
Rappresentazione immaginativa delle tre forze dell’anima, inferiore e superiore
Allora i discepoli, accostatisi a Gesù in disparte, gli chiesero: «Perché noi non abbiamo potuto scacciarlo?». Ed egli rispose: «Per la vostra poca fede. In verità vi dico: se avrete fede pari a un granellino di senapa, potrete dire a questo monte: spostati da qui a là, ed esso si sposterà, e niente vi sarà impossibile. (Mt 17,19).
2. Il sapere come base della fede
Ciò non toglie comunque che nella nostra aspirazione verso la “fede di conoscenza”, possiamo incontrare uomini evoluti, anime che destano in noi un senso di benevolenza che possiamo ammirare, amare e avere una profonda venerazione per la verità da loro incarnata, ossia “Maestri di saggezza” che possiamo sempre incontrare sulla via di conoscenza e ai quali, possiamo aprirci con fiducia. Ma essi devono essere considerati da noi soltanto come amici, come dei fratelli maggiori cui possiamo chiedere consigli e non che debbano diventare per noi la guida personale, cui affidare il nostro destino in modo servile. Da essi possiamo perciò avere quei consigli che ci aiutino a sviluppare quel primo aspetto di fede che si basi sul sapere, cioè sullo sviluppo del pensare intellettivo cosciente tramite esercizi di concentrazione, meditazione e contemplazione, consigliati per esempio attraverso lo studio dell’Antroposofia. In merito Rudolf Steiner in una conferenza del 2 dicembre 1911 tenuta a Norimberga, parla della possibilità di poterci elevare alle forze di fede attraverso il sapere, dove appunto egli dice: «Solo il sapere può essere la base della fede, dobbiamo sapere per poterci elevare alle forze di fede dell’anima umana, dobbiamo avere nella nostra anima la capacità di mirare a un mondo soprasensibile, di dirigere su di esso i nostri pensieri e tutte le nostre rappresentazioni. Se non possediamo queste forze, appunto espresse dalla parola “fede”, qualcosa si devasta in noi, diventiamo aridi, ci essicchiamo come le foglie in autunno (…). Le forze della fede sono le più importanti del corpo astrale, e perciò il termine “corpo astrale” equivale a quello di “corpo di fede”»(Fede, Amore e Speranza, O.O.130, pag.19).
«Solo il sapere può essere la base della fede». Queste parole di Rudolf Steiner ci mostrano come sia possibile trovare il fondamento, o il primo aspetto, della fede se impariamo a lavorare attivamente su noi stessi, purificando l’egoismo che nasce dalle brame, dai desideri e dalle passioni generate dal nostro corpo astrale inferiore. Ciò darà modo al nostro intelletto di risorgere dal materialismo arimanico in cui è caduto e possa entrare in relazione con la sua origine divina spirituale, cioè col vero corpo astrale superiore, di cui quello inferiore è solamente un’immagine imperfetta rispecchiata. In questo modo non solo purifichiamo la vita del nostro pensare ma anche quella del sentire e del volere, cosicché aiutati dall’impulso del Cristo, potremo elevarci fino a compenetrarci della vera forza di fede del corpo astrale o anima superiore sopra citato, in modo di avere non solo la possibilità di vivificare il nostro corpo eterico, ma dare una risposta anche al senso di tutta l’evoluzione umana.
Tutto questo ci porta ora a riflettere che non basta semplicemente dire che vorremmo avere la certezza della fede in ciò che non vediamo e non possiamo toccare con mano, poiché la vera fede è una qualità morale spirituale connaturata al “corpo astrale superiore”, per la quale possiamo compenetrarci soltanto attraverso un cammino esoterico di conoscenza tramite quelle correnti spirituali, che mettono al loro centro, l’Impulso del Cristo. Porre, cioè, al centro della nostra vita umana la possibilità di trasformare il nostro pensiero intellettuale materialista in un pensiero intellettuale veggente cristico, in modo da riuscire a compenetrarci e unirci al “corpo di fede”. Ciò ci permetterà di operare con dedizione e amore entro la vita sociale della comunità terrena, tramite quegli atteggiamenti di comprensione e di tolleranza cui ogni vero uomo dovrebbe arrivare a manifestare quale sviluppo superiore della vera fratellanza universale, che dovrà essere preparata e realizzata nel futuro sesto periodo di “Filadelfia”5; in modo particolare tutti quelli che si autodefiniscono “antroposofi”.
