Il Maestro Gesù, il Cristo Gesù e il Cristo II

Andrea Mantegna – I Magi

Ed essi, udito il re, partirono; ed ecco, la stella che avevano veduto in oriente andava davanti a loro finché, giunta sul luogo dov’era il bambino, vi si fermò.  Quando essi       videro la stella, si rallegrarono di grandissima gioia.  E, entrati nella casa, trovarono il bambino con Maria sua madre e, prostratisi, lo adorarono. Poi aperti i loro tesori, gli offrirono doni: oro, incenso e mirra (Mt 2,9-11)

2. Il Cristo Gesù I

Come abbiamo visto nel Vangelo di Matteo si cela in modo velato la nascita di un bambino nativo di Betlemme di discendenza regale che abbiamo chiamato Gesù salomonico giacché discende dal re Salomone figlio del re Davide, dietro di cui si cela l’antichissimo iniziato solare di nome Zarathustra. Abbiamo detto che Zarathustra fin dall’Epoca Atlantica era partecipe dei misteri degli oracoli atlantidei dietro di cui operava l’Altissimo Manu8 divino Melchisedec, dal quale fu iniziato appunto nei misteri dell’oracolo centrale del Sole e che dopo l’evento del Golgotha, cambiò il suo nome in quello di Maestro Gesù. Dal racconto di Matteo sappiamo che egli s’incarna in un bambino che nasce in una casa della città di Betlemme, dai genitori di nome Maria e Giuseppe residenti in Betlemme di Giudea della casa di Davide, dov’è trovato dai tre re Magi suoi antichi discepoli che prosternandosi ai piedi del loro antico Maestro, gli offrono in dono “oro, incenso e mirra”. Sono i simboli che rappresentano le facoltà spirituali sviluppate dal loro Maestro quale uno dei più antichi uomini più evoluti dell’umanità, ovverosia le facoltà del corpo astrale, del corpo eterico e del corpo fisico, cui sono riferite ai misteri dello “spazio, del tempo e a quelli del corpo umano”. Sono le stesse facoltà spirituali che possedevano i Magi per averli conquistati attraverso l’iniziazione ricevuta dal loro Maestro nel periodo babilonese e, che come menzionato nell’articolo precedente, Sergej O. Prokofieff attribuisce questi simboli misterici a tre Personalità importanti della storia umana, ossia al filosofo Pitagora attribuisce l’oro quale simbolo del pensare; al Profeta Daniele l’incenso quale simbolo del sentire; e all’imperatore persiano Ciro il Grande, la mirra quale simbolo del volere.  Abbiamo fatto cenno dei due bambini Gesù che nascono a pochi mesi uno dall’altro da due coppie di genitori aventi lo stesso nome di Maria e Giuseppe, i quali sono entrambi discendenti della stirpe di Davide, di cui una coppia è nativa di Nazareth e l’altra è nativa di Betlemme, cui quest’ultima è costretta da Erode a fuggire in Egitto da dove fa ritorno poco dopo la morte di Erode, trasferendosi appunto a Nazareth dove conoscono l‘altra coppia di genitori. Essi si uniscono in una vera amicizia fraterna così pure avviene fra i due bambini Gesù, nei quali si creerà un legame molto stretto animicamente che comporterà un grande sacrificio da parte di uno di loro che come vedremo in seguito, col suo Io individuale uscirà dal suo involucro fisico, eterico e astrale per incorporarsi nell’altro bambino Gesù i cui genitori sono nativi di Nazareth. Difatti Rudolf  Steiner ci rivela che questo avviene quando i due bambini raggiungono pressappoco i dodici anni di età, per cui l’Individualità o l’Io di Zarathustra che abbiamo chiamato “Gesù salomonico”, abbandona il suo involucro fisico e si trasferisce o s’incorpora nell’anima del bambino Gesù della linea sacerdotale che chiameremo “Gesù natanico”.  Questo fatto è raccontato in modo velato nel vangelo di Luca, là dove dice che i genitori recandosi a Gerusalemme per festeggiare la Pasqua ebraica insieme con altri coetanei della comunità di Nazareth, al ritorno  dopo un giorno di viaggio, smarriscono il bambino pensando che fosse insieme agli altri bambini della comunità. Così ritornano indietro per cercarlo e lo trovano dopo tre giorni nel Tempio di Gerusalemme a discutere con i saggi filosofi ebrei, cui i genitori sono meravigliati da questo repentino cambiamento del loro bambino in quanto fin dalla tenera età, non mostrava la saggezza che ora manifestava nei riguardi della conoscenza della “Legge e dei Profeti”.

