
«Ogni conoscenza che tu cerchi al solo fine di arricchire il tuo sapere, di accumulare tesori, ti fa deviare dalla tua strada; ogni conoscenza che tu cerchi invece per maturarti sulla via della nobilitazione dell’uomo e dell’evoluzione del mondo, ti porta avanti di un passo». Rudolf Steiner, dal libro l’Iniziazione
10. Rudolf Steiner e il Bodhisattva Maitreya
Come abbiamo visto la morte di Rudolf Steiner fece sì che l’Antroposofia non fluisse più in modo vivente da bocca a orecchio tra Maestro e discepolo, ma col tempo venne fatta scorrere e fissata attraverso la carta stampata perdendo in tal modo l’essenza reale dell’Essere Antroposofia. Vale a dire che la realtà spirituale che dalla sfera di Michele fluiva quale saggezza vivente attraverso Rudolf Steiner, direttamente nell’interiorità umana dei discepoli come auspicava l’Arcangelo Michele, fu come dire oscurata e arimanizzata attraverso l’arte della stampa di cui è padrone Arimane. Se pertanto leggiamo un libro antroposofico non in modo meccanico e freddo, ma, con calore, come se attraverso le parole che leggiamo, compissimo un atto cultuale colmo di gratitudine nei confronti degli Dei che ci hanno permesso di conoscere la Scienza dello Spirito e di avere avuto la possibilità di essere stati scelti da Rudolf Steiner come suoi allievi dello spirito, allora noi compiamo un atto di redenzione nei confronti della carta stampata, ossia nei riguardi di Arimane! Ciò affinché avessimo la possibilità di collaborare allo sviluppo spirituale a che l’Antroposofia possa essere divulgata e accolta da tutti gli uomini della Terra, in modo che un giorno possa unirsi con l’anima umana di tutta l’umanità terrena quale suo archetipo spirituale o Sé superiore, cosicché venga creata quella nuova fratellanza universale che deve fondarsi sul pieno rispetto reciproco e sulla vera libertà e vero amore cosmico umano. Per poter realizzare questo impulso micheliano, occorre mettere in pratica i consigli che troviamo nei quattro libri fondamentali della Scienza antroposofica, già menzionati precedentemente e dove in modo particolare nel libro L’Iniziazione, possiamo trovare alcune indicazioni di sviluppo morale necessario alla nostra perfezione ed elevazione spirituale per essere dei degni rappresentanti dell’Antroposofia sulla Terra, tra cui alcune di esse cui reputo più pertinenti e importanti al nostro sviluppo occulto, cioè:
- «Un determinato atteggiamento fondamentale dell’anima deve servire d’inizio, [alfine di conquistare delle qualità superiori]. L’occultista chiama questa disposizione fondamentale il sentiero della venerazione, della devozione, di fronte alla verità e alla conoscenza. Soltanto chi possiede questa disposizione fondamentale può divenire discepolo dell’occultismo» (dal libro L’Iniziazione pag.17)
- «Il discepolo deve in determinati momenti esercitarsi a imparare ad ascoltare con cura, i pensieri più contraddittori, astenendosi da qualsiasi approvazione e soprattutto da ogni giudizio sfavorevole (…). Egli deve per esempio ascoltare il parere di uomini che, per un aspetto qualsiasi, siano molto inferiori a lui, facendo tacere in sé ogni sentimento della propria superiore conoscenza o capacità (…). Se si esercita così ad ascoltare senza critica, anche quando viene esposta un’opinione completamente opposta alla sua, anche quando si svolgono dinanzi a lui le cose più sbagliate, egli impara a poco a poco a fondersi completamente con l’essere delle altre persone, a compenetrare completamente in esso» (Ibidem pag. 43).
