
Ascension of Christ -Benvenuto Tisi da Garofalo
«Vi ho trasmesso dunque, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto: che cioè Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, fu sepolto ed è risuscitato il terzo giorno secondo le Scritture … In seguito, apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta … Ultimo fra tutti apparve anche a me come a un aborto. Io, infatti, sono l’infimo degli apostoli, e non sono degno neppure di essere chiamato apostolo, perché ho perseguitato la Chiesa di Dio … Ora, se si predica che Cristo è risuscitato dai morti, come possono dire alcuni tra voi che non esiste risurrezione dei morti? Se non esiste risurrezione dai morti, neanche Cristo è risuscitato! Ma se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede. E anche quelli che sono morti in Cristo sono perduti. Se poi noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto in questa vita, siamo da compiangere più di tutti gli uomini» (1 Cor 15 e ss).
7. La tricotomia paoliniana II
L’uomo terreno è compenetrato dalle forze dell‘Io superiore ed è lui che lo guida verso quel destino karmico cui l’uomo va incontro, ma questi non è consapevole di essere un portatore di un’Entità superiore che dal profondo dell’anima lo dirige ispirandolo in tutte quelle prove che nella vita a volte, sono dolorose ma necessarie. È certamente questo un nuovo impulso religioso verso il proprio dio interiore che l’Antroposofia ci rende coscienti e ci aiuta a far nascere in ognuno di noi senza che ciò possa ledere la nostra libertà individuale umana di cui, come già citato, è una peculiarità di quest’epoca che dobbiamo sviluppare e realizzare come coscienza dell’io, quale massima espressione dell’Io umano, insieme alla nascita e lo sviluppo di una nuova coscienza morale che ognuno deve poter trarre da se stesso, dalla sua interiorità animica spirituale. Perciò è necessario che l’uomo accolga all’inizio di questo cammino spirituale ( onde evitare ogni forma di esaltazione mistica o stati psichici allucinatori) con un sano criterio intellettuale e attraverso un pensiero attivo e cosciente, ciò che l’Antroposofia le offre come via e vita interiore di conoscenza morale e spirituale. In merito Sergej O. Prokofieff nel libro la “Celeste Sofia e l’Essere Antroposofia” scrive:
«All’esperienza fondamentale sopra descritta, e cioè che l’Antroposofia appare come una sorta di ricordo, [per il fatto che molte anime hanno già in loro la conoscenza dell’Antroposofia, in quanto accolsero le immaginazioni e le ispirazioni dalla scuola di Michele nel mondo spirituale. Quando però scendono sul piano fisico per incarnarsi, resta in loro come un ricordo dimenticato nel profondo dell’anima, cui ora, sono risvegliate attraverso lo studio della scienza dello spirito], che si contrappone a volte per il fatto che essa, quale moderna scienza dello spirito, fu data all’umanità dapprima in “rigorosa forma di pensiero”. Con il tempo, tuttavia, ci accorgiamo che dovremmo essere profondamente grati a Rudolf Steiner per avere comunicato queste conoscenze in forma oggettiva di puro pensiero; soltanto in questo modo potremo rimanere completamente liberi anche rispetto alle conoscenze superiori, poiché i pensieri non costringono»; pag. 15.
Con queste parole Rudolf Steiner ha voluto liberarci da una costrizione spirituale dogmatica, per il fatto che se l’Antroposofia ci fosse stata data come una “rivelazione divina” quale manifestazione di una “Volontà superiore”, non avremmo potuto contestarla poiché saremmo stati di fronte a una verità assoluta. È soltanto grazie all’impulso della corrente del cristianesimo rosacruciano sviluppatosi nel XIV secolo da Cristian Rosenkreutz e poi dopo, da Rudolf Steiner nel XIX secolo, se il discepolo oggi è libero di accogliere le verità in una forma oggettiva di puro pensiero dialogico. Al contrario come citato, ci avrebbe legati karmicamente in un rapporto molto stretto e dipendente tra allievo e Maestro (Guru) così come avveniva nella forma iniziatica antica, dove il discepolo doveva accettare assolutamente qualsiasi comunicazione impostagli dal Maestro. L’antica forma comunicativa iniziatica non si addice più alla nostra epoca moderna e, il discepolo o cercatore dello spirito, deve perciò sottrarsi a qualsiasi forma di autorità esterna, deve imparare a camminare e a sbagliare da solo senza l’ausilio di alcuna istituzione religiosa o maestro umano terreno che possa fargli da stampella. Egli deve accogliere soltanto quelle comunicazioni spirituali che lo lasciano libero di poterle vagliare con la sana ragione e discuterle con gli altri nel pieno rispetto reciproco per cui, la verità non dovrebbe mai essere accolta nel suo aspetto dogmatico di verità assoluta, ma soltanto nella forma relativa cui sia possibile l’incontro con l’altro in un reciproco scambio appunto dialogico. Difatti nel libro “Teosofia” Rudolf Steiner ci dice che soltanto l’anima cosciente può toccare la verità sul piano fisico, ma può assumerla in sé soltanto dopo essersi congiunta sul piano spirituale in modo cosciente, con la stessa verità accolta nel mondo spirituale dal Sé spirituale. Il discepolo moderno non potrebbe mai e poi mai sviluppare la giusta forza morale per salire verso i mondi spirituali come un “io libero e autonomo”, se non si emancipa dall’autorità religiosa e dal maestro fisico terreno. Dobbiamo sì sviluppare la fiducia e la devozione verso un Maestro umano che abbia realizzato l’illuminazione o lo sviluppo del Sé spirituale cui, qualora superassimo la soglia del mondo fisico, egli potrebbe aiutarci nel mondo astrale a orientarci meglio senza che ci accada qualcosa di peggio. E ancora in merito Sergej O. Prokofieff, nel suo libro “Del Rapporto con Rudolf Steiner”, a pag.16 scrive:
«E nel cammino rosacruciano il Guru diventa sempre più l’amico, la cui autorità si basa sull’approvazione interiore. Qui un altro rapporto al di fuori di un rapporto di fiducia rigorosamente personale non è possibile. Se nascesse anche solo un po’ di diffidenza tra il Maestro e l’allievo, il legame che deve esistere tra i due sarebbe spezzato e le forze che operano fra il Maestro e l’allievo non agirebbero più (0.0. 96, 20/10/1906)».