Dopo la morte del bambino Gesù salomonico muore poco  tempo dopo anche la giovane Maria di Nazareth, ossia colei cui era stato annunciato dall’Angelo Gabriele di essere stata scelta da Dio per concepire il figlio divino attraverso l’adombramento dello Spirito Santo. Essa muore giovanissima mantenendo integra la sua natura umana virginea, cioè non ebbe mai nessun contatto sessuale carnale con il marito Giuseppe giacché il concepimento avvenne in un modo misterioso cui solo l’Antroposofia può spiegare. La teologia cattolica essendo impotente nel dare una risposta ragionevole su questo fatto  misterioso, ha creato un dogma sul concepimento e nascita verginale di Gesù, cui a qualsiasi persona di buon senso è pressoché impossibile accettare e credere;  non se esso però sia chiarito attraverso la conoscenza della Scienza antroposofica. Difatti, secondo quello che ci comunica Rudolf Steiner tramite la Scienza antroposofica, anticamente era possibile ingravidare una donna attraverso un atto magico compiuto nel “Tempio” tramite il sacerdote iniziatore chiamato “Ierofante”, il quale metteva a giacere insieme la coppia dormiente nel Tempio e operando spiritualmente durante il sonno sui due corpi eterici umani, era possibile ingravidarla. Questo permetteva all’anima elevata che doveva incarnarsi di avere a disposizione un corpo fisico ed eterico più puro, con meno forze luciferiche negative di contrasto dovuto al concepimento fatto con desiderio sessuale come avviene di solito nelle coppie. Questo non deve meravigliarci più di tanto, giacché in quei tempi antichi ciò era possibile (oggi si ottiene materialisticamente attraverso il procedimento in vitro) giacché l’anima umana non era ancora compenetrata del tutto nel fisico; oggi sarebbe molto difficile realizzare quest’unione attraverso un atto magico, anche perché i sacerdoti di oggi non hanno il potere spirituale di un sacerdote antico dei misteri, il quale era un iniziato veggente. Dopo la morte di Maria di Nazareth e quella ancor prima sia di Gesù salomonico sia di suo padre Giuseppe nativo di Betlemme, rimasero le due coppie di cui: da una parte Maria nativa di Betlemme con i suoi sei figli avuti dal marito Giuseppe di Betlemme e dall’altra, Giuseppe nativo di Nazareth con suo figlio Gesù natanico che sarà poi conosciuto come Gesù di Nazareth. A questo punto Giuseppe accolse in casa Maria come moglie, insieme ai suoi figli Jacopo, Giuseppe, Giuda, Simone e le due figlie che divennero così i fratellastri di Gesù di Nazareth. Certo si potrà obbiettare a questo racconto, in quanto che non è riportato nei Vangeli, ma se accogliamo senza pregiudizi la conoscenza antroposofica e riflettiamo profondamente sui fatti che si sono svolti duemila anni fa in Palestina, non potrebbero che essere così da come Rudolf Steiner li ha rivelati potendo leggerli nella cronaca dell’Akasha9, dove qualsiasi chiaroveggente non può che confermare ciò che egli ha descritto. Dobbiamo sapere che nessun Dio può incarnarsi in un corpo fisico senza distruggerlo col suo fuoco cosmico divino!  Nessuna donna potrebbe accogliere nel suo grembo un Dio senza per questo dover poi morire! Per questo occorreva preparare un corpo puro molto particolare alfine che il Dio solare potesse vivere almeno tre anni in un uomo, in modo da permettergli di compiere la Sua missione sul piano fisico. Pertanto venne preparato un corpo  da uomini evoluti, sacerdoti iniziati già molto tempo prima che i tempi fossero maturi, affinché un uomo potesse accoglierlo nella sua natura corporea, animica e spirituale.  Un corpo che avesse la massima purezza e le facoltà spirituali sviluppate nell’arco di tutta l’evoluzione terrestre per far sì che il Dio Altissimo solare potesse esprimere e manifestare la Sua saggezza cosmica universale, in modo da redimere ed elevare l’umanità a stati superiori di coscienza; un corpo dunque preparato in modo particolare, che avesse in sé la massima purezza e saggezza terrena.

