
Antoine Ansiaux – Cristo benedice i bambini
“Gli presentavano dei bambini perché li accarezzasse, ma i discepoli li sgridavano. Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio. In verità vi dico: Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso». E prendendoli fra le braccia e ponendo le mani sopra di loro li benediceva” (Mc 10, 13 – 16).
5. I due Archetipi superiori dell’Entità umana
Nell’immagine del Paradiso è dunque velato il fatto cosmico relativo ad alcune entità divine rimaste indietro durante l’antica evoluzione lunare al livello di Archai – appartenenti alla classe o gerarchia dei creatori biblici che abbiamo chiamato Elohim o Spiriti della Forma – e uomini-Angeli la cui guida è Lucifero, i quali non portarono a compimento il loro Io umano. Questi Angeli ritardatari, non potendo proseguire l’evoluzione in un corpo fisico, ricevettero dagli Dei la possibilità di inserirsi – come dei parassiti – nel corpo astrale dell’uomo. Ciò determinò l’oscuramento del corpo astrale dell’Adamo celeste, dovuto quindi non soltanto agli Spiriti della Forma rimasti indietro a livello di Archai, ma anche a una parte della categoria angelica. Riassumendo ancora una volta, abbiamo dunque due categorie di entità gerarchiche:
- una superiore, appartenente agli Elohim, i creatori solari normali, che fanno fluire nel corpo astrale originario celeste una parte del loro arto costitutivo più basso, cioè l’Io umano;
- l’altra costituita da Spiriti della Forma rimasti indietro a livello di Archai – e per questo da considerarsi entità luciferiche, poiché contrastano l’evoluzione normale dei loro fratelli solari divenuti creatori di mondi – i quali fanno fluire nell’uomo le loro forze astrali, da cui verrà formandosi l’io terreno inferiore.
Dall’Adamo celeste originario lunare, proveniente dalle tre evoluzioni cosmiche di Saturno, Sole e Luna, venne separato dalla sostanza-cellula primordiale l’Adamo terrestre costituito da un corpo astrale, un corpo eterico e un corpo fisico di calore. Questo corpo astrale, oscuratosi a causa delle basse forze astrali degli dèi luciferici, si addensò progressivamente fino a unirsi al fuoco terrestre, che a sua volta si solidificò sempre più, dando origine alla Terra solida e compatta che conosciamo oggi. Rudolf Steiner, in alcune conferenze, parla di questo corpo astrale disceso sulla Terra durante l’Epoca Lemurica – quando la Terra non era ancora solida – il quale presentava una forma simile a una ghianda chiusa in se stessa. È da questa configurazione primordiale che l’Io superiore trae, durante l’ultimo periodo dell’Epoca Lemurica, l’anima senziente, e durante il primo e il secondo periodo dell’Epoca Atlantica, l’anima razionale e l’anima cosciente. Nel compiere questo processo sull’anima adamitica, l’Io superiore penetra dapprima nel corpo astrale di Adamo attraverso una fenditura – la cui immagine residua è ancora oggi riconoscibile nella parte molle del capo dei neonati – ed estrae l’anima senziente. Successivamente, nel primo terzo dell’Epoca Atlantica, penetra nel corpo eterico attraverso un’altra fenditura, traendo l’anima razionale. Infine, penetra nel corpo fisico di calore, traendo l’anima cosciente e praticando i diversi fori di uscita presenti nel corpo fisico, affinché l’uomo potesse vivere ed evolvere nell’ambito della natura terrestre. Questi fori furono lasciati come strutture necessarie alla perfezione e all’evoluzione del corpo fisico. Dopo aver aperto le diverse vie di uscita dell’anima all’esterno del corpo fisico e aver ridestato nell’uomo le tre facoltà animiche, l’Io superiore si ritrae, rispecchiando la propria immagine nel corpo astrale, eterico e fisico.
