Il Presepe quale mistero dell’Archetipo umano III

Annunciazione di Leonardo Da Vinci (1472)

«Nel sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazareth, a una vergine chiamata Maria. Entrando da lei, disse: “Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te”. A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L’angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio”. Ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e sarà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide, suo padre, e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine … Lo Spirito Santo scenderà su di te, e su di te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e sarà chiamato Figlio di Dio”» (Luca 1, 26-35).

3. Le due correnti messianiche

Non è possibile entrare maggiormente nei dettagli su questo tema dei due bambini Gesù, poiché dovremmo fare una lunga digressione che ci porterebbe oltre questa semplice riflessione sul significato del presepe. Per un maggiore approfondimento, è possibile riferirsi alla letteratura antroposofica e, in modo particolare, al ciclo “Il Vangelo di Luca”, O.O. 114, ed. Antroposofica. Possiamo ancora aggiungere, per comprendere meglio questo aspetto così complesso, che Zarathustra, dopo essersi congiunto con l’Io di Gesù di Nazareth, lavorò attivamente per trasformare la pura e semplice anima adamitica in un’anima che avesse in sé non solo l’immenso amore cosmico trasmessole da Yahve, ma anche la profonda sapienza zoroastriana. Essa, con l’aiuto dei maestri esseni, venne, per così dire, trasfusa nella sfera vuota dell’Io adamitico. Questo Io, come leggiamo dal quinto Vangelo steineriano (O.O. 148, ed. Antroposofica), crebbe e fu preparato per diciotto anni nella comunità essena alla sua missione di Cristoforo, sotto la direzione della sapienza iniziatica essena. Egli crebbe, rafforzandosi ed elevandosi spiritualmente nella comunità degli esseni a Nazareth, guidato interiormente dall’Entità di Zarathustra (che era congiunta a Gesù solo in parte, nei suoi involucri animici, sacrificandosi per la seconda volta nel separarsi da Gesù durante il battesimo nel Giordano, per far posto al Cristo) e dai maestri esseni. Essi assunsero l’alto incarico di prepararlo, attraverso i loro particolari insegnamenti iniziatici, all’altissima missione messianica di re-sacerdote, similmente al re Davide e all’originario Melchisedec, il re-sacerdote di Gerusalemme menzionato nell’Antico Testamento (Genesi 14,18). Tale preparazione proseguì fino all’età di trent’anni, cioè fino a quando, nel Battesimo del Giordano, egli accolse in sé l’Io Cosmico del Cristo. Queste due correnti vengono menzionate nell’Antico Testamento in modo chiaro per quanto riguarda l’attesa del Messia nel popolo ebraico, sebbene velate da un linguaggio simbolico, com’era consueto nei Profeti dell’Antico Testamento quando, nei loro stati estatici, erano ispirati dalla Bat kol (la “voce dal cielo”, udita da Giovanni dopo aver battezzato Gesù). Uno degli ultimi profeti ebraici, Zaccaria, ispirato da un Angelo, gli rivela attraverso un’immagine simbolica futura l’arrivo di due messia (Zaccaria 4,3-14; 6,12-13).

