
Adorazione dei Magi del Beato Angelico e Filippo Lippi
«E tu, Betlemme, terra di Giuda,
non sei affatto la minima fra le città principali di Giuda;
perché da te uscirà un principe, che pascerà il mio popolo Israele» (Mt. 6,1-6).
1. Il cristianesimo nell’arte umana
Ogni anno, con l’avvicinarsi del periodo natalizio, la tradizionale rappresentazione del presepe, che ricorda la nascita del Redentore dell’umanità, suscita non pochi contrasti e divergenze di opinioni. Tra questi, il più discusso riguarda l’opportunità di evitare, nelle scuole italiane, l’allestimento del presepe a causa della presenza di bambini extracomunitari, per i quali un simbolo cristiano potrebbe risultare estraneo o non appartenente alla loro tradizione religiosa. Alcuni maestri, insegnanti e responsabili delle scuole italiane, spinti dalle pressioni di genitori appartenenti a movimenti religiosi separatisi dalla Chiesa cattolica e da genitori extracomunitari – i quali evidentemente non comprendono il significato dei simboli cristiani – ritengono opportuno evitare la preparazione dell’albero e del presepe di Natale, al fine di scongiurare disagi e malcontenti tra famiglie di diversa formazione culturale e religiosa. Essi pensano infatti che tali simboli possano danneggiare la psiche dei bambini, generando confusione e disorientamento religioso. Questo pregiudizio nasce da un’opinione infondata, dettata dalla mancanza di conoscenza e di fede nei confronti di due antichi simboli cristiani, che non vengono compresi nella loro autentica essenza spirituale e nel significato profondo che intendono esprimere. Va inoltre ricordato che deve essere rispettata anche la volontà dei genitori credenti, i quali desiderano continuare a coltivare quei valori sacri tradizionali che hanno nutrito la fede di innumerevoli anime nel corso dei secoli della storia del cristianesimo occidentale. Molti altri ancora vi credono oggi, sebbene la ricorrenza natalizia sia spesso vissuta con un atteggiamento materialista, influenzato da una pubblicità consumistica fuorviante. Tuttavia, questa celebrazione annuale che si rinnova con l’avvento del Natale accompagnata dalla preparazione dell’albero e del presepe nella prima settimana dell’Avvento – non può in alcun modo danneggiare né turbare la psiche di alcuno, tantomeno quella dei bambini di qualsiasi provenienza o ceto sociale, se tali simboli vengono compresi nella loro vera natura esoterica: segni del “ricordo” e della “nascita” divina da cui proviene l’umanità primordiale, prima della “caduta” causata dal “serpente” paradisiaco luciferico.
Occorre sottolineare che il presepe, quale complesso rappresentativo e immaginifico della Natività, esercita comunque un’azione sull’anima infantile di qualsiasi bambino, indipendentemente dalla sua provenienza. Il presepe può essere paragonato ai quadri del pittore cristiano Raffaello, i quali possono essere osservati e contemplati da ogni uomo o bambino di qualunque razza, senza che ciò comporti conseguenze psichiche negative. Rudolf Steiner ci rivela che la Madonna Sistina, essendo un’immagine reale scaturita da un’esperienza spirituale vissuta e trasposta da Raffaello sulla tela, può agire in modo terapeutico sul corpo eterico1 di qualsiasi bambino e, inconsciamente, anche sull’anima degli adulti, siano essi credenti, laici o atei. Qualsiasi opera d’arte autentica, quando nasce dal mondo dell’anima come vera ispirazione e manifestazione dello spirito attraverso la pittura, l’architettura, la musica o la poesia, esercita un’azione terapeutica sul corpo eterico del bambino e dell’uomo, purché libero da pregiudizi. L’Arte vera e genuina rinnova invisibilmente nell’anima umana le forze eteriche logorate, rattrappite e offuscate dagli spiriti dell’ostacolo. Questi spiriti del male, che la teologia cattolica identifica come “Satana” o “Lucifero” (e che l’Antroposofia distingue come spirito arimanico o luciferico)2, agiscono nell’anima umana in modo inconscio attraverso il materialismo persuasivo della pubblicità e mediante tutto ciò che appartiene alla “tecnologia virtuale” (computer, telefoni