L'uomo attuale è sceso sempre più in basso durante l'evoluzione materiale terrestre dimenticando la sua origine spirituale divina a causa di guide cieche, ambiziose e corrotte; questo blog vuole offrire una via di conoscenza alla ricerca e alla realizzazione spirituale di se stessi tramite la Scienza dello Spirito o Antroposofia.
Autore: brevipensieriantroposofici
Biografia: Antonio Coscia, nasce il 13 settembre 1943 ad Altavilla Irpina (Avellino), un paese di origini antiche situato nella verdeggiante regione della Campania, fra i monti dell’Irpinia. Giovanissimo emigra a Grugliasco un paese della provincia di Torino, presso la zia materna nell’agosto del 1957. Sposato vive tuttora nella cittadina di Collegno (TO) con la famiglia dove da anni si occupa della Scienza dello Spirito o Antroposofia. Dopo varie esperienze in movimenti spirituali quali «il rinnovamento carismatico cattolico» nel 1975 e poi dopo, nel Febbraio del 1976, entra in un movimento spirituale religioso proveniente dal Giappone di nome Mahikari, il cui fondatore Sukui Nushi Sama, un laico nato ad Aoyama (Tokyo) nel 1901 è scelto come messaggero dal nuovo bodhisattva Maitreya (Miroku Bosatzu) successore del Buddha Gautama nel 1959. Egli riceve il compito di realizzare tramite questa corrente spirituale, un Tempio Mondiale dedicato a Dio Creatore, ove tutti gli uomini rappresentanti dei cinque colori e appartenenti a qualsiasi popolo e ceto sociale, possano unirsi in armonia e fratellanza per pregare insieme il solo e unico Dio dell’umanità (Dio Su), alfine di superare l’egoismo fra i popoli e il momento critico e materialista attuale. Riceve inoltre il compito di unificare la scienza e le religioni, e di aiutare l’umanità affinché possa congiungersi allo Spirito universale (Dio Su) attraverso la purificazione della «Luce spirituale divina» trasmessa da ogni nuovo membro, dopo aver frequentato per tre giorni un corso di aggiornamento spirituale cui alla fine, è dato un oggetto sacro quale ricettacolo spirituale della luce astrale che egli può ora riversare negli altri, con l’intento di purificare l’anima umana alfine che possa prendere
coscienza della sua anima divina superiore. Nel 1978 tra i membri di Mahikari conosce un antroposofa e alcuni scritti di Rudolf Steiner (il quale è anch’egli ispirato negli anni che vanno dal 1902 al 1909 dal Maitreya, con compiti e modi diversi, in quanto Rudolf Steiner è stato uno dei più alti iniziati cristiano-rosicruciano vissuto nel XX secolo) tra i quali «La Saggezza dei Rosacroce» che darà una nuova svolta alla sua vita e allo sviluppo interiore verso l’amore per la conoscenza esoterica superiore; cosicché la sua maturazione e la ricerca per la verità spirituale, lo portano diversi anni dopo, a lasciare la corrente religiosa di Mahikari per entrare come membro nella Società Antroposofica Universale e dopo tre anni nel 1990, come membro della «Prima classe della Libera Università della Scienza dello Spirito, situata a Dornach (Svizzera)». Sergej O. Prokofieff, uno dei più elevati allievi e discepolo di Rudolf Steiner, nel suo libro “La nascita dell’esoterismo cristiano nel XX secolo” scrive in merito: «Rudolf Steiner apparteneva sin dall’inizio unicamente e solo alla corrente rosicruciana, la principale corrente del cristianesimo esoterico. In seguito all’azione comune per tre anni (dal 1910 al 1913) con il bodhisattva [Maitreya], sul piano occulto ebbe tuttavia luogo un evento importante: la corrente occidentale rosicruciana e la corrente orientale del Maitreya confluirono nella loro essenza. Questo venne compiuto dal grande iniziato cristiano Rudolf Steiner, il quale unì definitivamente entrambe le correnti sulla Terra sotto il segno del loro comune servizio per il Cristo eterico (Dio Su). Per cui, a ragione, egli poté dire nel 1911: «La corrente del [futuro] Maitreya Buddha e la corrente occidentale, che si collega a Cristian Rosenkreutz, agiscono insieme» (O.O. 130, 20.11.1911). Infatti, da allora agiscono insieme come pegno per la futura unione dell’occidente con l’oriente» (pag.97-98 Ibidem). Tutto ciò porta a dire che quando si cerca la verità con amore sincero, lo Spirito universale ci guida là, dove possiamo accogliere dalla sorgente pura della conoscenza superiore, la via sicura per la propria elevazione spirituale in modo da accogliere «l‘Impulso del Cristo» e risvegliare in noi la «Coscienza del Cristo» con la quale possiamo contrastare le forze del male ed essere più utili agli altri per la loro salvazione spirituale. Se ognuno saprà unificare la spiritualità dell’Oriente con l’intellettualità dell’Occidente, allora potremo realizzare quella fratellanza universale dalla quale potranno nascere i semi della
nuova comunità futura di Filadelfia che sarà realizzata nel sesto periodo di cultura, quale avvento del Sé spirituale.
Leyden, Lucas van — Guarigione del cieco di Gerico (trittico) — Museo dell’Ermitage
«Anticamente gli uomini potevano elevare verso gli Dei soltanto olocausti simbolici. Nel futuro gli uomini eleveranno verso gli spiriti [divini] correnti d’amore, e dal sacrificio d’amore qualcosa scenderà di nuovo verso il basso: affluiranno agli uomini forze superiori che, dirette dal mondospirituale con una potenza sempre più grande, interverranno attivamente nel nostro mondo fisico. Queste saranno allora forze magiche nel vero senso».
Rudolf Steiner, Amburgo 28 maggio 1910
2.Rudolf Steiner faceva il guaritore? II
Il rapporto di assoluta obbedienza tra Maestro e discepolo cui era giustificato durante l’epoca dell’anima razionale, nell’epoca dell’anima cosciente (il cui inizio risale all’inizio dell’anno 1413 circa) è andato sempre più allentandosi, fino a che il Maestro è divenuto per l’allievo un amico e un fratello maggiore cui chiedere consiglio. Ciò non vuol dire che non possiamo avere nei suoi riguardi amore e devozione! Amare il proprio Maestro, è l’essenza primaria di chiunque si accinga a percorrere un cammino spirituale senza per questo creare nei suoi confronti il dogma della Personalità, né deve essere per noi come dire, una stampella cui cercare appoggio. Dobbiamo imparare a prendere le proprie decisioni individuali, anche se ciò può portarci a commettere l’errore d’imperfezione dovuto a un cattivo giudizio, assumendoci ogni volta le proprie responsabilità morali, senza per questo piangerci addosso, ma, rialzandoci ogni qualvolta che cadiamo. A questo punto secondo quel che abbiamo spiegato nell’articolo precedente, si potrebbe pensare che compiere un’azione d’amore nei riguardi di un ammalato per sollevarlo dal peso della sofferenza e del dolore a causa della sua malattia sia errato, perché potremmo interferire nel suo effetto karmico giacché la malattia è stata determinata come menzionato, da una volontà superiore (l’Io superiore) quale compensazione sul piano fisico di un’azione malvagia compiuta dall’io inferiore, cui si è reso in tal modo più imperfetto. Dobbiamo però distinguere l’azione karmica risalente a una vita precedente che ha reso l’io umano più imperfetto, (per cui l’Io superiore cercherà la redenzione attraverso il compenso karmico tramite il dolore, la malattia o una prova fisica, animica o spirituale che dovrà riequilibrare l’imperfezione) e l’azione d’amore che il Maestro o Taumaturgo, può compiere per compassione (nel senso più alto della solidarietà umana) riportando un certo equilibrio psicho-fisico nell’anima umana che è stata oscurata da forze luciferiche e arimaniche che operano attraverso il “Doppio”7 quale è la causa ultima della malattia nell’uomo. Rudolf Steiner nel libro “Le Manifestazioni del Karma”, spiega:
“… in un corpo malato vi è una parte animica guasta che ha subito un influsso non giusto, un influsso luciferico o arimanico; nel momento in cui potessimo portar fuori dall’animico l’influsso luciferico o arimanico, sopravverrebbe l’esatta compenetrazione di anima e corpo, ossia sopravverrebbe salute nell’uomo” (ibidem pag.200).
Stando alle parole qui menzionate da Rudolf Steiner, l’uomo si ammala a causa di un guasto animico in una parte dell’anima dove l’uomo è compenetrato da un influsso luciferico o arimanico. Ma il guasto animico che ha sedotto l’anima da questi influssi negativi causando con ciò lo stato di malattia attraverso il “Doppio”, è dovuto appunto a un’azione immorale risalente a una o più vite precedenti dove l’Io o la Personalità terrena si rese imperfetta attraverso un’azione karmica egoistica in relazione col suo pensare, sentire o volere, nei riguardi della sua vita soggettiva, comunitaria, oppure di un’azione immorale malvagia incosciente; giacché il male cosciente comincia a nascere solo nella nostra quinta epoca dell’anima cosciente. E in un’altra conferenza Rudolf Steiner mette in evidenza il “Doppio” umano quale responsabile delle malattie organiche che sorgono dal nostro interno animico, dove egli appunto dice:
«Le malattie che compaiono nell’uomo non per un danno esterno, ma in modo spontaneo, endogeno, non nascono dall’anima umana, bensì da questo essere. Egli [il Doppio arimanico], è il responsabile di tutte le malattie che sorgono spontaneamente dall’interno quali malattie organiche. E un suo fratello, non arimanico ma luciferico, è all’origine di tutte le patologie nevrasteniche o nevrotiche [psichiche], di tutte quelle malattie che in realtà non sono tali ma, come si dice comunemente, sono solo malattie dei nervi, isteriche e così via» (“Il Mistero del Doppio” O.O. 178, pag. 54).
Queste due citazioni ci fanno prendere coscienza che la malattia nell’uomo è appunto un guasto o un disequilibrio dovuto a un danno nell’ambito della costituzione animica umana causato da un’azione scriteriata dell’Io inferiore cui si rese più imperfetto nei riguardi del consorzio umano e più distante dalla meta divina che deve realizzare. Per ristabilire l’equilibrio e quindi la guarigione nella persona malata, occorre pertanto purificare e risanare il danno nell’anima umana estirpando l’influsso luciferico e arimanico dal corpo astrale e dal corpo eterico, infine, occorre ripristinare l’imperfezione dell’Io terreno in modo da riportarlo nel suo stato originario cui era prima di commettere l’azione karmica negativa. Ma che cos’è il guasto o il danno che genera la malattia animica dovuta all’influsso luciferico e arimanico nell’ambito della costituzione umana? Qual è la sua origine? A questa domanda risponde Rudolf Steiner tramite una serie di conferenze tenute ad Amburgo e raccolte nel libro citato “Le Manifestazioni del karma”, O.O. n. 120, dove nella decima conferenza egli spiega com’è costituita la materia fisica e animica che avvolge l’essenza umana e quella della nostra Terra, giacché anche questa è un essere spirituale costituito da involucri fisici e animici similmente com’è costituito l’uomo, ossia “fisico, eterico, astrale e Io” (vedi: “Le Entità Spirituali nei Corpi Celesti e nei Regni della Natura”, O.O. n. 136). Nel libro citato, Rudolf Steiner spiega che tutta la materia non è altro che “luce” condensata, e tutto l’animico, non è altro che amore modificato; per cui per risanare il danno che genera la malattia occorre che portiamo luce nel corpo fisico oscurato e amore spiritualizzato nell’animico che è stato leso dall’influsso luciferico. Per meglio spiegare e comprendere questo concetto, citiamo un estratto dal libro dove egli dice: “Esiste un’essenza fondamentale della nostra esistenza terrestre materiale da cui tutto il fisico si è formato attraverso condensazione. Chiedendo poi quale sia la materia fondamentale della nostra vita terrestre, la Scienza dello Spirito risponde che ogni materia sulla Terra è luce condensata … Ora prendiamo l’altro quesito: che cos’è l’essenza dell’animico? Così come tutto il materiale è luce compressa, altrettanto ogni moto di carattere animico dovunque si presenti, è in qualche modo amore modificato … Se nell’uomo abbiamo per così dire ficcato l’uno nell’altro, impressi l’uno nell’altro l’interiore e l’esteriore, abbiamo allora la sua corporeità esteriore intessuta di luce e il suo animico interiore intessuto, in modo spiritualizzato, di amore”(Ibidem, 10° conf. Amburgo, 27 maggio 1910, pag 203-204).
Rudolf Steiner, continua dicendo che possiamo in qualche modo rimuovere tutto ciò che causa dolore attraverso l’influsso luciferico apportando amore, e rimuovere l’oscurità nel fisico, apportando le forze d’amore non contaminate da Lucifero che troviamo nell’ambito della natura, ossia dai farmaci naturali che vengono estratti dai minerali, vegetali e animali. Ripetendo meglio questo concetto estrapolandolo dal libro citato, leggiamo: “Vale a dire che esiste per l’uomo la possibilità che gli venga dato aiuto da due parti:”… da un lato fornendogli amore modificato nei processi terapeutici psichici, e dall’altro fornendogli luce modificata nelle maniere più varie nei processi che in qualche modo sono connessi con i processi terapeutici esteriori. Tutto quel che può essere fatto viene dato o con mezzi interiori psichici mediante l’amore, o con mezzi esteriori mediante la luce in qualche modo consolidata» (Ibidem pag. 212). Questo vuol dire che tutti quei processi terapeutici compiuti da guaritori psichici o pranoterapisti (magnetizzatori) anche se fatti in modo incosciente possono agire da balsamo d’amore nei confronti dell’anima depressa; ma possono essi in tal modo compensare anche l’imperfezione del karma negativo della persona malata, cioè assumendo su di sé il karma dell’imperfezione dell’Io inferiore? (II. continua)
Collegno, agosto 2022 Antonio Coscia
Note Antroposofiche
7 Il Doppio umano o Doppelgänger com’è conosciuto in tedesco, è un entità arimanica che poco prima di nascere s’inserisce nella parte subconscia della nostra anima dove agisce nel nostro corpo eterico influenzando i nostri pensieri in modo negativo; cioè si manifesta quale parte negativa caratteriologica della nostra Personalità umana, diversamente dal suo fratello luciferico invece che agisce tramite i sentimenti negativi umani. Tutto ciò che non riusciamo a trasformare o perfezionare in ogni incarnazione quale nostra parte caratteriale morale, è soggetta all’influenza di questi due esseri dell’ostacolo, cosicché la nostra anima viene oscurandosi sempre più con non poche conseguenze sul piano fisico-mentale. Rudolf Steiner nel libro “Il Mistero del Doppio” O.O. 178 a pag. 54 scrive:
«Le malattie che compaiono nell’uomo non per un danno esterno, ma in modo spontaneo, endogeno, non nascono dall’anima umana, bensì da questo essere. Egli [il Doppio arimanico], è il responsabile di tutte le malattie che sorgono spontaneamente dall’interno quali malattie organiche. E un suo fratello, non arimanico ma luciferico, è all’origine di tutte le patologie nevrasteniche o nevrotiche [psichiche], di tutte quelle malattie che in realtà non sono tali ma, come si dice comunemente, sono solo malattie dei nervi, isteriche e così via.
Gerusalemme Celeste, Arazzo dell’Apocalisse, Castello di Angers, Francia.
Grazie all’evento del Golgotha, la morte fu vinta nel mondo fisico, e ciò è importante per i morti che stanno nel mondo spirituale. Coloro che accolgono il Cristo nella loro interiorità, rischiarano di nuovo la vita devachianica [planetaria], divenuta un’ombra. Quanto più si sperimenta qui il Cristo, tanto più si rischiara il mondo spirituale … Questo è uno dei misteri più profondi dell’umanità. Cristo discese tra i morti e disse loro: “Sulla Terra è avvenuto qualcosa che toglie la possibilità di dire che quel che là avviene è meno importante di quanto avviene qui. Questa è la buona novella che il Cristo portò ai morti nei tre giorni e mezzo del suo soggiorno tra loro per redimerli; “Miti e misteri dell’Egitto; O.O. 106, pag.136). Rudolf Steiner
L’esperienza dell’uomo durante la vita da morte a nuova nascita V
Come abbiamo visto dall’articolo precedente l’uomo terreno o se vogliamo l’io inferiore o, la Personalità umana, fu diviso dall’Adamo celeste o Io superiore cioè la nostra Individualità umana quale immagine archetipica creata da Jehovah, a causa degli spiriti della Forma luciferici rimasti indietro durante la loro evoluzione sull’antica Luna. La nostra Individualità umana superiore è l’essenza spirituale dell’uomo che s’incarna in ogni vita, ma non scende mai fino al livello terreno; essa non cambia mai è sempre la stessa, ma, come dire riflette una parte di se stessa, un’immagine riflessa imperfetta nel corpo astrale umano. La causa di ciò fu dovuto a che spiriti angelici luciferici rimasti indietro al livello umano sull’antica Luna, non potendo proseguire la loro evoluzione a un gradino superiore insieme ai loro fratelli angelici più evoluti, fu permessa dagli Dei d’inserirsi come del parassita nel corpo astrale degli uomini provenienti dall’antica evoluzione lunare, quasi nel medesimo istante in cui gli Spiriti della Forma o Elohim solari e lunari, facevano fluire il loro Io nel corpo astrale dell’uomo. In questo modo questi spiriti luciferici conferirono agli uomini la possibilità di divenire liberi svincolandosi dall’autorità degli Spiriti della Forma o Potestà, di conseguire cioè attraverso il discernimento del bene e del male quell’autoconoscenza autonoma individuale superiore, in grado di elevarsi fino alle sfere cosmiche degli stessi creatori. Nella Bibbia questo fatto viene descritto così:
«Il Signore Dio disse allora: “Ecco l’uomo è diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell’albero della vita, ne mangi e viva sempre!”».
Questi spiriti luciferici dunque se da una parte diedero all’uomo la possibilità di conseguire una coscienza autonoma e libera, dall’altra gli diedero però anche quello di compiere il male, quel male cosciente che può distruggere l’anima umana facendo sì che non superi il gradino evolutivo umano terrestre e ricada in un’animalità ancor più peggiore di quell’antica lunare, dimodoché non realizzi la sua meta divina quale decima gerarchia angelica nel prossimo eone di Giove; ossia gli sarà precluso di entrare nella “Gerusalemme Celeste” come preannunciato dall’Apocalisse di Giovanni; (Apocalisse 21,10-22). Pertanto come possiamo vedere la discriminazione da parte del maschio nei riguardi della femmina è un fatto risalente agli eventi biblici quale colpa della tentazione che viene attribuita alla donna, dietro la cui immagine biblica però, è invece nascosto come menzionato il mistero umano dell’incorporazione da parte di esseri luciferici nel corpo astrale dell’uomo. Con ciò l’uomo conseguì la possibilità di conquistare attraverso il discernimento del bene e del male il libero arbitrio, cioè la libertà di esimersi dal divenire un semplice specchio divino. Se gli spiriti luciferici non fossero intervenuti contrastando l’evoluzione umana l’uomo si sarebbe divinizzato già durante l’Epoca Atlantica, ma sarebbe divenuto un semplice specchio, uno specchio che avrebbe rispecchiato semplicemente le immagini della natura esteriore. Nella Bibbia difatti, è descritto un fatto immaginativo dove il “Tentatore” (serpente) cioè Lucifero, convince Eva la compagna di Adamo a mangiare il frutto proibito da Dio, cioè la “mela”,ovverosia la coscienza inferiore o manas inferiore . La conoscenza manasica che questi spiriti luciferici immisero nel corpo astrale dei nostri progenitori biblici, diede loro la possibilità di elevarsi da uomini-animali lunari a uomini intelligenti morali che con l’aprirsi degli occhi, si avvidero di un mondo esterno da Dio e nello stesso istante, presero coscienza della loro nudità, cui per la vergogna si coprirono con le foglie di fico. La storia continua dove Dio rivolgendosi verso i due progenitori umani, dice loro che da ora in poi sperimenteranno le sofferenze e la morte umana non potendo più mangiare dall’albero della vita, quindi vengono scacciati dal consesso divino dopo che Jehovah li ha rivestiti con delle tuniche di pelli; ossia con la polvere lunare (Genesi 3,1-22).
