
Cristo sul Monte degli Ulivi di Andrea Mantegna, realizzato tra il 1457 e il 1459. È una tempera su tavola di 71,5 × 94 cm, conservata al Musée des Beaux-Arts di Tours, in Francia.
Nell’opera di Mantegna vediamo il Cristo inginocchiato, rivolto verso l’Arcangelo Widar che discende con il calice delle forze vitali in aiuto al Cristo . La scena, nella sua forma artistica, diventa un simbolo di ciò che Rudolf Steiner descrive come il momento più drammatico della missione del Cristo: Egli ha consumato tutte le Sue forze cosmiche vitali per trasformare la natura umana peritura in un nuovo Archetipo spirituale imperituro. Il corpo fisico di Gesù, ormai bruciato dal fuoco divino creatore del Cristo, non è più sostenuto dalle forze naturali-divine: rimane un involucro tenuto insieme solo dalla Volontà divina. In questo stato di estrema tensione, il Cristo percepisce lo sgomento che quel corpo non possa reggere fino al Golgota. È il momento in cui la preghiera diventa invocazione di aiuto, non per sé – affinché il calice sia allontanato – ma per la missione universale che deve compiersi.
9. Le Grandi Divinità Avatariche IV
Nell’articolo precedente abbiamo cercato di rispondere alla domanda su quale Individualità si celi dietro una delle due Entità spirituali che hanno trasformato il corso della storia umana e spirituale – passata, presente e futura – non solo dell’umanità, ma anche del mondo delle Gerarchie spirituali. Abbiamo evidenziato, tuttavia, che dietro la Personalità umana di Gesù di Nazareth – prima dell’evento del Battesimo nel Giordano – si celano due Individualità: quella di Zarathustra e l’Archetipo celeste dell’umanità, ossia l’Individualità di Adamo. Da ciò si è cercato di mostrare come la Personalità di Gesù di Nazareth risulti estremamente complessa, poiché in essa si compenetrano, nel corpo astrale, diverse Entità spirituali:
- L’Io terreno, o coscienza dell’Io: la Personalità umana formata dall’Io superiore di
Zarathustra a partire dai dodici anni, quando – sacrificando il proprio corpo fisico – lasciò il bambino Gesù figlio della coppia Maria e Giuseppe, originari di Betlemme, per trasferirsi, come già ricordato, nell’altro bambino Gesù, figlio della coppia di Nazareth.
- L’Io superiore, ovvero l’Individualità umana o Adamo celeste, creato dagli Elohim: il Figlio di Dio nato da Maria di Nazareth, che si incarna per la prima volta in un corpo fisico umano attraverso un processo iniziatico che avveniva in segreto nel Tempio di Gerusalemme.
- L’Io superiore di Zarathustra, l’Individualità umana più evoluta della Terra, passata attraverso innumerevoli esperienze terrene, tra cui l’Iniziazione spirituale ricevuta da Melchisedec, il Manu divino (Noè). Oggi, grazie alla Scienza dello Spirito o antroposofia, lo conosciamo come Maestro Gesù, uno dei dodici Maestri di saggezza e dell’armonia dei sentimenti, che insieme a Cristian Rosenkreutz e Rudolf Steiner hanno rinnovato, in forma più moderna e adatta all’attuale epoca dell’anima cosciente, il cristianesimo esoterico rosicruciano.
All’età di trent’anni, Zarathustra abbandona quell’involucro umano, sacrificandolo al Dio solare durante il Battesimo nel Giordano per mano di Giovanni Battista. Gesù di Nazareth, in quel momento, viene come “svuotato” dall’uscita di Zarathustra, ma immediatamente accolto da un altro “Io” infinitamente più vasto: il Logos solare, il Vero Io del Cristo. La costituzione umano-spirituale di Gesù di Nazareth si presentava dunque così:
- Corpo fisico
- Corpo eterico
- Corpo astrale
- Io terreno, ossia la coscienza dell’Io generata dalla presenza di Zarathustra nel corpo astrale di Gesù
- Io superiore, dono degli Dei creatori, gli Elohim solari
- Sé spirituale, Vero Io del Cristo, (il Logos solare).
