La nuova comunità di Filadelfia e il sesto periodo di cultura quale avvento del Sé spirituale VIII

        382px-Rublev_Saint_Paul      E Gesù rispose: «O generazione incredula e perversa! Fino a quando starò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatemelo qui».  E Gesù gli parlò minacciosamente, e il demonio uscì da lui e da quel momento il ragazzo fu guarito. Allora i discepoli, accostatisi a Gesù in disparte, gli chiesero: «Perché noi non abbiamo potuto scacciarlo?».  Ed egli rispose: «Per la vostra poca fede. In verità vi dico: se avrete fede pari a un granellino di senapa, potrete dire a questo monte: spostati da qui a là, ed esso si sposterà, e niente vi sarà impossibile.  ( Mt 17,17-20)                                                                                       

 8.

Il numero della Bestia e le quattro virtù di S. Paolo II

        Dobbiamo perciò imparare a distinguerli e a dominarli con la sola forza spirituale che può aiutarci e che conosciamo, cioè l’«Impulso del Cristo», il solo che può aiutarci a purificare e a trasformare i nostri istinti più bassi, il nostro egoismo arrogante e presuntuoso, cui a volte ci spinge a compiere il male che non vorremmo fare, e di conseguenza ci dissocia dagli altri allontanandoci così dagli intenti degli Angeli cui abbiamo menzionato il loro agire nel nostro corpo astrale, e cioè:

a) Creare una fratellanza universale nell’ambito della società umana del terzo millennio.

Questa fratellanza umana possiamo crearla, se ognuno di noi riesce a coltivare intensamente la pace interiore nella propria anima, per poi diffonderla  nella comunità terrena creando così una vera fraternità tra gli uomini.

b) Realizzare la libertà religiosa in ogni singolo Essere umano.

Questa libertà religiosa potrà essere realizzata nell’ambito della comunità umana, se sappiamo sviluppare in noi, un vero sentimento per la giustizia sociale. Questo vuol dire imparare a evitare la critica e il giudizio negativo che molto spesso è dovuto alla nostra arroganza e presunzione di volerci mettere sempre al di sopra degli altri, cercando invece, di trovare in ognuno una parte migliore che certamente possiede, altrimenti non sarebbe possibile la sua esistenza in questo mondo. Ciò non vuol dire evitare di esimerci da qualsiasi giudizio, ma dovendolo fare occorre aver sviluppato in noi prima di tutto una certa forza morale, con la quale poter esercitare il giusto giudizio che può scaturire solo dall’imparare a discernere le azioni buone da quelle malvagie. Ad ogni modo in questo secondo impulso in cui siamo ispirati dall’Angelo di realizzare la libertà religiosa in ogni singolo uomo, occorre andare oltre la forma corporea (e questo possiamo farlo se ci asteniamo dalla critica e dal giudizio avventato) cercando di sintonizzarci nell’anima altrui per trovare in lui, quel quid divino cui siamo legati dal vincolo divino originario prima della tentazione del serpente luciferico che ci oscurò e ci divise dal consesso divino, facendoci scendere da una  dimensione luminosa in una dimensione più buia e materiale. In merito Rudolf Steiner scrive:

     «Dovremmo andare incontro a ogni uomo col senso ben formato che in lui, attraverso la carne e il sangue, si manifesta un che di divino proveniente dai fondamenti divini del mondo. Concepire l’uomo come un’immagine che si manifesta nel mondo spirituale, concepirlo in modo siffatto, quanto più seriamente è possibile, quanto più fortemente è possibile, quanto più intelligibilmente è possibile, questo è contenuto nelle ispirazioni immaginative degli Angeli, [nell’uomo]» O.O.182, pag. 16).

c) Infine, stimolare la spiritualità nell’uomo attraverso il pensiero, in modo che superando l’abisso interiore animico, arrivi all’esperienza dello spirito.

Solo attraverso il pensiero intellettuale purificato ed elevato a un pensiero puro d’immagine, cioè alla coscienza immaginativa, possiamo superare l’abisso del nostro «doppio» interiore negativo o «Doppelgänger» e unirci alla vita divina dello spirito cosmico. Si potrebbe obiettare che anche con un sentimento puro possiamo unirci alla vita divina, ma in realtà però, non è la stessa cosa, in quanto solo col pensare l’uomo crea la coscienza individuale riconoscendosi come un individuo a sé, distinguendosi e unendosi a Dio senza perdere la coscienza dell’Io. Diversamente l’uomo che si elevi al divino solo attraverso il puro sentimento umano,  tende ad annullarsi e a disciogliersi nella vita divina similmente a una goccia che si unisca al mare infinito. Per questo occorre accogliere e compenetrarci della conoscenza esoterica superiore concessaci dai Maestri iniziati rosacruciani e i bodhisattva discepoli del Cristo, che in ogni secolo si manifestano in mezzo agli uomini con nuove rivelazioni spirituali tramite cui possiamo trovare la via che conduce al mondo spirituale. La Scienza dello Spirito o antroposofia, è una nuova rivelazione rosicruciana con la quale, l’uomo può penetrare col pensiero (attraverso la lettura dei contenuti della Scienza antroposofica o anche tramite gli esercizi spirituali in essa contenuti) nel mondo spirituale, ove può trovare la verità sulla sua origine divina.

Fratellanza nei corpi, libertà religiosa nell’anima e verità nello spirito, sono i tre principali impulsi che gli Angeli ispirano negli uomini affinché possa realizzarsi nel futuro di questo terzo millennio, la nuova comunità di Filadelfia fondata su di una vera fratellanza umana, attraverso cui trova la sua realizzazione anche il motto rosicruciano: «Libertà, uguaglianza e fratellanza», ossia libertà nello spirito (la verità vi farà liberi), uguaglianza nell’anima (siamo tutti uguali di fronte a Dio) e fratellanza nei corpi (veniamo tutti da una stessa origine).

       Se questi tre impulsi ispirati dagli Angeli, ossia: «La Fraternità nei corpi, la libertà religiosa per l’anima e la Scienza dello spirito per lo spirito»,  non verranno accolti sul piano cosciente dagli uomini e realizzati nell’ambito animico-spirituale, sia nella nostra  coscienza individuale sia sul piano sociale, allora gli Angeli ispireranno queste tre virtù morali nel nostro corpo eterico  durante il sonno, quando con il nostro Io terreno e con il nostro corpo astrale siamo fuori durante la notte nel mondo spirituale. Ciò comporterà però che avendo accolto in modo incosciente nel corpo eterico l’ispirazione dell’Angelo, al mattino possa emergere  dalla  nostra parte subcosciente una forza contraria che tenderà a farci sprofondare nella parte istintuale della sfera sessuale, con un atteggiamento immorale che potrà accompagnarsi a delle  manifestazioni  di  stati patologici  perniciosi. Per cui S. Paolo nella lettera agli Efesini (6,14-15-16), dà dei consigli di come cautelarsi contro questi quattro aspetti maligni rivestendosi con l’armatura di Dio attraverso lo sviluppo di alcune virtù che gli efesini cristiani di allora, così come i cristiani di oggi, devono realizzare come forze  morali nella loro anima, e cioè:

a)  «La prima è la virtù della veracità, con la quale è rivolto l’atteggiamento da tenere nella vita fisico-sensibile quale comportamento verace nei confronti della conoscenza e in modo particolare nella via esoterica moderna che, secondo Rudolf Steiner, è il primo comandamento essenziale da tenere come atteggiamento animico nei confronti della ricerca della verità» (14).

b) «La seconda è rivestirsi della corazza della giustizia, con la quale l’uomo deve cercare di vivere in armonia con l’esistenza superiore delle leggi eterne del cosmo eterico quali si rispecchiano nel suo corpo eterico» (14).

c) «La terza qualità morale che deve conquistare l’uomo è di avere la forza di diffondere con zelo tra gli uomini il vangelo della pace, quale messaggio derivante dagli Angeli» (15).

Questa terza qualità, Sergei O. Prokofieff nel libro menzionato nella nota 23, la riferisce al corpo astrale (così come la prima qualità al corpo fisico e la seconda, al corpo eterico) ove egli dice: «Queste parole si riferiscono al corpo astrale, nel quale si creano sempre di nuovo le ondate di simpatia e antipatia, varie forze d’inquietudine sino alla ribellione, la propensione alla critica e alla smania di litigare. Queste devono essere trasformate nella “disponibilità di diffondere la pace”» (pag. 368).

d) Infine, Paolo aggiunge una quarta virtù dicendo: «Tenete sempre in mano lo scudo della fede, con il quale potete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno, (16)».

Qui Sergei O. Prokofieff mette in relazione la virtù della fede con l’Io terrestre il quale deve rivestirsi dello «scudo della fede» (pag. 369 Ibidem).

       Essere saldi nella fede! In quella fede che è sempre stata una delle più alte virtù che, l’uomo possa conquistare quale fiducia in se stesso e in quelle Personalità umane di altissima elevazione morale. La fede quale virtù dell’anima che il Cristo chiedeva ai malati per essere sanati nell’anima e nel corpo, tanto che Egli poté esprimerla nella massima cristiana: «In verità io vi dico: se avrete fede pari a un granello di senape, direte a questo monte: «Spostati da qui a là», ed esso si sposterà, e nulla vi sarà impossibile»; Mt 17,20.  ( 8. Continua )

Collegno giugno  2017                                                     Antonio  Coscia

Agg. e corr. luglio 2018

 Sopra: Andrej Rublëv, Icona di san Paolo (1407 circa, , Galleria Tret’jakov,  Mosca)

 

 

 

La nuova comunità di Filadelfia e il sesto periodo di cultura quale avvento del Sé spirituale VII

William-Blake-Il-Numero-della-Bestia-è-666

William Blake – Il numero della Bestia è 666 (1805-1810)

       «Il bene non sarebbe un sì grande bene, se esso non crescesse mediante il superamento del male.  L’ amore non sarebbe così intenso se non divenisse un amore talmente grande da vincere persino la bruttezza nel viso degli uomini cattivi. Questo vien preparato già prima e agli allievi (del manicheismo) viene detto: “ Non dovete credere che il male non abbia la sua giustificazione nel piano della creazione; vi è compreso, affinché attraverso di esso esista una volta il grande bene”».                                 Rudolf Steiner   (O.O. 104, 25.6.1908). 

  7. Il numero  della Bestia e le quattro virtù di S. Paolo I

Ricapitolando brevemente quello che abbiamo detto finora, dovrebbe esserci chiaro che stiamo vivendo una particolare esperienza in questo nostro quinto periodo di cultura della quinta Epoca Postatlantica, ove l’uomo è messo di fronte a una scelta, e cioè: salire verso l’alto nel mondo spirituale come uomo divinizzato, o restare indietro nell’evoluzione terrena con la probabilità di essere afferrato e sedotto dalle forze dell’ostacolo e in modo particolare dalle forze soratiche del male rappresentate dalle Entità asuriche che cercheranno di cancellare i ricordi dall’Io, umano. L’uomo può evitare tutto questo se si lascia ispirare dagli spiriti buoni che cercano attraverso una sempre maggiore divulgazione della conoscenza, di risvegliare la coscienza umana allo sviluppo non solo della vita esteriore materiale ma nello stesso tempo, anche a uno sviluppo morale interiore della vita dell’anima, dando nello stesso tempo all’io umano la possibilità di unirsi non solo al suo Io superiore, ma anche al Vero Io attraverso il corpo di resurrezione del Cristo. Ciò è possibile realizzarlo, se accogliamo e ci compenetriamo sempre più innanzitutto dell’Impulso del Cristo, tramite il quale possiamo risvegliare in noi la coscienza del Cristo, cosicché possa esserci dato quell’aiuto che può accendere in noi quel giusto calore (menzionato nella nota 24) che occorre avere per accogliere e unirci al calore e alla luce spirituale del Suo corpo Glorioso di risurrezione, alfine che il nostro Vero Io possa rivestirsi di questo corpo incorruttibile macrocosmico spirituale per continuare nei futuri eoni o stati di coscienza, l’esperienza divina umana su dei piani più alti di coscienza.

A questi tre impulsi morali angelici, si contrappongono non solo i tre impulsi negativi delle tre correnti dell’ostacolo, ma anche l’impulso negativo determinato dall’Angelo nel corpo astrale quando esso risulta inascoltato sul piano cosciente di ogni individuo umano, come sopra menzionato. Perciò l’anima umana nel suo divenire di autocoscienza divina sarà sempre più contrastata dalle  entità luciferiche, arimaniche e asuriche, le cui ultime con sempre più maggiore intensità si insinueranno nel corpo fisico (nella parte corporea – eterica) e nell’Io umano obnubilando la coscienza e i ricordi dell’esperienza umana. Le entità asuriche sono entrate nell’evoluzione soltanto da poco tempo, cioè durante il settimo secolo in concomitanza dell’anno 666 d.C. che nell’Apocalisse di Giovanni, come menzionato (vedi nota 16 e 27), corrisponde al numero della bestia soratica, l’anticristo solare, l’avversario del Cristo nella sfera del Sole. Esse hanno iniziato ad aumentare la loro potenza malefica e la loro intromissione nell’evoluzione umana, nel secondo periodo del numero della «Bestia» ossia nell’anno 1332, (cioè 2 volte 666 = 1332) con l’annientamento dei Templari da parte del re di Francia Filippo IV il Bello. Infine, si sono rafforzati maggiormente nel terzo periodo cioè nell’anno 1998,  (3 volte 666 = 1998), causando tre anni dopo  nel 2001,  l’attentato alle Torri Gemelle di New York da parte di fondamentalisti islamici attraverso i quali operano gli spiriti  arimanici e asurici seminando attraverso il male, il terrore della paura e della morte per deflagrazione di uomini votati all’autodistruzione che in stati di alterazione psichica, si annientano facendosi esplodere coinvolgendo nel loro folle gesto uomini, donne e bambini.

Rudolf Steiner ci comunica che questi spiriti si faranno sempre più forti (in modo particolare nel quarto periodo e cioè, il 4 volte 666 = 2664; l’anno in cui attaccheranno maggiormente l’Io umano) e cercheranno di sedurre e obnubilare l’Io umano, in modo da indebolirlo e di farne un seguace della «Bestia soratica» così da relegarlo alla fine di tutta l’evoluzione cosmica umana, nel loro mondo oscuro dell’abisso infernale, dell’«ottava sfera»26  lontano dalla luce divina del Cristo. Essi dunque si faranno più forti e invadenti nell’anima umana in questo inizio del nuovo yuga, cioè il Dvapara Yuga, e in modo particolare nella nostra quinta epoca di cultura in cui l’uomo è occupato a sviluppare l’anima cosciente che terminerà fra circa 1500 anni, cui faranno di tutto per ostacolare la nascita di quest’anima divina, e ritardare l’inizio del nuovo periodo di cultura dello sviluppo del Sé spirituale. Com’è stato sopra indicato, attraverso lo sviluppo e l’elevazione spirituale di questa parte superiore dell’anima umana che è in stretta relazione col Sé superiore giacché formano un’unità spirituale, possiamo realizzare in noi attraverso l’autocoscienza, l’uomo divino originario prima della «caduta» e unirci consapevolmente alla nostra immagine divina superiore e al nostro Vero Io rappresentato nelle prime pagine della Bibbia dall’albero della vita da cui l’uomo si cibava prima della separazione (Gn 3,22), nell’ultimo terzo   dell’Epoca Lemurica. Inoltre, come sappiamo l’io terreno o la coscienza dell’io inferiore, è soltanto un’immagine riflessa dell’Io superiore che ci accompagna e ci dirige (ispira) in ogni nostra incarnazione terrena e che ci guida in modo incosciente, verso quel karma doloroso che a volte, abbiamo sperato che fossimo  esenti, o che ci fosse tolto, ma che purtroppo abbiamo dovuto invece portare avanti il peso del dolore fino alla fine. Questo non perché il nostro Io superiore sia insensibile alla nostra sofferenza o alla nostra supplica! Ma perché l’uomo essendo sceso in basso fino all’estrema sfera della densità materiale o stato fisico materiale, laddove nessuna gerarchia superiore sia mai scesa, eccetto il Cristo (cui fu possibile scendere fino alla nostra sfera terrestre e rivestirsi di un corpo fisico, per dei motivi particolari che risalgono al momento della separazione del Sole dalla Terra, verso la fine dell’Epoca Iperborea), ha il compito di dominare e trasformare grazie alle forze del Cristo, tutta la materia terrestre fino alla resurrezione di tutti gli esseri di cui è formata inclusi gli esseri luciferici, alla fine dell’eone terrestre.

 Le altre Entità dell’ostacolo verranno redente negli altri due eoni cosmici futuri, di cui: tutti gli esseri arimanici alla fine dell’eone di Giove, e tutti gli esseri asurici alla fine dell’eone di Venere. Rudolf Steiner ci comunica che non tutte le anime saranno redente, in quanto alcune non vorranno assolutamente sapere di accogliere l’Impulso del Cristo, cosicché quando su Venere l’evoluzione umana attraverserà il numero 666 della bestia apocalittica27 (sulla base del numero evolutivo degli stati di coscienza planetari), non ci sarà più speranza per quegli uomini caduti nella sfera del male. L’ottava sfera con tutti i suoi «esseri demoniaci» che non si sono evoluti a un’esistenza superiore, sprofonderanno nell’abisso universale come sostanza di scarto non evolutasi a un’esistenza superiore e quindi induritasi in se stessa, la quale non essendo più in grado di accogliere la vita universale, diventa sedimento per un  nuovo sistema solare. Ma questa scoria negativa dell’ottava sfera, con tutti i suoi abitatori  divenuti preda della magia nera di Sorat (vedi nota 28) non potranno essere come dire, ripristinati dalle forze del Figlio, ma soltanto attraverso le forze del Logos del Padre cosmico che potranno essere adoperati come sedimento per un nuovo sistema solare iniziando da zero; ossia non avranno in sé ricordi della loro esistenza passata. Inoltre, abbiamo  il compito di conquistare attraverso la coscienza dell’io, il discernimento del bene e del male e l’impulso della libertà e dell’amore cosmico umano, offrendo all’Io superiore il frutto della conquista individuale della libertà con la quale potremo evolvere nei successivi stati di coscienza di Giove, Venere e Vulcano, ritornando alla fine nel consesso divino, non più quali semplici uomini dell’istinto, ma come uomini divini autonomi e liberi, i quali potranno creare dal nulla senza l’ausilio della Trinità superiore, giacché in noi è presente un frammento divino del Logos universale.