Se riflettiamo profondamente su queste due massime antroposofiche, possiamo dire che ogni antroposofo così come qualunque uomo che partecipi idealmente a una qualsiasi attività della vita terrena sia essa filosofica, religiosa o altro in comune con gli altri, se tende a sviluppare in sé pensieri di devozione e di venerazione nei riguardi della verità e della conoscenza, il suo atteggiamento nei riguardi degli altri dovrebbe essere quello di agire col suo pensare, sentire e volere, nel pieno rispetto reciproco tra uomini che liberamente si uniscono insieme per vivere anche soltanto per poco tempo, in modo libero, lo stesso ideale di amore che li accomuna, vale a dire: «L’amore per conoscenza, ossia l’amore per l’Essere Antroposofia». La quale è ciò che stimola in noi la voglia di stare insieme, di collaborare per lo sviluppo di una comunità morale che possa darci la possibilità di vivere idealmente insieme lo stesso scopo comune, che non sia soltanto quello di anelare alla conoscenza del Sé spirituale, ma anche quello di realizzare sulla Terra una libera comunità spirituale che si fondi sul rispetto e l’amore reciproco. Se dunque abbiamo accolto nel modo giusto l’Antroposofia, dovremmo avere accolto in noi, di conseguenza, anche l’impulso del Cristo, il quale ci permetterà di realizzare nelle serate di studio in comune, il vero impulso del culto rovesciato e il vero principio umano della formazione e preparazione di una comunità universale che più si adatta al nostro quinto periodo dell’anima cosciente, in vista del nuovo evento del Cristo eterico. Come sappiamo la Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico, ci annuncia la seconda venuta del Cristo nell’ambito elementare (astrale) della nostra Terra nella «Sua veste eterica luminosa». Questa possibilità d’incontrarlo per la prima volta sul piano astrale adiacente alla Terra, è iniziato circa dall’anno 1930 e durerà ancora per circa tremila anni in cui l’umanità deve prepararsi ad accoglierlo e saperlo riconoscere e distinguere dall’immagine luminosa di Lucifero, il quale è il portatore di luce, ma non è la vera luce spirituale del Cristo, in ciò consiste anche la missione dell’Antroposofia e degli antroposofi di preparare gli uomini attraverso la divulgazione della conoscenza della Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico.
Dopodiché quando l’umanità si sarà maggiormente elevata, avrà una seconda possibilità d’incontrare il Cristo sul piano Celeste (la sfera planetaria) nel Suo corpo Astrale, e infine, in un periodo evolutivo ancora più remoto, l’umanità avrà la possibilità di conoscere la vera natura spirituale del Cristo quale «Io Sono Cosmico», sul piano della ragione (la sfera delle stelle fisse). Inoltre, la Scienza antroposofica, ha il compito di preparare per il sesto periodo futuro (in vista della discesa sulla Terra per un’incarnazione fisica completa) il successore del divino Buddha Gautama cioè, il «Bodhisattva Maitreya» che sarà il primo buddha umano cristiano al servizio del Cristo. Egli è il nuovo Bodhisattva successore del Buddha che essendo un’Entità umana elevatissima, non ha bisogno di incarnarsi in un corpo terreno essendo già molto avanzato nei riguardi dell’evoluzione normale dell’umanità attuale. Perciò ogni cento anni circa, egli sceglie una Personalità umana tra le più evolute e s’incorpora nel suo corpo astrale, ispirando la sua «Dottrina» per un periodo di 5000 anni. Trascorsi i 5000 anni e all’avvicinarsi del tempo in cui deve realizzare la sua dottrina, il bodhisattva Maitreya deve scendere come uomo tra gli uomini sulla Terra, e deve per questo scegliere una coppia di genitori in modo che possano generare un corpo umano adatto a esplicare le sue facoltà bodhisattviche, cosicché egli possa percorrere il grado di «buddha umano».27 Egli deve in tal modo percorrere la via bodhisattvica fino a realizzare attraverso la sua dottrina l’«Illuminazione spirituale», in modo che le nuove facoltà umane diventino patrimonio evolutivo dell’intera umanità. La sua prima incorporazione avvenne nel 1° secolo a.C. nel corpo astrale del maestro degli Esseni «Yeshua Ben Pandira» (Gesù di Panthera, tanto confuso sia da Celso sia dalla stessa E. P. Blavatsky, con Gesù di Nazareth) il quale fu l’annunciatore del Cristo nella sua discesa in un corpo fisico. La prima incorporazione invece dopo l’evento del Cristo, avvenne tramite la personalità di Mani il fondatore del «manicheismo», uno dei più alti iniziati cristiani appartenente alla «loggia dei Bodhisattva umani» che nel Vangelo di Matteo nasce come figlio di una vedova di Naim, resuscitato dal Cristo. Nel nostro tempo il bodhisattva Maitreya, si presenta come annunciatore del Cristo nel corpo eterico sul piano astrale adiacente alla Terra, avvenuto secondo Rudolf Steiner dal 1902 in poi per le anime più evolute e, durerà ancora per circa tremila anni.
