Il potere che può obnubilare l’anima III

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      “La fede che passa all’azione diventa amore, e l’amore che si trasforma in azione diventa servizio … E’ necessario che comprendiamo i poveri, perché non esiste solo la povertà materiale, ma anche la povertà spirituale, più dura e profonda, che si annida anche nel cuore degli uomini colmi di ricchezze”  (Madre Teresa di Calcutta).

 Il potere che può obnubilare l’anima III

       Se dunque abbiamo afferrato il motto cristiano e quello antroposofico, è facile capire ora che la richiesta egoistica di qualsiasi uomo politico che pensi di condurre alla vittoria elettorale il suo partito con l’aiuto di Dio, è una supplica assurda che non può che essere inascoltata dal mondo spirituale superiore, mentre è accolta da un Entità demoniaca particolare del mondo astrale adiacente alla Terra. Pertanto l’aver pregato affidando il destino della propria vittoria politica ai sei “Patroni d’Europa” e suggellando il tutto col bacio del crocefisso del rosario e l’invocazione al cuore di Maria, è stato un gesto alquanto immaturo e superficiale da parte dell’ex ministro dell’Interno, che ignora o non comprende i principi che regolano il mondo spirituale e tantomeno quello del motto terreno tra Cristo e Cesare. Una cosa è pregare il mondo spirituale che possa illuminare e dare forza a una persona affinché superi un momento difficile della sua vita cui può essere un dolore, una prova o, altro … diversamente è invece quello in cui possiamo chiedere a Dio di aiutarci a vincere una corsa di una campagna elettorale, o cose simili! Sono due atteggiamenti animici completamente opposti, di cui il primo può toccare il mondo divino che certamente cercherà di esaudire la richiesta d’amore verso un altro uomo; il secondo invece, non arriva più su del mondo astrale inferiore dove viene accolto da entità dell’ostacolo demoniache che cercheranno in tutti i modi d’interferire sulla volontà umana che può a quel punto, “diventare un loro inconsapevole seguace e obbediente esecutore nel mondo terreno” (conf. del 7 agosto 1920, O.O. 199). Questo continuo atteggiamento dell’ex ministro dell’Interno Salvini, di baciare il rosario del crocefisso molto spesso anche in altre occasioni, tra cui anche nella camera del senato, manifesta un atteggiamento poco serio e farisaico. La fede è qualcosa d’intimo cui va mostrata nell’azione d’amore verso gli altri e non esternandola attraverso uno sbaciucchiamento di un simbolo-oggetto svuotato della forza originaria del vero cristianesimo antico, dove la croce (che non aveva ancora l’immagine di Gesù di Nazareth) simboleggiava la “vita e la redenzione” del Cristo fino al terzo, quarto secolo circa. Vale a dire sino a quando grazie a un sogno dell’imperatore Costantino il Grande (272-337 d.C.), il cristianesimo divenne religione di Stato alcuni anni dopo nel 380 d.C. sotto l’Imperatore Teodosio I, e di conseguenza si frammischiò non solo al potere dello Stato romano, ma anche al paganesimo mitraico di cui era stato seguace Costantino. Inoltre, la nascita del Cristo che era festeggiato il 6 gennaio, fu abolita da papa Liberio nel 354 d.C. perché reputava fosse incomprensibile per il popolo romano credere nella nascita mistica del Dio solare in un uomo, soltanto attraverso un’immersione nell’acqua da parte del Battista; era più semplice comprendere la nascita del bambino divino Gesù, concepito da una vergine. Così venne festeggiato con l’andare del tempo sempre più il bambino divino Gesù, collocando la sua nascita al 25 dicembre al posto cioè della festa del “Dio Sole invitto”, la festa pagana festeggiata dai romani in onore al ritorno della luce dopo il Solstizio d’inverno; mentre la festa della nascita (Epifania) del Cristo il 6 di gennaio, cominciò ad avere minor rilievo fino a sostituirla con l’epiteto di “Befana”. Cosicché l’umanità perse la nascita del Cristo cosmico come nascita battesimale, e accolse al suo posto la nascita virginale attraverso Maria del vangelo di Luca.

Questo ebbe come conseguenza che il cristianesimo dal IV secolo in poi perse il Cristo-Sole quale Dio vivente universale e al suo posto l’umanità occidentale cominciò a venerare il Dio – bambino; per cui il cristianesimo pagano col tempo adottò il simbolo della croce romana, dove fu raffigurato il Gesù storico crocefisso, ossia il dio-uomo pietoso e misericordioso secondo il vangelo di Luca, morto sulla croce del Golgotha in Palestina, per i peccati del mondo. Più avanti, durante il concilio ecumenico dell’869 d.C. la teologia cattolica commise un altro errore gravissimo, quello cioè di confutare la tricotomia di S. Paolo negando lo “Spirito umano”, per cui l’uomo fu regredito a livello di animale superiore costituito solo più da corpo e anima, di cui questa si disse, che ha in sé una parte più sottile spirituale che si differenzia dall’animale. Per questo attraverso il dogma costantinopolitano, il Cristo venne ucciso per la seconda volta, questa volta però dalla stessa casta sacerdotale dell’alto clero, nata dall’impulso cristiano pagano che andava irrigidendosi e degenerandosi, allontanandosi sempre più dalla sua originaria essenza mistica spirituale. Alla fine il cristianesimo pagano romano, assunse sempre più l’aspetto di una religione gerarchica di potere aristocratico di cui, da una parte, venne formandosi il clero più alto dalla cui ambizione derivarono durante l’arco dei secoli della storia della Chiesa romana, le famose crociate tra l’XI e il XIII secolo. E inoltre, lo sterminio dei catari e dei templari, la guerra dei trent’anni, etc. fino a raggiungere il massimo potere temporale di vita e di morte sul popolo romano tramite l’ultimo papa re Pio IX che si oppose tenacemente all’unificazione dell’Italia, ripristinando persino la pena di morte durante i moti rivoluzionari del 1848, fino alla caduta dello Stato pontificio e la nascita dell’unità d’Italia il 17 marzo del 1861 a Torino. Dall’altra, abbiamo il clero più basso, che invece non prendeva parte alla politica, ma dedicava il proprio tempo all’elevazione spirituale e alla divulgazione del vangelo, conducendo una vita umile e casta lontano dalla mondanità spirituale dell’alto clero, esortando i monaci alla carità e alla preghiera. Nacquero così correnti di vari ordini monastici dal IV secolo in poi che predicavano mettendo in pratica la vera essenza del cristianesimo tra i poveri e i bisognosi tra i quali, i monaci irlandesi San Colombano e San Gallo; altri quale Santo Antonio Abate, Bernardo da Chiaravalle. Francesco d’Assisi; e tanti altri ancora che ancora oggi operano in silenzio e umiltà nei riguardi dei più bisognosi. Anche nel monachesimo femminile vanno annoverate diverse personalità importanti, tra cui Santa Scolastica da Norcia, Santa Ildegarda di Bingen, Santa Chiara d’Assisi, e altre mistiche che operarono tutte con passione e compassione la vera carità cristiana, divulgando i principi morali del vangelo tra gli umili e gli oppressi; tutti loro agirono da veri cristofori mantenendo vivo l’impulso cristiano quali veri imitatori della croce di Cristo. Se dal basso il monachesimo manteneva, vivo l’impulso cristiano nella parte della comunità sociale più povera e afflitta, dall’altra il clero più alto grazie alla conseguenza del concilio costantinopolitano del IX secolo, contribuiva con i suoi dogmi attraverso la soppressione delle correnti di movimenti cristiani (che non erano riconosciuti dal potere temporale della Chiesa a causa dell’offuscamento delle forze dell’ostacolo demoniache), a estromettere del tutto il principio spirituale superiore dall’anima umana che era stato congiunto dal Cristo, durante il Battesimo di Gesù di Nazareth nel Giordano da parte di Giovanni il Battista.

Si tratta di ciò che nella Scienza dello Spirito antroposofica, sono chiamati i principi divini dell’uomo superiore10 concessi dalle gerarchie divine spirituali nelle antiche evoluzioni cosmiche della nostra Terra11, cioè il Sé spirituale o Manas, lo spirito Vitale o Budhi e l’Uomo spirito o Atma che furono separati dal Cristo durante l’Epoca Iperborea12, prima cioè che Adamo prendesse la via verso l’incarnazione terrestre. In questo modo vennero estromessi dall’uomo superiore, anche i principi divini dello Spirito Santo e del Cristo che sperimentarono l’esperienza della morte e la resurrezione attraverso l’uomo Gesù di Nazareth, il messia atteso dalle sacre scritture ebraiche. Per cui la croce, quale simbolo cristiano che aveva in origine il significato glorioso di “vita e redenzione” dello spirito umano attraverso l’unione con lo spirito del Cristo, assunse sempre più nel corso della storia del cattolicesimo romano solo più il significato di un dio-uomo morente, misericordioso e pietoso, che fattosi uomo attraversò l’esperienza della sofferenza e del dolore della crocefissione, quale espiazione dei peccati del mondo e quale impulso dell’amore cosmico e della fratellanza universale umana. Amare la croce quindi, assunse sempre più il significato di accollarsi la sofferenza e il dolore altrui, liberandoli in parte grazie all’Impulso del Cristo, del loro karma; ossia imitare il Cristo accogliendo in sé il dolore e i peccati del mondo!

Questa è stata sempre la via di tutti quegli uomini che animati dall’amore verso il Cristo hanno sacrificato le loro vite per gli altri e che si sono “santificati” quali veri cristofori e aiutatori dell’Impulso del Cristo e della fratellanza umana che, non si può certamente dire sia stato l’atteggiamento cristiano con cui agì l’ex ministro dell’Interno nei riguardi degli extracomunitari e delle navi Ong. L’umanità in questi due millenni ha continuato a crocifiggere il Cristo uccidendo uomini nel Suo nome, come già suaccennato, e ancora oggi continua a farlo, col problema degli immigrati cui l’unione europea non è ancora abbastanza unita da risolvere insieme questo problema. Cosicché si creano delle situazioni spiacevoli e disumane nei diversi Stati europei, dove viene a mancare da parte delle istituzioni governative e a volte anche religiose, il buon senso e la solidarietà umana. Così assistiamo a delle azioni deplorevoli, dove degli immigrati in alcune occasioni, sono stati lasciati alcuni mesi fa dall’ex ministro dell’Interno Salvini, per diversi giorni in mare su di una nave privata che le fu impedito di attraccare a un nostro porto italiano per una pronta assistenza medica e umanitaria di donne, uomini e bambini. Quest’atteggiamento duro e poco umano nei riguardi degli immigrati e quello offensivo, autoritario e arrogante, assunto dall’ex ministro dell’Interno nei riguardi della capitana Carola Rackete della nave Sea Watch 3, si può forse ritenere un giusto comportamento morale di chi ha giurato sulla croce del rosario (quale simbolo dell’amore e della sofferenza umana) e che ha affidato la propria vita e quella dei suoi elettori a Dio, affinché lo aiutasse a sconfiggere i suoi nemici politici e conseguire così la vittoria elettorale del partito leghista-sovranista?

La risposta non può che essere quella di disapprovare con sdegno quest’atteggiamento inumano e poco degno di chi mostra apertamente (baciando il crocefisso in pubblico) di seguire i principi cristiani, e poi nei fatti, assumere un atteggiamento alquanto discutibile sia sul piano umano, sia quello religioso-politico. Sappiamo che quel gesto fu un comportamento volontario politico di sfida nei riguardi del Parlamento europeo, cui non ha ancora preso finora la giusta posizione nei riguardi dell’immigrazione che tende ad aumentare sempre più a causa delle guerre e dei conflitti religiosi ed etnici interni dell’Africa. Ciò non giustifica comunque il gesto poco umano e ricattatorio alle spalle di chi soffre per scuotere la burocrazia e la sensibilità degli stati membri europei alfine che prendano coscienza della situazione italiana, che diviene sempre più insostenibile a causa della grande massa di uomini africani che versano sulle nostre spiagge italiane del Mediterraneo. Non è giustificabile l’atteggiamento di chi vanta di professare una corrente religiosa umanista davanti alla massa belante che accorre ai suoi comizi elettorali, e che con spavalderia dichiara apertamente di essere un buon “Pastore” cattolico-cristiano, quando poi si atteggia in modo completamente diverso dai principi etici e morali dell’insegnamento cristiano. Anche se il comportamento duro e disumano dell’ex ministro leghista Salvini nei riguardi degli immigranti ha ottenuto qualche attenzione politica da parte di alcuni membri del Parlamento europeo, è comunque immorale essersi fatto scudo di donne, uomini e bambini, che cercavano una via di fuga dalla guerra o da una situazione di stenti e miseria, con la speranza di rifarsi una nuova vita più dignitosa in paesi che possano offrire loro e per le loro famiglie, più possibilità economiche. La responsabilità politica e morale di chi gestisce l’autorità del ministero dell’interno, ha tra l’altro il compito di tutelare i diritti civili tra i quali quelli dell’immigrazione, pertanto dovrebbe agire con più determinazione e ragionevolezza, cercando con la diplomazia e col buon senso civico di mettere di fronte al Parlamento europeo le proprie responsabilità morali, nei riguardi di un paese membro dell’unione europea che è di fronte a un grande evento di esodo di massa.

Occorre attraverso il dialogo politico convincere il Parlamento europeo a collaborare insieme per trovare una soluzione che possa essere gestita nel modo più appropriato e umanistico. C’è il pericolo che questa situazione spiacevole, possa diventare insostenibile e creare dei seri disagi e conflitti non solo nel popolo italiano, ma che possa come dire accendersi ed espandersi simile a un fuoco divoratore di una foresta in fiamme che alimentato dall’odio razziale, diventi inarrestabile creando il caos in tutto il resto dell’Europa. È importante perciò che i parlamentari europei cerchino insieme di prevenire questa situazione negativa cui la maggior parte dell’occidente può andare incontro e prenda coscienza nell’usare assolutamente il buon senso politico e umano, di operare insieme al governo italiano per una giusta risoluzione che implichi tutti i governi europei. Vale a dire che ogni stato europeo si faccia carico di una certa quota d’immigrati, alfine di evitare queste situazioni imbarazzanti disumane che degenerano a volte in atti di scontro contro le navi Ong di soccorso che operano nel mare Mediterraneo, alle quali appunto viene proibito lo sbarco nei porti italiani col risultato di incitare e stimolare taluni ad atti aggressivi e razzisti, fino a volte, a un contesto allargato di odio e conflitto tra poveri. Quest’ambiente astioso e intollerante potrebbe cambiare se l’uomo non fosse disceso troppo in basso nel materialismo egoistico e potesse riflettere e mettere in pratica il vero esempio cristiano praticato per molti anni da Madre Teresa di Calcutta, cui lei sintetizzò nelle parole: “La fede che passa all’azione diventa amore, e l’amore che si trasforma in azione diventa servizio … E’ necessario che comprendiamo i poveri, perché non esiste solo la povertà materiale, ma anche la povertà spirituale, più dura e profonda, che si annida anche nel cuore degli uomini colmi di ricchezze” (Santa Teresa di Calcutta). Con queste parole lei ci esorta ad avere fede nell’azione, cosicché dall’azione possa nascere l’amore per gli altri; ciò affinché il nostro mondo caotico, violento e freddo, si trasformi in un mondo diverso, dove uomini possano vivere in pace in quelle comunità dove nessuno sarebbe più povero o più ricco di un altro. Questo verte sull’insegnamento del Cristo, laddove si legge che: “Non chi si proclama cristiano in parole, può entrare nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà di Dio Padre” (Mt 7,21); cioè mettendo in pratica l’insegnamento cristiano del Vangelo. (III. Continua)

 Collegno, 19 novembre 2019                                                                          Antonio   Coscia

Sopra: Giardino giapponese

Note Integrative

10      Secondo la scienza dello spirito o antroposofia, l’uomo è un essere duale di cui una parte inferiore costituita da corpo fisico, corpo eterico, corpo astrale e Io; e una parte superiore ma al momento ancora in germe, cioè non ancora sviluppata che è costituita da Sé spirituale, spirito Vitale e Uomo spirito. Da circa sette secoli l’Io umano lavora alla trasformazione della sua anima, la quale anch’essa è suddivisa in tre parti, cioè da “anima senziente, anima razionale e anima cosciente”, di cui finora ha sviluppato e perfezionato durante l’epoca egizia, la parte senziente e nell’epoca greca, la parte razionale. Attualmente deve completare il suo ciclo animico con lo sviluppo dell’anima cosciente, che è la parte più vicina e unita in modo incosciente al Sé spirituale, essendo questa appunto della stessa sostanza astrale che terminerà tra circa 1500 anni. Dopodiché l’uomo lavorerà in modo cosciente col suo Io superiore, alla trasformazione parziale del suo corpo astrale in Sé spirituale. Egli riceverà comunque questo principio microcosmico superiore spirituale, quale dono dall’alto del mondo angelico (a coloro che saranno maturi) nel sesto periodo di cultura, cioè alla metà del quarto millennio.

11   Tutta l’evoluzione umana passa attraverso sette stai di coscienza o eoni cosmici, che la scienza antroposofica chiama: “ Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano”. Di cui tre stati di coscienza o eoni cosmici sono già passati e attualmente siamo nel quarto stato di coscienza, chiamato appunto Terra, dove l’uomo deve perfezionare l’Entità dell’Io cosmico umano, nella sua complessa essenzialità divina cosmica-umana che Rudolf Steiner ci rivela tripartito in; “Vero Io, Io superiore ed io terreno”. Il Vero Io che a volte è chiamato dalla Scienza antroposofica “Scintilla divina”, è un frammento della Trinità divina cui possiamo definire anche come “Micrologos” in quanto fu tratto dalla “Parola cosmica” da Yahve-Elohim, l’Elohimità costituita dall’insieme dei sette Elohim creatori (Genesi O.O.122, pag. 117-119). L’Io superiore è un frammento quale dono, del fuoco degli Elohim o Spiriti della Forma; possiamo anche dire che è il figlio di Dio, o di Yahve-Elohim (Signore Dio); è l’Individualità umana superiore che s’incarna in ogni vita, ma che non scende mai fino al livello terreno, egli opera sull’io inferiore in modo incosciente dal mondo solare, preparando il destino terreno quale effetto karmico delle azioni passate. L’Io inferiore o terreno è la Personalità umana riflessa, quale immagine imperfetta riflessa dall’Io superiore, nell’involucro materno durante la gestazione; è la conseguenza della caduta di Adamo o l’intrusione nel puro corpo astrale dell’Adamo celeste, di Spiriti della Forma rimasti indietro durante l’evoluzione lunare, quando erano a livello di Archai. Fu così che il corpo astrale celeste di Adamo, si suddivise in due parti una parte “luminosa, dove penetrò l’Io superiore altruista e una parte inferiore dove si formò l’io inferiore egoista” (Rivista Antroposofia, anno Ottobre-Dicembre 1986, pag.156).

12    Continuando la nota 10 sull’evoluzione dell’uomo, va detto che ogni stato di coscienza si suddivide in stati di vita; ogni stato di vita in sette stati di forma che a sua volta, si suddivide in sette Epoche, cioè: “Epoca Polare, Iperborea, Lemurica, Atlantica, quinta Postatlantica, sesta Postatlantica e settima Postatlantica”. Quattro Epoche sono già passate e attualmente siamo oltre la metà della quinta Epoca Postatlantica, cui seguirà la sesta Epoca Postatlantica e in ultimo la settima Epoca Postatlantica, dopodiché la Terra continuerà la sua evoluzione in stato di materia più sottile, ossia in un astrale più perfetto. Fu durante la seconda Epoca detta Iperborea, un Epoca dove non c’era ancora nulla di solido; tutto il nostro sistema solare era ancora in una fase eterica, dove il Cristo separò il Sole dalla Terra e Luna che erano ancora insieme, portando con sé le parti più pure superiori dell’anima umana, quando il Sole sorgeva nella costellazione dei “Pesci”.

Il potere che può obnubilare l’anima II

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“Occorre dire che la vera onestà di un politico, sta nel rispettare soprattutto la laicità dello stato, in quanto espressione del popolo che ne forma la Nazione” (Camillo Benso conte di Cavour).

Il potere che può obnubilare l’anima II

  Il gesto compiuto dall’ex ministro dell’Interno leghista che inconsciamente ha teso unire ciò che invece va separato quali due sfere del potere statale e religioso, così come fu pronunciato dal Cristo sul motto su Cesare, ci riporta a un altro motto pronunciato questa volta dall’altissimo iniziato solare e discepolo del Cristo, Rudolf Steiner che in una conferenza tenuta a Zurigo il 17 dicembre 1912, dal titolo “L’Amore e il suo significato nel mondo”, in merito scrive: “L’onnipotenza, l’onnisaggezza non sono le principali qualità della Divinità, bensì l’amore, una qualità che non può essere accresciuta. Dio è ripieno di amore, di puro amore, è per così dire nato dalla sostanza dell’amore … Dio ha trattenuto l’amore, e ha diviso la saggezza con Lucifero [Diavolo] e la potenza con Arimane [Demonio o Satana], affinché l’uomo potesse essere libero, e sotto l’influsso della saggezza proseguire il suo cammino” (pag. 12). Riflettendo profondamente sulle parole di questo principio spirituale, prendiamo coscienza di questa suddivisione trinitaria nell’ambito del nostro cosmo astrale planetario e di riflesso in quello dell’anima umana, dove queste tre Entità spirituali operano quale sviluppo delle virtù animiche e nello stesso tempo come contrasto, attraverso la “saggezza” luciferica, il “potere” arimanico e l’amore del Cristo.   Mai come oggi l’uomo è messo di fronte alla consapevolezza attraverso la Scienza antroposofica, che la saggezza che accoglie, gli viene da Lucifero (ossia l’Entità spirituale che conosciamo come Demonio), e, il potere da Arimane (cioè l’Entità spirituale che conosciamo come Satana o Mefistofele), mentre nel Cristo abbiamo un Entità divina che è soltanto amore!

Naturalmente questa divisione tricotomica spirituale del Cristo con le due Entità gerarchiche dell’ostacolo del nostro cosmo, va compreso nell’ambito della sfera astrale della vita planetaria, (nella sfera spirituale vigono altre leggi) e, in quella della vita dell’anima umana, dove queste forze occulte agiscono come forze ostacolatrici insieme all’impulso d’amore del Cristo. Qui Lucifero6 cerca di trarci in alto verso la saggezza esaltata lunare e Arimane, ci trae in basso nell’ambito del freddo e calcolatore potere materiale; dove in tutte e due i casi, mettono alla prova il nostro egoismo che può manifestarsi in modo sfrenato da una parte o dall’altra, quando in noi manca appunto il giusto equilibrio, ossia la forza dell’amore del Cristo. Egli si unì alla Terra attraverso l’uomo Gesù di Nazareth7 per introdurre in essa attraverso l’uomo, il vero impulso dell’amore; perciò si spogliò di tutte le Sue facoltà divine di “Saggezza” e di “Potenza” per unirsi all’uomo, cosicché l’uomo potesse sviluppare in sé il vero impulso dell’amore. Il Cristo fece questo non perché avesse un debito karmico con la Terra o, con gli uomini, ma per un puro atto d’amore; avendo Egli sentito il grido di dolore dell’umanità morente proveniente dalla Terra. Per questo il vero cristianesimo non può essere annoverato come una dottrina religiosa monoteista similmente alle dottrine antiche quale l’ebraismo o l’islam, o ad altre precristiane pagane, inquantoché il Cristo non venne per guidare o elevare un popolo. Egli non venne per liberare il popolo ebraico dai dominatori romani, offrendo loro una nuova saggezza o un nuovo decalogo come fu per Mosè sul Monte Sinai, quando incontrò Jahvè8. Ma per dare al popolo ebraico la possibilità di collaborare alla nascita di un nuovo impulso spirituale che potesse riversarsi su tutta l’umanità, un impulso che sciogliesse gli uomini dai vecchi legami consanguinei atavici sostituendoli con un impulso cosmico – spirituale di vero amore libero tra i popoli, alfine di preparare come menzionato, il germe futuro spirituale della nuova fratellanza umana che sarà realizzato alla fine del terzo millennio, cioè nel sesto periodo di cultura futuro chiamato appunto nell’Apocalisse di Giovanni, “Filadelfia” (Ap 3,7)9.

Possiamo con questo dire che il vero cristianesimo originario non si è ancora del tutto realizzato quale vera essenza nel mondo moderno. Ciò che oggi è rappresentato dalla corrente della Chiesa cattolica, non possiamo che considerarlo come una corrente umbratile riflessa del vero impulso cristiano, giacché nei secoli è divenuta parte di un potere statale; vale a dire di uno Stato a sé, ovverosia lo Stato della città del Vaticano, con tutti i poteri annessi e connessi da parte di correnti religiose (Gesuiti e l’Opus Dei) che operano dallo sfondo, con mezzi “spirituali occulti” ( vedi “Lo studio dei sintomi storici O.O. 185”). Essendo quindi il vero cristianesimo, un impulso, un puro impulso di amore cristico, non ha nulla a che fare né col potere del Vaticano quale espressione del cattolicesimo romano, né con l’ambizione di potere dei programmi di partiti politici, essendo questi d’interesse di entità demoniache che operano dal mondo astrale – come vedremo più avanti. La vera preghiera di supplica del cristiano, può essere sola quella di avere la forza di realizzare quelle virtù umane che esaltano l’atteggiamento di amore altruista, per mettere in pratica quegli impulsi di sacrificio, di perdono e di compassione nei riguardi di chi soffre. Pertanto le parole di Rudolf Steiner, ci aiutano a capire meglio il significato sul motto di Cesare, laddove il Cristo rispondendo ai maliziosi e ipocriti farisei, intese loro dire che l’amore di Dio deve essere distinto da qualsiasi potere regale o sacerdotale, quando esso tende soltanto a soggiogare i popoli e ad asservire l’anima umana per i propri tornaconti egoistici. Giacché mentre il potere di Cesare rendeva schiavi gli ebrei, l’amore del Cristo li rendeva liberi nell’anima dal maligno e dalla dura legge yahvetica del taglione, vale a dire: “Occhio per occhio, dente per dente, vita per vita, etc.” (Levitico 24,19-20). Il Cristo completò la legge jahvetica in amore tra i popoli e dedizione per l’altro! E l’amore è quella facoltà spirituale che va da uomo a uomo, cui non ha nulla a che spartire col potere di qualsiasi natura, il quale è esercitato invece, come sete di conquista e di dominio sugli altri. Cosicché quest’analisi ci porta a dire che il Cristo non è presente in quegli ambiti sociali cui si manifesta il potere, in quanto Egli vive quale impulso d’amore cosmico, quando accolto, soltanto nell’anima umana e là dove, due o più uomini si uniscono insieme nel Suo nome per alleviare la sofferenza nel mondo; e non dove uomini vengono esaltati in un comizio elettorale!

