
Museum of Fine Arts, Boston
«Solo il sapere può essere la base della fede: dobbiamo sapere per poterci elevare alle forze di fede dell’anima umana … Se non possediamo queste forze [di fede], qualcosa si devasta in noi, diventiamo aridi, ci essicchiamo come le foglie in autunno … Se l’umanità perdesse realmente la fede … proverebbe paura, inquietudine e angoscia di fronte a ogni cosa». Rudolf Steiner, (Fede, Amore e Speranza, O.O.130, pag.19).
1. Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?
Capita spesso di ascoltare, tra la gente comune che incontriamo talvolta casualmente nei luoghi più diversi, oppure di leggere su Facebook – da cui nasce lo spunto di questa breve riflessione sulla fede – parole come queste: «Vorrei poter avere la certezza della tua fede: credere nell’esistenza di Dio e credere che, dopo la morte, l’anima umana continui una seconda vita come preparazione a una nuova rinascita sulla Terra». Sono parole alle quali possiamo cercare di dare una risposta se impariamo a riflettere sul significato della vita, in particolare sul mistero della nascita e della morte umana. Imparare, cioè, a rivolgere lo sguardo dentro di noi e a porci domande fondamentali: «Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?». Sono tre interrogativi sui quali già il grande pittore francese Paul Gauguin, nel suo celebre quadro del 1897, cercò di esprimere, attraverso le immagini del “mistero umano”, la domanda sul senso profondo dell’esistenza. Una domanda alla quale ciascuno di noi può trovare risposta soltanto attraverso la conoscenza di sé. Oggi il pensiero umano si è molto rafforzato e intellettualizzato; tuttavia, a causa del materialismo, l’uomo è sceso troppo in basso, impigrendosi nella continua ricerca di immagini virtuali e di brame egoistiche che tendono a soddisfare soprattutto la sua anima inferiore. Così egli si allontana sempre più dalla sua origine spirituale e divina. Principalmente, la causa di ciò risiede nel fatto che l’uomo, a partire dall’inizio del XV secolo (circa il 1413), vive nello sviluppo dell’anima cosciente1– o intelletto –, ossia quella parte essenziale dell’anima umana che si congiunge da un lato all’anima spirituale superiore (Sé spirituale) e dall’altro alle parti inferiori, cioè all’anima della ragione e dell’istinto, più vicine alla natura materiale perché strettamente legate al corpo fisico. Il compito dell’anima cosciente è trovare l’equilibrio, nella sua stessa natura, tra l’anima della ragione (anima razionale) e quella dell’istinto (anima senziente) e, di conseguenza, tra il mondo spirituale e quello terreno. In questo ambito essa ha la missione, attraverso uno sviluppo morale, di realizzare l’autocoscienza individuale, autonoma e libera, e di conseguire – con l’aiuto del Cristo – l’amore cosmico-umano, quale massima espressione dell’essere umano.
Ciò può avvenire se l’io terreno – il nucleo spirituale dell’anima – accoglie in sé l’Impulso del Cristo2, scaturito dal Mistero del Golgota, tramite il quale può riunirsi con la propria immagine o Io superiore: l’archetipo spirituale creato da Yahve-Elohim e custodito nel mondo spirituale dall’Arcangelo Michele, prima della tentazione di Lucifero, il serpente paradisiaco. Occorre tuttavia sottolineare che l’io umano, per accogliere in sé l’Impulso del Cristo, deve compenetrarsi della conoscenza dell’evento del Golgota così come viene presentato dalla Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico, ossia il cristianesimo-rosicruciano rinnovato da Rudolf Steiner, fondatore dell’Antroposofia. La sua sede è a Dornach, in Svizzera, quale Società Antroposofica Universale della Libera Università3 della Scienza dello Spirito.
È per questo che, innanzitutto, occorre aprirsi con fiducia e senza alcun pregiudizio ai cicli di conoscenza che Rudolf Steiner ha tratto dalla cronaca dell’Akasha, o “memoria universale”, riguardanti la vita del Cristo vissuto sulla Terra come Gesù di Nazareth, durante i tre anni che precedettero la morte sulla croce, sul Golgota. Aprirsi con fiducia nei confronti di Rudolf Steiner non significa avere fede cieca o assoluta in quanto egli ha esposto nei suoi cicli di conferenze sul Cristo, sulla Scienza Occulta, sulla legge della reincarnazione e del karma, o su altri temi. Egli considerava il dogmatismo un atteggiamento negativo per lo sviluppo dell’anima cosciente e, per questo, scoraggiava con fermezza l’accogliere qualsiasi conoscenza in modo passivo, senza prima esaminarla con la ragione. Rudolf Steiner ha sempre invitato a vagliare ogni cosa con serietà e ponderatezza, attraverso il senso della ragionevolezza, e a cercare la verità anche nelle diverse correnti e scuole di pensiero spirituale che si sono succedute nella storia e nell’evoluzione dell’umanità, purché animate da serietà e onestà intellettuale.
