
Ai visitatori del Blog «PENSIERI ANTROPOSOFICI DELL’ANIMA» auguro un caldo augurio di Buone Feste.
A tutti quelli che credono e a quelli che non credono, a tutti gli uomini di pace, ma che senza pregiudizi riescano ad accogliere queste parole di pace, auguro un buon Natale! Che possiate viverlo in armonia e pace con tutti i vostri familiari, cosicché questa festa universale possa essere commemorata come un impulso di speranza che riscaldi i nostri cuori e possa migliorarci ed elevarci a quella «Patria divina spirituale» che abbiamo perduto, ma che attraverso questa festa dell’Ispirazione possiamo ritrovare. Possiamo cambiare noi stessi e questo mondo, se con il cuore e con la nostra volontà accogliamo in noi questo impulso d’amore universale che non appartiene solo alla tradizione cattolica-cristiana, in quanto è una festa di tutta l’umanità istituita da papa Liborio nel 354 d.C. al posto della festa del «Dio Sole invitto» e quella dedicata al Dio Mitra. Egli, (forse per un’ispirazione divina) sostituì la festa della nascita del Cristo che era festeggiato dai primi cristiani il 6 gennaio, con la nascita virginale del bambino divino Gesù di Nazareth menzionato nel vangelo di Luca, dando così maggior rilievo e impulso al cristianesimo che, essendo diventato religione di Stato grazie a Costantino il Grande, si fondava ora su di un evento storico e non di un evento mistico qual era stato finora con la nascita del Cristo nel Giordano, attraverso il Battesimo di Giovanni. La Chiesa cattolica perse così il Cristo Cosmico, sostituendolo con il Cristo bambino, il «Figlio di Dio», il puro archetipo umano della fanciullezza non toccato dalle forze dell’ostacolo di Lucifero, incarnatosi per la prima volta come uomo a Betlemme e chiamato Gesù di Nazareth. Cosicché l’Epifania del Signore si trasformò nell’immagine popolare della Befana, una strega volante su di una scopa. Il 25 di dicembre non festeggiamo dunque una festa pagana o cattolica-cristiana, come alcune correnti religiose pensano. Invece, festeggiamo la festa universale della pura fanciullezza, la ricorrenza della nascita nel nostro mondo di quella parte infantile della natura divina che è in fondo all’anima di ogni uomo sia egli mussulmano, buddhista, confuciano o, appartenente a qualsiasi razza o etnia; sia egli credente o non credente, non fa nessuna distinzione. Questa festa dell’ispirazione e del ricordo della nostra fanciullezza divina aspetta di essere redenta da noi tramite l’impulso del Cristo, l’Impulso divino che attraversò la morte sul Golgotha. Vale a dire di quell’Entità che conosciamo come Cristo o come Cristo-Sole, Jahvè, la “Parola” cosmica universale, Dio Figlio, il Logos Creatore, il Signore Dio. Ovvero di quell’Entità divina che è sempre stata la sola e unica manifestazione dell’unico Dio Cosmico del nostro universo, il cui vero nome è ed è sempre stato e, sarà sempre per gli iniziati cristiani di tutti i tempi: «L’IO SONO L’IO SONO».
Perciò possiamo seguire qualsiasi scuola di pensiero, religione o movimento religioso, se camminiamo nella luce alla ricerca della “verità”, non possiamo non sentire in queste parole la stessa verità annunciata alla “svolta dei tempi”; solo che è annunciata in una forma nuova secondo l’evoluzione moderna. La verità può cambiare forma ma la sostanza non cambia! Essa è stata e sarà sempre la stessa, e cioè che questa è la festa della nostra origine, di quel bambino divino che è ancora addormentato in noi e aspetta di essere risvegliato dallo Spirito cosmico, quello stesso Spirito cosmico che discese sugli apostoli quale luce della Pentecoste, ossia della libera Individualità autonoma. Non festeggiamo dunque un culto pagano o cattolico, ma la festa della nostra origine divina, della pura fanciullezza che dobbiamo redimere e ritrovare in noi stessi, affinché non ci induriamo troppo nel nostro egoismo e perdere la meta della nostra evoluzione umana-divina.
Collegno, dicembre 2019 Antonio Coscia
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