Occorre per questo capire che il mondo spirituale non partecipa ai comizi elettorali, ma sono invece presenti le altre divinità dell’ostacolo che partecipano assai volentieri ai programmi politici, ispirando zizzania e odio nella sfera giuridico-statale. Dio lascia all’uomo la libertà di agire per il bene degli altri o, per il proprio tornaconto egoistico; sta dunque alla “libertà morale” di ogni politico agire secondo la sua coscienza e la sua onestà intellettuale, nell’essere cioè onesto verso i suoi elettori promettendo soltanto ciò che è in grado di mantenere nell’ambito delle possibilità giuridiche ed economiche del Paese, senza per questo sconfinare nella sfera religiosa. Purtroppo è diventato una cattiva consuetudine quello di promettere qualsiasi cosa, pur di accattivarsi il favore delle masse che seguono senza riflettere come banderuole sballottate da una parte all’altra, secondo le offerenti promesse accompagnate a volte, da gesti religiosi infantili. Occorre qui ricordare che la vera onestà di un politico, sta proprio in quello di rispettare soprattutto la laicità dello stato, in quanto espressione del popolo che ne forma la Nazione! Perciò essendo la Nazione formata dall’insieme di uomini appartenenti a diverse scuole di pensiero filosofiche, scientifiche e religiose, ogni politico dovrebbe esimersi dall‘interferire nella sfera religiosa per fini elettorali, restando sempre nei parametri del proprio potere statale.

Pertanto l’ex ministro dell’Interno, a conclusione del comizio elettorale tenuto tempo fa a Milano sotto la guglia del Duomo, quale partito sovranista di estrema destra europea, avrebbe dovuto fare a meno di evidenziare dopo il comizio, la corona del rosario e baciare il crocefisso con un’invocazione alla Madonna, dicendo: «Io personalmente affido la mia e la vostra vita al cuore immacolato di Maria che sono sicuro che ci porterà alla vittoria». A questo punto qualsiasi persona di buon senso, dovrebbe chiedersi qual è il Dio che in quel momento potrebbe accogliere con benevolenza la richiesta dell’ex ministro dell’Interno, in modo che portasse alla vittoria il suo partito sovranista leghista. Se abbiamo afferrato ciò che abbiamo esposto fin qui come tema sulla possibilità di essere obnubilati da potenze del contrasto che operano attraverso i programmi elettorali, come sarà approfondito più avanti, è facile capire attraverso ciò che abbiamo esposto tramite il motto antroposofico: “Dio (Cristo), ha diviso la saggezza con Lucifero (Demonio) e il potere con Arimane (Satana o Mefistofele) e ha tenuto per Sé, soltanto l’amore!” (II. Continua)

Collegno 5 novembre 2019                                                                       Antonio Coscia

Sopra: Giardino Giapponese

Note Integrative

6     Lucifero e Arimane sono due entità dell’ostacolo rimaste indietro durante la loro evoluzione umana, di cui: «Lucifero appartiene alla gerarchia degli Angeli rimasti indietro durante il terzo stato di coscienza dell’evoluzione umana, sull’antica Luna; e Arimane, che appartiene alla gerarchia degli Arcangeli rimasti indietro durante il secondo stato di coscienza dell’evoluzione umana, sull’antico Sole». Il Cristo durante la nostra quarta evoluzione cosmica terrestre, ha redento Lucifero durante la crocifissione sul Golgotha, che rappresentava il ladrone di destra, ossia Dismas, che la Chiesa ne ha fatto un Santo, cioè S. Dismas; Arimane il Cristo ha potuto solo tenerlo a bada in quanto l’uomo ha ancora bisogno di questo spirito dell’ostacolo.

7      Dietro l’uomo Gesù di Nazareth, si cela un profondo mistero in parte svelato dagli stessi evangelisti Matteo e Luca, seppur in un modo un po’ velato, laddove nella genealogia, Matteo fa discendere Gesù dal patriarca Abramo attraverso tre volte quattordici generazioni da Davide in giù, iniziando dal figlio re Salomone, attribuendo così a Gesù una discendenza regale. Se poniamo bene attenzione a ciò che racconta Matteo sulla nascita di Gesù, egli dice che nasce in una casa di Betlemme, dove è visitato da altissimi sapienti, cioè dei “Magi” venuti apposta dall’Oriente per offrirgli dei doni, in quanto secondo Rudolf Steiner, riconoscono nel bambino il loro antico Maestro persiano, dietro di cui si cela l’antichissimo sapiente Zarathustra (risalente a circa 5000 anni a, C.) fondatore della religione persiana. In questo bambino Gesù che nasce in una casa di Betlemme da genitori di nome Giuseppe e Maria discendenti dal re Davide, s’incarna appunto l’antichissimo iniziato cristiano solare Zarathustra, uno dei più alti discepoli del Cristo. Egli era già un alto iniziato solare negli antichi misteri degli oracoli atlantici, giacché fu iniziato dal grande Manu divino Melchisedec (Noè biblico), dal quale venne preparato per guidare nel secondo periodo di cultura postatlantico (circa 5067 a.C.) il popolo persiano nei misteri della “Luce” di Ahura Mazdā, il Dio del Sole e in quelli dello spirito delle tenebre, “Angra Mainyu” o Ahriman (Arimane). Inoltre Zarathustra, si era talmente elevato attraverso diverse vite terrene da accogliere in sé la più alta saggezza proveniente dall’antica sede di Atlantide, da essere il primo uomo: «… a innalzarsi a un nuovo grado superiore e divenendo il primo uomo terrestre in grado di conseguire un’iniziazione dalle forze del periodo postatlantico. Di conseguenza Zarathustra iniziò per la prima volta nell’evoluzione terrestre a rivelare l’elevata saggezza soprasensibile e le pure conoscenze chiaroveggenti dei mondi spirituali, non solo in forma d’immaginazioni (come avveniva prima di lui) bensì ora anche in forma di pensieri e concetti umani, da cui più tardi sulla terra emerse ciò che oggi chiamiamo “scienza”» (Sergej O. Prokofieff: “La nascita dell’esoterismo cristiano nel XX secolo” pag.80). Pertanto Zarathustra aveva purificato e perfezionato talmente i suoi involucri terrestri da sacrificarli ai suoi due discepoli, cioè a Ermete Trismegisto e a Mosè, dove al primo sacrificò il suo corpo astrale da cui venne sviluppandosi la civiltà egizia e al secondo il suo corpo eterico da cui ne derivò la civiltà ebraica. Altri discepoli di Zarathustra furono il grande maestro Pitagora, Daniele il saggio ebreo e Ciro il Grande, che secondo un’intuizione di Sergej O. Prokofieff, sono i tre re Magi che offrono oro, incenso e mirra, al bambino Gesù nato nella casa di Betlemme di Giudea, ove s’incarna il loro maestro Zarathustra (Astro d’oro) i cui genitori Maria e Giuseppe, sono discendenti della stirpe di Davide. Zarathustra era stato preparato dal Manu divino Melchisedec, per una più alta missione, ossia sacrificare il suo corpo fisico e il suo Io, all’Altissimo Dio solare affinché fosse possibile salvare l’umanità tramite il compimento dell’evento del Golgotha. Per questo fu necessario che nascesse un altro bambino che avesse in sé la purezza virginea originaria delle forze formatrici eteriche e, quale immagine divina non contaminata dal peccato originale, ossia il figlio di Dio o l’Archetipo divino creato a immagine di Yahve; vale a dire la pura immagine di Adamo che fu preservata e protetta dalla tentazione di Lucifero (il Serpente biblico). Questo bambino archetipico che possiamo pensare come una parte di pura immagine virginea gemella, sottratta ad Adamo prima del peccato originale, nasce poco più tardi per la prima volta in un corpo fisico anch’egli a Betlemme di Giudea, i cui genitori anch’essi di nome Maria e Giuseppe nativi della città di Nazareth e discendenti della stirpe di Davide, cui al bambino assegnano il nome Gesù. Per distinguere i due bambini chiameremo Gesù-Zarathustra il bambino cui parla il vangelo di Matteo, la cui discendenza appartiene alla corrente “regale”, giacché discendente dal re Salomone. Mentre il bambino del vangelo di Luca che nasce secondo Rudolf Steiner poco tempo dopo nel mese di dicembre (in tempi antichissimi le nascite erano dirette dagli Dei, cui la procreazione avveniva in Primavera e di conseguenza i bambini nascevano in inverno, a dicembre appunto), lo chiameremo Gesù di Nazareth, il quale appartiene alla corrente “sacerdotale” poiché la sua ascendenza risale fino al sacerdote Natan e in ultimo a Dio stesso. L’evangelista Luca racconta che Giuseppe e Maria si recano a Betlemme per il censimento, per cui Maria essendo gravida, viene presa dalle doglie e partorisce il bambino nella stalla adiacente all’albergo cui non avevano trovato posto e dove appunto, è visitato dalla gente semplice del luogo che Luca, menziona come i “pastori” che vengono avvertiti e illuminati dall’Angelo o “Nirmāṇakāya” (Sé superiore) del Buddha. Dopo passati i giorni di purificazione di Maria, i genitori fanno ritorno col bambino nella loro tranquilla città di Nazareth, nella comunità essena situata sulle alture della Galilea. Mentre l’altra famiglia cui nasce Gesù-Zarathustra, Matteo racconta che hanno dovuto fuggire in Egitto in quanto l’Angelo aveva avvisato o ispirato Giuseppe, che Erode voleva uccidere il bambino. Quando poco dopo Erode muore, l’Angelo ispira nuovamente Giuseppe a ritornare in Giudea, giacché il bambino non è più in pericolo. Giuseppe però, non ritorna a Betlemme ma si reca a Nazareth, dove incontra e stringe amicizia con l’altra famiglia di Gesù di Nazareth, cui tra loro si stabilisce uno stretto legame profondo di cordialità e affetto e in modo particolare, tra i due bambini Gesù che insieme diventano preadolescenti fino all’età di dodici anni, cioè fino a quando l’Io superiore del bambino Gesù-Zarathustra del vangelo di Matteo, si unisce all’Io e all’anima del suo amico Gesù di Nazareth del vangelo di Luca. Nel bambino Gesù di Nazareth, Zarathustra lavorò alla trasformazione dei suoi involucri animici in modo da prepararlo ad accogliere l’Altissimo Dio solare, per cui inizia a trasformare nei primi sei anni cioè dai 12 ai 18 anni il corpo senziente, dai 18 ai 24 anni l’anima senziente e dai 24 ai 30 anni l’anima razionale. Dopodiché Zarathustra compì il suo alto sacrificio offrendo al Dio solare i suoi involucri animici e corporeo, uscendo dal corpo di Gesù di Nazareth durante il battesimo del Giordano, operato da Giovanni il Battista.

8     Jahvè è una potente Entità divina appartenente alla gerarchia spirituale che la scienza dello spirito o antroposofia chiama Spiriti della Forma, (Potestà, Exusiai), nella terminologia ebraica sono conosciuti come Elohim, ossia “le divinità”, i quali nella traduzione italiana moderna della Bibbia, sono menzionati al singolare col nome di Dio. L’Entità divina di Yahvè appartiene in modo particolare al consesso divino dei sette Elohim solari, ossia i creatori biblici di cui Egli forma per così dire, il centro della loro unità settemplice. Facendo un paragone con l’entità settemplice dell’uomo, cui sappiamo costituito da: “Corpo fisico, corpo eterico, corpo astrale, Io, Sé spirituale, spirito Vitale e Uomo spirito, dobbiamo in questo caso pensare che l’Io umano è la parte centrale dell’unità settemplice dell’uomo. Allo stesso modo dobbiamo pensare questa suddivisione articolata nei sette Elohim di cui Yahvè è per così dire il loro centro, è “l’Io Sono” per eccellenza della gerarchia degli Spiriti della Forma o Elohim cui si manifestò a Mosè nel roveto ardente (ossia nel mondo elementare “astrale” adiacente alla terra) affinché guidasse il popolo ebraico fuori dall’Egitto. Quando l’Entità del Cristo insieme al Sole, si separarono alla fine dell’Epoca Iperborea dall’insieme della massa lunare e terrestre (cui la Terra e la Luna non si erano ancora solidificate e l’uomo era ancora allo stato animale, molto dissimile comunque dall’animale attuale), le Entità lunari cominciarono a creare molta difficoltà all’evoluzione umana, la quale era più rapida degli spiriti angelici lunari che al contrario, avevano un’evoluzione molto più lenta che tendeva a indurire, a mummificare la materia cosmica. Ciò fece sì che Yahve lasciasse il Sole sacrificando la sua dimora solare per salvare la Terra e gli uomini dall’indurimento dei loro corpi animici dalle forze lunari angeliche che avevano delle forze astrali più basse, non essendo riusciti a purificarle nell’eone precedente chiamato “antica Luna”. Per questo fu necessario che Yahve assumesse il compito di separare la Luna dalla Terra, in modo che regnasse il perfetto equilibrio evolutivo, tra le tre forze cosmiche dei tre pianeti celesti: Sole, Terra e Luna. Egli sacrificò perciò la Sua natura spirituale di Elohim solare per trasferirsi sulla Luna (s’intende tutta la parte oscura spirituale che circonda la Luna fisica), per adempiere anche un altro scopo importante, cioè quello di contrastare le forze di Lucifero agenti dal Sole, che si manifestano nelle venature dorate terrestri; per questo l’oro è sempre stato motivo di contrasto luciferico nell’avidità umana. Inoltre Egli ha il compito di contrastare attraverso la luna fisica, l’influsso negativo che opera dall’ottava sfera, come una specie di luna astrale la cui circonferenza è collocata sul centro della nostra Terra e dietro di cui, agiscono Lucifero e Arimane quali servi della bestia apocalittica “Sorat” l’anticristo solare. Yahve è un grande servitore del Cristo e quando l’uomo sarà arrivato quasi alla sua meta nel sesto stato di coscienza o eone cosmico di Venere e si formerà il fatidico numero d’evoluzione 666, la Terra allora sarà trasformata in un nuovo Sole che si unirà definitivamente con il Sole centrale, e a quel punto anche Yahve si riunirà di nuovo con i Suoi sei fratelli o Elohim solari, verso mondi più elevati dello spirito. Yahve ha comunque ancora un compito importante, quello di riunire di nuovo la Luna alla Terra verso la metà del settimo periodo di cultura, ossia tra circa 7000 anni, quando alla fine l’umanità distruggerà se stessa con la guerra di tutti contro tutti. Dopodiché i superstiti quelli che avranno superato la catastrofe umana insieme al Cristo cosmico, traghetteranno nella sesta Epoca Postatlantica che durerà circa 15000 anni, attraversando di nuovo sette periodi di cultura prima di arrivare a una nuova catastrofe.

9       Filadelfia era una delle sette chiese dell’Asia minore (all’epoca dell’inizio del cristianesimo), che Giovanni Evangelista, scrive all’Angelo di ogni chiesa una lettera secondo la rivelazione avuta dal Cristo Gesù durante un momento estatico chiaroveggente, da dove poi ha tratto il libro profetico dell’«Apocalisse». In realtà questo libro come tutti i libri che nascono da una visione spirituale, è una rivelazione data all’umanità come guida e nello stesso tempo come avvertimento per aver errato dalla retta via segnata da Dio, a causa del suo io immaturo e imperfetto. La Profezia vuole dare una possibilità all’uomo o, alla comunità umana che si sviluppa attraverso le diverse epoche di cultura, di ravvedersi in modo da non peggiorare il suo stato e metta in pericolo il suo sviluppo della sua meta terrena. Pertanto come il libro dell’Antico Testamento, rappresenta il passato dell’umanità antica discesa dal mondo spirituale a causa del peccato originale; cosi il Nuovo Testamento, rappresenta l’uomo futuro che riscattato dal sacrificio del Cristo, può ricongiungersi col suo Io o “Immagine” superiore, tramite lo sviluppo della sua coscienza morale che deve conquistare nelle sue esperienze terrene, attraverso il discernimento del bene e del male. L’Apocalisse è invece un libro esoterico simbolico che vuole avvertire l’umanità o l’uomo, di ciò che avverrà in un futuro che può essere vicino o lontano secondo il contesto cui esso è riferito, e dove l’umanità può, volendo, porvi rimedio prendendo coscienza di quanto abbia errato dalla retta via e decida di redimersi, accogliendo l’Impulso del Cristo. Pertanto Giovanni, il discepolo più amato dal Cristo (per il fatto che tra i due c’era una relazione tra Maestro e discepolo, nata durante il risveglio iniziatico, come Lazzaro), parte da una visione veggente in cui Giovanni-Lazzaro, è accompagnato dalla guida del suo Angelo nel mondo spirituale dove incontra il Cristo Gesù, il quale gli mostra in immagini akashiche future, ciò che l’umanità dovrà affrontare quale effetto delle sue azioni negative terrene. Per meglio dire il Cristo Gesù, mostra a Giovanni le immagini karmiche cui l’umanità dovrà affrontare quali cause dei suoi errori, nei diversi aspetti della sfera spirituale dell’Akasha. Grazie all’altissima iniziazione ricevuta dal Cristo, Giovanni è in grado di vedere chiaroveggentemente fino al grado dell’Intuizione, ossia fin’oltre il mondo stellare o mondo della ragione, dove gli viene mostrato e spiegato dal Cristo Gesù, le immagini delle “sette coppe dell’ira”; nel mondo ispirativo, ossia nel mondo dei Pianeta o mondo Celeste, egli vede le immagini delle “sette trombe”; e nel mondo astrale o mondo degli elementi egli vede le immagini dei “sette sigilli”. Possiamo ancora aggiungere che le “sette chiese“ rappresentano la comunità umana nel suo sviluppo attraverso i sette periodi di cultura della quinta Epoca Postatlantica.    I “sette suggelli”, indicano quello che  l’umanità dovrà affrontare attraverso i sette periodi di cultura della  sesta Epoca Postatlantica. E le “sette trombe”, ciò che l’umanità  dovrà affrontare nei sette periodi di cultura della settima Epoca Postatlantica.

 

Epoca dei Pesci o dell’Acquario? V I

L’Arcangelo Michele che uccide il diavolo. Dipinto di Guido Reni, 1575 …

 
Oh, uomo!
Tu lo conformi al tuo servizio,
tu lo usi nel suo valore materiale
in molte tue opere.
Ma ti sarà salutare soltanto
Quando ti si manifesterà
L’alta potenza del suo spirito.
Rudolf  Steiner   O.O. 229 – Dornach, 5 ottobre 1923

Epoca dei Pesci o dell’Acquario? V I

Ritornando al nostro tema vogliamo ora cercare di rispondere alla domanda iniziale aiutandoci con la conoscenza della Scienza antroposofica e su alcune conferenze tenute a Dornach (Svizzera) da Rudolf Steiner, ossia se il Sole durante l’equinozio di primavera del 21 marzo 2020 nasceva ancora nella costellazione dei Pesci, oppure era già entrato in quella dell’Acquario. Per cominciare dobbiamo andare  indietro nell’ultimo periodo in cui avvenne la scomparsa del continente di Atlantide o se vogliamo, l’evento del “diluvio universale” menzionato nella Bibbia dove la Terra e in parte anche l’uomo, cambiarono radicalmente il loro aspetto intimo naturale. Nella Bibbia questo fatto è riportato con Yahve o Jehovah che concesse a Noè (Melchisedec) una nuova alleanza col patto di non sterminare più l’umanità attraverso l’inondazione della Terra, siglandolo col simbolo dell’arcobaleno (Gen 9,8). In merito Rudolf Steiner in una conferenza tenuta a Lipsia, il 6 luglio 1906 dice:

“Atlantide era una landa nebbiosa e a quei tempi non c’era ancora l’avvicendarsi di pioggia e sole. Tutto era avvolto dalle nubi, variava solo il grado di umidità. Solo quando i flutti si dispersero e Atlantide s’inabissò, pioggia e sole iniziarono ad avvicendarsi, come possiamo leggere anche dall’Antico Testamento. Lì si dice che Noè dopo il diluvio universale, vide l’arcobaleno”; (“Occultismo Popolare O.O. 94”, pag.53) .

Dobbiamo collocare questo fatto alla fine del settimo periodo di cultura della quarta Epoca, quando il Sole nasceva ancora nella costellazione del Leone. Perciò l’inizio del primo periodo di cultura della nostra quinta Epoca in cui Noè (il Manu divino) guidò la corrente principale atlantidea a nord verso il Tibet, da dove venne poi sviluppandosi la civiltà “paleo-indiana”, dobbiamo collocarlo sotto il segno del Cancro (il quale ha per segno due vortici) circa 7227 anni a.C. dove l’umanità perfezionò il corpo eterico sotto la guida dei sette Rishi. Sappiamo che un periodo di cultura dura 2160 anni, per cui passato questo tempo l’evoluzione umana continuò come periodo “paleo-persiano” sotto il segno della costellazione dei Gemelli, dove venne perfezionato il corpo astrale sotto la guida del grande iniziato solare Zarathustra. Poi l’umanità entrò nel terzo periodo di cultura egizio-caldaico-ebraico sotto la costellazione del Toro, dove iniziò lo sviluppo dell’anima senziente sotto la guida dei due grandi discepoli di Zarathustra, cioè Ermete e Mosè. Poi dopo sotto il segno dell’Ariete nel 747 a.C. ebbe inizio il quarto periodo di cultura greco-romano, che con l’evento del Cristo segnò la fine di un ciclo antico di sviluppo discendente marziano e segnò l’inizio di un nuovo ciclo evolutivo ascendente chiamato “Mercurio”, dove l’umanità sotto la guida dei grandi filosofi greci e delle correnti medievali cristiane della patristica e della scolastica, sviluppò l’anima razionale o affettiva fino alla fine del 1413. Infine, seguì il nostro quinto periodo di cultura chiamato anglo-germanico, quando il Sole nasceva durante l’equinozio di Primavera in direzione della costellazione dei Pesci, dove l’umanità ha iniziato a sviluppare la parte più alta della sua anima, cioè l’anima cosciente che terminerà all’incirca nel 3573. Attualmente dunque, viviamo nel quinto periodo di cultura dove la guida è diretta per la maggior parte dai popoli anglofoni-germanici, il cui compito è di aiutare tramite l’ispirazione del nuovo bodhisattva Maitreya successore del Buddha Gautama, (l’Inviato del nuovo Spirito Santo redento dal Cristo sulla croce del Golgotha), a sviluppare l’anima cosciente; vale a dire quella parte dell’anima umana inferiore che è strettamente congiunta con l’anima superiore o Sé spirituale, per tutto il periodo in cui il Sole nascerà ancora sotto il segno dei Pesci, per circa 1553 anni (1413+2160-2020= 1553). 

Oggi, diversamente dai misteri antichi dove il discepolo veniva scelto dal Maestro o Guru che diventava così completamente dipendente dalla sua volontà, nella via esoterica moderna al contrario, ogni uomo di buona volontà può diventare discepolo senza che la sua volontà venga violata lasciando a questi, la libertà morale di agire nel modo giusto o sbagliato. In questo modo ogni uomo che accolga la Scienza dello Spirito o antroposofia fondata da Rudolf Steiner, ha la possibilità di rendere più celere il suo sviluppo morale e spirituale tramite le indicazioni degli esercizi descritti nei diversi libri antroposofici. Di approfondire inoltre, l’evento del mistero del Golgotha e di accogliere l’impulso del Cristo, avendo così la possibilità di elevarsi a quello stato di coscienza superiore menzionato, in cui può incontrare il Cristo eterico e unirsi alla sua immagine o Sé superiore da cui fu separato durante l’Epoca Lemurica, a causa di Lucifero. La caratteristica peculiare dell’anima cosciente è proprio quello di portare al massimo grado lo sviluppo della volontà umana che unita alla facoltà del sentire e del pensare intellettuale, vanno purificati ed elevati in modo da raggiungere tra loro un perfetto equilibrio animico-spirituale che potrà essere realizzato solo attraverso l’Impulso del Cristo. Abbiamo già in parte accennato nella nota (2) degli articoli precedenti che cos’è l’anima cosciente, per cui vogliamo qui aggiungere qualcosa in più in modo da poterla afferrare nei suoi diversi aspetti – maggiori dettagli possiamo trovarli nel libro “Teosofia O.O.9, ed. Antroposofica Milano”. Qui possiamo aggiungere dicendo che l’anima cosciente o anima dell’intelletto, è la quintessenza dell’anima umana attraverso cui l’io umano, esprime quella parte più essenziale di sé come volontà umana, tramite cui l’io inferiore completamente risvegliato può autoconoscersi e afferrarsi attraverso il pensiero intellettivo divenuto cosciente o immaginativo, come un Io autonomo e libero, cui è congiunto a un essere a lui superiore o “Io superiore”22 divino che l’ha sempre guidato. Si può esprimere il concetto in un modo diverso, dicendo che l’uomo (l’Io inferiore) grazie alla purificazione (catarsi) ed elevazione cosciente di una parte del suo corpo astrale (anima cosciente), può auto-conoscersi come un individuo autonomo e libero che è strettamente congiunto a un Entità reale divina superiore (Io superiore), che opera attraverso di lui e che lo ha sempre ispirato e diretto in modo nascosto, guidandolo in tutte quelle azioni di destino doloroso che conosciamo come “karma” umano. 

