
«Maria di Magdala si voltò indietro e vide Gesù che stava lì in piedi, ma non sapeva che fosse Gesù. Gesù le disse: “Donna, perché piangi? Chi cerchi?” Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: “Signore, se sei stato tu a portarlo via, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo.” Gesù le disse: “Maria!” Allora lei, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: “Rabbunì!” (che significa: Maestro). Gesù le disse: “Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro.” Maria di Magdala andò subito ad annunciare ai discepoli: “Ho visto il Signore” e riferì anche le parole che le aveva detto.» (Giovanni 20,11-18)
La coscienza dell’Io e il corpo di resurrezione del Cristo IV
Tutto ciò che abbiamo descritto alla fine del precedente articolo può essere realizzato – secondo la Scienza dello Spirito o antroposofia – grazie al fatto che il Cristo si incorporò nel corpo astrale di Gesù di Nazareth come citato, attraverso il Battesimo con l’acqua operato da Giovanni il Battista nel fiume Giordano. Per rispondere alla seconda domanda che ci siamo posti nell’articolo precedente: “Da che cosa è creato il corpo di resurrezione con cui Cristo Gesù risorge dalla tomba del Golgota?”, dobbiamo tornare al concetto già menzionato, ovvero l’incorporazione-incarnazione21 del Cristo in Gesù di Nazareth. Questo processo durò circa tre anni, fino a quando Egli si immerse completamente nel corpo fisico di Gesù durante l’agonia nel giardino dei Getsemani, come descritto nel Vangelo di Giovanni-Lazzaro.22 Rudolf Steiner ci rivela che, nel corso di questi tre anni, il Cristo ripristinò i tre corpi inferiori di Gesù: il corpo astrale, il corpo eterico e il corpo fisico (ossia il corpo di calore o fantòma), provenienti dall’antica linea genealogica evolutiva del popolo ebraico. Questi tre corpi, ereditati dal capostipite Abramo – scelto da Jehovah per la sua peculiare natura psichica – furono trasmessi attraverso i secoli, dando origine all’ebraismo antico, il popolo eletto da Dio. Questi tre corpi, a causa della tentazione di Lucifero – che, come spiegato negli articoli precedenti, fu in realtà dovuta alle forze astrali non purificate degli Spiriti della Forma rimasti indietro al livello di Archai durante l’evoluzione dell’antica Luna, e agli spiriti angelici rimasti indietro, ai quali fu permesso di inserirsi nel corpo astrale umano – si deteriorarono progressivamente durante il periodo Paleo-Indiano, Paleo-Persiano ed egizio-caldaico-ebraico. Così, verso la metà del quarto periodo di cultura greco-romano, erano giunti al massimo grado di usura, a causa dell’egoismo instillato dagli spiriti menzionati. Di conseguenza, nel giro di pochi secoli, il corpo fisico umano non sarebbe più stato idoneo ad accogliere le anime nel ciclo delle rinascite, poiché si sarebbe indurito sempre di più, impedendo così alle anime di raggiungere la meta divina attraverso lo sviluppo di una coscienza superiore.
