L’esperienza dell’uomo durante la vita da morte a nuova nascita VIII

Dipinto di guerra spirituale di Susanna Katherine

«Le forze che entrano in gioco nel nostro corpo fisico ci giungono senza dubbio direttamente dalla Terra; ma quello che ci occorre per il corpo eterico non lo possiamo ricavare direttamente dalla Terra, bensì soltanto dalle forze che ci arrivano tra la morte e la nuova nascita quando ci espandiamo fuori nel sistema planetario. E un uomo che entrandovi rechi una costituzione animica immorale non potrà trarre a sé le forze giuste quando attraversa, nel periodo tra la morte e nuova nascita, la sfera di Mercurio. Un uomo che non abbia sviluppato impulsi religiosi non può attrarre le giuste forze in Venere, e così accade che possiamo avere atrofizzato le forze di cui abbiamo bisogno nel corpo eterico. Vediamo qui formarsi il nesso karmico tra vita successiva e vita precedente» (“Indagini occulte sulla vita tra morte e nuova nascita” O. O.140 pag. 95).

L’esperienza dell’uomo durante la vita da morte a nuova nascita VIII

Come abbiamo visto l’uomo dopo aver come dire dimesso i suoi corpi perituri, cioè il corpo fisico, l’eterico e l’astrale, si è acceso in lui una coscienza dell’io più superiore di quella normale terrestre ed è stato rivestito dagli esseri gerarchici superiori di un principio  microcosmico del Sé spirituale e dello spirito Vitale che potranno essere  sviluppati completamente solo nell’eone di Giove e di Venere. Dopodiché entra nella sfera solare più bassa del puro  mondo spirituale chiamato Devachan inferiore o Mondo celeste, come Spirito tra Spiriti, poiché la vera natura umana è puro Spirito. Lo spirito umano è qui liberato di tutta la terrestrità dei suoi corpi mortali inferiori di cui egli si riveste per scendere nel mondo terreno, trattenendo di essi solo un estratto e quella parte più pura ed elevata della sua esperienza umana che ha vissuto e sperimentato come coscienza dell’io durante la sua ultima incarnazione. Ovverosia i frutti della vita terrena che saranno trasformati dagli Dei in facoltà superiori nella prossima incarnazione terrena, lasciando indietro nel mondo lunare tutto ciò che di sé non ha perfezionato ed elevato moralmente, e che dovrà riprendere quando ritornerà ad incarnarsi in una nuova vita terrena cui diverrà motivo di contrasto nella nuova Personalità umana che egli assumerà nei suoi componenti mortali. L’anima umana come abbiamo visto entra nel mondo astrale più basso della sfera lunare (Luna) e che abbiamo chiamato kamaloca, dove deve purificare e staccarsi dagli attaccamenti terreni più bassi. Poi dopo un certo tempo, cui ognuno riesce a superare il kamaloca più o meno  in fretta secondo gli attaccamenti terreni, l’anima entra come citato nella sfera di Mercurio e di Venere, dove incontra le anime che ha conosciuto sulla Terra e con le quali stabilì un legame affettivo e  sociale. Dobbiamo però capire che questo passare da una sfera all’altra del mondo astrale, è come un cammino a ritroso; cioè l’anima dopo il grande panorama immaginativo che abbiamo citato, cui entra nel mondo astrale dopo aver dimesso il corpo eterico, compie un percorso a ritroso cominciando dall’istante della sua morte fino al momento della nascita nel mondo fisico. È un percorso che dura circa un terzo della vita vissuta sulla Terra. Ciò che sviluppiamo come ricordi non è però la vita normale che abbiamo vissuto con gli altri, ma tutto quello che non abbiamo provato come  sofferenza, come stato animico che abbiamo causato negli altri attraverso le nostre parole e le nostre azioni negative, cioè il nostro atteggiamento immorale nei confronti altrui. Per meglio dire, è come se noi vivessimo nelle anime  di quelli che abbiamo offeso e sperimentassimo il dolore e la sofferenza che  provocammo in loro quando eravamo sula Terra; questo causerà in noi dopo la morte, non solo uno stato di solitudine e sofferenza, ma anche quello che non potremo prendere le giuste forze eteriche e astrali dalle sfere cosmiche di Mercurio e di Venere, per preparare il nuovo corpo di cui avremo bisogno quando sarà il momento d’incarnarci di nuovo sulla Terra.

