
«La preghiera è anch’essa un atto di ordine magico, tanto più efficace, quanto meno si chieda qualcosa per sé. Si può pregare per sé, ma in tal caso la preghiera dev’essere soltanto comunione con il Divino, senza alcuna richiesta, senza altro contenuto se non il segreto pensiero che sia Esso a scegliere o a decidere per noi». (Massimo Scaligero)
Come superare l’angoscia animica del presente III
Quest’immagine macrocosmica divina superiore fu creata dai sette Elohim15solari creatori (da cui l’Elohah lunare Yahve-Elohim (Signore Dio) trasse poi l’immagine microcosmica inferiore umana di Adamo) attraverso un procedimento difficilmente comprensibile per chi non abbia ancora avuto modo di avvicinarsi alla Scienza esoterica antroposofica che viene menzionato nella prima parte della Bibbia in “Gen. 1,27” e da Rudolf Steiner nel suo libro “Genesi O.O.122”, pag. 117-119. Nella Cabala mistica ebraica è invece conosciuto come “Adam Qadmon”, cioè l’uomo del principio, la vera immagine divina cui il Cristo separò dall’uomo insieme alla triade divina superiore16 alla fine dell’Epoca Iperborea quando Sole, Luna e Terra, formavano ancora un solo corpo cosmico, ossia quando il Sole nell’equinozio di primavera sorgeva nell’Epoca dei Pesci. Oggi viviamo di nuovo nell’epoca dei Pesci, in cui l’uomo deve realizzare l’espressione più alta dell’io umano nell’anima cosciente17, ossia in quella parte dell’anima più strettamente congiunta al Sé spirituale dove l’uomo prenderà coscienza di essere un che di divino rispecchiato di un essere a lui superiore che lo ha sempre guidato dal mondo spirituale verso quel destino doloroso determinato dal suo karma terreno, quale causa della sua imperfezione. Il Cristo dopo essere disceso nel quarto periodo greco-romano della nostra quinta Epoca Postatlantica (quando il Sole durante l’equinozio di primavera sorgeva nell’Epoca dell’Ariete), e dopo aver compiuto attraverso l’incorporazione di Gesù di Nazaret l’evento del Golgotha, è di nuovo presente nell’ambito astrale terrestre, questa volta però in un corpo eterico di luce come aveva promesso, in concomitanza del Sole che nasce di nuovo durante l’equinozio di primavera, a dieci gradi dalla costellazione dei Pesci.
Per questo è importante conoscere e distinguere queste tre Individualità divine-umane nel loro operare nell’ambito terrestre e nell’anima umana. A chi di loro andrebbe rivolta la nostra preghiera affinché possano illuminarci sui nostri errori e concederci la forza per superare le nostre prove? All’Entità divina del Cristo, al Cristo Gesù cioè il figlio di Dio (Lc 1,26-38), ovvero l’antico Adamo celeste o archetipo umano, o all’uomo-dio Gesù di Nazareth dietro cui si cela il Maestro Gesù ossia l’antica Individualità di Zarathustra il Fondatore della religione persiana? È una scelta che l’uomo deve compiere, e può farlo solo attraverso la conoscenza della corrente esoterica del cristianesimo rosacruciano confluito nell’Antroposofia. Nel vangelo di Luca è scritto: «Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto» (Lc 11,9); dipende, però a chi bussiamo, dove cerchiamo e il modo con cui chiediamo, affinché ci sia dato ciò che abbiamo bisogno per superare le nostre prove e progredire spiritualmente verso la nostra meta divina-umana. È un tema che ho già cercato di affrontare in un altro articolo del blog18 e che senz’altro richiede un maggiore approfondimento che può essere trovato nell’ampia conoscenza cristologica delle conferenze tenute da Rudolf Steiner, in diverse città del mondo occidentale. In queste conferenze Rudolf Steiner ci svela il mistero dei due bambini Gesù, in modo particolare nel “Vangelo di Luca” O.O.114. Qui, possiamo spiegare brevemente che affinché il Dio solare (Cristo) potesse incorporarsi in un uomo, occorreva un Messia che avesse riunito in sé le due correnti regale e sacerdotale possedute dal grande Manu divino-umano Melchisedec19, cui dopo di lui vissero separate nel