Il Maestro Gesù, Cristo Gesù e il Cristo VIII

Giotto – Il battesimo del Cristo

« Abbiamo tre gradini cosmici della discesa del Cristo: Stellare (Ariete), Solare (nei due aspetti, in quanto Vergine e in quanto Scorpione-Aquila) e Lunare (Capricorno). A questi tre aspetti Cosmici o Sacrifici, si aggiunge poi il quarto, legato al sacrificio più grande, il gradino della Terra (sotto il segno dei Pesci) l’unione del Cristo con Gesù durante il Battesimo nel Giordano. In definitiva  possiamo definire i quattro gradini della discesa del Cristo dal Cosmo sulla Terra ancora nel modo seguente: primo – stellare (Ariete), secondo-solare (Vergine-Scorpione), terzo – lunare (Capricorno) e quarto – terrestre (Pesci).
  Sergej O. Prokofieff  (Le dodici notti sante e le gerarchie spirituali).

8. L’Entità del Cristo II

In diverse conferenze Rudolf Steiner spiega che dopo la morte, ciò che resta di noi è solo un estratto dei nostri corpi fisico-animico che è accolto dall’Io superiore, cioè un estratto del corpo fisico, eterico e astrale e in parte ciò che della Personalità umana abbiamo evoluto a un livello superiore morale. Alla domanda che cosa resterà di noi dopo la morte, egli rispose: l’amore! Solo l’amore dunque resterà di noi dopo la morte; l’amore che abbiamo vissuto nei nostri pensieri, nei sentimenti e nella volontà attraverso le azioni d’amore nei riguardi degli altri, tramite cui ci siamo maggiormente evoluti su di un piano superiore di conoscenza e di coscienza morale. Per questo è importante che approfondiamo tramite la conoscenza della Scienza dello Spirito o antroposofia l’evento del Golgotha, dove possiamo imparare ad amare il mondo seguendo l’esempio del sacrificio del Cristo. Il quale sacrificò se stesso per il bene dell’umanità, in modo da guarire, redimere ed elevare l’uomo a un livello superiore della sua coscienza morale, ossia accogliendo in noi l’Impulso del Cristo cosicché ci aiuti a realizzare il giusto sviluppo dell’anima cosciente in modo da poterci congiungere all’uomo superiore o, per meglio dire, ci aiuti a realizzare l’originaria unione dell’Immagine e somiglianza creata dagli Elohim solari. Sappiamo che l’uomo inferiore fu separato dagli Dei e dalla sua Immagine superiore (Io superiore), nei primordi dell’Epoca Lemurica cui nella Bibbia è menzionato come “la cacciata dal paradiso terrestre”, dove avvenne la separazione tra le due anime umane a causa della “tentazione di Adamo” da parte di Lucifero e della sua conseguente discesa sul suolo terrestre a causa appunto, dell’oscuramento del corpo astrale o anima umana. Occorre per questo che impariamo a distinguere tra l’uomo inferiore o Personalità umana costituitasi a causa dell’intervento luciferico come citato nel corpo astrale di Adamo, e l’uomo superiore quale vera “Immagine o Individualità “ umana creata dagli Elohim solari, e completata dall’Eloah lunare Jehovah o Yahve-Elohim.22 Siamo qui di fronte al mistero dell’Io umano cui nelle conferenze della Scienza antroposofica resta sempre come dire sullo sfondo, difficile da comprendere, dove Rudolf Steiner voleva che le verità spirituali venissero in qualche modo conquistate dal discepolo, attraverso il lavoro meditativo cui egli dava tramite la conoscenza esoterica nelle diverse conferenze tenute in diversi luoghi del mondo occidentale. Abbiamo già menzionato in principio nella biografia sul Maestro Gesù o del Gesù-Zarathustra, l’importanza di distinguere nell’uomo questo duplice aspetto tra l’Individualità superiore e la Personalità inferiore umana, vogliamo pertanto ulteriormente chiarire per chi non conosce o ha soltanto qualche nozione della Scienza dello Spirito o antroposofia, quest’aspetto dell’uomo superiore interiore cui non tutti sono consapevoli di portare in sé, il quale dirige e decide inconsciamente il nostro destino umano. Questo ci aiuterà a comprendere meglio il nostro tema sull’elevatissima Personalità divina-umana di Gesù di Nazareth, attraverso il quale si manifestò l’Altissima Individualità divina quale “Pleroma” dei sei Elohim solari che il mondo cristiano conosce come Cristo, o la seconda Persona della Trinità Divina del nostro Sole.

