Il Paraclito, i grandi Bodhisattva e il Bosatsu dell’Oriente V

Galileo Galilei che mostra l’uso del cannocchiale al Doge di Venezia, affresco di Giuseppe Bertini

Io vi dico che, quando uno non sa la verità da per sé, è impossibile che altri gliene faccia sapere; posso bene insegnarvi delle cose che non son né vere né false, ma le vere, cioè le necessarie, cioè quelle che è impossibile ad esser altrimenti, ogni mediocre discorso o le sa da sé o è impossibile che ei le sappia mai.  (Galilei Galileo)

5.3. I Grandi Bodhisattva III

Riassumendo ancora una volta tutto ciò che abbiamo detto finora, possiamo dire che il Paraclito o Consolatore che il Cristo promise di mandare ai discepoli dopo la Sua morte sulla croce durante la Pasqua ebraica, è un uomo molto evoluto che in Oriente è conosciuto come Bodhisattva e in Occidente come Spirito di Verità o Maestro di Saggezza che appartiene alla comunità dello Spirito Santo, la cui guida come spiegato, è lo spirito luciferico redento dal Cristo sulla croce del Golgotha  rappresentato dal ladrone alla Sua destra, di nome Dismas. I Bodhisattva umani come abbiamo visto, sono degli uomini molto evoluti che hanno già superato di molto l’evoluzione normale dell’umanità e lavorano similmente a come fanno gli Angeli alla completa trasformazione del corpo astrale in Sé spirituale, in questo lavoro sono ispirati oltre che dal loro Angelo anche da un Arcangelo.  Occorre dire che la dottrina dei Bodhisattva così come il mistero dell’Io umano, nella Scienza dello Spirito sono dei temi molto complessi quando si voglia afferrarli solo col nostro intelletto umano. Rudolf Steiner16 pur avendone ampliamente parlato non si è mai soffermato molto su questi due temi in singole conferenze, i cui contenuti sono perciò a volte un po’ lacunosi, non sono mai chiariti del tutto in una sola conferenza. Occorre perciò cercare per un maggiore approfondimento in altre conferenze dell’Opera Omnia, dove moltissime conferenze su questi temi non sono purtroppo ancora state tradotte in italiano.

Devo per questo ringraziare Sergej O. Prokofieff, uno dei più elevati allievi di Rudolf Steiner e quale diligente scrittore di diversi libri pubblicati in Italia fin dal lontano 1992, la cui prima pubblicazione in italiano è il libro “ Rudolf Steiner e la fondazione dei nuovi misteri”, cui da allora sono seguite diverse sue pubblicazioni in italiano su questi argomenti esoterici, dandomi la possibilità di approfondire maggiormente i misteri del cristianesimo e il tema dei Bodhisattva umani e celesti e in modo particolare, uno dei suoi ultimi libri pubblicati dall’Editrice Widar, “Rudolf Steiner e i Maestri del cristianesimo esoterico”. Difatti dopo il 1992 seguirono moltissime altre sue opere pubblicate in italiano e curate dall’editrice Widar, in modo particolare dall’amore devozionale dell’antroposofa Christine Untersulzner inerente ai diversi temi cristologici, filosofici e altro …, trattati da Rudolf Steiner nelle diverse  conferenze tenute in gran parte delle città occidentali che furono poi tutte incluse nell’Opera Omnia dall’editrice di Dornach in Svizzera. Sono pertanto grato a questo altissimo discepolo di Rudolf Steiner cui ebbi la gioia e il piacere di stringere la mano a Milano, grazie alla presentazione da parte del dott. Giancarlo Buccheri, cui ebbi la sensazione di trovarmi di fronte a un vero iniziato della Scienza dello Spirito.

Rudolf Steiner approfondisce la dottrina dei Bodhisattva in alcuni libri e conferenze tradotte finora in italiano, senza comunque mai completamente chiarire la complessità che opera dietro a queste Entità divine e umane che non superano mai una cerchia di dodici Bodhisattva attraverso i quali opera lo Spirito Santo al servizio del Cristo. Pertanto non ho potuto che dare uno spunto tratto maggiormente dai libri menzionati e da altri dell’Opera letteraria di Sergej O. Prokofieff su questi singolari argomenti antroposofici. Invito pertanto chi fosse interessato a un maggiore approfondimento su questa tema di studiare alcuni suoi libri dell’Opera tradotti in italiano, aspettando che sia pubblicata tutta l’Opera Omnia di Rudolf Steiner dove trarre un maggiore spunto che possa condurci a una maggiore comprensione di queste altissime Entità divine del mondo spirituale del nostro sistema planetario.