 Per realizzare tutto questo occorrono delle forze spirituali non indifferenti, dove nel nostro mondo materiale, non esiste altra scelta se non attraverso la sofferenza e il dolore. Il dolore si trasforma in gioia dopo la morte e in nuove forze spirituali che l’io terreno temprato da esse, porta con sé nella prossima incarnazione, per superare nuovi ostacoli e prove divine per conseguire una più elevata coscienza morale. Elevare la coscienza morale vuol dire lavorare per il proprio perfezionamento morale imparando a discernere il bene dal male, poiché soltanto conoscendo il male, possiamo operare il più alto bene. Conoscere il male vuol dire imparare a distinguerlo bene nelle sue diverse sfumature che si presenteranno nell’arco del nostro quinto periodo, mai così fortemente mescolati l’uno nell’altro così che riuscirà difficile distinguerli nella loro pratica attuazione quando il suo agire per certi versi, può essere giusto oppure sbagliato. A ciò può aiutarci l’Antroposofia a insegnarci a distinguere prima di tutto, le tre categorie degli spiriti dell’ostacolo, ossia le Entità luciferiche, arimaniche e asuriche, che operano e interferiscono nella nostra anima influenzando il nostro agire tramite i nostri pensieri, i nostri sentimenti e le nostre azioni. Sono essi che interferiscono e influenzano i nostri pensieri e giudizi negativi, i nostri sentimenti di odio e d’indivia e le nostre azioni malvagie verso gli altri.    (7. Continua)

Collegno, 13 giugno 2017                                                                  Antonio Coscia         

Agg. e corr.  giugno  2018

Note Antroposofiche

26      È molto complesso spiegare che cosa sia l’ottava sfera in quanto richiede una preparazione accurata della Scienza dello Spirito o antroposofia. In questa nota possiamo dire che l’evoluzione cosmica umana come menzionato nella nota (2) precedente, si svolge attraverso sette stati o sfere cosmiche di coscienza, di cui qualcosa resta indietro come scoria animica elementare secondo gli stati di forma menzionati nella nota che in questo caso, dobbiamo attribuire allo stato di coscienza dell’antica Luna.  Per cui nell’evoluzione seguente queste scorie agiscono da freno, da contrasto nei riguardi dell’evoluzione normale, come una sfera a sé, dalla quale agiscono delle Entità spirituali anch’esse rimaste indietro negli stati di coscienza planetari antichi e che cercano in tutti i modi di porre fine all’evoluzione terrestre rubando per modo di dire, la materia terrestre quale creazione degli spiriti della Forma o Elohim solari, per fare della loro sfera spettrale, una sfera malefica secondo il loro volere anticonformista verso gli Dei del progresso e dell’evoluzione normale. Nei riguardi dell’ottava sfera, la cosa in sé è molto complicata da spiegare in una nota, per cui  per un maggiore approfondimento si rimanda a una conferenza che Rudolf Steiner tenne a Dornach il 18 ottobre 1906 (O.O.254), dove egli dice che l’ottava sfera  si presenta al chiaroveggente come una sfera spettrale, costituita da immagini-visionarie dell’antica Luna che, Lucifero e Arimane cercano di riempire con della materia terrestre che vogliono sottrarre a Yahve e alla libera volontà umana, in modo da estinguere l’esistenza terrestre. In ciò potrebbero riuscire se Yahve e gli spiriti della Forma normali non avessero preso delle precauzioni contrapponendogli la nostra Luna fisica, la quale, essendo costituita di materia molto condensata, fa sì che Lucifero e Arimane vengano fermati. Ciò non è valido nei confronti dell’uomo, dove essi possono carpire questa materia animica tramite la volontà visionaria umana, ossia verso quegli uomini che sviluppano una chiaroveggenza ottusa, fatta appunto d’immagini illusorie che non rispecchiano la realtà del mondo spirituale ma una realtà animica illusoria. Per meglio dire, il maggior apporto d’immagini-visionarie che serve a Lucifero e ad Arimane, può essere preso dal capo umano (spiritualmente),  quando attraverso delle vie spirituali  occulte l’uomo  sviluppa una chiaroveggenza immaginativa errata, cioè un ritorno alle antiche forze chiaroveggenti ottuse  (luciferiche appunto) e, non tramite una via esoterica come può essere quella dell’Antroposofia o Scienza antroposofica cristiana-rosicruciana.

        Rudolf Steiner, nella conferenza citata spiega dettagliatamente i Misteri dell’ottava sfera, dove alla fine dà un disegno dal quale si può vedere che spiritualmente (la sfera spaziale dell’ottava sfera) coincide con il centro (il nucleo) della Terra. Tuttavia continua, «essi sono spiritualmente separati come da una parete invisibile. Che ciò rimanga così, fa parte dei più importanti compiti dell’Entità divina di Yahve che dalla Luna agisce contro l’ottava sfera impedendone l’unione con il nucleo della Terra. Per quanto tempo ancora Egli riuscirà a farlo, dipenderà dagli uomini se riusciranno ad accogliere l’Impulso del Cristo in modo che non siano irretiti e sottomessi dalle forze del male. L’aspirazione di Lucifero e Arimane continua Rudolf Steiner, è quello di trascinare entro la loro ottava sfera proprio la libera volontà umana, di impedire che nasca proprio quanto scaturisce dalla libera volontà, trascinandolo nella loro ottava sfera. E lo strumento più efficace per ciò e costituito dai tipi di chiaroveggenza visionari che oggi si presentano ovunque, i quali mediante la cieca ammirazione da parte degli uomini, ottengono il potere di legare a essi la loro libera volontà e di sottometterla. Quando l’elemento volitivo libero dell’uomo viene mutato in veggenza visionaria, allora egli si trova già nell’ottava sfera e con ciò una parte della sostanza animica umana viene sottratta e preparata per l’ottava sfera. In questo modo il fine di Lucifero e di Arimane è di carpire e conquistare per loro un’anima intera, la quale sparirebbe completamente per l’evoluzione terrestre, finendo così irreparabilmente nell’ottava sfera» (dal libro di Sergej O. Prokofieff: «E la Terra diviene Sole, (6. Il destino universale del male)».

27    Il numero della Bestia 666, che si legge sei, sei, sei, è un numero cabalistico ebraico che nell’esoterismo occidentale segue la forma settenaria, mentre in quella orientale è letto secondo la forma decimale. Per esempio nell’esoterismo orientale è predetto che il Maitreya arriverà fra 5670 anni dopo l’illuminazione del Buddha Gautama. Nell’esoterismo occidentale sappiamo che il Maitreya Buddha s’incarnerà fra circa tremila anni cioè, circa nella metà del sesto periodo di cultura. Volendo esprimerlo secondo la forma settenaria diremmo che: noi siamo nel quarto stato di coscienza per cui, sono già passati tre eoni (Saturno, Sole e Luna) che indichiamo con il numero 3. Inoltre siamo nella quinta Epoca, cui sono già passate quattro (Epoca Polare, Iperborea, Lemurica e Atlantica), che indichiamo con il numero 4. Attualmente siamo nel quinto periodo di cultura e quando saremo nel sesto periodo, saranno passati cinque periodi di cultura che indichiamo con il numero 5. Quindi il numero esoterico per indicare l’arrivo del Maitreya in un’incarnazione futura terrestre, sarà quando nella nostra evoluzione si formerà il numero 345. Ora per indicare quando gli uomini rimasti indietro nell’evoluzione degli stati di coscienza  potranno ancora essere salvati o redenti dal Cristo, è indicato nel libro dell’Apocalisse di Giovanni con il numero della Bestia 666. Qui la cosa è un po’ più complessa, ma possiamo dire che: quando l’uomo sarà nel sesto stato di coscienza di Venere e saranno passati 6 stati di vita, 6 stati di forma e 6 Epoche di cultura, si sarà formato quel fatidico numero di evoluzione menzionato da Giovanni nell’Apocalisse, ossia il numero 666 (che egli caratterizza  come il numero della Bestia a due corna, ovverosia il Demone solare che  si oppone al Cristo quale genio e guida solare), tutte le anime che non saranno state redente, sprofonderanno con l’ottava sfera del male nell’abisso universale dove in un successivo eone planetario potranno essere redente solo dalle forze di Dio Padre, laddove  potranno iniziare da zero quale sedimento per un nuovo universo. Sorat, il Demone del male, il potente mago nero, sarà sconfitto definitivamente dalla potenza della magia bianca operata dal Cristo e dai suoi collaboratori spirituali cosmici appartenenti alla gerarchia dei sei Elohim solari, ossia dall’Eloah del Sole che è anche il genio della Terra, e da Michele assurto nel 1879 a Spirito della Personalità o Archai, nell’ambito del sesto stato di coscienza cosmico planetario di Venere. Già nell’ambito del nostro quarto stato di coscienza cosmico terrestre, in un futuro non molto lontano (che possiamo fissare al termine della sesta Epoca terrestre, quando saremo nel sesto periodo di cultura cui di conseguenza si formerà il numero 66), Michele lotterà insieme alla Sofia cosmica, incatenando Sorat nell’abisso per mille anni, in modo da dare agli uomini la possibilità di rafforzarsi spiritualmente e moralmente per tenerlo a bada fino allo stato evolutivo di Venere. Vedi più avanti i sigilli 4° e 6°, che rappresentano le visioni apocalittiche dell’evangelista Giovanni in merito a quel che è stato detto.

La nuova comunità di Filadelfia e il sesto periodo di cultura quale avvento del Sé spirituale VI

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        Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto; perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. Chi tra di voi al figlio che gli chiede un pane darà una pietra?  O se gli chiede un pesce, darà una serpe? Se voi dunque che siete cattivi sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele domandano! Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge ed i Profeti. Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa; quanto stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano!  Matteo 7,7-14

6.

 Il Sé spirituale e la comunità di Filadelfia II

        Oggi comunque, siamo agevolati in questo anche in concomitanza con la fine del kali yuga che come abbiamo sopra citato è terminato nel 1899, in cui il mondo spirituale si è avvicinato di più al mondo fisico con lo scopo di collaborare con l’uomo, ma in modo diverso da prima dell’evento del Golgotha, ossia diversamente da come avveniva nel passato in modo coercitivo e di sudditanza. Questa collaborazione tra gli Dei e l’uomo, può essere realizzata nella forma più adeguata all’uomo moderno già nel nostro periodo di sviluppo dell’anima cosciente. Vale a dire che l’uomo può elevarsi al mondo dello spirito senza dover passare attraverso il grado iniziatico antico che era quell’appunto dei tre giorni in cui come dire, l’io umano passava attraverso un processo di morte e resurrezione dovendo uscire dal corpo astrale e in parte anche dal corpo eterico, con l’aiuto dello Ierofante iniziatore per unirsi allo Spirito solare del Cristo. Diversamente oggi nell’esoterismo moderno, possiamo unirci al Cristo collaborando con la Sua volontà verso l’impulso riunificatore che tende in modo libero a realizzare l’unione e l’amore universale tra gli uomini. Ovverosia lavorando spiritualmente in modo unitario per preparare e realizzare una nuova comunità spirituale che si basi su di una «Fratellanza universale», nella quale l’uomo possa imparare a collaborare e a integrarsi non solo con la volontà del Cristo ma anche con gli Dei del giusto progresso, non esimendosi dalle proprie  responsabilità morali verso i doveri familiari e sociali. Questa realtà oggi è davanti a tutti noi nessuno escluso, basta volerlo e attuarlo in ogni momento in cui decidiamo liberamente di cambiare la nostra vita interiore così come accennato finora in questo tema. Se in noi  c’è veramente quell’ anelito di cambiamento e di volerlo realizzare, allora può esserci dato ciò che chiediamo, difatti sta scritto: «Chiedete e vi sarà dato, bussate e vi sarà aperto! (Mt7,7-14).

       Queste parole del Cristo ci indicano che chiunque chiede nel Suo nome, può ricevere aiuto dal «Padre» e chiunque bussa (cerca), può trovare la via verso il «Figlio» e gli sarà aperta la porta della conoscenza sapienziale dello «Spirito Santo». Se dunque aneliamo con cuore sincero ad accogliere con fiducia la mano tesa dagli Dei, alfine che uomini di buona volontà possano collaborare alla realizzazione di questa nuova comunità futura di ordine spirituale, morale e sociale, allora potranno nascere i semi futuri della nuova fratellanza universale del sesto periodo della quinta Epoca, cioè il periodo dello sviluppo del Sé spirituale chiamato dall’apocalista Giovanni: «La Comunità di Filadelfia»25. E affinché questo sesto periodo di cultura possa realizzarsi, occorre prepararlo già ora nel nostro quinto periodo, dove le forze cosmiche del male secondo Rudolf Steiner, tenderanno maggiormente a rafforzarsi e contrastarci interiormente, affinché prendiamo coscienza dello spirituale che è in noi quale principio trinitario divino e della meta superiore che dovremo realizzare nell’arco dei prossimi periodi di cultura summenzionati. Durante questi periodi di cultura futuri cui seguiranno dopo la fine della nostra epoca di cultura, vale a dire dopo che avremo sviluppato l’anima cosciente, l’umanità inizierà lo sviluppo dei tre principi microcosmici divini spirituali superiori, i quali sono chiamati dalla Scienza antroposofica: «Sé spirituale, Spirito Vitale e Uomo Spirito»; (vedi la nota 8). Si tratta di tre principi divini che sono presenti in germe spirituale nella nostra anima divina superiore e che rappresentano il riflesso dei tre principi divini della Trinità universale che nel cristianesimo conosciamo come: «Spirito Santo, Dio Figlio e Dio Padre», che dobbiamo sviluppare e portare a coscienza nel nostro divenire spirituale di «Uomo superiore»; ossia ogni uomo deve sviluppare ognuno di questi principi microcosmici prima della fine della nostra Terra, per essere ammesso nella gerarchia superiore in qualità di Angelo.

       Occorre però ancora qui ricordare, come già menzionato, che l’avvento del principio dell’amore cosmico universale quale primizia e preannuncio che si manifesterà  nella nuova fratellanza umana nel sesto periodo di cultura della comunità di Filadelfia, potrà essere realizzato e manifestato in modo naturale, così come oggi sulla Terra vediamo la «Saggezza» in tutto l’ambito dei regni naturali terrestri, soltanto nell’eone futuro di Giove se l’umanità appunto, saprà elevarsi al rango superiore di entità angelica. Abbiamo pertanto oggi la possibilità attraverso la conoscenza della Scienza antroposofica, di preparare quest’epoca o periodo futuro (che gli spiriti del male tenderanno a ostacolare) prendendo coscienza del male cui sempre più forte s’insinuerà nella nostra mente, nel nostro cuore e nelle nostre azioni, cosi che, possiamo accoglierlo e tenerlo a bada, fino a trasformarlo con l’aiuto dell’«Impulso del Cristo» scaturito dal sacrificio del Golgotha. E prepararci quali futuri semi di quell’evento futuro del sesto periodo che dobbiamo realizzare come principio dell’amore cristico, così da poterlo attuare nella comunità futura come uomini divinizzati del terzo millennio e quale nuova epoca teocratica divina fondata sull’amore e la libertà umana e non più sulla rigorosa «legge testamentaria». Queste parole possono sembrare utopistiche a chi non ha a cuore il bene del mondo, a quelli che vivono esclusivamente per se stessi,  per il solo e unico egoistico benessere materiale, ma non per coloro che in fondo al cuore nutrono la speranza che questo mondo possa essere migliore, se sapremo essere noi stessi migliori come uomini! ovvero    uomini amanti della pace e della fratellanza universale, i veri uomini quale popolo del Cristo. Questa visione futura apocalittica della sesta epoca di cultura, potrà in realtà essere realizzata se gli insegnamenti ispirati dal nuovo bodhisattva Maitreya e dai Maestri cristiani rosacruciani, saranno accolti e messi in pratica con forte determinazione e risolutezza che può concretarsi solo se riusciamo a sviluppare e a trasformare l’egoismo, le bramosie, le passioni e i desideri che si agitano nella nostra anima, cui tenderanno grazie alle forze del male, a farci sprofondare sempre più in basso nella parte istintuale sensuale, verso lo sviluppo di forze bramose egoistiche e sotto un certo aspetto, quando siamo manchevoli di forza morale persino perniciose, le quali sono connesse al mistero della nascita e della concezione umana», (vedi O.O. n. 182, Ibidem).

       Dobbiamo anche per questo sviluppare in noi una «vera fede» e fiducia nel mondo spirituale, senza la quale sarebbe pressoché impossibile elevarsi a una coscienza morale superiore e avere la grazia di incontrare gli Dei per una collaborazione umana – divina, alfine che possa realizzarsi il disegno divino cui l’uomo fu destinato dagli Elohim creatori nell’Epoca Lemurica, cioè quando fu separato dalla sostanza divina dell’«Albero della Vita» o, comunemente conosciuto come la «caduta dal Paradiso terrestre». È beninteso qui una fede non dottrinale, che non si basi cioè su di un insegnamento biblico o su dei vecchi dogmi religiosi antichi ormai desueti. Ma una fede che possiamo toccare quasi con mano, che possiamo vivere e sperimentare in noi stessi! che come dire, possa basarsi su di un’esperienza reale, vissuta nell’intimo e che ci abbia scaldati di un calore particolare, dandoci la sensazione di sentirci espandere, uscire da noi stessi, quasi sollevati dal suolo; che si fondi cioè, su di una propria esperienza interiore. Oppure per meglio intenderci, possiamo ricordare di aver sperimentato un evento particolare della nostra vita che ci sia capitato un giorno per caso, e che ci abbia aiutato agendo su di noi tramite una percezione cosciente. Ovverosia, di avere avuto per un attimo la sensazione di una presenza di un essere spirituale che sussurrandoci nell’intimo ci intimava a non fare ciò che stavamo per compiere, evitando così, il pericolo di fare qualcosa di grave che poi dopo ci saremmo amaramente pentiti. Ognuno di noi guardando indietro alla vita trascorsa, può rendersi conto che una volta nella vita, gli sia capitato qualcosa di particolare che allora non seppe cogliere, che non gli diede peso, ma che oggi attraverso una maggiore consapevolezza guardando indietro a quegli anni, possiamo forse costatare che un essere spirituale allora a noi vicino, ci tese una mano salvando la nostra vita o evitando di compiere qualcosa d’irreparabile nei riguardi degli altri.