Dietro questa immagine cosmica – umana, che in realtà dobbiamo collocare ancora nel mondo astrale dove un occhio fisico non era ancora in grado di vedere nulla giacché è ancora tutto in una forma spirituale, è nascosto il dramma di altri esseri umani che sull’antica Luna appunto non maturarono il loro Io umano restando indietro nell’evoluzione cosmica lunare e che abbiamo chiamato “spiriti luciferici”. In realtà ci sono diversi spiriti luciferici che appartengono a diverse classi umane e divine che sono rimasti indietro durante l’evoluzione degli antichi stati di coscienza planetari di Saturno, Sole e Luna. Vogliamo qui considerare gli spiriti luciferici più vicini all’uomo, vale a dire quelle classi super-umane appartenenti alla terza gerarchia che sono rimasti indietro fin dall’antico stato di coscienza saturnia, ossia gli spiriti della Personalità o Archai che vengono chiamati anche Asura o spiriti delle tenebre. Questi spiriti asurici sono tre gradi superiori all’uomo, i quali non superarono il loro gradino umano sull’antico Saturno e per questo divennero spiriti del male; sono dei grandi maghi neri secondo le rivelazioni di Rudolf Steiner. Questi spiriti malefici sono entrati solo da poco tempo nel nostro quinto periodo di cultura inserendosi nell’evoluzione dell’anima cosciente e perciò entro l’Io umano, che trova in essa maggiormente la sua manifestazione. Attraverso l’anima cosciente non cristianizzata può quindi l’Io umano che con essa è maggiormente congiunto, essere tentato da questi spiriti asurici a compiere quel male cosciente in quanto operano con le loro forze malvagie sulla volontà umana. Pertanto, l’Io umano, non avrà più la possibilità di compensare e redimere l’imperfezione malefica arrecatagli da questi spiriti asurici, perché gli Dei non crearono alcuna azione da parte dell’uomo contro di essi. Se contro Lucifero gli Dei crearono la sofferenza e il dolore e contro Arimane la legge della reincarnazione e del karma, contro questi spiriti asurici del male, gli Dei non possono far nulla; giacché è una questione che riguarda solo l’uomo, cioè la sua elevazione quale decima gerarchia divina; ciò che questi spiriti riescono a strappare dall’Io umano attraverso l’anima cosciente sarà irrimediabilmente perduto!
Pertanto alla fine dell’eone terrestre le anime che avranno commesso quel male cosciente divenendo succube di questi spiriti asurici, arriveranno alla meta finale terrestre in parte lese, cioè imperfette, perché mancherà loro quelle parti di esperienze sottrattegli dagli Asura che gli avrebbe permesso di superare il livello umano; ciò potrà essere compensato solo da elevati Maestri cristiani, se le persone in questione avranno nel momento accolto l’Impulso del Cristo. In una conferenza tenuta da Rudolf Steiner a Berlino il 22 marzo 1909, leggiamo: «E nell’epoca che ora verrà, saranno delle entità spirituali denominate gli Asura che si insinueranno nell’anima cosciente, e perciò in quello che chiamiamo l’io dell’uomo (perché l’io sorge nell’anima cosciente). Gli Asura svilupperanno il male con una forza anche più intensa di quella delle potenze sataniche nell’epoca atlantica o degli spiriti luciferici nell’epoca Lemurica. Il male che gli spiriti luciferici, insieme al beneficio della libertà, hanno arrecato all’uomo,l’uomo lo espierà tutto quanto durante il corso dell’evoluzione terrestre. Il male che gli spiriti arimanici hanno portato, potrà essere rimosso nel corso del divenire, grazie alla legge karmica. Ma quel male che sarà arrecato dalle potenze asuriche, non potrà similmente essere espiato. Se gli spiriti buoni hanno dato all’uomo dolori e sofferenze, malattia e morte affinché, nonostante la possibilità del male, egli potesse evolversi ulteriormente, se gli spiriti buoni hanno dato, in contrapposizione alle potenze arimaniche,la possibilità del karma, per pareggiare l’errore,non sarà invece altrettanto facile contrapporsi agli spiriti asurici durante il corso dell’esistenza terrestre.Perché questi spiriti riusciranno ad ottenere che tutto quanto sia da loro afferrato(ed è proprio la zona più profonda ed intima dell’uomo, l’anima cosciente con l’io),che l’io dell’uomo si congiunga con la sfera materiale della Terra.Pezzo per pezzo, verranno estirpate dall’io le sue parti;e man mano che gli spiriti asurici si stabiliranno entro l’anima cosciente,l’uomo dovrà lasciare sulla Terra pezzi della propria esistenza.Quanto cade preda delle potenze asuriche è irrevocabilmente perduto.Non è che l’uomo debba cadere intero in loro mano; ma dallo spirito dell’uomo verranno tagliati fuori, ad opera delle potenze asuriche, dei pezzi» (“Influssi luciferici, arimanici e asurici”, O.O. 137 ).
Una seconda categoria di spiriti luciferici che agisce da tentatori malefici nell’ambito dell’anima umana è conosciuta dalla Scienza antroposofica come esseri arimanici il cui capo è Arimane che conosciamo come “Satana o Mefistofele”, confuso dai teologi cattolici con Lucifero ossia il “Diavolo”. È uno spirito mefistofelico appartenente alla gerarchia degli Arcangeli rimasti indietro durante la loro evoluzione umana sull’antico eone solare, dove non riuscirono a completare la loro perfezione dell’Io umano. Come gli Asura, anch’essi non possono unirsi ai loro antichi fratelli solari e operano dal mondo astrale nel mondo materiale entro il quale, ne fanno una loro specifica sfera dove manifestano pienamente la loro natura arimanica nel mondo elementare; mentre svolgono un’azione diversa nella natura umana e in modo particolare, nell’anima razionale. Rudolf Steiner nel libro “Sulla via dell’Iniziazione” scrive: “Una specie di quelle Entità spirituali [arimaniche], si manifestano in modo che in esse si può scoprire la ragione per cui l’uomo sperimenta il mondo sensibile come materiale. Si riconosce che in ogni cosa materiale in realtà è spirituale, e che è l’attività spirituale di quegli esseri a consolidare, a indurire la spiritualità del mondo sensibile fino allo stato materiale … Perciò chiameremo qui col nome di entità arimaniche gli esseri che effettuano questa materializzazione del mondo dei sensi. Si scopre pure, nei riguardi delle entità arimaniche, che esse hanno la specifica sfera loro propria nel regno minerale: ivi, esse dominano in modo da manifestarvi pienamente la loro natura”; (Ibidem, pag.149). Questi spiriti pur non essendo saliti a un gradino divino sono molto superiori all’uomo normale, giacché sono più avanti di due evoluzioni cosmiche cui un uomo normale non può redimerli da solo, ma solo tenerli a bada se ha accolto in sé l’Impulso del Cristo. Essi potranno essere redenti solo nel lontanissimo eone futuro dello stato di coscienza cosmico di Giove; (vedi la nota 3).
Infine abbiamo una terza categoria di spiriti luciferici i quali sono di natura meno malefica delle altre due classi, il loro capo è Lucifero e appartiene alla categoria angelica rimasta indietro durante l’antica evoluzione lunare. Lucifero è un’entità dell’ostacolo che conosciamo come Diavolo; egli è rappresentato nell’immagine biblica come il “Serpente” tentatore che invita Eva e Adamo a mangiare la mela, il frutto proibito da Dio dell’albero del bene e del male collocato al centro di Eden insieme all’”albero della vita”. Gli Angeli durante l’eone dell’antica Luna attraversarono la loro evoluzione umana, così come ora l’uomo attraversa il suo stato umano; fu così che alcuni uomini-angeli non riuscirono a perfezionarsi, restando indietro al loro gradino lunare. Quando essi si presentarono nel seguente stato di coscienza cosmico o eone terrestre, avvenne che durante la ripetizione del terzo stato lunare cioè nell’Epoca Lemurica15, dovettero separarsi dai loro fratelli solari non essendo in grado di sopportare le pure forze del Sole; per cui dovettero restare al livello umano lunare come spiriti ritardatari, per questo luciferici, ma a un grado superiore degli uomini, i quali erano ancora al livello animale conseguito durante l’evoluzione dell’antica luna. Essi si dicono luciferici, perché il loro operare nell’evoluzione cosmica agisce come inibitore delle forze progressiste solari degli altri Dei, per questo diventano spiriti di contrasto, i quali vogliono mantenere lo “status quo” dell’eone precedente; il loro capo o l’anima di gruppo di questi angeli luciferici, è conosciuto appunto come Lucifero. In realtà “Lucifero” è un’entità ostacolatrice demoniaca molto complessa che appartiene a tutte le classi gerarchiche divine superiori a cui si contrappone; dagli Angeli fino ai Serafini ma con manifestazioni diverse, secondo la gerarchia di appartenenza.
L’entità “Lucifero” appartiene agli antichi Spiriti di Saggezza rimasti indietro durante l’evoluzione dell’antico Sole, quando a livello di Potestà sacrificarono il loro corpo eterico all’uomo, cui Lucifero era fratello del Cristo e reggente del pianeta Venere, il quale avendo terminato la sua missione cosmica – terrestre di contrasto, è stato redento dal Cristo sulla croce del Golgotha. Si tratta del ladrone che è crocefisso alla destra di Gesù di Nazareth e che è chiamato dalla Chiesa cattolica S. Dismas, il quale secondo la Scienza dello Spirito ha assunto il ruolo di Dio Cosmico e collaboratore del Cristo; egli è anche il mediatore dello Spirito Santo e quale guida dei dodici Bodhisattva. In merito Rudolf Steiner nel libro “L’Oriente alla luce dell’Occidente”, dice: “Se il principio del Cristo è chiamato a rafforzare sempre più l’interiorità umana, il principio luciferico ha la missione di potenziare, di elaborare le nostre facoltà di penetrare in modo completo nel mondo. Lucifero ci renderà sempre più forti per comprendere e conoscere il mondo, Cristo ci rafforzerà sempre più nella nostra interiorità”; (Ibidem, O.O. 113 pag.128). All’uomo non resta dunque che redimere il suo essere luciferico angelico, purificando il suo corpo astrale con l’aiuto dell’Impulso del Cristo; mentre Arimane l’uomo potrà redimerlo solo alla fine dell’eone di Giove. Occorre ancora aggiungere che è importante che l’umanità comprenda questo nuovo aspetto della redenzione di Lucifero, il quale è divenuto il nuovo spirito cosmico solare al posto del Cristo, per il fatto che il Cristo lasciò il Sole per unirsi all’uomo di Nazareth e alla sfera terrestre quale nuovo Sole in divenire, giacché potrà beneficiare del suo aiuto dopo la morte per salire verso i mondi spirituali delle sfere superiori. (V. continua)
Collegno, agosto 2022
Agg. Novembre 2022 Antonio Coscia
Note Antroposofiche
15 Durante il quarto stato di coscienza cosmico o eone della nostra Terra, prima di iniziare la vera evoluzione terrestre, vengono ripetuti a stati superiori i tre stati di coscienza cosmici evolutivi antichi di Saturno, Sole e Luna, i quali si riflettono poi dopo, nelle prime Epoche evolutive terrestri, cioè; “L’antico Saturno nella prima Epoca Polare; l’antico Sole nella seconda Epoca Iperborea e l’antica Luna durante la terza Epoca Lemurica”. Segue poi l’Epoca Atlantica e dopo la sua fine col diluvio universale, la nostra quinta Epoca Postatlantica che è la ripetizione su di un livello più alto dell’Epoca Lemurica, cui seguirà la ripetizione dell’antico Sole nella sesta Epoca Postatlantica e infine, la ripetizione dell’antica Luna nella settima Epoca Postatlantica.
Nelcampo della Scienza dello Spiritocon il nostro sentire dobbiamo sempre più accompagnare il nostro conoscere. Non è bene se con il nostro sentire rimaniamo indietro. Mentre via via conosciamo aspetti diversi e più alti della Scienza dello Spirito, dobbiamo saper sviluppare sentimenti di maggiore devozione per i segreti del mondo, segreti che in definitiva riconducono ai segreti dell’essere umano In questo calore spirituale, chiarificatore delle nostre sensazioni e dei nostri sentimenti, sta in definitiva il giusto progredire nella Scienza dello Spirito.
Rudolf Steiner (Lipsia, 22 febbraio 1916 da O.O. 168).
L’esperienza dell’uomo durante la vita da morte a nuova nascita IV
Riassumendo in breve l’articolo precedente abbiamo visto che l’uomo è formato dagli Dei della prima e seconda gerarchia spirituale attraverso millenni o stati di coscienza cosmici in cui la nostra Terra, ossia il sistema planetario, ha attraversato tre incarnazioni cosmiche che abbiamo chiamato Saturno, Sole e Luna, dove ogni Entità divina gerarchica dona una parte dei suoi arti cosmici alfine siano preparati i germi spirituali di due correnti spirituali umane, di cui: una superiore formata da Atma o Uomo Spirito, Budhi o Spirito Vitale e Manas o Sé spirituale. E una seconda corrente inferiore formata da un corpo fisico di calore (Fantoma), corpo eterico e un corpo astrale che alla fine dell’antica epoca lunare, l’uomo inferiore si presentava come un essere animale entro il quale gli Dei fecero fluire il germe dell’anima senziente e dell’anima razionale, elevando così una parte di uomini-animali a un gradino di animale superiore più perfetto. Cosicché sull’antica Luna abbiamo quattro regni di esseri umani di cui quelli più evoluti che erano gli uomini-angeli, poi uomini-animali maggiormente evoluti, uomini-animali che restano indietro a un gradino inferiore animale e altri uomini che restano ancora più indietro al gradino vegetale. Abbiamo poi visto che nell’eone seguente lo stato terrestre, ossia la quarta incarnazione della Terra (inteso come sistema planetario), gli Dei creatori, cioè gli Elohim o Spiriti della Forma (Potestà, Exusiai), si uniscono in un’unità armonica e tramite le loro forze creatrici creano un essere complesso, un Elohimità che nella Bibbia è chiamato Signor Iddio o Jehovah e che Rudolf Steiner chiama Jahve-Elohim. Attraverso Jahve-Elohim le sette divinità creatrici (nella Bibbia sono tradotte al singolare di Dio), possono ora elevarsi con l’aiuto di un’altra Entità ancor più complessa, raggiungendo l’altissima sfera della “Parola cosmica” dove accolgono una parte del fuoco divino della Divinità Trina, ossia il principio dell’Io quale micro-logos divino e vero nucleo dell’uomo superiore che abbiamo chiamato Adam Kadmon. Quest’uomo ancestrale eterico superiore, verso la fine dell’Epoca Iperborea fu separato dalle Entità lunari e terrestri dal Cristo che insieme alle Entità divine superiori e alle sostanze solari più pure (tra cui quelle della corrente umana superiore di Manas, Budhi e Atma), si allontana col Sole lasciando insieme Terra e Luna perché le Entità solari avevano bisogno per la loro evoluzione superiore una dimora più elevata, giacché più rapida di quelle dell’Entità della Luna e della Terra; ciò avvenne durante l’Epoca dei Pesci, vale a dire quando il Sole durante il solstizio di primavera nasceva nella direzione della Costellazione dei Pesci. Il Cristo unì di nuovo durante gli eventi di Palestina, l’uomo superiore o Vero Io insieme all’anima superiore Manas, Budhi e Atma, col corpo di Gesù di Nazareth che divenne il nuovo Archetipo umano dell’umanità, attraverso cui ogni uomo può ora tramite l’Impulso del Cristo11 avere la possibilità di unirsi alla sua immagine spirituale superiore o “Vero Io”, prima però occorre che ognuno si elevi allo stato superiore del Sé spirituale cioè al suo “Io superiore”, di cui diremo più avanti.
Vogliamo ritornare di nuovo all’inizio dell’Epoca Lemurica, laddove dopo la separazione del Sole da parte del Cristo cui aveva portato con sé le Entità superiori solari alfine che l’evoluzione umana potesse continuare a evolversi e perfezionarsi secondo le forze terrestri, occorse un sacrificio da parte di uno tra i più elevati degli Elohim solari, cioè Yahveh o Jehovah che rinunciando alle sue forze solari superiori divenne il “reggitore” della sfera Lunare. Grazie dunque al sacrificio di quest’altissimo Spirito della Forma o Eloah lunare, la corrente umana inferiore fu elevata e plasmata da uomo-animale a uomo superiore, avendo ricevuto una parte del suo fuoco divino creatore. Vale a dire che gli Spiriti della forma avendo maturato sull’antica Luna la parte più bassa della loro natura divina settemplice12, cioè l’“Io”, poterono ora donarlo all’uomo durante lo stato terrestre del primo terzo dell’Epoca Lemurica, facendolo fluire nel corpo astrale o nell’anima umana. Dobbiamo pensare che dicendo “uomo” è inteso tutta l’umanità, dove invece nella Bibbia è menzionato il solo archetipo umano rappresentato da Adamo che viene plasmato da Jehovah, quando gli insuffla attraverso il suo alito divino, una parte del Suo spirito, ossia l’Io superiore, cosicché l’uomo divenne un’anima vivente. In realtà qui si tratta di tutta l’umanità che come tante spugnette accolgono una goccia del fuoco divino dagli Spiriti della Forma o Potestà, elevandosi al di sopra della loro animalità lunare. Come possiamo vedere l’uomo-animale lunare viene trasformato da Jehovah in uomo superiore terrestre, cosicché da uomo-animale orizzontale (la linea dell’animalità), si eleva a uomo verticale (la linea divina della verticalità), conseguendo con questo il rango “Umano” qual essere della decima gerarchia in divenire. Come possiamo vedere l’uomo viene costituito dagli Dei attraverso dei lunghi periodi di Epoche o stati di coscienza e non come viene tradotto dalla Bibbia in un solo giorno, cioè il sesto giorno; (Genesi 1,26-31). Pertanto abbiamo visto che nel primo capitolo della Genesi viene creata dai sette Elohim solari l’umanità celeste macrocosmica, il cui rappresentante androgino eterico è stato chiamato Adam Kadmon: «E Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare … Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò» (Gen. 1,26-27)». Nel secondo capitolo della Genesi dopo le considerazioni che abbiamo fatto finora, dobbiamo vedere una prosecuzione della creazione e separazione dell’umanità androgina astrale dell’uomo, questa volta però soltanto da parte dell’Eloah lunare Jehovah o Jahve-Elohim. È una seconda creazione cui l’uomo o l’umanità viene come dire compressa, cui va solidificandosi sempre più in modo da diventare uomini terrestri cosicché lo spirito umano possa evolversi e rafforzarsi sperimentandosi attraverso la massima densità della materia fisica. Non si tratta dunque della stessa creazione che gli esegeti biblici attribuiscono ai due capitoli biblici (Genesi 1,26 e 2,7), affermando che appartengono a due correnti spirituali diverse secondo che siano “jahvista o Elohista”, ma è una seconda creazione in cui viene creata una seconda generazione umana terrestre plasmata da Jahve-Elohim, cioè Adamo, cui non può che essere un altro androgino la cui forma non è ancora solida, ma è una forma astrale entro la quale Yahve-Elohim fa fluire il suo Io planetario, ovvero l’archetipo dell’umanità “Adamo”. A questo punto dell’Epoca Lemurica, l’uomo inferiore è costituito da un corpo di “calore, acqua e aria, un corpo eterico, un corpo astrale e un Io”, il quale è separato dalla sua natura spirituale superiore e dal suo vero nocciolo o uomo superiore, cioè il Vero Io che riposano insieme nel grembo divino degli Spiriti della Forma solari.