cellulari, videogiochi, quaderni digitali nelle scuole, ecc.), colpendo in particolare la psiche dei bambini, i più indifesi dopo i tre o quattro anni. Non meno incisiva è la loro azione sugli adulti che non coltivano una sana vita di pensiero spirituale e morale, manifestandosi nelle azioni volitive con atteggiamenti negativi di nervosismo, aggressività o altro. Per questo motivo è essenziale che i genitori proteggano e sostengano i propri figli attraverso un atteggiamento morale e religioso libero, non coercitivo, poiché un approccio imposto sarebbe estremamente dannoso per la psiche del bambino. È fondamentale che i genitori agiscano da esempio, affinché il bambino possa imitarli e, così facendo, risvegliare in sé le forze originarie divine del “Padre Cosmico”: forze che rimarranno legate a lui in modo inconscio per tutta la sua esistenza. Non è necessario appartenere a un’istituzione o a una corrente religiosa particolare; ciò che conta è offrire al bambino un’educazione basata sugli esempi di uomini virtuosi che hanno vissuto una vita altruista, colma d’amore e dedizione verso gli altri. Un genitore può certamente amare un bambino e colmarlo di affetto, e questo contribuisce a rafforzarne l’equilibrio psico-fisico; tuttavia, l’amore filiale non equivale a stimolare nel bambino, attraverso il gesto e la fantasia morale, il ricordo divino che genera in lui il “germe morale” dell’altruismo e dell’amore verso il prossimo.
L’arte, quando sgorga da un cuore genuino, può agire come un “ripristino vitale” nell’uomo adulto, attraverso quella “forza spirituale fluente” che opera in modo particolare sul corpo eterico umano. Questo processo mira a riattivare le forze vitali dell’anima, che possono inaridirsi sotto l’influsso delle forze arimaniche. La vita, infatti, è presente in ogni cosa – piante, animali ed esseri umani – e agisce in modo speciale sull’anima del bambino. L’arte, quale ispirazione della vita spirituale, può talvolta risanare le alterazioni psichiche del bambino, spesso generate dall’eccessivo utilizzo del materialismo tecnologico virtuale, come già accennato. In particolare, essa interviene nello sviluppo della “fantasia infantile”, contribuendo alla formazione psichica dell’io umano terreno, che inizia a manifestarsi a partire dal terzo o quarto anno di vita. Una cattiva educazione sul piano psico-fisico può determinare, nell’età adulta, conseguenze dolorose come malattie nervose o disturbi più gravi, se tra i 21 e i 42 anni non si intraprende un cammino cosciente di vita morale e attività spirituale. Rudolf Steiner (1861-1925)3, uno dei più elevati iniziati chiaroveggenti cristiani e fondatore della Società Antroposofica Universale – il cui centro si trova a Dornach, in Svizzera, presso la particolare costruzione in cemento armato chiamata Goetheanum – consigliò, come già ricordato, di collocare nella stanza del bambino la splendida opera pittorica della Madonna Sistina di Raffaello.
Quest’opera, scaturita da una reale esperienza veggente spirituale notturna, rappresenta la forza vitale e l’aura spirituale della Madonna col Bambino, e si ritiene possa sostenere profondamente il bambino nello sviluppo della sua formazione psichica e durante la crescita del corpo eterico. Il quadro agisce come stimolatore di quella parte divina e spirituale che, quale “principio virgineo della fanciullezza”, risiede nel profondo di ogni uomo e, in modo particolare, nel bambino, il quale è tutelato dal suo “Angelo custode”, come ogni singolo essere umano. L’Angelo custode, infatti, è guida e protettore spirituale di ogni anima. Egli dimora nel profondo del corpo astrale4, dove ispira e orienta l’uomo affinché segua la giusta evoluzione della propria meta umana, così da poter realizzare in sé l’uomo divino superiore attraverso lo sviluppo della coscienza morale e il discernimento del bene e del male. Tale realizzazione diventa possibile se lavoriamo attivamente su noi stessi, purificando l’anima da brame, desideri e passioni egoistiche e negative, fino a giungere, mediante il pensiero cosciente e il giusto sviluppo morale, alla nascita di una coscienza superiore: la coscienza immaginativa.5 Questo processo permette al nostro io inferiore di riconoscersi come individuo autonomo e libero, portatore di un elemento divino che è sempre esistito e che rimane unito a un’entità superiore, l’Io superiore6, che da sempre lo guida e al quale esso è subordinato. La meta dell’uomo è giungere a realizzare e “toccare”, al termine del nostro eone terrestre, la sfera angelica, affinché il suo Angelo possa essere liberato dalla funzione di guida e tutela e ascendere al grado superiore di Arcangelo.7 (1. continua)
