Il Libro quale Maestro moderno e l’Essere Antroposofia VI

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«Il Dio della pace vi santifichi fino alla perfezione, e tutto quello che è vostro, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo» (1Ts 5,23).

6. La tricotomia paoliniana  I

Ancora oggi difatti, continua a sussistere tuttora l’anatema della Chiesa cattolica contro l’eresia paoliniana dell’uomo tricotomico, cui possiamo leggere e convincerci (se scevri da qualsiasi   pregiudizio) che nella prima lettera ai Tessalonicesi, Paolo afferma pienamente convinto, in quanto chiaroveggente e ispirato dallo Spirito Santo, della presenza dello spirito nell’uomo dove nella Bibbia di Gerusalemme, a pag. 2541 è scritto: «Il Dio della pace vi santifichi fino alla perfezione, e tutto quello che è vostro, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo» (1Ts 5,23). Nel secondo capitolo degli “Atti degli Apostoli”, Luca è ancora più chiaro, laddove menziona il giorno della Pentecoste dove i discepoli mentre erano riuniti con la madre di Gesù e i suoi fratelli, ricevettero il battesimo dallo Spirito Santo sotto forma di lingue di fuoco che si riversarono sugli Apostoli, dando ad ognuno il “dono delle lingue”. Ossia gli Apostoli ricevettero  il dono del Sé spirituale e con esso lo sviluppo dell’autocoscienza dell’Individualità umana superiore, ossia l’Io superiore, tramite cui essi si staccarono come anime di gruppo dal padre Abramo e divennero  uomini liberi e autonomi che liberamente poterono unirsi allo Spirito universale o Vero Io del Cristo. Ciò che ogni uomo, oggi, attraverso la Scienza dello Spirito o antroposofia,  può realizzare in sé percorrendo questo nuovo cammino iniziatico moderno, quale nuova “Pentecoste” e quale rinnovamento del vero cristianesimo rosicruciano.  Nell’ottavo concilio dell’869, i teologi della chiesa romana  non si resero conto che la confutazione tricotomica paoliniana giudicata “eretica”, tese ad annullare l’evento mistico straordinario verificatosi in Palestina nell’anno 30 d.C., dove il grande Spirito solare, ciò che conosciamo con il nome di “Dio Cristo” si unì all’Io individuale di Gesù di Nazareth tramite il battesimo ricevuto dal Battista nel Giordano e, nei tre anni seguenti, dopo essere penetrato e purificato i tre corpi inferiori di Gesù di Nazareth elevandoli  in arti spirituali superiori o anima superiore (manas, buddhi e atma), attraversò l’esperienza della morte sulla croce del Golgota. Sappiamo dagli Evangelisti e in modo particolare, dal quinto vangelo di Rudolf Steiner, che il Cristo risorse e con il Suo corpo di risurrezione, non solo si unì completamente alla Terra divenendo per questo lo Spirito della Terra20, ma si unì anche a ogni anima umana congiungendola di nuovo alla sua anima divina superiore, dalla quale fu separato come menzionato nella nota (9), durante l’Epoca Lemurica. Questo è uno dei misteri divini cui Rudolf Steiner ci rivela in modo particolare nel vangelo antroposofico di Luca e di cui anche S. Paolo era a conoscenza tramite l’Illuminazione ricevuta sulla “via” di Damasco, dopodiché egli poté dire: “Non io ma il Cristo in me”, e indicando nella Personalità di Gesù di Nazareth il nuovo “Adamo”, cioè l’uomo superiore. 

Nel vangelo antroposofico di Luca possiamo leggere che il Cristo congiungendosi con lo Spirito della Terra, non solo mise in questa il seme affinché divenga un giorno un nuovo Sole, ma ebbe come conseguenza la possibilità di dare all’uomo attraverso lo sviluppo della coscienza individuale autonoma e libera dell’io,  di unirsi non solo al suo Io superiore, cioè l’immagine archetipica creata da Yahve-Elohim, ma anche al vero nocciolo dell’Entità umana, ossia alla scintilla divina o vero Io. Questo è detto in modo velato nei primi capitoli  della creazione biblica, dove sono menzionati i due alberi del Paradiso, cioè l’albero del bene e del male e l’albero della vita, cui viene proibito ad  Adamo di cibarsi dall’albero del bene e del male in quanto ne sarebbe certamente morto. Ma Adamo irretito e tentato da Lucifero, accolse in sé il Manas inferiore (la mela), ossia il  frutto della conoscenza luciferica cui venne precluso per sempre dal consesso divino  con la conseguente  caduta  prematura nella materia terrestre. Nel terzo capitolo della Genesi questo fatto viene raccontato con parole immaginative grandiose, espresse  nel modo seguente: 