L’Epoca Lemurica fu una delle epoche più lunghe in cui il Sole dovette fare un doppio giro dello Zodiaco per perfezionare e formare l’uomo di acqua quale ripetizione dell’uomo-animale astrale lunare, per cui i fatti biblici iniziano con il quarto stato o eone terrestre con la ripetizione a un livello più alto dell’Epoca Polare quale ripetizione dell’antico Saturno, cui la Terra appare in uno stato oscuro di calore. Poi abbiamo l’Epoca Iperborea, quale seconda ripetizione dello stato solare dell’antico Sole, cui la Terra appare come una sfera di calore e gas luminosa. Dopodiché dopo una breve pausa (Pralaya) inizia l’Epoca Lemurica che al calore e all’aria si aggiunge ora (perché la sfera planetaria viene maggiormente compressa dagli Dei) il terzo elemento dell’acqua, cui il Sole che da pianeta, e diventato “Stella”13, deve a questo punto separarsi dall’insieme dei due pianeti Luna e Terra in modo da permettere alla materia astrale di solidificarsi maggiormente, cosicché come menzionato, ogni gerarchia divina, e umana possa evolvere secondo il giusto equilibrio delle loro forze animiche lunari e terrestri. Durante la lunga Epoca Lemurica avviene appunto che Sole, Luna e Terra raggiungono il perfetto equilibrio in modo che gli Spiriti della Forma o Elohim solari, gli uomini-angeli e gli uomini-animali, possono salire al loro gradino corrispondente di “Potestà, Angelo e Uomo”, secondo la loro velocità evolutiva. Durante il secondo giro e nel secondo terzo dell’Epoca Lemurica, iniziò la divisione dei sessi che come spiegato si concluse circa alla metà dell’Epoca Atlantica, con le anime che iniziarono a ripopolare la Terra attraverso l’accoppiamento sessuale che era diretto allora dagli Dei lunari, fino a quando nell’Epoca Postatlantica divenne un atto esclusivo della volontà umana, spinto però dal desiderio luciferico, lo stesso impulso tentatore che fa commettere il peccato originario ai nostri antenati biblici. Chi è Lucifero? Perché Dio permise che un’Entità dell’ostacolo fosse presente nel “paradiso terrestre?”. Siamo qui di fronte a un mistero cosmico-dvino che ci viene svelato dalla visone chiaroveggente di Rudolf Steiner, laddove egli dice che Lucifero è un essere che appartiene a diverse categorie gerarchiche delle diverse gerarchie spirituali che ha il compito di ostacolare la giusta evoluzione normale degli Dei del progresso. Le entità luciferiche che interessano a noi sono prima di tutto quelle entità divine appartenenti alla categoria degli Spiriti della Forma che sull’antica Luna restano indietro a livello di Archai, per il fatto che non maturano il loro Io. Pertanto nell’eone terrestre, quando i loro fratelli più elevati, cioè gli Elohim o Spiriti della Forma normali fanno fluire il loro Io nel corpo astrale dell’anima umana, vollero fare altrettanto gli Spiriti della Forma o Archai luciferici rimasti indietro durante l’eone lunare. Ma essi non avendo maturato l’Io, fecero fluire nel corpo astrale dell’uomo soltanto le loro forze astrali impure non purificate, cosicché il corpo astrale umano si divise in due parti: una parte astrale umana più pura e luminosa, dove gli Spiriti della Forma (il cui reggente lunare è Jahve-Elohim) fecero fluire l’Io altruista o Io superiore nel corpo astrale umano virginale proveniente dall’antica Luna e, una parte astrale umana più impura e oscura, dove gli Spiriti della Forma luciferici fecero fluire le loro forze astrali più basse da cui si formò l’io egoista inferiore che prese la via dell’incarnazione terrena e che nella Bibbia è descritto come la “cacciata dal paradiso terrestre”; (Genesi 3,20-24; e rivista Antroposofia ottobre-dicembre 1986, pag. 156) .Intanto un altro fatto cosmico venne ad aggiungersi a questi eventi menzionati, e cioè quello di alcuni esseri luciferici appartenenti alla categoria angelica che durante l’evoluzione dell’antico stato lunare restarono indietro a livello di uomini-angeli. Essi non progredirono superando il gradino umano e per cui nell’ambito dello stato terrestre si presentarono appunto come entità luciferiche il cui capo lo conosciamo come Lucifero, ossia il “Demonio”, che non va confuso con l’altro tentatore superiore appartenente alla categoria arcangelica rimasta ancora più indietro durante la loro evoluzione sull’antico Sole come uomini-arcangeli arimanici e che il loro capo è conosciuto come “Satana”. Per cui queste due categorie umane-divine cui potremmo definirli dei “super-uomini” luciferici-arimanici rimasti indietro durante le passate evoluzioni cosmiche, non potendo proseguire il loro perfezionamento insieme ai loro fratelli più evoluti, né quello di potersi incarnare come uomini normali sulla nostra Terra, l’unico modo fu di permettere loro di unirsi al corpo astrale umano come dei parassiti. In tal modo gli Dei diedero all’uomo la possibilità di emanciparsi come semplice specchio divino e di conquistare la coscienza libera e autonoma attraverso il discernimento del bene e del male; dall’altra diedero la possibilità agli spiriti luciferici di evolversi attraverso l’uomo e di poter essere redenti da questi con l’aiuto del Cristo, cosicché possano di nuovo integrarsi e riunirsi alla sfera superiore dei loro fratelli solari. (IV. Continua).
Collegno, agosto 2022 Antonio Coscia
Note Antroposofiche
11 L’Impulso del Cristo è un tema molto complesso e profondo poiché riguarda diversi aspetti sia nell’ambito dell’evoluzione della Terra sia in quello dell’anima umana, per cui qui in una nota non possiamo che limitarci a dare un chiarimento sintetico per chi non ha ancora avuto modo di approfondire i misteri del cristianesimo esoterico secondo la concezione antroposofica. Possiamo dire che l’Altissima Entità solare del nostro universo, nell’udire il lamento di sofferenza e di dolore provenire dalla Terra, mosso a compassione lasciò il Sole per venire in soccorso di noi uomini. Fu per il Cristo un puro atto libero d’amore universale e un sacrificio infinito, in quanto dovette abbandonare un’altissima dimensione spirituale e scendere comprimendosi sempre più, per entrare nell’angusta corporeità di uno degli uomini più evoluti della Terra, vale a dire l’uomo Gesù di Nazareth dietro la cui Personalità umana si celava il grande Zarathustra, uno dei più alti iniziati solari e discepolo del Cristo, oggi conosciuto come Maestro Gesù. Il Cristo, nei tre anni di convivenza negli involucri animici-spirituali di Gesù di Nazareth, non-solo ripristinò le quattro parti costitutive umane, ossia: “Il corpo fisico (Fantoma)14, l’eterico, l’astrale e l’Io terreno”, ma plasmò dal vecchio corpo fisico antico di calore di Saturno che Rudolf Steiner chiamò “Fantoma”, un altro corpo fisico spirituale più elevato e luminoso, vale a dire il corpo di resurrezione. Affinché l’umanità possa continuare la sua evoluzione verso gli stati superiori di coscienza chiamati “Giove, Venere e Vulcano” in modo da ri-unirsi al proprio creatore, deve accogliere in sé il corpo di resurrezione del Cristo. Ciò può farlo solo accogliendo l’Impulso del Cristo e risvegliando la “Coscienza del Cristo” nella parte subcosciente della sua anima. Occorre pertanto unirsi al corpo di resurrezione, ma non come pensa la teologia cattolica alla fine dei tempi! Possiamo già farlo nella nostra epoca dell’anima cosciente per il fatto che il Cristo secondo l’economia spirituale ha moltiplicato per ogni uomo della Terra il corpo di resurrezione, quando egli realizza in sé il motto di Paolo: “Non Io ma il Cristo in me”.
Questi due impulsi spirituali furono generati dall’azione del Cristo nella Sua discesa in un corpo umano che divenne poi visibile e oggettivo quando i romani nell’arrestare Gesù nel giardino dei Getsemani, si accorsero di un ragazzo che lo seguiva a distanza cui essi cercarono invano di prenderlo, ma riuscirono solo a togliergli di dosso il lenzuolo lasciandolo nudo. Questo episodio è descritto solo nel vangelo di Marco, laddove egli dice: “Un certo giovane lo seguiva, avvolto solo in un panno di lino e lo presero, ma egli, lasciando andare il panno di lino, se ne fuggì nudo” (Mc 14,51-52). Rudolf Steiner ci rivela che questo giovane rimasto nudo è l’Impulso del Cristo. Questo Impulso spirituale creato dal Cristo nel mondo umano, è dato affinché l’umanità possa accogliere il Vero Io del Cristo senza che il suo io terreno venga sopraffatto, annullato dalla potenza dell’Io Sono cosmico del Cristo. Per questo l’umanità deve rivestire questo archetipo spirituale, questo Io superiore cosmico rimasto nudo, di un corpo astrale, un corpo eterico e un corpo fisico (spirituale), affinché possa unirsi al “Vero Io cosmico del Cristo”, in modo da superare le catastrofi future. La prima catastrofe avverrà alla fine della nostra quinta Epoca (la guerra di tutti contro tutti), la seconda, alla fine della sesta Epoca dei sette suggelli e la terza, alla fine della settima Epoca delle sette trombe (vedi la nota 2 della Tav. 1). Possiamo rivestire questa Entità spirituale del Cristo se sviluppiamo in noi alcune virtù cristiane quali: “La fede e la meraviglia, l’amore e la dedizione verso il prossimo e lo sviluppo della coscienza morale nelle nostre azioni verso gli altri”; sono le virtù animiche spirituali che dobbiamo sviluppare, affinché la futura umanità possa essere salvata e superare le prove finali col male e con la magia nera asurica in un futuro ancora remoto, ma che comunque occorre già preparare ora, dal nostro quinto periodo di cultura. Questo vuol dire che l’Impulso del Cristo che l’uomo rivestirà, sarà come un “Sé cosmico superiore” che avvolgerà tutta l’umanità cristificata, compenetrata dal “Vero Io” del Cristo, come Suo nocciolo centrale. Vedi blog Pensieri Antroposofici dell’Anima, (“(L’Impulso del Cristo e l’impulso dell’uomo)”.
12 Gli Spiriti della Forma come tutte le divinità del nostro sistema planetario sono costituiti similmente come la natura settemplice dell’uomo. Mentre l’uomo ha come parte più bassa il corpo fisico, poi un corpo eterico, un corpo astrale e l’Io; poi ha tre arti o corpi superiori, cioè Manas, Budhi e Atma quale trasformazione del lavoro di purificazione che l’Io compie nei suoi arti inferiori. Questi germi o arti spirituali superiori, sono per adesso inglobati nell’Io superiore e saranno sviluppati e perfezionati nei prossimi eoni o stati di coscienza cosmici di Giove, Venere e Vulcano, ma che comunque già nel corso del nostro eone terrestre dovranno essere sviluppati in modo parziale. Gli Spiriti della Forma o Potestà diversamente sono esseri spirituali che hanno sviluppato perfettamente i loro arti inferiori attraverso diversi eoni cosmici, per cui pur essendo costituiti in modo settemplice come l’uomo, i loro arti sono invece arti cosmici e macrocosmici. Vale a dire che mentre il corpo astrale di un Arcangelo avvolge come in una nuvola un singolo popolo umano, il corpo astrale di ogni singolo Spirito della Forma o Potestà è grande quanto un pianeta. Essi dopo aver donato all’uomo il loro arto inferiore cioè l’Io umano, sono costituiti ora da un Sé spirituale, da uno Spirito Vitale, dall’Uomo Spirito e da un quarto corpo che similmente all’Io umano è come un loro centro; poi hanno ancora tre corpi superiori macrocosmici che dovranno sviluppare nei prossimi eoni cosmici di Giove, Venere e Vulcano.
13 Il nostro Sole prima di diventare Stella era un Pianeta, difatti prima deve passare come un semplice Pianeta, attraverso tre metamorfosi cosmiche affinché possa diventare una Stella. Il nostro Sole difatti, nasce all’epoca dell’antico Saturno, il quale si presentava come una sfera di calore buia che si estendeva fin oltre i confini dell’attuale Saturno. Esso poi si condensò e divenne luce durante l’antico Sole, ma la sua luce illuminava solo l’interno del sistema planetario. Poi sull’antica Luna divenne una Stella che iniziò a brillare spiritualmente anche esternamente gli altri pianeti del sistema planetario astrale, e finalmente divenne una Stella fissa durante la quarta metamorfosi dell’eone terrestre. Esso, pertanto, ha come dire due porte, di cui una si apre al sistema cosmico planetario come Pianeta, e l’altra si apre al mondo stellare come Stella, di un sistema solare.
14 Il Fantoma è il vero corpo fisico dell’uomo costituitosi sul primo stato o eone evolutivo di coscienza cosmica dell’antico Saturno, quale dono degli Spiriti della Volontà o Troni che durante l’Epoca Lemurica venne guastato dalla tentazione luciferica, cioè col peccato originario, e che durante l’epoca terrestre finì col deteriorarsi ancor di più a causa delle forze luciferiche e arimaniche che spinsero l’uomo verso un egoismo smodato cui fu necessario l’intervento del Cristo. Il Cristo difatti durante i tre anni vissuti sulla Terra, ripristinò il Fantoma umano di Gesù di Nazareth entro il quale s’incorporò nel fiume Giordano tramite il Battesimo del Battista, riportandolo al suo stato originario saturnio. Nei tre giorni dopo la morte sulla croce trasse dal Fantoma un altro corpo più spirituale superiore con il quale il Cristo poté risorgere la domenica mattina di Pasqua, vale a dire con il corpo di resurrezione che ogni uomo può accogliere in sé e con il quale può mantenere desta la sua coscienza terrena dell’io, anche dopo la morte. È il corpo con cui l’umanità potrà continuare la sua evoluzione nel prossimo quinto stato di coscienza o eone di Giove.
Dall’altro lato, dal lato spirituale, guardando indietro al momento della morte, essa appare di continuo come la vittoria dello spirito, come il faticoso liberarsi dello spirito dal corpo fisico. Questo evento spirituale sublime accende in noi quella che dopo la morte è la nostra coscienza dell’io. Per tutto il periodo tra morte e rinascita abbiamo una coscienza dell’io non soltanto simile a quella che abbiamo qui nella vita fisica, ma l’abbiamo persino in un senso molto più elevato; (“L’evento della morte e i fatti del dopo-morte”, O.O. 168). Rudolf Steiner
L’esperienza dell’uomo durante la vita da morte a nuova nascita III
Per rispondere alle domande postaci sul significato della nostra esistenza e sul mistero della morte umana, occorre che prendiamo consapevolezza prima di tutto della nostra costituzione umana, animica e spirituale, in modo da capire che cosa resta di noi dopo la morte. Il pensiero materialista moderno crede che l’uomo sia un essere fisico complesso formato da miliardi di cellule fisiche che aggregandosi tra loro formano tutta la struttura solida, liquida, gassosa e nervosa dell’uomo, attraverso cui si manifesta la mente o psiche umana, quale essenza o “anima” individuale, cui fa di ogni essere, un individuo a sé. Il pensiero teologico non va molto più oltre, asserendo che l’uomo è un essere costituito di corpo e anima e che l’anima a sua volta ha un quid spirituale più sottile donato da Dio durante l’atto creativo sessuale tra maschio e femmina, cui eleva spiritualmente l’uomo a un livello superiore del singolo animale. Se così fosse, resterebbe ben poco dell’uomo dopo la morte! In realtà l’uomo va visto come un essere fisico-animico e spirituale molto complesso, un microcosmo quale riflesso del macrocosmo entro il quale operano gli Dei e l’uomo celeste superiore creato dall’insieme dei sette Elohim creatori solari e dalla collaborazione di tutte le gerarchie divine spirituali, dai Serafini fin giù alla sfera degli Angeli.
Nel primo capitolo della Bibbia è scritto che Dio, ossia il complesso dei sette Elohim solari appartenenti alla seconda gerarchia delle Potestà (Spiriti della Forma o Exusiai, secondo la nomenclatura antroposofica o greca), dopo aver collaborato singolarmente alla creazione del nostro universo, per creare l’uomo occorreva loro qualcosa in più di come avevano fatto finora separatamente con l’aiuto delle gerarchie superiori; essi come dire devono fare di più, devono elevarsi verso quell’altezza vertiginosa oltre lo Zodiaco, in modo da ricevere aiuto dal mondo divino che opera al di sopra dei Serafini. Devono per questo unirsi insieme e, in una perfetta sintesi armonica, trascendere loro stessi per chiedere aiuto alla Divinità Trina, a quell’Essere inaccessibile per qualsiasi intelletto umano e che nell’esoterismo cristiano è chiamato per antonomasia “Dio Padre”7, il quale possiamo solo presagire la Sua esistenza giacché nessun iniziato per quanto possa essere evoluto chiaroveggentemente, può toccare la Sua sfera macrocosmica esistente oltre le Stelle fisse dello Zodiaco. Cosicché dalla loro unione nacque un essere spirituale superiore, una specie di “alter ego” settemplice che Rudolf Steiner nel libro “Genesi” O.O. 122, chiama Elohimità8; un essere “sobornico” molto complesso, costituito spiritualmente di ogni singolo Elohim. Rudolf Steiner a pag. 118, continua dicendo che i sette Elohim solari tramite il loro alter ego possono ora operare elevandosi in modo unitario fino a quella sfera altissima divina, là dove attraverso un processo molto complicato l’unità degli Elohim poté accogliere dalla sfera della “Parola cosmica” un frammento del fuoco divino creatore, una pura essenza divina – spirituale che nella Scienza antroposofica è chiamato “Scintilla divina” o “Vero Io” il quale è il vero nucleo spirituale dell’uomo celeste macrocosmico superiore della natura umana. Per meglio dire, dal mondo o sfera della “Parola cosmica creatrice” esistente di là dallo Zodiaco o mondo stellare, i sette Elohim solari tramite il loro alter ego che, a suavolta, entrò in relazione con un altro essere9 sobornico a lui superiore molto complesso, accolsero un frammento del fuoco divino dalla Divinità Trina del nostro sistema solare, cioè un “Io” divino macrocosmico che nella Cabala ebraica (Qabbālāh) è chiamato Adam Qadmon o Kadmon, l’Uomo del principio, l’essere ancestrale androgino proveniente appunto dal mondo della Parola o Logos creatore, cioè dalla stessa sfera cosmica da cui proviene il “Cristo”. Pertanto tra il Cristo quale “Logos superiore” e il Vero Io umano quale “logos inferiore”, esiste un’affinità spirituale cui rese possibile al Cristo durante gli eventi di Palestina di congiungersi con l’Io umano e d’incorporarsi per tre anni negli involucri animici-corporei di Gesù di Nazareth. Quest’aspetto creativo del primo uomo androgino da parte degli Elohim solari, lo troviamo nel primo versetto della Bibbia, là dove il complesso degli Elohim non opera più singolarmente ma operano insieme essendosi essi evoluti a una coscienza unitaria superiore, come menzionato. Ora possono creare l’uomo secondo la loro immagine, secondo la loro somiglianza androgina maschio-femmina, come riportato dal primo capitolo della genesi:
«E Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare … Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò» (Gen. 1,26-27)».
Grazie alla Scienza dello Spirito o antroposofia, possiamo cercare di capire questo capitolo biblico dicendo che Dio, ossia il complesso dei sette Elohim solari, creano un essere macrocosmico spirituale cui non può che essere un’immagine eterica asessuata androgina nella quale si rispecchiano e che poi da questa, l’Eloah lunare Jehovah o Yahveh crea il secondo uomo, una seconda progenie umana formata dalla “polvere lunare”. Nel secondo capitolo biblico leggiamo:
«Allora il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente» (Gen. 2,7).
Questa polvere o materia lunare con la quale il Signore Dio (il quale secondo Rudolf Steiner non è altri che l’Elohimità creata dall’insieme degli Elohim solari, cioè Jahve-Elohim) riveste la seconda progenie adamitica, è rappresentata da Adamo10 l’archetipo dell’umanità. Dobbiamo però pensare che l’uomo formato dall’Eloah lunare Yahveh (Signore Dio), non ha ancora una forma solida come qualcuno potrebbe pensare, ma è una forma spirituale astrale maschio-femmina, un androgino astrale proveniente dalla prima generazione androgina – eterica creata dagli Elohim solari, vale a dire l’immagine androgina archetipica del primo uomo celeste solare che abbiamo chiamato Adam-Kadmon. La polvere lunare con la quale Jahve-Elohim plasmò il secondo uomo di terra Adamo, era costituita da quelle forze lunari di quando ancora Terra e Luna erano insieme e che Jehovah o Yahveh dovette poi separate perché indurivano troppo la forma umana. Pertanto l’umanità durante l’Epoca Lemurica passò attraverso una crisi profonda di spopolamento che la maggior parte delle anime umane furono costrette a emigrare come loro dimora provvisoria, su altri pianeti. Ciò fu a causa del Cristo che alla fine dell’Epoca Iperborea quando Sole, Terra e Luna erano ancora uniti, dovette separare il Sole dai due pianeti con le sostanze e le Entità più pure, per il fatto che questi avevano un’evoluzione più rapida degli Dei lunari e degli uomini terrestri che al contrario, era più lenta. Con l’uscita però del Sole le forze lunari rallentavano troppo l’evoluzione degli uomini, fino a causare una fase discendente in cui l’umanità scese di livello spirituale abbassandosi fino a orrende forme astrali bestiali che col tempo causarono un indurimento, una specie di mummificazione dei corpi umani non più idonei alle incarnazioni delle anime umane cui moltissimi di loro dovettero appunto ripiegare fino ai tempi migliori, sugli altri pianeti del nostro sistema planetario. Soltanto una coppia (Adamo ed Eva) insieme a un altro gruppetto di uomini più evoluti e resistenti, riuscirono a sopportare l’indurimento delle forze mummificatrici lunari e a superare la crisi cosmica, scongiurando così il pericolo dell’estinzione della forma umana dalla Terra. Ciò durò fino a che Jahve-Elohim dovette separare durante l’Epoca Lemurica la Luna dalla Terra, portando con sé tutte le Entità angeliche lunari e altri Dei a Lui sottoposte. Così fu possibile ripopolare la Terra fino a che verso la metà dell’Epoca Atlantica, tutte le anime rifugiatesi sui diversi pianeti all’intorno del nostro sistema planetario, fecero di nuovo ritorno in corpi umani terrestri; grazie anche all’intervento del Cristo che durante l’Epoca Lemurica poté ristabilire l’equilibrio tra Sole, Terra e Luna, servendosi della pura anima di Adamo non ancora toccata dall’influsso di Lucifero.