       Attraverso la conoscenza dell’Antroposofia possiamo oggi capire che si trattò del nostro spirito guida, l’Angelo custode che ci è stato affidato dal mondo spirituale, alfine che possa vegliare su di noi e che da bambini, qualcuno forse c’insegnò a pregarlo e a ringraziarlo ogni sera, ma che soltanto con le amarezze della vita lo abbiamo dimenticato, e con lui, la fede infantile che ci rincuorava dal timore del buio prima di addormentarci. Dobbiamo ritrovare quell’antica fede infantile per poter realizzare la nostra fede oggettiva da adulti, aprendoci di nuovo con fiducia alla nostra guida superiore spirituale, imparando a ringraziarlo per la sua vicinanza e protezione che Egli ci concede ogni giorno. Dobbiamo sforzarci di ritrovare e di sentire quell’antico compagno il quale, è presente nel nostro corpo astrale da dove ci accompagna e ci cammina accanto, cosicché da non sentirci mai più soli. Specialmente in quei momenti in cui il destino ci mette alla prova dove la nostra sofferenza può farci cadere per terra, indeboliti e fiaccati nella fede, in modo da sentirci incoraggiati ad alzarci e andare avanti accettando le nostre conseguenze karmiche quali cause della nostra imperfezione umana, con la fiducia che il mondo spirituale possa elargirci la «grazia» d’intravedere un giorno, attraverso uno spiraglio di luce, il «Sole spirituale» dell’amore e della speranza venirci incontro.  (6. continua)

Collegno giugno  2017                                                                        Antonio  Coscia

 Agg. e corr. luglio 2018

 Sopra: Vincenzo Foppa – il redentore

Note

25    Filadelfia era una delle sette chiese dell’Asia minore (all’epoca dell’inizio del cristianesimo) cui, Giovanni Evangelista scrive una lettera secondo la rivelazione avuta dal Cristo durante un momento estatico chiaroveggente, da dove trasse poi il libro profetico dell’«Apocalisse». In realtà questo libro come tutti i libri che nascono da una visione spirituale, è una rivelazione data all’umanità come guida e nello stesso tempo come avvertimento di aver errato dalla retta via segnata da Dio, a causa del suo io immaturo e imperfetto; cioè la via cui l’uomo è destinato come suaccennato da questo tema. Come il libro dell’Antico Testamento rappresenta il passato dell’umanità antica scesa dal mondo spirituale a causa del peccato originale, cosi il Nuovo Testamento rappresenta l’uomo futuro che si riscatta e ricongiunge col Cristo (il Creatore) tramite una coscienza morale conquistata attraverso l’esperienza terrena, cioè col discernimento del bene e del male. L’Apocalisse invece, è un libro simbolico che parte da una realtà divina spirituale superiore (Devachan superiore o mondo della ragione), riferita alle comunità cristiane terrene rappresentate dalle sette chiese dell’Asia minore che rispecchiano un insieme di eventi futuri sul piano fisico, tramite ciò che la visione veggente di Giovanni descrive attraverso un simbolismo esoterico, che possiamo interpretare in questo modo: «Immaginativo – astrale (i sette suggelli), ispirativo – planetario (le sette trombe) e intuitivo – stellare (le sette coppe dell’ira)».

 

 

La nuova comunità di Filadelfia e il sesto periodo di cultura quale avvento del Sé spirituale V

Il Sè spirituale è nel Sole

     «Così parla il Santo, il Verace, Colui che ha la chiave di Davide: quando egli apre, nessuno chiude, e quando chiude, nessuno apre (…). Verrò presto. Tieni saldo quello che hai, perché nessuno ti tolga la corona. Il vincitore lo porrò come una colonna nel tempio del mio Dio e non ne uscirà mai più. Inciderò su di lui il nome del mio Dio e il nome della città del mio Dio, della nuova Gerusalemme che discende dal cielo, da presso il mio Dio, insieme con il mio nome nuovo. Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese». (Ap 3,7-13.)

5.

 Il Sé spirituale e la comunità di Filadelfia I

        Queste parole sono tratte dal libro dell’Apocalisse che come sappiamo sono state scritte da una visione chiaroveggente dell’Apostolo Giovanni-Lazzaro, mentre si trovava sull’isola di Patmos in Grecia ove ricevette appunto la «Rivelazione» da Gesù Cristo. È comprensibile ora per chi ha studiato e accolto la Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico, che il significato di queste parole è da attribuirsi agli elementi costitutivi dei principi divini superiori dell’uomo, ossia: il Sé spirituale, lo Spirito vitale e l’Uomo spirito (vedi nota 8), che quali archetipi divini potranno essere donati e accolti dagli uomini nelle epoche future, se avranno perseverato sulla via spirituale e che abbiano accolto l’impulso del Cristo scaturito dall’evento del Golgotha, cioè «l’impulso del vero amore cristiano e della vera dedizione agli altri». Possiamo interpretare sotto un altro aspetto queste frasi, dicendo che tutti quelli che accolgono il vero insegnamento cristiano e che avranno realizzato l’anima cosciente secondo la vera conoscenza del Cristo cosmico annunciato dalla Scienza antroposofica, cioè mantenendo integro in loro l’amore per il Cristo e l’osservanza dei suoi insegnamenti, gli sarà dato dall’alto in quell’epoca futura, il «Sé spirituale» quale dono superiore dello Spirito Santo: «Così parla il Santo, il Verace … Inciderò su di lui il nome del mio Dio … insieme col mio nome nuovo» (Ibidem). Possiamo ora pensare che avendo a disposizione circa 1500 anni, abbiamo ancora molto tempo davanti per sviluppare e realizzare tutto ciò, ma in realtà commetteremmo un errore molto grave, poiché va detto che abbiamo a disposizione forse ancora quattro o cinque incarnazioni prima che sopraggiunga il sesto periodo dello sviluppo del Sé spirituale e in parte, per alcuni uomini più evoluti, persino un «principio dello spirito Vitale». Per cui, se guardiamo quante tendenze e tratti caratteriali negativi che ci portiamo dietro fino alla fine della nostra vita che non abbiamo saputo trasformare, forse non ci resta poi tanto tempo e quindi, già da oggi occorrerebbe lavorare energicamente e attivamente su noi stessi per trasformarci in uomini altruisti e determinati nello sviluppo morale-spirituale interiore. Quest’aspetto può forse aiutarci a capire la sofferenza di quelle anime che soffrono molto, perché forse occorre che venga accelerato e compensato più in fretta quel cattivo karma imperfetto che si portano dietro come debito delle loro azioni passate e che non è stato ancora trasformato e perfezionato, e che quindi va consumato con più sofferenza, in modo che sia possibile in questa o un’altra vita poter sviluppare l’anima cosciente, cosicché non rischino di restino indietro. Ciò va comunque visto solo come ipotesi, in quanto non siamo  in grado di affermarlo come una verità karmica, poiché il karma essendo una legge cosmica universale, non può essere afferrata dal semplice intelletto, ma soltanto dall’indagine veggente di un altissimo Iniziato cristiano che si sia unito al Cristo e abbia conseguito  lo sviluppo del quarto grado iniziatico della veggenza intuitiva.

        Attraverso la Scienza antroposofica o altre correnti spirituali cristiane che operano seriamente allo sviluppo spirituale e purificazione del corpo astrale quale strumento dell’anima e dello spirito umano, possiamo avere l’aiuto per trasformare ed elevare le nostre qualità negative umane in facoltà superiori. Cosicché il nostro io inferiore possa raggiungere l’illuminazione ed essere compenetrati dalla forza pentecostale dello spirito nuovo redento dal Cristo sulla croce del Golgotha (il nuovo Lucifero, portatore della luce spirituale del Cristo rappresentato dal ladrone convertito al bene, cioè S. Dismas) e ora assurto a Spirito Cosmico del Sole22, quale guida dei dodici bodhisattva servitori del Cristo. Il Cristo stesso lo annunciò ai suoi discepoli durante gli ultimi giorni del suo commiato, prima della Sua crocifissione: «Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore[bodhisattva] perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce (…). Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v’insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto»; (Gv 14,16-26).

         Rudolf Steiner nei due libri «L’Oriente alla luce dell’Occidente O.O.113 e Antropologia O.O. 107, pag.123, (ed. Antroposofica Milano)», spiega che il Cristo redense sulla croce Lucifero ribellatosi sull’antico Sole alla «Parola Cosmica», quando entrambi erano come dire, fratelli planetari, giacché il Sole era ancora un pianeta uguale a tutti gli altri guidato dal Cristo23 e Venere era guidato da Lucifero. Fu così che mentre il Cristo accoglieva in sé la parola cosmica proveniente dalle dodici direzioni dell’Universo elevandosi fino a diventare «Stella» e guida di tutto il sistema solare, Lucifero al contrario, a causa del suo smisurato orgoglio respinse la parola cosmica, perché voleva comprendere tutto con la sua orgogliosa figura di luce di così splendida bellezza, cadendo per questo sempre più in basso e perdendo la sovranità di Venere. Egli andò sempre più perdendo la sovranità e con essa il regno di Venere e con tutta la sua luce divenne un re senza trono e il pianeta Venere da allora in poi, dovette fare a meno di un vero sovrano e non poté che percorrere un’evoluzione discendente; (riv. Antroposofia, Gennaio-Febbraio 1998, pag.10). Cosicché abbiamo che la via ascendente del Cristo andò sempre più separandosi da quella discendente di Lucifero, fino a restare indietro dall’antica evoluzione lunare e divenendo  così uno spirito dell’ostacolo contro la giusta evoluzione degli Dei solari. Durante l’evento del Golgotha come citato, egli fu redento e reintegrato dal Cristo nell’ambito della seconda gerarchia  solare,  divenendo il Dio Cosmico del Sole al posto del Cristo che lasciato il Sole, si fece Dio nell’uomo (O.O. 113, pag.123, Ibidem).

        L’uomo se vuole, può accogliere l’Impulso del Cristo, ma può farlo solo attraverso un suo impulso spirituale libero, cosicché possa trovare in sé la forza necessaria di redimere oltre che se stesso anche l’essere luciferico che è in lui fin dal periodo Lemurico che causò la sua discesa nella materia più di quanto gli Dei avessero voluto; ciò è riportato nella Bibbia come la «caduta» e la cacciata di Adamo dal paradiso terrestre. Ovvero, se l’uomo attraverso la saggezza che gli viene offerta dall’Antroposofia riesce a comprendere che cosa è significato l’evento del Golgotha e cosa ha compiuto veramente il Cristo, non solo per l’anima umana, ma anche per la Terra stessa, allora, grazie alla conoscenza del Cristo, egli redime se stesso e insieme redime le entità luciferiche rimaste indietro sull’antica Luna. Non bisogna dimenticare comunque che dobbiamo a Lucifero il  nostro impulso di uomini liberi, ma che andiamo debitori al Cristo per averci concesso la vera libertà e il vero amore umano attraverso il sacrificio del Golgotha. Quindi è naturale che abbiamo non soltanto il compito morale di redimere prima di tutto noi stessi, ma nello stesso tempo lo abbiamo anche verso le entità luciferiche che sono a noi legate nel corpo astrale, le quali ci hanno dato la possibilità di realizzare quella libertà che ci permetterà un giorno di vivere nel consesso divino come uomini autonomi divini, e non come semplici specchi degli Dei. Perciò è necessario che ci compenetriamo sempre più dell’«Impulso del Cristo» come sopra menzionato, per avere le forze che ci permettano di compenetrarci sempre più del corpo di resurrezione24 del Cristo, cui solo attraverso questo impulso spirituale possiamo trovare l’aiuto necessario per realizzare quest’unione spirituale con quest’arto spirituale particolare come approfondito più avanti in questa  nota.   (5. Continua)

 Collegno giugno   2017                                               Antonio  Coscia

Agg. e corr. luglio 2018

Sopra: Immagine rappresentativa del Sé spirituale

Note

22    Occorre comprendere che ci sono diversi aspetti dell’Entità dell’ostacolo che chiamiamo Lucifero che va dalla sfera angelica, fino ai Serafini. Vale a dire che ogni gerarchia spirituale ha come sua controparte un Entità dell’ostacolo che chiamiamo Lucifero. Per cui il nome Lucifero indica tutto ciò che è passato, tutto quello che non si è evoluto e che è rimasto com’era in un’evoluzione cosmica antica; perciò possiamo definire Lucifero una figura che guarda continuamente indietro al passato: che è fuori luogo in ogni presente. Il Lucifero di cui parliamo ora, era il Signore e reggitore del pianeta Venere durante il periodo in cui la Terra era nello sviluppo del secondo stato di coscienza sull’antico Sole. Fu là che Lucifero essendo un essere d’infinita e splendida bellezza, (la sua bellezza eguagliava quasi quella del Cristo allora reggitore del pianeta Sole, ossia suo fratello planetario) non accolse a causa del suo immenso orgoglio il suono della «Parola Cosmica»; egli la respinse a causa del suo smisurato orgoglio sedotto dalla sua stessa immensa luce di bellezza; (Cristiania, “Oslo”, 12 giugno 1912; riv. Antroposofia gennaio-febbraio 1998). Egli è quel ladrone di destra appeso alla croce e menzionato soltanto dal vangelo di Luca, che il Cristo perdonò e redense promettendogli il «Paradiso perduto», ossia la sua antica dignità di guida di Venere. Il Cristo compì qualcosa di più elevandolo a «spirito del Sole», a Dio Cosmico solare, cioè al posto lasciato dal Cristo fattosi «Spirito della Terra» e Dio nell’uomo. Quest’aspetto di Lucifero è menzionato da Rudolf Steiner, nel libro «L’Oriente alla luce dell’Occidente» O.O. n. 113, dove a pag. 123 scrive: «Dobbiamo dunque registrare un totale capovolgimento della situazione conoscitiva umana nel corso dell’evoluzione: da Dio Cosmico, Cristo si è fatto Dio terrestre che diventa l’anima della Terra; Lucifero da dio terrestre si è fatto dio cosmico»

23     Va detto che il Cristo nella Sua vera essenzialità appartiene al secondo aspetto della Trinità Divina Universale, ossia Egli è un’emanazione della Divinità Trina, e in quanto tale abbraccia tutta la creazione e le creature che a essa appartengono, per cui nessuna divinità può reggere il confronto con le Sue forze divine universali. Egli nel Suo immenso amore divino, scese dall’altissima dimensione della «Parola universale», per unirsi al destino dell’evoluzione umana e di conseguenza si congiunse quale guida del pianeta Terra: «E la Parola si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi …»; così è scritto nei primi versi del vangelo di Giovanni (Gv 1,14). In tal caso il Cristo come uomo-dio, può essere affrontato dagli spiriti dell’ostacolo che Egli vinse e redense per prima Lucifero come menzionato in questo tema, e tenne a bada Arimane in quanto l’uomo ha ancora bisogno per ancora moltissimo tempo di quest’ostacolo.  Come  Egli è la guida e archetipo dell’umanità, così lo è nei riguardi di tutte le Gerarchie spirituali; per cui come guida dei sei Elohim solari e del pianeta Sole, Egli può essere ostacolato da un Suo pari, ossia uno Spirito della Forma o Exusiai (Potestà), rimasto indietro in un’evoluzione antichissima  che va oltre l’evoluzione dell’antico Saturno e che abbiamo  imparato a conoscere come «Sorat» la Bestia apocalittica che Giovanni nell’Apocalisse indica con il numero di uomo 666.

24      Per spiegare che cos’è il corpo di resurrezione occorre capire cos’è il nostro corpo fisico o meglio la sua origine. Nel libro la «Scienza Occulta» troviamo la spiegazione dell’evoluzione dell’uomo che come accennato nella nota 2, deve attraversare  sette stati di coscienza, ove  durante  il primo stato di coscienza saturneo, sviluppò il primo germe spirituale del corpo fisico quale dono degli «Spiriti della Volontà o Troni». È un corpo formato da forze di calore, lo stesso calore corporeo che portiamo in noi oggi e che Rudolf Steiner chiama «Fantoma». Ossia, il nostro vero corpo fisico non è il nostro corpo di carne perituro esterno, ma è la forma spirituale di calore che portiamo all’interno di noi costituita appunto da forze di calore che a causa della tentazione di Lucifero nei riguardi dei nostri progenitori Adamo ed Eva, continuò a degenerare attraverso i secoli nei discendenti umani. Cosicché all’epoca della «svolta dei tempi», cioè alla venuta del Cristo e alla Sua incorporazione nel corpo di Gesù di Nazareth, era arrivato con gli altri costituenti animici umani, cioè il corpo eterico, l’astrale e l’Io inferiore, alla loro massima degenerazione che avrebbe messo in pericolo la nascita della coscienza dell’io e l’impossibilità nei secoli a venire, di avere a disposizione dei corpi fisici adeguati per l’incarnazione terrestre, in modo da continuare l’evoluzione umana. Grazie appunto all’evento del Cristo che incarnatosi come uomo in un corpo puro preparato apposta per Lui da uno dei più alti iniziati cristiani e discepolo del grande Dio solare e la collaborazione spirituale del grande Buddha Gautama, ebbe la possibilità di vivere per tre anni nel corpo di  Gesù di Nazareth  ripristinando nei tre anni di permanenza sulla Terra, il corpo fisico, ossia il Fantoma umano, il corpo eterico, il corpo astrale e l’Io umano di Gesù. Inoltre trasformò i tre arti inferiori animici  di Gesù in arti spirituali superiori, ossia trasformando il corpo astrale in Sé spirituale, il corpo eterico in Spirito Vitale e il corpo fisico in Uomo Spirito. In altri termini come Yahve creò il primo uomo chiamato Adamo dal quale noi tutti discendiamo come umanità terrena, così il Cristo creò l’uomo nuovo futuro spirituale dal quale noi tutti possiamo risalire alla nostra origine divina; ovverosia Egli creò l’«Archetipo spirituale umano» quale meta del futuro stato di coscienza di Vulcano, ciò che S. Paolo chiamò il «Nuovo Adamo». E come se gli uomini di duemila anni fa si fossero trovati davanti a una  Personalità umana – divina  proveniente da un remoto futuro e che non seppero riconoscere di essere di fronte a loro stessi, di come saremo o diverremo in una realtà futura ancora molto remota, se accoglieremo in noi l’Impulso del Cristo. E ciò sarà possibile proprio per il fatto che il Cristo, nella Sua discesa all’interno della Terra astrale dopo la morte, ossia nei diversi strati della sfera astrale terrestre, trasformò dal Fantoma umano di Gesù di Nazareth il «corpo di Resurrezione» con il quale risorse il terzo giorno della domenica di Pasqua. Vale a dire che il corpo di resurrezione, è un corpo spirituale superiore quale trasformazione del Fantoma umano che il Cristo creò per l’ulteriore evoluzione dell’uomo dei prossimi stati di coscienza futuri alfine che possa raggiungere e realizzare la sua meta futura alla fine di Vulcano. Questo fu possibile appunto, per il fatto che Egli discese fino all’ottavo strato del «Frangimento» della Terra e ancora oltre, laddove avviene la frantumazione di tutti i Fantoma umani dopo la morte dell’uomo. E dove Egli poté trasformare il Fantoma di Gesù di Nazareth rimasto integro nel settimo strato dello “specchio della Terra”, prima che avvenisse la frantumazione da parte delle forze arimaniche nell’ottavo strato della “sfera del frangimento”, in quanto era stato purificato dal Cristo prima della morte di Gesù dal peccato originario dei nostri antenati biblici Adamo ed Eva, riportandolo al suo stato originario paradisiaco.  Possiamo ancora aggiungere per meglio capire quest’azione spirituale alquanto complessa del Cristo, che il corpo di resurrezione  è un arto   spirituale  di calore più elevato di quello, costituitosi sull’antico Saturno (Fantoma) quale dono dei Troni, con il quale esso forma un unità. Il Cristo creò questo corpo spirituale  in vista della futura evoluzione superiore macrocosmica che va da Giove a Vulcano, in cui l’uomo superiore o «Vero Io», avrà bisogno di rivestirsi per trasformare i suoi involucri inferiori perituri microcosmici, in corpi superiori immortali macrocosmici; vale a dire che dovrà trasformare su Giove completamente il corpo astrale in Sé Spirituale; su Venere il corpo eterico in Spirito Vitale e su Vulcano il corpo fisico in Uomo Spirito. Questo corpo di resurrezione non va scambiato col corpo eterico con il quale il Cristo si presentò ai discepoli, ove Tommaso poté toccare con mano le cicatrici del Suo corpo, giacché questi era solo un corpo eterico densificato, cioè non visibile a nessun occhio umano, tant’è che il Cristo si presentò ai discepoli entrando a porte chiuse nel luogo dove si erano adunati (Gv 20, 27). Il corpo di resurrezione è quello con cui il Cristo si presentò a Giovanni nell’Apocalisse e a Paolo sulla via di Damasco  quale «fuoco macrocosmico di luce» accecandolo e che oggi grazie all’Antroposofia, ogni uomo che l’accolga e che sappia infiammarsi con i suoi contenuti di conoscenza, può compenetrarsi di questo «fuoco di luce spirituale»,  unicamente se egli è capace di accendere nella sua anima sufficientemente il fuoco di conoscenza attraverso lo studio dell’Antroposofia; ove secondo la legge spirituale che il «fuoco non può essere divorato dal fuoco».

