Il libro quale Maestro moderno e l’Essere Antroposofia XIII

La vetrata rossa all’inizio dell’entrata del Goetheanum di Dornach (Svizzera)

La mitezza e il silenzio, congiunti in vera pazienza, aprono l’anima al mondo delle anime e lo spirito al mondo degli spiriti  (Rudolf Steiner, dal libro L’Iniziazione).

13. Il primo gradino iniziatico e il rapporto con Rudolf Steiner II

Per meglio capire questo aspetto esoterico evolutivo dell’allievo della Scienza dello Spirito, diamo delle tavole schematiche attraverso cui è più facile capire questo processo iniziatico cui ognuno può conseguire attraverso lo studio dell’Antroposofia fino a relazionarsi non solo col Sé superiore e l’Essere Antroposofia, ma tramite un maggior sviluppo della coscienza superiore, anche col mondo delle gerarchie e della stessa Sofia cosmica. Nella nota (7) abbiamo cercato di sintetizzare un aspetto di quest’essere gerarchico per quanto una nota possa dire ben poco sullo specifico di un tema così complesso quale la “Divina Sofia”, per cui per un ulteriore approfondimento invito a leggere il libro di Sergej O. Prokofieff: « La Celeste Sofia e l’Essere Antroposofia» (Ed. Arcobaleno Antroposofica di Milano). Qui possiamo aggiungere per un ulteriore chiarimento aiutandoci con delle tavole schematiche seguenti, che quest’Essere divino appartiene alla categoria delle Entità avatariche o composite, cioè delle Entità divine i cui arti spirituali sono composti da Entità gerarchiche appartenenti a ogni singola gerarchia spirituale. Rudolf Steiner parla di questi grandi Esseri divini nel libro «Le entità spirituali nei corpi celesti e nei regni della natura», dove spiega che, come l’uomo, è costituito da sette arti corporei, animici e spirituali, (vedi capitolo “2. La vita divina”), così esistono nell’universo spirituale enormi Esseri divini costituiti da altri Esseri divini appartenenti alle diverse gerarchie spirituali. Per meglio esprimere questo aspetto diciamo che là dove l’uomo ha un corpo fisico, questi Esseri hanno uno Spirito della Forma o Exusiai, al posto del corpo eterico hanno uno Spirito del Movimento o Dynameis, al posto del corpo astrale hanno uno Spirito della Saggezza o Kyriotetes. Essi hanno poi  al posto dell’anima senziente uno Spirito della Volontà o Trono, al posto dell’anima razionale uno Spirito dell’Armonia o Cherubino e al posto dell’anima cosciente uno Spirito dell’Amore o Serafino.  E come l’uomo anela all’anima superiore, cioè il Sé spirituale o Manas, lo spirito Vitale o Budhi e l’Uomo spirito o Atma, essi anelano alla Trinità divina, a ciò che per l’uomo è incomprensibile e inafferrabile persino al più alto chiaroveggente iniziato, cui però gli antichi iniziati per antonomasia hanno chiamato “Dio Padre, Dio Figlio e Dio Spirito”.  Per cui anche la Divina Sofia così come l’Entità del Cristo, sono “Esseri avatarici”,  vale a dire che sono delle Entità composite costituite da più Esseri spirituali che abbracciano la coscienza divina spirituale di ogni singola Entità divina appartenete alle gerarchie celesti e ad ogni singola Entità umana. Perciò dobbiamo sforzarci di comprendere che la Divina Sofia è un Essere composito costituito da sette involucri gerarchici che vanno dagli uomini (quando compirà la sua meta divina alla fine dell’eone terrestre), fino alla gerarchia degli Spiriti della Saggezza o Dominazioni. E come l’uomo è costituito da sette arti corporei (vedi Tav.3) che vanno dal corpo fisico, fino all’uomo Spirito, così anche la Divina Sofia si distingue da sette arti gerarchici quali:

A questa tavola schematica aggiungiamo i gradi di coscienza che l’allievo o il discepolo della Scienza dello Spirito può nel suo sviluppo occulto realizzare quali stati di coscienza e di conoscenza superiore nei rispettivi organi gerarchici fino al completo incontro con la Divina Sofia nel suo aspetto divino superiore, (vedi Tav.4).

