
Come superare l’angoscia animica del presente II
Occorre saper interpretare i “segni dei tempi” e il giusto significato della preghiera, in modo da non ripetere frasi vuote di cui non è più compreso il vero significato della loro intima essenza quali sono state ispirate da uomini sacri. Purtroppo, non abbiamo potuto approfondire quest’aspetto esoterico della preghiera a causa del problema del virus corona. Ebbi comunque già modo di dire che affinché la preghiera possa raggiungere il suo giusto effetto debba trasformarsi in una meditazione e, allo stesso modo, la meditazione quando il suo scopo è di elevarsi al mondo spirituale debba trasformarsi in una preghiera, affinché possa avere il suo effetto catartico e vitale nei nostri corpi animici. Pregare vuol dire arrivare a toccare col cuore la fonte di vita spirituale che è in noi stessi, attraverso cui veniamo rivitalizzati dalle forze sopite che sono in tal modo risvegliate e attivate, avendo così la forza per superare le prove della vita. È la forza della vera “fede” che il Cristo chiedeva alle persone ammalate per guarire, che è in noi stessi, nel profondo del corpo astrale (anima). È quella fede che ci viene indicata nel senso dei Vangeli e che possiamo riassumere così:
“Ha fede chi accoglie in sé il Cristo, in modo da farlo vivere in sé; in modo che il Cristo viva in lui, non solo come un recipiente vuoto che ha potuto accogliere il Cristo in quanto svuotatosi dell’egoismo umano, ma che appare ora come un recipiente che è pieno di un contenuto traboccante, e questo contenuto traboccante è l’amore cosmico-umano del Cristo nell’uomo” (Vangelo di Luca O.O. 114, pag. 171).
Non è dunque una punizione divina o l’intromissione diabolica di spiriti demoniaci cui hanno perpetrato ai danni dell’umanità, mandandoci la malattia karmica da coronavirus (COVID-19), ma siamo stati noi stessi ad averla causata col nostro atteggiamento egoista, nazionalista, sovranista, e tutto ciò che in questi anni ha teso a separarci dall’altro, a mantenere lo status quo antico Jahvista di popolo che non si apre al nuovo spirito di comunità universale, allo spirito dell’umanità Michele-Cristo.6 Anche le preghiere di papa Francesco (Jorge Mario Bergoglio), non tendono a una giusta riflessione di questa pandemia, giacché la teologia cattolica dichiara eretico chi crede nella reincarnazione e nella credenza dell’esistenza dello spirito nell’uomo. Per questo egli si limita sempre a chiedere perdono a Dio, invece di stimolare i fedeli affinché prendano coscienza dei loro errori e del loro peccato di omissione verso gli altri cui può essere compensato soltanto tramite il dolore, la sofferenza e la malattia. Difatti, le prove dolorose, sono a volte l’unico strumento cui l’anima può perfezionarsi e redimersi cosicché non continui a sbagliare commettendo sempre gli stessi errori in ogni vita terrena che segue. In modo ripetitivo quale appartenente alla corrente gesuitica, egli prega Gesù (al contrario di papa Wojtyla che rivolgeva invece, le sue suppliche sempre al Cristo) affinché non ci lasci soli in balia di questo flagello, e pensa che come Gesù pianse davanti alla tomba del Suo amico Lazzaro, possa piangere senz’altro anche con noi quest’oggi, per questa pandemia. Volendo sorvolare senza alcun giudizio sui fatti menzionati da papa Francesco, cui un’analisi più accurata tramite la conoscenza esoterica della Scienza dello Spirito, ci darebbe la possibilità di interpretare in modo diverso il rapporto d’amore esistente fra il Cristo Gesù e alcuni discepoli a Lui più vicini, come Lazzaro, sua sorella Maria di Betania e Maria di Màgdala o Magdalena. Potremmo allora capire che il Cristo incarna la vera sostanza dell’amore cosmico per cui non faceva alcuna distinzione tra l’uno o l’altro discepolo; Egli per così dire, aveva un rapporto più intimo di amore particolare con Lazzaro e Maria di Màgdala, secondo l’antico rapporto iniziatico che esisteva allora tra Maestro e discepolo che li univa inseparabilmente anche dopo la morte. Questo legame antico profondo tra Maestro e discepoli venne rinnovato dal Cristo, per cui venne interpretato nella forma sbagliata da alcuni discepoli, (e ancora oggi non è compreso nel modo giusto dai teologi cattolici) cui non avevano ricevuto lo stesso tipo d’iniziazione intuitiva che permise soltanto a Maria di Màgdala e a Lazzaro, di essere sotto la croce del Golgotha fino alla morte del Cristo Gesù. Inoltre, occorre dire che Dio non può piangere con noi in quanto non avrebbe senso, perché l’effetto di questa pandemia, è una conseguenza creata dall’uomo stesso per la mancanza di coscienza verso le leggi e l’armonia che regolano la “natura” la quale, è manifestazione di Dio.
