
Rappresentazione di un Angelo custode di Melchior_Paul_von_Deschwanden
«Sarà necessario in futuro fare attenzione in Terra, affinché non tutto quanto sia offerto nel campo letterario venga accolto alla stessa stregua. Usciranno opere scritte da uomini, ma i singoli dovranno sapere che qualcuno si addestra a divenire nel prossimo futuro il più splendido scrittore: Arimane! Saranno mani umane a scrivere, ma lo scrittore sarà Arimane. Come un tempo, gli antichi evangelisti furono ispirati, e misero per iscritto le opere delle Entità soprasensibili che li ispiravano, così verranno scritte da uomini le opere di Arimane». Rudolf Steiner, Nessi Karmici O.O. 240 – pag. 177
8. L’antroposofia e il culto rovesciato I
Dopo la dipartita nel mondo spirituale di Rudolf Steiner il 30 marzo del 1925, il contenuto vivente di saggezza dell’Antroposofia trasmesso ai suoi discepoli da bocca a orecchio, venne fissato sulla carta stampata e raccolta (senza essere riveduto e corretto per la divulgazione a un pubblico esterno, per cui a volte, è possibile cogliere degli errori) nei diversi libri dell’Opera Omnia della letteratura antroposofica. Rudolf Steiner a tutta prima era contrario a che la saggezza micheliana fosse fissata sulla carta stampata, giacché qui opera la forza arimanica contraria a Michele che avrebbe oscurato e resa fredda e astratta la sapienza micheliana. La cui conseguenza è quella che possa creare negli uomini (quando in essi manca il vero anelito al Cristo) il pericolo di una luciferizzazione e arimanizzazione dei contenuti antroposofici della Scienza dello Spirito o antroposofia, cui possano essere accolti in modo esaltato, freddo e dogmatico, snaturando in tal modo la vera essenza spirituale dell’Antroposofia, la quale come abbiamo citato, non è altro che amore! Alla fine, però, Rudolf Steiner dovette come dire, acconsentire alla divulgazione attraverso la stampa, in modo che l’antroposofia potesse giungere fino a noi per la salvazione dell’umanità cui è scesa sempre più in basso nel proprio egoismo, influenzata dall’ateismo scientifico e dal dogma della teologia costantinopolitana che abolì come citato, la reincarnazione e poi dopo lo spirito nell’uomo.
Il libro, pertanto, con l’andare del tempo, sostituì del tutto il maestro umano terreno diventando completamente per gli uomini che cercano la via spirituale di conoscenza, la guida moderna sul piano fisico, dei contenuti di saggezza dell’antroposofia. Esso si presenta come una sorta di «maestro esteriore» che non costringe, non lede la nostra libertà individuale, ma che appunto, può diventare lo strumento attraverso il quale possiamo iniziare come primo gradino lo studio dell’antroposofia, (vedi la nota 23) quale via moderna di conoscenza esoterica cristiana-rosicruciana che ci guidi alla realizzazione del Sé spirituale e di conseguenza, all’unione col nostro Io superiore tramite lo sviluppo dell’anima cosciente. Occorre però fare attenzione che la conoscenza, accolta attraverso il libro, essendo luciferica, non diventi il mezzo con il quale Arimane25 possa ottenebrarci e renderci suoi strumenti per agire laddove a nostra volta, manifestiamo i contenuti di conoscenza antroposofici nel mondo attraverso la scrittura. Dobbiamo fare attenzione alla tentazione di questi due tentatori che possono confonderci e ottenebrarci, denigrando quelle correnti che non la pensano come noi, e quindi ispirandoci una cultura antroposofica intellettuale fredda, cinica e senza amore che verrebbe trasformata in una conoscenza filosofica decadente, arimanica appunto che, non farebbe altro che alimentario odio nei riguardi della comunità antroposofica.