Rudolf Steiner sacrificò i suoi involucri animici spirituali mettendoli al servizio del nuovo Bodhisattva in assenza di un uomo evoluto che avrebbe dovuto incorporare, ma che in quel momento evolutivo non fu possibile trovare a causa del troppo materialismo sviluppatosi nella civiltà occidentale, per cui fu necessario che il bodhisattva Maitreya chiedesse la collaborazione di un altissimo iniziato che lo aiutasse a portare a termine la sua missione. Per questo diversamente dai suoi predecessori, dove la personalità umana che era incorporata dal Bodhisattva si modificava sia interiormente sia esteriormente assumendo spesso un aspetto fisionomico diverso fin nel corpo fisico, Rudolf Steiner al contrario non venne mai sostituito dall’Io bodhisattvico del Maitreya come avveniva di solito nelle personalità che incorporava, ma i due Io convissero insieme simultaneamente senza alcun cambiamento esteriore, facendosi ispirare dalla «saggezza divina» dietro di cui agiva la totalità dei Bodhisattva che nel mondo occidentale conosciamo come «Spirito Santo». È tramite questa saggezza divina che Rudolf Steiner poté rinnovare i misteri cristiani rivelando non solo la nuova venuta del Cristo eterico, ma unendoli diversi anni dopo ad altre correnti esoteriche spirituali confluite insieme durante la “Posa della Pietra di Fondazione della Società Antroposofica Universale” il 25 dicembre del 1923/4 a Dornach in Svizzera, quale nuovo esoterismo cristiano-rosacruciano a orientamento antroposofico. L’incorporazione del bodhisattva Maitreya nei confronti di Rudolf Steiner avvenne pertanto, completamente in modo diverso dalla circostanza in cui le personalità umane sono scelte dal Bodhisattva secondo il principio karmico universale. Egli sacrificò il suo corpo astrale lasciandosi ispirare coscientemente dal Maitreya affinché potesse compiere la missione di salvezza dell’umanità che diventava sempre più preda delle forze arimaniche e più tardi, alla fine del secolo XX, anche da quelle «asuriche».28 Egli si lasciò ispirare senza che avvenisse appunto lo scambio di personalità, dove l’io terreno veniva per qualche tempo come dire estromesso, messo da parte nel mondo astrale, ciò che invece permise a Rudolf Steiner quale altissimo Iniziato cristiano rosacruciano, di unire le due correnti spirituali: «La corrente orientale dei Bodhisattva e la corrente occidentale cristiana rosacruciana, sulla base del nuovo impulso antroposofico quale realizzazione appunto della “Pietra di Fondazione dell’amore”. durante il convegno di Natale 1923/24. (Vedi di Sergej O. Prokofieff29 sul bodhisattva Maitreya, “Rudolf Steiner e i Maestri del cristianesimo moderno” e “La nascita dell’esoterismo cristiano nel XX secolo”; Widar Edizioni).
