
Rappresentazione del Sole spirituale
«Il Buddhismo ci orienta verso un Assoluto inteso come “non-essere”, in cui ogni coscienza si dissolve nel nulla. Il monoteismo ebraico e islamico, invece, ci presenta un’Entità assoluta (Yehovah e Allah) con tratti teocratici autoritari, che ricordano figure di governo umano, autoritarie e assolutiste. La teologia cattolica propone una Trinità assoluta, ma spesso confusa, incapace di distinguere chiaramente tra l’umano e il divino – tra l’uomo generato dall’uomo, Gesù di Nazareth, e il divino generato dal divino, il Cristo, l’“Io Sono”. Solo la conoscenza cristiana-rosicruciana, orientata antroposoficamente, ci avvicina con umiltà alla comprensione autentica dell’Assoluto, attraverso l’Essere-Cosciente (Christo-Sole) che ha vissuto per tre anni sulla Terra, ha patito il dolore umano nella crocifissione dell’uomo Gesù di Nazareth, e infine si è unito alla Terra, infondendole l’impulso d’amore a divenire un nuovo Sole. Questo Sole, un giorno, si unirà al grande Sole del nostro universo, portando con sé il frutto di tutta l’esperienza umana».
10. Le Grandi Divinità Avatariche V
L’altra Entità, di cui abbiamo già ampiamente trattato, è il più elevato Avatar mai apparso sulla Terra. Egli visse per tre anni in un uomo, attraversando l’esperienza della morte umana: l’Essere divino del Cristo, l’«Io Sono», secondo aspetto spirituale della Trinità Divina Superiore del nostro cosmo universale. L’umanità ha imparato attraverso i secoli a conoscerlo – per gli errori di guide cieche e ambiziose succedutesi nell’arco dei secoli: Imperatori romani e successori di Pietro – come il nostro “Signore Gesù Cristo”. Come abbiamo cercato di esporre finora attraverso la conoscenza della Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico, il Signore Gesù – a cui una parte dell’umanità cattolico-cristiana rivolge la preghiera d’intercessione presso Dio Padre – è l’Individualità di Zarathustra o, meglio, il Maestro Gesù. Oggi lo conosciamo, grazie all’Antroposofia, come uno dei dodici più elevati “Maestri di saggezza e dell’armonia dei sentimenti”, che operano attraverso la “Loggia Bianca” quali Bodhisattva terreni, discepoli del Cristo.36 Possiamo essere colmi di devozione e rispetto verso quest’altissima Individualità umana, ma nell’epoca dello sviluppo dell’anima cosciente è fondamentale distinguere:
- Gesù di Nazareth – ossia Zarathustra o il Maestro Gesù.
- Il Cristo Gesù – ovvero l’Archetipo umano o Io superiore dell’umanità.
- Il Christo-Sole – ovverosia l’Io Sono l’Io Sono, il Logos Divino creatore.
Durante l’epoca dell’anima razionale, iniziata intorno al 747 a.C. e conclusasi verso il 1413 d.C., l’umanità doveva imparare a sviluppare uno stato devozionale nei confronti di “Maestri” spirituali, che la guidassero lungo un cammino di conoscenza ed elevazione interiore. In quel tempo, il Maestro si univa strettamente all’allievo, e tale legame perdurava anche oltre la soglia della morte. L’allievo doveva nutrire nei confronti del Maestro un’assoluta obbedienza e fiducia, e non gli era concessa alcuna libertà senza la sua approvazione. Con l’avvento e lo sviluppo dell’anima cosciente, iniziato intorno al 1413, le cose sono radicalmente cambiate: lo sviluppo di quest’anima è intimamente connesso alla conquista della libertà umana. Nel nostro tempo moderno non è più necessario cercare un Maestro che ci guidi passo dopo passo verso il Sé superiore. L’anima cosciente deve imparare a responsabilizzarsi, a prendere in mano le redini della propria esistenza, a cadere e rialzarsi senza la “stampella” di un Maestro37, per quanto elevata possa essere la sua natura. L’unica guida che possiamo invocare è il Cristo, poiché Egli è il “Vero Io Universale”, l’“Archetipo Assoluto” di tutte le gerarchie spirituali e, di conseguenza, di tutta l’umanità. Il Suo aiuto non limita la nostra libertà, giacché appartiene intimamente al nostro archetipo individuale superiore: il Vero Io. Che relazione esiste tra il nostro Vero Io e il Vero Io del Cristo?
