
Rappresentazione immaginativa della costellazione dell’ Acquario
«La regione dell’Acquario è legata alla Gerarchia degli Angeli. Fra tutte le sostanze terrestri, il loro essere ha una particolare relazione proprio con l’acqua. L’acqua sulla Terra è il riflesso fisico della sostanza dell’etere cosmico, dal quale sono formati i corpi eterici degli Angeli e degli uomini. Il corpo eterico ha innanzitutto due qualità: in primo luogo “la vita”, in secondo luogo la memoria. Per questo motivo nei racconti e nelle leggende dei diversi popoli incontriamo l’immagine “dell’acqua viva” o dell’”acqua della vita”, come simbolo delle forze vivificanti dell’etere cosmico» (“Le Dodici notti Sante e le Gerarchie Spirituali”, di Sergej O. Prokofieff).
Epoca dei Pesci o dell’Acquario? II
Dopo questa breve sintesi astronomica spirituale necessaria per meglio capire in parte i meccanismi spirituali che operano in modo occulto dietro l’universo fisico e di cui la scienza ufficiale ignora del tutto basandosi esclusivamente in modo infantile solo sulla famosa teoria dello scoppio iniziale del “Big Bang”, vogliamo ora cercare di rispondere alla domanda postaci all’inizio del nostro tema e cioè: l’evoluzione umana è ancora sotto l’influenza della costellazione dei Pesci e fino a quanto tempo, vi resterà ancora, prima che subentri la costellazione dell’Acquario?
Sappiamo che il nostro Sole si sposta con moto retrogrado apparente (come pianeta) attraverso le dodici costellazioni e a ogni equinozio di primavera, ossia il 21 Marzo di ogni anno, nasce nella direzione di una costellazione di cui però ogni anno retrocede di qualche “primo” di grado, per cui dopo settantadue anni il Sole si sposta di un grado nei confronti della costellazione di nascita. Questo vuol dire che per esempio se una persona nasce il 21 marzo nel segno dell’Ariete, dopo che siano passati settantadue anni, il giorno di nascita non sarà più il 21 marzo, ma il 22 marzo. Dalla scienza astronomica sappiamo che le costellazioni non sono esattamente equidistanti una dall’altra, come già citato, alcune hanno uno spazio minore di trenta gradi, altre sono più ampie. Pertanto nell’erigere l’Oroscopo o il tema natale, gli astrologi prendono in considerazione i due aspetti sopra citati, ossia nel primo aspetto stellare del Sole, la persona avrà le caratteristiche animiche in rapporto alla costellazione del segno di nascita; nel secondo aspetto planetario del Sole, la persona aggiungerà altre caratteristiche che potranno rafforzare o meno la sua personalità umana secondo il “segno” della costellazione che viene determinata dal luogo, dall’ora e dai minuti di nascita, e che nell’oroscopo personale è chiamato “Ascendente”. Per questo in astrologia occorre distinguere tra le “costellazioni fisse celesti” cui formano il circolo zodiacale e i “segni astrologici” che rappresentano il risultato apparente dello spostamento precessionale del Sole nei confronti dello Zodiaco. Venne così stabilito che i dodici “segni” delle costellazioni fossero equidistanti una dall’altro di trenta gradi e di conseguenza, l’intero cerchio zodiacale di 360 gradi ossia (30 x 12), cioè il cammino apparente precessionale che il Sole fa attraversando l’intero Zodiaco. Fatta anche questa breve premessa dobbiamo ora capire l’epoca in cui viviamo, cioè il Sole al 21 marzo dell’equinozio di quest’anno, in quale costellazione notturna sorgeva, se in quella dei Pesci o nella costellazione dell’Acquario che, come abbiamo detto, fanno parte delle cinque costellazioni notturne da cui l’uomo è influenzato da forze oscure che deve purificare e redimere durante l’arco dell’eone terrestre.
