
“Molte cose ho da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando però verrà lo Spirito di Verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve lo annunzierà” (Gv 16,12-14).La vita divina (II)
3.La via divina II
Perciò a fronte di ciò che si è detto finora, per “religione divina”, è da ritenersi una possibilità nuova, moderna, libera, che più si addice al nostro periodo evolutivo attuale, tramite cui l’uomo moderno se vuole, può accogliere delle nuove forze spirituali di conoscenza, nel pieno rispetto della sua volontà. Questo è dato dall’Antroposofia quale corrente spirituale areligiosa cui, può essere conquistato e realizzato dall’uomo moderno tramite questa nuova via iniziatica attuale rosacrociana, libera da qualsiasi forma di dogmatismo e fanatismo religioso (che ancora si riversa come ignoranza spirituale nella gran parte di correnti religiose moderne) la via al proprio Sé divino, perseverando con sincera dedizione e venerazione al proprio “dio interiore”, attraverso un vero risveglio spirituale. È la via verso quel dio-umano interiore che, sia la scienza materialista, sia la teologia moderna, nega l’esistenza spirituale quale nucleo originario dell’Entità umana da quando la chiesa romana del nono secolo, confutò la tricotomia paoliniana, riducendo l’uomo a una sorta di animale superiore negando la sua vera essenza spirituale, cioè lo spirito (Pneuma). Questa confutazione dello spirito umano avvenne come già accennato durante il concilio di Costantinopoli del nono secolo, dove in breve fu deciso che l’uomo è formato da un corpo e da un’anima, la quale si caratterizza in due aspetti di cui: uno “razionale” rivolto più al mondo esteriore naturale, e l’altro “intellettuale” rivolto più al mondo interiore animico – spirituale. Per meglio dire, i teologi dell’ottavo concilio costantinopolitano non poterono più concepire a causa del loro offuscamento spirituale arimanico che l’uomo sussista di due anime com’era uso credere da parte di diversi filosofi antichi greci e gnostici religiosi dei primi secoli dell’avvento del cristianesimo. Vale a dire l’anima inferiore che è presente nell’uomo sulla Terra a causa della caduta originaria di Adamo dal paradiso terrestre dovuto alla tentazione di Lucifero, e l’anima superiore quale immagine divina creata da Yahve (Adamo celeste) trattenuta dagli Dei nel mondo spirituale prima della tentazione del serpente luciferico, cui Paolo chiama l’ultimo Adamo. Queste due anime furono di nuovo congiunte dal Cristo durante l’evento del Golgotha, nell’uomo Gesù di Nazareth, laddove nel vangelo di Luca l’Angelo dice a Maria che concepirà un figlio grazie all’adombramento dello Spirito Santo che scenderà su di lei e di cui, sarà chiamato “Figlio di Dio” (Lc 1,35). In questo si realizzò la volontà divina cui l’umanità venne poi redenta dal sacrificio del “Figlio”, ossia dell’Altissimo Dio solare che chiamiamo Cristo. Ciò alfine di riscattare il “peccato originario” voluto dagli Dei della prima gerarchia superiore cioè i Troni, Cherubini e Serafini, (i “Signori” del karma prima che fosse avocato al Cristo nel XX secolo), cosicché l’uomo potesse sviluppare una coscienza autonoma e libera attraverso l’impulso del vero amore cosmico universale quale meta dell’umanità terrena, cui si realizzò in “primis” in Gesù di Nazareth, quale archetipo dell’umanità.