Sergej O. Prokofieff uno dei migliori allievi e discepolo di Rudolf Steiner, ne parla in modo approfondito nel suo libro “Antroposofia e la Filosofia della Libertà” nell’Appendice I a pag 247, dove scrive: “Ogni uomo che inizia lo studio dell’Antroposofia si accorgerà presto che nel suo centro si trova il Mistero dell’Io umano. Ciò appartiene ai quesiti centrali della cristologia antroposofica e nel contempo in generale a quelli più difficili dell’Antroposofia” (Ibidem).

Grazie all’approfondimento di Sergej O. Prokofieff, il quale chiarisce in parte e in modo chiaro il mistero dell’Io umano, possiamo aggiungere in modo sintetico che l’Io umano, è un essere triplice, come triplice è il corpo, l’anima e lo spirito dell’uomo. Rudolf Steiner nel libro “Teosofia” divide l’uomo a volte in tre, in quattro, in sette o in dodici parti, secondo il contesto a cui è riferito il tema sull’evoluzione della costituzione umana, dove egli divide l’uomo secondo, lo sviluppo articolato dei suoi componenti umani nei diversi periodi di cultura, dopo la catastrofe Atlantica.  Per cui egli divide l’uomo, in:

  • Corpo      =   (fisico)      =     corpo  fisico,  corpo  eterico  e  corpo  senziente.
  • Anima   =  (astrale)     =   anima senziente, anima razionale e anima cosciente.
  • Spirito   = (spirituale) =    sé  spirituale,  spirito  vitale e   uomo  spirituale.

Come possiamo vedere da questo specchietto, la natura umana interiore dell’uomo è molto complessa la quale presenta  tre aspetti, di cui: un aspetto triarticolato sul piano fisico; un aspetto triarticolato sul piano animico e un aspetto triarticolato sul piano spirituale; l’anima è l’anello che congiunge il piano fisico al piano spirituale nella quale vive l’Io, il quale sperimenta attraverso di essa l’esperienza  terrena  tramite cui sviluppa la coscienza dell’io  da cui nasce la Personalità umana. Nel  libro citato, Rudolf Steiner scrive:

«L’Io vive nell’anima. Sebbene la più alta manifestazione dell’Io appartenga all’anima cosciente, va tuttavia detto che irradiando da questa, l’Io pervade tutta l’anima e attraverso di lei agisce sul corpo. Nell’Io è vivente lo Spirito. Lo Spirito s’irradia nell’Io e vive in esso come nel suo involucro, allo stesso modo con cui l’Io vive nell’anima e nel corpo come nei suoi involucri. Lo Spirito forma l’Io [Superiore] dall’interno verso l’esterno; il mondo minerale lo forma dall’esterno verso l’interno [l’io inferiore]. Alla spiritualità formatrice dell’Io e vivente quale Io [Superiore]daremo il nome di Sé Spirituale, poiché si manifesta come “Io” o Sé [Superiore] dell’uomo» (Ibidem, O.O. n. 12, pag. 40).

