La nuova comunità di Filadelfia e il sesto periodo di cultura quale avvento del Sé spirituale II

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            «Ora io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada perché se non me ne vado, non verrà a voi il “consolatore”; ma quando me ne sarò andato, ve lo manderò»  (Gv 16,7).

        2.

 La fine del kali yuga e la nuova epoca luminosa II

         Una di queste facoltà che va preparandosi nella nostra epoca di cultura è il risveglio o ripristino della ghiandola pineale o chakra del terzo occhio, situato alla radice del naso e che anticamente era un organo di luce, similmente a una lanterna che l’uomo portava sulla testa nel punto dove il neonato ha quella parte molle del capo chiamata «fontanella», che col tempo si atrofizzò formando l’attuale ghiandola pineale all’interno della testa. Quest’organo particolare era costituito a mo’ di lanterna e permetteva a un’umanità antichissima, non ancora discesa sul piano fisico, di vedere chiaroveggentemente il mondo spirituale e di partecipare alla vita divina tra il consesso degli Dei in uno stato però ottuso e sognante, poiché la coscienza dell’io non era ancora presente individualmente, ma era costituita da un’anima di gruppo che possiamo identificare con l’archetipo biblico Adamo. Occorse attendere per molto tempo ancora e cioè fino alla realizzazione del mistero del Golgotha, con la morte e la resurrezione del Cristo in Palestina durante il quarto periodo di cultura greco-romano7, dove venne data all’uomo la facoltà di accogliere nella sua anima l’essenza dell’«Io sono» quale spirito pentecostale dell’individualità libera umana. L’evento della Pentecoste fu per l’anima ebraica la liberazione dal ceppo costrittivo e autoritario della «legge teocratica» mosaica dell’antico Testamento quale impulso di «Dio Padre», sostituito poi dall’impulso della libertà e dell’amore universale dal «Dio Figlio», tramite la fiamma divina dello «Spirito Santo» durante l’evento della Pentecoste che realizzava così la promessa fatta dal Cristo durante il Suo commiato dai discepoli, con l’avvicinarsi del sacrificio del Golgotha. La «fiamma d’amore» fu accolta dagli apostoli quale primizia della discesa dello Spirito Santo su di loro e che riuniva di nuovo per grazia, l’anima umana all’immagine originaria divina superiore creata dagli Dei a loro immagine e somiglianza; Gen 1,26.  Anche se non ancora del tutto cosciente come fu per Lazzaro – Giovanni iniziato dal Cristo e in un secondo tempo, anche per Paolo sulla via di Damasco o, come potrebbe esserlo per noi oggi secondo il principio iniziatico moderno rosicruciano. Quest’azione del Cristo, diede via a una nuova via iniziatica meno pericolosa che quella antica mosaica misteriosofica, il cui simbolo era il «serpente di bronzo» innalzato da Mosè nel deserto sinaico e che avveniva nel sonno misterico del «Tempio» ebraico da iniziatori farisei, che il Cristo rimprovera aspramente per sette volte, per la loro ipocrisia di guide cieche non più idonee a guidare il popolo d’Israele.

«Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che innalzate i sepolcri ai profeti e adornate le tombe dei giusti, e dite: Se fossimo vissuti al tempo dei nostri padri, non ci saremmo associati a loro per versare il sangue dei profeti; e così testimoniate, contro voi stessi, di essere figli degli uccisori dei profeti. Ebbene, colmate la misura dei vostri padri! Serpenti, razza di vipere, come potrete scampare dalla condanna della Geenna?» (Mt 23, 29-33).

        Ciò che sarà poi causa della Sua condanna a morte in quanto colpevole dell’atto iniziatico compiuto in un luogo pubblico con la resurrezione di Lazzaro, avendo così violato e tradito il silenzio misterico del Tempio e per ciò passibile della pena di morte. Tutto questo ebbe come conseguenza che l’anima antica ebraica si frammentasse attraverso la grande forza dell’Io cosmico del Cristo (l’Io Sono l’Io Sono), in tanti frammenti individuali autonomi separantisi dall’anima di gruppo del padre Abramo e concedendo così ai primi discepoli e di conseguenza all’intera umanità, la possibilità di avvicinarli alla comprensione del vero Dio Padre Universale. Questo Padre Spirituale che il Cristo accenna nel Vangelo di Giovanni e in modo particolare nel Suo commiato dagli apostoli poco prima della crocifissione, non è riferito al Dio Yahve nazionale che guidò Mosè attraverso il Sinai verso la Terra promessa, e che era proibito pronunciare il suo nome. Egli parla del Dio Supremo esistente al di  sopra della gerarchia degli Elohim solari, i creatori biblici cui appartiene anche l’Elohim-Yahve il creatore di Adamo (l’uomo di  terra) e quale guida del popolo ebraico antico. Per questo sia i discepoli sia i farisei, le guide religiose degli ebrei, ebbero difficoltà a comprendere quest’Essere supremo esistente di là dallo Zodiaco oltre il sistema solare, di cui il Cristo enunciava come un nuovo principio spirituale presente in germe e quale riflesso del «Padre», esistente in ogni anima umana. Ovverosia, Egli congiunse l’anima divina superiore dell’uomo (che gli Dei separarono da Adamo prima che questi fosse tentato da Lucifero, e che fu protetta dall’Arcangelo Michele nel mondo solare in modo che non soggiacesse alla tentazione luciferina), la quale è costituita dal Sé spirituale, dallo spirito Vitale, e dall’Uomo spirito o Atma (vedi la nota 8) quale riflesso del Padre Spirito nell’uomo, cui il Cristo insegna a rivolgersi nella preghiera del «Padre Nostro». Inoltre, il Cristo diede inizio attraverso i suoi discepoli dopo aver infuso loro la coscienza dell’io, di poter accogliere il Sé superiore tramite il nuovo impulso dello Spirito Santo (Bodhisattva o lo Spirito di Verità), attraverso cui può essere accolto il vero Io cosmico del Cristo, in modo che la coscienza dell’io umano non venga smorzata dalla potenza divina. Tutto questo è un po’ come velato nel vangelo di Giovanni, laddove il Cristo nelle parole di commiato dice ai discepoli:

      «Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché egli dimora presso di voi e sarà in voi» Gv 14,16-17.