Tocca all’uomo quindi, correre ai ripari nel redimersi e riscattarsi verso gli esseri della natura, ripristinando l’ambiente naturale in cui vive, cioè l’inquinamento dell’aria, dell’acqua, della terra e da tutte le sostanze nocive che l’umanità nel suo sviluppo tecnologico e scientifico ha creato quale effetto dell’emancipazione dell’uomo, dal XVI secolo in poi. Se pensiamo agli scarichi dei gas degli aerei, delle macchine, delle navi, ecc. insieme ai pesticidi velenosi che i contadini usano dare agli alberi da frutta e alla coltivazione di cereali, legumi, e … altro, tutto ciò non solo ha contribuito a inquinare il nostro pianeta Terra, ma l’uomo stesso, è andato sempre più indebolendosi nel suo sistema immunitario fisico-eterico. Cosicché viene ora rafforzato e ripristinato tramite la complicità luciferica-arimanica7 (spiriti ostacolatori dell’uomo), attraverso la loro manifestazione tramite batteri e virus che provocano la malattia quale effetto del superamento animico dovuto all’imperfezione e impurità negative dell’io inferiore8 terreno. Difficilmente possiamo credere che Dio possa piangere per questo, poiché ciò che per noi è negativo sul piano fisico, non lo è altrettanto sul piano spirituale che invece, è un rafforzamento appunto dell’anima; la nuova generazione e noi stessi, in una prossima incarnazione sarà certamente più forte di prima, sempreché l’uomo eviti di inocularsi i veleni dei vaccini e trovi invece la via e il modo di elevarsi spiritualmente attraverso un rafforzamento morale che possa guidarlo verso la sua origine divina.
Al Papa cattolico piace molto umanizzare Dio in quanto seguace appunto della corrente gesuita, una corrente esaltata militaresca cui non si eleva al giusto spirito del Cristo, ma guarda al Cristo come a un re, che quale re del mondo regnerà un giorno su tutta la Terra. Non credo che al Maestro Gesù (l’antico Zarathustra), al Cristo Gesù o al Cristo9, piaccia loro diventare re degli uomini, quando il Cristo stesso secondo il Vangelo di Giovanni risponde a Pilato:
«Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù» (Gv 18,36).
Questo pensiero teocratico jahvista nasce in quanto sia la teologia cattolica-gesuitica sia gran parte dei filosofi attuali, non hanno più la giusta conoscenza esoterica in grado di distinguere questa altissima Personalità10 umana di Gesù di Nazareth, dietro cui operano tre altissime Individualità spirituali, spiriti eccelsi che sono a dei livelli evolutivi diversi l’uno dall’altro. Essi hanno sempre operato nell’ambito della storia evolutiva umana, come guide spirituali di un’umanità ancora oggi per certi versi ancora immatura. Fin dai tempi della creazione dell’uomo, il cui inizio secondo la Scienza antroposofica, dobbiamo collocarlo nel periodo dell’Epoca Lemurica12 o il cosiddetto periodo del paradiso terrestre in cui Jahvè o Jehovah formò l’uomo di terra Adamo, essi e in modo particolare il Cristo, hanno collaborato e guidato la discesa dell’umanità verso l’incarnazione terrena che a causa della tentazione luciferica fu separata dall’“Albero della vita” cui si cibava e dal consesso divino, alfine che conquistasse la coscienza autonoma individuale e la libertà dagli stessi creatori. Nella Bibbia difatti è scritto:
«Il Signore Dio disse allora: “Ecco l’uomo è diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell’albero della vita, ne mangi e viva sempre!” Gen 3,22».
