Epoca dei Pesci o dell’Acquario? V

Vetrata rosa a Nord, nell'incisione di Assia Turgenieff-Goetheanum di Dornach, Svizzera
La vetrata rosa a Nord, nell’incisione di Assja Turgenieff, dietro i consigli di Rudolf Steiner, il cui motivo centrale rappresenta l’incontro dell’uomo con il Cristo eterico; mentre i due laterali indicano la liberazione e redenzione delle due potenze oppositrice, ossia Lucifero a sinistra e Arimane a destra, quale conseguenza dell’evento del Golgotha.

«Il carattere complessivo dell’epoca attuale [periodo dei Pesci] è, dunque, l’intellettualità, ma occorre distinguere tra il modo in cui si manifesta negli ambienti orientati al pensiero materialistico e quello in cui si palesa nella Scienza dello Spirito. Con la sua intellettualità l’uomo è connesso al piano astrale, ma ne sarà cosciente (e solo allora saprà farne corretto uso) quando si sarà evoluto alla chiaroveggenza. Questo processo avrà inizio nel ventesimo secolo e si svilupperà in un numero sempre crescente di persone … Nel corso dei prossimi tremila anni, questa chiaroveggenza intellettuale consentirà agli uomini in tal senso progrediti di contemplare sempre più, e in modo sempre più chiaro, il Cristo visibile etericamente … Nell’attuale epoca dell’intellettualità Egli può apparire solo in figura eterica. La Scienza dello Spirito vuole preparare gli uomini a riconoscere e ad applicare giustamente le forze chiaroveggenti, che in seguito perverranno alla visione lentamente e con uno sviluppo naturale, affinché la futura seconda metà della nostra epoca intellettuale [ circa 2493 d.C.] veda senza dubbio, chiaroveggentemente il Cristo nella Sua figura eterica (Il Cristianesimo Esoterico e la Guida Spirituale dell’Umanità, O.O.130, pag. 84-85).

Epoca dei Pesci o dell’Acquario? V

Rudolf Steiner dice che il carattere complessivo della nostra quinta epoca di cultura è di sviluppare il nostro pensiero intellettuale astratto in un pensiero immaginativo veggente in grado di incontrare il Cristo nel mondo astrale adiacente alla Terra, tramite una visione sempre più chiara della Sua immagine eterica. Il compito dell’Antroposofia è quello appunto di preparare degli uomini adeguati a comprendere quest’evento importante che si manifesta nel nostro periodo di cultura, a questa seconda venuta del Cristo annunciata dagli evangelisti Matteo e Marco, e in modo particolare da Paolo di Tarso nella prima lettera ai Tessalonicesi, come venuta sulle nuvole del cielo (vale a dire sul piano eterico adiacente alla Terra).  Essa non può essere fermata da nessuno spirito dell’ostacolo, ma può essere ostacolata affinché l’uomo non prenda coscienza di questo evento spirituale importante per la natura interiore umana, e possa alla fine passare del tutto inosservato; ciò sarebbe una grande sventura per tutta l’umanità. Oppure, se malauguratamente l’uomo dovesse arrivare a una veggenza spontanea senza alcuna preparazione morale e senza alcunché di conoscenza sui mondi dello spirito, c’è la possibilità che possa scambiare uno spirito dell’ostacolo arimanico-asurico presente nel mondo astrale, per il Cristo eterico.  Pertanto, è importante che ogni uomo scevro da qualsiasi pregiudizio possa aprirsi ai contenuti della Scienza antroposofica in modo che possa prendere coscienza delle entità dell’ostacolo, ossia di entità divine-umane o per meglio dire dei “superuomini” appartenenti a ogni sfera della terza gerarchia spirituale (cioè Angeli, Arcangeli e Archai) che negli eoni o stati di coscienza precedente, non superarono il loro livello umano. Per questo il loro modo di agire oggi nell’evoluzione umana è fuori tempo, vale a dire che non è più conseguente ai tempi moderni e per questo diventano un ostacolo, una zavorra, un qualcosa che non va più bene per lo sviluppo delle facoltà umane attuali, perciò nocivo; pertanto, sono ritenuti dalla Scienza antroposofica, spiriti luciferici, ossia sono spiriti che immettono nel presente delle forze spirituali che erano idonee in evoluzioni antiche della nostra Terra.

Volendo caratterizzarli e distinguerli meglio secondo il loro grado gerarchico, diciamo che gli spiriti luciferici appartengono a tre categorie umane ultraterrene, di cui la prima, sono uomini-angeli che durante lo stato di coscienza cosmico evolutivo passato, chiamato antica Luna21, non superarono il loro gradino umano restando perciò indietro come spiriti luciferici lunari nei riguardi dei loro fratelli solari che si elevarono invece al gradino angelico, per questo essi prendono il nome dal loro capo Lucifero (Diavolo).  Abbiamo poi una seconda categoria che sono uomini-arcangeli, rimasti indietro due “eoni” passati durante l’evoluzione cosmica dell’antico Sole, e appartengono alla categoria di spiriti arimanici dal loro capo Arimane (Satana o Mefistofele). In ultimo abbiamo una terza categoria che sono uomini-archai, rimasti indietro tre eoni o stato di coscienza antico che la Scienza antroposofica chiama “ Saturno” e appartengono alla categoria di spiriti asurici o delle tenebre. Sono spiriti del male che possono veramente compromettere la natura dell’Io, umano terreno, qualora riescano ad afferrare l’uomo nell’ambito del suo volere (nell’anima cosciente), ossia di quegli uomini che coscientemente fanno del male per il piacere di volerlo fare. Sono dei grandi maghi neri al servizio della “Bestia solare”, l’anticristo menzionato nell’Apocalisse da Giovanni e che chiamiamo “Sorat”, cui non fa parte della nostra evoluzione cosmica-umana, ma appartiene a un remotissimo eone passato che va oltre lo stato cosmico dell’antico Saturno, cioè prima ancora che nascesse il germe spirituale del nostro sistema solare. Occorre però dire che questo spirito malefico soratico non può inserirsi direttamente nell’ambito della natura umana e terrestre; perciò, può operare soltanto indirettamente attraverso i tre gruppi di spiriti dell’ostacolo e in modo particolare, tramite gli Asura che sono uomini appunto appartenenti alla gerarchia delle Archai, rimasti indietro. Queste entità soratiche dell’ostacolo sono dunque uomini rimasti indietro a dei livelli di coscienza spirituale diversa dai loro fratelli divini, ma non dobbiamo commettere l’errore di considerarli uguali o inferiori all’uomo.  Essi vanno considerati come dei “super-uomini” essendo passati attraverso diversi stati di coscienza cosmici, mentre l’uomo terreno è al suo primo stato di coscienza di veglia, avendo ricevuto l’Io umano circa un po’ prima della metà della nostra evoluzione terrestre, vale a dire durante la terza Epoca chiamata Lemurica cui nella Bibbia, è descritto come la “caduta dell’uomo dal paradiso terrestre”. Il problema di queste tre categorie spirituali dell’ostacolo è che essendo rimasti indietro durante antiche evoluzioni cosmiche passate, non possono proseguire né nella sfera dei loro fratelli solari né nella sfera umana, giacché non sono in grado di costruirsi un corpo fisico essendo questo di prerogativa prettamente umana. Perciò per evolvere, essi devono farlo attraverso l’uomo, cioè incorporandosi o se vogliamo vivendo come dei parassiti nel corpo astrale umano, da dove operano contrastando i pensieri, i sentimenti e la volontà umana, ma anche come promotori dell’emancipazione dell’uomo, inquantoché sono esseri di natura intelligentissima. Dobbiamo imparare a riconoscerli e a dominare il nostro corpo astrale lavorando attivamente su noi stessi, vale a dire purificando le qualità negative che manifestiamo attraverso il nostro egoismo in modo da ristabilire l’equilibrio tra le forze dell’anima, cioè il pensare, sentire e volere, così da poterci elevare a uno stato superiore di coscienza morale.

Possiamo riuscire in questo con l’aiuto degli esercizi che troviamo nei libri: “L’Iniziazione, Teosofia e la Scienza Occulta”, e in modo particolare, accogliendo in noi l’Impulso del Cristo, senza il quale difficilmente possiamo tenere a bada gli ostacolatori che tenteranno in tutti i modi di dissuaderci dal realizzare la nostra meta, tirandoci giù nel materialismo e nel più crasso egoismo intellettuale. In merito, Rudolf Steiner in alcune conferenze ci avverte che l’uomo è sul baratro di un precipizio che può cadere da una parte o dall’altra, oppure può decidere di collaborare col mondo spirituale operando e trasformando sé stesso per elevarsi verso i mondi dello spirito per unirsi a quella parte essenziale di sé stesso, ossia alla sua vera realtà dell’Io divino superiore. Se decidiamo di percorrere questo cammino esoterico moderno, occorre innanzitutto imparare a sentirci liberi prima di tutto nel nostro pensare, essendo questa una facoltà umana più vicina all’Io umano, perché in relazione al corpo astrale costituitosi durante l’antica evoluzione lunare, che con un po’ di buona volontà possiamo appunto trasformarlo in un pensiero immaginativo vivente.  Rudolf Steiner lo chiama “pensiero intellettivo veggente”, o “pensiero che dà forma”, cioè il pensiero intellettuale astratto che viene ri-trasformato attraverso un processo di studio meditativo e di purificazione, fino a cogliere le immagini di esseri reali che stanno dietro il nostro mondo naturale. Per meglio chiarire questo concetto diciamo che se l’uomo vuole progredire verso uno sviluppo spirituale superiore, deve innanzitutto diventare appunto un uomo libero, un uomo che sappia svincolarsi da qualsiasi istituzione religiosa cui tenderebbe a reprimerlo, a dirigerlo, affievolendo la sua volontà che deve invece rafforzarsi sempre più fino alla cristificazione e abnegazione verso il Cristo-Sole. Questo perché nell’epoca dell’anima cosciente, l’istituzione religiosa non è più giustificata in quanto la sua missione, secondo Rudolf Steiner, è terminata nel XV secolo con l’inizio appunto dello sviluppo dell’anima cosciente; per cui l’uomo deve imparare a camminare da solo sulle proprie gambe senza essere diretto da nessun altro, se non da sé stesso. Per realizzare questa libertà interiore occorre elevarci moralmente come menzionato, accogliendo l’Impulso del Cristo, cosicché possiamo sviluppare in noi la giusta forza morale in modo da risvegliare la coscienza del Cristo e avere la possibilità d’incontrare il Cristo eterico nel mondo astrale adiacente alla Terra.  Ciò può essere realizzato soltanto se decidiamo di percorrere una via di conoscenza senza la quale, potremmo soccombere alle tentazioni appunto delle forze luciferiche, arimaniche e quelle asuriche degli spiriti delle tenebre; questo è il grave rischio cui può incorrere l’umanità. Il rischio cioè che nell’ambito dello sviluppo umano, potranno presentarsi due pericoli: di cui uno è che la seconda venuta del Cristo eterico nel mondo astrale adiacente alla Terra, possa come già si è detto passare inosservato; il secondo è che l’anima cosciente possa deviare dalla giusta via evolutiva indicata dall’Antroposofia. Cosicché potranno sì essere risvegliate le forze veggenti intellettuali, ma non saranno quelle giuste forze immaginative quale trasformazione normale del pensiero intellettivo cosciente, ma soltanto un retaggio antico di quelle forze veggenti sognanti possedute dall’umanità quale dono divino originario paradisiaco, prima della caduta nella materia terrestre.  

Il compito, dunque, del nostro quinto periodo di cultura che, come abbiamo visto, è sotto la direzione della costellazione dei Pesci ancora per diversi secoli, dev’essere quello di rafforzare e sviluppare il pensiero fino a realizzare l’autocoscienza cui l’uomo deve trovare in sé la sua origine divina. Ma per realizzare ciò dobbiamo elevare il nostro pensiero intellettuale astratto cui fondiamo la nostra coscienza di veglia, trasformandolo in un pensiero intellettuale superiore veggente come si è detto, dove appunto il pensiero viene ri-trasformato fino a cogliere le immagini reali che stanno dietro il nostro mondo naturale, ma ciò che più importa è quello di avere l’incontro con il Cristo eterico. Quest’incontro col Cristo avverrà in modo naturale per l’arco di tremila anni, vale a dire per tutto il restante quinto periodo attuale (1500 anni circa), fino ai primi due terzi del sesto periodo sotto la costellazione dell’Acquario, durante la quale il pensiero si manifesterà attraverso un grado più elevato; ossia non avremo più bisogno di pensare in concetti, ma accoglieremo la conoscenza direttamente attraverso la “Parola magica” cui ci parlerà il nuovo Bodhisattva, il Maitreya Buddha che deve venire. Tutto questo come suddetto andrà lentamente trasformandosi nell’arco di tremila anni, prima di tutto nei prossimi XV secoli che restano ancora dell’epoca dei Pesci, e poi dopo, gli altri XV secoli che seguiranno nella sesta epoca di cultura sotto la costellazione dell’Acquario, cui all’umanità sarà ancora data la possibilità d’incontrare il Cristo eterico. Dopodiché gli uomini dovranno prepararsi per un nuovo incontro col Cristo nel Suo corpo Astrale, sul piano del “Devachan inferiore” (mondo Celeste); infine verso la fine della quinta Epoca e l’inizio della sesta Epoca Postatlantica (circa tra 9000 anni) gli uomini incontreranno il Cristo sul piano del Devachan superiore (mondo della ragione) nel suo vero Io cosmico.  Volendo possiamo come dire accelerare questi lunghi tempi evolutivi e lavorare come suddetto su noi stessi, stimolando la nostra vita di pensiero nell’accogliere la conoscenza che ci offre l’Antroposofia, in modo da risvegliare la nostra coscienza profonda alla vera vita dello spirito nuovo dei tempi moderni. A tutto questo va ancora aggiunto che le forze del male o dell’ostacolo, cercheranno d’intralciarci in qualsiasi maniera attraverso la via antroposofica, per cui sarà importante il nostro atteggiamento morale nell’accogliere la conoscenza della Scienza dello Spirito o antroposofia e il rapporto con cui cercheremo di relazionarci con il nostro Maestro spirituale Rudolf Steiner. In merito egli scrive:

«Mediante lo studio dell’Antroposofia anche noi possiamo avvicinarci a questo “Essere”. Il processo culmina poi nel fatto, che l’uomo, quando ha accolto in sé l’Antroposofia in modo sufficientemente intenso, un bel giorno può sperimentarla quale reale Essere spirituale, quale vera Antroposofia.  Allora nel mondo spirituale adiacente alla Terra essa sta innanzi a lui quale vivente immaginazione e lo conduce alla vera conoscenza, corrispondente all’epoca dell’anima cosciente … cosicché “in lei” egli percepirà “l’immagine riflessa della sua entità, quale risultato della vera conoscenza nell’Antroposofia”» (estratto dal libro di Sergej O. Prokofieff, “L’apparizione del Cristo eterico” pag. 34).

D’altro canto, va detto anche che questi spiriti del male non risparmieranno di scagliarsi contro l’umanità per far sì che non arrivi a sviluppare nel modo giusto l’anima cosciente, e che il risveglio delle forze nuove della veggenza immaginativa vengano inibite per far affiorare la vecchia veggenza antica sognante luciferica. Questa iattura farebbe sì che il Cristo eterico passerebbe inosservato e lo sviluppo sbagliato dell’anima cosciente porterebbe l’umanità a dei grossi errori di visioni veggenti errati, dove i mondi luminosi luciferici possano essere scambiati per dei veri mondi dello spirito cosmico. Queste visioni spirituali sognanti farebbero sì che parte dell’anima umana venga sottratta dagli spiriti dell’ostacolo (ciò può accadere anche oggi, in qualsiasi momento che l’uomo non persegua un via esoterica nel modo giusto e possa avere queste visioni sognanti, cioè non dominate da un giusto pensiero cosciente), e venga congiunta dagli spiriti malefici alla materia negativa dell’ottava sfera lunare, dietro di cui agiscono le forze del male soratiche. In aiuto all’umanità c’è, però un Arcangelo poco conosciuto dagli uomini, è l’antico Angelo custode del Buddha Gotama chiamato Widar che appunto con l’Illuminazione conseguita da Siddhārtha Gautama o il Buddha Shakyamuni sotto l’albero del “Bodhi”, terminò il suo ruolo di protettore salendo appunto al rango di Arcangelo guida al posto dell’Arcangelo Michele che, salito al rango di Archai è divenuto il volto del Cristo; cioè agisce sugli uomini come spirito diurno e non più come spirito guida notturno del popolo ebraico e quale volto di Yahve o Jehovah. Il compito dell’Arcangelo Widar è di combattere contro l’oscurità arimanica, alfine che nell’anima umana venga trasformato secondo la giusta evoluzione, il pensiero morto intellettuale astratto in un pensiero vivente veggente e allo stesso tempo, venga risvegliata la coscienza del Cristo, in modo che l’umanità possa realizzare il giusto incontro nel mondo astrale adiacente alla Terra, con la “figura luminosa” del Cristo eterico. Questo è il compito cui è dato all’Antroposofia e di conseguenza agli antroposofi, che con l’aiuto di Michele, possano portare la conoscenza della Scienza dello Spirito nel mondo, in modo che le anime possano accoglierla e risvegliarsi dal torpore arimanico e luciferico, cui sono trattenuti fortemente ancorati nel loro egoismo materialista.  (V. continua)

Collegno 19  settembre 2019                       Antonio  Coscia

Note   Antroposofiche

21    L’antica Luna è uno stato di coscienza cosmico antico che come spiegato nella nota 9, appartiene al terzo stato di coscienza cosmico di un’incarnazione passata della nostra Terra, cui mentre l’uomo era a un livello animale, gli Angeli invece erano a un livello umano simile all’uomo attuale, l’unica differenza è che mentre l’uomo oggi sviluppa la sua coscienza attraverso uno stato minerale-solido, gli Angeli svilupparono  il loro grado di coscienza attraverso  una materia meno densa, ossia acquea-astrale.

Epoca dei Pesci o dell’Acquario? IV

convegno-natale-1923-1924

Il  Rappresentante dell’Umanità tra Lucifero dall’alto e Arimane dal basso

«Questa via della trasformazione del pensare conduce a ciò che Rudolf Steiner definisce la via della trasformazione del pensare conduce a ciò che Rudolf Steiner definisce la “chiaroveggenza intellettiva” dell’uomo. Questa nuova chiaroveggenza nasce “sviluppando una superiore intellettualità non solo per sé stessi, ma questa “deve essere” anche portata su nel mondo spirituale. E se ciò avviene, allora oggi nel mondo spirituale l’uomo può percepire coscientemente il “Cristo eterico” (O.O. 130, 18.11.1911)

Epoca dei Pesci o dell’Acquario? IV

Riassumendo in parte ciò che si è detto fin qui, dobbiamo asserire che l’uomo del quinto periodo di cultura, ha diversi compiti davanti a sé che deve cercare di risolvere nell’ambito dei 1500 anni circa che gli restano ancora a disposizione prima di entrare nel sesto periodo di cultura sotto il segno dell’Acquario, quando dall’alto del mondo angelico, gli uomini che si saranno preparati spiritualmente riceveranno un principio microcosmico del Sé spirituale; dopodiché nel settimo periodo di cultura un principio microcosmico dello spirito Vitale, cui terminerà con una grande catastrofe.15 Ciò potrà essere realizzato come abbiamo nell’ambito del nostro quinto periodo di cultura saremo riusciti ad accogliere l’Impulso del Cristo e realizzato lo sviluppo dell’anima cosciente così come suggerito dalla Scienza antroposofica. Abbiamo visto che il Cristo ha assunto la “Signoria del karma” trasformando l’antica legge ebraica yahvetica del “Taglione” nell’impulso dell’amore e del perdono e della dedizione agli altri e, che ha iniziato a operare dal XX secolo in poi, fino alla fine dell’eone terrestre. Abbiamo altresì detto che l’uomo con l’avvento dell’anima cosciente deve imparare a reggersi su sé stesso sviluppando quella fede di conoscenza che può trovare in sé nel suo corpo astrale, con l’aiuto dell’Impulso del Cristo. Questo ci darà modo di risvegliare la coscienza del Cristo trasferitasi nell’anima di ogni singolo uomo, grazie al quinto sacrificio compiuto dall’Entità del Cristo nel XIX secolo nei confronti dell’archetipo umano o anima Natanica che fu salvata dal soffocamento delle forze oscure materiali introdotte nel XIX secolo nei mondi soprasensibili adiacenti alla nostra Terra, da anime umane materialiste che attraversarono la soglia della morte. Abbiamo in merito evidenziato le parole di Rudolf  Steiner nei confronti di quest’essere angelico dicendo che dopo l’evento del Golgotha, egli accolse in sé una parte della coscienza del Cristo e divenendo l’involucro astrale di luce tramite cui il Cristo poté manifestarsi a Saulo o Paolo di Tarso, sulla via di Damasco. La coscienza cristica di quest’anima angelica di luce, fu come dire soffocata, oscurata da forze materialistiche arimaniche sviluppatesi dal XVI al XIX secolo, da anime umane che varcavano la porta della morte, che causarono uno spegnimento della sua coscienza. Questo richiamò di nuovo l’intervento del Cristo che accolse in sé questa sfera nera del materialismo, risvegliando così l’anima Natanica, questa volta però nel Sé spirituale, da cui determinò come conseguenza nel mondo terrestre, una rinascita della coscienza del Cristo entro le anime umane – esiste per questo una legge spirituale che Rudolf Steiner rivela dicendo che: “Tutto ciò che muore in una sfera superiore, risorge in una sfera inferiore”.

Una parte, dunque, della coscienza del Cristo (nessun uomo per quanto evoluto può contenere in sé tutta la coscienza del Cristo) cui era portatrice quest’archetipo dell’umanità fin dall’evento del Golgotha, fu risvegliata dal Cristo e determinò di conseguenza un risveglio anche nelle anime umane per via della resurrezione della coscienza del Cristo nella sfera dell’ambito terrestre. Vale a  dire che il Cristo nel XIX secolo passò attraverso un nuovo sacrifico o evento del Golgotha, questa volta però non sul piano fisico come quando s’incorporò in Gesù di Nazareth e visse per tre anni nel suo corpo fisico, ma sul piano eterico entro la sfera angelica adiacente alla Terra. Qui Egli s’incorporò di nuovo nell’anima adamitica, ossia nel corpo astrale di luce del Cristo Gesù, essendo questi stato avvolto da forze materialiste oscure arimaniche che ne determinarono l’oscuramento e il soffocamento spirituale facendo spegnere appunto quella parte della coscienza cristica acquisita durante la morte e la resurrezione del Cristo sul Golgota (luogo del teschio). Dobbiamo chiarire a questo punto che la coscienza del Cristo non può essere oscurata da nessun essere dell’ostacolo, perché è un Essere divino appartenente al secondo aspetto della “Trinità divina universale”, per cui può essere contrastato solo quando il Cristo scendendo di livello cosmico, assume l’aspetto e le forze spirituali dei piani gerarchici inferiori. Solo allora può essere contrastato da uno spirito luciferico o arimanico gerarchico suo pari, uno spirito rimasto indietro a dei gradini inferiori dello sviluppo cosmico normale. Occorre dire che sin dall’inizio degli stati evolutivi cosmici dall’antico Saturno in poi, sono rimasti indietro degli spiriti ostacolatori di qualsiasi gerarchia che si oppongono, che creano cioè gli ostacoli per lo sviluppo normale del piano divino creatore; ciò affinché “Esseri spirituali” che seguono l’evoluzione normale, possano essere rafforzati da altri “spiriti anormali” per il buon raggiungimento della meta divina. Per questo l’anima Natanica per quanto evoluta, non può che manifestare una minima parte della coscienza del Cristo corrispondente al suo livello angelico, cui ha potuto essere oscurata da entità umane arcangeliche arimaniche rimaste indietro sull’antico Sole, e che il Cristo appunto ha potuto vincere con le sole forze cosmiche solari, quale manifestazione sul piano cosmico della gerarchia degli Arcangeli. Ciò induce a riflettere che non possiamo comprendere l’Entità del Cristo, giacché è una”Entità divina” che abbraccia tutte le gerarchie del nostro cosmo stellare, cui possiamo comprenderlo appunto soltanto gradualmente nei Suoi diversi aspetti che incontriamo durante la nostra elevazione spirituale a stati di coscienza superiori durante il nostro quarto stato evolutivo cosmico di coscienza terrestre. Man mano che l’uomo salirà, evolvendosi a stati cosmici di coscienza futuri, quale coscienza angelica immaginativa di Giove, quell’arcangelica ispirativa di Venere e quella di Archai intuitiva di Vulcano, potrà alzare i veli che coprono la natura spirituale del Cristo e conoscerlo nella Sua vera realtà interiore divina quale “Io Sono l’Io Sono”.   