Questo tema delle due correnti messianiche viene ripreso nei Vangeli di Matteo e di Luca, dove la natura umano-divina e archetipica, complessa, di Gesù di Nazareth è anche qui in parte velata. Tale natura viene però chiarita dalla visione chiaroveggente di Rudolf Steiner attraverso le numerose conferenze tenute in diverse città europee sui quattro Vangeli canonici, nelle quali egli ne offre un’ampia spiegazione da un punto di vista esoterico, secondo il significato originario con cui furono spiritualmente redatti dai quattro evangelisti: Matteo, Marco, Luca e Giovanni. Matteo, infatti, presenta la corrente “discendente regale”, facendo risalire genealogicamente Gesù al capostipite Abramo e, da questi, al re Davide. Attraverso una successione di re d’Israele, la linea genealogica giunge fino a Giuseppe e, di conseguenza, a Gesù. In totale si susseguono tre volte quattordici generazioni, ossia quarantadue. Luca, invece, utilizza una genealogia completamente diversa: una corrente “ascendente sacerdotale” che parte da Giuseppe, il padre di Gesù, e, attraversando una serie di sacerdoti, risale fino a Nathan, figlio di Davide. Da lì prosegue fino ad Abramo, poi a Adamo e, infine, a Dio stesso. Si tratta di sette volte undici generazioni, cioè settantasette. Anche in questo caso la numerologia impiegata nei Vangeli possiede un significato occulto che Rudolf Steiner illustra in modo dettagliato. Tuttavia, non possiamo affrontarlo in questo articolo per non dilungarci troppo; invito quindi chi fosse interessato ad approfondire il tema nel ciclo di conferenze Il Vangelo di Matteo, O.O. 123, ed. Antroposofica. Pertanto, è lecito domandarci chi sia questo Archetipo umano che nasce dalla coppia di Nazareth, nella quale si afferma che la donna è una vergine che, pur non avendo “conosciuto” Giuseppe (ossia senza che il concepimento avvenisse attraverso l’atto sessuale), rimase incinta per intervento spirituale dello Spirito Santo, dal quale fu adombrata (Luca 1,35).

Come fu possibile ciò? E chi è questo bambino nato da Dio?

Difficilmente possiamo rispondere a queste domande con il solo pensiero razionale, poiché l’uomo attuale può spiegare soltanto quei concetti intellettuali che restano nell’ambito della percezione sensibile, ciò che può essere visto e toccato. Il concetto della nascita virginale di Gesù, dunque, non può essere compreso attraverso la sola ragione: esso sfugge, poiché appartiene ai misteri iniziatici vissuti in ogni tempo e luogo, misteri che esistono ancora oggi e sono custoditi da uomini che hanno superato di molto l’evoluzione ordinaria dell’umanità. Nei Vangeli è detto chiaramente che Maria di Nazareth era vergine e che rimase incinta per l’adombramento dello Spirito Santo; vale a dire, senza essersi unita sessualmente con Giuseppe, suo sposo, eludendo così il concepimento attraverso l’atto carnale. Sappiamo che Dio ha creato il nostro mondo con le sue “regole e leggi”, alle quali neppure Lui può sottrarsi, anche se talvolta, prima del nostro quinto periodo dell’anima cosciente, il mondo spirituale è dovuto intervenire per modificare in parte il corso della storia umana. Per questo motivo risulta difficile, per l’uomo moderno immerso nel materialismo scientifico, accettare il dogma della verginità di Maria. Solo aprendoci con fiducia e senza pregiudizi a ciò che rivela la Scienza dello Spirito, o antroposofia, possiamo avvicinarci al mistero di Maria così come viene illuminato dal pensiero veggente del “Maestro dei nuovi tempi”. Secondo l’indagine spirituale di Rudolf Steiner – il quale poteva leggere nella memoria universale, o “Akasha”, gli eventi occulti avvenuti in Palestina due millenni fa –  anticamente era possibile che una donna rimanesse incinta semplicemente dormendo accanto a un uomo nel Tempio, laddove il sacerdote iniziatore agiva magicamente sulla coppia, congiungendo animicamente i corpi eterici dei due dormienti. Oggi un processo analogo avviene in laboratorio attraverso la fecondazione in vitro.