Continuando nella nostra sintesi sui grandi Bodhisattva, abbiamo detto che ci sono diverse categorie di bodhisattva che vanno da uomini semplici e iniziati fino al gradino degli Angeli, Arcangeli e Archai e ancora più oltre, cioè ai “grandi Bodhisattva” o Avatar che nel mondo del Budhi o piano della Provvidenza esistente oltre il mondo stellare, accolgono la saggezza e la vita divina del Cristo situato nel loro centro. Dobbiamo pensare che in questa sfera spirituale degli “Archetipi” o mondo dell’Akasha agiscono maggiormente gli Spiriti del Movimento o Virtù che sono i donatori della vita universale del nostro cosmo, laddove opera come loro guida centrale il Cristo manifestandosi come “vita e saggezza” che è accolta dai dodici grandi Bodhisattva, cui a loro volta ispirano le sfere inferiori dei Bodhisattva celesti e umani. Abbiamo detto che questi grandi Bodhisattva sono costituiti da Entità della terza gerarchia, ossia da Angeli, Arcangeli e Archai che riunitisi in un insieme armonico, formarono all’inizio dell’eone terrestre questi grandi Esseri divini che possiamo pensarli come degli alter-ego o Io superiori della terza gerarchia spirituale, che similmente a delle coppe divine formano nella loro triplice dodecuplicità, la base o il corpo dello Spirito Santo nella sfera del Budhi. Essendo la sfera del Budhi il mondo degli archetipi, vale a dire di tutte le cose esistenti nel nostro mondo, i grandi Bodhisattva assumono per questo anche un carattere di archetipi divini di tutti i Bodhisattva inferiori. A quest’analisi complessa dobbiamo pensare con un maggior sforzo intellettivo – immaginifico che attraverso i grandi Bodhisattva operano ancora delle altre Entità macrocosmiche ancor più elevate che, accolgono degli impulsi divini direttamente dalla Divinità Trina superiore tramite il loro ultimo arto serafico esistente nella sfera dei Serafini.

Rudolf Steiner nella conferenza del 7 aprile 1912 (O. O. 136) descrive questi esseri  divini elevatissimi macrocosmici, facendo un paragone con gli arti umani dell’uomo. Qui  egli dice che come l’uomo, è formato da un corpo fisico, un corpo eterico, un corpo astrale, poi dall’anima senziente, dall’anima razionale e dall’anima cosciente (cui siamo ancora in una fase di sviluppo che seguirà per tutto il nostro quinto periodo di cultura), così questi esseri macrocosmici sono formati non da arti ma da sei Entità divine spirituali. Cioè, al posto del corpo fisico hanno uno Spirito della Forma (Exusiai), invece del corpo eterico hanno uno Spirito del Movimento (Dynameis), al corpo astrale hanno uno Spirito della Saggezza, poi all’anima senziente hanno uno Spirito della Volontà (Trono), all’anima razionale hanno uno Spirito dell’Armonia (Cherubino) e infine, all’anima cosciente hanno uno Spirito dell’Amore (Serafino). E come l’uomo attraverso un lavoro spirituale su sé stesso può elevarsi ai suoi tre arti spirituali divini superiori, cioè al Sé spirituale, allo spirito Vitale e all’Uomo spirito, così questi esseri divini superiori dalla loro parte più alta ossia dai Serafini, possono elevarsi e accogliere degli impulsi divini superiori provenienti da ciò che nel cristianesimo è definita per antonomasia la sfera dello Spirito Santo, del Figlio e del Padre. Questo fa sì che da queste Entità divine macrocosmiche superiori, i grandi Bodhisattva ricevono le forze e gli intenti dalla suprema Divinità Trina cui poi essi fanno affluire nella sfera dei Bodhisattva della terza gerarchia, fino ai Bodhisattva umani che dopo cinquemila anni, si preparano a diventare dei Buddha. In questo meccanismo divino complesso possiamo vedere che l’umanità non è mai lasciata sola a sé stessa, ma dietro operano diverse Entità divine e umane evolute che guidano l’uomo verso la sua meta finale divina.