L’uomo può accelerare e risvegliare questa coscienza del Cristo, lavorando attivamente e in modo cosciente su sé stesso, grazie alla conoscenza esoterica e agli esercizi suggeriti dalla Scienza antroposofica, che se praticati metodicamente con entusiasmo e con calore, ci possono aiutare moralmente a sviluppare e a elevare di molto la nostra coscienza dell’Io. E nello stesso tempo, emancipare lo sviluppo del pensiero intellettuale liberandolo da ogni culto idolatra sociale, politico e religioso così che possa trasformarsi in un giusto pensiero intellettivo veggente. Questo risveglio interiore potrà allora concederci la “grazia” d’incontrare il Cristo nella Sua veste di luce eterica quando siamo ancora qui sul piano fisico, altrimenti potrà rendersi concreto quando varcheremo la porta della morte; nulla andrà perso del nostro lavoro spirituale che non ci darà la possibilità d’incontrare allora il Cristo dopo la morte. Questa esperienza dell’incontro col Cristo eterico è oggi possibile a tutti gli uomini di buona volontà appartenenti a qualsiasi livello sociale, razza, o religione purché scevri da qualsiasi pregiudizio, che possano aprirsi con fiducia alla rivelazione di Rudolf Steiner che col suo sacrificio sul piano spirituale, si fece portatore dell’Entità bodhisattvica del futuro Buddha Maitreya16, alfine che fosse possibile divulgare la sua dottrina tra gli uomini della Terra. Grazie dunque alla conoscenza concessaci da questo grande iniziato cristiano-rosicruciano, nel nostro quinto periodo di cultura (le cui forze spirituali provengono come citato dalla costellazione dei “Pesci”) abbiamo la possibilità di trasformare il nostro pensiero astratto in un pensiero immaginativo vivente veggente, tramite cui ogni uomo che si prepari in modo adeguato può incontrare il Cristo eterico (entro un periodo di tremila anni) quale promessa del secondo ritorno annunciato dai Vangeli del nuovo Testamento (1Ts 4,15-17).  Tuttavia, occorre qui ricordare che lo sviluppo del pensiero intellettivo veggente, così come lo sviluppo morale animico o più specificamente dell’anima cosciente, può essere conseguito in questa incarnazione attraverso la via esoterica indicataci appunto dall’Antroposofia, oppure sarà conseguito in modo naturale nel corso dei secoli futuri per tutta l’umanità, vale a dire fino a poco più della metà della prossima Epoca dell’Acquario (circa 5000 anni d.C.). Rudolf Steiner ci svela che secondo una legge spirituale, ogni facoltà umana che venga realizzata da un uomo sul piano fisico, col tempo diventa patrimonio di tutta l’umanità anche da parte di chi segue il corso della vita senza mai, porsi alcuna domanda sul significato della propria esistenza, cioè anche da quelle anime semplici cui non hanno nessuna cognizione del proprio mondo interiore, né delle Entità gerarchiche che operano nelle diverse sfere spirituali del nostro sistema planetario.

Va però detto, che le nuove facoltà umane, che vengono acquisite secondo il corso normale evolutivo terrestre, sono conquistate secondo il proprio sviluppo morale individuale, così come lo sono state per le altre facoltà umane acquisite dall’umanità nell’arco dell’evoluzione terrestre. Tutti gli uomini attuali, ad esempio, hanno acquisito la facoltà del pensare, ma esso viene manifestato in una forma diversa, secondo la propria conquista individuale del grado evolutivo e conoscitivo morale. Possiamo renderci conto di ciò nell’osservare appunto persone che esprimono attraverso la parola dei “pensieri” rozzi, poco evoluti, intrisi di egoismo materiale, mentre altri invece, esprimono pensieri più puri manifestando con la parola e il gesto, un’altissima espressione poetica e artistica di conoscenza e di elevazione etica-morale spirituale. Se ne può dedurre che quando non si perseguono vie di conoscenza, l’uomo è all’oscuro da tutto ciò che opera dallo sfondo in modo occulto quali forze del bene e del male, sia nell’ambito dell’evoluzione umana sia in quello della vita dell’anima e del cosmo universale. Pertanto, nell’uomo le forze oscure di contrasto agiscono di conseguenza come inibitori dell’anima ostacolandola, offuscandola e distorcendo, la visione spirituale del mondo della natura e quindi di riflesso, la vita interiore animica.  L’uomo è così pensato per la maggior parte dal mondo scientifico moderno, come discendente da un ramo animale (secondo la teoria evoluzionistica di Charles Darwin, l’uomo discende dalla famiglia dei primati cui fanno parte le scimmie antropomorfe) e che alla fine della vita, non resterà più nulla di sé se non quel quid corporeo attraverso i discendenti (DNA). Per l’appunto quando il pensiero umano non è rafforzato dalla luce della conoscenza, può essere facilmente soggiogato dalle entità dell’ostacolo a staccarsi sempre più dalla propria origine divina spirituale, spingendo l’uomo verso quegli attaccamenti egoistici materiali che offuscando la realtà spirituale del mondo naturale, lo inducono a credere in una sola esistenza che terminerà alla fine della vita nel nulla, col sopravvento appunto della morte e dell’annientamento del corpo fisico! Ciò in parte è anche l’opinione di alcuni filosofi e scienziati moderni, che affermano che la vita dopo la morte non è altro che una visione illusoria creata dall’esaltazione del pensiero religioso. Pertanto anche la credenza nel “paradiso e l’inferno”, non sono altro che immagini illusorie di una “fable convenue” per sottomettere e dominare con la paura della dannazione eterna l’ignoranza umana (ossia di chi ignora i misteri dello spazio universale), alfine di soggiogare attraverso i “dogmi” del potere temporale la mente umana, sottomettendola ai loro fini.

 Dal punto di vista umano possiamo in parte anche essere d’accordo, giacché le religioni hanno sempre avuto quel ruolo di freno precludendo in tal modo la libertà umana, caricandola molto spesso di sensi di colpa accompagnati da mortificazioni corporee e animiche dando così alle istituzioni religiose l’enorme potere temporale spirituale che ha fatto sì che emergesse in loro quel lato più oscuro ed egoista.  Cosicché nell’ambito della storia religiosa antica e moderna sono stati perpetrati le più nefandezze azioni scriteriate di abusi di violenze e altro, nel nome del Cristo, e in modo particolare, nei riguardi dei più deboli; – vedi gli abusi della “sant’Inquisizione” e ultimamente i casi di pedofilia emersi nei riguardi dei bambini e … altro, cui basta leggere la storia sulle pagine d’internet. D’altro canto, però, va preso in considerazione anche il ruolo religioso morale-spirituale da loro assunto nell’ambito della società umana, quale missione divina ispirata dagli Dei. Ovverosia come educatori verso un’umanità ancora infantile e immatura che fosse accompagnata, educata e frenata negli istinti più bassi, durante la discesa verso la materia terrestre tramite insegnamenti morali quali il “Decalogo mosaico”, che impedisse così all’uomo di scendere troppo in basso sospinto dalle forze luciferiche e arimanichee potessero corromperlo del tutto attraverso lo sviluppo tecnologico e scientifico materiale. Ciò avrebbe alla fine, fatto soccombere e trascinato gli uomini in un egoismo sfrenato dove l’Io umano non avrebbe più dominato le brame, i desideri e le passioni del corpo astrale (anima), e avrebbe finito col terrestrizzarsi e sclerotizzarsi sempre più nel mondo arimanico, impedendogli così di raggiungere quella perfezione e quella meta divina cui è stato destinato dagli Dei creatori (Elohim solari, Spiriti della Forma o Potestà) e dal Logos universale.

 Questo pericolo sussiste tuttora in modo incosciente nell’umanità, ma non deve essere impedito dalle istituzioni religiose, poiché essendo nell’epoca della conquista dello sviluppo della libertà individuale, il ruolo assunto come educatori religiosi è terminato con l’inizio dello sviluppo dell’anima cosciente (1413), per cui è l’Io umano che deve ora appunto imparare a redimersi e reggersi sulle proprie gambe da solo, prendendo coscienza attraverso le prove e le sofferenze dolorose della vita. Tuttavia occorre dire che l’umanità non può ancora essere lasciata sola e completamente in balia dei demoni ostacolatori cacciati dal mondo spirituale dall’Arcangelo Michele e annidatasi da qualche tempo nell’anima umana! La maggior parte degli uomini non ha ancora sviluppato le giuste forze morali che occorrono per superare le prove non solo terrene, ma in modo particolare di quelle animiche dovute appunto dall’ascesa verso i mondi dello spirito per realizzare attraverso lo sviluppo dell’anima cosciente, la vita divina. Pochi difatti, sono quelli che dedicano una parte del loro tempo alla vita spirituale per prendere coscienza della loro realtà divina, in modo da essere preparati per l’incontro del loro “Doppio”17 e col “ Guardiano”18 posto alla soglia del mondo astrale, per impedire a chiunque possa entrare coscientemente nel mondo spirituale se prima non è stato adeguatamente preparato a sopportare il puro mondo di luce.  Ogni uomo di necessità dovrà prima o dopo, avere l’incontro con questo “essere” mostruoso cui caratterizza tutta quella parte negativa di noi stessi che non abbiamo purificato e trasformato; ossia quella parte oscura e imperfetta di noi stessi che si presenta quale immagine rispecchiata, ma qui oggettivata da tutte le nostre imperfezioni animiche e di tutte le azioni negative compiute ai danni degli altri. Pertanto per affrontarlo (senza trauma psichico) e trasformarlo in un essere di luce alfine che sia inglobato nel nostro essere animico, occorre avere sviluppato le giuste facoltà spirituali insegnate dalla conoscenza della Scienza antroposofica. Per questo l’umanità in futuro (non molto lontano) se non vuole passare attraverso prove traumatiche psichiche, ha bisogno di compenetrarsi dell’Impulso del Cristo e della conoscenza che può venirgli in aiuto soltanto dalla sfera dello Spirito di conoscenza, ossia dalla comunità dello Spirito Santo o, se si vuole dalla “sfera dei Bodhisattva”.19 Ciò affinché venga superato il pericolo della completa scissione della Personalità umana e quindi della perdita della coscienza dell’Io terreno, dovuto al passaggio della “Soglia” (come viene rappresentato da Dante nella “Divina Commedia” quando incontra le tre bestie all’entrata dell’Inferno, le quali rappresentano il pensare, il sentire e il volere umano, quali imperfezioni morali) senza aver preso coscienza della propria controimmagine negativa spirituale. 

Con questo non si vuole qui fare terrorismo spirituale come spesso sentiamo declamare da parte di alcune correnti filosofiche – religiose sulla fine del mondo, ma semplicemente aiutare a prendere coscienza che i “tempi” a venire, saranno sempre più dolorosi con prove molto dure per l’umanità, affinché si ravveda nel continuare nel suo atteggiamento materialista ed egoismo sfrenato. Questo è ciò che ci viene indicato come avvertimento da uno dei più grandi iniziati chiaroveggente cristiano vissuto il secolo scorso, il cui nome era Rudolf  Steiner (1861-1925), il fondatore dell’Antroposofia, cui sta a noi oggi accoglierlo o ignorarlo, decidendo da che parte stare: se salire verso l’alto, verso la nostra origine divina oppure verso il basso, nell’abisso dell’“ottava sfera”20 arimanica-asurica. Questa è una scelta cui nessuno può costringerci, dobbiamo poterlo percepire nel nostro profondo e agire di conseguenza; il mondo spirituale ci lascia liberi di scegliere e determinare il nostro destino che potrà essere quello di salire verso le vette luminose dello spirito o, prepararci verso l’abisso che si aprirà alla fine dell’evoluzione umana, verso quell’orrendo destino dell’ottava sfera soratica.   Per questo è molto importante che l’umanità o l’Io terreno dell’uomo, possa accogliere innanzitutto l’“Impulso del Cristo” scaturito dall’evento del Golgotha così come divulgato dalla Scienza dello Spirito o antroposofia, in modo da difenderci innanzitutto dagli spiriti ostacolatori asurici del male, perché non vogliono assolutamente che possiamo elevarci fino al mondo divino. E dobbiamo cercare con una decisa e ferma determinazione, di sviluppare le giuste forze  morali alfine di sottrarci da tutte quelle influenze istituzionali esterne che tendono a reprimere il nostro atto libero decisionale, cosicché possiamo arrivare alla libertà individuale non solo nel nostro volere, ma anche nel sentire e nel pensare, cui maggiormente quest’ultimo occorre che sia trasformato dal nostro Io terreno. (IV. continua)

Collegno,  6 settembre 2019                                                Antonio  Coscia

Note   Integrative

 15     Dopo che l’umanità avrà accolto i due principi microcosmici del Sé spirituale e dello spirito Vitale, ossia i due principi divini spirituali superiori dell’Entità dell’uomo e che segnerà la fine della quinta Epoca Postatlantica,  avverrà una grande catastrofe simile al “Diluvio universale” che Rudolf Steiner chiama: “La guerra di tutti contro tutti”; ovverosia l’egoismo che allora sarà arrivato al culmine dell’anima umana, farà sì che ognuno si scagli con odio contro l’altro. E come Noè poté essere la guida divina di quegli uomini preparati a superare il grande evento catastrofico, così quelli che si saranno preparati dietro i consigli delle guide spirituali potranno superare  quel grande evento storico dell’evoluzione umana, alla guida di un nuovo “Manu umano”.

16     Il Maitreya Buddha, è il nuovo Bodhisattva succeduto al Buddha Gautama che secondo alcune indicazioni concordanti sia della corrente orientale buddhista che di quella occidentale rosacrociana, s’incarnerà fra circa 5670 anni dopo il Buddha Gotama, o secondo l’esoterismo cristiano fra circa 2500 o 3000 anni dopo l’evento del Golgotha, cioè da quando il Cristo, il «Logos solare» dimora sulla Terra. Fra tremila anni Egli dovrà scendere sul piano fisico e incarnarsi completamente in un corpo umano preparato per lui, dimodoché possa percorrere quel grado umano chiamato da Rudolf Steiner “Buddha umano”, cui dovrà realizzare la “Dottrina” che ha ispirato alle diverse personalità bodhisattviche umane e realizzare la dignità di nuovo Buddha. Egli sarà il settimo e il primo Buddha umano cristiano, dopo l’illuminazione del grande Buddha Gotama e, userà la potenza della parola per istruire i suoi discepoli in modo magico, senza l’uso del pensiero concettuale. Ciò vuol dire  che nel sesto periodo postatlantico chiamato “Filadelfia”, ossia quello che succederà al nostro che durerà ancora per circa 1500 anni, la saggezza divina sarà accolta senza l’ausilio del pensiero concettuale, cioè verrà accolta direttamente dall’anima umana attraverso un atto magico della potenza del logos del Bodhisattva. Per meglio dire, la parola “magica” del Maitreya Buddha, sarà accolta tramite una sorta d’intuizione cosciente da quelle anime più evolute che preparandosi fin da ora avranno raggiunto insieme allo sviluppo dell’anima cosciente un alto grado della coscienza morale. E affinché ciò possa realizzarsi, devono essere formati degli uomini che possano già da ora sviluppare e trasformare il pensiero razionale in un pensiero intellettuale veggente o immaginativo.

È quindi della massima importanza che nel nostro periodo, una parte dell’umanità più progredita  possa sviluppare in sé attraverso la fede verso un nuovo esoterismo cristiano moderno, un cammino spirituale per riconoscersi  tramite lo sviluppo della coscienza morale, di avere in sé un che di divino, da cui egli è sempre stato ispirato. Questa è la speranza dei Maestri che guidano sia l’evoluzione occidentale sia quella orientale, essi sperano appunto, che possa realizzarsi nell’ambito di tutte le comunità e movimenti spirituali, la formazione di quelle anime cui possono essere idonee ad accogliere la «Parola magica» del nuovo Buddha che deve venire. Questo è il compito più importante che la Società Antroposofica universale possa prendere coscienza e in modo particolare nei gruppi locali, affinché l’Antroposofia possa espandersi sempre più nel nostro periodo attuale, in modo da essere utili e aiutare l’umanità a sviluppare nel modo giusto l’anima coscienteche deve realizzarsi entro la fine del nostro quinto periodo postatlantico. Inoltre, ha come scopo di preparare nello stesso tempo, delle anime più evolute in modo da poter accogliere nel modo giusto nel prossimo sesto periodo di cultura o periodo di Filadelfia, il dono dall’alto del mondo angelico, ossia  il principio del Sé spirituale.

17     Il Doppio umano  o Doppelgänger  com’è conosciuto in tedesco, è un Essere arimanico che poco prima di nascere s’inserisce nella parte subconscia della nostra anima dove agisce nel nostro corpo eterico influenzando i nostri pensieri in modo negativo; cioè si manifesta quale parte negativa caratteriologica della nostra Personalità umana diversamente da quella di suo fratello luciferico che agisce invece, tramite i sentimenti negativi umani. Tutto ciò che non riusciamo a trasformare o perfezionare in ogni incarnazione come nostra parte  caratteriale morale, è soggetta all’influenza  di questi due esseri dell’ostacolo, cosicché la nostra anima viene oscurandosi sempre più con non poche conseguenze sul piano fisico-mentale. Rudolf Steiner nel libro “Il Mistero del Doppio” O.O. 178 a pag. 54 scrive: «Le malattie che compaiono nell’uomo non per un danno esterno, ma in modo spontaneo, endogeno, non nascono dall’anima umana, bensì da questo essere. Egli [il Doppio arimanico], è il responsabile di tutte le malattie che sorgono spontaneamente dall’interno quali malattie organiche. E un suo fratello, non arimanico ma luciferico, è all’origine di tutte le patologie nevrasteniche o nevrotiche [psichiche], di tutte quelle malattie che in realtà non sono tali ma, come si dice comunemente, sono solo malattie dei nervi, isteriche e così via.

18    Il Guardiano della Soglia è un Entità astrale, il quale rappresenta la sintesi di tutte le nostre imperfezioni negative accumulate nelle diverse incarnazioni che l’io inferiore non è riuscito a purificare e a trasformare in qualità superiori animiche; è come guardarci nello specchio e vedere la nostra immagine riflessa, ma contenente in sé, tutte le nostre imperfezioni morali, per cui l’immagine che ci ritorna è difficile da sostenere in quanto  di una bruttezza terrificante. Ciò che ci si ripresenta è il nostro karma negativo oggettivato dal nostro Sé spirituale che assume la nostra figura umana imperfetta.  il quale ci impedisce di entrare nel mondo spirituale fino a quando non ci reputa maturo. Noi lo incontriamo ogni sera quando ci addormentiamo e ogni mattino quando ci svegliamo, ma ci viene evitato dal nostro spirito guida di fare suo incontro terrificante dal quale verremmo sconvolti. La figura del Guardiano della Soglia è come dire una sorta di io superiore che si riveste di tutte le nostre imperfezioni in modo da farci capire quanto ancora dobbiamo lavorare su noi stessi,  prima di entrare in modo cosciente nel mondo spirituale, dal quale verremmo respinti e potremmo entrare con delle gravi conseguenze psichiche nel nostro corpo fisico.

19    La dottrina dei Bodhisattva è abbastanza complessa, perché queste entità superiori appartengono a diverse classi umane-divine e in modo particolare alla categoria dei Bodhisattva Celesti, cioè gli Arcangeli, gli arci-messaggeri del mondo divino, i quali formano un cerchio di «dodici Bodhisattva» che nella sfera del Budhi, (la sfera solare oltre le stelle fisse o Devachan Superiore o, secondo un termine occidentale, il «piano della Provvidenza) contemplano e accolgono la Pienezza Divina dell’entità del Cristo-Sole, posto al loro centro. Sergej O. Prokofieff, in base alle citazioni di diverse conferenze tenute da Rudolf Steiner su questo argomento, nel suo libro “Rudolf Steiner e la fondazione dei nuovi misteri”, scrive: «Un Bodhisattva è un essere di ordine cosmico che ha già superato i limiti dello sviluppo proprio dell’uomo; egli si avvicina già all’evoluzione dell’Angelo e si trova in una corrente evolutiva nella quale la sua coscienza arriva fini alla sfera del Budhi. In altri termini, un Bodhisattva sta in una fase di sviluppo che l’umanità raggiungerà, per via naturale, soltanto su Giove. Questo si esprime nel fatto che il Bodhisattva già ora, “in modo comune” a un essere della gerarchia angelica, può, con il proprio Io [superiore], operare coscientemente alla trasformazione del suo corpo astrale in Sé spirituale. In questo lavoro egli viene ispirato da un essere di una gerarchia superiore, quella degli Arcangeli. Quando questo lavoro si avvicina al suo compimento, il Bodhisattva si reca in Terra per un’incarnazione umana completa, vale a dire che percorre quel grado chiamato da Rudolf Steiner il grado di “Buddha umano”. Durante questa sua ultima incarnazione il Bodhisattva lavora in modo comune a un essere della gerarchia degli Angeli e raggiunge finalmente il grado del Sé spirituale (l’illuminazione sotto l’albero del Bodhi). Con ciò egli completa il ciclo corrente all’evoluzione del mondo, e non deve più incarnarsi sulla Terra. D’ora in poi non lavora più, come essere della gerarchia degli Angeli, al suo corpo astrale che è divenuto il corpo luminoso del Sé spirituale (Nirmāṇakāya). L’ulteriore evoluzione del Buddha consiste nel fatto che egli, partendo dal suo Sé spirituale come principio dell’Io, lavora, in maniera consueta a un Arcangelo, al proprio corpo eterico e lo trasforma a poco a poco in spirito Vitale. In conseguenza di ciò la sua coscienza raggiunge la sfera del “Nirvana” e inizia un’evoluzione che la restante umanità raggiungerà solo, durante lo stato di coscienza di Venere; nel qual lavoro sarà ispirato da esseri ancora superiori agli Arcangeli » (Ibidem pag. 71).