popolo ebraico antico fino a riunirsi di nuovo nel re Davide. Da Davide, si separarono di nuovo attraverso i due figli Salomone e Nathan, di cui la corrente regale si sviluppò attraverso il primo figlio il re Salomone e i successivi re che ne seguirono, fino al loro discendente Giuseppe nativo di Betlemme. La corrente sacerdotale fu accolta invece dal secondo figlio Nathan, e si sviluppò attraverso tutte le generazioni dei sacerdoti dell’ebraismo antico fino all’ultimo discendente Giuseppe, nativo di Nazareth. Per questo i Vangeli narrano in modo velato la biografia di due bambini Gesù, nati da due generazioni ebraiche diverse, di cui una discendente regale che va da Abramo a Giuseppe e da questi a Gesù, e l’altra ascendente sacerdotale che va da Gesù figlio di Giuseppe ad Abramo, e da questi ad Adamo fino a Dio stesso. Rudolf Steiner dice che nella biografia genealogica del Vangelo di Matteo, è narrata l’incarnazione del grande iniziato solare e discepolo del Cristo, cioè l’Individualità umana di Zarathustra che nasce in casa da genitori nativi di Betlemme dove vanno a trovarlo i Magi suoi discepoli, cui viene menzionato nelle conferenze cristologiche antroposofiche come Gesù Salomonico discendente dal re Salomone. Nell’altro bambino che nasce anche lui a Betlemme alcuni mesi dopo da una coppia di genitori nativi di Nazareth, (che a causa del censimento voluto da Cesare Augusto, si recano a Betlemme laddove Maria partorisce il figlio Gesù nella mangiatoia per animali vicino all’Ostello che non aveva più posto per ospitarli), s’incarna l’anima Celeste di Adamo, l’archetipo umano dell’umanità non toccato dalla tentazione di Lucifero, cioè il figlio di Dio che viene promesso a Maria dall’Arcangelo Gabriele. Nella biografia genealogica del Vangelo di Luca, quest’anima adamitica viene generata dalla vergine Maria attraverso l’adombramento dello Spirito Santo, dove Maria resta incinta senza aver conosciuto Giuseppe il suo sposo. Ciò però nel mondo umano non è possibile senza la fecondazione dell’ovulo femminile da parte di uno spermatozoo maschile, nemmeno Dio può evitarlo senza violare le leggi fisiche che Lui stesso ha creato nel mistero della nascita, cui l’uomo è generato attraverso l’atto sessuale tra due esemplari umani maschio e femmina. Secondo le comunicazioni di Rudolf Steiner ciò è ovviato dai sacerdoti esseni cui conoscevano il modo di ingravidare la donna attraverso la manipolazione dei due corpi eterici di una coppia, facendoli dormire insieme nel Tempio dove lo Ierofante appunto, unendo i due corpi eterici cui nell’uomo è femminile e nella donna è maschile, ingravidava la donna senza che avvenisse l’atto sessuale tra i due. Alfine che fosse preparato un Messia avente in sé le due correnti regale e sacerdotale, occorreva però che i due bambini Gesù si unissero insieme in un solo corpo; ciò avvenne con l’aiuto dei sacerdoti della corrente essena dove l’Io superiore di Zarathustra si separò dal bambino Gesù salomonico e s’incorporò nell’altro bambino dodicenne Gesù di Nazareth, discendente dalla corrente del sacerdote Nathan. Egli poté così preparare e perfezionare gli involucri animici di Gesù di Nazareth, cioè il corpo senziente o astrale, l’anima senziente e l’anima razionale, quale nucleo dell’anima umana entro la quale si manifesta l’Io umano inferiore o la Personalità umana. Zarathustra elaborò e perfezionò, allargando come dire l’anima di Gesù di Nazareth fino al momento del Battesimo nel Giordano, dove all’età di trent’anni lasciò quel corpo puro e perfetto sacrificandolo all’Altissimo Dio solare (Cristo). Cosicché Gesù di Nazareth divenne il Cristo in Gesù, ossia il Messia o l’unto del Signore o, il portatore del Cristo che dovette superare il mistero iniziatico della croce sul Golgotha, cui è riferita la sua esclamazione prima di morire: “Elì, Elì, lemà sabactàni! Mt 27,46”; che secondo Rudolf Steiner significa: “Dio mio, Dio mio quanto mi hai glorificato!”.
