
L’onnipotenza, l’onnisaggezza, non sono le principali qualità della divinità, bensì l’amore, una qualità che non può essere accresciuta. Dio è ripieno di amore, è puro amore, è per così dire nato dalla sostanza dell’amore. È puro schietto amore, non massima saggezza, non massima potenza. Dio ha trattenuto l’amore, ha diviso però la potenza e la saggezza con Arimane e Lucifero. Ha diviso la saggezza con Lucifero e la potenza con Arimane, affinché l’uomo potesse essere libero, e sotto l’influsso della saggezza proseguire il suo cammino.
Rudolf Steiner (Zurigo, 17 dicembre 1912)
Rudolf Steiner faceva il guaritore? I
Un amico antroposofo (L. S) conosciuto sulla pagina di facebook, mi ha chiesto cosa ne pensassi di una sua domanda un po’ provocatoria, ovvero: “Ma Steiner faceva il guaritore?
Riflettendo seriamente su questa domanda, in verità devo dire che in tutti questi anni di studio dell’Antroposofia non mi è mai sfiorata l’idea che Rudolf Steiner potesse essere visto sotto quest’aspetto di guaritore, ossia di taumaturgo o curandero, anche perché non ci sono notizie che io sappia di guarigioni miracolose avvenute da parte sua come invece possiamo sapere su alcune persone miracolate da Padre Pio.2 Posso dire che in tanti anni d’incontri con le diverse personalità che hanno guidato finora la Società Antroposofica in Italia, non mi è mai capitato di sentire da esse che Rudolf Steiner potesse essere visto sotto l’aspetto di guaritore psichico, o altro. Si dice che avesse delle lunghe code di persone che attendevano ogni giorno per avere un colloquio privato con lui, ma si trattava di ascoltare i loro problemi cui egli dava con amore dei consigli o delle meditazioni personali cui tendevano a rafforzare l’io inferiore e a ristabilire l’equilibrio animico-spirituale, sulla base del perfezionamento antroposofico e dello sviluppo della coscienza morale. Credo che chiunque si fosse avvicinato a Rudolf Steiner era subito pervaso dal suo fuoco spirituale interiore cui ne avrebbe avuto senz’altro dei benefici sia a livello animico sia spirituale. Egli era come un sole spirituale dal quale tutti ne traevano giovamento in tutto il loro essere tripartito di corpo, anima e spirito umano, giacché erano avvolti dalla sua aura spirituale cristica sia che fossero consapevoli sia che non lo fossero, non aveva alcun bisogno di agire attraverso pratiche occulte medianiche, psichiche o praniche, come avrebbero potuto pensare di lui filosofi o teologi di malafede (tra i quali in modo particolare i gesuiti) del secolo scorso, sottostimando così la sua vera missione di Maestro dell’umanità e discepolo del Cristo. Egli non aveva affatto bisogno di operare sulle persone attraverso le mani o col pensiero, bastava la sua presenza! A questo riguardo, alcuni discepoli ricevuti per un colloquio privato, confessano che tutto subito erano intimoriti di trovarsi di fronte a una persona seria che incuteva in loro un che di disagio, ma che subito dopo parlando con lui, avvertivano un grande calore di sostanzialità animica umana provenire dal suo essere.
Una sua discepola Adelheid Petersen, racconta di un colloquio privato avuto con lui il 12 dicembre 1918 e pubblicato sulla rivista “Antroposofia” maggio-giugno 1991, dove viene illustrato il lavoro secondo le direttive di Rudolf Steiner in 12 punti essenziali che i conferenzieri o i fiduciari dovrebbero svolgere nell’ambito dei gruppi di studio. Nel decimo punto essenziale (10.) Adelheid Petersen riferisce che le discussioni nello studio di gruppo secondo Rudolf Steiner andrebbero evitate, in quanto che attraverso ogni chiacchiera viene distrutta la sostanza o aura spirituale che si può formare durante la lettura o il dialogo inerente alla conferenza che si legge. E alla fine del colloquio lei esprime la sua impressione nei riguardi del Maestro dicendo che: «Rudolf Steiner riprese nei miei confronti quel duplice aspetto tra severità e quell’infinita bontà nella cui luce si è ridotti personalmente a un nulla, da dove si può però percepire contemporaneamente tutte le forze e le risorse nascoste del proprio essere». «Sia sempre consapevole con sana serietà del compito che Lei si è posta, disse Lui». «L’antroposofia è una cosa pericolosa quando non si va incontro con quella serietà» (pag.175-178 ibidem).
