
Come nel sonno non si sa nulla della coscienza fisica dell’io terrestre, così dopo la morte non si saprebbe nulla di sé se non si avesse presente l’istante del morire. Si ha davanti a sé come uno dei momenti più sublimi, più grandiosi … La morte vista dal defunto dall’altra parte del mondo astrale, è l’immagine più bella che l’uomo porti con sé attraverso le diverse sfere cosmiche stellari, grazie cui nell’anima umana si sveglia una coscienza superiore molto più saggia di quell’inferiore terrestre che conosciamo come “coscienza dell’io”. (L’Evento della morte e i fatti del dopo-morte, O.O. 168) Rudolf Steiner).
L’esperienza dell’uomo durante la vita da morte a nuova nascita II
Abbiamo visto che tutta l’evoluzione umana dura parecchi miliardi di anni fino a quando l’uomo non arrivi a realizzare la meta assegnatagli dal Creatore, cioè alla fine dell’eone di Venere e ancora tutto l’eone di Vulcano3 entro il quale non esisterà più il male, ma solo eterno bene. Dobbiamo però aggiungere che già nell’ambito del nostro quarto stato di coscienza cosmico terrestre l’uomo caduto nel male può trovare la redenzione, e cioè quando in un lontano futuro che possiamo fissare al termine della sesta Epoca Postatlantica e del sesto periodo di cultura, quando cioè si formerà il numero di evoluzione 4-6-6. Ciò sarà possibile per il fatto che l’Archai Michele lotterà insieme alla Divina Sofia cosmica, incatenando Sorat l’anticristo del Genio solare nell’abisso per mille anni, in modo da dare agli uomini la possibilità di rafforzarsi spiritualmente e moralmente per tenerlo a bada fino allo stato evolutivo di Venere. Perciò continuare a parlare di Inferno eterno nell’epoca moderna, è alquanto fuori luogo, per non dire sciocco, in quanto che le anime sono più evolute; il pensiero scientifico con le sue scoperte moderne ha contribuito molto a emancipare la mentalità corrente dove la maggior parte non crede più a quello che la teologia cattolica continua a propinare come immagini dantesche ormai desuete, cui erano per un certo verso, giustificate da un’umanità infantile medievale ancora dormiente. La quale doveva sottomettersi alla protezione coercitiva dell’autorità ecclesiale, pena, la denuncia come eretico e a volte la condanna a morte, che terminava alla fine con la scomunica e la dannazione nel fuoco eterno. Tutto questo era giustificato durante il periodo dell’anima razionale4, dove appunto la Chiesa cattolica pietrina aveva il compito di frenare l’uomo, affinché lo sviluppo materialistico non trascinasse troppo in basso l’anima umana allontanandola troppo dalla vita spirituale e quindi dalla sua origine divina. Ma, dopo entrati nell’epoca o periodo di cultura del rinascimento o, secondo l’Antroposofia, nel periodo dello sviluppo dell’anima cosciente o dell’intelletto che va dal 1413 circa fino alla metà del quarto millennio (3573), il pensiero umano ha iniziato a rafforzarsi e cambiare radicalmente dalla metà del XVI secolo in poi. Ciò grazie alla rivoluzione scientifica o rivoluzione copernicana e in modo particolare nel XVII secolo, quando Renato Cartesio (1596-1650) col suo “penso dunque sono!” (cogito, ergo sum), scopre di esistere e avere dei pensieri autonomi. Fino allora l’uomo credeva che fosse Dio a ispirare i pensieri in lui; ma con l’avvento del razionalismo cartesiano andò sempre più emancipandosi dal mondo spirituale in quanto sperimentava i pensieri concettuali autonomi in lui in modo sempre più naturale; ossia iniziò a pensare e a riflettere liberamente su qualsiasi cosa che accoglie in sé dalle immagini del mondo esterno.