Occorre ancora sottolineare che queste tre facoltà animiche sono strettamente legate ai tre elementi della natura umana inferiore: l’anima senziente al corpo astrale, l’anima razionale al corpo eterico e l’anima cosciente al corpo fisico. Attraverso queste facoltà, l’io terreno può manifestarsi sul piano fisico come coscienza dell’io, risultando quindi profondamente connesso alla natura inferiore dell’uomo, fondata sull’unione corporea, animica e spirituale dell’entità umana. Di conseguenza, la perdita di un arto corporeo, così come una disarmonia nell’ambito dell’anima o degli arti costitutivi dell’uomo – causata, ad esempio, da una malattia – può compromettere la coscienza dell’io, come avviene nei casi di trauma cranico o di stato vegetativo. All’epoca della venuta del Cristo, l’umanità antica si trovava in una condizione critica: il forte egoismo derivante dal peccato originale, unito alle influenze nefaste di entità demoniache luciferiche e arimaniche, metteva in pericolo anche l’io umano, che rischiava di terrestrizzarsi sempre più, allontanandosi dalla sua originaria vita divina. Tale situazione rese necessario l’intervento della suprema divinità del Sole, che discese dagli elevatissimi mondi dello spirito sulla Terra e si unì, in modo estremamente complesso, a un essere umano altamente evoluto: Gesù di Nazareth, per tre anni. Questo processo culminò nel grande sacrificio sulla croce, compiuto per la salvezza di tutta l’umanità, affinché questa potesse redimersi ed elevarsi alla sua originaria vita divina. Nei tre anni vissuti negli involucri umani di Gesù di Nazareth, il Cristo non solo ripristinò i tre corpi consunti, ma li perfezionò e li trasformò in arti superiori della natura divina-umana. Inoltre, con la Sua morte sul piano fisico, Egli salvò l’io umano, creando dal fantòma di Gesù di Nazareth un corpo fisico-spirituale superiore: il corpo di resurrezione, con il quale resuscitò durante la domenica di Pasqua. Questo corpo è destinato alle future evoluzioni o stati cosmici di coscienza che l’uomo deve ancora attraversare e che la Scienza antroposofica denomina Giove, Venere e Vulcano (vedi la nota 12). È il corpo di resurrezione che, già nel nostro periodo evolutivo, può fungere da supporto per l’anima umana, permettendole di mantenere integra la coscienza dell’io terreno dopo la morte. Secondo quanto citato nel libricino di Sergei O. Prokofieff, ciò è possibile se l’uomo riesce ad accogliere e unirsi al Mistero del Golgotha, instaurando un rapporto iniziale con l’Entità del Cristo, secondo la conoscenza offerta dalla Scienza dello Spirito.
Per rispondere dunque alla seconda domanda posta all’inizio di questo articolo – con quale sostanza il Cristo crea il corpo di resurrezione con cui si manifesta agli Apostoli il giorno di Pasqua – è necessario fare riferimento alla conoscenza della Scienza dello Spirito, nella sua corrente cristiana-rosicruciana a orientamento antroposofico istituita da Rudolf Steiner, fondata sull’esperienza chiaroveggente di un altissimo iniziato cristiano-rosicruciano. Attraverso le sue conferenze cristologiche e i quattro Vangeli antroposofici, Rudolf Steiner rivela il mistero cristiano della resurrezione del Cristo Gesù. Tra le sue opere spicca il libro Da Gesù a Cristo (O.O. 131). Particolarmente approfonditi sono anche i testi di Sergej O. Prokofieff, Il Mistero della Resurrezione alla luce dell’Antroposofia e, E la Terra diviene Sole (Widar Edizioni), che sviluppano ulteriormente questa tematica. Secondo tali insegnamenti, con il sacrificio della morte, il Cristo discese nelle profondità animico-spirituale della Terra – come recita il Credo apostolico – per ristabilire l’ordine cosmico affidato da Dio Padre ad Arimane, un ordine che quest’ultimo aveva progressivamente violato nel corso dei secoli, portando agli uomini il terrore della morte. Rudolf Steiner descrive questo viaggio nei nove strati animico-spirituale terrestri che riflettono le sfere superiori e inferiori dei mondi dello spirito cosmico appartenenti alle nove gerarchie divine. In questo cammino, il Cristo raggiunse infine la sfera asurica del “frangimento”.23 In questo strato terrestre e oltre, dove le forze del bene e del male coesistono, pur separate da uno spazio animico, il Cristo pose il seme della redenzione in tutti i nove strati terrestri, affinché la Terra, attraverso l’opera dell’uomo, possa un giorno divenire un nuovo Sole. Tuttavia, prima di ciò, nell’ottava sfera del “frangimento” – il luogo in cui, dopo la morte, avviene la dissoluzione di tutti i fantòma umani – Egli trasformò il fantòma di Gesù di Nazareth nel corpo di resurrezione, con il quale risorse la mattina di Pasqua. Ciò fu possibile perché il Cristo, prima della morte, aveva già purificato il fantòma umano di Gesù dal peccato originale dei nostri progenitori biblici, Adamo ed Eva. Per questa ragione, esso rimase integro nel settimo strato, detto “specchio della Terra”, prima che le forze asuriche attuassero la sua frantumazione nell’ottavo strato.