Come possiamo vedere Rudolf Steiner amava la serietà e la consapevolezza con cui dobbiamo essere sempre coscienti che abbiamo a che fare con delle realtà spirituali che ci circondano le quali, possono manifestarsi sia in senso buono sia in senso negativo, ciò dipende da noi, dal modo che ci rapportiamo con esse, sia nello studio comune sia in altre circostanze di dialogo o di studio individuale dell’Antroposofia. In una conferenza tenuta a Dornach il 10 ottobre del 1915, Rudolf Steiner parla dell’accordo tra occultisti “Esoterici orientali ed Exoterici occidentali” i quali, in vista di un materialismo sempre più dilagante convennero di divulgare una parte di conoscenza esoterica tramite dei Medium, alfine di risvegliare l’umanità ai mondi dello spirito. Ma ben presto il medianismo si rivelò errato in quanto divulgava una conoscenza non veritiera che non si accordava alla vera realtà del mondo divino. Così i Maestri di saggezza3 occidentali tra i quali Cristian Rosenkreutz e il Maestro Gesù, cessarono d’ispirare la fondatrice della Società Teosofica Madame Blavatsky4 (per motivi che non è possibile spiegare in quest’articolo) chiedendo a Rudolf Steiner di correggere ciò che veniva divulgato dalle correnti spiritistiche (Allan Kardec, Frederic W. H. Myers, William James, ecc.) e dalla stessa corrente teosofica della Blavatsky, con la vera conoscenza esoterica rosicruciana-cristiana a orientamento antroposofico che aiutasse l’uomo moderno ad avere la giusta comprensione del mondo degli spiriti e del mondo divino in cui operano gli Dei. Cosicché l’umanità potesse conseguire quel giusto risveglio spirituale dell’anima cosciente in modo da non finire nell’abisso del materialismo arimanico (come possiamo avvertire nel momento attuale di pandemia), ma cercando attraverso la vera essenza e conoscenza della Scienza dello Spirito di sviluppare in sé con l’aiuto del Cristo, quella forza d’amore cosmico-umano cui ogni uomo possa redimersi e congiungersi col suo Io superiore. Pertanto alla domanda se Rudolf Steiner fosse un guaritore, possiamo rispondere con un sì o con un no o, con un non so, ciò dipende dalle informazioni che possiamo avere dai ricordi dei discepoli sull’attività che Rudolf Steiner svolgeva nel suo studio privato nei riguardi delle diverse persone come menzionato, le quali si rivolgevano a lui per aiuto o per un consiglio.
Credo invece che la domanda vada posta in modo diverso, e cioè: Rudolf Steiner poteva assumere su di se il karma di una persona malata sollevandola dalla sofferenza karmica quale effetto negativo di un’azione riprovevole compiuta nella sua vita passata e di cui l’io si era reso imperfetto? Penso che sarebbe più difficile rispondere a questa domanda, perché richiederebbe una maggiore riflessione e la conoscenza della legge karmica e dell’amore e, della venerazione che intercorre nell’epoca moderna dell’anima cosciente5 quale nuovo rapporto spirituale tra Maestro e discepolo; inoltre occorrerebbe tenere conto tra la differenza del karma lunare e del karma solare. Nel karma lunare sappiamo che agiscono le forze antiche di Dio Padre tramite la prima gerarchia spirituale, ossia i Cherubini, per cui è molto difficile rimuovere un karma lunare jahvetico da cui proviene la “legge del taglione” mosaica, ossia le leggi che nel vecchio Testamento Jahvè prescrisse per i sacerdoti leviti dove in un capitolo è scritto:
«Se uno farà una lesione al suo prossimo, si farà a lui come egli ha fatto all’altro: frattura per frattura, occhio per occhio, dente per dente; gli si farà la stessa lesione che egli ha fatto all’altro» (Levitico 24,19-20).
Con l’avvento del Cristo questa legge dura e intransigente fu in parte modificata dal Cristo laddove nel Vangelo di Matteo leggiamo: «Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente … Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori … Siate voi dunque perfetti com’è perfetto il Padre vostro celeste». (Mt 5,38-48).