      Oggi l’anima umana è matura per prepararsi ad accogliere l’anima divina superiore attraverso cui può accogliere il vero Io cristico, ma prima deve sviluppare e realizzare in sé l’anima cosciente8 e l’unione col suo archetipo spirituale o Io superiore, attraverso la nuova rivelazione moderna. Ciò può realizzarsi tramite l’Antroposofia e con la collaborazione dello spirito nuovo redento dal Cristo preannunciato agli Apostoli durante il suo commiato, vale a dire il Paracleto o secondo il termine orientale, il nuovo successore del Buddha: il «bodhisattva Maitreya».

          «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando però verrà lo Spirito di verità [bodhisattva], egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future» Gv 16,12-13.

      Il bodhisattva Maitreya ebbe bisogno del grande iniziato cristiano fondatore dell’Antroposofia, per ispirare la sua dottrina, non essendo riuscito a trovare un’anima adatta per compiere la sua missione come aveva potuto fare altre volte incorporandosi nel corpo astrale di un uomo evoluto, così come fu con il Maestro di giustizia degli esseni Jeshu ben Pandira, vissuto intorno al 120 a.C. in Palestina. Per cui Rudolf Steiner si offerse come collaboratore sacrificando il suo corpo astrale al nuovo bodhisattva, alfine potesse ispirare i nuovi insegnamenti, tra i quali in particolare: «La legge della reincarnazione e del karma» e il nuovo avvento della «seconda venuta del Cristo»  nel corpo  eterico» e… altro ancora. Egli fu il portatore del Maitreya per la durata di circa sette anni, cioè dal 1902 al 1909, senza mai perdere anche per un solo istante la coscienza dell’Io umano, come di solito avveniva nei tempi antichi nei riguardi degli uomini che venivano ispirati dal bodhisattva. Rudolf Steiner poté così rinnovare il nuovo cristianesimo esoterico rosicruciano, grazie alla corrente del Maitreya e di quella rosicruciana di Kristian Rosenkreutz9, cui ogni cristiano per una sua maggiore evoluzione morale e spirituale, dovrebbe accogliere tramite la Scienza dello Spirito o antroposofia in modo da comprendere il vero significato esoterico dell’evento del Golgotha, dal quale fluirono attraverso le forze della morte e resurrezione del Cristo, nell’ambito spirituale della Terra e nell’ambito dell’anima umana, il “Corpo di Resurrezione, l’Impulso del Cristo e la Coscienza del Cristo». (Vedi note 24-30-31).

        Questo dovrebbe aiutarci e farci prendere coscienza per prepararci spiritualmente e moralmente, con l’aiuto della conoscenza antroposofica, di accogliere queste forze spirituali che nel nostro quinto periodo di cultura operano come menzionato, in modo incosciente e tendono a risvegliare nell’umanità le forze veggenti antiche sopite in una nuova facoltà veggente interiore immaginativa, stimolando e risvegliando appunto la ghiandola pineale, cioè il chakra del terzo occhio (Ajna) situato dietro la radice del naso. Rudolf Steiner nel libro «L’Iniziazione O.O.n.10» consiglia agli iniziandi o adepti che vogliono promuovere questo risveglio interiore, di seguire nel modo giusto il cammino esoterico moderno della Scienza antroposofica, ponendo attenzione attraverso gli esercizi di concentrazione e meditazione che possiamo trovare nel libro citato, di non avere fretta nel cammino occulto. Di creare prima di tutto un punto provvisorio nel centro della testa (che corrisponde al centro interiore della testa eterica) da dove si potrà poi, in un secondo tempo, quando cioè si è raggiunto una padronanza e una maturità interiore, di aprire gli ulteriori chakra iniziando da quello a sedici petali che corrisponde al chakra della gola, e poi dopo, tramite ulteriori esercizi quello a dodici petali corrispondente al chakra del cuore; pag.117 (ibidem).   (2.continua)

Collegno giugno 2017                                                             Antonio   Coscia

 Agg. e corr. luglio 2018

Sopra: Immagine di Rudolf  Steiner

Note

7   Il periodo greco-romano,  è il quarto periodo di cultura appartenente alla nostra quinta Epoca come spiegato nella nota 2, e che ebbe inizio con lo sviluppo dell’anima razionale o della ragione nel 747 a.C. la quale stava sotto la costellazione dell’Ariete e terminò nel 1413 d.C. Nel 1413 ebbe inizio il quinto periodo di cultura, dove l’umanità iniziò lo sviluppo dell’anima cosciente o dell’intelletto, che è in rapporto con le forze della costellazione dei Pesci, cui terminerà nel 3573 d.C. quando entreremo nella costellazione dell’Acquario e inizieremo lo sviluppo del Sé spirituale, ossia l’evoluzione dell’anima divina superiore. Il periodo greco-romano fu il periodo chiamato «il Tempo dei Tempi» in  cui avvenne l’incarnazione del Cristo in Gesù di Nazareth, ove fu chiamato l’«Agnello di Dio» in quanto discese dalla sfera del «Padre» situata oltre le costellazioni ed entrando appunto nella costellazione dell’Ariete fu conosciuto come il grande sacrificio dell’«Agnello Mistico»: «Il giorno dopo, Giovanni vedendo Gesù venire verso di lui disse: «Ecco l’agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo!» (Gv 1,29)».

