
«Anticamente gli uomini potevano elevare verso gli Dei soltanto olocausti simbolici. Nel futuro gli uomini eleveranno verso gli spiriti [divini] correnti d’amore, e dal sacrificio d’amore qualcosa scenderà di nuovo verso il basso: affluiranno agli uomini forze superiori che, dirette dal mondo spirituale con una potenza sempre più grande, interverranno attivamente nel nostro mondo fisico. Queste saranno allora forze magiche nel vero senso».
Rudolf Steiner, Amburgo 28 maggio 1910
Rudolf Steiner faceva il guaritore ? III
Alla fine dell’articolo precedente ci siamo chiesti se quei guaritori psichici o magnetizzatori (pranoterapisti) possono nei loro processi di guarigione, accogliere in loro anche la causa karmica che determina l’imperfezione nell’Io inferiore. Nell’antico periodo8 dell’anima razionale (747 a.C. – 1413 d.C.) sarebbe stato più facile rispondere a questa domanda, giacché l’Io umano, non aveva ancora quel carattere autonomo e libero come lo è oggi nel nostro quinto periodo dell’anima cosciente (1413 – 3573), in cui l’Io terreno ha la tendenza a svincolarsi da qualsiasi autorità istituzionale sia essa religiosa o altro, che tenda a reprimere la libera espressione della volontà umana. Pertanto, è difficile e complesso dare una risposta esaustiva, giacché riguarda lo sviluppo e l’elevazione individuale della coscienza morale di ogni singolo individuo umano che va perfezionandosi nel cammino dello sviluppo dell’anima cosciente. Nel libro “Le Manifestazioni del karma” (op. cit.), Rudolf Steiner cita alcuni esempi karmici su questo tema nella quarta conferenza, spiegando alcuni casi in cui l’Io inferiore, cerca attraverso il superamento di alcune malattie epidemiche, il perfezionamento del suo Io cosciente terreno. Egli menziona due casi, dove nel primo siamo di fronte a un Io umano troppo debole, cui durante la vita da morte a nuova nascita, durante il periodo in cui permane nel kamaloka9, immetterà nella parte del suo subcosciente la tendenza a cercare nella prossima incarnazione il pareggio karmico tramite ostacoli che gli si contrappongano cercando quelle occasioni in cui potersi esporre a una malattia contagiosa, quale il colera. L’altro caso è invece una Personalità umana troppo forte che nella vita precedente continuò a compiere azioni egoiste troppo incentrate su se stesso, cui ha bisogno di sviluppare quelle forze morali che possano frenarlo. Nel libro citato Rudolf Steiner spiega che:
«Ciò determinerà in lui … nella prossima incarnazione, qualcosa mediante il cui superamento egli compirà delle azioni che possono effettuare un compenso a certe azioni della sua vita precedente. Questo avviene particolarmente con quella forma di malattia che oggi conosciamo come difterite, una malattia che in molti casi si manifesta quando è presente una disposizione karmica, dovuta al fatto che la persona in questione si era precedentemente espressa nella vita in modo da agire spesso movendo da ogni sorta di eccitazioni, passioni, e così via” (Ibidem, pag. 83-85).
E più avanti a pag. 91 egli continua dicendo:
«Vediamo dunque in tal modo come agisca il karma nella malattia, e come esso agisca per il superamento della malattia. Ora non apparirà più incomprensibile che nel karma risieda la guaribilità o l’inguaribilità di una malattia. Se ci rendiamo conto che lo scopo, lo scopo karmico dell’ammalarsi, è di far progredire e di rendere più perfetto l’uomo allora il presupposto è che quando l’uomo, secondo la ragione che egli porta con sé dal kamaloca nell’ingresso di una nuova esistenza, incorre in una malattia, sviluppa allora le forze curative che significano irrobustimento della sua interiorità e possibilità di arrivare più in alto» (Ibidem).