Se da una parte l’uomo evitò di diventare un semplice automa o specchio divino, dall’altra però ebbe come conseguenza la conoscenza della morte e del dolore voluto da Jahvè, che a causa della disobbedienza per aver mangiato dall’albero del bene e del male, dovette sottostare all’inesorabile decreto divino, dove alla donna (Eva) decretò il dolore della gravidanza, mentre all’uomo (Adamo), quello di cibarsi ora attraverso il lavoro faticoso della terra con il proprio sforzo personale, giacché fu proibito loro di cibarsi dell’albero della vita” (Gen 3,16-17). In realtà dietro questo decreto jahvetico, esiste un mistero divino che Rudolf Steiner ci rivela attraverso la Scienza antroposofica, dove afferma che il dolore così come la legge della reincarnazione, è stato dato all’uomo per compensare i guasti o gli errori dovuto all’egoismo e all’ambizione umana cui l’uomo sarebbe andato incontro e che avrebbe inesorabilmente generato da lì in poi in sé stesso, in tutto l’arco della sua esistenza terrena. Attraverso, dunque, il dolore e la sofferenza fu dato all’uomo di compensare i suoi errori dovuti alla bramosia dell’egoismo ispirato dagli esseri luciferici e dal male che avrebbe generato a causa della sua ambizione di potere sugli altri, ispirato dagli esseri arimanici. D’altronde però, occorre anche dire che se da una parte l’uomo compensa i suoi errori dovuti al suo egoismo e alla sua ambizione istigato dagli spiriti dell’ostacolo, dall’altra e solo grazie a questi spiriti se egli può esimersi dal divenire un semplice specchio divino, conquistando il libero arbitrio attraverso lo sviluppo della coscienza dell’io e della sua libertà quale essere autonomo. Questo sviluppo dell’io umano iniziato nell’ultimo terzo dell’Epoca Atlantica, ossia da quando avvenne la “caduta” sul suolo terreno cui l’Io superiore quale dono di un frammento del fuoco spirituale degli Elohim o Potestà creatori, dopo aver lavorato e tratto in modo incosciente dall’involucro animico-corporeo umano le tre facoltà dell’anima, cioè “pensare, sentire e volere”13, si ritrasse poco dopo nel mondo spirituale laddove divenne guida dell’umanità e di ogni singolo uomo. In questo lavoro evolutivo spirituale, l’uomo è però anche aiutato da entità divine-umane superiori della terza gerarchia, cioè dagli Angeli, Arcangeli e Archai, senza dei quali non sarebbe possibile realizzare la meta spirituale e in modo particolare, accogliere dall’Entità divina del Cristo il vero nocciolo dell’uomo superiore, ovverosia il vero uomo creato a immagine di Dio che conosciamo come “Scintilla divina o Vero Io”.14 (II. Continua)
Collegno, 5 aprile 2020 Antonio Coscia
Agg. 25 maggio 2020 -Ultimo agg. Aprile 2023
Note Antroposofiche
6 Michele appartiene alla sfera degli Arcangeli o Spiriti del Fuoco; Egli però dal 1879 si è elevato alla gerarchia superiore delle Archai o Spiriti del Tempo, ciò vuol dire che da Spirito di Popolo è divenuto uno Spirito di civiltà e quindi oggi è la guida del cristianesimo esoterico rosicruciano a orientamento antroposofico e della nostra civiltà attuale. Egli prima dell’evento del Golgotha era uno spirito notturno e agiva nell’uomo durante il sonno come guida nel popolo ebraico e come volto di Jahvè o Jehovah. Dopo l’evento del Golgotha, è diventato uno spirito diurno e quale volto del Cristo opera nell’uomo in modo cosciente attraverso il cuore umano; ciò vuol dire che mentre prima del Golgotha agiva attraverso i pensieri umani, oggi come volto del Cristo agisce attraverso le nostre azioni d’amore nei riguardi degli altri. Per cui non serve pregare Michele per i propri desideri egoistici, ma Egli ci ascolta solo quando compiamo azioni d’amore nei riguardi altrui.