In merito va ricordato che tutto il nostro quinto periodo di cultura6 si fonda sia sullo sviluppo dell’anima cosciente, sia su quello della facoltà della fede. Il loro progresso si protrarrà fino all’anno 3573 circa; dopodiché l’umanità entrerà nella fase di sviluppo del Sé spirituale, accompagnata dalla facoltà dell’”amore”, intesa come qualità del vero amore cosmico-umano. Questo significa che l’umanità dispone di circa 1500 anni per sviluppare l’anima cosciente e compenetrarsi delle forze di fede proprie del corpo astrale superiore. Tuttavia, poiché l’uomo è sceso troppo in basso nel materialismo e nell’egoismo fine a se stesso, esiste il rischio di non giungere all’appuntamento con il Sé spirituale. Infatti, il corpo eterico, da cui fluisce la vita cosmica che ci sostiene, se non viene alimentato e vivificato dalla vita spirituale, rischia di disseccarsi e inaridirsi, rendendo impossibile avere in futuro un corpo sano per reincarnarci. In altre parole, se l’umanità non riuscirà a compenetrarsi dell’Impulso del Cristo e a purificare il proprio atteggiamento egoista nel normale cammino evolutivo, sarà difficile che possa giungere alla fine del quinto periodo di cultura e compenetrarsi delle forze di fede come patrimonio morale comune a tutti gli uomini di buona volontà.
Al contrario, chi oggi sceglie di intraprendere la via esoterica della conoscenza cristiana-rosicruciana, ossia l’Antroposofia, può decidere di abbreviare questo percorso. La “fede”, insieme all’“amore” e alla “speranza”, costituisce infatti una delle tre qualità cristiane fondamentali che l’umanità dovrà sviluppare rispettivamente nel quinto, sesto e settimo periodo postatlantico. Poiché la fede è in relazione con lo sviluppo del corpo astrale, essa rappresenta la prima qualità da conquistare, insieme allo sviluppo dell’anima cosciente e della coscienza morale, nel nostro attuale quinto periodo di cultura. Successivamente, l’umanità inizierà a sviluppare l’anima divina superiore che, nel sesto periodo postatlantico, riceverà come dono dagli Angeli il principio del Sé spirituale, accompagnato dallo sviluppo dell’amore, che segnerà l’inizio della vera fratellanza universale. Infine, nel settimo periodo, con lo sviluppo della speranza, si manifesterà il principio microcosmico dello Spirito Vitale.7
Detto questo, è facile comprendere che tali qualità vanno conquistate giorno dopo giorno, anno dopo anno, attraverso le prove e le sofferenze che, nel corso della vita, vengono vissute in modo naturale e spesso nell’incoscienza da tutte le anime umane che seguono il normale fluire dell’esistenza. Chi invece decide di intraprendere consapevolmente un cammino spirituale esoterico cristiano deve impegnarsi nella continua ricerca della fede e delle verità superiori. Egli è chiamato ad attraversare le esperienze dolorose e le prove della vita con maggiore coscienza, sostenuto soltanto dalle conoscenze trasmesse dalle grandi “guide dell’umanità”: uomini evoluti che, nelle loro vite passate, hanno già percorso il sentiero della saggezza. Anch’essi, infatti, hanno dovuto affrontare gradi iniziatici tra sforzi e sofferenze, prima di giungere all’illuminazione spirituale che ha permesso loro di conquistare le facoltà superiori della chiaroveggenza, ossia la capacità di osservare i mondi invisibili oltre la materia fisica, o, se vogliamo, oltre la sfera tridimensionale terrestre.