Come possiamo capire da queste parole che possono sembrare alquanto enigmatiche per chi non è ancora molto addentro alla concezione della Scienza dello Spirito o antroposofia, Rudolf Steiner menziona i due aspetti dell’Io umano, di  cui l’io inferiore che viene formato dal mondo esterno, da cui nasce la Personalità umana; dall’altra l’Io Superiore che viene formato dalla manifestazione del mondo spirituale nell’Io umano,  da cui nasce l’Individualità autonoma dell’uomo superiore.  Poi Rudolf Steiner menziona inoltre, pochissime volte, un terzo Io umano esistente nel mondo sopraspirituale e che definisce il vero nucleo superiore dell’uomo e che chiama Vero Io o la “Scintilla divina”, quale dono del fuoco creatore del Logos divino della Trinità Divina del nostro Sole. Egli ne parla aforisticamente nel libro “Sulla via dell’Iniziazione” O. O. n. 12, dove nelle ultime quattro pagine ne fa un breve accenno, dove in sostanza si può riassumere dicendo:   «L’ambiente sopraspirituale conferisce all’anima umana la conoscenza di questo “Vero Io”. Come la coscienza soprasensibile può sperimentare se stessa nel corpo eterico e nel nell’astrale, cosi può sperimentarsi anche nel Vero Io» (Ibidem, pag. 193).

Rudolf Steiner ne parla poco di questo Vero Io, giacché la sua realizzazione sul piano sovraspiritule è già alquanto difficile per degli iniziati, a maggior ragione quindi, lo è ancor di più per gli allievi dello spirito, specialmente nel nostro periodo evolutivo così materialista. Quest’altissimo grado evolutivo potrà essere realizzato in modo naturale dall’umanità nel settimo periodo di cultura, cioè dopo che nel sesto periodo l’uomo avrà accolto e perfezionato un principio del Sé spirituale. Pertanto nel nostro quinto periodo di cultura il discepolo dello spirito può già iniziare attraverso una disciplina metodica, il lavoro di purificazione spirituale su se stesso, accelerando lo sviluppo  dell’anima cosciente e realizzando l’unione col Sé spirituale e di conseguenza con l’Io Superiore.

È quindi importante saper distinguere tra la Personalità e l’Individualità e il mistero dei tre Io umani, per il fatto che ci permetterà  di avvicinarci con umile devozione al Mistero ancora più grande del “Vero Io” del Cristo, ossia l’Io Sono l’Io Sono”.