8     Per spiegare che cos’è l’anima cosciente, occorre accennare in una estrema sintesi che l’uomo non è semplicemente un Entità costituita di corpo, anima e spirito, così come spiegato da S. Paolo (1Ts 5, 16-24), ma nella conoscenza della Scienza dello Spirito o antroposofia, Rudolf Steiner suddivide ulteriormente l’Entità umana in quattro, sette e nove arti articolati secondo il contesto evolutivo planetario e terrestre dell’uomo. Per cui se vogliamo descrivere l’uomo sul piano degli stati di coscienza Planetari, dobbiamo suddividerlo in quattro parti, ossia:

  • “Corpo fisico, corpo eterico, corpo astrale e Io”, provenienti da tre stati planetari antichi cioè: “Saturno, Sole e Luna” e il quarto attuale chiamato “Terra” dove gli Dei donarono una loro parte della sostanza divina, cioè l’Io umano. (Vedi nota 2 e Tav. 1.)
  • Se lo descriviamo secondo l’evoluzione di un aspetto dello stato di Forma, (vedi Tav.1) cui è formato da sette Epoche, egli è formato da: “Corpo fisico, corpo eterico, corpo astrale, Io e Sé spirituale” che stiamo sviluppando nella nostra quinta Epoca; e altri due arti superiori lo “spirito Vitale o Buddhi e l’Uomo spirito o Atma”, in altre due Epoche future.
  • Infine se vogliamo descriverlo secondo i sette periodi di cultura, egli appare al chiaroveggente costituito da nove parti e cioè: “da un corpo fisico, un corpo eterico, un corpo senziente, un’anima senziente, un’anima razionale e dall’anima cosciente” che stiamo sviluppando nel nostro quinto periodo di cultura. Dopodiché nei periodi futuri di cultura svilupperemo un principio microcosmico del “Sé spirituale, spirito Vitale e Uomo spirito, che saranno completamente perfezionati nei tre stati di coscienza futuri, ossia: “Giove, Venere e Vulcano”; (vedi Tav. 1).

In una sintesi più ristretta possiamo dunque dire che l’”anima cosciente” o “anima dell’intelletto”, è la quintessenza dell’anima umana, attraverso cui l’io umano esprime quella parte più essenziale di sé come pura essenza della vera volontà umana tramite la quale, l’«io risvegliato» può, autoconoscersi e afferrarsi come un essere autonomo e libero, congiunto a un essere a lui superiore o Io superiore divino che lo ha sempre guidato. In pratica è quella parte più profonda dell’anima umana attraverso cui l’io umano, può afferrarsi e riconoscersi come un che di divino o il “dio nell’uomo”. E nel libro la «Scienza Occulta» Rudolf Steiner scrive: «L’uomo, tramite l’anima cosciente può trovare in sé un che di divino, perché la sua più caratteristica essenza proviene dal divino. Per mezzo dell’anima cosciente l’uomo raggiunge la vera conoscenza interiore di se stesso, cosi come per [mezzo dell’anima inferiore ], raggiunge una conoscenza del mondo esterno (…).   Nell’anima cosciente comincia a rivelarsi la vera natura dell’io. Poiché mentre attraverso la sensazione e l’intelletto, l’anima si abbandona ad altre cose, come anima cosciente essa afferra la sua essenza (…). Perciò l’io per potersi percepire, non può farlo quando si abbandona alle rappresentazioni esterne, ma solo quando lo fa attraverso la sua anima cosciente tramite una certa attività interiore» (pag.56-57-58).

Occorre ancora dire che lo sviluppo dell’anima cosciente se rettamente realizzato (attraverso la via iniziatica moderna rosicruciana o Antroposofia), conduce l’uomo alla trasformazione del suo pensiero concettuale astratto, in un pensiero intellettivo vivente immaginativo, vale a dire allo sviluppo occulto della chiaroveggenza immaginativa, tramite cui possiamo entrare in rapporto con le entità del mondo astrale della terza gerarchia (Angeli, Arcangeli e Archai).

 9    Christian Rosenkreutz è una delle più elevate Entità spirituali bodhisattviche dell’occidente fondatore della corrente dei «Rosacroce» e discepolo del Cristo,  vissuto secondo la fonte ufficiale moderna nel terzo secolo (1378-1484) in Germania. In realtà questo nobile tedesco vissuto nel terzo – quarto secolo resta una figura abbastanza emblematica, quasi leggendaria, difficilmente da afferrare da una mentalità razionale di un uomo di oggi. È solo grazie a Rudolf Steiner in cui possiamo annoverare questa personalità tra uno dei più alti Iniziati cristiani della storia dell’umanità e del cristianesimo nascente, risalente fino al Caino biblico. Di certo la Scienza antroposofica, ci dice che questa personalità è vissuta all’epoca di Salomone, sotto la personalità di Hieram Abiff un discendente di Caino, l’architetto costruttore del Tempio che Salomone volle dedicare al Dio Altissimo Yahve o Jehova. Un’altra importantissima personalità in cui ha vissuto Christian Rosenkreutz, è l’amico Lazzaro che il Cristo risuscitò il terzo giorno dopo una malattia che lo aveva condotto alla morte, e che diventa poi, il «discepolo che il Signore amava», cioè Giovanni lo scrittore dell’Apocalisse. La corrente esoterica rosacrociana fondata da Christian Rosenkreutz, confluirà poi dopo insieme all’Antroposofia durante la nascita della «Pietra di Fondazione» nel 1923-24, in altre parole dopo la distruzione del primo Goetheanum costruito in legno da Rudolf Steiner e bruciato nella notte di S. Silvestro, il 31 dicembre 1922 a Dornach in Svizzera. Da allora Rudolf Steiner e Christian Rosenkreutz, collaborano insieme incarnandosi ogni cento anni, per preparare anime che sappiano accogliere e riconoscere il Cristo eterico alla sua venuta nel mondo eterico adiacente alla Terra, avvenuta nel 1909 per pochi iniziati e dal 1930 in poi, per tutti quelli che si prepareranno in modo adeguato per i prossimi 3000 anni.