Volendo approfondire meglio quest’aspetto dell’incorporazione del Bodhisattva nei confronti di un uomo normale, ma che sia in grado appunto di sopportare il fuoco divino bodhisattvico, diciamo che una personalità umana maggiormente evoluta viene scelta dal Maitreya non prima che abbia compiuto i trent’anni di età. Vale a dire che solo dopo aver compiuto i trent’anni l’uomo in questione viene scelto e incorporato dall’Io bodhisattvico che trasforma in parte, la natura animica della personalità umana assunta. Dopodiché quando il Bodhisattva termina la sua missione terrena avviene di nuovo lo scambio col vecchio Io umano che prende di conseguenza di nuovo la padronanza dei suoi organi costitutivi umani che a loro volta, hanno ricevuto una perfezione ed elevazione particolare per la presenza delle forze bodhisattviche cui anche la Personalità umana n questione, sarà a sua volta più evoluta. Sergej O. Prokofieff in un altro suo libro “La nascita dell’esoterismo cristiano nel XX secolo e le forze occulte di opposizione” sottolinea in modo molto chiaro quest’aspetto di collaborazione tra il Maitreya e Rudolf Steiner, sull’unione delle due correnti spirituali, dove appunto scrive:
«Rudolf Steiner in quel periodo fu sì ispirato dal bodhisattva ma Egli non era il Bodhisattva e ancor meno una reincarnazione di Jeshu Ben Pandira. Un’identificazione dell’individualità di Rudolf Steiner con l’individualità del Bodhisattva Maitreya sarebbe quindi un grosso errore. Rudolf Steiner apparteneva sin dall’inizio unicamente e solo alla corrente rosicruciana, la principale corrente del cristianesimo esoterico. In seguito all’azione comune per tre anni (dal 1910 al 1913) con il Bodhisattva sul piano occulto ebbe tuttavia luogo un evento importante: la corrente occidentale rosicruciana e la corrente orientale del Maitreya confluirono nella loro essenza. Questo fu compiuto dal grande Iniziato cristiano Rudolf Steiner, il quale unì definitivamente entrambe le correnti sulla Terra sotto il segno del loro comune servizio per il Cristo eterico. Per cui, a ragione, Egli poté dire nel 1911: «La corrente del [futuro] Maitreya Buddha e la corrente occidentale, che si collega a Cristian Rosenkreutz, agiscono quindi insieme». Infatti, da allora agiscono insieme come pegno per la futura unione dell’occidente con l’oriente, (pag. 97-98)».
Dobbiamo sapere che ogni facoltà umana conquistata dall’umanità, affinché possa diventare un bene comune per tutti gli uomini deve essere prima conquistata sul piano fisico da un esemplare umano, in questo caso dal Bodhisattva che ha ricevuto la missione dal mondo spirituale e ha ispirato agli uomini per l’arco di cinquemila anni la sua “Dottrina”. Nel mondo spirituale superiore (il mondo della Provvidenza o del Buddhi) al servizio e intorno al Cristo, Rudolf Steiner riferisce che ci sono dodici Bodhisattva che appartengono alla terza gerarchia divina che va dagli Angeli, Arcangeli e Archai che a loro volta ispirano sul piano umano, degli uomini più evoluti (i bodhisattva umani) i quali, si offrono sacrificando la loro natura animica spirituale per essere ispirati come messaggeri umani. Perciò la dottrina dei Bodhisattva risulta molto difficile e complessa poiché appartengono a essi diverse categorie, sia divine e sia umane che occorre saper distinguere. Il voler affrontare completamente la «dottrina dei Bodhisattva», ci porterebbe troppo lontano dal nostro tema e oltretutto, sarebbe necessario avere già una nozione elementare dei concetti fondamentali dell’Antroposofia esposti nei quattro libri che abbiamo menzionato, cercheremo perciò di sintetizzare quel tanto, da dare una conoscenza nozionale e per cui poco esaustiva nella sua complessità di questa tematica sui Bodhisattva.