Occorre dire che anche nell’Epoca Atlantica degli occhi fisici umani non avrebbero potuto vedere nulla di tutto ciò che è stato fin qui descritto, giacché l’uomo era costituito ancora di una materia sottile spirituale eterica fino al secondo terzo dell’Epoca Atlantica, fino a quando cioè la materia eterica si addensò con la cenere o polvere lunare rimasta sulla terra che così diventò un po’ più solida, cioè poco prima che avvenisse la catastrofe di Atlantide, cui nella Bibbia è descritto come il “Diluvio Universale”. Nei primi periodi dell’Epoca Atlantica, l’uomo atlantideo era costituito ancora da un corpo fisico non ancora consolidato, per certi versi ancora molle e bisessuato, per cui solo verso la metà dell’Epoca Atlantica verranno a formarsi le due correnti umane unisessuate maschio e femmina, col fatto che si erano formati quattro ceppi o archetipi principali umani dovuto all’attività particolare su di una loro singola parte corporea o animica. Là dove l’anima umana era più attiva, assunse delle forme eteriche animali che non hanno nulla a che vedere con gli animali di oggi che sono solo delle caricature degenerate. Per cui le anime che erano più attive nel corpo fisico, assunsero un corpo eterico animale simile al “Toro”; dove erano più attive nel corpo eterico, assunsero la forma animale del “leone”; dove erano più attive nel corpo astrale, assunsero la forma simile all’aquila, e là dove era più attivo l’Io, assunsero la forma più evoluta di “uomo”. Pertanto quasi alla metà dell’Epoca Atlantica, questi quattro ceppi archetipici si unirono in due correnti principali maschile e femminile, di cui la corrente che era più attiva nel fisico (Toro) assunse la forma maschile, mentre quella più attiva nell’eterico (Leone) assunse la forma femminile. Questo fatto è riportato nel secondo capitolo della Bibbia là dove avvenne la separazione dei sessi:
«Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull’uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo. Allora l’uomo disse: «Questa volta essa è carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa. La si chiamerà donna perché dall’uomo è stata tolta» (Gen 2,21-23)».
Anche qui non possiamo pensare che la donna venga separata da Dio con un bisturi dal costato dell’uomo, qui la Bibbia usa delle immagini allegorie alfine di celare un fatto cosmico che può essere compreso solo attraverso delle forze chiaroveggenti. Difatti, questo fatto avviene quando l’uomo è ancora nel mondo astrale cui Adam-Eva sono ancora un’unità androgina che durante questa lunghissima terza Epoca Lemurica terrestre, cominciano a separarsi; ciò durerà fin circa la metà dell’Epoca Atlantica. La superiorità dell’uomo nei confronti della donna nei diversi secoli passati e per certi aspetti ancora tuttora, fu dovuta quindi all’incomprensione spirituale dei traduttori biblici, i quali hanno causato per millenni che la donna fosse bistrattata, trattata male dal potere del maschio perché portato a credere che fosse qualcosa di suo dominio, giacché fu plasmata da una sua parte inferiore. Qui la Bibbia parla che la costola venne tolta all’uomo, cioè Adamo, quale rappresentante della quarta gerarchia umana e non a un maschio comune della specie umana. La parola “Uomo” ha la stesso significato delle nove potenze gerarchiche superiori angeliche, che vanno dai Serafini fino agli Angeli e in ultimo l’Uomo, vale a dire che l’Uomo è parte della decima gerarchia spirituale umana. L’uomo, ossia il maschio, animicamente non è dunque per nulla superiore alla donna cioè la femmina, ma essi formano sul piano fisico l’unità maschio-femmina quali discendenti o rappresentanti dell’originaria “umanità” antica quale immagine eterica androgino creato dagli Dei solari e perfezionato dal Dio lunare Jehovah, quale androgino astrale fino alla separazione dei sessi durante i periodi dell’Epoca Lemurica e di quella Atlantica, come citato. Nel secondo capitolo biblico questo fatto viene riportato in un’immagine che ha causato tanto contrasto e dolore nell’ambito della vita sociale tra i due rappresentanti umani, che in realtà la differenza tra loro due sta solo nella loro forma corporea umana, in quanto che la forma unisessuale femminile si formò come abbiamo visto, solo dopo alcuni millenni da quella unisessuata maschile. Pertanto dobbiamo pensare che solo la forma fisica femminile è meno evoluta di quella maschile, in quanto apparve dopo, ciò però non vale a livello animico interiore giacché una donna può essere di livello spirituale-animico molto più superiore di quello interiore di un uomo. Ciò dipenderà dalle facoltà spirituali interiori che ognuno ha sviluppato durante le sue vite terrene, una volta come uomo (maschio) e una volta come donna (femmina), giacché l’evoluzione umana procede difatti, a fasi alterne, una volta c’incarniamo come maschio e una volta come femmina. Dobbiamo sapere che l’anima umana (astrale) di per se stessa non è né maschio né femmina, ma è androgina, per cui quando s’incarna e si unisce maggiormente al corpo fisico terreno, esternamente si manifesta come maschio, mentre nel corpo eterico è femmina; al contrario invece, quando l’anima non entra completamente nel corpo fisico, esternamente si manifesta come femmina, mentre nel corpo eterico è maschile. Per questo il mondo femminile è più sensibile al mondo dello Spirito, giacché non penetra completamente nel corpo fisico, mentre la sua forza vitale è superiore a quella dell’uomo per il fatto che nell’eterico è maschile per cui è più longeva, e vive di conseguenza più a lungo dell’uomo! (III. Continua).
Collegno, luglio 2022 Antonio Coscia
Note Antroposofiche
7 Nell’esoterismo cristiano “Dio Padre” è situato oltre le gerarchie spirituali di là dallo Zodiaco o Stelle fisse. È un essere talmente altissimo che nessun chiaroveggente per quanto sia elevato può riuscire a toccare quella sfera presagita e sconosciuta della Divinità Trina. Gesù pronunciò diverse volte il nome del Padre nei suoi commenti con i sacerdoti farisei che confusi, non riuscirono mai a comprendere a che cosa volesse riferirsi con la parola “Abba” (Padre), giacché non si riferiva né agli Elohim, né al Signore Dio Jehovah creatore dell’uomo, né al Dio Altissimo sumerico di Melchisedec. In realtà il Cristo parlava del “Principio” superiore dell’Uomo Spirito al quale l’umanità doveva imparare a conoscere grazie al “Principio” del “Figlio” rappresentato dal Cristo in Gesù di Nazareth, quale “principio microcosmico” esistente nell’uomo come anima divina superiore, ossia il “Sé spirituale o Manas, lo spirito Vitale o Budhi e l’Uomo spirito o Atma”. Nella preghiera del “Padre Nostro” è nascosto il mistero cristiano del principio dell’uomo superiore e quello dell’uomo inferiore, attraverso cui l’Io superiore e inferiore dell’uomo possono evolversi attraverso la purificazione ed evoluzione della natura inferiore in quella superiore, nel prendere coscienza attraverso l’Impulso del Cristo.
8 Rudolf Steiner nel libro menzionato O. O. 122, dice che l’Elohimità creato dagli Elohim, non è altri che il Signore Dio o l’Eloah lunare Jehovah o Yahveh biblico, il quale crea Adamo quale seconda generazione androgina astrale proveniente dalla prima generazione dell’uomo androgino di calore-eterico superiore, creato dai sette Elohim solari. Jahve-Elohim è un essere formato da una singola parte di ogni Elohim, per cui mentre gli Elohim solari continuano nel settimo giorno (ossia ciò che nella Bibbia è detto come giorno di riposo di Dio) la loro evoluzione a stati più alti di coscienza, Jahve-Elohim viene sacrificato nell’ambito lunare (cioè quell’ambito che comprende Luna, Mercurio e Venere) là dove, come Dio lunare ha diversi compiti tra i quali quello di creare la seconda progenie umana terrena. Quando fra diversi millenni dopo aver riunito di nuovo alla Terra prima la Luna e poi dopo il Sole, Egli si riunirà di nuovo con i suoi fratelli divini solari a stati più elevati di coscienza cosmica e macrocosmica.
9 Nel libro “Le Entità spirituali nei corpi celesti e nei regni della natura” O.O. 136, Rudolf Steiner ci parla dell’esistenza di esseri divini spirituali che sono costituiti da Entità divine al posto di arti cosmici come le altre gerarchie divine che vanno dagli Angeli fino alle gerarchie superiori del nostro sistema planetario. Egli facendo un’analogia con l’uomo che come sappiamo ha sviluppato sinora il corpo fisico, il corpo eterico, il corpo astrale, l’anima senziente, l’anima razionale e nell’epoca attuale l’anima cosciente, anche questi esseri sviluppano degli arti spirituali macrocosmici. Per cui al posto del corpo fisico hanno uno Spirito della Forma o Elohim, al posto del corpo eterico hanno uno Spirito del Movimento o Virtù, al posto del corpo astrale hanno uno Spirito della Saggezza, al posto dell’anima senziente hanno uno Spirito della Volontà o Trono, al posto dell’anima razionale hanno uno Spirito dell’Armonia o Cherubino e al posto dell’anima cosciente, hanno uno Spirito dell’Amore o Serafino. E come l’uomo anela a unirsi alla sua essenza divina superiore, cioè il Manas, il Budhi e l’Atma, così questi esseri anelano a unirsi alla Divinità Trina superiore.
10 Adamo è il nome italianizzato dell’archetipo dell’umanità che viene rivestito da Jehovah con la polvere lunare terrestre, il suo significato etimologico vuol dire “Uomo”, ed essendo tratto dalla terra da Jahvè, significa anche “uomo tratto dalla terra”. Il suo significato biblico vuole comunque indicare la specie umana, ossia l’umanità androgina spirituale pre-terrestre che dall’Epoca Lemurica all’Epoca Atlantica si divise in “maschio e femmina”. Pertanto, quando nella Bibbia è menzionata la parola “uomo”, non è riferita al semplice “maschio” umano, ma a tutta l’umanità che è formata da esemplari maschi e femmine. Adamo, difatti, ha un doppio aspetto, sia quello di essere il primo uomo androgino creato dagli Elohim solari maschio-femmina e sia, quello di essere il secondo uomo androgino maschio-femmina plasmato nel paradiso terrestre e separato da Jahvè, cui dopo la tentazione viene coperto da tuniche di pelle e avviato verso l’incarnazione terrena. La Bibbia esprime un fatto cosmico spirituale in immagini grandiose, dietro di cui nasconde un fatto reale avvenuto dopo che il Signore Dio o Jahve-Elohim, fa fluire il principio superiore dell’Io nel corpo astrale dell’uomo-animale come menzionato e che sarà maggiormente approfondito nel prossimo articolo. Possiamo ancora sintetizzare come l’uomo o l’umanità si sia formata ed evoluta per quanto possa essere detto in una nota, in modo da farci un’immagine di come si siano formati gli involucri di cui Adamo è formato e plasmato da Jahvè. Adamo o l’umanità ha avuto inizio tre incarnazioni o stati di coscienza passati della nostra Terra che chiamiamo Saturno, Sole e Luna, come spiegato nella nota (3) dell’articolo precedente dove si formarono due correnti umane, una superiore cioè “Atma, Budhi e Sé spirituale”, e un’inferiore “fisico (calore), eterico e astrale”. Per cui la prima disposizione del germe spirituale del corpo fisico nacque dal sacrificio dei Troni sull’antico Saturno come corpo o archetipo spirituale di calore (Fantoma), mentre la coscienza umana attraversava uno stato ottuso simile al minerale. Il corpo o l’archetipo spirituale eterico nacque dal sacrificio delle Dominazioni (Kyriotetes), durante l’evoluzione sull’antico Sole, la cui coscienza umana attraversava uno stato di sonno senza sogni simile al vegetale. Il corpo o l’archetipo spirituale astrale umano nacque dal sacrificio delle Virtù (Dynameis), durante la terza incarnazione planetaria che chiamiamo antica Luna, la cui coscienza umana attraversava uno stato di sogno simile all’animale; l’uomo, pertanto, sull’antica Luna era un essere umano-animale formato da un “corpo di calore, un corpo eterico e un corpo astrale”, cui nel corpo astrale venne alla fine dello stato lunare inglobato il germe dell’anima senziente e dell’anima razionale. Quando poi l’uomo riapparve durante l’Epoca Lemurica dello stato terrestre, era formato da due correnti animiche-spirituali di cui, una superiore formata da “Manas-Budhi-Atma”, la quale era separata ancora nel grembo degli Elohim solari e, l’altra inferiore formata da “calore-eterico-astrale” a cui venne aggiunto il germe delle tre facoltà animiche, cioè l’anima senziente, l’anima razionale e l’anima cosciente. A quel punto gli Dei solari o Spiriti della Forma fecero fluire il loro arto più basso, cioè l’Io, cui l’uomo acquistò la stazione eretta elevandosi dal regno animale-uomo al regno umano superiore; nella Bibbia questo fatto è menzionato in immagine laddove il Signore Dio ossia Jahve-Elohim, plasmò l’uomo con polvere lunare e alitò in esso la vita divina, cosicché l’uomo divenne un essere vivente superiore agli altri due regni della natura che erano stati formati prima, vale a dire il vegetale e l’animale.
«Allora il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente» (Gen 2,7).
Immagine rappresentativa della coscienza cristica di Daniel B. Holeman
Come nel sonno non si sa nulla della coscienza fisica dell’io terrestre, così dopo la morte non si saprebbe nulla di sé se non si avesse presente l’istante del morire. Si ha davanti a sé come uno dei momenti più sublimi, più grandiosi … La morte vista dal defunto dall’altra parte del mondo astrale, è l’immagine più bella che l’uomo porti con sé attraverso le diverse sfere cosmiche stellari, grazie cui nell’anima umana si sveglia una coscienza superiore molto più saggia di quell’inferiore terrestre che conosciamo come “coscienza dell’io”. (L’Evento della morte e i fatti del dopo-morte, O.O. 168) Rudolf Steiner).
L’esperienza dell’uomo durante la vita da morte a nuova nascita II
Abbiamo visto che tutta l’evoluzione umana dura parecchi miliardi di anni fino a quando l’uomo non arrivi a realizzare la meta assegnatagli dal Creatore, cioè alla fine dell’eone di Venere e ancora tutto l’eone di Vulcano3 entro il quale non esisterà più il male, ma solo eterno bene. Dobbiamo però aggiungere che già nell’ambito del nostro quarto stato di coscienza cosmico terrestre l’uomo caduto nel male può trovare la redenzione, e cioè quando in un lontano futuro che possiamo fissare al termine della sesta Epoca Postatlantica e del sesto periodo di cultura, quando cioè si formerà il numero di evoluzione 4-6-6. Ciò sarà possibile per il fatto che l’Archai Michele lotterà insieme alla Divina Sofia cosmica, incatenando Sorat l’anticristo del Genio solare nell’abisso per mille anni, in modo da dare agli uomini la possibilità di rafforzarsi spiritualmente e moralmente per tenerlo a bada fino allo stato evolutivo di Venere. Perciò continuare a parlare di Inferno eterno nell’epoca moderna, è alquanto fuori luogo, per non dire sciocco, in quanto che le anime sono più evolute; il pensiero scientifico con le sue scoperte moderne ha contribuito molto a emancipare la mentalità corrente dove la maggior parte non crede più a quello che la teologia cattolica continua a propinare come immagini dantesche ormai desuete, cui erano per un certo verso, giustificate da un’umanità infantile medievale ancora dormiente. La quale doveva sottomettersi alla protezione coercitiva dell’autorità ecclesiale, pena, la denuncia come eretico e a volte la condanna a morte, che terminava alla fine con la scomunica e la dannazione nel fuoco eterno. Tutto questo era giustificato durante il periodo dell’anima razionale4, dove appunto la Chiesa cattolica pietrina aveva il compito di frenare l’uomo, affinché lo sviluppo materialistico non trascinasse troppo in basso l’anima umana allontanandola troppo dalla vita spirituale e quindi dalla sua origine divina. Ma, dopo entrati nell’epoca o periodo di cultura del rinascimento o, secondo l’Antroposofia, nel periodo dello sviluppo dell’anima cosciente o dell’intelletto che va dal 1413 circa fino alla metà del quarto millennio (3573), il pensiero umano ha iniziato a rafforzarsi e cambiare radicalmente dalla metà del XVI secolo in poi. Ciò grazie alla rivoluzione scientifica o rivoluzione copernicana e in modo particolare nel XVII secolo, quando Renato Cartesio (1596-1650) col suo “penso dunque sono!” (cogito, ergo sum), scopre di esistere e avere dei pensieri autonomi. Fino allora l’uomo credeva che fosse Dio a ispirare i pensieri in lui; ma con l’avvento del razionalismo cartesiano andò sempre più emancipandosi dal mondo spirituale in quanto sperimentava i pensieri concettuali autonomi in lui in modo sempre più naturale; ossia iniziò a pensare e a riflettere liberamente su qualsiasi cosa che accoglie in sé dalle immagini del mondo esterno.
Possiamo qui aggiungere che fino all’ottavo secolo l’uomo percepiva il pensiero nel proprio cuore entro il quale era ispirato dagli Spiriti creatori o Elohim biblici. Essi lo avevano guidato attraverso le guide spirituali fin dall’Epoca Lemurica, quando cioè fecero gocciolare nel suo corpo astrale una parte del loro fuoco divino, ossia nella forma che l’anima umana aveva assunto quale sembianza animalesca proveniente dall’antico stato o eone lunare, e anche per il fatto che il Sole si era appena separato dalla Terra5. Cosicché l’uomo animale, con la penetrazione dell’Io (Spirito) nel corpo astrale (anima) ricevuto come dono dagli Spiriti della Forma o Elohim solari, trasformò col tempo la sua forma-animale nell’immagine umana plasmata da Jehovah o Geova (Elohim -Yahve = Signore Dio), laddove nella Bibbia è scritto che Dio rivestì di tuniche di pelli Adamo ed Eva prima di cacciarli dal Paradiso terrestre; (Genesi 3,21). I creatori dell’uomo lasciarono pertanto nell’ottavo secolo il compito agli spiriti del Tempo o Archai, che iniziarono a ispirare l’uomo attraverso il capo alfine, di rendere libero il pensare umano cosicché non fosse più costretto da una volontà superiore spirituale, ma divenisse libero nei suoi pensieri e nelle sue azioni in modo da conseguire il libero arbitrio attraverso il bene e il male. Se quindi da una parte ci fu un’emancipazione del pensiero scientifico materialista, dall’altra la fede nel divino si affievolì sempre più fino a diventare nel XVIII secolo, un “dogma dottrinale”. Ciò fece sì che l’umanità si allontanasse sempre più dal mondo spirituale sviluppando in sé una coscienza autonoma e libera, ma, la conseguenza fu di entrare sempre più in contrasto col mondo esterno a causa del troppo egoismo dovuto allo sviluppo del materialismo moderno col pericolo che un giorno, se non si risveglia spiritualmente, possa retrocedere dal consesso umano scendendo sempre più in basso verso le forze oscure asuriche del male. Per questo è necessario che l’uomo attuale debba operare in sé un risveglio animico e possa evolvere a un gradino superiore di coscienza morale in modo da realizzare con l’aiuto dell’impulso che scaturì dall’evento del Golgotha, l’antico motto platoniano cui era scritto all’entrata del tempio di Apollo a Delfi, ossia: “conosci te stesso!”