Possiamo qui aggiungere che fino all’ottavo secolo l’uomo percepiva il pensiero nel proprio cuore entro il quale era ispirato dagli Spiriti creatori o Elohim biblici. Essi lo avevano guidato attraverso le guide spirituali fin dall’Epoca Lemurica, quando cioè fecero gocciolare nel suo corpo astrale una parte del loro fuoco divino, ossia nella forma che l’anima umana aveva assunto quale sembianza animalesca proveniente dall’antico stato o eone lunare, e anche per il fatto che il Sole si era appena separato dalla Terra5. Cosicché l’uomo animale, con la penetrazione dell’Io (Spirito) nel corpo astrale (anima) ricevuto come dono dagli Spiriti della Forma o Elohim solari, trasformò col tempo la sua forma-animale nell’immagine umana plasmata da Jehovah o Geova (Elohim -Yahve = Signore Dio), laddove nella Bibbia è scritto che Dio rivestì di tuniche di pelli Adamo ed Eva prima di cacciarli dal Paradiso terrestre; (Genesi 3,21). I creatori dell’uomo lasciarono pertanto nell’ottavo secolo il compito agli spiriti del Tempo o Archai, che iniziarono a ispirare l’uomo attraverso il capo alfine, di rendere libero il pensare umano cosicché non fosse più costretto da una volontà superiore spirituale, ma divenisse libero nei suoi pensieri e nelle sue azioni in modo da conseguire il libero arbitrio attraverso il bene e il male. Se quindi da una parte ci fu un’emancipazione del pensiero scientifico materialista, dall’altra la fede nel divino si affievolì sempre più fino a diventare nel XVIII secolo, un “dogma dottrinale”. Ciò fece sì che l’umanità si allontanasse sempre più dal mondo spirituale sviluppando in sé una coscienza autonoma e libera, ma, la conseguenza fu di entrare sempre più in contrasto col mondo esterno a causa del troppo egoismo dovuto allo sviluppo del materialismo moderno col pericolo che un giorno, se non si risveglia spiritualmente, possa retrocedere dal consesso umano scendendo sempre più in basso verso le forze oscure asuriche del male. Per questo è necessario che l’uomo attuale debba operare in sé un risveglio animico e possa evolvere a un gradino superiore di coscienza morale in modo da realizzare con l’aiuto dell’impulso che scaturì dall’evento del Golgotha, l’antico motto platoniano cui era scritto all’entrata del tempio di Apollo a Delfi, ossia: “conosci te stesso!”
Questa massima esortazione religiosa dei misteri antichi, ci sprona anche oggi nella nostra cultura materialista moderna a prendere coscienza della nostra interiorità umana e a esercitare l’uso del pensiero attraverso la conoscenza che l’Antroposofia quale cristianesimo rosicruciano rinnovato, può offrire oggi a qualsiasi persona di buona volontà che voglia percorrere la via verso il risveglio spirituale, di avere l’incontro con il suo Io superiore. Tramite la conoscenza della Scienza antroposofica l’uomo può oggi prepararsi tramite lo studio e gli esercizi spirituali, a sviluppare maggiormente il suo pensiero razionale-intellettivo trasformandolo in un pensiero immaginativo veggente in modo da trascendere la propria realtà terrena e andare oltre i sensi fisici, laddove può incontrare la sua vera realtà umana-divina superiore. Il Cristo Gesù stesso nel vangelo di Giovanni (Gv 10,34), rivolgendosi ai farisei disse loro che esiste nell’anima umana un frammento divino che l’uomo può autoconoscere in se stesso, quando questi purifica il suo cuore in modo che il Cristo possa entrare in lui e operi allo stesso modo che in S. Paolo, ossia: “Non sono più io che vivo, ma è il Cristo che vive in me” (Galati 2,20). Attraverso la coscienza cristica illuminata dalla forza dell’amore del Cristo, l’uomo può diventare cosciente del mondo dei defunti, cioè del mondo astrale e del mondo spirituale, (ciò dipende dal tipo di veggenza), prima di tutto incontrando la sua vera realtà dell’Io che è la nostra vera Individualità spirituale superiore, dove noi da soggetto, diventiamo oggetto, similmente a come quando guardandoci nello specchio, ci viene indietro la nostra immagine rispecchiata che non è altro l’immagine-oggetto di noi stessi, non reale, ma appunto un nostro riflesso. Per meglio dire se attraverso degli esercizi spirituali risvegliassimo con l’aiuto del Cristo l’antica veggenza spirituale ma in modo più cosciente, cioè diversamente dallo stato incosciente ottuso che avevamo anticamente quale dono divino degli Dei, ed entrassimo nel mondo astrale, incontreremmo per prima la nostra vera realtà dell’Io che ci apparirebbe quale essere pensiero tra altri esseri pensieri, di cui noi siamo soltanto un riflesso imperfetto nel mondo terreno. Prenderemmo coscienza cioè che siamo solo un’immagine rispecchiata di una realtà superiore spirituale che si riflette come in uno specchio nel nostro mondo e che similmente a una maya crea l’immagine di se stesso quale sintesi di tutte le sue vite vissute sulla Terra; un’immagine cioè imperfetta entro la quale opera e dirige la Personalità umana attraverso forze incoscienti verso l’attuazione del proprio destino karmico.