7 Le potenze luciferiche appartengono agli spiriti angelici dell’ostacolo che durante l’evoluzione dell’eone precedente, cui nella Scienza antroposofica chiamiamo antica Luna, rimasero indietro nell’attraversare il loro gradino umano. Questi angeli anormali o potremmo chiamare super-uomini ritardatari dell’ostacolo, durante lo stato di coscienza precedente, non riuscirono a superare il loro gradino umano in quanto si ribellarono verso le guide divine normali dell’evoluzione cosmica, essendo irretiti da spiriti superiori dell’ostacolo rimasti indietro e appartenenti alle Virtù o spiriti del Movimento, per cui diventarono spiriti luciferici per via del loro capo chiamato Lucifero (Diavolo), il quale a sua volta irretì l’anima umana di Adam-Eva nell’immagine del serpente del paradiso. Ogni uomo porta in sé un angelo luciferico dell’ostacolo, cui egli può vincere se purifica il suo corpo astrale accogliendo in sé l’Impulso del Cristo e redimere quest’essere sovrumano reintegrandolo nella sua categoria angelica solare. Occorre dire che grazie a queste schiere angeliche dell’ostacolo rimaste indietro l’uomo è diventato più forte e deve a loro la sua libertà.
Gli spiriti arimanici sono anch’essi spiriti dell’ostacolo, uomini-arcangeli rimasti indietro in un eone ancora più antico che la Scienza antroposofica chiama antico Sole. Essi durante questo antico secondo stato di coscienza cosmico mentre attraversavano il loro gradino umano, alcuni non riuscirono a superarlo, restando di conseguenza indietro e divenendo durante l’antico eone seguente cioè l’antica Luna, spiriti luciferici e nel nostro eone seguente terrestre spiriti del male. Sono chiamati spiriti arimanici per via del loro capo che è conosciuto come Arimane (Satana).
8 L’io o la coscienza dell’io attraverso cui l’uomo si autoconosce come un essere reale di questo mondo, in realtà è solo un’immagine imperfetta rispecchiata del nostro Io superiore nel corpo astrale dove agiscono le forze degli esseri dell’ostacolo luciferici e arimanici, dai quali l’anima è sedotta, per cui l’io umano vede il mondo naturale a cui egli appartiene in modo distorto, come in uno specchio convesso. Se non agissero queste forze arimaniche e luciferiche nella sua anima, l’uomo vedrebbe intorno a sé soltanto lo spirito, ossia gli Dei e gli esseri elementari che operano dietro la natura; inoltre vedrebbe l’essere a lui superiore ossia l’Io superiore di cui egli è solo il riflesso, cioè appunto la sua un’immagine rispecchiata. Dobbiamo però pensare che se l’uomo non potesse esimersi dal vedere il mondo spirituale, non potrebbe sviluppare la vera libertà e il vero amore cosmico umano, poiché non potrebbe conseguire la conoscenza del bene e del male attraverso il libero arbitrio; sarebbe sempre sottomesso al giogo divino.
9 Il Cristo è un Entità elevatissimo, cui non possiamo afferrarlo col nostro pensiero concettuale astratto, Egli è un Essere che abbraccia tutte le gerarchie spirituali del nostro sistema planetario e stellare, pertanto possiamo afferrarlo col nostro pensiero intellettivo solo attraverso la conoscenza concettuale astratta che c’è data dalle grandi guide spirituali, ossia i Maestri di saggezza che in Oriente sono chiamati Bodhisattva attraverso la loro dottrina o rivelazione spirituale, o tramite la conoscenza esoterica dei grandi iniziati cristiani-rosacruciani delle diverse scuole di pensiero che operano nel mondo. Possiamo quindi dire che la Scienza antroposofica quale via rosacruciana moderna, ci rivela che il Cristo è una manifestazione della Trinità universale, la quale “emanò” o “generò” da Sé un “Pensiero Divino” ossia, un “Io Universale” avente in sé le stesse facoltà caratteristiche trinitarie universali della Divinità Trina, vale a dire di “Dio Padre, Dio Figlio e Dio Spirito”. Questo Io universale, fu mandato sulla Terra, avendo il Padre sentito il grido di dolore dell’umanità morente, ma affinché questo Io supremo potesse incorporarsi nell’uomo Gesù di Nazareth, occorse un processo per la Sua discesa, alquanto delicato e complesso, dove fu necessario la partecipazione di diverse Entità spirituali appartenenti a tutti e tre i rami gerarchici e in modo particolare, a elevati uomini iniziati e Profeti che preparassero un corpo fisico adeguato per accogliere l’altissimo Dio-Sole. Pertanto, questo Dio universale iniziò la Sua discesa dal mondo del “Logos o della “Parola”, unendosi prima come un “Io stellare