Per comprendere meglio questa complessa azione spirituale del Cristo, possiamo aggiungere che il corpo di resurrezione rappresenta un arto spirituale di calore più elevato rispetto al fantòma originatosi sull’antico Saturno come dono dei Troni, con cui esso forma un’unità spirituale. Questo corpo fu creato dal Cristo in vista della futura evoluzione superiore dell’umanità in senso macrocosmico, lungo il percorso evolutivo che si estende da Giove a Vulcano.24 Sarà in quel cammino che l’Uomo superiore, o “Vero Io”, potrà rivestirsene per trasformare i propri involucri inferiori e mortali in corpi superiori, immortali e cosmici. Tuttavia, occorre dire che questo corpo di resurrezione non va confuso con il nuovo corpo eterico con cui il Cristo si manifestò ai discepoli e che Tommaso poté toccare, riconoscendone le cicatrici: si trattava infatti di un corpo eterico leggermente più denso rispetto a quello ordinario di Gesù di Nazareth, ma comunque non percepibile da un occhio umano. Ne è testimonianza il fatto che il Cristo si presentò ai discepoli entrando a porte chiuse nel luogo in cui erano radunati (Gv 20, 27). Il corpo di resurrezione è invece quello con cui il Cristo apparve a Giovanni nell’Apocalisse e a Paolo sulla via di Damasco, come «fuoco macrocosmico di luce» che quasi lo accecò. Oggi, grazie all’Antroposofia, ogni uomo che la accolga e sappia infiammarsi con i suoi contenuti conoscitivi, può compenetrarsi di questo “fuoco di luce spirituale”. Ciò è possibile solo se siamo in grado di accendere nella nostra anima un adeguato fuoco di conoscenza attraverso lo studio della Scienza dello Spirito. Come ci rivela Rudolf Steiner, vi è infatti una legge spirituale che afferma: “Il fuoco non può essere divorato dal fuoco”.
A questo proposito, Sergej O. Prokofieff, nel libro E la Terra diviene Sole. Il Mistero della Resurrezione, afferma che è soltanto grazie alla conoscenza dell’Antroposofia che abbiamo oggi la possibilità, attraverso lo studio e la pratica degli esercizi indicati da Rudolf Steiner, di accogliere in noi il “corpo di resurrezione” senza dover passare attraverso l’esperienza drammatica vissuta da Paolo di Tarso, il quale fu quasi accecato da questa realtà spirituale sulla via di Damasco. Prokofieff prosegue spiegando che tale corpo è costituito essenzialmente da calore spirituale (fuoco di luce spirituale) e dall’essenza dell’amore cosmico (Agape) del Cristo. Possiamo accoglierlo interiormente senza subire danni, a condizione che impariamo ad accogliere i contenuti dell’Antroposofia con amore, con un cuore ardente e colmo d’amore per essa. Citando una conferenza tenuta da Rudolf Steiner a Vienna, Prokofieff scrive:
«…tuttavia, ciò di cui essi [gli uomini] oggi hanno bisogno è il calore dell’anima, e questo può darlo l’Antroposofia. Chi studia Antroposofia e dice che essa lo lascia freddo, mi appare come chi accatasta in continuazione legna nella stufa lamentando che non scalda. Dovrebbe soltanto accendere la legna, allora avrà caldo! … Ognuno deve trovare nella sua anima il fiammifero per accendere l’Antroposofia. … Come per la legna occorre soltanto un piccolo fiammifero, così anche per l’Antroposofia occorre un piccolo fiammifero con il quale però, potremo accendere in noi la forza micheliana». (O.O. 223, 28.9.1923)
Dopo questa breve digressione vogliamo terminare con un estratto finale del terzo capitolo del libro “Che cos’è l’Antroposofia”, dove Sergej O. Prokofieff ci invita a riflettere che l’Antroposofia non può essere definita come una conoscenza filosofica esoterica derivante dal pensiero di un altissimo Iniziato cristiano-rosacruciano, né può essere equiparata ad altre conoscenze filosofiche del pensiero moderno. L’Anthropos-Sophia è un reale “Essere settemplice divino”25e va compreso attraverso le sue diverse discipline artistiche, scientifiche e religiose le quali, non vogliono altro che esprimere la sua manifestazione sul piano fisico dove quest’Archetipo spirituale umano si sottrae al pensiero intellettuale astratto, cui può essere afferrato solo su un piano individuale intellettivo veggente nella parte più intima dell’anima, cioè attraverso la coscienza intuitiva. In una conferenza del 18 novembre 1923 non pubblicata in italiano, Sergej O. Prokofieff nel suo libro “La Celeste Sofia e l’Essere Antroposofia” estrae parte di questa conferenza, dove si legge:
