L’esperienza dell’uomo durante la vita da morte a nuova nascita III

Immagine rappresentativa dell’anima dopo la morte

Dall’altro lato, dal lato spirituale, guardando indietro al momento della morte, essa appare di continuo come la vittoria dello spirito, come il faticoso liberarsi dello spirito dal corpo fisico. Questo evento spirituale sublime accende in noi quella che dopo la morte è la nostra coscienza dell’io. Per tutto il periodo tra morte e rinascita  abbiamo una coscienza dell’io non soltanto simile a quella che abbiamo qui  nella vita fisica, ma l’abbiamo persino in un senso molto più elevato; (“L’evento della morte e i fatti del dopo-morte”, O.O. 168).     Rudolf   Steiner

L’esperienza dell’uomo durante la vita da morte a nuova nascita III

Per rispondere alle domande postaci sul significato della nostra esistenza e sul mistero della morte umana, occorre che prendiamo consapevolezza prima di tutto della nostra costituzione umana, animica e spirituale, in modo da capire che cosa resta di noi dopo la morte. Il pensiero materialista moderno crede che l’uomo sia un essere fisico complesso formato da miliardi di cellule fisiche che aggregandosi tra loro formano tutta la struttura solida, liquida, gassosa e nervosa dell’uomo, attraverso cui si manifesta la mente o psiche umana, quale essenza o “anima” individuale, cui fa di ogni essere, un individuo a sé. Il pensiero teologico non va molto più oltre, asserendo che l’uomo è un essere costituito di corpo e anima e che l’anima a sua volta ha un quid spirituale più sottile donato da Dio durante l’atto creativo sessuale tra maschio e femmina, cui eleva spiritualmente l’uomo a un livello superiore del singolo animale. Se così fosse, resterebbe ben poco dell’uomo dopo la morte! In realtà l’uomo va visto come un essere fisico-animico e spirituale molto complesso, un microcosmo quale riflesso del macrocosmo entro il quale operano gli Dei e l’uomo celeste superiore creato dall’insieme dei sette Elohim creatori solari e dalla collaborazione di tutte le gerarchie divine spirituali, dai Serafini fin giù alla sfera degli Angeli.

Nel primo capitolo della Bibbia è scritto che Dio, ossia il complesso dei sette Elohim solari appartenenti alla seconda gerarchia delle Potestà (Spiriti della Forma o Exusiai, secondo la nomenclatura antroposofica o greca), dopo aver collaborato singolarmente alla creazione del nostro universo, per creare l’uomo occorreva loro qualcosa in più di come avevano fatto finora separatamente con l’aiuto delle gerarchie superiori; essi come dire devono fare di più, devono elevarsi verso quell’altezza vertiginosa oltre lo Zodiaco, in modo da ricevere aiuto dal mondo divino che opera al di sopra dei Serafini. Devono per questo unirsi insieme e, in una perfetta sintesi armonica, trascendere loro stessi per chiedere aiuto alla Divinità Trina, a quell’Essere inaccessibile per qualsiasi intelletto umano e che nell’esoterismo cristiano è chiamato per antonomasia “Dio Padre”7, il quale possiamo solo presagire la Sua esistenza giacché nessun iniziato per quanto possa essere evoluto chiaroveggentemente, può toccare la Sua sfera macrocosmica esistente oltre le Stelle fisse dello Zodiaco. Cosicché dalla loro unione nacque un essere spirituale superiore, una specie di “alter ego” settemplice che Rudolf Steiner nel libro “Genesi” O.O. 122, chiama Elohimità8; un essere “sobornico” molto complesso, costituito spiritualmente di ogni singolo Elohim. Rudolf Steiner a pag. 118, continua dicendo che i sette Elohim solari tramite il loro alter ego possono ora operare elevandosi in modo unitario fino a quella sfera altissima divina, là dove attraverso un processo molto complicato l’unità degli Elohim  poté accogliere dalla sfera della “Parola cosmica” un frammento del fuoco divino creatore, una pura essenza divina – spirituale che nella Scienza antroposofica è chiamato “Scintilla divina” o “Vero Io” il quale è il vero nucleo spirituale dell’uomo celeste macrocosmico superiore della natura umana.  Per meglio dire, dal mondo o sfera della “Parola cosmica creatrice” esistente di là dallo Zodiaco o mondo stellare, i sette Elohim solari tramite il loro alter ego che, a suavolta, entrò in relazione con un altro essere9 sobornico a lui superiore molto complesso, accolsero un frammento del fuoco divino dalla Divinità Trina del nostro sistema solare, cioè un “Io” divino macrocosmico che nella Cabala ebraica (Qabbālāh) è chiamato Adam Qadmon o Kadmon, l’Uomo del principio, l’essere ancestrale androgino proveniente appunto dal mondo della Parola o Logos creatore, cioè dalla stessa sfera cosmica da cui proviene il “Cristo”. Pertanto tra il Cristo quale “Logos superiore” e il Vero Io umano quale “logos inferiore”, esiste un’affinità spirituale cui rese possibile al Cristo durante gli eventi di Palestina di congiungersi con l’Io umano e d’incorporarsi per tre anni negli involucri animici-corporei di Gesù di Nazareth. Quest’aspetto creativo del primo uomo androgino da parte degli Elohim solari, lo troviamo nel primo versetto della Bibbia, là dove il complesso degli Elohim non opera più singolarmente ma operano insieme essendosi essi evoluti a una coscienza unitaria superiore, come menzionato. Ora possono creare l’uomo secondo la loro immagine, secondo la loro somiglianza androgina maschio-femmina, come riportato dal primo capitolo della genesi:

