come velato nel vangelo di Giovanni, laddove il Cristo nelle parole di commiato dice ai discepoli:

      «Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché egli dimora presso di voi e sarà in voi» Gv 14,16-17.

      Oggi l’anima umana è matura per prepararsi ad accogliere l’anima divina superiore attraverso cui può accogliere il vero Io cristico, ma prima deve sviluppare e realizzare in sé l’anima cosciente8 e l’unione col suo archetipo spirituale o Io superiore, attraverso la nuova rivelazione moderna. Ciò può realizzarsi tramite l’Antroposofia e con la collaborazione dello spirito nuovo redento dal Cristo preannunciato agli Apostoli durante il suo commiato, vale a dire il Paracleto o secondo il termine orientale, il nuovo successore del Buddha: il «bodhisattva Maitreya».

          «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando però verrà lo Spirito di verità [bodhisattva], egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future» Gv 16,12-13.

      Il bodhisattva Maitreya ebbe bisogno del grande iniziato cristiano fondatore dell’Antroposofia, per ispirare la sua dottrina, non essendo riuscito a trovare un’anima adatta per compiere la sua missione come aveva potuto fare altre volte incorporandosi nel corpo astrale di un uomo evoluto, così come fu con il Maestro di giustizia degli esseni Jeshu ben Pandira, vissuto intorno al 120 a.C. in Palestina. Per cui Rudolf Steiner si offerse come collaboratore sacrificando il suo corpo astrale al nuovo bodhisattva, alfine potesse ispirare i nuovi insegnamenti, tra i quali in particolare: «La legge della reincarnazione e del karma» e il nuovo avvento della «seconda venuta del Cristo»  nel corpo  eterico» e… altro ancora. Egli fu il portatore del Maitreya per la durata di circa sette anni, cioè dal 1902 al 1909, senza mai perdere anche per un solo istante la coscienza dell’Io umano, come di solito avveniva nei tempi antichi nei riguardi degli uomini che venivano ispirati dal bodhisattva. Rudolf Steiner poté così rinnovare il nuovo cristianesimo esoterico rosicruciano, grazie alla corrente del Maitreya e di quella rosicruciana di Kristian Rosenkreutz9, cui ogni cristiano per una sua maggiore evoluzione morale e spirituale, dovrebbe accogliere tramite la Scienza dello Spirito o antroposofia in modo da comprendere il vero significato esoterico dell’evento del Golgotha, dal quale fluirono attraverso le forze della morte e resurrezione del Cristo, nell’ambito spirituale della Terra e nell’ambito dell’anima umana, il “Corpo di Resurrezione, l’Impulso del Cristo e la Coscienza del Cristo». (Vedi note 24-30-31).

        Questo dovrebbe aiutarci e farci prendere coscienza per prepararci spiritualmente e moralmente, con l’aiuto della conoscenza antroposofica, di accogliere queste forze spirituali che nel nostro quinto periodo di cultura operano come menzionato, in modo incosciente e tendono a risvegliare nell’umanità le forze veggenti antiche sopite in una nuova facoltà veggente interiore immaginativa, stimolando e risvegliando appunto la ghiandola pineale, cioè il chakra del terzo occhio (Ajna) situato dietro la radice del naso. Rudolf Steiner nel libro «L’Iniziazione O.O.n.10» consiglia agli iniziandi o adepti che vogliono promuovere questo risveglio interiore, di seguire nel modo giusto il cammino esoterico moderno della Scienza antroposofica, ponendo attenzione attraverso gli esercizi di concentrazione e meditazione che possiamo trovare nel libro citato, di non avere fretta nel cammino occulto. Di creare prima di tutto un punto provvisorio nel centro della testa (che corrisponde al centro interiore della testa eterica) da dove si potrà poi, in un secondo tempo, quando cioè si è raggiunto una padronanza e una maturità interiore, di aprire gli ulteriori chakra iniziando da quello a sedici petali che corrisponde al chakra della gola, e poi dopo, tramite ulteriori esercizi quello a dodici petali corrispondente al chakra del cuore; pag.117 (ibidem).   (2.continua)