universale”, con la prima gerarchia cioè i Serafini, i Cherubini e i Troni, quale espressione di Dio Padre ove per modo di dire, si spogliò delle forze macrocosmiche per unirsi in un secondo tempo, come un “Io Cosmico” planetario, alla seconda gerarchia cioè le Dominazioni, le Virtù e le Potestà o Elohim creatori, quale espressione del Dio Figlio. Qui Egli si manifestò come “Agnello Mistico” attraverso un particolare Spirito delle Virtù o Dynameis; dopodiché si unì ai sei Elohim solari o Exusiai e in modo particolare con il Dio Cosmico lunare Jehovah o Jahvè e in un secondo tempo si rivelò a Mosè, nel roveto ardente (nel mondo eterico elementare), col nome dell’Io Sono. Successivamente quando i tempi furono maturi Egli si manifestò agli uomini come il “Pleroma”, o l’inviato dei sei Elohim solari, cioè l’Io Sono l’Io Sono, quale Altissimo Spirito del Sole conosciuto come Cristo, il quale attraversò la morte per ri-mettere Arimane (Satana) nei suoi limiti e per dare all’umanità un nuovo archetipo spirituale alfine che ogni uomo possa continuare la sua meta divina negli stati di coscienza superiori futuri di Giove, Venere e Vulcano (vedi la nota 12). Oggi il Cristo è vicino a noi nel mondo astrale adiacente alla Terra, quale promessa della Sua seconda venuta, cui per coloro che si prepareranno potranno incontrarlo nella Sua “Veste eterica” (Matteo 24:1-31); ciò durerà per circa tremila anni.
10 La personalità umana è l’insieme di caratteristiche psichiche e spirituali che ogni persona eredita sia come temperamenti ereditari dai suoi antenati sia dall’educazione morale dei suoi genitori e dall’ambito della vita sociale in comune con le altre persone. È il nostro ego o io inferiore cui si autoconosce come coscienza dell’io quale essere autonomo e libero che pensa, che sente e che vuole. Dobbiamo però dire che il nostro io inferiore non è il nostro vero Io reale umano, ma è solo un’immagine imperfetta rispecchiata nel nostro corpo astrale inferiore umano cui anch’esso non è il nostro vero corpo astrale ma un’immagine rispecchiata del vero corpo astrale superiore. Secondo la Scienza dello Spirito, la Personalità umana è il riflesso imperfetto sul piano fisico dell’Individualità che assume in ogni incarnazione un aspetto fisiognomico e animico secondo l’elevazione morale e spirituale conquistato nella vita precedente. La Personalità umana vive una sola vita, ma offre al suo Io superiore o Individualità umana i frutti dell’esperienza terrena, cosicché l’Io o il Sé superiore di cui egli è rivestito nel mondo spirituale (Teosofia O.O. n.9, pag. 40), può accogliere una maggiore saggezza dal mondo dello spirito cosmico. La saggezza accolta dal Sé spirituale, permetterà all’Io superiore di trasformare con l’aiuto degli Dei, i frutti accolti dall’io inferiore in facoltà spirituali che saranno inserite durante la creazione del nuovo germe spirituale futuro dell’uomo nella prossima Personalità umana che, quale sintesi di tutte le personalità umane vissute nel passato, egli vivrà in una futura incarnazione terrena con delle facoltà spirituali più elevate, cui l’aiuteranno a sviluppare una maggiore coscienza morale. La nostra Personalità attuale è quindi la sintesi di quella parte animica che si è perfezionata ed evoluta nell’ambito di tutte le incarnazioni passate, alla quale viene però ad aggiungersi prima che l’uomo si rivesta di un nuovo involucro fisico umano durante la sua discesa verso l’incarnazione terrena, quella parte di astralità oscura che non abbiamo perfezionato a causa delle nostre azioni sconsiderate nella nostra vita passata e che di conseguenza assumeranno il ruolo di “uomo ombra” o meglio definito come “Doppio”.11 Questa parte di astralità oscura che abbiamo generato nelle nostre vite passate, diventerà l’ostacolo animico (psichico) che si frapporrà come contrasto nell’ambito delle nostre decisioni della vita attuale, qualora non abbiamo fin dalla tenera infanzia rafforzato il nostro Io inferiore sia attraverso le malattie esantematiche e sia tramite una buona educazione religiosa da parte dei nostri genitori che abbiano cioè saputo infiammarci attraverso i racconti di uomini spiritualmente elevati, che furono per noi di esempio morale. Occorre ancora dire che è sempre l’Individualità superiore dell’uomo che decide d’incarnarsi in ogni vita terrena. Egli però, non scende mai sul piano fisico, ma resta nel mondo spirituale da dove appunto invia un’immagine