La risposta ci viene dall’Antroposofia, dove appunto stando ai calcoli di Rudolf Steiner, il Sole impiega 25920 anni per compiere un giro attraverso le dodici costellazioni e ritornare al punto di partenza. Ossia, se all’equinozio di primavera diciamo che il sole, il 21 di marzo nasceva nella costellazione dei Pesci, dopo un giro di 360 gradi, cioè dopo 25920 anni, il Sole all’equinozio di primavera nascerà di nuovo il 21 di marzo nella stessa costellazione di partenza, ossia quella dei Pesci; vale a dire che dalla Terra un astronomo osserverà gli stessi aspetti stellari che un suo predecessore aveva osservato 25920 anni prima. Per questo fu stabilito che l’intero giro del Sole attraverso lo Zodiaco, fosse chiamato col nome del filosofo Platone”anno platonico”, ossia che quando nel cosmo stellare sia trascorso un anno platonico, sulla Terra saranno trascorsi 25920 anni! E quando il Sole si sposta di trenta gradi, cioè quando attraversa una costellazione, sulla Terra saranno trascorsi 2160 anni. E ancora, quando il Sole si sposta di un grado (1 grado) attraverso una costellazione, sulla Terra saranno trascorsi settantadue anni; cioè l’equivalente della durata media della vita umana e che appunto è chiamato “un giorno cosmico”. Per meglio dire, un “giorno cosmico” ha sempre significato nella conoscenza esoterica la durata media della vita umana, giacché esiste un rapporto cosmico tra l’uomo e la sua “Stella” o la costellazione di nascita; per cui tutto il tempo che l’uomo continua a vivere sulla Terra dopo i settantadue anni, è un dono divino che si manifesta ora in un nuovo rapporto tra l’uomo e il Sole quale “Stella” del nostro sistema solare. Tutto questo ci porta a dire che secondo Rudolf Steiner, il 21 marzo dell’equinozio di primavera di quest’anno, il Sole sorgeva a circa nove gradi dalla costellazione dei Pesci, essendo appunto entrati circa nell’anno 1413 e vi rimarremo fino all’anno 3573 circa, cioè il tempo per attraversare la costellazione dei Pesci (1413+2160=3573). Dopo quest’ulteriore introduzione forse per alcuni un po’ pedante, ma necessaria per capire alcuni termini astrologici, entriamo nel merito del titolo di quest’articolo: “Siamo ancora nell’Epoca dei Pesci o siamo già entrati in quella dell’Acquario”?
È nella credenza attuale di alcuni astrologi e filosofi moderni, amanti dell’Astrologia contemporanea, la certezza di essere quasi entrati nell’epoca dell’Acquario (secondo alcuni nel 2100, altri nel 2600 circa), giacché viviamo in un periodo d’innovazione tecnologica informatica e… altro, dove appunto secondo costoro, le influenze uraniane (Urano è in rapporto al segno dell’Acquario) si fanno sentire anzitempo nella nostra civiltà attuale. Occorre qui ricordare che secondo Rudolf Steiner, in ogni epoca si manifestano degli impulsi spirituali sia dell’Epoca passata sia di quella seguente, dove alcuni agiscono come impulsi antichi ritardatari di contrasto, altri come impulsi innovatori di cambiamento, di novità, di trasformazione, ecc. In tal caso le forze luciferiche agiranno come forze antiche di contrasto, quelle arimaniche come forze innovative ma anche frenetiche, caotiche, ecc. Nel mezzo agiscono però anche le forze spirituali che promuovono l’elevazione morale dell’anima umana verso l’Impulso del Cristo scaturito dall’evento del Golgotha, ossia le forze divine degli Dei buoni della giusta evoluzione che tenderanno a preparare l’umanità all’evento futuro del Sé spirituale7 che, potremo accogliere nel prossimo sesto periodo di civiltà menzionato dall’Apocalisse di Giovanni e chiamato periodo di “Filadelfia”8. Pertanto, è importante che in questa nostra epoca dello sviluppo dell’anima cosciente, l’umanità si prepari moralmente risvegliandosi alla vita spirituale in modo da essere in grado nell’epoca futura, a ricevere dall’alto come dono, un principio microcosmico del Sé spirituale. Se quindi fosse vero che il Sole nella sua precessione dell’equinozio di Primavera stesse per entrare tra breve nella costellazione dell’Acquario, resterebbe pochissimo tempo per realizzare lo sviluppo dell’anima cosciente, ossia di quella parte dell’anima umana che è strettamente unita al Sé spirituale o anima superiore, il cui sviluppo ha avuto inizio in concomitanza appunto dell’entrata nei Pesci nell’anno 