Stando all’affermazione di Rudolf Steiner, se dunque un Maestro dello spirito o un guaritore psichico prendesse su di sé il karma che ha reso più imperfetto il soggetto malato, non potrebbe in tal modo evitargli la possibilità di sviluppare e superare con le sue forze il corso epidemico della malattia in modo da riequilibrare la sua imperfezione? Per cui il suo subcosciente non potrebbe di conseguenza spingerlo in tal modo verso un nuovo effetto karmico, laddove possa trovare attraverso un nuovo ostacolo il compenso per la sua azione riprovevole della vita precedente, cosicché sviluppi le forze morali che gli necessitano per non commettere più lo stesso errore? Difficile dirlo. Solo un Maestro chiaroveggente potrebbe rispondere. Possiamo tuttavia pensare che in linea di massima un Maestro spirituale o un taumaturgo che comprenda l’essere umano nel suo essere corporeo, animico e spirituale, possa sì aiutare una persona malata accogliendo in sé per amore quegli impulsi luciferici e arimanici che provocano il guasto animico ristabilendo così la salute nella persona malata, ma l’amore non può rimuovere l’imperfezione karmica. A volte i veri Maestri dello spirito, si limitano a consigliare (quando richiesto), quelle vie di conoscenza che possono dare la possibilità di comprendere la missione della “legge karmica”10 che opera nell’uomo, in modo da prendere coscienza dell’effetto karmico della malattia. Neanche il Cristo, rimosse l’azione karmica di adulterio della Maddalena salvandola sì dalla lapidazione del popolo ebraico, ma non dal giudizio morale karmico che Egli scrisse come causa nella Terra per aver commesso l’errore di adulterio, il cui effetto karmico si sarebbe poi presentato come pareggio nella sua prossima vita terrena. Ciò è avvalorato dalle stesse parole del Cristo dove nel Vangelo di Matteo Egli dice:
« Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento» (Mt 5,17).
Vale a dire che Egli non venne per togliere il karma umano affinché l’uomo non potesse più ammalarsi, ma per modificare la vecchia legge mosaica che non era più idonea all’umanità che andava cambiando, assumendo Egli stesso ora il giudizio karmico che quale aspetto del nuovo cristianesimo, ha iniziato a manifestarsi solo dal 1930 in poi, per coloro che accolgono l’Impulso del Cristo11 secondo l’insegnamento della Scienza dello Spirito o antroposofia. Pertanto, può accadere che se in questa vita commettiamo un’azione cosciente malvagia, è possibile che nella prossima incarnazione l’effetto della nostra azione malvagia, possa manifestarsi negli arti corporei o nel nostro metabolismo, essendo questi in relazione con la nostra volontà. Per cui possiamo pensare che quest’azione cattiva che ha reso il nostro Io terreno più imperfetto possa di conseguenza manifestarsi come malattia articolare, ossia con una degenerazione artropatica dei nostri arti superiori o inferiori, o in quelle parti che possa compromettere il nostro metabolismo umano. L’atto d’amore che un Maestro spirituale o un taumaturgo elevato dovesse compiere nei nostri riguardi, potrebbe guarire la nostra malattia artropatica o il nostro metabolismo, ma non possono ripristinare la nostra imperfezione che quale predisposizione malvagia è presente nella nostra anima come brama o desiderio egoista, cui il nostro Io non riesce a dominare. Perciò, per trovare il giusto equilibrio tra la guarigione e la nostra imperfezione animica, occorre che avvenga in noi anche un risveglio spirituale, dove dedicando una parte del nostro tempo allo sviluppo della vita animica e spirituale, possiamo purificare la nostra anima (il corpo astrale), rafforzando così le nostre facoltà umane, cioè il pensare, il sentire e il volere che sono le espressioni del nostro Io cosciente. In questo modo possiamo ripristinare la nostra imperfezione morale avendo conquistato la forza spirituale tramite la quale possiamo ora trasformare il nostro egoismo e le nostre brame di potere, elevando così la nostra coscienza morale in modo da non commettere più la stessa malvagità.