Occorre distinguere due categorie di Bodhisattva: «I Bodhisattva divini di natura cosmica e i Bodhisattva umani di natura microcosmica. I primi appartengono alla categoria divina di cui: «Gli Angeli ai Buddha Celesti, gli Arcangeli ai Bodhisattva Celesti e le Archai o Spiriti della Personalità ai Dhyani Buddha Celesti. Queste tre categorie della terza gerarchia spirituale, formano un tutt’uno con il principio dello Spirito Santo che agisce in loro come Saggezza lunare nell’ambito del cosmo astrale da dove essi operano attraverso le Individualità bodhisattviche umane più evolute. Per meglio chiarire quest’aspetto, va detto che la categoria dei Bodhisattva Celesti superiore non s’incarnano mai sul piano fisico ma ispirano le Individualità bodhisattviche umane evolute che lavorano in modo cosciente come fanno gli Angeli, alla completa trasformazione del loro corpo astrale in Sé spirituale, che a loro volta, s’incorporano ogni cento anni in Personalità umane più evolute, ispirando la loro Dottrina o un aspetto della verità dell’Altissimo Spirito solare o Io Sono l’Io Sono, la cui più alta manifestazione avviene nell’ambito della sfera del Budhi.30 L’umanità non potrebbe comprendere la Saggezza divina nel suo aspetto unitario universale, per cui viene suddivisa in dodici aspetti accolti da dodici Bodhisattva presenti sul piano del Budhi che, in un certo qual modo, quelli più rappresentativi appartengono alla categoria degli Arcangeli che operano verso il basso ispirando gli Angeli, mentre dall’alto sono aiutati dalle ispirazioni degli Archai. Quando si avvicina il tempo in cui il Bodhisattva percorre il cammino sopra citato di buddha umano un Bodhisattva Celeste ossia un Arcangelo, scende di livello ispirandolo e incorporandolo fin nel corpo eterico, cosicché possa realizzare la sua dottrina sul piano terreno per dare all’umanità delle nuove facoltà spirituali, alfine di comprendere un nuovo aspetto cosmico del Cristo. Sei Bodhisattva sono scesi per preparare la via all’incarnazione del Cristo e altri sei Bodhisattva devono ora ispirare la conoscenza del Cristo; quando l’ultimo Bodhisattva ispirerà l’ultimo aspetto della Sapienza divina, i tempi cosmici della Terra termineranno e l’umanità conoscerà allora che cos’è il Cristo. In questi concetti così complicati occorre che il nostro pensiero non sia troppo rigido, ma che impari come dire a uscire dal concetto della incompenetrabilità tra due corpi fisici terreni e cerchi di afferrare l’immagine che nel mondo spirituale due o più corpi possono compenetrarsi simultaneamente, vale a dire che possono coesistere nello stesso spazio più Entità spirituali. Perciò quando diciamo che il Bodhisattva umano scende sul piano fisico per realizzare la sua dottrina, dobbiamo pensare (secondo le comunicazioni di Rudolf Steiner) che il bodhisattva oltre a essere ispirato dal suo Angelo guida, egli è ispirato contemporaneamente anche da un Arcangelo e a volte persino da un Archai e da Entità spirituali fino alla seconda gerarchia, cioè gli Spiriti della Forma (Exusiai, Elohim, Potestà), gli Spiriti del Movimento (Dynameis, Virtù) e gli Spiriti della Saggezza (Kyriotetes, Dominazioni).
Il Maitreya Buddha, secondo alcune indicazioni esoteriche concordanti sia della corrente orientale buddhista sia di quella occidentale rosicruciana, s’incarnerà fra circa 5670 anni dopo il Buddha storico Shakyamuni cioè il principe Siddhārtha Gautama, vale a dire circa 5000 anni d.C.; per cui da un semplice calcolo di 5000 – (1413+2160 = 3573) = 1427 anni, cioè circa l’ultimo terzo del sesto periodo di cultura della quinta Epoca. La data concorda più o meno con la conoscenza che ne dà la Scienza antroposofica cui afferma che il Bodhisattva Maitreya, s’incarnerà fra circa 2500 o 3000 anni dopo la fine del nostro quinto periodo di cultura. Facendo ancora un semplice calcolo diciamo che sono passati 610 anni del nostro quinto periodo di cultura, cui ne occorrono ancora 2160 – 610 = 1550 anni per terminare; se sottraiamo 3000 – 1550 = 1450 circa, più meno lo stesso sesto periodo di cultura indicato dall’occultismo buddhista, cioè alla fine del quinto millennio. Tuttavia, occorre comunque sempre tener presente che i tempi spirituali non sono sempre così rigidi come quelli terrestri, non sempre essi concordano esattamente sullo stesso piano spirituale-fisico; per cui l’evento può avvenire sia prima o dopo, a seconda delle circostanze karmiche dell’evoluzione