Il Paraclito, i grandi Bodhisattva e il Bosatsu dell’Oriente VIII

Mosè davanti al roveto ardente – Arnold Friberg

«Il Signore, tuo Dio, susciterà per te, in mezzo a te, tra i tuoi fratelli, un profeta pari a me. A lui darete ascolto.  Avrai così quanto hai chiesto al Signore, tuo Dio, sull’Oreb, il giorno dell’assemblea, dicendo: «Che io non oda più la voce del Signore, mio Dio, e non veda più questo grande fuoco, perché non muoia».   Il Signore mi rispose: «Quello che hanno detto, va bene.   Io susciterò loro un profeta in mezzo ai loro fratelli e gli porrò in bocca le mie parole ed egli dirà loro quanto io gli comanderò» (Dt 18,15-19). 

8.3. Il Bosatsu dell’Oriente III

Abbiamo detto che le verità antiche che erano conquistate dagli Adepti nei Templi dei Misteri attraverso il sonno ipnotico da parte dello Ierofante cui li guidava nel mondo spirituale all’incontro con lo Spirito del Sole in modo sognante, si presentano oggi in una forma diversa di come esse si accoglievano nei luoghi misteriosofici. Questo cambiamento avvenne già durante il Battesimo di Giovanni nel Giordano quando lo Spirito sublime del Sole, la massima Entità del nostro universo stellare che chiamiamo Cristo, il cui vero nome è l’Io Sono l’Io Sono, s’incorporò in uno dei Suoi più grandi discepoli di nome Zarathustra, allora incarnatosi come Gesù di Nazareth. Egli mise in luce i segreti iniziatici che avvenivano di nascosto nel Tempio ebraico con il risveglio di Lazzaro che era morto da tre giorni, ossia il tempo che nel mistero iniziatico l’anima veniva tratta fuori dal corpo tramite un atto come dire ipnotico dello Ierofante, cui l’iniziando in modo sognante andava incontro allo Spirito del Sole da cui veniva illuminato da saggezza divina. Questo rito iniziatico diventò superfluo e pericoloso in quanto l’anima umana andava modificandosi con l’avvento del Cristo sulla Terra, poiché lo Spirito del Sole si era come dire trasferito sulla Terra e manifestato nel popolo israelita tramite Gesù di Nazareth. Come sappiamo Egli venne crocefisso perché aveva violato le leggi iniziatiche occulte del Tempio, per cui i sacerdoti sadducei e farisei decisero con la complicità dei romani di eseguire la condanna a morte. Difatti l’improvvisa malattia e morte di Lazzaro, non fu altro che un pretesto, per dare al Cristo il modo di mettere fine a una pratica antica iniziatica che non era più adeguata ai tempi nuovi futuri, in cui l’io umano dopo la discesa del Dio solare sulla Terra, si sarebbe evoluto sempre più come personalità umana libera e autonoma svincolandosi di conseguenza, dai ceppi dell’anima di gruppo del popolo di appartenenza. La legge yahvetica lunare dell’occhio per occhio, dente per dente, ecc. doveva lasciare il posto alla legge solare dell’amore e del perdono. Il Dio lunare Jehovah doveva lasciare il posto al Dio solare disceso sulla Terra, all’Io Sono l’Io Sono che occultamente, aveva sempre operato e ispirato Jahvè e i Profeti antichi ebraici. L’iniziando non aveva più bisogno ormai di morire durante il sonno del tempio per incontrare il Dio solare, in quanto Egli non stava più nella sfera del Sole, giacché come menzionato, aveva già da tempo intrapreso la discesa da infinite altezze della sfera divina della “Parola cosmica” per venire in soccorso dell’umanità sofferente. Egli passando attraverso le porte spirituali stellari dovette lasciare le Sue forze macrocosmiche nella sfera stellare superiore del nostro Sole, affinché potesse entrare con le Sue forze cosmiche nella sfera planetaria inferiore del nostro Sole, dove venne conosciuto da popoli diversi con diversi nomi, di cui in ultimo nel popolo ebraico col tetragramma sacro YHWH, ossia Yahveh o Geova italianizzato. Rudolf Steiner rivela che il Cristo per unirsi all’uomo Gesù di Nazareth doveva prima spogliarsi di tutte le Sue forze macrocosmiche e cosmiche planetarie, in modo da poter penetrare in un angusto corpo fisico di un uomo, anche se in un uomo tra i più evoluti e perfetti della nostra Terra. Per potersi manifestare nell’ambito terrestre tramite un essere umano, il Cristo dové spogliarsi delle Sue forze superiori in modo da potersi unire all’anima umana di Gesù di Nazareth, cioè col suo corpo eterico, astrale e con il suo Io umano celeste non corrotto dalle forze luciferiche. Non deve meravigliarci che il Cristo si spogli delle Sue facoltà spirituali superiori per entrare nel mondo planetario, poiché essendo Egli costituito di altissime forze spirituali trinitarie, non potrebbero essere sopportate dalle gerarchie spirituali inferiori, né tantomeno dalle anime umane.