 

 

 

La nuova comunità di Filadelfia e il sesto periodo di cultura quale avvento del Sé spirituale I

Breve prefazione dell’autore

Ho ritenuto di aggiornare più ampiamente quest’articolo sulla «Comunità di Filadelfia» mettendo in evidenza maggiormente il tema del male, il quale è in stretta relazione con l’evoluzione attuale dell’anima cosciente, e quello del prossimo periodo futuro del Sé spirituale che sarà motivo di scontro tra la magia bianca e quella nera. Questo lavoro non ha la pretesa di esaurire qualsiasi domanda o conoscenza sul male, ma soltanto quello di offrire a chi non ha ancora avuto la possibilità di avvicinarsi  alla Scienza dello Spirito o antroposofia, un punto di vista sui  contenuti dei «misteri del cristianesimo rosacruciano moderno, così come rinnovato e descritto nella concezione antroposofica. Chi pertanto ha a cuore l’evoluzione del mondo, il senso della vita e la conoscenza della figura centrale che diede un impulso profondo alla «svolta dei tempi» affinché l’umanità non finisse nel baratro della non esistenza, può trovare da sé le risposte nell’ambito dell’«Opera Omnia» di Rudolf Steiner.

Ho preso come spunto le parole di S. Paolo riguardo agli accadimenti futuri dell’umanità, esaminandoli attraverso la conoscenza della Scienza antroposofica concessaci da Rudolf Steiner, uno dei più elevati iniziati chiaroveggenti cristiano-rosicruciano e fondatore dell’Antroposofia. La conoscenza antroposofica ci porta dunque non soltanto in quel lontano futuro menzionato da Paolo, cioè: «al suono dell’ultima tromba …», ma va ancora molto più in là dell’evoluzione planetaria attuale e dell’esistenza umana, laddove la Terra arrivata alla fine della sua esistenza fisica, sarà trasformata dalle forze spirituali dell’uomo in un’evoluzione superiore come Terra astrale, e poi ancora più oltre come Terra spirituale nella quale potranno proseguire soltanto quelle anime umane che hanno saputo trasformarsi attraverso l’Impulso del Cristo in un’esistenza divina superiore, quali creatori di nuovi mondi. Le anime che non hanno accolto l’Impulso del Cristo e che inevitabilmente resteranno indietro nell’evoluzione terrestre, potranno proseguire in un ambito spirituale diverso, in una materia più densa e oscura (eterico – astrale) separati dall’evoluzione superiore normale e perciò, proseguiranno con più difficoltà e sofferenza animica avendo ancora la possibilità di redimersi ed essere accolti nel mondo astrale superiore luminoso.  Ciò sarà possibile fino a che nell’evoluzione cosmica umana si presenterà in quel remotissimo periodo di cultura in cui l’evoluzione entrerà nel 6° stato di vita, nel 6° stato di forma e nella 6° epoca, ossia nel futuro stato di coscienza cosmica di Venere (vedi le note 2-27), quando si formerà il nefasto numero d’uomo, cioè il 666, dove inevitabilmente ciò che non si è evoluto sprofonderà nell’abisso universale.

Affinché questa riflessione possa essere compresa dalle persone che non conoscono la terminologia antroposofica della Scienza dello Spirito o Antroposofia, (la quale ha la sua base nei quattro libri fondamentali scritti e corretti da Rudolf Steiner, quali: «La Scienza Occulta, Teosofia, l’Iniziazione e La Filosofia della Libertà»), ho ritenuto opportuno dilungarmi con note di chiusura integrative. Cosicché possa essere di aiuto a introdurre il lettore profano, in alcuni chiarimenti terminologici trattati nel tema che altrimenti, resterebbero pressoché incompresi da quei lettori che incontrano per la prima volta la via moderna rosacruciana della Scienza dello Spirito o Antroposofica.

 Albenga 18 agosto 2017                               Antonio  Coscia

Agg. Collegno agosto 2018

 cq5dam_web_1280_1280-Raffaello - Trasfigurazione di Gesù

          Perché il Signore stesso, con un ordine, con voce d’arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e prima risusciteranno i morti in Cristo; poi noi viventi, che saremo rimasti, saremo rapiti insieme con loro, sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria; e così saremo sempre con il Signore. Consolatevi dunque gli uni gli altri con queste parole»; 1Tessalonicesi 4:16-18 « In un momento, in un batter d’occhio, al suono dell’ultima tromba. Perché la tromba squillerà, e i morti risusciteranno incorruttibili, e noi saremo trasformati. (1Corinzi 15:52.)    

1.

 La fine del kali yuga e la nuova epoca luminosa I

        La concezione razionalista teologica moderna, interpreta questi insegnamenti escatologici esoterici di S. Paolo come se  alla fine dell’Eone terrestre (al suono dell’ultima tromba …), l’uomo fosse rapito tra le nuvole del cielo là dove incontrasse il Signore Cristo Gesù, che trasformatolo in un «Essere angelico» vivrebbe eternamente con Lui, nella sfera dell’aria della Terra, trasformata in una specie di rinnovato «Paradiso Celeste». Questo pensiero per un certo verso un po’ immaturo, il quale ignora il simbolismo della gnosi cristiana dei primi secoli dove il significato di «nuvole», è da attribuire al mondo eterico terrestre (mondo elementare) che non è visibile con i nostri occhi fisici; similmente a come Yahve si manifestò nel «roveto ardente» tramite il pensiero veggente di Mosè. Questa concezione umana per un certo verso  molto simile a quella buddhista che viceversa, pensa invece che l’anima dopo essersi purificata da tutti gli attaccamenti terreni e aver raggiunto attraverso la realizzazione dell’ottuplice sentiero, il grado di perfezione spirituale, non dovrà più incarnarsi in un corpo fisico ma avrà modo di ri-congiungersi per sempre col Creatore, annullandosi come goccia nel mare infinito della sfera del «Nirvana», situata oltre le stelle. Se così fosse per ambedue le concezioni religiose-filosofiche, verrebbe da chiedersi che senso ha avuto il precipitare sulla Terra, vivere una vita di sofferenza e di prove dolorose, soltanto perché i nostri antenati biblici peccarono di disubbidienza verso Dio per aver mangiato una semplice mela? Certamente dietro questo dramma  cosmico divino-umano, dobbiamo pensare che debba celarsi un azione divina che vada oltre il semplice peccato di disubbidienza umana quale vuol essere rappresentato nell’immagine simbolica paradisiaca, dell’albero del bene e del male. In realtà dietro questo simbolismo della tentazione di Lucifero, ossia il serpente che spinge Eva e Adamo a mangiare la mela del peccato, (facendo così sprofondare l’umanità nella materia più densa del creato causandogli esperienze dolorose e a volte insopportabili), esiste un significato occulto molto profondo, dietro cui si cela tutta l’evoluzione umana che va dall’uscita del «Paradiso» come creature dell’istinto, per ritornare come «Uomini divinizzati» autonomi e liberi, che pienamente coscienti entrano nel consesso degli Dei come futuri creatori di nuovi mondi.

