
Quando un Bodhisattva discende dal cielo, appare in questo mondo una luce splendida, incommensurabile, che supera la gloria del più intenso fulgore. E qualsiasi spazio buio si trovi di là della fine del mondo verrà illuminato da questa luce. DIGHA NIKAYA 14, 1, 17
4. 2. I grandi Bodhisattva II
Alfine di poterci avvicinare alla comprensione di queste Entità bodhisattviche divine ancor più superiori dei Bodhisattva umani e perfino dei Dhyani Buddha Celesti, occorre appunto fare un maggiore sforzo mentale immaginativo in modo da rappresentarci questi enormi esseri cosmici divini, studiando e riflettendo bene il concetto espresso nell’articolo precedente sulla base dello sviluppo settemplice della costituzione umana in rapporto alla costituzione settemplice divina che va dagli Angeli fino ai nostri creatori divini, cioè gli Elohim o Spiriti della Forma. È comprensibile che non sia tanto facile comprendere ciò che la conoscenza antroposofica ci rivela in base alla natura complessa di queste altissime Entità spirituali che vanno oltre ciò che finora è stato spiegato sia da conoscenze occulte esoteriche, sia in modo particolare dalla teologia cattolica nei riguardi della dicotomica costituzione umana, che fu sostituita a quella tricotomica di S. Paolo nel nono secolo durante il concilio costantinopolitano. S. Paolo difatti, asseriva che l’uomo era costituito da corpo, anima e spirito, (vedi: 1 Tessalonicesi, 5, 23), per il fatto che il Cristo facendo discendere lo Spirito Santo sugli Apostoli, costituì un impulso archetipico primigenio separando l’anima degli Apostoli dall’anima di gruppo ebraica o meglio, dal Padre Abramo cui essi si sentivano tutt’uno. Difatti in un passo del vangelo di Matteo, è scritto: “Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada. Sono venuto infatti a separare il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera” (Mt 10,34-35).
Ciò divenne col tempo una facoltà nuova durante i due millenni in cui il cristianesimo si diffuse in tutto il mondo, dando l’impulso a tutti gli uomini di autoconoscersi come singole personalità individuali e autonome aventi in sé un “Io” quale essenza spirituale più profonda, il quale tramite lo strumento dell’anima si manifesta nel mondo come un essere che pensa, che sente e che vuole, attraverso la coscienza dell’io. Sono queste tre facoltà spirituali umane che ci permettono di percepirci come “io” terreno inferiore attraverso l’anima, la quale come strumento dello spirito può essere più o, meno perfetta, secondo lo sviluppo morale conquistato dall’io inferiore nel corso delle esperienze delle sue vite terrene. È lo Spirito dunque (l’Io superiore umano) che trasforma le esperienze terrene, vale a dire i frutti conquistati dall’uomo attraverso le buone azioni umane, in facoltà spirituali e che manifesta poi attraverso l’anima (corpo astrale) in pensieri, sentimenti e azioni sempre più perfetti elevando la sua anima e la coscienza dell’io verso sfere più alte dello spirito cosmico. Per cui è pressoché impossibile compiere in una sola vita, soltanto azioni buone morali senza cadere nell’errore del male, compiendo cioè di conseguenza, anche azioni insensate e imperfette. Per questo è necessario che nella nostra epoca di cultura moderna venga ripristinato la credenza sia nella legge della reincarnazione e sia nella costituzione ternaria dell’uomo, secondo gli scritti di Paolo di Tarso che la Chiesa ha abolito nel terzo e nel nono secolo dichiarandole eretiche, in modo che l’umanità occidentale possa elevare il suo pensiero medievale antico orientandolo verso nuove forme di conoscenze più adeguate ai tempi moderni.
