
«Il discepolo dell’occultismo deve trovare la giusta via di mezzo fra ciò che le condizioni esteriori gli impongono, e la condotta che egli ritiene di dover seguire. Non deve imporre alle persone che lo circondano ciò che non sono atte a comprendere; deve però anche essere completamente libero dal desiderio di fare soltanto ciò che può essere apprezzato dalle persone che lo attorniano. Deve cercare il riconoscimento delle sue verità unicamente nella voce sincera della sua anima che lotta per la conoscenza»
(Rudolf Steiner, dal libro L’Iniziazione.)
12. Il primo gradino iniziatico e il rapporto con Rudolf Steiner I
Se decidiamo di studiare l’Antroposofia come sviluppo del primo gradino dell’iniziazione moderna, possiamo integrarlo con uno sviluppo cosciente di alcune qualità (se non sono già presenti in noi), consigliate da Rudolf Steiner nel libro “L’Iniziazione” che ci permetteranno di partecipare alle serate di studio dell’Antroposofia, con una maggiore comprensione e tolleranza, e con un più rispettoso atteggiamento dialogico nei confronti degli altri membri del gruppo antroposofico. Quante volte nelle serate di gruppo incontriamo soci con un punto di vista diverso da noi sul come condurre la serata di studio, cui alcuni preferiscono dedicare più tempo alla lettura di un testo antroposofico, altri invece sono più propensi al dialogo, ad avere un maggior approfondimento sul contenuto antroposofico. Nascono così dei contrasti, delle incomprensioni in ambedue i casi, sia si legga sia si dialoghi, in quanto manca la tolleranza verso chi la pensi diversamente da noi, su qualsiasi concetto antroposofico che non si armonizzi col nostro punto di vista. Affinché lo studio della Scienza dello Spirito, possa svolgersi in armonia e nel pieno rispetto reciproco cui ognuno possa liberamente esprimere il suo pensiero per quanto possa non accordarsi col nostro e, non si manifesti come un insieme di parole aride e prosaiche ma come una «forza vivente» che ci elevi al mondo dello spirito, occorre prendere coscienza di come Rudolf Steiner a pag. 13 del libro “Formazione di Comunità” descrive l’essere Antroposofia:
«E poiché l’Antroposofia può essere compresa solo dall’amore, essa è creatrice d’amore, quando sia compresa nella sua vera natura. (…). Ogni parola antroposofica è in fondo, se pronunciata nel senso giusto, una preghiera, una preghiera devota: la preghiera che lo spirito possa discendere nell’uomo» (Ibidem O.O. 257).
Queste parole colme di significato spirituale assumono un aspetto diverso da qualsiasi filosofia umana fondata sullo sviluppo di un pensiero intellettuale anche se di altissima qualità ed espressione morale e spirituale, giacché Rudolf Steiner ci dice che quando studiamo insieme l’antroposofia, le nostre labbra dovrebbero proferire soltanto parole che, se pronunciate nel modo giusto, dovrebbero esprimere come una sorta di preghiera devota al mondo angelico creando in tal modo un culto rovesciato, cosicché possa discendere sul gruppo lo Spirito della nuova Pentecoste: lo Spirito Santo redento dal Cristo sul Golgotha.34 Sono parole pregne di spiritualità che destano nel cuore una profonda gratitudine e un amore per Rudolf Steiner per ciò che ha saputo donarci attraverso un dolore profondo per la perdita del primo Goetheanum distrutto in un incendio doloso nel dicembre del 1922, e che egli seppe trasformare in un immenso amore verso il mondo spirituale come una sorta di culto cosmico verso gli Dei che operano nell’evoluzione umana, la cui risposta fu la realizzazione della “Posa della Pietra di Fondazione Universale”. Questa Pietra dodecaedrica d’amore è il pegno che ogni antroposofo debba quale anelito interiore coltivare in sé stesso quale sviluppo dell’amore cosmico umano tramite la fondazione di una nuova comunità umana che si basi sul principio della vera fratellanza universale che possa realizzarsi nel sesto periodo di cultura e che nell’Apocalisse di Giovanni, è rappresentata dalla sesta lettera che gli viene dettata dal Cristo, per l’Angelo della chiesa di Filadelfia. Occorre che quest’amore venga coltivato nel profondo del proprio cuore, non solo come pegno di una promessa di collaborare col mondo degli Dei affinché l’Antroposofia possa espandersi nel mondo in modo che ogni uomo possa unirsi al suo archetipo o Sé superiore, ma facendo in modo che l’Antroposofia possa unirsi a tutta l’umanità quale parte settemplice della divina Sofia.35