1413. Se l’anima cosciente difatti, non sarà sviluppata durante l’arco del quinto periodo di cultura che come citato terminerà nell’anno 3573, non potranno compiersi nel sesto periodo di cultura in concomitanza della nascita del Sole nella costellazione dell’Acquario, le nozze spirituali di cui parla il Vangelo di Giovanni, ossia le nozze di “Cana” (Gv 2,1). Vale a dire l’unione tra l’anima umana e lo spirito divino (l’Io superiore), attraverso cui l’uomo accoglierà in sé il Cristo similmente all’esperienza avuta da Paolo sulla via di Damasco. Questa indicazione c’è data appunto dal vangelo di Giovanni, laddove egli narra che Gesù e sua madre Maria, sono invitati a delle nozze che si tengono in una località sconosciuta chiamata Cana, situata a nord-est di Nazareth e a nord del Monte Tabor nella Galilea antica. A un certo punto viene a mancare il vino e la madre di Gesù chiede se può rimediare attraverso un “segno”. Il Cristo quasi seccato, dice alla Madre che non è ancora arrivato il Suo tempo (in quanto Egli potrà manifestarsi all’umanità soltanto nel sesto periodo, dopo che gli uomini avranno sviluppato l’anima cosciente in modo da poter ricevere il Sé superiore), ma la madre di rimando dice ai servi di preparare le “sei giare” (sei = sesto periodo di cultura; giare = simbolo dell’Acquario) che erano usate per la purificazione dei Giudei; al che, il Cristo fa riempire le giare di acqua corrente e dice ai servi di servire agli invitati i quali, hanno tutti la sensazione di bere del vino (Gv 2,1-9).
Le nozze spirituali che sono qui menzionate come il primo dei sette “ segni o miracoli” descritti da Giovanni evangelista, sono appunto riferite al sesto periodo di cultura cioè il periodo che seguirà il nostro attuale tra circa 1500 anni, dove appunto l’umanità più evoluta riceverà dall’alto del mondo angelico un “principio microcosmico” del Sé spirituale, cioè avverranno le ”nozze di Cana” menzionate nel secondo capitolo del Vangelo di Giovanni. Ma affinché possano avvenire queste nozze tra l’uomo inferiore e l’anima o spirito superiore, (ciò non cambia, in quanto il Sé spirituale e l’Io superiore sono strettamente congiunti in un’unità spirituale), occorre prima di tutto sviluppare l’anima cosciente, il cui sviluppo iniziato come suaccennato nel 1413, si protrarrà per l’intero arco di 2160 anni, cioè per tutto l’arco del nostro quinto periodo di cultura anglo – germanico. Per non dilungarci troppo poiché l’approfondire quest’aspetto ci porterebbe oltre il nostro tema, spieghiamo in sintesi che l’evoluzione umana è svolta attraverso sette “Eoni” o “Stati di Coscienza Cosmici”9 di cui, ogni stato di coscienza è diviso in sette grandi Epoche che la Scienza dello Spirito o antroposofia, chiama: “Polare, Iperborea, Lemurica, Atlantica, quinta Postatlantica, sesta Postatlantica e settima Postatlantica”. A sua volta, ogni Epoca è suddivisa in sette periodi di cultura della durata di 2160 anni circa, di ciascun periodo. Perciò in ogni periodo di cultura l’uomo sviluppa una parte dei suoi sette arti corporei, animici e spirituali10 e un grado di perfezionamento morale, tramite cui l’Io umano possa arrivare a realizzare quella coscienza autonoma e libera fino ad autoconoscersi quale essere originario celeste avente in sé un che di divino. Alla fine dell’eone terrestre o del quarto stato di coscienza cosmico, l’uomo raggiungerà il grado spirituale attuale degli Angeli, dopodiché continuerà a perfezionarsi in successivi gradi o stati di coscienza superiori, fino a raggiungere in un lontanissimo futuro, il grado di “super-coscienza” di Archai.11
Lo sviluppo dell’uomo avviene dunque attraverso l’evoluzione di grandi Epoche e periodi di epoche, alfine di raggiungere quel futuro perfezionamento angelico sopra descritto, per cui andando indietro nel tempo della storia umana in quel lontanissimo passato dopo il “Diluvio universale”, laddove ebbero inizio l’inserimento dell’Io nell’anima umana che con la sua caduta dal mondo celeste, determinò la causa verso l’incarnazione terrestre e di conseguenza, l’inizio del karma e della reincarnazione dell’uomo. Certamente l’uomo non fu mai lasciato in balia di se stesso, ma ebbe delle guide divine – umane che lo aiutarono e lo aiutano tuttora nella via dello sviluppo della coscienza e della