20      È molto complesso spiegare che cosa sia l’ottava sfera in quanto richiede una preparazione accurata della Scienza dello Spirito o antroposofia. In questa nota possiamo dire che l’evoluzione cosmica umana come menzionato nella nota (3 e 9), si svolge attraverso sette stati o sfere cosmiche di coscienza, di cui qualcosa resta indietro come scoria animica elementare secondo gli stati di forma menzionati nella nota 9 che in questo caso, dobbiamo attribuire allo stato di coscienza dell’antica Luna.  Perciò nell’evoluzione seguente queste scorie agiscono da freno, da contrasto nei riguardi dell’evoluzione normale, come una sfera a sé, dalla quale agiscono delle Entità spirituali, anche esse rimaste indietro negli stati di coscienza planetari antichi e che cercano in tutti i modi di porre fine all’evoluzione terrestre rubando per modo di dire, la materia terrestre quale creazione degli spiriti della Forma o Elohim solari, per fare della loro sfera spettrale, una sfera malefica secondo il loro volere anticonformista verso gli Dei del progresso e dell’evoluzione normale. Nei riguardi dell’ottava sfera, la cosa in sé è molto complicata da spiegare in una nota, per cui per un maggiore approfondimento si rimanda a una conferenza che Rudolf Steiner tenne a Dornach il 18 ottobre 1906 (O.O.254) dove sintetizzando alcuni aspetti della conferenza, egli  dice che:

       «L’ottava sfera si presenta al chiaroveggente come una sfera spettrale, costituita da immagini-visionarie dell’antica Luna e che Lucifero e Arimane cercano di riempire con della materia terrestre che vogliono sottrarre a Yahve e alla libera volontà umana, in modo da estinguere l’esistenza terrestre. In ciò potrebbero riuscire se Yahve e gli spiriti della Forma normali non avessero preso delle precauzioni contrapponendogli la nostra Luna fisica, la quale, essendo costituita di materia molto condensata, fa sì che Lucifero e Arimane vengano fermati. Ciò non è valido nei confronti dell’uomo, dove essi possono carpire questa materia, animica tramite la volontà visionaria umana, ossia verso quegli uomini che sviluppano una chiaroveggenza ottusa, fatta appunto d’immagini illusorie che non rispecchiano la realtà del mondo spirituale ma una realtà animica illusoria. Per meglio dire, il maggior apporto d’immagini-visionarie che serve a Lucifero e ad Arimane, può essere preso dal capo umano (spiritualmente), quando attraverso delle vie spirituali occulte l’uomo sviluppa una chiaroveggenza immaginativa errata, cioè un ritorno alle antiche forze chiaroveggenti ottuse (luciferiche appunto) e, non tramite una via esoterica come può essere quella dell’Antroposofia o Scienza antroposofica cristiana-rosicruciana. Rudolf Steiner, nella conferenza citata spiega dettagliatamente i Misteri dell’ottava sfera, dove alla fine dà un disegno dal quale si può vedere che spiritualmente la sfera spaziale dell’ottava sfera, coincide con il centro terrestre, ossia con il nucleo centrale della Terra; tuttavia, egli continua dicendo che sono spiritualmente separati, come da una parete invisibile. Che ciò rimanga così, fa parte dei più importanti compiti dell’Entità divina di Yahve che dalla Luna agisce contro l’ottava sfera impedendone l’unione con il nucleo della Terra. Per quanto tempo ancora Egli riuscirà a farlo, dipenderà dagli uomini se riusciranno ad accogliere l’Impulso del Cristo in modo che non siano irretiti e sottomessi dalle forze del male. L’aspirazione di Lucifero e Arimane, continua Rudolf Steiner, è quella di trascinare entro la loro ottava sfera proprio la libera volontà umana, di impedire che nasca proprio quanto scaturisce dalla libera volontà, trascinandolo nella loro ottava sfera. E lo strumento più efficace, perciò, e costituito dai tipi di chiaroveggenza visionari che oggi si presentano ovunque, i quali mediante la cieca ammirazione da parte degli uomini, ottengono il potere di legare a essi la loro libera volontà e di sottometterla. Quando l’elemento volitivo libero dell’uomo viene mutato in veggenza visionaria, allora egli si trova già nell’ottava sfera e con ciò una parte della sostanza animica umana viene sottratta e preparata per l’ottava sfera. In questo modo il fine di Lucifero e di Arimane è di carpire e conquistare per loro un’anima intera, la quale sparirebbe completamente per l’evoluzione terrestre, finendo così irreparabilmente nell’ottava sfera» (dal libro di Sergej O. Prokofieff: «E la Terra diviene Sole,  capitolo “6. Il destino universale del male”»).

Epoca dei Pesci o dell’Acquario? III

Scuola di Atene - Particolare di Raffaello

Particolare della scuola di Atene  di Raffaello

«Ma i nuovi uomini liberati nel corpo eterico [dal 1930 in poi], i nuovi uomini della fase ultima della Terra, quella di Mercurio dopo la prima fase di Marte … devono accogliere il Cristo. E devono accoglierlo attraverso le grandi vie che l’antroposofia offre loro sulla via di Michele: la via della conoscenza spirituale che permette di raggiungere la fonte delle idee creatrici provenienti dallo spirito, attraverso la nuova pedagogia che ha il suo fondamento nella conoscenza dell’essere occulto dell’uomo. E di ciò che deve essere sviluppato in esso secondo l’evoluzione, attraverso l’arte che può elevare l’uomo e continuare l’opera di creazione del mondo, restituendo trasfigurato alle potenze divine spirituali, attraverso la conoscenza della tripartizione sociale, che dà la possibilità di armonizzare la scissione collettiva della personalità nella vita associata degli uomini, corrispondente alla già caratterizzata scissione della personalità del singolo uomo, in una nuova comunità umana nel Cristo, con la libertà nello spirito, l’uguaglianza nel diritto, la fratellanza nell’economia».  (Da: “Gli avvenimenti nascosti dei nostri tempi e l’evoluzione, colti attraverso la fine dell’epoca oscura e il ciclo degli Yuga” di  Alessandro Sbardelli; riv. Antroposofia, anno 1988 Ottobre-Dicembre, pag.252).

Epoca dei Pesci o dell’Acquario? III

La legge karmica che nel quarto periodo greco – romano si presentava come legge del ”Taglione” dato a Mosè sul Monte Sinai da Jahvè, fu modificata dal Cristo in “legge dell’amore” e del perdono e della dedizione agli altri, la quale però ha potuto iniziare a operare del tutto solo dal XX secolo in poi cioè nel nostro quinto periodo di cultura anglo – germanico, poiché il Cristo ha assunto definitivamente su di Sé questa legge karmica, mentre prima era amministrata dagli Dei della prima gerarchia, cioè i Serafini, i Cherubini e i Troni. Il Cristo dunque dal 1930 in poi, (vedi da Gesù a Cristo O.O.13, pag.75 e la nota 198, del libro di Sergej O. Prokofieff: “L’apparizione del Cristo nell’eterico”)13, ha avocato a Sé la legge karmica divenendo per questo il “Signore del Karma”, perciò per coloro che liberamente lo accolgono in modo spontaneo aprendogli il loro cuore, vale a dire chi accoglie l’Impulso del Cristo scaturito dall’evento del Golgotha, non sarà più giudicato secondo la legge mosaica del taglione conosciuta come “Occhio per occhio, dente per dente, vita per vita, ecc.”, ma secondo la legge dell’amore e del perdono trasformata dal Cristo; per cui potremo compensare i nostri errori (peccati) nei riguardi degli altri, tramite l’impulso di un atto d’amore e di dedizione nei confronti  di chi abbiamo commesso del male e che siamo come dire, in debito (karma). Per meglio dire, se abbiamo commesso degli errori nei riguardi di altri uomini o donne che siano, i nostri Angeli guida faranno sì che in un’incarnazione futura troveranno il modo di farci incontrare e compensare la nostra colpa attraverso un’azione d’amore e di puro interesse nei riguardi di chi abbiamo offeso, fino a che il debito non sia estinto e così pareggiato l’imperfezione, karmica del nostro “Io umano” terreno. Ciò vuol dire che se l’umanità si compenetrerà dell’Impulso del Cristo secondo la concezione antroposofica, potrà trovare in sé le forze per trasformare il suo egoismo materialista in un impulso d’amore cosmico-umano, cosicché possa essere realizzato nell’ambito della comunità umana, quella fratellanza universale profetizzata nell’Apocalisse di Giovanni quale “comunità di Filadelfia”, ossia l’evento futuro menzionato nell’articolo precedente, sotto la direzione della costellazione dell’Acquario.

Questo nuovo aspetto evolutivo umano nella nostra epoca moderna, si manifesta in quanto che l’uomo attuale della nostra quinta epoca di cultura si è evoluto svincolandosi sempre più dai legami di sangue e financo dal gruppo etnico di appartenenza.  Oggi l’anima e lo spirito possono incarnarsi in popoli diversi uscendo così persino dalla linea discendente degli antenati (ciò che del resto avveniva già presso i popoli della Galilea che si erano mischiati con i pagani), assumendo quell’impronta individuale personale, cui oggi è caratteristica in ogni uomo. Perciò l’anima cosciente non ha più bisogno di essere sottomessa alla legge ferrea yahvetica che agiva nel popolo ebraico antico prima della venuta del Cristo, come impulso educatore esterno morale nelle anime ebraiche cui alla mancata osservanza nei suoi  confronti, seguiva immediatamente l’azione punitiva che poteva essere eseguita soltanto dai sacerdoti ebrei; – la legge del taglione difatti, si è protratta in alcune zone italiane, fin quasi il XVIII secolo.  Oggi possiamo accogliere il Cristo in modo libero e spontaneo e soltanto se lo vogliamo, giacché Egli diversamente da Yahve o Jehovah, non viola in alcun modo la volontà umana, bussa alla nostra porta ed entra soltanto se gli apriamo e lo facciamo entrare. Per cui grazie a ciò, possiamo sviluppare quella facoltà nuova cui Rudolf Steiner dice che possiamo trovare solo in noi stessi, ossia la forza della coscienza morale che l’anima può sviluppare poggiando solo in sé stessa; vale a dire che il nostro agire verso il mondo esterno deve essere determinato solo da decisioni libere e dove la nostra volontà, deve in ogni caso seguire soltanto il proprio pensiero cosciente individuale.

L’uomo del nostro quinto periodo di cultura, cui operano le forze di sacrificio e misteriosofiche che caratterizzano il “segno dei Pesci” in accordo a quelle opposte, cioè a quelle risanatrici e della dedizione del servizio agli altri, del “segno della Vergine” e che coadiuvano alla realizzazione dell’evoluzione umana, deve assumere in ogni circostanza, grazie anche a queste forze, le proprie responsabilità morali. Dobbiamo pertanto imparare a confidare solo in noi stessi, attingendo a quelle forze di fede che possiamo trovare nel nostro profondo con l’aiuto della conoscenza spirituale che può offrirci la Scienza dello Spirito o antroposofia, quale via dei nuovi misteri cristiani moderni della rosacroce. In merito Rudolf Steiner nella conferenza “Fede, Amore e Speranza”, dice:

«Solo il sapere può essere la base della fede, dobbiamo sapere per poterci elevare alle forze di fede dell’anima umana … Se non possediamo queste forze, appunto espresse dalla parola “fede”, qualcosa si devasta in noi, diventiamo aridi, ci essicchiamo come le foglie in autunno (…). Le forze della fede sono le più importanti del corpo astrale, e perciò il termine “corpo astrale” equivale a quello di “corpo di fede”» (O.O.130, pag.19).

L’Antroposofia è una corrente spirituale areligiosa e apolitica, cui ognuno può aderire, purché riconosca giustificato l’esistenza di un’istituzione com’è il Goetheanum, a Dornach, e quale Libera Università della Scienza dello Spirito. Essa, pertanto, non è costituita verticalmente come di solito, da una personalità umana gerarchica cui ogni adepto deve obbedienza e sottomissione assoluta, ma da cinque Personalità umane comune, aventi come ruolo istituzionale la direzione dell’organo di presidenza della Società Antroposofica Universale di Dornach, in Svizzera. Perciò diversamente dagli altri organi istituzionali religiosi e correnti di pensiero cui tendono a coercizzare, a sottomere e a imporre la loro mentalità dogmatica che poteva ancora essere giustificata nel medio evo fino all’inizio dell’età moderna con la scoperta dell’America, l’Antroposofia ci lascia invece liberi di agire, confidando solo in un corretto e responsabile atteggiamento morale da parte di ogni singolo membro. Occorre qui peraltro dire che qualora un antroposofo commettesse un errore morale dovuto a un abuso di conoscenza, ciò si ritorcerebbe in parte sull’antroposofo come karma individuale (“soggettivo”) negativo, e in parte l’azione negativa dell’antroposofo, sarebbe assunta dal Maestro fondatore Rudolf Steiner come conseguenza del karma “oggettivo”; ovvero le immagini negative delle nostre azioni imperfette che vengono inscritte nella memoria universale (Akasha) e che non possono più essere cancellate. Soltanto così è possibile sviluppare e realizzare nel modo giusto la coscienza morale traendola da quella parte più profonda del nostro subcosciente, giacché è la stessa forza morale che abbiamo conosciuto e vissuto nei tempi antichi come legge ferrea morale, del “Padre” e che è stata trasformata dall’amore cosmico del “Figlio”, attraverso il sacrificio sul Golgotha con la morte e resurrezione di Gesù di Nazareth, cui l’uomo deve renderla cosciente attraverso l’operare della sua volontà.

La coscienza morale cristica di cui Gesù di Nazareth era portatore dopo essere stato svegliato dal Cristo dopo la morte sul Golgotha, durante il XX secolo subì un attacco da parte delle forze dell’oscurità nel mondo eterico adiacente alla Terra, per colpa delle anime umane che dal XVI secolo fino al XIX secolo passarono la soglia della morte con un atteggiamento materialista, ciò che ebbe come conseguenza un soffocamento e una perdita della coscienza di quest’anima angelica. Perciò fu necessario un nuovo intervento o nuovo sacrificio da parte dell’Entità del Cristo che compenetrando quest’anima celeste originaria adamitica, accolse in sé l’oscurità arimanica, salvando e risvegliando questa volta, il Sé superiore (Manas) dell’archetipo umano. L’archetipo umano che il Cristo durante l’evento del Golgotha, aveva risvegliato dalla morte il suo Io umano, ossia la coscienza dell’io, cui bastò una sola incarnazione terrena per perfezionare la Personalità divina – umana che l’umanità realizzerà nell’ultimo stato di coscienza cosmica chiamato Vulcano.   In merito Rudolf Steiner nella conferenza tenuta a Londra il 2 maggio 1913, dice:

«“I semi del materialismo terrestre” che dal secolo XVI in numero sempre maggiore vengono trasmessi nel mondo spirituale dalle anime che attraversano la porta della morte, e che portano a sempre maggiore oscurità, formano ”la sfera nera del materialismo”. La sfera nera, grazie al principio manicheo, Cristo la accolse nel Suo Essere per trasformarla. Essa portò all’Entità angelica che è la manifestazione del Cristo dal mistero del Golgotha in poi, la “morte per soffocamento spirituale”. Questo sacrificio del Cristo nel XIX secolo lo si può paragonare al sacrificio sul piano fisico del Golgotha e descriverlo come seconda crocifissione del Cristo sul piano eterico. Questa sorta di soffocamento spirituale che causò lo spegnimento della coscienza dell’Entità angelica è una ripetizione del mistero del Golgotha nei mondi che stanno direttamente dietro ai nostri mondi, affinché possa aver luogo una rinascita della coscienza del Cristo entro le anime umane. Questa rinascita diviene la visione chiaroveggente dell’umanità nel secolo XX. Così, dal secolo XX, la coscienza – Cristo può congiungersi con la coscienza terrena dell’umanità; e ciò è possibile in quanto l’estinzione della coscienza del Cristo durante il secolo XIX nell’ambito della sfera angelica, significa risurrezione della coscienza diretta del Cristo nell’ambito della sfera terrena. A partire dal secolo XX nelle anime umane la vita del Cristo sarà sempre più sentita come un’esperienza personale diretta» (Verso il Mistero del Golgota O.O. n.152, pag. 45 – ed. Antroposofica Milano).

Questa salvazione della coscienza di quest’anima angelica che chiamiamo Natanica o Adamitica, ebbe quale effetto risvegliatore sul piano fisico umano, una rinascita della coscienza del Cristo nell’ambito profondo delle anime umane, laddove attende di essere risvegliata da ogni singolo uomo – per uomo qui è inteso “umanità” nel suo genere umano, maschile e femminile. Pertanto, questa rinascita della coscienza del Cristo, unita al risveglio nell’uomo della coscienza morale tramite l’Impulso del Cristo, andrà gradualmente trasformando l’anima umana in modo naturale nei prossimi millenni, dando luogo a un risveglio della forza veggente immaginativa, cui seguirà l’evento annunciato più volte da Rudolf Steiner nel secolo scorso, cioè quello di poter vedere e incontrare il “Cristo eterico”14 nell’ambito del mondo astrale adiacente alla Terra. Questo grande evento del Cristo eterico a seguito del risveglio naturale delle forze chiaroveggenti umane annunciato da Rudolf Steiner, sarà possibile incontrarlo solo da chi accoglie in modo cosciente l’Impulso del Cristo, sia da chi segue un cammino cristiano esoterico di qualsiasi corrente spirituale, sia da quelli che operano con amore e dedizione nella vita comunitaria. Questo grande evento cristico sarà possibile dal XX secolo in poi solo per alcune anime, e poi dopo, nell’arco di tremila anni, diverrà patrimonio naturale di tutta l’umanità; naturalmente l’umanità dovrà andare moralmente preparata e portare qualcosa incontro al Cristo. Per meglio capire quest’aspetto, diciamo che nell’umanità si stanno risvegliando delle nuove facoltà veggenti che già tutti gli uomini avevano come “dono” dagli Dei, prima della tentazione luciferica. Queste facoltà immaginative sognanti possedute dall’umanità antica andarono perdute trasformandosi col tempo in forze intellettive, affinché l’uomo potesse sviluppare quel tipo di pensare in grado di afferrare in concetti il mondo esterno naturale. Vale a dire che la facoltà di pensare in immagini viventi sognanti, si trasformò in facoltà di pensiero intellettivo astratto, cui ha dato sì all’uomo la facoltà della libertà e della “ragione” e con essa, quello di sviluppare le diverse civiltà antiche fino allo sviluppo della civiltà tecnologica scientifica moderna che ha contribuito allo sviluppo della coscienza dell’Io individuale, ma anche quello di allontanare l’Io umano dalla sua origine spirituale a causa del troppo egoismo cui è stato sospinto dalle forze luciferiche, a scendere troppo in basso nel materialismo arimanico.  (III. Continua)

    Collegno,    18  giugno  2020                                                      Antonio  Coscia

Note  Antroposofiche

13     Sergej O. Prokofieff, nato in Russia, a Mosca, il 16 gennaio 1954, muore il 26 luglio 2014 in Svizzera a Dornach. È stato uno dei più fedeli ed elevato allievo antroposofo di Rudolf  Steiner, dedicando tutta la sua vita alla divulgazione dell’Antroposofia attraverso moltissimi libri e conferenze tenute in diversi luoghi delle città dell’occidente, Vive gli anni della sua infanzia nell’ampio e vivace ambito artistico e culturale della sua celebre famiglia. Già tra i quattordici e i diciannove anni, in Crimea, in una casa appartenuta al noto poeta russo Woloschin, che aveva partecipato alla costruzione del primo Goetheanum, poté conoscere le opere fondamentali di Rudolf Steiner. Incontra l’Antroposofia e decide di dedicare ad essa la sua vita. Sergej O. Prokofieff ha studiato pittura e storia dell’arte all’Istituto Superiore d’Arte di Mosca. Svolse una intensissima attività di scrittore e conferenziere. Ha partecipato alla rifondazione della Società Antroposofica in Russia. Dal 2001 al 2013 è stato membro della Presidenza della Società Antroposofica Universale al Goetheanum, CH-Dornach.

14       Rudolf Steiner attraverso la Scienza dello Spirito ci comunica tramite le  diverse conferenze tenute in diverse parti dell’Europa la seconda venuta del Cristo nella Sua “Veste” eterica nel mondo astrale adiacente alla Terra, quale promessa fatta agli apostoli prima della Sua morte e ascensione nel mondo spirituale (Mc 13,26). Ciò ha già avuto inizio dal secolo XX e durerà per circa tremila anni, dopodiché l’umanità incontrerà il Cristo nel corpo astrale nel mondo spirituale planetario o Devachan inferiore e più avanti, incontrerà il Cristo nel Suo Io Cosmico nel mondo stellare o Devachan superiore.  Questa visione  del Cristo nel mondo astrale adiacente alla Terra è preparata con  l’aiuto dell’anima Natanica o Adamitica che tesse la “veste astrale” luminosa del Cristo e con la collaborazione dell’Arcangelo Widar, l’antica guida angelica del Buddha Gautama che è salito al rango di Arcangelo dopo l’Illuminazione del Bodhisattva Gautama o Shakyamuni (566-485 a. C.),  sotto l’albero del Bodhi che prepara invece, la figura immaginativa eterica del Cristo. (Vedi  il libro di Serge O. O. Prokofieff  “Il corso dell’anno come via d’Iniziazione all’esperienza dell’Entità del Cristo”, pag. 337-338 – Ed. Arcobaleno). 

Epoca dei Pesci o dell’Acquario? II

(Una rappresentazione immaginativa della costellazione dell'Acquario risalente al 1825)

Rappresentazione  immaginativa della costellazione dell’ Acquario

«La regione dell’Acquario è legata alla Gerarchia degli Angeli. Fra tutte le sostanze terrestri, il loro essere ha una particolare relazione proprio con l’acqua. L’acqua sulla Terra è il riflesso fisico della sostanza dell’etere cosmico, dal quale sono formati i corpi eterici degli Angeli e degli uomini. Il corpo eterico ha innanzitutto due qualità: in primo luogo “la vita”, in secondo luogo la memoria. Per questo motivo nei racconti e nelle leggende dei diversi popoli incontriamo l’immagine “dell’acqua  viva” o dell’”acqua della vita”, come simbolo delle forze vivificanti dell’etere cosmico» (“Le Dodici notti Sante e le Gerarchie Spirituali”, di Sergej O. Prokofieff).

 Epoca dei Pesci o dell’Acquario? II

Dopo questa breve sintesi astronomica spirituale necessaria per meglio capire in parte i meccanismi spirituali che operano in modo occulto dietro l’universo fisico e di cui la scienza ufficiale ignora del tutto basandosi esclusivamente in modo infantile solo sulla famosa teoria dello scoppio iniziale del “Big Bang”, vogliamo ora cercare di rispondere alla domanda postaci all’inizio del nostro tema e cioè:  l’evoluzione umana è ancora sotto l’influenza della costellazione dei Pesci e fino a quanto tempo, vi resterà ancora, prima che subentri la costellazione dell’Acquario?

Sappiamo che il nostro Sole si sposta con moto retrogrado apparente (come pianeta) attraverso le dodici costellazioni e a ogni equinozio di primavera, ossia il 21 Marzo di ogni anno, nasce nella direzione di una costellazione di cui però ogni anno retrocede di qualche “primo” di grado, per cui dopo settantadue anni il Sole si sposta di un grado nei confronti della costellazione di nascita. Questo vuol dire che per esempio se una persona nasce il 21 marzo nel segno dell’Ariete, dopo che siano passati settantadue anni, il giorno di nascita non sarà più il 21 marzo, ma il 22 marzo. Dalla scienza astronomica sappiamo che le costellazioni non sono esattamente equidistanti una dall’altra, come già citato, alcune hanno uno spazio minore di trenta gradi, altre sono più ampie. Pertanto nell’erigere l’Oroscopo o il tema natale, gli astrologi prendono in considerazione i due aspetti sopra citati, ossia nel primo aspetto stellare del Sole, la persona avrà le caratteristiche animiche in rapporto alla costellazione del segno di nascita; nel secondo aspetto planetario del Sole, la persona aggiungerà altre caratteristiche che potranno rafforzare o meno la sua personalità umana secondo il “segno” della costellazione che viene determinata dal luogo, dall’ora e dai minuti di nascita, e che nell’oroscopo personale è chiamato “Ascendente”. Per questo in astrologia occorre distinguere tra le “costellazioni fisse celesti” cui formano il circolo zodiacale e i “segni astrologici” che rappresentano il risultato apparente dello spostamento precessionale del Sole nei confronti dello Zodiaco. Venne così stabilito che i dodici “segni” delle costellazioni fossero equidistanti una dall’altro di trenta gradi e di conseguenza, l’intero cerchio zodiacale di 360 gradi ossia (30 x 12), cioè il cammino apparente precessionale che il Sole fa attraversando l’intero Zodiaco.  Fatta anche questa breve premessa dobbiamo ora capire l’epoca in cui viviamo, cioè il Sole al 21 marzo dell’equinozio di quest’anno, in quale costellazione notturna sorgeva, se in quella dei Pesci o nella costellazione dell’Acquario che, come abbiamo detto, fanno parte delle cinque costellazioni notturne da cui l’uomo è influenzato da forze oscure che deve purificare e redimere durante l’arco dell’eone terrestre. 