Ma tutto ciò non è possibile se “in primis” non riusciamo ad amare e a venerare con tutto il cuore con profonda devozione il nostro Maestro spirituale Rudolf Steiner, che attraverso grandi sforzi e prove spirituali, ci ha dato la possibilità di prendere coscienza del nostro karma negativo e il modo di poterci redimere. Ciò possiamo farlo lavorando attivamente su noi stessi grazie alla conoscenza della Scienza dello Spirito, e decidere di diventare allievi di Rudolf Steiner e di collaborare col mondo spirituale all’espansione dell’Antroposofia nel mondo, cosicché l’umanità possa prendere coscienza del vero impulso dei misteri cristiani e possa prepararsi adeguatamente all’incontro col Cristo eterico nel mondo astrale adiacente alla Terra. Occorre qui di nuovo ripetere ciò che è stato più sopra menzionato, e cioè che la devozione e la venerazione verso il Maestro spirituale non va inteso come un culto alla sua persona, ma è un impulso devozionale che va oltre la sua personalità umana (quantunque venerabile), un amore colmo di gratitudine verso la sua anima divina, verso il suo “vero Io”, cui è strettamente unito all’Io Sono del Cristo, cioè alla verità divina del Logos universale. Se prendiamo realmente coscienza di come Rudolf Steiner descriva in poche parole l’Antroposofia, possiamo dire che studiare la Scienza dello Spirito vuol dire imparare a pensare, sentire e volere, con amore. Vuol dire imparare attraverso lo studio della conoscenza antroposofica, l’arte dell’amore; occorre però che innanzitutto impariamo prima di tutto a sviluppare la devozione e la venerazione per la conoscenza e la verità superiore, non dimenticando quanto sia importante prendere seriamente in considerazione lo sviluppo della “gratitudine”. Imparare a essere grati per ogni cosa che ci aiuti a crescere, a evolvere a un gradino superiore di coscienza, a essere grati a chi ci ha scelti come allievi alfine di collaborare ed essere utili all’evoluzione e trasformazione della Terra e dell’umanità.
Se decidiamo di percorrere il primo gradino iniziatico attraverso lo studio della Scienza dello Spirito e perseveriamo con serietà e spirito di abnegazione nei riguardi del messaggio antroposofico e, se nello studio comune dell’Antroposofia sappiamo unirci con calore fraterno sforzandoci di evitare quel freddo egoismo filosofico d’indottrinamento culturale ma, conservando quell’atteggiamento di gratitudine e devozione come menzionato, allora potremmo avvertire in mezzo a noi la presenza del nostro Maestro spirituale che renderà più luminosi i nostri pensieri di luce spirituale. Questo possiamo realizzarlo se come ci insegna Rudolf Steiner, siamo pronti a passare con riverenza la porta del locale che per quanto profano, sarà santificato dalla lettura dei testi antroposofici nel pieno rispetto dialogico dell’altrui pensiero. In merito nel libro citato Rudolf Steiner a pag 106 – 110 scrive:
«Come nelle forme di culto che si svolgono nel mondo, sono presenti in modo sensibile le forze divine, così dobbiamo imparare a suscitare con le nostre anime, con i nostri cuori e mediante la nostra concezione animica, la presenza soprasensibile di una reale entità spirituale nell’ambiente in cui risuona la parola antroposofica. Dobbiamo saper dirigere il nostro discorso, il nostro sentimento, il nostro pensiero, i nostri impulsi volitivi in senso spirituale; cioè non in un qualunque senso astratto, ma avendo la sensazione che ci guardi e ci ascolti un essere che si libra sopra di noi, spiritualmente presente». (Ibidem).