Riguardo alla domanda sul Figlio di Dio che festeggiamo nella notte del 24 dicembre, abbiamo già accennato al fatto che Egli è l’Archetipo dell’umanità, cioè l’Adamo biblico: la pura anima celeste umana prima della tentazione di Lucifero. Per chiarire meglio questo aspetto, occorre risalire nell’evoluzione umana fino al primo terzo dell’epoca chiamata “Lemurica”14, quando – secondo le comunicazioni della Scienza dello Spirito – l’uomo viveva in armonia con il creato in uno stato simile a quello animale, costituito soltanto da un corpo di calore, un corpo eterico e un corpo astrale, formatisi nei remoti stati di coscienza chiamati “Saturno, Sole e Luna”.15 Dobbiamo quindi pensare che Adamo preesistesse spiritualmente prima ancora che gli Dei creatori, gli Elohim solari, facessero gocciolare il loro Io nell’anima umana, imprimendovi la loro immagine androgina divina, l’Adam Qadmon (Genesi 1,27). E affinché Adamo potesse rivestirsi di carne e sviluppare una  coscienza autonoma e libera, fu necessario che uno degli Elohim – Yavè o Jehovah – sacrificasse la propria vita solare e si trasferisse sulla Luna. Da lì assunse il compito non solo di completare la creazione dell’uomo terrestre, cioè Adamo – il cui nome non indica un singolo individuo maschile, ma significa “umanità”, ossia maschio e femmina – ma anche di contrastare le forze astrali di Lucifero che agiscono negativamente dal Sole sulla Terra, oltre a opporsi alle forze di Lucifero e Arimane provenienti dall’ottava sfera lunare.16

Prima della tentazione di Lucifero (il serpente biblico), Adamo era dunque un essere umano costituito soltanto da un corpo di calore, un corpo eterico e un corpo astrale. Proveniva, come detto, da antiche evoluzioni cosmiche, e dobbiamo immaginarlo come un essere d’istinto simile all’animale, sebbene molto diverso dall’animale attuale, che rappresenta solo una scoria dell’antico animale-uomo paradisiaco, ancora non concupiscente. Gli Dei, infatti, non avevano ancora fatto gocciolare nel suo corpo astrale la loro sostanza dell’Io.17  Fu proprio durante gli ultimi due terzi dell’Epoca Lemurica e in parte dell’Epoca Atlantica che, mentre gli Elohim creatori facevano gocciolare la loro sostanza dell’Io nel corpo astrale dell’uomo, alcuni Elohim rimasti indietro –  spiriti della Forma arretrati durante l’evoluzione lunare, al livello delle Archai – vollero compiere la stessa azione, ma non ne furono capaci. Non avevano ancora maturato e perfezionato il loro arto dell’Io: erano ancora costituiti da un corpo astrale non del tutto purificato, rimasto indietro allo stadio lunare antico. Così, durante l’evoluzione terrestre, essi tentarono di imitare i loro antichi fratelli solari, ma riuscirono a far fluire nel corpo astrale di Adamo soltanto forze astrali non purificate. Questo ebbe come conseguenza che l’anima – il corpo astrale – di Adamo si divise in due parti: una superiore, luminosa, entro la quale gli Elohim fecero gocciolare il loro Io, ossia la parte più bassa della loro costituzione settemplice18 acquisendo così una parte superiore come Spiriti della Forma, secondo la nomenclatura antroposofica. Nella Bibbia questo evento è descritto come il “Peccato Originale” e come la caduta dell’uomo sul piano fisico terrestre. Si tratta di un fatto cosmico estremamente complesso, che Mosè espone in modo grandioso attraverso simboli e immagini esoteriche, grazie alla visione immaginativa e ispirativa acquisita tramite antiche iniziazioni, in particolare dal suo Maestro Zarathustra. Fu proprio questa forza spirituale a permettergli di fondare la civiltà ebraica quale messaggero di Jehovah, l’Io Sono.

