
Lo zodiaco rappresentato in un mosaico del VI secolo nella sinagoga di Beit Alfa, oggi in Israele
«… supponiamo di osservare il sorgere del Sole il 21 marzo all’inizio dell’equinozio di primavera: allora troveremo un determinato punto del cielo da cui il Sole sorge. Se noi guardiamo attualmente, il 21 marzo, il punto in cui sorge il Sole, troviamo sullo sfondo di questo punto celeste, la costellazione dei Pesci. E in questa costellazione il sole sorge già da diversi secoli [in concomitanza con lo sviluppo dell’anima cosciente all’inizio del 1413], ma non sempre nella stessa posizione, poiché questo punto di primavera, donde il Sole sorge il 21 marzo, retrocede via via nella costellazione dei Pesci … [ retrocedendo verso la costellazione dell’Acquario, cui vi entrerà nel 3573 circa, con l’avvento del Sé spirituale]; (L’azione delle stelle e dei pianeti sulla vita terrestre, O.O.354). Rudolf Steiner
Epoca dei Pesci o dell’Acquario? VII
Riepilogando, quindi, ancora le informazioni di Rudolf Steiner e facendo dei semplici calcoli, possiamo stabilire ora a quanti gradi il Sole durante l’equinozio di primavera di quest’anno, nascesse nel segno dei Pesci. Se l’anno cosmico dura circa 25920 anni, un giorno cosmico sarà uguale a 25920: 360= 72 anni circa. Rudolf Steiner, stando alla comunicazione di questa conferenza, calcola l’entrata del periodo dei Pesci in concomitanza con la nascita e sviluppo dell’anima cosciente, ossia nel 1413. Se ora sottraiamo all’anno 2019 – 1413 = 606 anni, ossia gli anni che il Sole è retrocesso attraverso i gradi della costellazione dei Pesci. Calcolando ora che un grado (1°) è uguale a un giorno cosmico cioè 72 anni circa, avremo che 606: 72= 8°, 41’, cioè otto gradi e quarantuno primi; vale adire che il Sole durante l’equinozio di primavera del 21 marzo di quest’anno, sorgeva a circa nove gradi (9°) dalla costellazione dei Pesci. Pertanto, il Sole per retrocedere dei restanti 21 gradi per arrivare alla costellazione dell’Acquario, impiegherebbe ancora 2160-606= 1554 anni circa; vale a dire circa alla fine del quinto periodo di cultura, cioè 2019+1554=circa l’anno 3573. Possiamo quindi affermare che secondo la Scienza antroposofica, il Sole durante l’equinozio di primavera di quest’anno, nasceva a circa 9° gradi dalla costellazione dei Pesci e vi rimarrà ancora per circa 1500 anni; cioè fino a quando in quel lontano futuro del 3573, il Sole nascerà durante l’equinozio di primavera nella costellazione dell’Acquario. Il periodo dell’Acquario pertanto inizierà in concomitanza con l’entrata dello sviluppo del Sé spirituale, vale a dire nel sesto periodo di cultura del 21 marzo del 3573 e terminerà il 21 marzo del 5733; cioè con l’entrata del settimo e ultimo periodo di cultura, dove dopo la congiunzione della Luna con la Terra, finirà verso la fine del 7893 con la tremenda catastrofe della “guerra di tutti contro tutti” dovuto all’enorme egoismo umano che si svilupperà in quel lontanissimo futuro terrestre.