L’Antroposofia vuol essere una di queste vie di conoscenza che può aiutare a rafforzare e trasformare il pensiero umano elevando l’uomo moderno a ri-conciliarsi con lo Spirito cosmico del Cristo, rivelandogli i fatti occulti che caratterizzarono il “Mistero del Golgotha” quale Impulso spirituale del Cristo, per tutti i tempi a venire. Per cui per comprendere ciò che la Scienza dello Spirito o antroposofia ha da dire nella nostra Epoca sulle tematiche esoteriche del vero impulso cristiano originario, occorre aprirsi con fiducia a questa nuova rivelazione del Bodhisattva Maitreya, cioè il Paraclito o Consolatore del XX secolo che ha ispirato Rudolf Steiner, il Maestro dell’umanità e fondatore dell’Antroposofia. Aprirsi con fiducia non deve essere per nulla inteso accogliere le verità antroposofiche in modo dogmatico, perché sarebbe deleterio per lo sviluppo dell’anima cosciente, ma vagliarle sempre con la sana ragione cercando nei documenti storici o di altre dottrine occulte la loro validità. Dobbiamo trovare in noi stessi le forze di discernimento che possano guidarci alla verità, evitando però a priori qualsiasi pregiudizio nei riguardi di Rudolf Steiner al quale occorre andare incontro con fiducia verso questo Maestro di saggezza e dell’armonia dei sentimenti che ha avuto il compito nella nostra Epoca di cultura, di preparare anime in grado di riconoscere l’evento del Cristo eterico nell’ambito del mondo astrale adiacente alla Terra.
Detto, questo possiamo riprendere il nostro approfondimento sui grandi Bodhisattva che al contrario della costituzione articolata settemplice dell’uomo e delle gerarchie spirituali che abbiamo citato, sono invece delle entità cosmiche molto complesse, sono come dire delle entità soborniche o composite, costituite dall’insieme di entità bodhisattviche della terza gerarchia spirituale, cioè da Angeli, Arcangeli e Archai, ossia della cerchia dei dodici Bodhisattva che sono al servizio del Cristo e che dobbiamo distinguere in Buddha, Bodhisattva e Dhyani Buddha. Per meglio spiegare quest’aspetto va detto che questi grandi Bodhisattva non sono esseri spirituali formati da arti cosmici come le normali gerarchie spirituali divine sopra menzionate del nostro sistema cosmico – planetario, ma sono delle entità divine avatariche formate dall’insieme dei tre gruppi gerarchici citati. Occorre però a questo punto cercare di distinguere ancora queste tre categorie angeliche bodhisattviche in tre classi evolutive diverse, e cioè:
- Gli Angeli, i quali hanno completamente sviluppato il loro corpo astrale umano in Sé Spirituale, si chiamano Buddha Celesti.
- Gli Arcangeli cui hanno sviluppato completamente il loro corpo eterico umano in Spirito Vitale, si chiamano Bodhisattva Celesti.
- Le Archai, che hanno sviluppato completamente il loro corpo fisico umano in Uomo Spirito, si chiamano Dhyani Buddha Celesti.
Come possiamo vedere i nomi che sono attribuiti a queste tre categorie o classi celesti, sono per un certo verso uguale alle tre categorie bodhisattviche umane menzionate da Rudolf Steiner nel libro “Gerarchie Spirituali“ (pag.111- Ed. Antroposofica), cioè ai Bodhisattva, ai Buddha e ai Dhyani Buddha, umani. Nello sviluppo bodhisattvico umano terreno, la terminologia come possiamo vedere è però invertita, giacché un uomo che si elevi al grado di Buddha, deve prima percorrere il cammino di Bodhisattva per l’arco di cinquemila anni, dove ogni cento anni egli s’incorpora nel corpo astrale di uomini maturi senza mai scendere sul piano fisico. Soltanto dopo che siano trascorsi cinquemila anni, egli dovrà scendere sul piano fisico e incarnarsi come uomo tra gli uomini per realizzare la sua “Dottrina”, iniziando così il cammino che Rudolf Steiner indica come “buddha umano”, cioè fino a conseguire l’Illuminazione spirituale che lo eleverà alla dignità di Buddha Celeste. A quel punto il suo spirito guida viene liberato passando al grado superiore di Arcangelo, mentre come Buddha Celeste comincerà a lavorare su se stesso in modo cosciente come fa un Arcangelo alla