
«Il discepolo deve in determinati momenti esercitarsi a imparare ad ascoltare con cura, i pensieri più contraddittori, astenendosi da qualsiasi approvazione e soprattutto da ogni giudizio sfavorevole (…). Egli deve per esempio ascoltare il parere di uomini che, per un aspetto qualsiasi, siano molto inferiori a lui, facendo tacere in sé ogni sentimento della propria superiore conoscenza o capacità (…). Se si esercita così ad ascoltare senza critica, anche quando viene esposta un’opinione completamente opposta alla sua, anche quando si svolgono dinanzi a lui le cose più sbagliate, egli impara a poco a poco a fondersi completamente con l’essere delle altre persone, a compenetrare completamente in esso». Rudolf Steiner, dal libro L’Iniziazione
9. L’Antroposofia e il culto rovesciato II
Come possiamo vedere dalle parole citate, Rudolf Steiner ci dice che pur conoscendo in modo teorico il mondo spirituale attraverso la conoscenza che accogliamo tramite la Scienza dello Spirito, non possiamo conoscerlo mai del tutto in modo reale fino a che non ci risvegliamo all’elemento, animico dell’altro uomo. Possiamo anche aggiungere che resta pressoché impossibile realizzare nell’ambito del gruppo di studio la giusta armonia che occorre per elevarci al mondo angelico tramite il culto rovesciato. Mentre nel culto religioso cattolico gli Angeli scendono verso il basso della comunità raccolta durante la preghiera comune presieduto dal sacerdote nel rituale della messa, nelle serate di studio avviene il contrario, ossia è il gruppo che in un atteggiamento armonico dialogico, sale verso la sfera angelica tramite il puro pensiero dei contenuti antroposofici. Ma per arrivare a che insieme si possa salire verso l’alto del mondo angelico, occorre trovare innanzitutto prima in noi, quella forza morale in grado di risvegliarci all’animico dell’altro uomo tramite il dialogo che possiamo trarre dallo studio del libro in comune, dei contenuti antroposofici.
Certamente il libro bisogna studiarlo e studiarlo molto, ma nelle serate di gruppo sarebbe più auspicabile ci avverte Rudolf Steiner, dare più spazio al dialogo, al rapporto da uomo a uomo, utilizzando il libro solo per un aiuto mnemonico del tema che stiamo studiando. Egli ammoniva affinché gli antroposofi, (ieri come oggi) sviluppassero il giusto atteggiamento sacrale con il libro, in modo che la saggezza di Michele non si riducesse a un’astratta e fredda lettera morta ma che, fosse nobilitata, vivificata e riscaldata, da cuori che possano ardere d’amore per l’essere Antroposofia. Solo in questo modo oggi è possibile evitare lunghe e accese discussioni e contrasti che a volte, si manifestano nei gruppi di studio antroposofici per la mancanza di rispetto morale dell’altrui pensiero. Quando cioè qualcuno inibisce con aggressività l’intervento altrui limitando in tal modo la libertà di manifestare la propria opinione che non si accorda con la nostra; oppure a una domanda che a tutta prima può sembrare alquanto sciocca, ma che a volte, si rivela più saggia di un altissimo pensiero dalla fredda logica intellettuale, arimanico appunto! E ancora nel libro citato che Rudolf Steiner a questo riguardo dice: «Ci si deve educare ad accettare con assoluta calma anche ciò con cui non si concorda minimamente, e non solo con altezzosa sufficienza ma tollerandolo nell’intimo come legittima espressione dell’altra persona» (Formazione di Comunità pag.117). Come possiamo capire, egli ci esorta nelle divergenze di opinioni che non si accordano con la nostra, di essere tolleranti, cercando con la calma e la comprensione, il giusto punto di vista nel pieno rispetto reciproco, in modo che la verità sia ricercata attraverso il dialogo e non tramite dogma assolutistici, giacché la verità nel mondo umano non può che essere relativa. La pura verità difatti, contrariamente a ciò che ognuno possa pensare, è nella sua vera essenza un “essere pensiero reale”, un essere divino che costringerebbe l’uomo a una totale obbedienza dogmatica nel suo pensare, sentire e volere, cosicché questi verrebbe limitato dalla “rivelazione divina” nella sua libertà individuale di uomo imperfetto. Pertanto, non possono esserci delle verità assolute nell’ambito della comunità antroposofica, poiché cozzerebbe contro il principio su cui Rudolf Steiner ha sempre insistito, vale a dire quello di non accogliere mai nulla di scontato, nemmeno le sue parole, in modo dogmatico e assoluto. Egli ci esorta ad aprirci con fiducia alle verità antroposofiche, ma, vagliandole nello stesso tempo con la ragione e col sano intelletto umano, sapendo che queste sono valide solo per un certo periodo, oltre il quale subentrano altre forme più evolute che vanno accolte su un piano superiore di coscienza.