I teologi costantiniani non si avvidero dell’errore cui la loro confutazione paoliniana avrebbe portato inevitabilmente come effetto nel futuro sociale lo sviluppo di una scienza materialista che, avrebbe sì dato all’uomo la possibilità di sviluppare una coscienza autonoma e libera, ma anche quello di indurre uomini all’ateismo e all’apostasia religiosa e, a staccarsi di conseguenza, dalla sua origine spirituale divina. Per cui essendo la loro coscienza, come suddetto, offuscata dalle forze mefistofeliche, non si avvidero che in tal modo confutarono e negarono loro stessi quali custodi e discepoli del principio spirituale dell’Impulso del Cristo 12 scaturito dall’evento del Golgotha, ossia il principio spirituale dell’Io sono nell’uomo! Per meglio dire, nella mentalità religiosa del popolo romano, dal IX secolo in poi, fu dichiarato eretico credere a quella parte degli scritti di S. Paolo dove nella prima lettera ai Tessalonicesi, è menzionato l’uomo tripartito costituito da corpo, anima e spirito; dove appunto per spirito, è da ritenersi quella parte spirituale superiore dell’uomo individuale che s’incarna in ogni vita. Occorre però dire che questa individualità superiore umana non scende fino al livello terreno, ma riflette la sua immagine nel corpo materno. Dopo avere accompagnato verso l’incarnazione terrena l’uomo inferiore attraverso le sfere planetarie fino alle porte della Luna e, dopo che ha unito l’anima umana al germe materno, egli si ritira di nuovo nella sfera solare la sua patria Celeste, da dove ispira e guida l’io umano ancora incosciente, verso il suo destino terreno. Con ciò si vuole asserire che il nostro “io terreno” non è il vero Io, ma è soltanto un’immagine imperfetta che l’Io superiore riflette nel nostro corpo astrale inferiore, quale sintesi di tutte le personalità umane assunte e vissute sulla Terra insieme alle facoltà morali conquistate durante le esperienze terrene cui manifestiamo in ogni vita, come qualità animiche-spirituali attraverso la nuova personalità inferiore umana.
Nel libro “Teosofia” sono menzionati i due “Io umani” (concetti a volte un po’ difficili da afferrare per chi si avvicina per la prima volta alla conoscenza antroposofica), dove Rudolf Steiner parla della formazione della natura spirituale superiore e inferiore dell’essere dell’uomo. Occorre rileggere diverse volte questi brani di lettura, come per altri, scritti appositamente da Rudolf Steiner nei quattro libri principali della Scienza dello Spirito o antroposofia, per fare in modo che l’allievo impegni il suo pensiero in modo energico alfine che venga rafforzato il suo pensare intellettivo immaginativo. Pertanto, nello scritto che segue ed estrapolato dal libro citato, Rudolf Steiner dice che lo Spirito divino forma l’Io superiore dall’interno verso l’esterno, mentre le forze e le rappresentazioni immaginative del mondo naturale dei quattro regni minerale, vegetale, animale e umano, formano l’io inferiore dall’esterno verso l’interno. In merito appunto a pagina 40 leggiamo:
«L’io vive nell’anima. Sebbene la più alta manifestazione dell’”io” sia parte dell’anima cosciente, va tuttavia detto che, irradiando da questa, l’io pervade tutta l’anima, e attraverso di lei agisce nel corpo. Nell’”io” è vivente lo spirito. Lo spirito s’irradia nell’”io” e vive in esso come nel suo “involucro”, allo stesso modo con cui l’io vive nel corpo e nell’anima come nei suoi “involucri”. Lo spirito forma l’io [l’Io superiore] dall’interno all’esterno; il mondo minerale lo forma dall’esterno all’interno, [l’io inferiore]. Alla spiritualità formatrice dell’”io”, e vivente quale “io” [ l’Io superiore], daremo il nome di Sé spirituale, poiché si manifesta come “io” o “sé” dell’uomo [ossia come nel mondo fisico indichiamo l’anima umana sé inferiore, così nel mondo spirituale indichiamo l’anima superiore Sé spirituale]» (Ibidem).
Per capire quest’aspetto occorre avere ben presente la costituzione della natura corporea, animica e spirituale dell’uomo, che per meglio capire le parole di Rudolf Steiner, diamo una sintesi schematica nelle tavole seguenti così come descritta in Teosofia. Come possiamo vedere dalle due tabelle che seguono, l’uomo è formato da un “Corpo” cui viene diviso a sua volta in “corpo fisico, corpo eterico e corpo senziente”, che sono quelli che ereditiamo dai genitori e dai nostri antenati. Siamo poi formati da un’”Anima” dove l’Io inferiore ha lavorato per diverso tempo in modo incosciente, per perfezionare e organizzare il corpo astrale in anima senziente, anima razionale e anima cosciente. Pertanto, è attualmente cosciente solo nell’anima razionale, la quale forma il nucleo dell’io terreno e dove l’uomo si autoconosce come “coscienza dell’io”. Attraverso questa coscienza dell’io, chi in modo incosciente e chi tramite un lavoro esoterico più cosciente, l’io umano lavora allo sviluppo dell’anima cosciente, purificando e perfezionando maggiormente il corpo astrale dalle brame, dai desideri, dalle passioni, e particolarmente dal proprio egoismo, giacché l’anima cosciente rappresenta la sintesi, la parte più pura ed elevata del nocciolo inferiore umano. Essa difatti, è strettamente congiunta al Sé spirituale ed è quella parte che appunto il Cristo generò come “Figlio dell’uomo” in Gesù di Nazareth, durante il battesimo di Giovanni. Inoltre, vediamo che l’uomo è formato da uno “Spirito” che a sua volta Rudolf Steiner divide in Sé spirituale (Manas), spirito Vitale (Buddhi) e Uomo spirito (Atma); cui l’Io superiore è presente nel “sé spirituale”, da dove opera attraverso l’anima cosciente e quindi inconsciamente guida l’uomo inferiore verso il suo destino karmico.