Con questo vogliamo terminare questa riflessione su di un tema complesso cui richiederebbe più approfondimento e una maggiore conoscenza dell’Opera Omnia, cui purtroppo la maggior parte delle conferenze tenute da Rudolf Steiner, non sono ancora state del tutto tradotte in italiano. Qui si è voluto dare uno spunto sul fatto che nell’epoca dell’anima cosciente il discepolo deve poggiare sulle proprie gambe, evitando di anelare sull’aiuto per ogni circostanza del Maestro umano terreno, ciò che indebolirebbe la sua volontà cui va formandosi con lo sviluppo appunto dell’anima cosciente, quale massima espressione dell’Io inferiore. Egli deve aiutarsi attraverso la conoscenza che può trovare nei testi antroposofici, cui possiamo dire che il “libro stampato” ha occupato il posto del maestro umano, tramite cui può trovare consigli e risposte al suo anelito spirituale senza che venga lesa la sua volontà (in quanto il libro non costringe), ma occorre che ponga attenzione perché attraverso la stampa agiscono le forze arimaniche, cui potranno tentare la sua intelligenza con un freddo orgoglio intellettuale. Mentre prima del Cristo, il legame tra Maestro e discepolo era indissolubile per cui il Maestro sceglieva il discepolo in conformità delle sue particolari qualità animiche, legandosi a questi con un vincolo che durava tutta la vita e continuava anche dopo la morte, il discepolo a sua volta, si legava al Maestro con un atto consapevole di assoluta obbedienza e con vera devozione colma di venerazione si legava a lui con assoluta fiducia e dipendenza, rinunciando alla proprio libertà e sottomettendosi completamente alla sua volontà .
Oggi con lo sviluppo dell’anima cosciente le regole della via spirituale sono completamente diverse, in quanto non c’è più il vincolo di autorità tra Maestro e discepolo, per cui ognuno è lasciato alla propria responsabilità morale di agire liberamente lavorando attivamente su se stesso per elevarsi ai mondi spirituali, oppure impigrendosi pensando poi di recuperare nella prossima incarnazione. Rudolf Steiner ci richiama su quest’atteggiamento della pigrizia, dicendo che tutto ciò che non portiamo a termine per pigrizia in questa vita, difficilmente potrà essere recuperato nella prossima incarnazione. Pertanto, per chi vuole praticare un cammino iniziatico moderno ed essere un discepolo dello spirito così com’è insegnato attraverso uno dei libri fondamentali della Scienza dello Spirito (L’Iniziazione), bisogna che s’impegni energicamente a studiare l’Antroposofia che come accennato è l’inizio del primo dei sette gradini della scienza dell’iniziazione moderna. Difatti, il cammino iniziatico moderno attraverso la Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico, può essere conseguito dal discepolo dell’occultismo passando attraverso sette gradini o gradi di coscienza superiori, i quali rappresentano il cammino verso la divinizzazione e l’incontro col proprio Io superiore e di conseguenza con l’Essere Antroposofia, la quale come citato è il settimo arto divino – umano della Celeste Sofia, la Saggezza universale del nostro cosmo planetario e quale mediatrice cosmica tra le forze dello Spirito Santo e la coscienza unitaria di tutte le gerarchie divine che vanno dagli spiriti della Saggezza o Kyriotetes, fino all’uomo quando questi arriverà a realizzare la sua meta umana alla fine dell’eone terrestre. (12. Continua)
Collegno, giugno 2013 Antonio Coscia
Agg. gennaio 2021
Note Antroposofiche