Sergej O. Prokofieff nel suo libro  “E la Terra diviene Sole, il Mistero della Resurrezione”,  in merito scrive: «Rudolf Steiner in diversi punti della sua opera indica tutto il significato di questo fuoco interiore mediante un esempio apparentemente semplice: «tuttavia, ciò di cui essi [gli uomini] oggi hanno bisogno è il calore dell’anima, e questo può darlo l’Antroposofia. Chi studia Antroposofia e dice che essa lo lascia freddo, mi appare come chi accatasti in continuazione legna nella stufa lamentando che non scalda. Dovrebbe soltanto accendere la legna, allora avrà caldo! … Ognuno deve trovare nella sua anima il fiammifero per accendere l’Antroposofia. … Come per la legna occorre soltanto un piccolo fiammifero, così anche per l’Antroposofia occorre un piccolo fiammifero con il quale però, potremo accendere in noi la forza micheliana» (O.O. 223, 28.9.1923, ed. Antroposofica Milano) .

 

 

La nuova comunità di Filadelfia e il sesto periodo di cultura quale avvento del Sé spirituale IV

Caravaggio, la conversione di S. Paolo

       «Così parla il Santo, il Verace, Colui che ha la chiave di Davide:quando egli apre, nessuno chiude,e quando chiude, nessuno apre (…). Verrò presto. Tieni saldo quello che hai, perché nessuno ti tolga la corona. Il vincitore lo porrò come una colonna nel tempio del mio Dio e non ne uscirà mai più. Inciderò su di lui il nome del mio Dio e il nome della città del mio Dio, della nuova Gerusalemme che discende dal cielo, da presso il mio Dio, insieme con il mio nome nuovo. Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese» (Ap 3,7-13).

 4.

 Il compito degli Angeli e la Coscienza del Cristo II

        Possiamo aiutarci con gli esercizi spirituali che troviamo nel libro «L’Iniziazione» che Rudolf Steiner, grazie alla sua esperienza occulta di chiaroveggente, ha scritto appositamente per chi voglia intraprendere questo cammino esoterico moderno antroposofico, in modo da rafforzare spiritualmente e moralmente l’anima umana, nella sua facoltà di pensare, sentire e volere. Iniziando quindi a lavorare soprattutto su noi stessi, attraverso un radicale cambiamento interiore che tenda prima di tutto come menzionato, allo sviluppo della nostra coscienza morale, quest’elemento nuovo universale che va preparandosi (insieme all’impulso del Cristo e alla coscienza del Cristo) in questo terzo millennio luminoso del nuovo Yuga spirituale. Questa forza morale può nascere soltanto dal nostro profondo e non può esserci data da nessuna istituzione religiosa così come fu data ed enunciata da Yahve a Mosè, nei dieci comandamenti o, dal Buddha nel sermone di Benares con l’«ottuplice sentiero». Essa deve nascere dal profondo dell’anima grazie all’impulso del Cristo che possiamo risvegliare in noi tramite la conoscenza dell’Antroposofia, in modo da manifestarla entro l’organismo della comunità sociale umana, quale intima forza interiore morale autonoma individuale e quale realizzazione ed espressione della quint’essenza della nostra anima cosciente, attraverso la quale è possibile unirci al nostro Io superiore14 e al vero Io del Cristo. Alfine di poterci preparare ad accogliere il Sé spirituale quale impulso pentecostale del nuovo Lucifero redento dal Cristo (vedi nota 22), durante la crocifissione sul monte del Golgotha, e sperimentare la stessa esperienza di S. Paolo sulla via di Damasco in modo da poter  dire con lui : «Non Io ma il Cristo in me», occorre come si è detto sviluppare prima di tutto  l’anima cosciente. L’anima cosciente com’è stato spiegato nella nota 8, è quella parte dell’anima in cui l’uomo può realizzare in sé la sua più alta manifestazione dell’io umano e sperimentarsi come un dio nell’uomo.

        Questo dio umano però per compiere un’ulteriore evoluzione e raggiungere il suo apice divino, cioè la meta di Vulcano come spiegato nella nota 2, può farlo soltanto se si unisce non solo con la sua immagine superiore ossia l’Io superiore, ma successivamente anche con il suo vero Io15 o logos umano o, per meglio dire, il vero nocciolo dell’uomo superiore che è della stessa sostanza del Cristo. Questo è il compito essenziale che hanno oggi prima di tutto, le anime del centro-occidentale (le anime anglofone hanno una predisposizione particolare nello sviluppo di questa parte animico – cosciente), giacché la nascita del vero cristianesimo deve realizzarsi prima di tutto nel centro dell’Europa (ossia nella parte centrale della “Mitteleuropa”), cosicché possa operare come centro di equilibrio tra la «saggezza luciferica» proveniente dall’Oriente e la «potenza arimanica» proveniente dall’Occidente; e in questo occorrerà prendere delle severe precauzioni morali! Difatti, la nascita dell’unione europea dopo le due disastrose guerre mondiali (circa 55 milioni di morti tra militari e civili), tende spiritualmente a questo principio anche se non ancora in modo del tutto cosciente, in quanto l’unione è stata concepita finora solo per quanto riguarda l’accordo politico-economico, che non potrà mai realizzarsi nella maniera giusta ed equa nei riguardi degli altri membri europei, fino a quando non si fonda sul principio cristiano della vera fratellanza universale. A causa di questo egoismo politico, economico e sociale, l’Europa non potrà mai conseguire la sua meta spirituale, ossia quello di realizzare la vera nascita del cristianesimo alfine di creare un baluardo futuro contro le forze dell’ostacolo provenienti dalla potenza arimanica dall’Occidente e della saggezza luciferica dall’Oriente. Queste due potenze dell’ostacolo, insieme alla terza forza asurica16 del male, che da un po’ di tempo è entrata nell’evoluzione umana (1998) quale maggiore contrasto dell’anima cosciente, faranno di tutto per impedire che il vero cristianesimo e l’anima cosciente possano svilupparsi.

         Possiamo pertanto collaborare affinché questa meta possa realizzarsi nell’ambito dell’Europa centrale, iniziando da noi stessi, da ognuno di noi che voglia accogliere e sviluppare in sé quest’altissimo compito morale, alfine di promuovere questo risveglio sociale di fratellanza nei confronti dell’umanità europea, per certi versi ancora immatura e dormiente; ovverosia accogliendo l’Impulso del Cristo e quello delle grandi guide cristiane che operano attraverso l’ispirazione dello Spirito Santo e della grande «Loggia Bianca», possiamo imparare a trasformare prima di tutto noi stessi con l’aiuto della conoscenza antroposofica. Realizzare questa trasformazione profonda del nostro «Essere», vuol dire imparare a volere, sentire e pensare completamente in modo diverso; a capovolgere cioè, di 180 gradi il nostro atteggiamento mentale egoista che cerca solo il proprio soddisfacimento materiale personale al posto invece, di agire in ogni occasione col giusto atteggiamento morale e nel pieno rispetto della libertà altrui. Vale a dire sforzandosi di assumere quel carattere come dire, di anima resiliente, imparando ad affrontare un urto o un colpo del destino reagendo con positività verso tutto quello che può venirci incontro sia come sofferenze, sia come difficoltà o prove della vita; ciò può essere realizzato appunto con l’aiuto del Cristo eterico17 e con la nostra consapevolezza karmica. Se pertanto riusciamo a mettere in pratica quest’atteggiamento forte e positivo, potremo allora trasformare in noi l’egoismo e la tenebra dal nostro «capo» e, a sciogliere l’egoismo e l’insensibilità dal nostro cuore, cosicché cominceremo ad avere dei pensieri più luminosi, pensieri di luce compenetrati dallo Spirito cosmico del Cristo e impareremo ad amare e a rispettare gli altri secondo il loro modo di essere. Inoltre, quest’atteggiamento animico resiliente, con l’andare del tempo, svilupperà in noi non solo la giusta forza morale, ma anche uno stato d’animo superiore di coscienza che si concreterà e realizzerà come «autocoscienza» e come sviluppo della coscienza morale, attraverso cui il nostro io inferiore può manifestarsi quale espressione più alta avente in sé un qualcosa di divino e, che è congiunto a un Entità a lui superiore, cui lo ha sempre guidato.

         Quest’Entità superiore è la nostra «Individualità umana» che abbiamo chiamato «Io superiore», ovverosia è quel frammento di fuoco divino, l’immagine divina donatoci dagli Elohim solari e perfezionato dall’Elohah lunare Yahve, cui nella Bibbia è chiamato Adamo. È questa nostra immagine o Individualità umana superiore cui noi, siamo solo una sua immagine riflessa, e che s’incarna dopo un certo periodo in cui la nostra Personalità o io terreno, ha lasciato la Terra col sopraggiungere della morte fisica, ma che però, non scende fino al livello terreno. Egli si ferma nel mondo spirituale solare da dove emana una sua nuova immagine riflessa (una nuova Personalità terrena), nel corpo del bambino  che viene preparato dal grembo materno e che poi dopo, dal mondo spirituale ispira nell’uomo terreno in modo incosciente, tutto ciò che noi viviamo quale destino di prove dolorose durante la nostra incarnazione terrena. È questo Io superiore che nonostante il suo amore per noi, è molto severo nei nostri confronti, giacché difficilmente toglie da noi il calice amaro che dobbiamo a volte, bere fino in fondo per via della nostra imperfezione umana e della realizzazione della meta divina, quale compito futuro affidataci dagli Dei. Non dobbiamo ora pensare che tutto ciò che è stato detto fin qui possa essere realizzato nell’arco di pochi mesi o di pochi anni; può a volte non bastare tutta la nostra attuale vita terrena – ciò dipende dalla nostra volontà e dal  nostro karma18. Certamente però alla fine della nostra vita o, nella prossima incarnazione terrena, potremo raccogliere i frutti di ciò che abbiamo seminato in questa vita; per raccogliere occorre prima aver seminato! Senz’altro però, possiamo dire che se il nostro anelito spirituale e il nostro sforzo di cambiare noi stessi è stato motivato da un impulso sincero dovuto all’amore verso la conoscenza, alla fine della nostra vita, qualcosa di buono resterà di noi da portare come frutto morale al nostro Io superiore dopo la morte, dove grazie alla collaborazione degli Dei  sarà  trasformato in facoltà nuove da portare giù con noi nella prossima vita terrena. E senz’altro il trapasso dopo la morte attraverso il kamaloca19 (il cammino dell’anima attraverso degli stati di purificazione nel mondo astrale inferiore, prima di entrare nel vero mondo spirituale) sarà superato con meno sofferenza e attaccamento verso la vita terrena, se siamo stati capaci di amare e in qualche modo di essere stati utili agli altri e allo sviluppo morale evolutivo della nostra Terra. Tutto ciò può essere realizzato anche in modo naturale, secondo la corrente evolutiva normale di massa  durante tutta la durata  dello sviluppo dell’anima cosciente entro la fine del nostro quinto periodo, vale a dire fra circa 1500 anni  quando tutta l’umanità entrerà, almeno per quelli più evoluti che si sono preparati nella nostra epoca, nel sesto periodo di cultura, dove inizierà un nuovo sviluppo superiore della natura umana – divina dell’uomo, ovvero quello del «Sé spirituale».20

        Occorre però dire che tutta l’umanità per quel periodo deve avere già realizzato l’anima cosciente, anzi per un certo verso, a causa dei ritmi cosmici evolutivi, occorrerebbe realizzarla già verso la metà del nostro quinto periodo di cultura, cioè dopo la fine del periodo della signoria dell’Arcangelo Michele (2233 circa), quando l’evoluzione dell’anima cosciente raggiungerà l’apice di cultura più alta. Dopodiché seguirà poi dopo, la signoria dell’«Arcangelo Orifiele»21, il cui agire nell’uomo sarà alquanto diverso che l’epoca attuale di libertà concessaci da Michele, giacché la sua signoria si manifesterà attraverso un agire severo e autoritario. Perciò la libertà umana sotto la signoria di quest’arcangelo, sarà molto più limitata che quell’attuale micheliana, facendo passare l’umanità (a causa del suo karma) attraverso prove più dolorose di quelle attuali e dureranno fino all’inizio della nuova signoria dello spirito di Venere, cioè l’Arcangelo Anaele. Per cui il restante periodo che resta ancor  prima della fine dello sviluppo dell’anima cosciente, (3573 circa) ossia l’altra metà in cui abbiamo come dire, le forze dell’evoluzione che cominciano a decrescere, (in ogni evoluzione sia essa storica o umana, lo sviluppo delle forze evolutive arriva fino a un apice o vetta cui segue di conseguenza una discesa o un decrescere, e da ultimo la fine e l’inizio di un nuovo ritmo), una parte dell’umanità inizierà a restare indietro. Pertanto quella parte di uomini che hanno avuto la possibilità di prepararsi fin da ora e non l’hanno fatto, per pigrizia o altro, avranno sì la possibilità di sviluppare l’anima cosciente più avanti nell’evoluzione, ma con più difficoltà e più sforzo, perché difficilmente potranno recuperare il tempo perduto nel nostro periodo particolare cruciale, per quegli aspetti concomitanti che sono stati menzionati. Perciò difficilmente potranno accogliere all’inizio della loro incarnazione terrena nel sesto periodo di cultura, il principio superiore microcosmico del Sé spirituale che si protrarrà per circa 2160 anni e che appunto, rappresenterà un preannuncio dell’evoluzione dell’amore universale che avremo nel prossimo 5° eone o stato di coscienza cosmico di Giove, cioè la «Gerusalemme Celeste» menzionata da Giovanni nell’Apocalisse, e che rappresenta appunto la sesta lettera scritta alla chiesa della «Comunità di Filadelfia» sede di un’antica comunità cristiana, le cui origini risalgono agli albori del cristianesimo, situata nella regione di Lidia, a sud-est di Sardi dalla quale distava circa 50 chilometri. La città era stata fondata nell’anno 154 a. C. dal re di Pergamo Attalo Filadelfo, dal quale ricevette il nome. Filadelfia è un nome che deriva dal greco e vuol dire «amore fraterno.     (4. Continua)

 Collegno, Giugno  2017                                                                    Antonio Coscia

Agg. e corr. Maggio 2018

Sopra: Caravaggio, la Conversione di San Paolo – ( è conservato nella Cappella Cerasi della Basilica di Santa Maria del Popolo a Roma).

Note

14    Oltre all’io normale terreno, vive nell’uomo un «Io superiore divino» quale dono degli Dei o Elohim creatori, cui l’io inferiore è solo un’immagine, un riflesso di come quando guardandoci in uno specchio vediamo la nostra immagine rispecchiata, riflessa appunto. L’immagine che egli riflette nell’ambito terreno è la sintesi di tutte le personalità umane vissute in tutte le incarnazioni terrene in personalità sempre diverse. In ogni “Personalità umana” in cui ha spirato e vissuto di nascosto, egli acquisì le facoltà morali e spirituali di cui ora possiede come sintesi, e le manifesta in ogni nuova vita terrena quale elevazione del livello morale attraverso il suo pensare, sentire e volere, quali facoltà superiori della sua vita animica. Questo nucleo divino – umano o «Individualità» superiore, è sempre la stessa, non cambia, ma si evolve e si arricchisce appunto delle facoltà umane acquisite durante le diverse esperienze delle vite terrene assunte dalle diverse personalità umane in ogni vita. Perciò la “Personalità umana” che egli manifesta e rinnova in ogni vita terrena, è la sintesi o l’estratto spirituale superiore raggiunto durante le vite precedenti, la quale porta in sé (nel suo corpo astrale) un concentrato negativo imperfetto, quale causa degli errori e imperfezioni morali delle azioni malvagie commesse ai danni degli altri; ossia ciò che la Scienza antroposofica chiama «karma», cui determinerà il suo destino durante tutto l’arco della sua vita. È l’Io superiore che dirige dal mondo spirituale questo destino, e l’uomo passerà attraverso quelle sofferenze e quelle prove del destino, quale causa appunto della sua  imperfezione morale che deve perfezionare, cui l’io inferiore non può fare altro che bere quel calice amaro che lui stesso ha generato nelle vite passate.

15     Al di sopra dell’ «Io superiore», Rudolf Steiner ci svela l’esistenza di un «Io» ancora più superiore che possiamo definire un «Entità superspirituale» il quale, è il «vero nocciolo» di tutto l’essere umano e che la Scienza antroposofica chiama: «Il vero Io o Scintilla divina». Rudolf Steiner menziona pochissimo questa parte costitutiva umana. Egli ne parla in una conferenza tenuta a Bologna e in alcune pagine del libro «Sulla Via Dell’Iniziazione», dove egli alla fine sintetizza il concetto del vero Io così:

      «L’uomo porta in sé un “vero Io” che appartiene a un mondo sopraspirituale. Nel mondo dei sensi [fisico] questo “vero Io” è come nascosto dalle esperienze del pensare, del sentire e del volere[che l’uomo fa durante la sua vita terrena]. Perfino ancora nel mondo spirituale l’uomo acquista coscienza di questo “vero Io” soltanto estirpando in sé i ricordi di quanto può sperimentare mediante il suo pensare, sentire e volere», (Sulla via dell’Iniziazione O.O. n.12 – La soglia del mondo spirituale, pag. 190 -194; Ed. Antroposofica Milano).