Da questo rispecchiamento verrà formandosi – durante l’Epoca Atlantica – l’io umano inferiore, che inizia a lavorare su sé stesso e ad agire all’esterno, sia nell’ambito sociale sia in quello della natura circostante. Si tratta dell’io inferiore terreno, generato dalle forze astrali impure degli spiriti-Io ritardatari (Spiriti della Forma rimasti indietro al livello di Archai), un io disposto alla libertà e all’indipendenza, ma anche incline all’egoismo e alla possibilità di compiere il male. È proprio questo io inferiore che, a partire dall’ultimo terzo dell’Epoca Atlantica, comincia a compiere azioni imperfette, lasciando dietro di sé una parte imperfetta di sé stesso: quella parte diventerà il karma umano da compensare nelle successive incarnazioni. Diversa è invece la natura dell’Io superiore, donato dagli Spiriti della Forma normali, gli Elohim creatori solari. L’Io superiore è orientato al disinteresse e all’altruismo: esso costituisce la sostanza spirituale dell’Io umano altruista, la nostra vera “Individualità” superiore, che si incarna di vita in vita. Tuttavia, questo Io superiore non discende mai fino al livello terreno; rimane nel mondo spirituale solare, da dove guida il nostro io terreno imperfetto – senza che noi ne siamo coscienti – orientandolo verso quel destino in cui deve realizzarsi il nostro karma terreno.
La Bibbia espone questo fatto in modo simbolico laddove menziona il peccato originario e la caduta prematura di Adamo ed Eva sul suolo terrestre, in relazione alla disubbidienza a Dio nell’aver mangiato la “mela”, ossia il Manas, la saggezza lunare quale dono tentatore di Lucifero. Di questo fatto negativo che causò la caduta precoce nell’ambito della materia più densa terrestre e che causò all’uomo l’esperienza del dolore e della morte fisica e la separazione dal mondo spirituale e dalla sua origine divina, possiamo anche trarne un aspetto positivo. Ossia quello che attraverso il discernimento del bene e del male l’uomo si emancipa sempre più dagli Dei creatori, sviluppando in se stesso tramite lo sviluppo della coscienza morale, l’amore e la libertà attraverso cui può risalire e partecipare ora al consesso divino, non più come creatura dell’istinto ma come un essere pienamente cosciente divinizzato. In realtà la questione non è di facile comprensione e crea molte difficoltà in chi non ha ancora dimestichezza con la conoscenza antroposofica, poiché, contemporaneamente a questi fatti occulti, se ne aggiunse un altro che determinò l’ulteriore destino umano verso l’incarnazione terrestre. Questo potrà apparire complicato dal punto di vista spirituale, ma fu così: quando l’uomo, o l’anima umana, discese verso l’incarnazione terrestre, secondo gli Elohim ordinari avrebbe dovuto limitarsi a incarnarsi in corpi aereo‑liquidi, ossia vivere un’esistenza materiale simile a quella degli uccelli, senza toccare il suolo terrestre. Sennonché alcune entità angeliche, rimaste indietro durante la loro evoluzione umana nell’antico stato lunare, si unirono al corpo astrale umano per proseguire la loro evoluzione e perfezionarsi come uomini‑angeli. Questi angeli ritardatari, non essendo riusciti a elevare e purificare completamente la loro anima – il corpo astrale – si insediarono nel corpo astrale dell’uomo per continuare la loro evoluzione: non potevano evolvere nella sfera angelica, a loro preclusa, né sulla Terra, perché non possedevano un corpo fisico, prerogativa dell’evoluzione umana; perciò, non restò loro che vivere come parassiti nell’astrale umano.