Oggi questo legame spirituale di amicizia con Rudolf Steiner può essere realizzato attraverso la via esoterica moderna che ci offre la Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico, senza che venga per questo esercitato alcuna forma di coercizione di autoritarismo o dogmatismo nei riguardi dell’allievo. Ai soci della Società antroposofica difatti, è lasciata la responsabilità di agire liberamente nei riguardi del mondo esterno rispettando o no con sano giudizio, la conoscenza acquisita. Possiamo comportarci da saggi o da stolti nel pieno rispetto morale e spirituale dei principi che insegna l’Antroposofia, ognuno è libero di agire sotto la sua responsabilità morale essendo però consapevole che un giorno ne dovrà rispondere al suo “Io superiore”; per il momento una “Entità spirituale” dovrà portare il peso del nostro eventuale cattivo uso della conoscenza. Il legame pertanto che ci lega al Maestro divino è prettamente spirituale e perciò non può ledere la nostra volontà e quindi la giusta evoluzione della nostra anima cosciente. Affinché potessimo beneficiare di questa libertà, lo scopo principale di Rudolf Steiner fu di dare attraverso la Scienza antroposofica, un cammino iniziatico moderno da sviluppare attraverso sette gradini o gradi di coscienza a ogni uomo appartenente a qualsiasi razza o ceto sociale, in ogni momento, in qualsiasi luogo e secondo le proprie necessità e doveri morali, sia nei confronti dell’ambito familiare sia in quello sociale. Non ci ha lasciato da seguire un metodo rigido o ascetico nel praticare gli eventuali esercizi, ognuno può eseguirli come meglio crede. Non è importante quindi se nella meditazione bisogna chiudere o no gli occhi, se incrociare oppure no le mani ecc., la cosa più importante è il nostro atteggiamento interiore animico, cioè la serietà e l’amore con cui ci atteggiamo nel praticare gli esercizi spirituali e la riflessione meditativa sullo studio dell’Antroposofia. Ciò che più conta infatti, è lo sforzo di riuscire a mettere in pratica nella vita quotidiana la conoscenza antroposofica acquisita con lo studio metodico e meditativo, e con gli esercizi spirituali consigliati da Rudolf Steiner, ossia riuscire a vivere anche quel poco che si è veramente accolto di Antroposofia, mettendolo in pratica nella vita comune di tutti i giorni nei confronti degli altri.
A questo proposito Rudolf Steiner ebbe a dire, che non è importante la quantità di libri che possiamo leggere di Antroposofia, conta solo ciò di quel poco che abbiamo letto, quanto ne riusciamo a metterne in pratica. Questo per dire che la nostra vita può cambiare soltanto quando riusciamo a manifestare nella comunità umana, quel tanto di tolleranza e dedizione verso gli altri, quale forza morale acquisita attraverso lo studio dell’Antroposofia; perché vuol dire che lo abbiamo letto, assimilato e acquisito come facoltà morale, congiungendolo a quella parte più profonda della nostra anima cosciente e aver rafforzato di conseguenza, la volontà del nostro io autonomo cosciente! Occorre altresì qui aggiungere, che prima di fare qualsiasi esercizio meditativo, dobbiamo prima di tutto dedicare un serio approfondimento almeno a uno dei quattro libri fondamentali scritti e corretti da Rudolf Steiner, qualora si voglia intraprendere questo cammino iniziatico moderno senza incorrere in esperienze pericolose e spiacevoli. Approfondire cioè seriamente e riflettendo profondamente su questi libri fondamentali quali: «La Scienza Occulta, Teosofia, l’Iniziazione o la Filosofia della libertà»,23 può renderci cosciente dei pericoli che una pratica meditativa sbagliata può comportare, ad andare incontro a delle serie conseguenze negative a volte dannose per il nostro organismo psicofisico. Infatti, lo sviluppo del primo gradino iniziatico24 della Scienza antroposofica, comincia con lo studio dell’Antroposofia. A fronte di tutto quel che è stato detto possiamo pensare ora che un libro di conoscenza possa essere utile per noi diventando qualcosa d’importante nella nostra vita culturale e spirituale, dove possiamo leggere, accogliere e riflettere attraverso la vita meditativa le verità antroposofiche per cui, diventa l’oggetto “essenziale” per poterci evolvere e per questo, può essere qui indicato come: “ La nostra guida o maestro moderno”. (7. Continua)
Collegno 1 giugno 2013 Antonio Coscia
Agg. 13 novembre 2020
Note Antroposofiche
23 La Scienza Occulta O.O.n.10 ; Teosofia O.O.n.9 ; l’Iniziazione O.O. n.13; la Filosofia della libertà O.O. n.4 – Tutte edite dalla casa Editrice Antroposofica di Milano.
24 La nuova via iniziatica moderna rosicruciana è formata da sette gradi iniziatici i quali sono:
1) Lo studio dell’Antroposofia
2) Conoscenza Immaginativa
3) Conoscenza Ispirativa
4) Conoscenza Intuitiva
5) Corrispondenza dei rapporti tra microcosmo e macrocosmo
6) Fusione col macrocosmo
7) Beatitudine in Dio