E a questo riguardo ci ha lasciato nel libro l’Iniziazione O.O.10, moltissimi esercizi morali per progredire innanzitutto nell’ambito della convivenza umana con gli altri e rafforzando nello stesso tempo il nostro io umano. Cosicché purificando e dominando sempre più il corpo astrale (sede originaria dove nascono le nostre brame, i desideri, le passioni, ecc.) attraverso una severa e seria autodisciplina, possiamo arrivare a realizzare in noi quelle forze morali che ci occorrono per superare le prove nell’ambito della comunità sociale, preparandoci per l’ingresso nel mondo astrale. Ci occorrono pertanto quelle forze d’animo che Rudolf Steiner nel libro menzionato ci avverte di sviluppare nel modo giusto, cosicché possiamo sopportare alla “soglia” l’incontro con i guardiani26, ossia con le entità demoniache che cercano di impedirci di entrare in modo cosciente nel mondo spirituale fino a che non siamo abbastanza maturi da varcare appunto la soglia animica. Detto in modo succinto si tratta delle figure spettrali che incontriamo sia nel mondo eterico come doppio arimanico, sia nel mondo astrale come “il piccolo e il grande guardiano”, che ci si pongono davanti in tutta la loro tragica bruttezza impedendoci di entrare e che riconosciamo essere noi stessi, o meglio, ciò che del nostro carattere negativo non siamo riusciti a purificare e a perfezionare in tutte le nostre vite terrene precedenti, generando appunto una contro-immagine astrale, un negativo di noi stessi. Occorre dire che diversamente dal nostro doppio arimanico, il doppio astrale o “Guardiano della Soglia”, una volta superata la sua orrenda bruttezza diventa la nostra guida nel mondo astrale aiutandoci a superare i pericoli e gli ostacoli cui l’anima può andare incontro nel mondo delle anime, così da giungere senza danni psichici all’incontro col Sé spirituale.
Per questo occorre ancora qui ripetere l’importanza d’imparare a trovare il giusto accordo dialogico con gli altri cercando di esprimere la nostra opinione evitando il confronto cui ci porrebbe nettamente in contrasto, creando un divario che tenderebbe a separare l’unità armonica del gruppo che dovrebbe al contrario regnare, per il giusto atteggiamento cultico. Non si tratta quindi di doverci confrontare culturalmente con i soci del gruppo, ma l’intervento deve tendere a un mutuo arricchimento spirituale offrendo con amore la nostra esperienza conoscitiva dell’antroposofia, alfine di aiutare l’anima del gruppo (che si crea durante lo studio insieme), a elevarsi spiritualmente al mondo angelico dove può incontrare il nostro Angelo, guida. Non dovremmo mai dimenticare che un gruppo antroposofico così come la Società Antroposofica universale, è costituita da uomini liberi, e che liberamente tendono a realizzare una comunità di uomini che si basi sul principio dell’amore cosmico e di una fratellanza spirituale universale, quali semi del sesto periodo di cultura chiamato “Filadelfia”. Se riusciamo veramente a comprendere quest’atteggiamento morale e a metterlo in pratica, allora possiamo diventare dei veri discepoli di Rudolf Steiner, quei veri discepoli cui egli auspicava diventassimo, attraverso ciò che volle realizzazione attraverso l’elemento della “Pietra di Fondazione della Società Antroposofica Universale”, ossia l’amore cosmico umano. E affinché l’Antroposofia possa essere quella nuova rivelazione che prepari gli uomini a riconoscere l’impulso arimanico