La risposta ci viene dall’Antroposofia, dove appunto stando ai calcoli di Rudolf Steiner, il Sole impiega 25920 anni per compiere un giro attraverso le dodici costellazioni e ritornare al punto di partenza. Ossia, se all’equinozio di primavera diciamo che il sole, il 21 di marzo nasceva nella costellazione dei Pesci, dopo un giro di 360 gradi, cioè dopo 25920 anni, il Sole all’equinozio di primavera nascerà di nuovo il 21 di marzo nella stessa costellazione di partenza, ossia quella dei Pesci; vale a dire che dalla Terra un astronomo osserverà gli stessi aspetti stellari che un suo predecessore aveva osservato 25920 anni prima. Per questo fu stabilito che l’intero giro del Sole attraverso lo Zodiaco, fosse chiamato col nome del filosofo Platone”anno platonico”, ossia che quando nel cosmo stellare sia trascorso un anno platonico, sulla Terra saranno trascorsi 25920 anni! E quando il Sole si sposta di trenta gradi, cioè quando attraversa una costellazione, sulla Terra saranno trascorsi 2160 anni. E ancora, quando il Sole si sposta di un grado (1 grado) attraverso una costellazione, sulla Terra saranno trascorsi settantadue anni; cioè l’equivalente della durata media della vita umana e che appunto è chiamato “un giorno cosmico”. Per meglio dire, un “giorno cosmico” ha sempre significato nella conoscenza esoterica la durata media della vita umana, giacché esiste un rapporto cosmico tra l’uomo e la sua “Stella” o la costellazione di nascita; per cui tutto il tempo che l’uomo continua a vivere sulla Terra dopo i settantadue anni, è un dono divino che si manifesta ora in un nuovo rapporto tra l’uomo e il Sole quale “Stella” del nostro sistema solare. Tutto questo ci porta a dire che secondo Rudolf Steiner, il 21 marzo dell’equinozio di primavera di quest’anno, il Sole sorgeva a circa nove gradi dalla costellazione dei Pesci, essendo appunto entrati circa nell’anno 1413 e vi rimarremo fino all’anno 3573 circa, cioè il tempo per attraversare la costellazione dei Pesci (1413+2160=3573). Dopo quest’ulteriore introduzione forse per alcuni un po’ pedante, ma necessaria per capire alcuni termini astrologici, entriamo nel merito del titolo di quest’articolo: “Siamo ancora nell’Epoca dei Pesci o siamo già entrati in quella dell’Acquario”?  

È nella credenza attuale di alcuni astrologi e filosofi moderni, amanti dell’Astrologia contemporanea, la certezza di essere quasi entrati nell’epoca dell’Acquario (secondo alcuni nel 2100, altri nel 2600 circa), giacché viviamo in un periodo d’innovazione tecnologica informatica e… altro, dove appunto secondo costoro, le influenze uraniane (Urano è in rapporto al segno dell’Acquario) si fanno sentire anzitempo nella nostra civiltà attuale. Occorre qui ricordare che secondo Rudolf Steiner, in ogni epoca si manifestano degli impulsi spirituali sia dell’Epoca passata sia di quella seguente, dove alcuni agiscono come impulsi antichi ritardatari di contrasto, altri come impulsi innovatori di cambiamento, di novità, di trasformazione, ecc. In tal caso le forze luciferiche agiranno come forze antiche di contrasto, quelle arimaniche come forze innovative ma anche frenetiche, caotiche, ecc. Nel mezzo agiscono però anche le forze spirituali che promuovono l’elevazione morale dell’anima umana verso l’Impulso del Cristo scaturito dall’evento del Golgotha, ossia le forze divine degli Dei buoni della giusta evoluzione che tenderanno a preparare l’umanità all’evento futuro del Sé spirituale7 che, potremo accogliere nel prossimo sesto periodo di civiltà menzionato dall’Apocalisse di Giovanni e chiamato periodo di “Filadelfia”8. Pertanto, è importante che in questa nostra epoca dello sviluppo dell’anima cosciente, l’umanità si prepari moralmente risvegliandosi alla vita spirituale in modo da essere in grado nell’epoca futura, a ricevere dall’alto come dono, un principio microcosmico del Sé spirituale. Se quindi fosse vero che il Sole nella sua precessione dell’equinozio di Primavera stesse per entrare tra breve nella costellazione dell’Acquario, resterebbe pochissimo tempo per realizzare lo sviluppo dell’anima cosciente, ossia di quella parte dell’anima umana che è strettamente unita al Sé spirituale o anima superiore, il cui sviluppo ha avuto inizio in concomitanza appunto dell’entrata nei Pesci nell’anno 1413. Se l’anima cosciente difatti, non sarà sviluppata durante l’arco del quinto periodo di cultura che come citato terminerà nell’anno 3573, non potranno compiersi nel sesto periodo di cultura in concomitanza della nascita del Sole nella costellazione dell’Acquario, le nozze spirituali di cui parla il Vangelo di Giovanni, ossia le nozze di “Cana” (Gv 2,1). Vale a dire l’unione tra l’anima umana e lo spirito divino (l’Io superiore), attraverso cui l’uomo accoglierà in sé il Cristo similmente all’esperienza avuta da Paolo sulla via di Damasco. Questa indicazione c’è data appunto dal vangelo di Giovanni, laddove egli narra che Gesù e sua madre Maria, sono invitati a delle nozze che si tengono in una località sconosciuta chiamata Cana, situata a nord-est di Nazareth e a nord del Monte Tabor nella Galilea antica. A un certo punto viene a mancare il vino e la madre di Gesù chiede se può rimediare attraverso un “segno”. Il Cristo quasi seccato, dice alla Madre che non è ancora arrivato il Suo tempo (in quanto Egli potrà manifestarsi all’umanità soltanto nel sesto periodo, dopo che gli uomini avranno sviluppato l’anima cosciente in modo da poter ricevere il Sé superiore), ma la madre di rimando dice ai servi di preparare le “sei giare” (sei = sesto periodo di cultura; giare = simbolo dell’Acquario) che erano usate per la purificazione dei Giudei; al che, il Cristo fa riempire le giare di acqua corrente e dice ai servi di servire agli invitati i quali, hanno tutti la sensazione di bere del vino (Gv 2,1-9).

Le nozze spirituali che sono qui menzionate come il primo dei sette “ segni o miracoli” descritti da Giovanni evangelista, sono appunto riferite al sesto periodo di cultura cioè il periodo che seguirà il nostro attuale tra circa 1500 anni, dove appunto l’umanità più evoluta riceverà dall’alto del mondo angelico un “principio microcosmico” del Sé spirituale, cioè avverranno le ”nozze di Cana” menzionate nel secondo capitolo del Vangelo di Giovanni. Ma affinché possano avvenire queste nozze tra l’uomo inferiore e l’anima o spirito  superiore, (ciò non cambia, in quanto il Sé spirituale e l’Io superiore sono strettamente congiunti in un’unità spirituale), occorre prima di tutto sviluppare l’anima cosciente, il cui sviluppo iniziato come suaccennato nel 1413, si protrarrà per l’intero arco di 2160 anni, cioè per tutto l’arco del nostro quinto periodo di cultura anglo – germanico.  Per non dilungarci troppo poiché l’approfondire quest’aspetto ci porterebbe oltre il nostro tema, spieghiamo in sintesi che l’evoluzione umana è svolta attraverso sette “Eoni” o “Stati di Coscienza Cosmici”9 di cui, ogni stato di coscienza è diviso in sette grandi Epoche che la Scienza dello Spirito o antroposofia, chiama: “Polare, Iperborea, Lemurica, Atlantica, quinta Postatlantica, sesta Postatlantica e settima Postatlantica”. A sua volta, ogni Epoca è suddivisa in sette periodi di cultura della durata di 2160 anni circa, di ciascun periodo. Perciò in ogni periodo di cultura l’uomo sviluppa una parte dei suoi sette arti corporei, animici e spirituali10 e un grado di perfezionamento morale, tramite cui l’Io umano possa arrivare a realizzare quella coscienza autonoma e libera fino ad autoconoscersi quale essere originario celeste avente in sé un che di divino. Alla fine dell’eone terrestre o del quarto stato di coscienza cosmico, l’uomo raggiungerà il grado spirituale attuale degli Angeli, dopodiché continuerà a perfezionarsi in successivi gradi o stati di coscienza superiori, fino a raggiungere in un lontanissimo futuro, il grado di “super-coscienza” di Archai.11

Lo sviluppo dell’uomo avviene dunque attraverso l’evoluzione di grandi Epoche e periodi di epoche, alfine di raggiungere quel futuro perfezionamento angelico sopra descritto, per cui andando indietro nel tempo della storia umana in quel lontanissimo passato dopo il “Diluvio universale”, laddove ebbero inizio l’inserimento dell’Io nell’anima umana che con la sua caduta dal mondo celeste, determinò la causa verso l’incarnazione terrestre e di conseguenza, l’inizio del karma e della reincarnazione dell’uomo. Certamente l’uomo non fu mai lasciato in balia di se stesso, ma ebbe delle guide divine – umane che lo aiutarono e lo aiutano tuttora nella via dello sviluppo della coscienza e della redenzione verso il Paradiso perduto. Una di queste guide fu l’elevatissimo iniziato solare dei misteri atlantici e discepolo del Cristo conosciuto come Melchisedec o Noè, che guidò quella parte dell’umanità che aveva preparato alla nuova condizione climatica della Terra dopo il diluvio che aveva sommerso completamente il continente di Atlantide. Gli uomini più evoluti erano stati preparati ad adattarsi a un ambiente molto diverso, dove l’aria era più rarefatta dal clima nebbioso e umido del continente atlantico, dove era possibile vedere ora il disco solare attraverso il cielo terso non più coperto da nuvole estese pregne di acqua che l’oscuravano. Sotto la guida del ”Manu”12 divino, i superstiti più evoluti scampati al diluvio si divisero in due correnti di cui, una più settentrionale che si diresse attraverso l’Europa verso il Tibet, l’altra si diresse verso sud, verso l’Africa, dove nel terzo periodo di cultura venne sviluppata la civiltà egizia. Pertanto dobbiamo collocare quest’antico evento postdiluviano in un passato risalente a circa 7227 anni a.C., quando cioè il Sole sorgeva nella direzione della costellazione del Cancro. Difatti, in quel lontanissimo passato cui l’umanità entrava nella quinta Epoca Postatlantica, ebbe inizio anche il primo periodo di cultura chiamato dalla Scienza dello Spirito o antroposofia “paleo – Indiano”, dove l’Io umano, iniziò a perfezionare in modo incosciente il suo corpo eterico. Dopodiché l’uomo entrò nel secondo periodo di cultura (circa 5067 a.C.) chiamato “paleo – Persiano”, sotto la guida del grande iniziato solare Zarathustra quando il Sole sorgeva in direzione della costellazione dei Gemelli, dove venne sviluppato il corpo senziente (corpo astrale).

Finalmente nel terzo periodo di cultura (circa 2907 a.C.) l’Io umano iniziò a sviluppare il suo nucleo interiore animico, ossia quella parte dell’anima umana, attraverso cui l’uomo inizia ad autoconoscersi come un “Essere” che pensa, che sente e che vuole. Possiamo pertanto collocare il terzo periodo di cultura chiamato egizio-caldaico-ebraico, quando il Sole sorgeva in direzione della costellazione del “Toro” sotto la guida del grande inauguratore della civiltà egizia Ermete Trismegisto o Thoth discepolo di Zarathustra, dal quale ricevette la saggezza dei misteri dello “Spazio”. Mentre all’altro suo discepolo cioè a Mosè, fondatore della civiltà ebraica, Zarathustra concesse la saggezza del “Tempo” (vedi: “Il Vangelo di Matteo O.O. 123”), dove appunto l’Io umano, cominciò a sviluppare l’anima senziente o dell’istinto. L’anima umana cominciò d’allora in poi, ad affacciarsi al mondo esterno e a sperimentare in sé la bellezza del creato e attraverso l’antica chiaroveggenza crepuscolare, di cui era dotato il popolo egizio proveniente dalla corrente meridionale formatasi dopo la catastrofe atlantica, iniziò a leggere nelle stelle la volontà divina degli Dei. Attraverso questa lettura stellare quale si manifestava nei sacerdoti iniziati egizi nei “Templi misterici” come direzione divina dell’umanità, era data la conoscenza della scienza, dell’arte e della religione, in una specie di sintesi armonica unitaria che dobbiamo di nuovo ritrovare nel nostro periodo attuale, anche se con una coscienza e forme diverse. Seguì poi il periodo greco-romano (747 a.C. – 1413 d.C.), con lo sviluppo dell’anima razionale o della ragione, sotto la guida di uomini bodhisattvici quali Orfeo e Apollo e grandi Personalità storiche di filosofi e iniziati nei diversi misteri sparsi dappertutto nella Grecia  antica, quali: “Talete, Pitagora, Socrate, Platone, Aristotele, ecc.”, mentre il Sole sorgeva allora in direzione della costellazione dell’Ariete. Il quarto periodo greco-romano segnò un inizio, un punto zero tra la discesa dell’anima dai mondi dello spirito e la sua risalita al mondo originario divino, esso è come uno spartiacque tra la nostra storia millenaria e la tradizione antica cui era stata vissuta dall’umanità in modo sognante come anima di gruppo nel grembo del proprio popolo di appartenenza. Viene indicato come “il tempo dei tempi” a seguito del quale l’Io umano, comincia a risvegliarsi alla vita divina interiore grazie alla discesa dello Spirito della Pentecoste mandato dal Cristo, dopo gli avvenimenti dell’evento del Golgotha, accaduti in Palestina. Sappiamo dai Vangeli e dalla Scienza antroposofica, grazie alla chiaroveggenza di Rudolf Steiner, che l’Altissimo Dio solare si fece uomo tramite l’incorporazione in Gesù di Nazareth e attraversò la morte e la resurrezione, dando a tutta l’umanità, la possibilità di redimersi e riscattarsi dal peccato originario degli antenati biblici Adamo ed Eva, e di potersi ora elevare a stati di coscienza superiori cui non è mai stato dato finora a nessuna entità gerarchica del nostro sistema solare.  Il “tempo dei tempi” segnò un evento grandioso, una pietra miliare nell’ambito della storia cosmica – umana di un accadimento che non si ripeterà più in tutto l’arco dell’evoluzione terrestre, in cui un Dio fu sacrificato come “Agnello Mistico” (con riferimento alla costellazione dell’Ariete) per assumere su di Sé tutti i peccati del mondo: naturalmente soltanto quelli oggettivi, giacché quelli soggettivi devono essere compensati individualmente attraverso la “legge karmica”.   (II. continua)

 Collegno  4 luglio   2019                                                             Antonio      Coscia

Note  Integrative

7     Occorre dire che in ogni Epoca e i suoi periodi di cultura, l’umanità o l’Io umano terreno, ha il compito di sviluppare in modo sempre più cosciente, una parte costitutiva della sua natura umana.  Pertanto, come sappiamo, nel nostro quinto periodo di cultura l’Io inferiore lavora allo sviluppo dell’anima cosciente, tramite cui egli prenderà coscienza della sua natura profonda spirituale la quale ha in sé un che di divino cui è congiunto a un essere a lui superiore, che l’ha sempre guidato. Nel prossimo futuro sesto periodo di cultura l’Io umano che sarà congiunto al suo Io superiore, accoglieranno dall’alto, dal mondo angelico, come dono profetico futuro dello stato di coscienza di Giove, un principio microcosmico del Sé spirituale che andrà a congiungersi agli altri arti animici e spirituali dell’uomo, ossia: «Corpo fisico, corpo eterico, corpo astrale, anima senziente, anima razionale e anima cosciente». In un prossimo futuro ancora più lontano accoglierà dall’alto del mondo arcangelico un principio microcosmico dello “spirito vitale” (Budhi), dopodiché avverrà una catastrofe chiamata “la guerra di tutti contro tutti”. Seguiranno poi ancora una sesta e una settima Epoca, con sette periodi di cultura; dopodiché la Terra sarà trasformata in una Terra astrale.

8   Filadelfia era una delle sette chiese dell’Asia minore (all’epoca dell’inizio del cristianesimo), menzionata da Giovanni Evangelista nel libro “Apocalisse” secondo la rivelazione avuta dal Cristo Gesù durante un momento estatico chiaroveggente, sull’isola di Patmos. Secondo la visione veggente, Giovanni scrive all’Angelo guida di ogni chiesa per avvertirli che il comportamento della comunità cristiana non è conforme alla morale cristiana. In realtà questo libro come tutti i libri che nascono da una visione spirituale, è una rivelazione data all’umanità come guida e nello stesso tempo come avvertimento per aver errato dalla retta via segnata da Dio, a causa del suo io immaturo e imperfetto. La Profezia vuole dare una possibilità all’uomo o, alla comunità umana che si sviluppa attraverso le diverse epoche di cultura, di ravvedersi in modo da non peggiorare il suo stato e metta in pericolo il suo sviluppo della sua meta futura terrena. Pertanto come il libro dell’Antico Testamento, rappresenta il passato dell’umanità antica discesa dal mondo spirituale a causa del peccato originale; cosi il Nuovo Testamento, rappresenta l’uomo futuro che riscattato dal sacrificio del Cristo, può ricongiungersi col suo Io o “Immagine” superiore, tramite lo sviluppo della sua coscienza morale che deve conquistare nelle sue esperienze terrene, attraverso il discernimento del bene e del male. L’Apocalisse è invece un libro esoterico simbolico che vuole avvertire l’umanità o l’uomo, di ciò che avverrà in un futuro che può essere vicino o lontano secondo il contesto cui esso è riferito, e dove l’umanità può, volendo, porvi rimedio prendendo coscienza di quanto abbia errato dalla retta via e decida di redimersi, accogliendo l’Impulso del Cristo. Pertanto Giovanni, il discepolo più amato dal Cristo (per il fatto che tra i due c’era una relazione tra Maestro e discepolo, nata durante il risveglio iniziatico, come Lazzaro), parte da una visione veggente dove è accompagnato dalla guida del suo Angelo nel mondo spirituale dove incontra il Cristo Gesù, che gli mostra in immagini akashiche future, ciò che l’umanità dovrà affrontare quale effetto delle sue azioni negative terrene. Grazie all’altissima iniziazione ricevuta dal Cristo, Giovanni è in grado di vedere chiaroveggentemente fino al grado dell’Intuizione, (ossia fin’oltre il mondo stellare o mondo della ragione), dove gli viene mostrato e spiegato dal Cristo Gesù, le immagini delle “sette coppe dell’ira”. Nel mondo ispirativo (ossia nel mondo dei Pianeta o mondo Celeste), egli vede le immagini delle “sette trombe” e infine, nel mondoastrale egli vede le immagini dei “sette sigilli”. Possiamo ancora aggiungere che le “sette chiese“ rappresentano la comunità umana nel suo sviluppo attraverso i sette periodi di cultura della quinta Epoca Postatlantica.  I “sette suggelli”, indicano quello che l’umanità dovrà affrontare attraverso i sette periodi di cultura della sesta Epoca Postatlantica. E le “sette trombe”, ciò che l’umanità dovrà affrontare nei sette periodi di cultura della settima Epoca Postatlantica.

9     L’evoluzione umana secondo la Scienza dello Spirito o antroposofia, si svolge attraverso sette “Stati di Coscienza Cosmici” o “Eoni Cosmici” che  sono chiamati: “Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano”. Attualmente la Terra ha attraversato tre stati evolutivi cosmici di coscienza o possiamo anche dire “metamorfosi cosmiche”, e cioè: “Saturno, Sole, Luna e infine, il nostro eone Terra”. Saturno nacque come “Cosmo di calore” grazie al dono degli Spiriti della Volontà o Troni, dai quali nacquero gli Spiriti del tempo o Archai; mentre l’uomo passava attraverso uno stato di coscienza minerale, molto ottuso. Esso si trasformò in “Cosmo eterico” cui si aggiunsero “l’aria e l’etere di luce” sull’antico Sole, quale dono degli Spiriti della Saggezza o Kyriotetes, dai quali nacquero gli Spiriti del Fuoco o Arcangeli; mentre l’uomo passava attraverso uno stato di coscienza vegetale, ottuso. Nel terzo eone o stato di coscienza dell’antica Luna, si trasformò in “Cosmo astrale”, cui si aggiunsero “l’acqua e l’etere del suono”, grazie al dono degli Spiriti del movimento o Dynameis, dai quali nacquero gli Angeli; mentre l’uomo passava attraverso uno stato di coscienza animale, di sogno. Infine nel quarto eone o stato di coscienza si trasformò nella nostra Terra fisica, cui si aggiunsero il “solido e l’etere di vita”, quale dono degli Elohim o Spiriti della Forma, da cui nacquero gli uomini i quali  passano attraverso una coscienza di veglia. I nomi scelti non sono riferiti ai pianeti attuali del nostro sistema solare ma, questi indicano soltanto il punto, dove si espandevano le sfere cosmiche dell’antico Saturno fino al pianeta Saturno attuale; l’antico Sole fino al pianeta Giove attuale e l’antica Luna fino al punto in cui è collocato il pianeta Marte attuale. Questi antichi sistema Planetari o sfere cosmiche, non vanno immaginate come il nostro sistema fisico solare attuale, ma come sfere spirituali cui nessun occhio fisico avrebbe potuto vedere, in quanto erano delle sfere spirituali costituite da solo calore, da  “Etere di Calore” che abbiamo chiamato Saturno. Poi il tutto si trasformò in un sistema eterico e astrale, cui si aggiunsero le sostanze più grossolane, ossia l’aria e l’acqua, e, quelle più sottili, cioè l’etere di luce e l’etere del suono;  infine nel nostro sistema solare e stellare,  si aggiunse come sostanza più densa il solido e il minerale, e come sostanza più sottile o spirituale  l’etere di vita. Soltanto dunque nel quarto stato di coscienza o eone cosmico terrestre il tutto si condensò nel nostro sistema solare attuale cui, si aggregarono insieme i quattro eteri: “Calore, luce, suono e vita”, che nell’Epoca Lemurica, con la cacciata dell’uomo dal paradiso terrestre, furono sottratti ad Adamo l’etere del suono e l’etere della vita, di cui non è possibile aggiungere altro in questa nota.  Possiamo solo aggiungere che i due eteri sottratti ad Adamo, ossia l’etere di vita e l’etere del suono, ci saranno dati nel momento in cui l’uomo avrà sviluppato l’anima cosciente,  in modo  da elevarsi a stati superiori di coscienza cosmici futuri che abbiamo chiamato: “Giove, Venere e Vulcano”.

10    L’uomo è un essere trino costituito da corpo, anima e spirito. La vera Individualità umana che s’incarna in ogni vita è l’Io superiore dono degli Spiriti della Forma o Elohim creatori che si rispecchia come immagine imperfetta nell’io terreno o Personalità inferiore. Nell’ambito della prima parte evolutiva Terra-Marte della quinta Epoca Postatlantica del nostro quarto stato di coscienza, l’io umano lavora in modo incosciente per perfezionare e trasformare i suoi arti animici quali: il corpo eterico, il corpo senziente,  l’anima senziente,  e parte dell’anima razionale.  Poi dopo, con l’avvento del Cristo e della coscienza dell’io data all’uomo grazie alla morte e resurrezione del Cristo Gesù, l’umanità entrò in una seconda fase evolutiva dell’evoluzione terrestre chiamata Terra-Mercurio, dove l’uomo iniziò a lavorare su se stesso in modo più cosciente, ma non ancora del tutto, fino all’inizio dello  sviluppo dell’anima cosciente  nel quindicesimo secolo (1413 circa). Oggi siamo tuttora in questo sviluppo dell’anima cosciente (che durerà fino al 3573 circa) che soltanto pochi, quelli che accolgono una conoscenza spirituale superiore e iniziano a lavorare con più consapevolezza non solo allo sviluppo dell’anima cosciente, ma in parte, anche  purificando il corpo astrale trasformandolo nel principio superiore del Sé spirituale.  Un principio del Sé spirituale, sarà comunque dato all’umanità (per coloro che si preparano già da ora ad accogliere l’Impulso del Cristo) come dono, dall’alto del mondo angelico nel sesto periodo di cultura, ossia nell’ultimo terzo del quarto millennio.