La scrittura come strumento di comunicazione moderna (quella usata dalla stampa) è secondo la Scienza antroposofica, uno strumento puramente arimanico nel nostro mondo materiale. La stampa è dominata dal potere di Arimane! E pertanto può agire nell’uomo obnubilando la sua anima, quando questi non abbia in sé abbastanza forza morale. Un esempio lo abbiamo nel caso di Nietzsche che stando a quel che dice Rudolf Steiner, scrisse “L’Anticristo ed Ecce homo” completamente sotto l’influenza di Arimane, ove per questo si scagliò con veemenza contro il cristianesimo. Il “Libro”, dunque, non costituisce in sé alcun pericolo, in quanto non dà e non toglie, dipende dall’uso che ne facciamo come materiale di studio che potrà essere superficiale, oppure profondo, individuale o, come oggetto di studio insieme con altre persone che condividono il nostro stesso ideale di ricerca della verità. La conoscenza antroposofica che accogliamo dal libro è sempre in rapporto col nostro atteggiamento morale del nostro pensare e sentire dell’anima, per cui può essere per noi un apprendere delle nozioni che ci acculturano elevandoci intellettualmente per puro egoismo personale, oppure può essere uno strumento di elevazione morale e spirituale, cosicché possiamo essere maggiormente utili alla comunità sociale per la divulgazione e realizzazione dell’Antroposofia. Può essere lo strumento attraverso il quale possiamo trovare la strada al nostro “Maestro interiore”, oppure può rivelarsi come una sorta di luciferizzazione che tenterà d’inorgoglire sempre più la nostra sete di conoscenza e voluttà interiore intellettuale che ci permetterà di sentirci sempre più superiori agli altri; ciò dipenderà da noi, dal nostro grado di discernimento morale.
Per questo Rudolf Steiner non era molto d’accordo che l’Antroposofia fosse divulgata tramite la carta stampata, poiché va contro i principi spirituali occulti insegnati e accolti durante la nostra permanenza nel mondo spirituale nella scuola di “Michele”, prima che scendessimo nella nostra incarnazione terrena. Egli ci ammoniva affinché l’Antroposofia fosse divulgata in modo piuttosto intimo, ossia da bocca a orecchio e tra Maestro a discepolo. Ciò a evitare che Arimane potesse oscurare la conoscenza divina dell’Antroposofia, appropriandosi e intellettualizzandola attraverso l’arte della carta stampata, la quale, è parte del suo dominio terrestre subnaturale. Nel libro, “Considerazioni esoteriche su nessi karmici” in merito Rudolf Steiner dice:
«Anche se ciò va sopportato, perché fa parte del nostro tempo, si avverte un sentimento inquietante quando la saggezza di Michele, che volentieri si scrive per farla conoscere alla gente, è riprodotta in maniera meccanica e si vede in libri stampati. Questo sentimento inquietante … è certo presente in chi si trova inserito nella vita spirituale, con tutto quanto ha da annunciare» (O.O. 240 pag.172).
Più avanti a pag. 173, egli è ancora più esplicito:
«Diventa potenza spirituale arimanica [la scrittura], quando vien fissata meccanicamente, in certo modo fissata dall’altra parte del mondo, quando si presenta agli occhi degli uomini come lettera stampata. Singolare è, infatti, che la scuola arimanica, fondata quale contro scuola a quella di Michele e attiva nei secoli dal quindicesimo al diciottesimo, portò in Europa l’arte della stampa, con tutte le conseguenze relative. Dall’arte della stampa possono spuntare le potenze demoniache che appunto tendono a combattere la signoria di Michele» (Ibidem, Volume sesto, ed. Antroposofica Milano).