È una domanda che tocca il cuore stesso della nostra evoluzione spirituale. Rudolf Steiner, nel libro Meraviglie del Creato, Prove dell’Anima e Manifestazioni dello Spirito, ci guida in una riflessione profonda. Egli descrive come, all’origine, alcuni esseri luciferici – creati dalla prima gerarchia spirituale – abbiano avuto il compito di contrastare Serafini, Cherubini e Troni, affinché questi potessero sviluppare coscienza di sé. Questi esseri non sono autonomi: vivono nelle forze eteriche della luce, del suono e della vita, e al termine di ogni grande epoca cosmica vengono riassorbiti dalle divinità che li hanno creati. Il Cristo, invece, è qualcosa di completamente diverso. Rudolf Steiner lo definisce un “Pensiero reale” (ibidem, O.O. 129, pag. 156). non creato ma generato dalla Divinità Trina Universale. Questo significa che il Cristo è un’Entità libera, capace di staccarsi dalla propria origine divina e di vivere una vita autonoma, evolvendosi verso stati di coscienza sempre più elevati. Nel Vangelo di Giovanni, il Cristo è chiamato “Logos”: la “Parola” attraverso la quale è stato creato l’Universo. Secondo la Scienza dello Spirito, anche il nostro Vero Io – la Scintilla divina che dimora in ogni essere umano – proviene da questo stesso mondo della Parola creatrice. Per questo esiste una profonda affinità tra il nostro Vero Io e il Vero Io del Cristo: Egli può unirsi a ciascun uomo senza mai violarne la libertà interiore. Anzi, la Sua presenza rafforza l’anima cosciente, la sostiene nel suo cammino evolutivo, senza mai imporsi. Ma questa unione non avviene automaticamente. È l’uomo che deve aprire volontariamente la porta del cuore. Il Cristo non forza mai: attende, con infinita pazienza, che lo si accolga liberamente. Tuttavia, occorre qui dire che, l’uomo non può accogliere direttamente in sé il Vero Io del Cristo, in quanto il suo io terreno verrebbe oscurato dalla troppa forza del fuoco creatore. Occorre dunque che l’uomo risvegli e si congiunga prima con il suo Io superiore. Questo può avvenire – volendo – attraverso un cammino iniziatico cosciente, come potrebbe essere la via cristiana-rosicruciana o Antroposofia.
Possiamo in ogni caso decidere di accogliere in noi l’Impulso del Cristo38, preparandoci ad accogliere un aspetto secondario del Cristo, il quale si manifesta nella nostra epoca – per circa tremila anni – nel Suo corpo eterico nell’ambito del mondo astrale attorno alla nostra Terra. Quelli invece che seguono un’evoluzione normale potranno, in tal modo, accogliere gradualmente – nell’arco di alcune migliaia di anni – la diversa manifestazione del Cristo:
- La prima manifestazione nel Suo corpo eterico, nel mondo astrale adiacente alla Terra.
- La seconda nel Suo corpo astrale, nel Devachan inferiore , o Mondo Celeste.
- La terza, infine, nel Vero Io del Cristo, nel Devachan Superiore, o Mondo della Ragione.
