Le Gerarchie Spirituali VI

Rappresentazione immaginativa di Aura Mazdao

«Quando gli Elohim vollero dirigere la loro attività creatrice verso quell’altezza vertiginosa per poterne ricevere un aiuto … dovettero per così dire trascendere se stessi … Per coronare tutta l’opera … dovettero divenire capaci di sviluppare forze ancora superiori a quelle che avevano sviluppato solo per il lavoro preparatorio … In quanto gruppo acquistarono una certa unità di coscienza, non rimasero solo gruppo ma divennero un’unità … Svilupparono la loro unità in una realtà, in modo che ora essi non furono più solo sette, ma il “settetto” fu un’unità; ora possiamo parlare di “Elohimità” che si manifesta in modo settemplice … Questa reale unità degli Elohim, nella quale i singoli Elohim operano come parti, come organi è chiamata Jahve-Elohim [il Signore Dio] dalla Bibbia. Abbiamo ora il concetto di Jahve, di Jehovah [Geova] in modo ancor più profondo di quanto non sia stato possibile vedere fino ad ora. Quindi la Bibbia parla prima nel suo racconto solo dei sette Elohim, e comincia a parlare di Jahve-Elohim solo nel momento in cui gli Elohim stessi sono pervenuti a un gradino superiore, a un’unità» (ibidem, pag. 117-118-119).

6. Le Grandi Divinità Avatariche I

Si tratta quindi come possiamo vedere, di una divinità composita, o sobornica, che nasce quando gli Elohim decidono di creare l’uomo trascendendo se stessi in una unità spirituale, alla quale danno vita come a un “Alter Ego”, ovvero un’Elohimità settemplice costituita da ogni singolo Elohim creatore. Quando essi completano la creazione nei primi cinque giorni, ciascuno con un compito distinto, e giungono al momento di creare l’uomo, non possono farlo da soli come era avvenuto per le altre creature, realizzate con l’ausilio delle gerarchie superiori fino ai Serafini. Per dare origine all’essere umano, sono necessarie forze più poderose, un potere più grande di quello che ciascuno possiede individualmente. Devono dunque unirsi, fondere le loro forze in un’unica unità spirituale. Tuttavia, non disponendo di energie sufficienti per conferire all’uomo l’autonomia, sono costretti a rivolgersi all’Essere che trascende tutte le gerarchie spirituali. Nel cristianesimo esoterico, questo Essere è conosciuto come: «Dio Padre, Dio Figlio e Dio Spirito». Il risultato della loro unione è la nascita di un’Entità spirituale superiore: un Essere composito sobornico, formato dall’essenza di ciascun singolo Elohim. Per generare questa divinità sobornica, gli Elohim hanno dovuto compiere un atto che trascende le loro capacità individuali, fondendo le rispettive forze creatrici in un’unica unità spirituale. In questo processo, essi superano se stessi, elevandosi a un livello superiore. Dal loro gruppo settemplice scaturisce così un’Entità più alta: una sorta appunto di “Alter Ego”, ovvero un Io Superiore che contiene in sé tutte le caratteristiche di ogni singolo Io divino dei sette Elohim, il quale agisce come sintesi e potenziamento dell’intero collettivo. Questo concetto, piuttosto complesso, può essere chiarito affermando che ogni Elohim è strutturato, come l’essere umano, in sette componenti corporee animici-spirituali. Mentre l’uomo possiede un corpo fisico, un corpo eterico, un corpo astrale e un Io, oltre a tre parti superiori ancora in fase di formazione (Sé spirituale, Spirito vitale e Uomo spirito), gli Elohim partono già da arti cosmici planetari e macrocosmici superiori, che si estendono oltre il nostro mondo planetario fino al mondo stellare. Se volessimo descrivere uno Spirito della Forma o Elohim creatore, potremmo dire che, laddove l’uomo inizia con un corpo fisico terrestre, essi iniziano con il Sé spirituale, seguito dallo Spirito vitale: due corpi cosmici planetari. Possiedono inoltre corpi macrocosmici stellari, come l’Uomo spirito o Atma14, e un quarto elemento che costituisce la loro parte centrale dei piani stellari macrocosmici superiori e dei due piani planetari cosmici inferiori. E come l’uomo possiede tre corpi superiori che dovrà ancora trasformare in un futuro lontano, anche gli Spiriti della Forma hanno tre corpi macrocosmici stellari superiori in attesa di trasformazione. Ciò dimostra che non solo l’uomo è un essere in divenire, la cui meta è attraversare i sette stati o eoni cosmici di coscienza – dall’insensibilità minerale alla coscienza intuitiva divina, principio di un nuovo ciclo umano – ma anche gli Dei evolvono verso stati superiori di coscienza, tendendo a ritornare all’origine dell’Essere Assoluto, l’Atma Universale.

