Il Paraclito, i grandi Bodhisattva e il Bosatsu dell’Oriente XIV

Spighe di grano maturo nel campo di agricoltori

“Più la spiga di grano matura, più china la testa; fanno pietà coloro che s’innalzano con arroganza ed egoismo nei confronti degli altri” … Quanto più un uomo matura più pratica l’umiltà spirituale nel mettersi al servizio degli altri, dimodoché possano redimersi e guidarli nel cammino verso la realizzazione del proprio Sé Superiore” (Parole elaborate tratte dal libro delle preghiere).

14.8. Il Bosatsu dell’Oriente VIII

Il Bodhisattva Maitreya dopo aver ispirato Rudolf Steiner negli  anni 1902-1909 circa, attraverso cui verrà rinnovato il cristianesimo mistico e la corrente giovannea rosicruciana che confluiranno durante la “Posa della Pietra di Fondazione” nel gennaio del 1924 col nome di “Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico”, mezzo secolo dopo ispira un uomo dell’estremo oriente che come abbiamo già avuto modo di parlare è Yoshikazu Okada, un laico giapponese il cui compito è fondare un movimento religioso in modo di aiutare l’umanità a risvegliarsi spiritualmente e prendere coscienza della sua origine divina. Secondo il “Daiseisciu” (op.cit.), Yoshikazu nasce da una famiglia benestante il cui padre Inasaburo Okada è un maggiore generale dell’esercito giapponese, cui obbliga il figlio a intraprendere la carriera militare secondo la tradizione familiare, dove incontra il principe Yasuhito e si  diploma alla scuola di addestramento dell’esercito giapponese nel 1922, col grado di tenente della guardia imperiale giapponese. Fu nominato alcuni anni più tardi nella stessa accademia, come tenente istruttore e successivamente nel 1937,  come responsabile della sussistenza dei trasporti per le truppe in Cina durante il conflitto sino-giapponese. Qui, viene però rimpatriato poco tempo dopo in Giappone, a causa di una malattia tropicale cui lo porta a sperimentare una specie di risveglio extrasensoriale fuori dal corpo, dove successivamente egli dirà  di essere stato come dire risucchiato  in una dimensione totalmente oscura, il cui timore lo porta a rientrare subito di nuovo nel suo corpo fisico felice di prendere di nuovo conoscenza in un mondo di luce, della calda luce solare della nostra stella centrale. Egli comunque sperimenta l’esistenza dell’anima fuori dal suo corpo, ciò che operò su di lui un primo risveglio spirituale in quanto lo portò vicino all’incontro con il suo “doppio” (Doppelgänger), cui la sua guida angelica gli evitò l’incontro sapendo che sarebbe stato troppo traumatico per lui, giacché non ancora pronto ad affrontarlo per il compito spirituale che lo attendeva quale guida dell’umanità; per cui riassunse nuovamente l’incarico in accademia. Ma proprio quando la sua carriera militare sembrava essere arrivata a un notevole sviluppo, una brutta caduta da cavallo durante un torneo di equitazione cui era presente l’Imperatore, le procurò una frattura alla colonna vertebrale dove venne subito ricoverato all’ospedale militare, dove fu dimesso alcuni mesi dopo continuando però a soffrire per i postumi delle fratture. Nel 1941, mentre era di stanza nell’Indocina francese come ufficiale supervisore dei trasporti ferroviari presso il Quartiere Generale dell’esercito, fu colto da fortissimi dolori al petto a causa dei postumi delle fratture ossee della colonna vertebrale. I medici le diagnosticarono una distruzione progressiva dei tessuti ossei delle vertebre toraciche, (alcuni dicono fosse una degenerazione delle vertebre dorsali), comunque sia le riscontrarono anche dei calcoli renali. La caduta da cavallo e i postumi che ne derivarono minarono seriamente la vita di Yoshikazu Okada, forse dovuto anche a un’infezione virale che contrasse in ospedale durante il suo ricovero per la malattia tropicale. Nonostante le cure dell’eminente dottor Nakamura, responsabile della chirurgia dell’Università di Kyūshū, non riuscirono a lenire del tutto le sofferenze e i dolori molto intensi che patì per circa un anno e mezzo in condizioni fisiche molto gravi, cui lo  dimisero diagnosticandogli tre anni di vita.