Sorge allora la domanda che già altri prima di noi si sono posti, ma che non è mai stato possibile come ora dare una risposta chiara e concreta, ossia: Chi siamo noi in realtà? Che cosa resta di noi dopo la morte cui mai nessuno è tornato indietro a rinfrancarci sull’esistenza di una nuova vita da morte a nuova rinascita? Sono domande che lacerano l’anima di una sofferenza animica che incute angoscia e paura, quando si avvicina inesorabilmente il momento in cui dobbiamo lasciare in questo mondo fisico, tutti quelli che abbiamo amato. La morte dunque annienta ogni nostra esperienza animica vissuta con loro nella nostra vita sulla Terra?
La teologia cattolica non possiede la conoscenza per rispondere a queste domande, in quanto rifiuta ogni rivelazione esterna che non avvenga nell’ambito interno della Chiesa cattolica; vale a dire che essa non riconosca mai alcuna rivelazione spirituale che possa avvenire al di fuori della sua istituzione gerarchica. Sta di fatto che la Chiesa cattolica dopo Bernardo di Chiaravalle (1090-1153) abate e teologo francese dell’ordine dei cistercense non ebbe più “Padri” della Chiesa; egli fu l’ultimo ad avere ancora una rivelazione da Gesù Cristo stesso sulla “piaga della spalla destra”. Il primo santo difatti, a venerare la ferita alla spalla di Cristo fu Bernardo di Chiaravalle che morì nel 1153. Ricevette questa risposta quando chiese a Gesù, quale fu la sua ferita più dolorosa ed Egli rispose dicendo:
“Io ebbi una piaga sulla spalla, profonda tre dita, e tre ossa scoperte per portare la croce: questa piaga mi ha dato maggior pena e dolore di tutte le altre e dagli uomini non è conosciuta. Ma tu rivelala ai fedeli cristiani e sappi che qualunque grazia mi chiederanno in virtù di questa piaga verrà loro concessa; e a tutti quelli che per amore di essa mi onoreranno con tre Pater, tre Ave e tre Gloria il giorno perdonerò i peccati veniali e non ricorderò più i mortali e non moriranno di morte improvvisa e in punto di morte saranno visitati dalla Beata Vergine e conseguiranno la grazia e la misericordia”. (Preghiera continua). (II. Continua)
Collegno, maggio 2022 Antonio Coscia
Note Integrative
3 L’evoluzione umana secondo la Scienza dello Spirito o antroposofia, si svolge attraverso sette “Stati di Coscienza Cosmici” o “Eoni Cosmici” che sono chiamati: “Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano”. Attualmente la Terra ha attraversato tre stati evolutivi cosmici di coscienza o possiamo anche dire “metamorfosi cosmiche”, e cioè: “Saturno, Sole, Luna e infine, il nostro eone Terra”. Saturno nacque come “Cosmo di calore” grazie al dono degli Spiriti della Volontà o Troni, dai quali nacquero gli Spiriti del tempo o Archai; mentre l’uomo passava attraverso uno stato di coscienza minerale, molto ottuso. Saturno (ossia il nostro sistema solare), si trasformò in “Cosmo eterico” sull’antico Sole cui si aggiunsero “l’aria e l’etere di luce”, quale dono degli Spiriti della Saggezza o Kyriotetes, dai quali nacquero gli Spiriti del Fuoco o Arcangeli; mentre l’uomo passava attraverso uno stato di coscienza vegetale, ottuso. Nel terzo eone o stato di coscienza dell’antica Luna, si trasformò in “Cosmo astrale” a cui si aggiunsero “l’acqua e l’etere del suono” grazie al dono degli Spiriti del Movimento o Dynameis, dai quali nacquero gli Angeli mentre l’uomo passava attraverso uno stato di coscienza animale, di sogno. Infine nel quarto eone o stato di coscienza terrestre, tutto il Cosmo spirituale si trasformò nella nostra Terra fisica grazie agli Elohim solari (Potestà o Spiriti della Forma) a cui si aggiunse l’elemento solido e il quarto etere, cioè “ l’etere di vita”, dai quali nacquero gli uomini ai quali come dire, fecero gocciolarono il loro Io nel corpo astrale, vale a dire nell’uomo-animale facendo sì che assumesse la verticalità e attraversasse l’evoluzione terrestre tramite la coscienza di veglia.