L’Elohimità, creata dall’unione degli Elohim, Rudolf Steiner ci rivela che è l’Eloah lunare Jahve-Elohim – il Signore Dio che nel secondo capitolo della Genesi plasma Adamo. Questo essere settemplice, composto da ciascun Elohim, agisce in loro come suoi organi esecutivi, riflettendo nei singoli Spiriti della Forma le facoltà superiori da essi conquistate nel processo di trascendimento verso la Divinità Trina. In tale processo, egli ha potuto elevarsi fino alla sfera della Divinità Trina, ricevendo dal mondo del Logos divino la “Scintilla Divina” dell’Uomo Macrocosmo – l’Adam Kadmon – che rappresenta il nucleo superiore dell’essere umano: il “Vero Io”. Questo logos umano, principio spirituale dell’uomo, è velato nel testo biblico, dove nel primo capitolo si legge:

«E Dio disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza…” Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò» (Genesi 1,26-27).

Come si può dedurre da queste parole, se ci lasciamo ispirare dalla conoscenza della Scienza dello Spirito o dall’antroposofia, gli Elohim – termine che significa “Divinità” e che si distingue dal singolare Eloah, “Dio” o “Signore Dio” – plasmano l’uomo androgino eterico, ossia l’Adam Qadmon o Vero Io umanosecondo la Cabala ebraica, rispecchiando così la natura androgina degli Spiriti della Forma, cioè gli stessi Elohim creatori. Una parte di questa Elohimità sacrifica le sue rimanenti parti costitutive solari e, insieme a uno Spirito della Forma o Elohim – che possiamo considerare come   la guida dei sette Elohim creatori solari, ossia Jehovah – si trasferisce sulla sfera lunare, dove ha la missione di contrastare le forze luciferiche provenienti dal Sole. Possiamo chiamare quest’essere avatarico complesso Yahve-Elohim, il quale si manifesta attraverso Jehovah. Egli non solo ebbe il compito, di separare nell’Epoca Lemurica, la Luna dalla Terra, ma anche quello di preparare il popolo ebraico per la discesa del Dio solare, ossia il Cristo, l’Io Sono l’Io Sono. Con la discesa del Cristo sul piano terreno, Jehovah terminò il suo compito come guida del popolo ebraico, ritirandosi nella sfera lunare dove continua la sua missione di contrastare non solo le forze luciferiche che agiscono dal Sole (le quali creano il minerale aurifero terrestre), ma anche quello di opporsi alle forze luciferiche e arimaniche che operano dall’ottava sfera.15   Jahve-Elohim e Jehovah, hanno ancora il compito di unire la Luna alla Terra e poi dopo al Sole, dopodiché si uniranno agli altri sei Elohim solari per la loro ulteriore evoluzione. Quindi neanche quest’Essere avatarico complesso è un Dio assoluto, né tantomeno Jehovah o Geova che è un semplice Spirito della Forma.

Per quanto riguarda la figura di Allah, secondo l’interpretazione antroposofica proposta da Rudolf Steiner, egli non rappresenterebbe un Dio assoluto, ma piuttosto un’entità appartenente anch’egli alla seconda gerarchia spirituale, quella degli Elohim o Potestà. Rudolf Steiner affronta questo tema in una conferenza tenutasi il 9 giugno 1920 a Stoccarda, durante un dialogo con gli insegnanti della scuola Waldorf. In risposta a una domanda su Allah, Rudolf Steiner afferma:

«È difficile descrivere quell’essere sovrasensibile. Il maomettanesimo è la prima manifestazione di Ahriman, la prima rivelazione arimanica successiva al Mistero del Golgota. Il dio di Maometto, Allah, Elohah, è un’imitazione arimanica o un pallido riflesso degli Elohim, ma compreso in modo monoteistico. Maometto si riferisce sempre a loro come a un’unità. La cultura maomettana è arimanica, ma l’atteggiamento islamico è luciferico (O.O.300a).