Qui non va assolutamente inteso che dal libro possano scaturire e materializzarsi demoni o quant’altro, ma semplicemente occorre prendere coscienza che l’uomo è al centro tra un mondo spirituale divino superiore nel quale operano Entità divine per il progresso umano, e da un mondo soprasensibile astrale inferiore subnaturale da dove agiscono le entità arimaniche dalla loro “contro scuola di Michele”, le quali ostacolano il piano divino superiore. Di conseguenza cercano di irretire l’uomo e di attrarlo sempre più in basso nella loro sfera subnaturale in modo che non raggiunga la sua meta divina ma, cercando inutilmente (finora, grazie a Michele-Cristo, non sono ancora riusciti) di legarlo eternamente alla loro natura fredda e mefistofelica. Pertanto, Rudolf Steiner, accolse malvolentieri la richiesta di alcuni discepoli affinché fosse data la possibilità all’umanità futura di poter accogliere l’Antroposofia attraverso la carta stampata, così fu permesso che le sue conferenze fossero stenografate e tradotte in ciclostilati, ma non ebbe mai la possibilità di rileggere e correggere le conferenze nella forma adeguata e più idonea a un pubblico profano esterno; perciò nei suoi scritti si possono riscontrare a volte, degli errori o contraddizioni. È possibile che la verità annunciata nelle sue diverse conferenze, possa essere in qualche modo alterata e contraddetta da chi si avvicina per la prima volta alla Scienza antroposofica. Ma il vero ricercatore dello spirito perseverando con amore per la conoscenza, ha la possibilità di trovare in altri scritti un chiarimento che si armonizzi con ciò che è stato detto a priori dal Maestro dell’umanità nella forma con la quale egli esponeva oralmente i suoi concetti spirituali a un pubblico più attento, arrivando così a coglierli nella loro forma originaria di pensiero. Di solito nelle sue conferenze Rudolf Steiner aveva l’abitudine di esprimere lo stesso concetto da punti di vista diversi, in modo da dare all’allievo dello spirito la possibilità di riflettere maggiormente sullo stesso contenuto spirituale, così che potesse arrivare egli stesso ad afferrare la verità nel puro pensiero attraverso un lavoro meditativo; perciò, era solito dire che per cogliere la verità nella sua interezza occorrono almeno dodici punti di vista.
Più avanti nel libro summenzionato a pag.174 egli continua dicendo: «Occorre comportarci in modo da non eliminare il libro stampato, ma dargli il giusto rapporto con l’elemento essenziale umano, inaugureremo allora quanto, dapprima imponderabilmente deve fluire come corrente micheliana attraverso la società antroposofica, [è un atteggiamento che andrebbe sempre osservato nei gruppi di studio]; (…). Non sarebbe, infatti, giusto dire, in conformità a quanto ho ora esposto: aboliamo dunque tutti i libri antroposofici! (…). In questo modo renderemmo impossibile la nostra continuazione del lavoro antroposofico che deve invece prosperare proprio fino alla fine del secolo. Dobbiamo invece, in atteggiamento sacro verso quanto vive nella saggezza di Michele, nobilitare l’arte della stampa! (…). Per l’azione di Michele è dunque da preferire il modo intimo di operare da uomo a uomo. Se invece di agire soltanto mediante libri, ci riuniamo e accogliamo da uomo a uomo i più importanti impulsi (e così hanno da essere, perché altrimenti Arimane otterrebbe un’enorme padronanza, se non ci impossessassimo anche della sua arte) e utilizziamo la stampa soltanto per avere un “aiuto mnemonico”» (ibidem).