«Se attraverso la viva osservazione antroposofica giungiamo sempre più a sperimentare il contenuto dell’Antroposofia con il nostro cuore, con il nostro sentimento, sarà per noi veramente come se nelle nostre anime non penetrasse soltanto il senso delle idee (…) bensì come se nelle nostre anime entrassero esseri cosmici viventi. Allora l’Antroposofia stessa ci appare sempre più come qualcosa di essenziale e di vivente. E ci accorgeremo che con l’Antroposofia bussa alla porta del nostro cuore qualcosa che dice: “Fammi entrare, poiché io sono te stesso; io sono la tua vera entità umana» (Rudolf Steiner).
Infine, Sergej O. Prokofieff termina il terzo capitolo del suo libro, con le parole:
«Sin dall’inizio per l’Antroposofia hanno una centrale importanza, l’essere dell’io umano e l’ulteriore sviluppo della coscienza dell’io, e per cui essa è congiunta inseparabilmente con il Mistero del Golgotha e le sue conseguenze per l’evoluzione dell’umanità. Infatti, per l’Antroposofia la definitiva risoluzione dell’enigma dell’uomo sta nel Mistero dell’io dell’uomo, che senza il Mistero del Golgotha non può né esistere, né essere riconosciuto. Per cui l’Essere del Cristo e la sua unica azione sulla collina del Golgotha stanno al centro della sua annunciazione» (ibidem pag.23 s. v.). Rudolf Steiner in una conferenza tenuta a Kassel nel 1909, lo rende ancor più evidente con le seguenti parole:
«Così per la concezione antroposofica del mondo nell’intero tableau della reincarnazione, dell’essere dell’uomo, dell’osservazione del cosmo e così via, s’inserisce l’Essere del Cristo come un punto centrale. E chi osserva nel giusto senso questa concezione del mondo antroposofica, dice a se stesso: “Io posso osservare tutto ciò, ma lo posso comprendere soltanto se mi rappresento l’intero quadro come convergente verso il punto centrale: il Cristo”» (O.O. 112, 30.6.1909).
Così oggi l’Antroposofia, continua alla fine Prokofieff, è la corrente centrale del cristianesimo esoterico. Essa è cristiana, non unicamente perché Rudolf Steiner ha tenuto molte conferenze su temi cristologici e ha dato moltissimo per la comprensione del Mistero del Golgotha, dei Vangeli e dell’Essere del Cristo nei suoi aspetti terrestri e cosmici, ma perché il metodo di ricerca e di conoscenza dell’Antroposofia stessa è cristiano, sia che si tratti di temi cristologici o di temi che sembrano essere molto distanti da essi. Infatti, l’origine dell’Antroposofia sta nell’essere della resurrezione stessa. Per cui l’interiore processo di resurrezione nell’uomo inizia già mediante l’intenso e vivente pensare i contenuti scientifico-spirituali. Poi, nell’estensione di questo processo all’ambito del sentire e infine del volere (ciò che è possibile soltanto dopo l’accesso al discepolato), inizia l’inserimento del Fantomanell’essere dell’uomo e ciò conduce al reale incontro con il Cristo nella sfera della resurrezione. Anche tutte le fondazioni pratiche dell’Antroposofia, (le cosiddette consorelle) sono nate da questa sorgente di conoscenza e di creazione. Che si tratti di una Scuola Waldorfo di una Banca antroposofica, della Medicina antroposofica o della Pedagogia Curativa, della nuova Arte dell’Euritmia e dell’Arte della Parolao del rinnovamento delle Arti Formative,degli impulsi nei vari ambiti della scienza o della vita sociale dell’umanità (la Triarticolazione dell’Organismo Sociale) – ovunque laddove vengono rinnovate e trasformate le varie direzioni della vita pratica nel senso dell’Antroposofia, in realtà si tratta della concreta amplificazione delle forze di resurrezione. Già nel suo metodo e per cui anche in tutti i risultati pratici da essa prodotti, l’Antroposofia è una Scienza della Resurrezione. Essa è un cammino scientifico che conduce l’uomo moderno a riconoscere e a vivere la resurrezione» (ibidem, pag. 24 s. v.).