« Il Signore Dio disse allora: «Ecco l’uomo è diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell’albero della vita, ne mangi e viva sempre!». Il Signore Dio lo scacciò dal giardino di Eden, perché lavorasse il suolo da dove era stato tratto.  Scacciò l’uomo e pose ad oriente del giardino di Eden i cherubini e la fiamma della spada folgorante, per custodire la via all’albero della vita» (Gen 3,22).

Questa immagine biblica nasconde in sé un profondo mistero dell’Io umano che Rudolf Steiner in alcune conferenze sui misteri del cristianesimo esoterico moderno, ci svela dicendo che l’uomo inferiore o la Personalità umana non è un vero io, ma è l’immagine riflessa dell’uomo superiore (Io superiore) creato da Yahve-Elohim. Adamo era un’anima celeste non ancora contaminata da Lucifero e proveniente da tre evoluzioni o eoni cosmici chiamati dalla Scienza antroposofica “Saturno, Sole e Luna” (vedi la nota 9), il quale era costituito da un “corpo astrale, un corpo eterico e un corpo fisico di calore”21, giacché la Terra non si era ancora consolidata. Siamo difatti, nell’Epoca Lemurica quando avvengono i fatti cosmici menzionati nel racconto biblico della creazione, dove Adamo era un’anima istintiva simile all’animale ma assai diverso da quello attuale  non avendo ancora la coscienza dell’io, poiché l’Io superiore era ancora aleggiante nel grembo divino giacché gli Dei non lo avevano ancora sacrificato all’uomo. Fu così che mentre gli Dei vollero far sgocciolare il loro Io umano nel corpo astrale o nell’anima di Adamo, vollero fare la stessa cosa gli déi dell’ostacolo, cioè degli spiriti della Forma (Potestà, Exusiai) rimasti indietro durante l’eone antico lunare a livello di Archai che inocularono nell’anima adamitica (corpo astrale) delle forze astrali nocive, non del tutto purificate, cui ne determinarono un oscuramento e una divisione dell’anima di Adamo. Avvenne così che Adamo si divise in due entità distinte: un Adamo originario archetipico celeste dove gli Spiriti della Forma normali o Elohim creatori, fecero fluire il loro Io umano altruista che opera dal mondo spirituale senza mai incarnarsi, e un Adamo nella cui immagine oscurata gli dèi dell’ostacolo fecero fluire l’io terreno egoista che prese la via verso l’incarnazione terrena, ossia l’Adamo terrestre da cui discende l’umanità terrena. Col tempo, gli Dei creatori dovettero separare anche una parte del corpo eterico di Adamo per sottrarla alle forze arimaniche nocive che indebitamente si avvicinarono nell’Epoca Atlantica e lo avrebbero col tempo, del tutto consunto durante l’evoluzione terrestre. Difatti grazie al Cristo, il corpo fisico, l’eterico e l’astrale, che al tempo dell’evento del Golgotha erano quasi completamente consunti (mettendo in serio pericolo il corso dell’evoluzione umana che sarebbe potuto cessare da lì a pochi secoli, per via dei corpi umani non più adatti ormai inaccessibili alle incarnazioni delle anime), furono ripristinati durante i suoi tre anni sulla terra vissuti attraverso Gesù di Nazareth. 