11    Nell’ultimo stato di coscienza cosmico chiamato Vulcano, l’umanità sarà quasi arrivata al termine della sua meta evolutiva dove svilupperà l’ultimo arto cosmico umano, cioè l’Uomo spirito o l’Atma e una super coscienza superiore che nella Scienza antroposofica è chiamata “veggenza Intuitiva”; egli allora realizzerà ciò che l’umanità contemplò come Personalità divina – umana  vissuta nel Cristo Gesù negli eventi di Palestina.

12      Il Manu e un essere umano molto evoluto che ha superato di molto l’evoluzione normale, egli lavora in modo cosciente similmente a come fa un Archai, alla trasformazione del suo corpo fisico in Uomo spirito o Atma. In questo lavoro egli è ispirato non solo da un Archai, ma anche da Entità superiori della seconda gerarchia spirituale. Prima del Cristo operò nell’umanità il Manu divino che conosciamo col nome di Noè, il quale aiutò l’umanità ad attraversare la catastrofe atlantica o come descritto nell’Antico Testamento, il “Diluvio Universale”. Egli era anche conosciuto a Gerusalemme come Melchisedec, il re-sacerdote del Dio Altissimo, ossia il Dio sumerico El-Elyōn, cui va incontro ad Abramo al quale offre pane e vino, in cambio di una decima del bottino conquistato nella “Valle dei re”.  Dopo l’evento del Cristo il nuovo Manu sarà un uomo molto evoluto che sarà al servizio del Cristo cui aiuterà l’umanità più evoluta, a superare la catastrofe della “guerra di tutti contro tutti” ed iniziare la sesta Epoca Postatlantica.

Epoca dei Pesci o dell’Acquario? I

La $galassia$ perfetta M74 nei Pesci

   «Soltanto con l’inizio del suo risveglio l’umanità si avvierà a divenire la Decima Gerarchia, si avvierà sulla via di realizzazione di quella meta che le è predestinata dall’Universo. L’inizio di questa epoca cade precisamente ai giorni nostri, che sono di nuovo sotto il segno dei Pesci; l’umanità, sotto la direzione dell’Arcangelo Michele che la guida attualmente [fino a circa il 2300], deve gradatamente giungere all’esperienza eterica del Cristo, come Sole interiore dell’anima».

( Dal libro di Sergej O. Prokofieff, “Le dodici notti sante e le Gerarchie Spirituali”,  tratto da O.O. 152, 2. 5. 1913 e O.O. 26, 31.8.1924).

Epoca dei Pesci o dell’Acquario? I

Quasi tutti sanno grazie alla tecnologia informatica di Internet che il nostro Sole percorre apparentemente in un anno dodici costellazioni stellari che chiamiamo “Zodiaco”, che rappresentano spiritualmente la manifestazione degli Dei, i quali sono al di là del bene e del male, giacché il loro mondo è caratterizzato dalla durata, ossia è estranea al tempo. Secondo Rudolf Steiner1, “quando le forze luminose divine della durata si manifestano nel tempo, si scompongono in due gruppi o sfere spirituali, una del bene e una del male”. E nella conferenza di Monaco, del 31 agosto 1909 continua dicendo: «Nessuno dei due raggruppamenti è buono o cattivo per sé stesso, ma essi agiscono sulla Terra ora in senso buono, ora cattivo: di conseguenza si potrà definire come sfera del bene tutto ciò che negli eventi terrestri parteciperà al primo raggruppamento, e come sfera del male quello che parteciperà all’altro. Si deve pensare che dovrà essere chiamato “buono” quello che anche solo in misura limitata partecipa alla sfera del bene. Si tratta di questo: non appena quella parte del mondo divino che è caratterizzata dalla durata, cioè è estranea al tempo, non appena essa interviene nell’ambito del tempo, essa si scompone in due elementi, uno buono e uno cattivo. Dei dodici punti fissi rimangono a disposizione del bene i cinque che si trovano interamente nella sfera del bene e i due che si trovano ai due estremi di quella sfera, cioè sette in tutto. Parliamo perciò dei sette che rimangono superstiti dei dodici originari. Quando vogliamo parlare di ciò che nel tempo è buono, eccellente, degno di guidare, dobbiamo parlare dei sette savi, dei sette Rishi [dell’India antica]: la realtà conferma allora questa regola. Da questo è nata la concezione che sette segni dello zodiaco corrispondono al mondo luminoso, al mondo superiore, mentre appartengono al mondo inferiore gli altri cinque, a cominciare dallo Scorpione» (L’”Oriente alla luce dell’Occidente – I figli di Lucifero e i fratelli di Cristo” O.O. 110, pag. 178-179).

Da questo possiamo immaginare che i “dodici punti fissi” dello Zodiaco stellare si riflettono nel nostro sistema planetario e che a loro volta, diventano astrologicamente i “dodici segni zodiacali” che operano con le loro forze luminose e tenebrose nell’ambito della nostra Terra, e in quello dell’anima umana. Da qui nascono l’Astronomia e l’Astrologia secondo le usanze degli antichi sacerdoti semiti curate per lo più da popoli babilonesi, egizi e caldei, nel terzo e secondo millennio a.C. e più avanti perfezionate da Tolomeo nel II secolo d.C. che diventeranno poi la base dell’astronomia e astrologia occidentale moderne. In realtà l’Astrologia nasce secondo Rudolf Steiner, nell’Epoca Lemurica per opera del Cristo che incorporando l’anima adamitica o “Archetipo celeste”2 umano, dovette salvare dal disordine e dalla disarmonia in cui erano caduti i dodici sensi del corpo fisico umano. Poi dopo, nel primo e secondo terzo dell’Epoca Atlantica, dovette intervenire di nuovo incorporando l’anima Natanica a causa di un disordine questa volta negli organi interni del corpo eterico, cui il Cristo portò a moderazione tramite l’anima Natanica, che stavolta attraversò tutto il cosmo planetario attraverso i singoli pianeti del nostro sistema solare giacché ognuno è in relazione con un organo vitale interno dell’uomo. Questo cammino attraverso le sfere planetarie dei sette pianeti fece nascere nel terzo periodo di cultura3 nei sacerdoti egizi e caldei, come un retaggio antico, l’interesse per il cosmo stellare da cui nacquero l’astronomia e tutte le altre scienze, tra cui l’astrologia, che si è poi dopo sviluppata nel corso dei secoli tramite personalità particolari quali Claudio Tolomeo (100 – 175 d.C.) che, secondo la pagina di Wikipedia, fu un astronomo, un astrologo e un geografo greco antico.  In una conferenza tenuta a Lipsia, il 30 dicembre 1913, Rudolf Steiner in merito dice: «Il terzo periodo di civiltà postatlantico, quello egizio – caldaico, ricevette in parte la sua impronta dal fatto che le anime umane sperimentavano ancora in sé, quasi rispecchiati, gli effetti scaturiti dalla compenetrazione animica, compiuta ad opera dello spirito solare [Cristo] entro l’essere che più tardi divenne il Gesù Nathanico [ossia Gesù di Nazareth quale discendente del sacerdote Natan menzionato nel vangelo di Luca], mentre questi compiva la sua ronda attraverso i pianeti. Da queste esperienze ebbe origine la scienza delle attività dei pianeti, quale ci si presenta nell’astrologia caldea, che gli uomini di oggi hanno ben scarsa possibilità di comprendere. Nel terzo periodo di civiltà postatlantico, cioè presso i popoli egizio-caldei, si sviluppò il culto stellare di cui è nota l’esistenza anche nella storiografia esteriore. Esso ebbe origine dagli effetti tardivi, attenuati [come citato] di quelle pregresse attività planetarie [cioè quando il Cristo s’incorpora nell’anima natanica come citato]» ( Cristo e il mondo spirituale – La ricerca del Santo Graal, O.O.149, pag. 49-50).

Oggi l’Astrologia è molto diffusa nei paesi occidentali, particolarmente come un’arte popolare di predizione, dove si può notare che non ha più nulla di sacro giacché praticata per la maggior parte da pseudo astrologi che non hanno più nulla a che vedere con l’antica scienza divinatoria praticata ancora da Tolomeo e altri astronomi/astrologi antichi, risalenti fino ai popoli del secondo/terzo millennio avanti Cristo.  Gli astrologi di oggi sono per la maggior parte dei veri principianti (e tra questi molti ciarlatani) a confronto della visione veggente immaginativa (seppur in uno stato ancor ottuso), tramite cui i sacerdoti dei diversi popoli antichi contemplavano con atteggiamento devoto i misteri dello spazio cosmico, attraverso i movimenti occulti dei pianeti quali manifestazioni dei pensieri divini degli Dei. L’antica casta sacerdotale egizia-caldaica tramite la disciplina occulta iniziatica, si rendevano maturi per vedere immaginativamente e interpretare nei movimenti celesti degli astri durante il loro passaggio attraverso le singole costellazioni cosmiche, la volontà divina che operava attraverso le leggi e regole morali cui il popolo doveva poi attenersi con obbedienza e timore; ciò allora era giustificato per il fatto che gli uomini venivano guidati in quanto erano tutt’uno con l’anima di gruppo del popolo. Oggi nel periodo dello sviluppo dell’anima cosciente iniziato circa nel 1413, ogni uomo è un individuo a sé, per cui l’astrologia moderna che si fonda su conoscenze antiche interpretate secondo la logica del pensiero razionale-intellettivo moderno sviluppatosi negli ultimi tre secoli e, particolarmente sull’esperienza dei diversi oroscopi eretti a diverse persone nell’arco di alcuni decenni, non può essere di alcun aiuto allo sviluppo di quest’anima particolare, giacché mal tollera il principio d’autorità. Pertanto, chi vuole inoltrarsi in un vero cammino esoterico spirituale che porti a una chiara visione immaginativa astrologica diversamente da quella ottusa degli astronomi o astrologi antichi, deve iniziare uno sviluppo occulto attraverso scuole di pensiero da cui possa accogliere la conoscenza superiore concessa da quei venerabili Maestri divini-umani che hanno conseguito attraverso i diversi gradini iniziatici, le più alte facoltà spirituali del pensiero intellettivo veggente. Attraverso la conoscenza esoterica fluita nella Scienza antroposofica da uno dei più elevati Maestri chiaroveggente cristiano, possiamo essere introdotti in quegli esercizi spirituali dov’è insegnato il principio meditativo, tramite cui impariamo a contare sempre più sulle proprie forze individuali, sviluppando quelle azioni umane in cui occorre la prontezza d’animo, coraggio, buon senso e il rispetto della volontà altrui, assumendo infine le proprie responsabilità morali. Non possiamo certamente sviluppare nel modo giusto queste forze morali superiori, se affidiamo la nostra vita a un responso astrologico cui potrebbe condizionare in modo negativo la nostra volontà cosciente, rendendoci prigionieri per tutta la vita dalle influenze degli astri. L’uomo al contrario deve prendere la vita nelle sue mani e imparare ad ascoltare il suo dio interiore, agendo di conseguenza secondo il buon senso morale cosicché non possa danneggiare né sé stesso né gli altri, a causa del suo egoismo.   Detto questo, vogliamo ora prendere in considerazione le dodici costellazioni dello zodiaco che, come abbiamo visto, si dividono in due gruppi, uno che opera con forze luminose benigne o diurne cui sono: «Ariete, Toro, Gemelli, Cancro, Leone, Vergine e Bilancia»; e l’altro gruppo di cinque costellazioni che opera con forze ostacolatrici tenebrose maligne o notturne, cioè: «Scorpione, Sagittario, Capricorno, Acquario e Pesci».

Il compito dell’uomo è appunto quello di accogliere in sé queste forze del male e trasformarle in forze luminose del bene; ossia redimere non solo sé stesso prendendo coscienza del male, ma anche gli Esseri spirituali dell’ostacolo che operano con le forze ostacolatrici delle cinque costellazioni notturne. Vale a dire che attraverso il male l’uomo non solo redime sé stesso, cioè il peccato originario che causò la sua caduta sul suolo terrestre, ma redime anche le divinità dell’ostacolo che furono causa della sua caduta e che grazie alle quali gli diedero la possibilità di sviluppare la libera coscienza autonoma attraverso appunto il discernimento del bene e del male. L’uomo in questo lavoro di redenzione viene però ostacolato non solo dagli spiriti tentatori che nella Scienza dello Spirito o antroposofia sono conosciuti come spiriti luciferici4, ma anche da altri spiriti dell’ostacolo ancor più maligni che fanno parte di una gerarchia dell’ostacolo ancor più superiore detti spiriti “arimanici e asurici”5 il cui compito è di rafforzare ponendo ostacoli lungo il camino dell’evoluzione umana. Diversamente dagli spiriti luciferici che l’uomo può redimere in questo eone terrestre, non può invece redimere gli spiriti arimanici né tantomeno gli spiriti asurici, ma solo tenerli a bada se accoglie in sé l’Impulso del Cristo6, con il quale può difendersi durante tutta l’evoluzione terrestre fino a vincerli e redimerli in altre evoluzioni cosmiche o stati di coscienza futuri, reintegrandoli nelle diverse gerarchie divine cui essi appartengono. È ancora Rudolf Steiner a comunicarci che le stelle sono le “dimore” degli Dei così come la Terra è la dimora dell’uomo, dietro di cui vi sono e operano gli spiriti superiori appartenenti sia alla prima sia alla seconda gerarchia spirituale e cioè: “Serafini, Cherubini, Troni e Dominazioni o spiriti della Saggezza”. Questi quarantotto spiriti divini superiori, ossia questi quattro volte dodici Entità gerarchiche, agiscono con le loro forze luminose dall’ambito del cosmo stellare nel nostro zodiaco temporale, cioè il nostro sistema planetario, in modo diverso e secondo la costellazione da cui operano, relazionandosi attraverso tutto il sistema stellare costituendo così una vera e propria comunità interstellare d’amore grazie al compito essenziale dei Serafini (spiriti dell’Amore). Coadiuvati dall’intervento degli spiriti dell’Armonia, ossia i Cherubini che armonizzano tutto il mondo stellare, aiutati dagli spiriti della Volontà, i quali rendono possibile il movimento di tutto il cosmo e infine la collaborazione degli spiriti della Saggezza che fanno affluire in tutto l’universo la loro “Saggezza divina”. Dietro a ogni costellazione stellare difatti, operano come sopra citato, le Entità divine spirituali appartenenti alla prima e alla seconda gerarchia del nostro cosmo planetario, le quali hanno il compito di trasformare ed elevare il Sole come sfera superiore, ossia come  “Stella” centrale del nostro sistema solare; mentre la seconda gerarchia, cioè gli spiriti del Movimento (Dynameis o Virtù) e gli spiriti della Forma (Elohim, Exusiai o Potestà) hanno le forze per trasformare ed elevare il nostro Sole come sfera inferiore, cioè come pianeta del nostro sistema planetario. Da questo possiamo dire che secondo l’Antroposofia, il nostro Sole ha due aspetti o due “porte” cosmiche, di cui una “stellare” e una “planetaria”. Ciò vuol  dire che da una parte si apre al mondo stellare la cui evoluzione è possibile solo dalle forze macrocosmiche dei Serafini, Cherubini, Troni e spiriti della Saggezza; dall’altra invece, che si apre al mondo planetario come pianeta centrale del nostro sistema solare, il compito evolutivo è dato dagli spiriti del Movimento e dagli spiriti della Forma che hanno a disposizione solo forze cosmiche per far evolvere il Sole, solo come pianeta centrale del sistema planetario.  (I. continua)

Collegno  24 giugno 2019                                           Antonio  Coscia

Note    Antroposofiche

1     Rudolf Steiner nacque il 27 febbraio 1861 a Kraljevec, presso la frontiera austro-ungarica. Suo padre Johannes Steiner, era impiegato delle Ferrovie Meridionale Austriache, per cui crebbe in un ambiente che stimolava alla prontezza e all’abilità nella vita pratica. Già presto, all’età di sette anni, gli era possibile «vedere e udire gli esseri» che stanno dietro al mondo naturale e che dovette in certo senso nascondere ai suoi coetanei e anche a persone adulte, poiché non sarebbe stato compreso.  Nel 1879 s’iscrisse all’Istituto Tecnico Superiore di Vienna, dove studierà fra l’altro biologia, chimica e fisica. Specialmente quest’ultima materia influenzerà profondamente la sua evoluzione interiore e, nello stesso tempo, lo porrà di fronte a difficili enigmi. Si mise in luce già come studente curando gli scritti scientifici di Goethe. Dal 1890 al ’97 collaborò all’Archivio di Goethe e Schiller a Weimar. Nel 1894 pubblica la “Filosofia della Libertà” (Edizione Antroposofica Milano), la più importante delle sue opere filosofiche ed anche la base per la successiva concezione del mondo. Oltre a una trentina di opere scritte di carattere filosofico e antroposofico, sono rimasti i testi stenografati di quasi 6000 conferenze sui più diversi rami del sapere. Gli impulsi da lui dati nell’arte, nella scienza, nella medicina, nella religione, nella pedagogia e nell’agricoltura portarono a delle nascite di movimenti oggi sempre più diffusi nel mondo. Nel 1912-13 costituisce la Società antroposofica universale e a Dornach in (Svizzera), costruisce il primo Goetheanum di legno, un centro di attività scientifiche e artistiche fondate sull’antroposofia che in seguito, sarà poi bruciato da nemici dell’Antroposofia nella notte di S. Silvestro del 1922.  In seguito, Rudolf Steiner fa un modello di un secondo Goetheanum in cemento armato il quale, fu costruito dopo la sua morte avvenuta il 30 marzo 1925, esistente tuttora come centro di numerose attività antroposofiche cui, partecipano artisti e soci di tutto il mondo.

2     L’anima Adamitica o Natanica è una parte dell’anima di Adamo cui fu tolta prima che fosse tentato dal «Serpente» ossia, dall’Angelo dell’ostacolo chiamato Lucifero, rappresentato dal simbolo paradisiaco dell’albero del bene e del male. Per meglio dire su questa simbologia occulta abbastanza complessa, diciamo che l’anima umana, cioè Adamo, figlio di Yahve o Yehovah, era un essere casto e puro che viveva nel «Paradiso terrestre» in una sorta di coscienza istintiva simile all’animale, per cui non in grado di discernere il bene dal male. Affinché egli potesse elevarsi allo stesso livello degli Dei creatori, fu permesso di «mangiare la mela» (mela vuol dire “Manas”, Mente, ossia la ragione che fa di un essere un individuo) cioè  di accogliere in sé la conoscenza luciferina in modo da distinguersi dagli Dei e imparasse a discernere il bene dal male arrivando a sviluppare l’autocoscienza autonoma e libera.  Ma  prima che fosse tentato dal «Serpente», in altre parole da Lucifero,  gli fu tolta una parte della sua purezza animica (una parte del corpo astrale e del corpo eterico) e trattenuta nel mondo spirituale insieme all’albero della vita. Quest’anima è quell’anima che il vangelo di Luca fa risalire attraverso la genealogia di Giuseppe fino al sacerdote Natan figlio di Davide, da questi ad Abramo e fino ad Adamo, e infine a Dio stesso.  È quell’anima adamitica o natanica che s’incarnò per la prima volta nel bambino Gesù di Nazareth dove è detto «figlio di Dio», nato per opera dello Spirito Santo, il quale è la stessa anima che festeggiamo a Natale quale bambinello divino. Per un migliore approfondimento vedi: «Il Vangelo di Luca O.O. 114, ed. Antroposofica Milano».

3    L’evoluzione umana avviene attraverso sette Epoche che chiamiamo: «Polare, Iperborea, Lemurica, Atlantica, Postatlantica, e altre due Postatlantiche». Ogni Epoca a sua volta si suddivide in sette periodi di cultura di cui ognuno formato di 2160 anni e che chiamiamo: «Paleo Indiano, Paleo Persiano, egizio-caldaico-ebraico, greco-romano, anglo-germanico, slavo-russo e americano».

4      Gli spiriti luciferici dal nome del loro capo Lucifero, sono uomini-angeli rimasti indietro in un’evoluzione cosmica passata della nostra Terra chiamata antica Luna. Siccome non si sono evoluti alla sfera degli Angeli come i loro antichi fratelli lunari, si evolvono legandosi al corpo astrale umano da dove agiscono come forze dell’ostacolo nell’anima senziente.

5     Gli spiriti arimanici sono uomini-arcangeli  rimasti indietro durante l’evoluzione dell’antico Sole risalente a due incarnazioni cosmiche della nostra Terra (inteso come sistema solare), anch’essi come gli spiriti angelici luciferici operano dal mondo astrale e con le loro forze sì inseriscono come ostacoli nel corpo eterico e da qui nell’anima razionale. Mentre gli spiriti asurici sono uomini-archai, rimasti indietro tre “eoni o stati di coscienza cosmici della nostra Terra, chiamato antico Saturno, cui anch’essi non possono operare dalla sfera dei loro antichi fratelli che saliranno alla sfera di “Elohim creatori” durante il prossimo quarto stato di coscienza terrestre chiamato “Giove”. Ma come gli altri spiriti dell’ostacolo operano dal mondo astrale e con le loro forze s’inseriscono come ostacoli nel corpo fisico umano (il nostro vero corpo fisco che è il corpo di calore saturnio o Fantoma, costituitosi sull’antico Saturno quale dono degli spiriti della Volontà o Troni), e da qui agiscono nella parte più evoluta dell’uomo, cioè nell’anima cosciente, dove istigano l’uomo a compiere il male cosciente che porterà come conseguenza futura un’imperfezione spirituale nel suo Io umano terreno.

6   Rudolf Steiner nel Vangelo antroposofico di Marco, ci rivela che l’impulso del Cristo è rappresentato da quel giovanetto che seguiva Gesù mentre era portato via dai soldati romani e cui viene strappato il lenzuolo di cui era avvolto, fuggendo nudo. Egli continua dicendo che questo impulso giovanile cosmico del Cristo, ormai non aveva che un debole legame con il “Figlio dell’uomo”, giacché verrà poi dopo messo a morte sulla croce del Golgotha; Mc 14,51-52]. Non è possibile affrontare in una nota il tema sul significato dell’Impulso del Cristo, in quanto siamo di fronte a un argomento molto complesso che ha in sé diversi aspetti interpretativi scaturiti  dal significato dell’evento del Golgotha nell’ambito della storia evolutiva cosmica-umana, non solo per l’uomo, ma anche per tutte  le gerarchie spirituali superiori.  Rudolf Steiner  in una conferenza tenuta a Norrköping il 30 maggio 1912  rivela che l’Io Cosmico del Cristo nel dimorare negli involucri animici – corporeo  di Gesù di Nazareth, come conseguenza della Sua azione divina nell’ambito terrestre, lasciò sulla Terra l’Impulso dell’Io, il quale restò come dire nudo, senza involucri esteriori, dopo la morte di Gesù.  Affinché l’umanità possa avere l’aiuto dal Cristo alla fine del settimo periodo di cultura, quando cioè l’umanità si troverà ad affrontare una grande catastrofe umana simile al «Diluvio Universale» e annunciata da Rudolf Steiner come la «guerra di tutti contro tutti», occorre che gli uomini rivestano l’Io cristico o Impulso-Cristo, di un corpo astrale, un corpo eterico e un corpo fisico. In questa conferenza è detto che noi creiamo il corpo astrale dell’Impulso-Cristo attraverso la nostra fede e la  meraviglia;  il corpo eterico tramite l’amore e la dedizione agli altri e il corpo fisico (un corpo meno denso dell’uomo attuale) attraverso le azioni morali consapevoli, cioè azioni morali fatte liberamente in piena coscienza.