Per questo occorse che fosse scelto un popolo adatto e degli uomini adatti che avessero le caratteristiche fisiche e animiche che altri popoli di allora non avevano, per preparare un corpo fisico che fosse il Tempio umano per accogliere il Logos creatore.  Questa fu la missione del popolo ebraico il quale divenne il popolo eletto da Jehovah (Geova italianizzato) che, dietro l’ispirazione del Cristo (l’Io Sono l’Io Sono), scelse tra il popolo gli uomini adatti che maggiormente avevano sviluppato l’organo fisico del pensiero, tra questi i capostipiti Abramo, Mosè ed Elia, affinché fosse realizzato un corpo fisico, eterico e astrale che avesse le caratteristiche e le facoltà spirituali appunto, per accogliere un giorno l’Io Sono cosmico.  Furono inoltre scelti fra il popolo, i diversi Profeta succedutosi nei secoli quali messaggeri di Jehovah e le due correnti sacerdotali messianiche, di cui una regale attraverso cui s’incarnò Zarathustra e l’altra sacerdotale essena attraverso la quale s’incarnò l’anima celeste di Adamo che non aveva ancora subito la tentazione di Lucifero. Ciò permise che l’Immagine e la somiglianza antica paradisiaca si riunissero di nuovo insieme per mangiare di nuovo grazie al Cristo, dall’Albero della vita. Dopo questa premessa necessaria in modo da farci capire quanto sia stato importante scegliere un popolo che avesse i requisiti particolari per preparare un corpo fisico umano adeguato alfine di accogliere un Dio senza dover essere subito distrutto, polverizzato dal fuoco divino, occorreva per questo ancora qualcosa, e cioè un Entità umana particolare che era stata protetta fin dai tempi della creazione dell’uomo dall’Arcangelo Michele nella sfera solare. Un Entità umana archetipica, il quale possedeva in sé ancora l’antica purezza di Adamo prima che questi fosse appunto tentato dalla potenza luciferica, in modo che fosse presente per la prima volta nell’ambito terrestre un corpo eterico avente in sé tutte e quattro le forze plasmatrici eteriche10, due delle quali erano state sottratte ad Adamo prima della tentazione da parte degli Dei. Il figlio di Dio, il quale Luca dice che nascerà dalla vergine Maria che è adombrata dallo Spirito Santo, non è altro che l’Adamo celeste protetto da Michele nell’ambito della “Loggia solare”.    ( II. Continua)

Collegno settembre 2021 – Antonio Coscia

Note Antroposofiche

8    Il Manu e un essere umano molto evoluto che ha superato di molto l’evoluzione normale dell’umanità, egli lavora in modo cosciente col suo Uomo spirito similmente a come fa un Archai alla trasformazione di una parte del  suo corpo fisico; in questo lavoro egli oltre ad essere ispirato da un Archai, è ispirato anche da entità superiori della seconda gerarchia e la sua coscienza arriva fino agli Spiriti della Saggezza. Il Manu precedente chiamato Noè o Melchisedec, apparteneva a un’evoluzione passata di un antico stato di coscienza cosmico o eone terrestre chiamato antica Luna* per cui è considerato un essere divino (semidio) chiamato Melchisedec. Egli  è conosciuto nella Bibbia come Noè, il quale aiutò l’umanità, atlantidea ad attraversare la terribile catastrofe del “Diluvio Universale”,  ossia dalla quarta Epoca Atlantica alla quinta Epoca Postatlantica* in cui ci troviamo tuttora. Si manifestò ad Abramo come sacerdote del Dio Altissimo sumerico  Ēl – Elyōn,  offrendogli  pane e  vino in cambio di un decimo del bottino; vale a dire che Abramo fu iniziato nei misteri del corpo fisico e del corpo eterico. Il nuovo Manu futuro sarà un Manu  umano che aiuterà ad attraversare l’umanità più evoluta nella sesta Epoca Postatlantica; ovverosia chi riuscirà a superare la “guerra di tutti contro tutti”, avendo accolto in sé  l’Impulso del Cristo. 