Su questo tema dell’amore che non toglie né crea il karma soggettivo, Rudolf Steiner ne parla in modo più profondo nel libro “L’amore e il suo significato per il mondo” O.O. n. 143, dove da un estratto leggiamo:
«… Col karma intendiamo ciò che in una vita è causa e ha il suo effetto nella vita successiva. Nel senso di causa ed effetto noi non possiamo parlare di amore, non nel senso di un atto di amore e del suo compenso. Si tratta di un fare e di un compenso per quel che si è fatto, ma questo non ha nulla a che fare con l’amore: gli atti d’amore sono tali che non cercano il loro compenso nella vita successiva. Pensiamo ad esempio di lavorare e perciò di guadagnare. Però può anche essere diverso, vale a dire che si lavori senza alcuna gioia, perché non si lavora per uno stipendio ma per pagare debiti. Possiamo immaginare che si sia già usato quel che ora si guadagna col lavoro. Si preferirebbe non avere debiti, ma così si deve lavorare per pagare i debiti. Trasferiamo ora questo esempio alla nostra generale azione umana: tutto quel che facciamo per amore, è paragonabile a quando paghiamo i debiti! Visto occultamente tutto quel che avviene per amore non comporta una paga, ma è compenso per beni già usati. Le uniche azioni per le quali nel futuro non avremo nulla, son quelle che compiamo per autentico, vero amore. Di questa verità ci si potrebbe spaventare. Per fortuna la gente, nella sua coscienza normale non ne sa nulla. Però nel subcosciente lo sanno tutti gli uomini, e perciò fanno così malvolentieri azioni di amore. Questa è la ragione per cui vi è tanto poco amore nel mondo. Gli uomini sentono istintivamente che dalle loro azioni d’amore nulla avranno in futuro per il loro io. Un’anima deve essere già molto avanzata nel suo sviluppo, per aver piacere nelle azioni d’amore dalle quali essa stessa non riceve nulla. L’impulso a questo non è forte nell’umanità; ma dall’occultismo si possono certo acquistare anche forti impulsi per le azioni d’amore. Per il nostro egoismo nulla abbiamo dalle azioni d’amore, ma tanto più ne ha il mondo» (Zurigo, 17 dicembre 1912, pag. 9-10).
Rudolf Steiner era una Personalità colma di amore, di quell’amore incondizionato che operava e agiva in tutte le anime che incontrassero il suo sguardo severo ma benevolo, quale iniziato del Cristo; non per questo però possiamo dire che fosse un guaritore di professione o, sotto qualsiasi aspetto di taumaturgo psichico lo si voglia vedere. Egli era un Maestro di vita, il cui compito non era quello di guarire le malattie endemiche umane, ma di guarire l’anima umana che stava in parte deviando verso il baratro del materialismo demoniaco arimanico e dall’altro, verso una credenza religiosa luciferica dei mondi spirituali dovuto al cattivo uso della conoscenza spirituale di alcune anime medianiche, quale Allan Kardec, le sorelle Fox, e altri, tra cui la stessa Elena Petrovna Blavatsky, la fondatrice della Società Teosofica. Egli con l’aiuto di altri Maestri di saggezza tra i quali il Maestro Gesù e Cristian Rosenkreutz, introdussero la vera conoscenza dei mondi dello spirito in modo da rinnovare sia i misteri antichi iniziatici sia il vero cristianesimo delle origini ormai trasformatosi attraverso i secoli con l’inizio del Costantinismo del quarto secolo, in una teologia arimanizzata, un sincretismo degenerato quale ombra delle antiche culture religiose del paganesimo, ebraismo e romanesimo dei primi secoli dell’impulso cristiano. Rudolf Steiner assunse su di sé durante il convegno di Natale del 1923-4, il karma della Società Antroposofica e il karma oggettivo negativo sul cattivo uso della conoscenza antroposofica da parte di antroposofi che non hanno ancora del tutto compreso l’Antroposofia nella sua vera essenza spirituale di “Entità divina” colma d’amore. Vale a dire quando gli antroposofi compiono degli abusi attraverso la conoscenza antroposofica commettendo quegli errori a fini egoistici, cioè quando l’Antroposofia è accolta ed espressa freddamente per dominare il pensiero altrui facendo così emergere la propria arroganza intellettuale. Per meglio dire, tutte le volte che abusiamo della Scienza dello Spirito con arroganza e mancanza di amore verso gli altri, Rudolf Steiner assume su di sé il nostro errore karmico oggettivo; va da sé che il karma soggettivo dell’errore morale, dobbiamo compensarlo noi stessi. Per cui un aspetto è il karma solare comune, cioè quello divulgativo della Società Antroposofica universale, dietro cui operano Entità luminose angeliche molto evolute del mondo spirituale cui ogni antroposofo dovrebbe sforzarsi di collaborare per il bene della comunità antroposofica e dell’umanità. L’altro aspetto invece, è il karma oggettivo del cattivo uso della conoscenza, dietro cui operano entità oscure luciferiche e arimaniche che vogliono distruggere la corrente antroposofica, impedendo così al vero cristianesimo di essere preparato e realizzato in vista dell’avvento del sesto periodo del Sé spirituale. È stato detto:
«Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi» (Mt 7,6).