anticristico che aumenterà con l’eventuale incarnazione di Arimane sul piano fisico, nel primo terzo del nostro millennio come rivelatoci da Rudolf Steiner, e possa appunto rafforzarci quale comunità spirituale cristiana e non diventi una conoscenza intellettualmente arida e fredda, occorre sviluppare nell’ambito dei gruppi antroposofici l’elemento religioso del culto rovesciato. Questo possiamo realizzarlo se ci sforziamo di agire nell’ambito dei gruppi di studio antroposofici, tramite un atteggiamento tollerante e umile che tenda a unire rispettando qualsiasi espressione di pensiero anche quando questi non si accordo con il nostro. In merito Rudolf Steiner sempre nel libro citato di “Formazione di Comunità” dice:
«Il discepolo deve in determinati momenti esercitarsi a imparare ad ascoltare con cura, i pensieri più contraddittori, astenendosi da qualsiasi approvazione e soprattutto da ogni giudizio sfavorevole (…). Egli deve per esempio ascoltare il parere di uomini che, per un aspetto qualsiasi, siano molto inferiori a lui, facendo tacere in sé ogni sentimento della propria superiore conoscenza o capacità (…). Se si esercita così ad ascoltare senza critica, anche quando viene esposta un’opinione completamente opposta alla sua, anche quando si svolgono dinanzi a lui le cose più sbagliate, egli impara a poco a poco a fondersi completamente con l’essere delle altre persone, a compenetrare completamente in esso» (ibidem pag. 47).
Riassumendo diciamo che quando partecipiamo con gli altri nell’incontro di studio dell’Antroposofia, occorre anzitutto che prima di entrare nel luogo dove studiamo la Scienza dello Spirito dobbiamo spogliarci dei nostri problemi personali in modo che possiamo armonizzarci col gruppo di studio, altrimenti potremmo essere causa d’intolleranza e incomprensione dovuto al nostro atteggiamento disarmonico. Ciò potrebbe determinare di conseguenza di non riuscire a cogliere i frutti desiderati, ossia quello di vivere una serata di studio insieme per coltivare il giusto ideale antroposofico alfine di poterci innalzare al mondo angelico, in una sorta di culto rovesciato. Perciò, per essere riempiti dalla luce del nuovo spirito pentecostale occorre che prima di riunirci nello studio in comune con gli altri, dobbiamo imparare a svuotarci mentalmente da qualsiasi preoccupazione che possa assillarci e renderci faziosi e intransigenti nei riguardi degli altri. Occorre sforzarsi di allontanare da noi tutti quegli atteggiamenti di scontentezza, d’inquietudine e insoddisfazioni che la vita ci mette di fronte come prove karmiche del destino che in fondo, abbiamo scelto noi stessi durante la vita da morte a nuova nascita, cui fanno sì che diventino in noi forze aggressive e intolleranti. Se vogliamo sviluppare nel gruppo di studio quell’atteggiamento di sacra religiosità nel voler tendere al culto rovesciato, dobbiamo ritrovare in noi l’ardore e l’entusiasmo per l’Antroposofia e il giusto rapporto con il nostro Maestro Rudolf Steiner, che dal mondo spirituale potrà esserci vicini tramite la sua presenza animica. Se sapremo appunto svuotarci così come avviene quando ci prepariamo nel modo giusto nella pratica della meditazione individuale quotidiana, allora saremo pronti per realizzare attraverso lo studio in comune una sorta di meditazione di gruppo, la quale può elevarci verso il mondo degli Angeli, per essere riempiti nell’anima dal fuoco innovatore dello Spirito Santo.