Volendo maggiormente chiarire questo mistero divino alquanto complesso, possiamo descriverlo sotto l’aspetto corporeo, animico e spirituale di Gesù di Nazareth. Per cui dietro l’aspetto fisico corporeo (Corpo), si cela una manifestazione come citato dell’altissimo iniziato solare Zarathustra che conosciamo come Maestro Gesù; sotto l’aspetto animico-astrale (Anima), si cela una manifestazione dell’archetipo dell’umanità, ossia l’Adamo celeste, non ancora contaminato dall’influsso luciferico e da un frammento del fuoco divino donato da Jehovah, cioè l’Io superiore dell’umanità, cui nella Bibbia è menzionato come “Signore Dio” o l’Elohim-Yahve (Genesi 2,4). Infine, sotto l’aspetto spirituale (Spirito), si manifesta il Cristo, il Logos divino, l’Io Sono l’Io Sono o, la manifestazione del secondo aspetto della Trinità divina universale, cioè il Dio Figlio,20cui è conosciuto tramite la chiaroveggenza di Giovanni il Battista sotto l’aspetto di “colomba”, ossia il simbolo dello Spirito Santo che procede dal Cristo e che si posa immaginativamente sul capo di Gesù di Nazareth, (Mt 3,16). Queste tre Entità individuali divine-umane, nel momento del Battesimo nel Giordano si compenetravano spiritualmente una nell’altra, è quindi molto importante che impariamo a distinguerle similmente come distinguiamo il “corpo, l’anima e lo spirito” nell’uomo. Continuando la similitudine riferita agli involucri umani-spirituali di Gesù di Nazareth, possiamo allora dire che l’apostolo Matteo descrive il corpo di Gesù quale sintesi evolutiva della genealogia ebraica che va da Abramo a Gesù di Nazareth, attraverso tre volte quattordici o sei volte sette generazioni secondo i misteri esoterici della corrente dei sacerdoti esseni (3×14 o 6×7=42). Nel libro “Il vangelo antroposofico di Matteo”, Rudolf Steiner ci svela che per purificare e perfezionare il corpo fisico secondo l’iniziazione essena, occorrevano sette volte sette generazioni cioè quarantanove (7X7=49). Per il discepolo Matteo invece, le facoltà animiche-spirituali di Abramo si manifestano già dalla quarantaduesima generazione in poi attraverso un esemplare perfetto del popolo ebraico, cioè nel bambino salomonico Gesù-Zarathustra, nato dai genitori nativi di Betlemme (Mt 2,1-11). Marco invece, descrive il corpo eterico del Cristo-Gesù, ossia il corpo originario delle pure forze plasmatrici eteriche prima che fossero corrotte da Arimane (Satana o Mefistofele) e rappresentate da Gesù di Nazareth del vangelo di Luca, quale archetipo umano delle pure forze originarie paradisiache celesti. Dobbiamo sapere che il corpo eterico è un corpo armonico costituito da quattro eteri, cioè: “Etere di calore, etere di luce, etere del suono ed etere della vita, che provengono da tre antiche evoluzioni cosmiche della nostra Terra21 (inteso come il nostro sistema solare), quale dono della prima e della seconda gerarchia spirituale.22 Durante l’Epoca Atlantica gli Dei tolsero da Adamo dopo la cacciata dal Paradiso terrestre, i due eteri superiori, cioè l’etere del suono e l’etere della vita con i quali l’uomo aveva la possibilità di autofecondarsi e di creare un altro suo simile, cosicché non diventassero preda di Arimane che avrebbe in tal caso messo in pericolo tutta l’evoluzione futura dell’umanità. Essi lasciarono ad Adamo ed Eva dopo la separazione dei sessi, solo l’etere di calore e l’etere di luce, per cui la fecondazione divenne possibile solo attraverso l’atto sessuale tra il maschio e la femmina, e quelle forze