Questa massima esortazione religiosa dei misteri antichi, ci sprona anche oggi nella nostra cultura materialista moderna a prendere coscienza della nostra interiorità umana e a esercitare l’uso del pensiero attraverso la conoscenza che l’Antroposofia quale cristianesimo rosicruciano rinnovato, può offrire oggi a qualsiasi persona di buona volontà che voglia percorrere la via verso il risveglio spirituale, di avere l’incontro con il suo Io superiore. Tramite la conoscenza della Scienza antroposofica l’uomo può oggi prepararsi tramite lo studio e gli esercizi spirituali, a sviluppare maggiormente il suo pensiero razionale-intellettivo trasformandolo in un pensiero immaginativo veggente in modo da trascendere la propria realtà terrena e andare oltre i sensi fisici, laddove può incontrare la sua vera realtà umana-divina superiore. Il Cristo Gesù stesso nel vangelo di Giovanni (Gv 10,34), rivolgendosi ai farisei disse loro che esiste nell’anima umana un frammento divino che l’uomo può autoconoscere in se stesso, quando questi purifica il suo cuore in modo che il Cristo possa entrare in lui e operi allo stesso modo che in S. Paolo, ossia: “Non sono più io che vivo, ma è il Cristo che vive in me” (Galati 2,20). Attraverso la coscienza cristica illuminata dalla forza dell’amore del Cristo, l’uomo può diventare cosciente del mondo dei defunti, cioè del mondo astrale e del mondo spirituale, (ciò dipende dal tipo di veggenza), prima di tutto incontrando la sua vera realtà dell’Io che è la nostra vera Individualità spirituale superiore, dove noi da soggetto, diventiamo oggetto, similmente a come quando guardandoci nello specchio, ci viene indietro la nostra immagine rispecchiata che non è altro l’immagine-oggetto di noi stessi, non reale, ma appunto un nostro riflesso. Per meglio dire se attraverso degli esercizi spirituali risvegliassimo con l’aiuto del Cristo l’antica veggenza spirituale ma in modo più cosciente, cioè diversamente dallo stato incosciente ottuso che avevamo anticamente quale dono divino degli Dei, ed entrassimo nel mondo astrale, incontreremmo per prima la nostra vera realtà dell’Io che ci apparirebbe quale essere pensiero tra altri esseri pensieri, di cui noi siamo soltanto un riflesso imperfetto nel mondo terreno. Prenderemmo coscienza cioè che siamo solo un’immagine rispecchiata di una realtà superiore spirituale che si riflette come in uno specchio nel nostro mondo e che similmente a una maya crea l’immagine di se stesso quale sintesi di tutte le sue vite vissute sulla Terra; un’immagine cioè imperfetta entro la quale opera e dirige la Personalità umana attraverso forze incoscienti verso l’attuazione del proprio destino karmico.
Sorge allora la domanda che già altri prima di noi si sono posti, ma che non è mai stato possibile come ora dare una risposta chiara e concreta, ossia: Chi siamo noi in realtà? Che cosa resta di noi dopo la morte cui mai nessuno è tornato indietro a rinfrancarci sull’esistenza di una nuova vita da morte a nuova rinascita? Sono domande che lacerano l’anima di una sofferenza animica che incute angoscia e paura, quando si avvicina inesorabilmente il momento in cui dobbiamo lasciare in questo mondo fisico, tutti quelli che abbiamo amato. La morte dunque annienta ogni nostra esperienza animica vissuta con loro nella nostra vita sulla Terra?
La teologia cattolica non possiede la conoscenza per rispondere a queste domande, in quanto rifiuta ogni rivelazione esterna che non avvenga nell’ambito interno della Chiesa cattolica; vale a dire che essa non riconosca mai alcuna rivelazione spirituale che possa avvenire al di fuori della sua istituzione gerarchica. Sta di fatto che la Chiesa cattolica dopo Bernardo di Chiaravalle (1090-1153) abate e teologo francese dell’ordine dei cistercense non ebbe più “Padri” della Chiesa; egli fu l’ultimo ad avere ancora una rivelazione da Gesù Cristo stesso sulla “piaga della spalla destra”. Il primo santo difatti, a venerare la ferita alla spalla di Cristo fu Bernardo di Chiaravalle che morì nel 1153. Ricevette questa risposta quando chiese a Gesù, quale fu la sua ferita più dolorosa ed Egli rispose dicendo:
“Io ebbi una piaga sulla spalla, profonda tre dita, e tre ossa scoperte per portare la croce: questa piaga mi ha dato maggior pena e dolore di tutte le altre e dagli uomini non è conosciuta. Ma tu rivelala ai fedeli cristiani e sappi che qualunque grazia mi chiederanno in virtù di questa piaga verrà loro concessa; e a tutti quelli che per amore di essa mi onoreranno con tre Pater, tre Ave e tre Gloria il giorno perdonerò i peccati veniali e non ricorderò più i mortali e non moriranno di morte improvvisa e in punto di morte saranno visitati dalla Beata Vergine e conseguiranno la grazia e la misericordia”. (Preghiera continua). (II. Continua)
Collegno, maggio 2022 Antonio Coscia
Note Integrative
3 L’evoluzione umana secondo la Scienza dello Spirito o antroposofia, si svolge attraverso sette “Stati di Coscienza Cosmici” o “Eoni Cosmici” che sono chiamati: “Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano”. Attualmente la Terra ha attraversato tre stati evolutivi cosmici di coscienza o possiamo anche dire “metamorfosi cosmiche”, e cioè: “Saturno, Sole, Luna e infine, il nostro eone Terra”. Saturno nacque come “Cosmo di calore” grazie al dono degli Spiriti della Volontà o Troni, dai quali nacquero gli Spiriti del tempo o Archai; mentre l’uomo passava attraverso uno stato di coscienza minerale, molto ottuso. Saturno (ossia il nostro sistema solare), si trasformò in “Cosmo eterico” sull’antico Sole cui si aggiunsero “l’aria e l’etere di luce”, quale dono degli Spiriti della Saggezza o Kyriotetes, dai quali nacquero gli Spiriti del Fuoco o Arcangeli; mentre l’uomo passava attraverso uno stato di coscienza vegetale, ottuso. Nel terzo eone o stato di coscienza dell’antica Luna, si trasformò in “Cosmo astrale” a cui si aggiunsero “l’acqua e l’etere del suono” grazie al dono degli Spiriti del Movimento o Dynameis, dai quali nacquero gli Angeli mentre l’uomo passava attraverso uno stato di coscienza animale, di sogno. Infine nel quarto eone o stato di coscienza terrestre, tutto il Cosmo spirituale si trasformò nella nostra Terra fisica grazie agli Elohim solari (Potestà o Spiriti della Forma) a cui si aggiunse l’elementosolido e il quarto etere, cioè “ l’etere di vita”, dai quali nacquero gli uomini ai quali come dire, fecero gocciolarono il loro Io nel corpo astrale, vale a dire nell’uomo-animale facendo sì che assumesse la verticalità e attraversasse l’evoluzione terrestre tramite la coscienza di veglia.
Occorre qui ricordare che i nomi scelti non sono riferiti ai pianeti attuali del nostro sistema solare, ma indicano soltanto il punto, dove si espandevano le sfere cosmiche dell’antico Saturno fino al pianeta Saturno attuale; l’antico Sole fino al pianeta Giove attuale e l’antica Luna fino al punto in cui è collocato il pianeta Marte attuale. Questi antichi sistema Planetari o sfere cosmiche, non vanno immaginate come il nostro sistema fisico solare attuale, ma come sfere spirituali cui nessun occhio fisico avrebbe potuto vedere, in quanto erano delle sfere spirituali costituite da solo calore, da “Etere di Calore” che abbiamo chiamato Saturno. Poi il tutto si trasformò in un sistema eterico e astrale, cui si aggiunsero le sostanze più grossolane, ossia l’aria e l’acqua, e, quelle più sottili, cioè l’etere di luce e l’etere del suono; infine nel nostro sistema solare e stellare, si aggiunse come sostanza più densa il solido e il minerale, e come sostanza più sottile o spirituale l’etere di vita. Soltanto dunque nel quarto stato di coscienza o eone cosmico terrestre il tutto si condensò nel nostro sistema solare attuale cui, si aggregarono insieme i quattro eteri: “Calore, luce, suono e vita”, che nell’Epoca Lemurica, con la cacciata dell’uomo dal paradiso terrestre, furono sottratti ad Adamo l’etere del suono e l’etere della vita, cui non è possibile aggiungere altro in questa nota. Possiamo solo aggiungere che i due eteri sottratti ad Adamo, ossia l’etere di vita e l’etere del suono, ci saranno dati nel momento in cui l’uomo avrà sviluppato l’anima cosciente, in modo da elevarsi a stati superiori di coscienza cosmici futuri che abbiamo chiamato: “Giove, Venere e Vulcano”.
4 L’anima razionale insieme all’anima senziente e all’anima cosciente sono le tre facoltà animiche umane tramite cui l’io inferiore si manifesta come pensare, sentire e volere. L’anima razionale è quella parte in cui opera maggiormente il pensare e ha la funzione di concettualizzare ogni forma esterna che le viene incontro tramite la sensazione; qui l’Io umano forma il nucleo dell’anima, attraverso cui egli cerca la verità contrapponendosi al mondo esterno da cui trarre le esperienze della vita, trasformandole in saggezza e amore per ogni disciplina che possa derivare dall’arte, dalla scienza e dalla religione. L’anima razionale, così come l’anima senziente e l’anima cosciente, può errare trascinato dal troppo “ego personale” egoista e quindi, comportandosi con dissennatezza, incoscienza, stoltezza o altre qualità negative che deve dominare e trasformare, può farlo solo accogliendo in sé l’Impulso del Cristo.
5 La Terra oltre all’evoluzione di sette stati di coscienza come citato nella nota 3, passa attraverso un’evoluzione molto complessa di sotto stati di coscienza che vengono chiamati stati di Vita, di Forma, di Epoche e Periodi di cultura. La cosa è in sé molto complessa che si può approfondire nel libro “La Scienza Occulta”; qui possiamo sintetizzare per quel che una nota ci permette di dire, dicendo che ogni stato di coscienza dobbiamo suddividerlo in sette stati di Vita; a sua volta ogni stato di Vita va suddiviso in sette stati di Forma, e che ogni stato di Forma va suddiviso a sua volta in sette Epoche e che infine, sette Epoche vanno suddivise in sette periodi di cultura. Se guardiamo la “Tavola 1” dell’articolo precedente e prendiamo in esame il nostro stato terrestre, vediamo che siamo attualmente nel 4° stato o eone terrestre, nel 4° stato di Vita, e nel 4° stato di Forma. In questo 4° stato di Forma siamo nella 5° Epoca Postatlantica e nel 5° periodo di cultura attuale anglo-tedesco. Se andiamo indietro nell’Epoca Lemurica, vediamo che abbiamo attraversato l’Epoca Polare e l’Epoca Iperborea dove il Cristo alla fine di quest’Epoca si separò dalla Terra e la Luna cui erano rimaste insieme, diversamente dagli altri pianeti separatisi già prima.
L’uomo in quell’antica epoca Iperborea era un essere simile al vegetale costituito da un corpo fisico di calore e da un corpo eterico. Dopo la separazione dal Cristo, l’uomo ricevette nell’Epoca Lemurica il corpo astrale, così da uomo-vegetale si elevò a uomo-animale e nella seconda parte dell’Epoca Lemurica ricevette dagli Spiriti della Forma o Elohim solari, il Vero Io6 o l’Adam Qadmon che Jahvè o Jehovah, il Dio lunare, continuando il lavoro degli Elohim solari elaborò e infuse in Adamo l’Io superiore; ciò è riportato nella Bibbia come i due alberi del Paradiso: “L’albero della Vita e l’albero del bene e del male.
6 Nell’uomo coesistono interpenetrandosi tre Io, di cui: il Vero Io o Scintilla divina, l’Io superiore e l’io terreno o inferiore; egli nulla sa degli altri due Io superiori che lo guidano e lo ispirano verso tutte quelle prove dolorose del destino della vita, secondo la legge karmica e della reincarnazione. Oltre all’io normale terreno umano, l’uomo ha quindi anche un «Io superiore divino» (dono degli Spiriti della Forma o Elohim), cui l’io inferiore è solo un’immagine, un riflesso di come quando guardandoci in uno specchio vediamo la nostra immagine rispecchiata, riflessa appunto. L’immagine che egli riflette nell’ambito terreno è la sintesi di tutte le personalità umane vissute in tutte le incarnazioni terrene in personalità sempre diverse, nelle quali acquisì le facoltà morali e spirituali di cui egli manifesta come sintesi nell’ultima Personalità terrena. Questo nucleo divino – umano o «Individualità» superiore, è sempre lo stesso, non cambia, ma si evolve e si arricchisce appunto delle facoltà umane acquisite durante le diverse esperienze delle vite terrene assunte dalle diverse personalità umane in ogni vita. Perciò la Personalità umana che egli manifesta e rinnova in ogni vita terrena, è la sintesi o l’estratto spirituale superiore raggiunto durante le vite precedenti, e inoltre porta in sé, un concentrato animico imperfetto delle azioni negative compiute sulla Terra da ogni singola “Personalità umana”, che la Scienza antroposofica chiama karma e che l’Io terreno deve compensare attraverso prove dolorose. Questo destino doloroso è dunque voluto e ispirato dall’Io superiore, di modo che l’Io terreno possa elevarsi e sviluppare in sé le giuste facoltà morali che un giorno faranno sì che possa raggiungere quella perfezione che gli darà modo di congiungersi di nuovo alla sua immagine divina superiore. Va detto che è soltanto l’Io o l’Individualità spirituale superiore che decide di incarnarsi; egli non scende mai nel mondo fisico ma resta nel mondo astrale superiore, dove dirige l’immagine umana quale immagine-specchio di sé nel mondo terreno guidandola verso il quel destino che può essere più o meno doloroso secondo l’imperfezione dell’io inferiore.
Al di sopra dell’ «Io superiore», Rudolf Steiner ci svela l’esistenza di un «Io» ancora superiore che possiamo definire un «Entità superspirituale» il quale, è il «vero nocciolo» di tutto l’essere umano e che la Scienza antroposofica chiama, “vero Io o Scintilla divina”. Rudolf Steiner menziona pochissime volte questa parte costitutiva umana, Egli difatti, ne parla in una conferenza tenuta a Bologna e in alcune pagine del libro «Sulla Via Dell’Iniziazione», dove alla fine sintetizza il concetto del vero Io in questo modo:
«L’uomo porta in sé un “vero Io” che appartiene a un mondo sopraspirituale. Nel mondo dei sensi [fisico] questo “vero Io” è come nascosto dalle esperienze del pensare, del sentire e del volere. Perfino ancora nel mondo spirituale l’uomo acquista coscienza di questo “vero Io” soltanto estirpando in sé i ricordi di quanto può sperimentare mediante il suo pensare, sentire e volere».
(Sulla via dell’Iniziazione O.O. n.12 – La soglia del mondo spirituale, pag. 190 -194).
Tommaso gli disse: “Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo sapere la via?”.
Gesù gli disse: “Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me;
(Giovanni 14,5-6)
7. L’Entità del Cristo I
Nei capitoli precedenti abbiamo cercato di approfondire, per quanto sia stato possibile con l’aiuto della Scienza dello Spirito o antroposofia e in parte dai vangeli di Matteo e Luca, un tratto biografico di Gesù di Nazareth. Abbiamo visto come questa Personalità divina-umana, celasse in sé una natura animico-spirituale alquanto complessa giacché era compenetrata da diverse Entità spirituali umane e divine, tra le più evolute della Terra. Ciò alfine di poter accogliere e unirsi con il Logos divino che conosciamo come “Io Sono l’Io Sono” o secondo la terminologia greca “Christós” (Messia) per tre anni, fino a quando cioè il suo corpo fisico umano fu completamente consunto dalla forza divina del fuoco creatore che si sacrificò con lui fino all’esperienza della morte fisica sul Golgotha. Abbiamo detto che l’Individualità di Zarathustra incarnatasi come Gesù salomonico secondo il vangelo di Matteo, compì il primo sacrificio uscendo con la sua Individualità superiore (Io superiore) all’inizio del terzo settennio dall’involucro fisico, eterico e astrale, del bambino salomonico e incorporarsi nell’altro bambino dodicenne suo coetaneo Gesù di Nazareth (citato nel vangelo di Luca). Qui egli elaborò il corpo astrale, l’anima senziente e l’anima razionale, ossia quella parte del nucleo inferiore della Personalità umana (io inferiore) di Gesù di Nazareth. Zarathustra lavorò per diciotto anni alla trasformazione interiore di Gesù di Nazareth fino allo sviluppo dell’anima razionale, cioè fino allo sviluppo della coscienza dell’io, quale espressione del nucleo dell’anima o dell’io, umano terreno; allargando come dire, con la sua altissima entità spirituale l’anima di Gesù di Nazareth, in modo che potesse accogliere in sé la grande anima cosmica solare del Cristo. Egli non riuscì a portare a termine lo sviluppo dell’anima cosciente, per il fatto che doveva sacrificare quel corpo speciale umano, ormai maturo per l’imminente avvicinarsi dell’Altissimo Dio solare alla sfera terrestre, cui sarà poi il Cristo a purificare, trasformare e perfezionare gli involucri corporei, animici e spirituali di Gesù di Nazareth creando così un nuovo archetipo umano-divino di ciò che sarà la Personalità umana nel futuro eone di Vulcano.
Quel che fece il Cristo nei riguardi dei corpi inferiori di Gesù di Nazareth, è anche il lavoro spirituale che l’uomo deve iniziare a fare su se stesso in quest’epoca dell’anima cosciente, se vuole in avvenire elevarsi a una coscienza divina superiore e unirsi al suo vero nucleo spirituale superiore o “Vero Io”, come citato. Oggi l’uomo è ancora imperfetto e dopo la morte, il suo corpo fisico, il corpo eterico, il corpo astrale e perfino una parte del suo io inferiore umano che non è stato purificato e nobilitato, non può entrare nel puro mondo spirituale ma resta indietro nell’ambito della sfera lunare fino a quando non avrà una nuova possibilità nella prossima incarnazione di perfezionarlo ed elevarlo a un livello superiore. Difficilmente però l’uomo può elevare se stesso senza prima di aver accolto l’Impulso del Cristo, tramite cui può nobilitare la sua anima a un livello superiore morale, in modo da mantenere desta la sua coscienza di veglia dopo la morte. Perciò di conseguenza dopo la morte, la nostra coscienza di veglia si spegne, così come quando la sera andiamo a dormire cui permane per un momento una coscienza ottusa di sogno prima di addormentarci e alcuni minuti al mattino prima di svegliarci, in cui viviamo per lo più in immagini di sogno, confuse che difficilmente comprendiamo. Dopo la morte difatti, la coscienza fisica dell’io terreno non essendo più supportata dal corpo fisico che tiene insieme pensare, sentire e volere si annulla, così come succede ogni notte quando abbandoniamo il corpo fisico e la nostra coscienza dell’io svanisce nel nulla nel profondo dell’anima, per riapparire di nuovo il mattino quando col corpo astrale e con l’io inferiore rientrano di nuovo nel nostro corpo fisico. Per cui dopo la morte, passati i tre giorni in cui l’anima vede in immagini grandiose come in un grande panorama spaziale tutta la sua vita trascorsa dal momento della morte fino all’inizio della nascita, subentra al posto della nostra coscienza fisica terrena, una coscienza dell’io più elevata che si forma per il fatto grandioso di cui abbiamo citato, ossia che l’anima prende coscienza del suo momento della morte dal lato opposto del mondo fisico. Nella conferenza tenuta da Rudolf Steiner a Lipsia, il 22 febbraio 1916 è scritto:
«Se la morte può avere qualcosa di spaventoso, è soltanto perché per così dire qui viene vista come un dissolversi, come una fine. Dall’altro lato, dal lato spirituale, guardando indietro al momento della morte essa appare di continuo come la vittoria dello spirito, come il faticoso liberarsi dello spirito dal corpo fisico. Si presenta allora come l’evento più grande, più sublime, più significativo. Inoltre con questo evento si accende quella che dopo la morte è la nostra coscienza dell’io. Per tutto il periodo tra morte e rinascita abbiamo una coscienza dell’io non soltanto simile a quella che abbiamo qui nella vita fisica, ma l’abbiamo persino in un certo senso molto più elevata» (pag. 12-13, ibidem).
Come apprendiamo dunque dalla visione veggente di Rudolf Steiner, l’esperienza della morte umana vista dall’altro lato del mondo fisico è la cosa più sublime che l’uomo possa mai sperimentare grazie a cui l’anima umana appunto, acquisisce una coscienza dell’io ancor più elevata di quella normale terrena. È un’esperienza travolgente che accompagnerà l’anima per moltissimo tempo lungo tutto il cammino spirituale di preparazione dei suoi nuovi arti corporei-animici della futura incarnazione terrena, che come citato, l’io umano sperimenta per circa tre giorni come in un grande quadro vivente le immagini di tutti i ricordi della vita vissuta sulla Terra. Egli le segue con lo sguardo animico espandersi sempre più spazialmente, le vede dileguarsi sempre più, fino a svanire nel vasto cosmo eterico insieme al corpo eterico che a quel punto, si stacca dal corpo astrale umano. Questa visione genererà poi dopo, un fatto cosmico non appena il corpo astrale e l’io umano cominciano a ingrandirsi dilatandosi nelle diverse sfere cosmiche planetarie, cosicché appena entrano nella sfera astrale lunare (Luna, Mercurio e Venere) sono rivestiti da un corpo spirituale che è qualcosa di simile al Sé spirituale che perfezioneremo e svilupperemo soltanto nel prossimo eone di Giove; per cui l’uomo è ora costituito da un corpo astrale, un Io e un Sé spirituale.