Soltanto nel Devachan Superiore l’umanità saprà che cosa è veramente il Cristo: la Parola Universale creatrice, secondo il Vangelo di Giovanni. Rudolf Steiner va oltre il Vangelo di Giovanni e ci invita a contemplare ciò che precede la Parola: il “Pensiero”. Prima della Parola Divina esiste – secondo Rudolf Steiner – il Pensiero Divino. Non un semplice Pensiero Divino quale può essere di ogni singola Entità gerarchica, ma, un “Pensiero Divino”reale, originario, che manifesta le tre qualità divine fondamentali – Volontà, Amore e Saggezza – che in termini esoterici corrispondono a Atma, Budhi e Manas, o Padre, Figlio e Spirito. Questo Pensiero reale, il Cristo-Io, può essere visto come un riflesso del Pensiero-Io assoluto, generato dall’unione delle tre Entità divine che dimorano nei piani più alti dell’esistenza, oltre il Logos stesso. Nel linguaggio buddhista, questi piani sono denominati “Parinirvana” e “Mahaparinirvana”: regioni così elevate che il nostro pensiero ordinario può solo sfiorarle, evocandole attraverso immagini stellari – come quelle che contempliamo di sera nel cielo notturno.
Con questo abbiamo, per così dire, sollevato modestamente un angolino – come ricordava Rudolf Steiner in alcune conferenze, dove era solito affermare che di ogni cosa non possiamo comprendere tutto, ma ci basta per il momento sollevare almeno un angolino, prima di poterla abbracciare pienamente attraverso il corso della nostra evoluzione spirituale – sul concetto dell’Assoluto. Questi pensieri ci hanno condotto verso una comprensione più ampia del significato dell’Assoluto – sebbene ancora indefinita – poiché il nostro pensiero razionale è vincolato da un cervello materiale, che non ci consente di oltrepassare i confini del mondo tridimensionale. Per cogliere lo Spirito cosmico, è necessario un cervello eterico, nel quale il pensiero astratto si trasfiguri in pensiero intuitivo, vivente e chiaroveggente, capace di superare la dimensione spaziale ordinaria. In quel regno, le sfere cosmiche s’interpenetrano con sfumature diverse, che rivelano la varietà degli esseri più evoluti, fino a dissolversi nell’infinito Assoluto – là dove neppure il pensiero più elevato può giungere a una piena comprensione. Il Buddhismo ci orienta verso un Assoluto inteso come “non-essere”, in cui ogni coscienza si dissolve nel nulla. Il monoteismo ebraico e islamico, invece, ci presenta un’Entità assoluta (Yehovah e Allah) con tratti teocratici autoritari, che ricordano figure di governo umano, autoritarie e assolutiste. La teologia cattolica propone una Trinità assoluta, ma spesso confusa, incapace di distinguere chiaramente tra l’umano e il divino – tra l’uomo generato dall’uomo, Gesù di Nazareth, e il divino generato dal divino, il Cristo, l’“Io Sono”. Solo la conoscenza cristiana-rosicruciana, orientata antroposoficamente, ci avvicina con umiltà alla comprensione autentica dell’Assoluto, che dobbiamo pensare esistente soltanto in “Dio Padre”, attraverso l’Essere-Cosciente – Dio Figlio – il quale visse per tre anni sulla Terra, patì il dolore umano nella crocifissione dell’uomo Gesù di Nazareth e infine si unì alla Terra, infondendole l’impulso d’amore perché divenisse un nuovo Sole. Questo Sole, un giorno, si unirà al grande Sole del nostro universo, portando con sé il frutto di tutta l’esperienza umana. (Fine)
Collegno, novembre 2025 Antonio Coscia
Note Antroposofiche
36 È la Loggia bianca terrena, costituita da dodici Bodhisattva umani conosciuti come i “Maestri di saggezza e dell’armonia dei sentimenti”. Essi sono i discepoli del Cristo che accompagnano l’umanità terrena verso la meta decisa dal Creatore. Sono essi che introducono la giusta conoscenza alfine che l’umanità non cada troppo in basso e sprofondi nell’abisso arimanico. Sette di questi Maestri sono sempre presenti nel mondo fisico e sono in una continua relazione con gli altri cinque Maestri sul piano spirituale. La Scienza dello Spirito li conosce come: “Maestro Gesù (Zarathustra), Cristian Rosenkreutz (Lazzaro-Giovanni Evangelista), Sciziano, Manes-Parzival, Buddha Gautama, Bodhisattva Maitreya e Novalis (Raffaello-Elia).