Così lasciò l’accademia militare col grado di tenente-colonnello, iniziando a riflettere  intensamente su se stesso, sul corpo che la sua anima abitava, e cioè il “Tempio divino” generato sì dai suoi genitori, ma l’archetipo spirituale (Hinagata) da cui proveniva e si manifestava materialmente sul piano fisico era stato creato dal grande “Architetto” divino universale, al quale egli capì di dover rivolgere la sua attenzione alfine potesse  ripristinare i danni da lui provocati e ristabilire così un eventuale guarigione  là dove la scienza medica aveva fallito. Proprio in quei momenti in cui ebbe questi pensieri una voce interiore gli intimò di elevare la sua anima verso l’alto, verso il mondo dello Spirito cosmico, a cui poi dopo nel suo diario Yoshikazu  racconterà di essersi rivolto con grande fervore, così che improvvisamente gli fu concesso la grazia salvifica, del miracolo divino. Nel diario scriverà che visto che gli restavano pochi anni di vita non aveva più senso ciò che la medicina ufficiale aveva fatto finora, gettò così via tutti i medicinali e si tolse il busto che gli impediva di lavarsi da molto tempo e s’immerse in una vasca da bagno d’acqua calda; dopodiché iniziò a pregare ferventemente  chiedendo perdono a Dio e agli antenati,  fino a che sentì una voce interiore che gli intimava di rivolgersi in alto ai mondi superiori dello Spirito cosmico:

«…Proprio nel momento  in cui  l’idea  di un Essere Superiore mi sfiorava, sentii una voce interiore, che non era neppure una voce, una voce che mi diceva”: “In alto! In alto! È all’alto che devi pensare”» (Daiseisciu, pag. 67). Più avanti nel suo diario continua dicendo:

«Miracolosamente mi fu concesso di essere salvato. In seguito ad alcuni accertamenti medici ai quali fui sottoposto in ospedale, venni a sapere che quelle ossa del mio corpo – che i medici  avevano diagnosticato che si sarebbero putrefatte nel giro di tre anni –  non solo non si erano putrefatte, ma, anzi, si erano perfettamente rigenerate … Fu questo il punto di una svolta decisiva che mi avrebbe portato ad aprire gli occhi spirituali e a dirigermi verso la fede in un solo Dio creatore … Cominciai a fare sogni particolari dove la mia anima quasi ogni notte era immersa in un mondo di luce, abbandonandomi così sempre più al volere di Dio.  (Ibidem, pag. 68-70).   