(Per un maggiore chiarimento occorre leggere molto attentamente il libro “Teosofia” e anche le prime pagine della “Scienza Occulta). Ricapitolando nelle seguenti tavole schematiche (Tav. 1 e 2) quello che abbiamo accennato, diciamo che l’uomo visto chiaroveggentemente da Rudolf Steiner, è così costituito:

A quest’aspetto schematico Rudolf Steiner ne aggiunge un altro settemplice, spiegando che poiché il corpo senziente (c) e l’anima senziente (d), sono della stessa sostanza animica senziente, vengono riuniti in una stessa unità astrale; lo stesso dicasi per l’anima cosciente (d) e il sé spirituale (g), essendo questi della stessa sostanza animica spirituale; per cui egli suddivide l’uomo in modo settemplice, ossia:

Come possiamo vedere l’anima cosciente è l’anello che si apre da una parte col mondo esterno tramite l’anima razionale e l’anima senziente, e dall’altra, col mondo divino tramite il sé spirituale. Pertanto, l’anima cosciente (dove l’io umano ha origine e da dove maggiormente si manifesta nei corpi inferiori), assume di conseguenza un ruolo primario nell’evoluzione attuale, poiché l’uomo può scendere di livello spirituale e di conseguenza morale per colpa del materialismo scientifico moderno in tutto il suo genere filosofico, religioso e culturale. Perciò, essendo l’anima cosciente legata all’anima razionale, viene da questa trascinata in basso a causa delle brame, desideri e passioni che nascono nell’anima senziente cui l’io inferiore non ha purificato e sviluppato abbastanza forze morali, per cui, viene sedotto dagli esseri luciferici e arimanici che lo attraggono inevitabilmente verso il basso, nell’animalità sensuale bestiale. (Vedi in merito la conferenza di Zurigo del 9 ottobre 1918, O.O.182, “Che cosa fa l’angelo nel nostro corpo astrale”, Ed. Antroposofica Milano). Occorre quindi che l’anima cosciente (cioè l’io umano) badi a cautelarsi verso queste forze tentatrici demoniache che tendono a irretirla e portarla verso il basso della scala evolutiva morale, affinché non arrivi a realizzare la sua divinizzazione e quindi il ritorno e l’unione col “Padre Celeste”. Può farlo soltanto compenetrandosi della forza dell’Impulso del Cristo scaturito dall’evento del Golgotha, così come riportato dai vangeli del nuovo testamento e interpretati dalla Scienza antroposofica. Solo attraverso l’Antroposofia possiamo prendere coscienza delle divinità dell’ostacolo che operano attualmente nella nostra evoluzione storica – umana come correnti distruttrici e ostacolatrici dell’uomo, le quali sono a loro volta strumenti del male al servizio della “Bestia Apocalittica” menzionata da Giovanni nel libro dell’Apocalisse, e che conosciamo col nome di “Sorat”, cioè l’anticristo dell’Altissimo Dio solare. Il compito dell’io umano, dunque, nel nostro periodo evolutivo è quello di sviluppare l’anima cosciente attraverso la quale come abbiamo visto, può prendere coscienza della sua immagine divina superiore o sé spirituale, tramite cui può unirsi non solo al suo Io superiore, ma anche al “vero Io”13, ossia potrà prendere coscienza del motto paoliniano: “Non Io ma il Cristo in me” (Gal. 2,20). Volendo chiarirci la differenza tra l’anima cosciente e il Sé spirituale nel libro Teosofia leggiamo:
“Mentre l’anima cosciente nell’osservare la natura delle cose nel mondo fisico tocca la verità indipendentemente da qualsiasi simpatia o antipatia esistente in sé, il sé spirituale porta in sé la medesima verità ma accolta e abbracciata dall’io [dall’Io superiore], da esso individualizzata e assunta nell’essere autonomo [anima cosciente] dell’uomo. Poiché la verità eterna si è in tal modo individualizzata e congiunta in un medesimo essere con l’io, l’”io” stesso [l’Io inferiore], consegue l’eternità ( Teosofia pag. 40).