L’uomo normale deve arrivare a questa meta divina entro l’arco di 2160 anni circa, vale a dire che ha a disposizione ancora 1553 anni circa, cui potranno sembrare molti anni ma che in realtà non sono poi tanti, inquantoché occorre moltissimo tempo a cambiare i nostri atteggiamenti negativi animici e in modo particolare il nostro carattere volitivo disceso troppo in basso nell’egoismo materiale. Per cui, occorreranno delle forze morali non indifferenti per ri-salire in alto verso lo spirituale, senza peraltro passare attraverso delle prove animiche dolorose sia, sul piano fisico, sia su quello animico-spirituale che di solito, ne faremmo volentieri a meno. E occorre qui far presente che in questo periodo siamo sotto la guida e protezione dell’Arcangelo Michele, cui ci lascia pianamente liberi di decidere della nostra vita, non interferendo per nulla sulla nostra volontà, come invece agiscono diversamente gli altri Arcangeli guida. Egli attende in silenzio che ci apriamo con amore verso l’alto in modo da prendere la sua mano tesa verso di noi, cosicché la sua “aura spirituale” possa occupare il posto nel nostro cuore dandoci così quella forza di sradicare la paura e il timore di un incerto futuro. Solo così possiamo imparare a saper vivere con coraggio in questo nostro quinto periodo malefico, con la fiducia sempre presente che Egli è con noi e che dal mondo spirituale ci guida all’incontro con il Cristo eterico. Se l’umanità si risveglia e va incontro all’Arcangelo Michele, allora col suo aiuto può arrivare a sviluppare l’anima cosciente prima che la sua epoca iniziata nel 1879 termini nel 2200 o poco più oltre, sostituito dalla guida ferrea dell’Arcangelo di Saturno “Orifiele”.

Con l’Arcangelo Orifiele le cose andranno diversamente perché l’evoluzione dell’anima cosciente sarà allora arrivata a circa metà della sua fase ascendente, e perciò comincerà ad assumere un aspetto centripeto discendente, per cui non avendo più a disposizione le forze micheliane dell’intelligenza cosmica, né la libertà di pensiero concessa da Michele, il suo sviluppo diventerà sempre più difficile col passare del tempo. Oggi grazie appunto alla conoscenza che ci offre l’Antroposofia, dove affluiscono le forze di Michele quale spirito diurno giacché è diventato il “volto del Cristo”, abbiamo la possibilità come menzionato di accelerare lo sviluppo dell’anima cosciente, poiché dopo la data menzionata, Michele sarà appunto sostituito dall’Arcangelo Orifiele che diversamente da Michele, agirà nell’ambito dello sviluppo evolutivo umano in modo alquanto rigoroso. Pertanto, quegli uomini (per uomini è intesa l’umanità) che seguono lo sviluppo evolutivo normale e che non hanno ancora avuto modo di risvegliarsi spiritualmente, cioè che non hanno ancora avuto modo di compenetrarsi della conoscenza dell’Altissimo Spirito solare del Cristo, né abbiano ancora accolto l’Impulso del Cristo, potranno avere più difficoltà nelle vite future di sviluppare nel modo giusto l’anima cosciente e la possibilità d’incontrare il Cristo eterico dopo la morte. Dovranno per questo attendere di avere la possibilità in una prossima incarnazione di avvicinarsi alla Scienza antroposofica o, come dice Rudolf Steiner, avere oggi l‘opportunità di conoscere degli amici antroposofi dai quali potranno avere dopo la morte, l’occasione di conoscere i contenuti spirituali dell’Antroposofia che non hanno accolto sulla Terra, cosicché nella vita futura nasceranno già con l’anelito d’incontrare la Scienza dello Spirito e avere la possibilità di recuperare il tempo perduto in questa incarnazione. Il compito quindi di ogni antroposofo che abbia accolto la Scienza dello Spirito con un giusto stato d’animo, è quello di cercare di essere utile agli altri non solo in questa vita ma in modo particolare, anche a quelle anime che egli ha incontrato nell’arco della sua vita terrena e che abbiano in qualche modo avuto sentore della corrente antroposofica ma che per via del loro karma, non hanno potuto accoglierla. Potranno cioè avere una seconda possibilità dopo la morte, laddove l’anima è più ricettiva ai contenuti spirituali e alla possibilità quindi di accogliere i contenuti antroposofici, cosicché potranno rinascere con l’anelito d’incontrare l’Antroposofia e la futura comunità antroposofica; sperando che la corrente antroposofica possa ancora essere presente per tutto l’arco del quinto periodo di cultura, prima di entrare nello sviluppo del sesto periodo di cultura del Sé spirituale sotto la costellazione dell’Acquario.  

Possiamo pertanto cercare di dimostrare attraverso la conoscenza della Scienza antroposofica, l’era o la costellazione in cui ci trovavamo quest’anno durante l’equinozio di primavera, se il pensiero intellettuale moderno può accogliere con fiducia e senza alcun pregiudizio, le parole di uno dei più alti iniziati chiaroveggenti del secolo scorso, cioè Rudolf Steiner. Il quale secondo alcune indicazioni confermate anche da parte di uno dei suoi più evoluti e fedeli discepoli, cioè Sergej O. Prokofieff, di essere (e staremo ancora per molto tempo) nell’epoca dei Pesci, il cui inizio è fatto risalire come già citato nell’anno 1413, cioè in concomitanza appunto con la nascita e sviluppo dell’anima cosciente. Si può arrivare a questa conclusione da una domanda fatta a Rudolf Steiner alla fine di una conferenza tenuta a Dornach in Svizzera, il 24 settembre 1924, dove egli risponde così:

  «E ora calcoliamo (all’incirca lo possiamo) quanti giorni l’uomo viva sulla terra. Consideriamo, per semplicità, che l’uomo arrivi a 72 anni [quale risultato di un giro del Sole attraverso lo Zodiaco, ossia 25920: 360 gradi = 72 anni] e che l’anno abbia 360 giorni (360 0 365 non fa molto differenza) … Ora, consideriamo questi 72 anni come se costituissero un unico respiro. Come prima vi ho detto che l’uomo inspira la sua anima col primo respiro e la espira con l’ultimo, consideriamo che egli arrivi in media a 72 anni, e così si potrà dire: una simile inspirazione-espirazione dell’anima dura 72 anni. Supponiamo che ciò sia un giorno per l’universo. Dunque, un giorno: se lo moltiplichiamo di nuovo per 360, otteniamo un anno cosmico, e di nuovo 25920 (72×360)! … Ma questo numero ha ancora una tutt’altra importanza. Esso significa quanto segue: se si osserva al 21 Marzo, quando comincia la primavera, il punto dove sorge il Sole, si vede che esso sorge giusto nella costellazione dei Pesci; ma questo accade esattamente solo una volta, e il punto si sposta continuamente. Circa cinquecento anni fa, [siamo nel 1924, ciò vuol dire che andando  indietro di 500 anni ci troviamo circa all’inizio della nascita dell’anima cosciente, ossia 1924 – 500 = 1424, vale a dire approssimativamente all’anno 1413], il Sole non sorgeva nella costellazione dei Pesci, bensì in quella dell’Ariete [ l’epoca dell’Ariete ebbe inizio circa nel 747 a.C. e terminò appunto nel 1413, in quanto il Sole impiega ad attraversare ogni costellazione circa 2160 anni], e prima ancora in quella del Toro, cosicché il Sole percorre un cammino circolare regolare. Vedete, se si segna il cammino apparente del Sole, ora esso sorge a primavera nei Pesci; prima sorgeva dall’Ariete, prima ancora dal Toro, e così via; esso percorre tutto il circolo dello Zodiaco, per ritornare al punto di partenza nei Pesci … Perché il Sole si sposti in modo che il cosiddetto “punto di primavera” del Sole torni di nuovo nella stessa posizione, occorrono ancora una volta, 25920 anni» (L’Azione delle stelle e dei pianeti sulla vita terrestre, O.O.354, pag.111-112).  

E ancora nel libro citato, a una domanda di un ascoltatore Rudolf Steiner rispose:

«Dunque, il Sole non sorge sempre nello stesso punto. Nella costellazione dei Pesci rimane per diversi secoli [2160 anni], e anche più a lungo, il punto della primavera. Non fu però sempre così; se si retrocedesse fino al 1200, si troverebbe che il Sole non sorgeva allora dalla costellazione dei Pesci, ma dalla costellazione dell’Ariete» pag.35 (ibidem). 

Anche qui un semplice calcolo ci porta a dire che, se nel 1200 il Sole nasceva ancora nella costellazione dell’Ariete, sottraendo la durata del tempo che il Sole impiega ad attraversare una costellazione cioè 2160 anni, dall’anno in cui il Sole entrò nei Pesci, ossia l’anno 1413, abbiamo che 2160 – 1413 = 747 a. C.; questo risultato ci indica approssimativamente che l’equinozio di Primavera del 21 marzo del 747 a.C. cui il Sole nasceva per la prima volta nella costellazione dell’Ariete, coincise all’incirca con la nascita di Roma. (VI. continua)

Collegno 24 settembre  2019                   Antonio  Coscia

Note  Antroposofiche

22    Oltre all’io normale terreno, vive nell’uomo un «Io superiore divino» quale dono degli Dei o Elohim creatori, cui l’io inferiore è solo un’immagine, un riflesso di come quando guardandoci in uno specchio vediamo la nostra immagine rispecchiata, riflessa appunto. L’immagine che egli riflette nell’ambito terreno è la sintesi di tutte le personalità umane vissute in tutte le incarnazioni terrene in personalità sempre diverse. In ogni “Personalità umana” di cui ha ispirato e vissuto di nascosto, egli ha acquisito le facoltà morali e spirituali  cui ora possiede come sintesi e che manifesta in ogni nuova vita terrena quale elevazione morale animica  attraverso il suo pensare, sentire e volere. Questo nucleo divino o «Individualità» superiore, è sempre la stessa, non cambia, ma si evolve e si arricchisce appunto delle facoltà umane acquisite durante le diverse esperienze delle vite terrene assunte dalle diverse personalità umane in ogni vita. Perciò la “Personalità umana” che egli manifesta e rinnova in ogni vita terrena, è la sintesi o l’estratto spirituale superiore raggiunto durante le vite precedenti che porta in sé (nel suo corpo astrale) quale essere ancora imperfetto, che a causa degli errori e l’imperfezione morale dovuta alle azioni malvagie commesse ai danni degli altri, determina il suo destino karmico terreno. È l’Io superiore che dirige dal mondo spirituale questo destino! E l’uomo passerà attraverso quelle sofferenze e quelle prove dolorose, quale causa appunto della sua imperfezione morale che deve perfezionare, cui l’io inferiore non può fare altro che bere quel calice amaro che lui stesso ha generato nelle vite passate.

Epoca dei Pesci o dell’Acquario? V

Vetrata rosa a Nord, nell'incisione di Assia Turgenieff-Goetheanum di Dornach, Svizzera
La vetrata rosa a Nord, nell’incisione di Assja Turgenieff, dietro i consigli di Rudolf Steiner, il cui motivo centrale rappresenta l’incontro dell’uomo con il Cristo eterico; mentre i due laterali indicano la liberazione e redenzione delle due potenze oppositrice, ossia Lucifero a sinistra e Arimane a destra, quale conseguenza dell’evento del Golgotha.

«Il carattere complessivo dell’epoca attuale [periodo dei Pesci] è, dunque, l’intellettualità, ma occorre distinguere tra il modo in cui si manifesta negli ambienti orientati al pensiero materialistico e quello in cui si palesa nella Scienza dello Spirito. Con la sua intellettualità l’uomo è connesso al piano astrale, ma ne sarà cosciente (e solo allora saprà farne corretto uso) quando si sarà evoluto alla chiaroveggenza. Questo processo avrà inizio nel ventesimo secolo e si svilupperà in un numero sempre crescente di persone … Nel corso dei prossimi tremila anni, questa chiaroveggenza intellettuale consentirà agli uomini in tal senso progrediti di contemplare sempre più, e in modo sempre più chiaro, il Cristo visibile etericamente … Nell’attuale epoca dell’intellettualità Egli può apparire solo in figura eterica. La Scienza dello Spirito vuole preparare gli uomini a riconoscere e ad applicare giustamente le forze chiaroveggenti, che in seguito perverranno alla visione lentamente e con uno sviluppo naturale, affinché la futura seconda metà della nostra epoca intellettuale [ circa 2493 d.C.] veda senza dubbio, chiaroveggentemente il Cristo nella Sua figura eterica (Il Cristianesimo Esoterico e la Guida Spirituale dell’Umanità, O.O.130, pag. 84-85).

Epoca dei Pesci o dell’Acquario? V

Rudolf Steiner dice che il carattere complessivo della nostra quinta epoca di cultura è di sviluppare il nostro pensiero intellettuale astratto in un pensiero immaginativo veggente in grado di incontrare il Cristo nel mondo astrale adiacente alla Terra, tramite una visione sempre più chiara della Sua immagine eterica. Il compito dell’Antroposofia è quello appunto di preparare degli uomini adeguati a comprendere quest’evento importante che si manifesta nel nostro periodo di cultura, a questa seconda venuta del Cristo annunciata dagli evangelisti Matteo e Marco, e in modo particolare da Paolo di Tarso nella prima lettera ai Tessalonicesi, come venuta sulle nuvole del cielo (vale a dire sul piano eterico adiacente alla Terra).  Essa non può essere fermata da nessuno spirito dell’ostacolo, ma può essere ostacolata affinché l’uomo non prenda coscienza di questo evento spirituale importante per la natura interiore umana, e possa alla fine passare del tutto inosservato; ciò sarebbe una grande sventura per tutta l’umanità. Oppure, se malauguratamente l’uomo dovesse arrivare a una veggenza spontanea senza alcuna preparazione morale e senza alcunché di conoscenza sui mondi dello spirito, c’è la possibilità che possa scambiare uno spirito dell’ostacolo arimanico-asurico presente nel mondo astrale, per il Cristo eterico.  Pertanto, è importante che ogni uomo scevro da qualsiasi pregiudizio possa aprirsi ai contenuti della Scienza antroposofica in modo che possa prendere coscienza delle entità dell’ostacolo, ossia di entità divine-umane o per meglio dire dei “superuomini” appartenenti a ogni sfera della terza gerarchia spirituale (cioè Angeli, Arcangeli e Archai) che negli eoni o stati di coscienza precedente, non superarono il loro livello umano. Per questo il loro modo di agire oggi nell’evoluzione umana è fuori tempo, vale a dire che non è più conseguente ai tempi moderni e per questo diventano un ostacolo, una zavorra, un qualcosa che non va più bene per lo sviluppo delle facoltà umane attuali, perciò nocivo; pertanto, sono ritenuti dalla Scienza antroposofica, spiriti luciferici, ossia sono spiriti che immettono nel presente delle forze spirituali che erano idonee in evoluzioni antiche della nostra Terra.

Volendo caratterizzarli e distinguerli meglio secondo il loro grado gerarchico, diciamo che gli spiriti luciferici appartengono a tre categorie umane ultraterrene, di cui la prima, sono uomini-angeli che durante lo stato di coscienza cosmico evolutivo passato, chiamato antica Luna21, non superarono il loro gradino umano restando perciò indietro come spiriti luciferici lunari nei riguardi dei loro fratelli solari che si elevarono invece al gradino angelico, per questo essi prendono il nome dal loro capo Lucifero (Diavolo).  Abbiamo poi una seconda categoria che sono uomini-arcangeli, rimasti indietro due “eoni” passati durante l’evoluzione cosmica dell’antico Sole, e appartengono alla categoria di spiriti arimanici dal loro capo Arimane (Satana o Mefistofele). In ultimo abbiamo una terza categoria che sono uomini-archai, rimasti indietro tre eoni o stato di coscienza antico che la Scienza antroposofica chiama “ Saturno” e appartengono alla categoria di spiriti asurici o delle tenebre. Sono spiriti del male che possono veramente compromettere la natura dell’Io, umano terreno, qualora riescano ad afferrare l’uomo nell’ambito del suo volere (nell’anima cosciente), ossia di quegli uomini che coscientemente fanno del male per il piacere di volerlo fare. Sono dei grandi maghi neri al servizio della “Bestia solare”, l’anticristo menzionato nell’Apocalisse da Giovanni e che chiamiamo “Sorat”, cui non fa parte della nostra evoluzione cosmica-umana, ma appartiene a un remotissimo eone passato che va oltre lo stato cosmico dell’antico Saturno, cioè prima ancora che nascesse il germe spirituale del nostro sistema solare. Occorre però dire che questo spirito malefico soratico non può inserirsi direttamente nell’ambito della natura umana e terrestre; perciò, può operare soltanto indirettamente attraverso i tre gruppi di spiriti dell’ostacolo e in modo particolare, tramite gli Asura che sono uomini appunto appartenenti alla gerarchia delle Archai, rimasti indietro. Queste entità soratiche dell’ostacolo sono dunque uomini rimasti indietro a dei livelli di coscienza spirituale diversa dai loro fratelli divini, ma non dobbiamo commettere l’errore di considerarli uguali o inferiori all’uomo.  Essi vanno considerati come dei “super-uomini” essendo passati attraverso diversi stati di coscienza cosmici, mentre l’uomo terreno è al suo primo stato di coscienza di veglia, avendo ricevuto l’Io umano circa un po’ prima della metà della nostra evoluzione terrestre, vale a dire durante la terza Epoca chiamata Lemurica cui nella Bibbia, è descritto come la “caduta dell’uomo dal paradiso terrestre”. Il problema di queste tre categorie spirituali dell’ostacolo è che essendo rimasti indietro durante antiche evoluzioni cosmiche passate, non possono proseguire né nella sfera dei loro fratelli solari né nella sfera umana, giacché non sono in grado di costruirsi un corpo fisico essendo questo di prerogativa prettamente umana. Perciò per evolvere, essi devono farlo attraverso l’uomo, cioè incorporandosi o se vogliamo vivendo come dei parassiti nel corpo astrale umano, da dove operano contrastando i pensieri, i sentimenti e la volontà umana, ma anche come promotori dell’emancipazione dell’uomo, inquantoché sono esseri di natura intelligentissima. Dobbiamo imparare a riconoscerli e a dominare il nostro corpo astrale lavorando attivamente su noi stessi, vale a dire purificando le qualità negative che manifestiamo attraverso il nostro egoismo in modo da ristabilire l’equilibrio tra le forze dell’anima, cioè il pensare, sentire e volere, così da poterci elevare a uno stato superiore di coscienza morale.

Possiamo riuscire in questo con l’aiuto degli esercizi che troviamo nei libri: “L’Iniziazione, Teosofia e la Scienza Occulta”, e in modo particolare, accogliendo in noi l’Impulso del Cristo, senza il quale difficilmente possiamo tenere a bada gli ostacolatori che tenteranno in tutti i modi di dissuaderci dal realizzare la nostra meta, tirandoci giù nel materialismo e nel più crasso egoismo intellettuale. In merito, Rudolf Steiner in alcune conferenze ci avverte che l’uomo è sul baratro di un precipizio che può cadere da una parte o dall’altra, oppure può decidere di collaborare col mondo spirituale operando e trasformando sé stesso per elevarsi verso i mondi dello spirito per unirsi a quella parte essenziale di sé stesso, ossia alla sua vera realtà dell’Io divino superiore. Se decidiamo di percorrere questo cammino esoterico moderno, occorre innanzitutto imparare a sentirci liberi prima di tutto nel nostro pensare, essendo questa una facoltà umana più vicina all’Io umano, perché in relazione al corpo astrale costituitosi durante l’antica evoluzione lunare, che con un po’ di buona volontà possiamo appunto trasformarlo in un pensiero immaginativo vivente.  Rudolf Steiner lo chiama “pensiero intellettivo veggente”, o “pensiero che dà forma”, cioè il pensiero intellettuale astratto che viene ri-trasformato attraverso un processo di studio meditativo e di purificazione, fino a cogliere le immagini di esseri reali che stanno dietro il nostro mondo naturale. Per meglio chiarire questo concetto diciamo che se l’uomo vuole progredire verso uno sviluppo spirituale superiore, deve innanzitutto diventare appunto un uomo libero, un uomo che sappia svincolarsi da qualsiasi istituzione religiosa cui tenderebbe a reprimerlo, a dirigerlo, affievolendo la sua volontà che deve invece rafforzarsi sempre più fino alla cristificazione e abnegazione verso il Cristo-Sole. Questo perché nell’epoca dell’anima cosciente, l’istituzione religiosa non è più giustificata in quanto la sua missione, secondo Rudolf Steiner, è terminata nel XV secolo con l’inizio appunto dello sviluppo dell’anima cosciente; per cui l’uomo deve imparare a camminare da solo sulle proprie gambe senza essere diretto da nessun altro, se non da sé stesso. Per realizzare questa libertà interiore occorre elevarci moralmente come menzionato, accogliendo l’Impulso del Cristo, cosicché possiamo sviluppare in noi la giusta forza morale in modo da risvegliare la coscienza del Cristo e avere la possibilità d’incontrare il Cristo eterico nel mondo astrale adiacente alla Terra.  Ciò può essere realizzato soltanto se decidiamo di percorrere una via di conoscenza senza la quale, potremmo soccombere alle tentazioni appunto delle forze luciferiche, arimaniche e quelle asuriche degli spiriti delle tenebre; questo è il grave rischio cui può incorrere l’umanità. Il rischio cioè che nell’ambito dello sviluppo umano, potranno presentarsi due pericoli: di cui uno è che la seconda venuta del Cristo eterico nel mondo astrale adiacente alla Terra, possa come già si è detto passare inosservato; il secondo è che l’anima cosciente possa deviare dalla giusta via evolutiva indicata dall’Antroposofia. Cosicché potranno sì essere risvegliate le forze veggenti intellettuali, ma non saranno quelle giuste forze immaginative quale trasformazione normale del pensiero intellettivo cosciente, ma soltanto un retaggio antico di quelle forze veggenti sognanti possedute dall’umanità quale dono divino originario paradisiaco, prima della caduta nella materia terrestre.  

Il compito, dunque, del nostro quinto periodo di cultura che, come abbiamo visto, è sotto la direzione della costellazione dei Pesci ancora per diversi secoli, dev’essere quello di rafforzare e sviluppare il pensiero fino a realizzare l’autocoscienza cui l’uomo deve trovare in sé la sua origine divina. Ma per realizzare ciò dobbiamo elevare il nostro pensiero intellettuale astratto cui fondiamo la nostra coscienza di veglia, trasformandolo in un pensiero intellettuale superiore veggente come si è detto, dove appunto il pensiero viene ri-trasformato fino a cogliere le immagini reali che stanno dietro il nostro mondo naturale, ma ciò che più importa è quello di avere l’incontro con il Cristo eterico. Quest’incontro col Cristo avverrà in modo naturale per l’arco di tremila anni, vale a dire per tutto il restante quinto periodo attuale (1500 anni circa), fino ai primi due terzi del sesto periodo sotto la costellazione dell’Acquario, durante la quale il pensiero si manifesterà attraverso un grado più elevato; ossia non avremo più bisogno di pensare in concetti, ma accoglieremo la conoscenza direttamente attraverso la “Parola magica” cui ci parlerà il nuovo Bodhisattva, il Maitreya Buddha che deve venire. Tutto questo come suddetto andrà lentamente trasformandosi nell’arco di tremila anni, prima di tutto nei prossimi XV secoli che restano ancora dell’epoca dei Pesci, e poi dopo, gli altri XV secoli che seguiranno nella sesta epoca di cultura sotto la costellazione dell’Acquario, cui all’umanità sarà ancora data la possibilità d’incontrare il Cristo eterico. Dopodiché gli uomini dovranno prepararsi per un nuovo incontro col Cristo nel Suo corpo Astrale, sul piano del “Devachan inferiore” (mondo Celeste); infine verso la fine della quinta Epoca e l’inizio della sesta Epoca Postatlantica (circa tra 9000 anni) gli uomini incontreranno il Cristo sul piano del Devachan superiore (mondo della ragione) nel suo vero Io cosmico.  Volendo possiamo come dire accelerare questi lunghi tempi evolutivi e lavorare come suddetto su noi stessi, stimolando la nostra vita di pensiero nell’accogliere la conoscenza che ci offre l’Antroposofia, in modo da risvegliare la nostra coscienza profonda alla vera vita dello spirito nuovo dei tempi moderni. A tutto questo va ancora aggiunto che le forze del male o dell’ostacolo, cercheranno d’intralciarci in qualsiasi maniera attraverso la via antroposofica, per cui sarà importante il nostro atteggiamento morale nell’accogliere la conoscenza della Scienza dello Spirito o antroposofia e il rapporto con cui cercheremo di relazionarci con il nostro Maestro spirituale Rudolf Steiner. In merito egli scrive:

«Mediante lo studio dell’Antroposofia anche noi possiamo avvicinarci a questo “Essere”. Il processo culmina poi nel fatto, che l’uomo, quando ha accolto in sé l’Antroposofia in modo sufficientemente intenso, un bel giorno può sperimentarla quale reale Essere spirituale, quale vera Antroposofia.  Allora nel mondo spirituale adiacente alla Terra essa sta innanzi a lui quale vivente immaginazione e lo conduce alla vera conoscenza, corrispondente all’epoca dell’anima cosciente … cosicché “in lei” egli percepirà “l’immagine riflessa della sua entità, quale risultato della vera conoscenza nell’Antroposofia”» (estratto dal libro di Sergej O. Prokofieff, “L’apparizione del Cristo eterico” pag. 34).