Questo cambiamento è stato possibile attuarlo solo con la fine dell’epoca oscura del kalì yuga terminato nel 1899 ma che ha iniziato a essere praticabile nella sua essenza karmica spirituale, cioè da legge del taglione a legge o impulso dell’amore soltanto dal 1930 in poi che come ci rivela Rudolf Steiner, in concomitanza della presenza del Cristo presente spiritualmente nel corpo eterico nel mondo astrale adiacente alla Terra, quale promessa della Sua seconda venuta. Vale a dire che se abbiamo in parte compreso l’evento del Golgotha secondo la concezione antroposofica e abbiamo accolto l’Impulso del Cristo, possiamo rimuovere la nostra azione negativa con un’altrettanta azione positiva d’amore nei riguardi di chi abbiamo offeso; il modo di come avverrà, sarà però compito del Cristo che deciderà il momento e il luogo. Come possiamo vedere la risposta su quest’aspetto taumaturgico di Rudolf Steiner, richiederebbe un lavoro spirituale di studio, riflessione e meditazione sui contenuti di saggezza che la Scienza dello Spirito ci mette a disposizione in modo da farci un giusto giudizio sulla eventuale attività di guaritore e la possibilità che abbia potuto rimuovere delle malattie karmiche nelle persone malate, facendosi carico in tal caso, del destino altrui. Tuttavia una prima risposta cui mi sento di dire è che senz’altro Rudolf Steiner quale altissimo Iniziato cristiano-rosicruciano e Maestro di saggezza, era certamente in grado di assumere su di sé il karma di una persona malata e guarire la malattia causata dall’imperfezione dell’io inferiore. Occorre però a questo punto riflettere se quest’azione possa essere giustificata nei riguardi dell’Io superiore che ha determinato la malattia quale necessità karmica indispensabile per redimere e rimuovere l’imperfezione dell’io inferiore. In questo caso il Maestro non potrebbe col suo gesto d’amore, interferire nell’azione di redenzione dell’io inferiore esautorandolo dal dolore voluto dal suo Sé superiore in modo da ripristinare l’imperfezione? Non dovrebbe egli a quel punto, assumere su di sé anche la responsabilità morale di educatore nei riguardi del malato alfine che questi possa elevarsi spiritualmente in modo che possa redimere da sé l’imperfezione che ha causato il suo stato di malattia? Questo per dire che se il Maestro si è sostituito al volere dell’Io superiore togliendo il calice amaro della sofferenza e del dolore per compassione e amore nei riguardi del malato (o anche discepolo), non ha tolto col suo gesto anche la possibilità che attraverso la malattia l’io inferiore potesse redimersi e ristabilire da sé l’imperfezione?
Per cui il karma dovrà ora scegliere un’altra strada o destino di prova o di dolore alfine che venga compensata e redenta l’azione negativa del karma antico della vita passata, cosicché l’io inferiore possa compensare e trasformare l’azione karmica negativa passata in un’azione morale in cui venga ripristinato lo stato di perfezione precedente prima che compisse l’azione malvagia. Dobbiamo però altresì dire che se il Maestro accoglie in sé il destino karmico quale effetto della malattia, non dovrà di conseguenza assumere su di sé anche la responsabilità morale nei riguardi del malato o del discepolo? E pertanto il malato o il discepolo non diventa per questo subordinato al volere del Maestro e quindi in contrasto con l’insegnamento dello sviluppo cosciente e libero cui l’anima umana deve perseguire nel nostro quinto periodo di cultura6 liberandosi da qualsiasi autoritarismo dogmatico, istituzionale, religioso, ecc.? Rudolf Steiner ci fa sapere che il rapporto tra Maestro e discepolo si è alquanto modificato nell’epoca moderna, giacché il Maestro è divenuto per l’allievo un amico e fratello maggiore, al quale possiamo chiedere consiglio esautorandoci completamente dalla sua autorità spirituale. Diversamente invece prima nel periodo dell’anima razionale, il discepolo restava strettamente vincolato al Maestro per tutta la vita e finanche oltre la morte, per cui il Maestro si legava karmicamente al discepolo dirigendolo secondo il suo volere al quale l’allievo non poteva sottrarsi, asservendosi a lui nella più totale obbedienza. (1. Continua)
Collegno novembre 2021 Antonio Coscia
Note Antroposofiche
1 Rudolf Steiner nacque il 27 febbraio 1861 a Kraljevec, presso la frontiera austro-ungarica. Suo padre Johannes Steiner, era impiegato delle Ferrovie Meridionale Austriache, per cui crebbe in un ambiente che stimolava alla prontezza e all’abilità nella vita pratica. Già presto, all’età di sette anni, gli era possibile «vedere e udire gli esseri» che stanno dietro al mondo naturale e che dovette in certo senso nascondere ai suoi coetanei e anche a persone adulte, poiché non sarebbe stato compreso. Nel 1879 superò l’esame di maturità con lode. Nello stesso anno s’iscrisse all’Istituto Tecnico Superiore di Vienna, dove studierà fra l’altro biologia, chimica e fisica. Specialmente quest’ultima materia influenzerà profondamente la sua evoluzione interiore e, nello stesso tempo, lo porrà di fronte a difficili enigmi. Si mise in luce già come studente curando gli scritti scientifici di Goethe. Dal 1890 al ’97 collaborò all’Archivio di Goethe e Schiller a Weimar.