Fu a questo punto che Yoshikazu Okada comprese che la medicina ufficiale per quanto possa aiutare l’uomo in diversi casi di malattie incurabili, è impotente di fronte al mistero della vita umana, cui l’unico che poteva guarirlo era chi aveva creato la vita e l’archetipo del suo corpo umano, vale a dire il creatore dell’uomo! Gettò via dunque tutti i medicinali cui nel suo caso non potevano servire più a nulla, e iniziò un cammino spirituale attraverso la preghiera e all’approfondimento di tutto ciò che riguardava il mondo dell’anima e dello spirito. Questo secondo risveglio diede sì un forte impulso spirituale al fondatore di Mahikari, ma non abbastanza profondo da risvegliare in lui l’antico guerriero vissuto come Nobunaga Oda39, colui che riuscì quasi a unificare il Giappone antico del sedicesimo secolo, non riuscendo del tutto a causa del tradimento come citato del suo generale samurai Akechi Mitsuhide40 che lo obbligò a togliersi la vita. Per cui, nel 1941 essendo il Giappone entrato in guerra con gli Stati Uniti,  pensò di essere utile al suo paese investendo tutto il suo denaro e l’intera eredità lasciatagli dai suoi genitori, inoltre, due terzi del capitale proveniente da prestiti, in una fabbrica per la costruzione di aeroplani e altre iniziative imprenditoriali tra cui, la lavorazione del legname, del carbone, aziende tessili e capi di abbigliamento che andarono completamente distrutte con il bombardamento aereo nel 1945 da parte degli americani cui misero fine alla guerra, con la resa del Giappone il 2 settembre del 1945. Ritrovatosi all’improvviso povero senza più possedere nulla e con moltissimi debiti che aveva impegnato per le sue aziende, Yoshikazu Okada cominciò questa volta a prendere intensamente  coscienza  e chiedere profondamente perdono a Dio del male che senz’altro in vite precedenti e nel corso di questa vita tramite i suoi aeroplani da combattimento, aveva provocato negli altri. Così ricordò di quando aveva ringraziato Dio e gli antenati per la grazia divina ricevuta, recuperò di nuovo le tavolette cultiche che aveva trascurato ed  eresse di nuovo un altare agli antenati chiedendo ancora perdono per essersi di nuovo allontanato dalla vita spirituale e lascarsi prendere dall’egoismo e dall’ambizione  della vita materiale. Cosicché dopo aver toccato il fondo della disperazione e aver pensato persino al suicidio, si reca  presso il Tempio di Izumo cui era devota  sua madre, per deporre come offerta i pochi averi rimastogli prima di togliersi la vita, dove però incontra un cane ferito sulla strada cui di nuovo la voce interiore gli dice di alzare la mano e lo guarisce tramite una potente energia di luce spirituale. Possiamo pensare che questo fatto abbia  influito profondamente sull’anima di Yoshikazu Okada, facendo sì che si avvicinasse nel 1947 alla corrente religiosa millenaria mondialista Sekai Kyūsei Kyō (Chiesa della Messianità Mondiale), fondata dal suo omonimo Mokichi Okada (1882-1955), che a sua volta era stato membro della corrente religiosa shintoista della “Oomoto”, fondata da Deguchi Nao (1836-1918). Anche Mokichi Okada difatti, cui era conosciuto dai suoi seguaci col titolo onorifico di Meshiya-Sama o Meishū-sama (明主様, lett. “Signore della Luce”) ricevette  una rivelazione  dal mondo divino dopo aver avuto un risveglio interiore che lo portò all’Illuminazione e alla “voce divina” appunto, che gli ispirò di realizzare il paradiso in Terra e di salvare coloro che stanno soffrendo. Non vi è nulla, pertanto, di strano se Yoshikazu si sia rivolto a lui come guida superiore per approfondire la vita spirituale che avvertiva in lui nel suo profondo e le sue qualità di guaritore dell’anima, cui alla fine divenne il suo maestro per diversi anni che stando ad alcune informazioni per di più contrastanti, sembra vi sia rimasto per circa un settennio per poi allontanarsi a causa di un contrasto, sul rituale della purificazione. È per questo che tra la corrente di Sûkyô Mahikari e quella della Sekai Kyūsei Kyō, si possono trovare delle similitudini riguardo al metodo di purificazione, di salvazione dell’umanità e di realizzare il paradiso in Terra; inoltre, quello di creare una nuova civiltà spirituale umana che si elevi al mondo originario dello spirito divino  sotto l’egida di un solo Dio creatore.  Yoshikazu  Okada continuò ancora per diversi anni, dopo l’uscita dalla corrente della “Chiesa Mondiale del Messia” a purificarsi e a sanare i debiti contratti per l’avvio delle sue aziende distrutte che grazie all’aiuto di diversi amici tra i quali un certo Takeo Fukuda (che più tardi diventerà ministro del Giappone), fino a che egli spiegherà nel “Daiseisciu”: «Nel 1953, dopo un lungo periodo di stenti, venne offerto a Yoshikazu Okada, data la notevole esperienza  di imprenditore di alto livello, un impiego come dirigente nella Società di costruzioni “Tada”. Poté fondare, successivamente, la società per azioni “Hikari Development” di cui diventò presidente” (Ibidem, pag. 74). Soltanto sei anni dopo, la vita di Yoshikazu Okada cambiò radicalmente con la “chiamata di Dio” il 27 febbraio del 1959, ossia nel suo cinquantottesimo compleanno, cioè in relazione del primo terzo dalla fine dei sette settenni che accompagnano l’evoluzione umana, vale a dire con lo sviluppo dell’”Uomo spirito”41, cui il chiaroveggente può entrare in relazione ai segreti di Saturno. (14.8. continua)

Collegno, 6 settembre 2023                                                Antonio  Coscia