superiori non poterono più essere presenti nelle generazioni seguenti. Già prima durante l’Epoca Lemurica, prima che Lucifero tentasse Adamo, gli Dei sottrassero una parte del suo corpo astrale che si divise in due parti: “Una parte di esso restò luminoso entro il quale gli Dei fecero fluire un frammento del loro fuoco creatore, cioè l’Io umano; l’altra parte oscuratasi a causa appunto della tentazione luciferica, prese la via dell’incarnazione terrena unendosi al fuoco terrestre più di quanto gli Dei non avrebbero voluto. Per cui la parte astrale più pura e la parte eterica superiore non toccata dagli spiriti degli ostacoli a cui gli Dei fecero fluire più tardi ancora un loro frammento di fuoco, cioè un Io umano, divenne l’archetipo dell’umanità trattenuto e protetto dall’Arcangelo Michele nel mondo solare; è questo il figlio di Dio, il Cristo Gesù che divenne l’unto del Signore in grado di accoglierlo per tre anni nella sua anima, grazie all’intervento del Battista, e vivere il dramma della storia umana-universale attraverso la solitudine della crocifissione fino alla morte e resurrezione da parte del Cristo: l’Io Sono l’Io Sono. (III. Continua)
Collegno, 5 aprile 2020 Antonio Coscia
Aggiornato, Settembre 2020 – Ultimo agg. Aprile 2023
Note Antroposofiche
15 Gli Elohim sono i sette creatori dell’uomo che, come abbiamo già accennato, appartengono alla gerarchia degli Spiriti della Forma o Exusiai, sono conosciuti in italiano col nome di Potestà”. Quando essi decisero di creare l’uomo presero coscienza che mancava loro qualcosa cui non erano in grado di dare all’uomo, cosicché chiesero aiuto alla “Divinità Suprema”, la quale diede una parte del Suo “Fuoco divino creatore”, ossia ciò che abbiamo chiamato il “Vero Io o Scintilla divina”. Rudolf Steiner dice che per realizzare questo, essi dovettero trascendere loro stessi unendo insieme le loro facoltà creatrici in una perfetta sintesi spirituale, da cui crearono un essere settemplice che Rudolf Steiner chiama “ Elohimità”, ossia una “Entità Sobornica”, la quale è costituita da ogni singolo Elohim o Spirito della Forma, avente in sé tutte le facoltà spirituali dei sette Elohim creatori. Grazie a quest’Elohimità che fu possibile agli Elohim creatori elevarsi fino alla sfera della “Parola creatrice” da dove accolsero il Logos umano e formare l’Adam Qadmon, come citato. Questa Elohimità è ciò che nella Bibbia (Gen 2,4) è chiamato Yahve-Elohim (Signore Dio). È un pensiero molto complicato da afferrare per chi ha poca conoscenza dell’Antroposofia, ma occorre dire che solo in questo modo gli Elohim potevano creare l’Uomo quale decima gerarchia divina-umana alla quale dare l’autonomia, alfine potesse un giorno divenire simile agli stessi creatori, e, di andare anche più oltre gli stessi creatori! Uno degli Elohim cui pensiamo sia la guida centrale dei sette spiriti creatori solari, lasciò la sua parte solare superiore sul Sole e si trasferì sulla sfera lunare dov’è conosciuto col nome di Jehovah o Yahveh, dove svolge diversi compiti di contrasto e di equilibrio nei riguardi degli spiriti degli ostacoli. Egli divenne la guida del popolo ebraico entro il quale si manifestava tramite il suo messaggero l’Arcangelo Michele, ed è considerato erroneamente come il Dio cosmico assoluto. La differenza tra Cristo e Jehovah è la stessa tra il Sole e la Luna; per cui come la Luna riflette i raggi del Sole, così Jehovah è la manifestazione attraverso cui operava e opera il Cristo quale: “Io Sono l’Io Sono”.