Occorre qui ricordare che i nomi scelti non sono riferiti ai pianeti attuali del nostro sistema solare, ma indicano soltanto il punto, dove si espandevano le sfere cosmiche dell’antico Saturno fino al pianeta Saturno attuale; l’antico Sole fino al pianeta Giove attuale e l’antica Luna fino al punto in cui è collocato il pianeta Marte attuale. Questi antichi sistema Planetari o sfere cosmiche, non vanno immaginate come il nostro sistema fisico solare attuale, ma come sfere spirituali cui nessun occhio fisico avrebbe potuto vedere, in quanto erano delle sfere spirituali costituite da solo calore, da “Etere di Calore” che abbiamo chiamato Saturno. Poi il tutto si trasformò in un sistema eterico e astrale, cui si aggiunsero le sostanze più grossolane, ossia l’aria e l’acqua, e, quelle più sottili, cioè l’etere di luce e l’etere del suono; infine nel nostro sistema solare e stellare, si aggiunse come sostanza più densa il solido e il minerale, e come sostanza più sottile o spirituale l’etere di vita. Soltanto dunque nel quarto stato di coscienza o eone cosmico terrestre il tutto si condensò nel nostro sistema solare attuale cui, si aggregarono insieme i quattro eteri: “Calore, luce, suono e vita”, che nell’Epoca Lemurica, con la cacciata dell’uomo dal paradiso terrestre, furono sottratti ad Adamo l’etere del suono e l’etere della vita, cui non è possibile aggiungere altro in questa nota. Possiamo solo aggiungere che i due eteri sottratti ad Adamo, ossia l’etere di vita e l’etere del suono, ci saranno dati nel momento in cui l’uomo avrà sviluppato l’anima cosciente, in modo da elevarsi a stati superiori di coscienza cosmici futuri che abbiamo chiamato: “Giove, Venere e Vulcano”.
Vedi anche in questo blog la nota 2. di 1.Note Integrative Antroposofiche).
4 L’anima razionale insieme all’anima senziente e all’anima cosciente sono le tre facoltà animiche umane tramite cui l’io inferiore si manifesta come pensare, sentire e volere. L’anima razionale è quella parte in cui opera maggiormente il pensare e ha la funzione di concettualizzare ogni forma esterna che le viene incontro tramite la sensazione; qui l’Io umano forma il nucleo dell’anima, attraverso cui egli cerca la verità contrapponendosi al mondo esterno da cui trarre le esperienze della vita, trasformandole in saggezza e amore per ogni disciplina che possa derivare dall’arte, dalla scienza e dalla religione. L’anima razionale, così come l’anima senziente e l’anima cosciente, può errare trascinato dal troppo “ego personale” egoista e quindi, comportandosi con dissennatezza, incoscienza, stoltezza o altre qualità negative che deve dominare e trasformare, può farlo solo accogliendo in sé l’Impulso del Cristo.
5 La Terra oltre all’evoluzione di sette stati di coscienza come citato nella nota 3, passa attraverso un’evoluzione molto complessa di sotto stati di coscienza che vengono chiamati stati di Vita, di Forma, di Epoche e Periodi di cultura. La cosa è in sé molto complessa che si può approfondire nel libro “La Scienza Occulta”; qui possiamo sintetizzare per quel che una nota ci permette di dire, dicendo che ogni stato di coscienza dobbiamo suddividerlo in sette stati di Vita; a sua volta ogni stato di Vita va suddiviso in sette stati di Forma, e che ogni stato di Forma va suddiviso a sua volta in sette Epoche e che infine, sette Epoche vanno suddivise in sette periodi di cultura. Se guardiamo la “Tavola 1” dell’articolo precedente e prendiamo in esame il nostro stato terrestre, vediamo che siamo attualmente nel 4° stato o eone terrestre, nel 4° stato di Vita, e nel 4° stato di Forma. In questo 4° stato di Forma siamo nella 5° Epoca Postatlantica e nel 5° periodo di cultura attuale anglo-tedesco. Se andiamo indietro nell’Epoca Lemurica, vediamo che abbiamo attraversato l’Epoca Polare e l’Epoca Iperborea dove il Cristo alla fine di quest’Epoca si separò dalla Terra e la Luna cui erano rimaste insieme, diversamente dagli altri pianeti separatisi già prima.