L’anima umana continua a espandersi e salire verso la luce dello spirito cosmico, lasciando dietro di sé quella parte che non ha purificato ed elevato moralmente cui dev’essere abbandonata nell’ambito lunare e che comunque dovrà essere di nuovo ripresa, purificata ed elevata dall’Io umano quando scenderà dai mondi dello spirito per una nuova incarnazione terrena. Occorre dire che il tempo delle incarnazioni umane si è alquanto ridotto dopo l’evento del Golgotha, cui possiamo dire che nel mondo antico era molto più lungo del tempo di oggi dove invece occorre circa 300-400 anni, e, ancor meno per quelle anime meno evolute. Uomini che si siano abbassati bestialmente al disotto della natura umana, anime violente e disumane che hanno appesantito in modo negativo il loro karma umano, facilmente s’incarneranno molto presto per il fatto che la loro espansione si limiterà a toccare solo le sfere lunari inferiori, del cosmo planetario astrale e la sfera spirituale solare inferiore (Paradiso), se avranno compiuto almeno un atto d’amore nei riguardi degli altri durante la loro vita terrena. Pertanto questi uomini, non riuscendo a completare la giusta purificazione ed elevazione ai puri mondi dello spirito potranno rinascere molto presto, ma saranno anime deboli, con un corpo eterico fragile e consunto, cui andranno incontro a un destino karmico molto pesante. Rudolf Steiner ci rivela che dopo la morte di solito viviamo nell’ambito astrale lunare per circa un terzo della nostra vita terrena, (cioè se abbiamo vissuto 72 anni, rimarremo per circa 23 anni), dopodiché l’Io si separa anche dal suo corpo astrale accogliendo in sé un estratto dell’esperienza terrena insieme all’estratto che ha accolto prima del suo corpo eterico, ed entra nel mondo spirituale solare o Devachan inferiore o, mondo celeste. A questo punto nella sfera solare del puro mondo spirituale, l’uomo viene rivestito da un altro involucro spirituale che è simile al Budhi o spirito Vitale che perfezioneremo come un corpo cosmico che si aggiungerà all’uomo nel lontano eone di Venere. Entrato nel mondo solare, l’uomo vi resterà per moltissimo tempo, dove inizia a staccarsi dall’ultima vita terrena e a preparare con gli Dei i germi dei suoi corpi futuri, entro i quali gli Dei immetteranno le nuove facoltà spirituali quale frutto dell’esperienza terrena, che potranno manifestarsi solo nella futura Personalità umana, in modo da elevare maggiormente la coscienza dell’io terrena fino a che possa congiungersi coscientemente con il suo Io o immagine superiore. Dopo un certo periodo, l’uomo si espande ancora e sale fino al limite del sistema solare, (passando dalle sfere di Marte, Giove e Saturno), laddove il nostro Sole assume l’aspetto stellare e che chiamiamo Devachan superiore o mondo della ragione; altri uomini più evoluti si espandono fino alla regione della “mezzanotte cosmica” situata oltre il mondo stellare, dove accolgono gli intenti dagli Dei alfine di elevare l’umanità a stati superiori di coscienza. Qui dopo un certo tempo, l’anima viene come dire, risvegliata da un sonno cosmico e inizia a scendere comprimendosi sempre più ri-passando attraverso le sfere dei pianeti dove accoglie le forze spirituali per ricreare i suoi nuovi componenti umani inferiori in rapporto alla sua perfezione ed elevazione morale e spirituale conseguita nella sua ultima incarnazione terrena. Perciò quando per esempio passerà attraverso la sfera solare dove accoglie le forze eteriche per costruire il germe eterico dell’organo del cuore, se sviluppò poco amore nei riguardi del prossimo, il suo cuore eterico e quindi astrale, sarà un cuore debole e di conseguenza, malato. Per questo l’amore umano è così importante nell’ambito dell’evoluzione terrestre, in quanto ci permetterà di costruire nei mondi spirituali l’organo del cuore cui potrà essere sano o malato secondo se abbiamo amato oppure no. Ma l’atteggiamento amorevole che occorre avere verso gli altri è necessario non solo per costruire i nostri organi in modo sano, ma anche quello di entrare nel mondo spirituale possibilmente intero, senza cioè dover venire menomato per la nostra imperfezione morale cui siamo costretti a lasciare indietro nell’ambito della sfera lunare, tutto ciò che è impuro di noi stessi. Solo quando il nostro corpo eterico e il nostro corpo astrale siano stati purificati e trasformati dall’Io, umano, l’uomo può entrare tutto intero nel mondo spirituale e usare di nuovo i suoi corpi purificati in un’altra incarnazione senza che debbano essere ricostruiti di nuovo con l’aiuto degli Dei. (VII. continua)
Pedro Alcántara Quijano – Dante e Virgilio all’Inferno
O Achille, niuno fra noi di te più felice, né in vita, né in morte. Perché quando eri vivo, qual Nume ti abbiamo onorato, quanti eravamo Argivi. Defunto, pur qui tra i defunti sei grande. E dunque, Achille, se morto pur sei, non crucciarti». Così dissi. Egli a me rispose con queste parole: «Non mi volere, Ulisse divino, lodare la morte: vorrei, sopra la terra vivendo, esser servo d’un altro, d’un uom privo di beni, che anch’egli stentasse la vita, piuttosto che regnare su tutta la turba dei morti» (Omero-Odissea, canto XI).
L’esperienza dell’uomo durante la vita da morte a nuova nascita I
Cosa c’è oltre la morte? Esiste forse un mondo in cui l’anima umana può vivere un’esistenza diversa ma nello stesso tempo simile a quella vissuta sulla Terra, laddove i nostri occhi fisici non possono vedere perché inadatti a percepire una dimensione spirituale la cui materia è più sottile, più eterea della nostra terrestre, cui però è possibile percepire con altri sensi umani che possiamo sviluppare attraverso dei processi iniziatici? Sono domande che molto spesso ci poniamo quando all’avvicinarsi della fine della nostra esistenza terrena, ci prende quel senso di angoscia interiore pensando che dopo la morte tutto si esaurisca con l’estinzione del proprio corpo e della propria coscienza, cosicché l’uomo si trovi di fronte al nulla, come succede durante il nostro sonno profondo. Nessuna filosofia religiosa ha mai potuto finora dare la certezza se non attraverso rappresentazioni immaginative vaghe e infantili, che esiste la possibilità di vivere una nuova esistenza oltre la morte fisica, ma solo dopo essere stati accolti e risvegliati da Dio alla fine del nostro eone terrestre; quando cioè durante la resurrezione dei morti separerà i buoni dai cattivi; ossia quelli che si uniranno al mondo angelico e coloro che saranno dannati per sempre al fuoco eterno dell’Inferno! Difatti, la concezione teologica occidentale, crede che l’anima dopo la morte entri in alcuni luoghi particolari che la tradizione religiosa popolare conosce come Inferno, Purgatorio e Paradiso, laddove dopo la morte l’anima sperimenta uno stato d’animo secondo l’atteggiamento morale vissuto sulla Terra nei riguardi degli altri. Qui, la maggior parte delle anime che hanno commesso solo peccati veniali vengono come dire fatti attendere come in una specie di anticamera nel luogo del Purgatorio, prima di essere ammesse da Dio nel vero mondo spirituale ( cioè il Paradiso dantesco), dove imparano attraversano un processo di purificazione ad adattarsi a vivere in un mondo alquanto diverso da quello terreno.
Questa concezione religiosa per alcuni versi un po’ confusionaria e controversa, non si fonda su rivelazioni di uomini religiosi veggenti ma di filosofi teologi che non danno la certezza di sapere che cosa succede realmente al di là della morte umana. Essi si basano su immagini di un’errata interpretazione medievale della divina commedia dantesca, nella quale Dante Alighieri (1265-1321) descrive un cammino esoterico iniziatico attraverso la sfera inferiore e superiore del mondo spirituale, la cui guida spirituale è Virgilio (70 a.C. – 19 a.C.) il grande poeta latino che accompagna Dante nelle tre dimensioni del dopo-morte: ossia il mondo astrale sub-lunare o Kamaloka1 (il luogo del desiderio o delle brame ardenti), il mondo astrale lunare superiore (la sfera di Mercurio e Venere) e il mondo solare spirituale o devachanico (la sfera di Sole, Marte, Giove e Saturno, ne parleremo più avanti). Queste immagini dantesche non indicano pertanto dei luoghi o regioni spirituali-astrali separate come fossero i continenti terrestri che Dante descrive immaginativamente come Inferno, Purgatorio e Paradiso, ma un processo di purificazione dello stato animico dell’anima nell’ambito del cammino nelle diverse sfere del mondo astrale e spirituale. Per cui l’Inferno, dove si crede che le anime brucino nel fuoco eterno a causa delle loro colpe immorali e che la Chiesa ha usato per tanti anni come spauracchio per intimidire uomini immaturi e creduloni per il proprio scopo di potere religioso egoistico, alfine di dominare il mondo, non esiste!
Immaginare l’Inferno come un luogo o una regione astrale infuocata dove tutti i peccatori bruciano insieme in un fuoco eterno che non ha mai fine, non fa che svilire l’immenso amore divino che al contrario opera con le possenti forze redentrici in tutto l’universo, alfine che ogni anima possa essere redenta e congiungersi alla perfezione del Padre cosmico. L’Inferno, come vedremo più avanti, secondo l’Antroposofia non è altro appunto uno stato animico dell’anima, un luogo di passaggio, un percorso di purificazione dove l’anima deve bruciare tutti i suoi attaccamenti terreni in modo da prepararsi a entrare in un mondo diverso da quello terrestre, laddove essa ri-vive l’esperienza vissuta sulla Terra in un percorso immaginativo a ritroso molto vivace che va dall’ultimo istante della morte fino alla nascita terrena. Essa viene aiutata dai Maestri lunari (esseri angelici lunari che un tempo guidarono l’umanità fino a quando la Terra non fu del tutto solidificata), a prendere coscienza dei propri errori commessi, sia nei riguardi degli altri che verso se stessi quali peccati egoistici e immorali.
Pertanto l’uomo moderno ha difficoltà ad accettare questa concezione religiosa antica ormai desueta, in quanto che la coscienza umana dal XV secolo in poi si è alquanto evoluta grazie al rafforzamento del pensiero concettuale tramite lo sviluppo della scienza moderna e di alcune scuole esoteriche di pensiero dalle quali possiamo avere quella conoscenza spirituale in grado di evolvere a stati superiori di coscienza, in modo da poter conoscere i misteri della morte umana. I teologi moderni non avendo ancora avuto al riguardo alcuna rivelazione e né per quanto ne sappiamo possano esserci dei chiaroveggenti tra le personalità ecclesiali, continuano a credere in modo dogmatico che dopo la morte le anime che non hanno commesso dei peccati mortali o veniali, salgono direttamente verso il Paradiso al cospetto di Dio Padre, che dopo aver constatato la loro purezza (cosa difficilmente possibile per qualsiasi essere umano) vengono come dire, condotti in un sonno eterno cui verranno risvegliati appunto alla fine del mondo che, non è mai specificato quando ciò avverrà. Le anime invece che hanno commesso dei peccati veniali, vengono fatte attendere nell’ambito del Purgatorio fino a quando non siano state purificate e perdonate da Dio, o aiutate dai familiari rimasti sulla Terra tramite preghiere di suffragio recitate durante la messa solenne a favore del defunto, alfine che possa essere perdonato da Dio e accolto nel Paradiso. Altre anime come i bambini o uomini che siano stati buoni ma che sono morti senza ricevere il battesimo cristiano che li purificasse ed esimesse dal peccato originario dei nostri progenitori biblici, devono scontare i loro peccati nel “Limbo”, ossia il “luogo dei giusti”; altri infine, quelli cioè che si sono macchiati di peccati mortali molto gravi, sono condannati per sempre al fuoco eterno dell’Inferno.
Siamo di fronte appunto a un concetto antico dantesco, inconcepibile per qualsiasi persona che abbia in sé un po’ di buon senso e una minima base di conoscenza sulla vita da morte a nuova nascita e dei meccanismi divini che regolano il mondo spirituale delle gerarchie superiori, per capire che la teologia cattolica concepisce Dio Padre come un Papà umano in veste di un Giudice monocratico. Un Papà antico autoritario simile all’Eloah lunare Jehovah (Geova), il dio nazionalista ebraico dell’antico Testamento che amava quelli che lo ossequiavano mentre puniva severamente tutti gli altri secondo il loro peccato di disubbidienza alla legge, fino alla pena di morte per lapidazione. La teologia moderna è incapace di penetrare nell’esoterismo dei vangeli così come negli insegnamenti di Paolo di Tarso, giacché nel corso dei secoli ha reso eretico il credere nella reincarnazione e nello spirito umano, causando in tal modo a causa della loro cecità spirituale, la possibilità che il Cristo quale puro spirito e guida dell’umanità possa essere accolto dalla natura spirituale superiore dell’uomo. Paolo in alcune delle sue lettere indirizzate alle comunità cristiane nascenti nei diversi luoghi sparsi nel mondo antico pagano, descrive l’uomo quale essere tricotomico composto da “CORPO, ANIMA E SPIRITO”, dove appunto nella prima lettera ai Tessalonicesi scrive: «Il Dio della pace vi santifichi interamente, e tutta la vostra persona, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo» (1Ts 5, 23). A qualsiasi persona di sano giudizio sembra ovvio che Paolo attraverso la sua veggenza spirituale ricevuta come grazia sulla via di Damasco, nell’osservare l’uomo esteriore e interiore indicasse le tre nature della costituzione umana, ossia:“Fisica, animica e spirituale”. Eppure la teologia cattolica continua a confutare e dichiarare eretica la dottrina tricotomica paoliniana nonostante la testimonianza ispirativa veggente di Paolo e di altri padri della cristianità antica originaria dei primi tre secoli; prima cioè dell’avvento di Costantino il Grande (274-337).
Sappiamo dalla Scienza dello Spirito o antroposofia e in parte dagli evangelisti che il Cristo quale uomo-dio si unì nell’arco di tre anni alla natura tricotomica di Gesù di Nazareth, fino a compenetrarlo nel giardino dei Getsemani nel suo corpo fisico, tramite cui sperimentò la morte umana sulla croce del Golgotha. Quest’azione compiuta su di un archetipo umano, fece sì che Egli possa ora essere presente in ogni singolo uomo, purché lo voglia, se questi gli apre il proprio cuore. Tutto questo è andato trasformandosi attraverso i secoli con l’avvento del cristianesimo e lo sarà sempre più, dove un Dio, il secondo aspetto della Trinità universale che conosciamo col nome di “Io Sono l’Io Sono, ossia il Cristo, penetrerà sempre più nel cuore degli uomini fino a che non si formi una nuova fratellanza umana fondata sullo spirito cosmico esistente in ogni uomo. Dal mondo della “Parola cosmica”discese per alleviare la sofferenza umana e concedere all’uomo la possibilità di sviluppare le forze di redenzione, pareggiando così il “peccato originario”, con ciò Egli si unì alla Terra attraverso Gesù di Nazareth, incorporandosi dapprima nel suo corpo astrale tramite il Battesimo nel Giordano operato dal Battista e infine, si unì con gli altri due corpi eterico e fisico nell’arco di tre anni, fino all’evento della crocifissione. Questo fu possibile in quanto Gesù di Nazareth, era un uomo alquanto complesso cui era stato preparato dalla corrente sacerdotale e da quella regale proveniente dai misteri ebraici, tramite cui poté sperimentare e vincere la morte umana, la quale era diventata uno spauracchio che incuteva paura nel mondo antico pagano dall’entità arimanica (Satana) cui il Cristo attraverso la vittoria sulla morte poté riportarla alla sua vera dimensione cosmica spirituale, quale manifestazione del Padre.
Il Cristo al contrario di Jehovah che puniva i peccatori applicando la rigida legge del “Taglione”, insegnò il perdono e l’amore al posto della vendetta; perdonò l’adulterio e diede la possibilità ai peccatori di redimersi e di compensare i propri errori in altre vite future attraverso azioni d’amore, cosicché l’umanità possa elevarsi e perfezionarsi attraverso lo sviluppo della coscienza morale a stati superiori di coscienza, in modo che la Terra diventi espressione dell’amore del Cristo. Come possiamo pensare ora che dopo la morte, un Dio d’amore non dia a ogni uomo la possibilità di evolversi e di redimersi, per qualsiasi peccato mortale o crimine di guerra o, altro, cui abbia potuto commettere, al contrario di chi invece pensa a un Dio autocrate umanizzato che possa condannare un uomo al fuoco eterno dell’Inferno? Questo pensiero dispotico assolutista della concezione teologica cattolica-cristiana, contrasta con la “rivelazione” dell’Apocalisse di Giovanni, nella quale è indicato il tempo in cui un’anima per quanto dedita alla magia nera e quindi al male, gli venga concesso fino all’ultimo momento di redimersi. Vale a dire prima che possa trascorrere il fatidico numero d’evoluzione indicato nella profezia di Giovanni e che viene indicato col numero d’uomo seicentossessantasei (666)2, il quale è anche il numero dell’anticristo, la bestia apocalittica di nome “Sorat”; (Apocalisse 13, 16 -18).
La Chiesa cattolica ha sempre contestato e combattuto fin dai tempi antichi del cristianesimo la “gnosi cristiana” e, ancora oggi, ritiene eretico tutto ciò che non comprende in quanto il suo pensiero filosofico è andato sempre più oscurandosi e irrigidendosi nell’arco dei secoli diventando succube delle stesse potenze luciferiche e arimaniche che ha sempre creduto di dover combattere ma che in realtà, ha sempre continuato a servire senza accorgersene. Essa è incapace di accogliere la conoscenza che ci ispirano i Maestri del cristianesimo-rosicruciano moderno attraverso cui operano i Maestri di saggezza e dell’armonia dei sentimenti, tra i quali vanno annoverati il Maestro Gesù, Cristiano Rosacroce e il nuovo Bodhisattva Maitreya successore del Buddha Gautama, cui durante la “Posa della Pietra di Fondazione” ispirarono Rudolf Steiner nel Natale del 1923, a fondare e a rinnovare attraverso l’Antroposofia i nuovi misteri del cristianesimo originario. Questa corrente di pensiero cristiano-rosicruciano a orientamento antroposofico, è una nuova via esoterica aperta a qualsiasi uomo appartenente a qualsiasi religione o ceto sociale, la quale offre la possibilità di avvicinarsi alla comprensione della legge karmica e del destino umano e al mistero dell’Io e della costituzione umana; inoltre, vuole preparare le anime alla seconda venuta del Cristo nella Sua splendente “Veste eterica” nel mondo astrale adiacente alla Terra. Per questo occorre che l’uomo moderno si svincoli e si liberi dall’autorità ecclesiale la quale, continua ancora a perseverare nella vecchia concezione del “bollo eretico” quale dogma antico ispirato da spiriti ritardatari che contrastano gli Dei della giusta evoluzione normale, facendosi serva degli spiriti oscuri che ispirano pensieri egoistici e ambiziosi pregni di materialismo religioso, incapace di prendere coscienza dei tempi moderni e di accogliere la conoscenza antica paoliniana e il simbolismo iniziatico dell’evangelista Giovanni, in una nuova forma di veracità spirituale.