Collegno giugno 2017                                                             Antonio   Coscia

 Agg. e corr. luglio 2018

Sopra: Immagine di Rudolf  Steiner

Note

7   Il periodo greco-romano,  è il quarto periodo di cultura appartenente alla nostra quinta Epoca come spiegato nella nota 2, e che ebbe inizio con lo sviluppo dell’anima razionale o della ragione nel 747 a.C. la quale stava sotto la costellazione dell’Ariete e terminò nel 1413 d.C. Nel 1413 ebbe inizio il quinto periodo di cultura, dove l’umanità iniziò lo sviluppo dell’anima cosciente o dell’intelletto, che è in rapporto con le forze della costellazione dei Pesci, cui terminerà nel 3573 d.C. quando entreremo nella costellazione dell’Acquario e inizieremo lo sviluppo del Sé spirituale, ossia l’evoluzione dell’anima divina superiore. Il periodo greco-romano fu il periodo chiamato «il Tempo dei Tempi» in  cui avvenne l’incarnazione del Cristo in Gesù di Nazareth, ove fu chiamato l’«Agnello di Dio» in quanto discese dalla sfera del «Padre» situata oltre le costellazioni ed entrando appunto nella costellazione dell’Ariete fu conosciuto come il grande sacrificio dell’«Agnello Mistico»: «Il giorno dopo, Giovanni vedendo Gesù venire verso di lui disse: «Ecco l’agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo!» (Gv 1,29)».

8     Per spiegare che cos’è l’anima cosciente, occorre accennare in una estrema sintesi che l’uomo non è semplicemente un Entità costituita di corpo, anima e spirito, così come spiegato da S. Paolo (1Ts 5, 16-24), ma nella conoscenza della Scienza dello Spirito o antroposofia, Rudolf Steiner suddivide ulteriormente l’Entità umana in quattro, sette e nove arti articolati secondo il contesto evolutivo planetario e terrestre dell’uomo. Per cui se vogliamo descrivere l’uomo sul piano degli stati di coscienza Planetari, dobbiamo suddividerlo in quattro parti, ossia:

  • “Corpo fisico, corpo eterico, corpo astrale e Io”, provenienti da tre stati planetari antichi cioè: “Saturno, Sole e Luna” e il quarto attuale chiamato “Terra” dove gli Dei donarono una loro parte della sostanza divina, cioè l’Io umano. (Vedi nota 2 e Tav. 1.)
  • Se lo descriviamo secondo l’evoluzione di un aspetto dello stato di Forma, (vedi Tav.1) cui è formato da sette Epoche, egli è formato da: “Corpo fisico, corpo eterico, corpo astrale, Io e Sé spirituale” che stiamo sviluppando nella nostra quinta Epoca; e altri due arti superiori lo “spirito Vitale o Buddhi e l’Uomo spirito o Atma”, in altre due Epoche future.
  • Infine se vogliamo descriverlo secondo i sette periodi di cultura, egli appare al chiaroveggente costituito da nove parti e cioè: “da un corpo fisico, un corpo eterico, un corpo senziente, un’anima senziente, un’anima razionale e dall’anima cosciente” che stiamo sviluppando nel nostro quinto periodo di cultura. Dopodiché nei periodi futuri di cultura svilupperemo un principio microcosmico del “Sé spirituale, spirito Vitale e Uomo spirito, che saranno completamente perfezionati nei tre stati di coscienza futuri, ossia: “Giove, Venere e Vulcano”; (vedi Tav. 1).