Dobbiamo perciò iniziare a capire che l’io che l’uomo crede di avere quale realtà di se stesso nel mondo fisico terrestre, non è altro che un’immagine imperfetta rispecchiata nel corpo astrale umano dal suo Io superiore, cioè l’Individualità umana quale vera realtà superiore spirituale dell’uomo, il vero nocciolo animico interiore, quello cioè che decide d’incarnarsi in ogni vita terrena per evolversi e conquistare attraverso le sue esperienze terrene, l’autonomia dal consesso degli Dei. Se l’uomo fosse rimasto qual è stato creato dagli Spiriti della Forma o Elohim, egli sarebbe già divinizzato fin dalla metà dell’Epoca Atlantica, ma sarebbe semplicemente un essere automa, uno specchio degli Dei. Così però non vollero le divinità gerarchiche spirituali superiori che secondo il disegno di divinità ancor più in alto nella scala gerarchica, decisero per l’uomo diversamente: ossia che l’uomo divenisse un essere particolare peculiare, portatore di un impulso autonomo e libero cui a nessuna gerarchia spirituale superiore è stato mai dato di realizzare nell’ambito del nostro sistema solare.  Ma l’uomo o l’Individualità umana creata dagli Elohim non avrebbe mai potuto realizzare quest’autonomia dagli Dei creatori senza l’aiuto di spiriti inibitori, ossia dei super-uomini luciferici rimasti indietro come citato, nell’evoluzione cosmica planetaria o eone precedente dell’antica Luna. È solo grazie all’intromissione di questi spiriti luciferici che s’insediarono come dei parassiti nell’uomo, o meglio nel corpo astrale originario dell’uomo-animale proveniente dall’evoluzione dell’antica Luna, che a causa dell’oscuramento di questi spiriti ritardatari, l’anima umana si divise in due parti. Di cui nella parte del corpo astrale originario superiore rimasto puro, gli Spiriti della Forma o Elohim solari fecero fluire nell’uomo una scintilla del loro fuoco divino, cioè l’Io umano quale arto più basso del loro essere settemplice23; per cui l’uomo divenne l’Individualità umana superiore altruista che ispira l’uomo inferiore o io terreno, a compiere il bene. L’altra parte inferiore più bassa che oscuratasi a causa dell’astralità impura non purificata degli spiriti luciferici sull’antica Luna, prese invece la via delle incarnazioni terrene. Nel mondo fisico attraverso le ripetute incarnazioni dell’Individualità superiore che non scende mai fino al livello terreno, venne formandosi l’io inferiore egoista quale rispecchiamento imperfetto dell’Io superiore nel corpo astrale umano oscurato dalle basse forze astrali degli spiriti luciferici, i quali ispirano e spingono l’uomo al proprio godimento personale egoista di desideri, brame e passioni che essi non purificarono sull’antica Luna. Per cui col tempo venne formandosi la Personalità umana terrena, in parte dallo sviluppo della coscienza24 nell’uomo attraverso la cultura e la saggezza dell’antica civiltà greco-romana. Essa agiva anticamente nell’uomo esteriormente, terrorizzando chi si era macchiato di cattive azioni assumendo delle immagini spaventose che erano chiamate “Erinni” o “Furie”, cui soltanto alcuni secoli più tardi nel quarto secolo a.C. si trasferì nell’interiorità dell’anima umana  come possiamo vedere da alcuni drammaturghi greci, tra i quali Eschilo (525 a.C. – 456 a.C.) ed Euripide (485 a.C. – 406 a.C.). E dall’altra con l’avvento del Cristo, la coscienza  emerse sempre più dalla sua interiorità umana insieme all’Io individuale che grazie all’impulso del cristianesimo, andò sempre più sciogliendosi dai ceppi dell’anima di gruppo e dal fatto che il pensiero andò rafforzandosi e sviluppandosi come pensiero individuale, fino a che l’uomo arrivò ad auto-conoscersi come un essere singolo e autonomo che si distingue da tutto ciò che esiste nel mondo esterno e che appunto fa di esso una persona umana a sé, unica e irripetibile, ovverosia un “individuo”, ossia la Personalità umana.