 Rudolf Steiner porta l’esempio di una persona  che  durante la vita terrena abbia dato uno schiaffo a un’altra a cui subito chiede scusa, ricevendo da questa l’eventuale perdono. Questa  persona anche se è stata perdonata, dopo la morte, dovrà sperimentare animicamente il dolore dell’umiliazione della persona a cui diede lo schiaffo. Pertanto dopo la morte durante la permanenza nel mondo astrale lunare, è costretta dai Maestri lunari20 a ri-vivere in immagini  reali molto vive, l’azione dello schiaffo, questa volta però al contrario, sarà lei stessa a essere schiaffeggiata in modo tale da sentire animicamente il dolore e  l’umiliazione che provò nell’intimo l’altra persona in questione. Vale a dire che tutte le azioni negative, sia in parole offensive sia in azioni immorali verso gli altri, noi sperimentiamo immaginativamente in modo molto vivo l’umiliazione animica che essi sperimentarono nel loro intimo durante la vita terrena. Per cui durante la permanenza nella sfera astrale lunare, l’anima sperimenta l’effetto animico spirituale della causa negativa materiale commessa nei confronti di altri, e nel contempo prepara  la causa animica spirituale a cui seguirà l’effetto materiale che si presenterà come debito karmico nel suo destino nella prossima vita terrena. Ciò  vuol dire  che nella prossima vita terrena l’uomo è debitore delle sue azioni negative verso chi ha offeso nella vita precedente e, sarà compito dei nostri Angeli guida far si che possiamo incontrarci nella prossima vita terrena, in modo da compensare l’imperfezione karmica dovuto all’offesa nei riguardi di altri, cosicché si realizzi l’effetto della causa  che abbiamo determinato noi stessi nella vita da morte a nuova nascita. Per questo il Cristo nel vangelo di Matteo dice: 

«Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente;  ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l’altra;  e a chi ti vuol chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello.  E se uno ti costringerà a fare un miglio, tu fanne con lui due.  Da’ a chi ti domanda e a chi desidera da te un prestito non volgere le spalle» (Mt 5,38-42).

Queste parole ci fanno capire che la legge karmica non è un’eresia come vogliono farci credere i teologi cattolici-cristiani, giacché era già conosciuta tra il popolo ebraico secondo la locuzione testamentaria «Occhio per occhio e dente per dente» (Deuteronomio 19,21), cui il Cristo trasforma nella legge del perdono e dell’amore che ha iniziato a essere valida solo dal XX secolo in poi, con la seconda venuta del Cristo nella Sua veste di luce eterica nel mondo astrale adiacente alla Terra.21 Questo vuol dire che accogliere il Cristo nel nostro cuore secondo la conoscenza che ci offre oggi la Scienza antroposofica, possiamo compensare i nostri errori in modo diverso dal karma normale istituito dalle gerarchie superiori; sarà il Cristo stesso che accogliendo i nostri errori farà in modo che possiamo compensarli in un dato momento e nel luogo che Egli stesso deciderà verso una o più persone simultaneamente che potrà essere una comunità di uomini che abbiamo offeso.

Un altro aspetto che Rudolf Steiner ci rivela sulla vita dopo la morte cui vogliamo ancora evidenziare per una maggiore comprensione, è che mentre nel nostro mondo fisico i corpi umani non possono compenetrarsi laddove ognuno può vivere in se stesso separato dall’altro, in altre parole possiamo come dire vivere da soli senza che ciò comporti una sofferenza animica, al contrario, nei mondi spirituali tutto si compenetra in un’unità spirituale con gli altri. Pertanto dopo la morte, nella sfera sociale di Mercurio e in quella religiosa di Venere, se siamo stati asociali o atei, se non abbiamo rispettato il pensiero religioso altrui,  non possiamo compenetrarci con le anime degli altri, restiamo esclusi, come se venissimo imprigionati, esiliati dalla comunità spirituale di Mercurio e di Venere. Possiamo integrarci in queste comunità spirituali durante il nostro espanderci nelle sfere  di Mercurio e di Venere, se sulla Terra abbiamo vissuto una vita armoniosa e veritiera, se abbiamo sviluppato un sentimento religioso in pieno rispetto per quello degli altri. Mentre invece, se abbiamo avuto un rapporto superficiale in tutto quello che esprimono queste due sfere cosmiche spirituali, saremo esiliati sperimentando per diverso tempo il dolore animico della solitudine. Dopo la morte non possiamo cambiare nulla del rapporto che abbiamo avuto con gli altri sulla Terra, se il nostro amore non è stato sincero nei loro confronti, questo permane anche dopo la morte. È bene capire questo concetto dicendo che: se coloro che avremmo dovuto amare non li abbiamo amati, nulla possiamo cambiare dopo la morte, tutto resta come lo abbiamo vissuto sulla Terra! Ciò sarà pertanto motivo di sofferenza per l’anima che incontrando quelle anime con cui ha convissuto con loro una vita sentimentale da padre, o da madre o, altro, non può unirsi in amore con essi, in quanto sulla Terra non venne instaurato con loro un giusto rapporto d’amore, ma solo falso e superficiale.