Ricapitolando questo fatto molto complesso possiamo dire che in Adamo sono presenti delle forze molto potenti quali doni anteriori dell’eone terrestre, di sacrifici divini che vengono separati per il buon operare degli Dei dovuto al compito futuro che avrebbe assunto l’uomo o l’umanità nel corso di tutta la sua evoluzione terrena. Abbiamo così pertanto due Adamo, di cui uno è l’Archetipo celeste che non si è mai incarnato sulla terra ma che ha partecipato all’evoluzione terrestre dal mondo spirituale e nei luoghi di culto dei misteri iniziatici greci, le cui forze sono state trattenute e non sono più affluite nei discendenti dell’altro Adamo che prende invece, la via dell’incarnazione terrena in un continuo alternarsi di incarnazioni umane fino al raggiungimento finale di ri-congiungimento con il suo  fratello originario o Archetipo divino superiore. Affinché fosse possibile al Dio solare  unirsi a un uomo terreno, occorreva un uomo che avesse le forze originarie umane in grado di sopportare il “fuoco divino” senza perire. L’unico uomo che poteva  sopportare il fuoco creatore era l’anima originaria adamitica, la quale s’incarnò per la prima volta in corpo fisico nella città di Betlemme da genitori nativi di Nazareth  col nome di Gesù, che facendosi portatore del Cristo, diede la possibilità a tutta l’umanità come prototipo umano, affinché ogni uomo possa  ri-collegarsi alla sua anima celeste  e alla sua vera “Essenza spirituale” del vero uomo superiore  e quale conseguenza,  al congiungimento  dell’Io superiore col Vero Io del  Cristo.

Ma ancora oggi purtroppo la concezione tricotomica paoliniana continua a essere confutata dai teologi cattolici della Chiesa romana, completamente offuscati dall’influenza arimanica, per cui di conseguenza, questo assurdo dogma costantiniano continua a negare la presenza e l’unione dello Spirito Cosmico nell’uomo, ritenendo ciò un’eresia, determinando così come risultato nella storia religiosa del cristianesimo romano, la negazione di sé stessa quale “Chiesa e popolo di Cristo”. Sopprimendo lo spirito nell’uomo, si è soppresso ideologicamente la presenza dello Spirito del Cristo nell’anima umana continuando così a non comprendere le parole di Paolo di Tarso, neanche laddove egli dice:

«Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi … E se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi … Lo Spirito stesso attesta al nostro spirito che siamo figli di Dio» (Rm 8, 5 e ss ).

Qualunque persona di buon senso che non sia asservito al potere dogmatico della teologica cattolica, ma che abbia in sé la ragionevolezza e l’onestà  intellettuale non può certo negare ciò che le parole di Paolo esprimono esplicitamente attraverso le sue Epistole, e cioè che nell’uomo è vivente lo Spirito del Cristo quale avvento della morte e resurrezione e della promessa  ricevuta dai primi discepoli nell’evento pentecostale, quale primizia della sapienza dello Spirito Santo che può essere accolta nell’anima umana. Questo negazionismo della presenza dello Spirito universale nell’uomo condusse la Chiesa romana a combattere nei diversi secoli della storia umana il vero cristianesimo nascente  soffocandolo  nelle più  atroci  persecuzioni di torture e condanne a morte. La vera via cristiana è stata sempre combattuta e soppressa dai diversi Papi della chiesa cattolica e di conseguenza, dagli Imperatori cattolici-cristiani succedutosi nell’arco dei secoli passati, influenzati dall’ambizione e fanatismo religioso del “potere temporale”. E ciò ha determinato come conseguenza attuale, il materialismo scientifico e l’ateismo sempre più dilagante che porta gli uomini a chiudersi in sé stessi nel più crasso egoismo e separazione sociale, cui diviene sempre più difficile realizzare una fratellanza spirituale umana e un’unione tra le anime europee da cui possa nascere e realizzarsi il vero cristianesimo che possa opporsi alle forze occulte luciferiche provenienti dall’oriente, e da quelle arimaniche provenienti dall’occidente. È inspiegabile come ancora oggi la teologia cattolica, dopo l’evolversi del pensiero moderno possa continuare a confutare non solo la tricotomia paoliniana, ma le stesse parole che nel vangelo di Giovanni risuonano come rimprovero da parte del Cristo Gesù nei riguardi  del popolo giudaico che voleva lapidarlo, per essersi dichiarato “Figlio di Dio”, cui disse loro che secondo la legge dell’Antico testamento l’uomo è portatore nel profondo di un frammento spirituale divino. Nel Salmo davidico 82,6, infatti, troviamo scritto:

«Io ho detto voi siete dèi siete tutti figli dell’Altissimo». E nel Salmo 110,1 il re Davide rivolgendosi al Signore Yahve  dice: «Oracolo del Signore al mio Signore: siedi alla mia destra, finché io ponga i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi».