D’altro canto, va detto anche che questi spiriti del male non risparmieranno di scagliarsi contro l’umanità per far sì che non arrivi a sviluppare nel modo giusto l’anima cosciente, e che il risveglio delle forze nuove della veggenza immaginativa vengano inibite per far affiorare la vecchia veggenza antica sognante luciferica. Questa iattura farebbe sì che il Cristo eterico passerebbe inosservato e lo sviluppo sbagliato dell’anima cosciente porterebbe l’umanità a dei grossi errori di visioni veggenti errati, dove i mondi luminosi luciferici possano essere scambiati per dei veri mondi dello spirito cosmico. Queste visioni spirituali sognanti farebbero sì che parte dell’anima umana venga sottratta dagli spiriti dell’ostacolo (ciò può accadere anche oggi, in qualsiasi momento che l’uomo non persegua un via esoterica nel modo giusto e possa avere queste visioni sognanti, cioè non dominate da un giusto pensiero cosciente), e venga congiunta dagli spiriti malefici alla materia negativa dell’ottava sfera lunare, dietro di cui agiscono le forze del male soratiche. In aiuto all’umanità c’è, però un Arcangelo poco conosciuto dagli uomini, è l’antico Angelo custode del Buddha Gotama chiamato Widar che appunto con l’Illuminazione conseguita da Siddhārtha Gautama o il Buddha Shakyamuni sotto l’albero del “Bodhi”, terminò il suo ruolo di protettore salendo appunto al rango di Arcangelo guida al posto dell’Arcangelo Michele che, salito al rango di Archai è divenuto il volto del Cristo; cioè agisce sugli uomini come spirito diurno e non più come spirito guida notturno del popolo ebraico e quale volto di Yahve o Jehovah. Il compito dell’Arcangelo Widar è di combattere contro l’oscurità arimanica, alfine che nell’anima umana venga trasformato secondo la giusta evoluzione, il pensiero morto intellettuale astratto in un pensiero vivente veggente e allo stesso tempo, venga risvegliata la coscienza del Cristo, in modo che l’umanità possa realizzare il giusto incontro nel mondo astrale adiacente alla Terra, con la “figura luminosa” del Cristo eterico. Questo è il compito cui è dato all’Antroposofia e di conseguenza agli antroposofi, che con l’aiuto di Michele, possano portare la conoscenza della Scienza dello Spirito nel mondo, in modo che le anime possano accoglierla e risvegliarsi dal torpore arimanico e luciferico, cui sono trattenuti fortemente ancorati nel loro egoismo materialista.  (V. continua)

Collegno 19  settembre 2019                       Antonio  Coscia

Note   Antroposofiche

21    L’antica Luna è uno stato di coscienza cosmico antico che come spiegato nella nota 9, appartiene al terzo stato di coscienza cosmico di un’incarnazione passata della nostra Terra, cui mentre l’uomo era a un livello animale, gli Angeli invece erano a un livello umano simile all’uomo attuale, l’unica differenza è che mentre l’uomo oggi sviluppa la sua coscienza attraverso uno stato minerale-solido, gli Angeli svilupparono  il loro grado di coscienza attraverso  una materia meno densa, ossia acquea-astrale.

Epoca dei Pesci o dell’Acquario? IV

convegno-natale-1923-1924

Il  Rappresentante dell’Umanità tra Lucifero dall’alto e Arimane dal basso

«Questa via della trasformazione del pensare conduce a ciò che Rudolf Steiner definisce la via della trasformazione del pensare conduce a ciò che Rudolf Steiner definisce la “chiaroveggenza intellettiva” dell’uomo. Questa nuova chiaroveggenza nasce “sviluppando una superiore intellettualità non solo per sé stessi, ma questa “deve essere” anche portata su nel mondo spirituale. E se ciò avviene, allora oggi nel mondo spirituale l’uomo può percepire coscientemente il “Cristo eterico” (O.O. 130, 18.11.1911)

Epoca dei Pesci o dell’Acquario? IV

Riassumendo in parte ciò che si è detto fin qui, dobbiamo asserire che l’uomo del quinto periodo di cultura, ha diversi compiti davanti a sé che deve cercare di risolvere nell’ambito dei 1500 anni circa che gli restano ancora a disposizione prima di entrare nel sesto periodo di cultura sotto il segno dell’Acquario, quando dall’alto del mondo angelico, gli uomini che si saranno preparati spiritualmente riceveranno un principio microcosmico del Sé spirituale; dopodiché nel settimo periodo di cultura un principio microcosmico dello spirito Vitale, cui terminerà con una grande catastrofe.15 Ciò potrà essere realizzato come abbiamo nell’ambito del nostro quinto periodo di cultura saremo riusciti ad accogliere l’Impulso del Cristo e realizzato lo sviluppo dell’anima cosciente così come suggerito dalla Scienza antroposofica. Abbiamo visto che il Cristo ha assunto la “Signoria del karma” trasformando l’antica legge ebraica yahvetica del “Taglione” nell’impulso dell’amore e del perdono e della dedizione agli altri e, che ha iniziato a operare dal XX secolo in poi, fino alla fine dell’eone terrestre. Abbiamo altresì detto che l’uomo con l’avvento dell’anima cosciente deve imparare a reggersi su sé stesso sviluppando quella fede di conoscenza che può trovare in sé nel suo corpo astrale, con l’aiuto dell’Impulso del Cristo. Questo ci darà modo di risvegliare la coscienza del Cristo trasferitasi nell’anima di ogni singolo uomo, grazie al quinto sacrificio compiuto dall’Entità del Cristo nel XIX secolo nei confronti dell’archetipo umano o anima Natanica che fu salvata dal soffocamento delle forze oscure materiali introdotte nel XIX secolo nei mondi soprasensibili adiacenti alla nostra Terra, da anime umane materialiste che attraversarono la soglia della morte. Abbiamo in merito evidenziato le parole di Rudolf  Steiner nei confronti di quest’essere angelico dicendo che dopo l’evento del Golgotha, egli accolse in sé una parte della coscienza del Cristo e divenendo l’involucro astrale di luce tramite cui il Cristo poté manifestarsi a Saulo o Paolo di Tarso, sulla via di Damasco. La coscienza cristica di quest’anima angelica di luce, fu come dire soffocata, oscurata da forze materialistiche arimaniche sviluppatesi dal XVI al XIX secolo, da anime umane che varcavano la porta della morte, che causarono uno spegnimento della sua coscienza. Questo richiamò di nuovo l’intervento del Cristo che accolse in sé questa sfera nera del materialismo, risvegliando così l’anima Natanica, questa volta però nel Sé spirituale, da cui determinò come conseguenza nel mondo terrestre, una rinascita della coscienza del Cristo entro le anime umane – esiste per questo una legge spirituale che Rudolf Steiner rivela dicendo che: “Tutto ciò che muore in una sfera superiore, risorge in una sfera inferiore”.

Una parte, dunque, della coscienza del Cristo (nessun uomo per quanto evoluto può contenere in sé tutta la coscienza del Cristo) cui era portatrice quest’archetipo dell’umanità fin dall’evento del Golgotha, fu risvegliata dal Cristo e determinò di conseguenza un risveglio anche nelle anime umane per via della resurrezione della coscienza del Cristo nella sfera dell’ambito terrestre. Vale a  dire che il Cristo nel XIX secolo passò attraverso un nuovo sacrifico o evento del Golgotha, questa volta però non sul piano fisico come quando s’incorporò in Gesù di Nazareth e visse per tre anni nel suo corpo fisico, ma sul piano eterico entro la sfera angelica adiacente alla Terra. Qui Egli s’incorporò di nuovo nell’anima adamitica, ossia nel corpo astrale di luce del Cristo Gesù, essendo questi stato avvolto da forze materialiste oscure arimaniche che ne determinarono l’oscuramento e il soffocamento spirituale facendo spegnere appunto quella parte della coscienza cristica acquisita durante la morte e la resurrezione del Cristo sul Golgota (luogo del teschio). Dobbiamo chiarire a questo punto che la coscienza del Cristo non può essere oscurata da nessun essere dell’ostacolo, perché è un Essere divino appartenente al secondo aspetto della “Trinità divina universale”, per cui può essere contrastato solo quando il Cristo scendendo di livello cosmico, assume l’aspetto e le forze spirituali dei piani gerarchici inferiori. Solo allora può essere contrastato da uno spirito luciferico o arimanico gerarchico suo pari, uno spirito rimasto indietro a dei gradini inferiori dello sviluppo cosmico normale. Occorre dire che sin dall’inizio degli stati evolutivi cosmici dall’antico Saturno in poi, sono rimasti indietro degli spiriti ostacolatori di qualsiasi gerarchia che si oppongono, che creano cioè gli ostacoli per lo sviluppo normale del piano divino creatore; ciò affinché “Esseri spirituali” che seguono l’evoluzione normale, possano essere rafforzati da altri “spiriti anormali” per il buon raggiungimento della meta divina. Per questo l’anima Natanica per quanto evoluta, non può che manifestare una minima parte della coscienza del Cristo corrispondente al suo livello angelico, cui ha potuto essere oscurata da entità umane arcangeliche arimaniche rimaste indietro sull’antico Sole, e che il Cristo appunto ha potuto vincere con le sole forze cosmiche solari, quale manifestazione sul piano cosmico della gerarchia degli Arcangeli. Ciò induce a riflettere che non possiamo comprendere l’Entità del Cristo, giacché è una”Entità divina” che abbraccia tutte le gerarchie del nostro cosmo stellare, cui possiamo comprenderlo appunto soltanto gradualmente nei Suoi diversi aspetti che incontriamo durante la nostra elevazione spirituale a stati di coscienza superiori durante il nostro quarto stato evolutivo cosmico di coscienza terrestre. Man mano che l’uomo salirà, evolvendosi a stati cosmici di coscienza futuri, quale coscienza angelica immaginativa di Giove, quell’arcangelica ispirativa di Venere e quella di Archai intuitiva di Vulcano, potrà alzare i veli che coprono la natura spirituale del Cristo e conoscerlo nella Sua vera realtà interiore divina quale “Io Sono l’Io Sono”.   

L’uomo può accelerare e risvegliare questa coscienza del Cristo, lavorando attivamente e in modo cosciente su sé stesso, grazie alla conoscenza esoterica e agli esercizi suggeriti dalla Scienza antroposofica, che se praticati metodicamente con entusiasmo e con calore, ci possono aiutare moralmente a sviluppare e a elevare di molto la nostra coscienza dell’Io. E nello stesso tempo, emancipare lo sviluppo del pensiero intellettuale liberandolo da ogni culto idolatra sociale, politico e religioso così che possa trasformarsi in un giusto pensiero intellettivo veggente. Questo risveglio interiore potrà allora concederci la “grazia” d’incontrare il Cristo nella Sua veste di luce eterica quando siamo ancora qui sul piano fisico, altrimenti potrà rendersi concreto quando varcheremo la porta della morte; nulla andrà perso del nostro lavoro spirituale che non ci darà la possibilità d’incontrare allora il Cristo dopo la morte. Questa esperienza dell’incontro col Cristo eterico è oggi possibile a tutti gli uomini di buona volontà appartenenti a qualsiasi livello sociale, razza, o religione purché scevri da qualsiasi pregiudizio, che possano aprirsi con fiducia alla rivelazione di Rudolf Steiner che col suo sacrificio sul piano spirituale, si fece portatore dell’Entità bodhisattvica del futuro Buddha Maitreya16, alfine che fosse possibile divulgare la sua dottrina tra gli uomini della Terra. Grazie dunque alla conoscenza concessaci da questo grande iniziato cristiano-rosicruciano, nel nostro quinto periodo di cultura (le cui forze spirituali provengono come citato dalla costellazione dei “Pesci”) abbiamo la possibilità di trasformare il nostro pensiero astratto in un pensiero immaginativo vivente veggente, tramite cui ogni uomo che si prepari in modo adeguato può incontrare il Cristo eterico (entro un periodo di tremila anni) quale promessa del secondo ritorno annunciato dai Vangeli del nuovo Testamento (1Ts 4,15-17).  Tuttavia, occorre qui ricordare che lo sviluppo del pensiero intellettivo veggente, così come lo sviluppo morale animico o più specificamente dell’anima cosciente, può essere conseguito in questa incarnazione attraverso la via esoterica indicataci appunto dall’Antroposofia, oppure sarà conseguito in modo naturale nel corso dei secoli futuri per tutta l’umanità, vale a dire fino a poco più della metà della prossima Epoca dell’Acquario (circa 5000 anni d.C.). Rudolf Steiner ci svela che secondo una legge spirituale, ogni facoltà umana che venga realizzata da un uomo sul piano fisico, col tempo diventa patrimonio di tutta l’umanità anche da parte di chi segue il corso della vita senza mai, porsi alcuna domanda sul significato della propria esistenza, cioè anche da quelle anime semplici cui non hanno nessuna cognizione del proprio mondo interiore, né delle Entità gerarchiche che operano nelle diverse sfere spirituali del nostro sistema planetario.

Va però detto, che le nuove facoltà umane, che vengono acquisite secondo il corso normale evolutivo terrestre, sono conquistate secondo il proprio sviluppo morale individuale, così come lo sono state per le altre facoltà umane acquisite dall’umanità nell’arco dell’evoluzione terrestre. Tutti gli uomini attuali, ad esempio, hanno acquisito la facoltà del pensare, ma esso viene manifestato in una forma diversa, secondo la propria conquista individuale del grado evolutivo e conoscitivo morale. Possiamo renderci conto di ciò nell’osservare appunto persone che esprimono attraverso la parola dei “pensieri” rozzi, poco evoluti, intrisi di egoismo materiale, mentre altri invece, esprimono pensieri più puri manifestando con la parola e il gesto, un’altissima espressione poetica e artistica di conoscenza e di elevazione etica-morale spirituale. Se ne può dedurre che quando non si perseguono vie di conoscenza, l’uomo è all’oscuro da tutto ciò che opera dallo sfondo in modo occulto quali forze del bene e del male, sia nell’ambito dell’evoluzione umana sia in quello della vita dell’anima e del cosmo universale. Pertanto, nell’uomo le forze oscure di contrasto agiscono di conseguenza come inibitori dell’anima ostacolandola, offuscandola e distorcendo, la visione spirituale del mondo della natura e quindi di riflesso, la vita interiore animica.  L’uomo è così pensato per la maggior parte dal mondo scientifico moderno, come discendente da un ramo animale (secondo la teoria evoluzionistica di Charles Darwin, l’uomo discende dalla famiglia dei primati cui fanno parte le scimmie antropomorfe) e che alla fine della vita, non resterà più nulla di sé se non quel quid corporeo attraverso i discendenti (DNA). Per l’appunto quando il pensiero umano non è rafforzato dalla luce della conoscenza, può essere facilmente soggiogato dalle entità dell’ostacolo a staccarsi sempre più dalla propria origine divina spirituale, spingendo l’uomo verso quegli attaccamenti egoistici materiali che offuscando la realtà spirituale del mondo naturale, lo inducono a credere in una sola esistenza che terminerà alla fine della vita nel nulla, col sopravvento appunto della morte e dell’annientamento del corpo fisico! Ciò in parte è anche l’opinione di alcuni filosofi e scienziati moderni, che affermano che la vita dopo la morte non è altro che una visione illusoria creata dall’esaltazione del pensiero religioso. Pertanto anche la credenza nel “paradiso e l’inferno”, non sono altro che immagini illusorie di una “fable convenue” per sottomettere e dominare con la paura della dannazione eterna l’ignoranza umana (ossia di chi ignora i misteri dello spazio universale), alfine di soggiogare attraverso i “dogmi” del potere temporale la mente umana, sottomettendola ai loro fini.

 Dal punto di vista umano possiamo in parte anche essere d’accordo, giacché le religioni hanno sempre avuto quel ruolo di freno precludendo in tal modo la libertà umana, caricandola molto spesso di sensi di colpa accompagnati da mortificazioni corporee e animiche dando così alle istituzioni religiose l’enorme potere temporale spirituale che ha fatto sì che emergesse in loro quel lato più oscuro ed egoista.  Cosicché nell’ambito della storia religiosa antica e moderna sono stati perpetrati le più nefandezze azioni scriteriate di abusi di violenze e altro, nel nome del Cristo, e in modo particolare, nei riguardi dei più deboli; – vedi gli abusi della “sant’Inquisizione” e ultimamente i casi di pedofilia emersi nei riguardi dei bambini e … altro, cui basta leggere la storia sulle pagine d’internet. D’altro canto, però, va preso in considerazione anche il ruolo religioso morale-spirituale da loro assunto nell’ambito della società umana, quale missione divina ispirata dagli Dei. Ovverosia come educatori verso un’umanità ancora infantile e immatura che fosse accompagnata, educata e frenata negli istinti più bassi, durante la discesa verso la materia terrestre tramite insegnamenti morali quali il “Decalogo mosaico”, che impedisse così all’uomo di scendere troppo in basso sospinto dalle forze luciferiche e arimanichee potessero corromperlo del tutto attraverso lo sviluppo tecnologico e scientifico materiale. Ciò avrebbe alla fine, fatto soccombere e trascinato gli uomini in un egoismo sfrenato dove l’Io umano non avrebbe più dominato le brame, i desideri e le passioni del corpo astrale (anima), e avrebbe finito col terrestrizzarsi e sclerotizzarsi sempre più nel mondo arimanico, impedendogli così di raggiungere quella perfezione e quella meta divina cui è stato destinato dagli Dei creatori (Elohim solari, Spiriti della Forma o Potestà) e dal Logos universale.

 Questo pericolo sussiste tuttora in modo incosciente nell’umanità, ma non deve essere impedito dalle istituzioni religiose, poiché essendo nell’epoca della conquista dello sviluppo della libertà individuale, il ruolo assunto come educatori religiosi è terminato con l’inizio dello sviluppo dell’anima cosciente (1413), per cui è l’Io umano che deve ora appunto imparare a redimersi e reggersi sulle proprie gambe da solo, prendendo coscienza attraverso le prove e le sofferenze dolorose della vita. Tuttavia occorre dire che l’umanità non può ancora essere lasciata sola e completamente in balia dei demoni ostacolatori cacciati dal mondo spirituale dall’Arcangelo Michele e annidatasi da qualche tempo nell’anima umana! La maggior parte degli uomini non ha ancora sviluppato le giuste forze morali che occorrono per superare le prove non solo terrene, ma in modo particolare di quelle animiche dovute appunto dall’ascesa verso i mondi dello spirito per realizzare attraverso lo sviluppo dell’anima cosciente, la vita divina. Pochi difatti, sono quelli che dedicano una parte del loro tempo alla vita spirituale per prendere coscienza della loro realtà divina, in modo da essere preparati per l’incontro del loro “Doppio”17 e col “ Guardiano”18 posto alla soglia del mondo astrale, per impedire a chiunque possa entrare coscientemente nel mondo spirituale se prima non è stato adeguatamente preparato a sopportare il puro mondo di luce.  Ogni uomo di necessità dovrà prima o dopo, avere l’incontro con questo “essere” mostruoso cui caratterizza tutta quella parte negativa di noi stessi che non abbiamo purificato e trasformato; ossia quella parte oscura e imperfetta di noi stessi che si presenta quale immagine rispecchiata, ma qui oggettivata da tutte le nostre imperfezioni animiche e di tutte le azioni negative compiute ai danni degli altri. Pertanto per affrontarlo (senza trauma psichico) e trasformarlo in un essere di luce alfine che sia inglobato nel nostro essere animico, occorre avere sviluppato le giuste facoltà spirituali insegnate dalla conoscenza della Scienza antroposofica. Per questo l’umanità in futuro (non molto lontano) se non vuole passare attraverso prove traumatiche psichiche, ha bisogno di compenetrarsi dell’Impulso del Cristo e della conoscenza che può venirgli in aiuto soltanto dalla sfera dello Spirito di conoscenza, ossia dalla comunità dello Spirito Santo o, se si vuole dalla “sfera dei Bodhisattva”.19 Ciò affinché venga superato il pericolo della completa scissione della Personalità umana e quindi della perdita della coscienza dell’Io terreno, dovuto al passaggio della “Soglia” (come viene rappresentato da Dante nella “Divina Commedia” quando incontra le tre bestie all’entrata dell’Inferno, le quali rappresentano il pensare, il sentire e il volere umano, quali imperfezioni morali) senza aver preso coscienza della propria controimmagine negativa spirituale. 

Con questo non si vuole qui fare terrorismo spirituale come spesso sentiamo declamare da parte di alcune correnti filosofiche – religiose sulla fine del mondo, ma semplicemente aiutare a prendere coscienza che i “tempi” a venire, saranno sempre più dolorosi con prove molto dure per l’umanità, affinché si ravveda nel continuare nel suo atteggiamento materialista ed egoismo sfrenato. Questo è ciò che ci viene indicato come avvertimento da uno dei più grandi iniziati chiaroveggente cristiano vissuto il secolo scorso, il cui nome era Rudolf  Steiner (1861-1925), il fondatore dell’Antroposofia, cui sta a noi oggi accoglierlo o ignorarlo, decidendo da che parte stare: se salire verso l’alto, verso la nostra origine divina oppure verso il basso, nell’abisso dell’“ottava sfera”20 arimanica-asurica. Questa è una scelta cui nessuno può costringerci, dobbiamo poterlo percepire nel nostro profondo e agire di conseguenza; il mondo spirituale ci lascia liberi di scegliere e determinare il nostro destino che potrà essere quello di salire verso le vette luminose dello spirito o, prepararci verso l’abisso che si aprirà alla fine dell’evoluzione umana, verso quell’orrendo destino dell’ottava sfera soratica.   Per questo è molto importante che l’umanità o l’Io terreno dell’uomo, possa accogliere innanzitutto l’“Impulso del Cristo” scaturito dall’evento del Golgotha così come divulgato dalla Scienza dello Spirito o antroposofia, in modo da difenderci innanzitutto dagli spiriti ostacolatori asurici del male, perché non vogliono assolutamente che possiamo elevarci fino al mondo divino. E dobbiamo cercare con una decisa e ferma determinazione, di sviluppare le giuste forze  morali alfine di sottrarci da tutte quelle influenze istituzionali esterne che tendono a reprimere il nostro atto libero decisionale, cosicché possiamo arrivare alla libertà individuale non solo nel nostro volere, ma anche nel sentire e nel pensare, cui maggiormente quest’ultimo occorre che sia trasformato dal nostro Io terreno. (IV. continua)

Collegno,  6 settembre 2019                                                Antonio  Coscia

Note   Integrative

 15     Dopo che l’umanità avrà accolto i due principi microcosmici del Sé spirituale e dello spirito Vitale, ossia i due principi divini spirituali superiori dell’Entità dell’uomo e che segnerà la fine della quinta Epoca Postatlantica,  avverrà una grande catastrofe simile al “Diluvio universale” che Rudolf Steiner chiama: “La guerra di tutti contro tutti”; ovverosia l’egoismo che allora sarà arrivato al culmine dell’anima umana, farà sì che ognuno si scagli con odio contro l’altro. E come Noè poté essere la guida divina di quegli uomini preparati a superare il grande evento catastrofico, così quelli che si saranno preparati dietro i consigli delle guide spirituali potranno superare  quel grande evento storico dell’evoluzione umana, alla guida di un nuovo “Manu umano”.

16     Il Maitreya Buddha, è il nuovo Bodhisattva succeduto al Buddha Gautama che secondo alcune indicazioni concordanti sia della corrente orientale buddhista che di quella occidentale rosacrociana, s’incarnerà fra circa 5670 anni dopo il Buddha Gotama, o secondo l’esoterismo cristiano fra circa 2500 o 3000 anni dopo l’evento del Golgotha, cioè da quando il Cristo, il «Logos solare» dimora sulla Terra. Fra tremila anni Egli dovrà scendere sul piano fisico e incarnarsi completamente in un corpo umano preparato per lui, dimodoché possa percorrere quel grado umano chiamato da Rudolf Steiner “Buddha umano”, cui dovrà realizzare la “Dottrina” che ha ispirato alle diverse personalità bodhisattviche umane e realizzare la dignità di nuovo Buddha. Egli sarà il settimo e il primo Buddha umano cristiano, dopo l’illuminazione del grande Buddha Gotama e, userà la potenza della parola per istruire i suoi discepoli in modo magico, senza l’uso del pensiero concettuale. Ciò vuol dire  che nel sesto periodo postatlantico chiamato “Filadelfia”, ossia quello che succederà al nostro che durerà ancora per circa 1500 anni, la saggezza divina sarà accolta senza l’ausilio del pensiero concettuale, cioè verrà accolta direttamente dall’anima umana attraverso un atto magico della potenza del logos del Bodhisattva. Per meglio dire, la parola “magica” del Maitreya Buddha, sarà accolta tramite una sorta d’intuizione cosciente da quelle anime più evolute che preparandosi fin da ora avranno raggiunto insieme allo sviluppo dell’anima cosciente un alto grado della coscienza morale. E affinché ciò possa realizzarsi, devono essere formati degli uomini che possano già da ora sviluppare e trasformare il pensiero razionale in un pensiero intellettuale veggente o immaginativo.