In questo modo essi cooperarono con gli spiriti-io o Elohim ritardatari a oscurare e ad appesantire il corpo astrale dell’uomo, si che come accennato si divise in due parti: una parte più pura e luminosa cui gli Dei fecero gocciolare una parte del loro fuoco divino, cioè l’Io altruista umano o Individualità superiore che dal mondo solare ispira l’uomo a realizzare il suo karma terreno. L’altra parte astrale oscurata dalle brame, desideri e passioni, non purificate e istillate dagli Elohim o spiriti della Forma anormali, dove si annidano gli angeli luciferici rimasti indietro, dai quali si formò il nostro Io, umano egoista che non si è ancora evoluto e vive tuttora in queste basse passioni astrali, che sono accentuate dagli angeli luciferici. Questo fatto determinò sì l’emancipazione dell’uomo dagli Dei, aprendo i suoi occhi materiali cosicché iniziò a “vedere” il creato dall’esterno, ma causò anche la caduta in una materia più densa che gli Dei non avrebbero voluto. Il capo di questi angeli ritardatari è chiamato Lucifero ed è simboleggiato dal “Serpente” che tenta i nostri progenitori biblici a mangiare la mela paradisiaca dell’albero del bene e del male, ossia ad accogliere la “Sapienza lunare” attraverso la quale l’uomo possa sviluppare in sé il libero arbitrio e attraverso il discernimento del bene dal male realizzare in sé la coscienza autonoma e libera. Ossia Lucifero donò all’uomo la possibilità della libertà e dell’autonomia dal mondo divino, ma come conseguenza anche la sofferenza e la morte sul piano fisico. Toccherà poi al Cristo compensare questo “karma universale” con l’elargire la “grazia” all’uomo, attraverso il compimento del “Mistero del Golgotha” e l’inizio di una nuova “Sapienza solare”, cui possa elevarsi e accogliere in sé il “corpo di risurrezione” per vincere la seconda morte24 e collaborando inoltre alla resurrezione della Terra, alfine che venga trasformata in un nuovo Sole.
Per meglio comprendere questi fatti occulti occorre approfondirli da diversi aspetti cui ci è dato conoscere dalla Scienza antroposofica, per cui possiamo aggiungere un altro fatto che può aiutarci a comprendere la nascita divina del bambino Gesù di Nazareth, in modo da preparare la sua anima ad accogliere l’Altissima Entità solare del Cristo, nel suo corpo astrale durante il Battesimo di Giovanni nel Giordano e dopo tre anni, fin nel suo corpo fisico nel giardino dei “Getsemani”. Rudolf Steiner attraverso la Scienza dello Spirito ci comunica che prima che avvenissero la tentazione e il gocciolamento dell’Io da parte degli Dei solari, venne separata da Adamo una parte virginale del suo corpo astrale e del suo corpo eterico (l’etere chimico e l’etere della vita)25 e, poi dopo, anche una parte della sostanza dell’Io che continuò a gocciolare dagli Spiriti della Forma o Elohim solari dopo la tentazione di Adamo che venne trattenuta e protetta dall’Arcangelo Michele nella “fortezza solare”. Quest’Essere virginale adamitico è dunque l’archetipo divino di tutta l’umanità creato a immagine di Yahve o Jehovah non toccato dall’influenza nefasta di Lucifero e protetto insieme all’Albero della vita26, nella sfera solare da Michele. Difatti nella Bibbia è detto:
«Il Signore Dio disse allora: “Ecco l’uomo è diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male, [l’albero della conoscenza dal quale Adamo si nutrì della conoscenza luciferina, per cui venne oscurato e separato dalla sua anima-immagine divina superiore]. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell’albero della vita, ne mangi e viva sempre!” (…). “Scacciò l’uomo e pose a oriente del giardino di Eden i Cherubini e la fiamma della spada folgorante, per custodire la via all’albero della vita”». (Gen 3,22-24).