Rudolf Steiner spiega dettagliatamente questi fatti occulti in diverse conferenze dedicate alla nascita del cristianesimo, in particolare attraverso l’interpretazione antroposofica dei quattro Vangeli di Matteo, Marco, Luca e Giovanni. Nel Vangelo di Luca affronta in modo speciale il tema dei due bambini Gesù e della nascita, nel mondo fisico, dell’Anima paradisiaca dell’Archetipo dell’umanità. Egli rivela che questa anima primordiale nasce durante l’Epoca Lemurica, quando gli Dei o Elohim solari decisero di elevare l’uomo – ancora in uno stato animale, proveniente dalla incarnazione passata della Terra durante il terzo stato di coscienza cosmico dell’antica Luna – facendo fluire il loro “Io” nel corpo astrale umano. Durante questo processo, alcuni Spiriti della Forma rimasti indietro, nel tentativo di imitare i loro fratelli solari, si avvicinarono all’anima umana e vi fecero fluire forze astrali impure. Ciò provocò un oscuramento nell’anima celeste di Adamo, che si divise in due: un’anima o corpo astrale superiore, nella quale gli Dei fecero fluire il loro Io o Individualità, orientata all’amore e all’altruismo; e un’anima inferiore, oscura, nella quale si insediarono esseri angelici decaduti – potremmo dire spiriti luciferici – che trascinarono l’uomo verso l’egoismo, l’autonomia prematura e, di conseguenza, verso la possibilità del male.

Prima che avvenisse l’oscuramento luciferico – o, secondo la Bibbia, la “tentazione” da parte di Lucifero – gli Dei sottrassero alcune forze dalla costituzione animica di Adamo: una parte del corpo astrale durante l’Epoca Lemurica e una parte del corpo eterico durante l’Epoca Atlantica, quando il corpo eterico di Adamo iniziò a solidificarsi e gli spiriti arimanici gli si avvicinarono e si insinuarono in lui. Questi due elementi costitutivi celesti, insieme alla sostanza dell’Io di Adamo – che continuò a fluire nell’umanità ancora in stato animale – furono custoditi nella “Fortezza solare” e protetti dall’Arcangelo Michele. Possiamo dunque affermare che le due sostanze del corpo astrale e del corpo eterico sottratte a Adamo prima della tentazione luciferica e arimanica – una sorta di sua parte sorella – formarono, insieme all’Io fatto fluire successivamente dagli Spiriti della Forma, l’Archetipo spirituale dell’umanità. È questa Anima celeste che festeggiamo a Natale: essa si incarnò per la prima volta sul suolo della Palestina, assumendo il nome di Gesù di Nazareth, e nel Vangelo di Luca è conosciuta come Anima Celeste, Adamitica o Natanica, secondo la discendenza dal sacerdote Nathan. Può essere maggiormente riassunto in una sintesi questo aspetto del peccato originale attraverso una conferenza tenuta da Rudolf Steiner a Berlino il 29 febbraio 1908, O.O. 102, ove dice: «Ora sull’antica Luna sono rimaste indietro entità – Archai o Spiriti della forma rimasti indietro – che non sono riuscite a completare la loro evoluzione lunare … Tali influssi degli spiriti-io, irradiavano sulla Terra dentro il corpo astrale dell’uomo. Mentre per mezzo del penetrare dell’io degli Spiriti della Forma – Potestà, Elohim normali –, il corpo astrale dell’uomo veniva trasformato,  contemporaneamente irradiavano su di lui dagli spiriti-io (che non avevano portato l’io fino al punto degli Spiriti della Forma normali), forze più basse di quelle che avrebbero dovuto irradiare in un’evoluzione normale. Queste forze più basse agivano così che l’uomo si suddivise in una parte più alta e in un’altra più bassa. Così noi abbiamo dal gocciolare dell’io degli Spiriti della Forma normali l’io disposto al disinteresse – l’Io superiore – e, attraverso ciò che penetrò in lui dagli spiriti-io ritardatari, l’altro io – l’io inferiore – disposto all’indipendenza, all’egoismo. Questo è l’io che ancora non vuole staccarsi dagli istinti, dalle brame e dalle passioni. Queste urgono dentro e costringono il corpo astrale in modo che il corpo astrale è fatto di due specie: d’impulsi disinteressati più elevati – l’Io superiore –, e di quelle passioni che sono penetrate dall’egoismo – l’io inferiore –. Esse sono entrate nell’uomo attraverso l’influsso degli spiriti-io e si ancorano in lui» (Rivista antroposofia ottobre – dicembre 1986, pag.156).  (3.continua)

 Collegno, dicembre 2015                                             

  Agg.   dicembre  2018 – 2020 – 2023 – 2025                                                  Antonio   Coscia     