redenzione verso il Paradiso perduto. Una di queste guide fu l’elevatissimo iniziato solare dei misteri atlantici e discepolo del Cristo conosciuto come Melchisedec o Noè, che guidò quella parte dell’umanità che aveva preparato alla nuova condizione climatica della Terra dopo il diluvio che aveva sommerso completamente il continente di Atlantide. Gli uomini più evoluti erano stati preparati ad adattarsi a un ambiente molto diverso, dove l’aria era più rarefatta dal clima nebbioso e umido del continente atlantico, dove era possibile vedere ora il disco solare attraverso il cielo terso non più coperto da nuvole estese pregne di acqua che l’oscuravano. Sotto la guida del ”Manu”12 divino, i superstiti più evoluti scampati al diluvio si divisero in due correnti di cui, una più settentrionale che si diresse attraverso l’Europa verso il Tibet, l’altra si diresse verso sud, verso l’Africa, dove nel terzo periodo di cultura venne sviluppata la civiltà egizia. Pertanto dobbiamo collocare quest’antico evento postdiluviano in un passato risalente a circa 7227 anni a.C., quando cioè il Sole sorgeva nella direzione della costellazione del Cancro. Difatti, in quel lontanissimo passato cui l’umanità entrava nella quinta Epoca Postatlantica, ebbe inizio anche il primo periodo di cultura chiamato dalla Scienza dello Spirito o antroposofia “paleo – Indiano”, dove l’Io umano, iniziò a perfezionare in modo incosciente il suo corpo eterico. Dopodiché l’uomo entrò nel secondo periodo di cultura (circa 5067 a.C.) chiamato “paleo – Persiano”, sotto la guida del grande iniziato solare Zarathustra quando il Sole sorgeva in direzione della costellazione dei Gemelli, dove venne sviluppato il corpo senziente (corpo astrale).
Finalmente nel terzo periodo di cultura (circa 2907 a.C.) l’Io umano iniziò a sviluppare il suo nucleo interiore animico, ossia quella parte dell’anima umana, attraverso cui l’uomo inizia ad autoconoscersi come un “Essere” che pensa, che sente e che vuole. Possiamo pertanto collocare il terzo periodo di cultura chiamato egizio-caldaico-ebraico, quando il Sole sorgeva in direzione della costellazione del “Toro” sotto la guida del grande inauguratore della civiltà egizia Ermete Trismegisto o Thoth discepolo di Zarathustra, dal quale ricevette la saggezza dei misteri dello “Spazio”. Mentre all’altro suo discepolo cioè a Mosè, fondatore della civiltà ebraica, Zarathustra concesse la saggezza del “Tempo” (vedi: “Il Vangelo di Matteo O.O. 123”), dove appunto l’Io umano, cominciò a sviluppare l’anima senziente o dell’istinto. L’anima umana cominciò d’allora in poi, ad affacciarsi al mondo esterno e a sperimentare in sé la bellezza del creato e attraverso l’antica chiaroveggenza crepuscolare, di cui era dotato il popolo egizio proveniente dalla corrente meridionale formatasi dopo la catastrofe atlantica, iniziò a leggere nelle stelle la volontà divina degli Dei. Attraverso questa lettura stellare quale si manifestava nei sacerdoti iniziati egizi nei “Templi misterici” come direzione divina dell’umanità, era data la conoscenza della scienza, dell’arte e della religione, in una specie di sintesi armonica unitaria che dobbiamo di nuovo ritrovare nel nostro periodo attuale, anche se con una coscienza e forme diverse. Seguì poi il periodo greco-romano (747 a.C. – 1413 d.C.), con lo sviluppo dell’anima razionale o della ragione, sotto la guida di uomini bodhisattvici quali Orfeo e Apollo e grandi Personalità storiche di filosofi e iniziati nei diversi misteri sparsi dappertutto nella Grecia antica, quali: “Talete, Pitagora, Socrate, Platone, Aristotele, ecc.”, mentre il Sole sorgeva allora in direzione della costellazione dell’Ariete. Il quarto periodo greco-romano segnò un inizio, un punto zero tra la discesa dell’anima dai mondi dello spirito e la sua risalita al mondo originario divino, esso è come uno spartiacque tra la nostra storia millenaria e la tradizione antica cui era stata vissuta dall’umanità in modo sognante come anima di gruppo nel grembo del proprio popolo di appartenenza. Viene indicato come “il tempo dei tempi” a seguito del quale l’Io umano, comincia a risvegliarsi alla vita divina interiore grazie alla discesa dello Spirito della Pentecoste mandato dal Cristo, dopo gli avvenimenti dell’evento del Golgotha, accaduti