imperfetta di sé stesso nel corpo materno di genitori a lui affini e legati karmicamente da vite precedenti, alfine che possa sperimentare e realizzare nel mondo fisico la vera libertà umana e il vero amore cosmico – umano attraverso la coscienza dell’io. Dobbiamo ancora aggiungere in modo da comprendere meglio questo aspetto della Personalità umana, spiegando che in ogni vita resta un estratto di noi stessi, ossia di quella parte che siamo riusciti a elevare spiritualmente, purificando e perfezionando la nostra anima e che sarà il nuovo germe di una vita futura o nuova Personalità umana che l’Io superiore accoglie in sé come nuova esperienza umana terrena, da cui trae i frutti che saranno trasformati in facoltà spirituali superiori.
11 Il Doppio umano o Doppelgänger com’è conosciuto in tedesco, è un Essere arimanico che poco prima di nascere s’inserisce nella parte subconscia della nostra anima dove agisce nel nostro corpo eterico influenzando i nostri pensieri in modo negativo; cioè si manifesta quale parte negativa caratteriologica della nostra Personalità umana diversamente dal suo fratello luciferico invece, che agisce tramite i sentimenti negativi umani. Tutto ciò che non riusciamo a trasformare o perfezionare in ogni incarnazione quale nostra parte caratteriale morale, è soggetta all’influenza di questi due esseri dell’ostacolo, cosicché la nostra anima viene oscurandosi sempre più con non poche conseguenze sul piano fisico-mentale. Rudolf Steiner nel libro “Il Mistero del Doppio” O.O. 178 a pag. 54 scrive:
«Le malattie che compaiono nell’uomo non per un danno esterno, ma in modo spontaneo, endogeno, non nascono dall’anima umana, bensì da questo essere. Egli [il Doppio arimanico], è il responsabile di tutte le malattie che sorgono spontaneamente dall’interno quali malattie organiche. E un suo fratello, non arimanico ma luciferico, è all’origine di tutte le patologie nevrasteniche o nevrotiche [psichiche], di tutte quelle malattie che in realtà non sono tali ma, come si dice comunemente, sono solo malattie dei nervi, isteriche e così via.
12 Tutta l’evoluzione umana passa attraverso sette stati di coscienza cosmici detti «Eoni» di cui la Scienza antroposofica chiama: «Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano» (i nomi non sono in relazione con i pianeti del sistema solare attuale) di cui, ogni stato di coscienza passa attraverso sette stati di vita che a sua volta, ogni stato di vita passa attraverso sette stati di forma. Ogni stato di forma passa a sua volta, attraverso sette Epoche e alla fine, ogni Epoca passa attraverso sette periodi di cultura. Come possiamo vedere è un’evoluzione alquanto complessa che non può essere spiegata in una nota, poiché ci porterebbe oltre il tema di questo capitolo, per cui prenderemo in esame soltanto le Epoche e i periodi di cultura. Possiamo allora dire che l’evoluzione umana si svolge attraverso sette Epoche che la Scienza antroposofica chiama:” Epoca Polare, Iperborea, Lemurica, Atlantica, Postatlantica, sesta epoca Postatlantica, e settima Epoca Postatlantica”. A sua volta ogni Epoca dobbiamo dividerla in sette periodi di epoca chiamati “periodi di cultura”, cui ognuno dura circa 2160 anni. Attualmente noi viviamo nella quinta Epoca Postatlantica e nel quinto periodo di cultura iniziato nell’anno 1413 circa, quando il Sole durante l’equinozio di Primavera sorgeva nella costellazione dei Pesci. Nel 1413 iniziò anche lo sviluppo di una parte più importante dell’evoluzione dell’anima umana che nella Scienza antroposofica chiamiamo “anima cosciente”, attraverso la quale nasce e si manifesta nell’anima razionale e nell’anima senziente l’io umano (vedi la nota 5). L’io umano attualmente è cosciente nell’anima razionale dove si autoconosce come Personalità o ego inferiore quale nucleo dell’anima, per cui lo sviluppo dell’anima cosciente farà sì che egli possa elevarsi a un gradino spirituale superiore dove prenderà coscienza di avere in sé un che di divino, di cui però egli è sottoposto a un “Essere” a lui superiore che è lui stesso, e che lo ha sempre guidato. È importante che l’uomo sviluppi l’anima cosciente nell’ambito del quinto periodo di cultura che terminerà all’incirca nel 3573, dopodiché inizierà il sesto periodo di cultura chiamato “Filadelfia” (Apocalisse 1-7), dove per quelli che si saranno preparati già nel nostro periodo attuale, riceveranno dall’alto un principio microcosmico del Sé spirituale.