completa trasformazione del suo corpo eterico in Spirito Vitale. Se abbiamo in parte compreso questa complessa distinzione tra Bodhisattva divini e umani, va ora detto che le entità divine bodhisattviche della terza gerarchia, che formano una cerchia di tre volte dodici Bodhisattva al servizio del Cristo, in un dato momento si sono uniti spiritualmente in una completa unità e andando oltre se stessi, crearono dal nulla quale sintesi armonica, dodici Entità divine cosmiche composite, ovverosia dodici grandi Bodhisattva appunto, di cui ognuno è costituito da un Angelo, un Arcangelo e un Archai. Pertanto quando un Bodhisattva umano scende sul piano fisico in un’incarnazione completa per conseguire tramite il cammino di buddha umano l’elevazione a Buddha Celeste, ciò comporta la discesa anche di altri esseri bodhisattvici che incorporandosi nel suo corpo astrale, lo aiutano a realizzare la sua Dottrina; ciò affinché l’umanità possa compenetrarsi delle facoltà sviluppate dal buddha umano quale realizzazione della sua Dottrina ed elevazione a Buddha celeste. Con ciò va ancora aggiunto che oltre alla discesa di un Bodhisattva (Arcangelo) e Dhyani Buddha (Archai) celeste, debba discendere dal piano cosmico del Budhi (vedi la nota 1 degli articoli precedenti) anche uno dei grandi Bodhisattva della cerchia dei dodici che contemplano il Cristo, e che dovrà incorporarsi per qualche tempo nel corpo astrale del buddha umano, alfine che le facoltà spirituali sviluppate nell’arco dei cinquemila anni attraverso i diversi uomini che ha incorporato sulla Terra, diventino patrimonio comune di tutta l’umanità. Per meglio spiegare quest’aspetto diciamo che quando il Bodhisattva umano percorre il cammino citato di buddha umano, egli oltre a essere compenetrato dal suo Angelo guida, è anche compenetrato da un Arcangelo e a volte anche da un Archai. Per cui quando arriva alla completa trasformazione del corpo astrale in Sé spirituale, cioè al momento della sua “Illuminazione spirituale”, viene compenetrato per poco tempo anche da un grande Bodhisattva, (perché il buddha umano è in grado di sopportare solo per poco tempo la grande forza divina di questo altissimo essere), il quale farà in modo che le facoltà spirituali che ha sviluppato per cinquemila anni nell’ispirare la sua dottrina all’umanità, diventino ora patrimonio di tutta l’umanità. Per un maggior approfondimento di questo tema vedi il libro menzionato di Sergej O. Prokofieff).
Sei di questi grandi Bodhisattva sono discesi durante la fase discendente terrestre detta “fase di Marte”15 che incorporandosi nel corpo astrale di sei buddha umani giunti all’Illuminazione spirituale tra cui l’ultimo che conosciamo come il Buddha Gautama (circa 600 anni a.C.), ebbero il compito di preparare la discesa del Cristo sulla Terra in modo che potesse compiersi il “Mistero del Golgotha”. Grazie a essi e alla partecipazione di diverse entità divine e di correnti spirituali e religiose umane, divenne possibile che un Dio (il Logos creatore), potesse unirsi alla Terra e sperimentare la morte umana attraverso un uomo particolarmente complesso, col quale si unì in un primo momento spiritualmente durante il Battesimo operato da Giovanni nel Giordano. Questa discesa del Cristo in un corpo umano ebbe il compito anche di limitare il potere di Ahriman (Angra Mainyu) laddove nel mondo astrale inferiore l’uomo dopo la morte trascorre un certo periodo di purificazione prima di salire verso i mondi luminosi dello Spirito divino; quì, Arimane era andato oltre i limiti consentitagli da Dio Padre. È importante prendere coscienza che questo non fu il solo intervento del Cristo sul piano fisico e astrale, ma che operò anche in altre azioni spirituali di cui non è possibile elencarle tutte in questo tema. Possiamo accennare ancora a un altro aspetto tra quelli più importanti dei processi rigenerativi e vivificativi che il Cristo compì nei tre anni vissuti sulla Terra, attraverso l’uomo di Nazareth. Questo fu possibile grazie al fatto che come citato, un singolo esemplare umano fu