Note    Antroposofiche

14     La Lemuria  è l’Epoca più lunga di tutte le altre sei menzionate nella nota (10). Essa è la terza grande Epoca della nostra Terra risalente a migliaia di anni fa, quando era ancora in uno stato liquido cui l’uomo viveva ancora in uno stato animale, giacché non aveva ancora ricevuto l’impulso dell’Io. Rudolf Steiner ne parla nel libro “Dalla cronaca dell’akasha”, ove situa la Lemuria  a sud dell’Asia, a un dipresso fra Ceylon e Madagascar, e comprendeva l’attuale Asia Meridionale e talune parti dell’Africa. Egli parla della civiltà dei lemuri, della vita comune e dell’insegnamento che era impartita ai giovani maschi e femmine. Parla delle forze vulcaniche che erompevano in piccoli e grandi torrenti e potenti vulcani che dappertutto, in continua attività distruttrice, gli uomini si erano abituati a tenerne conto in tutte le loro azioni. Il fuoco naturale serviva loro di base, come oggi il fuoco artificiale serve al lavoro umano” – lo stesso fuoco che determinerà poi dopo, la distruzione del continente lemurico – ( ibidem, O.O. 11). 

15    Nelle note (5 -7) e la (Tavola 1), abbiamo in parte accennato che l’uomo per compiere la sua meta o il suo perfezionamento umano-divino, deve attraversare sette Stati di coscienza cosmici che abbiamo chiamato: “Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano”. Questi stati cosmici dobbiamo immaginarli come sfere cosmiche spirituali centripete e centrifughe, dove l’uomo discende da mondi divini in modo centripeto rivestendosi degli involucri spirituali, animici e corporei quali doni degli Dei, fino a toccare la massima densità della materia dove egli deve conquistare attraverso esperienze dolorose l’autocoscienza autonoma e libera, fino a trovare in sé la forza per risalire verso i mondi da cui ha avuto origine. Occorre qui dire che l’uomo passando attraverso questi stati di coscienza, deve attraversare diversi stati di “vita” e di “forme” che si suddividono a loro volta in epoche e periodi di cultura,  cui ogni stato di coscienza è formato da migliaia di anni che alla fine, è quasi impossibile determinarne esattamente la durata; per questo  è detto  un periodo di tempo pari a un “Eone” che nel dizionario delle scienze fisiche, è stato definito  quasi un miliardo di anni. Comunque, poco importano gli anni, ciò che interessa capire che “Saturno, Sole e Luna, sono le tre fasi centripete discendenti in cui vengono creati dagli Dei i due principi della costituzione umana, cioè:  “Il corpo fisico, il corpo eterico e il corpo astrale, quale principio inferiore umano”; il  Sé spirituale, lo spirito vitale (Budhi) e l’Uomo spirito, il principio divino superiore”. Il compito dell’uomo sulla Terra è congiungere questi due principi umani-divini realizzando in sé l’uomo divinizzato, il cui compito è risalire in modo centrifugo le sfere superiori macrocosmiche di Giove, Venere e Vulcano, e sviluppare i tre principi superiori della costituzione umana  insieme allo sviluppo di tre tipi di super coscienze che la Scienza antroposofica conosce come coscienza immaginativa, ispirativa e intuitiva. Vale a dire che l’uomo raggiungerà quel gradino di super-uomo veggente simile agli spiriti della Personalità (Archai) e ancora più su, fino a toccare la sfera dei nostri creatori dove l’uomo potrà egli stesso creare altri mondi, in modo diverso dagli  stessi suoi creatori, ossia senza l’ausilio della Divinità Trina, giacché egli stesso sarà portatore del Logos, in quanto congiunto al “Logos divino del Cristo”. Per un maggiore chiarimento leggere “La scienza occulta”, Ed. Antroposofica Milano.