Occorre qui ricordare di non considerare questi calcoli in modo rigido, in quanto il mondo spirituale cosmico e il mondo umano terrestre seguono ritmi diversi del tempo. Difatti abbiamo visto che nel mondo spirituale cosmico, il tempo di un giorno è uguale a 72 anni della vita umana sulla Terra, e che un anno cosmico Platonico è uguale a 25920 anni terrestri. Perciò come possiamo vedere, i tempi terrestri sono infinitamente piccoli nei confronti di quelli degli Dei, per cui la sofferenza umana può essere vista dal loro punto di vista, come un piccolo evento della durata di un giorno, necessario per la formazione e lo sviluppo della coscienza morale umana, e pertanto le date del tempo terrestre si allungano o si accorciano nei riguardi dei grandi eventi cosmici, secondo la manifestazione divina che determina le “leggi cosmiche” dello sviluppo planetario e terrestre. Ciò non vuol dire però che alcune influenze uraniane (Urano è signore dell’Acquario), non si facciano o si siano già fatte sentire da alcuni anni, attraverso le innovazioni belliche usate durante l’ultima guerra mondiale e in modo particolare, la scellerata invenzione della bomba atomica (grazie alle ispirazioni di Arimane) che causò l’annientamento di due città giapponesi Hiroshima e Nagasaki. E anche dall’enorme emancipazione animica dello sviluppo tecnologico informatico che ha portato a uno sviluppo materiale precoce dell’intelletto umano e in modo particolare nell’infanzia, laddove i cellulari, tablet per bambini, etc. creano nervosismo e disturbi mentali di diverso genere accompagnati da mal di testa e disturbi muscolari, dovuto alla cattiva postura che assumono durante il funzionamento di questi oggetti, dai quali, sono quasi come ipnotizzati e dipendenti dalle immagini virtuali. Tutta questa emancipazione uraniana che avrebbe potuto svilupparsi, tramite un aspetto di benessere più positivo nell’ambito della comunità umana, non essendo stato suffragato purtroppo da una forza morale cristiana, sta creando nell’umanità una forma di forte egoismo. Dietro di ciò è da ricercare la causa da parte di entità dell’ostacolo che influenzano con i loro influssi negativi l’anima umana che soccombe, non avendo sviluppato in sé quella forza morale che possa reagire e la liberi dalla paura e dall’incertezza, finendo così alla fine, di creare zizzania e caos sociale tra le diverse classi di ceti sociali. Ma quel che è peggiore, assistiamo a volte a delle manifestazioni cui vediamo emergere dal profondo antiche forme di razzismo e atteggiamenti “fascistoidi” non ancora del tutto superati, a causa del disamore tra gli uomini che in tal modo, preparano incoscientemente la futura “guerra di tutti contro tutti”.
Affinché l’umanità non vada verso il baratro asurico dove può perdere una “parte animica” di sé stessa carpita dalle forze negative degli spiriti dell’ostacolo dell’ottava sfera che cercano di distruggere l’anima umana in modo che non arrivi a realizzare la sua meta divina, deve compenetrarsi della conoscenza del Cristo e dell’impulso del Cristo; solo compenetrandoci delle forze solari del Cristo possiamo difenderci dagli spiriti del male. Soltanto attraverso l’impulso cristiano possiamo sottrarci dall’influsso malefico nel nostro quinto periodo di cultura in modo da prepararci ad accogliere nel prossimo sesto periodo di cultura situato sotto il segno dell’Acquario, ad accogliere non solo il principio del Sé spirituale ma anche la conoscenza attraverso la magica parola del grande bodhisattva Maitreya che diventerà il primo Buddha umano cristiano. Affinché dunque l’umanità possa realizzare nel sesto periodo di cultura quelle nozze menzionate dal Vangelo di Giovanni (Gv 2,1-12), dobbiamo cercare di sviluppare l’anima cosciente entro il quinto periodo di cultura, attraverso le forze di sacrificio e di fede coadiuvate dalle forze intellettuali che caratterizzano il segno dei Pesci, cui vanno però trasformate in forze immaginative secondo la conoscenza antroposofica. Tramite queste facoltà spirituali insieme alla guida del nostro periodo in cui operano maggiormente le forze micheliane (1889-2300 circa), possiamo purificare e preparare la nostra anima (il corpo astrale) attraverso quell’atto catartico cui diventi pura simile alla “vergine Sofia”, cosicché possiamo essere in grado non solo di avere l’incontro col Cristo