Come possiamo vedere oltre all’albero del bene e del male c’è anche l’albero della vita, cioè quella parte in nuce dell’uomo costituita dai tre principi spirituali superiori, vale a dire il germe del Sé spirituale dono dei Serafini, il Buddhi o spirito Vitale dono dei Cherubini e l’Uomo spirito o Atma dono dei Troni.27 L’anima superiore di Adamo essendo costituita da un puro corpo astrale e da un puro corpo eterico, è strettamente legata all’Albero della vita, cioè agli elementi spirituali superiori dell’uomo che come abbiamo letto, sono protetti dal Cherubino e dalla “spada folgorante di Michele”. Essa non si è mai incarnata sulla Terra ma, è sempre stata collegata spiritualmente all’evoluzione dell’umanità seguendo questa nella sua discesa verso la Terra, dovendosi sacrificare per essa tre volte affinché sviluppasse nel modo giusto i suoi tre arti corporei e il giusto equilibrio tra il pensare, sentire e volere. La prima volta avvenne nell’Epoca Lemurica dove la sofferenza dell’umanità costrinse l’anima adamitica a farsi compenetrare dall’Entità del Cristo, alfine di mettere ordine negli organi di senso del corpo fisico umano in quanto gli procurava dolore la percezione del mondo esterno. La seconda e la terza volta avvenne nell’Epoca Atlantica, prima facendosi compenetrare dal Cristo nel corpo eterico per mettere ordine negli organi vitali, dove anche qui la loro disarmonizzazione procurava dolore all’umanità; infine, la terza volta facendosi compenetrare nel corpo astrale per mettere ordine nell’anima umana, alfine di armonizzare le tre facoltà umane cioè il pensare, sentire e volere. Ma l’anima adamitica o Natanica (secondo il vangelo di Luca quale discendente del sacerdote Natan figlio del re Davide) doveva compiere un quarto sacrificio dove era in pericolo lo stesso Io umano dell’umanità a causa del troppo egoismo luciferico. Mentre i primi tre sacrifici poterono essere compiuti facendosi compenetrare dal Cristo nei mondi spirituali superiori, fino a discendere nel mondo astrale, il quarto sacrificio dovette invece raggiungere il livello terreno, incarnandosi per la prima volta come uomo: come Gesù di Nazareth. Così poté realizzarsi l’evento del Golgotha, quando il Cristo, all’età di trent’anni, poté compenetrare per la quarta volta sul piano fisico – nell’arco di tre anni – il corpo astrale, il corpo eterico e il corpo fisico dell’anima adamitica, tramite il Battesimo con l’acqua operato da Giovanni il Battista nel fiume Giordano, per la salvazione e la redenzione dell’Io umano. Affinché questo sacrificio fosse possibile, fu necessaria una preparazione che coinvolse Entità altamente evolute sul piano spirituale e grandi iniziati sul piano fisico. Senza la purezza di quell’anima – che possedeva un corpo fisico, un corpo eterico e un corpo astrale quali sintesi armonica degli stati precedenti di Saturno, Sole e Luna – e senza la collaborazione dell’altissimo iniziato Zarathustra, insieme alla presenza nel corpo astrale del “Nirmāṇakāya” del Buddha, il Cristo non avrebbe potuto discendere in un corpo umano fino al livello fisico. Ecco perché, a mezzanotte28 del 24 dicembre, celebriamo la festa del ricordo: la festa della fanciullezza virginea del “Figlio di Dio”, nato da un puro atto misteriosofico avvenuto nel Tempio dei Misteri e operato dai sacerdoti iniziatori sulla coppia Maria e Giuseppe di Nazareth.
Anche qui ci troviamo di fronte a un altro profondo mistero dell’incarnazione dell’anima umana: si tratta infatti di una particolare e pura incorporazione della divina Sofia attraverso un’anima immacolata che, per la prima volta, come il Figlio divino, si incarnò in un corpo fisico umano sotto il nome di “Maria”, ossia come Eva‑Maria, l’eterno femminino non toccato dalla tentazione luciferica. Ella concepì il bambino Gesù attraverso un processo iniziatico che avveniva nel segreto del Tempio, operato da altissimi sacerdoti‑iniziati, i quali univano i due corpi eterici della coppia: il corpo eterico, femminile nell’uomo, e quello eterico, maschile nella donna. L’unità esterna maschio‑femmina si rispecchia infatti nell’unità interna eterica femmina‑maschio, mentre sul piano astrale l’essere umano è androgino. Maria morì giovanissima, pochi anni dopo aver dato alla luce il bambino Gesù. Per questo può essere considerata “vergine”: non vi fu alcun contatto carnale con Giuseppe, poiché tutto avvenne a livello eterico mentre i due dormivano insieme nel Tempio. Oggi un tale processo non sarebbe più possibile, poiché il corpo eterico umano è disceso troppo nel fisico. La scienza materialista, sostenuta dalle forze arimaniche, ha trovato un modo di imitarne esteriormente l’effetto attraverso la nascita in vitro. Questo è il significato delle parole che, nel Vangelo di Luca, l’Angelo Gabriele rivolge a Maria, esprimendo in forma velata il mistero dell’incarnazione: “Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; … Lo Spirito Santo scenderà su di te, su di te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà santo e chiamato Figlio di Dio” (Lc 1, 31-33). (5. continua).