 La stessa cosa avverrà nella sfera solare dove se l’uomo non rispettò il pensiero religioso altrui, se non ebbe una visione universale che tutte le religioni provengono da un’unica fonte divina, se egli si comportò con gli altri come uno stolto esaltato e fanatico, se non ebbe nessuna considerazione e rispetto della fede religiosa degli altri, resterà isolato non potendo unirsi nella comunità solare, vivendo per un certo tempo appunto come  un eremita. Per cui anche qui l’uomo avrà come conseguenza della sua imperfezione morale, il non poter prendere le giuste forze eteriche dell’organo del cuore, quando durante il passaggio di ritorno dalle sfere superiori di Marte, Giove e Saturno, attraverserà di nuovo  la sfera solare per scendere di nuovo in un incarnazione terrena. Rudolf Steiner spiega in modo dettagliato e minuzioso in diverse conferenze, il passaggio dell’uomo attraverso le sfere cosmiche planetarie durante la salita e la discesa in cui l’anima si espande fino alla sfera di Saturno. Anime più evolute, iniziati o chi pratica un sentiero di conoscenza può espandersi oltre la sfera delle Stelle fisse, al di là di Saturno,  cui nella Scienza antroposofica è chiamata “Mezzanotte cosmica”22,   dove l’anima cade per un certo tempo in un sonno cosmico, cui dopo po’ è risvegliata dagli Dei e dal suo karma lunare, cioè quella parte impura e imperfetta che ha lasciato indietro, per ridiscendere di nuovo in una esperienza terrena. È importante che uomini evoluti possano espandersi fino alla mezzanotte cosmica per il fatto che qui accolgono  le intuizioni divine, affinché sulla Terra vengano introdotte nuove forze spirituali dimodoché l’umanità possa progredire verso nuove facoltà umane superiori; senza la collaborazione di questi uomini maturi, l’umanità non potrebbe progredire. Volendo meglio chiarire questo aspetto dobbiamo dire che ci sono diversi tipi di uomini che si elevano al disopra dell’umanità normale, tra cui uomini adepti che seguono una via di conoscenza cui salgono fino alla mezzanotte cosmica, mentre i Maestri di saggezza iniziati e i Bodhisattva umani23, salgono oltre la sfera della mezzanotte cosmica arrivando a toccare la sfera del Budhi, laddove accolgono la vita universale che emana dal Cristo e che poi fanno fluire nell’umanità come saggezza tramite iniziati veggenti. Per questo dopo la morte fisica, l’uomo deve preparare dei nuovi corpi in quanto ha consumato le forze spirituali di cui erano costituiti, per scendere di nuovo sulla Terra in modo d’accogliere la saggezza divina nella forma adeguata al tempo evolutivo del nuovo periodo di cultura, cosicché l’uomo possa riprendere il perfezionamento e la trasformazione dei suoi componenti  corporei animici e spirituali, e in modo particolare del suo Io umano, giacché è quello meno evoluto.24