Per comprendere appieno questa visione, è utile richiamare il concetto di Elohimità, inteso come l’insieme delle entità spirituali che hanno partecipato alla creazione dell’essere umano. Se, come afferma Rudolf Steiner, Allah è un Elohah, ciò implica una somiglianza con Jehovah, pur non essendo identico. Jehovah, nella visione antroposofica, è uno dei sette spiriti solari che ha rinunciato a parte della propria natura solare per agire dalla sfera lunare. Allah, invece, viene descritto come un riflesso dell’Elohimità che opera dal mondo astrale lunare, con caratteristiche legate più alle forze arimaniche – ovvero orientate verso l’ordine, la legge, la struttura e la disciplina. In questa prospettiva, la cultura islamica viene interpretata come influenzata da forze spirituali differenti rispetto a quelle che animano il cristianesimo originario, il quale è maggiormente orientato verso uno slancio d’amore per il prossimo. Tuttavia, è essenziale distinguere tra una visione esoterica della realtà spirituale e il rispetto dovuto alle tradizioni religiose: ogni cultura possiede una propria dignità e un’essenza profonda della verità originaria. Secondo la Scienza dello Spirito, il vero cristianesimo non va inteso come una religione istituzionalizzata, bensì come un impulso d’amore universale. Questo impulso trascende le strutture ecclesiastiche e i dogmi – come si può osservare nel cristianesimo romanizzato e cattolicizzato –  e si manifesta come slancio autentico verso il prossimo. Proprio per questa sua natura, il cristianesimo spirituale non può essere paragonato ad alcuna religione organizzata. Ogni dottrina religiosa, infatti, tende nel tempo ad allontanarsi dalla verità, cristallizzandosi in regole e dogmi che rischiano di limitare la libertà interiore dell’individuo e il suo rapporto diretto con il divino. Queste affermazioni non vogliono essere giudizi morali né porsi al di sopra delle culture menzionate, ma intendono offrire una descrizione esoterica, secondo l’antroposofia, delle forze spirituali contrastanti che hanno agito – o continuano ad agire – nella storia religiosa dell’umanità. (6. Continua)

Collegno, settembre 2025                                                                         Antonio Coscia

Note     Antroposofiche

14    L’Atma rappresenta il settimo e più elevato elemento spirituale dell’essere umano. È strettamente connesso alla volontà umana, attraverso la quale – quando viene coscientemente sviluppata lungo un cammino esoterico – è possibile trasformare il corpo fisico perituro in un principio superiore immortale: l’Uomo Spirito, ovvero l’Atma, l’anima suprema e divina dell’uomo. Il pieno sviluppo di questo principio sarà tuttavia realizzabile solo in un futuro lontano, attraverso tre successivi eoni o stati cosmici di coscienza. Tale compimento avverrà durante l’eone cosmico di Vulcano. Questo corpo atmico è pienamente sviluppato negli Spiriti appartenenti alla seconda gerarchia. In particolare, negli Spiriti della Forma esso costituisce il loro terzo elemento macrocosmico; nelle Virtù creatrici, o Spiriti del Movimento, rappresenta il secondo corpo atmico; mentre negli Spiriti della Saggezza, o Dominazioni, corrisponde al primo corpo atmico macrocosmico. La differenza tra corpo cosmico o planetario e corpo macrocosmico o stellare risiede nel fatto che i primi possono operare direttamente nell’ambito cosmico dei pianeti, utilizzando forze spirituali adeguate alla progressiva evoluzione degli esseri appartenenti al sistema planetario. I corpi macrocosmici, invece, essendo di natura stellare, possiedono forze troppo potenti per agire direttamente nel cosmo planetario. Per questo motivo, devono essere, per così dire, “filtrati” attraverso la gerarchia spirituale più bassa, che funge da bilancia tra il mondo macrocosmico e quello microcosmico: gli Spiriti del Movimento, o Virtù che sono rappresentati infatti nello zodiaco, col segno della “Bilancia”. Rudolf Steiner nel sesto volume del libro “Considerazioni esoteriche su nessi karmici”, racconta che, quando il Cristo volle avvicinarsi alla Terra dal Sole, dovette lasciare il Suo Uomo Spirito, o Atma sul Sole; lasciò poi il Suo Spirito Vitale nell’ambito della sfera terrestre e discese sulla Terra soltanto col Suo Io e con il Sé Spirituale. Questo avvenne nel momento in cui s’incorporò nel corpo astrale di Gesù di Nazareth, durante il Battesimo nel Giordano da parte del Battista.