Il potere teologico dogmatico della Chiesa romana, che di fatto contestò anche gli insegnamenti di Rudolf Steiner dichiarandoli eretici, vuole continuare nel suo “status quo” (cioè la situazione precedente), a dominare ancora per molto tempo il gregge pietrino col terrore del peccato e dell’Inferno eterno, a volerli continuamente condurli per mano in un mondo illusorio luciferico, facendo si che l’anima cosciente non possa maturare ed evolversi a stati di coscienza superiore alfine di risvegliare il dio dormiente interiore. Occorre pertanto superare la paura del peccato e del terrore dell’Inferno eterno, poiché per quanto un anima possa diventare succube del male e della magia nera, gli sarà dato comunque la possibilità in ogni incarnazione di redimersi; ciò avverrà sempre fino a quando l’umanità non giungerà alla fine di quel lontanissimo stato di coscienza che abbiamo citato. Vale a dire prima cioè che si formi il numero d’evoluzione che nell’Apocalisse è indicato con il numero d’uomo seicentosessantasei (666) e nel libro antroposofico “La Scienza occulta” (O.O. n. 13), è indicato con 6-6-6, vale a dire il sesto stato di Forma, la sesta Epoca e il sesto periodo di cultura; (vedi la nota 2 e la Tavola 1). (I. continua)
Collegno, ottobre 2016
Aggiornato, maggio 2022 Antonio Coscia
Note Antroposofiche
1 Per Kamaloca s’intende la parte più bassa oscura della sfera astrale lunare che comprende la zona della sfera della Luna, mentre la sfera di Mercurio e di Venere sono sfere superiori più luminose in cui l’anima si prepara a entrare nel mondo solare. Per sfera dobbiamo pensare come centro la nostra Terra e che la Luna nel compiere un giro completo attorno ad essa, crea uno spazio oscuro tutt’intorno al nostro pianeta; lo spazio scuro va pensato come una sfera astrale spirituale compenetrata da altre sfere superiori, dove le anime soggiornano dopo la morte tra tormenti e sofferenze animiche dovute agli attaccamenti materiali, quali conseguenze dei propri errori morali
2 Il numero della Bestia 6-6-6, che si legge sei, sei, sei, è un numero cabalistico ebraico che nell’esoterismo occidentale segue la forma settenaria, mentre in quella orientale è letto secondo la forma decimale. Per esempio nell’esoterismo orientale è menzionato che il Maitreya arriverà fra 5670 anni dopo l’illuminazione del Buddha Gautama. Nell’esoterismo occidentale invece, sappiamo che il Maitreya Buddha s’incarnerà fra circa tremila anni cioè, circa nella metà del sesto periodo di cultura, e volendo indicarlo secondo il numero d’evoluzione dovremmo scrivere 3-4-5. Per capire questa cifra evolutiva dovremmo dire: noi siamo nel quarto stato di coscienza per cui, sono già passati tre eoni (Saturno, Sole e Luna)* che indichiamo con il numero 3. Inoltre siamo nella quinta Epoca, cui sono già passate quattro Epoche (Epoca Polare, Iperborea, Lemurica e Atlantica), che indichiamo con il numero 4. Adesso siamo nel quinto periodo di cultura e quando saremo nel sesto periodo di cultura, saranno passati cinque periodi di cultura che indichiamo con il numero 5. Pertanto il numero esoterico per indicare l’arrivo del Maitreya in un’incarnazione futura terrestre, sarà quando nella nostra evoluzione si formerà il numero evolutivo 3-4-5. Ora per indicare quegli uomini dediti alla magia nera e al male asurico, cui sono rimasti indietro durante l’evoluzione dei cinque eoni o stati di coscienza che allora essendo nel sesto stato di coscienza o eone di Venere, avranno di conseguenza superato, cioè: “Saturno, Sole, Luna, Terra e Giove”, alla fine, prima di arrivare al sesto (6) stato di Vita, al sesto (6) stato di Forma e alla sesta (6) Epoca, ossia prima che sia formato il numero di evoluzione 6-6-6, potranno ancora essere salvati o redenti dal Cristo Per meglio dire essendo un concetto molto complesso, quando l’uomo sarà nel sesto stato di coscienza di Venere e saranno passati 6 stati di vita, 6 stati di forma e 6 Epoche di cultura, (vedi Tavola 1 seguente), si sarà formato quel fatidico numero di evoluzione menzionato da Giovanni nell’Apocalisse, ossia il numero 6-6-6 (che egli caratterizza come il numero della Bestia a due corna, ovverosia il Demone asurico solare che si oppone al Cristo quale genio e guida solare), tutte le anime che non saranno state redente, sprofonderanno con l’ottava sfera del male nell’abisso universale dove in un successivo eone planetario potranno essere redente solo dalle forze di Dio Padre, laddove potranno iniziare da zero quale sedimento per un nuovo universo. Sorat, il Demone asurico del male, il potente mago nero, durante l’eone di Venere sarà sconfitto definitivamente dalla potenza della magia bianca operata dal Cristo e dai suoi collaboratori spirituali cosmici appartenenti alla gerarchia dei sei Elohim solari, ossia dall’Eloah del Sole che è anche il genio della Terra, e da Michele assurto nel 1879 a Spirito della Personalità o Archai. Già nell’ambito del nostro quarto stato di coscienza cosmico terrestre, in un futuro non molto lontano che possiamo fissare al termine della sesta Epoca Postatlantica e del sesto periodo di cultura, ossia quando si formerà il numero di evoluzione 4-6-6 e l’Archai Michele lotterà insieme alla Sofia cosmica, incatenando Sorat nell’abisso per mille anni, in modo da dare agli uomini la possibilità di rafforzarsi spiritualmente e moralmente per tenerlo a bada fino allo stato evolutivo di Venere.
* L’uomo per compiere la sua evoluzione e perfezione umana deve attraversare «sette Stati di Coscienza Cosmici» che nella Scienza antroposofica sono chiamati: «Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano». Di questi sette stati cosmici ne sono già passati tre, e cioè Saturno, Sole e Luna e attualmente siamo nello stato cosmico o «Eone» terrestre che chiamiamo Terra. I nomi scelti non sono riferiti ai pianeti attuali del nostro sistema solare ma, questi indicano soltanto il punto, dove si espandevano le sfere cosmiche dell’antico Saturno fino al pianeta Saturno attuale; l’antico Sole fino al pianeta Giove attuale e l’antica Luna fino al punto in cui è collocato il pianeta Marte attuale. Questi antichi sistemi solari o sfere cosmiche, non vanno immaginate come il nostro sistema solare attuale ma come sfere spirituali cui nessun occhio fisico avrebbe potuto vederle, in quanto erano delle sfere spirituali costituite da calore sull’antico Saturno, da una sfera eterica sull’antico Sole e da una sfera astrale sull’antica Luna. (Vedi anche la nota (3). L’uomo per compiere la sua evoluzione e perfezione umana deve attraversare «sette Stati di Coscienza Cosmici» che nella Scienza antroposofica sono chiamati: «Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano». Di questi sette stati cosmici ne sono già passati tre, e cioè Saturno, Sole e Luna e attualmente siamo nello stato cosmico o «Eone» terrestre che chiamiamo Terra. I nomi scelti non sono riferiti ai pianeti attuali del nostro sistema solare ma, questi indicano soltanto il punto, dove si espandevano le sfere cosmiche dell’antico Saturno fino al pianeta Saturno attuale; l’antico Sole fino al pianeta Giove attuale e l’antica Luna fino al punto in cui è collocato il pianeta Marte attuale. Questi antichi sistemi solari o sfere cosmiche, non vanno immaginate come il nostro sistema solare attuale ma come sfere spirituali cui nessun occhio fisico avrebbe potuto vederle, in quanto erano delle sfere spirituali costituite da calore sull’antico Saturno, da una sfera eterica sull’antico Sole e da una sfera astrale sull’antica Luna. (Vedi anche la nota (3).
« Allora comparirà nel cielo il segno del “Figlio dell’uomo”
e allora si batteranno il petto tutte le tribù della Terra,
e vedranno il Figlio dell’uomo venire sopra le nubi
del cielo con grande potenza e gloria» (Mt 24,30).
La seconda venuta del Cristo sulle “nuvole del cielo”.
Il Cristo non si mostrerà più sulla Terra in un corpo fisico come ha fatto duemila anni fa tramite Gesù di Nazareth, ma si mostrerà in quelli che si prepareranno tramite l’Antroposofia, in un corpo eterico nel mondo astrale adiacente alla Terra. Fra tremila anni lo potremo vedere in un corpo astrale nel mondo “Celeste o Devachan inferiore”, e tra seimila anni lo incontreremo nella Sua vera essenza dell’Io Sono, nel mondo della “Ragione o Devachan superiore”. Soltanto allora l’umanità saprà che cos’è il Cristo nella Sua manifestazione più alta quale: “Io Sono l’Io Sono” dell’umanità. Se l’umanità vuole comprendere la seconda venuta del Cristo in “Veste eterica” (questo è il significato occulto di “nuvole”) e avere la giusta comprensione e la giusta relazione col Cristo, sia nel mondo terreno che nel mondo spirituale dopo la morte, occorre che si prepari quaggiù nel mondo fisico attraverso la conoscenza che può essere data solo dalla Scienza dello Spirito o antroposofia. Non esiste nel mondo attuale nessuna corrente spirituale che parla della venuta del Cristo eterico nel mondo astrale adiacente alla Terra, in verità già iniziata per pochi (dal 1930) e per tutta l’umanità, nei tremila anni a seguire. In merito Rudolf Steiner nella conferenza tenuta a Norimberga nel 2 dicembre 1911, dice:
«Per gli uomini che si preparano fin d’ora all’avvento del Cristo nel ventesimo secolo non farà differenza, quando tale avvento si produrrà in ampia misura, se saranno incarnati in un corpo fisico o se avranno già oltrepassato la porta della morte; anch’essi, infatti, se si erano preparati quaggiù all’avvento del Cristo, avranno dopo la morte la giusta comprensione per esso, mentre non potranno ottenerle coloro che sono passati disattentamente accanto al terzo grande annuncio1 all’umanità, alla Scienza dello Spirito o antroposofia, perché la preparazione all’avvento del Cristo deve venir acquisita qui, nel corpo fisico. Quelli che oltrepassano la porta della morte senza aver volto lo sguardo alla Scienza dello Spirito o antroposofia nell’attuale incarnazione, dovranno attendere la prossima per acquisire nel giusto modo la comprensione dell’avvento del Cristo. Sta di fatto che chi non ne avrà avuta notizia sul piano fisico, non ne potrà avere la comprensione nemmeno fra la morte e nuova nascita e dovrà attendere di venirne preparato quando sarà di nuovo sul piano fisico» (Fede, Amore e Speranza, O.O. 130, pag.14-15).
Collegno, 11 maggio 2019 Antonio Coscia
Aggiornato febbraio 2022
Note Antroposofiche
1 Il primo annuncio fu dato a Mosè sul Monte Sinai dall’Io Sono, attraverso le “Tavole della Legge”. Il secondo annuncio fu dato durante l’evento del Golgotha con l’incorporazione fin nel corpo fisico di Gesù di Nazareth. Il terzo annuncio infine è stato dato a Rudolf Steiner nel XX secolo, tramite l’incorporazione nel suo corpo astrale da parte del nuovo successore del Buddha Gautama, ossia il Bodhisattva Maitreya.
Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo» (Gv 11, 21-27).
6.1. Il Bosatsu dell’Oriente I
L’unico testimone oculare che fu in grado di seguire il “Mistero cristiano” fino alla fine del sacrificio del Golgotha fu Lazzaro di Betania, ossia Giovanni evangelista (da non confondere con l’apostolo Giovanni), quello tra i discepoli più elevati che il Cristo aveva resuscitato dalla morte mistica e a cui sulla croce del Golgotha affidò Sua Madre, cioè Maria di Nazareth che rappresentava sul piano fisico una manifestazione della “Sapienza cosmica” o divina Sofia. Dietro questo mistero sofianico cui Giovanni – Lazzaro deve adempiere come compito ricevuto dal Cristo Gesù morente sulla croce, era quello di doversi curare nei tempi a venire della nuova saggezza misterica quale impulso del cristianesimo esoterico trasformato dal Cristo nel compiere l’ultimo atto misteriosofico antico col risveglio di Lazzaro, in quanto che i misteri antichi erano ormai decaduti. L’interiorità umana andava trasformandosi verso un individualismo autonomo e libero cui ogni uomo doveva ormai imparare a poggiare su se stesso, staccandosi completamente dall’anima di gruppo del popolo di appartenenza. Il corpo eterico era penetrato maggiormente nel fisico congiungendosi più strettamente col corpo fisco umano, questo comportava un maggior pericolo nelle sedi iniziatiche dove gli iniziandi rischiavano la vita durante la pratica occulta della morte mistica che avveniva durante il sonno dei tre giorni nel Tempio da parte dello Ierofante. Occorreva per questo un radicale cambiamento, dei nuovi misteri iniziatici che non pregiudicassero la vita degli adepti e un rinnovamento della vita religiosa ormai anch’essa decaduta e irrigiditasi nei dogmi e nella degenerazione morale dei sacerdoti ebrei, corrottasi per via della loro ambizione e dal potere della civiltà del cesarismo romano.
Il compito di Pietro era quello di accompagnare l’umanità in questa metamorfosi animica durante il quarto periodo di cultura dello sviluppo dell’anima razionale che sarebbe finito nel quindicesimo secolo con l’inizio e sviluppo dell’anima cosciente, la quale avrebbe portato l’umanità alla conquista di una maggiore autonomia e libertà individuale grazie alla rivoluzione copernicana e scientifica del XVI-XVII secolo, e a una maggiore elevazione spirituale della coscienza morale. Egli come abbiamo visto, ebbe per questo il compito dal Cristo Gesù di rinnovare la vecchia concezione religiosa antica del paganesimo, dell’ebraismo e del romanesimo, in modo da dare il giusto impulso al cristianesimo nascente che grazie all’aiuto di Paolo di Tarso, nacquero diverse comunità cristiane che andarono formandosi in ogni luogo della Palestina e dalla Grecia fino a Roma, laddove il karma chiese il sacrificio della vita di Pietro e quella di Paolo. Il loro martirio diede l’impulso al cristianesimo di espandersi in tutto il mondo e fece si che il potere imperiale romano dei cesari, cui anch’esso arrivato alla massima corruzione morale, terminasse diversi secoli prima della fine del quarto periodo di cultura sostituito prima da imperatori ambiziosi cristiani e poi dopo, dal potere temporale dei papi, i vicari del Cristo, i quali non erano da meno. Ancora oggi nel XXI secolo le cose non sono molto diverse da ieri, dove assistiamo a scandali e illeciti tra azioni bancarie e pedofilia; (vedi: Scandali del Vaticano: i casi della Chiesa cattolica | Eroica Fenice e i diversi libri scritti su questi temi scandalosi dal giornalista televisivo Gianluigi Nuzzi).
Il compito di Giovanni era rivolto più verso il futuro, cioè di preparare durante la quinta epoca di cultura dello sviluppo dell’anima cosciente, degli uomini che siano in grado di accogliere nel sesto periodo di cultura l’avvento del Sé Spirituale che dall’alto del mondo angelico, verrà insufflato dagli Angeli nel corpo astrale di uomini progrediti che hanno accolto l’Impulso del Cristo e risvegliato la coscienza del Cristo nella parte più profonda del loro cuore. Per questo egli fu preparato nel tredicesimo secolo a una seconda iniziazione particolare, dove in un posto segreto d’Europa fu iniziato da dodici Maestri che rappresentavano tutta la saggezza antica e quella della nostra quinta epoca di cultura. Dopo diversi giorni in cui i Maestri di saggezza fecero fluire in Giovanni – Lazzaro tutta la loro saggezza, egli divenne quasi trasparente fino a che come morto varcò la soglia del mondo spirituale incontrando l’Entità del Cristo che accolse la saggezza insufflatagli dai dodici Maestri – guida dei periodi di cultura, trasformandola in una nuova saggezza misterica con la quale rinnovare completamente il cristianesimo esoterico. I dodici Maestri accolsero da Giovanni-Lazzaro la nuova saggezza solare dell’esoterismo cristiano che rappresentava l’unione di tutte le religioni e quale compito futuro del cristianesimo cui egli doveva realizzare. Poco tempo dopo il rito iniziatico egli morì, rinascendo nel quindicesimo secolo dove ricevette ancora un’iniziazione. Con l’iniziazione del XIII secolo Giovanni-Lazzaro fu elevato alla dignità di Bodhisattva dell’Occidente che equivale a quella di Buddha dell’Oriente e dopo aver assunto il nome di Cristian Rosenkreutz fondò nel XVII secolo la corrente dei rosa+croce, ossia Maestro dei misteri della morte e della resurrezione del Cristo. Egli è diventato un altissimo Bodhisattva, ed è uno dei sette Maestri17 di saggezza e dell’armonia dei sentimenti, guida del cristianesimo esoterico che appartiene alla Loggia Bianca che opera sulla Terra al servizio del Cristo (vedi Sergej O. Prokofieff: “La nascita dell’esoterismo cristiano nel XX secolo” e “Rudolf Steiner e i Maestri del cristianesimo esoterico” – Ed. Widar).
Questo compito fa parte anche della missione del Bodhisattva orientale di nome Maitreya il successore del Buddha Gautama che in Giappone come accennato, è atteso come “Miroku Messia” tramite una sua eventuale incorporazione e manifestazione in un uomo particolarmente evoluto che chiamano Bosatsu. Egli può incorporarsi secondo il luogo e il momento evolutivo cui l’umanità ha bisogno di nuove forme di saggezza che possano guidarla all’incontro del Cristo eterico. Perciò potrà scegliere un iniziato o un laico particolarmente singolare dietro cui può nascondersi l’Individualità del Maestro degli esseni, una Personalità ebraica molto discussa e vissuta secondo Rudolf Steiner un secolo prima della venuta del Cristo, di nome Gesù di Pandira, il quale fu prima lapidato e poi impiccato dal potere sacerdotale dei farisei ebrei – (ne parleremo più avanti). Il Bodhisattva Maitreya dovrà comunque incarnarsi in futuro, in una completa incarnazione sul piano fisico che dovrebbe realizzarsi fra circa tremila anni, ossia verso la metà del quinto millennio o sesto periodo di cultura chiamato “Filadelfia”(circa 4400 d. C). Nelle incorporazioni tramite cui il Bodhisattva Maitreya si manifesta nel corpo astrale di uomini evoluti sul piano fisico, va detto che siccome egli s’incorpora in ogni secolo a volte in occidente e a volte in oriente, gli uomini che sceglie non sempre sono uomini entro i quali si è già incorporato, giacché ogni uomo dopo la morte per quanto sia evoluto deve espandersi fino alla “mezzanotte cosmica”, esistente di là del mondo stellare e prima del mondo del Budhi, per cui dovranno passare diversi secoli prima che possa di nuovo scendere sulla Terra in una sua nuova incarnazione fisica. Pertanto, dobbiamo pensare che tutti gli uomini in cui si è incorporato e per questo si sono elevati spiritualmente a un grado superiore dell’umanità normale, saranno i suoi diretti discepoli alla sua venuta sul piano fisico nel sesto periodo di cultura, quando il Bodhisattva Maitreya dovrà elevarsi alla dignità di Buddha. Esiste comunque una differenza fra le incorporazioni delle due correnti bodhisattviche umane sopracitate tra quelli occidentali e quelli orientali, cui Sergej O. Prokofieff nel libro menzionato “Rudolf Steiner e i Maestri del cristianesimo esoterico”, fa una distinzione tra la manifestazione sul piano fisico dei Bodhisattva orientali e i Bodhisattva occidentali. Egli spiega che mentre i Bodhisattva orientali non s’incarnano mai sul piano fisico ma s’incorporano circa ogni secolo, nel corpo astrale di uomini evoluti che abbiano superato i 33 anni di età, i Bodhisattva o Maestri di saggezza occidentali al contrario s’incarnano ogni secolo completamente sul piano fisico tramite una nascita normale da genitori scelti appositamente in modo da avere la possibilità di esplicare le loro forze cosmiche spirituali sul piano fisico al servizio del Cristo per il bene dell’umanità. Nel libro Sergej O. Prokofieff spiega che i Bodhisattva orientali operano più con i Maestri di saggezza della sfera lunare i quali, hanno vissuto in mezzo agli uomini in epoche molto antiche prima di ritirarsi nell’ambito della Loggia lunare. I Maestri di saggezza occidentali al contrario operano maggiormente con forze solari che accolgono tra due incarnazioni direttamente dal Cristo nel mondo del Budhi o mondo della Provvidenza situato oltre la sfera stellare che, come accennato, diventano sul piano fisico Maestri di vita dell’umanità non solo al servizio del Cristo, ma in modo particolare anche dello Spirito Santo in quanto portatori di saggezza (pag.267-268 Ibidem).