Difatti, la concezione antroposofica della Scienza dello Spirito fondata da Rudolf Steiner1, ci dice che l’uomo dopo essere salito alla sfera angelica conseguita alla fine dell’eone terrestre, il suo cammino va oltre, attraversando altri tre eoni cosmici o Stati di Coscienza2 superiori, fino a raggiungere alla fine dell’ultimo eone chiamato «Vulcano», il grado di Creatore, cioè quel grado divino raggiunto dagli Elohim o Potestà (Spiriti della Forma secondo la concezione antroposofica) quando crearono il nostro «Zodiaco». Ciò porta a dire che la realizzazione del perfezionamento umano, si protrarrà ancora per moltissimo tempo o eoni cosmici, anche dopo aver raggiunto appunto il gradino angelico. Attraverso la conoscenza dell’Antroposofia, sappiamo che l’uomo ha appena superato soltanto la metà della sua evoluzione umana, come possiamo vedere dallo schizzo di Rudolf Steiner (vedi Tav.1 della nota 2), siamo appena oltre la metà dell’evoluzione del nostro 4° stato di coscienza chiamato «Terra». Vale a dire che siamo nel 4° stato di Vita, nel 4° stato di Forma, nella 5°Epoca Postatlantica e nel 5° Periodo di cultura. Come possiamo vedere il suono dell’ultima tromba è ancora molto lontano, prima deve avvenire la guerra di tutti contro tutti alla fine del settimo periodo di cultura, cioè fra circa 6000 anni; poi dovranno passare ancora due «Epoche» formate da sette periodi di cultura ciascuna prima che si realizzi ciò che Paolo profetizza nella sua lettera ai Corinzi, ossia il giudizio divino in cui all’umanità è annunciato tramite il «suono dell’ultima tromba …» la sua fine. Egli non fa altro che annunciare la fine di uno stato materiale che insieme all’uomo, è trasformato dall’uomo stesso in uno stato più sottile immateriale, cioè eterico, laddove ciò va inteso con le parole: «saremo rapiti insieme con loro, sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria …».  Prima di tutto questo però, l’uomo deve sviluppare le forze morali per superare la catastrofe alla fine del settimo periodo di cultura, poi dopo, i prescelti, coloro che si saranno preparati già nel nostro quinto periodo di cultura, saranno guidati dal «Manu umano» (similmente a come  gli uomini dopo il «diluvio universale», vennero guidati dal Manu divino-umano Melchisedec cioè Noè,  nella quinta Epoca Postatlantica), nella successiva sesta Epoca Postatlantica  che sarà di nuovo formata da sette periodi di cultura di 2160 anni. (vedi la nota 2).  Questo significa che oggi dobbiamo e abbiamo la possibilità di continuare questo impulso evolutivo futuro originato dalla caduta dei nostri progenitori biblici umani Adamo ed Eva durante l’epoca del «Paradiso terrestre», in modo più cosciente e consono alla nostra quinta epoca di cultura, in modo da essere preparati tramite l’impulso del Cristo3 a superare la catastrofe futura.

Se non vogliamo dunque essere come quegli uomini che messi nel torrente della vita continuano a scendere giù per la valle senza alcuna volontà fino a unirsi al corso di un fiume, e che inoltrandosi ancora incoscientemente in un cammino perpetuo senza meta tra sentieri tortuosi, oscuri e desolati, non raggiungono alla fine la foce del fiume ove, similmente a gocce divine, si annullano nel grande mare infinito. Se non vogliamo specchiarci in questa massa umana che vive inconsapevolmente la sua esistenziale vita animica sperimentando in modo dormiente l’esperienza materiale terrena, dobbiamo svegliarci alla consapevolezza dell’esistenza dei Bodhisattva4 (il Paracleto o gli inviati dello Spirito Santo), e prendere coscienza dei «tempi futuri» attraverso la nuova rivelazione spirituale che ci additano nella nostra epoca come evento di una nuova epoca luminosa che viene, sostituendosi all’antica epoca oscura del kali yuga5 già terminata un secolo fa. Occorre allora per questo, accogliere la conoscenza e gli avvertimenti di questi uomini sacri di modo che possiamo prendere in mano le redini della nostra vita esistenziale nel mondo, per andare là dove c’è indicato, imparando però a camminare da soli sulle proprie gambe, alfine di sviluppare nel modo giusto l’autocoscienza. Oggi in questo primo bagliore spirituale del nuovo Yuga, cioè il Dvapara Yuga (che tenderà a diventare sempre più luminoso come al sorgere del Sole del mattino segue la luce splendente del mezzogiorno) fluiscono dal mondo divino della terza gerarchia angelica6, sempre più forze luminose spirituali che l’uomo deve imparare ad accogliere con gratitudine alfine che possano svilupparsi in lui, nel modo giusto, le facoltà nuove che vanno preparandosi nel nuovo yuga.    ( 1.continua)

Collegno giugno 2017                                                                              Antonio   Coscia

Agg. e corr. luglio 2018

Sopra:  Raffaello, Trasfigrazione del Cristo

 Note

1    Rudolf Steiner nacque il 27 febbraio 1861 a Kraljevec, presso la frontiera austro-ungarica. Suo padre Johannes Steiner, era impiegato delle Ferrovie Meridionale Austriache, per cui crebbe in un ambiente che stimolava alla prontezza e all’abilità nella vita pratica. Già presto, all’età di sette anni, gli era possibile «vedere e udire gli esseri» che stanno dietro al mondo naturale e che dovette in certo senso nascondere ai suoi coetanei e anche a persone adulte, poiché non sarebbe stato compreso.  Nel 1879 superò l’esame di maturità con lode. Nello stesso anno s’iscrisse all’Istituto Tecnico Superiore di Vienna, dove studierà fra l’altro biologia, chimica e fisica. Specialmente quest’ultima materia influenzerà profondamente la sua evoluzione interiore e, nello stesso tempo, lo porrà di fronte a difficili enigmi. Si mise in luce già come studente curando gli scritti scientifici di Goethe. Dal 1890 al ’97 collaborò all’Archivio di Goethe e Schiller a Weimar.