13 Il pensare, il sentire e il volere sono tre facoltà dell’anima umana tramite le quali l’uomo sperimenta sé stesso come coscienza dell’io nello stato di veglia, grazie al fatto che sono tenute insieme in perfetta unità dal corpo fisico umano. Di notte però quando l’uomo dorme, il corpo astrale e l’io umano fuoriescono dal corpo fisico e dal corpo eterico, in modo che l’anima possa recuperare dal mondo astrale le forze che ha consumate durante il giorno, per cui queste tre facoltà umane si separano dileguandosi nel nostro cosmo planetario e stellare cui esse sono in relazione, per cui durante il sonno l’uomo non ha più la coscienza dell’io, cade nell’oblio, ritornando come d’incanto di nuovo al mattino nello stato di veglia. Queste facoltà umane possono essere perfezionate e potenziate, attraverso degli esercizi spirituali consigliati dai Maestri di saggezza; uomini iniziati molto evoluti cui hanno raggiunto dei livelli di coscienza della chiaroveggenza superiore attraverso cui possono elevarsi fino al mondo del Budhi, oltre la sfera stellare e accogliere la vita divina e la saggezza universale del Cristo, facendola fluire come conoscenza spirituale nelle correnti esoteriche del nuovo cristianesimo-rosicruciano moderno. L’uomo pertanto può se vuole, mantenere desta la coscienza dell’io di notte e anche oltre la morte, se accoglie l’Impulso del Cristo (vedi la nota 30) scaturito durante l’evento del Golgotha e risveglia in sé la coscienza del Cristo come viene consigliato dalla Scienza dello Spirito o antroposofia, in modo da unirsi al corpo di resurrezione del Cristo che può sostituire la mancanza del corpo fisico materiale.
14 Al di sopra dell’«Io superiore», Rudolf Steiner ci svela l’esistenza di un «Io» ancora più superiore che possiamo definire un «Entità superspirituale» il quale, è il «vero nocciolo» di tutto l’essere umano e che la Scienza antroposofica chiama, “Vero Io o Scintilla divina”. Rudolf Steiner menziona pochissime volte questa parte costitutiva umana, difatti ne parla soltanto in una conferenza tenuta a Bologna e in alcune pagine del libro «Sulla Via Dell’Iniziazione», dove alla fine sintetizza il concetto del vero Io in questo modo:
«L’uomo porta in sé un “Vero Io” che appartiene a un mondo sopraspirituale. Nel mondo dei sensi [fisico] questo “Vero Io” è come nascosto dalle esperienze del pensare, del sentire e del volere [che l’uomo fa durante la sua vita terrena]. Perfino ancora nel mondo spirituale l’uomo acquista coscienza di questo “Vero Io” soltanto estirpando in sé i ricordi di quanto può sperimentare mediante il suo pensare, sentire e volere». Possiamo ancora aggiungere che tra il Vero Io dell’uomo e il Vero del Cristo esiste una relazione molto stretta in quanto tutti e due provengono dal mondo del “Logos” o Verbo creatore secondo Giovanni l’Evangelista.
(Sulla via dell’Iniziazione O.O. n.12 – La soglia del mondo spirituale, pag. 190 -194).