Ritornando all’iniziazione pubblica di Lazzaro la quale aveva indignato non di poco i sacerdoti sadducei e farisei ebrei, per il fatto che il Cristo come citato, aveva svelato i misteri della morte mistica del Tempio cui era stato come tradire i misteri antichi ebraici del tempio e, per questo fu decretato che fosse messo a morte. Ciò favorì maggiormente quello che era già in atto fin dall’occupazione di Alessandro il Macedone e poi dopo dall’occupazione dei romani,  cioè la decadenza e la fine dei misteri ebraici antichi, cui il Cristo col Suo gesto mise fine del tutto al potere sacerdotale ebraico. Egli diede poco dopo, un nuovo impulso alla via dei misteri iniziatici, quando durante i Suoi quaranta giorni dopo la morte, aveva chiamato, Pietro e Giovanni, affidando loro la missione di guida dei nuovi impulsi del nascente cristianesimo. Aveva perciò preso in disparte Pietro, come accennato, chiedendogli per tre volte di proteggere gli “agnelli e le pecorelle” (Gv 21, 15-21), ossia gli affidò la via che possono percorrere maggiormente quelle anime che hanno bisogno di un’istituzione religiosa che li guidi per mano fino a che non diventino uomini e imparino a camminare da soli. Mentre come abbiamo visto a Giovanni che li seguiva a distanza, affidò un compito più difficile, ossia quello di preparare la via dei misteri sofianici, cui saranno realizzati soltanto nella prossima sesta epoca di cultura chiamata nell’Apocalisse di Giovanni “Filadelfia” (Apocalisse 3,7-13). È la via esoterica cui possono percorrere uomini più maturi che decidano liberamente di lavorare spiritualmente e attivamente su se stessi per il bene dell’umanità, purificando e trasformando la loro anima inferiore elevandola attraverso un giusto sviluppo tra pensare, sentire e volere, a un’esistenza superiore del secondo gradino iniziatico della coscienza veggente per immagini. Questa corrente esoterica sofianica di Giovanni percorrerà difatti, una via diversa da quella più semplice exoterica di Pietro che appunto andrà sviluppandosi nell’arco di XIX secoli come cristianesimo-cattolico pietrino. Grazie al fatto che l’imperatore Costantino il Grande, divenuto cristiano tramite un sogno rivelatore decretò il cristianesimo come religione di Stato fino a raggiungere la massima espressione di potere regale, dove il papa Pio IX divenne re-sacerdote dello Stato Pontificio del Vaticano e di alcune delle più importanti città italiane, per circa trentadue anni, terminando nel 1861. Da allora il declino della chiesa è sempre divenuto più evidente coi suoi scandali di pedofilia, Istituti bancari, ecc., per cui il destino di questa corrente religiosa pietrina che doveva già terminare il suo compito nel XV secolo, cioè dopo la nascita dell’anima cosciente, stando alle previsioni di Rudolf Steiner dovrebbe terminare entro il primo terzo del nostro quinto periodo di cultura, ovverosia con la fine della reggenza di Michele verso la fine del 2250-300 circa. Ciò però potrà avvenire se una maggior parte di uomini si risveglierà spiritualmente e decideranno di percorrere la via verso la propria autocoscienza, vale a dire che decidano di percorrere una via spirituale cristiana – rosicruciana che li aiuti a risvegliare nel proprio intimo, una religiosità libera da dogma e realizzare attraverso il superamento del proprio egoismo, la coscienza morale, quale facoltà interiore per il giusto sviluppo dell’anima cosciente.  Se ciò non avverrà, la maggior parte degli uomini, grazie ai dogmi della Chiesa cattolica nei riguardi della non credenza nella reincarnazione, nella legge karmica e nell’esistenza dello spirito nell’uomo, resteranno come dire, involuti, prigionieri di se stessi nella loro anima razionale. In tal caso il vero cristianesimo per questi uomini sarà soffocato e con esso la coscienza interiore del Cristo che non potrà essere risvegliata in loro dal profondo della loro anima dove dal XIX secolo si è trasferita quale conseguenza della morte per soffocamento nel mondo astrale della coscienza del Cristo, cui era custode l’anima natanica o adamitica fin dal suo risveglio del Cristo dopo la sua morte sulla croce del Golgotha. Il Cristo nel XIX secolo è intervenuto in aiuto dell’anima natanica liberandola dal soffocamento della coscienza cristica, la cui conseguenza è da ricercarsi dal forte materialismo introdotto da diverse anime umane dopo la loro morte nel mondo astrale adiacente alla Terra, durante i secoli XVI-XVIII, cui il Cristo risvegliò questa volta, l’anima, natanica nel Sé spirituale. Secondo una regola spirituale ciò che muore sul piano astrale avviene un risveglio nel piano fisico, di conseguenza il risveglio della coscienza del Cristo che era stata soffocata sul piano astrale, si trasferì a livello inconscio sul piano fisico terreno nelle anime umane, cioè sotto la soglia della coscienza umana. Pertanto, ogni uomo deve a sua volta risvegliare questa coscienza del Cristo in sé, per avere un incontro con Lui, col Cristo eterico sul piano astrale (vedi: La seconda venuta del Cristo sulle “nuvole del cielo” – Pensieri Antroposofici dell’Anima).