Attraverso questo reale incontro animico tra noi, possiamo superare tutte quelle cause di dissenso o di scontro che inevitabilmente avvengono nei gruppi e nell’ambiente antroposofico a causa del nostro karma antico, e che molto spesso è causa di opinioni divergenti che nascono su di uno stesso concetto antroposofico. Dobbiamo invece imparare a vedere quello stesso concetto antroposofico se possibile, da un punto di vista diverso, evitando così di liberare forze negative represse a causa del nostro io che non domina il corpo astrale, inibendo e dando così spazio alle entità dell’ostacolo di trascinare in basso nel mondo sub-umano arimanico, l’anima comune del gruppo di studio. Non dimentichiamo che l’io è il centro dell’entità umana e che può rafforzarsi solo attraverso un giusto rapporto con gli altri. Inoltre, l’allievo dello spirito che voglia seguire il cammino esoterico cristiano-rosicruciano cui viene descritto nel libro «L’Iniziazione», deve imparare a sviluppare innanzitutto il giusto equilibrio interiore tramite ciò che Rudolf Steiner ci indica innanzitutto come sviluppo della facoltà della devozione; alla quale egli dedica all’inizio del libro, ben sei pagine! Ed è ancora in questo stupendo libro che egli esprime l’importanza vitale per l’allievo dello spirito, a prendere coscienza coltivando la “devozione e venerazione” verso il mondo spirituale laddove in una di queste pagine troviamo quella massima morale fondamentale, per chi desidera intraprendere un cammino esoterico con gli altri, che dice:
- «Il discepolo dell’occultismo deve appunto cominciare dall’accogliere la devozione nella vita dei suoi pensieri. Deve sorvegliare i pensieri d’irriverenza e di critica negativa nella sua coscienza. E appunto a questo scopo deve coltivare in sé pensieri di devozione.
- 2) «Per ogni passo innanzi che cerchi di fare nella conoscenza delle verità occulte, devi al tempo stesso fare tre passi nel perfezionamento del tuo carattere verso il bene». (9. continua)
Rudolf Steiner, dal libro “L’Iniziazione (O.O. 10”- Ed. Antroposofica Milano).
Collegno, giugno 2013 Antonio Coscia
Agg. novembre 2020
Note Antroposofiche
26 Quando il discepolo dello spirito è pronto per entrare nel mondo spirituale per unirsi al Sé Spirituale o al suo Io Superiore, in quanto formano un’unità congiunta, deve prima attraversare degli stati animici o porte animiche, dove come dire, all’entrata sono protette da entità animiche astrali che assumono le sembianze di ciò che il discepolo ha determinato quale karma negativo o imperfezioni morali durante l’arco delle sue incarnazioni terrene. Ossia, per meglio dire, il nostro Sé Spirituale si riveste delle imperfezioni del discepolo e si presenta a questi in un’immagine astrale terrificante, in modo che il discepolo prenda coscienza del suo stato d’imperfezione morale cui deve assolutamente purificare per entrare nel puro mondo dello spirito eterno. Egli deve quindi prendere la ferma decisione che da quel momento in poi, deve, assolutamente, autosorvegliarsi per migliorare la sua forza morale e promettere di purificare l’immagine scura e terrificante che gli si presenta, facendo sì che diventi del tutto luminosa. Il processo iniziatico in sé è molto complesso da poterlo descrivere in una nota, volendo è possibile un maggior approfondimento, attraverso la Scienza dello Spirito tramite libri quali: «La Scienza Occulta O.O. 13, Teosofia O.O. 9, L’Iniziazione O.O.10, e I Segreti della Soglia O.O. 147». Qui possiamo aggiungere che, dopo che il discepolo ha rafforzato il suo Io terreno e purificato in parte il corpo astrale, egli è maturo per uscire coscientemente dal suo corpo fisico e varcare come dire, la soglia della morte, dove a tutta prima farà l’incontro nel suo corpo eterico con le forze arimaniche cioè il suo Doppio arimanico, che tenderà a obnubilare la sua coscienza dell’io. Dopodiché superatolo egli, incontrerà il suo doppio astrale o il «piccolo guardiano della soglia» che in un’immagine oscura terrificante, gli mostrerà tutta la sua imperfezione morale karmica. Se egli supera questo guardiano e lavora con lui alla sua purificazione e perfezione del suo essere, quando sarà ritenuto maturo dal suo Sé o Io superiore, potrà allora incontrare il «grande guardiano della soglia», il quale non è altro che l’immagine oscura riflessa del Cristo.