L’uomo in quell’antica epoca Iperborea era un essere simile al vegetale costituito da un corpo fisico di calore e da un corpo eterico. Dopo la separazione dal Cristo, l’uomo ricevette nell’Epoca Lemurica il corpo astrale, così da uomo-vegetale si elevò a uomo-animale e nella seconda parte dell’Epoca Lemurica ricevette dagli Spiriti della Forma o Elohim solari, il Vero Io6 o l’Adam Qadmon che Jahvè o Jehovah, il Dio lunare, continuando il lavoro degli Elohim solari elaborò e infuse in Adamo l’Io superiore; ciò è riportato nella Bibbia come i due alberi del Paradiso: “L’albero della Vita e l’albero del bene e del male.
6 Nell’uomo coesistono interpenetrandosi tre Io, di cui: il Vero Io o Scintilla divina, l’Io superiore e l’io terreno o inferiore; egli nulla sa degli altri due Io superiori che lo guidano e lo ispirano verso tutte quelle prove dolorose del destino della vita, secondo la legge karmica e della reincarnazione. Oltre all’io normale terreno umano, l’uomo ha quindi anche un «Io superiore divino» (dono degli Spiriti della Forma o Elohim), cui l’io inferiore è solo un’immagine, un riflesso di come quando guardandoci in uno specchio vediamo la nostra immagine rispecchiata, riflessa appunto. L’immagine che egli riflette nell’ambito terreno è la sintesi di tutte le personalità umane vissute in tutte le incarnazioni terrene in personalità sempre diverse, nelle quali acquisì le facoltà morali e spirituali di cui egli manifesta come sintesi nell’ultima Personalità terrena. Questo nucleo divino – umano o «Individualità» superiore, è sempre lo stesso, non cambia, ma si evolve e si arricchisce appunto delle facoltà umane acquisite durante le diverse esperienze delle vite terrene assunte dalle diverse personalità umane in ogni vita. Perciò la Personalità umana che egli manifesta e rinnova in ogni vita terrena, è la sintesi o l’estratto spirituale superiore raggiunto durante le vite precedenti, e inoltre porta in sé, un concentrato animico imperfetto delle azioni negative compiute sulla Terra da ogni singola “Personalità umana”, che la Scienza antroposofica chiama karma e che l’Io terreno deve compensare attraverso prove dolorose. Questo destino doloroso è dunque voluto e ispirato dall’Io superiore, di modo che l’Io terreno possa elevarsi e sviluppare in sé le giuste facoltà morali che un giorno faranno sì che possa raggiungere quella perfezione che gli darà modo di congiungersi di nuovo alla sua immagine divina superiore. Va detto che è soltanto l’Io o l’Individualità spirituale superiore che decide di incarnarsi; egli non scende mai nel mondo fisico ma resta nel mondo astrale superiore, dove dirige l’immagine umana quale immagine-specchio di sé nel mondo terreno guidandola verso il quel destino che può essere più o meno doloroso secondo l’imperfezione dell’io inferiore.
Al di sopra dell’ «Io superiore», Rudolf Steiner ci svela l’esistenza di un «Io» ancora superiore che possiamo definire un «Entità superspirituale» il quale, è il «vero nocciolo» di tutto l’essere umano e che la Scienza antroposofica chiama, “vero Io o Scintilla divina”. Rudolf Steiner menziona pochissime volte questa parte costitutiva umana, Egli difatti, ne parla in una conferenza tenuta a Bologna e in alcune pagine del libro «Sulla Via Dell’Iniziazione», dove alla fine sintetizza il concetto del vero Io in questo modo:
«L’uomo porta in sé un “vero Io” che appartiene a un mondo sopraspirituale. Nel mondo dei sensi [fisico] questo “vero Io” è come nascosto dalle esperienze del pensare, del sentire e del volere. Perfino ancora nel mondo spirituale l’uomo acquista coscienza di questo “vero Io” soltanto estirpando in sé i ricordi di quanto può sperimentare mediante il suo pensare, sentire e volere».
(Sulla via dell’Iniziazione O.O. n.12 – La soglia del mondo spirituale, pag. 190 -194).