8*      Tutta l’evoluzione umana passa attraverso sette stati di coscienza cosmici detti «Eoni» di cui la Scienza antroposofica chiama: «Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano» (i nomi non sono in relazione con i pianeti del sistema solare attuale) di cui, ogni stato di coscienza passa attraverso sette stati di vita che a sua volta, ogni stato di vita passa attraverso sette stati di forma.  Ogni stato di forma passa a sua volta, attraverso sette Epoche e alla fine, ogni Epoca passa attraverso sette periodi di cultura.  Come possiamo vedere è un’evoluzione alquanto complessa che non può essere spiegata in una nota, poiché ci porterebbe oltre il tema di questo capitolo, per cui prenderemo in esame soltanto lo stato di forma attuale della nostra Terra. Diciamo quindi che l’umanità è già passata attraverso tre stati di coscienza quali: «Saturno, Sole e Luna», siamo attualmente nel quarto stato di coscienza chiamato Terra che deve passare attraverso: «Sette stati di vita, sette stati di forma, sette Epoche e sette periodi di cultura».  Tralasciando tutti gli altri stati di forma che abbiamo già superato, diciamo che attualmente siamo nella quinta Epoca e nel quinto periodo di cultura, ossia in quello che sviluppiamo l’anima cosciente. Siamo entrati in questo periodo circa nel 1413, in concomitanza della costellazione dei Pesci. Se guardiamo indietro alle Epoche che si sono succedute nell’arco della nostra storia culturale umana, viste chiaroveggentemente, l’uomo è andato sempre più perfezionandosi elevandosi nel corpo e nell’anima, cui seguirà nel prossimo futuro, lo sviluppo della parte spirituale superiore. Dobbiamo collocare pertanto il suo inizio diverse migliaia di anni fa, con la prima Epoca chiamata «Polare»; a essa seguirono una seconda «Iperborea», una terza «Lemurica»(origine del peccato originale), una quarta «Atlantica», che terminò col famoso «diluvio universale» e infine, la nostra: la «Quinta Epoca Postatlantica»; cui seguiranno una Sesta e una Settima Epoca. Ogni Epoca a sua volta, abbiamo detto che va suddivisa in sette periodi di cultura di cui, quattro sono già passati quali: il Paleo Indiano, che possiamo collocarlo a circa 7500 anni a.C. dopo il diluvio universale o la catastrofe di Atlantide, o secondo l’Astrologia moderna, collocarlo sotto il segno del «Cancro». Durante quest’antico periodo di cultura, l’uomo perfezionava maggiormente il suo secondo arto corporeo cioè il corpo eterico, sotto la guida del grande re-sacerdote Melchisedec (Noè) il quale, iniziò i «sette Santi Rishi» nei misteri del corpo eterico quali guide della civiltà indiana e poi dopo, durante il periodo ebraico, anche il capostipite del popolo ebraico Abramo nei misteri del «pane e del vino», cioè nei misteri del corpo fisico e del corpo eterico. Seguì  poi un secondo periodo detto Paleo Persiano cui l’uomo sviluppò il corpo astrale o senziente, poi un terzo periodo di cultura detto egizio-caldaico-ebraico cui sviluppammo l’anima senziente, poi un quarto periodo greco-romano in cui l’umanità sviluppò l’anima razionale e finalmente nel nostro periodo attuale, il quinto periodo di cultura detto anglofono-tedesco, cui stiamo sviluppando l’anima cosciente.  Seguiranno nel futuro, un sesto e un settimo periodo di civiltà, dove l’umanità svilupperà il Sé spirituale o Manas e lo spirito Vitale o Budhi, alla cui fine seguirà una catastrofe simile al diluvio universale.