In una sintesi più ristretta possiamo dunque dire che l’”anima cosciente” o “anima dell’intelletto”, è la quintessenza dell’anima umana, attraverso cui l’io umano esprime quella parte più essenziale di sé come pura essenza della vera volontà umana tramite la quale, l’«io risvegliato» può, autoconoscersi e afferrarsi come un essere autonomo e libero, congiunto a un essere a lui superiore o Io superiore divino che lo ha sempre guidato. In pratica è quella parte più profonda dell’anima umana attraverso cui l’io umano, può afferrarsi e riconoscersi come un che di divino o il “dio nell’uomo”. E nel libro la «Scienza Occulta» Rudolf Steiner scrive: «L’uomo, tramite l’anima cosciente può trovare in sé un che di divino, perché la sua più caratteristica essenza proviene dal divino. Per mezzo dell’anima cosciente l’uomo raggiunge la vera conoscenza interiore di se stesso, cosi come per [mezzo dell’anima inferiore ], raggiunge una conoscenza del mondo esterno (…).   Nell’anima cosciente comincia a rivelarsi la vera natura dell’io. Poiché mentre attraverso la sensazione e l’intelletto, l’anima si abbandona ad altre cose, come anima cosciente essa afferra la sua essenza (…). Perciò l’io per potersi percepire, non può farlo quando si abbandona alle rappresentazioni esterne, ma solo quando lo fa attraverso la sua anima cosciente tramite una certa attività interiore» (pag.56-57-58).

Occorre ancora dire che lo sviluppo dell’anima cosciente se rettamente realizzato (attraverso la via iniziatica moderna rosicruciana o Antroposofia), conduce l’uomo alla trasformazione del suo pensiero concettuale astratto, in un pensiero intellettivo vivente immaginativo, vale a dire allo sviluppo occulto della chiaroveggenza immaginativa, tramite cui possiamo entrare in rapporto con le entità del mondo astrale della terza gerarchia (Angeli, Arcangeli e Archai).

 9    Christian Rosenkreutz è una delle più elevate Entità spirituali bodhisattviche dell’occidente fondatore della corrente dei «Rosacroce» e discepolo del Cristo,  vissuto secondo la fonte ufficiale moderna nel terzo secolo (1378-1484) in Germania. In realtà questo nobile tedesco vissuto nel terzo – quarto secolo resta una figura abbastanza emblematica, quasi leggendaria, difficilmente da afferrare da una mentalità razionale di un uomo di oggi. È solo grazie a Rudolf Steiner in cui possiamo annoverare questa personalità tra uno dei più alti Iniziati cristiani della storia dell’umanità e del cristianesimo nascente, risalente fino al Caino biblico. Di certo la Scienza antroposofica, ci dice che questa personalità è vissuta all’epoca di Salomone, sotto la personalità di Hieram Abiff un discendente di Caino, l’architetto costruttore del Tempio che Salomone volle dedicare al Dio Altissimo Yahve o Jehova. Un’altra importantissima personalità in cui ha vissuto Christian Rosenkreutz, è l’amico Lazzaro che il Cristo risuscitò il terzo giorno dopo una malattia che lo aveva condotto alla morte, e che diventa poi, il «discepolo che il Signore amava», cioè Giovanni lo scrittore dell’Apocalisse. La corrente esoterica rosacrociana fondata da Christian Rosenkreutz, confluirà poi dopo insieme all’Antroposofia durante la nascita della «Pietra di Fondazione» nel 1923-24, in altre parole dopo la distruzione del primo Goetheanum costruito in legno da Rudolf Steiner e bruciato nella notte di S. Silvestro, il 31 dicembre 1922 a Dornach in Svizzera. Da allora Rudolf Steiner e Christian Rosenkreutz, collaborano insieme incarnandosi ogni cento anni, per preparare anime che sappiano accogliere e riconoscere il Cristo eterico alla sua venuta nel mondo eterico adiacente alla Terra, avvenuta nel 1909 per pochi iniziati e dal 1930 in poi, per tutti quelli che si prepareranno in modo adeguato per i prossimi 3000 anni.

 

 

 

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