Dal 1902 ebbe una più intensa attività come scrittore e conferenziere, di cui moltissime in questi anni sulla cristologia, cui dedicherà gran parte della sua vita e la sua uscita nel 1912-13, dalla Società Teosofica, a causa di un dissenso con la Presidentessa Annie Besant, la quale, sosteneva che un giovinetto indiano di nome Krishnamurti, fosse la reincarnazione del Cristo. Nel 1894 pubblica la “Filosofia della Libertà” (Edizione Antroposofica Milano), la più importante delle sue opere filosofiche ed anche la base per la successiva concezione del mondo. Oltre a una trentina di opere scritte di carattere filosofico e antroposofico, sono rimasti i testi stenografati di quasi 6000 conferenze sui più diversi rami del sapere. Gli impulsi da lui dati nell’arte, nella scienza, nella medicina, nella religione, nella pedagogia e nell’agricoltura portarono a delle nascite di movimenti oggi sempre più diffusi nel mondo.
Nel 1912-13 si distacca dalla Società teosofica e costituisce la Società antroposofica universale. A Dornach in (Svizzera), costruisce il primo Goetheanum di legno, un centro di attività scientifiche e artistiche fondate sull’antroposofia il quale, in seguito, sarà poi bruciato da nemici dell’Antroposofia nella notte di S. Silvestro del 1922. In seguito Rudolf Steiner fa un modello di un secondo Goetheanum in cemento armato il quale, fu costruito dopo la sua morte avvenuta il 30 marzo 1925, esistente tuttora come centro di numerose attività antroposofiche cui, partecipano artisti e soci di tutto il mondo.
2 Padre Pio,noto anche come San Pio da Pietrelcina (25 maggio 1887 – 23 settembre 1968), è stato un francescano cappuccino mistico, venne beatificato nel 1999 e canonizzato nel 2002 da papa Giovanni Paolo II. È stato conosciuto per le sue stimmate avute fin da giovane e lo hanno accompagnato per tutta la vita. Diversi sono i miracoli tra i suoi fedeli i quali ne parlano come se avesse delle doti da veggente in grado di essere nello stesso tempo in luoghi diversi. Gli venne eretto un Santuario a Pietrelcina in San Giovanni Rotondo, provincia di Foggia. È difficile dare un giudizio su facoltà spirituali di Padre Pio, stando alle stigmate sembrerebbe che egli avesse percorso il cammino mistico-cristiano che lo porterebbe a essere al quarto gradino iniziatico, ossia “la croce”, dove appunto l’iniziando quale imitazione delle sofferenze del Cristo, ha delle chiazze rosse ai cinque punti del corpo del Cristo Gesù flagellato dai romani. Rudolf Steiner dice però che nessun mistico cristiano (solo Francesco di Assisi alla fine della vita) ha sofferto di stigmate sanguinolenti, ma solo appunto delle chiazze rosse che scomparivano quando l’iniziando, saliva al prossimo scalino della “morte mistica”. Per cui per noi resta un mistero cui potrebbe essere chiarito solo dalla facoltà chiaroveggente.