in Palestina. Sappiamo dai Vangeli e dalla Scienza antroposofica, grazie alla chiaroveggenza di Rudolf Steiner, che l’Altissimo Dio solare si fece uomo tramite l’incorporazione in Gesù di Nazareth e attraversò la morte e la resurrezione, dando a tutta l’umanità, la possibilità di redimersi e riscattarsi dal peccato originario degli antenati biblici Adamo ed Eva, e di potersi ora elevare a stati di coscienza superiori cui non è mai stato dato finora a nessuna entità gerarchica del nostro sistema solare. Il “tempo dei tempi” segnò un evento grandioso, una pietra miliare nell’ambito della storia cosmica – umana di un accadimento che non si ripeterà più in tutto l’arco dell’evoluzione terrestre, in cui un Dio fu sacrificato come “Agnello Mistico” (con riferimento alla costellazione dell’Ariete) per assumere su di Sé tutti i peccati del mondo: naturalmente soltanto quelli oggettivi, giacché quelli soggettivi devono essere compensati individualmente attraverso la “legge karmica”. (II. continua)
Collegno 4 luglio 2019 Antonio Coscia
Note Integrative
7 Occorre dire che in ogni Epoca e i suoi periodi di cultura, l’umanità o l’Io umano terreno, ha il compito di sviluppare in modo sempre più cosciente, una parte costitutiva della sua natura umana. Pertanto, come sappiamo, nel nostro quinto periodo di cultura l’Io inferiore lavora allo sviluppo dell’anima cosciente, tramite cui egli prenderà coscienza della sua natura profonda spirituale la quale ha in sé un che di divino cui è congiunto a un essere a lui superiore, che l’ha sempre guidato. Nel prossimo futuro sesto periodo di cultura l’Io umano che sarà congiunto al suo Io superiore, accoglieranno dall’alto, dal mondo angelico, come dono profetico futuro dello stato di coscienza di Giove, un principio microcosmico del Sé spirituale che andrà a congiungersi agli altri arti animici e spirituali dell’uomo, ossia: «Corpo fisico, corpo eterico, corpo astrale, anima senziente, anima razionale e anima cosciente». In un prossimo futuro ancora più lontano accoglierà dall’alto del mondo arcangelico un principio microcosmico dello “spirito vitale” (Budhi), dopodiché avverrà una catastrofe chiamata “la guerra di tutti contro tutti”. Seguiranno poi ancora una sesta e una settima Epoca, con sette periodi di cultura; dopodiché la Terra sarà trasformata in una Terra astrale.
8 Filadelfia era una delle sette chiese dell’Asia minore (all’epoca dell’inizio del cristianesimo), menzionata da Giovanni Evangelista nel libro “Apocalisse” secondo la rivelazione avuta dal Cristo Gesù durante un momento estatico chiaroveggente, sull’isola di Patmos. Secondo la visione veggente, Giovanni scrive all’Angelo guida di ogni chiesa per avvertirli che il comportamento della comunità cristiana non è conforme alla morale cristiana. In realtà questo libro come tutti i libri che nascono da una visione spirituale, è una rivelazione data all’umanità come guida e nello stesso tempo come avvertimento per aver errato dalla retta via segnata da Dio, a causa del suo io immaturo e imperfetto. La Profezia vuole dare una possibilità all’uomo o, alla comunità umana che si sviluppa attraverso le diverse epoche di cultura, di ravvedersi in modo da non peggiorare il suo stato e metta in pericolo il suo sviluppo della sua meta futura terrena. Pertanto come il libro dell’Antico Testamento, rappresenta il passato dell’umanità antica discesa dal mondo spirituale a causa del peccato originale; cosi il Nuovo Testamento, rappresenta l’uomo futuro che riscattato dal sacrificio del Cristo, può ricongiungersi col suo Io o “Immagine” superiore, tramite lo sviluppo della sua coscienza morale che deve conquistare nelle sue esperienze terrene, attraverso il discernimento del bene e del male. L’Apocalisse è invece un libro esoterico simbolico che vuole avvertire l’umanità o l’uomo, di ciò che avverrà in un futuro che può essere vicino o lontano secondo il contesto cui esso è riferito, e dove l’umanità può, volendo, porvi rimedio prendendo coscienza di quanto abbia errato dalla retta via e decida di redimersi, accogliendo l’Impulso del Cristo. Pertanto Giovanni, il discepolo più amato dal Cristo (per il fatto che tra i due c’era una relazione tra Maestro e discepolo, nata durante il risveglio iniziatico, come Lazzaro), parte da una visione