in grado di accogliere ed essere compenetrato nell’arco di tre anni non solo nel corpo astrale, ma anche nel corpo eterico e infine nel corpo fisico nel giardino dei Getsemani. Ciò diede la possibilità al Cristo di poter trasformare i tre corpi mortali inferiori di Gesù di Nazareth in tre corpi immortali superiori che l’uomo riuscirà a trasformare solo nell’arco di tre stati di coscienza o eoni cosmici futuri, cioè su “Giove, Venere e Vulcano” ( vedi la nota 8 degli articoli precedenti). Per meglio dire, il Cristo compì durante l’incorporazione e la compenetrazione negli arti animici e in quello corporeo di Gesù di Nazareth nell’ambito dei tre anni in cui visse sulla Terra in un corpo umano, ciò che ogni uomo evolvendosi secondo il corso naturale evolutivo terreno, dovrà compiere nell’arco di tre eoni o stati di coscienza cosmici menzionati! Ovverosia trasformò i tre arti umani inferiori di Gesù di Nazareth, nei tre elementi spirituali superiori della natura divina in germe nell’uomo, ossia: “Il sé spirituale, lo spirito vitale e l’uomo spirito”, creando in tal modo un nuovo archetipo umano, un nuovo Adamo, come fu chiamato da S. Paolo (1 Corinzi 15). Vale a dire che come Jahve-Elohim creò il primo archetipo umano terrestre che fu portatore di morte dopo la tentazione, luciferica (in quanto che dovette separarsi dagli Dei e discendere dai mondi dello spirito per vivere sul piano fisico e sperimentare la libertà, attraverso la morte umana), così il Cristo creò un “nuovo Adamo”, un nuovo archetipo spirituale umano da cui l’umanità grazie alla legge dell’economia spirituale, ognuno può accogliere e ri-salire nuovamente verso i mondi dello Spirito, divenendo partecipe del consesso divino e cibarsi di nuovo, all’albero della vita. (3.2. Continua)
Collegno, dicembre 2021 Antonio Coscia
Note Antroposofiche
15 Secondo la Scienza dello Spirito, l’evoluzione umana avviene attraverso sette stati cosmici di coscienza planetari (così come si è cercato di sintetizzare nella nota (8) dell’articolo precedente del blog), che chiamiamo: “Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano”. Attualmente siamo nel quarto stato di coscienza cosmico chiamato Terra, dove, però lo stato terrestre, secondo Rudolf Steiner, passa prima attraverso una ripetizione dei tre stati spirituali precedenti di coscienza, cioè Saturno, Sole e Luna, su di una scala evolutiva superiore fino all’inizio del quarto stato materiale della Terra. Durante il nostro quarto stato terreno materiale, vanno pertanto distinti due fasi: una discendente che chiamiamo “Marte” e un’ascendente chiamata “Mercurio”. Nella fase discendente l’umanità si stacca dal divino e sperimenta il piano del Devachan superiore o mondo stellare quale ripetizione dell’antico stato di saturneo; poi scese nel Devachan inferiore o mondo planetario e ripeté a uno stato di coscienza superiore, l’antico stato solare; poi scese in quello astrale e ripeté a un livello superiore, l’antico stato lunare; infine scese nel mondo fisico, dove sperimentiamo il piano terrestre nelle continue incarnazioni in un corpo fisico terreno. Nella fase terrena l’umanità si è unita sempre più strettamente al corpo fisico umano, e ciò ha comportato che a causa dell’egoismo dovuto alla tentazione luciferica, i tre arti umani si deteriorarono sempre più, per cui fu necessario l’intervento del Cristo che sacrificandosi da altezze incommensurabili, scese sulla Terra in soccorso dell’umanità. Egli s’incorporò, come sappiamo nel Battesimo del Giordano, negli involucri di Gesù di Nazareth che li ripristinò e trasformò in tre anni creando un nuovo archetipo spirituale umano fino a compiere il sacrificio della croce, dove attraverso la morte e resurrezione creò un nuovo Fantoma. (un corpo fisico spirituale) cioè il corpo di resurrezione, alfine di poter risalire verso il mondo spirituale attraverso una fase inversa più perfetta di come menzionato, cioè: “Fisico, astrale più perfetto, planetario più perfetto e infine stellare più perfetto”, che è chiamata appunto fase di “Mercurio”.