9 La cronaca dell’Akasha è la memoria dell’Universo attraverso cui viene impresso come un negativo spirituale tutto ciò che viene dall’uomo  pensato, sentito e voluto, nel  mondo fisico. Occorre distinguere due aspetti dell’Akasha: l’aspetto astrale il quale è solo la controparte dell’aspetto reale della vera sfera dell’Akasha o memoria universale e per cui, facilmente si può incorrere in errori dovuti alla poca esperienza del veggente che non abbia conseguito la facoltà della veggenza Intuitiva, e che comunque nulla toglie che possa commettere anche lui degli errori, anche se non nella misura di chi abbia sviluppato o conseguito solo gli altri due tipi di veggenza, ossia quell’Immaginativa o quell’Ispirativa. Il secondo aspetto è quel reale spirituale in cui è registrato nel vero mondo spirituale superiore, tutto il passato e il futuro dell’evoluzione cosmica umana – terrestre, tutto quello che succede nel mondo fisico e nel mondo dell’anima umana, è registrato in questo piano cosmico del Budhi, come memoria universale. Rudolf Steiner in merito, nel libro “Il Vangelo di Giovanni in relazione con gli altri tre e specialmente col Vangelo di Luca” spiega:

“Tutto ciò che succede nel mondo fisico – sensibile ha la sua controimmagine nel mondo spirituale. Se una mano si muove, non esiste solamente ciò che l’occhio vede, e cioè la mano in movimento, ma dietro la mano che si muove, dietro l’immagine visiva della mano ci sono per esempio il mio pensiero e la mia volontà: la mano deve muoversi. Vi è dietro un fatto spirituale. Mentre l’immagine visiva, l’impressione fisica del moto della mano passa, rimane inscritta la controimmagine spirituale nel mondo spirituale e vi lascia sempre una traccia, così che noi [ gli iniziati veggenti ], possiamo rintracciare tutti i fatti che sono avvenuti nel mondo, i fatti le cui tracce sono rimaste quali controimmagini spirituali. Nulla nel mondo può succedere senza che vengano lasciate tali tracce  “ –  conf. del 25 giugno 1909, pag. 26 O.O. n. 112.

La Scienza antroposofica spiega che la vera memoria akashica, è situata  oltre il mondo devachanico, ossia oltre il mondo Celeste e della Ragione che va oltre le stelle fisse, ed è conosciuto nell’occidente come “mondo della Provvidenza”; è il mondo, dove origina la “vita universale”  i cui donatori sono gli Spiriti del Movimento (Dynameis), il cui corpo più basso è il “Principio Vitale o del Budhi” e che è situato prima della sfera del “Nirvana”, così  chiamato dai buddhisti.

10    Il corpo eterico è il secondo involucro della costituzione umana, la quale è formata da quattro eteri o forze plasmatrici eteriche costituitesi durante quattro stati di coscienza cosmici chiamati “Saturno, Sole, Luna e Terra”. Durante lo stato antico di Saturno fu creato l’etere di calore, quale dono delle entità della prima gerarchia che chiamiamo “Troni” o Spiriti della Volontà secondo la terminologia antroposofica.  Durante l’antico stato dell’eone solare  venne creato l’etere di luce quale dono delle Entità della seconda gerarchia che chiamiamo Kyriotetes o Spiriti della Saggezza. Nell’antico eone seguente dell’antica Luna, venne creato l’etere chimico o del suono, quale dono degli Spiriti del Movimento o Dynameis (Virtù). Infine nel nostro eone terrestre fu creato l’etere di vita quale dono degli Spiriti della Forma. Altri tre eteri verranno sviluppati e aggiunti durante gli eoni futuri degli stati cosmici superiori di coscienza che chiamiamo “Giove, Venere e Vulcano. Prima che Adamo potesse cadere anche vittima di Arimane durante l’Epoca Atlantica, gli Dei gli  sottrassero i due eteri essenziali, cioè l’etere chimico o del suono e l’etere della vita con i quali aveva la possibilità di autoriprodurre un suo simile androgino. Così  questi due eteri  non ebbero più la possibilità di essere presenti nei futuri discendenti di Adamo dopo che  dall’ultimo terzo del periodo lemurico fino al primo periodo Atlantico, avvenne la separazione dei sessi in esemplari maschili e femminili. Nella Scienza antroposofica l’anima adamitica o natanica è considerata maggiormente un Entità eterica cui è presente nel mito indiano della Bhagavad-Gita, dove è conosciuta col nome di Krishna, l’alter-ego di Arjuna, cioè una specie di Sé superiore, mentre nei misteri greci fu conosciuto come Apollo l’ispiratore divino della Pizia. Questi due eteri superiori saranno restituiti all’umanità quando l’uomo sarà maturo per congiungersi di nuovo al suo Sé superiore.

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