eterico ma anche per essere preparati per quel lontano futuro che abbiamo sopra citato. Per questo occorre che l’umanità e in modo particolare i popoli europei, debbano superare l’egoismo nazionale materialista alfine che l’Europa possa unirsi non solo dal lato economico materiale, ma anche da quell’animico-spirituale, mediante un atteggiamento morale di vera fratellanza, in cui ogni uomo possa superare l’atteggiamento egocentrico nazionalista e sovranista, e riconoscersi come cittadino europeo. Non si tratta qui di rinnegare la propria origine, la quale contraddistingue ogni uomo sul piano fisico-animico, quale cittadino appartenente a ogni singolo popolo che può essere italiano, francese, tedesco, ecc., non si vuole con questo dire di soffocare l’amore per la propria patria (che nulla ha a che fare col nazionalismo o altro). Ma è semplicemente quello di aprirsi a una comunità sociale variegata più allargata che tenda cioè ad aprirsi alle influenze dello stesso Spirito cosmico comune ad ogni popolo, il quale opera all’unione di una vera fratellanza umana e alla vera libertà individuale, diversamente dallo Spirito luciferico Jahvetico che tende invece a separare affinché non si realizzi la meta terrestre: cioè che la Terra diventi espressione del Cristo. Affinché ciò possa essere realizzato, occorre che ognuno prenda coscienza della sua natura umana-divina come si è cercato di evidenziare in questo tema, e che possa accogliere la conoscenza antroposofica tramite la quale può essere aiutato attraverso la comprensione di che cosa è significato l’evento del Golgotha in Palestina, e come possiamo contribuire alla realizzazione del vero impulso cristiano nella comunità sociale terrena, accogliendo l’Impulso del Cristo23 in modo da risvegliare in noi la “coscienza del Cristo”.24
Per cui possiamo terminare quest’articolo dicendo che abbiamo toccato sintetizzando diversi aspetti che andrebbero ulteriormente approfonditi, possibilmente però in una sede antroposofica dove il dialogo può essere più fruttuoso, in quanto va da anima umana ad anima umana, senza l’intercessione delle forze arimaniche che operano attraverso il W.W.W. (World Wide Web, ossia la “ragnatela globale” di Internet) come “forme vuote”, come “gusci virtuali”, cui un giorno (quando la Luna si unirà alla Terra) ci ritroveremo a combattere quali esseri mostruosi di “ragni vegeto-minerali”.25 Forse, oggi, possiamo riempire in parte questi gusci vuoti, se riuscissimo a immettere nella loro “controparte spirituale arimanica” i nostri pensieri scaldati dal calore di un cuore cristiano, sia nello scriverli e pubblicarli, sia nell’accoglierli e rifletterli; ciò eviterebbe forse tanti contrasti al posto del discorso dialogico che dovrebbe invece, sempre regnare quale principio del rispetto per l’altro. Un giorno un emerito antroposofo, il dott. Giuseppe Leonelli, disse che tra l’uomo e la macchina (qui la cosa è però assai diversa) si crea un vuoto spirituale, cui possiamo riempire con la nostra coscienza cristica e redimere in tal modo gli “esseri elementari” cui la macchina è una loro manifestazione sul piano fisico-minerale. Allora non feci molto caso alle sue parole ma oggi ripensandoci, forse egli volle dirci di imparare a essere grati a ogni cosa che si presta a un nostro uso in quanto dietro è presente il sacrificio di un essere che è incantato nella forma minerale, alfine che l’uomo possa rafforzarsi e arrivare a quella meta prestabilita dagli Dei.
Terminiamo dunque dicendo che il nostro studio sui calcoli fornitaci dalle parole di alcuni spunti di conferenze di Rudolf Steiner, ci portano a dire che per ora siamo ancora a circa un terzo dalla costellazione dei Pesci, che quale simbolo cristiano ci ricorda il periodo cui il Cristo si separò dall’umanità nel periodo dell’Epoca Iperborea, cioè la separazione del Sole dalla Terra-Luna.26 Oggi siamo di nuovo sotto il segno dei Pesci, in cui il Cristo è di nuovo qui con noi, quale Sua seconda venuta nel corpo eterico di luce27; sta a noi prepararci ad accoglierlo o respingerlo, preparandoci moralmente e spiritualmente alfine di sviluppare nel modo giusto l’anima cosciente, cosicché l’uomo secondo la Scienza antroposofica, possa “trovare in sé un che di divino, perché la sua più caratteristica essenza proviene dal divino” (la Scienza Occulta O.O.10 ed. Antroposofica Milano).