Possiamo cercare di interpretare queste parole affermando che la verità è una, e non può essere che una qual è abbracciata dall’Io superiore quale sintesi della verità che le due anime accolgono dal mondo spirituale (il Sé superiore) e dal mondo materiale (il sé inferiore). L’uomo tocca la verità insita nel mondo naturale esterno attraverso l’anima cosciente ma non può individualizzarla in sé, giacché la verità nel nostro mondo, è un immagine-oggettiva astratta dietro di cui opera l’agire di un “essere pensiero” che è la manifestazione nel mondo astrale di un archetipo divino che opera dal mondo spirituale. Quando l’anima cosciente o, il pensiero intellettivo immaginativo cosciente accoglie in sé la verità della rosa, unisce a sé l’essere pensiero della rosa che congiunge poi all’archetipo spirituale superiore, cioè alla stessa verità o “pensiero-immagine” divino della rosa accolta dal Sé spirituale, cui l’Io superiore congiunge e individualizza in sé rendendo così libera e autonoma la verità nell’anima cosciente. Poiché la verità ha un’esistenza eterna ed essendo stata accolta dall’Io superiore, l’io inferiore che è legato all’io superiore attraverso l’anima cosciente, consegue di conseguenza anch’esso l’eternità dell’anima. Per meglio dire, essendo l’anima cosciente unita al corpo astrale purificato del Sé spirituale dove opera anche l’Io superiore, quale conseguenza accoglie in sé il riflesso astrale della verità individualizzata e divenuta autonoma nell’io inferiore. Ciò farà sì che dopo la morte l’anima umana e lo stesso io terreno, non si estinguano, ma continuino la loro esistenza congiunti con l’Io superiore fino alla mezzanotte cosmica, laddove dopo essersi questi congiunto col “Vero Io” umano, inizia la discesa per una nuova incarnazione terrena assumendo una nuova Personalità umana, quale sintesi del vecchio io terreno.
Possiamo quindi ancora aggiungere dicendo che, quanto più l’anima umana (anima cosciente) si compenetra di verità e saggezza attraverso la sua esperienza terrena, tanti più frutti l’io inferiore potrà offrire al suo Io superiore, che tenderà a elevarsi e a espandersi sempre più nel mondo spirituale in modo da accogliere maggiormente a dei gradini superiori, la verità e la saggezza dallo Spirito cosmico universale. Questo ingrandirsi maggiormente nel mondo spirituale, darà la possibilità all’io inferiore di conquistare quelle facoltà che potranno dargli la forza attraverso le esperienze terrene di elevarsi a stati di coscienza superiori in grado di ri-unirsi come suddetto, non solo con l’Io superiore, ma anche con il “Vero Io” del Cristo. (3. Continua)
Collegno 1 giugno 2013 Antonio Coscia
Agg. Marzo 2016 – Settembre 2020
Note Integrative
12 L’Impulso del Cristo è un tema molto complesso e profondo poiché riguarda diversi aspetti sia nell’ambito dell’evoluzione della Terra che in quello dell’anima umana, per cui qui in una nota non possiamo che limitarci a dare un chiarimento sintetico alle persone che non hanno ancora avuto modo di approfondire i misteri del cristianesimo esoterico secondo la concezione antroposofica. Possiamo dire che l’Altissima Entità solare del nostro universo, nell’udire il lamento di sofferenza e di dolore provenire dalla Terra, mosso a compassione lasciò il Sole per venire in soccorso di noi uomini. Fu per il Cristo un puro atto libero d’amore universale e un sacrificio infinito, in quanto dovette abbandonare un’altissima dimensione spirituale e scendere comprimendosi sempre più, per entrare nell’angusta corporeità di uno degli uomini più evoluti della Terra, vale a dire l’uomo Gesù di Nazareth dietro la cui Personalità umana si celava il grande Zarathustra, uno dei più alti iniziati solari e discepolo del Cristo, oggi conosciuto come «Maestro Gesù». Questa Sua discesa da mondi infiniti dello spirito fu per la Terra e per gli uomini, un’esperienza nuova e nello stesso