15    È molto complesso spiegare che cosa sia l’ottava sfera, poiché ciò richiede una solida preparazione nella Scienza dello Spirito, o antroposofia. In questa nota possiamo sintetizzare il tema facendo riferimento allo sviluppo degli stati di coscienza cosmici, descritti nella nota (1) degli articoli precedenti. In quella nota si afferma che l’evoluzione umana attraversa sette stati di coscienza cosmici. Durante il passaggio attraverso queste sfere cosmiche di coscienza, qualcosa resta sempre indietro: una sorta di scoria animica elementare. Questo fenomeno si manifesta in modo particolare durante gli stati di forma menzionati nella nota, che in questo contesto dobbiamo attribuire soprattutto allo stato di coscienza dell’antica Luna. Nel successivo stadio evolutivo, cioè nel nostro attuale eone terrestre, queste scorie agiscono come freni o elementi di contrasto rispetto all’evoluzione umana ordinaria. Dietro di esse operano, come una sfera spettrale astrale autonoma, delle Entità spirituali anch’esse rimaste indietro negli antichi stati di coscienza planetari. Queste Entità cercano in ogni modo di ostacolare l’evoluzione terrestre, appropriandosi – per così dire – della materia terrestre, creata dagli Spiriti della Forma o Elohim solari, al fine di trasformare la loro sfera spettrale in una sfera malefica, secondo un volere anticonformista e ostile agli Dei del progresso e dell’evoluzione armonica normale. Possiamo approfondire ulteriormente questo tema facendo riferimento a una conferenza tenuta da Rudolf Steiner a Dornach il 18 ottobre 1906 (O.O. n. 254), nella quale egli afferma che l’ottava sfera si presenta al chiaroveggente come una sfera spettrale, composta da immagini visionarie dell’antica Luna. Lucifero e Arimane cercano di riempire questa sfera con materia terrestre, che intendono sottrarre a Jahvè e alla libera volontà umana, con l’obiettivo di estinguere l’esistenza terrestre. Questo tentativo potrebbe avere successo se Jahvè e gli Spiriti della Forma ordinari non avessero adottato delle contromisure, opponendo alla sfera spettrale la nostra Luna fisica. Quest’ultima, essendo costituita da materia estremamente densa, agisce come barriera, impedendo a Lucifero e Arimane di realizzare pienamente il loro intento. Tuttavia, questa protezione non si estende all’essere umano, il quale può essere soggetto all’influenza di queste entità attraverso la sua materia animica. Ciò avviene quando l’individuo sviluppa una volontà visionaria distorta, ovvero una chiaroveggenza ottusa, fondata su immagini illusorie che non riflettono la realtà del mondo spirituale, ma una realtà animica ingannevole. In altre parole, il maggior apporto di immagini visionarie che alimenta l’ottava sfera  può essere captato dal capo umano (in senso spirituale), quando, attraverso vie occulte non purificate, si sviluppa una chiaroveggenza immaginativa errata. Questo rappresenta un ritorno alle antiche forze chiaroveggenti ottuse di natura luciferica, anziché un cammino esoterico autentico come quello proposto dall’Antroposofia o dalla Scienza dello Spirito cristiano-rosicruciano. Sergej O. Prokofieff ne parla nel suo libro “E la Terra diviene Sole”, nel capitolo “6. Il destino universale del male”. Alla fine, del capitolo dà un disegno (Vedi l’immagine schematica più avanti) dal quale si può vedere che spiritualmente la sfera spaziale dell’ottava sfera coincide con il centro (il nucleo) della Terra, dove spiega: «Essi, [il centro terrestre e l’ottava sfera] sono spiritualmente separati come da una parete invisibile. Che ciò rimanga così, fa parte dei più importanti compiti dell’Entità divina di Jahvè che dalla Luna agisce contro l’ottava sfera impedendone l’unione con il nucleo della Terra. Per quanto tempo ancora Egli riuscirà a farlo, dipenderà dagli uomini se riusciranno ad accogliere l’Impulso del Cristo in modo che non siano irretiti e sottomessi dalle forze del male (ibidem, pag.324-325).

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