veggente dove è accompagnato dalla guida del suo Angelo nel mondo spirituale dove incontra il Cristo Gesù, che gli mostra in immagini akashiche future, ciò che l’umanità dovrà affrontare quale effetto delle sue azioni negative terrene. Grazie all’altissima iniziazione ricevuta dal Cristo, Giovanni è in grado di vedere chiaroveggentemente fino al grado dell’Intuizione, (ossia fin’oltre il mondo stellare o mondo della ragione), dove gli viene mostrato e spiegato dal Cristo Gesù, le immagini delle “sette coppe dell’ira”. Nel mondo ispirativo (ossia nel mondo dei Pianeta o mondo Celeste), egli vede le immagini delle “sette trombe” e infine, nel mondoastrale egli vede le immagini dei “sette sigilli”. Possiamo ancora aggiungere che le “sette chiese“ rappresentano la comunità umana nel suo sviluppo attraverso i sette periodi di cultura della quinta Epoca Postatlantica. I “sette suggelli”, indicano quello che l’umanità dovrà affrontare attraverso i sette periodi di cultura della sesta Epoca Postatlantica. E le “sette trombe”, ciò che l’umanità dovrà affrontare nei sette periodi di cultura della settima Epoca Postatlantica.
9 L’evoluzione umana secondo la Scienza dello Spirito o antroposofia, si svolge attraverso sette “Stati di Coscienza Cosmici” o “Eoni Cosmici” che sono chiamati: “Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano”. Attualmente la Terra ha attraversato tre stati evolutivi cosmici di coscienza o possiamo anche dire “metamorfosi cosmiche”, e cioè: “Saturno, Sole, Luna e infine, il nostro eone Terra”. Saturno nacque come “Cosmo di calore” grazie al dono degli Spiriti della Volontà o Troni, dai quali nacquero gli Spiriti del tempo o Archai; mentre l’uomo passava attraverso uno stato di coscienza minerale, molto ottuso. Esso si trasformò in “Cosmo eterico” cui si aggiunsero “l’aria e l’etere di luce” sull’antico Sole, quale dono degli Spiriti della Saggezza o Kyriotetes, dai quali nacquero gli Spiriti del Fuoco o Arcangeli; mentre l’uomo passava attraverso uno stato di coscienza vegetale, ottuso. Nel terzo eone o stato di coscienza dell’antica Luna, si trasformò in “Cosmo astrale”, cui si aggiunsero “l’acqua e l’etere del suono”, grazie al dono degli Spiriti del movimento o Dynameis, dai quali nacquero gli Angeli; mentre l’uomo passava attraverso uno stato di coscienza animale, di sogno. Infine nel quarto eone o stato di coscienza si trasformò nella nostra Terra fisica, cui si aggiunsero il “solido e l’etere di vita”, quale dono degli Elohim o Spiriti della Forma, da cui nacquero gli uomini i quali passano attraverso una coscienza di veglia. I nomi scelti non sono riferiti ai pianeti attuali del nostro sistema solare ma, questi indicano soltanto il punto, dove si espandevano le sfere cosmiche dell’antico Saturno fino al pianeta Saturno attuale; l’antico Sole fino al pianeta Giove attuale e l’antica Luna fino al punto in cui è collocato il pianeta Marte attuale. Questi antichi sistema Planetari o sfere cosmiche, non vanno immaginate come il nostro sistema fisico solare attuale, ma come sfere spirituali cui nessun occhio fisico avrebbe potuto vedere, in quanto erano delle sfere spirituali costituite da solo calore, da “Etere di Calore” che abbiamo chiamato Saturno. Poi il tutto si trasformò in un sistema eterico e astrale, cui si aggiunsero le sostanze più grossolane, ossia l’aria e l’acqua, e, quelle più sottili, cioè l’etere di luce e l’etere del suono; infine nel nostro sistema solare e stellare, si aggiunse come sostanza più densa il solido e il minerale, e come sostanza più sottile o spirituale l’etere di vita. Soltanto dunque nel quarto stato di coscienza o eone cosmico terrestre il tutto si condensò nel nostro sistema solare attuale cui, si aggregarono insieme i quattro eteri: “Calore, luce, suono e vita”, che nell’Epoca Lemurica, con la cacciata dell’uomo dal paradiso terrestre, furono sottratti ad Adamo l’etere del suono e l’etere della vita, di cui non è possibile aggiungere altro in questa nota. Possiamo solo aggiungere che i due eteri sottratti ad Adamo, ossia l’etere di vita e l’etere del suono, ci saranno dati nel momento in cui l’uomo avrà sviluppato l’anima cosciente, in modo da elevarsi a stati superiori di coscienza cosmici futuri che abbiamo chiamato: “Giove, Venere e Vulcano”.