Rudolf Steiner, attraverso la sua ricerca spirituale sull’Entità umana, giunse alla concezione dell’uomo tripartito funzionale, quale si manifestava alla sua veggenza superiore. Egli descriveva: «L’uomo del capo, che comprende i nervi e i sensi (neuro-sensoriale), in cui opera principalmente l’attività animica dei nostri pensieri; l’uomo del petto o del ritmo, che comprende cuore e polmoni (circolazione del sangue e respiro), in cui si esprime l’attività animica dei nostri sentimenti; e l’uomo del ricambio e degli arti, che comprende l’assunzione del cibo, la digestione e gli arti motori (metabolico-motorio), in cui si manifesta l’attività animica della nostra volontà».
Rudolf Steiner parla inoltre di un’altra Triarticolazione animica, che entra in relazione con il corpo fisico umano: l’anima, formata dall’insieme di tre forze animiche che egli definisce anima senziente, anima razionale e anima cosciente (vedi nota 1). In sintesi:
Tabella comparativa

L’Io umano ha perfezionato in modo incosciente, nei periodi di cultura precedenti, queste forze animiche; soltanto nel periodo attuale, attraverso la conoscenza dell’Antroposofia, ha la possibilità di sviluppare consapevolmente l’anima della coscienza. Sviluppare quest’anima significa realizzare, mediante l’autocoscienza, la consapevolezza di avere in sé un che di divino – il “dio nell’uomo” – dietro cui agisce, ed è sempre stato presente, un Entità spirituale che rappresenta l’Individualità umana superiore, chiamata Io o Sé superiore.4 Poiché l’anima cosciente – entro la quale si manifesta l’espressione più alta dell’io inferiore – entra in relazione col ricambio e con gli arti dell’uomo, e dunque con la volontà, l’io umano si trova di fronte a una responsabilità maggiore: quella di agire nell’ambito sociale con impulsi liberi, senza intermediari che possano reprimere il suo atto volitivo individuale. Vale a dire che questa volontà umana deve poter agire ora con la massima libertà interiore, senza che alcuno possa interferire nella sua capacità decisionale. In questo processo l’uomo può talvolta commettere degli errori, dai quali tuttavia nascerà quell’esperienza terrena che porterà frutti destinati a essere accolti, dopo la morte, dall’Io superiore. Con l’aiuto degli Dei, tali esperienze verranno trasformate in qualità umane superiori, di cui l’individuo potrà beneficiare soltanto in una futura incarnazione. Tutto ciò deve essere accompagnato da un impulso morale, affinché si realizzi il giusto sviluppo dell’anima cosciente. Possiamo compiere questo cammino solo attingendo alla nostra interiorità umana, con l’aiuto dell’Antroposofia, che ci permette di risvegliare in noi la coscienza del Cristo tramite l’Impulso del Cristo. Questo impulso centrale della corrente antroposofica cristiana-rosicruciana tende a unire lo “spirito umano” allo “Spirito Universale”. Se riusciamo, in un primo momento, ad aprirci senza preconcetti e ad avere fiducia nei confronti di Rudolf Steiner e, di conseguenza, dell’Antroposofia, possiamo sviluppare e realizzare quella certezza di fede di conoscenza che ci darà la possibilità – se il nostro karma lo consente – di incontrare il Cristo eterico sul piano astrale adiacente alla Terra.
Tutto questo può essere realizzato se seguiamo con attenzione i consigli dati da Rudolf Steiner nei suoi due libri fondamentali: La Filosofia della Libertà e L’Iniziazione.
Al fine di sviluppare in modo giusto l’anima cosciente, è essenziale sforzarsi di mettere in pratica due massime fondamentali:
- «Vivere nell’amore per l’azione e lasciar vivere nella comprensione della volontà altrui è la massima fondamentale degli uomini liberi» (O.O. n.4, p.122).
- «Sorveglia ogni tua azione, ogni tua parola, in modo che per opera tua non si rechi offesa alla libera volontà di alcuno» (O.O. n.10, p.25).