16     È molto complesso spiegare che cosa sia l’ottava sfera in quanto richiede una preparazione accurata della Scienza dello Spirito o antroposofia. In questa nota possiamo dire che l’evoluzione cosmica umana come abbiamo citato, si svolge attraverso sette stati o sfere cosmiche di coscienza, di cui qualcosa resta indietro come scoria animica elementare. Sono scorie animiche che restano indietro particolarmente durante l’evoluzione degli Stati di Forma menzionati che dobbiamo attribuire allo stato di coscienza dell’antica Luna.  Per cui nell’evoluzione seguente, queste scorie agiscono da freno, da contrasto nei riguardi dell’evoluzione normale, come una sfera a sé, dalla quale agiscono delle Entità spirituali, anch’esse rimaste indietro negli stati di coscienza planetari antichi che cercano in tutti i modi di porre fine all’evoluzione terrestre rubando per modo di dire, la materia terrestre quale creazione degli spiriti della Forma o Elohim solari, per fare della loro sfera spettrale, una sfera malefica secondo il loro volere anticonformista verso gli Dei del progresso e dell’evoluzione normale. Nei riguardi dell’ottava sfera, la cosa in sé è molto complicata da spiegare in una nota, per cui  per un maggiore approfondimento si rimanda a una conferenza che Rudolf Steiner tenne a Dornach il 18 ottobre 1906 (O.O.254). Vedi anche il libro di Sergej O. Prokofieff : “E la Terra diviene Sole” (6. Il destino universale del male).

17      Oltre all’io inferiore, o personalità umana, l’uomo possiede anche un Io superiore, o Individualità donata dagli Elohim solari. Esso si incarna in ogni vita, ma non discende mai fino al livello terreno. Dal mondo spirituale invia, per così dire, una propria immagine nel corpo astrale umano, il quale, essendo compenetrato dalle forze luciferiche e arimaniche, la manifesta nell’uomo in forma imperfetta. Per questo l’uomo inferiore deve lavorare attivamente su di sé, purificando e trasformando i propri attaccamenti – desideri, brame e passioni – ed elevando la sua anima a un livello superiore di coscienza. Ciò gli permetterà di realizzare in sé la coscienza divina, grazie alla quale potrà riconoscere e unirsi all’Essere, o Io superiore, che lo ha sempre guidato in ogni vita e in ogni sofferenza karmica, quale compensazione delle sue azioni malvagie e della sua imperfezione umana.

18      Gli Elohim creatori hanno anche loro una costituzione settemplice simile all’uomo il cui arto cosmico più  basso all’inizio dell’Epoca Lemurica, era l’Io umano. Essi avevano maturato il loro Io umano in un “Eone” antichissimo ancor prima dell’antico Saturno, in un altro ciclo di catena Planetaria cui fa parte anche l’avversario del Cristo, ossia lo spirito demoniaco arimanico chiamato Sorat cui è menzionato nell’Apocalisse di Giovanni col numero della “Bestia” 6 6 6. Avendo poi maturato e perfezionato l’Io (nell’uomo è l’Io superiore) sull’antica Luna, poterono farne dono all’uomo durante l’eone terrestre dell’Epoca Lemurica.

3 pensieri su “Il Presepe quale mistero dell’Archetipo umano III

    1. Avatar di brevipensieriantroposofici brevipensieriantroposofici

      Caro Mario Angelo, mi dispiace che il presepe di Natale ti porti un po’ di tristezza nel ricordare quando lo facevi con la tua sorellina. Se mi permetti vorrei dirti che dovresti ritrovare quella gioia spirituale di farlo lo stesso pensando che la tua sorellina la tra gli Angeli ti è vicina con amore quando lo crei. Ogni nostro pensiero, ogni nostra immagine quando ricordiamo i nostri cari arriva nel loro mondo molto nitida e sono contenti quando li pensiamo con amore. Il mondo dei defunti è più reale e vivo del nostro mondo
      Essi sono accanto e intorno a noi, vivono le nostre gioie e i nostri dolori fino a quando non entrano nel mondo solare superiore. Con affetto e comprensione, Antonio🙏🌹

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