Da ciò emerse una seria preoccupazione da parte di Rudolf Steiner, e cioè che gli antroposofi in avvenire potessero lasciarsi influenzare da una lettura fredda, intellettualistica (in modo da creare in loro il rischio dell’arimanizzazione della saggezza di Michele), al posto del dialogo che dovesse invece scaldare i cuori così da elevarli verso l’alto nel mondo angelico, tramite un culto rovesciato. Per questo egli diede delle indicazioni a che nelle serate dei gruppi si coltivasse maggiormente l’elemento umano attraverso il dialogo, al posto della sola lettura dei testi antroposofici, in modo da creare la giusta armonizzazione e l’atteggiamento devoto tra i soci, quale incontro animico comunitario con la sfera angelica. Egli spiega nel libro “Formazione di Comunità”, l’importanza della vita comunitaria contrapposta a quella solitaria che per quanto possa giustificarsi come ricerca individuale delle verità antroposofiche, verrebbe meno allo scopo dell’Antroposofia quale “Essere spirituale” che può discendere e poggiarsi solo su di una moltitudine di uomini, in quanto “Archetipo umano”. Infine, l’atteggiamento solitario è in contrasto con lo scopo e la missione della fondazione da parte di Rudolf Steiner, della “ Posa della Pietra di Fondazione della Società Antroposofica Universale”, la quale vuol essere una corrente spirituale esoterica cristiana-rosicruciana che vuole preparare una nuova comunità fondata sulla fratellanza e sull’amore universale. Una comunità micaelita che possa mettere in pratica quei principi di convivenza basati sul reciproco rispetto, tolleranza e libertà, senza di cui è impossibile stabilire un rapporto umano tra uomo e uomo che possa andare oltre e destarci all’animico spirituale dell’altro. Cioè nelle serate di gruppo in cui ci riuniamo insieme nella lettura comune dei testi antroposofici, egli sperava che trovassimo la forza e lo scopo di creare attraverso i contenuti divini dell’antroposofia, il giusto atteggiamento morale da elevarci al mondo spirituale attraverso se mi è permesso dire, un culto dialogico, cosicché i nostri pensieri e i nostri sentimenti calorosi, possano essere accolti dalla sfera angelica, quale culto rovesciato.
In merito nel libro citato, Rudolf Steiner dice:
«Ebbene possiamo accogliere tante belle idee dall’antroposofia, idee annunciate di un mondo spirituale, possiamo entrare teoricamente in tutto quanto ci può essere detto su corpo eterico, corpo astrale e così via, senza perciò comprendere ancora il mondo spirituale. Cominciamo a sviluppare la prima comprensione per esso solo destandoci all’elemento animico spirituale degli altri uomini. Allora soltanto comincia la reale comprensione per l’antroposofia. Sicuro, dobbiamo iniziare da questa condizione per la reale comprensione dell’antroposofia: la si può chiamare il destarsi dell’uomo all’animico-spirituale dell’altro» (O.O. 257, pag. 105 – ed. Antroposofica Milano). ( 8. Continua)
Note Antroposofiche
25 Arimane è l’entità dell’ostacolo che conosciamo come “Satana o Mefistofele”, confuso dai teologi cattolici con Lucifero ossia il “Diavolo”, è uno spirito mefistofelico appartenente alla gerarchia degli Arcangeli, rimasti indietro durante l’evoluzione umana sull’antico Sole. Dal mondo astrale opera nel mondo materiale come sua specifica sfera, qui, egli manifesta pienamente la sua natura arimanica, mentre svolge un’azione diversa sia nel mondo elementare sia nella natura umana, in modo particolare nell’anima razionale. Rudolf Steiner nel libro “Sulla via dell’Iniziazione” scrive: “ Una specie di quelle Entità spirituali [arimaniche], si manifestano in modo che in esse si può scoprire la ragione per cui l’uomo sperimenta il mondo sensibile come materiale. Si riconosce che in ogni cosa materiale in realtà è spirituale, e che è l’attività spirituale di quegli esseri a consolidare, a indurire la spiritualità del mondo sensibile fino allo stato materiale … Perciò chiameremo qui col nome di entità arimaniche gli esseri che effettuano questa materializzazione del mondo dei sensi. Si scopre pure, nei riguardi delle entità arimaniche, che esse hanno la specifica sfera loro propria nel regno minerale: ivi, esse dominano in modo da manifestarvi pienamente la loro natura”; pag.149.