16 Abbiamo già detto che l’evoluzione umana passa attraverso sette stati di coscienza cosmici-macrocosmici che abbiamo chiamato: ”Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano, dove l’Io umano oltre a sviluppare degli stati di coscienza sempre più elevati, sviluppa anche degli arti cosmici umani attraverso cui l’Io umano si sviluppa e si perfeziona sempre più elevandosi a mondi gerarchici sempre più alti che vanno dalla sfera terrena umana fino ai Serafini. Per questo l’Io umano è avvolto da una doppia natura di cui una inferiore peritura costituita da un corpo fisico, un corpo eterico e un corpo astrale; e una superiore divina costituita da arti germinali quali dono della prima gerarchia superiore, cioè il Sé Spirituale, lo Spirito Vitale e l’uomo Spirito, che l’Io umano deve sviluppare nei futuri stati di coscienza superiori di Giove, Venere e Vulcano. Egli però già nell’ambito evolutivo terreno deve in parte sviluppare questi tre corpi germinali superiori durante la nostra quinta Epoca Postatlantica e nelle due Epoche future Postatlantiche, in modo da superare il gradino umano, altrimenti resterà indietro come spirito luciferico dell’ostacolo nel prossimo eone di Giove.
17 L’Anima cosciente o anima dell’intelletto, è la quintessenza dell’anima umana attraverso cui l’io umano, esprime quella parte più essenziale di sé come pura essenza della vera volontà umana tramite la quale, l’«io risvegliato» può, autoconoscersi e afferrarsi come un essere autonomo e libero avente in sé un che di divino, che è però congiunto a un essere a lui superiore o Io superiore, che lo ha sempre diretto verso quel destino doloroso dovuto alla sua imperfezione. In pratica è quella parte più profonda dell’anima umana congiunta al Sé Spirituale, attraverso cui l’io umano può afferrarsi e riconoscersi come un essere divino: ossia come il «dio nell’uomo». Nel libro la «Scienza Occulta» Rudolf Steiner scrive: «L’uomo, tramite l’anima cosciente può trovare in sé un che di divino, perché la sua più caratteristica essenza proviene dal divino. Per mezzo dell’anima cosciente l’uomo raggiunge la vera conoscenza interiore di sé stesso, così come per mezzo del corpo astrale raggiunge una conoscenza del mondo esterno (…) . Nell’anima cosciente comincia a rivelarsi la vera natura dell’io. Poiché mentre attraverso la sensazione e l’intelletto, l’anima si abbandona ad altre cose, come anima cosciente essa afferra la sua propria essenza (…). Quindi l’io non può essere percepito dall’anima cosciente in altro modo che per mezzo di una attività interiore (…) estraendo dalle sue profondità la sua propria essenza, per poterne acquistare coscienza. Con la percezione dell’io (con l’autoconoscenza) comincia un’attività interiore dell’io (…). La forza che svela l’io nell’anima cosciente è quella stessa che si manifesta ovunque altrove nel mondo; solo nel corpo e nelle parti costitutive inferiori dell’anima essa non appare direttamente, ma si rivela per gradi nei suoi effetti (…). [Questa forza] che penetra come goccia nell’anima cosciente è quello che la scienza occulta chiama spirito. L’anima cosciente si collega così con lo spirito, il quale è la parte nascosta di tutto ciò che è manifesto» (pag. 56-57-58).
Occorre ancora dire che lo sviluppo dell’anima cosciente se rettamente realizzato attraverso la via iniziatica moderna rosicruciana o Antroposofia, conduce l’uomo alla trasformazione del suo pensiero concettuale astratto, in un pensiero intellettivo vivente immaginativo, vale a dire, allo sviluppo occulto della chiaroveggenza immaginativa tramite cui possiamo, entrare in rapporto con le entità del mondo astrale della terza gerarchia, cioè gli Angeli, Arcangeli e Archai). Vedi anche la nota 8. di 1.Note Integrative Antroposofiche) nel blog, “Pensieri Antroposofici dell’Anima.
18 https://pensieriantroposofici.blog/.