37 Occorre sottolineare che, per ascendere ai mondi dello spirito, dobbiamo ancora affidarci alla guida sicura di chi ha già realizzato il Sé spirituale. Egli può indicarci la giusta conoscenza per elevarci ai mondi superiori e offrirci consigli su come praticare particolari esercizi meditativi, capaci di rafforzare la vita dell’anima e, di conseguenza, il nostro io terreno, così da evitare il pericolo di accedere impreparati a quei mondi tanto diversi dal nostro. Per questo, sotto un certo aspetto, abbiamo ancora bisogno della guida e dei consigli di un Maestro spirituale. Tuttavia, egli non deve più essere considerato come colui al quale affidare completamente la nostra vita per la formazione morale e spirituale, né come il tutore del nostro karma, incaricato di perfezionare il nostro io terreno. Prima dell’evento del Cristo nell’anima umana, il Maestro era tutt’uno con il discepolo: univa il proprio essere all’essere interiore di quest’ultimo e poteva assumere su di sé non solo la responsabilità della sua formazione morale e spirituale, ma, se lo voleva, anche parte del suo karma, alleggerendolo affinché potesse conseguire l’illuminazione spirituale. Dopo l’evento del Golgotha, e in modo particolare con lo sviluppo dell’anima cosciente – che deve formarsi soprattutto in relazione alla volontà – i maestri delle correnti esoteriche del cristianesimo e del rosicrucianesimo, confluite nell’Antroposofia, rispettano la libertà del discepolo, lasciando a lui la responsabilità della propria formazione spirituale. Essi si limitano a dare consigli, diventando per il discepolo un amico o un fratello maggiore. Ciò non significa che debba venir meno la giusta venerazione e devozione nei loro confronti, né la massima fiducia. L’importante è non deificarli, evitando di cadere nel pericolo del “Culto della Personalità”.
38 L’Impulso del Cristo è l’impulso che scaturisce dall’evento del Golgota e si manifesta nella figura del giovinetto che seguiva Gesù di Nazareth al momento del suo arresto da parte delle guardie romane, su ordine del sommo sacerdote Caifa. Quando i soldati cercano di afferrarlo, egli fugge, lasciando nelle loro mani soltanto il lenzuolo che lo avvolgeva. Quel giovanetto rappresenta l’Impulso-Io del Cristo, che resta nudo. Il lenzuolo che i romani riescono a strappare simboleggia il corpo eterico. Essi, tuttavia, non riescono ad accogliere l’Impulso-Io del Cristo; occorreranno ancora diversi secoli di sviluppo del vero cristianesimo prima che l’umanità possa accogliere in sé il vero Impulso del Cristo scaturito dall’evento del Golgota. L’Io-Cristo è l’immagine generata dal sacrificio dell’Io cosmico del Cristo in Gesù di Nazareth, immagine che l’umanità è chiamata a rivestire. Questo rivestimento avviene attraverso tre azioni interiori:
- Conferire un corpo astrale all’Io-Cristo, coltivando pensieri di fede, meraviglia e fiducia nei confronti degli altri.
- Donargli un corpo eterico, sviluppando sentimenti autentici di amore verso il prossimo.
- Rivestirlo di un corpo fisico (spirituale), agendo nel mondo con coscienza e volontà, compiendo azioni consapevoli d’amore verso gli altri. (vedi l’articolo sul blog Pensieri Antroposofici dell’Anima, L’Impulso del Cristo e l’impulso dell’uomo”).
Questo rivestimento dell’Io-Cristo sarà per l’umanità come un Io Superiore, che si unirà al Vero Io del Cristo facendo da filtro, affinché essa possa sostenere il Fuoco Divino Creatore senza restarne abbagliata e superare così la catastrofe che avverrà alla fine del settimo periodo di cultura con la “Guerra di tutti contro tutti”. In altre parole, l’Impulso del Cristo che l’uomo rivestirà sarà come un “Io superiore” che avvolgerà tutta l’umanità cristificata, compenetrata dal Vero Io del Cristo, quale suo nocciolo centrale.