Il Cristo rimane circa tre anni in Gesù di Nazareth, fino al sacrificio sul monte del Golgota. In questo arco di tempo, Egli trasformò innanzitutto il corpo originario di Gesù – il Fantoma – riportandolo al suo stato primordiale saturneo.28 In tale processo vennero eliminate e trasmutate le forze nocive luciferiche, ereditate attraverso il “peccato originale” e presenti nel corpo fisico, che anche Gesù – pur nella sua elevazione – aveva ricevuto dal popolo ebraico. Da questo corpo il Cristo trasse, nel terzo giorno della Sua discesa al centro della Terra spirituale, il corpo di resurrezione.29 Egli trasformò inoltre tutta la parte della costituzione inferiore e riunì ciò che era stato separato durante l’antica Epoca Iperborea: la Monade divina umana insieme al suo Vero Io o Scintilla divina. Questo Vero Io umano, era stato separato dall’uomo dal Cristo – insieme ai germi della sua anima superiore, ossia il Manas, il Budhi e l’Atma30– alla fine, appunto, dell’Epoca Iperborea.31 La separazione del Sole dalla Terra e dalla Luna si rese necessaria poiché l’evoluzione dell’umanità seguiva un ritmo diverso rispetto a quello delle divinità solari, le quali procedevano su un cammino evolutivo più elevato, distinto sia da quello umano sia da quello degli esseri lunari, appartenenti a diversi stadi evolutivi. Per questo motivo il Cristo dovette prendere con Sé le Entità gerarchiche più evolute e ritirarsi con il Sole, continuando tuttavia a illuminare la Terra e la Luna – quest’ultima staccatasi dalla Terra poco tempo dopo – da una certa distanza. In tal modo, gli esseri umani terrestri e quelli lunari poterono proseguire il loro cammino evolutivo secondo una velocità più consona al loro grado di perfezionamento spirituale.
Il Cristo, dunque, durante la Sua permanenza negli involucri animici di Gesù di Nazareth – nei tre anni vissuti in Lui fino al sacrificio del Golgota – riunì gli elementi spirituali superiori: Manas, Budhi e Atma, compenetrandoli con gli elementi inferiori trasformati e perfezionati: il corpo fisico, l’eterico e l’astrale. Inoltre, compenetrò il Sé spirituale, o Io superiore, con il vero nucleo interiore dell’essere umano, ossia il Vero Io, la Scintilla divina dell’uomo. In tal modo, dopo la Sua esperienza della morte attraverso Gesù di Nazareth – poiché nessun Dio, prima di allora, aveva conosciuto il mistero della morte umana – il Cristo generò, mediante la Sua resurrezione, un nuovo Archetipo umano-divino: il “nuovo Adamo”, come sarà poi chiamato da Paolo di Tarso. Con questo atto, Egli rese possibili all’umanità di progredire oltre l’evoluzione terrestre, verso stati di coscienza superiori corrispondenti alle future incarnazioni planetarie di Giove, Venere e Vulcano.
Prima di giungere alla trasformazione degli elementi corporei e animici-spirituali di Gesù di Nazareth, occorre fare un passo indietro, là dove – come rivelato da Rudolf Steiner nel suo Quinto Vangelo antroposofico (O.O. 148) – si svolge un colloquio tra Gesù e Sua madre Maria, poco prima del battesimo ricevuto da Giovanni Battista. In quell’incontro, Lui confida il proprio stato d’animo, colmo di dolore e sofferenza per il popolo ebraico, oppresso non solo dal potere romano, ma anche dall’egoismo delle guide religiose, le quali avevano deviato dai veri insegnamenti di Mosè. Gesù lamenta anche l’atteggiamento errato delle guide essene che, con il loro rigido ideale di perfezione e purezza – in quanto esecutori e iniziatori della corrente esoterica mosaica – respingono, anziché redimere, gli spiriti luciferici e arimanici, escludendoli dalla loro comunità spirituale. Questi spiriti, respinti, si riversavano di conseguenza maggiormente sul popolo ebraico, tentando e tormentando le anime, generando in esse malattie di ogni genere, sia sul piano fisico sia su quello animico. In questo momento di confidenza con Sua madre, Gesù di Nazareth – o meglio, Zarathustra – esce con il proprio Io superiore dall’involucro corporeo e animico, sacrificandolo per la seconda volta al Grande Spirito solare del Cristo, che poco dopo penetrerà in quegli elementi attraverso il battesimo di Giovanni. L’Io di Zarathustra – attraverso il dolore confidatogli dal figlio – viene accolto dalla sua antica madre di Betlemme32, con la quale accompagnerà, da quel momento in poi – dal mondo spirituale – tutto il dramma umano e spirituale che attende il suo figliastro, dopo l’incorporazione del Dio solare. Dopo aver parlato con Sua madre, Gesù appare svuotato nel suo essere interiore e, come mosso da una forza superiore, si dirige verso Giovanni Battista. È come se, spogliato della volontà individuale, cercasse in Giovanni un aiuto – simile a quello di una levatrice che assiste una partoriente – affinché, attraverso il Battesimo dell’acqua, potesse essere compenetrato dall’Io Universale del Cristo.