      Come possiamo vedere dallo schema sopra descritto, lo studio della Scienza antroposofica ci mette in relazione con il primo gradino della scienza iniziatica del Graal o Antroposofia, attraverso cui possiamo entrare in un rapporto soprasensibile con l’Essere reale Antropos-Sofia e con Rudolf Steiner. Occorre però altrettanto curare la vita morale interiore, alla quale Rudolf Steiner dava molto importanza a che gli allievi ponessero molta attenzione nello sviluppo morale della vita pratica. Nel libro L’Iniziazione egli dà una massima fondamentale all’iniziando che anela alla visione chiaroveggente cui è bene attenersi scrupolosamente per la protezione del nostro stato psicofisico, in modo da non entrare impreparati nel mondo astrale senza essere turbati al di là delle nostre forze, quando sperimenteremo  l’incontro con il “Guardiano della Soglia”. Questa massima è tratta appunto dal libro citato e che è bene approfondire con una seria e scrupolosa riflessione, ove Rudolf Steiner suggerisce che:

«Per ogni passo innanzi che cerchi di fare nella conoscenza delle verità occulte, devi al tempo stesso fare tre passi nel perfezionamento del tuo carattere verso il bene». (Ibidem  pag. 56,). 

Questa massima ci indica che ogni passo che facciamo nel nostro perfezionamento cosciente attraverso il cammino spirituale della conoscenza antroposofica, dobbiamo curare molto attentamente il nostro carattere morale; vale a dire curare tutte quelle tendenze negative (rancore, aggressività, intolleranza, ecc.) della nostra anima, in modo da superare l’eventuale incontro nel mondo astrale col Guardiano e le “bestie della Soglia”. Queste bestie che si annidano nel nostro profondo non sono altro che la manifestazione immaginativa delle nostre azioni negative dovute alle  nostre imperfezioni animiche e spirituali che abbiamo accumulato karmicamente nelle nostre vite passate cui ora dobbiamo superare e purificare. In questo occorre prima di tutto avere la giusta forza morale e il coraggio animico spirituale in modo da distinguere e saper discernere: «L’essere dal non essere, la realtà dall’apparenza», vale a dire che dobbiamo imparare a distinguere nel mondo astrale ciò che è reale da ciò che è maya, ossia da ciò che è solo un’illusione, ma che in quel momento per noi è reale. Il mondo astrale è un mondo complesso e occorre avere una buona esperienza di chiaroveggente per distinguere ciò che è buono e può esserci d’aiuto, da ciò che è dannoso e crearci delle complicazioni psichiche. Rudolf Steiner ci informa che a volte è difficile distinguere le divinità buone da quelle dell’ostacolo; ciò che a volte può apparirci cattivo in realtà si cela una divinità buona, e ciò che può apparirci buono in realtà si cela un Entità negativa dell’ostacolo. Quando si entra per la prima volta chiaroveggentemente nel mondo astrale, sarebbe bene avere la guida di un Maestro spirituale esperto, in modo che possa aiutarci a orientarci  meglio in questo mondo rovesciato complesso per non incorrere in qualche esperienza dannosa per la nostra salute psichica, ciò è di estrema importanza! 