Collegno, Dicembre 2015
Aggiornati: Dicembre 2018 – 2020 – 2023 – 2025 Antonio Coscia
Note Antroposofiche
1 Il corpo eterico è il secondo involucro della costituzione umana grazie al quale il corpo fisico può mantenersi in vita, evitando altrimenti la putrefazione immediata. Esso è formato da quattro eteri, generatisi attraverso le antiche evoluzioni cosmiche della Terra, che nella Scienza antroposofica vengono denominati: “Saturno, Sole, Luna e Terra”. Sull’antico Saturno la Terra era una sfera oscura di calore da cui si formò l’etere di calore. Sull’antico Sole si aggiunse il corpo eterico da cui si aggiunse l’elemento dell’aria e uno più sottile chiamato etere di luce. Nel terzo stato di coscienza o incarnazione della nostra Terra chiamato antica Luna, si aggiunse il corpo astrale da cui si aggiunse l’elemento più denso, cioè l’acqua, e uno più sottile l’etere chimico. Infine, nella quarta incarnazione della Terra si aggiunse il fisico-materiale o solido, e a un livello più sottile superiore, l’etere di vita. Di questi quattro eteri, l’etere chimico e l’etere di vita, furono sottratti a Adamo prima della tentazione luciferica, affinché l’uomo non diventasse completamente preda delle forze arimaniche. Egli potrà riacquistare di nuovo questi due eteri quando eleverà la propria coscienza morale a un grado superiore, nel quale sarà possibile unirsi all’Entità del Cristo.
2 Gli spiriti luciferici sono uomini rimasti indietro nell’antica evoluzione lunare, incapaci di superare il gradino umano e divenuti perciò “luciferici”, ossia esseri che si comportano come se fossero ancora a uno stadio precedente di coscienza. Gli spiriti arimanici, invece, sono «uomini arcangelici» rimasti indietro di due gradini, ossia durante il secondo stato di coscienza chiamato antico Sole, tre incarnazioni passate della nostra Terra. Gli spiriti luciferici prendono il nome dal loro capo Lucifero (Demonio), mentre quelli arimanici da Arimane (Satana). Spesso, la teologia cattolica li confonde e li considera un’unica entità spirituale avversa a Dio. È invece fondamentale distinguerli nei loro diversi aspetti di tentatori: a) Lucifero è un angelo dell’ostacolo che agisce soprattutto nel corpo astrale, ispirando l’uomo nei sentimenti negativi di brame, desideri e passioni, accentuando egoismo, settarismo, fanatismo e pregiudizi. b) Arimane è un arcangelo dell’ostacolo che agisce principalmente nel corpo eterico, ispirando pensieri di possesso negativi, quali il potere, il denaro, la sensualità sfrenata, i dogmi e la menzogna. Il Cristo, come già ricordato in diversi articoli del blog “Pensieri antroposofici dell’anima”, redense Lucifero sulla croce del Golgota (simboleggiato dal ladrone crocifisso alla destra del Cristo, San Dismas), affinché anche noi uomini potessimo compiere lo stesso attraverso la forza cristica dell’amore. Arimane, invece, essendo principe di questo mondo, non poté essere vinto dal Cristo, poiché l’uomo ha ancora bisogno del mondo minerale per evolvere. Tuttavia, Egli lo tenne a bada, così come possiamo fare noi mediante il giusto discernimento. Arimane non potrà essere definitivamente vinto dal Cristo per molto tempo, poiché l’uomo necessita ancora di trasformare la natura minerale in nutrimento per il proprio corpo fisico, attraverso il quale il nostro io umano fonda la sua «coscienza dell’io». È per questo che il cibo, prima di essere assunto, dovrebbe essere benedetto con una preghiera trasmessa da iniziati chiaroveggenti, oppure secondo il proprio credo religioso.