Zarathustra, per così dire, dilatò l’anima – ovvero il corpo astrale – di Gesù, facendo fluire in essa tutta la conoscenza terrena acquisita nei millenni di cicli di morte e rinascita, affinché un giorno un uomo potesse accogliere in sé Ahura Mazdao: il Grande Dio solare, di cui Zarathustra era stato il discepolo prediletto fin dall’antica epoca Paleo-Persiana.33 Il Cristo, compenetrò e trasformò, come citato, totalmente i tre involucri umani di Gesù di Nazareth nel Giardino del Getsemani. In tal modo Egli sacrificò tutte le Sue forze macrocosmiche, cui ebbe bisogno di un aiuto dall’Arcangelo Widar – l’antico Angelo guida del Buddha Gautama. Quando, poco dopo, Gesù fu arrestato, condannato e crocifisso, l’Io Universale del Cristo si ritirò dagli involucri inferiori di Gesù di Nazareth, affinché questi potesse morire – poiché un Dio non può morire – restando congiunto soltanto con l’Io di Gesù di Nazareth. Ciò che dunque salì sulla croce non fu il Cristo, ma il “Figlio dell’uomo”: l’Io terreno, formato dall’anima senziente e dall’anima razionale perfezionate da Zarathustra, e dall’anima cosciente generata dalla presenza del Cristo in Gesù di Nazareth. È, per così dire, il vecchio Adamo che muore sulla croce del Golgotha, per rinascere attraverso una morte iniziatica realmente vissuta – questa volta non nei segreti dei Misteri del Tempio – ma sul piano fisico e visibile – e risorgere come nuovo Adamo, un nuovo Archetipo: il Cristo Gesù.34 I Misteri del Cristianesimo sono profondi e, al tempo stesso, complessi. Occorrono molta pazienza e amore per la conoscenza, affinché possiamo divenire gradualmente degni di riceverne la rivelazione.
Riassumendo, dunque, quanto abbiamo detto su Gesù di Nazareth: se ci riportassimo indietro di due millenni, al tempo in cui Egli si confida con la matrigna Maria (vedi nota 29), e fossimo in grado di contemplarlo chiaroveggentemente, vedremmo un’Entità elevatissima, composta da:
- un corpo fisico;
- un corpo eterico pienamente formato dai quattro eteri cosmici – l’etere di calore, l’etere di luce, l’etere del suono e l’etere della vita – di cui era costituito l’Adamo celeste prima della tentazione di Lucifero e Arimane35;
- un corpo astrale;
- un Sé spirituale;
- l’Io superiore dell’Adamo celeste;
- e l’Io superiore di Zarathustra.
Sul piano inferiore, Gesù possedeva una coscienza dell’io non ancora perfetta, poiché non aveva ancora ricevuto l’anima cosciente dal Cristo. Era un Essere complesso che, per così dire, riassumeva in sé i due Adamo:
- l’Adamo celeste originario – l’immagine creata dagli Elohim e custodita nella “Loggia solare” dall’Arcangelo Michele;
- l’Adamo terrestre – la “somiglianza” che, a causa della disobbedienza indotta dalla tentazione di Lucifero, viene allontanata dal mondo divino e intraprende il cammino delle incarnazioni terrene.