È quindi della massima importanza che nel nostro periodo, una parte dell’umanità più progredita  possa sviluppare in sé attraverso la fede verso un nuovo esoterismo cristiano moderno, un cammino spirituale per riconoscersi  tramite lo sviluppo della coscienza morale, di avere in sé un che di divino, da cui egli è sempre stato ispirato. Questa è la speranza dei Maestri che guidano sia l’evoluzione occidentale sia quella orientale, essi sperano appunto, che possa realizzarsi nell’ambito di tutte le comunità e movimenti spirituali, la formazione di quelle anime cui possono essere idonee ad accogliere la «Parola magica» del nuovo Buddha che deve venire. Questo è il compito più importante che la Società Antroposofica universale possa prendere coscienza e in modo particolare nei gruppi locali, affinché l’Antroposofia possa espandersi sempre più nel nostro periodo attuale, in modo da essere utili e aiutare l’umanità a sviluppare nel modo giusto l’anima coscienteche deve realizzarsi entro la fine del nostro quinto periodo postatlantico. Inoltre, ha come scopo di preparare nello stesso tempo, delle anime più evolute in modo da poter accogliere nel modo giusto nel prossimo sesto periodo di cultura o periodo di Filadelfia, il dono dall’alto del mondo angelico, ossia  il principio del Sé spirituale.

17     Il Doppio umano  o Doppelgänger  com’è conosciuto in tedesco, è un Essere arimanico che poco prima di nascere s’inserisce nella parte subconscia della nostra anima dove agisce nel nostro corpo eterico influenzando i nostri pensieri in modo negativo; cioè si manifesta quale parte negativa caratteriologica della nostra Personalità umana diversamente da quella di suo fratello luciferico che agisce invece, tramite i sentimenti negativi umani. Tutto ciò che non riusciamo a trasformare o perfezionare in ogni incarnazione come nostra parte  caratteriale morale, è soggetta all’influenza  di questi due esseri dell’ostacolo, cosicché la nostra anima viene oscurandosi sempre più con non poche conseguenze sul piano fisico-mentale. Rudolf Steiner nel libro “Il Mistero del Doppio” O.O. 178 a pag. 54 scrive: «Le malattie che compaiono nell’uomo non per un danno esterno, ma in modo spontaneo, endogeno, non nascono dall’anima umana, bensì da questo essere. Egli [il Doppio arimanico], è il responsabile di tutte le malattie che sorgono spontaneamente dall’interno quali malattie organiche. E un suo fratello, non arimanico ma luciferico, è all’origine di tutte le patologie nevrasteniche o nevrotiche [psichiche], di tutte quelle malattie che in realtà non sono tali ma, come si dice comunemente, sono solo malattie dei nervi, isteriche e così via.

18    Il Guardiano della Soglia è un Entità astrale, il quale rappresenta la sintesi di tutte le nostre imperfezioni negative accumulate nelle diverse incarnazioni che l’io inferiore non è riuscito a purificare e a trasformare in qualità superiori animiche; è come guardarci nello specchio e vedere la nostra immagine riflessa, ma contenente in sé, tutte le nostre imperfezioni morali, per cui l’immagine che ci ritorna è difficile da sostenere in quanto  di una bruttezza terrificante. Ciò che ci si ripresenta è il nostro karma negativo oggettivato dal nostro Sé spirituale che assume la nostra figura umana imperfetta.  il quale ci impedisce di entrare nel mondo spirituale fino a quando non ci reputa maturo. Noi lo incontriamo ogni sera quando ci addormentiamo e ogni mattino quando ci svegliamo, ma ci viene evitato dal nostro spirito guida di fare suo incontro terrificante dal quale verremmo sconvolti. La figura del Guardiano della Soglia è come dire una sorta di io superiore che si riveste di tutte le nostre imperfezioni in modo da farci capire quanto ancora dobbiamo lavorare su noi stessi,  prima di entrare in modo cosciente nel mondo spirituale, dal quale verremmo respinti e potremmo entrare con delle gravi conseguenze psichiche nel nostro corpo fisico.

19    La dottrina dei Bodhisattva è abbastanza complessa, perché queste entità superiori appartengono a diverse classi umane-divine e in modo particolare alla categoria dei Bodhisattva Celesti, cioè gli Arcangeli, gli arci-messaggeri del mondo divino, i quali formano un cerchio di «dodici Bodhisattva» che nella sfera del Budhi, (la sfera solare oltre le stelle fisse o Devachan Superiore o, secondo un termine occidentale, il «piano della Provvidenza) contemplano e accolgono la Pienezza Divina dell’entità del Cristo-Sole, posto al loro centro. Sergej O. Prokofieff, in base alle citazioni di diverse conferenze tenute da Rudolf Steiner su questo argomento, nel suo libro “Rudolf Steiner e la fondazione dei nuovi misteri”, scrive: «Un Bodhisattva è un essere di ordine cosmico che ha già superato i limiti dello sviluppo proprio dell’uomo; egli si avvicina già all’evoluzione dell’Angelo e si trova in una corrente evolutiva nella quale la sua coscienza arriva fini alla sfera del Budhi. In altri termini, un Bodhisattva sta in una fase di sviluppo che l’umanità raggiungerà, per via naturale, soltanto su Giove. Questo si esprime nel fatto che il Bodhisattva già ora, “in modo comune” a un essere della gerarchia angelica, può, con il proprio Io [superiore], operare coscientemente alla trasformazione del suo corpo astrale in Sé spirituale. In questo lavoro egli viene ispirato da un essere di una gerarchia superiore, quella degli Arcangeli. Quando questo lavoro si avvicina al suo compimento, il Bodhisattva si reca in Terra per un’incarnazione umana completa, vale a dire che percorre quel grado chiamato da Rudolf Steiner il grado di “Buddha umano”. Durante questa sua ultima incarnazione il Bodhisattva lavora in modo comune a un essere della gerarchia degli Angeli e raggiunge finalmente il grado del Sé spirituale (l’illuminazione sotto l’albero del Bodhi). Con ciò egli completa il ciclo corrente all’evoluzione del mondo, e non deve più incarnarsi sulla Terra. D’ora in poi non lavora più, come essere della gerarchia degli Angeli, al suo corpo astrale che è divenuto il corpo luminoso del Sé spirituale (Nirmāṇakāya). L’ulteriore evoluzione del Buddha consiste nel fatto che egli, partendo dal suo Sé spirituale come principio dell’Io, lavora, in maniera consueta a un Arcangelo, al proprio corpo eterico e lo trasforma a poco a poco in spirito Vitale. In conseguenza di ciò la sua coscienza raggiunge la sfera del “Nirvana” e inizia un’evoluzione che la restante umanità raggiungerà solo, durante lo stato di coscienza di Venere; nel qual lavoro sarà ispirato da esseri ancora superiori agli Arcangeli » (Ibidem pag. 71).

20      È molto complesso spiegare che cosa sia l’ottava sfera in quanto richiede una preparazione accurata della Scienza dello Spirito o antroposofia. In questa nota possiamo dire che l’evoluzione cosmica umana come menzionato nella nota (3 e 9), si svolge attraverso sette stati o sfere cosmiche di coscienza, di cui qualcosa resta indietro come scoria animica elementare secondo gli stati di forma menzionati nella nota 9 che in questo caso, dobbiamo attribuire allo stato di coscienza dell’antica Luna.  Perciò nell’evoluzione seguente queste scorie agiscono da freno, da contrasto nei riguardi dell’evoluzione normale, come una sfera a sé, dalla quale agiscono delle Entità spirituali, anche esse rimaste indietro negli stati di coscienza planetari antichi e che cercano in tutti i modi di porre fine all’evoluzione terrestre rubando per modo di dire, la materia terrestre quale creazione degli spiriti della Forma o Elohim solari, per fare della loro sfera spettrale, una sfera malefica secondo il loro volere anticonformista verso gli Dei del progresso e dell’evoluzione normale. Nei riguardi dell’ottava sfera, la cosa in sé è molto complicata da spiegare in una nota, per cui per un maggiore approfondimento si rimanda a una conferenza che Rudolf Steiner tenne a Dornach il 18 ottobre 1906 (O.O.254) dove sintetizzando alcuni aspetti della conferenza, egli  dice che:

       «L’ottava sfera si presenta al chiaroveggente come una sfera spettrale, costituita da immagini-visionarie dell’antica Luna e che Lucifero e Arimane cercano di riempire con della materia terrestre che vogliono sottrarre a Yahve e alla libera volontà umana, in modo da estinguere l’esistenza terrestre. In ciò potrebbero riuscire se Yahve e gli spiriti della Forma normali non avessero preso delle precauzioni contrapponendogli la nostra Luna fisica, la quale, essendo costituita di materia molto condensata, fa sì che Lucifero e Arimane vengano fermati. Ciò non è valido nei confronti dell’uomo, dove essi possono carpire questa materia, animica tramite la volontà visionaria umana, ossia verso quegli uomini che sviluppano una chiaroveggenza ottusa, fatta appunto d’immagini illusorie che non rispecchiano la realtà del mondo spirituale ma una realtà animica illusoria. Per meglio dire, il maggior apporto d’immagini-visionarie che serve a Lucifero e ad Arimane, può essere preso dal capo umano (spiritualmente), quando attraverso delle vie spirituali occulte l’uomo sviluppa una chiaroveggenza immaginativa errata, cioè un ritorno alle antiche forze chiaroveggenti ottuse (luciferiche appunto) e, non tramite una via esoterica come può essere quella dell’Antroposofia o Scienza antroposofica cristiana-rosicruciana. Rudolf Steiner, nella conferenza citata spiega dettagliatamente i Misteri dell’ottava sfera, dove alla fine dà un disegno dal quale si può vedere che spiritualmente la sfera spaziale dell’ottava sfera, coincide con il centro terrestre, ossia con il nucleo centrale della Terra; tuttavia, egli continua dicendo che sono spiritualmente separati, come da una parete invisibile. Che ciò rimanga così, fa parte dei più importanti compiti dell’Entità divina di Yahve che dalla Luna agisce contro l’ottava sfera impedendone l’unione con il nucleo della Terra. Per quanto tempo ancora Egli riuscirà a farlo, dipenderà dagli uomini se riusciranno ad accogliere l’Impulso del Cristo in modo che non siano irretiti e sottomessi dalle forze del male. L’aspirazione di Lucifero e Arimane, continua Rudolf Steiner, è quella di trascinare entro la loro ottava sfera proprio la libera volontà umana, di impedire che nasca proprio quanto scaturisce dalla libera volontà, trascinandolo nella loro ottava sfera. E lo strumento più efficace, perciò, e costituito dai tipi di chiaroveggenza visionari che oggi si presentano ovunque, i quali mediante la cieca ammirazione da parte degli uomini, ottengono il potere di legare a essi la loro libera volontà e di sottometterla. Quando l’elemento volitivo libero dell’uomo viene mutato in veggenza visionaria, allora egli si trova già nell’ottava sfera e con ciò una parte della sostanza animica umana viene sottratta e preparata per l’ottava sfera. In questo modo il fine di Lucifero e di Arimane è di carpire e conquistare per loro un’anima intera, la quale sparirebbe completamente per l’evoluzione terrestre, finendo così irreparabilmente nell’ottava sfera» (dal libro di Sergej O. Prokofieff: «E la Terra diviene Sole,  capitolo “6. Il destino universale del male”»).

Epoca dei Pesci o dell’Acquario? III

Scuola di Atene - Particolare di Raffaello

Particolare della scuola di Atene  di Raffaello

«Ma i nuovi uomini liberati nel corpo eterico [dal 1930 in poi], i nuovi uomini della fase ultima della Terra, quella di Mercurio dopo la prima fase di Marte … devono accogliere il Cristo. E devono accoglierlo attraverso le grandi vie che l’antroposofia offre loro sulla via di Michele: la via della conoscenza spirituale che permette di raggiungere la fonte delle idee creatrici provenienti dallo spirito, attraverso la nuova pedagogia che ha il suo fondamento nella conoscenza dell’essere occulto dell’uomo. E di ciò che deve essere sviluppato in esso secondo l’evoluzione, attraverso l’arte che può elevare l’uomo e continuare l’opera di creazione del mondo, restituendo trasfigurato alle potenze divine spirituali, attraverso la conoscenza della tripartizione sociale, che dà la possibilità di armonizzare la scissione collettiva della personalità nella vita associata degli uomini, corrispondente alla già caratterizzata scissione della personalità del singolo uomo, in una nuova comunità umana nel Cristo, con la libertà nello spirito, l’uguaglianza nel diritto, la fratellanza nell’economia».  (Da: “Gli avvenimenti nascosti dei nostri tempi e l’evoluzione, colti attraverso la fine dell’epoca oscura e il ciclo degli Yuga” di  Alessandro Sbardelli; riv. Antroposofia, anno 1988 Ottobre-Dicembre, pag.252).

Epoca dei Pesci o dell’Acquario? III

La legge karmica che nel quarto periodo greco – romano si presentava come legge del ”Taglione” dato a Mosè sul Monte Sinai da Jahvè, fu modificata dal Cristo in “legge dell’amore” e del perdono e della dedizione agli altri, la quale però ha potuto iniziare a operare del tutto solo dal XX secolo in poi cioè nel nostro quinto periodo di cultura anglo – germanico, poiché il Cristo ha assunto definitivamente su di Sé questa legge karmica, mentre prima era amministrata dagli Dei della prima gerarchia, cioè i Serafini, i Cherubini e i Troni. Il Cristo dunque dal 1930 in poi, (vedi da Gesù a Cristo O.O.13, pag.75 e la nota 198, del libro di Sergej O. Prokofieff: “L’apparizione del Cristo nell’eterico”)13, ha avocato a Sé la legge karmica divenendo per questo il “Signore del Karma”, perciò per coloro che liberamente lo accolgono in modo spontaneo aprendogli il loro cuore, vale a dire chi accoglie l’Impulso del Cristo scaturito dall’evento del Golgotha, non sarà più giudicato secondo la legge mosaica del taglione conosciuta come “Occhio per occhio, dente per dente, vita per vita, ecc.”, ma secondo la legge dell’amore e del perdono trasformata dal Cristo; per cui potremo compensare i nostri errori (peccati) nei riguardi degli altri, tramite l’impulso di un atto d’amore e di dedizione nei confronti  di chi abbiamo commesso del male e che siamo come dire, in debito (karma). Per meglio dire, se abbiamo commesso degli errori nei riguardi di altri uomini o donne che siano, i nostri Angeli guida faranno sì che in un’incarnazione futura troveranno il modo di farci incontrare e compensare la nostra colpa attraverso un’azione d’amore e di puro interesse nei riguardi di chi abbiamo offeso, fino a che il debito non sia estinto e così pareggiato l’imperfezione, karmica del nostro “Io umano” terreno. Ciò vuol dire che se l’umanità si compenetrerà dell’Impulso del Cristo secondo la concezione antroposofica, potrà trovare in sé le forze per trasformare il suo egoismo materialista in un impulso d’amore cosmico-umano, cosicché possa essere realizzato nell’ambito della comunità umana, quella fratellanza universale profetizzata nell’Apocalisse di Giovanni quale “comunità di Filadelfia”, ossia l’evento futuro menzionato nell’articolo precedente, sotto la direzione della costellazione dell’Acquario.

Questo nuovo aspetto evolutivo umano nella nostra epoca moderna, si manifesta in quanto che l’uomo attuale della nostra quinta epoca di cultura si è evoluto svincolandosi sempre più dai legami di sangue e financo dal gruppo etnico di appartenenza.  Oggi l’anima e lo spirito possono incarnarsi in popoli diversi uscendo così persino dalla linea discendente degli antenati (ciò che del resto avveniva già presso i popoli della Galilea che si erano mischiati con i pagani), assumendo quell’impronta individuale personale, cui oggi è caratteristica in ogni uomo. Perciò l’anima cosciente non ha più bisogno di essere sottomessa alla legge ferrea yahvetica che agiva nel popolo ebraico antico prima della venuta del Cristo, come impulso educatore esterno morale nelle anime ebraiche cui alla mancata osservanza nei suoi  confronti, seguiva immediatamente l’azione punitiva che poteva essere eseguita soltanto dai sacerdoti ebrei; – la legge del taglione difatti, si è protratta in alcune zone italiane, fin quasi il XVIII secolo.  Oggi possiamo accogliere il Cristo in modo libero e spontaneo e soltanto se lo vogliamo, giacché Egli diversamente da Yahve o Jehovah, non viola in alcun modo la volontà umana, bussa alla nostra porta ed entra soltanto se gli apriamo e lo facciamo entrare. Per cui grazie a ciò, possiamo sviluppare quella facoltà nuova cui Rudolf Steiner dice che possiamo trovare solo in noi stessi, ossia la forza della coscienza morale che l’anima può sviluppare poggiando solo in sé stessa; vale a dire che il nostro agire verso il mondo esterno deve essere determinato solo da decisioni libere e dove la nostra volontà, deve in ogni caso seguire soltanto il proprio pensiero cosciente individuale.

L’uomo del nostro quinto periodo di cultura, cui operano le forze di sacrificio e misteriosofiche che caratterizzano il “segno dei Pesci” in accordo a quelle opposte, cioè a quelle risanatrici e della dedizione del servizio agli altri, del “segno della Vergine” e che coadiuvano alla realizzazione dell’evoluzione umana, deve assumere in ogni circostanza, grazie anche a queste forze, le proprie responsabilità morali. Dobbiamo pertanto imparare a confidare solo in noi stessi, attingendo a quelle forze di fede che possiamo trovare nel nostro profondo con l’aiuto della conoscenza spirituale che può offrirci la Scienza dello Spirito o antroposofia, quale via dei nuovi misteri cristiani moderni della rosacroce. In merito Rudolf Steiner nella conferenza “Fede, Amore e Speranza”, dice:

«Solo il sapere può essere la base della fede, dobbiamo sapere per poterci elevare alle forze di fede dell’anima umana … Se non possediamo queste forze, appunto espresse dalla parola “fede”, qualcosa si devasta in noi, diventiamo aridi, ci essicchiamo come le foglie in autunno (…). Le forze della fede sono le più importanti del corpo astrale, e perciò il termine “corpo astrale” equivale a quello di “corpo di fede”» (O.O.130, pag.19).

L’Antroposofia è una corrente spirituale areligiosa e apolitica, cui ognuno può aderire, purché riconosca giustificato l’esistenza di un’istituzione com’è il Goetheanum, a Dornach, e quale Libera Università della Scienza dello Spirito. Essa, pertanto, non è costituita verticalmente come di solito, da una personalità umana gerarchica cui ogni adepto deve obbedienza e sottomissione assoluta, ma da cinque Personalità umane comune, aventi come ruolo istituzionale la direzione dell’organo di presidenza della Società Antroposofica Universale di Dornach, in Svizzera. Perciò diversamente dagli altri organi istituzionali religiosi e correnti di pensiero cui tendono a coercizzare, a sottomere e a imporre la loro mentalità dogmatica che poteva ancora essere giustificata nel medio evo fino all’inizio dell’età moderna con la scoperta dell’America, l’Antroposofia ci lascia invece liberi di agire, confidando solo in un corretto e responsabile atteggiamento morale da parte di ogni singolo membro. Occorre qui peraltro dire che qualora un antroposofo commettesse un errore morale dovuto a un abuso di conoscenza, ciò si ritorcerebbe in parte sull’antroposofo come karma individuale (“soggettivo”) negativo, e in parte l’azione negativa dell’antroposofo, sarebbe assunta dal Maestro fondatore Rudolf Steiner come conseguenza del karma “oggettivo”; ovvero le immagini negative delle nostre azioni imperfette che vengono inscritte nella memoria universale (Akasha) e che non possono più essere cancellate. Soltanto così è possibile sviluppare e realizzare nel modo giusto la coscienza morale traendola da quella parte più profonda del nostro subcosciente, giacché è la stessa forza morale che abbiamo conosciuto e vissuto nei tempi antichi come legge ferrea morale, del “Padre” e che è stata trasformata dall’amore cosmico del “Figlio”, attraverso il sacrificio sul Golgotha con la morte e resurrezione di Gesù di Nazareth, cui l’uomo deve renderla cosciente attraverso l’operare della sua volontà.

La coscienza morale cristica di cui Gesù di Nazareth era portatore dopo essere stato svegliato dal Cristo dopo la morte sul Golgotha, durante il XX secolo subì un attacco da parte delle forze dell’oscurità nel mondo eterico adiacente alla Terra, per colpa delle anime umane che dal XVI secolo fino al XIX secolo passarono la soglia della morte con un atteggiamento materialista, ciò che ebbe come conseguenza un soffocamento e una perdita della coscienza di quest’anima angelica. Perciò fu necessario un nuovo intervento o nuovo sacrificio da parte dell’Entità del Cristo che compenetrando quest’anima celeste originaria adamitica, accolse in sé l’oscurità arimanica, salvando e risvegliando questa volta, il Sé superiore (Manas) dell’archetipo umano. L’archetipo umano che il Cristo durante l’evento del Golgotha, aveva risvegliato dalla morte il suo Io umano, ossia la coscienza dell’io, cui bastò una sola incarnazione terrena per perfezionare la Personalità divina – umana che l’umanità realizzerà nell’ultimo stato di coscienza cosmica chiamato Vulcano.   In merito Rudolf Steiner nella conferenza tenuta a Londra il 2 maggio 1913, dice:

«“I semi del materialismo terrestre” che dal secolo XVI in numero sempre maggiore vengono trasmessi nel mondo spirituale dalle anime che attraversano la porta della morte, e che portano a sempre maggiore oscurità, formano ”la sfera nera del materialismo”. La sfera nera, grazie al principio manicheo, Cristo la accolse nel Suo Essere per trasformarla. Essa portò all’Entità angelica che è la manifestazione del Cristo dal mistero del Golgotha in poi, la “morte per soffocamento spirituale”. Questo sacrificio del Cristo nel XIX secolo lo si può paragonare al sacrificio sul piano fisico del Golgotha e descriverlo come seconda crocifissione del Cristo sul piano eterico. Questa sorta di soffocamento spirituale che causò lo spegnimento della coscienza dell’Entità angelica è una ripetizione del mistero del Golgotha nei mondi che stanno direttamente dietro ai nostri mondi, affinché possa aver luogo una rinascita della coscienza del Cristo entro le anime umane. Questa rinascita diviene la visione chiaroveggente dell’umanità nel secolo XX. Così, dal secolo XX, la coscienza – Cristo può congiungersi con la coscienza terrena dell’umanità; e ciò è possibile in quanto l’estinzione della coscienza del Cristo durante il secolo XIX nell’ambito della sfera angelica, significa risurrezione della coscienza diretta del Cristo nell’ambito della sfera terrena. A partire dal secolo XX nelle anime umane la vita del Cristo sarà sempre più sentita come un’esperienza personale diretta» (Verso il Mistero del Golgota O.O. n.152, pag. 45 – ed. Antroposofica Milano).

Questa salvazione della coscienza di quest’anima angelica che chiamiamo Natanica o Adamitica, ebbe quale effetto risvegliatore sul piano fisico umano, una rinascita della coscienza del Cristo nell’ambito profondo delle anime umane, laddove attende di essere risvegliata da ogni singolo uomo – per uomo qui è inteso “umanità” nel suo genere umano, maschile e femminile. Pertanto, questa rinascita della coscienza del Cristo, unita al risveglio nell’uomo della coscienza morale tramite l’Impulso del Cristo, andrà gradualmente trasformando l’anima umana in modo naturale nei prossimi millenni, dando luogo a un risveglio della forza veggente immaginativa, cui seguirà l’evento annunciato più volte da Rudolf Steiner nel secolo scorso, cioè quello di poter vedere e incontrare il “Cristo eterico”14 nell’ambito del mondo astrale adiacente alla Terra. Questo grande evento del Cristo eterico a seguito del risveglio naturale delle forze chiaroveggenti umane annunciato da Rudolf Steiner, sarà possibile incontrarlo solo da chi accoglie in modo cosciente l’Impulso del Cristo, sia da chi segue un cammino cristiano esoterico di qualsiasi corrente spirituale, sia da quelli che operano con amore e dedizione nella vita comunitaria. Questo grande evento cristico sarà possibile dal XX secolo in poi solo per alcune anime, e poi dopo, nell’arco di tremila anni, diverrà patrimonio naturale di tutta l’umanità; naturalmente l’umanità dovrà andare moralmente preparata e portare qualcosa incontro al Cristo. Per meglio capire quest’aspetto, diciamo che nell’umanità si stanno risvegliando delle nuove facoltà veggenti che già tutti gli uomini avevano come “dono” dagli Dei, prima della tentazione luciferica. Queste facoltà immaginative sognanti possedute dall’umanità antica andarono perdute trasformandosi col tempo in forze intellettive, affinché l’uomo potesse sviluppare quel tipo di pensare in grado di afferrare in concetti il mondo esterno naturale. Vale a dire che la facoltà di pensare in immagini viventi sognanti, si trasformò in facoltà di pensiero intellettivo astratto, cui ha dato sì all’uomo la facoltà della libertà e della “ragione” e con essa, quello di sviluppare le diverse civiltà antiche fino allo sviluppo della civiltà tecnologica scientifica moderna che ha contribuito allo sviluppo della coscienza dell’Io individuale, ma anche quello di allontanare l’Io umano dalla sua origine spirituale a causa del troppo egoismo cui è stato sospinto dalle forze luciferiche, a scendere troppo in basso nel materialismo arimanico.  (III. Continua)

    Collegno,    18  giugno  2020                                                      Antonio  Coscia

Note  Antroposofiche

13     Sergej O. Prokofieff, nato in Russia, a Mosca, il 16 gennaio 1954, muore il 26 luglio 2014 in Svizzera a Dornach. È stato uno dei più fedeli ed elevato allievo antroposofo di Rudolf  Steiner, dedicando tutta la sua vita alla divulgazione dell’Antroposofia attraverso moltissimi libri e conferenze tenute in diversi luoghi delle città dell’occidente, Vive gli anni della sua infanzia nell’ampio e vivace ambito artistico e culturale della sua celebre famiglia. Già tra i quattordici e i diciannove anni, in Crimea, in una casa appartenuta al noto poeta russo Woloschin, che aveva partecipato alla costruzione del primo Goetheanum, poté conoscere le opere fondamentali di Rudolf Steiner. Incontra l’Antroposofia e decide di dedicare ad essa la sua vita. Sergej O. Prokofieff ha studiato pittura e storia dell’arte all’Istituto Superiore d’Arte di Mosca. Svolse una intensissima attività di scrittore e conferenziere. Ha partecipato alla rifondazione della Società Antroposofica in Russia. Dal 2001 al 2013 è stato membro della Presidenza della Società Antroposofica Universale al Goetheanum, CH-Dornach.