Queste due massime antroposofiche devono essere accolte e praticate con la consapevolezza che, se vogliamo anelare alle verità superiori e lavorare allo sviluppo della nostra anima cosciente, dobbiamo imparare, nella nostra epoca, a essere liberi e a poggiare esclusivamente su noi stessi, liberandoci da superstizioni e dogmi religiosi appartenenti a un antico sviluppo animico che oggi deve essere superato. Il discepolo dello spirito deve camminare da solo, senza cercare un “Maestro” terreno personale che lo guidi per vie sicure, come avveniva nei misteri iniziatici antichi, dove l’allievo era totalmente sottomesso e diretto dal Maestro, e la loro unione poteva persino continuare oltre la morte. Questa è l’epoca in cui ciascuno deve assumersi le proprie responsabilità morali, prendendo in mano le redini della propria vita e guidando se stesso attraverso gli ostacoli e le decisioni difficili che gli si presenteranno come effetti karmici. Egli deve poter decidere da solo, mosso soltanto dal proprio giudizio morale interiore e dal desiderio di realizzare in sé la certezza dell’esistenza divina di un Ente Supremo Assoluto, cui tutto il creato anela. Tutto ciò che aneliamo in questo periodo dell’anima cosciente deve essere conquistato attraverso il proprio sforzo personale, senza essere assoggettati ad alcuna autorità istituzionale religiosa, né a chiunque voglia limitare la nostra libertà di opinione o di espressione del pensiero. Questo principio dovrebbe essere presente in tutte le correnti di pensiero e, in modo particolare, negli ambienti antroposofici in cui si studia insieme l’Antroposofia. Tuttavia, la libertà dialogica non sempre è rispettata nei termini auspicati da Rudolf Steiner: talvolta si assiste ad atteggiamenti intolleranti o di arroganza intellettuale da parte di chi non ha ancora compreso che la vera essenza dell’Essere Antroposofia è amore. Rudolf Steiner sottolinea che l’Antroposofia non può essere compresa se non attraverso l’amore. Egli chiarisce questo aspetto in diverse conferenze e, in particolare, nel libro Formazioni di comunità, dove leggiamo: «E poiché l’Antroposofia può essere compresa solo dall’amore, essa è creatrice d’amore, quando sia compresa nella sua vera natura. (…) Ogni parola antroposofica è in fondo, se pronunciata nel senso giusto, una preghiera, una preghiera devota: la preghiera che lo spirito possa discendere nell’uomo» (ibidem, p. 13). (1. Continua)
Collegno, 10 maggio 2019
Aggiornato novembre 2025 Antonio Coscia
Note Antroposofiche
1 L’anima cosciente, l’anima razionale (o affettiva) e l’anima senziente costituiscono le tre facoltà animiche dell’uomo, attraverso le quali egli prende coscienza della propria esistenza terrena come personalità umana, ovvero coscienza dell’Io. Nell’anima senziente, l’uomo si avvicina alla condizione animale, possedendo una coscienza istintiva e offuscata. Con l’anima razionale, invece, sviluppa una coscienza di veglia e si riconosce come individuo tra altri simili: ciò gli consente di percepirsi come appartenente al quarto regno, quello umano, superiore ai tre regni inferiori della natura. Solo mediante lo sviluppo dell’anima cosciente l’uomo può riconoscersi come essere autonomo e libero, portatore di un principio divino. Questo principio gli permette di prendere coscienza di un essere superiore che lo ha sempre guidato nel corso delle vite. Tale essere divino costituisce la sua realtà più alta: l’Io, che si incarna in ogni esistenza ma non discende mai fino al piano terreno. L’uomo, dunque, è l’immagine imperfetta dell’Io superiore, riflessa nel corpo astrale. L’anima cosciente è in relazione con il corpo fisico; l’anima razionale con il corpo eterico; e l’anima senziente con il corpo astrale. Lo sviluppo e il perfezionamento di queste tre parti della costituzione umana fanno sì che l’uomo sviluppi in sé organi simili a ruote luminose, chiamate in Oriente chakra. Queste ruote chakrali consentono all’uomo, attraverso lo sviluppo dell’anima cosciente, di elevarsi chiaroveggentemente fino alla terza gerarchia angelica mediante la veggenza immaginativa. Con lo sviluppo dell’anima razionale può ascendere al mondo della seconda gerarchia – le Potestà, le Virtù e le Dominazioni – tramite la veggenza ispirativa. Infine, attraverso lo sviluppo dell’anima senziente, l’uomo può elevarsi fino al mondo della prima gerarchia, ossia i Serafini, i Cherubini e i Troni, mediante la veggenza intuitiva.