Dal 1902 ebbe una più intensa attività come scrittore e conferenziere, di cui moltissime in questi anni sulla cristologia, cui dedicherà gran parte della sua vita e la sua uscita nel 1912-13, dalla Società Teosofica, a causa di un dissenso con la Presidentessa Annie Besant, la quale, sosteneva che un giovinetto indiano di nome Krishnamurti, fosse la reincarnazione del Cristo. Nel 1894 pubblica la “Filosofia della Libertà” (Edizione Antroposofica Milano), la più importante delle sue opere filosofiche ed anche la base per la successiva concezione del mondo. Oltre a una trentina di opere scritte di carattere filosofico e antroposofico, sono rimasti i testi stenografati di quasi 6000 conferenze sui più diversi rami del sapere. Gli impulsi da lui dati nell’arte, nella scienza, nella medicina, nella religione, nella pedagogia e nell’agricoltura portarono a delle nascite di movimenti oggi sempre più diffusi nel mondo.

Nel 1912-13 si distacca dalla Società teosofica e costituisce la Società antroposofica universale. A Dornach in (Svizzera), costruisce il primo Goetheanum di legno, un centro di attività scientifiche e artistiche fondate sull’antroposofia il quale, in seguito, sarà poi bruciato da nemici dell’Antroposofia nella notte di S. Silvestro del 1922.  In seguito Rudolf Steiner fa un modello di un secondo Goetheanum in cemento armato il quale, fu costruito dopo la sua morte avvenuta il 30 marzo 1925, esistente tuttora come centro di numerose attività antroposofiche cui, partecipano artisti e soci di tutto il mondo.

2    L’uomo per compiere la sua evoluzione e perfezione umana deve attraversare «sette Stati di Coscienza Cosmici» che nella Scienza  antroposofica sono chiamati: «Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano». Di questi sette stati cosmici ne sono già passati tre, e cioè Saturno, Sole e Luna e attualmente siamo nello stato cosmico o «Eone» terrestre che chiamiamo Terra. I nomi scelti non sono riferiti ai pianeti attuali del nostro sistema solare ma, questi indicano soltanto il punto, dove si espandevano le sfere cosmiche dell’antico Saturno fino al pianeta Saturno attuale; l’antico Sole fino al pianeta Giove attuale e l’antica Luna fino al punto in cui è collocato il pianeta Marte attuale. Questi antichi sistema solari o sfere cosmiche, non vanno immaginate come il nostro sistema solare attuale ma come sfere spirituali cui nessun occhio fisico avrebbe potuto vederle, in quanto erano delle sfere spirituali costituite da calore sull’antico Saturno, da una sfera eterica sull’antico Sole e da una sfera astrale sull’antica Luna. Non è possibile in una nota dare maggiori dettagli sugli antichi stati di coscienza cosmici, per cui possiamo in sintesi dire che, ogni stato di coscienza cosmico, deve attraversare diversi sottostati di coscienza, chiamati: «Stati di Vita, Stati di Forma, Stati di Epoche e Stati o periodi di cultura». Nel nostro stato attuale di coscienza dunque, vogliamo tralasciare lo stato di Vita e lo stato di Forma per non complicarci troppo la vita  con questa nota integrativa, prendendo in esame soltanto le Epoche. Diciamo allora che la nostra Terra in ogni stato di forma (se ne contano sette) deve passare  attraverso sette Epoche, cui chiamiamo:

«Epoca Polare, Epoca Iperborea, Epoca Lemurica, Epoca Atlantica, quinta Epoca Postatlantica, sesta Epoca Postatlantica e settima Epoca Postatlantica».

A sua volta ogni «Epoca» deve attraversare «sette periodi di cultura» che chiamiamo:

«Paleo Indiano, paleo Persiano, egizio-caldaico-ebraico, greco-romano, periodo anglo-germanico, periodo slavo-russo e periodo americano».

Ogni periodo di cultura dura circa 2160 anni e attualmente, ci troviamo nel quinto periodo di cultura  «anglo-germanico» della quinta Epoca che astrologicamente si trova sotto il «segno dei Pesci», cui durerà ancora per circa 1500 anni e dopodiché entreremo nel sesto periodo di cultura «slavo-russo» che sarà sotto il «segno dell’Acquario»; infine, per ultimo, entreremo nel settimo periodo di cultura «americano» che sarà sotto il «segno del Capricorno» che finirà con una grande catastrofe simile al «Diluvio universale» chiamata  dalla Scienza antroposofica, «la guerra di tutti contro tutti». Finita la pausa catastrofica, gli uomini che avranno superato la crisi inizieranno una nuova Epoca formata da sette nuovi periodi di cultura e così via, per la settima Epoca; fino a che la Terra sarà completamente trasformata  unendosi di nuovo alla Luna e al Sole.