«E Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare … Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò» (Gen. 1,26-27)».

Grazie alla Scienza dello Spirito o antroposofia, possiamo cercare di capire questo capitolo biblico dicendo che Dio, ossia il complesso dei sette Elohim solari, creano un essere macrocosmico spirituale cui non può che essere un’immagine eterica asessuata androgina nella quale si rispecchiano e che poi da questa, l’Eloah lunare Jehovah o Yahveh crea il secondo uomo, una seconda progenie umana formata dalla “polvere lunare”.  Nel secondo capitolo biblico leggiamo:

«Allora il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente» (Gen. 2,7).

Questa polvere o materia lunare con la quale il Signore Dio (il quale secondo Rudolf Steiner non è altri che l’Elohimità creata dall’insieme degli Elohim solari, cioè Jahve-Elohim) riveste la seconda progenie adamitica, è rappresentata da Adamo10 l’archetipo dell’umanità. Dobbiamo però pensare che l’uomo formato dall’Eloah lunare Yahveh (Signore Dio), non ha ancora una forma solida come qualcuno potrebbe pensare, ma è una forma spirituale astrale maschio-femmina, un androgino astrale proveniente dalla prima generazione androgina – eterica creata dagli Elohim solari, vale a dire l’immagine androgina archetipica del primo uomo celeste solare che abbiamo chiamato Adam-Kadmon. La polvere lunare con la quale Jahve-Elohim plasmò il secondo uomo  di terra  Adamo, era costituita da quelle forze lunari di quando ancora Terra e Luna erano insieme e che Jehovah o Yahveh dovette poi separate perché indurivano troppo la forma umana. Pertanto l’umanità  durante l’Epoca Lemurica passò attraverso una crisi profonda di spopolamento che la maggior parte delle anime umane furono costrette a emigrare come loro dimora provvisoria, su altri pianeti. Ciò fu a causa del Cristo che alla fine dell’Epoca Iperborea quando Sole, Terra e Luna erano ancora uniti, dovette separare il Sole dai due pianeti con le sostanze e le Entità più pure, per il fatto che questi avevano un’evoluzione più rapida degli Dei lunari e degli uomini terrestri che al contrario, era più lenta. Con l’uscita però del Sole le forze lunari rallentavano troppo l’evoluzione degli uomini, fino a causare una fase discendente in cui l’umanità scese di livello spirituale abbassandosi fino a orrende forme astrali bestiali che col tempo causarono un indurimento, una specie di mummificazione dei corpi umani non più idonei alle incarnazioni delle anime umane cui moltissimi di loro dovettero appunto ripiegare fino ai tempi migliori, sugli altri pianeti del nostro sistema planetario. Soltanto una coppia (Adamo ed Eva) insieme a un altro gruppetto di uomini più evoluti e resistenti, riuscirono a sopportare l’indurimento delle forze mummificatrici lunari e a superare la crisi cosmica, scongiurando così il pericolo dell’estinzione della forma umana dalla Terra. Ciò durò fino a che Jahve-Elohim dovette separare durante l’Epoca Lemurica la Luna dalla Terra, portando con sé tutte le Entità angeliche lunari e altri Dei a Lui sottoposte. Così fu possibile ripopolare la Terra fino a che verso la metà dell’Epoca Atlantica, tutte le anime rifugiatesi sui diversi pianeti all’intorno del nostro sistema planetario, fecero di nuovo ritorno in corpi umani terrestri; grazie anche all’intervento del Cristo che durante l’Epoca Lemurica poté ristabilire l’equilibrio tra Sole, Terra e Luna, servendosi della pura anima di Adamo non ancora toccata dall’influsso di Lucifero.