Nell’articolo precedente abbiamo visto che il Cristo durante la Sua permanenza nel corpo astrale, eterico e fisico di Gesù di Nazareth, trasforma la natura inferiore di Gesù nella natura divina superiore costituita da Sé spirituale, spirito Vitale e Uomo spirito che l’umanità conquisterà soltanto in futuri stati di coscienza cosmici che abbiamo chiamato Giove, Venere e Vulcano. In questo modo il Cristo ha dato ad ogni “uomo” (per uomo qui è inteso l’umanità maschio e femmina) la possibilità tramite un nuovo archetipo spirituale, di elevarsi spiritualmente a gradi superiori di coscienza immaginativa, ispirativa e intuitiva, in modo da ritornare alla sua origine divina. Vale a dire che, come col vecchio Adamo creato da Jehovah, siamo discesi sulla terra a causa del peccato originario sperimentando in tal modo la libertà umana e con essa però anche il male e la morte fisica, allo stesso modo col nuovo Adamo redento dal Cristo, possiamo di nuovo risalire verso il mondo spirituale. Questo può essere realizzato da ogni uomo che accolga in sé le forze di redenzione del Cristo e l’aiuto che i Maestri di saggezza ci offrono attraverso nuove conoscenze che fanno fluire dai mondi dello spirito, cosicché possiamo trasformare il nostro egoismo e le nostre brame elevando la nostra coscienza morale in modo da sviluppare la vera libertà e l’amore cosmico – umano quale espressione del vero amore del Cristo, cui potremo riunirci alla nostra immagine superiore divina. Ciò è possibile anche grazie al fatto che nel mondo spirituale esiste una legge dell’economia che permette ad ogni archetipo di moltiplicarsi in tante copie spirituali; questo vuol dire che potranno essere moltiplicate moltissime copie del corpo eterico, del corpo astrale e dell’Io del Cristo Gesù o nuovo Adamo. Vale a dire che a ogni essere umano che abbia lavorato spiritualmente su se stesso attraverso una via meditativa o altro …, alla purificazione ed elevazione morale della sua anima, può essergli inserito nel nuovo germe umano spirituale con cui si accinge a discendere in una nuova incarnazione terrena, il corpo eterico, astrale o Io del Cristo Gesù, cosicché durante l’evoluzione terrena può essere agevolato al risveglio spirituale della sua anima superiore o Sé spirituale, in modo da metterla al servizio del Cristo, alfine che possa essere realizzato il vero impulso cristiano tramite lo sviluppo di una vera comunità di fratellanza umana. Per questo è necessario accogliere la nuova saggezza spirituale che ci viene data dai Paracleti o Bodhisattva che si manifestano circa ogni secolo nell’ambito dell’evoluzione terrestre, ossia quella saggezza o verità che non abbiamo compreso nel passato in quanto eravamo ancora a un gradino inferiore dello sviluppo della coscienza umana, per il fatto che la coscienza dell’io era ancora in uno sviluppo istintivo. ( 6.1. continua)
Collegno, gennaio 2022 Antonio Coscia
Note Antroposofiche
17 Nel mondo fisico operano sette Maestri di saggezza al servizio del Cristo che sono le guide del nuovo cristianesimo esoterico moderno, i quali sono: “Cristian Rosenkreutz, Maestro Gesù, Manes, Sciziano, Buddha Gautama, Novalis e il Bodhisattva Maitreya”. Sergej O. Prokofieff nel libro sopracitato li descrive in un simbolo solare in una figura di un settogramma, di come essi operano in un comune agire attraverso l’Antroposofia, di cui mette al vertice Cristian Rosenkreutz:
Il settogramma dei Maestri guida del cristianesimo moderno
Galileo Galilei che mostra l’uso del cannocchiale al Doge di Venezia, affresco di Giuseppe Bertini
Io vi dico che, quando uno non sa la verità da per sé, è impossibile che altri gliene faccia sapere; posso bene insegnarvi delle cose che non son né vere né false, ma le vere, cioè le necessarie, cioè quelle che è impossibile ad esser altrimenti, ogni mediocre discorso o le sa da sé o è impossibile che ei le sappia mai. (Galilei Galileo)
5.3. I Grandi Bodhisattva III
Riassumendo ancora una volta tutto ciò che abbiamo detto finora, possiamo dire che il Paraclito o Consolatore che il Cristo promise di mandare ai discepoli dopo la Sua morte sulla croce durante la Pasqua ebraica, è un uomo molto evoluto che in Oriente è conosciuto come Bodhisattva e in Occidente come Spirito di Verità o Maestro di Saggezza che appartiene alla comunità dello Spirito Santo, la cui guida come spiegato, è lo spirito luciferico redento dal Cristo sulla croce del Golgotha rappresentato dal ladrone alla Sua destra, di nome Dismas. I Bodhisattva umani come abbiamo visto, sono degli uomini molto evoluti che hanno già superato di molto l’evoluzione normale dell’umanità e lavorano similmente a come fanno gli Angeli alla completa trasformazione del corpo astrale in Sé spirituale, in questo lavoro sono ispirati oltre che dal loro Angelo anche da un Arcangelo. Occorre dire che la dottrina dei Bodhisattva così come il mistero dell’Io umano, nella Scienza dello Spirito sono dei temi molto complessi quando si voglia afferrarli solo col nostro intelletto umano. Rudolf Steiner16 pur avendone ampliamente parlato non si è mai soffermato molto su questi due temi in singole conferenze, i cui contenuti sono perciò a volte un po’ lacunosi, non sono mai chiariti del tutto in una sola conferenza. Occorre perciò cercare per un maggiore approfondimento in altre conferenze dell’Opera Omnia, dove moltissime conferenze su questi temi non sono purtroppo ancora state tradotte in italiano.
Devo per questo ringraziare Sergej O. Prokofieff, uno dei più elevati allievi di Rudolf Steiner e quale diligente scrittore di diversi libri pubblicati in Italia fin dal lontano 1992, la cui prima pubblicazione in italiano è il libro “ Rudolf Steiner e la fondazione dei nuovi misteri”, cui da allora sono seguite diverse sue pubblicazioni in italiano su questi argomenti esoterici, dandomi la possibilità di approfondire maggiormente i misteri del cristianesimo e il tema dei Bodhisattva umani e celesti e in modo particolare, uno dei suoi ultimi libri pubblicati dall’Editrice Widar, “Rudolf Steiner e i Maestri del cristianesimo esoterico”. Difatti dopo il 1992 seguirono moltissime altre sue opere pubblicate in italiano e curate dall’editrice Widar, in modo particolare dall’amore devozionale dell’antroposofa Christine Untersulzner inerente ai diversi temi cristologici, filosofici e altro …, trattati da Rudolf Steiner nelle diverse conferenze tenute in gran parte delle città occidentali che furono poi tutte incluse nell’Opera Omnia dall’editrice di Dornach in Svizzera. Sono pertanto grato a questo altissimo discepolo di Rudolf Steiner cui ebbi la gioia e il piacere di stringere la mano a Milano, grazie alla presentazione da parte del dott. Giancarlo Buccheri, cui ebbi la sensazione di trovarmi di fronte a un vero iniziato della Scienza dello Spirito.
Rudolf Steiner approfondisce la dottrina dei Bodhisattva in alcuni libri e conferenze tradotte finora in italiano, senza comunque mai completamente chiarire la complessità che opera dietro a queste Entità divine e umane che non superano mai una cerchia di dodici Bodhisattva attraverso i quali opera lo Spirito Santo al servizio del Cristo. Pertanto non ho potuto che dare uno spunto tratto maggiormente dai libri menzionati e da altri dell’Opera letteraria di Sergej O. Prokofieff su questi singolari argomenti antroposofici. Invito pertanto chi fosse interessato a un maggiore approfondimento su questa tema di studiare alcuni suoi libri dell’Opera tradotti in italiano, aspettando che sia pubblicata tutta l’Opera Omnia di Rudolf Steiner dove trarre un maggiore spunto che possa condurci a una maggiore comprensione di queste altissime Entità divine del mondo spirituale del nostro sistema planetario.
Continuando nella nostra sintesi sui grandi Bodhisattva, abbiamo detto che ci sono diverse categorie di bodhisattva che vanno da uomini semplici e iniziati fino al gradino degli Angeli, Arcangeli e Archai e ancora più oltre, cioè ai “grandi Bodhisattva” o Avatar che nel mondo del Budhi o piano della Provvidenza esistente oltre il mondo stellare, accolgono la saggezza e la vita divina del Cristo situato nel loro centro. Dobbiamo pensare che in questa sfera spirituale degli “Archetipi” o mondo dell’Akasha agiscono maggiormente gli Spiriti del Movimento o Virtù che sono i donatori della vita universale del nostro cosmo, laddove opera come loro guida centrale il Cristo manifestandosi come “vita e saggezza” che è accolta dai dodici grandi Bodhisattva, cui a loro volta ispirano le sfere inferiori dei Bodhisattva celesti e umani. Abbiamo detto che questi grandi Bodhisattva sono costituiti da Entità della terza gerarchia, ossia da Angeli, Arcangeli e Archai che riunitisi in un insieme armonico, formarono all’inizio dell’eone terrestre questi grandi Esseri divini che possiamo pensarli come degli alter-ego o Io superiori della terza gerarchia spirituale, che similmente a delle coppe divine formano nella loro triplice dodecuplicità, la base o il corpo dello Spirito Santo nella sfera del Budhi. Essendo la sfera del Budhi il mondo degli archetipi, vale a dire di tutte le cose esistenti nel nostro mondo, i grandi Bodhisattva assumono per questo anche un carattere di archetipi divini di tutti i Bodhisattva inferiori. A quest’analisi complessa dobbiamo pensare con un maggior sforzo intellettivo – immaginifico che attraverso i grandi Bodhisattva operano ancora delle altre Entità macrocosmiche ancor più elevate che, accolgono degli impulsi divini direttamente dalla Divinità Trina superiore tramite il loro ultimo arto serafico esistente nella sfera dei Serafini.
Rudolf Steiner nella conferenza del 7 aprile 1912 (O. O. 136) descrive questi esseri divini elevatissimi macrocosmici, facendo un paragone con gli arti umani dell’uomo. Qui egli dice che come l’uomo, è formato da un corpo fisico, un corpo eterico, un corpo astrale, poi dall’anima senziente, dall’anima razionale e dall’anima cosciente (cui siamo ancora in una fase di sviluppo che seguirà per tutto il nostro quinto periodo di cultura), così questi esseri macrocosmici sono formati non da arti ma da sei Entità divine spirituali. Cioè, al posto del corpo fisico hanno uno Spirito della Forma (Exusiai), invece del corpo eterico hanno uno Spirito del Movimento (Dynameis), al corpo astrale hanno uno Spirito della Saggezza, poi all’anima senziente hanno uno Spirito della Volontà (Trono), all’anima razionale hanno uno Spirito dell’Armonia (Cherubino) e infine, all’anima cosciente hanno uno Spirito dell’Amore (Serafino). E come l’uomo attraverso un lavoro spirituale su sé stesso può elevarsi ai suoi tre arti spirituali divini superiori, cioè al Sé spirituale, allo spirito Vitale e all’Uomo spirito, così questi esseri divini superiori dalla loro parte più alta ossia dai Serafini, possono elevarsi e accogliere degli impulsi divini superiori provenienti da ciò che nel cristianesimo è definita per antonomasia la sfera dello Spirito Santo, del Figlio e del Padre. Questo fa sì che da queste Entità divine macrocosmiche superiori, i grandi Bodhisattva ricevono le forze e gli intenti dalla suprema Divinità Trina cui poi essi fanno affluire nella sfera dei Bodhisattva della terza gerarchia, fino ai Bodhisattva umani che dopo cinquemila anni, si preparano a diventare dei Buddha. In questo meccanismo divino complesso possiamo vedere che l’umanità non è mai lasciata sola a sé stessa, ma dietro operano diverse Entità divine e umane evolute che guidano l’uomo verso la sua meta finale divina.
Ricapitolando brevemente quest’aspetto alquanto complicato per meglio comprendere questi Esseri divini avatarici, diciamo che ogni grande Bodhisattva è l’emanazione di una sostanza spirituale generata dell’insieme di un Angelo, di un Arcangelo e di un Archai che trascendendo loro stessi creano a un livello spirituale superiore un Essere divino, una specie di alter-ego, come già menzionato. Come un uomo e una donna nel congiungersi insieme sessualmente possono generare un loro simile dalla loro sostanza fisica e animica, così questa comunità di tre volte dodici Bodhisattva (ossia Angeli, Arcangeli e Archai) si unirono insieme spiritualmente all’inizio dell’eone terrestre, e andando oltre i loro limiti formarono dodici grandi esseri spirituali, dodici grandi Bodhisattva che sono costituiti ognuno da un Archai, da un Arcangelo e da un Angelo. Possiamo anche dire che questi grandi esseri sono costituiti da un Sé Spirituale completamente purificato e perfezionato dalla cerchia di dodici angeli, da uno Spirito Vitale perfettamente purificato e trasformato dalla cerchia di dodici Arcangeli e, da un Uomo Spirito perfettamente purificato e trasformato dalla cerchia di dodici Archai. Ciò fa sì che i grandi Bodhisattva possono elevarsi fino a toccare gli esseri della seconda gerarchia che sono a loro volta la base o gli arti inferiori degli esseri macrocosmici superiori menzionati, tramite i quali operano le forze dello Spirito Santo e del “Figlio” da cui essi sono ispirati, e che portano poi giù attraverso i Bodhisattva celesti e umani le facoltà che devono essere inserite nell’umanità. Sei di questi grandi Bodhisattva abbiamo detto che sono già discesi nell’umanità per preparare la via al Cristo, altri sei dovranno a loro volta discendere per far conoscere l’Entità del Cristo attraverso i Buddha umani perfettamente illuminati. Quando l’ultimo grande Bodhisattva scenderà sulla Terra incorporandosi nell’ultimo Buddha umano illuminato, saranno allora finiti i tempi per cui la Terra si unirà al Sole per passare al nuovo stato di coscienza cosmico di “Giove”.
Sergej O. Prokofieff nel libro citato, parlando di questi grandi Bodhisattva, scrive: «Questi grandi Bodhisattva dei quali ciascuno compenetra con il proprio agire un’intera razza radicale [un Epoca composta da sette periodi di cultura di 2160 anni] e oltrepassa persino i limiti di essa, abbracciano insieme la globale evoluzione terrestre; e di numero sono dodici … È questo mondo della globalità di questi dodici grandi Bodhisattva che abbraccia il tutto, che può essere nominato il vero collegio dello Spirito Santo stesso (vedi O.O. 113, 31.8. 1909), perché in un cosmo gerarchico – e ciò significa anche nell’evoluzione terrestre – lo Spirito Santo viene rappresentato dagli esseri della terza gerarchia» (ibidem).
E come appunto sei grandi Bodhisattva e Buddha umani illuminati compirono la missione di preparare la discesa del Cristo alfine si compisse l’evento del Golgotha, così altrettanti sei grandi Bodhisattva e Buddha umani illuminati dovranno aiutare l’umanità a comprendere che cos’è il Cristo per l’evoluzione umana, e che cosa ha significato per ogni individuo umano l’evento del Golgotha nel suo aspetto più profondo. Questo ci porta a dire che il Cristo non compì soltanto dei miracoli tra il popolo ebraico e in ultimo, quello della morte e resurrezione attraverso il sacrificio della croce, ma compì altre azioni sovrumane e in modo particolare sul piano astrale e spirituale dove può essere visibile solo a iniziati chiaroveggenti. Il cristianesimo difatti, non nacque dalla filosofia di un fondatore cui divulgò la sua dottrina religiosa come del resto hanno fatto tutti gli altri predecessori di religioni, prima e dopo il cristianesimo. Esso nacque da un’azione compiuta dal Cristo sul piano fisico, la cui causa però, va cercata su di un piano spirituale ancor più in alto di quello astrale da dove ebbe origine una volontà divina superiore, alla quale Rudolf Steiner ci rivela attraverso le diverse conferenze cristologiche, giunse il lamento di dolore e di sofferenza in cui versava l’umanità di allora. Era l’Entità del Cristo che accolse il lamento di dolore proveniente dalla Terra, per cui mosso da infinita compassione iniziò la discesa da altezze infinite e imperscrutabili alla mente umana, per venire in soccorso dell’uomo. Non dobbiamo pensare che dietro il Suo gesto possa nascondersi un debito karmico antico nei confronti dell’umanità, come potremmo del resto pensarlo nei confronti degli Elohim creatori cui permisero che l’uomo fosse tentato da Lucifero, causando in tal modo tutta l’esperienza dolorosa umana quale conseguenza della colpa di disubbidienza e della successiva caduta prematura sul suolo terrestre. Cadremmo in un grave errore se pensassimo che l’intervento del Cristo fosse in un certo qual modo in relazione alla tentazione luciferica durante l’Epoca Lemurica. Egli, difatti, si era già separato dalla Terra alla fine dell’Epoca Iperborea insieme agli spiriti solari più evoluti, prima cioè che iniziasse l’Epoca Lemurica dove avvenne l’evento che offuscò il corpo astrale di Adamo; per cui non possiamo addebitargli nessun debito karmico nei confronti dell’uomo.
Rudolf Steiner asserisce nei suoi scritti e in modo particolare nel “Quinto Vangelo” antroposofico (O.O. 148), che il Cristo non aveva nessun karma negativo nei confronti dell’uomo; perciò, il Suo gesto fu un puro atto d’amore, un amore libero, immenso, colmo di sacrificio divino. Il Cristo difatti, quale Entità macrocosmica appartenente al secondo aspetto della Trinità divina universale, rispose subito all’umanità morente scendendo da altezze spirituali incomprensibili all’intelletto umano, laddove iniziò a restringersi fino a che (mi si perdoni l’immagine) passando come fosse un cammello per la cruna di un ago, si unì nel Giardino dei Getsemani completamente all’uomo Gesù di Nazareth. Questa congiunzione con l’uomo di Nazareth non poteva essere riportata in nessuna cronaca dagli storici antichi di allora, giacché avvenne su di un piano mistico-spirituale, cui ne dà un accenno soltanto Giovanni evangelista durante l’evento del Battesimo di Gesù di Nazareth nel Giordano, operato dal Battista. Questo evento mistico-storico può essere verificato solo sul piano dell’Akasha superiore, cioè nella sfera sovraspirituale del Budhi, vale a dire nella memoria universale cui possono accedere solo iniziati cristiani veggenti. (5.3. continua)
Collegno, gennaio 2022 Antonio Coscia
Note Antroposofiche
16 Rudolf Steiner nacque il 27 febbraio 1861 a Kraljevec, presso la frontiera austro-ungarica. Suo padre Johannes Steiner, era impiegato delle Ferrovie Meridionale Austriache, per cui crebbe in un ambiente che stimolava alla prontezza e all’abilità nella vita pratica. Già presto, all’età di sette anni, gli era possibile «vedere e udire gli esseri» che stanno dietro al mondo naturale e che dovette in certo senso nascondere ai suoi coetanei e anche a persone adulte, poiché non sarebbe stato compreso. Nel 1879 superò l’esame di maturità con lode. Nello stesso anno s’iscrisse all’Istituto Tecnico Superiore di Vienna, dove studierà fra l’altro biologia, chimica e fisica. Specialmente quest’ultima materia influenzerà profondamente la sua evoluzione interiore e, nello stesso tempo, lo porrà di fronte a difficili enigmi. Si mise in luce già come studente curando gli scritti scientifici di Goethe. Dal 1890 al ’97 collaborò all’Archivio di Goethe e Schiller a Weimar.
Dal 1902 ebbe una più intensa attività come scrittore e conferenziere, di cui moltissime in questi anni sulla cristologia, cui dedicherà gran parte della sua vita e la sua uscita nel 1912-13, dalla Società Teosofica, a causa di un dissenso con la Presidentessa Annie Besant, la quale, sosteneva che un giovinetto indiano di nome Krishnamurti, fosse la reincarnazione del Cristo. Nel 1894 pubblica la “Filosofia della Libertà” (Edizione Antroposofica Milano), la più importante delle sue opere filosofiche ed anche la base per la successiva concezione del mondo. Oltre a una trentina di opere scritte di carattere filosofico e antroposofico, sono rimasti i testi stenografati di quasi 6000 conferenze sui più diversi rami del sapere. Gli impulsi da lui dati nell’arte, nella scienza, nella medicina, nella religione, nella pedagogia e nell’agricoltura portarono a delle nascite di movimenti oggi sempre più diffusi nel mondo.
Nel 1912-13 si distacca dalla Società teosofica e costituisce la Società antroposofica universale. A Dornach in (Svizzera), costruisce il primo Goetheanum di legno, un centro di attività scientifiche e artistiche fondate sull’antroposofia che in seguito, sarà poi bruciato da nemici dell’Antroposofia nella notte di S. Silvestro del 1922. In seguito, Rudolf Steiner fa un modello di un secondo Goetheanum in cemento armato il quale, fu costruito dopo la sua morte avvenuta il 30 marzo 1925, esistente tuttora come centro di numerose attività antroposofiche cui, partecipano artisti e soci di tutto il mondo.