Il potere che può obnubilare l’anima I

James Tissot, Il tributo a Cesaret.jpg1

«Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità e non hai soggezione di nessuno perché non guardi in faccia ad alcuno. Dicci dunque il tuo parere: E’ lecito o no pagare il tributo a Cesare?». Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché mi tentate? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Di chi è questa immagine e l’iscrizione?». Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio» (Mt 22,17).

Il potere che può obnubilare l’anima I

       L’immagine della cacciata dal tempio e le parole che il Cristo rivolge ai farisei sulla questione di Cesare, ci fanno comprendere che già duemila anni or sono, il Cristo consigliava di stare attenti a dividere i tre poteri che operano nella società umana, cioè il “potere spirituale, il potere giuridico-statale, e quello dell’economia” che devono essere liberi di operare in modo indipendente tra loro. Anche Rudolf Steiner1 (1861-1925) più di un secolo fa consigliava di tenere separati questi tre poteri sociali, altrimenti la civiltà umana rischia di andare verso il caos sociale dove ognuno sente il dovere d’interferire nell’altro, causando in tal modo contrasti e disarmonie che tendono a ripercuotersi nell’ambito sociale della comunità umana. Nel libro “La Missione di Michele” (ed. Antroposofica di Milano) egli scrive: « Per intravvedere la necessità della “triarticolazione dell’organismo sociale” in una vita spirituale indipendente, in una vita giuridica e statale indipendente e in una vita economica indipendente, si deve gettare uno sguardo imparziale sul modo in cui si è formata nella nostra civiltà europea e americana l’azione vicendevole tra spirito, stato ed economia. Questo reciproco intrecciarsi di fili, del filo spirituale, del filo giuridico o statale e del filo economico, non è certo semplice. La nostra civiltà è un gomitolo che avvolge un imbroglio di tre fili dall’origine del tutto diverso (…). Queste tre correnti, dalle origini diverse, si confondono caoticamente l’una nell’altra (pag. 203).

Purtroppo quest’avvertimento è rimasto inascoltato finora nella nostra società contemporanea continuando ancora oggi a non essere compreso, cosicché il caos sociale attuale supera ancor più quello di ieri, giacché i tre poteri continuano a interferire mescolandosi l’uno nell’altro, tanto che riusciamo a distinguere il potere spirituale solo per via dell’abito talare della casta “sacerdotale”. Le parole che il Cristo Gesù enunciava duemila anni fa contro i sacerdoti farisei: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio» (Mt 22,21), era per via del loro atteggiamento ipocrita e servile verso i conquistatori romani. Essi pur di mantenere il loro potere sacerdotale fecero si che la spiritualità dei misteri ebraici antichi degenerasse sempre più fino a non capire più i segni profetici dell’arrivo del Messia, cui non riconoscendolo nella Persona di Gesù di Nazareth, venne fatto condannare a morte dai romani giacché ai farisei era vietata la condanna a morte dalla legge romana. Al contrario, oggi abbiamo un certo atteggiamento farisaico nell’ambito della politica, dove pur di mantenere il potere mediatico alcuni tra loro, non si fanno scrupolo di usare il potere religioso sulla massa remissiva che di solito non riflette, ma segue esaltata dalle parole accompagnate a volte da gesti religiosi di “pifferai politichesi”. I quali sanno come infiammare per un loro tornaconto elettorale, quella parte di popolo il cui malcontento attuale versa nella maggior parte dei giovani per la mancanza di lavoro e per i gravi problemi di sicurezza nazionale che vanno creandosi per via dell’afflusso di masse migratorie, da parte di africani che si riversano da diversi anni sulle nostre spiagge italiane del sud, cui stanno creando disagi e paura anche nella restante popolazione europea. È una nuova povertà che avanza e intimorisce la maggior parte del popolo europeo le cui anime vuote di veri contenuti di conoscenza spirituale, crea nel loro profondo, paura verso l’uomo nero, ossia per tutto ciò che di diverso possa loro venire incontro. Questo perché non siamo ancora riusciti attraverso due millenni di storia del cristianesimo, a sviluppare in noi quella forza morale di veri cristiani quale dovremmo avere se soltanto ci fossimo sforzati di mettere in pratica le seguenti frasi tra i più importanti insegnamenti del Cristo citati nel vangelo di Matteo, cioè:

  • “Ama il Signore Dio tuo con tutto il cuore e con tutta l’anima”;
  • “Ama il prossimo tuo come te stesso”; (Matteo 22,37-40);
  • Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro”; (Matteo 18,20).

     Il nostro egoismo dal quale deriva la nostra insicurezza e la paura nei riguardi di questo nuovo evento evolutivo karmico di massa che avanza e che ci appare inarrestabile, tende a creare in noi l’incertezza e di conseguenza tendiamo a chiuderci e a voler rimanere con forza nel nostro antico “status quo”. Questo modo di pensare e agire antimicheliano, fa sì che la nostra anima venga offuscata da esseri negativi dell’ostacolo che ottenebrando il nostro senno, fanno si che ricacciamo nel fondo del nostro cuore i valori antichi dei nostri antenati, dimenticando così il senso della solidarietà umana. Tutto questo non fa che manifestare la forza antisociale che esiste in noi, la quale normalmente è dominata dall’Io personale giacché è parte dello sviluppo normale della coscienza umana. Quando però l’egoismo e la paura superano le forze morali dell’Io umano, le forze del male e quelle antisociali non sono più trattenute da esso e l’anima viene dominata dalle forze dell’ostacolo o, dal “Doppio” negativo mefistofelico2. In tal modo viene a crearsi nell’ambito della comunità umana una scissione, uno scollamento animico tra gli uomini che inesorabilmente vanno verso lo scontro e il caos sociale (vedi i Gilet gialli francesi), giacché viene a mancare in loro quegli impulsi cristiani senza dei quali, diventano impotenti e incapaci di gestire qualsiasi evento nuovo e in modo particolare, quell’attuale migratorio che avanza nonostante i diversi morti lasciati indietro per attraversare il mare Mediterraneo. Questa forza antisociale caotica che l’Io umano non riesce a dominare in se stesso, di conseguenza si riversa nel sociale con tutte le conseguenze negative quali segni di protesta e, altro … che vediamo attorno a noi, dove ne approfittano i pifferai ambiziosi e avidi di potere che uscendo dai parametri del potere giuridico-statale, s’intromettono in quello religioso. Questo modo subdolo di agire, è la conferma di quello che è accaduto a Milano in un comizio elettorale tenuto sabato 18 maggio, in vista delle elezioni europee, da un politico cui non si è fatto scrupolo di servirsi per fini elettorali persino della spiritualità come comunicazione di Marketing. Il modo ingannevole usato dall’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini per agire su nature spiritualmente più deboli, mostrando di abbracciare la loro fede col gesto bonario di baciare il ”crocefisso del rosario” simbolo religioso cattolico e chiedendo poi l’aiuto di consenso alla statua della Madonna della Guglia Maggiore del Duomo di Milano, non fa che avvalorare il vuoto morale animico interiore in cui versa la sfera della politica attuale. La quale è svuotata da veri impulsi morali umanistici che tendano allo sviluppo di una giusta causa che possa realizzare quell’umanesimo cristiano, il cui fine è tutelare i più deboli tramite lo sviluppo di diritti di pari opportunità sociali. Occorre per questo avere sviluppato in sé delle forze morali non indifferenti per dominare l’ambizione egoista che tende invece a esaltare l’avidità del potere politico, che quale conseguenza, non può trovare posto una spiritualità genuina cui non ha nulla a che spartire con il potere giuridico-statale, giacché questi è riempito soltanto di promesse elettorali che difficilmente potranno essere realizzate in un momento così critico in cui versa lo stato sociale della sfera economica del nostro Paese.

Non si tratta qui di stracciarsi “le vesti” per l’atto che può sembrare dissacrante così come deplorato da parte di alcune correnti di pensiero laiche e religiose, ma è l’atto in sé che ci riporta come ai tempi del Cristo, a un nuovo fariseismo ipocrita moderno opportunistico. Il quale cerca di comprare il potere attraverso il simbolo di un simulacro vuoto, giacché il Cristo non è più un Dio morto rinchiuso in un simbolo quale emblema della sofferenza e del dolore umano ma secondo la scienza dello spirito o antroposofia, è un Dio vivo che dal XX secolo in poi, è diventato “Signore del Karma”3. Questo vuol dire che il Cristo dal XX secolo in poi, è diventato il “Giudice” del destino dell’uomo, il quale viene giudicato secondo le sue azioni morali nei riguardi degli altri secondo il motto: “Ama il prossimo tuo come te stesso” e “fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te stesso” (Mt 22,37). Ciò vuol dire che il nostro karma (l’azione negativa che compiamo nei riguardi degli altri), non può essere perdonato da Dio tramite una semplice preghiera di richiesta di perdono, anche se è fatta con un vero pentimento di fede consapevole, ma possiamo compensare la nostra azione soltanto attraverso un atto oggettivo morale che porti al pareggio; vale a dire tramite un’azione che comprenda in sé due impulsi morali, e cioè quello di aiutare con amore e vera dedizione chi abbiamo danneggiato, e perdonare quelli che ci hanno offeso. Queste sono le due azioni morali cristiane che conducono all’unione della vera fratellanza universale che, affinché questo impulso possa essere realizzato, occorre accogliere in noi l’Impulso del Cristo4 tramite il quale, ci porta a realizzare e mettere in pratica le due massime cristiane citate dell’antico e nuovo Testamento e cioè: “Amare Dio con tutto il nostro cuore e con tutta la nostra anima e amare il prossimo come noi stessi!” (ibidem). Questo permetterà al Cristo di riequilibrare attraverso quest’azione unitaria sociale la nostra imperfezione morale, in modo da preparare la nuova fratellanza che deve essere realizzata nel prossimo sesto periodo di cultura5. L’Antroposofia può aiutarci a capire e ad accogliere non solo l’Impulso del Cristo scaturito dall’evento del Golgotha, ma come vedremo più avanti, anche a risvegliare in noi la coscienza del Cristo trasferitosi dal XX secolo in poi nell’anima umana, tramite il “nuovo Adamo” (I lettera ai Corinzi 15,45), dove aspetta con pazienza che l’umanità possa risvegliare il suo cuore, aprendosi alla luce del Cristo. Questo vuol dire che tutto ciò che tendiamo a unire uniformandoci ai nostri simili con vera dedizione e solidarietà umana, possiamo avere l’aiuto dal Cristo che quale luce spirituale potrà irradiare la “vita divina” nelle nostre anime, cosicché possiamo avere la forza di superare il momento critico attuale, liberandoci dalle paure e incertezze ispirate dagli spiriti dell’ostacolo che vogliono contrastare la nostra meta umana-divina.  (I. continua)

 Collegno 29 maggio 2019                                                                            Antonio Coscia

Sopra: James Tissot – Il tributo a Cesare

Note Integrative

1    Rudolf Steiner è uno tra gli altissimi iniziati cristiani-rosacruciani, fondatore dell’Antroposofia o Scienza dello Spirito, che ha per scopo di riunire scienza, arte e religione, riportandole a un’unità originaria; di rinnovare i misteri antichi della scienza iniziatica in un impulso del vero esoterismo cristiano quale nuovo mistero cristiano-rosacruciano e di unire altresì, lo spirito che è nell’uomo allo Spirito dell’universo. Egli nacque il 27 febbraio 1861 a Kraljevec, presso la frontiera austro-ungarica, suo padre Johannes Steiner, era impiegato delle Ferrovie Meridionale Austriache, per cui crebbe in un ambiente che stimolava alla prontezza e all’abilità nella vita pratica. Già presto, all’età di sette anni, gli era possibile «vedere e udire gli esseri» che stanno dietro al mondo naturale e che dovette in certo senso nascondere ai suoi coetanei e anche a persone adulte, poiché non sarebbe stato compreso. Nel 1879 superò l’esame di maturità con lode. Nello stesso anno s’iscrisse all’Istituto Tecnico Superiore di Vienna, dove studierà fra l’altro biologia, chimica e fisica. Specialmente quest’ultima materia influenzerà profondamente la sua evoluzione interiore e, nello stesso tempo, lo porrà di fronte a difficili enigmi. Si mise in luce già come studente curando gli scritti scientifici di Goethe. Dal 1890 al ’97 collaborò all’Archivio di Goethe e Schiller a Weimar.

Dal 1902 ebbe una più intensa attività come scrittore e conferenziere, di cui moltissime in questi anni sulla cristologia, cui dedicherà gran parte della sua vita e la sua uscita nel 1912-13, dalla Società Teosofica, a causa di un dissenso con la Presidentessa Annie Besant, la quale, sosteneva che un giovinetto indiano di nome Krishnamurti, fosse la reincarnazione del Cristo. Nel 1894 pubblica la “Filosofia della Libertà” (Edizione Antroposofica Milano), la più importante delle sue opere filosofiche ed anche la base per la successiva concezione del mondo. Oltre a una trentina di opere scritte di carattere filosofico e antroposofico, sono rimasti i testi stenografati di quasi 6000 conferenze sui più diversi rami del sapere. Gli impulsi da lui dati nell’arte, nella scienza, nella medicina, nella religione, nella pedagogia e nell’agricoltura portarono a delle nascite di movimenti oggi sempre più diffusi nel mondo. Nel 1912-13 si distacca dalla Società teosofica e costituisce la Società antroposofica universale a Dornach in (Svizzera), costruisce il primo Goetheanum di legno, un centro di attività scientifiche e artistiche fondate sull’antroposofia che, in seguito, sarà poi bruciato da nemici dell’Antroposofia nella notte di S. Silvestro del 1922.  In seguito Rudolf Steiner fa un modello di un secondo Goetheanum in cemento armato il quale, fu costruito dopo la sua morte avvenuta il 30 marzo 1925, esistente tuttora come centro di numerose attività antroposofiche cui, partecipano artisti e soci di tutto il mondo.

2     Il Doppio umano o Doppelgänger com’è conosciuto in tedesco, è un Essere arimanico che poco prima di nascere s’inserisce nella parte subconscia della nostra anima dove agisce nel nostro corpo eterico influenzando i nostri pensieri in modo negativo; cioè si manifesta quale parte negativa caratteriologica della nostra Personalità umana diversamente dal suo fratello luciferico invece, che agisce tramite i sentimenti negativi umani. Tutto ciò che non riusciamo a trasformare o perfezionare in ogni incarnazione quale nostra parte caratteriale morale, è soggetta all’influenza di questi due esseri dell’ostacolo, cosicché la nostra anima viene oscurandosi sempre più con non poche conseguenze sul piano fisico-mentale. Rudolf Steiner nel libro “Il Mistero del Doppio” O.O. 178 a pag. 54 scrive: « Le malattie che compaiono nell’uomo non per un danno esterno, ma in modo spontaneo, endogeno, non nascono dall’anima umana, bensì da questo essere. Egli [il Doppio arimanico], è il responsabile di tutte le malattie che sorgono spontaneamente dall’interno quali malattie organiche. E un suo fratello, non arimanico ma luciferico, è all’origine di tutte le patologie nevrasteniche o nevrotiche [psichiche], di tutte quelle malattie che in realtà non sono tali ma, come si dice comunemente, sono solo malattie dei nervi, isteriche e così via.

3     Il Karma o «legge di causa ed effetto», sostituisce dopo l’avvento del Golgotha, la vecchia legge deuteronomica mosaica o del taglione: «Occhio per occhio, dente per dente, vita per vita etc.», la quale non ammetteva sconti; per cui se qualcuno uccideva una persona ne subiva subito la conseguenza con la pena di morte. Oggi e in modo particolare dal XX secolo in poi, per quelli che accolgono e comprendono il Cristo nel senso della rivelazione dell’Antroposofia, le cose si presentano alquanto diverse, in quanto il Cristo è diventato il «Signore del Karma». Per cui la rigida legge testamentaria yahvetica si è modificata in «legge del perdono e dell’amore» con dedizione verso gli altri, ovverosia per quanto male abbiamo fatto agli altri, tanto bene dobbiamo restituire tramite l’amore e la dedizione verso quelli che abbiamo offeso, e altrettanto occorre, che perdoniamo coloro che ci hanno offeso. Ciò non vuol dire appunto che basti chiedere perdono a Dio e tutto viene azzerato come prima; Dio non può perdonare l’azione negativa commessa, ed è errato credere che il Cristo prenda su di Sé i nostri peccati morali, sono di tutt’altro genere i peccati che Egli prende su di Sé! È un tema che purtroppo esula dall’essere affrontato in una nota. Il peccato o l’errore morale, non può essere dunque perdonato, ma possiamo compensarlo in un modo diverso dalla legge antica del taglione se abbiamo accolto in noi l’Impulso del Cristo, ossia restituendo al nostro debitore, il male commesso con altrettanto amore e dedizione alle sue necessità materiali e spirituali. Occorre pertanto che compensiamo l’azione malvagia commessa ai danni degli altri, con un’altra azione positiva quale atto d’amore e dedizione. Il karma è un tema molto complesso, poiché riguarda il passato, presente e futuro dell’essere del divenire dell’uomo, per cui è difficile stabilire se l’azione che ci viene incontro nel presente sia un effetto di una causa passata o la causa di un effetto futuro.

Rudolf Steiner nel 1910 nel libro «Le manifestazioni del karma O.O. n.120», mise le basi per la conoscenza del significato del karma, enunciando questa legge in modo alquanto diverso da come enunciata dalla scienza ufficiale esteriore laddove a pag. 32, nella prima conferenza di Amburgo egli dice: «Cosi oggi abbiamo potuto parlare del concetto di karma, (…). Troviamo cosi la legge del karma che possiamo definire una legge della relazione tra causa ed effetto, però in modo che l’effetto si ripercuote di nuovo sulla causa, e nel ripercuotersi l’essere si conservi, rimanga lo stesso (…). Abbiamo il presentimento che il karma si manifesti nelle maniere più svariate, nei campi più diversi, che le varie correnti karmiche: “Karma personale, karma del popolo, karma dell’umanità, karma della Terra, karma dell’universo, vengano a incrociarsi, e che da tutto ciò ci vengano le spiegazioni che ci occorrono per comprendere la vita; (Amburgo, 16 maggio 1910 – ed. Antroposofica Milano)».

4     Rudolf Steiner nel Vangelo antroposofico di Marco, ci rivela che l’impulso del Cristo è rappresentato da quel giovanetto che seguiva Gesù mentre era portato via dai soldati romani, cui viene strappato il lenzuolo di cui era avvolto, fuggendo via nudo. Egli continua dicendo che questo impulso giovanile cosmico del Cristo, ormai non aveva che un debole legame con il “Figlio dell’uomo”, giacché verrà poi dopo messo a morte sulla croce del Golgotha; (Mc 14,51-52). Non è possibile affrontare in una nota il tema sul significato dell’Impulso del Cristo, in quanto siamo di fronte a un argomento molto complesso che ha in sé diversi aspetti interpretativi scaturiti dal significato dell’evento del Golgotha nell’ambito della storia evolutiva umana e spirituale, non solo per l’uomo, ma anche per tutte le gerarchie spirituali superiori. Rudolf Steiner in una conferenza tenuta a Norrköping il 30 maggio 1912 rivela che l’Io Cosmico del Cristo nel dimorare negli involucri animici – corporeo di Gesù di Nazareth, come conseguenza della Sua azione divina nell’ambito terrestre, lasciò sulla Terra l’Impulso dell’Io, il quale restò come dire nudo, senza involucri esteriori, dopo la morte di Gesù. Affinché l’umanità possa avere l’aiuto dal Cristo alla fine del settimo periodo di cultura, quando cioè l’umanità si troverà ad affrontare una grande catastrofe umana simile al «Diluvio Universale» e annunciata da Rudolf Steiner come la «guerra di tutti contro tutti», occorre che gli uomini rivestano l’Io cristico o Impulso-Cristo, di un corpo astrale, un corpo eterico e un corpo fisico. Ed è sempre in questa conferenza che troviamo la risposta dove è detto che noi creiamo il corpo astrale dell’Impulso-Cristo attraverso la fede, la devozione e la meraviglia; il corpo eterico, tramite l’amore e la dedizione agli altri e il corpo fisico (diverso dal nostro attuale, ossia meno denso) attraverso le azioni morali consapevoli, cioè azioni morali fatte liberamente in piena coscienza.

5      L’uomo per compiere la sua evoluzione e perfezione umana deve attraversare «sette Stati di Coscienza Cosmici» che nella Scienza antroposofica sono chiamati: «Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano». Di questi sette stati cosmici ne sono già passati tre, e cioè Saturno, Sole e Luna e attualmente siamo nello stato cosmico o «Eone» terrestre che chiamiamo Terra. I nomi scelti non sono riferiti ai pianeti attuali del nostro sistema solare ma, questi indicano soltanto il punto, dove si espandevano le sfere cosmiche dell’antico Saturno fino al pianeta Saturno attuale; l’antico Sole fino al pianeta Giove attuale e l’antica Luna fino al punto in cui è collocato il pianeta Marte attuale. Questi antichi sistema solari o sfere cosmiche, non vanno immaginate come il nostro sistema solare attuale ma come sfere spirituali cui nessun occhio fisico avrebbe potuto vedere, in quanto erano delle sfere spirituali costituite da calore sull’antico Saturno, da una sfera eterica sull’antico Sole e da una sfera astrale sull’antica Luna. Non è possibile in una nota dare maggiori dettagli sugli antichi stati di coscienza cosmici, per cui possiamo in sintesi dire che, ogni stato di coscienza cosmico, deve attraversare diversi sottostati di coscienza, chiamati: «Stati di Vita, Stati di Forma, Stati di Epoche e Stati o periodi di cultura». Nel nostro stato attuale di coscienza dunque, vogliamo tralasciare lo stato di Vita e lo stato di Forma per non complicarci troppo la vita con questa nota integrativa, prendendo in esame soltanto le Epoche. Diciamo allora che la nostra Terra in ogni stato di forma (se ne contano sette) deve passare attraverso sette Epoche, cui chiamiamo: « Epoca Polare, Epoca Iperborea, Epoca Lemurica, Epoca Atlantica, quinta Epoca Postatlantica, sesta Epoca Postatlantica e settima Epoca Postatlantica». A sua volta ogni Epoca deve attraversare sette periodi di cultura che chiamiamo: « Paleo Indiano, paleo Persiano, egizio-caldaico-ebraico, greco-romano, periodo anglo-germanico, periodo slavo-russo e periodo americano».  Ogni periodo di cultura dura circa 2160 anni e attualmente, ci troviamo nel quinto periodo di cultura «anglo-germanico» della quinta Epoca che astrologicamente si trova sotto il «segno dei Pesci», cui durerà ancora per circa 1500 anni e dopodiché entreremo nel sesto periodo di cultura «slavo-russo» che sarà sotto il «segno dell’Acquario». Infine, per ultimo, entreremo nel settimo periodo di cultura «americano» che sarà sotto il «segno del Capricorno» che finirà con una grande catastrofe simile al «Diluvio universale» chiamata dalla Scienza antroposofica, «la guerra di tutti contro tutti». Finita la pausa catastrofica, gli uomini che avranno superato la crisi inizieranno una nuova Epoca formata da sette nuovi periodi di cultura e così via, per la settima Epoca; fino a che la Terra sarà completamente trasformata unendosi di nuovo alla Luna e al Sole.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La seconda venuta del Cristo sulle “nuvole del cielo”.

       

Raffaello – Trasfigurazione di Gesù e ascensione del Cristo

«Allora comparirà nel cielo il segno del “Figlio dell’uomo” e allora si batteranno il petto tutte le tribù della Terra, e vedranno il Figlio dell’uomo venire sopra le nubi del cielo con grande potenza e gloria» (Mt 24,30).