3 Rudolf Steiner nacque il 27 febbraio 1861 a Kraljevec, presso la frontiera austro‑ungarica. Suo padre, Johannes Steiner, era impiegato delle Ferrovie Meridionali Austriache, e per questo il giovane Rudolf crebbe in un ambiente che stimolava prontezza e abilità nella vita pratica. Già all’età di sette anni gli era possibile «vedere e udire gli esseri» che si celano dietro al mondo naturale; esperienze che dovette in certo senso nascondere ai coetanei e persino agli adulti, poiché non sarebbe stato compreso. Nel 1879 conseguì l’esame di maturità con lode e, nello stesso anno, si iscrisse all’Istituto Tecnico Superiore di Vienna, dove studiò, tra le altre discipline, biologia, chimica e fisica. Quest’ultima materia influenzò profondamente la sua evoluzione interiore, ponendolo al contempo di fronte a difficili enigmi. Si mise in luce già come studente curando gli scritti scientifici di Goethe. Dal 1890 al 1897 collaborò all’Archivio di Goethe e Schiller a Weimar. A partire dal 1902 intensificò la sua attività di scrittore e conferenziere, dedicandosi in particolare alla cristologia, tema al quale consacrò gran parte della sua vita. Nel 1912‑13 uscì dalla Società Teosofica, a causa di un dissenso con la presidentessa Annie Besant, la quale sosteneva che un giovane indiano di nome Krishnamurti era la reincarnazione del Cristo. Nel 1894 pubblicò La Filosofia della Libertà (Edizioni Antroposofica, Milano), la più importante delle sue opere filosofiche e base della successiva concezione del mondo. Oltre a una trentina di opere scritte di carattere filosofico e antroposofico, sono rimasti i testi stenografati di quasi 6000 conferenze sui più diversi rami del sapere. Gli impulsi da lui dati nell’arte, nella scienza, nella medicina, nella religione, nella pedagogia e nell’agricoltura portarono a delle nascite di movimenti oggi sempre più diffusi nel mondo. Nel 1912-13 si distacca dalla Società teosofica e costituisce la Società antroposofica universale. A Dornach in (Svizzera), costruisce il primo Goetheanum di legno, un centro di attività scientifiche e artistiche fondate sull’antroposofia il quale, in seguito, sarà poi bruciato da nemici dell’Antroposofia nella notte di S. Silvestro del 1922. In seguito, Rudolf Steiner fa un modello di un secondo Goetheanum in cemento armato il quale, fu costruito dopo la sua morte avvenuta il 30 marzo 1925, esistente tuttora come centro di numerose attività antroposofiche cui, partecipano artisti e soci di tutto il mondo. È solo grazie a Rudolf Steiner che oggi abbiamo la possibilità attraverso l’Antroposofia di approfondire e di comprendere i nuovi misteri cristiani rinnovatisi attraverso l’impulso rosicruciano, tramite l’unione sul piano spirituale tra la corrente di Cristian Rosenkreutz e quella del “Maestro Gesù”, che confluirono insieme nel convegno di Natale tenuto da Rudolf Steiner nel dicembre del 1923 a Dornach in Svizzera, durante la “ Posa della Pietra di Fondazione”, al servizio di Michele – Cristo.
4 Il corpo astrale è la terza parte costitutiva dell’uomo ed è la sede in cui nascono brame, passioni, desideri e tutte quelle sensazioni che l’io umano sperimenta come piacere o dispiacere. L’io deve imparare a dominarle e purificarle, affinché il corpo astrale possa trasformarsi in un astrale superiore, più perfetto. Possiamo definirlo come la dimora dell’anima inferiore, poiché è costituito dall’insieme del corpo senziente e dell’anima senziente: il corpo senziente è ciò con cui percepiamo il mondo esterno come “sensazione”, mentre l’anima senziente genera in noi il piacere della sensazione. Il corpo senziente, insieme al corpo eterico e al corpo fisico, è ciò che ereditiamo dai nostri genitori. L’anima senziente, l’anima razionale e l’anima cosciente, invece, sono state donate dagli Dei nelle antiche evoluzioni cosmiche e costituiscono le facoltà dell’anima umana, attraverso cui l’io inferiore può manifestarsi nel mondo fisico. Così come il corpo fisico è strumento dell’anima, l’anima è strumento dell’Io, e l’Io, a sua volta, si offre allo spirito, che lo riempie dei raggi della luce eterna risplendente nell’uomo (Teosofia O.O. 9, p. 40).