10 L’uomo è un essere trino costituito da corpo, anima e spirito. La vera Individualità umana che s’incarna in ogni vita è l’Io superiore dono degli Spiriti della Forma o Elohim creatori che si rispecchia come immagine imperfetta nell’io terreno o Personalità inferiore. Nell’ambito della prima parte evolutiva Terra-Marte della quinta Epoca Postatlantica del nostro quarto stato di coscienza, l’io umano lavora in modo incosciente per perfezionare e trasformare i suoi arti animici quali: il corpo eterico, il corpo senziente, l’anima senziente, e parte dell’anima razionale. Poi dopo, con l’avvento del Cristo e della coscienza dell’io data all’uomo grazie alla morte e resurrezione del Cristo Gesù, l’umanità entrò in una seconda fase evolutiva dell’evoluzione terrestre chiamata Terra-Mercurio, dove l’uomo iniziò a lavorare su se stesso in modo più cosciente, ma non ancora del tutto, fino all’inizio dello sviluppo dell’anima cosciente nel quindicesimo secolo (1413 circa). Oggi siamo tuttora in questo sviluppo dell’anima cosciente (che durerà fino al 3573 circa) che soltanto pochi, quelli che accolgono una conoscenza spirituale superiore e iniziano a lavorare con più consapevolezza non solo allo sviluppo dell’anima cosciente, ma in parte, anche purificando il corpo astrale trasformandolo nel principio superiore del Sé spirituale. Un principio del Sé spirituale, sarà comunque dato all’umanità (per coloro che si preparano già da ora ad accogliere l’Impulso del Cristo) come dono, dall’alto del mondo angelico nel sesto periodo di cultura, ossia nell’ultimo terzo del quarto millennio.
11 Nell’ultimo stato di coscienza cosmico chiamato Vulcano, l’umanità sarà quasi arrivata al termine della sua meta evolutiva dove svilupperà l’ultimo arto cosmico umano, cioè l’Uomo spirito o l’Atma e una super coscienza superiore che nella Scienza antroposofica è chiamata “veggenza Intuitiva”; egli allora realizzerà ciò che l’umanità contemplò come Personalità divina – umana vissuta nel Cristo Gesù negli eventi di Palestina.
12 Il Manu e un essere umano molto evoluto che ha superato di molto l’evoluzione normale, egli lavora in modo cosciente similmente a come fa un Archai, alla trasformazione del suo corpo fisico in Uomo spirito o Atma. In questo lavoro egli è ispirato non solo da un Archai, ma anche da Entità superiori della seconda gerarchia spirituale. Prima del Cristo operò nell’umanità il Manu divino che conosciamo col nome di Noè, il quale aiutò l’umanità ad attraversare la catastrofe atlantica o come descritto nell’Antico Testamento, il “Diluvio Universale”. Egli era anche conosciuto a Gerusalemme come Melchisedec, il re-sacerdote del Dio Altissimo, ossia il Dio sumerico El-Elyōn, cui va incontro ad Abramo al quale offre pane e vino, in cambio di una decima del bottino conquistato nella “Valle dei re”. Dopo l’evento del Cristo il nuovo Manu sarà un uomo molto evoluto che sarà al servizio del Cristo cui aiuterà l’umanità più evoluta, a superare la catastrofe della “guerra di tutti contro tutti” ed iniziare la sesta Epoca Postatlantica.