Ricapitolando brevemente quest’aspetto alquanto complicato per meglio comprendere questi Esseri divini avatarici, diciamo che ogni grande Bodhisattva è l’emanazione di una sostanza spirituale generata dell’insieme di un Angelo, di un Arcangelo e di un Archai che trascendendo loro stessi creano a un livello spirituale superiore un Essere divino, una specie di alter-ego, come già menzionato. Come un uomo e una donna nel congiungersi insieme sessualmente possono generare un loro simile dalla loro sostanza fisica e animica, così questa comunità di tre volte dodici Bodhisattva (ossia Angeli, Arcangeli e Archai) si unirono insieme spiritualmente all’inizio dell’eone terrestre, e andando oltre i loro limiti formarono dodici grandi esseri spirituali, dodici grandi Bodhisattva che sono costituiti ognuno da un Archai, da un Arcangelo e da un Angelo.  Possiamo anche dire che questi grandi esseri sono costituiti da un Sé Spirituale completamente purificato e perfezionato dalla cerchia di dodici angeli, da uno Spirito Vitale perfettamente purificato e trasformato dalla cerchia di dodici Arcangeli e, da un Uomo Spirito perfettamente purificato e trasformato dalla cerchia di dodici Archai. Ciò fa sì che i grandi Bodhisattva possono elevarsi fino a toccare gli esseri della seconda gerarchia che sono a loro volta la base o gli arti inferiori degli esseri macrocosmici superiori menzionati, tramite i quali operano le forze dello Spirito Santo e del “Figlio” da cui essi sono ispirati, e che portano poi giù attraverso i Bodhisattva celesti e umani le facoltà che devono essere inserite nell’umanità. Sei di questi grandi Bodhisattva abbiamo detto che sono già discesi nell’umanità per preparare la via al Cristo, altri sei dovranno a loro volta discendere per far conoscere l’Entità del Cristo attraverso i Buddha umani perfettamente illuminati. Quando l’ultimo grande Bodhisattva scenderà sulla Terra incorporandosi nell’ultimo Buddha umano illuminato,  saranno allora finiti i tempi per cui la Terra si unirà al Sole per passare al nuovo stato di coscienza cosmico di “Giove”.

Sergej O. Prokofieff nel libro citato, parlando di questi grandi Bodhisattva, scrive: «Questi grandi Bodhisattva dei quali ciascuno compenetra con il proprio agire un’intera razza radicale [un Epoca composta da sette periodi di cultura di 2160 anni] e oltrepassa persino i limiti di essa, abbracciano insieme la globale evoluzione terrestre; e di numero sono dodici … È questo mondo della globalità di questi dodici grandi Bodhisattva che abbraccia il tutto, che può essere nominato il vero collegio dello Spirito Santo stesso (vedi O.O. 113, 31.8. 1909), perché in un cosmo gerarchico – e ciò significa anche nell’evoluzione terrestre – lo Spirito Santo viene rappresentato dagli esseri della terza gerarchia» (ibidem).

E come appunto sei grandi Bodhisattva e Buddha umani illuminati compirono la missione di preparare la discesa del Cristo alfine si compisse l’evento del Golgotha, così altrettanti sei grandi Bodhisattva e Buddha umani illuminati dovranno aiutare l’umanità a comprendere che cos’è il Cristo per l’evoluzione umana, e che cosa ha significato per ogni individuo umano l’evento del Golgotha nel suo aspetto più profondo. Questo ci porta a dire che il Cristo non compì soltanto dei miracoli tra il popolo ebraico e in ultimo, quello della morte e resurrezione attraverso il sacrificio della croce, ma compì altre azioni sovrumane e in modo particolare sul piano astrale e spirituale dove può essere visibile solo a iniziati chiaroveggenti. Il cristianesimo difatti, non nacque dalla filosofia di un fondatore cui divulgò la sua dottrina religiosa come del resto hanno fatto tutti gli altri predecessori di religioni, prima e dopo il cristianesimo. Esso nacque da un’azione compiuta dal Cristo sul piano fisico, la cui causa però, va cercata su di un piano spirituale ancor più in alto di quello astrale da dove ebbe origine una volontà divina superiore, alla quale Rudolf Steiner ci rivela attraverso le diverse conferenze cristologiche, giunse il lamento di dolore e di sofferenza in cui versava l’umanità di allora. Era l’Entità del Cristo che accolse il lamento di dolore proveniente dalla Terra, per cui mosso da infinita compassione iniziò la discesa da altezze infinite e imperscrutabili alla mente umana, per venire in soccorso dell’uomo. Non dobbiamo pensare che dietro il Suo gesto possa nascondersi un debito karmico antico nei confronti dell’umanità, come potremmo del resto pensarlo nei confronti degli Elohim creatori cui permisero che l’uomo fosse tentato da Lucifero, causando in tal modo tutta l’esperienza dolorosa umana quale conseguenza della colpa di disubbidienza e della successiva caduta prematura sul suolo terrestre. Cadremmo in un grave errore se pensassimo che l’intervento del Cristo fosse in un certo qual modo in relazione alla tentazione luciferica durante l’Epoca Lemurica. Egli, difatti, si era già separato dalla Terra alla fine dell’Epoca Iperborea insieme agli spiriti solari più evoluti, prima cioè che iniziasse l’Epoca Lemurica dove avvenne l’evento che offuscò il corpo astrale di Adamo; per cui non possiamo addebitargli nessun debito karmico nei confronti dell’uomo.