19 Incontriamo Melchisedek nei versetti della Genesi (Gen14,17), dove è menzionato quale sacerdote del Dio Altissimo El-Eljon (una divinità semita superiore a Yahve o Jehovah) e re di Salem (Gerusalemme), il quale va incontro ad Abramo benedicendolo e offrendogli pane e vino. In realtà dietro a questo incontro, Abramo viene iniziato nei “Misteri del Pane e del Vino”, cioè viene introdotto nei misteri del “Cosmo” e nei misteri profondi occulti, del “sangue umano”. In Melchisedek abbiamo un altissimo iniziato dei misteri solari che quale discepolo del Cristo, già nell’Epoca Atlantica si manifestava come unificatore delle due correnti re-sacerdote nell’oracolo centrale del Sole, e quale Maestro iniziatore dei sette Rishi, i fondatori della cultura Paleo – indiana, incorporando nel loro corpo eterico, il corpo eterico dei sette Arcangeli guida dell’Epoca Atlantica. Egli iniziò anche Zarathustra il fondatore della cultura Paleo – persiana che a sua volta, ebbe due discepoli: “Ermete e Mosè”, ai quali trasmise i “Misteri dello Spazio” a Ermete che fondò la cultura egizia, e a Mosè il liberatore e riformatore del popolo ebraico, i “Misteri del Tempo” dai quali nacque “il Pentateuco”, ossia la storia dell’umanità antica e in modo particolare, la missione del popolo ebraico raccolti molto tempo dopo, nel libro biblico dell’Antico Testamento. Possiamo ancora dire che grazie alla Scienza antroposofica, sappiamo che dietro a Melchisedek si celi la Personalità divina – umana di Noè, il quale durante la catastrofe del “Diluvio Universale” aiutò l’umanità di Atlantide guidando quella parte più evoluta fino alle altissime vette del Tibet, da dove fondò la base per lo sviluppo della quinta Epoca Postatlantica.
20 Il Dio Figlio comprende la sfera della Trinità Divina Superiore, la quale per antonomasia è definita nell’esoterismo cristiano-rosicruciano, la sfera del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, cui nessuno iniziato per quanto elevato possa essere potrà mai raggiungere questa sfera altissima luminosa divina; solo i Serafini possono guardare per così dire in faccia Dio, da dove ricevono i “Piani Celesti” quale Volontà Superiore da attuare nel cosmo stellare. È questa la sfera da dove è stato generato il Cristo quale emanazione della Divinità Trina affinché l’umanità possa realizzare la sua meta divina quale decima gerarchia della “vera libertà e del vero amore cosmico umano”.
21 L’origine della nostra Terra, secondo la Scienza antroposofica a orientamento cristiana-rosicruciana, dobbiamo collocarlo in un periodo antichissimo che comprende tre eoni o stati di coscienza antichi che abbiamo chiamato “Saturno, Sole e Luna”, attraverso i quali la Terra (qui per Terra è inteso tutto il nostro sistema solare), era una sfera oscura di calore che si espandeva fino al pianeta Saturno attuale. Dopo una pausa cosmica che chiamiamo “Pralaya”, si è come dire di nuovo incarnata trasformandosi in una sfera oscura di calore che si espandeva fino al limite del pianeta Giove attuale. Dopo qualche tempo, cominciò a trasformarsi in una sfera di calore-aria nella sua parte più esterna, mentre nel centro del suo nocciolo era formato da una materia più sottile di etere di calore ed etere di luce. Un uomo che fosse stato nelle vicinanze non avrebbe potuto vedere nulla giacché tutta la sfera era ancora invisibile all’occhio umano, ma non per un occhio chiaroveggente il quale avrebbe visto una sfera oscura all’esterno, mentre all’interno gli sarebbe apparsa come una lucciola d’estate.
22 Alla prima gerarchia spirituale fanno parte i Serafini o Spiriti dell’amore, i Cherubini o Spiriti dell’Armonia e i Troni o Spiriti della Volontà, attraverso i quali operano le forze del Padre. Alla seconda gerarchia spirituale appartengono le Dominazioni (Spiriti della Saggezza, o Kyriotetes), le Virtù (Spiriti del Movimento, o Dynameis) e le Potestà o Elohim (Spiriti della Forma o Exusiai), tramite i quali operano le forze del Figlio. Abbiamo poi la terza gerarchia spirituale cui fanno parte le Archai (Spiriti della Personalità, Spiriti del Tempo o Principati), gli Arcangeli (Spiriti del Fuoco) e gli Angeli (Spiriti del crepuscolo), attraverso i quali operano le forze dello Spirito Santo.