Grazie a ciò, essi possono sostenerci nel cammino della fede, rendendoci partecipi delle loro esperienze spirituali e facendoci conoscere, attraverso concetti ideali e immagini rappresentative, l’esistenza di “Esseri divini di luce” che operano nel nostro mondo. Si tratta di quegli “Esseri superiori” appartenenti alla gerarchia angelica che, dopo l’evento del Golgotha, collaborano con l’uomo contemporaneo nello sviluppo della sua evoluzione morale, tramite gli iniziati e i messaggeri celesti e umani che conosciamo come “Maestri di Saggezza e dell’Armonia dei sentimenti”8, ossia i Bodhisattva umani secondo la terminologia orientale. Alcuni di essi, tra i più evoluti dell’umanità, sono divenuti servitori del Cristo. Per questo hanno il compito di preparare dapprima gli uomini più avanzati e, in seguito, l’intera umanità, sia all’arrivo del Sé spirituale, sia al passaggio corretto attraverso la “Soglia”. Questa Soglia rappresenta il confine tra il mondo astrale inferiore e il mondo astrale divino superiore. All’ingresso è posta un’Entità arcangelica che si manifesta con tratti orrendi, quale immagine oscura: la sua figura spirituale tenebrosa incarna tutto il karma negativo delle vite passate non ancora trasformato dall’umanità. Ogni uomo che si avvicina alla Soglia è costretto a fermarsi e a tornare indietro, finché il “Guardiano” non lo ritiene degno di accedere ai mondi superiori. Ogni sera e ogni mattina, quando lasciamo e quando ritorniamo nel nostro corpo eterico e fisico, incontriamo i “Guardiani”. Tuttavia, lo sguardo dell’anima umana viene distolto dalle forze terrene, così che non ci accorgiamo della loro presenza: un incontro cosciente con uno di essi, infatti, sarebbe per noi fatale!
Certamente è utile ricordare che l’Antroposofia è una via peculiare, al cui centro vi è lo sviluppo del pensiero attraverso lo studio delle conferenze tenute da Rudolf Steiner in gran parte del mondo occidentale. Essa può dunque risultare idonea a qualsiasi anima che cerchi risposte mediante la conoscenza, purché sia disposta a dedicare parte della propria vita allo studio dell’Antroposofia. In principio, infatti, essa richiede un notevole sforzo di applicazione e, di conseguenza, favorisce uno sviluppo particolare del pensiero. All’inizio occorre impegnarsi soprattutto sul piano intellettivo; successivamente diventa essenziale coltivare l’amore per l’Antroposofia, affinché il pensiero si unisca al “sentire”. In caso contrario, come accade in ogni conoscenza esoterica, vi è il rischio che la luce spirituale dell’Antroposofia venga oscurata dall’egoismo e dall’arroganza individuale. Possiamo accogliere l’Antroposofia anche attraverso l’amore per la conoscenza, ma è sempre necessaria un’inclinazione primaria verso lo studio dei concetti antroposofici che Rudolf Steiner ha posto in modo particolare nei quattro libri fondamentali: “La Scienza Occulta, Teosofia, L’Iniziazione e La Filosofia della Libertà”. Non a caso, la disciplina esoterica antroposofica di chi desidera sperimentare le verità dei mondi dello spirito mediante lo sviluppo cosciente dei sette gradini che conducono alle facoltà chiaroveggenti, inizia proprio con lo studio di questi quattro testi fondamentali. Segue poi il secondo gradino, la facoltà immaginativa; il terzo, quella ispirativa; e infine la facoltà intuitiva. Per gli allievi più avanzati, il quinto gradino consiste nel rapporto con il macrocosmo; il sesto nella fusione con il macrocosmo; e il settimo nella beatitudine in Dio. (2. continua)
Collegno 18 maggio 2019 Antonio Coscia
Note Integrative
5 Il sesto periodo di cultura – circa dal 3573 al 5733 – chiamato dall’Apocalisse di Giovanni “Filadelfia”, è un’epoca in cui nell’umanità si svilupperà il vero amore cosmico umano, quando dall’alto verrà istillato dalla gerarchia angelica il Sé spirituale. Tuttavia, ciò potrà realizzarsi soltanto nelle anime che si saranno preparate già in questo nostro quinto periodo di cultura dell’anima cosciente, vale a dire in quelle che avranno accolto l’Impulso del Cristo. Filadelfia era una delle sette chiese dell’Asia Minore (all’epoca dell’inizio del cristianesimo), cui Giovanni Evangelista indirizzò una lettera secondo la rivelazione ricevuta dal Cristo durante un momento estatico chiaroveggente, da cui trasse poi il libro profetico dell’Apocalisse. In realtà, questo scritto – come tutti i testi che nascono da una visione spirituale – è una rivelazione donata all’umanità come guida e, nello stesso tempo, come avvertimento per aver deviato dalla retta via segnata da Dio, a causa di un io ancora immaturo e imperfetto. Come l’Antico Testamento rappresenta il passato dell’umanità antica, discesa dal mondo spirituale a seguito del peccato originale, così il Nuovo Testamento raffigura l’uomo futuro che si riscatta e si ricongiunge al Cristo (il Creatore) tramite una coscienza morale conquistata attraverso l’esperienza terrena, ossia mediante il discernimento del bene e del male. L’Apocalisse, invece, è un libro simbolico che prende avvio da una realtà divina superiore (il Devachan superiore o mondo della ragione), riferita alle comunità cristiane terrene rappresentate dalle sette chiese dell’Asia Minore. Esse rispecchiano un insieme di eventi futuri sul piano fisico, che la visione veggente di Giovanni descrive attraverso un simbolismo esoterico, interpretabile in questo modo: «Immaginativo-astrale (i sette suggelli), Ispirativo-planetario (le sette trombe) e Intuitivo-stellare (le sette coppe dell’ira)».
