
“L’Antroposofia quale impulso futuro per il ricordo della vita passata”.
Da questo stralcio di conferenza tenuta a Norimberga il 3 dicembre 1911, dal titolo: “Fede, Amore e Speranza”, Rudolf Steiner spiega l’importanza per la nostra epoca o periodo di cultura, di accogliere la legge del karma e della reincarnazione, in quanto che nella prossima incarnazione ogni anima avrà la possibilità di guardare nella sua vita passata e trarne le conseguenze nella sua nuova incarnazione per il corso del suo destino o della sua meta, quale pareggio karmico della vita attuale. Ciò però potrà farlo solo chi in questa incarnazione ha accolto i misteri del karma umano e della reincarnazione, come spiegato attraverso la conoscenza della Scienza antroposofica, giacché agirà come forza di ricordo della coscienza dell’io dell’incarnazione attuale. Per chi invece non ha accolto l’Antroposofia, avrà difficoltà nel ricordare questa incarnazione per il fatto che non ha sviluppato le adeguate forze di memoria che possono essere sviluppate solo attraverso un cosciente cammino spirituale. Un maggiore approfondimento può essere fatto attraverso i diversi libri di cristologia e del karma reperibili in qualsiasi libreria o, direttamente dall’Editrice Antroposofica di Milano, qui è dato uno stralcio della conferenza citata cui possiamo riflettere su quel che Rudolf Steiner in merito dice:
«Così vediamo che la particolare coscienza dell’io che l’uomo ha oggi non risale a tante incarnazioni, come generalmente si crede: basterebbe risalirne alcune per non trovare il sentimento dell’io qual è caratteristico per l’uomo d’oggi, e poiché il sentimento dell’io è in stretto rapporto con la memoria, non deve stupirci se oggi per molti non è ancora iniziata la capacità di ricordare le proprie precedenti incarnazioni. L’uomo non ricorda nemmeno quello che gli è successo nei suoi primi anni di vita, perché in essi il suo sentimento dell’io non si era ancora formato, e si spiega perciò che l’uomo non può ricordare oggi le sue precedenti incarnazioni, poiché in esse non si era ancora formato il sentimento dell’io. Ma oggi siamo nel periodo di trapasso in cui si è formato il sentimento dell’io e in cui si formano le forze che susciteranno nelle prossime incarnazioni la necessità di ricordare le incarnazioni precedenti … Tra le facoltà che sorgeranno sempre più, ci sarà anche quella per la quale gli uomini affermeranno che non possono far a meno dal guardare a ritroso alle proprie incarnazioni precedenti. Pensiamo dunque: nelle prossime incarnazioni delle anime presentemente incarnate, si presenterà la forza interiore di guardare a ritroso e di riconoscersi in tale visione retrospettiva. Ma per chi non avrà conosciuto i pensieri sulle vite terrene ripetute, il ricordo retrospettivo diverrà un terribile tormento. Il non conoscere i segreti delle vite terrene ripetute diventerà tormentoso per gli uomini nei quali vorrebbero emergere le forze che parlerebbero loro di tempi precedenti, ma che non potranno emergere perché essi avevano trascurato di rendersi consapevoli delle grandi verità sui misteri delle vite terrene ripetute. Non aver praticato queste verità misteriosofiche, annunciate oggi dalla Scienza dello Spirito o antroposofia, non significa solo aver trascurato delle teorie, ma anche trasformare in tormento la vita delle incarnazioni successive. Questo avviene proprio nell’epoca di transizione nella quale ci troviamo … Se dunque vediamo attorno a noi gente che c’è cara, ma che rifiuta l’Antroposofia, che si dichiara persino suo nemica giurata, non dobbiamo disperarci troppo. È pur vero, e l’antroposofo dovrebbe riconoscerlo, che non tener conto della scienza spirituale o dell’Antroposofia significa per le future incarnazioni l’inizio di una vita di tormento, è vero e non va preso alla leggera, ma d’altra parte, chi ha cari amici o conoscenti che non ne vogliono sapere di Antroposofia, può dirsi: se sono ora un buon antroposofo, con le forze che mi rimarranno quando avrò oltrepassato la porta della morte, poiché ci sono anche le linee di collegamento viventi tra vivi e morti di cui abbiamo parlato, troverò bene l’occasione di portare soccorso a quelle anime umane; dato che ora l’intervallo tra morte e nuova nascita è più corto, esse avranno la possibilità di conoscere le verità misteriosofiche che gli uomini devono accogliere per evitare che le loro prossime incarnazioni si trasformino in tormenti. Non tutto è dunque perduto» (Fede, amore e speranza, O.O. 130, pag. 34 e seguenti).
Collegno, 11 settembre 2020 Antonio Coscia

Oltre il pane e il formaggio – grazia di sapori e sostegno – vi è il diapason che accorda il motivo dell’essere,tutt’altro che di pronto ascolto ma d’intuibile magnitudo. Un caro saluto e grazie, Antò!
"Mi piace""Mi piace"