16     Tutto ciò che resta indietro si oscura, si trasforma in una forma diversa che non ha più nulla di umano regredendo verso lo stato bestiale (questo vale per la forma e l’anima inferiore, ma non della sua vera essenza spirituale superiore divina).   Gli spiriti asurici come abbiamo già avuto modo di dire sono spiriti degli ostacoli appartenenti alla gerarchia delle Archai o spiriti della Personalità rimasti indietro nella prima incarnazione della nostra Terra o del nostro sistema solare, sull’antico Saturno. Il nostro sistema solare o possiamo anche dire il nostro Sole con tutti i suoi pianeti, nasce come pianeta tre eoni prima della nascita dell’eone terrestre, cioè all’inizio dello sviluppo del primo stato di coscienza cosmico in cui, l’uomo era un minerale costituito dal calore saturneo; mentre la sua essenza divina spirituale riposava ancora nel grembo della Divinità creatrice. In quell’eone antico in cui tutto e tutti gli esseri, erano immersi nel calore, le Archai attraversarono il loro gradino umano di cui però, non tutti riuscirono a superarlo e salire al rango angelico, alcuni restarono indietro fino allo stato attuale di coscienza terrestre. Pertanto oggi abbiamo delle archai-uomo, rimasti indietro di ben quattro eoni! per cui sono, di fatto, dei terribili «maghi neri». Essi si fanno servi del più malefico essere del nostro mondo planetario, ossia di «Sorat» l’Entità solare definita da Giovanni l’anticristo e identificandolo col numero d’uomo 666. Il male aumenterà sempre più durante il procedere della nostra evoluzione umana e siccome questo spirito soratico, non può entrare direttamente nella nostra evoluzione, egli lo fa attraverso le tre correnti dell’ostacolo e in modo particolare quella degli «Asura» o spiriti delle tenebre. L’unica protezione contro questi maghi neri è la «forza morale» e l’impulso del Cristo; poiché occorrerà fare molta attenzione a non lasciarsi sedurre da questi spiriti malefici, in quanto tutto ciò che essi riusciranno a strappare all’uomo non potrà mai più essere recuperato, vale a dire quella parte di esperienza umana che essi estirperanno dall’io non potrà mai più esserci restituita. Questo argomento sarà ulteriormente affrontato nella seconda parte di questo tema sul dolore.

17    Rudolf Steiner ci annuncia tramite la rivelazione avuta dal bodhisattva Maitreya, la seconda venuta o Parusia del Cristo annunciata anche dai  vangeli e dalle lettere di Paolo, dal 1909 in poi. Prima per poche persone e poi dopo per tutta l’umanità, per l’arco di tremila anni sarà possibile incontrarlo nella Sua «Veste eterica» nell’ambito elementare (astrale) terrestre. Il Cristo non ritornerà più in un corpo fisico terrestre, ma è possibile fare la Sua esperienza per coloro che si prepareranno secondo la conoscenza della «Scienza dello spirito o antroposofia», d’incontrarlo sul piano astrale terrestre nel corpo eterico, così come fu per Paolo sulla via di Damasco. Finiti i tremila anni, sarà possibile incontrarlo nel corpo astrale nel mondo planetario o nel Devachan inferiore, e dopo altri tremila anni, l’umanità lo incontrerà nel Suo Io nel mondo stellare o Devachan superiore; cosicché soltanto allora saprà che cos’è il Cristo.

18     Il Karma o «legge di causa ed effetto», sostituisce dopo l’avvento del Golgotha, la vecchia legge deuteronomica mosaica o del taglione: «Occhio per occhio, dente per dente, vita per vita etc.», la quale non ammetteva sconti; per cui se qualcuno uccideva una persona ne subiva subito la conseguenza con la pena di morte. Oggi e in modo particolare dal XX secolo in poi, per quelli che accolgono e comprendono il Cristo nel senso della rivelazione dell’Antroposofia, le cose si presentano alquanto diverse, in quanto il Cristo è diventato il «Signore del Karma». Per cui  la rigida  legge testamentaria yahvetica si è modificata  in «legge del perdono e dell’amore» con dedizione verso gli altri, ovverosia per quanto male abbiamo fatto agli altri, tanto bene dobbiamo restituire tramite l’amore e la dedizione verso quelli che abbiamo offeso, e altrettanto occorre, che perdoniamo coloro che ci hanno offeso. Ciò non vuol dire appunto che basti chiedere perdono a Dio e tutto viene azzerato come prima; Dio non può perdonare l’azione negativa commessa, (sono altro i peccati che Egli prende su di sé, e questo tema non può che esulare da questa nota), occorre che compensiamo comunque l’azione malvagia commessa ai danni degli altri, con un’altra azione positiva quale atto d’amore e dedizione.  Il karma è veramente un tema molto complesso, poiché riguarda il passato, presente e futuro dell’essere del divenire dell’uomo, per cui è difficile stabilire se l’azione che ci viene incontro nel presente sia un effetto di una causa passata o la causa di un effetto futuro. Rudolf Steiner nel 1910 nel libro «Le manifestazioni del karma O.O. n.120», mise le basi per la conoscenza del significato del karma, enunciando questa legge in modo alquanto diverso da come enunciata dalla scienza ufficiale esteriore laddove a pag. 32, nella prima conferenza di Amburgo egli dice:

      «Cosi oggi abbiamo potuto parlare del concetto di karma, (…). Troviamo cosi la legge del karma che possiamo definire una legge della relazione tra causa ed effetto, però in modo che l’effetto si ripercuote di nuovo sulla causa, e nel ripercuotersi l’essere si conservi, rimanga lo stesso (…). Abbiamo il presentimento che il karma si manifesti nelle maniere più svariate, nei campi più diversi, che le varie correnti karmiche: “Karma personale, karma del popolo, karma dell’umanità, karma della Terra, karma dell’universo, vengano a incrociarsi, e che da tutto ciò ci vengano le spiegazioni che ci occorrono per comprendere la vita; (Amburgo, 16 maggio 1910 – ed. Antroposofica Milano)».

 19    Per Kamaloca s’intende la parte più bassa oscura della sfera astrale lunare  che comprende la zona della sfera della Luna, mentre la sfera di Mercurio e di Venere sono le sfere astrali superiori più luminose in cui l’anima si prepara a entrare nel mondo solare. Per sfera  dobbiamo pensare come centro la nostra Terra e che la Luna nel compiere  un giro completo attorno ad essa, crea uno spazio oscuro  tutt’intorno al nostro pianeta; lo spazio scuro va pensato come una sfera astrale spirituale compenetrata da altre  sfere superiori astrale – spirituale, dove le anime soggiornano  dopo la morte chi più chi meno, tra tormenti e sofferenze animiche dovute ad attaccamenti materiali.

20    Il «Sé spirituale» è la quinta parte superiore dell’uomo che insieme alla sesta parte lo «spirito Vitale» e la settima ed ultima parte della costituzione umana, ossia l’«Uomo spirito», forma la triade superiore divina concessa all’uomo quale dono della prima gerarchia, ossia: «Serafini, Cherubini e Troni, durante le antiche evoluzioni cosmiche planetarie dell’antica  Luna, Sole e Saturno. Esse sono presenti nell’uomo come germe spirituale e quali riflesso delle forze divine della Trinità Universale, le quali saranno sviluppate pianamente dal nostro Io superiore e vero Io, soltanto nelle prossime evoluzioni cosmiche quale corrente macrocosmica di «Giove, Venere e Vulcano. Tuttavia questa triplicità divina umana, deve essere  sviluppata già nel nostro eone terrestre come principio microcosmico superiore della seconda corrente macro-microcosmica nelle restanti Epoche del nostro eone terrestre, cioè: «Il “Sé spirituale” nella nostra quinta Epoca Postatlantica, lo “spirito Vitale” nella sesta Epoca Postatlantica e l’”Uomo spirito” nella settima Epoca Postatlantica.  Inoltre come è stato spiegato nella nota 8, nella terza corrente microcosmica l’Io umano deve sviluppare e perfezionare tutti gli arti umani, nei sette periodi di cultura di ogni Epoca.

21     Orifiele è un arcangelo appartenente ai sette spiriti Planetari o intelligenze cosmiche, i quali si susseguono come guide spirituali ogni 350 anni circa, per tutta la durata di un periodo di cultura di 2160 anni, i cui reggenti e nomi sono:

 Oriphiel – reg. Saturno – 4° periodo di cultura * dal:   200 a.C. – 150 d.C.

Anael    –  reg. Venere –  4° periodo di cultura dal:       150 d.C.  –  500 d.C.

Zachariel – reg. Giove – 4° periodo di cultura dal:     500 d.C. –  850 d.C.

Raphael  – reg. Mercurio – 4° periodo di cultura dal:   850 d.C. – 1190 d.C.

Samael   – reg. Marte – 4°  periodo di cultura dal:      1190 d.C. – 1510 d.C.

Gabriel   – reggente della Luna – 5° periodo  dal:       1510 d.C. – 1879 d.C.

Michael  – reg. del Sole  – 5° periodo che va dal:        1879 d.C. – 2233 d.C.

*      Il quarto periodo di cultura «greco-romano» iniziò  nel 747 a.C. e terminò nel 1413 con l’inizio  del quinto periodo di cultura  dal 1413 al 3573, cui seguirà poi dopo, il sesto periodo di cultura  dal 3573 al 5733; infine, il settimo periodo dal 5733 fino alla catastrofe finale della «guerra di tutti contro tutti» nel 7893. Dopodiché inizierà una nuova epoca: “La Sesta Epoca Postatlantica”,  nella quale seguiranno  di nuovo sette periodi di cultura. Ciò sarà possibile solo  per quelli che saranno rimasti in vita dopo lo scontro totale e che avranno superato la catastrofe del grande egoismo umano.  Ossia tutti quelli che hanno accolto l’impulso del Cristo secondo la conoscenza dell’Antroposofica e che hanno collaborato durante i secoli a rivestire come dire, il Sé superiore dell’umanità, dei tre corpi animici menzionati da Rudolf Steiner, nella conferenza tenuta a Norrköping il 30 maggio 1912 e che è pubblicata nel libro: «Cristo e L’anima umana» O.O. 155 – ed. Antroposofica Milano.   Le date nelle quali si susseguono i diversi Arcangeli nella loro “Signoria”,  non vanno considerate in periodi rigidi di tempo, ma è possibile una loro mobilità di tempo secondo i periodi cultura che possono essere più o meno corti, secondo il susseguirsi della missione dei singoli arcangeli.

 

La nuova comunità di Filadelfia e il sesto periodo di cultura quale avvento del Sé spirituale III

Pietro da Cortona - L'Angelo Custode

           «Gli uomini possono anche rifiutarsi di riconoscere che gli Angeli vogliono suscitare un loro degli ideali per il futuro; ma è proprio così. E precisamente, in questa formazione di immagini da parte degli Angeli, opera un principio fondamentale ben preciso: il principio per cui in futuro nessun uomo potrà godere in pace la felicità se altri uomini saranno infelici accanto a lui. Per quanto riguarda la condizione  sociale nella vita fisica, sarà dominante un certo impulso alla più assoluta fratellanza, alla più assoluta unificazione del genere umano, ad una fraternità rettamente intesa».       Rudolf Steiner  (O.O. 182, pag. 15.)

      3

Il compito degli Angeli  e   la coscienza del Cristo I

       Oltre a quest’aspetto animico interiore menzionato, si è aggiunto nel secolo XX anche un altro in concomitanza col quinto sacrificio dell’anima di Gesù di Nazareth del Vangelo di Luca, il portatore di una parte della coscienza del Cristo conseguita durante il mistero del Golgotha. E cioè che a causa dei pensieri materialistici sviluppati dagli uomini dall’inizio del XVI secolo in poi, Rudolf Steiner ci rivela che si  creò nel mondo eterico adiacente alla Terra, un’oscurità spirituale che mise in pericolo di morte per soffocamento spirituale quest’anima lucana o adamitica10 descritta dal vangelo di Luca, causando uno spegnimento della sua coscienza cristica. Nella conferenza tenuta a Londra il 2 maggio 1913, in merito Rudolf Steiner rivela:

       «“I semi del materialismo terrestre” che dal secolo XVI in numero sempre maggiore vengono trasmessi nel mondo spirituale dalle anime che attraversano la porta della morte, e che portano a sempre maggiore oscurità, formano ”la sfera nera del materialismo”. La sfera nera, grazie al principio manicheo, Cristo la accolse nel Suo Essere per trasformarla. Essa portò all’Entità angelica che è la manifestazione del Cristo dal mistero del Golgotha in poi, la “morte per soffocamento spirituale”. Questo sacrificio del Cristo nel XIX secolo lo si può paragonare al sacrificio sul piano fisico del Golgotha e descriverlo come seconda crocifissione del Cristo sul piano eterico. Questa sorta di soffocamento spirituale che causò lo spegnimento della coscienza dell’Entità angelica è una ripetizione del mistero del Golgotha nei mondi che stanno direttamente dietro ai nostri mondi, affinché possa aver luogo una rinascita della coscienza del Cristo entro le anime umane. Questa rinascita diviene la visione chiaroveggente dell’umanità nel secolo XX. Così, dal secolo XX, la coscienza – Cristo può congiungersi con la coscienza terrena dell’umanità; e ciò è possibile in quanto l’estinzione della coscienza del Cristo durante il secolo XX nell’ambito della sfera angelica, significa risurrezione della coscienza diretta del Cristo nell’ambito della sfera terrena. A partire dal secolo XX nelle anime umane la vita del Cristo sarà sempre più sentita come un’esperienza personale diretta». (Verso il Mistero del Golgota O.O. n.152, pag. 45 – ed. Antroposofica Milano).

       Questa rinascita e resurrezione della coscienza del Cristo che opera in modo normale ma incosciente nel profondo di ogni anima umana, può essere risvegliata da un impulso che nasca da un’azione libera della nostra volontà. E cioè quello di accogliere coscientemente l’Impulso del Cristo secondo la conoscenza antroposofica, in modo che possa  operare nel modo giusto al suo risveglio interiore spirituale, altrimenti verrà sempre più sentita nell’inconscio comune dell’umanità come un’inquietudine interiore cui non sapremo dare una risposta se non attraverso l’Antroposofia, la sola, tramite cui possiamo comprendere i contenuti dei nuovi misteri cristiani. Tuttavia il Cristo dopo il mistero del Golgotha, si è unito alla Terra diventando per questo lo spirito della Terra, e opera da allora all’interno della Terra e nelle anime umane, nel pieno rispetto della libertà individuale aiutato dalla presenza  della gerarchia angelica nei corpi astrali umani, ossia dagli spiriti guida degli uomini. In altre parole, gli Angeli operano nel corpo astrale di ogni singolo uomo da dove lo guidano e proteggono. Durante lo sviluppo dell’anima cosciente assumono però dei vari compiti particolari, come quello d’ispirare le anime umane allo sviluppo di alcune qualità morali, tra cui quello di realizzare una fratellanza universale che possa fondarsi sullo sviluppo morale-sociale di una vera comunità spirituale umana. Se l’uomo non accoglie durante la coscienza di veglia questo impulso spirituale dal suo spirito guida, allora l’Angelo ispirerà l’uomo durante la notte, quando egli dorme, ossia quando  l’Io umano e il corpo astrale lasciano indietro nel letto il corpo fisico e il corpo eterico. In questo modo l’uomo accoglierà in modo incosciente queste forze spirituali notturne che potranno trasformarsi al risveglio in tendenze negative morbose, se non dominate da una forza morale. Ciò potrà condurre l’umanità a calarsi ancor più nel materialismo e nella vita sensuale perniciosa senza più freni, correndo il rischio alla fine, di diventare preda delle forze dell’ostacolo asuriche (le forze del male); vedi la conferenza tenuta a Zurigo da Rudolf Steiner il 9 ottobre 1918, «Che cosa fa l’Angelo nell’anima dell’uomo? O.O. n.182».

      Pertanto, per chi accoglie questa nuova rivelazione spirituale, dietro di cui opera l’ispirazione dell’Arcangelo Michele quale «nuovo volto del Cristo»11  e che si evolva e prepari stimolato nello sviluppo spirituale della vita interiore, può risvegliare in sé la coscienza del Cristo e avere un incontro con Lui nell’ambito della sfera elementare terrestre (astrale) in questa vita, oppure, Rudolf Steiner ci assicura che può avvenire anche dopo la morte. Ciò può manifestarsi anche per «grazia» come evento naturale dovuto al risveglio della veggenza spontanea immaginativa, il cui impulso dobbiamo collocarlo all’inizio del XX secolo (1930), e che va preparandosi come evento naturale futuro nel mondo astrale adiacente alla Terra, per tutta l’umanità, durante l’arco di tremila anni. Occorre però prepararsi già adesso, già oggi difatti, nella nostra epoca alquanto speciale e particolare (a causa d’impulsi e concomitanze spirituali che confluiscono e s’interpenetrano manifestandosi nel nostro periodo), abbiamo questa possibilità grazie al periodo micheliano che terminerà circa nel 2200-2300 d.C. (vedi nota 21) e alla collaborazione di un altro potente arcangelo che opera nel nostro corpo eterico, il cui nome è Widar12.