umana sul piano fisico. Il Bodhisattva Maitreya sarà il settimo Buddha dopo l’illuminazione del grande Buddha Gotama e userà la potenza della parola per istruire i suoi discepoli in modo magico, senza l’uso del pensiero concettuale. Vale a dire che in quel sesto periodo evolutivo,31 la conoscenza della verità, sarà accolta senza l’ausilio del pensiero concettuale, ossia verrà accolta direttamente dall’anima umana, attraverso un atto magico della potenza del logos del Bodhisattva. Cioè la parola magica del Maitreya Buddha, sarà accolta tramite una sorta d’intuizione cosciente da quelle anime più evolute che preparandosi fin da ora avranno raggiunto insieme allo sviluppo dell’anima cosciente, un alto grado della coscienza morale in modo da ricevere dall’alto del mondo angelico un principio del Sé spirituale. E affinché ciò possa realizzarsi devono essere formati degli uomini che possano già da ora sviluppare e trasformare il pensiero razionale in un pensiero intellettuale veggente o immaginativo; certamente ciò potrà realizzarsi solo attraverso un lavoro spirituale cosciente e secondo il proprio karma individuale già nel corso di questa incarnazione, oppure nella prossima. Ciò comunque rientra nello sviluppo normale di tutta l’umanità nel prossimo futuro, dove il pensiero umano verrà trasformato da pensiero intellettuale concettuale in pensiero intellettuale d’immagine, sia che l’uomo ne sia cosciente sia che avvenga in modo incosciente. Certamente sarà diverso se abbiamo già iniziato a lavorare spiritualmente su noi stessi già in questa incarnazione, oppure no; è come se a un bambino vengano impartite delle nozioni scolastiche adeguate in modo da prepararlo a frequentare il primo anno di scuola elementare.
È quindi della massima importanza che nel nostro periodo l’umanità possa risvegliarsi spiritualmente e intraprenda un cammino cosciente di conoscenza in modo da sviluppare appunto quelle facoltà spirituali superiori che urgono nel nostro tempo, ossia lo sviluppo dell’anima cosciente e la vera fede verso il divino in noi, cioè verso ciò che abbiamo appreso dal motto paoliniano: “Non io ma il Cristo in me”. Questa è la speranza dei Maestri di Saggezza che guidano sia l’evoluzione occidentale che quella orientale e che sperano appunto che possa realizzarsi nell’ambito di tutte le comunità e movimenti spirituali, la formazione di quelle anime che possano essere idonee ad accogliere la Parola magica del Maitreya che deve venire. È questo il compito più importante che occorre prendere coscienza in tutti i gruppi di studio antroposofici locali che sono parte della Società Antroposofica Universale di Dornach, affinché l’Antroposofia possa espandersi sempre più nel nostro periodo attuale, in modo di aiutare l’umanità a sviluppare nel modo giusto l’anima cosciente che deve realizzarsi entro la fine del quinto periodo, come già menzionato. Questo ha come scopo di preparare nello stesso tempo come citato, delle anime più evolute alfine che posano essere in grado di accogliere nel prossimo sesto periodo di cultura, il dono che dall’alto del mondo angelico, scenderà sull’anime umane quale principio del Sé spirituale come una sorta di nuova “Pentecoste” e quale compimento delle parole del Cristo: «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando però verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve l’annunzierà» (Gv 16,12-14). (10. continua)
Collegno giugno 2013 Antonio Coscia
Agg. dicembre 2020
Note Antroposofiche
27 Quando si avvicina il tempo in cui il Bodhisattva ha divulgato la sua “Dottrina” nell’arco di cinquemila anni, egli deve ora incarnarsi sul piano fisico in un corpo fisico appositamente creato per lui da una coppia di genitori e dovrà percorrere il grado che Rudolf Steiner chiama “Buddha umano”. Vale a dire che ora deve realizzare la facoltà spirituale di ciò che ha divulgato per cinquemila anni con il suo insegnamento morale, in modo che possa diventare patrimonio di tutta l’umanità; per dirla in breve deve realizzare l’Illuminazione spirituale similmente al suo predecessore il Buddha Gautama cosicché ogni uomo possa a sua volta realizzarla individualmente. Con questo egli ha finito di essere legato alle incarnazioni terrene lasciando per sempre il piano fisico; d’ora in poi può agire da piani spirituali superiori tramite il suo corpo astrale purificato ispirando uomini evoluti per il bene dell’evoluzione terrena. Vedi anche la nota (8).