Le parole del Cristo dicono di non dare la conoscenza spirituale a chi non è in grado di comprenderla, poiché potrebbe deriderla e dissacrarla, per questo nell’epoca greco-romana nacquero delle correnti esoteriche iniziatiche cui potevano accedere solo pochi uomini tra i più evoluti e in grado economicamente di percorrere un cammino esoterico con l’aiuto e l’ausilio di un Maestro spirituale che li guidava in ogni passo. Oggi nel periodo dell’anima cosciente la conoscenza deve essere liberamente divulgata a qualsiasi persona appartenente a qualsiasi ceto sociale, nessuno escluso, e la conseguenza è che a volte può non essere compreso questo dono del cielo e ricacciato indietro tra scherno dissacratorio, ciò che qualcuno dovrà poi portarne il peso del disprezzo. Questo peso è portato dai due Maestri cristiani discepoli del Cristo, cioè Cristian Rosenkreutz e Rudolf Steiner, cui ogni antroposofo dovrebbe essere cosciente che possiamo alleggerire o appesantire il loro peso karmico oggettivo. È un tema delicato e profondo che andrebbe affrontato tra persone che amano veramente l’Antroposofia, la cui ricerca per la verità deve guidarci al rispetto reciproco durante le serate di studio e in qualsiasi situazione dove si discute di Antroposofia, in modo da essere dei degni rappresentanti della Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico. Ciò potrà permetterci di stabilire un giusto rapporto con Rudolf Steiner che quale Maestro spirituale della Società Antroposofica universale, può dalla sfera del mondo delle gerarchie divine aiutarci e ispirarci alfine di essere più efficienti per la divulgazione dell’Antroposofia nel mondo.
Detto questo ritornando al nostro tema, trovo difficile pensare Rudolf Steiner nel suo studio privato fare il guaritore, ossia imponendo le mani sui malati o guarendoli attraverso la forza del suo pensiero, per i motivi karmici che ho cercato di esporre secondo la mia modesta esperienza nel movimento antroposofico. Penso che ciò sia un po’ svilire il compito primario cui Rudolf Steiner dedicò tutta la sua vita come altissimo iniziato cristiano-rosacruciano e quale uno dei più alti Bodhisattva della corrente esoterica cristiana occidentale. Il suo compito fu di formare degli uomini in grado di accogliere e riconoscere il Cristo nella Sua figura eterica nel mondo astrale adiacente alla Terra e preparare una comunità micaelita per il prossimo sesto periodo di cultura di Filadelfia in grado di accogliere dall’alto del mondo angelico il principio del Sé spirituale. Come ogni antroposofo sa, o perlomeno dovrebbe sapere, egli ebbe l’altissimo compito d’incorporare nel suo corpo astrale il Bodhisattva Maitreya dal quale fu ispirato per circa sette anni, dando un nuovo impulso al cristianesimo rosicruciano rinnovandolo secondo il pensiero esoterico moderno. Fece conoscere la “legge karmica e della reincarnazione” secondo il nostro pensiero concettuale occidentale, e molte altre cose cui non è qui il caso di dilungarci ancora in quest’articolo. Ho per lui profonda gratitudine e devozione e capisco quando si dice che avesse sempre tutti i giorni delle lunghissime code di persone che chiedessero il suo aiuto per motivi diversi cui egli nonostante la sua attività di Maestro della Società Antroposofica e di conferenziere, dedicasse molto tempo ad ascoltare e a consigliare, dando ad alcuni di loro delle meditazioni personali alfine trovassero attraverso la via meditativa le forze per ristabilire il loro equilibrio psico-fisico. Diverse sono difatti le testimonianze di antroposofi ai quali egli dava delle