      Attraverso la moltissima conoscenza esoterica che c’è offerta sia dal mondo occidentale tramite i Maestri dell’esoterismo, rosacruciano-cristiano, sia da quelli del mondo orientale tramite la via dei bodhisattva, abbiamo la possibilità di risvegliarci dal torpore materialista in cui siamo caduti a causa della tentazione dei due principali spiriti dell’ostacolo, cioè di Lucifero e Arimane13. Vale a dire dell’entità luciferica quale Angelo di luce caduto nelle tenebre e conosciuto dalla concezione religiosa occidentale come «Diavolo», che ci spinge sempre più verso uno sfrenato egoismo che ci preclude dagli altri. E dall’altra, l’entità arimanica quale Arcangelo di luce caduto nelle tenebre (confuso dalla Chiesa cattolica con Lucifero) che nella Scienza antroposofica conosciamo come «Satana o Mefistofele», che si oppone agli Dei quale spirito del male e della menzogna, e che ci spinge verso l’ambizione di tutto ciò che nel mondo materiale genera avidità: cioè soldi, sesso e potere. Grazie alla conoscenza antroposofica possiamo diventare consapevoli di queste due entità dell’ostacolo, dei quali occorre prendere coscienza della loro presenza in noi nella parte inconscia e subconscia, là dove essi interagiscono influenzando il pensare, sentire e volere del nostro modo di agire nei confronti del mondo esterno. Dimodoché divenendo consapevoli della loro manifestazione, possiamo difenderci e agire di conseguenza non lasciandoci influenzare dalla loro presenza negativa nella nostra anima, divenendo in tal modo sempre più padroni della nostra vita interiore spirituale, così che possa emergere a livello cosciente dal nostro profondo, la coscienza del Cristo. Vale a dire che impareremo sempre più a dominare il nostro corpo astrale, cioè i nostri desideri, le nostre brame, il nostro egoismo, etc., rafforzando di conseguenza la nostra vita morale e sociale, imparando ad agire verso gli altri con amore e sincera dedizione.

        Se riusciamo a prendere coscienza di questa nuova rivelazione spirituale moderna e vogliamo tendere a realizzare in noi questo risveglio, dobbiamo imparare a fermarci un attimo in questa nostra vita sempre più frenetica e … potendo ritirarci nella nostra stanza alcuni minuti durante una qualsiasi ora del giorno, lontano dai rumori e da qualsiasi preoccupazione di ogni genere, dobbiamo imparare ad ascoltarci interiormente! Nel silenzio dell’anima dobbiamo imparare ad ascoltarci per cercare di percepire la nostra vera essenza spirituale, il nostro «Io superiore o il Cristo in me» che dall’alto operano affinché avvenga in noi il «risveglio» dello spirito. Occorrerà forse provare diverse volte prima di realizzare il silenzio interiore; ma se persevereremo con serietà e sincerità di cuore, alla fine ciò può essere realizzato riuscendo a far tacere quei pensieri e quei sentimenti egoistici che molto spesso, ci assillano e riempiono la nostra anima. Avremo allora la forza di liberare la nostra mente da tutte quelle vuote immagini virtuali illusorie create dagli oggetti informatici moderni, quali: computer, telefonino, TV ecc., cercate con tanta avidità e voracità, prendendo coscienza del loro temporaneo godimento psichico che alla fine, non fanno altro che lasciare un vuoto interiore. Esse difatti, non ci elevano al mondo spirituale, né fortificano la nostra coscienza, né purificano ed elevano il nostro pensiero intuitivo intellettivo alla veggenza immaginativa; né tantomeno possono fortificare la nostra saldezza interiore morale, la sola, che può renderci migliori. Queste immagini virtuali, quando non sono compensate da uno sviluppo spirituale contrapponendogli una «vita meditativa», tendono a fiaccare il nostro pensiero, a renderlo passivo e abulico, a sottometterlo a queste immagini virtuali, dietro di cui agiscono degli «esseri pensieri elementari arimanici», cui sono costituite nella loro controparte spirituale animica; da dove ci vampirizzano alimentandosi della nostra energia vitale e lasciandoci poi in balia delle forze dell’ostacolo. In questo, i bambini sono i più vulnerabili e per ciò più nocive quando per diverse ore vengono lasciati in balia di TV, telefonini e … altro, giacché agiscono in modo deleterio sul loro sistema nervoso in formazione; possono perciò creare in loro dipendenza e di conseguenza, disturbi di vario genere, tra cui la difficoltà di distinguere la realtà oggettiva da quella falsa virtuale.

       Per almeno cinque minuti al giorno, cerchiamo dunque di realizzare questo silenzio interiore lasciandoci alle spalle per un momento, qualsiasi problema che possa assillarci, aiutandoci volendo con un’implorazione alla «Luce divina del Cristo-Sole», chiedendo di essere illuminati nel profondo dal nuovo fuoco pentecostale di conoscenza, così da sentirci più attivi, vigorosi e utili, alla trasformazione di questo mondo sempre più egoista, aggressivo e violento.  (3. Continua)

 Collegno giugno  2017                                                      Antonio  Coscia

 Agg. e corr. luglio 2018

 Sopra: Pietro da Cortona – L’Angelo custode

Note

10    L’anima Natanica o Adamitica è una parte dell’anima di Adamo cui fu tolta prima che fosse tentato dal «Serpente» ossia, dall’Angelo dell’ostacolo chiamato Lucifero, rappresentato dal simbolo paradisiaco dell’albero del bene e del male. Ossia per capire un po’ meglio questa simbologia occulta abbastanza complessa, diciamo che l’anima umana, cioè Adamo, figlio di Yahve o Yehova, era un essere casto e puro che viveva nel «Paradiso terrestre» in una sorta di coscienza istintiva simile all’animale, per cui non in grado di discernere il bene dal male. Affinché egli potesse elevarsi allo stesso livello degli Dei creatori, fu permesso di «mangiare la mela» (mela vuol dire “Manas”, Mente, ossia la ragione che fa di un essere un individuo) cioè  di accogliere in sé la conoscenza luciferina in modo da distinguersi dagli Dei e imparasse a discernere il bene dal male arrivando a sviluppare l’autocoscienza autonoma e libera.  Ma  prima che fosse tentato dal «Serpente», in altre parole Lucifero,  gli fu tolta una parte della sua purezza animica (una parte del corpo astrale e del corpo eterico) e trattenuta nel mondo spirituale insieme all’albero della vita. Quest’anima è quell’anima che il vangelo di Luca fa risalire attraverso la genealogia di Giuseppe fino a Davide, da questi ad Abramo e fino ad Adamo, e infine a Dio stesso.  È quell’anima adamitica o natanica che s’incarnò per la prima volta nel bambino Gesù di Nazareth dove è detto «figlio di Dio», nato per opera dello Spirito Santo, il quale è la stessa anima che festeggiamo a Natale quale bambinello divino. In questa nota non può che essere dato n aspetto poco esauriente, per un migliore approfondimento vedi: «Il Vangelo di Luca O.O. 114, ed. Antroposofica Milano».

11    L’Arcangelo Michele dopo l’evento del Golgotha si è elevato al rango di Archai, ossia da Spirito di Popolo è diventato Spirito del Tempo, e ha assunto un ruolo diverso da quando prima dell’evento del Golgotha si manifestava come guida del popolo ebraico e quale Spirito notturno di Yahve. Dal 1879 ha assunto il ruolo come guida del cristianesimo esoterico rosicruciano e quale Spirito diurno e «volto del Cristo» nella guida della civiltà attuale.

Sergej O. Prokofieff uno dei più elevati discepoli di Rudolf Steiner, nel suo libro “Il corso dell’anno come via di iniziazione all’esperienza dell’entità del Cristo”, in merito all’Entità di Michele scrive:

       « Effettivamente Michele si presenta oggi in seno all’umanità come la grande guida verso il sole d’amore. Infatti, Egli è figlio di Sofia legato “ sin dal principio” con la “luce della saggezza celeste” e quale volto del Cristo e dell’amore cosmico porta da oggi agli uomini questo suo amore nella sua forma più elevata e altruistica: “Michele con tutta la serietà del suo essere col suo atteggiamento e la sua azione passa per il mondo con amore”. Chi lo segue coltiva l’amore nel rapporto col mondo esterno. E tale amore deve prima svilupparsi per il mondo esterno se non vuole diventare amore di sé. E se quest’amore è presente quale amore micheliano, di riflesso potrà irraggiare nel proprio “io” l’amore per il prossimo. L’uomo potrà amare senza amare se stesso. E sulla via di un tale amore si può trovare nell’anima umana il Cristo. E sulla base della Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico noi possiamo oggi dire: le cose più importanti che il Cristo porta oggi nel mondo sono la “luce, la vita e l’amore”; così che per la Sua nuova apparizione eterica, l’anima natanica porta la luce del Cristo; l’arcangelo Widar, la vita e l’immaginazione del Cristo; Michele, lo Spirito del nostro tempo, l’amore del Cristo»; cap. XII pag. 362-364 (ibidem).

12    Widar è l’antico spirito guida del Buddha Gautama, il quale dopo l’illuminazione del Buddha si è elevato al rango di Arcangelo, assumendo la missione di Michele (che a sua volta è salito al rango di Archai) come «Protettore» dell’anima natanica, ossia del Cristo Gesù. Egli ha anche assunto la missione, legata alla nuova apparizione  del Cristo nell’eterico, ossia nel mondo elementare (astrale) contiguo a quello fisico terrestre. Ciò ha già avuto inizio dal secolo XX e durerà per circa tremila anni, dopodiché l’umanità incontrerà il Cristo nel corpo astrale nel mondo spirituale planetario o Devachan inferiore e più avanti, incontrerà il Cristo nel Suo Io Cosmico nel mondo stellare o Devachan superiore.

13     Lucifero e Arimane sono due entità dell’ostacolo rimaste indietro nella loro evoluzione umana, di cui: «Lucifero appartenente alla gerarchia degli Angeli  rimasti indietro nell’evoluzione umana dell’antica Luna e Arimane, appartenente alla gerarchia degli Arcangeli rimasti indietro nell’evoluzione umana dell’antico Sole».

 

 

La nuova comunità di Filadelfia e il sesto periodo di cultura quale avvento del Sé spirituale II

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            «Ora io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada perché se non me ne vado, non verrà a voi il “consolatore”; ma quando me ne sarò andato, ve lo manderò»  (Gv 16,7).

        2.

 La fine del kali yuga e la nuova epoca luminosa II

         Una di queste facoltà che va preparandosi nella nostra epoca di cultura è il risveglio o ripristino della ghiandola pineale o chakra del terzo occhio, situato alla radice del naso e che anticamente era un organo di luce, similmente a una lanterna che l’uomo portava sulla testa nel punto dove il neonato ha quella parte molle del capo chiamata «fontanella», che col tempo si atrofizzò formando l’attuale ghiandola pineale all’interno della testa. Quest’organo particolare era costituito a mo’ di lanterna e permetteva a un’umanità antichissima, non ancora discesa sul piano fisico, di vedere chiaroveggentemente il mondo spirituale e di partecipare alla vita divina tra il consesso degli Dei in uno stato però ottuso e sognante, poiché la coscienza dell’io non era ancora presente individualmente, ma era costituita da un’anima di gruppo che possiamo identificare con l’archetipo biblico Adamo. Occorse attendere per molto tempo ancora e cioè fino alla realizzazione del mistero del Golgotha, con la morte e la resurrezione del Cristo in Palestina durante il quarto periodo di cultura greco-romano7, dove venne data all’uomo la facoltà di accogliere nella sua anima l’essenza dell’«Io sono» quale spirito pentecostale dell’individualità libera umana. L’evento della Pentecoste fu per l’anima ebraica la liberazione dal ceppo costrittivo e autoritario della «legge teocratica» mosaica dell’antico Testamento quale impulso di «Dio Padre», sostituito poi dall’impulso della libertà e dell’amore universale dal «Dio Figlio», tramite la fiamma divina dello «Spirito Santo» durante l’evento della Pentecoste che realizzava così la promessa fatta dal Cristo durante il Suo commiato dai discepoli, con l’avvicinarsi del sacrificio del Golgotha. La «fiamma d’amore» fu accolta dagli apostoli quale primizia della discesa dello Spirito Santo su di loro e che riuniva di nuovo per grazia, l’anima umana all’immagine originaria divina superiore creata dagli Dei a loro immagine e somiglianza; Gen 1,26.  Anche se non ancora del tutto cosciente come fu per Lazzaro – Giovanni iniziato dal Cristo e in un secondo tempo, anche per Paolo sulla via di Damasco o, come potrebbe esserlo per noi oggi secondo il principio iniziatico moderno rosicruciano. Quest’azione del Cristo, diede via a una nuova via iniziatica meno pericolosa che quella antica mosaica misteriosofica, il cui simbolo era il «serpente di bronzo» innalzato da Mosè nel deserto sinaico e che avveniva nel sonno misterico del «Tempio» ebraico da iniziatori farisei, che il Cristo rimprovera aspramente per sette volte, per la loro ipocrisia di guide cieche non più idonee a guidare il popolo d’Israele.

«Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che innalzate i sepolcri ai profeti e adornate le tombe dei giusti, e dite: Se fossimo vissuti al tempo dei nostri padri, non ci saremmo associati a loro per versare il sangue dei profeti; e così testimoniate, contro voi stessi, di essere figli degli uccisori dei profeti. Ebbene, colmate la misura dei vostri padri! Serpenti, razza di vipere, come potrete scampare dalla condanna della Geenna?» (Mt 23, 29-33).

        Ciò che sarà poi causa della Sua condanna a morte in quanto colpevole dell’atto iniziatico compiuto in un luogo pubblico con la resurrezione di Lazzaro, avendo così violato e tradito il silenzio misterico del Tempio e per ciò passibile della pena di morte. Tutto questo ebbe come conseguenza che l’anima antica ebraica si frammentasse attraverso la grande forza dell’Io cosmico del Cristo (l’Io Sono l’Io Sono), in tanti frammenti individuali autonomi separantisi dall’anima di gruppo del padre Abramo e concedendo così ai primi discepoli e di conseguenza all’intera umanità, la possibilità di avvicinarli alla comprensione del vero Dio Padre Universale. Questo Padre Spirituale che il Cristo accenna nel Vangelo di Giovanni e in modo particolare nel Suo commiato dagli apostoli poco prima della crocifissione, non è riferito al Dio Yahve nazionale che guidò Mosè attraverso il Sinai verso la Terra promessa, e che era proibito pronunciare il suo nome. Egli parla del Dio Supremo esistente al di  sopra della gerarchia degli Elohim solari, i creatori biblici cui appartiene anche l’Elohim-Yahve il creatore di Adamo (l’uomo di  terra) e quale guida del popolo ebraico antico. Per questo sia i discepoli sia i farisei, le guide religiose degli ebrei, ebbero difficoltà a comprendere quest’Essere supremo esistente di là dallo Zodiaco oltre il sistema solare, di cui il Cristo enunciava come un nuovo principio spirituale presente in germe e quale riflesso del «Padre», esistente in ogni anima umana. Ovverosia, Egli congiunse l’anima divina superiore dell’uomo (che gli Dei separarono da Adamo prima che questi fosse tentato da Lucifero, e che fu protetta dall’Arcangelo Michele nel mondo solare in modo che non soggiacesse alla tentazione luciferina), la quale è costituita dal Sé spirituale, dallo spirito Vitale, e dall’Uomo spirito o Atma (vedi la nota 8) quale riflesso del Padre Spirito nell’uomo, cui il Cristo insegna a rivolgersi nella preghiera del «Padre Nostro». Inoltre, il Cristo diede inizio attraverso i suoi discepoli dopo aver infuso loro la coscienza dell’io, di poter accogliere il Sé superiore tramite il nuovo impulso dello Spirito Santo (Bodhisattva o lo Spirito di Verità), attraverso cui può essere accolto il vero Io cosmico del Cristo, in modo che la coscienza dell’io umano non venga smorzata dalla potenza divina. Tutto questo è un po’ come velato nel vangelo di Giovanni, laddove il Cristo nelle parole di commiato dice ai discepoli:

      «Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché egli dimora presso di voi e sarà in voi» Gv 14,16-17.

      Oggi l’anima umana è matura per prepararsi ad accogliere l’anima divina superiore attraverso cui può accogliere il vero Io cristico, ma prima deve sviluppare e realizzare in sé l’anima cosciente8 e l’unione col suo archetipo spirituale o Io superiore, attraverso la nuova rivelazione moderna. Ciò può realizzarsi tramite l’Antroposofia e con la collaborazione dello spirito nuovo redento dal Cristo preannunciato agli Apostoli durante il suo commiato, vale a dire il Paracleto o secondo il termine orientale, il nuovo successore del Buddha: il «bodhisattva Maitreya».

          «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando però verrà lo Spirito di verità [bodhisattva], egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future» Gv 16,12-13.

      Il bodhisattva Maitreya ebbe bisogno del grande iniziato cristiano fondatore dell’Antroposofia, per ispirare la sua dottrina, non essendo riuscito a trovare un’anima adatta per compiere la sua missione come aveva potuto fare altre volte incorporandosi nel corpo astrale di un uomo evoluto, così come fu con il Maestro di giustizia degli esseni Jeshu ben Pandira, vissuto intorno al 120 a.C. in Palestina. Per cui Rudolf Steiner si offerse come collaboratore sacrificando il suo corpo astrale al nuovo bodhisattva, alfine potesse ispirare i nuovi insegnamenti, tra i quali in particolare: «La legge della reincarnazione e del karma» e il nuovo avvento della «seconda venuta del Cristo»  nel corpo  eterico» e… altro ancora. Egli fu il portatore del Maitreya per la durata di circa sette anni, cioè dal 1902 al 1909, senza mai perdere anche per un solo istante la coscienza dell’Io umano, come di solito avveniva nei tempi antichi nei riguardi degli uomini che venivano ispirati dal bodhisattva. Rudolf Steiner poté così rinnovare il nuovo cristianesimo esoterico rosicruciano, grazie alla corrente del Maitreya e di quella rosicruciana di Kristian Rosenkreutz9, cui ogni cristiano per una sua maggiore evoluzione morale e spirituale, dovrebbe accogliere tramite la Scienza dello Spirito o antroposofia in modo da comprendere il vero significato esoterico dell’evento del Golgotha, dal quale fluirono attraverso le forze della morte e resurrezione del Cristo, nell’ambito spirituale della Terra e nell’ambito dell’anima umana, il “Corpo di Resurrezione, l’Impulso del Cristo e la Coscienza del Cristo». (Vedi note 24-30-31).