5 L’uomo attraversa sette stati di coscienza, passando da uno stato ottuso di trance a uno stato super-psichico spirituale superiore. Durante lo stato di coscienza saturnio (vedi nota 15) nell’oscuro calore cosmico, l’uomo sviluppò uno stato molto ottuso che chiamiamo “minerale o di trance”. Nella seconda incarnazione planetaria dell’antico Sole, la Terra (cioè, il nostro sistema solare) emerse dall’oscurità e in uno stato di luce cosmica planetaria – dove il Sole cominciava a predominare sugli altri pianeti – cominciò a illuminare tutta la massa planetaria interna, cosicché l’uomo poté sviluppare il secondo stato di coscienza simile al vegetale o di “sonno profondo” senza sogni. Nella terza incarnazione cosmica planetaria dell’antica Luna, il Sole cominciò a risplendere anche esteriormente diventando il centro del sistema solare, cui l’umanità sviluppò nell’antica saggezza lunare, il terzo stato di coscienza simile all’animale o di “sogno”. Infine, nella quarta incarnazione cosmica della Terra, il Sole da pianeta si elevò a “Stella” del nostro sistema planetario, cui l’uomo entrò nello sviluppo del quarto stato di “coscienza di veglia”, dove si trova tuttora. Durante il quarto stato di coscienza cosmico terrestre, l’uomo non solo ripete gli antichi tre stati di coscienza planetari, ma sviluppa anche un principio microcosmico degli altri tre stati futuri di coscienza chiamati Giove, Venere e Vulcano che sono più elevati, vale a dire: “La coscienza immaginativa, la coscienza ispirativa e la coscienza intuitiva”. (Vedi Tav.1)
6 Oltre all’io terreno ordinario, vive nell’uomo un «Io superiore divino», dono degli Dei o Elohim creatori, di cui l’io inferiore non è che un’immagine, un riflesso: come quando, guardandoci in uno specchio, vediamo la nostra figura rispecchiata. L’immagine che egli proietta nell’ambito terreno è la sintesi di tutte le personalità umane vissute nelle diverse incarnazioni, sempre differenti tra loro. In ogni “Personalità umana”, che egli ha ispirato e abitato in segreto, ha acquisito facoltà morali e spirituali, ora raccolte in sintesi, e che manifesta in ogni nuova vita terrena come elevazione morale e animica, attraverso il pensare, il sentire e il volere. Questo nucleo divino, o «Individualità» superiore, è sempre lo stesso: non muta, ma si evolve e si arricchisce delle facoltà umane conquistate nelle esperienze delle vite terrene assunte di volta in volta. Così, la Personalità che egli manifesta e rinnova in ogni esistenza è la sintesi, l’estratto spirituale superiore maturato nelle vite precedenti, che porta in sé (nel corpo astrale) come essere ancora imperfetto. A causa degli errori e delle imperfezioni morali derivanti dalle azioni malvagie compiute contro gli altri, si determina il destino karmico terreno. È l’Io superiore che, dal mondo spirituale, dirige questo destino! E l’uomo dovrà attraversare sofferenze e prove dolorose, conseguenza della sua imperfezione morale da perfezionare, mentre l’io inferiore non potrà fare altro che bere il calice amaro che egli stesso ha generato nelle vite passate.
7 L’Arcangelo è un Entità divina che è due gradini al di sopra dell’uomo. Egli visse come uomo sull’antico Sole quale figlio degli spiriti della Saggezza o Kyriotetes (Dominazioni), sull’antica Luna superò il grado di Angelo purificando e trasformando completamente il suo corpo Astrale e, sulla Terra, lavora coscientemente con lo spirito Vitale alla completa purificazione e trasformazione del corpo eterico. Il più potente spirito arcangelico è Michele che è il centro del consesso di sette Arcangeli planetari cui dal 1989, è salito al rango di Archai e quale volto del Cristo. Egli nell’ambito esoterico è ritenuto “Figlio della Sofia” giacché gli spiriti della Saggezza formano la parte costitutiva superiore della “Divina Sofia”, ossia l’Uomo Spirito. Vedi di seguito la Tavola 1 di tutta l’evoluzione umana quale principio e fine della meta dell’uomo, che va da: “Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano”.
Tavola 1