Come abbiamo visto in questo breve capitolo, Sergej O. Prokofieff, risponde alla domanda iniziale di come evitare l’oblio della coscienza dell’io dopo il passaggio della soglia della morte, nel prepararci in questa vita ad accogliere la Scienza dello Spirito attraverso la quale abbiamo la possibilità di compenetrarci dell’Impulso del Cristo scaturito dall’evento del Golgotha. Egli affronta in modo più esauriente questa tematica del mistero dell’Io umano in due opere fondamentali: “Il mistero della resurrezione alla luce dell’Antroposofia” e “E la Terra diviene Sole – Il Mistero della Resurrezione” – Widar Edizioni. In questo breve capitolo che abbiamo letto abbiamo visto che, per mantenere desta la coscienza dell’io, l’essere umano deve imparare a conoscere l’Entità divina che chiamiamo Cristo, così da poter accogliere in sé il corpo di resurrezione generato attraverso il sacrificio della morte e resurrezione sul Golgotha. Abbiamo appunto in questa vita la possibilità di prepararci ad accogliere il Fantoma di Gesù di Nazareth e il Corpo di resurrezione del Cristo, se mettiamo in pratica le parole di Prokofieff, là dove egli dice: “Per cui l’interiore processo di resurrezione nell’uomo inizia già mediante l’intenso e vivente pensare i contenuti scientifico-spirituali. Poi, nell’estensione di questo processo all’ambito del sentire e infine del volere (ciò che è possibile soltanto dopo l’accesso al discepolato), inizia l’inserimento del Fantomanell’essere dell’uomo e ciò conduce al reale incontro con il Cristo nella sfera della resurrezione. Possiamo pertanto avvicinarci al corpo spirituale (fantòma) e al corpo di resurrezione attraverso la conoscenza antroposofica, accogliendo l’Impulso del Cristo quale significato del Mistero del Golgota, e vivendolo con amore e sincera devozione, così da accendere dentro di noi il fuoco interiore dello Spirito cosmico.
Collegno 30 aprile 2020
Agg. luglio 2025 Antonio Coscia
Note Antroposofiche
21 L’incorporazione e la reincarnazione sono due eventi spirituali distinti. La prima, l’incorporazione, si verifica quando un’entità divina o una personalità umana superiore si unisce – o si “incorpora” – nel corpo astrale di un essere umano evoluto. Attraverso questo individuo, l’entità può trasmettere la propria “Dottrina” o manifestare facoltà superiori, affinché diventino patrimonio comune dell’umanità. In tal caso, nel corpo fisico o nell’anima dell’uomo coesistono due “Io” superiori, per tutto il periodo in cui avviene l’incorporazione da parte dell’entità spirituale superiore. La seconda, la reincarnazione, è il processo in cui l’Individualità o “Io superiore” di una persona si incarna in un nuovo corpo fisico terreno. Tuttavia, questo Io superiore non scende direttamente sul piano fisico, bensì proietta nel corpo astrale del nuovo corpo una sintesi spirituale di tutte le sue vite passate. Questa immagine riflessa diventerà, nel corso della vita terrena, la “coscienza dell’Io” o la personalità umana.
22 Giovanni-Lazzaro è considerato il discepolo più evoluto del Cristo, l’unico uomo sulla Terra ad essere stato iniziato direttamente nei Misteri cristiani dal Maestro stesso. Egli è Lazzaro di Betania, colui che nel Vangelo di Giovanni viene descritto come morto improvvisamente a causa di una malattia, per poi essere risuscitato dal Cristo il terzo giorno. Da quel momento in avanti, Lazzaro assumerà il nome di Giovanni e, secondo tradizioni esoteriche, nel XIII secolo riceverà una ulteriore iniziazione dal Cristo, dopo la quale prenderà il nome definitivo di Cristian Rosenkreutz, figura cardine del pensiero rosicruciano.