Dalla conoscenza che c’è data dalla Scienza antroposofica, dobbiamo pertanto imparare a distinguere bene la nostra Personalità umana inferiore, dalla nostra Individualità umana superiore, attraverso cui opera da un livello ancor più elevato del vero e puro mondo dello Spirito il nocciolo, della vera essenza divina di noi stessi: la “Scintilla divina” o Vero Io; ossia il micro logos umano proveniente dal mondo della “Parola cosmica”, cioè da quei mondi superiori oltre la scala gerarchica del nostro sistema stellare da cui proviene anche l’Entità divina del Cristo. L’Io superiore o Individualità umana porta in sé la sintesi dell’estratto spirituale di tutte le nostre Personalità umane terrene vissute sulla Terra; cioè porta in sé il karma quale risultato di tutte le nostre azioni delle incarnazioni terrene, dove abbiamo perfezionato e nobilitato, oppure reso più imperfetto il nostro io terreno da azioni scriteriate. Per cui, dopo la morte, la parte di noi stessi che non abbiamo nobilitato resta indietro nel mondo lunare come citato, mentre quella nobilitata che abbiamo purificato ed elevata a una maggiore coscienza morale è accolta e congiunta al nostro Io superiore che, dopo essersi esteso fino ai mondi spirituali superiori e consegnato i frutti della vita terrena agli Dei, ritorna di nuovo dopo alcuni secoli con le nuove facoltà spirituali verso una nuova incarnazione ed esperienza terrena. Quando arriverà di nuovo il momento di incarnarsi, l’Individualità umana scenderà dai mondi spirituali superiori portando con sé i germi spirituali del nuovo corpo umano che ha rinnovato e perfezionato con le nuove facoltà spirituali superiori e lo unirà spiritualmente al momento opportuno …, a una coppia di genitori terreni; egli però come citato non scende mai sul piano fisico, ma resta nel mondo spirituale da dove riflette nel corpo astrale umano imperfetto, la sua immagine spirituale nel bambino che verrà a nascere. A quel punto l’Io superiore avrà cura del bambino operando e organizzando il suo cervello con le forze cosmiche per circa tre anni, dopodiché cessa questo lavoro per il fatto che il capo del bambino inizia a indurirsi; continuare vorrebbe dire mettere in pericolo la vita del bambino perché non potrebbe più sopportare le forze cosmiche dell’Io superiore; difatti, la “fontanella” del capo del bambino dopo alcuni anni, non è più molle. L’Io superiore dopo aver compiuto il lavoro spirituale sul capo del bambino ritira le sue forze cosmiche da tale compito, e dal mondo spirituale avvolge con i suoi raggi di luce l’anima del bambino seguendolo passo dopo  passo, ispirandolo in modo incosciente e preparando il suo destino karmico futuro terreno che andrà manifestandosi nella vita affettiva e sociale dell’uomo, da cui verrà sviluppandosi attraverso l’evolversi della coscienza dell’io terreno, la nuova Personalità umana. Il compito dell’uomo in ogni vita terrena, è quell’appunto di lavorare alla trasformazione dei suoi arti perituri inferiori in arti imperituri superiori in modo da elevare la sua coscienza morale fino a congiungersi con la sua immagine o Io superiore che a quel punto, potrà unirsi col suo Vero Io e con il Vero Io del Cristo. Vale a dire che quando l’io inferiore si sarà congiunto all’Io superiore e avrà trasformato col suo aiuto, una parte del corpo astrale in Sé spirituale, una parte del corpo eterico in spirito Vitale e una parte del corpo fisico in Uomo spirito, l’uomo salirà al gradino di Angelo e a quel  punto, anche la Terra avrà compiuto la sua missione e sarà trasformata dall’uomo con l’aiuto del Cristo, in una Terra spirituale chiamata “Giove” o, la nuova “Gerusalemme Celeste” dell’Apocalisse di Giovanni (Apocalisse cap. 21).  (VIII. Continua)

Collegno,    gennaio   2023          Antonio Coscia

Agg. 25 gennaio 2023

Note Antroposofiche

22    L’Entità divina chiamata Yahveh o Jehovah è un essere molto complesso che Rudolf Steiner lo caratterizza in alcune conferenze a volte come un’Entità normale appartenente alla categoria degli Spiriti della Forma o Elohim creatori, e a volte come uno Spirito della Saggezza che sacrifica la sua essenza solare per prendere dimora sulla Luna. Nel libro “Genesi O.O. 122”, Rudolf Steiner mette in luce un altro aspetto di Jahvè o Jehovah, dovuto a un’attività particolare dei sette Elohim solari, i quali non avendo le forze sufficienti per creare l’uomo chiedono aiuto alla divinità Trina superiore. Per potersi elevare fino a quell’altissima dimensione si  uniscono insieme e creano  un essere spirituale composito, che Rudolf Steiner chiama “Elohimità”  e che è la stessa Entità divina spirituale che nel secondo capitolo della Bibbia è chiamato Yahve-Elohim, cioè il “Signore Dio”. Yahve-Elohim, è l’Elohah lunare che rappresenta la coscienza unitaria dei sette Elohim solari creatori, il quale sacrifica la sua essenza solare per prendere dimora sulla Luna, da dove ha il compito di contrastare le forze eteriche solari provenienti da Lucifero dal Sole che non sono giustificate entro il piano cosmico normale degli Elohim solari. Egli ha inoltre diversi compiti spirituali tra i quali quello di formare il corpo di terra di  Adamo, dopo avergli donato una parte del suo fuoco divino, ossia l’Io umano. Per meglio capire questo concetto di Yahveh o Jehovah, estraiamo dal libro sopra citato delle parole in cui Rudolf Steiner caratterizza l’esistenza e la missione di questo potente Spirito gerarchico, dove appunto dice:  