Questo cammino aveva lo scopo di redimere la “caduta” e di sviluppare, attraverso il discernimento del bene e del male, la coscienza della libertà e del vero amore cosmico-umano. Tale amore, autonomo e libero, sarà un giorno offerto come dono sacrificale al vero Uomo superiore, affinché si realizzi la perfetta unione originaria di “Immagine e Somiglianza”. Così potrà risvegliarsi la “Coscienza divina”, rendendo possibile l’ammissione nel consesso divino non più come essere guidato dall’istinto, ma come essere cosciente dell’intelletto, quale uomo appartenente alla decima Gerarchia. Con l’avvento del cristianesimo si verificò un cambiamento in tutti i misteri antichi, ormai divenuti desueti, poiché l’interiorità umana – con l’evento del Golgotha – andava trasformandosi, mettendo in serio pericolo i discepoli dello spirito durante il rituale dei tre giorni della pratica iniziatica, condotta dallo Ierofante nel Tempio dei misteri. L’ultima iniziazione antica fu operata dal Cristo: prima con Lazzaro, davanti al popolo, e poi, attraverso i Romani, con la crocifissione di Gesù di Nazareth. Con la morte fisica di Gesù dobbiamo riconoscere un risveglio dell’Io terreno (ossia delle tre facoltà animiche: anima senziente, anima razionale e anima cosciente) sul piano animico. Simultaneamente avvenne un risveglio dell’Io superiore del Cristo Gesù (Adamo Celeste) e, sul piano spirituale, il risveglio del Vero Io del Cristo da parte del Padre Universale (Ierofante). In tal modo fu creato un archetipo umano della via iniziatica, nella quale il discepolo, attraverso la via mistica-cristiana, non aveva più bisogno di attraversare i tre giorni della morte mistica per unirsi non solo all’Io superiore, ma anche per incontrare il Dio solare (il Cristo).
Oggi questa via mistica cristiana si è ulteriormente evoluta, poiché è confluita insieme alla via rosicruciana nell’Antroposofia, quale via esoterica della Scienza dello Spirito, il cui centro è a Dornach (Svizzera). Questo evento segnò una nuova svolta sul piano fisico, animico e spirituale durante il Convegno di Natale del 1923-24, condotto da Rudolf Steiner con la partecipazione, in spirito, del Maestro Gesù (Zaratustra) e di Cristian Rosenkreutz (Lazzaro-Giovanni evangelista).Tramite la via della Scienza dello Spirito, il discepolo non ha più bisogno del Maestro sul piano fisico: può evolversi e raggiungere la meta di congiungersi non solo con il suo Io superiore, ma anche con il suo Vero Io, o Scintilla divina, e di conseguenza con il Cristo. In tal modo può sperimentare, libero da qualsiasi costrizione autoritaria umana, l’esperienza di Paolo di Tarso: “Non io, ma il Cristo in me”. (9. Continua)
Collegno, novembre 2025 Antonio Coscia
Note Antroposofiche
28 Il nostro vero corpo fisico, non è quello che vediamo costituito da ossa e carne, ma è un corpo di calore nato durante il primo stato di coscienza o eone cosmico chiamato Saturno, quale dono degli Spiriti della Volontà, o Troni.
29 Il corpo di resurrezione è il corpo spirituale attraverso il quale il Cristo si manifestò a Paolo di Tarso sulla via di Damasco. È un corpo di calore e di luce, generato dal Cristo nel giorno della Pasqua ebraica, durante la Sua discesa agli inferi – dopo la morte di Gesù – ossia nell’ottavo stato del frangimento delle profondità della Terra spirituale. In questo stato vengono distrutti tutti i Fantoma di coloro che muoiono e, al tempo stesso, essi vengono ricostruiti per le anime che si incarnano.
Il corpo di resurrezione rappresenta una trasformazione a un livello superiore del Fantoma umano, donato dagli Spiriti della Volontà – i Troni – durante il primo stato di coscienza, o eone cosmico, chiamato Saturno. Di questo corpo sono disponibili infinite copie per ogni uomo che, nel corso della propria evoluzione, si eleverà compenetrandosi sempre più con l’Impulso del Cristo scaturito dal Golgotha. (Per maggiori chiarimenti, vedi i libri di Sergey O. Prokofieff, “Il Mistero della Resurrezione alla Luce dell’Antroposofia” e, “La Terra diviene Sole”).