Tav.1                 I  SETTE  STATI  DI  COSCIENZA  PLANETARI

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   Rudolf Steiner  tratto dal libro «Apocalisse O.O. 104, pag. 189

3     Rudolf Steiner nel Vangelo antroposofico di Marco, ci rivela che l’impulso del Cristo è rappresentato da quel giovanetto che seguiva Gesù mentre era portato via dai soldati romani e a cui viene strappato il lenzuolo di cui era avvolto, fuggendo nudo. Egli continua dicendo che questo impulso giovanile cosmico del Cristo, ormai non aveva che un debole legame con il “Figlio dell’uomo”, giacché verrà poi dopo messo a morte sulla croce del Golgotha; Mc 14,51-52]. Non è possibile affrontare in una nota il tema sul significato dell’Impulso del Cristo, in quanto siamo di fronte a un argomento molto complesso che ha in sé diversi aspetti interpretativi scaturiti dal significato dell’evento del Golgotha nell’ambito della storia evolutiva umana e spirituale, non solo per l’uomo, ma anche per tutte  le gerarchie spirituali superiori.  Rudolf Steiner  in una conferenza tenuta a Norrköping il 30 maggio 1912  rivela che l’Io Cosmico del Cristo nel dimorare negli involucri animici – corporeo  di Gesù di Nazareth, come conseguenza della Sua azione divina nell’ambito terrestre, lasciò sulla Terra l’Impulso dell’Io, il quale restò come dire nudo, senza involucri esteriori, dopo la morte di Gesù.  Affinché l’umanità possa avere l’aiuto dal Cristo alla fine del settimo periodo di cultura, quando cioè l’umanità si troverà ad affrontare una grande catastrofe umana simile al «Diluvio Universale» e annunciata da Rudolf Steiner come la «guerra di tutti contro tutti», occorre che gli uomini rivestano l’Io cristico o Impulso-Cristo, di un corpo astrale, un corpo eterico e un corpo fisico. Ed è sempre in questa conferenza che troviamo la risposta dove è detto che noi creiamo il corpo astrale dell’Impulso-Cristo attraverso le nostra fede, la fiducia e la meraviglia;  il corpo eterico tramite l’amore e la dedizione agli altri e il corpo fisico (diverso dal nostro attuale, ossia meno denso) attraverso le azioni morali consapevoli, cioè azioni morali fatte liberamente in piena coscienza.

4      La dottrina dei Bodhisattva è abbastanza complessa, perché queste entità superiori appartengono a diverse classi umane-divine e in modo particolare alla categoria dei Bodhisattva Celesti, cioè gli Arcangeli, gli arci-messaggeri del mondo divino, i quali formano un cerchio di «dodici Bodhisattva» che nella sfera del Budhi, (la sfera solare oltre le stelle fisse o Devachan Superiore o, secondo un termine occidentale, il «piano della Provvidenza) contemplano e accolgono la «Pienezza Divina» dell’entità del Cristo-Sole, posto al loro centro .  Sergej O. Prokofieff, in base alle citazioni di diverse conferenze tenute da Rudolf Steiner su questo argomento, nel suo libro “Rudolf Steiner e la fondazione dei nuovi misteri”, a pag. 71 scrive:

 «Un Bodhisattva è un essere di ordine cosmico che ha già superato i limiti dello sviluppo proprio dell’uomo; egli si avvicina già all’evoluzione dell’Angelo e si trova in una corrente evolutiva nella quale la sua coscienza arriva fini alla sfera del Budhi. In altri termini, un Bodhisattva sta in una fase di sviluppo che l’umanità raggiungerà, per via naturale, soltanto su Giove. Questo si esprime nel fatto che il Bodhisattva già ora, “in modo comune” a un essere della gerarchia angelica, può, con il proprio Io [superiore], operare coscientemente alla trasformazione del suo corpo astrale in Sé spirituale. In questo lavoro egli viene ispirato da un essere di una gerarchia superiore, quella degli Arcangeli. Quando questo lavoro si avvicina al suo compimento, il Bodhisattva si reca in Terra per una incarnazione umana completa, vale a dire che percorre quel grado chiamato da Rudolf Steiner il grado di “Buddha umano”. Durante questa sua ultima incarnazione il Bodhisattva lavora in modo comune a un essere della gerarchia degli Angeli e raggiunge finalmente il grado del Sé spirituale (l’illuminazione sotto l’albero del Bodhi). Con ciò egli completa il ciclo corrente all’evoluzione del mondo, e non deve più incarnarsi sulla Terra. D’ora in poi non lavora più, come essere della gerarchia degli Angeli, al suo corpo astrale che è divenuto il corpo luminoso del Sé spirituale (Nirmāṇakāya). L’ulteriore evoluzione del Buddha consiste nel fatto che egli, partendo dal suo Sé spirituale come principio dell’Io, lavora, in maniera consueta ad un Arcangelo, al proprio corpo eterico e lo trasforma a poco a poco in spirito Vitale. In conseguenza di ciò la sua coscienza raggiunge la sfera del “Nirvana” e inizia un evoluzione che la restante umanità raggiungerà solo, durante lo stato di coscienza di Venere; nel qual lavoro sarà ispirato da esseri ancora superiori agli Arcangeli ».

Quando dunque giunge per loro il momento in cui l’umanità ha bisogno di un nuovo impulso spirituale, uno di essi scende a livello astrale e ispira un «Individualità umana», un uomo evoluto appartenente alla classe dei bodhisattva umani. I quali sono i discepoli degli antichi Maestri divini che guidarono l’umanità antica, di cui nell’epoca Lemurica discesero dalla sfera di Venere, le entità delle Archai che s’incorporavano fin nel corpo fisico di uomini tra i più evoluti, che erano chiamati “Dhyani Buddha”. Durante l’epoca Atlantica discesero dalla sfera di Mercurio, le entità degli Arcangeli, che s’incorporavano fin nel corpo eterico di uomini evoluti, che venivano chiamati “Bodhisattva”. E durante l’epoca Postatlantica (prima dell’evento del Cristo nel corpo di Gesù di Nazareth), discesero dalla sfera lunare (Luna) le entità degli Angeli, nel corpo astrale di uomini evoluti, che erano chiamati Buddha umani. Anche dopo l’evento del Cristo si sono sempre presentati agli uomini dei Bodhisattva per aiutare l’umanità a evolvere verso i mondi dello spirito, senza dei quali l’umanità non potrebbe mai arrivare alla sua meta divina originaria. Sono uomini evoluti che vivono nell’ambito della sfera lunare, (in questo caso è inteso la sfera che va dalla Luna fino a Venere), e sono chiamati «Maestri della saggezza e dell’armonia dei sentimenti» che a loro volta, formano una cerchia di dodici Entità bodhisattviche al servizio dello Spirito Santo, cui hanno il compito di promuovere l’impulso del Cristo sulla Terra.