Note  Antroposofiche

39    Oda Nobunaga nacque il 23 giugno 1534 a Nagoya, nella provincia di Owari, ed era l’erede di Oda Nobuhide, il capo del potente clan Oda e vice shugo (governatore militare), e della sua legittima moglie Dota Gozen. Nobunaga era precedentemente considerato nato nel castello di Nagoya, ma negli ultimi anni la teoria che fosse nato nel castello di Shobata è diventata più promettente. Dagli scritti del gesuita Luis Frois veniamo a sapere come Oda Nobunaga salì al potere nell’anno 1551 e “pochi pensavano che sarebbe sopravvissuto a lungo”. Nel rapporto, Nobunaga è descritto nella sua età giovanile come un ragazzo caparbio, brutale, stupido e prossimo alla violenza. A causa di questi suoi vizi, il giovane Oda era soprannominato “Owari no Otsouke” ovvero “Il folle di Owari”. Arrogante e irriverente nei confronti degli uomini e del genitore, Oda era un giovanotto dedito alle guerre alle feste e alle danze in compagnia di amici scapestrati quanto lui. Condottiero giapponese (n. 1534 – m. 1582). Dopo aver pacificato, su mandato dell’imperatore, la natia provincia di Owari, sconfisse  nell’anno 1560 il potente Imagawa Yoshimoto, ponendo buona parte del paese sotto il suo controllo. Nel 1568 marciò su Kyoto, imponendo come shōgun Yoshicki Ashikaga, al quale tolse il suo appoggio nel 1573, ponendo termine al secolare bakufu degli Ashikaga. Favorì la penetrazione di missionari gesuiti per limitare l’influenza politica buddista; fu tradito e costretto al suicidio dal suo generale samurai Akechi Mitsuhide. Oda Nobunaga è stato sicuramente una delle figure storiche più importanti nella storia del Giappone. Alla morte del padre prese le redini del suo clan e in soli 20 anni avviò una serie di guerre che lo portarono alla conquista di tutta la parte centrale del Giappone, all’epoca non ancora unificato, equivalente ad un terzo del paese. Nobunaga era considerato dai contemporanei un uomo arrogante, brutale e addirittura pazzo, con scatti di ira preoccupanti, ma per gli storici è quasi un Alessandro Magno del Giappone, in quanto era un gran stratega e sempre alla ricerca di tecniche di combattimento innovative; infatti, fu uno dei primi ad introdurre l’archibugio in Giappone e a servirsi di “soldati contadini” e non solo di samurai (Tratto biografico  da Wikipedia).

40    Akechi Mitsuhide  Nacque nella provincia di Mino, fu un amante della poesia e del cha no yu, e compì le sue prime imprese militari al servizio di Ashikaga Yoshiaki e Asakura Yoshikage. Mitsuhide iniziò a servire Oda Nobunaga nel 1566 dopo la conquista da parte di quest’ultimo della provincia di Mino; nel 1571, in qualità di suo vassallo, ricevette in feudo il territorio di Sakamoto (con rendite pari a 100.000 koku). Ben presto divenne uno dei più fidati uomini di Nobunaga e ricevette l’incarico di pacificare la regione di Tamba e porla sotto al controllo del suo signore; le sue campagne militari contro i clan locali ebbero successo e una volta conquistato il territorio ricevette come ricompensa il castello di Kamiyama situato proprio in quella regione e divenne il governatore della provincia di Hyūga. Nel 1579 conquistò il castello di Yakami appartenente a Hatano Hideharu e negoziò con lui i termini per la pacificazione; tuttavia, Nobunaga disattese gli accordi presi dal suo vassallo e fece giustiziare Hideharu. Questo gesto fu avvertito come una grave offesa dal clan Hatano, che si vendicò nei confronti di Mitsuhide uccidendone la madre, che era stata inviata come ostaggio durante le trattative. Questo fu probabilmente uno dei motivi che portarono al tradimento nei confronti di Nobunaga: il 21 giugno 1582 Nobunaga si rifugiò nell’Honnō-ji, un tempio di Kyoto, per sfuggire al tentativo di colpo di Stato di Mitsuhide e quest’ultimo appiccò le fiamme all’edificio. Non si sa con certezza se Nobunaga morì a causa dell’incendio o se fece in tempo a compiere seppuku prima di essere sopraffatto dal fuoco. Quando si diffuse la notizia della morte di Nobunaga, Toyotomi Hideyoshi e Tokugawa Ieyasu radunarono i propri eserciti e si misero all’inseguimento di Mitsuhide con l’intento dichiarato di vendicare Nobunaga, ma in realtà con lo scopo di diventarne il successore. Hideyoshi fu il primo a trovarlo e lo sconfisse nella battaglia di Yamazaki, durante la quale Mitsuhide fu ucciso da un bandito chiamato Nakamura Chōbei. Per le circostanze della sua morte venne soprannominato Jūsan-kobū (Shōgun dei tredici giorni). Secondo una teoria Mitsuhide non perse la vita nella battaglia di Yamazaki, riuscendo invece a salvarsi e a cominciare una nuova vita come monaco con il nome di Nankobo Tenkai (Tratto biografico da Wikipedia)

41    Stando agli insegnamenti della Scienza dello Spirito o antroposofia, un chiaroveggente può conoscere i misteri del cosmo planetario secondo l’età. Vale a dire che a sette anni può conoscere i misteri lunari, a quattordici i misteri di Mercurio, e a ventuno quelli di Venere; poi dai 21ai 42 anni i misteri solari, dai 42-49 i misteri di Marte, dai 49-56 i misteri di Giove e infine, dai 56-63 i misteri di Saturno.

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