meditazioni personali, alfine che trovassero in loro stessi il modo di ripristinare il loro difetto karmico, ristabilendo così lo stato di malattia o altro, esaurendo a volte le sue forze fisiche per il troppo lavoro cui dedicava agli altri, con amore e sacrificio. Forse non tutti sanno, perlomeno le persone che operano nelle pagine di questa ragnatela globale (Word Wide Web) e di facebook, che Rudolf Steiner è stato uno dei più alti iniziati chiaroveggenti cristiano-rosacruciano del XX secolo, e che fa parte dei dodici Maestri di Saggezza e dell’armonia dei sentimenti della “loggia bianca” della Terra. È una Personalità umana cui possiamo definire secondo Sergej O. Prokofieff, un Bodhisattva occidentale dello stesso livello di un Buddha orientale; Egli era arrivato secondo Sergej O. Prokofieff, al sesto gradino dell’iniziazione esoterica cristiano-rosacruciano a orientamento antroposofico, chiamato “Fusione col Macrocosmo”, ossia lo stesso livello cui erano arrivati i discepoli del Cristo nel giorno della Pentecoste con l’illuminazione dello Spirito Santo. Pertanto per rispondere alla seconda domanda che ci siamo chiesti nel primo articolo e cioè: “Rudolf Steiner poteva assumere su di se il karma di una persona malata sollevandola dalla sofferenza karmica quale effetto negativo di un’azione riprovevole compiuta nella sua vita passata e di cui l’io si era reso imperfetto?”.
La risposta non può che essere affermativa e che certamente egli fosse in grado di prendere su di sé l’imperfezione karmica che causava il dolore e la malattia nel soggetto malato, ma ciò avrebbe causato un rapporto antico tra Maestro e discepolo non più idoneo nel periodo dell’anima cosciente, per cui non poteva che limitarsi a dare consigli e donare amore sacrificale in modo da risanare ciò che era stato guastato dagli influssi nefasti di Lucifero e Arimane. Le persone trovavano conforto in Rudolf Steiner traendone benessere anche solo standogli accanto per il fatto di essere un altissimo discepolo del Cristo. Pertanto era normale che emanassero da lui quelle forze curative di luce e amore tramite cui poteva ristabilire il guasto, animico dei malati. Un guaritore dello spirito non ha bisogno di fare dei gesti per operare delle guarigioni, se si ha fiducia in lui; basta solo stargli accanto per il tempo necessario che avvenga la polarizzazione e l’armonizzazione tra il negativo e il positivo, ossia tra il guaritore e il “Doppio” del malato. Il Cristo guariva la gente solo dopo aver rimesso i loro peccati, oppure guarivano anche solo standogli accanto o, toccandogli il mantello com’è scritto nel Vangelo di Matteo:
«Ora una donna, che da dodici anni soffriva di emorragia, gli si accostò di dietro e toccò la frangia del suo mantello. Diceva tra sé: Se riesco anche solo a toccare il suo mantello, sarò salvata. Gesù si volse e vedendola disse: Coraggio, figlia mia! La tua fede ti ha salvata. E da quell’istante la donna fu salvata (Matteo 9,20-22).
Caro amico, questo è quello che sento di dire nei riguardi della tua domanda cui vorrei ancora aggiungere che fu uno dei più nobili Maestri di saggezza cristiani-rosacruciani del XX secolo e che ci ha lasciato un patrimonio spirituale enorme di cui non siamo ancora del tutto coscienti, tanto che il dott. Giuseppe Leonelli ebbe una volta dire: “Non c’è più niente da dire, giacché tutto è stato detto da Rudolf Steiner”. Nessun uomo laico o discepolo di Rudolf Steiner, ha uguagliato finora ciò che questa grande anima ha fatto e dato per l’umanità: se non si comprende questo, non si è onesti con se stessi.