28 Gli asura sono spiriti degli ostacoli appartenenti alla gerarchia delle Archai o spiriti della Personalità rimasti indietro nella prima incarnazione della nostra Terra o del nostro sistema solare, sull’antico Saturno. Il nostro sistema solare o possiamo anche dire il nostro Sole con tutti i suoi pianeti, nasce come pianeta tre eoni prima della nascita dell’eone terrestre, cioè all’inizio dello sviluppo del primo stato di coscienza cosmico in cui l’uomo, era un minerale costituito esclusivamente di calore, mentre la sua essenza divina spirituale riposava ancora nel grembo della Divinità creatrice. In quell’eone antico in cui tutto e tutti gli esseri, erano immersi nel calore, le Archai attraversavano il loro gradino umano di cui però, non tutti riuscirono a superarlo e salire al rango angelico, alcuni restarono indietro fino allo stato attuale terrestre. Pertanto, oggi abbiamo delle archai-uomo, rimasti indietro di ben quattro eoni! per cui sono, di fatto, dei terribili «maghi neri». Essi si fanno servi della più malefica Entità spirituale del nostro mondo planetario, ossia dello spirito solare dell’ostacolo chiamato «Sorat», che è definito dall’apocalista Giovanni, l’anticristo del Sole-Cristo com’è rivelato nell’Apocalisse, il cui numero d’uomo è 666. Il male aumenterà sempre più durante il procedere della nostra evoluzione umana e siccome questo spirito soratico non può entrare direttamente nella nostra evoluzione, egli lo fa attraverso le tre correnti dell’ostacolo, ossia: la corrente luciferica dal capo Lucifero (Diavolo), la corrente arimanica dal capo Arimane (Satana, o Mefistofele) e in modo particolare, da quella degli asura o spiriti delle tenebre. L’unica protezione contro questi maghi neri, è la «forza morale» e l’impulso del Cristo, poiché occorrerà fare molta attenzione durante lo sviluppo della nostra anima cosciente a non lasciarci sedurre da questi spiriti malefici, in quanto tutto ciò che essi riusciranno a strappare dall’anima umana quale esperienza del nostro Io terreno, non potrà mai più essere recuperato; vale a dire che quella parte di esperienza umana che essi estirperanno dall’io terreno, non potrà mai più esserci restituita e ciò potrà comportare che alla fine dell’evoluzione terrestre, l’Io umano potrà evidenziare in sé una parte lesa, non perfetta! (vedi “Influssi luciferici, arimanici e asurici” da O.O. 137, conf, di Rudolf Steiner tenuta a Berlino, il 22 marzo 1909).
29 Sergej O. Prokofieff è stato uno dei migliori allievi e discepolo di Rudolf Steiner avendo dedicato maggior parte della sua vita per la divulgazione dell’Antroposofia e del cristianesimo-rosicruciano. Egli nacque il 16 gennaio del 1954 in Russia a Mosca ed è morto di una grave malattia il 26 luglio del 2014 in Svizzera a Dornach. Ha studiato pittura e storia dell’arte all’Istituto Superiore d’Arte di Mosca e per molti anni ha svolto un’intensissima attività di scrittore e conferenziere in tutto il mondo. Dalla Pasqua del 2001 è stato membro della Presidenza della Società Antroposofica Universale al Goetheanum di Dornach in Svizzera. Ha scritto diversi libri su questo tema dei nuovi misteri cristiani-rosacruciani, sui Bodhisattva e sulla fondazione della Pietra di Fondazione (vedi catalogo della casa editrice Widar o quello della casa editrice Antroposofica di Milano).
30 Il mondo del Budhi è il mondo degli Archetipi o anche mondo dell’Akasha la memoria universale situata oltre il mondo stellare, la quale è chiamata in occidente anche “Mondo della Provvidenza”, laddove lo Spirito Santo e il Cristo si manifestano come sorgente di “Luce e Vita universale” cui i Bodhisattva umani accolgono durante la vita da morte a nuova nascita, uno dei dodici aspetti del Cristo facendolo fluire nell’umanità durante la loro vita terrena come “Dottrina” durante l’arco di cinquemila anni.
31 Vedi la nota (9).