Dobbiamo anche per questo prendere seriamente in considerazione questo rafforzamento delle nostre facoltà  morali, cosicché il turbamento che ne potrebbe derivare di fronte a queste bestie animiche non vada oltre le nostre forze e non ci arrechi un danno psichico permanente. Questo rafforzamento e sviluppo morale delle facoltà animiche, può inoltre senz’altro contribuire ad aiutarci nelle serate di studio in comune, dovendo superare i contrasti che possono nascere sui diversi punti di vista come menzionato. Potremo allora ben presto accorgerci già dalle prime pagine del libro  L’Iniziazione  che le qualità  più essenziali che dovremmo cercare di sviluppare sono:

  • La serietà.  Se non si ha questa qualità dell’anima non si può percorrere nessun cammino spirituale perché ogni cosa diventa per noi solo un gioco, e come in un gioco quando non si seguono le regole indicate ci si può fare del male, così anche con l’Antroposofia quando non è presa seriamente  può diventare pericolosa.
  •  La devozione. Senza la devozione non possiamo riscaldare il nostro cuore e accoglieremmo l’Antroposofia con pensieri troppo freddi, incapaci di innalzarci come culto rovesciato al mondo angelico.
  • La venerazione.  Se non abbiamo questa qualità, non possiamo essere cercatori della verità e della conoscenza. Se la verità non è amata, essendo essa una qualità divina non può essere accolta e congiungersi con la parte più profonda dal nostro Essere attraverso il nostro pensiero astratto e superficiale.
  •  La fiducia.  Se studiamo e non ci apriamo con fiducia a Rudolf Steiner, difficilmente riusciamo a comprendere quel che leggiamo in un senso superiore spirituale. Le parole che abbiamo letto nel libro di Sergej O. Prokofieff : “Del Rapporto con Rudolf Steiner”, mettevano in rilievo questo aspetto della fiducia tra il Maestro e il discepolo che nel momento in cui  essa viene a mancare, si spezzerebbe immediatamente anche il legame che ci unisce spiritualmente e le forze che operano fra noi non agirebbero più.
  • La  tolleranza  o l’indulgenza  verso gli uomini,verso gli altri esseri, e anche di fronte ai fatti [cui assistiamo nel quotidiano  cui possono disturbare la nostra rigidità mentale]. Dobbiamo cercare di reprimere ogni superflua critica di ciò che può sembrarci imperfetto, brutto o cattivo, cercando piuttosto di comprendere tutto ciò che ci si avvicina.
  • L’imperturbabilità.  Imparare ad acquisire nella vita un certo equilibrio, sforzandoci di conservare  un’equilibrata serenità sia nei confronti del dolore sia della gioia.  Dobbiamo cercare di perdere l’abitudine  di oscillare fra una gioia esagerata e una depressione mortale. Dobbiamo corazzarci  sia nei riguardi della sventura e del pericolo, sia verso una troppa  gioia e prosperità. Occorre in questo sviluppare anche una presenza di spirito  verso tutto ciò che all’improvviso può accaderci, restando fermi nella fede e nella sicurezza che acquisiamo attraverso la via di conoscenza.
  •  L’amore. Se non abbiamo amore il nostro corpo eterico si avvizzisce, si essicca e con esso il nostro corpo fisico; se non abbiamo amore per la conoscenza e per Rudolf Steiner, non possiamo avere la sua guida dal mondo spirituale nel pieno rispetto della nostra libertà individuale, né possiamo definirci dei veri discepoli della Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico, né possiamo anelare all’incontro con Antropos-Sofia. L’amore e la fiducia reciproca, è il vincolo che ci lega al nostro Maestro spirituale nel discepolato moderno e, proseguirà anche dopo la morte, dove ci uniremo con lui  per il bene e la divulgazione dell’Antroposofia sulla Terra.

Quando con tutte le nostre forze cerchiamo di vivere con modestia una vita spirituale e con tutta la nostra anima aneliamo al mondo divino nel giusto rapporto di equilibrio e di armonia con i Maestri spirituali, (che da lassù ci ispirano e ci guidano), possiamo allora realizzare la giusta armonia tra la nostra anima interiore e l’anima universale, in modo che possiamo diventare coppa, e accogliere il vero «Io universale del Cristo», così che come Paolo possiamo allora dire: «Non io ma il Cristo in me»!   (Fine).

Collegno 1 giugno 2013                                                                            Antonio  Coscia

Aggiornato  aprile 2016 – gennaio 2021 – maggio 2023    

                                      

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