14       Rudolf Steiner attraverso la Scienza dello Spirito ci comunica tramite le  diverse conferenze tenute in diverse parti dell’Europa la seconda venuta del Cristo nella Sua “Veste” eterica nel mondo astrale adiacente alla Terra, quale promessa fatta agli apostoli prima della Sua morte e ascensione nel mondo spirituale (Mc 13,26). Ciò ha già avuto inizio dal secolo XX e durerà per circa tremila anni, dopodiché l’umanità incontrerà il Cristo nel corpo astrale nel mondo spirituale planetario o Devachan inferiore e più avanti, incontrerà il Cristo nel Suo Io Cosmico nel mondo stellare o Devachan superiore.  Questa visione  del Cristo nel mondo astrale adiacente alla Terra è preparata con  l’aiuto dell’anima Natanica o Adamitica che tesse la “veste astrale” luminosa del Cristo e con la collaborazione dell’Arcangelo Widar, l’antica guida angelica del Buddha Gautama che è salito al rango di Arcangelo dopo l’Illuminazione del Bodhisattva Gautama o Shakyamuni (566-485 a. C.),  sotto l’albero del Bodhi che prepara invece, la figura immaginativa eterica del Cristo. (Vedi  il libro di Serge O. O. Prokofieff  “Il corso dell’anno come via d’Iniziazione all’esperienza dell’Entità del Cristo”, pag. 337-338 – Ed. Arcobaleno). 

Epoca dei Pesci o dell’Acquario? II

(Una rappresentazione immaginativa della costellazione dell'Acquario risalente al 1825)

Rappresentazione  immaginativa della costellazione dell’ Acquario

«La regione dell’Acquario è legata alla Gerarchia degli Angeli. Fra tutte le sostanze terrestri, il loro essere ha una particolare relazione proprio con l’acqua. L’acqua sulla Terra è il riflesso fisico della sostanza dell’etere cosmico, dal quale sono formati i corpi eterici degli Angeli e degli uomini. Il corpo eterico ha innanzitutto due qualità: in primo luogo “la vita”, in secondo luogo la memoria. Per questo motivo nei racconti e nelle leggende dei diversi popoli incontriamo l’immagine “dell’acqua  viva” o dell’”acqua della vita”, come simbolo delle forze vivificanti dell’etere cosmico» (“Le Dodici notti Sante e le Gerarchie Spirituali”, di Sergej O. Prokofieff).

 Epoca dei Pesci o dell’Acquario? II

Dopo questa breve sintesi astronomica spirituale necessaria per meglio capire in parte i meccanismi spirituali che operano in modo occulto dietro l’universo fisico e di cui la scienza ufficiale ignora del tutto basandosi esclusivamente in modo infantile solo sulla famosa teoria dello scoppio iniziale del “Big Bang”, vogliamo ora cercare di rispondere alla domanda postaci all’inizio del nostro tema e cioè:  l’evoluzione umana è ancora sotto l’influenza della costellazione dei Pesci e fino a quanto tempo, vi resterà ancora, prima che subentri la costellazione dell’Acquario?

Sappiamo che il nostro Sole si sposta con moto retrogrado apparente (come pianeta) attraverso le dodici costellazioni e a ogni equinozio di primavera, ossia il 21 Marzo di ogni anno, nasce nella direzione di una costellazione di cui però ogni anno retrocede di qualche “primo” di grado, per cui dopo settantadue anni il Sole si sposta di un grado nei confronti della costellazione di nascita. Questo vuol dire che per esempio se una persona nasce il 21 marzo nel segno dell’Ariete, dopo che siano passati settantadue anni, il giorno di nascita non sarà più il 21 marzo, ma il 22 marzo. Dalla scienza astronomica sappiamo che le costellazioni non sono esattamente equidistanti una dall’altra, come già citato, alcune hanno uno spazio minore di trenta gradi, altre sono più ampie. Pertanto nell’erigere l’Oroscopo o il tema natale, gli astrologi prendono in considerazione i due aspetti sopra citati, ossia nel primo aspetto stellare del Sole, la persona avrà le caratteristiche animiche in rapporto alla costellazione del segno di nascita; nel secondo aspetto planetario del Sole, la persona aggiungerà altre caratteristiche che potranno rafforzare o meno la sua personalità umana secondo il “segno” della costellazione che viene determinata dal luogo, dall’ora e dai minuti di nascita, e che nell’oroscopo personale è chiamato “Ascendente”. Per questo in astrologia occorre distinguere tra le “costellazioni fisse celesti” cui formano il circolo zodiacale e i “segni astrologici” che rappresentano il risultato apparente dello spostamento precessionale del Sole nei confronti dello Zodiaco. Venne così stabilito che i dodici “segni” delle costellazioni fossero equidistanti una dall’altro di trenta gradi e di conseguenza, l’intero cerchio zodiacale di 360 gradi ossia (30 x 12), cioè il cammino apparente precessionale che il Sole fa attraversando l’intero Zodiaco.  Fatta anche questa breve premessa dobbiamo ora capire l’epoca in cui viviamo, cioè il Sole al 21 marzo dell’equinozio di quest’anno, in quale costellazione notturna sorgeva, se in quella dei Pesci o nella costellazione dell’Acquario che, come abbiamo detto, fanno parte delle cinque costellazioni notturne da cui l’uomo è influenzato da forze oscure che deve purificare e redimere durante l’arco dell’eone terrestre. 

La risposta ci viene dall’Antroposofia, dove appunto stando ai calcoli di Rudolf Steiner, il Sole impiega 25920 anni per compiere un giro attraverso le dodici costellazioni e ritornare al punto di partenza. Ossia, se all’equinozio di primavera diciamo che il sole, il 21 di marzo nasceva nella costellazione dei Pesci, dopo un giro di 360 gradi, cioè dopo 25920 anni, il Sole all’equinozio di primavera nascerà di nuovo il 21 di marzo nella stessa costellazione di partenza, ossia quella dei Pesci; vale a dire che dalla Terra un astronomo osserverà gli stessi aspetti stellari che un suo predecessore aveva osservato 25920 anni prima. Per questo fu stabilito che l’intero giro del Sole attraverso lo Zodiaco, fosse chiamato col nome del filosofo Platone”anno platonico”, ossia che quando nel cosmo stellare sia trascorso un anno platonico, sulla Terra saranno trascorsi 25920 anni! E quando il Sole si sposta di trenta gradi, cioè quando attraversa una costellazione, sulla Terra saranno trascorsi 2160 anni. E ancora, quando il Sole si sposta di un grado (1 grado) attraverso una costellazione, sulla Terra saranno trascorsi settantadue anni; cioè l’equivalente della durata media della vita umana e che appunto è chiamato “un giorno cosmico”. Per meglio dire, un “giorno cosmico” ha sempre significato nella conoscenza esoterica la durata media della vita umana, giacché esiste un rapporto cosmico tra l’uomo e la sua “Stella” o la costellazione di nascita; per cui tutto il tempo che l’uomo continua a vivere sulla Terra dopo i settantadue anni, è un dono divino che si manifesta ora in un nuovo rapporto tra l’uomo e il Sole quale “Stella” del nostro sistema solare. Tutto questo ci porta a dire che secondo Rudolf Steiner, il 21 marzo dell’equinozio di primavera di quest’anno, il Sole sorgeva a circa nove gradi dalla costellazione dei Pesci, essendo appunto entrati circa nell’anno 1413 e vi rimarremo fino all’anno 3573 circa, cioè il tempo per attraversare la costellazione dei Pesci (1413+2160=3573). Dopo quest’ulteriore introduzione forse per alcuni un po’ pedante, ma necessaria per capire alcuni termini astrologici, entriamo nel merito del titolo di quest’articolo: “Siamo ancora nell’Epoca dei Pesci o siamo già entrati in quella dell’Acquario”?  

È nella credenza attuale di alcuni astrologi e filosofi moderni, amanti dell’Astrologia contemporanea, la certezza di essere quasi entrati nell’epoca dell’Acquario (secondo alcuni nel 2100, altri nel 2600 circa), giacché viviamo in un periodo d’innovazione tecnologica informatica e… altro, dove appunto secondo costoro, le influenze uraniane (Urano è in rapporto al segno dell’Acquario) si fanno sentire anzitempo nella nostra civiltà attuale. Occorre qui ricordare che secondo Rudolf Steiner, in ogni epoca si manifestano degli impulsi spirituali sia dell’Epoca passata sia di quella seguente, dove alcuni agiscono come impulsi antichi ritardatari di contrasto, altri come impulsi innovatori di cambiamento, di novità, di trasformazione, ecc. In tal caso le forze luciferiche agiranno come forze antiche di contrasto, quelle arimaniche come forze innovative ma anche frenetiche, caotiche, ecc. Nel mezzo agiscono però anche le forze spirituali che promuovono l’elevazione morale dell’anima umana verso l’Impulso del Cristo scaturito dall’evento del Golgotha, ossia le forze divine degli Dei buoni della giusta evoluzione che tenderanno a preparare l’umanità all’evento futuro del Sé spirituale7 che, potremo accogliere nel prossimo sesto periodo di civiltà menzionato dall’Apocalisse di Giovanni e chiamato periodo di “Filadelfia”8. Pertanto, è importante che in questa nostra epoca dello sviluppo dell’anima cosciente, l’umanità si prepari moralmente risvegliandosi alla vita spirituale in modo da essere in grado nell’epoca futura, a ricevere dall’alto come dono, un principio microcosmico del Sé spirituale. Se quindi fosse vero che il Sole nella sua precessione dell’equinozio di Primavera stesse per entrare tra breve nella costellazione dell’Acquario, resterebbe pochissimo tempo per realizzare lo sviluppo dell’anima cosciente, ossia di quella parte dell’anima umana che è strettamente unita al Sé spirituale o anima superiore, il cui sviluppo ha avuto inizio in concomitanza appunto dell’entrata nei Pesci nell’anno 1413. Se l’anima cosciente difatti, non sarà sviluppata durante l’arco del quinto periodo di cultura che come citato terminerà nell’anno 3573, non potranno compiersi nel sesto periodo di cultura in concomitanza della nascita del Sole nella costellazione dell’Acquario, le nozze spirituali di cui parla il Vangelo di Giovanni, ossia le nozze di “Cana” (Gv 2,1). Vale a dire l’unione tra l’anima umana e lo spirito divino (l’Io superiore), attraverso cui l’uomo accoglierà in sé il Cristo similmente all’esperienza avuta da Paolo sulla via di Damasco. Questa indicazione c’è data appunto dal vangelo di Giovanni, laddove egli narra che Gesù e sua madre Maria, sono invitati a delle nozze che si tengono in una località sconosciuta chiamata Cana, situata a nord-est di Nazareth e a nord del Monte Tabor nella Galilea antica. A un certo punto viene a mancare il vino e la madre di Gesù chiede se può rimediare attraverso un “segno”. Il Cristo quasi seccato, dice alla Madre che non è ancora arrivato il Suo tempo (in quanto Egli potrà manifestarsi all’umanità soltanto nel sesto periodo, dopo che gli uomini avranno sviluppato l’anima cosciente in modo da poter ricevere il Sé superiore), ma la madre di rimando dice ai servi di preparare le “sei giare” (sei = sesto periodo di cultura; giare = simbolo dell’Acquario) che erano usate per la purificazione dei Giudei; al che, il Cristo fa riempire le giare di acqua corrente e dice ai servi di servire agli invitati i quali, hanno tutti la sensazione di bere del vino (Gv 2,1-9).

Le nozze spirituali che sono qui menzionate come il primo dei sette “ segni o miracoli” descritti da Giovanni evangelista, sono appunto riferite al sesto periodo di cultura cioè il periodo che seguirà il nostro attuale tra circa 1500 anni, dove appunto l’umanità più evoluta riceverà dall’alto del mondo angelico un “principio microcosmico” del Sé spirituale, cioè avverranno le ”nozze di Cana” menzionate nel secondo capitolo del Vangelo di Giovanni. Ma affinché possano avvenire queste nozze tra l’uomo inferiore e l’anima o spirito  superiore, (ciò non cambia, in quanto il Sé spirituale e l’Io superiore sono strettamente congiunti in un’unità spirituale), occorre prima di tutto sviluppare l’anima cosciente, il cui sviluppo iniziato come suaccennato nel 1413, si protrarrà per l’intero arco di 2160 anni, cioè per tutto l’arco del nostro quinto periodo di cultura anglo – germanico.  Per non dilungarci troppo poiché l’approfondire quest’aspetto ci porterebbe oltre il nostro tema, spieghiamo in sintesi che l’evoluzione umana è svolta attraverso sette “Eoni” o “Stati di Coscienza Cosmici”9 di cui, ogni stato di coscienza è diviso in sette grandi Epoche che la Scienza dello Spirito o antroposofia, chiama: “Polare, Iperborea, Lemurica, Atlantica, quinta Postatlantica, sesta Postatlantica e settima Postatlantica”. A sua volta, ogni Epoca è suddivisa in sette periodi di cultura della durata di 2160 anni circa, di ciascun periodo. Perciò in ogni periodo di cultura l’uomo sviluppa una parte dei suoi sette arti corporei, animici e spirituali10 e un grado di perfezionamento morale, tramite cui l’Io umano possa arrivare a realizzare quella coscienza autonoma e libera fino ad autoconoscersi quale essere originario celeste avente in sé un che di divino. Alla fine dell’eone terrestre o del quarto stato di coscienza cosmico, l’uomo raggiungerà il grado spirituale attuale degli Angeli, dopodiché continuerà a perfezionarsi in successivi gradi o stati di coscienza superiori, fino a raggiungere in un lontanissimo futuro, il grado di “super-coscienza” di Archai.11

Lo sviluppo dell’uomo avviene dunque attraverso l’evoluzione di grandi Epoche e periodi di epoche, alfine di raggiungere quel futuro perfezionamento angelico sopra descritto, per cui andando indietro nel tempo della storia umana in quel lontanissimo passato dopo il “Diluvio universale”, laddove ebbero inizio l’inserimento dell’Io nell’anima umana che con la sua caduta dal mondo celeste, determinò la causa verso l’incarnazione terrestre e di conseguenza, l’inizio del karma e della reincarnazione dell’uomo. Certamente l’uomo non fu mai lasciato in balia di se stesso, ma ebbe delle guide divine – umane che lo aiutarono e lo aiutano tuttora nella via dello sviluppo della coscienza e della redenzione verso il Paradiso perduto. Una di queste guide fu l’elevatissimo iniziato solare dei misteri atlantici e discepolo del Cristo conosciuto come Melchisedec o Noè, che guidò quella parte dell’umanità che aveva preparato alla nuova condizione climatica della Terra dopo il diluvio che aveva sommerso completamente il continente di Atlantide. Gli uomini più evoluti erano stati preparati ad adattarsi a un ambiente molto diverso, dove l’aria era più rarefatta dal clima nebbioso e umido del continente atlantico, dove era possibile vedere ora il disco solare attraverso il cielo terso non più coperto da nuvole estese pregne di acqua che l’oscuravano. Sotto la guida del ”Manu”12 divino, i superstiti più evoluti scampati al diluvio si divisero in due correnti di cui, una più settentrionale che si diresse attraverso l’Europa verso il Tibet, l’altra si diresse verso sud, verso l’Africa, dove nel terzo periodo di cultura venne sviluppata la civiltà egizia. Pertanto dobbiamo collocare quest’antico evento postdiluviano in un passato risalente a circa 7227 anni a.C., quando cioè il Sole sorgeva nella direzione della costellazione del Cancro. Difatti, in quel lontanissimo passato cui l’umanità entrava nella quinta Epoca Postatlantica, ebbe inizio anche il primo periodo di cultura chiamato dalla Scienza dello Spirito o antroposofia “paleo – Indiano”, dove l’Io umano, iniziò a perfezionare in modo incosciente il suo corpo eterico. Dopodiché l’uomo entrò nel secondo periodo di cultura (circa 5067 a.C.) chiamato “paleo – Persiano”, sotto la guida del grande iniziato solare Zarathustra quando il Sole sorgeva in direzione della costellazione dei Gemelli, dove venne sviluppato il corpo senziente (corpo astrale).

Finalmente nel terzo periodo di cultura (circa 2907 a.C.) l’Io umano iniziò a sviluppare il suo nucleo interiore animico, ossia quella parte dell’anima umana, attraverso cui l’uomo inizia ad autoconoscersi come un “Essere” che pensa, che sente e che vuole. Possiamo pertanto collocare il terzo periodo di cultura chiamato egizio-caldaico-ebraico, quando il Sole sorgeva in direzione della costellazione del “Toro” sotto la guida del grande inauguratore della civiltà egizia Ermete Trismegisto o Thoth discepolo di Zarathustra, dal quale ricevette la saggezza dei misteri dello “Spazio”. Mentre all’altro suo discepolo cioè a Mosè, fondatore della civiltà ebraica, Zarathustra concesse la saggezza del “Tempo” (vedi: “Il Vangelo di Matteo O.O. 123”), dove appunto l’Io umano, cominciò a sviluppare l’anima senziente o dell’istinto. L’anima umana cominciò d’allora in poi, ad affacciarsi al mondo esterno e a sperimentare in sé la bellezza del creato e attraverso l’antica chiaroveggenza crepuscolare, di cui era dotato il popolo egizio proveniente dalla corrente meridionale formatasi dopo la catastrofe atlantica, iniziò a leggere nelle stelle la volontà divina degli Dei. Attraverso questa lettura stellare quale si manifestava nei sacerdoti iniziati egizi nei “Templi misterici” come direzione divina dell’umanità, era data la conoscenza della scienza, dell’arte e della religione, in una specie di sintesi armonica unitaria che dobbiamo di nuovo ritrovare nel nostro periodo attuale, anche se con una coscienza e forme diverse. Seguì poi il periodo greco-romano (747 a.C. – 1413 d.C.), con lo sviluppo dell’anima razionale o della ragione, sotto la guida di uomini bodhisattvici quali Orfeo e Apollo e grandi Personalità storiche di filosofi e iniziati nei diversi misteri sparsi dappertutto nella Grecia  antica, quali: “Talete, Pitagora, Socrate, Platone, Aristotele, ecc.”, mentre il Sole sorgeva allora in direzione della costellazione dell’Ariete. Il quarto periodo greco-romano segnò un inizio, un punto zero tra la discesa dell’anima dai mondi dello spirito e la sua risalita al mondo originario divino, esso è come uno spartiacque tra la nostra storia millenaria e la tradizione antica cui era stata vissuta dall’umanità in modo sognante come anima di gruppo nel grembo del proprio popolo di appartenenza. Viene indicato come “il tempo dei tempi” a seguito del quale l’Io umano, comincia a risvegliarsi alla vita divina interiore grazie alla discesa dello Spirito della Pentecoste mandato dal Cristo, dopo gli avvenimenti dell’evento del Golgotha, accaduti in Palestina. Sappiamo dai Vangeli e dalla Scienza antroposofica, grazie alla chiaroveggenza di Rudolf Steiner, che l’Altissimo Dio solare si fece uomo tramite l’incorporazione in Gesù di Nazareth e attraversò la morte e la resurrezione, dando a tutta l’umanità, la possibilità di redimersi e riscattarsi dal peccato originario degli antenati biblici Adamo ed Eva, e di potersi ora elevare a stati di coscienza superiori cui non è mai stato dato finora a nessuna entità gerarchica del nostro sistema solare.  Il “tempo dei tempi” segnò un evento grandioso, una pietra miliare nell’ambito della storia cosmica – umana di un accadimento che non si ripeterà più in tutto l’arco dell’evoluzione terrestre, in cui un Dio fu sacrificato come “Agnello Mistico” (con riferimento alla costellazione dell’Ariete) per assumere su di Sé tutti i peccati del mondo: naturalmente soltanto quelli oggettivi, giacché quelli soggettivi devono essere compensati individualmente attraverso la “legge karmica”.   (II. continua)

 Collegno  4 luglio   2019                                                             Antonio      Coscia

Note  Integrative

7     Occorre dire che in ogni Epoca e i suoi periodi di cultura, l’umanità o l’Io umano terreno, ha il compito di sviluppare in modo sempre più cosciente, una parte costitutiva della sua natura umana.  Pertanto, come sappiamo, nel nostro quinto periodo di cultura l’Io inferiore lavora allo sviluppo dell’anima cosciente, tramite cui egli prenderà coscienza della sua natura profonda spirituale la quale ha in sé un che di divino cui è congiunto a un essere a lui superiore, che l’ha sempre guidato. Nel prossimo futuro sesto periodo di cultura l’Io umano che sarà congiunto al suo Io superiore, accoglieranno dall’alto, dal mondo angelico, come dono profetico futuro dello stato di coscienza di Giove, un principio microcosmico del Sé spirituale che andrà a congiungersi agli altri arti animici e spirituali dell’uomo, ossia: «Corpo fisico, corpo eterico, corpo astrale, anima senziente, anima razionale e anima cosciente». In un prossimo futuro ancora più lontano accoglierà dall’alto del mondo arcangelico un principio microcosmico dello “spirito vitale” (Budhi), dopodiché avverrà una catastrofe chiamata “la guerra di tutti contro tutti”. Seguiranno poi ancora una sesta e una settima Epoca, con sette periodi di cultura; dopodiché la Terra sarà trasformata in una Terra astrale.

8   Filadelfia era una delle sette chiese dell’Asia minore (all’epoca dell’inizio del cristianesimo), menzionata da Giovanni Evangelista nel libro “Apocalisse” secondo la rivelazione avuta dal Cristo Gesù durante un momento estatico chiaroveggente, sull’isola di Patmos. Secondo la visione veggente, Giovanni scrive all’Angelo guida di ogni chiesa per avvertirli che il comportamento della comunità cristiana non è conforme alla morale cristiana. In realtà questo libro come tutti i libri che nascono da una visione spirituale, è una rivelazione data all’umanità come guida e nello stesso tempo come avvertimento per aver errato dalla retta via segnata da Dio, a causa del suo io immaturo e imperfetto. La Profezia vuole dare una possibilità all’uomo o, alla comunità umana che si sviluppa attraverso le diverse epoche di cultura, di ravvedersi in modo da non peggiorare il suo stato e metta in pericolo il suo sviluppo della sua meta futura terrena. Pertanto come il libro dell’Antico Testamento, rappresenta il passato dell’umanità antica discesa dal mondo spirituale a causa del peccato originale; cosi il Nuovo Testamento, rappresenta l’uomo futuro che riscattato dal sacrificio del Cristo, può ricongiungersi col suo Io o “Immagine” superiore, tramite lo sviluppo della sua coscienza morale che deve conquistare nelle sue esperienze terrene, attraverso il discernimento del bene e del male. L’Apocalisse è invece un libro esoterico simbolico che vuole avvertire l’umanità o l’uomo, di ciò che avverrà in un futuro che può essere vicino o lontano secondo il contesto cui esso è riferito, e dove l’umanità può, volendo, porvi rimedio prendendo coscienza di quanto abbia errato dalla retta via e decida di redimersi, accogliendo l’Impulso del Cristo. Pertanto Giovanni, il discepolo più amato dal Cristo (per il fatto che tra i due c’era una relazione tra Maestro e discepolo, nata durante il risveglio iniziatico, come Lazzaro), parte da una visione veggente dove è accompagnato dalla guida del suo Angelo nel mondo spirituale dove incontra il Cristo Gesù, che gli mostra in immagini akashiche future, ciò che l’umanità dovrà affrontare quale effetto delle sue azioni negative terrene. Grazie all’altissima iniziazione ricevuta dal Cristo, Giovanni è in grado di vedere chiaroveggentemente fino al grado dell’Intuizione, (ossia fin’oltre il mondo stellare o mondo della ragione), dove gli viene mostrato e spiegato dal Cristo Gesù, le immagini delle “sette coppe dell’ira”. Nel mondo ispirativo (ossia nel mondo dei Pianeta o mondo Celeste), egli vede le immagini delle “sette trombe” e infine, nel mondoastrale egli vede le immagini dei “sette sigilli”. Possiamo ancora aggiungere che le “sette chiese“ rappresentano la comunità umana nel suo sviluppo attraverso i sette periodi di cultura della quinta Epoca Postatlantica.  I “sette suggelli”, indicano quello che l’umanità dovrà affrontare attraverso i sette periodi di cultura della sesta Epoca Postatlantica. E le “sette trombe”, ciò che l’umanità dovrà affrontare nei sette periodi di cultura della settima Epoca Postatlantica.