23 La Scienza dello Spirito divide la Terra in nove sfere concentriche, le quali sono il riflesso delle tre regioni spirituali che chiamiamo mondo astrale, mondo del Devachan inferiore o Celeste e mondo del Devachan superiore o della ragione. Queste nove sfere sub-spirituali terrestre sono in rapporto sia con le nove gerarchie superiori, sia con le tre gerarchie dell’ostacolo che operano e che contrastano tra loro attraverso le sfere sub-spirituali della Terra. Così abbiamo i primi tre strati, cioè: “La Terra minerale, la Terra liquida e la Terra aerea”, che rappresentano il mondo subastrale in cui operano gli Angeli, gli Arcangeli e le Archai che sono contrastati dalle forze luciferiche. Seguono poi: “La Terra della forma, la Terra fruttifera e la Terra del fuoco”, che operano le forze delle Potestà (Elohim o Exusiai), delle Virtù (Dynameis) e delle Dominazioni (Kyriotetes) che sono contrastati dagli spiriti arimanici. Infine, gli ultimi tre strati che sono: “Lo specchio della Terra, la sfera del frangimento e il nucleo della Terra”, che operano gli Spiriti della Volontà (Troni), gli Spiriti dell’Armonia (Cherubini) e gli Spiriti dell’Amore (Serafini) che sono contrastati dagli Asura e dallo Spirito solare del male Sorat. Come possiamo vedere la “sfera del frangimento” è l’ottavo strato della sfera sub-spirituale della Terra, dove i “fantòma umani”, cioè il vero corpo fisico dell’uomo o, per meglio dire il corpo di forze di calore che l’uomo ereditò dalla gerarchia dei Troni sull’antico Saturno e che nella Scienza dello Spirito chiamiamo “fantòma”, vengono frantumati all’infinito dove poi vengono accolti dalle anime che s’incarnano sulla Terra. Ciò che invece non si verificò col fantòma di Gesù di Nazareth con il quale, il Cristo nel ritornare indietro dal “nucleo della Terra” cui era disceso dopo la morte di Gesù, creò un corpo nuovo umano (ossia un fantòma spirituale superiore) tramite il quale risorse il terzo giorno dalla morte sul Golgotha e che nel cristianesimo è conosciuto come corpo di resurrezione. (Vedi di seguito specchio rappresentativo e nota 26).
1 – Terra minerale – Forze degli Angeli
2 – Terra liquida – Forze degli Arcangeli = (Operano come contrasto gli Spiriti luciferici)
3 – Terra aerea – Forze degli Archai
4 – Terra della forma – Forze delle Potestà
5 – Terra fruttifera – Forze delle Virtù = (Operano come contrasto gli Spiriti arimanici)
6 – Terra del fuoco – Forze delle Dominazioni
7 – Specchio della Terra – Forze dei Troni
8–Sfera del frangimento – Forze dei Cherubini = (Operano come contrasto gli Spiriti degli Asura)
9 – Nucleo della Terra – Forze dei Serafini
24 Vedi nota 20
25 Non si può definire in una nota che cosa sia l’Antroposofia, ma possiamo cercare di spiegare in una sintesi biografica, la parte essenziale di quest’Essere spirituale che a tutta prima si presenta sotto l’aspetto filosofico di Scienza spirituale e come corrente o via di conoscenza esoterica moderna a orientamento cristiano-rosicruciano. Essa pone al centro l’evento del Golgotha e lo sviluppo del pensiero e dell’anima umana, quale visione spirituale chiaroveggente tratto dalla ricerca spirituale di un altissimo iniziato rosicruciano discepolo del Cristo vissuto tra il XIX e il XX secolo chiamato Rudolf Steiner (1861-1925), il fondatore della “Scienza dello Spirito o antroposofia”. Attraverso la sua visione chiaroveggente pressoché esatta, Rudolf Steiner dà una visione dei mondi spirituali come nessun altro aveva potuto fare finora, essendo l’umanità entrata nell’epoca o periodo di