        Questo dovrebbe aiutarci e farci prendere coscienza per prepararci spiritualmente e moralmente, con l’aiuto della conoscenza antroposofica, di accogliere queste forze spirituali che nel nostro quinto periodo di cultura operano come menzionato, in modo incosciente e tendono a risvegliare nell’umanità le forze veggenti antiche sopite in una nuova facoltà veggente interiore immaginativa, stimolando e risvegliando appunto la ghiandola pineale, cioè il chakra del terzo occhio (Ajna) situato dietro la radice del naso. Rudolf Steiner nel libro «L’Iniziazione O.O.n.10» consiglia agli iniziandi o adepti che vogliono promuovere questo risveglio interiore, di seguire nel modo giusto il cammino esoterico moderno della Scienza antroposofica, ponendo attenzione attraverso gli esercizi di concentrazione e meditazione che possiamo trovare nel libro citato, di non avere fretta nel cammino occulto. Di creare prima di tutto un punto provvisorio nel centro della testa (che corrisponde al centro interiore della testa eterica) da dove si potrà poi, in un secondo tempo, quando cioè si è raggiunto una padronanza e una maturità interiore, di aprire gli ulteriori chakra iniziando da quello a sedici petali che corrisponde al chakra della gola, e poi dopo, tramite ulteriori esercizi quello a dodici petali corrispondente al chakra del cuore; pag.117 (ibidem).   (2.continua)

Collegno giugno 2017                                                             Antonio   Coscia

 Agg. e corr. luglio 2018

Sopra: Immagine di Rudolf  Steiner

Note

7   Il periodo greco-romano,  è il quarto periodo di cultura appartenente alla nostra quinta Epoca come spiegato nella nota 2, e che ebbe inizio con lo sviluppo dell’anima razionale o della ragione nel 747 a.C. la quale stava sotto la costellazione dell’Ariete e terminò nel 1413 d.C. Nel 1413 ebbe inizio il quinto periodo di cultura, dove l’umanità iniziò lo sviluppo dell’anima cosciente o dell’intelletto, che è in rapporto con le forze della costellazione dei Pesci, cui terminerà nel 3573 d.C. quando entreremo nella costellazione dell’Acquario e inizieremo lo sviluppo del Sé spirituale, ossia l’evoluzione dell’anima divina superiore. Il periodo greco-romano fu il periodo chiamato «il Tempo dei Tempi» in  cui avvenne l’incarnazione del Cristo in Gesù di Nazareth, ove fu chiamato l’«Agnello di Dio» in quanto discese dalla sfera del «Padre» situata oltre le costellazioni ed entrando appunto nella costellazione dell’Ariete fu conosciuto come il grande sacrificio dell’«Agnello Mistico»: «Il giorno dopo, Giovanni vedendo Gesù venire verso di lui disse: «Ecco l’agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo!» (Gv 1,29)».

8     Per spiegare che cos’è l’anima cosciente, occorre accennare in una estrema sintesi che l’uomo non è semplicemente un Entità costituita di corpo, anima e spirito, così come spiegato da S. Paolo (1Ts 5, 16-24), ma nella conoscenza della Scienza dello Spirito o antroposofia, Rudolf Steiner suddivide ulteriormente l’Entità umana in quattro, sette e nove arti articolati secondo il contesto evolutivo planetario e terrestre dell’uomo. Per cui se vogliamo descrivere l’uomo sul piano degli stati di coscienza Planetari, dobbiamo suddividerlo in quattro parti, ossia:

  • “Corpo fisico, corpo eterico, corpo astrale e Io”, provenienti da tre stati planetari antichi cioè: “Saturno, Sole e Luna” e il quarto attuale chiamato “Terra” dove gli Dei donarono una loro parte della sostanza divina, cioè l’Io umano. (Vedi nota 2 e Tav. 1.)
  • Se lo descriviamo secondo l’evoluzione di un aspetto dello stato di Forma, (vedi Tav.1) cui è formato da sette Epoche, egli è formato da: “Corpo fisico, corpo eterico, corpo astrale, Io e Sé spirituale” che stiamo sviluppando nella nostra quinta Epoca; e altri due arti superiori lo “spirito Vitale o Buddhi e l’Uomo spirito o Atma”, in altre due Epoche future.
  • Infine se vogliamo descriverlo secondo i sette periodi di cultura, egli appare al chiaroveggente costituito da nove parti e cioè: “da un corpo fisico, un corpo eterico, un corpo senziente, un’anima senziente, un’anima razionale e dall’anima cosciente” che stiamo sviluppando nel nostro quinto periodo di cultura. Dopodiché nei periodi futuri di cultura svilupperemo un principio microcosmico del “Sé spirituale, spirito Vitale e Uomo spirito, che saranno completamente perfezionati nei tre stati di coscienza futuri, ossia: “Giove, Venere e Vulcano”; (vedi Tav. 1).

In una sintesi più ristretta possiamo dunque dire che l’”anima cosciente” o “anima dell’intelletto”, è la quintessenza dell’anima umana, attraverso cui l’io umano esprime quella parte più essenziale di sé come pura essenza della vera volontà umana tramite la quale, l’«io risvegliato» può, autoconoscersi e afferrarsi come un essere autonomo e libero, congiunto a un essere a lui superiore o Io superiore divino che lo ha sempre guidato. In pratica è quella parte più profonda dell’anima umana attraverso cui l’io umano, può afferrarsi e riconoscersi come un che di divino o il “dio nell’uomo”. E nel libro la «Scienza Occulta» Rudolf Steiner scrive: «L’uomo, tramite l’anima cosciente può trovare in sé un che di divino, perché la sua più caratteristica essenza proviene dal divino. Per mezzo dell’anima cosciente l’uomo raggiunge la vera conoscenza interiore di se stesso, cosi come per [mezzo dell’anima inferiore ], raggiunge una conoscenza del mondo esterno (…).   Nell’anima cosciente comincia a rivelarsi la vera natura dell’io. Poiché mentre attraverso la sensazione e l’intelletto, l’anima si abbandona ad altre cose, come anima cosciente essa afferra la sua essenza (…). Perciò l’io per potersi percepire, non può farlo quando si abbandona alle rappresentazioni esterne, ma solo quando lo fa attraverso la sua anima cosciente tramite una certa attività interiore» (pag.56-57-58).

Occorre ancora dire che lo sviluppo dell’anima cosciente se rettamente realizzato (attraverso la via iniziatica moderna rosicruciana o Antroposofia), conduce l’uomo alla trasformazione del suo pensiero concettuale astratto, in un pensiero intellettivo vivente immaginativo, vale a dire allo sviluppo occulto della chiaroveggenza immaginativa, tramite cui possiamo entrare in rapporto con le entità del mondo astrale della terza gerarchia (Angeli, Arcangeli e Archai).

 9    Christian Rosenkreutz è una delle più elevate Entità spirituali bodhisattviche dell’occidente fondatore della corrente dei «Rosacroce» e discepolo del Cristo,  vissuto secondo la fonte ufficiale moderna nel terzo secolo (1378-1484) in Germania. In realtà questo nobile tedesco vissuto nel terzo – quarto secolo resta una figura abbastanza emblematica, quasi leggendaria, difficilmente da afferrare da una mentalità razionale di un uomo di oggi. È solo grazie a Rudolf Steiner in cui possiamo annoverare questa personalità tra uno dei più alti Iniziati cristiani della storia dell’umanità e del cristianesimo nascente, risalente fino al Caino biblico. Di certo la Scienza antroposofica, ci dice che questa personalità è vissuta all’epoca di Salomone, sotto la personalità di Hieram Abiff un discendente di Caino, l’architetto costruttore del Tempio che Salomone volle dedicare al Dio Altissimo Yahve o Jehova. Un’altra importantissima personalità in cui ha vissuto Christian Rosenkreutz, è l’amico Lazzaro che il Cristo risuscitò il terzo giorno dopo una malattia che lo aveva condotto alla morte, e che diventa poi, il «discepolo che il Signore amava», cioè Giovanni lo scrittore dell’Apocalisse. La corrente esoterica rosacrociana fondata da Christian Rosenkreutz, confluirà poi dopo insieme all’Antroposofia durante la nascita della «Pietra di Fondazione» nel 1923-24, in altre parole dopo la distruzione del primo Goetheanum costruito in legno da Rudolf Steiner e bruciato nella notte di S. Silvestro, il 31 dicembre 1922 a Dornach in Svizzera. Da allora Rudolf Steiner e Christian Rosenkreutz, collaborano insieme incarnandosi ogni cento anni, per preparare anime che sappiano accogliere e riconoscere il Cristo eterico alla sua venuta nel mondo eterico adiacente alla Terra, avvenuta nel 1909 per pochi iniziati e dal 1930 in poi, per tutti quelli che si prepareranno in modo adeguato per i prossimi 3000 anni.

 

 

 

La nuova comunità di Filadelfia e il sesto periodo di cultura quale avvento del Sé spirituale I

Breve prefazione dell’autore

Ho ritenuto di aggiornare più ampiamente quest’articolo sulla «Comunità di Filadelfia» mettendo in evidenza maggiormente il tema del male, il quale è in stretta relazione con l’evoluzione attuale dell’anima cosciente, e quello del prossimo periodo futuro del Sé spirituale che sarà motivo di scontro tra la magia bianca e quella nera. Questo lavoro non ha la pretesa di esaurire qualsiasi domanda o conoscenza sul male, ma soltanto quello di offrire a chi non ha ancora avuto la possibilità di avvicinarsi  alla Scienza dello Spirito o antroposofia, un punto di vista sui  contenuti dei «misteri del cristianesimo rosacruciano moderno, così come rinnovato e descritto nella concezione antroposofica. Chi pertanto ha a cuore l’evoluzione del mondo, il senso della vita e la conoscenza della figura centrale che diede un impulso profondo alla «svolta dei tempi» affinché l’umanità non finisse nel baratro della non esistenza, può trovare da sé le risposte nell’ambito dell’«Opera Omnia» di Rudolf Steiner.

Ho preso come spunto le parole di S. Paolo riguardo agli accadimenti futuri dell’umanità, esaminandoli attraverso la conoscenza della Scienza antroposofica concessaci da Rudolf Steiner, uno dei più elevati iniziati chiaroveggenti cristiano-rosicruciano e fondatore dell’Antroposofia. La conoscenza antroposofica ci porta dunque non soltanto in quel lontano futuro menzionato da Paolo, cioè: «al suono dell’ultima tromba …», ma va ancora molto più in là dell’evoluzione planetaria attuale e dell’esistenza umana, laddove la Terra arrivata alla fine della sua esistenza fisica, sarà trasformata dalle forze spirituali dell’uomo in un’evoluzione superiore come Terra astrale, e poi ancora più oltre come Terra spirituale nella quale potranno proseguire soltanto quelle anime umane che hanno saputo trasformarsi attraverso l’Impulso del Cristo in un’esistenza divina superiore, quali creatori di nuovi mondi. Le anime che non hanno accolto l’Impulso del Cristo e che inevitabilmente resteranno indietro nell’evoluzione terrestre, potranno proseguire in un ambito spirituale diverso, in una materia più densa e oscura (eterico – astrale) separati dall’evoluzione superiore normale e perciò, proseguiranno con più difficoltà e sofferenza animica avendo ancora la possibilità di redimersi ed essere accolti nel mondo astrale superiore luminoso.  Ciò sarà possibile fino a che nell’evoluzione cosmica umana si presenterà in quel remotissimo periodo di cultura in cui l’evoluzione entrerà nel 6° stato di vita, nel 6° stato di forma e nella 6° epoca, ossia nel futuro stato di coscienza cosmica di Venere (vedi le note 2-27), quando si formerà il nefasto numero d’uomo, cioè il 666, dove inevitabilmente ciò che non si è evoluto sprofonderà nell’abisso universale.

Affinché questa riflessione possa essere compresa dalle persone che non conoscono la terminologia antroposofica della Scienza dello Spirito o Antroposofia, (la quale ha la sua base nei quattro libri fondamentali scritti e corretti da Rudolf Steiner, quali: «La Scienza Occulta, Teosofia, l’Iniziazione e La Filosofia della Libertà»), ho ritenuto opportuno dilungarmi con note di chiusura integrative. Cosicché possa essere di aiuto a introdurre il lettore profano, in alcuni chiarimenti terminologici trattati nel tema che altrimenti, resterebbero pressoché incompresi da quei lettori che incontrano per la prima volta la via moderna rosacruciana della Scienza dello Spirito o Antroposofica.

 Albenga 18 agosto 2017                               Antonio  Coscia

Agg. Collegno agosto 2018

 cq5dam_web_1280_1280-Raffaello - Trasfigurazione di Gesù

          Perché il Signore stesso, con un ordine, con voce d’arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e prima risusciteranno i morti in Cristo; poi noi viventi, che saremo rimasti, saremo rapiti insieme con loro, sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria; e così saremo sempre con il Signore. Consolatevi dunque gli uni gli altri con queste parole»; 1Tessalonicesi 4:16-18 « In un momento, in un batter d’occhio, al suono dell’ultima tromba. Perché la tromba squillerà, e i morti risusciteranno incorruttibili, e noi saremo trasformati. (1Corinzi 15:52.)    

1.

 La fine del kali yuga e la nuova epoca luminosa I

        La concezione razionalista teologica moderna, interpreta questi insegnamenti escatologici esoterici di S. Paolo come se  alla fine dell’Eone terrestre (al suono dell’ultima tromba …), l’uomo fosse rapito tra le nuvole del cielo là dove incontrasse il Signore Cristo Gesù, che trasformatolo in un «Essere angelico» vivrebbe eternamente con Lui, nella sfera dell’aria della Terra, trasformata in una specie di rinnovato «Paradiso Celeste». Questo pensiero per un certo verso un po’ immaturo, il quale ignora il simbolismo della gnosi cristiana dei primi secoli dove il significato di «nuvole», è da attribuire al mondo eterico terrestre (mondo elementare) che non è visibile con i nostri occhi fisici; similmente a come Yahve si manifestò nel «roveto ardente» tramite il pensiero veggente di Mosè. Questa concezione umana per un certo verso  molto simile a quella buddhista che viceversa, pensa invece che l’anima dopo essersi purificata da tutti gli attaccamenti terreni e aver raggiunto attraverso la realizzazione dell’ottuplice sentiero, il grado di perfezione spirituale, non dovrà più incarnarsi in un corpo fisico ma avrà modo di ri-congiungersi per sempre col Creatore, annullandosi come goccia nel mare infinito della sfera del «Nirvana», situata oltre le stelle. Se così fosse per ambedue le concezioni religiose-filosofiche, verrebbe da chiedersi che senso ha avuto il precipitare sulla Terra, vivere una vita di sofferenza e di prove dolorose, soltanto perché i nostri antenati biblici peccarono di disubbidienza verso Dio per aver mangiato una semplice mela? Certamente dietro questo dramma  cosmico divino-umano, dobbiamo pensare che debba celarsi un azione divina che vada oltre il semplice peccato di disubbidienza umana quale vuol essere rappresentato nell’immagine simbolica paradisiaca, dell’albero del bene e del male. In realtà dietro questo simbolismo della tentazione di Lucifero, ossia il serpente che spinge Eva e Adamo a mangiare la mela del peccato, (facendo così sprofondare l’umanità nella materia più densa del creato causandogli esperienze dolorose e a volte insopportabili), esiste un significato occulto molto profondo, dietro cui si cela tutta l’evoluzione umana che va dall’uscita del «Paradiso» come creature dell’istinto, per ritornare come «Uomini divinizzati» autonomi e liberi, che pienamente coscienti entrano nel consesso degli Dei come futuri creatori di nuovi mondi.

Difatti, la concezione antroposofica della Scienza dello Spirito fondata da Rudolf Steiner1, ci dice che l’uomo dopo essere salito alla sfera angelica conseguita alla fine dell’eone terrestre, il suo cammino va oltre, attraversando altri tre eoni cosmici o Stati di Coscienza2 superiori, fino a raggiungere alla fine dell’ultimo eone chiamato «Vulcano», il grado di Creatore, cioè quel grado divino raggiunto dagli Elohim o Potestà (Spiriti della Forma secondo la concezione antroposofica) quando crearono il nostro «Zodiaco». Ciò porta a dire che la realizzazione del perfezionamento umano, si protrarrà ancora per moltissimo tempo o eoni cosmici, anche dopo aver raggiunto appunto il gradino angelico. Attraverso la conoscenza dell’Antroposofia, sappiamo che l’uomo ha appena superato soltanto la metà della sua evoluzione umana, come possiamo vedere dallo schizzo di Rudolf Steiner (vedi Tav.1 della nota 2), siamo appena oltre la metà dell’evoluzione del nostro 4° stato di coscienza chiamato «Terra». Vale a dire che siamo nel 4° stato di Vita, nel 4° stato di Forma, nella 5°Epoca Postatlantica e nel 5° Periodo di cultura. Come possiamo vedere il suono dell’ultima tromba è ancora molto lontano, prima deve avvenire la guerra di tutti contro tutti alla fine del settimo periodo di cultura, cioè fra circa 6000 anni; poi dovranno passare ancora due «Epoche» formate da sette periodi di cultura ciascuna prima che si realizzi ciò che Paolo profetizza nella sua lettera ai Corinzi, ossia il giudizio divino in cui all’umanità è annunciato tramite il «suono dell’ultima tromba …» la sua fine. Egli non fa altro che annunciare la fine di uno stato materiale che insieme all’uomo, è trasformato dall’uomo stesso in uno stato più sottile immateriale, cioè eterico, laddove ciò va inteso con le parole: «saremo rapiti insieme con loro, sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria …».  Prima di tutto questo però, l’uomo deve sviluppare le forze morali per superare la catastrofe alla fine del settimo periodo di cultura, poi dopo, i prescelti, coloro che si saranno preparati già nel nostro quinto periodo di cultura, saranno guidati dal «Manu umano» (similmente a come  gli uomini dopo il «diluvio universale», vennero guidati dal Manu divino-umano Melchisedec cioè Noè,  nella quinta Epoca Postatlantica), nella successiva sesta Epoca Postatlantica  che sarà di nuovo formata da sette periodi di cultura di 2160 anni. (vedi la nota 2).  Questo significa che oggi dobbiamo e abbiamo la possibilità di continuare questo impulso evolutivo futuro originato dalla caduta dei nostri progenitori biblici umani Adamo ed Eva durante l’epoca del «Paradiso terrestre», in modo più cosciente e consono alla nostra quinta epoca di cultura, in modo da essere preparati tramite l’impulso del Cristo3 a superare la catastrofe futura.