9     L’evoluzione umana secondo la Scienza dello Spirito o antroposofia, si svolge attraverso sette “Stati di Coscienza Cosmici” o “Eoni Cosmici” che  sono chiamati: “Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano”. Attualmente la Terra ha attraversato tre stati evolutivi cosmici di coscienza o possiamo anche dire “metamorfosi cosmiche”, e cioè: “Saturno, Sole, Luna e infine, il nostro eone Terra”. Saturno nacque come “Cosmo di calore” grazie al dono degli Spiriti della Volontà o Troni, dai quali nacquero gli Spiriti del tempo o Archai; mentre l’uomo passava attraverso uno stato di coscienza minerale, molto ottuso. Esso si trasformò in “Cosmo eterico” cui si aggiunsero “l’aria e l’etere di luce” sull’antico Sole, quale dono degli Spiriti della Saggezza o Kyriotetes, dai quali nacquero gli Spiriti del Fuoco o Arcangeli; mentre l’uomo passava attraverso uno stato di coscienza vegetale, ottuso. Nel terzo eone o stato di coscienza dell’antica Luna, si trasformò in “Cosmo astrale”, cui si aggiunsero “l’acqua e l’etere del suono”, grazie al dono degli Spiriti del movimento o Dynameis, dai quali nacquero gli Angeli; mentre l’uomo passava attraverso uno stato di coscienza animale, di sogno. Infine nel quarto eone o stato di coscienza si trasformò nella nostra Terra fisica, cui si aggiunsero il “solido e l’etere di vita”, quale dono degli Elohim o Spiriti della Forma, da cui nacquero gli uomini i quali  passano attraverso una coscienza di veglia. I nomi scelti non sono riferiti ai pianeti attuali del nostro sistema solare ma, questi indicano soltanto il punto, dove si espandevano le sfere cosmiche dell’antico Saturno fino al pianeta Saturno attuale; l’antico Sole fino al pianeta Giove attuale e l’antica Luna fino al punto in cui è collocato il pianeta Marte attuale. Questi antichi sistema Planetari o sfere cosmiche, non vanno immaginate come il nostro sistema fisico solare attuale, ma come sfere spirituali cui nessun occhio fisico avrebbe potuto vedere, in quanto erano delle sfere spirituali costituite da solo calore, da  “Etere di Calore” che abbiamo chiamato Saturno. Poi il tutto si trasformò in un sistema eterico e astrale, cui si aggiunsero le sostanze più grossolane, ossia l’aria e l’acqua, e, quelle più sottili, cioè l’etere di luce e l’etere del suono;  infine nel nostro sistema solare e stellare,  si aggiunse come sostanza più densa il solido e il minerale, e come sostanza più sottile o spirituale  l’etere di vita. Soltanto dunque nel quarto stato di coscienza o eone cosmico terrestre il tutto si condensò nel nostro sistema solare attuale cui, si aggregarono insieme i quattro eteri: “Calore, luce, suono e vita”, che nell’Epoca Lemurica, con la cacciata dell’uomo dal paradiso terrestre, furono sottratti ad Adamo l’etere del suono e l’etere della vita, di cui non è possibile aggiungere altro in questa nota.  Possiamo solo aggiungere che i due eteri sottratti ad Adamo, ossia l’etere di vita e l’etere del suono, ci saranno dati nel momento in cui l’uomo avrà sviluppato l’anima cosciente,  in modo  da elevarsi a stati superiori di coscienza cosmici futuri che abbiamo chiamato: “Giove, Venere e Vulcano”.

10    L’uomo è un essere trino costituito da corpo, anima e spirito. La vera Individualità umana che s’incarna in ogni vita è l’Io superiore dono degli Spiriti della Forma o Elohim creatori che si rispecchia come immagine imperfetta nell’io terreno o Personalità inferiore. Nell’ambito della prima parte evolutiva Terra-Marte della quinta Epoca Postatlantica del nostro quarto stato di coscienza, l’io umano lavora in modo incosciente per perfezionare e trasformare i suoi arti animici quali: il corpo eterico, il corpo senziente,  l’anima senziente,  e parte dell’anima razionale.  Poi dopo, con l’avvento del Cristo e della coscienza dell’io data all’uomo grazie alla morte e resurrezione del Cristo Gesù, l’umanità entrò in una seconda fase evolutiva dell’evoluzione terrestre chiamata Terra-Mercurio, dove l’uomo iniziò a lavorare su se stesso in modo più cosciente, ma non ancora del tutto, fino all’inizio dello  sviluppo dell’anima cosciente  nel quindicesimo secolo (1413 circa). Oggi siamo tuttora in questo sviluppo dell’anima cosciente (che durerà fino al 3573 circa) che soltanto pochi, quelli che accolgono una conoscenza spirituale superiore e iniziano a lavorare con più consapevolezza non solo allo sviluppo dell’anima cosciente, ma in parte, anche  purificando il corpo astrale trasformandolo nel principio superiore del Sé spirituale.  Un principio del Sé spirituale, sarà comunque dato all’umanità (per coloro che si preparano già da ora ad accogliere l’Impulso del Cristo) come dono, dall’alto del mondo angelico nel sesto periodo di cultura, ossia nell’ultimo terzo del quarto millennio.

11    Nell’ultimo stato di coscienza cosmico chiamato Vulcano, l’umanità sarà quasi arrivata al termine della sua meta evolutiva dove svilupperà l’ultimo arto cosmico umano, cioè l’Uomo spirito o l’Atma e una super coscienza superiore che nella Scienza antroposofica è chiamata “veggenza Intuitiva”; egli allora realizzerà ciò che l’umanità contemplò come Personalità divina – umana  vissuta nel Cristo Gesù negli eventi di Palestina.

12      Il Manu e un essere umano molto evoluto che ha superato di molto l’evoluzione normale, egli lavora in modo cosciente similmente a come fa un Archai, alla trasformazione del suo corpo fisico in Uomo spirito o Atma. In questo lavoro egli è ispirato non solo da un Archai, ma anche da Entità superiori della seconda gerarchia spirituale. Prima del Cristo operò nell’umanità il Manu divino che conosciamo col nome di Noè, il quale aiutò l’umanità ad attraversare la catastrofe atlantica o come descritto nell’Antico Testamento, il “Diluvio Universale”. Egli era anche conosciuto a Gerusalemme come Melchisedec, il re-sacerdote del Dio Altissimo, ossia il Dio sumerico El-Elyōn, cui va incontro ad Abramo al quale offre pane e vino, in cambio di una decima del bottino conquistato nella “Valle dei re”.  Dopo l’evento del Cristo il nuovo Manu sarà un uomo molto evoluto che sarà al servizio del Cristo cui aiuterà l’umanità più evoluta, a superare la catastrofe della “guerra di tutti contro tutti” ed iniziare la sesta Epoca Postatlantica.

Epoca dei Pesci o dell’Acquario? I

La $galassia$ perfetta M74 nei Pesci

   «Soltanto con l’inizio del suo risveglio l’umanità si avvierà a divenire la Decima Gerarchia, si avvierà sulla via di realizzazione di quella meta che le è predestinata dall’Universo. L’inizio di questa epoca cade precisamente ai giorni nostri, che sono di nuovo sotto il segno dei Pesci; l’umanità, sotto la direzione dell’Arcangelo Michele che la guida attualmente [fino a circa il 2300], deve gradatamente giungere all’esperienza eterica del Cristo, come Sole interiore dell’anima».

( Dal libro di Sergej O. Prokofieff, “Le dodici notti sante e le Gerarchie Spirituali”,  tratto da O.O. 152, 2. 5. 1913 e O.O. 26, 31.8.1924).

Epoca dei Pesci o dell’Acquario? I

Quasi tutti sanno grazie alla tecnologia informatica di Internet che il nostro Sole percorre apparentemente in un anno dodici costellazioni stellari che chiamiamo “Zodiaco”, che rappresentano spiritualmente la manifestazione degli Dei, i quali sono al di là del bene e del male, giacché il loro mondo è caratterizzato dalla durata, ossia è estranea al tempo. Secondo Rudolf Steiner1, “quando le forze luminose divine della durata si manifestano nel tempo, si scompongono in due gruppi o sfere spirituali, una del bene e una del male”. E nella conferenza di Monaco, del 31 agosto 1909 continua dicendo: «Nessuno dei due raggruppamenti è buono o cattivo per sé stesso, ma essi agiscono sulla Terra ora in senso buono, ora cattivo: di conseguenza si potrà definire come sfera del bene tutto ciò che negli eventi terrestri parteciperà al primo raggruppamento, e come sfera del male quello che parteciperà all’altro. Si deve pensare che dovrà essere chiamato “buono” quello che anche solo in misura limitata partecipa alla sfera del bene. Si tratta di questo: non appena quella parte del mondo divino che è caratterizzata dalla durata, cioè è estranea al tempo, non appena essa interviene nell’ambito del tempo, essa si scompone in due elementi, uno buono e uno cattivo. Dei dodici punti fissi rimangono a disposizione del bene i cinque che si trovano interamente nella sfera del bene e i due che si trovano ai due estremi di quella sfera, cioè sette in tutto. Parliamo perciò dei sette che rimangono superstiti dei dodici originari. Quando vogliamo parlare di ciò che nel tempo è buono, eccellente, degno di guidare, dobbiamo parlare dei sette savi, dei sette Rishi [dell’India antica]: la realtà conferma allora questa regola. Da questo è nata la concezione che sette segni dello zodiaco corrispondono al mondo luminoso, al mondo superiore, mentre appartengono al mondo inferiore gli altri cinque, a cominciare dallo Scorpione» (L’”Oriente alla luce dell’Occidente – I figli di Lucifero e i fratelli di Cristo” O.O. 110, pag. 178-179).

Da questo possiamo immaginare che i “dodici punti fissi” dello Zodiaco stellare si riflettono nel nostro sistema planetario e che a loro volta, diventano astrologicamente i “dodici segni zodiacali” che operano con le loro forze luminose e tenebrose nell’ambito della nostra Terra, e in quello dell’anima umana. Da qui nascono l’Astronomia e l’Astrologia secondo le usanze degli antichi sacerdoti semiti curate per lo più da popoli babilonesi, egizi e caldei, nel terzo e secondo millennio a.C. e più avanti perfezionate da Tolomeo nel II secolo d.C. che diventeranno poi la base dell’astronomia e astrologia occidentale moderne. In realtà l’Astrologia nasce secondo Rudolf Steiner, nell’Epoca Lemurica per opera del Cristo che incorporando l’anima adamitica o “Archetipo celeste”2 umano, dovette salvare dal disordine e dalla disarmonia in cui erano caduti i dodici sensi del corpo fisico umano. Poi dopo, nel primo e secondo terzo dell’Epoca Atlantica, dovette intervenire di nuovo incorporando l’anima Natanica a causa di un disordine questa volta negli organi interni del corpo eterico, cui il Cristo portò a moderazione tramite l’anima Natanica, che stavolta attraversò tutto il cosmo planetario attraverso i singoli pianeti del nostro sistema solare giacché ognuno è in relazione con un organo vitale interno dell’uomo. Questo cammino attraverso le sfere planetarie dei sette pianeti fece nascere nel terzo periodo di cultura3 nei sacerdoti egizi e caldei, come un retaggio antico, l’interesse per il cosmo stellare da cui nacquero l’astronomia e tutte le altre scienze, tra cui l’astrologia, che si è poi dopo sviluppata nel corso dei secoli tramite personalità particolari quali Claudio Tolomeo (100 – 175 d.C.) che, secondo la pagina di Wikipedia, fu un astronomo, un astrologo e un geografo greco antico.  In una conferenza tenuta a Lipsia, il 30 dicembre 1913, Rudolf Steiner in merito dice: «Il terzo periodo di civiltà postatlantico, quello egizio – caldaico, ricevette in parte la sua impronta dal fatto che le anime umane sperimentavano ancora in sé, quasi rispecchiati, gli effetti scaturiti dalla compenetrazione animica, compiuta ad opera dello spirito solare [Cristo] entro l’essere che più tardi divenne il Gesù Nathanico [ossia Gesù di Nazareth quale discendente del sacerdote Natan menzionato nel vangelo di Luca], mentre questi compiva la sua ronda attraverso i pianeti. Da queste esperienze ebbe origine la scienza delle attività dei pianeti, quale ci si presenta nell’astrologia caldea, che gli uomini di oggi hanno ben scarsa possibilità di comprendere. Nel terzo periodo di civiltà postatlantico, cioè presso i popoli egizio-caldei, si sviluppò il culto stellare di cui è nota l’esistenza anche nella storiografia esteriore. Esso ebbe origine dagli effetti tardivi, attenuati [come citato] di quelle pregresse attività planetarie [cioè quando il Cristo s’incorpora nell’anima natanica come citato]» ( Cristo e il mondo spirituale – La ricerca del Santo Graal, O.O.149, pag. 49-50).

Oggi l’Astrologia è molto diffusa nei paesi occidentali, particolarmente come un’arte popolare di predizione, dove si può notare che non ha più nulla di sacro giacché praticata per la maggior parte da pseudo astrologi che non hanno più nulla a che vedere con l’antica scienza divinatoria praticata ancora da Tolomeo e altri astronomi/astrologi antichi, risalenti fino ai popoli del secondo/terzo millennio avanti Cristo.  Gli astrologi di oggi sono per la maggior parte dei veri principianti (e tra questi molti ciarlatani) a confronto della visione veggente immaginativa (seppur in uno stato ancor ottuso), tramite cui i sacerdoti dei diversi popoli antichi contemplavano con atteggiamento devoto i misteri dello spazio cosmico, attraverso i movimenti occulti dei pianeti quali manifestazioni dei pensieri divini degli Dei. L’antica casta sacerdotale egizia-caldaica tramite la disciplina occulta iniziatica, si rendevano maturi per vedere immaginativamente e interpretare nei movimenti celesti degli astri durante il loro passaggio attraverso le singole costellazioni cosmiche, la volontà divina che operava attraverso le leggi e regole morali cui il popolo doveva poi attenersi con obbedienza e timore; ciò allora era giustificato per il fatto che gli uomini venivano guidati in quanto erano tutt’uno con l’anima di gruppo del popolo. Oggi nel periodo dello sviluppo dell’anima cosciente iniziato circa nel 1413, ogni uomo è un individuo a sé, per cui l’astrologia moderna che si fonda su conoscenze antiche interpretate secondo la logica del pensiero razionale-intellettivo moderno sviluppatosi negli ultimi tre secoli e, particolarmente sull’esperienza dei diversi oroscopi eretti a diverse persone nell’arco di alcuni decenni, non può essere di alcun aiuto allo sviluppo di quest’anima particolare, giacché mal tollera il principio d’autorità. Pertanto, chi vuole inoltrarsi in un vero cammino esoterico spirituale che porti a una chiara visione immaginativa astrologica diversamente da quella ottusa degli astronomi o astrologi antichi, deve iniziare uno sviluppo occulto attraverso scuole di pensiero da cui possa accogliere la conoscenza superiore concessa da quei venerabili Maestri divini-umani che hanno conseguito attraverso i diversi gradini iniziatici, le più alte facoltà spirituali del pensiero intellettivo veggente. Attraverso la conoscenza esoterica fluita nella Scienza antroposofica da uno dei più elevati Maestri chiaroveggente cristiano, possiamo essere introdotti in quegli esercizi spirituali dov’è insegnato il principio meditativo, tramite cui impariamo a contare sempre più sulle proprie forze individuali, sviluppando quelle azioni umane in cui occorre la prontezza d’animo, coraggio, buon senso e il rispetto della volontà altrui, assumendo infine le proprie responsabilità morali. Non possiamo certamente sviluppare nel modo giusto queste forze morali superiori, se affidiamo la nostra vita a un responso astrologico cui potrebbe condizionare in modo negativo la nostra volontà cosciente, rendendoci prigionieri per tutta la vita dalle influenze degli astri. L’uomo al contrario deve prendere la vita nelle sue mani e imparare ad ascoltare il suo dio interiore, agendo di conseguenza secondo il buon senso morale cosicché non possa danneggiare né sé stesso né gli altri, a causa del suo egoismo.   Detto questo, vogliamo ora prendere in considerazione le dodici costellazioni dello zodiaco che, come abbiamo visto, si dividono in due gruppi, uno che opera con forze luminose benigne o diurne cui sono: «Ariete, Toro, Gemelli, Cancro, Leone, Vergine e Bilancia»; e l’altro gruppo di cinque costellazioni che opera con forze ostacolatrici tenebrose maligne o notturne, cioè: «Scorpione, Sagittario, Capricorno, Acquario e Pesci».

Il compito dell’uomo è appunto quello di accogliere in sé queste forze del male e trasformarle in forze luminose del bene; ossia redimere non solo sé stesso prendendo coscienza del male, ma anche gli Esseri spirituali dell’ostacolo che operano con le forze ostacolatrici delle cinque costellazioni notturne. Vale a dire che attraverso il male l’uomo non solo redime sé stesso, cioè il peccato originario che causò la sua caduta sul suolo terrestre, ma redime anche le divinità dell’ostacolo che furono causa della sua caduta e che grazie alle quali gli diedero la possibilità di sviluppare la libera coscienza autonoma attraverso appunto il discernimento del bene e del male. L’uomo in questo lavoro di redenzione viene però ostacolato non solo dagli spiriti tentatori che nella Scienza dello Spirito o antroposofia sono conosciuti come spiriti luciferici4, ma anche da altri spiriti dell’ostacolo ancor più maligni che fanno parte di una gerarchia dell’ostacolo ancor più superiore detti spiriti “arimanici e asurici”5 il cui compito è di rafforzare ponendo ostacoli lungo il camino dell’evoluzione umana. Diversamente dagli spiriti luciferici che l’uomo può redimere in questo eone terrestre, non può invece redimere gli spiriti arimanici né tantomeno gli spiriti asurici, ma solo tenerli a bada se accoglie in sé l’Impulso del Cristo6, con il quale può difendersi durante tutta l’evoluzione terrestre fino a vincerli e redimerli in altre evoluzioni cosmiche o stati di coscienza futuri, reintegrandoli nelle diverse gerarchie divine cui essi appartengono. È ancora Rudolf Steiner a comunicarci che le stelle sono le “dimore” degli Dei così come la Terra è la dimora dell’uomo, dietro di cui vi sono e operano gli spiriti superiori appartenenti sia alla prima sia alla seconda gerarchia spirituale e cioè: “Serafini, Cherubini, Troni e Dominazioni o spiriti della Saggezza”. Questi quarantotto spiriti divini superiori, ossia questi quattro volte dodici Entità gerarchiche, agiscono con le loro forze luminose dall’ambito del cosmo stellare nel nostro zodiaco temporale, cioè il nostro sistema planetario, in modo diverso e secondo la costellazione da cui operano, relazionandosi attraverso tutto il sistema stellare costituendo così una vera e propria comunità interstellare d’amore grazie al compito essenziale dei Serafini (spiriti dell’Amore). Coadiuvati dall’intervento degli spiriti dell’Armonia, ossia i Cherubini che armonizzano tutto il mondo stellare, aiutati dagli spiriti della Volontà, i quali rendono possibile il movimento di tutto il cosmo e infine la collaborazione degli spiriti della Saggezza che fanno affluire in tutto l’universo la loro “Saggezza divina”. Dietro a ogni costellazione stellare difatti, operano come sopra citato, le Entità divine spirituali appartenenti alla prima e alla seconda gerarchia del nostro cosmo planetario, le quali hanno il compito di trasformare ed elevare il Sole come sfera superiore, ossia come  “Stella” centrale del nostro sistema solare; mentre la seconda gerarchia, cioè gli spiriti del Movimento (Dynameis o Virtù) e gli spiriti della Forma (Elohim, Exusiai o Potestà) hanno le forze per trasformare ed elevare il nostro Sole come sfera inferiore, cioè come pianeta del nostro sistema planetario. Da questo possiamo dire che secondo l’Antroposofia, il nostro Sole ha due aspetti o due “porte” cosmiche, di cui una “stellare” e una “planetaria”. Ciò vuol  dire che da una parte si apre al mondo stellare la cui evoluzione è possibile solo dalle forze macrocosmiche dei Serafini, Cherubini, Troni e spiriti della Saggezza; dall’altra invece, che si apre al mondo planetario come pianeta centrale del nostro sistema solare, il compito evolutivo è dato dagli spiriti del Movimento e dagli spiriti della Forma che hanno a disposizione solo forze cosmiche per far evolvere il Sole, solo come pianeta centrale del sistema planetario.  (I. continua)

Collegno  24 giugno 2019                                           Antonio  Coscia

Note    Antroposofiche

1     Rudolf Steiner nacque il 27 febbraio 1861 a Kraljevec, presso la frontiera austro-ungarica. Suo padre Johannes Steiner, era impiegato delle Ferrovie Meridionale Austriache, per cui crebbe in un ambiente che stimolava alla prontezza e all’abilità nella vita pratica. Già presto, all’età di sette anni, gli era possibile «vedere e udire gli esseri» che stanno dietro al mondo naturale e che dovette in certo senso nascondere ai suoi coetanei e anche a persone adulte, poiché non sarebbe stato compreso.  Nel 1879 s’iscrisse all’Istituto Tecnico Superiore di Vienna, dove studierà fra l’altro biologia, chimica e fisica. Specialmente quest’ultima materia influenzerà profondamente la sua evoluzione interiore e, nello stesso tempo, lo porrà di fronte a difficili enigmi. Si mise in luce già come studente curando gli scritti scientifici di Goethe. Dal 1890 al ’97 collaborò all’Archivio di Goethe e Schiller a Weimar. Nel 1894 pubblica la “Filosofia della Libertà” (Edizione Antroposofica Milano), la più importante delle sue opere filosofiche ed anche la base per la successiva concezione del mondo. Oltre a una trentina di opere scritte di carattere filosofico e antroposofico, sono rimasti i testi stenografati di quasi 6000 conferenze sui più diversi rami del sapere. Gli impulsi da lui dati nell’arte, nella scienza, nella medicina, nella religione, nella pedagogia e nell’agricoltura portarono a delle nascite di movimenti oggi sempre più diffusi nel mondo. Nel 1912-13 costituisce la Società antroposofica universale e a Dornach in (Svizzera), costruisce il primo Goetheanum di legno, un centro di attività scientifiche e artistiche fondate sull’antroposofia che in seguito, sarà poi bruciato da nemici dell’Antroposofia nella notte di S. Silvestro del 1922.  In seguito, Rudolf Steiner fa un modello di un secondo Goetheanum in cemento armato il quale, fu costruito dopo la sua morte avvenuta il 30 marzo 1925, esistente tuttora come centro di numerose attività antroposofiche cui, partecipano artisti e soci di tutto il mondo.

2     L’anima Adamitica o Natanica è una parte dell’anima di Adamo cui fu tolta prima che fosse tentato dal «Serpente» ossia, dall’Angelo dell’ostacolo chiamato Lucifero, rappresentato dal simbolo paradisiaco dell’albero del bene e del male. Per meglio dire su questa simbologia occulta abbastanza complessa, diciamo che l’anima umana, cioè Adamo, figlio di Yahve o Yehovah, era un essere casto e puro che viveva nel «Paradiso terrestre» in una sorta di coscienza istintiva simile all’animale, per cui non in grado di discernere il bene dal male. Affinché egli potesse elevarsi allo stesso livello degli Dei creatori, fu permesso di «mangiare la mela» (mela vuol dire “Manas”, Mente, ossia la ragione che fa di un essere un individuo) cioè  di accogliere in sé la conoscenza luciferina in modo da distinguersi dagli Dei e imparasse a discernere il bene dal male arrivando a sviluppare l’autocoscienza autonoma e libera.  Ma  prima che fosse tentato dal «Serpente», in altre parole da Lucifero,  gli fu tolta una parte della sua purezza animica (una parte del corpo astrale e del corpo eterico) e trattenuta nel mondo spirituale insieme all’albero della vita. Quest’anima è quell’anima che il vangelo di Luca fa risalire attraverso la genealogia di Giuseppe fino al sacerdote Natan figlio di Davide, da questi ad Abramo e fino ad Adamo, e infine a Dio stesso.  È quell’anima adamitica o natanica che s’incarnò per la prima volta nel bambino Gesù di Nazareth dove è detto «figlio di Dio», nato per opera dello Spirito Santo, il quale è la stessa anima che festeggiamo a Natale quale bambinello divino. Per un migliore approfondimento vedi: «Il Vangelo di Luca O.O. 114, ed. Antroposofica Milano».

3    L’evoluzione umana avviene attraverso sette Epoche che chiamiamo: «Polare, Iperborea, Lemurica, Atlantica, Postatlantica, e altre due Postatlantiche». Ogni Epoca a sua volta si suddivide in sette periodi di cultura di cui ognuno formato di 2160 anni e che chiamiamo: «Paleo Indiano, Paleo Persiano, egizio-caldaico-ebraico, greco-romano, anglo-germanico, slavo-russo e americano».

4      Gli spiriti luciferici dal nome del loro capo Lucifero, sono uomini-angeli rimasti indietro in un’evoluzione cosmica passata della nostra Terra chiamata antica Luna. Siccome non si sono evoluti alla sfera degli Angeli come i loro antichi fratelli lunari, si evolvono legandosi al corpo astrale umano da dove agiscono come forze dell’ostacolo nell’anima senziente.

5     Gli spiriti arimanici sono uomini-arcangeli  rimasti indietro durante l’evoluzione dell’antico Sole risalente a due incarnazioni cosmiche della nostra Terra (inteso come sistema solare), anch’essi come gli spiriti angelici luciferici operano dal mondo astrale e con le loro forze sì inseriscono come ostacoli nel corpo eterico e da qui nell’anima razionale. Mentre gli spiriti asurici sono uomini-archai, rimasti indietro tre “eoni o stati di coscienza cosmici della nostra Terra, chiamato antico Saturno, cui anch’essi non possono operare dalla sfera dei loro antichi fratelli che saliranno alla sfera di “Elohim creatori” durante il prossimo quarto stato di coscienza terrestre chiamato “Giove”. Ma come gli altri spiriti dell’ostacolo operano dal mondo astrale e con le loro forze s’inseriscono come ostacoli nel corpo fisico umano (il nostro vero corpo fisco che è il corpo di calore saturnio o Fantoma, costituitosi sull’antico Saturno quale dono degli spiriti della Volontà o Troni), e da qui agiscono nella parte più evoluta dell’uomo, cioè nell’anima cosciente, dove istigano l’uomo a compiere il male cosciente che porterà come conseguenza futura un’imperfezione spirituale nel suo Io umano terreno.