30 È la triade o anima divina umana superiore, formatasi attraverso gli eoni o stati di coscienza comici di Saturno, Sole e Luna, quali doni della prima gerarchia spirituale superiore. Essa è inglobata come germe, nell’Io superiore. Il suo completo sviluppo e perfezionamento avverrà nei tre prossimi eoni cosmici futuri di Giove, Venere e Vulcano. Nell’ambito dell’evoluzione terrestre l’uomo è portato a sviluppare e perfezionare la parziale trasformazione dei suoi elementi costitutivi inferiori, il corpo astrale, eterico e fisico in Manas, Buddhi e Atma. (vedi nota 14).
31 L’Epoca Iperborea rappresenta un’antica era luminosa, in cui Sole, Terra e Luna erano ancora uniti in un ambiente di Luce eterico-spirituale. In quel tempo, l’umanità viveva in totale comunione con il Cristo e con le divinità creatrici solari. Questa epoca costituisce la seconda grande fase dell’evoluzione terrestre, successiva alla prima, detta Epoca Polare, che ripete, a un livello superiore di coscienza, l’antico stato solare. Fu allora che, al termine di quel ciclo, il Cristo si allontanò dalla Terra e dalla Luna, durante l’Epoca dei Pesci – ovvero quando, nel Solstizio di primavera, il Sole sorgeva nella direzione della Costellazione dei Pesci. Il ritorno del Cristo avviene oggi, nuovamente, nel tempo in cui il Sole sorge nel Solstizio di primavera in direzione della stessa costellazione. Questo avviene in uno stato eterico-spirituale, nel quale l’umanità può incontrarlo, avvolto dalla luce astrale dell’Anima Adamitica, o Natanica.
32 Il seguente episodio – alquanto complesso da sintetizzare in una semplice nota – riguarda Maria di Betlemme, madre naturale della coppia che, per sfuggire alla nota Strage degli Innocenti descritta nel Vangelo di Matteo (Mt 2,16), è costretta da Erode a fuggire in Egitto. Dopo la morte di Erode, la coppia di Betlemme fa ritorno dall’Egitto e si stabilisce a Nazareth, dove stringe amicizia con la coppia più giovane: Maria e Giuseppe di Nazareth. Col passare del tempo, la giovane Maria di Nazareth muore, seguita poco dopo da Giuseppe di Betlemme. A questo punto, Giuseppe di Nazareth accoglie nella propria casa e sposa Maria di Betlemme, che diviene così la matrigna di Gesù di Nazareth. Tuttavia, questa Maria è anche la madre naturale del bambino Zarathustra, il quale, giunto all’età di trent’anni, si confiderà con lei – come citato. Da questa unione tra Giuseppe di Nazareth e Maria di Betlemme nasceranno sei figli: Giacomo, Giuseppe, Simone, Giuda, Salomè e Anna (o, secondo alcune fonti, Maria).
33 Si tratta dell’antico Zarathustra il fondatore della religione persiana vissuto circa 5000 anni fa, risalente all’antica epoca di cultura Paleo-Persiana.
34 Il Cristo Gesù, o nuovo Adamo, è il portatore del Cristo, attraverso il quale Egli si manifesta agli uomini, avvolto dall’aura luminosa di quest’anima umana. Il Cristo Gesù fu risvegliato dal Cristo – come già citato – nell’Io superiore durante l’evento del Golgotha. Nel primo periodo del XX secolo, questa Anima archetipica umana venne nuovamente risvegliata dal Cristo nel Sé Spirituale. Ciò avvenne a causa di un soffocamento di tale Anima nel mondo astrale adiacente alla Terra, provocato da una nube nera formatasi per l’eccessivo materialismo introdotto in quel mondo da anime vissute tra il XVIII e il XIX secolo. Questa morte e resurrezione sul piano astrale generò – secondo una legge spirituale – un germe che, depositato nel profondo di ogni anima umana, predispone allo sviluppo della coscienza del Cristo.
35 Durante l’Epoca Lemurica, fu sottratto a Adamo una parte del corpo astrale dovuto alla tentazione di Lucifero. Nel primo periodo dell’Epoca Atlantica, gli Dei sottrassero a Adamo anche parte del corpo eterico: l’etere del suono e l’etere della vita. Questi due eteri sono tenuti in serbo dagli Dei e saranno restituiti all’umanità, quando avrà sviluppato forze morali sufficienti in grado di accogliere queste particolari forze eteriche dell’Entità umana, in modo che non rechi danno agli altri.