cultura dello sviluppo del pensiero intellettuale cosciente. Egli tramite la sua ricerca occulta meticolosa trae dalla lettura della cronaca dell’Akasha le immagini grandiose del libro, la “Scienza occulta O.O.13”, così come dai mondi dello spirito la manifestazione delle nove “Entità Celesti” o “Intelligenze Cosmiche” descritte nel libro “Gerarchie Celesti O.O.110” che operano nel “cosmo Stellare” e in quello Planetario, in un rapporto armonico con la nostra Terra e con gli esseri umani. E similmente a come fa lo scienziato moderno quando scopre le leggi della natura, Rudolf Steiner quale “Maestro dei nuovi tempi”, scoprì le leggi e le regole celesti, così che possiamo giustificare il nome “Scienza dello Spirito” con cui chiamò la corrente antroposofica. Rudolf Steiner diede una definizione dell’Antroposofia come spunto e riflessione affinché ogni allievo possa lavorare su se stesso alfine di trovare un rapporto intimo e soggettivo con l’Essere Anthropos-Sophia: «L’Antroposofia è una via di conoscenza che vorrebbe condurre lo spirituale che è nell’uomo allo spirituale che è nell’universo». E nello statuto principale della Società Antroposofica nel primo punto è detto: «La Società Antroposofica vuole essere un’associazione di uomini che intendono avere cura della vita dell’anima nell’uomo singolo e nella società umana sulla base di una vera conoscenza del mondo spirituale» (Rudolf Steiner, 18 novembre 1923). Sergej O. Prokofieff nel libro “La Celeste Sofia e l’Essere Antroposofia”, spiega che quest’Essere spirituale visto nel suo aspetto fisico e animico-spirituale, si presenta come un “Essere reale” quale settima parte costitutiva della Celeste Sofia e che similmente all’uomo, è costituito da sette arti cosmici, il cui sviluppo per ogni singolo arto è di circa 700 anni. Egli colloca pertanto l’inizio della nascita dell’Anthropos-Sofia nel periodo abramitico, nel terzo periodo egizio-caldaico della quinta Epoca Postatlantica sotto il segno della costellazione del Toro, risalente a circa 2100 anni a.C., dove fu conosciuta come Teosofia. Qui iniziò con lo sviluppo del corpo fisico e del corpo eterico fino all’anno 700 a. C. Dopodiché sviluppò il corpo senziente, l’anima senziente (corpo astrale) e l’anima razionale, dal 700 a.C. fino al 1400 d. C. nel periodo greco-romano sotto la costellazione dell’Ariete della quinta Epoca Postatlantica dove fu chiamata Filosofia. Ha continuato il suo sviluppo come anima cosciente dal 1400 fino ai nostri giorni, dove ha iniziato lo sviluppo del Sé spirituale che terminerà nell’anno 2800 d.C. del nostro quinto periodo di cultura anglo-germanico sotto la costellazione dei Pesci, dove è conosciuta come Antropos-Sofia. Infine, come Antropos-Sofia continuerà lo sviluppo dello spirito Vitale fino all’anno 3500, ossia quasi alla fine del nostro quinto periodo di cultura (3573 d.C.), dove terminerà nel 4200 d.C. lo sviluppo come archetipo dell’umanità nel sesto periodo di cultura della quinta Epoca Postatlantica sotto la costellazione dell’Acquario, elevandosi fino all’ Uomo Spirito e, di conseguenza, al rango angelico. Oggi, come citato, l’Antropos-Sofia è nello sviluppo del Sé spirituale e si pone di fronte all’uomo come Sé spirituale, come la sua vera natura ed Entità superiore dell’uomo. In una conferenza Rudolf Steiner, parlando di essa dice: «… e ci accorgeremo che con l’Antroposofia bussa alla porta del nostro cuore qualcosa che dice: Fammi entrare, poiché io sono te stesso; io sono la tua vera natura
umana» (Rudolf Steiner, 18 novembre 1923).
26