Occorre dire che anche nell’Epoca Atlantica degli occhi fisici umani non avrebbero potuto vedere nulla di tutto ciò che è stato fin qui descritto, giacché l’uomo era costituito ancora di una materia sottile spirituale eterica fino al secondo terzo dell’Epoca Atlantica, fino a quando cioè la materia eterica si addensò con la cenere o polvere lunare rimasta sulla terra che così diventò un po’ più solida, cioè poco prima che avvenisse la catastrofe di Atlantide, cui nella Bibbia è descritto come il “Diluvio Universale”. Nei primi periodi dell’Epoca Atlantica, l’uomo atlantideo era costituito ancora da un corpo fisico non ancora consolidato, per certi versi ancora molle e bisessuato, per cui solo verso la metà dell’Epoca Atlantica verranno a formarsi le due correnti umane unisessuate maschio e femmina, col fatto che si erano formati quattro ceppi o archetipi principali umani dovuto all’attività particolare su di una loro singola parte corporea o animica. Là dove l’anima umana era più attiva, assunse delle forme eteriche animali che non hanno nulla a che vedere con gli animali di oggi che sono solo delle caricature degenerate. Per cui le anime che erano più attive nel corpo fisico, assunsero un corpo eterico animale simile al “Toro”; dove erano più attive nel corpo eterico, assunsero la forma animale del “leone”; dove erano più attive nel corpo astrale, assunsero la forma simile all’aquila, e là dove era più attivo l’Io, assunsero la forma più evoluta di “uomo”. Pertanto quasi alla metà dell’Epoca Atlantica, questi quattro ceppi archetipici si unirono in due correnti principali maschile e femminile, di cui la corrente che era più attiva nel fisico (Toro) assunse la forma maschile, mentre quella più attiva nell’eterico (Leone) assunse la forma femminile. Questo fatto è riportato nel secondo capitolo della Bibbia là dove avvenne la separazione dei sessi:

«Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull’uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto.  Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo. Allora l’uomo disse: «Questa volta essa è carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa. La si chiamerà donna perché dall’uomo è stata tolta» (Gen 2,21-23)».

Anche qui non possiamo pensare che la donna venga separata da Dio con un bisturi dal costato dell’uomo, qui la Bibbia usa delle immagini allegorie alfine di celare un fatto cosmico che può essere compreso solo attraverso delle forze chiaroveggenti. Difatti, questo fatto avviene quando l’uomo è ancora nel mondo astrale cui Adam-Eva sono ancora un’unità androgina che durante questa lunghissima terza Epoca Lemurica terrestre, cominciano a separarsi; ciò durerà fin circa la metà dell’Epoca Atlantica. La superiorità dell’uomo nei confronti della donna nei diversi secoli passati e per certi aspetti ancora tuttora, fu dovuta quindi all’incomprensione spirituale dei traduttori biblici, i quali hanno causato per millenni che la donna fosse bistrattata, trattata male dal potere del maschio perché portato a credere che fosse qualcosa di suo dominio, giacché fu plasmata da una sua parte inferiore. Qui la Bibbia parla che la costola venne tolta all’uomo, cioè Adamo, quale rappresentante della quarta gerarchia umana e non a un maschio comune della specie umana. La parola “Uomo” ha la stesso significato delle nove potenze gerarchiche superiori angeliche, che vanno dai Serafini fino agli Angeli e in ultimo l’Uomo, vale a dire che l’Uomo è parte della decima gerarchia spirituale umana. L’uomo, ossia il maschio, animicamente non è dunque per nulla superiore alla donna cioè la femmina, ma essi formano sul piano fisico l’unità maschio-femmina quali discendenti o rappresentanti dell’originaria “umanità” antica quale immagine eterica androgino creato dagli Dei solari e perfezionato dal Dio lunare Jehovah, quale androgino astrale fino alla separazione dei sessi durante i periodi dell’Epoca Lemurica e di quella Atlantica, come citato. Nel secondo capitolo biblico questo fatto viene riportato in un’immagine che ha causato tanto contrasto e dolore nell’ambito della vita sociale tra i due rappresentanti umani, che in realtà la differenza tra loro due sta solo nella loro forma corporea umana, in quanto che la forma unisessuale femminile si formò come abbiamo visto, solo dopo alcuni millenni da quella unisessuata maschile. Pertanto dobbiamo pensare che solo la forma fisica femminile è meno evoluta di quella maschile, in quanto apparve dopo, ciò però non vale a livello animico interiore giacché una donna può essere di livello spirituale-animico molto più superiore di quello interiore di un uomo. Ciò dipenderà dalle facoltà spirituali interiori che ognuno ha sviluppato durante le sue vite terrene, una volta come uomo (maschio) e una volta come donna (femmina), giacché l’evoluzione umana procede difatti, a fasi alterne, una volta c’incarniamo come maschio e una volta come femmina. Dobbiamo sapere che l’anima umana (astrale) di per se stessa non è né maschio né femmina, ma è androgina, per cui quando s’incarna e si unisce maggiormente al corpo fisico terreno, esternamente si manifesta come maschio, mentre nel corpo eterico è femmina; al contrario invece, quando l’anima non entra completamente nel corpo fisico, esternamente si manifesta come femmina, mentre nel corpo eterico è maschile. Per questo il mondo femminile è più sensibile al mondo dello Spirito, giacché non penetra completamente nel corpo fisico, mentre la sua forza vitale è superiore a quella dell’uomo per il fatto  che nell’eterico è maschile per cui è più longeva, e vive di conseguenza più a lungo  dell’uomo!  (III. Continua).