Riassumendo diciamo che  l’anima  durante la vita da morte e nuova nascita si espande in tutto il sistema planetario fino alle Stelle fisse, laddove Rudolf Steiner ci rivela che l’uomo è al di fuori del sistema solare e guarda il mondo planetario all’interno del suo essere, come prima viceversa guardava dalla Terra i pianeti all’esterno del suo essere. Nel fare ciò compie una specie di salita e di discesa che possiamo definire come un respiro cosmico di espirazione e inspirazione o anche, come un espansione verso l’infinito cui l’anima sale fino ai confini dello Zodiaco, diventando simile a un cerchio zodiacale che abbraccia tutte le costellazioni, e una discesa in cui si comprime diventando come un granello di sabbia o un punto sulla Terra. Possiamo immaginare questa espansione e compressione nella figura geometrica di un cerchio avente in mezzo un punto, cui la superficie  esterna rappresenta l’espansione dell’anima dopo la morte; mentre il punto centrale rappresenta la compressione e l’incarnazione dell’anima in un nuovo corpo terreno. Nella fase di salita  abbiamo una prima tappa in cui l’anima si espande nella sfera lunare dove si spoglia dei suoi involucri mortali prendendo coscienza delle sue imperfezioni morali e del debito karmico che ha assunto nei riguardi di uomini che ha conosciuto e che ha danneggiato agendo con disamore nei loro riguardi, cui deve compensare il debito morale per riacquistare e riabilitare o se vogliamo, redimere l’imperfezione dell’io, attraverso l’Impulso del Cristo. Nella seconda tappa, l’uomo entra nella sfera solare, dove si fermerà per diverso tempo e dove inizia a preparare il germe fisico in base alla forma archetipica dell’immagine divina, alla quale sarà unito dagli Dei durante la discesa nella nuova incarnazione, quella parte  imperfetta del corpo fisico umano che l’uomo porta con sé dopo la morte quella pare umana imperfetta  cui l’io non ha trasformato  dei suoi corpi perituri inferiori. Va ancora aggiunto che in queste tre tappe di salita di Mercurio, Venere e il Sole, dopo che l’anima  supera  la bassa sfera del kamaloca affinché l’uomo non perda la coscienza dell’io occorre che abbia sviluppato un atteggiamento morale, un sentimento religioso e un giudizio universale nel rispetto di tutte le religioni esistenti sulla Terra. Vale a dire che affinché la sua coscienza non si oscuri, occorre che l’uomo abbia sviluppato in sé le forze morali che occorrono per attraversare nel modo giusto le tre sfere planetarie menzionate, in modo che possa preparare soggettivamente il karma futuro cosi che ripristini la sua imperfezione morale e compensi le azioni negative nei riguardi  di quelli che offese nella sua vita passata. In tal caso saranno  le gerarchie superiori a prendersi cura di preparare il suo karma futuro, ma il destino che gli si presenterà incontro nel corso degli eventi futuri della sua prossima incarnazione terrena, potrà avere un effetto karmico diverso se invece lo avesse preparato egli stesso. (VIII. Continua).

Collegno  dicembre  2022                                                  Antonio   Coscia

Note Antroposofiche

20     I Maestri lunari sono esseri spirituali che appartengono alle gerarchie di Angeli, Arcangeli e Archai che durante le Epoche antiche della nostra Terra, guidarono l’umanità ancora infantile nel suo cammino evolutivo terrestre. Le Archai incarnatosi nel corpo fisico di alcuni uomini, guidarono l’umanità nell’Epoca Lemurica; l’uomo però qui era ancora un essere astrale. Durante l’Epoca Atlantica i sette Arcangeli guida planetari s’incorporarono nel corpo eterico di alcuni uomini più evoluti dove svilupparono  i sette antichi riti iniziatici chiamati oracoli. Gli oracoli erano in rapporto alle forze dei singoli pianeti, quali: “L’oracolo della Luna, di Mercurio, di Venere, di Marte, di Giove e di Saturno; infine quello più evoluto che era guidato dal Manu divino Melchizedek. L’uomo in quest’Epoca era un essere eterico. Infine durante l’Epoca Postatlantica quando la Terra cominciò a consolidarsi, gli Angeli incorporatosi nel corpo astrale di alcuni uomini, guidarono l’umanità sulla via della civilizzazione e della discesa maggiormente nella materialità terrestre. Dopodiché a un certo punto lasciarono il compito ad alcuni uomini più evoluti detti “Iniziati” e si ritirano nell’ambito della sfera lunare, da dove ispiravano gli iniziati umani e, ancora oggi, i Maestri di saggezza lunari continuano a ispirare alcuni tipi di uomini detti Bodhisattva, nel corso dell’evoluzione umana.

21     Secondo Rudolf Steiner dal XX secolo in poi e per il corso di 3000 anni, il Cristo sarà presene nell’ambito della sfera astrale terrestre, dando la possibilità a tutti gli uomini che si prepareranno, di incontrarlo nel mondo terreno o nel mondo astrale.

22    La Mezzanotte cosmica è situata tra il mondo stellare ai confini di Saturno, e tra la sfera del Budhi o Mondo degli Archetipi dov’è situata il mondo dell’Akasha, detto anche “Mondo della Provvidenza”. 