«Sappiamo dal racconto della Genesi che gli Elohim erano le grandi potenze dirigenti. Chi fra le forze degli Elohim operò il grandioso fatto dell’uscita della Luna, rendendo di conseguenza possibile il vero e proprio essere umano, non era altro se non quello che aveva operato l’avanzamento cosmico degli Elohim a Yahve-Elohim, che aveva condotto l’essere degli Elohim a Yahve-Elohim. Esso rimase unito con la Luna e condusse poi anche la Luna fuori dalla nostra Terra. Possiamo quindi dire: “Il corpo della Luna che troviamo entro la nostra creazione è intimamente legato con quello che noi chiamiamo Yahve-Elohim”» (pag.164, ibidem).

E in un altro libro intitolato “Le Entità spirituali nei corpi celesti e nei regni della natura”, Rudolf Steiner caratterizza Jahvè o Jehovah, come un altissimo Spirito della Saggezza che anch’egli lascia la sua essenza solare sul Sole per dimorare sulla Luna, in modo da contrastare l’azione di Lucifero dall’ambito solare. Di cui anche qui, a pag. 168, leggiamo: «Gli Spiriti della Saggezza fondarono sulla Luna una loro colonia, per salvare l’equilibrio; [tra le forze eteriche che derivano da Lucifero dal Sole da cui proviene il minerale aurifero terrestre, e il minerale d’argento che viene creato dalle forze eteriche di Jahvè o Jehovah che agisce dalla Luna] … Con ciò la Luna viene per così dire designata come il punto di partenza delle forze d’azione dell’oppositore di Lucifero sull’umanità: Jahvè, o Jehovah, è l’antagonista di Lucifero» (ibidem).

Come possiamo vedere al nome di Jahveh o Jehovah, sono legati diversi spiriti potenti appartenenti alle diverse classi della seconda gerarchia spirituale, cioè le “Potestà, Virtù e Dominazioni” che hanno il compito di contrastare Lucifero, quale spirito dell’ostacolo nel suo operare attraverso le diverse dimensioni cosmiche tra le quali, anche quello nei riguardi dell’ottava sfera. Pertanto anche la figura di Lucifero acquista una complessa identità appartenente alle diverse gerarchie dell’ostacolo, tra cui quelle angeliche rimaste indietro sull’antica Luna, la cui guida conosciamo col nome di Lucifero, cioè il tentatore della coppia biblica Adamo ed Eva. Possiamo ancora aggiungere che nella sfera spirituale lunare opera l’altissima Entità solare di Jahvè o Jehovah, uno dei sette Elohim solari (Exusiai o Potestà), (tramite cui opera lo Spirito Santo dall’altissima sfera della “Trinità divina”), cui anch’egli sacrifica la sua parte solare per trasferirsi sulla Luna da dove guida il popolo ebraico. Egli ha il  compito non solo di ostacolare l’ottava sfera (vedi la nota 19) attraverso cui operano le influenze nefaste di Lucifero e Arimane, che vorrebbero strappare parte dell’essenza umana per creare un mondo umano vuoto, spettrale,  ma ha anche il compito  di ri-unire di nuovo la Luna alla Terra alla fine della “guerra di tutti contro tutti”, e più avanti in un futuro ancora lontano,  di ri-unire la Luna e la Terra col Sole. Alla fine, compiuta la sua missione cosmica – umana,  Egli si unirà di nuovo ai suoi sei fratelli solari, per una maggiore evoluzione verso le altezze spirituali.  