Collegno, Dicembre 2015 Antonio Coscia
Aggiornati: Dicembre 2018 – Agosto 2020 – Febbraio 2026 +
Note Antroposofiche
24 L’uomo muore sul piano fisico quando il corpo eterico e il corpo astrale si separano dal corpo fisico. In quel momento l’Io umano, non avendo più l’involucro corporeo attraverso cui operare, non può più dominare le tre facoltà dell’anima – pensare, sentire e volere – che gli permettono di sperimentare la coscienza dell’Io durante la vita terrena. Qualcosa di analogo avviene durante il sonno – o anche quando, per motivi particolari, l’uomo esce dal corpo fisico senza un’adeguata preparazione interiore. In queste condizioni, le tre facoltà animiche non restano unite sotto la guida dell’io inferiore, ma tendono a prendere direzioni diverse nel cosmo astrale-spirituale. Per questo motivo la coscienza dell’io cade nell’incoscienza: l’uomo non può mantenere la continuità della propria autocoscienza. In senso figurato, si può dire che sperimenta un’anticipazione di quella che, in ambito occulto, viene chiamata “seconda morte”. Affinché la coscienza dell’Io possa perdurare oltre la soglia della morte, è necessario che l’uomo accolga l’Impulso del Cristo, così da potersi unire al corpo di resurrezione. Tuttavia, questo non è un processo semplice: il corpo di resurrezione è un corpo di calore spirituale che l’uomo non può sopportare senza una preparazione adeguata, che si acquisisce attraverso un autentico cammino occulto. Nell’Apocalisse di Giovanni, la “seconda morte” assume un significato diverso, riferito al corso dell’evoluzione cosmica dell’umanità durante il prossimo quinto stato di coscienza della Terra chiamato Giove (Gerusalemme Celeste). Questo significato più ampio non può essere trattato in questa semplice nota antroposofica.
25 L’uomo, proveniente dalle antiche evoluzioni cosmiche di Saturno, Sole e Luna, era costituito da un corpo fisico di calore, da un corpo eterico e da un corpo astrale non ancora toccati dall’influsso luciferico. Il corpo eterico, in quelle fasi primordiali, era formato da tre eteri cosmici: l’etere di calore, l’etere di luce e l’etere del suono. Con l’inizio dell’evoluzione terrestre vennero aggiunti l’etere di vita e l’Io superiore. Durante l’Epoca Lemurica, prima che Lucifero potesse corrompere il corpo astrale umano, gli Dei separarono da Adamo una sostanza astrale “sorella”, preservandola dalle influenze luciferiche. Successivamente, nell’Epoca Atlantica, prima che Arimane potesse oscurare completamente il corpo eterico, vennero sottratti all’uomo l’etere del suono e l’etere della vita, anch’essi custoditi nelle regioni spirituali. In questo modo si determinarono due correnti archetipiche dell’umanità. La prima, superiore e non contaminata da Lucifero, è l’Adamo celeste: un essere costituito da un corpo di calore, da un corpo eterico formato dai quattro eteri cosmici originari, da un corpo astrale puro e da un Io umano superiore. Questa entità archetipica venne custodita nella “Fortezza solare” dall’Arcangelo Michele. La seconda corrente è l’Adamo terrestre, che intraprese il cammino delle incarnazioni fisiche. Essa risultò oscurata dapprima dalle forze luciferiche e poi da quelle arimaniche, ed era costituita da un corpo fisico, da un corpo eterico ridotto ai soli eteri di calore e di luce, da un corpo astrale e da un io inferiore quale immagine riflessa dell’Io superiore. Gli eteri superiori sottratti all’uomo – l’etere del suono e l’etere della vita – verranno restituiti quando l’essere umano avrà accolto in sé l’Impulso del Cristo e avrà elevato la propria coscienza morale oltre il livello ordinario.