6   Rudolf Steiner nel Vangelo antroposofico di Marco, ci rivela che l’impulso del Cristo è rappresentato da quel giovanetto che seguiva Gesù mentre era portato via dai soldati romani e cui viene strappato il lenzuolo di cui era avvolto, fuggendo nudo. Egli continua dicendo che questo impulso giovanile cosmico del Cristo, ormai non aveva che un debole legame con il “Figlio dell’uomo”, giacché verrà poi dopo messo a morte sulla croce del Golgotha; Mc 14,51-52]. Non è possibile affrontare in una nota il tema sul significato dell’Impulso del Cristo, in quanto siamo di fronte a un argomento molto complesso che ha in sé diversi aspetti interpretativi scaturiti  dal significato dell’evento del Golgotha nell’ambito della storia evolutiva cosmica-umana, non solo per l’uomo, ma anche per tutte  le gerarchie spirituali superiori.  Rudolf Steiner  in una conferenza tenuta a Norrköping il 30 maggio 1912  rivela che l’Io Cosmico del Cristo nel dimorare negli involucri animici – corporeo  di Gesù di Nazareth, come conseguenza della Sua azione divina nell’ambito terrestre, lasciò sulla Terra l’Impulso dell’Io, il quale restò come dire nudo, senza involucri esteriori, dopo la morte di Gesù.  Affinché l’umanità possa avere l’aiuto dal Cristo alla fine del settimo periodo di cultura, quando cioè l’umanità si troverà ad affrontare una grande catastrofe umana simile al «Diluvio Universale» e annunciata da Rudolf Steiner come la «guerra di tutti contro tutti», occorre che gli uomini rivestano l’Io cristico o Impulso-Cristo, di un corpo astrale, un corpo eterico e un corpo fisico. In questa conferenza è detto che noi creiamo il corpo astrale dell’Impulso-Cristo attraverso la nostra fede e la  meraviglia;  il corpo eterico tramite l’amore e la dedizione agli altri e il corpo fisico (un corpo meno denso dell’uomo attuale) attraverso le azioni morali consapevoli, cioè azioni morali fatte liberamente in piena coscienza.

Il potere che può obnubilare l’anima I

James Tissot, Il tributo a Cesaret.jpg1

«Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità e non hai soggezione di nessuno perché non guardi in faccia ad alcuno. Dicci dunque il tuo parere: E’ lecito o no pagare il tributo a Cesare?». Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché mi tentate? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Di chi è questa immagine e l’iscrizione?». Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio» (Mt 22,17).

Il potere che può obnubilare l’anima I

       L’immagine della cacciata dal tempio e le parole che il Cristo rivolge ai farisei sulla questione di Cesare, ci fanno comprendere che già duemila anni or sono, il Cristo consigliava di stare attenti a dividere i tre poteri che operano nella società umana, cioè il “potere spirituale, il potere giuridico-statale, e quello dell’economia” che devono essere liberi di operare in modo indipendente tra loro. Anche Rudolf Steiner1 (1861-1925) più di un secolo fa consigliava di tenere separati questi tre poteri sociali, altrimenti la civiltà umana rischia di andare verso il caos sociale dove ognuno sente il dovere d’interferire nell’altro, causando in tal modo contrasti e disarmonie che tendono a ripercuotersi nell’ambito sociale della comunità umana. Nel libro “La Missione di Michele” (ed. Antroposofica di Milano) egli scrive: « Per intravvedere la necessità della “triarticolazione dell’organismo sociale” in una vita spirituale indipendente, in una vita giuridica e statale indipendente e in una vita economica indipendente, si deve gettare uno sguardo imparziale sul modo in cui si è formata nella nostra civiltà europea e americana l’azione vicendevole tra spirito, stato ed economia. Questo reciproco intrecciarsi di fili, del filo spirituale, del filo giuridico o statale e del filo economico, non è certo semplice. La nostra civiltà è un gomitolo che avvolge un imbroglio di tre fili dall’origine del tutto diverso (…). Queste tre correnti, dalle origini diverse, si confondono caoticamente l’una nell’altra (pag. 203).

Purtroppo quest’avvertimento è rimasto inascoltato finora nella nostra società contemporanea continuando ancora oggi a non essere compreso, cosicché il caos sociale attuale supera ancor più quello di ieri, giacché i tre poteri continuano a interferire mescolandosi l’uno nell’altro, tanto che riusciamo a distinguere il potere spirituale solo per via dell’abito talare della casta “sacerdotale”. Le parole che il Cristo Gesù enunciava duemila anni fa contro i sacerdoti farisei: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio» (Mt 22,21), era per via del loro atteggiamento ipocrita e servile verso i conquistatori romani. Essi pur di mantenere il loro potere sacerdotale fecero si che la spiritualità dei misteri ebraici antichi degenerasse sempre più fino a non capire più i segni profetici dell’arrivo del Messia, cui non riconoscendolo nella Persona di Gesù di Nazareth, venne fatto condannare a morte dai romani giacché ai farisei era vietata la condanna a morte dalla legge romana. Al contrario, oggi abbiamo un certo atteggiamento farisaico nell’ambito della politica, dove pur di mantenere il potere mediatico alcuni tra loro, non si fanno scrupolo di usare il potere religioso sulla massa remissiva che di solito non riflette, ma segue esaltata dalle parole accompagnate a volte da gesti religiosi di “pifferai politichesi”. I quali sanno come infiammare per un loro tornaconto elettorale, quella parte di popolo il cui malcontento attuale versa nella maggior parte dei giovani per la mancanza di lavoro e per i gravi problemi di sicurezza nazionale che vanno creandosi per via dell’afflusso di masse migratorie, da parte di africani che si riversano da diversi anni sulle nostre spiagge italiane del sud, cui stanno creando disagi e paura anche nella restante popolazione europea. È una nuova povertà che avanza e intimorisce la maggior parte del popolo europeo le cui anime vuote di veri contenuti di conoscenza spirituale, crea nel loro profondo, paura verso l’uomo nero, ossia per tutto ciò che di diverso possa loro venire incontro. Questo perché non siamo ancora riusciti attraverso due millenni di storia del cristianesimo, a sviluppare in noi quella forza morale di veri cristiani quale dovremmo avere se soltanto ci fossimo sforzati di mettere in pratica le seguenti frasi tra i più importanti insegnamenti del Cristo citati nel vangelo di Matteo, cioè:

  • “Ama il Signore Dio tuo con tutto il cuore e con tutta l’anima”;
  • “Ama il prossimo tuo come te stesso”; (Matteo 22,37-40);
  • Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro”; (Matteo 18,20).

     Il nostro egoismo dal quale deriva la nostra insicurezza e la paura nei riguardi di questo nuovo evento evolutivo karmico di massa che avanza e che ci appare inarrestabile, tende a creare in noi l’incertezza e di conseguenza tendiamo a chiuderci e a voler rimanere con forza nel nostro antico “status quo”. Questo modo di pensare e agire antimicheliano, fa sì che la nostra anima venga offuscata da esseri negativi dell’ostacolo che ottenebrando il nostro senno, fanno si che ricacciamo nel fondo del nostro cuore i valori antichi dei nostri antenati, dimenticando così il senso della solidarietà umana. Tutto questo non fa che manifestare la forza antisociale che esiste in noi, la quale normalmente è dominata dall’Io personale giacché è parte dello sviluppo normale della coscienza umana. Quando però l’egoismo e la paura superano le forze morali dell’Io umano, le forze del male e quelle antisociali non sono più trattenute da esso e l’anima viene dominata dalle forze dell’ostacolo o, dal “Doppio” negativo mefistofelico2. In tal modo viene a crearsi nell’ambito della comunità umana una scissione, uno scollamento animico tra gli uomini che inesorabilmente vanno verso lo scontro e il caos sociale (vedi i Gilet gialli francesi), giacché viene a mancare in loro quegli impulsi cristiani senza dei quali, diventano impotenti e incapaci di gestire qualsiasi evento nuovo e in modo particolare, quell’attuale migratorio che avanza nonostante i diversi morti lasciati indietro per attraversare il mare Mediterraneo. Questa forza antisociale caotica che l’Io umano non riesce a dominare in se stesso, di conseguenza si riversa nel sociale con tutte le conseguenze negative quali segni di protesta e, altro … che vediamo attorno a noi, dove ne approfittano i pifferai ambiziosi e avidi di potere che uscendo dai parametri del potere giuridico-statale, s’intromettono in quello religioso. Questo modo subdolo di agire, è la conferma di quello che è accaduto a Milano in un comizio elettorale tenuto sabato 18 maggio, in vista delle elezioni europee, da un politico cui non si è fatto scrupolo di servirsi per fini elettorali persino della spiritualità come comunicazione di Marketing. Il modo ingannevole usato dall’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini per agire su nature spiritualmente più deboli, mostrando di abbracciare la loro fede col gesto bonario di baciare il ”crocefisso del rosario” simbolo religioso cattolico e chiedendo poi l’aiuto di consenso alla statua della Madonna della Guglia Maggiore del Duomo di Milano, non fa che avvalorare il vuoto morale animico interiore in cui versa la sfera della politica attuale. La quale è svuotata da veri impulsi morali umanistici che tendano allo sviluppo di una giusta causa che possa realizzare quell’umanesimo cristiano, il cui fine è tutelare i più deboli tramite lo sviluppo di diritti di pari opportunità sociali. Occorre per questo avere sviluppato in sé delle forze morali non indifferenti per dominare l’ambizione egoista che tende invece a esaltare l’avidità del potere politico, che quale conseguenza, non può trovare posto una spiritualità genuina cui non ha nulla a che spartire con il potere giuridico-statale, giacché questi è riempito soltanto di promesse elettorali che difficilmente potranno essere realizzate in un momento così critico in cui versa lo stato sociale della sfera economica del nostro Paese.

Non si tratta qui di stracciarsi “le vesti” per l’atto che può sembrare dissacrante così come deplorato da parte di alcune correnti di pensiero laiche e religiose, ma è l’atto in sé che ci riporta come ai tempi del Cristo, a un nuovo fariseismo ipocrita moderno opportunistico. Il quale cerca di comprare il potere attraverso il simbolo di un simulacro vuoto, giacché il Cristo non è più un Dio morto rinchiuso in un simbolo quale emblema della sofferenza e del dolore umano ma secondo la scienza dello spirito o antroposofia, è un Dio vivo che dal XX secolo in poi, è diventato “Signore del Karma”3. Questo vuol dire che il Cristo dal XX secolo in poi, è diventato il “Giudice” del destino dell’uomo, il quale viene giudicato secondo le sue azioni morali nei riguardi degli altri secondo il motto: “Ama il prossimo tuo come te stesso” e “fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te stesso” (Mt 22,37). Ciò vuol dire che il nostro karma (l’azione negativa che compiamo nei riguardi degli altri), non può essere perdonato da Dio tramite una semplice preghiera di richiesta di perdono, anche se è fatta con un vero pentimento di fede consapevole, ma possiamo compensare la nostra azione soltanto attraverso un atto oggettivo morale che porti al pareggio; vale a dire tramite un’azione che comprenda in sé due impulsi morali, e cioè quello di aiutare con amore e vera dedizione chi abbiamo danneggiato, e perdonare quelli che ci hanno offeso. Queste sono le due azioni morali cristiane che conducono all’unione della vera fratellanza universale che, affinché questo impulso possa essere realizzato, occorre accogliere in noi l’Impulso del Cristo4 tramite il quale, ci porta a realizzare e mettere in pratica le due massime cristiane citate dell’antico e nuovo Testamento e cioè: “Amare Dio con tutto il nostro cuore e con tutta la nostra anima e amare il prossimo come noi stessi!” (ibidem). Questo permetterà al Cristo di riequilibrare attraverso quest’azione unitaria sociale la nostra imperfezione morale, in modo da preparare la nuova fratellanza che deve essere realizzata nel prossimo sesto periodo di cultura5. L’Antroposofia può aiutarci a capire e ad accogliere non solo l’Impulso del Cristo scaturito dall’evento del Golgotha, ma come vedremo più avanti, anche a risvegliare in noi la coscienza del Cristo trasferitosi dal XX secolo in poi nell’anima umana, tramite il “nuovo Adamo” (I lettera ai Corinzi 15,45), dove aspetta con pazienza che l’umanità possa risvegliare il suo cuore, aprendosi alla luce del Cristo. Questo vuol dire che tutto ciò che tendiamo a unire uniformandoci ai nostri simili con vera dedizione e solidarietà umana, possiamo avere l’aiuto dal Cristo che quale luce spirituale potrà irradiare la “vita divina” nelle nostre anime, cosicché possiamo avere la forza di superare il momento critico attuale, liberandoci dalle paure e incertezze ispirate dagli spiriti dell’ostacolo che vogliono contrastare la nostra meta umana-divina.  (I. continua)

 Collegno 29 maggio 2019                                                                            Antonio Coscia

Sopra: James Tissot – Il tributo a Cesare

Note Integrative

1    Rudolf Steiner è uno tra gli altissimi iniziati cristiani-rosacruciani, fondatore dell’Antroposofia o Scienza dello Spirito, che ha per scopo di riunire scienza, arte e religione, riportandole a un’unità originaria; di rinnovare i misteri antichi della scienza iniziatica in un impulso del vero esoterismo cristiano quale nuovo mistero cristiano-rosacruciano e di unire altresì, lo spirito che è nell’uomo allo Spirito dell’universo. Egli nacque il 27 febbraio 1861 a Kraljevec, presso la frontiera austro-ungarica, suo padre Johannes Steiner, era impiegato delle Ferrovie Meridionale Austriache, per cui crebbe in un ambiente che stimolava alla prontezza e all’abilità nella vita pratica. Già presto, all’età di sette anni, gli era possibile «vedere e udire gli esseri» che stanno dietro al mondo naturale e che dovette in certo senso nascondere ai suoi coetanei e anche a persone adulte, poiché non sarebbe stato compreso. Nel 1879 superò l’esame di maturità con lode. Nello stesso anno s’iscrisse all’Istituto Tecnico Superiore di Vienna, dove studierà fra l’altro biologia, chimica e fisica. Specialmente quest’ultima materia influenzerà profondamente la sua evoluzione interiore e, nello stesso tempo, lo porrà di fronte a difficili enigmi. Si mise in luce già come studente curando gli scritti scientifici di Goethe. Dal 1890 al ’97 collaborò all’Archivio di Goethe e Schiller a Weimar.

Dal 1902 ebbe una più intensa attività come scrittore e conferenziere, di cui moltissime in questi anni sulla cristologia, cui dedicherà gran parte della sua vita e la sua uscita nel 1912-13, dalla Società Teosofica, a causa di un dissenso con la Presidentessa Annie Besant, la quale, sosteneva che un giovinetto indiano di nome Krishnamurti, fosse la reincarnazione del Cristo. Nel 1894 pubblica la “Filosofia della Libertà” (Edizione Antroposofica Milano), la più importante delle sue opere filosofiche ed anche la base per la successiva concezione del mondo. Oltre a una trentina di opere scritte di carattere filosofico e antroposofico, sono rimasti i testi stenografati di quasi 6000 conferenze sui più diversi rami del sapere. Gli impulsi da lui dati nell’arte, nella scienza, nella medicina, nella religione, nella pedagogia e nell’agricoltura portarono a delle nascite di movimenti oggi sempre più diffusi nel mondo. Nel 1912-13 si distacca dalla Società teosofica e costituisce la Società antroposofica universale a Dornach in (Svizzera), costruisce il primo Goetheanum di legno, un centro di attività scientifiche e artistiche fondate sull’antroposofia che, in seguito, sarà poi bruciato da nemici dell’Antroposofia nella notte di S. Silvestro del 1922.  In seguito Rudolf Steiner fa un modello di un secondo Goetheanum in cemento armato il quale, fu costruito dopo la sua morte avvenuta il 30 marzo 1925, esistente tuttora come centro di numerose attività antroposofiche cui, partecipano artisti e soci di tutto il mondo.

2     Il Doppio umano o Doppelgänger com’è conosciuto in tedesco, è un Essere arimanico che poco prima di nascere s’inserisce nella parte subconscia della nostra anima dove agisce nel nostro corpo eterico influenzando i nostri pensieri in modo negativo; cioè si manifesta quale parte negativa caratteriologica della nostra Personalità umana diversamente dal suo fratello luciferico invece, che agisce tramite i sentimenti negativi umani. Tutto ciò che non riusciamo a trasformare o perfezionare in ogni incarnazione quale nostra parte caratteriale morale, è soggetta all’influenza di questi due esseri dell’ostacolo, cosicché la nostra anima viene oscurandosi sempre più con non poche conseguenze sul piano fisico-mentale. Rudolf Steiner nel libro “Il Mistero del Doppio” O.O. 178 a pag. 54 scrive: « Le malattie che compaiono nell’uomo non per un danno esterno, ma in modo spontaneo, endogeno, non nascono dall’anima umana, bensì da questo essere. Egli [il Doppio arimanico], è il responsabile di tutte le malattie che sorgono spontaneamente dall’interno quali malattie organiche. E un suo fratello, non arimanico ma luciferico, è all’origine di tutte le patologie nevrasteniche o nevrotiche [psichiche], di tutte quelle malattie che in realtà non sono tali ma, come si dice comunemente, sono solo malattie dei nervi, isteriche e così via.

3     Il Karma o «legge di causa ed effetto», sostituisce dopo l’avvento del Golgotha, la vecchia legge deuteronomica mosaica o del taglione: «Occhio per occhio, dente per dente, vita per vita etc.», la quale non ammetteva sconti; per cui se qualcuno uccideva una persona ne subiva subito la conseguenza con la pena di morte. Oggi e in modo particolare dal XX secolo in poi, per quelli che accolgono e comprendono il Cristo nel senso della rivelazione dell’Antroposofia, le cose si presentano alquanto diverse, in quanto il Cristo è diventato il «Signore del Karma». Per cui la rigida legge testamentaria yahvetica si è modificata in «legge del perdono e dell’amore» con dedizione verso gli altri, ovverosia per quanto male abbiamo fatto agli altri, tanto bene dobbiamo restituire tramite l’amore e la dedizione verso quelli che abbiamo offeso, e altrettanto occorre, che perdoniamo coloro che ci hanno offeso. Ciò non vuol dire appunto che basti chiedere perdono a Dio e tutto viene azzerato come prima; Dio non può perdonare l’azione negativa commessa, ed è errato credere che il Cristo prenda su di Sé i nostri peccati morali, sono di tutt’altro genere i peccati che Egli prende su di Sé! È un tema che purtroppo esula dall’essere affrontato in una nota. Il peccato o l’errore morale, non può essere dunque perdonato, ma possiamo compensarlo in un modo diverso dalla legge antica del taglione se abbiamo accolto in noi l’Impulso del Cristo, ossia restituendo al nostro debitore, il male commesso con altrettanto amore e dedizione alle sue necessità materiali e spirituali. Occorre pertanto che compensiamo l’azione malvagia commessa ai danni degli altri, con un’altra azione positiva quale atto d’amore e dedizione. Il karma è un tema molto complesso, poiché riguarda il passato, presente e futuro dell’essere del divenire dell’uomo, per cui è difficile stabilire se l’azione che ci viene incontro nel presente sia un effetto di una causa passata o la causa di un effetto futuro.

Rudolf Steiner nel 1910 nel libro «Le manifestazioni del karma O.O. n.120», mise le basi per la conoscenza del significato del karma, enunciando questa legge in modo alquanto diverso da come enunciata dalla scienza ufficiale esteriore laddove a pag. 32, nella prima conferenza di Amburgo egli dice: «Cosi oggi abbiamo potuto parlare del concetto di karma, (…). Troviamo cosi la legge del karma che possiamo definire una legge della relazione tra causa ed effetto, però in modo che l’effetto si ripercuote di nuovo sulla causa, e nel ripercuotersi l’essere si conservi, rimanga lo stesso (…). Abbiamo il presentimento che il karma si manifesti nelle maniere più svariate, nei campi più diversi, che le varie correnti karmiche: “Karma personale, karma del popolo, karma dell’umanità, karma della Terra, karma dell’universo, vengano a incrociarsi, e che da tutto ciò ci vengano le spiegazioni che ci occorrono per comprendere la vita; (Amburgo, 16 maggio 1910 – ed. Antroposofica Milano)».

4     Rudolf Steiner nel Vangelo antroposofico di Marco, ci rivela che l’impulso del Cristo è rappresentato da quel giovanetto che seguiva Gesù mentre era portato via dai soldati romani, cui viene strappato il lenzuolo di cui era avvolto, fuggendo via nudo. Egli continua dicendo che questo impulso giovanile cosmico del Cristo, ormai non aveva che un debole legame con il “Figlio dell’uomo”, giacché verrà poi dopo messo a morte sulla croce del Golgotha; (Mc 14,51-52). Non è possibile affrontare in una nota il tema sul significato dell’Impulso del Cristo, in quanto siamo di fronte a un argomento molto complesso che ha in sé diversi aspetti interpretativi scaturiti dal significato dell’evento del Golgotha nell’ambito della storia evolutiva umana e spirituale, non solo per l’uomo, ma anche per tutte le gerarchie spirituali superiori. Rudolf Steiner in una conferenza tenuta a Norrköping il 30 maggio 1912 rivela che l’Io Cosmico del Cristo nel dimorare negli involucri animici – corporeo di Gesù di Nazareth, come conseguenza della Sua azione divina nell’ambito terrestre, lasciò sulla Terra l’Impulso dell’Io, il quale restò come dire nudo, senza involucri esteriori, dopo la morte di Gesù. Affinché l’umanità possa avere l’aiuto dal Cristo alla fine del settimo periodo di cultura, quando cioè l’umanità si troverà ad affrontare una grande catastrofe umana simile al «Diluvio Universale» e annunciata da Rudolf Steiner come la «guerra di tutti contro tutti», occorre che gli uomini rivestano l’Io cristico o Impulso-Cristo, di un corpo astrale, un corpo eterico e un corpo fisico. Ed è sempre in questa conferenza che troviamo la risposta dove è detto che noi creiamo il corpo astrale dell’Impulso-Cristo attraverso la fede, la devozione e la meraviglia; il corpo eterico, tramite l’amore e la dedizione agli altri e il corpo fisico (diverso dal nostro attuale, ossia meno denso) attraverso le azioni morali consapevoli, cioè azioni morali fatte liberamente in piena coscienza.

5      L’uomo per compiere la sua evoluzione e perfezione umana deve attraversare «sette Stati di Coscienza Cosmici» che nella Scienza antroposofica sono chiamati: «Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano». Di questi sette stati cosmici ne sono già passati tre, e cioè Saturno, Sole e Luna e attualmente siamo nello stato cosmico o «Eone» terrestre che chiamiamo Terra. I nomi scelti non sono riferiti ai pianeti attuali del nostro sistema solare ma, questi indicano soltanto il punto, dove si espandevano le sfere cosmiche dell’antico Saturno fino al pianeta Saturno attuale; l’antico Sole fino al pianeta Giove attuale e l’antica Luna fino al punto in cui è collocato il pianeta Marte attuale. Questi antichi sistema solari o sfere cosmiche, non vanno immaginate come il nostro sistema solare attuale ma come sfere spirituali cui nessun occhio fisico avrebbe potuto vedere, in quanto erano delle sfere spirituali costituite da calore sull’antico Saturno, da una sfera eterica sull’antico Sole e da una sfera astrale sull’antica Luna. Non è possibile in una nota dare maggiori dettagli sugli antichi stati di coscienza cosmici, per cui possiamo in sintesi dire che, ogni stato di coscienza cosmico, deve attraversare diversi sottostati di coscienza, chiamati: «Stati di Vita, Stati di Forma, Stati di Epoche e Stati o periodi di cultura». Nel nostro stato attuale di coscienza dunque, vogliamo tralasciare lo stato di Vita e lo stato di Forma per non complicarci troppo la vita con questa nota integrativa, prendendo in esame soltanto le Epoche. Diciamo allora che la nostra Terra in ogni stato di forma (se ne contano sette) deve passare attraverso sette Epoche, cui chiamiamo: « Epoca Polare, Epoca Iperborea, Epoca Lemurica, Epoca Atlantica, quinta Epoca Postatlantica, sesta Epoca Postatlantica e settima Epoca Postatlantica». A sua volta ogni Epoca deve attraversare sette periodi di cultura che chiamiamo: « Paleo Indiano, paleo Persiano, egizio-caldaico-ebraico, greco-romano, periodo anglo-germanico, periodo slavo-russo e periodo americano».  Ogni periodo di cultura dura circa 2160 anni e attualmente, ci troviamo nel quinto periodo di cultura «anglo-germanico» della quinta Epoca che astrologicamente si trova sotto il «segno dei Pesci», cui durerà ancora per circa 1500 anni e dopodiché entreremo nel sesto periodo di cultura «slavo-russo» che sarà sotto il «segno dell’Acquario». Infine, per ultimo, entreremo nel settimo periodo di cultura «americano» che sarà sotto il «segno del Capricorno» che finirà con una grande catastrofe simile al «Diluvio universale» chiamata dalla Scienza antroposofica, «la guerra di tutti contro tutti». Finita la pausa catastrofica, gli uomini che avranno superato la crisi inizieranno una nuova Epoca formata da sette nuovi periodi di cultura e così via, per la settima Epoca; fino a che la Terra sarà completamente trasformata unendosi di nuovo alla Luna e al Sole.