23    Della Dottrina dei Bodhisattva ne ho già parlato a lungo in diversi articoli del mio blog, cui non sarà mai soddisfacente e definitivo la loro conoscenza in quanto che molto complessa, per cui mi riservo di dare qui un ulteriore semplice sintesi per chi non avesse ancora letto nulla al riguardo. La dottrina dei Bodhisattva è abbastanza complessa, perché queste entità superiori appartengono a diverse classi umane-divine e in modo particolare alla categoria dei Bodhisattva Celesti, cioè gli Arcangeli, gli arci-messaggeri del mondo divino, i quali formano un cerchio di «dodici Bodhisattva» che nella sfera del Budhi, (la sfera solare oltre le stelle fisse o Devachan Superiore o, secondo un termine occidentale, il «piano della Provvidenza) contemplano e accolgono la «Pienezza Divina» del Cristo-Sole, posto al loro centro.  Sergej O. Prokofieff, in base alle citazioni di diverse conferenze tenute da Rudolf Steiner su quest’argomento, nel suo libro  “Rudolf Steiner e la fondazione dei nuovi misteri”, a pag. 71 scrive: «Un Bodhisattva è un essere di ordine cosmico che ha già superato i limiti dello sviluppo proprio dell’uomo; egli si avvicina già  all’evoluzione dell’Angelo e si trova in una corrente evolutiva nella quale la sua coscienza arriva fini alla sfera del Budhi. In altri termini, un Bodhisattva sta in una fase di sviluppo che l’umanità raggiungerà, per via naturale, soltanto su Giove. Questo si esprime nel fatto che il Bodhisattva già ora, “in modo comune” a un essere della gerarchia angelica, può, con il proprio Io [superiore], operare coscientemente alla trasformazione del suo corpo astrale in Sé spirituale. In questo lavoro egli viene ispirato da un essere di una gerarchia superiore, quella degli Arcangeli. Quando questo lavoro si avvicina al suo compimento, il Bodhisattva si reca in Terra per un’incarnazione umana completa, vale a dire che percorre quel grado chiamato da Rudolf Steiner il grado di “buddha umano”. Durante  questa sua ultima incarnazione il Bodhisattva lavora in modo comune a un essere della gerarchia degli Angeli e raggiunge finalmente il grado del Sé spirituale (l’illuminazione sotto l’albero del Bodhi). Con ciò egli completa il ciclo corrente all’evoluzione del mondo, e non deve più incarnarsi sulla Terra. D’ora in poi non lavora più, come essere della gerarchia degli Angeli, al suo corpo astrale che è divenuto il corpo luminoso del Sé spirituale (Nirmanakaya)». L’ulteriore evoluzione del Buddha consiste nel fatto che egli, partendo dal suo Sé spirituale come principio dell’io, lavora, in maniera consueta a un Arcangelo, al proprio corpo eterico e lo trasforma a poco a poco in spirito Vitale».

24    Come sappiamo l’uomo è costituito da un corpo fisico, un corpo eterico, un corpo astrale e un Io; inoltre ha inglobato nel suo Io superiore i germi del Sé spirituale o Manas, dello spirito Vitale  o Budhi e dell’Uomo spirito o Atma che svilupperà in eoni futuri, ma che già nell’ambito dell’evoluzione terrestre egli dovrà in futuro sviluppare una parte microcosmica di questi componenti superiori della natura spirituale superiore dell’uomo. Come sappiamo il corpo fisico è il più perfetto giacché è passato attraverso quattro eoni o evoluzioni cosmici di stati di coscienza, il cui primo stato originario fu sull’antico Saturno. Il corpo eterico ha tre gradi di perfezione o eoni di coscienza evolutivi, la cui origine risale al terzo eone o stato di coscienza dell’antico Sole. Il corpo astrale ha due gradi di perfezione o due gradi di coscienza cosmici, la cui origine risale al secondo eone o stato di coscienza cosmico dell’antica Luna. Infine l’Io umano o Io superiore, il cui io inferiore è solo un suo riflesso imperfetto nel mondo fisico, è il meno imperfetto ma il più importante di tutti, in quanto tutta l’evoluzione cosmica passata e futura è basata sul perfezionamento ed evoluzione di coscienza dell’Io umano quale dono degli Spiriti della Forma o Elohim, o come nella nomenclatura latina italianizzata si chiamano Potestà. Come possiamo vedere l’io umano è il più giovane ed è quello più imperfetto, per questo è dominato dai suoi corpi inferiori cui egli deve dominare e trasformare in corpi superiori quali organi spirituali della  natura divina superiore, attraverso la quale l’Io può evolversi  a stati superiori di coscienza durante l’eone futuro di Giove.

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