23 Come nell’uomo distinguiamo sette parti costitutivi, cui l’Io umano è la parte centrale fra i tre corpi  inferiori che l’uomo deve purificare nell’arco del nostro eone terrestre, e tre corpi superiori che sono ancora in germe e che svilupperà ne prossimi eoni futuri di Giove, venere e Vulcano. Anche le divinità spirituali del nostro sistema solare sono costituiti da sette arti cosmici spirituali che diversamente dall’uomo, il loro centro lavora alla trasformazione dei tre corpi macrocosmici superiori. Occorre qui distinguere tra i loro corpi cosmici planetari  e i loro corpi superiori macrocosmici stellari, di cui i primi inferiori si manifestano nel cosmo planetario in modo singolo, mentre quelli superiori si manifestano nel macrocosmo stellare in una unità spirituale con gli altri Dei. Prendendo in esame gli Spiriti della Forma o Elohim solari, nell’Epoca Lemurica erano costituiti dal basso verso l’alto, da quattro corpi cosmici planetari perfettamente evoluti, cioè: da un Io, un Sé Spirituale, uno Spirito Vitale e un Uomo Spirito. Poi erano costituiti da tre corpi macrocosmici che trasformeranno completamente nei prossimi eoni cosmici futuri. Pertanto nell’Epoca Lemurica avendo essi trasformato il loro corpo cosmico planetario dell’Uomo Spirito in un corpo macrocosmico stellare, acquisirono con ciò un ottavo corpo superiore macrocosmico, per questo poterono donare  all’uomo il loro corpo planetario inferiore, cioè l’Io umano. Cosicché l’uomo che era ancora un essere uomo-animale proveniente dall’evoluzione dell’antico stato di coscienza lunare, si elevò dallo stato uomo-animale  allo stato di uomo-dio  tramite Gesù di Nazareth.

 24    Prima dell’evento del Cristo la coscienza umana non era ancora presente nell’uomo come nello stato attuale; essa si manifestava attraverso una coscienza chiaroveggente ottusa che possedevano ancora i popoli antichi quali i greci e i romani. Mentre nell’uomo attuale il rimorso per aver compiuto una cattiva azione è accompagnato da un disagio interiore o dalla sofferenza animica per ciò che di male abbiamo compiuto, nei greci e nei romani antichi si presentava loro un’immagine astrale esteriore terrificante che terrorizzava e perseguitava chi si era reso colpevole di un’azione malvagia. Queste immagini spettrali erano temute e conosciute dai greci col nome di «Erinni» e presso i romani col nome di «Furie». Col passare dei secoli insieme alla scomparsa della chiaroveggenza ottusa dell’umanità, anche queste immagini spettrali scomparvero lasciando il posto alla «voce della coscienza» che similmente a un giudice severo, cominciò a manifestarsi dal profondo umano giudicando e rimproverando quelle azioni scriteriate, mettendo l’uomo di fronte alla sua responsabilità morale. Essa cominciò a manifestarsi in concomitanza dell’evento del Golgotha tramite l’Impulso dell’Io-Cristo scaturito dall’incarnazione dell’altissima Entità solare nel corpo di Gesù di Nazareth. Questa coscienza del Cristo nasce durante lo sviluppo dell’anima razionale come coscienza d’amore dell’Io cosmico nell’umanità, manifestandosi dapprima in modo istintivo e alimentato da una fede viva nel Cristo cosmico. Con l’avvento di Costantino il Grande, il cristianesimo divenne religione di Stato perdendo così la freschezza quale originario cristianesimo cosmico nascente, indurendosi sempre più nei dogmi di un cristianesimo divenuto nell’arco dei secoli una sintesi di romanesimo, ebraismo e paganesimo. Cosicché la coscienza del Cristo fu sospinta dalle forze arimaniche nel profondo, facendo emergere sempre più una coscienza egoistica arimanizzata che nel periodo dello sviluppo dell’anima cosciente (vedi le note 7-8) causò tanto dolore e sofferenze nell’umanità con le due guerre mondiali (1914-18 e 1939-45) con la disastrosa perdita di 55 milioni di morti, tra militari e civili. Occorre che oggi appunto se non vogliamo andare verso disastri peggiori, dobbiamo risvegliare la coscienza del Cristo così come insegnato dalla Scienza dello Spirito o antroposofia, in modo da realizzare nell’umanità attraverso l’Impulso del Cristo, quell’amore cosmico umano, il solo che possa unire gli uomini in una nuova fratellanza universale in unità col Cristo, in vista del prossimo avvento della comunità di Filadelfia quale sesto periodo futuro del Sé spirituale.

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