34 Rudolf Steiner ci rivela tramite la Scienza dello Spirito che le tre croci sul Golgotha secondo il significato occulto, rappresentano le tre potenze cosmiche: “Lucifero, Cristo e Arimane”. Lucifero e Arimane rappresentano nell’evoluzione cosmica planetaria, le due potenze dell’ostacolo che si oppongono alla giusta evoluzione degli Dei e di conseguenza contro il Cristo. Nell’ambito dell’anima umana operano ugualmente queste due potenze dell’ostacolo, ma appartengono a un livello più basso, ossia agli Angeli e Arcangeli rimasti indietro durante stati di coscienza anteriori alla nostra Terra attuale che la Scienza dello Spirito chiama evoluzione Lunare ed evoluzione Solare. Questi due tentatori dell’anima umana cui assegniamo il nome di Lucifero e Arimane, il Cristo li affrontò dopo essere penetrato nella natura astrale di Gesù di Nazareth attraverso il battesimo di Giovanni il Battista, durante i quaranta giorni passati da solo nel deserto. Durante appunto la tentazione nel deserto, il Cristo vinse Lucifero e tenne a bada Arimane, in quanto l’uomo ha ancora bisogno di lui nell’evoluzione terrestre per sostenere il suo corpo fisico attraverso l’alimentazione, perché la parte solida di ogni cosa esistente sulla Terra viene consolidata dalle forze arimaniche. La redenzione di Lucifero sul Golgotha, rappresenta invece un’Entità luciferica di livello superiore appartenente alla gerarchia degli spiriti della Saggezza rimasto indietro durante l’evoluzione dell’antico Sole, quando ancora era un fratello planetario dello stesso livello del Cristo. Egli è rappresentato sulla croce del Golgotha come il ladrone che alla destra del Cristo riconosce la Sua divinità e pentendosi chiede di essere salvato, al che il Cristo lo rassicura dicendogli che nello stesso giorno sarà in Paradiso con Lui (Lc 23,43). Rudolf Steiner spiega che Lucifero all’epoca dell’antico Sole (quando il Sole non era ancora una stella, ma un pianeta simile agli altri del nostro sistema solare) era un fratello planetario del Cristo, quale Signore del pianeta Venere. Egli era di una bellezza quasi simile al Cristo, ma a causa del suo orgoglio nei confronti della “Parola cosmica” cui non volle accoglierla in sé, divenne luciferico perdendo il trono di Venere che si abbassò insieme con lui a un livello inferiore, divenendo per questo uno spirito dell’ostacolo. Il Cristo nel redimerlo lo rimise nel suo rango diventando per questo il nuovo spirito del Sole, occupando il posto del Cristo divenuto Spirito della Terra. È un fatto occulto molto complesso, cui non è possibile affrontarlo del tutto esaurientemente in una nota (vedi i libri: ”L’Oriente alla luce dell’Occidente – I figli di Lucifero e fratelli di Cristo O.O. 113” e “Antropologia” O.O. 107, Volume II, pag. 123-24 , ed. Antroposofica di Milano).
35 Nella nota (7) abbiamo accennato all’Entità divina chiamata Sofia, e abbiamo detto che quest’Essere avatarico o sobornico come viene conosciuto in Russia, è costituito da sette arti cosmici di cui cinque solari, uno lunare e uno terrestre, che vanno dagli Spiriti della Saggezza fino all’umanità terrena quando questa arriverà alla fine dell’eone terrestre, quando cioè realizzerà la sua meta di decima gerarchia dell’amore e della libertà. Abbiamo detto che l’ultimo arto della Sofia divina è un arto umano, ossia ciò che chiamiamo Antroposofia, l’Archetipico di tutta l’umanità. In una conferenza Rudolf Steiner la caratterizza così: «Se attraverso la viva osservazione antroposofica giungiamo sempre più a sperimentare il contenuto dell’Antroposofia con il nostro cuore, con il nostro sentimento, sarà per noi veramente come se nelle nostre anime non penetrasse soltanto il senso delle idee (…). Bensì come se nelle nostre anime entrassero esseri cosmici viventi. Allora l’Antroposofia stessa ci appare sempre più come qualcosa di essenziale e di vivente. E ci accorgeremo che con l’Antroposofia bussa al nostro cuore qualcosa che dice: “Fammi entrare, poiché io sono te stesso ; io sono la tua vera Entità umana”» (conf. 18 novembre 1923).