Collegno 24 settembre 2019 Antonio Coscia
1° Agg. Luglio 2020 – 2° Agg. Aprile 2023
Note Antroposofiche
23 Rudolf Steiner dice che l’Impulso del Cristo è quel giovanetto che seguiva Gesù di Nazareth da lontano, cui i soldati romani cercano invano di afferrarlo ma riescono soltanto a togliergli il lenzuolo di dosso che lo avvolgeva, cui egli sfuggì loro restando nudo (Mc 14,50-52); ossia, l’Impulso Io-Cristo venne spogliato del suo corpo eterico, cosicché il suo Io restò nudo senza involucri, cui l’umanità deve rivestirlo del corpo fisico (spirituale), del corpo eterico e del corpo astrale, affinché possa aiutare l’umanità a superare le catastrofi future. E ancora Rudolf Steiner a chiarire questo aspetto nel libro “Cristo e l’anima umana” dicendo: «Si può così stabilire una norma: tutto quanto viene creato da forze, di azioni di fede e di fiducia, di azioni compiute attraverso la meraviglia e l’ammirazione, tutto questo, poiché nello stesso tempo lo diamo all’Io del Cristo, è qualcosa che si avvolge intorno al Cristo stesso come un involucro, paragonabile al corpo astrale di un uomo. Noi formiamo il corpo astrale che avvolge l’impulso del Cristo per mezzo di tutte le nostre azioni morali di meraviglia, di fiducia, di venerazione e di fede. Per mezzo di tutte queste azioni noi suscitiamo l’amore, e tutto ciò è già nel senso della frase citata: “Quel che avete fatto al minimo dei miei fratelli, l’avete fatto a me”(Mt 25,40). Noi formiamo inoltre il corpo eterico del Cristo con le nostre “azioni d’amore”; infine, mediante quello che vien prodotto nel mondo per effetto degli “impulsi della coscienza [cioè quelle azioni buone che facciamo con consapevolezza], noi, formiamo per l’impulso del Cristo quello che corrisponde al corpo fisico dell’uomo … Così si compirà l’evoluzione futura dell’umanità per la collaborazione fra gli impulsi degli uomini e l’impulso del Cristo; noi vediamo in prospettiva davanti a noi l’umanità come un grande organismo articolato. Nella misura in cui gli uomini saranno in grado d’inserire le loro azioni in questo grande organismo, di formare un involucro con i loro impulsi e le loro azioni, essi avranno gettato le basi, lungo l’evoluzione della Terra, di una grande comunità interamente compenetrata dall’impulso del Cristo…Con l’evento del Golgotha la più alta individualità [lo Spirito del Sole], penetrò nell’evoluzione terrestre; e in quanto gli uomini avranno coordinato in modo cosciente la loro vita intorno ad essa, circonderanno, rivestiranno l’impulso del Cristo come di un involucro del quale il Cristo sarà il nocciolo, il centro». (Ibidem pag. 122-126).
24 La coscienza del Cristo è la coscienza di cui parla S. Paolo che operava in lui da quando divenne discepolo del Cristo dopo essere stato folgorato da una luce molto intensa sulla “via di Damasco” che causò la sua cecità per tre giorni e che sarà poi guarito da Anania di Damasco. Egli era stato fermato dal Cristo in quanto acerrimo perseguitore dei cristiani cui dopo essere stato guarito dalla cecità spirituale, divenne il più fervente discepolo e divulgatore del cristianesimo per il fatto che la sua vita cambiò radicalmente e la sua Personalità umana completamente trasformata dall’Impulso del Cristo che opererà e agirà in lui come una coscienza superiore dell’Io del Cristo, di cui la famosa locuzione: “Non io ma il Cristo in me”. Dal XX secolo in poi è possibile a ogni uomo risvegliare in sé la coscienza del Cristo trasferitasi nell’umanità durante il quinto sacrificio dell’anima Natanica (vedi “Il Maestro Gesù, il Cristo Gesù e il Cristo II”, nel blog “Pensieri Antroposofici dell’Anima”), che a causa del materialismo sviluppatosi dal XVI secolo in poi, molte anime dopo la morte oscurarono il mondo astrale adiacente alla Terra dove era presente appunto l’anima Natanica o Adamitica26 di cui parla il vangelo di Luca, cioè il Cristo Gesù, quale portatore di una parte della coscienza del Cristo. A causa di quest’oscuramento arimanico il Cristo Gesù venne come dire soffocato, e a quel punto fu necessario che il Dio Altissimo solare (Cristo) intervenisse di nuovo per salvaguardare quest’anima divina-umana dal soffocamento e perdita della coscienza dell’io cristico. Per meglio dire, la coscienza cristica di quest’anima angelica di luce, fu come dire soffocata, oscurata da forze materialistiche arimaniche sviluppatesi dal XVI al XIX secolo, da anime umane che varcarono la porta della morte causando uno spegnimento della sua coscienza. Questo richiamò di nuovo l’intervento del Cristo che accolse in sé questa sfera nera del materialismo, risvegliando così l’anima Natanica: questa volta però essa non fu risvegliata nell’Io umano come fu durante la morte e resurrezione dell’evento del Golgotha, ma fu risvegliata nel Sé spirituale; ciò determinò come conseguenza che nel mondo terrestre avvenisse una rinascita della coscienza del Cristo entro le anime umane, per il fatto che esiste una legge spirituale che Rudolf Steiner rivela, dicendo che: “Tutto ciò che muore in una sfera spirituale superiore, risorge in una sfera materiale inferiore”. (Vedi anche in questo Blog: “Epoca dei Pesci o dell’Acquario? IV”).