Il Signore, che Davide menziona di se stesso, non è altro quello che anche Paolo di Tarso fa presente nei suoi scritti come l’uomo superiore, cioè il “figlio di Dio”; ossia  l’Io superiore nato da Yahve quale Sua “immagine divina” che nell’uomo inferiore si riflette come immagine-somiglianza umana e si manifesta come “coscienza dell’io”22 o di veglia, cioè la Personalità umana. (6. Continua)

Collegno  1    giugno      2013                                           Antonio    Coscia

Agg.       13   novembre  2020

Note  Antroposofiche

20     La Terra come sappiamo, è anch’essa costituita da un corpo fisico, un corpo eterico, un corpo astrale e un Io che appartiene a un Elohim o Spirito della Forma del Sole, al quale si unì il Cristo quale Io-guida superiore, durante l’evento del Golgotha attraverso, alfine venga trasformata in un nuovo Sole che si unirà in un lontano futuro alla nostra Stella-Sole centrale. Le parole del Cristo durante l’ultima cena con i discepoli, ci fanno capire che Egli col sacrificio della croce, si unì non solo con tutta l’umanità, ma con la Terra stessa: “Colui che mangia il mio pane, ha levato contro di me il suo calcagno (Gv 13,18).

21     Il nostro corpo fisico non è il vero corpo fisico, ma è una manifestazione della nostra forma invisibile archetipica di forze di calore, costituitesi durante il primo stato  di coscienza sull’antico Saturno che Rudolf Steiner nel libro da “Gesù a Cristo, O.O. 131”, chiama il Phantòma. Il Phantòma o Fantòma, è il vero corpo fisico umano dono dei Troni o Spiriti della Volontà appartenenti alla prima gerarchia spirituale superiore, cui l’uomo ha ricevuto durante la prima incarnazione della nostra Terra durante  il “primo stato di coscienza”, svoltasi nelle sfere più alte del mondo spirituale, e che nella terminologia antroposofica è chiamato “antico Saturno”. Qui l’uomo era ancora un semplice automa minerale costituito appunto da un corpo fisico di calore, tutto il resto dell’entità umana era ancora dormiente nel grembo degli Dei. Il nostro vero corpo fisico è dunque il calore che portiamo in noi e non il corpo di carne che è soltanto l’insieme degli atomi di materia cosmica che il corpo di calore o la forma di forze di calore, attira a se rivestendosi esternamente. Il Cristo salvò nell’evento del Golgotha questo corpo ormai degenerato dall’egoismo umano ereditato dalla tentazione luciferica dai nostri progenitori biblici Adamo ed Eva. (Vedi anche  “La Scienza Occulta”, op. cit.).

22     La coscienza dell’io o di veglia, è una  facoltà umana attraverso cui l’uomo prende coscienza di sé stesso come individuo o Personalità  autonoma, la cui biografia unica e irripetibile, non ha eguali nell’ambito della comunità umana terrena. Essa si fonda grazie all’impulso del Cristo scaturito dall’evento del Golgotha e allo sviluppo della coscienza umana all’inizio del quinto secolo a.C. dove comincia a manifestarsi nell’arte greca, tramite il grande drammaturgo antico di nome Euripide.  Prima di questi, la coscienza si presentava all’uomo, quando compiva delle azioni immorali, attraverso  delle figure femminili demoniache cui erano chiamate “Erinni”; mentre  nel mondo romano erano conosciute come  “Furie”, le quali perseguitavano il malcapitato fino a farlo impazzire. Con l’avvento del Cristo che tramite Gesù di Nazareth si unì all’anima umana, le figure immaginative delle erinni e le furie andarono sempre più sostituendosi nell’interiorità umana con la voce della coscienza o, la voce del dio umano presente nell’uomo.  La coscienza dell’io o di veglia, andrà sempre più perfezionandosi ed elevandosi a uno stadio superiore di coscienza, grazie al lavoro dell’io umano sui suoi tre corpi inferiori, ossia il corpo astrale, il corpo eterico e il corpo fisico, che a loro volta sono in rapporto con l’anima senziente, l’anima razionale e l’anima cosciente. Per cui, l’io umano ha il compito di sviluppare e trasformare durante il quinto periodo di cultura attuale e nei prossimi futuri, l’anima cosciente in coscienza immaginativa, l’anima razionale in coscienza ispirativa, e l’anima senziente in coscienza intuitiva.

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