6 I periodi di cultura o di civiltà, fanno parte di grandi Epoche che si susseguono durante l’evoluzione della storia e meta umana. Secondo la Scienza dello Spirito o Antroposofia, l’evoluzione umana o, meglio, la meta dell’uomo, passa attraverso sette stati di coscienza o eoni cosmici, chiamati: «Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Saturno» – I nomi non indicano i pianeti attuali del nostro sistema planetario, ma soltanto i confini in cui si espandono le sfere cosmiche menzionate). La Terra (riferito al nostro sistema cosmico planetario solare) ha attraversato i primi tre stati cosmici di coscienza cosmici, cioè Saturno, Sole e Luna. Attualmente è nel quarto sato di coscienza cosmico, il quale va suddiviso in sette stati di Vita. Ogni stato di vita va successivamente suddiviso in sette stati di Foma. A sua volta dobbiamo ancora suddividere ogni stato di Forma in sette Epoche, chiamate: «Polare, Iperborea, Lemurica, Atlantica, quinta Postatlantica, sesta Postatlantica e infine la settima Postatlantica». Queste suddivisioni possono risultare fin qui complesse, ma per capire dove siamo attualmente come stato evolutivo di coscienza, occorre suddividere ancora ogni Epoca in sette periodi di cultura o civiltà, ossia: « Paleo-Indiano, Paleo-Persiano, Egizio-Caldaico-Ebraico, greco-romano, anglo-germanico, moldavo-russo e, americano». Sappiamo che ogni periodo dura all’incirca 2160 anni, per cui un Epoca circa quindicimila anni. Possiamo ancora aggiungere che i 2160 anni si ottengono con la divisione del Sole che apparentemente compie un giro intorno alle dodici costellazioni dello Zodiaco in “2160 X 12 = 25920 anni. Ossia il Sole dopo aver percorso tutto lo Zodiaco ritorna al suo punto iniziale dopo 25920. (Vedi nel blog “Pensieri Antroposofici dell’Anima” la nota 2 di 1. Note Integrative Antroposofiche).
7 Lo Spirito Vitale è un arto umano dell’anima superiore. Esso nasce come germe spirituale durante l’evoluzione dell’antico Sole, il secondo stato di coscienza o eone cosmico della Terra – il nostro sistema solare – quale dono dei Cherubini. Insieme all’Atma, o Uomo Spirito, dono dei Troni durante il primo stato di coscienza cosmico dell’antico Saturno, formò la prima “Monade divina” dell’essere umano. Il compito dell’Io terreno è quello di trasformare consapevolmente il corpo eterico, attraverso l’impulso del vero amore umano, per congiungerlo – durante il settimo periodo di cultura della nostra quinta Epoca – al principio microcosmico dello Spirito Vitale, che discenderà dall’alto dei mondi spirituali quale dono di Entità superiori. Il completo sviluppo e la perfezione dello Spirito Vitale avverranno soltanto nel lontanissimo quinto stato di coscienza, o eone cosmico futuro di Venere.
8 I Maestri di saggezza e dell’armonia dei sentimenti, sono uomini molto evoluti chiamati dall’esoterismo orientale Bodhisattva. Fanno parte della “Loggia Bianca” terrena a cui appartengono 12 Maestri o Bodhisattva tra i quali: «Maestro Gesù, Cristian Rosenkreutz, Elia, Sciziano, Mani, Buddha Gautama e il Bodhisattva Maitreya». Sette Maestri sono sempre presenti sul piano fisico e sono sempre in contatto con gli altri cinque. Sono servitori del Cristo e si incarnano ogni cento anni promulgando la corrente cristiana-rosicruciana a orientamento antroposofica al fine di far conoscere l’Essere del Cristo. (Vedi il libro di Sergei O. Prokofieff, “Rudolf Steiner e i Maestri del cristianesimo moderno”; Widar Edizioni).