Se dunque gli uomini non si risveglieranno spiritualmente continuando a sottostare alle credenze dogmatiche del cattolicesimo romano, la teologia cattolica perpetuerà il suo potere gesuitico fino alla fine della quinta Epoca Postatlantica. In questo modo offrirà la possibilità alle potenze del male di dominare la volontà umana sottomettendola ai loro scopi oscuri nel cercare di distruggere l’io umano, cosicché l’evoluzione umana venga fermata e l’uomo non possa giungere alla sua meta divina. Un’altra conseguenza potrà essere quella per cui l’anima razionale invece di evolversi spiritualmente elevandosi verso i mondi dello spirito cosmico trasformando il pensiero razionale – intellettivo in pensiero intellettivo – veggente, partorirà simile a un aborto, ossia in modo imperfetto il “Figlio dell’uomo”, cioè l’anima cosciente che come conseguenza, risveglierà in sé l’antica veggenza ottusa che l’umanità possedeva come retaggio antico divino. Questo farà sì che mentre con lo sviluppo normale dell’anima cosciente l’uomo avrebbe conseguito una nuova facoltà superiore cosciente, quale pensiero intellettivo – veggente che gli avrebbe dato la possibilità di rapportarsi in modo armonico con le entità divine delle gerarchie spirituali superiori, al contrario lo sviluppo anormale luciferico – arimanico di questa parte superiore dell’anima, farà sì che gli uomini confonderanno i mondi luminosi luciferici con i mondi spirituali divini celesti; con le dovute conseguenze sul piano fisico-animico umano. Affinché ciò sia evitato in ogni secolo scende dall’alto del mondo spirituale uno dei dodici Bodhisattva, il Paraclito promesso dal Cristo, per guidare le anime alla conoscenza del Cristo e del vero impulso cristiano. Come spiegato negli articoli precedenti, il nuovo Bodhisattva successore del Buddha Gautama, il Bodhisattva Maitreya, si è incorporato per la prima volta in Jeshu ben Pandira il Maestro degli Esseni. Rudolf Steiner ne dà notizie di Jeshu ben Pandira nella quarta e sesta conferenza del Vangelo di Matteo O.O. 123, dove viene menzionato come la guida della corrente degli Esseni, i quali erano sparsi in piccole comunità per tutta la Palestina. Jeshu ben Pandira (Gesù di Pandira), nacque in Palestina intorno all’anno 120 a.C. sotto il regno di Giovanni Ircano. Era figlio di una concubina chiamata Miriam (Maria) la quale di professione faceva la Pettinatrice che lo aveva partorito illegittimamente per cui, le costò secondo la pena di adulterio, la condanna a una morte atroce. Jeshu ben Pandira era discepolo di un Maestro dell’ordine dei Farisei che era chiamato Rabbi Josua ben Perachia con il quale entrò in contrasto, ciò che gli costò poi dopo, il motivo di condanna a morte da un fanatismo inquisitorio per blasfemia ed eresia, dove fu prima lapidato e poi impiccato a un albero per aggiungere lo scherno alla pena. Dopo che il Buddha Gautama fu elevato a Buddha Celeste, essendo terminato il