Se non vogliamo dunque essere come quegli uomini che messi nel torrente della vita continuano a scendere giù per la valle senza alcuna volontà fino a unirsi al corso di un fiume, e che inoltrandosi ancora incoscientemente in un cammino perpetuo senza meta tra sentieri tortuosi, oscuri e desolati, non raggiungono alla fine la foce del fiume ove, similmente a gocce divine, si annullano nel grande mare infinito. Se non vogliamo specchiarci in questa massa umana che vive inconsapevolmente la sua esistenziale vita animica sperimentando in modo dormiente l’esperienza materiale terrena, dobbiamo svegliarci alla consapevolezza dell’esistenza dei Bodhisattva4 (il Paracleto o gli inviati dello Spirito Santo), e prendere coscienza dei «tempi futuri» attraverso la nuova rivelazione spirituale che ci additano nella nostra epoca come evento di una nuova epoca luminosa che viene, sostituendosi all’antica epoca oscura del kali yuga5 già terminata un secolo fa. Occorre allora per questo, accogliere la conoscenza e gli avvertimenti di questi uomini sacri di modo che possiamo prendere in mano le redini della nostra vita esistenziale nel mondo, per andare là dove c’è indicato, imparando però a camminare da soli sulle proprie gambe, alfine di sviluppare nel modo giusto l’autocoscienza. Oggi in questo primo bagliore spirituale del nuovo Yuga, cioè il Dvapara Yuga (che tenderà a diventare sempre più luminoso come al sorgere del Sole del mattino segue la luce splendente del mezzogiorno) fluiscono dal mondo divino della terza gerarchia angelica6, sempre più forze luminose spirituali che l’uomo deve imparare ad accogliere con gratitudine alfine che possano svilupparsi in lui, nel modo giusto, le facoltà nuove che vanno preparandosi nel nuovo yuga.    ( 1.continua)

Collegno giugno 2017                                                                              Antonio   Coscia

Agg. e corr. luglio 2018

Sopra:  Raffaello, Trasfigrazione del Cristo

 Note

1    Rudolf Steiner nacque il 27 febbraio 1861 a Kraljevec, presso la frontiera austro-ungarica. Suo padre Johannes Steiner, era impiegato delle Ferrovie Meridionale Austriache, per cui crebbe in un ambiente che stimolava alla prontezza e all’abilità nella vita pratica. Già presto, all’età di sette anni, gli era possibile «vedere e udire gli esseri» che stanno dietro al mondo naturale e che dovette in certo senso nascondere ai suoi coetanei e anche a persone adulte, poiché non sarebbe stato compreso.  Nel 1879 superò l’esame di maturità con lode. Nello stesso anno s’iscrisse all’Istituto Tecnico Superiore di Vienna, dove studierà fra l’altro biologia, chimica e fisica. Specialmente quest’ultima materia influenzerà profondamente la sua evoluzione interiore e, nello stesso tempo, lo porrà di fronte a difficili enigmi. Si mise in luce già come studente curando gli scritti scientifici di Goethe. Dal 1890 al ’97 collaborò all’Archivio di Goethe e Schiller a Weimar.

Dal 1902 ebbe una più intensa attività come scrittore e conferenziere, di cui moltissime in questi anni sulla cristologia, cui dedicherà gran parte della sua vita e la sua uscita nel 1912-13, dalla Società Teosofica, a causa di un dissenso con la Presidentessa Annie Besant, la quale, sosteneva che un giovinetto indiano di nome Krishnamurti, fosse la reincarnazione del Cristo. Nel 1894 pubblica la “Filosofia della Libertà” (Edizione Antroposofica Milano), la più importante delle sue opere filosofiche ed anche la base per la successiva concezione del mondo. Oltre a una trentina di opere scritte di carattere filosofico e antroposofico, sono rimasti i testi stenografati di quasi 6000 conferenze sui più diversi rami del sapere. Gli impulsi da lui dati nell’arte, nella scienza, nella medicina, nella religione, nella pedagogia e nell’agricoltura portarono a delle nascite di movimenti oggi sempre più diffusi nel mondo.

Nel 1912-13 si distacca dalla Società teosofica e costituisce la Società antroposofica universale. A Dornach in (Svizzera), costruisce il primo Goetheanum di legno, un centro di attività scientifiche e artistiche fondate sull’antroposofia il quale, in seguito, sarà poi bruciato da nemici dell’Antroposofia nella notte di S. Silvestro del 1922.  In seguito Rudolf Steiner fa un modello di un secondo Goetheanum in cemento armato il quale, fu costruito dopo la sua morte avvenuta il 30 marzo 1925, esistente tuttora come centro di numerose attività antroposofiche cui, partecipano artisti e soci di tutto il mondo.

2    L’uomo per compiere la sua evoluzione e perfezione umana deve attraversare «sette Stati di Coscienza Cosmici» che nella Scienza  antroposofica sono chiamati: «Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano». Di questi sette stati cosmici ne sono già passati tre, e cioè Saturno, Sole e Luna e attualmente siamo nello stato cosmico o «Eone» terrestre che chiamiamo Terra. I nomi scelti non sono riferiti ai pianeti attuali del nostro sistema solare ma, questi indicano soltanto il punto, dove si espandevano le sfere cosmiche dell’antico Saturno fino al pianeta Saturno attuale; l’antico Sole fino al pianeta Giove attuale e l’antica Luna fino al punto in cui è collocato il pianeta Marte attuale. Questi antichi sistema solari o sfere cosmiche, non vanno immaginate come il nostro sistema solare attuale ma come sfere spirituali cui nessun occhio fisico avrebbe potuto vederle, in quanto erano delle sfere spirituali costituite da calore sull’antico Saturno, da una sfera eterica sull’antico Sole e da una sfera astrale sull’antica Luna. Non è possibile in una nota dare maggiori dettagli sugli antichi stati di coscienza cosmici, per cui possiamo in sintesi dire che, ogni stato di coscienza cosmico, deve attraversare diversi sottostati di coscienza, chiamati: «Stati di Vita, Stati di Forma, Stati di Epoche e Stati o periodi di cultura». Nel nostro stato attuale di coscienza dunque, vogliamo tralasciare lo stato di Vita e lo stato di Forma per non complicarci troppo la vita  con questa nota integrativa, prendendo in esame soltanto le Epoche. Diciamo allora che la nostra Terra in ogni stato di forma (se ne contano sette) deve passare  attraverso sette Epoche, cui chiamiamo:

«Epoca Polare, Epoca Iperborea, Epoca Lemurica, Epoca Atlantica, quinta Epoca Postatlantica, sesta Epoca Postatlantica e settima Epoca Postatlantica».

A sua volta ogni «Epoca» deve attraversare «sette periodi di cultura» che chiamiamo:

«Paleo Indiano, paleo Persiano, egizio-caldaico-ebraico, greco-romano, periodo anglo-germanico, periodo slavo-russo e periodo americano».

Ogni periodo di cultura dura circa 2160 anni e attualmente, ci troviamo nel quinto periodo di cultura  «anglo-germanico» della quinta Epoca che astrologicamente si trova sotto il «segno dei Pesci», cui durerà ancora per circa 1500 anni e dopodiché entreremo nel sesto periodo di cultura «slavo-russo» che sarà sotto il «segno dell’Acquario»; infine, per ultimo, entreremo nel settimo periodo di cultura «americano» che sarà sotto il «segno del Capricorno» che finirà con una grande catastrofe simile al «Diluvio universale» chiamata  dalla Scienza antroposofica, «la guerra di tutti contro tutti». Finita la pausa catastrofica, gli uomini che avranno superato la crisi inizieranno una nuova Epoca formata da sette nuovi periodi di cultura e così via, per la settima Epoca; fino a che la Terra sarà completamente trasformata  unendosi di nuovo alla Luna e al Sole.

Tav.1                 I  SETTE  STATI  DI  COSCIENZA  PLANETARI

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   Rudolf Steiner  tratto dal libro «Apocalisse O.O. 104, pag. 189

3     Rudolf Steiner nel Vangelo antroposofico di Marco, ci rivela che l’impulso del Cristo è rappresentato da quel giovanetto che seguiva Gesù mentre era portato via dai soldati romani e a cui viene strappato il lenzuolo di cui era avvolto, fuggendo nudo. Egli continua dicendo che questo impulso giovanile cosmico del Cristo, ormai non aveva che un debole legame con il “Figlio dell’uomo”, giacché verrà poi dopo messo a morte sulla croce del Golgotha; Mc 14,51-52]. Non è possibile affrontare in una nota il tema sul significato dell’Impulso del Cristo, in quanto siamo di fronte a un argomento molto complesso che ha in sé diversi aspetti interpretativi scaturiti dal significato dell’evento del Golgotha nell’ambito della storia evolutiva umana e spirituale, non solo per l’uomo, ma anche per tutte  le gerarchie spirituali superiori.  Rudolf Steiner  in una conferenza tenuta a Norrköping il 30 maggio 1912  rivela che l’Io Cosmico del Cristo nel dimorare negli involucri animici – corporeo  di Gesù di Nazareth, come conseguenza della Sua azione divina nell’ambito terrestre, lasciò sulla Terra l’Impulso dell’Io, il quale restò come dire nudo, senza involucri esteriori, dopo la morte di Gesù.  Affinché l’umanità possa avere l’aiuto dal Cristo alla fine del settimo periodo di cultura, quando cioè l’umanità si troverà ad affrontare una grande catastrofe umana simile al «Diluvio Universale» e annunciata da Rudolf Steiner come la «guerra di tutti contro tutti», occorre che gli uomini rivestano l’Io cristico o Impulso-Cristo, di un corpo astrale, un corpo eterico e un corpo fisico. Ed è sempre in questa conferenza che troviamo la risposta dove è detto che noi creiamo il corpo astrale dell’Impulso-Cristo attraverso le nostra fede, la fiducia e la meraviglia;  il corpo eterico tramite l’amore e la dedizione agli altri e il corpo fisico (diverso dal nostro attuale, ossia meno denso) attraverso le azioni morali consapevoli, cioè azioni morali fatte liberamente in piena coscienza.

4      La dottrina dei Bodhisattva è abbastanza complessa, perché queste entità superiori appartengono a diverse classi umane-divine e in modo particolare alla categoria dei Bodhisattva Celesti, cioè gli Arcangeli, gli arci-messaggeri del mondo divino, i quali formano un cerchio di «dodici Bodhisattva» che nella sfera del Budhi, (la sfera solare oltre le stelle fisse o Devachan Superiore o, secondo un termine occidentale, il «piano della Provvidenza) contemplano e accolgono la «Pienezza Divina» dell’entità del Cristo-Sole, posto al loro centro .  Sergej O. Prokofieff, in base alle citazioni di diverse conferenze tenute da Rudolf Steiner su questo argomento, nel suo libro “Rudolf Steiner e la fondazione dei nuovi misteri”, a pag. 71 scrive:

 «Un Bodhisattva è un essere di ordine cosmico che ha già superato i limiti dello sviluppo proprio dell’uomo; egli si avvicina già all’evoluzione dell’Angelo e si trova in una corrente evolutiva nella quale la sua coscienza arriva fini alla sfera del Budhi. In altri termini, un Bodhisattva sta in una fase di sviluppo che l’umanità raggiungerà, per via naturale, soltanto su Giove. Questo si esprime nel fatto che il Bodhisattva già ora, “in modo comune” a un essere della gerarchia angelica, può, con il proprio Io [superiore], operare coscientemente alla trasformazione del suo corpo astrale in Sé spirituale. In questo lavoro egli viene ispirato da un essere di una gerarchia superiore, quella degli Arcangeli. Quando questo lavoro si avvicina al suo compimento, il Bodhisattva si reca in Terra per una incarnazione umana completa, vale a dire che percorre quel grado chiamato da Rudolf Steiner il grado di “Buddha umano”. Durante questa sua ultima incarnazione il Bodhisattva lavora in modo comune a un essere della gerarchia degli Angeli e raggiunge finalmente il grado del Sé spirituale (l’illuminazione sotto l’albero del Bodhi). Con ciò egli completa il ciclo corrente all’evoluzione del mondo, e non deve più incarnarsi sulla Terra. D’ora in poi non lavora più, come essere della gerarchia degli Angeli, al suo corpo astrale che è divenuto il corpo luminoso del Sé spirituale (Nirmāṇakāya). L’ulteriore evoluzione del Buddha consiste nel fatto che egli, partendo dal suo Sé spirituale come principio dell’Io, lavora, in maniera consueta ad un Arcangelo, al proprio corpo eterico e lo trasforma a poco a poco in spirito Vitale. In conseguenza di ciò la sua coscienza raggiunge la sfera del “Nirvana” e inizia un evoluzione che la restante umanità raggiungerà solo, durante lo stato di coscienza di Venere; nel qual lavoro sarà ispirato da esseri ancora superiori agli Arcangeli ».

Quando dunque giunge per loro il momento in cui l’umanità ha bisogno di un nuovo impulso spirituale, uno di essi scende a livello astrale e ispira un «Individualità umana», un uomo evoluto appartenente alla classe dei bodhisattva umani. I quali sono i discepoli degli antichi Maestri divini che guidarono l’umanità antica, di cui nell’epoca Lemurica discesero dalla sfera di Venere, le entità delle Archai che s’incorporavano fin nel corpo fisico di uomini tra i più evoluti, che erano chiamati “Dhyani Buddha”. Durante l’epoca Atlantica discesero dalla sfera di Mercurio, le entità degli Arcangeli, che s’incorporavano fin nel corpo eterico di uomini evoluti, che venivano chiamati “Bodhisattva”. E durante l’epoca Postatlantica (prima dell’evento del Cristo nel corpo di Gesù di Nazareth), discesero dalla sfera lunare (Luna) le entità degli Angeli, nel corpo astrale di uomini evoluti, che erano chiamati Buddha umani. Anche dopo l’evento del Cristo si sono sempre presentati agli uomini dei Bodhisattva per aiutare l’umanità a evolvere verso i mondi dello spirito, senza dei quali l’umanità non potrebbe mai arrivare alla sua meta divina originaria. Sono uomini evoluti che vivono nell’ambito della sfera lunare, (in questo caso è inteso la sfera che va dalla Luna fino a Venere), e sono chiamati «Maestri della saggezza e dell’armonia dei sentimenti» che a loro volta, formano una cerchia di dodici Entità bodhisattviche al servizio dello Spirito Santo, cui hanno il compito di promuovere l’impulso del Cristo sulla Terra.

Quando appunto si avvicina per loro il momento, essi scendono sulla Terra per compiere la loro missione divulgando la loro dottrina agli uomini per la durata di cinquemila anni, durante i quali, essi s’incarnano circa ogni cento anni. Dobbiamo però dire che questi uomini evoluti, essendo troppo elevati per i corpi fisici per loro troppo angusti, scelgono a loro volta degli iniziati o personalità umane fra uomini più evoluti e li compenetrano nel corpo astrale, oppure fin nel corpo eterico, secondo la missione che devono portare a termine e dalle personalità umane terrestri che possono essere «compenetrate spiritualmente». Soltanto dopo che siano passati cinquemila anni, questi super-uomini bodhisattvici devono scendere completamente sulla Terra, incarnandosi completamente in un corpo fisico preparato per lui da un corpo materno in grado di accoglierlo, così come fu per il Buddha Gotama, e realizzare la loro dottrina che hanno ispirato e che, soltanto allora potrà diventare un patrimonio comune spirituale di tutta l’umanità. A quel punto il bodhisattva umano dovrà conquistare il gradino dell’Illuminazione spirituale di Buddha elevandosi al rango spirituale superiore, lasciando libero l’Angelo che aveva assunto la missione di guida, salendo anch’egli al livello superiore di Arcangelo.

Possiamo ancora aggiungere che fino ad ora si sono manifestati e realizzati sei Buddha, l’ultimo come accennato fu il Buddha Gotama (circa 560 a.C.) cui furono i preparatori per la discesa e l’incarnazione del Cristo nel corpo astrale, poi nel corpo eterico e infine nel corpo fisico di Gesù di Nazareth. Sei nuovi bodhisattva dovranno ora scendere per preparare la conoscenza del Cristo, cosicché l’umanità imparerà a pregare, a conoscere e a discernere sempre più la natura divina del Cristo, non confondendola (come continua a fare da diversi secoli, dopo l’editto di Costantino) con la Personalità storica (per quanto nobile e venerabile), di Gesù di Nazareth. È di vitale importanza per tutta l’evoluzione umana futura che l’umanità impari a discernere il «Maestro Gesù» quale uomo di Nazareth, dietro cui si cela la reincarnazione dell’antico Zarathustra fondatore della religione persiana, e il Cristo Gesù quale “Sole Cosmico” e secondo Principio Universale della Trinità Divina, ossia ciò che gli Iniziati cristiani hanno sempre conosciuto come: «Io Sono l’Io Sono».

Ritornando alla dottrina dei Bodhisattva, occorre sapere che da questo collegio di uomini evoluti appartenenti alla comunità dello Spirito Santo, opera oggi attraverso gli Iniziati e uomini evoluti, l’ispirazione del nuovo Bodhisattva che ha occupato il posto come successore del Buddha Siddhārtha Gautama, meglio conosciuto come Gautama Buddha o Śākyamuni che fu un monaco filosofo mistico e asceta indiano, fondatore del Buddhismo. Questo nuovo bodhisattva che iniziò a incorporarsi nel maestro degli Esseni circa un secolo prima del Cristo, come “Gesù di Pantera” (questo elevatissimo maestro esseno, chiamato Jeschu ben Pandira, fu molto confuso tra i filosofi greci tra i quali Celso e persino dalla fondatrice della Teosofia Madame Blavatsky che per questo, si scagliarono contro il cristianesimo) fra circa 2500 anni, dovrà incarnarsi sulla Terra e realizzare la sua dottrina attraverso cui salirà alla nuova dignità di Buddha; egli è il nuovo Buddha che deve venire e si chiamerà «Maitreya Buddha». Secondo la scienza dello spirito antroposofica, si devono contare dodici bodhisattva e non possono che essere dodici che contemplano il Cristo (l’Io Sono l’Io Sono) nel mondo del Budhi, dal quale accolgono le ispirazioni da portare sulla Terra. Quando l’ultimo dei bodhisattva avrà terminato la sua missione, l’umanità saprà che cosa è il Cristo, e a quel punto l’eone terrestre arriverà alla sua fine continuando una nuova incarnazione nel prossimo eone di Giove, la nuova “Gerusalemme Celeste” menzionata nel vangelo di Giovanni.

5    Il kali yuga è un periodo ciclico della durata di 5000 anni. Nella religione induista l’evoluzione del mondo avviene tramite lo sviluppo di quattro ere o periodi di tempo  chiamati yuga, i quali sono  cosi suddivisi:

1)   Satya Yuga o Krita Yuga, l’età dell’oro;

2) Treta Yuga, l’età dell’argento;

3)   Dvapara Yuga, l’età del bronzo;

4) Kali Yuga, l’età del ferro iniziata circa 3101 a.C. e terminata nel 1899 d.C.

Adesso siamo entrati nel ciclo di risalita cioè nel Dvapara Yuga che durerà di nuovo 5000 anni, poi il Treta Yuga e infine il Satya Yuga, ove termina il ciclo degli Yuga, ossia di  35000 anni.

6    Nel mondo divino operano delle  Entità spirituali appartenenti a tre classi gerarchiche cui la Scienza antroposofica cominciando dall’alto classifica così:

1° Gerarchia

Spiriti dell’Amore (Serafini), Spiriti dell’Armonia (Cherubini),  Spiriti della Volontà (Troni).

2° Gerarchia

Spiriti della Saggezza  (Kyriotetes),  Spiriti del Movimento  (Dynameis) e  Spiriti della Forma (Potestà o Elohim).

3° Gerarchia

Spiriti del Tempo o Personalità (Archai),  Spiriti del Fuoco (Arcangeli) e Spiriti della vita (Angeli).