La seconda venuta del Cristo sulle “nuvole del cielo”.

Il Cristo non si mostrerà più sulla Terra in un corpo fisico come ha fatto duemila anni fa tramite Gesù di Nazareth, ma si mostrerà in quelli che si prepareranno tramite l’Antroposofia, in un corpo eterico nel mondo astrale adiacente alla Terra. Fra tremila anni lo potremo vedere in un corpo astrale nel mondo “Celeste o Devachan inferiore”, e tra seimila anni lo incontreremo nella Sua vera essenza dell’Io Sono, nel mondo della “Ragione o Devachan superiore”. Soltanto allora l’umanità saprà che cos’è il Cristo nella Sua manifestazione più alta quale, “Io Sono l’Io Sono dell’umanità”. Se l’umanità vuole comprendere la seconda venuta del Cristo in “Veste eterica” (questo è il significato occulto di “nuvole”) e avere la giusta comprensione e la giusta relazione col Cristo, sia nel mondo terreno che nel mondo spirituale dopo la morte, occorre che si prepari quaggiù nel mondo fisico attraverso la conoscenza che può essere data solo dalla Scienza dello Spirito o antroposofia.  Non esiste nel mondo attuale nessuna corrente spirituale che parla della venuta del Cristo eterico nel mondo astrale adiacente alla Terra, in verità già iniziata per pochi (dal 1930) e per tutta l’umanità, nei tremila anni a seguire. In merito Rudolf Steiner nella conferenza tenuta a Norimberga nel 2 dicembre 1911, dice:

        «Per gli uomini che si preparano fin d’ora all’avvento del Cristo nel ventesimo secolo non farà differenza, quando tale avvento si produrrà in ampia misura, se saranno incarnati in un corpo fisico o se avranno già oltrepassato la porta della morte; anch’essi, infatti, se si erano preparati quaggiù all’avvento del Cristo, avranno dopo la morte la giusta comprensione per esso, mentre non potranno ottenerle coloro che sono passati disattentamente accanto al terzo grande annuncio 1 all’umanità, alla Scienza dello Spirito o antroposofia, perché la preparazione all’avvento del Cristo deve venir acquisita qui, nel corpo fisico. Quelli che oltrepassano la porta della morte senza aver volto lo sguardo alla Scienza dello Spirito o antroposofia nell’attuale incarnazione, dovranno attendere la prossima per acquisire nel giusto modo la comprensione dell’avvento del Cristo. Sta di fatto che chi non ne avrà avuta notizia sul piano fisico, non ne potrà avere la comprensione nemmeno fra la morte e nuova nascita e dovrà attendere di venirne preparato quando sarà di nuovo sul piano fisico» (Fede, Amore e Speranza, O.O. 130, pag. 14-15).

    Collegno 11 maggio 2019                                               Antonio Coscia

1        Il primo annuncio fu dato a Mosè sul Monte Sinai dall’Io Sono, attraverso le “Tavole della Legge”.     Il secondo annuncio fu dato durante l’evento del Golgotha con l’incorporazione fin nel corpo fisico di Gesù di Nazareth.  Il terzo annuncio infine è stato dato a Rudolf Steiner nel XX secolo,  tramite l’incorporazione del Bodhisattva Maitreya.

Il sentiero della conoscenza

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         Rudolf Steiner alla fine del libro Teosofia, indica degli esercizi morali per sviluppare le giuste qualità spirituali per chi voglia inoltrarsi sul cammino di conoscenza che lo porti a sviluppare e rafforzare le forze animiche e in modo particolare, a educare lo sviluppo del pensiero. Chi vuole arrivare all’indagine del mondo spirituale occorre che prima di tutto ponga attenzione al mondo dei pensieri, in quanto il pensiero umano è secondo Rudolf Steiner,  “la più alta qualità che l’uomo possiede nel mondo sensibile”, (Teosofia, pag. 126).

Se dunque vogliamo rafforzare e perfezionare il nostro pensiero umano, occorre imparare ad accogliere non per dogma o fede cieca, le comunicazioni del  vero indagatore dello spirito, ma imparando semplicemente ad accogliere senza preconcetti ciò che egli dice sui mondi dello spirito e sul metodo pratico consigliato, per imparare a diventare a nostra volta, cittadini dei mondi dello spirito. Accogliere dunque con calore nella nostra anima le esperienze dell’indagatore dello spirito, può diventare per noi, una fonte di “forze viventi per il nostro progresso spirituale” (Ibidem).

Dal capitolo “Il sentiero della conoscenza” prendiamo uno spunto, dove appunto possiamo imparare a sviluppare la prima qualità della “Dedizione senza riserva e senza preconcetto”, ossia:

         «Lo studioso deve in ogni istante potersi trasformare in un recipiente del tutto vuoto in cui si riversi il mondo estraneo. Sono fecondi per la conoscenza solo i momenti in cui tace ogni giudizio, ogni critica che parla da noi. Di fronte a un uomo non importa ad esempio se siamo più saggi di lui. Anche il più irragionevole fanciullo ha qualcosa da rivelare al più alto saggio. Se questi poi si avvicina al fanciullo già con un pregiudizio, per quanto saggio, quel giudizio s’interpone come vetro appannato fra lui e ciò che il fanciullo ha da rivelargli. Questa dedizione del mondo estraneo richiede una totale abnegazione interiore. Esaminandoci per sapere in quale misura si abbia tale dedizione, si faranno scoperte sorprendenti. Chi voglia intraprendere il sentiero della conoscenza superiore deve esercitarsi a potere in ogni momento spegnere se stesso con tutti i suoi pregiudizi» (Teosofia O.O. 9, pag. 129-130).

Le correnti occulte del contrasto e lo sviluppo dell’anima cosciente

Giardino Sigurtà

«La lotta contro lo spirito  stette sempre e continua

a stare nello sfondo  di ogni avvenire esteriore »

Rudolf Steiner a L. Polzer-Hoditz,

il 3 marzo 1925

Questa riflessione nasce da un capitolo del libro di Sergej O. Prokofieff “Le sorgenti spirituali dell’Europa orientale e i futuri misteri del S. Gral” (ed. Antroposofica Milano),  dove egli spiega dettagliatamente la presenza nel tempo presente di tre correnti occulte che operano come forze contrastanti attraverso azioni illecite, non consone all’evoluzione attuale dello sviluppo della sesta parte della costituzione umana, ossia di quella parte più essenziale dell’interiorità umana che la scienza dello spirito a orientamento antroposofico chiama “anima cosciente”. « Col nome di anima cosciente si intende qui il nocciolo della coscienza umana, l’anima nell’anima» (Teosofia pag. 36). Nella corrente spirituale antroposofica sappiamo dagli insegnamenti di Rudolf Steiner che l’umanità attuale, almeno per quella parte più evoluta, è entrata nello sviluppo dell’anima cosciente da circa sei secoli, cioè dal 1413 d.C. e terminerà nel 3573; dopodiché nel periodo seguente il nostro attuale, entrerà in uno sviluppo superiore ricevendo dall’alto del mondo angelico, un principio microcosmico del Sé spirituale. Occorre quindi che in vista di quell’evento futuro debba già ora prepararsi, sviluppando accuratamente l’anima cosciente (ossia quella parte dell’anima che da una parte si apre all’anima divina superiore o Sé spirituale, e dall’altra, all’anima razionale che a sua volta si apre all’anima senziente (1), la quale è strettamente unita al corpo fisico e quindi più a contatto col mondo materiale), attraverso uno sviluppo di qualità morali che tendano a rafforzare la forza del pensiero intellettuale astratto, fino a trasformarlo in un pensiero vivente immaginativo veggente. Questo pensiero intellettuale veggente, possiamo conseguirlo molto tempo prima dell’evoluzione normale, attraverso un processo di purificazione cosciente della nostra anima (astrale), tramite degli esercizi consigliati da Rudolf Steiner, attraverso i diversi libri messi a disposizione dalla casa editrice Antroposofica di Milano, quali ad esempio: “La Scienza Occulta, Teosofia, L’Iniziazione e la Filosofia della Libertà”; ognuno può scegliere all’inizio, quello più appropriato al suo temperamento e sviluppo interiore. Contro questo sviluppo dell’anima cosciente agiscono però sia sul piano fisico che su quello spirituale, tre correnti occulte che non vogliono assolutamente che l’uomo possa realizzare questo sviluppo animico che gli darà la possibilità di prendere coscienza della sua vera essenza spirituale interiore cui egli è strettamente legato, cioè il Sé spirituale e di conseguenza  il suo Io superiore.
È molto importante quindi che nella nostra epoca l’anima cosciente possa svilupparsi nel modo più sano possibile, in quanto può determinare nelle nostre incarnazioni future, non solo quello di accogliere come dono degli Angeli il Sé spirituale nel sesto periodo della quinta Epoca (2) come suddetto, ma anche che nei tremila anni a venire, a cominciare dal nostro periodo attuale, di avere la possibilità d’incontrare la “figura luminosa del Cristo eterico” nelle vicinanze del mondo astrale della nostra Terra. Occorre peraltro dire che c’è anche la possibilità che quest’anima cosciente possa prendere strade diverse a causa del contrasto delle correnti summenzionate e, svilupparsi nel modo sbagliato, andando così incontro a una luciferizzazione e di conseguenza a un’arimanizzazione (3) del pensiero veggente; vale a dire che l’anima umana invece di risvegliarsi chiaroveggentemente nel giusto mondo spirituale in mezzo agli Dei del progresso, possa risvegliarsi in mondi luciferici in mezzo agli dèi del contrasto, in una specie di prigionia occulta. Per evitare questo, è importante che quando inoltratoci nel cammino di conoscenza della scienza dello spirito o antroposofia, nasca in noi l’impulso di accogliere secondo le indicazioni di Rudolf Steiner menzionate nei diversi libri di cristologia, l’”Impulso del Cristo”, così come indicato dal vero cristianesimo-rosicruciano nei libri summenzionati.
In merito alle correnti di contrasto occulte sul piano fisico, Sergej O. Prokofieff ne parla  molto a lungo nel suo libro citato, dove appunto possiamo capire quanto lo sviluppo dell’anima cosciente sia contrastato da queste correnti occulte che vogliono far sì che l’evento della seconda venuta del Cristo eterico passi inosservato, cosicché l’umanità non possa incontrare il Cristo e quindi non possa ricevere le giuste forze eteriche in modo che l’anima cosciente possa raggiungere la sua meta nel modo giusto. Prendendo qualche spunto dal suo libro a pag. 257 leggiamo:
«Quando Rudolf Steiner parlò delle più importanti correnti che nel nostro tempo agiscono contro l’evoluzione spirituale dell’umanità e in ultima analisi vogliono “condurre al precipizio la nostra attuale civiltà”, (4) ne nominò tre, che secondo le sue parole ”lavorano … attualmente da grandi punti di vista con reale attenzione alle forze conformanti il mondo” (5) e rappresentano quindi il massimo pericolo per quelle. Queste tre correnti che nell’epoca attuale formano tre diversi aspetti di un impulso centrale del male, sono: certe società segrete occidentali, che determinano molteplici direttive principali della politica mondiale; poi la corrente dei gesuiti che vorrebbe formare la base per la struttura di potere della Chiesa cattolica romana; e il bolscevismo che ha oggi il suo centro in Europa orientale. Tutte e tre le correnti si basano, secondo la loro più profonda essenza, su determinate influenze occulte ed hanno perciò la particolarità che è possibile opporsi alla diffusione dei loro impulsi, basandosi sulle conoscenze occulte che fluiscono direttamente da quelle forze spirituali di luce che vogliono condurre, nel nostro tempo, l’umanità alla realizzazione delle vere mete dell’evoluzione del mondo. Solo così possiamo intendere le parole dell’iniziato cristiano moderno, che oggi solamente la scienza dello spirito orientata antroposoficamente può resistere nel rapporto occulto a queste tre tendenze del male … A questo “confronto” spirituale che abbiamo qui caratterizzato è anche connesso con il fatto che queste tre direzioni occulte del male del nostro tempo, non sono solo correnti che dispongono di queste o di quelle conoscenze esoteriche, bensì di correnti fondate su una determinata forma di iniziazione, anche se questa possa appartenere alla tendenza della “via nera”. (6) In tal caso, un’opposizione occulta può avvenire anche solo con le forze dell’iniziazione, ma di quella opposta, cioè l’iniziazione della “via bianca” come fu presentata esaurientemente da Rudolf Steiner nei suoi libri “L’iniziazione, La scienza occulta” e molti altri libri e conferenze» (Ibidem).
Come possiamo vedere queste tre correnti del male agiscono in modo negativo sullo sviluppo dell’anima cosciente, di cui fanno parte le logge segrete occidentali, cioè quelle “anglofone e americane”, tramite il potere politico e di conseguenza quello economico. La corrente dei gesuiti insieme a quella dell’Opus Dei, nate successivamente una dal religioso spagnolo Ignazio di Loyola (1491-1556) insieme a sei confratelli, cosiddetti “la compagnia di Gesù” nel XVI secolo (1534), e l’altra nel XX secolo (1928) da un sacerdote spagnolo Josemaría Escrivá de Balaguer (1902-1975), che avrebbe avuto l’incarico di fondare l’Opera di Dio da un’ispirazione divina ricevuta durante un ritiro spirituale. Queste due correnti religiose appartenenti alla Chiesa cattolica operano nel trattenere le anime umane a livello dell’anima razionale, ossia a quello sviluppo antico conseguito nel quarto periodo di civiltà greco-romano, cui lo sviluppo della Chiesa romana ha avuto il compito di accompagnare e frenare l’umanità nel non scendere troppo in basso nel materialismo sociale. In merito Rudolf Steiner scrive:

«L’anima cosciente doveva farsi avanti. Roma [la Chiesa cattolica romana] voleva mantenere, e mantiene a tutt’oggi, di fronte all’anima cosciente, quella cultura suggestiva adatta a trattenere gli uomini dal trapasso allo stato dell’anima cosciente, adatta a mantenerli al punto di vista dell’anima razionale o affettiva. Questo è proprio il combattimento che Roma [la Chiesa romana] conduce contro il procedere del mondo, questa Roma che persevera in quanto va bene per l’anima razionale o affettiva, mentre l’umanità vuole progredire verso il suo sviluppo dell’anima cosciente … Infatti in quest’epoca l’uomo deve poggiare su se stesso, deve emanciparsi come “Personalità umana”, deve liberarsi dai vecchi sostegni, non può farsi suggerire le cose cui prestar fede, deve prendere parte attiva all’elaborazione di quello cui deve credere;» ( O.O. 185 pag. 40-41, Lo studio dei sintomi storici).

A fronte di ciò, la Chiesa cattolica romana ha terminato il suo compito  già nel XV secolo con l’inizio dello sviluppo di quella parte più evoluta dell’anima umana cioè l’anima cosciente, essendo questa  come suddetto, in stretta relazione col Sé spirituale superiore, deve trovare la via per ri-unirsi con la sua immagine divina superiore in modo libero senza l’aiuto di autorità coercitive, siano esse istituzionale, religioso o quant’altro, che possano indebolire la sua volontà. Anche qui Rudolf Steiner in una sua conferenza tenuta a Dornach (Svizzera) ci rivela che:

«L’elemento ecclesiastico gerarchico-cultico in cui la romanità si è trasformata nell’affluire verso l’Europa del cattolicesimo romano, è uno degli impulsi che continueranno ad agire come impulsi ritardatari per tutto il quinto periodo postatlantico di civiltà, specialmente durante il suo primo terzo. Potete farvi un calcolo di quanto durerà: sapete già che un periodo postatlantico dura all’incirca 2160 anni, di cu un terzo dura 720 anni. Avete perciò, partendo da circa l’anno 1413, l’azione principale fino al 2133 (1413+720= circa 2133 anni), cosicché gli ultimi flussi della romanità gerarchica dureranno fino addentro al principio del terzo millennio». ( O.O. 174, 15/1/1917).

Infine il popolo russo (definito da Rudolf Steiner, il “popolo di Cristo”) che ha il compito di condurre nel sesto periodo evolutivo (3573 circa) l’umanità verso lo sviluppo del Sé spirituale, è contrastato dalla corrente bolscevica che cerca di trattenere le anime russe nella coscienza dell’anima senziente – razionale cosicché non sia possibile preparare il sesto periodo di “Filadelfia”, cioè il periodo russo-slavo in cui l’umanità riceverà un principio microcosmico del Sé spirituale dal mondo angelico. Occorre dire che dietro queste tre correnti del male operano delle forze spirituali occulte del contrasto, (forze asuriche, arimaniche e luciferiche ) le quali, sono al servizio dello spirito della Forma rimasto indietro in antiche evoluzioni cosmiche  chiamato “Sorat”, cioè la “Bestia apocalittica del male”, il demone solare, l’anticristo che nel mondo del Sole combatte contro il Cristo. Sergej O. Prokofieff  nel suo libro sopra citato approfondisce un insegnamento di Rudolf Steiner, dove  l’anima cosciente (e con essa dobbiamo intendere anche l’Io umano), è posta a un bivio in cui deve decidere dove andare. È una decisione molto importante  cui seguirà il  futuro karmico di tutta l’evoluzione umana in divenire, e  cioè:  salire verso i mondi dello spirito o, discendere inesorabilmente  verso l’”abisso infernale”. L’uomo deve decidere se andare verso l’alto, spinto da un impulso spirituale di conoscere la verità sulla sua origine diventando un vero collaboratore degli Dei del progresso, oppure andare verso il basso legandosi sempre più strettamente alle brame e ai desideri materiali della sua anima senziente che di conseguenza lo porterà verso la bestialità animica.  Qui appunto egli   scrive:
      «Nell’attuale quinto periodo postatlantico dell’anima cosciente, questa è posta da tutto il corso dell’evoluzione del mondo direttamente di fronte a due alternative: una in salita e una in discesa. Essa si trasformerà un giorno, nel corso della sua graduale spiritualizzazione, in un’”anima d’immaginazione” (7) ciò che significa che nell’attuale periodo di cultura si compirà il passaggio dal pensiero astratto, solo intellettuale, dapprima in un pensiero vivente (nel senso goethiano) e più tardi in un pensiero immaginativo o chiaroveggente, (8) quello solo capace di accogliere coscientemente nel susseguente sesto periodo di civiltà, il principio del Sé spirituale che allora discenderà nell’umanità: oppure invece, l’anima cosciente si svilupperà verso il basso, verso una sempre più forte arimanizzazione, in quanto seguirà la sua immanente affinità per il corpo fisico. (9) In quest’ultimo caso avrebbe luogo nella misura della sua arimanizzazione, al posto di uno sviluppo verso il Sé spirituale, un concrescere sempre maggiore dell’anima con il corpo fisico.
In conseguenza di un tale “concrescimento” della più alta parte costitutiva dell’essere umano con il suo involucro più esterno e materiale, si produrrebbe un collegamento diretto tra un’attività estremamente arimanico-astratta del capo e i più rozzi istinti animaleschi delle inferiori parti del corpo, con esclusione del puro elemento umano, come viene alla luce nella zona media, e proprio in ciò consiste, come è già stato dimostrato (cap.16, IV) (10), la mèta occulta del bolscevismo che, se venisse raggiunta, porterebbe a che “la società umana dovrebbe trasformarsi su tutta la Terra in un gregge animale, che può solo pensare raffinatamente”. (11)
Il pensare di ogni membro di questo “gregge animale” conterrebbe allora una quantità quasi sovrumana di senno, che non sarebbe però un senno umano, bensì riempirebbe la sua testa il senno istintivo di una bestia, attraverso la cui sostanza si potrebbero incorporare nell’uomo delle entità arimaniche [mefistofeliche, sataniche], per renderlo ossesso di loro. Tale incorporazione può durare ore, giorni o anni, e l’io individuale dell’uomo si troverebbe, nell’attimo dell’incorporazione, come in una prigionia occulta e verrebbe sempre più fortemente attirato, nei mondi spirituali, nell’obbedienza a quello spirito demoniaco [soratico] servito dall’essere arimanico incorporatosi nei suoi involucri. (12) Per questo, quell’uomo diverrebbe temporaneamente, o magari per tutta la sua vita, un condiscendente strumento degli scopi di tale spirito demoniaco. Ecco perché Rudolf Steiner ebbe a dire, come è stato citato sopra: “Lenin, Trotskij e gente simile sono strumenti di queste potenze arimaniche”. (13) 
E non è tutto. Infatti il sopradescritto concrescimento dell’anima cosciente con il corpo fisico ha per l’uomo un’ ulteriore conseguenza, particolarmente tremenda. Considerandola esteriormente, se ne ha un primo sintomo nel fatto che un tale uomo si trasforma straordinariamente presto in un ateo radicale, in un convinto negatore di Dio. La causa occulta di tale trasformazione consiste nel fatto che l’anima, nella misura in cui concresce con il corpo, è sempre meno in condizione di sperimentare in sé qualcos’altro se non la copia di processi materiali. Questo si dimostra per l’anima stessa come una grave malattia, difficilmente guaribile, che minaccia di mortificare tutte le superiori forze-divino spirituali a lei unite in origine e, conseguenza, minaccia di materializzare l’anima, o più precisamente di arrecarle la “sostanzializzazione” dell’elemento animico. “Malattia della negazione di Dio” Rudolf Steiner ebbe una volta a chiamare tale malattia dell’anima. (14) La più terribile conseguenza di questa malattia della “sostanzializzazione dell’anima” sarebbe che questa correrebbe prima o dopo il pericolo di rimanere unita ai processi puramente materiali del corpo fisico, anche dopo la morte » (pag. 258-59 Ibidem).

Queste parole devono farci riflettere molto a lungo, poiché possiamo constatare che già oggi guardandoci intorno a ciò che accade nell’ambito  sociale, possiamo vedere quest’animalizzazione da parte di alcuni membri fanatici, associati a estremismi religiosi mediorientali, ed anche ad atti crudeli e barbarici che accadono nelle altre parti del mondo occidentale, non sono da meno. Nell’umanità attuale possiamo scorgere i primi sintomi della divisione dell’umanità quale sarà in un futuro non molto lontano, cioè nel sesto periodo di civiltà tra “buoni e cattivi”, in cui la “magia bianca e quella nera” si affronteranno per la salvazione di quella parte dell’umanità, rimasta indietro, con l’aiuto del nuovo Bodhisattva Maitreya.  Egli dovrà allora in quel lontano futuro che possiamo fissare (secondo Rudolf Steiner e alcune profezie di correnti orientali) nel primo terzo della sesto periodo della quinta Epoca, ossia tra circa 2500 anni e cioè nel 4400 circa, vale a dire 5000 anni dopo la venuta e l’Illuminazione del Buddha (600 anni circa a.C.). Il Bodhisattva Maitreya dovrà trovare dei genitori che siano in grado di preparargli un involucro umano adatto alla sua missione e scendere per un incarnazione completa sul piano fisico, realizzando la “Dottrina” rivelata attraverso i suoi messaggeri umani nell’arco dei cinquemila anni come successore del grande Buddha Gautama, in modo da conseguire l’Illuminazione spirituale come fu per il suo predecessore; cosicché anch’egli possa elevarsi alla dignità di nuovo Buddha celeste umano, quale messaggero e servitore del Cristo.

Collegno 3 aprile 2019                                                                               Antonio Coscia

Sopra: Parco Giardino Sigurtà, (Garda)

Note  Integrative

1    L’anima senziente, insieme all’anima razionale e cosciente, forma l’anima inferiore umana tramite cui si manifesta l’Io inferiore, la cui maggiore manifestazione è nell’anima cosciente. L’ anima senziente è quella parte dell’anima che accoglie le sensazioni dal mondo esterno tramite cui sorgono nell’Io le brame, i desideri che egli cerca poi di soddisfare. Essa è strettamente unita al corpo senziente (il corpo che riceviamo insieme al corpo fisico e al corpo eterico, come eredità dei nostri genitori e dove si manifesta quella parte più caratteriale dei nostri antenati), per questo è chiamato anche “corpo astrale”. Maggiori approfondimenti sono possibili nel libro “Teosofia”.