Quando appunto si avvicina per loro il momento, essi scendono sulla Terra per compiere la loro missione divulgando la loro dottrina agli uomini per la durata di cinquemila anni, durante i quali, essi s’incarnano circa ogni cento anni. Dobbiamo però dire che questi uomini evoluti, essendo troppo elevati per i corpi fisici per loro troppo angusti, scelgono a loro volta degli iniziati o personalità umane fra uomini più evoluti e li compenetrano nel corpo astrale, oppure fin nel corpo eterico, secondo la missione che devono portare a termine e dalle personalità umane terrestri che possono essere «compenetrate spiritualmente». Soltanto dopo che siano passati cinquemila anni, questi super-uomini bodhisattvici devono scendere completamente sulla Terra, incarnandosi completamente in un corpo fisico preparato per lui da un corpo materno in grado di accoglierlo, così come fu per il Buddha Gotama, e realizzare la loro dottrina che hanno ispirato e che, soltanto allora potrà diventare un patrimonio comune spirituale di tutta l’umanità. A quel punto il bodhisattva umano dovrà conquistare il gradino dell’Illuminazione spirituale di Buddha elevandosi al rango spirituale superiore, lasciando libero l’Angelo che aveva assunto la missione di guida, salendo anch’egli al livello superiore di Arcangelo.

Possiamo ancora aggiungere che fino ad ora si sono manifestati e realizzati sei Buddha, l’ultimo come accennato fu il Buddha Gotama (circa 560 a.C.) cui furono i preparatori per la discesa e l’incarnazione del Cristo nel corpo astrale, poi nel corpo eterico e infine nel corpo fisico di Gesù di Nazareth. Sei nuovi bodhisattva dovranno ora scendere per preparare la conoscenza del Cristo, cosicché l’umanità imparerà a pregare, a conoscere e a discernere sempre più la natura divina del Cristo, non confondendola (come continua a fare da diversi secoli, dopo l’editto di Costantino) con la Personalità storica (per quanto nobile e venerabile), di Gesù di Nazareth. È di vitale importanza per tutta l’evoluzione umana futura che l’umanità impari a discernere il «Maestro Gesù» quale uomo di Nazareth, dietro cui si cela la reincarnazione dell’antico Zarathustra fondatore della religione persiana, e il Cristo Gesù quale “Sole Cosmico” e secondo Principio Universale della Trinità Divina, ossia ciò che gli Iniziati cristiani hanno sempre conosciuto come: «Io Sono l’Io Sono».

Ritornando alla dottrina dei Bodhisattva, occorre sapere che da questo collegio di uomini evoluti appartenenti alla comunità dello Spirito Santo, opera oggi attraverso gli Iniziati e uomini evoluti, l’ispirazione del nuovo Bodhisattva che ha occupato il posto come successore del Buddha Siddhārtha Gautama, meglio conosciuto come Gautama Buddha o Śākyamuni che fu un monaco filosofo mistico e asceta indiano, fondatore del Buddhismo. Questo nuovo bodhisattva che iniziò a incorporarsi nel maestro degli Esseni circa un secolo prima del Cristo, come “Gesù di Pantera” (questo elevatissimo maestro esseno, chiamato Jeschu ben Pandira, fu molto confuso tra i filosofi greci tra i quali Celso e persino dalla fondatrice della Teosofia Madame Blavatsky che per questo, si scagliarono contro il cristianesimo) fra circa 2500 anni, dovrà incarnarsi sulla Terra e realizzare la sua dottrina attraverso cui salirà alla nuova dignità di Buddha; egli è il nuovo Buddha che deve venire e si chiamerà «Maitreya Buddha». Secondo la scienza dello spirito antroposofica, si devono contare dodici bodhisattva e non possono che essere dodici che contemplano il Cristo (l’Io Sono l’Io Sono) nel mondo del Budhi, dal quale accolgono le ispirazioni da portare sulla Terra. Quando l’ultimo dei bodhisattva avrà terminato la sua missione, l’umanità saprà che cosa è il Cristo, e a quel punto l’eone terrestre arriverà alla sua fine continuando una nuova incarnazione nel prossimo eone di Giove, la nuova “Gerusalemme Celeste” menzionata nel vangelo di Giovanni.

5    Il kali yuga è un periodo ciclico della durata di 5000 anni. Nella religione induista l’evoluzione del mondo avviene tramite lo sviluppo di quattro ere o periodi di tempo  chiamati yuga, i quali sono  cosi suddivisi:

1)   Satya Yuga o Krita Yuga, l’età dell’oro;

2) Treta Yuga, l’età dell’argento;

3)   Dvapara Yuga, l’età del bronzo;

4) Kali Yuga, l’età del ferro iniziata circa 3101 a.C. e terminata nel 1899 d.C.

Adesso siamo entrati nel ciclo di risalita cioè nel Dvapara Yuga che durerà di nuovo 5000 anni, poi il Treta Yuga e infine il Satya Yuga, ove termina il ciclo degli Yuga, ossia di  35000 anni.

6    Nel mondo divino operano delle  Entità spirituali appartenenti a tre classi gerarchiche cui la Scienza antroposofica cominciando dall’alto classifica così:

1° Gerarchia

Spiriti dell’Amore (Serafini), Spiriti dell’Armonia (Cherubini),  Spiriti della Volontà (Troni).

2° Gerarchia

Spiriti della Saggezza  (Kyriotetes),  Spiriti del Movimento  (Dynameis) e  Spiriti della Forma (Potestà o Elohim).

3° Gerarchia

Spiriti del Tempo o Personalità (Archai),  Spiriti del Fuoco (Arcangeli) e Spiriti della vita (Angeli).