25 Rudolf Steiner, in una conferenza tenuta a Dornach il 13 maggio 1921, ci comunica che tutti i pensieri pensati dall’intelletto umano sono come ombre non hanno nulla di reale, e quando in lontano futuro la Luna si riunirà di nuovo alla Terra, tutti i pensieri che non sono stati elevati al mondo spirituale prenderanno forma reale, cioè si animeranno come degli orrendi ragni giganteschi che avranno consistenza di una materia costituita tra il minerale e il vegetale: ossia la loro natura sarà una natura vegeto-minerale. Ciò vale anche per la rete di Internet, la quale costituirà una gigantesca genia di orrendi ragni dotati di una saggezza gigantesca, saranno degli esseri automatici (arimanici) dotati di un intelletto intenso, eccessivo. Tutto ciò che è pensato dall’uomo che non si purifica e sale verso l’alto, resta indietro come scoria, come un involucro che in un lontano futuro s’incorporeranno degli esseri che assumeranno la forma di orrendi ragni semiminerali e semivegetali, che copriranno lo strato aereo della Terra.
26 Nell’Epoca Iperborea Sole, Terra e Luna formavano un solo corpo eterico, che alla fine, quando il Sole sorgeva ancora nella costellazione dei Pesci, il Cristo si separò portando con Sé le “Essenze spirituali” più sottili tra cui la natura spirituale divina superiore dell’uomo, cioè il Sé, il Buddhi e l’Atma. Questa triade superiore divina, venne nuovamente congiunta all’uomo di Nazareth, durante la discesa del Cristo dall’ambito della sfera solare, e diventerà gradatamente patrimonio di tutta l’umanità, man mano che il singolo individuo si compenetrerà in modo naturale dell’Impulso e della coscienza del Cristo nei prossimi periodi di cultura futuri, o, attraverso un processo iniziatico della via d’iniziazione moderna cristiana-rosicruciana ossia, la Scienza dello Spirito o antroposofia fondata da Rudolf Steiner.
27 L’anima Natanica o archetipo dell’umanità, dopo essere passata attraverso il quarto sacrificio dell’evento del Golgotha con la morte e resurrezione del Cristo, nel diciannovesimo secolo dovette passare attraverso una nuova prova, un nuovo sacrificio cui divenne necessario un nuovo intervento del Cristo. Nel XIX secolo corse il rischio di soffocare, cioè di avere un annullamento della coscienza cristica cui era portatrice dopo la resurrezione del Cristo dalla morte sul Golgotha, per via di una sfera nera che oscurò la sua coscienza nel mondo astrale adiacente alla Terra dovuto al passaggio di anime umane materialiste che accolsero lo sviluppo materialistico scientifico sviluppatosi nei secoli XVI, XVII e XVIII, per cui fu necessario un nuovo intervento del Cristo il quale assunse su di Sé la sfera oscura arimanica. Questa morte dell’anima Natanica sul piano astrale ebbe come conseguenza una rinascita della coscienza del Cristo sul piano fisico, entro il subconscio delle anime umane. L’uomo deve risvegliare questa coscienza interiore attraverso l’Impulso del Cristo scaturito dall’evento del Golgotha, in modo da incontrare e riconoscere il Cristo eterico nella sfera astrale adiacente alla Terra cosicché possa avere l’aiuto per realizzare il giusto sviluppo dell’anima cosciente e prepararsi ad accogliere un principio microcosmico del Sé spirituale nel futuro sesto periodo di cultura. Questo evento del Cristo eterico viene preparato dall’Arcangelo Widar, lo Spirito guida del Buddha Gautama sul piano eterico, il quale crea con le forze eteriche l’immagine o la figura eterica del Cristo, mentre l’anima Natanica ha il compito di avvolgere il Cristo con la sua aura di luce astrale, la stessa aura di luce astrale che accecò Paolo di Tarso sulla via di Damasco.