Collegno,   luglio  2022                                              Antonio    Coscia

Note Antroposofiche

7    Nell’esoterismo cristiano “Dio Padre” è situato oltre le gerarchie spirituali di là dallo Zodiaco o Stelle fisse. È un essere talmente altissimo che nessun chiaroveggente per quanto sia elevato può riuscire a toccare quella sfera presagita e sconosciuta della Divinità Trina.  Gesù pronunciò diverse volte il nome del Padre nei suoi commenti con i sacerdoti farisei che confusi, non riuscirono mai a comprendere a che cosa volesse riferirsi con la parola “Abba” (Padre), giacché non si riferiva né agli Elohim, né al Signore Dio Jehovah creatore dell’uomo, né al Dio Altissimo sumerico di Melchisedec. In realtà il Cristo parlava del “Principio” superiore dell’Uomo Spirito al quale l’umanità doveva imparare a conoscere grazie al “Principio” del “Figlio” rappresentato dal Cristo in Gesù di Nazareth, quale “principio microcosmico” esistente nell’uomo come anima divina superiore, ossia il “Sé spirituale o Manas, lo spirito Vitale o Budhi e l’Uomo spirito o Atma”.  Nella preghiera del “Padre Nostro” è nascosto il mistero cristiano del principio dell’uomo superiore e quello dell’uomo inferiore, attraverso cui l’Io superiore e inferiore dell’uomo possono evolversi attraverso la purificazione ed evoluzione della natura inferiore in quella superiore, nel prendere coscienza attraverso l’Impulso del Cristo.

8    Rudolf Steiner nel libro menzionato O. O. 122, dice che l’Elohimità  creato dagli Elohim, non è altri che il Signore Dio o l’Eloah lunare Jehovah o Yahveh biblico, il quale  crea Adamo quale seconda generazione androgina astrale proveniente dalla prima generazione dell’uomo androgino di calore-eterico superiore, creato dai sette Elohim solari. Jahve-Elohim è un essere formato da una singola parte di ogni Elohim, per cui mentre gli Elohim solari continuano nel settimo giorno (ossia ciò che nella Bibbia è detto come giorno di riposo di Dio) la loro evoluzione a stati più alti di coscienza, Jahve-Elohim viene sacrificato nell’ambito lunare (cioè quell’ambito che comprende Luna, Mercurio e Venere) là dove, come Dio lunare ha diversi compiti tra i quali quello di creare la seconda progenie umana terrena. Quando fra diversi millenni dopo aver riunito di nuovo alla Terra prima la Luna e poi dopo il Sole, Egli si riunirà di nuovo con i suoi fratelli divini solari a stati più elevati di coscienza cosmica e macrocosmica.

9    Nel libro “Le Entità spirituali nei corpi celesti e nei regni della natura” O.O. 136, Rudolf Steiner ci parla dell’esistenza di esseri divini spirituali  che sono costituiti da Entità divine al posto  di arti cosmici come le altre gerarchie divine  che vanno dagli Angeli fino alle gerarchie superiori del nostro sistema planetario. Egli facendo un’analogia con l’uomo che come sappiamo ha sviluppato sinora il corpo fisico, il corpo eterico, il corpo astrale, l’anima senziente, l’anima razionale e nell’epoca attuale l’anima cosciente, anche questi esseri sviluppano degli arti spirituali macrocosmici. Per cui al posto del corpo fisico  hanno uno Spirito della Forma o Elohim, al posto del corpo eterico hanno uno Spirito del Movimento o Virtù,  al posto del corpo astrale hanno uno Spirito della Saggezza, al posto dell’anima senziente hanno uno Spirito della Volontà o Trono, al posto dell’anima razionale hanno uno Spirito dell’Armonia o Cherubino e al posto dell’anima cosciente, hanno uno Spirito dell’Amore o Serafino. E come l’uomo anela a unirsi alla sua essenza divina superiore, cioè il Manas, il Budhi e l’Atma, così questi esseri anelano a unirsi alla Divinità Trina superiore.