Rudolf Steiner asserisce nei suoi scritti e in modo particolare nel “Quinto Vangelo” antroposofico (O.O. 148), che il Cristo non aveva nessun karma negativo nei confronti dell’uomo; perciò, il Suo gesto fu un puro atto d’amore, un amore libero, immenso, colmo di sacrificio divino. Il Cristo difatti, quale Entità macrocosmica appartenente al secondo aspetto della Trinità divina universale, rispose subito all’umanità morente scendendo da altezze spirituali incomprensibili all’intelletto umano, laddove iniziò a restringersi fino a che (mi si perdoni l’immagine) passando come fosse un cammello per la cruna di un ago, si unì nel Giardino dei Getsemani completamente all’uomo Gesù di Nazareth. Questa congiunzione con l’uomo di Nazareth non poteva essere riportata in nessuna cronaca dagli storici antichi di allora, giacché avvenne su di un piano mistico-spirituale, cui ne dà un accenno soltanto Giovanni evangelista durante l’evento del Battesimo di Gesù di Nazareth nel Giordano, operato dal Battista. Questo evento mistico-storico può essere verificato solo sul piano dell’Akasha superiore, cioè nella sfera sovraspirituale del Budhi, vale a dire nella memoria universale cui possono accedere solo iniziati cristiani veggenti. (5.3. continua)

Collegno, gennaio 2022                                        Antonio   Coscia

Note Antroposofiche

16      Rudolf Steiner nacque il 27 febbraio 1861 a Kraljevec, presso la frontiera austro-ungarica. Suo padre Johannes Steiner, era impiegato delle Ferrovie Meridionale Austriache, per cui crebbe in un ambiente che stimolava alla prontezza e all’abilità nella vita pratica. Già presto, all’età di sette anni, gli era possibile «vedere e udire gli esseri» che stanno dietro al mondo naturale e che dovette in certo senso nascondere ai suoi coetanei e anche a persone adulte, poiché non sarebbe stato compreso.  Nel 1879 superò l’esame di maturità con lode. Nello stesso anno s’iscrisse all’Istituto Tecnico Superiore di Vienna, dove studierà fra l’altro biologia, chimica e fisica. Specialmente quest’ultima materia influenzerà profondamente la sua evoluzione interiore e, nello stesso tempo, lo porrà di fronte a difficili enigmi. Si mise in luce già come studente curando gli scritti scientifici di Goethe. Dal 1890 al ’97 collaborò all’Archivio di Goethe e Schiller a Weimar.

Dal 1902 ebbe una più intensa attività come scrittore e conferenziere, di cui moltissime in questi anni sulla cristologia, cui dedicherà gran parte della sua vita e la sua uscita nel 1912-13, dalla Società Teosofica, a causa di un dissenso con la Presidentessa Annie Besant, la quale, sosteneva che un giovinetto indiano di nome Krishnamurti, fosse la reincarnazione del Cristo. Nel 1894 pubblica la “Filosofia della Libertà” (Edizione Antroposofica Milano), la più importante delle sue opere filosofiche ed anche la base per la successiva concezione del mondo. Oltre a una trentina di opere scritte di carattere filosofico e antroposofico, sono rimasti i testi stenografati di quasi 6000 conferenze sui più diversi rami del sapere. Gli impulsi da lui dati nell’arte, nella scienza, nella medicina, nella religione, nella pedagogia e nell’agricoltura portarono a delle nascite di movimenti oggi sempre più diffusi nel mondo.

Nel 1912-13 si distacca dalla Società teosofica e costituisce la Società antroposofica universale. A Dornach in (Svizzera), costruisce il primo Goetheanum di legno, un centro di attività scientifiche e artistiche fondate sull’antroposofia che in seguito, sarà poi bruciato da nemici dell’Antroposofia nella notte di S. Silvestro del 1922.  In seguito, Rudolf Steiner fa un modello di un secondo Goetheanum in cemento armato il quale, fu costruito dopo la sua morte avvenuta il 30 marzo 1925, esistente tuttora come centro di numerose attività antroposofiche cui, partecipano artisti e soci di tutto il mondo.

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