2     Lo sviluppo dell’evoluzione umana avviene attraverso sette stati di coscienza cosmici i quali sono suddivisi in altri sottostati di coscienza, di vita, di forma, di epoche e di periodi di epoche. Per cui nel nostro caso prendendo come esame le “Epoche” diciamo che: uno stato di coscienza è formato da sette stati di vita, di cui uno stato di vita è formato da sette stati di forma e uno stato di forma a sua volta, è formato da sette Epoche. Noi siamo dunque nella quinta Epoca, chiamata “Epoca Postatlantica”; la prima fu l’Epoca Polare, la seconda l’Epoca Iperborea, la terza l’Epoca Lemurica e la quarta l’Epoca Atlantica; in avvenire ci saranno ancora la sesta e la settima Epoca, dopodiché la Terra si evolverà in un astrale più perfetto verso altri stati di coscienza superiori.

3    Arimane (Satana o Mefistofele) è una divinità dell’ostacolo rimasta indietro nel secondo “Eone” o stato di coscienza cosmico, chiamato antico “Sole”. In quell’antico stato di coscienza gli Arcangeli completavano il loro perfezionamento umano, per cui alcuni di essi non riuscirono a perfezionarsi restando indietro non solo nel secondo stato di coscienza, ma anche nel terzo eone cosmico chiamato “antica Luna”.

Note tratte dal libro citato di Sergej  O. Prokofieff

4    Vedi O.O. 197, 13/6/1920

5     Id.

6     Vedi O.O. 10, “L’Iniziazione”: “Vita e morte. Il grande Guardiano della soglia” (EA 1988).

7      Vedi O.O.145, 29/3/1913,  (Lo sviluppo occulto dell’uomo nelle sue quattro parti costitutive), (EA 1986).

8    Vedi O.O. 130, 18/11/1911.

9    Vedi le conferenze del 7 e 9/6/1910 (O:O. 121)

10   Vedi pag. 211 del libro di Sergej O. Prokofieff : “ Le sorgenti spirituali dell’Europa Orientale e i futuri misteri del Santo Gral.

11   Vedi nota 4 e la conferenza del 15/7/1923, (Rivista Antroposofia del 1950/34).

12    Vedi O.O. 199,7/8/1920

13     Vedi nota 3

14      Vedi O.O. 182, 16/10/1918 (Riv. Antroposofia 1948/66)

Il Libro quale Maestro moderno e l’Essere Antroposofia III

Raffaello, disputa del sacramento nella stanza della Segnatura, Vaticano

“Molte cose ho da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando però verrà lo Spirito di Verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve lo annunzierà” (Gv 16,12-14).La vita divina (II)

3.La via divina II

 Perciò a fronte di ciò che si è detto finora, per “religione divina”, è da ritenersi una possibilità nuova, moderna, libera, che più si addice al nostro periodo evolutivo attuale, tramite cui l’uomo moderno se vuole, può accogliere delle nuove forze spirituali di conoscenza, nel pieno rispetto della sua volontà. Questo è dato dall’Antroposofia quale corrente spirituale areligiosa cui, può essere conquistato e realizzato dall’uomo moderno tramite questa nuova via iniziatica attuale rosacrociana, libera da qualsiasi forma di dogmatismo e fanatismo religioso (che ancora si riversa come ignoranza spirituale nella gran parte di correnti religiose moderne) la via al proprio Sé divino, perseverando con sincera dedizione e venerazione al proprio “dio interiore”, attraverso un vero risveglio spirituale. È la via verso quel dio-umano interiore che, sia la scienza materialista, sia la teologia moderna, nega l’esistenza spirituale quale nucleo originario dell’Entità umana da quando la chiesa romana del nono secolo, confutò la tricotomia paoliniana, riducendo l’uomo a una sorta di animale superiore negando la sua vera essenza spirituale, cioè lo spirito (Pneuma). Questa confutazione dello spirito umano avvenne come già accennato durante il concilio di Costantinopoli del nono secolo, dove in breve fu deciso che l’uomo è formato da un corpo e da un’anima, la quale si caratterizza in due aspetti di cui: uno “razionale” rivolto più al mondo esteriore naturale, e l’altro “intellettuale” rivolto più al mondo interiore animico – spirituale. Per meglio dire, i teologi dell’ottavo concilio costantinopolitano  non poterono più concepire a causa del loro offuscamento spirituale arimanico che l’uomo sussista di due anime com’era uso credere da parte di diversi filosofi antichi greci e gnostici religiosi dei primi secoli dell’avvento del cristianesimo. Vale a dire l’anima inferiore che è presente nell’uomo sulla Terra a causa della caduta originaria di Adamo dal paradiso terrestre dovuto alla tentazione di Lucifero, e l’anima superiore quale immagine divina creata da Yahve (Adamo celeste) trattenuta dagli Dei nel mondo spirituale prima della tentazione del serpente luciferico, cui Paolo chiama l’ultimo Adamo. Queste due anime furono di nuovo congiunte dal Cristo durante l’evento del Golgotha, nell’uomo Gesù di Nazareth, laddove nel vangelo di Luca l’Angelo dice a Maria che concepirà un figlio grazie all’adombramento dello Spirito Santo che scenderà su di lei e di cui, sarà chiamato “Figlio di Dio” (Lc 1,35).  In questo si realizzò la volontà divina cui l’umanità venne poi redenta dal sacrificio del “Figlio”, ossia dell’Altissimo Dio solare che chiamiamo Cristo. Ciò alfine di riscattare il “peccato originario” voluto dagli Dei della prima gerarchia superiore cioè i Troni, Cherubini e Serafini, (i “Signori” del karma prima che fosse avocato al Cristo nel XX secolo), cosicché l’uomo potesse sviluppare una coscienza autonoma e libera attraverso l’impulso del vero amore cosmico universale quale meta dell’umanità terrena, cui si realizzò in “primis” in Gesù di Nazareth, quale archetipo dell’umanità.   

I teologi costantiniani non si avvidero dell’errore cui la loro confutazione paoliniana avrebbe portato inevitabilmente come effetto nel futuro sociale lo sviluppo di una scienza materialista che, avrebbe sì dato all’uomo la possibilità di sviluppare una coscienza autonoma e libera, ma anche quello di indurre uomini all’ateismo e all’apostasia religiosa e, a staccarsi di conseguenza, dalla sua origine spirituale divina. Per cui essendo la loro coscienza, come suddetto, offuscata dalle forze mefistofeliche, non si avvidero che in tal modo confutarono e negarono loro stessi quali custodi e discepoli del principio spirituale dell’Impulso del Cristo 12 scaturito dall’evento del Golgotha, ossia il principio spirituale dell’Io sono nell’uomo! Per meglio dire, nella mentalità religiosa del popolo romano, dal IX secolo in poi, fu dichiarato eretico credere a quella parte degli scritti di S. Paolo dove nella prima lettera ai Tessalonicesi, è menzionato l’uomo tripartito costituito da corpo, anima e spirito; dove appunto per spirito, è da ritenersi quella parte spirituale superiore dell’uomo individuale che s’incarna in ogni vita. Occorre però dire che questa individualità superiore umana non scende fino al livello terreno, ma riflette la sua immagine nel corpo materno. Dopo avere accompagnato verso l’incarnazione terrena l’uomo inferiore  attraverso le sfere planetarie fino alle porte della Luna e, dopo che ha unito l’anima umana al germe materno, egli si ritira di nuovo nella sfera solare la sua patria Celeste, da dove ispira e guida l’io umano ancora incosciente, verso il suo destino terreno. Con ciò si vuole asserire che il nostro “io terreno” non è il vero Io, ma è soltanto un’immagine imperfetta che l’Io superiore riflette nel nostro corpo astrale inferiore, quale sintesi di tutte le personalità umane assunte e vissute sulla Terra insieme alle facoltà morali conquistate durante le esperienze terrene cui manifestiamo in ogni vita, come qualità animiche-spirituali attraverso la nuova personalità inferiore umana.   

Nel libro “Teosofia” sono menzionati i due “Io umani” (concetti a volte un po’ difficili da afferrare per chi si avvicina per la prima volta alla conoscenza antroposofica), dove Rudolf Steiner parla della formazione della natura spirituale superiore e inferiore dell’essere dell’uomo. Occorre rileggere diverse volte questi brani di lettura, come per altri, scritti  appositamente  da Rudolf Steiner nei quattro libri principali della Scienza dello Spirito o antroposofia, per fare in modo che l’allievo impegni il suo pensiero in modo energico  alfine che  venga rafforzato il suo pensare intellettivo immaginativo. Pertanto, nello scritto che segue ed estrapolato dal libro citato, Rudolf Steiner dice che lo Spirito divino forma l’Io superiore dall’interno verso l’esterno, mentre le forze e le rappresentazioni immaginative del mondo naturale dei quattro regni minerale, vegetale, animale e umano, formano l’io inferiore dall’esterno verso l’interno.  In merito appunto a pagina 40 leggiamo:

«L’io vive nell’anima. Sebbene la più alta manifestazione dell’”io” sia parte dell’anima cosciente, va tuttavia detto che, irradiando da questa, l’io pervade tutta l’anima, e attraverso di lei agisce nel corpo. Nell’”io” è vivente lo spirito. Lo spirito s’irradia nell’”io” e vive in esso come nel suo “involucro”, allo stesso modo con cui l’io vive nel corpo e nell’anima come nei suoi “involucri”. Lo spirito forma l’io [l’Io superiore] dall’interno all’esterno; il mondo minerale lo forma dall’esterno all’interno, [l’io inferiore]. Alla spiritualità formatrice dell’”io”, e vivente quale “io” [ l’Io superiore], daremo il nome di Sé spirituale, poiché si manifesta come “io” o “sé” dell’uomo [ossia come nel mondo fisico indichiamo l’anima umana sé inferiore, così nel mondo spirituale indichiamo l’anima superiore Sé spirituale]» (Ibidem).

Per capire quest’aspetto occorre avere ben presente la costituzione della natura corporea, animica e spirituale dell’uomo, che per meglio capire le parole di Rudolf Steiner, diamo una sintesi schematica nelle tavole seguenti così come descritta in Teosofia. Come possiamo vedere dalle due tabelle che seguono, l’uomo è formato da un “Corpo” cui viene diviso a sua volta in “corpo fisico, corpo eterico e corpo senziente”, che sono quelli che ereditiamo dai genitori e dai nostri antenati. Siamo poi formati da un’”Anima” dove l’Io inferiore ha lavorato per diverso tempo in modo incosciente, per perfezionare e organizzare il corpo astrale in anima senziente, anima razionale e anima cosciente. Pertanto,  è attualmente cosciente solo nell’anima razionale, la quale forma il nucleo dell’io terreno e dove l’uomo si autoconosce come “coscienza dell’io”. Attraverso questa coscienza dell’io, chi in modo incosciente e chi tramite un lavoro esoterico più cosciente, l’io umano  lavora allo sviluppo dell’anima cosciente, purificando e perfezionando maggiormente il corpo astrale dalle brame, dai desideri, dalle passioni, e particolarmente dal proprio egoismo, giacché l’anima cosciente rappresenta la sintesi, la parte più pura ed elevata del nocciolo inferiore umano. Essa difatti, è strettamente congiunta al Sé spirituale ed è quella parte che appunto il Cristo generò come “Figlio dell’uomo” in Gesù di Nazareth, durante il battesimo di Giovanni. Inoltre, vediamo che l’uomo è formato da uno “Spirito” che a sua volta Rudolf Steiner divide in Sé spirituale (Manas), spirito Vitale (Buddhi) e Uomo spirito (Atma); cui l’Io superiore è presente nel “sé spirituale”, da dove opera attraverso l’anima cosciente e quindi inconsciamente guida l’uomo inferiore verso il suo destino karmico.

(Per un maggiore chiarimento occorre leggere molto attentamente il libro “Teosofia” e anche le prime pagine della “Scienza Occulta). Ricapitolando nelle seguenti tavole schematiche (Tav. 1 e 2) quello che abbiamo accennato, diciamo che l’uomo visto chiaroveggentemente da Rudolf Steiner, è così costituito:

A quest’aspetto schematico Rudolf Steiner ne aggiunge un altro settemplice, spiegando che poiché il corpo senziente (c) e l’anima senziente (d), sono della stessa sostanza animica senziente, vengono riuniti in una stessa unità astrale; lo stesso dicasi per l’anima cosciente (d) e il sé spirituale (g), essendo questi della stessa sostanza animica spirituale; per cui egli suddivide l’uomo in modo settemplice, ossia:

      Come possiamo vedere l’anima cosciente è l’anello che si apre da una parte col mondo esterno tramite l’anima razionale e l’anima senziente, e  dall’altra, col mondo divino tramite il sé spirituale. Pertanto, l’anima cosciente (dove l’io umano ha origine  e da dove maggiormente si manifesta nei corpi inferiori), assume di conseguenza un ruolo primario nell’evoluzione attuale, poiché l’uomo può scendere di livello spirituale e di conseguenza morale per colpa del materialismo scientifico moderno in tutto il suo genere filosofico, religioso e culturale. Perciò, essendo l’anima cosciente legata all’anima razionale, viene da questa trascinata in basso a causa delle brame, desideri e passioni che nascono nell’anima senziente cui l’io inferiore non ha purificato e sviluppato abbastanza forze morali, per cui, viene sedotto dagli esseri luciferici e arimanici che lo attraggono inevitabilmente verso il basso, nell’animalità sensuale bestiale.  (Vedi in merito la conferenza di Zurigo del 9 ottobre 1918, O.O.182, “Che cosa fa l’angelo nel nostro corpo astrale”, Ed. Antroposofica Milano). Occorre quindi che l’anima cosciente (cioè l’io umano) badi a cautelarsi verso queste forze tentatrici demoniache che tendono a irretirla e portarla verso il basso della scala evolutiva morale, affinché non arrivi a realizzare la sua divinizzazione e quindi il ritorno e l’unione col “Padre Celeste”. Può farlo soltanto compenetrandosi della forza dell’Impulso del Cristo scaturito dall’evento del Golgotha, così come riportato dai vangeli del nuovo testamento e interpretati dalla Scienza antroposofica. Solo attraverso l’Antroposofia possiamo prendere coscienza delle divinità dell’ostacolo che operano attualmente nella nostra evoluzione storica – umana come correnti distruttrici e ostacolatrici dell’uomo, le quali sono a loro volta strumenti del male al servizio della “Bestia Apocalittica” menzionata da Giovanni nel libro dell’Apocalisse, e che conosciamo col nome di “Sorat”, cioè l’anticristo dell’Altissimo Dio solare. Il compito dell’io umano, dunque, nel nostro periodo evolutivo è quello di sviluppare l’anima cosciente attraverso la quale come abbiamo visto, può prendere coscienza della sua immagine divina superiore o sé spirituale, tramite cui può unirsi non solo al suo Io superiore, ma anche al “vero Io”13, ossia potrà prendere coscienza del motto paoliniano: “Non Io ma il Cristo in me” (Gal. 2,20).  Volendo chiarirci la differenza tra l’anima cosciente e il Sé spirituale nel libro Teosofia leggiamo:

 “Mentre l’anima cosciente nell’osservare la natura delle cose nel mondo fisico tocca la verità indipendentemente da qualsiasi simpatia o antipatia esistente in sé, il sé spirituale porta in sé la medesima verità ma accolta e abbracciata dall’io [dall’Io superiore], da esso individualizzata e assunta nell’essere autonomo [anima cosciente] dell’uomo. Poiché la verità eterna si è in tal modo individualizzata e congiunta in un medesimo essere con l’io, l’”io” stesso [l’Io inferiore], consegue l’eternità ( Teosofia pag. 40). 

 Possiamo cercare di interpretare queste parole affermando che la verità è una, e non può essere che una qual è abbracciata dall’Io superiore quale sintesi della verità che le due anime accolgono dal mondo spirituale (il Sé superiore) e dal mondo materiale (il sé inferiore). L’uomo tocca la verità insita nel mondo naturale esterno attraverso l’anima cosciente ma non può individualizzarla in sé, giacché la verità nel nostro mondo, è un immagine-oggettiva astratta dietro di cui opera l’agire di un “essere pensiero” che è la manifestazione nel mondo astrale di un archetipo divino che opera dal mondo spirituale. Quando l’anima cosciente o, il pensiero intellettivo immaginativo cosciente accoglie in sé la verità della rosa, unisce a sé l’essere pensiero della rosa che congiunge poi all’archetipo spirituale superiore, cioè alla stessa verità o “pensiero-immagine” divino della rosa accolta dal Sé spirituale, cui l’Io superiore congiunge e individualizza in sé rendendo così libera e autonoma la verità nell’anima cosciente. Poiché la verità ha un’esistenza eterna ed essendo stata accolta dall’Io superiore, l’io inferiore che è legato all’io superiore attraverso l’anima cosciente, consegue di conseguenza anch’esso l’eternità dell’anima. Per meglio dire, essendo l’anima cosciente unita al corpo astrale purificato del Sé spirituale dove opera anche l’Io superiore, quale conseguenza accoglie in sé il riflesso astrale della verità individualizzata e divenuta autonoma nell’io inferiore. Ciò  farà sì che dopo la morte l’anima umana e lo stesso io terreno, non si estinguano, ma continuino la loro esistenza congiunti con l’Io superiore fino alla mezzanotte cosmica, laddove dopo essersi questi congiunto col “Vero Io” umano, inizia la discesa per una nuova incarnazione terrena assumendo una nuova Personalità umana, quale sintesi del vecchio io terreno. 

 Possiamo quindi ancora aggiungere dicendo che, quanto più l’anima umana (anima cosciente) si compenetra di verità e saggezza attraverso la sua esperienza terrena, tanti più frutti l’io inferiore potrà offrire al suo Io superiore, che tenderà a elevarsi e a espandersi sempre più nel mondo spirituale in modo da accogliere maggiormente a dei gradini superiori, la verità e la saggezza dallo Spirito cosmico universale. Questo ingrandirsi maggiormente nel mondo spirituale, darà la possibilità all’io inferiore di conquistare quelle facoltà che potranno dargli la forza attraverso le esperienze terrene di elevarsi a stati di coscienza superiori in grado di ri-unirsi come suddetto, non solo con l’Io superiore, ma anche con il “Vero Io” del Cristo. (3. Continua)

Collegno 1 giugno 2013                                               Antonio Coscia

 Agg. Marzo  2016 –  Settembre 2020

Note   Integrative

12    L’Impulso del Cristo è un tema molto complesso e profondo poiché riguarda diversi aspetti sia nell’ambito dell’evoluzione della Terra che in quello dell’anima umana, per cui qui in una nota non possiamo che limitarci a dare un chiarimento sintetico alle persone che non hanno ancora avuto modo di approfondire i misteri del cristianesimo esoterico secondo la concezione antroposofica.  Possiamo dire che l’Altissima Entità solare del nostro universo, nell’udire il lamento di sofferenza e di dolore provenire dalla Terra,  mosso a compassione lasciò il Sole per venire in soccorso di noi uomini. Fu per  il Cristo  un puro atto libero d’amore universale e un sacrificio infinito, in quanto dovette abbandonare un’altissima dimensione spirituale e scendere comprimendosi sempre più, per entrare nell’angusta corporeità di uno degli uomini più evoluti della Terra, vale a dire l’uomo Gesù di Nazareth dietro la cui Personalità umana si celava il grande Zarathustra, uno dei più alti iniziati solari e discepolo del Cristo, oggi conosciuto come «Maestro Gesù». Questa Sua discesa da mondi infiniti dello spirito fu per la Terra e per gli uomini, un’esperienza nuova e nello stesso tempo stravolgente, in quanto per la prima volta un «impulso divino» attraversava l’esperienza della morte umana, per ridurre il potere di Arimane sulla paura che incuteva agli uomini del quarto periodo di cultura greco-romano, nell’attraversare la porta della morte. Questo impulso divino spirituale generato dall’azione del Cristo nella Sua discesa e incorporazione in un corpo umano,  divenne visibile e oggettivo come menzionato dall’evangelista Marco nel suo Vangelo, dove egli racconta che quando i soldati romani arrestano Gesù nel giardino dei Getsemani, grazie al tradimento di Giuda, era presente un  giovinetto avvolto in un lenzuolo che seguiva Gesù da distante cui  i soldati romani  cercano invano di prenderlo, ma riuscendo  solo a togliergli di dosso il lenzuolo lasciandolo nudo. Nel vangelo di Marco leggiamo: “Un giovane lo seguiva, coperto soltanto con un lenzuolo, e lo afferrarono;  ma egli, lasciando andare il lenzuolo, se ne fuggì nudo”  (Mc 14,51-52). Rudolf Steiner dice che questo giovane rimasto nudo è l’Impulso del Cristo; è come dire un archetipo spirituale, un “Entità-Io superiore” dell’umanità, il quale essendo rimasto nudo deve essere rivestito dagli uomini. Come ogni “Io” ha bisogno di essere rivestito di un corpo astrale, un corpo eterico e un corpo fisico, anche l’Impulso dell’Io del Cristo deve essere rivestito da questi tre elementi spirituali cosmici in modo da essere compenetrato dal Vero Io cosmico del Cristo, cosicché   l’umanità possa  superare le catastrofi future; cioè quella alla fine della nostra quinta Epoca (la guerra di tutti contro tutti); la seconda, alla fine della sesta Epoca dei sette suggelli e la terza, alla fine della settima Epoca delle sette trombe (vedi nota 36 Tav.1). Riassumendo possiamo dire che l’Impulso del Cristo è l’impulso dell’Io scaturito dall’evento del Golgotha che l’umanità  deve rivestire di un corpo astrale, un corpo eterico e un corpo fisico,  in modo da superare le prove future  cui secondo le indicazioni di Rudolf Steiner l’uomo può sviluppare attraverso:

aCorpo Astrale  =  con lo sviluppo delle forze  di “fiducia, di vera fede e di meraviglia”.

bCorpo eterico  =  con lo sviluppo  di “vero amore e dedizione verso gli altri”.

cCorpo fisico    =  con lo  sviluppo  della “coscienza morale” Fede, fiducia e meraviglia; aiutare il prossimo con vero amore e dedizione; e sviluppo della coscienza morale, sono le virtù animiche spirituali che dobbiamo sviluppare per rivestire l’Impulso del Cristo quale «Archetipo spirituale» della futura umanità, che potrà essere salvata e superare le prove finali col male e con la magia nera delle entità degli ostacoli, in un futuro ancora remoto ma che comunque occorre già preparare ora, dal nostro quinto periodo di cultura (vedi L’impulso del Cristo e l’impulso dell’uomo – Pensieri Antroposofici dell’Anima).  

13    Al di sopra dell’ «Io superiore», Rudolf Steiner ci svela l’esistenza di un «Io» ancora più superiore che possiamo definire un «Entità superspirituale» il quale, è il «vero nocciolo» di tutto l’essere umano e che la Scienza antroposofica chiama, “vero Io o Scintilla divina”. Rudolf Steiner menziona pochissime volte questa parte costitutiva umana, difatti ne parla soltanto in una conferenza tenuta a Bologna e in alcune pagine del libro «Sulla Via Dell’Iniziazione», dove alla fine sintetizza il concetto del vero Io in questo modo: «L’uomo porta in sé un “vero Io” che appartiene a un mondo sopraspirituale. Nel mondo dei sensi [fisico] questo “vero Io” è come nascosto dalle esperienze del pensare, del sentire e del volere [che l’uomo fa durante la sua vita terrena]. Perfino ancora nel mondo spirituale l’uomo acquista coscienza di questo “vero Io” soltanto estirpando in sé i ricordi di quanto può sperimentare mediante il suo pensare, sentire e volere». (Sulla via dell’Iniziazione O.O. n.12 – La soglia del mondo spirituale, pag. 190 -194).