10    Adamo è il nome italianizzato dell’archetipo dell’umanità che viene rivestito da Jehovah con la polvere lunare terrestre, il suo significato etimologico vuol dire “Uomo”, ed essendo tratto dalla terra da Jahvè, significa anche “uomo tratto dalla terra”. Il suo significato biblico vuole comunque indicare la specie umana, ossia l’umanità androgina spirituale pre-terrestre che dall’Epoca Lemurica all’Epoca Atlantica si divise in “maschio e femmina”. Pertanto, quando nella Bibbia è menzionata la parola “uomo”, non è riferita al semplice “maschio” umano, ma a tutta l’umanità che è formata da esemplari maschi e femmine. Adamo, difatti, ha un doppio aspetto, sia quello di essere il primo uomo androgino creato dagli Elohim solari maschio-femmina e sia, quello di essere il secondo uomo androgino maschio-femmina plasmato nel paradiso terrestre e separato da Jahvè, cui dopo la tentazione viene coperto da tuniche di pelle e avviato verso l’incarnazione terrena. La Bibbia esprime un fatto cosmico spirituale in immagini grandiose, dietro di cui nasconde un fatto reale avvenuto dopo che il Signore Dio o Jahve-Elohim, fa fluire il principio superiore dell’Io nel corpo astrale dell’uomo-animale come menzionato e che sarà maggiormente approfondito nel prossimo articolo.  Possiamo ancora sintetizzare come l’uomo o l’umanità si sia formata ed evoluta per quanto possa essere detto in una nota, in modo da farci un’immagine di come si siano formati gli involucri di cui Adamo è formato e plasmato da Jahvè. Adamo o l’umanità ha avuto inizio tre incarnazioni o stati di coscienza passati della nostra Terra che chiamiamo Saturno, Sole e Luna, come spiegato nella nota (3) dell’articolo precedente dove si formarono due correnti umane, una superiore cioè “Atma, Budhi e Sé spirituale”, e un’inferiore “fisico (calore), eterico e astrale”.  Per cui la prima disposizione del germe spirituale del corpo fisico nacque dal sacrificio dei Troni sull’antico Saturno come corpo o archetipo spirituale di calore (Fantoma), mentre la coscienza umana attraversava uno stato ottuso simile al minerale. Il corpo o l’archetipo spirituale eterico nacque dal sacrificio delle Dominazioni (Kyriotetes), durante l’evoluzione sull’antico Sole, la cui coscienza umana attraversava uno stato di sonno senza sogni simile al vegetale. Il corpo o l’archetipo spirituale astrale umano nacque dal sacrificio delle Virtù (Dynameis), durante la terza incarnazione planetaria che chiamiamo antica Luna, la cui coscienza umana attraversava uno stato di sogno simile all’animale; l’uomo, pertanto, sull’antica Luna era un essere umano-animale formato da un “corpo di calore, un corpo eterico e un corpo astrale”, cui nel corpo astrale venne alla fine dello stato lunare inglobato il germe dell’anima senziente e dell’anima razionale. Quando poi l’uomo riapparve durante l’Epoca Lemurica dello stato terrestre, era formato da due correnti animiche-spirituali di cui, una superiore formata da “Manas-Budhi-Atma”, la quale era separata ancora nel grembo degli Elohim solari e, l’altra inferiore formata da “calore-eterico-astrale” a cui venne aggiunto il germe delle tre facoltà animiche, cioè l’anima senziente, l’anima razionale e l’anima cosciente. A quel  punto gli Dei solari o Spiriti della Forma fecero fluire il loro arto più basso, cioè l’Io, cui l’uomo acquistò la stazione eretta elevandosi dal regno animale-uomo al  regno umano superiore; nella Bibbia questo fatto è menzionato in immagine laddove  il Signore Dio ossia Jahve-Elohim,  plasmò l’uomo con polvere lunare e alitò in esso la vita divina, cosicché l’uomo divenne un essere vivente superiore agli altri due regni della natura che erano stati formati prima,  vale a dire il vegetale e l’animale. 

 «Allora il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente» (Gen 2,7).

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