2 L’Impulso del Cristo è quell’impulso spirituale scaturito dall’evento del Golgota, nato dal fatto che il Cristo, discendendo da altissime dimensioni spirituali, si unì spiritualmente all’uomo Gesù di Nazareth. Questo evento generò, nell’ambito dell’umanità terrena, un rispecchiamento dell’Io cosmico del Cristo, simboleggiato nel Vangelo di Marco dal giovanetto che seguiva Gesù di Nazareth quando fu arrestato dalle guardie romane. Nel capitolo 14 del Vangelo di Marco leggiamo: «Un giovanetto però lo seguiva, rivestito soltanto di un lenzuolo, e lo fermarono. Ma egli, lasciato il lenzuolo, fuggì via nudo» (Mc 14,51-52). Rudolf Steiner rivela che questo giovanetto rappresenta l’Impulso del Cristo, rimasto nudo poiché i romani gli tolsero il corpo eterico. Tale impulso dovrà essere rivestito dall’umanità stessa, quando, in un lontano futuro, essa attraverserà una catastrofe naturale generata dal massimo sviluppo dell’egoismo, che condurrà alla “guerra di tutti contro tutti”. In altre parole, l’umanità dovrà rivestire il Cristo del corpo fisico (spirituale), del corpo eterico e del corpo astrale, compiendo consapevolmente azioni di amore e di fiducia verso il prossimo. Da questo processo nascerà una sorta di “Archetipo cosmico” dell’umanità o, meglio, un Io superiore, un Sé Spirituale del Cristo, che fungerà da ombrello – un filtro spirituale capace di temperare la forza del Vero Io del Cristo, la cui intensità potrebbe altrimenti far perdere all’uomo la coscienza dell’io. In tal modo sarà possibile superare la catastrofe annunciata da Rudolf Steiner: la “guerra di tutti contro tutti”, che si manifesterà alla fine del settimo periodo di cultura della nostra quinta Epoca.
3 La Libera Università della Scienza dello Spirito è un centro spirituale situato a Dornach in Svizzera, ha lo scopo di promuovere tutte quelle attività che fanno parte dell’Antroposofia generale, quali: “La sezione di pedagogia, agricoltura, medicina, scienze sociali, matematica, astronomia, sezione dei giovani, scienze naturali, sezione per le arti figurative, arte della parola, musica. Le sezioni di tutte queste attività, grazie alla ricerca spirituale della Scienza dello Spirito, possono essere rinnovate e approfondite spiritualmente nei loro rispettivi ambiti o campi professionali.
4 Oltre all’io inferiore, l’uomo possiede anche un Io superiore, o Individualità umana, che si incarna in ogni vita ma non discende mai fino al livello terreno. Essa dimora nel mondo spirituale, da dove proietta un’immagine di sé nel corpo astrale inferiore dell’uomo terreno. Attraverso il corpo fisico, questa immagine acquisisce la coscienza dell’io, ossia la Personalità umana. In altre parole, il nostro io terreno non è un io reale, bensì un io riflesso: come quando ci guardiamo in uno specchio e vediamo la nostra immagine. Questa immagine è un’immagine-pensiero che, per manifestarsi e prendere coscienza di sé, necessita di un corpo fisico, di un corpo eterico e di un corpo astrale. Grazie a questi strumenti, essa esprime le qualità spirituali acquisite nel corso dei millenni: pensare, sentire e volere, attraverso cui l’uomo può giungere alla coscienza dell’io. Infatti, durante il sonno, quando il corpo astrale e l’io si separano dal corpo fisico e da quello eterico, l’uomo cade nell’oblio e perde la coscienza dell’io. È necessario ricordare che, mediante l’evento del Golgotha, il Cristo – vissuto come Entità Divina reale nell’uomo Gesù di Nazareth – ha donato all’umanità la possibilità di trasformare l’io umano, da semplice specchio, in un io reale. Ciò può avvenire soltanto se l’umanità si compenetrerà sempre più dell’Impulso del Cristo e della Coscienza Cosmica del Cristo nel corso delle sue ripetute vite terrene. In alternativa, questo processo può realizzarsi attraverso un serio e autentico discepolato, fondato sulla conoscenza che la Scienza dello Spirito offre a tutti gli uomini, indipendentemente da religione o ceto sociale.