26 L’albero della vita e l’albero del bene e del male sono simboli biblici che rappresentano i corpi superiori dell’uomo: il corpo di Budhi e il corpo astrale trasformato, o Sé spirituale. Attraverso questi due principi si manifestano il Vero Io e l’Io superiore dell’essere umano. Prima della tentazione luciferica, questi due “alberi” erano strettamente uniti, poiché il corpo astrale umano non era ancora stato toccato dall’influsso luciferico. Nell’albero del bene e del male possiamo riconoscere le due componenti costitutive dell’uomo: il Sé superiore e il corpo astrale inferiore – l’“immagine” e la “somiglianza” – entro i quali Jehovah fa fluire l’Io superiore, mentre gli spiriti luciferici vi introducono l’io inferiore. L’intervento luciferico determinò la caduta dell’uomo e la sua espulsione dal paradiso terrestre, provocando la separazione dall’albero della vita. Quest’ultimo rappresenta la forza vivente che avrebbe permesso all’uomo di mantenere l’unità con il proprio principio immortale. L’albero della vita verrà nuovamente unito all’uomo attraverso l’azione del Cristo. Con l’evento del Golgotha, il Cristo ricongiunge in sé ciò che era stato separato: prima in Gesù di Nazareth, e poi in tutti gli uomini che accoglieranno in sé l’Impulso del Cristo. Solo così l’essere umano potrà ritrovare l’accesso alle forze dell’albero della vita e riunire in sé i propri principi superiori, in modo da continuare la sua evoluzione a stati superiori di coscienza.
27 Questi tre principi costitutivi superiori dell’uomo furono donati durante gli antichi stati di coscienza di Saturno, Sole e Luna. Su Saturno fu donato l’Atma (Uomo Spirito) dai Troni; sul Sole il Budhi (Spirito Vitale dai Cherubini; e sulla Luna il Manas (Sé Spirituale) dai Serafini. Occorre ancora dire che i Troni sono le Entità divine che offrirono in sacrificio una parte del loro calore per creare la base del nostro sistema solare e del vero corpo fisico o “Fantoma” dell’uomo. I loro figli sono gli Archai che maturarono il loro Io umano nel calore dell’antico Saturno quando questi era ancora in uno stato di tenebre; per questo sono anche chiamati Spiriti delle Tenebre o del Principio.
28 La nascita di Gesù di Nazareth venne prevista chiaroveggentemente dai Magi, gli antichi discepoli di Zarathustra, i quali annunciarono l’avvento dell’Archetipo divino dell’umanità nel momento in cui il Sole, durante il suo cammino apparente nello Zodiaco, sarebbe entrato in relazione con la costellazione della Vergine dopo il Solstizio d’inverno. Essi predissero che tale evento si sarebbe manifestato spiritualmente quando, in un determinato periodo dell’anno, alla nascita di Gesù di Nazareth, il Sole sarebbe sorto alla mezzanotte del 24 dicembre dell’anno 1 d.C. o 4 a.C. (secondo alcune fonti storiche), nella costellazione della Vergine. Se osserviamo le tavole delle case astrologiche di qualsiasi anno, notiamo che il Sole percorre apparentemente, nell’arco di una giornata, l’intero Zodiaco, attraversando ogni singolo segno astrologico ogni due ore: dalle 00 alle 02 nel Cancro, dalle 02 alle 04 nel Leone e dalle 04 alle 06 nella Vergine. Considerando questo fenomeno solo dal punto di vista fisico, non ritroviamo ciò che Rudolf Steiner rivela nella conferenza del 23 dicembre 1917 tenuta a Basilea, dove afferma che il bambino divino nasce, secondo la saggezza dei Magi orientali, a mezzanotte, quando il Sole attraversa la costellazione della Vergine. Questo perché tale evento deve essere considerato chiaroveggentemente nel mondo dello spirito, e non attraverso le tavole astrologiche calcolate secondo il cammino apparente del Sole attraverso i “segni” dello Zodiaco. Occorre dunque rivolgere lo sguardo veggente alla “costellazione” spirituale della Vergine nella notte del 24 dicembre dell’anno 1 d.C. (o 4 a.C.).