tempo stravolgente, in quanto per la prima volta un «impulso divino» attraversava l’esperienza della morte umana, per ridurre il potere di Arimane sulla paura che incuteva agli uomini del quarto periodo di cultura greco-romano, nell’attraversare la porta della morte. Questo impulso divino spirituale generato dall’azione del Cristo nella Sua discesa e incorporazione in un corpo umano, divenne visibile e oggettivo come menzionato dall’evangelista Marco nel suo Vangelo, dove egli racconta che quando i soldati romani arrestano Gesù nel giardino dei Getsemani, grazie al tradimento di Giuda, era presente un giovinetto avvolto in un lenzuolo che seguiva Gesù da distante cui i soldati romani cercano invano di prenderlo, ma riuscendo solo a togliergli di dosso il lenzuolo lasciandolo nudo. Nel vangelo di Marco leggiamo: “Un giovane lo seguiva, coperto soltanto con un lenzuolo, e lo afferrarono; ma egli, lasciando andare il lenzuolo, se ne fuggì nudo” (Mc 14,51-52). Rudolf Steiner dice che questo giovane rimasto nudo è l’Impulso del Cristo; è come dire un archetipo spirituale, un “Entità-Io superiore” dell’umanità, il quale essendo rimasto nudo deve essere rivestito dagli uomini. Come ogni “Io” ha bisogno di essere rivestito di un corpo astrale, un corpo eterico e un corpo fisico, anche l’Impulso dell’Io del Cristo deve essere rivestito da questi tre elementi spirituali cosmici in modo da essere compenetrato dal Vero Io cosmico del Cristo, cosicché l’umanità possa superare le catastrofi future; cioè quella alla fine della nostra quinta Epoca (la guerra di tutti contro tutti); la seconda, alla fine della sesta Epoca dei sette suggelli e la terza, alla fine della settima Epoca delle sette trombe (vedi nota 36 Tav.1). Riassumendo possiamo dire che l’Impulso del Cristo è l’impulso dell’Io scaturito dall’evento del Golgotha che l’umanità deve rivestire di un corpo astrale, un corpo eterico e un corpo fisico, in modo da superare le prove future cui secondo le indicazioni di Rudolf Steiner l’uomo può sviluppare attraverso:
a) Corpo Astrale = con lo sviluppo delle forze di “fiducia, di vera fede e di meraviglia”.
b) Corpo eterico = con lo sviluppo di “vero amore e dedizione verso gli altri”.
c) Corpo fisico = con lo sviluppo della “coscienza morale” Fede, fiducia e meraviglia; aiutare il prossimo con vero amore e dedizione; e sviluppo della coscienza morale, sono le virtù animiche spirituali che dobbiamo sviluppare per rivestire l’Impulso del Cristo quale «Archetipo spirituale» della futura umanità, che potrà essere salvata e superare le prove finali col male e con la magia nera delle entità degli ostacoli, in un futuro ancora remoto ma che comunque occorre già preparare ora, dal nostro quinto periodo di cultura (vedi L’impulso del Cristo e l’impulso dell’uomo – Pensieri Antroposofici dell’Anima).
13 Al di sopra dell’ «Io superiore», Rudolf Steiner ci svela l’esistenza di un «Io» ancora più superiore che possiamo definire un «Entità superspirituale» il quale, è il «vero nocciolo» di tutto l’essere umano e che la Scienza antroposofica chiama, “vero Io o Scintilla divina”. Rudolf Steiner menziona pochissime volte questa parte costitutiva umana, difatti ne parla soltanto in una conferenza tenuta a Bologna e in alcune pagine del libro «Sulla Via Dell’Iniziazione», dove alla fine sintetizza il concetto del vero Io in questo modo: «L’uomo porta in sé un “vero Io” che appartiene a un mondo sopraspirituale. Nel mondo dei sensi [fisico] questo “vero Io” è come nascosto dalle esperienze del pensare, del sentire e del volere [che l’uomo fa durante la sua vita terrena]. Perfino ancora nel mondo spirituale l’uomo acquista coscienza di questo “vero Io” soltanto estirpando in sé i ricordi di quanto può sperimentare mediante il suo pensare, sentire e volere». (Sulla via dell’Iniziazione O.O. n.12 – La soglia del mondo spirituale, pag. 190 -194).