Albenga, settembre 2022 Antonio Coscia
Note Antroposofiche
8 L’evoluzione umana passa attraverso sette periodi cultura che chiamiamo:” Paleo-Indiano, Paleo-Persiano, egizio-caldaico-ebraico, greco-latino, anglo-germanico, russo-moldavo e in ultimo, il periodo americano”, (vedi nota 6 e Tav.1, del primo articolo).
9 Il Kamaloka è il periodo di purificazione, dove l’anima permane nell’ambito della sfera lunare, laddove dalla teologia cattolica è chiamato Inferno, che in realtà è soltanto uno stato in cui l’anima deve spogliarsi delle abitudini terrene di brame, desideri e passioni umane, per prepararsi a entrare nel puro mondo spirituale. Più l’anima ha avuto attaccamenti terreni, e più deve permanere in questo stato di purificazione, fino a che tutta quella parte umana negativa non venga lasciata indietro come karma della prossima incarnazione e l’io umano può salire più in alto nel mondo solare unito al suo Io superiore, per preparare il nuovo corpo terreno.
10 La legge del karma o di causa ed effetto, è la legge che regola le nostre azioni umane, nel bene e nel male. Tutto ciò che pensiamo, sentiamo e vogliamo non rispettando la legge morale sia nell’ambito della natura sia in quello della nostra comunità umana ci rende più imperfetti. Per cui dopo la morte, l’uomo rivive in sé tutte le azioni negative che ha causato negli altri, tramite le quali il suo Io terreno è sceso di livello spirituale, cosicché la coscienza umana superiore che viene risvegliata in noi dopo la morte, decide il modo di compensare nella prossima incarnazione terrena ciò che abbiamo disarmonizzato, pareggiando i nostri errori morali verso gli altri. In questo modo il nostro Io inferiore può ripristinare lo stato di perfezione cui era prima di commettere l’azione negativa. In realtà la legge karmica è molto complessa dove in una nota non può che essere espresso quel tanto per chi non ha ancora avuto la possibilità di approfondire la Scienza dello Spirito o antroposofia. Vedi la nota 4 di: “Alcuni aspetti del dolore umano I “, nel blog: Pensieri Antroposofici dell’Anima.
11 Rudolf Steiner nel Vangelo antroposofico di Marco, ci rivela che l’impulso del Cristo è rappresentato da quel giovanetto che seguiva Gesù mentre era portato via dai soldati romani e a cui viene strappato il lenzuolo di cui era avvolto, fuggendo nudo. Egli continua dicendo che questo impulso giovanile cosmico del Cristo, ormai non aveva che un debole legame con il “Figlio dell’uomo”, giacché verrà poi dopo messo a morte sulla croce del Golgotha; (Mc 14,51-52).
Non è possibile affrontare in una nota il tema sul significato dell’Impulso del Cristo, in quanto siamo di fronte a un argomento molto complesso che ha in sé diversi aspetti interpretativi scaturiti dal significato dell’evento del Golgotha nell’ambito della storia evolutiva umana e spirituale, non solo per l’uomo, ma anche per tutte le gerarchie spirituali superiori. Rudolf Steiner in una conferenza tenuta a Norrköping il 30 maggio 1912 rivela che l’Io Cosmico del Cristo nel dimorare negli involucri animici e corporeo di Gesù di Nazareth, come conseguenza della Sua azione divina nell’ambito terrestre, lasciò sulla Terra l’Impulso dell’Io, il quale restò come dire nudo, senza involucri esteriori dopo la morte di Gesù. Affinché l’umanità possa avere l’aiuto dal Cristo alla fine del settimo periodo di cultura, quando cioè l’umanità si troverà ad affrontare una grande catastrofe umana simile al «Diluvio Universale» e annunciata da Rudolf Steiner come la «guerra di tutti contro tutti», occorre che gli uomini rivestano l’Io cristico o Impulso-Cristo, di un corpo astrale, un corpo eterico e un corpo fisico. Ed è sempre in questa conferenza che troviamo la risposta dove è detto che noi creiamo il corpo astrale dell’Impulso-Cristo attraverso la nostra fede e la meraviglia; il corpo eterico tramite l’amore e la dedizione agli altri e il corpo fisico (diverso dal nostro attuale, ossia meno denso) attraverso le azioni morali consapevoli, cioè azioni morali fatte liberamente in piena coscienza.