3 I Maestri della saggezza e dell’armonia dei sentimenti, appartengono alla “Loggia Bianca” di 12 Bodhisattva discepoli del Cristo, i quali sono uomini molto evoluti che fanno parte sia dei Maestri orientali sia dei Maestri occidentali. Mentre i Maestri occidentali s’incarnano circa in ogni secolo scendendo sulla Terra fin sul piano fisico dove assumono una forma umana transitoria, quelli orientali s’incorporano invece ogni secolo nel corpo astrale di una personalità umana matura durante l’arco di cinquemila anni, dopodiché alla fine, essi scendono sul piano fisico incarnandosi completamente in un corpo di carne e compiono il cammino di “buddha umano”. Qui essi devono sviluppare e realizzare la loro dottrina alfine che possa diventare patrimonio di ogni uomo terrestre, per cui alla fine dopo aver conseguito attraverso l’illuminazione, la dignità di Buddha essi salgono ai mondi superiori e non s’incarnano più come uomini sul piano fisico, ma possono operare da quei mondi scendendo col loro corpo trasformato ossia il “Nirmāṇakāya”, fino al piano eterico partecipando in tal modo all’evoluzione terrestre. Secondo la Scienza antroposofica sette di questi Maestri del cristianesimo moderno sono sempre in mezzo a noi sul piano fisico, i quali ricevono le ispirazioni degli altri cinque Maestri della saggezza e dell’armonia dei sentimenti, dai piani spirituali superiori.
4 Madame Blavatsky, cioè Elena Petrovna Blavatsky, era una medium sensitiva russa dell’ucraina nata a Dnipro, 12 agosto 1831 – Londra, 8 maggio 1891, fu la fondatrice della Società Teosofica fondata a New York il 1875, dietro l’ispirazione dei due Maestri di saggezza citati, i quali scelsero la Blavatsky per correggere appunto lo spiritismo dilagante di quel secolo per introdurre la saggezza occidentale più idonea allo sviluppo dell’anima cosciente. A tutta prima essa accolse le ispirazioni dei Maestri occidentali, ma dopo un po’ di tempo fu scelta dai Maestri orientali per divulgare l’antica scienza indiana, cui i Maestri occidentali smisero di ispirarla, per questo i sui scritti divennero sempre più offuscati da entità luciferiche allontanandosi dalla vera realtà spirituale, cui alla fine morirà d’influenza all’età di 59 anni.
5 L’anima cosciente è quella parte dell’anima più intellettiva che l’uomo del quinto periodo maggiormente evoluto sta perfezionando dal 1413 in poi, la cui trasformazione in anima intellettiva veggente terminerà nel 3573 circa. Volendo dare una breve definizione in una nota antroposofica, diremo che è l’anima nell’anima, la quintessenza dell’anima umana attraverso cui l’io umano, esprime quella parte più essenziale di sé come pura essenza della vera volontà umana tramite la quale, l’«io risvegliato» può, autoconoscersi e afferrarsi come un essere autonomo e libero, avente in sé un che di divino, ossia il “dio nell’uomo”. Ciò fa si che possa prendere coscienza di un essere a lui congiunto e che è a lui superiore, vale a dire del suo Io superiore che l’ha sempre diretto in tutte le situazioni dolorose e prove della vita, dovute alla sua imperfezione e alle sue azioni delle vite passate che hanno causato quale effetto, karmico il destino della sua vita attuale.
6 Sappiamo dalla Scienza dello Spirito che l’uomo per compiere la sua meta deve passare attraverso sette stati di coscienza planetari particolarmente complessi che chiamiamo: “Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano”; di cui ogni stato di coscienza attraversa sette stati di vita e ogni stato di vita sette stati di forma. Occorre ancora suddividere ogni stato di forma in sette Epoche e infine ogni Epoca in sette periodi di cultura. Ora tralasciando gli stati di coscienza, di vita e di forma già attraversati, siamo nel quarto stato di coscienza (Terra), nel quarto stato di vita (minerale), nel quarto stato di forma (fisico), nella quinta Epoca Postatlantica e nel quinto periodo di cultura, chiamato anglo-germanico che durerà circa 2160 anni. Dopodiché entreremo nel sesto periodo di cultura slavo-russo, infine nel settimo periodo di cultura americano cui terminerà con una catastrofe chiamata “la guerra di tutti contro tutti”. Vedi lo schema della Tav.1 qui sotto.