suo compito terreno, gli successe un nuovo Bodhisattva il cui compito fu di preparare una corrente precristiana tramite le due correnti spirituali degli “Esseni e i Terapeuti” nell’ambito della religione ebraica antica. Egli scelse per questo il Maestro degli esseni Jeshu ben Pandira come involucro e discepolo, per divulgare la sua “Dottrina”. Ciò fu possibile attraverso i cinque discepoli del Bodhisattva e Maestro esseno, i cui nomi erano: “Matthai, Naki, Nezer, Buni e Toda”. Tramite il discepolo Matthai fluì la corrente esoterica dell’essenismo cui fu possibile a Matteo, discepolo di Gesù di Nazareth, descrivere nel suo Vangelo la genealogia di Gesù e tutti i fatti spirituali accaduti duranti i tre anni della vita del Cristo in Palestina fino al sacrificio sulla croce del Golgotha. Dal discepolo Nezer derivò la colonia essena di Nazareth ove fu possibile preparare e formare il pensiero spirituale dei due bambini Gesù20, cui le due famiglie Maria e Giuseppe dopo che la prima coppia tornò dalla fuga in Egitto (come riportato dal Vangelo di Matteo) divennero amici con la coppia nativa di Nazareth, cosicché i due bambini Gesù divennero amici per prepararli al loro grande sacrificio, quali cristofori del Cristo. Come citato il Bodhisattva Maitreya, s’incorporò nel corpo astrale di Rudolf Steiner per diversi anni ispirandolo sui nuovi misteri cristiani e sulla seconda venuta del Cristo in “Veste eterica”, inoltre, in modo particolare, sulla “legge della reincarnazione e del karma umano” cui Rudolf Steiner poté esporre solo alcune conferenze per il fatto che tutto subito non venne compreso dagli antroposofi di allora; occorsero circa 21 anni prima che Rudolf Steiner potesse dare un chiarimento completo sul karma in sei volumi dell’Opera Omnia, col titolo: “Considerazioni Esoteriche su Nessi karmici”; ed. Antroposofica Milano. (8.3. continua)

Collegno, ottobre 2022 Antonio Coscia

Note Antroposofiche

20     Nel Vangelo antroposofico di Luca O.O. 114, Rudolf Steiner rivela il mistero di due bambini Gesù nati alcuni mesi uno dall’altro, di cui quello descritto nel vangelo di Matteo che usa una genealogia discendente regale che va dal Re Davide a suo figlio il re Salomone, fino a Gesù. Nel vangelo di Luca invece, abbiamo una linea sacerdotale ascendente che va da Gesù fino al sacerdote Nathan figlio del re Davide. Queste due linee furono necessarie per preparare un uomo che fosse in grado di accogliere in sé il grande Spirito solare senza per questo morire bruciato dal fuoco creatore dello Spirito cosmico. Difatti Gesù di Nazareth nonostante la sua purezza resistette per tre anni, fino a quando il suo corpo era divenuto polvere cui  il Cristo tenne insieme fino al sacrificio della croce del Golgotha. (Vedi Pensieri Antroposofici dell’Anima, I due bambini Gesù quale corrente messianica di Melchisedec – Pensieri Antroposofici dell’Anima.

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