Il Paraclito, i grandi Bodhisattva e il Bosatsu dell’Oriente IV

Statua del buddha sotto l’albero del bodhi

Quando un Bodhisattva discende dal cielo, appare in questo mondo una luce splendida, incommensurabile, che supera la gloria del più intenso fulgore. E qualsiasi spazio buio si trovi di là della fine del mondo verrà illuminato da questa luce.      DIGHA NIKAYA  14, 1, 17

4. 2. I grandi Bodhisattva II

Alfine di poterci avvicinare alla comprensione di queste Entità bodhisattviche divine ancor più superiori dei Bodhisattva umani e perfino dei Dhyani Buddha Celesti, occorre appunto fare un maggiore sforzo mentale immaginativo in modo da rappresentarci questi enormi esseri cosmici divini, studiando e riflettendo bene il concetto espresso nell’articolo precedente sulla base dello sviluppo settemplice della costituzione umana in rapporto alla costituzione settemplice divina che va dagli Angeli fino ai nostri creatori divini, cioè gli Elohim o Spiriti della Forma.  È comprensibile che non sia tanto facile comprendere ciò che la conoscenza antroposofica ci rivela in base alla natura complessa di queste altissime Entità spirituali che vanno oltre ciò che finora è stato spiegato sia da conoscenze occulte esoteriche, sia in modo particolare dalla teologia cattolica nei riguardi della dicotomica costituzione umana, che fu sostituita a quella tricotomica di S. Paolo nel nono secolo durante il concilio costantinopolitano.  S. Paolo difatti, asseriva che l’uomo era costituito da corpo, anima e spirito, (vedi: 1 Tessalonicesi, 5, 23), per il fatto che il Cristo facendo discendere lo Spirito Santo sugli Apostoli, costituì un impulso archetipico primigenio separando l’anima degli Apostoli dall’anima di gruppo ebraica o meglio, dal Padre Abramo cui essi si sentivano tutt’uno. Difatti in un passo del vangelo di Matteo, è scritto: “Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada.  Sono venuto infatti a separare il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera” (Mt 10,34-35).

Ciò divenne col tempo una facoltà nuova durante i due millenni in cui il cristianesimo si diffuse in tutto il mondo, dando l’impulso a tutti gli uomini di autoconoscersi come singole personalità individuali e autonome aventi in sé un “Io” quale essenza spirituale più profonda, il quale tramite lo strumento dell’anima si manifesta nel mondo come un essere che pensa, che sente e che vuole, attraverso la coscienza dell’io. Sono queste tre facoltà spirituali umane che ci permettono di percepirci come “io” terreno inferiore attraverso l’anima, la quale come strumento dello spirito può essere più o, meno perfetta, secondo lo sviluppo morale conquistato dall’io inferiore nel corso delle esperienze delle sue vite terrene.  È lo Spirito dunque (l’Io superiore umano) che trasforma le esperienze terrene, vale a dire i frutti conquistati dall’uomo attraverso le buone azioni umane, in facoltà spirituali e che manifesta poi attraverso l’anima (corpo astrale) in pensieri, sentimenti e azioni sempre più perfetti elevando la sua anima e la coscienza dell’io verso sfere più alte dello spirito cosmico. Per cui è pressoché impossibile compiere in una sola vita, soltanto azioni buone morali senza cadere nell’errore del male, compiendo cioè di conseguenza, anche azioni insensate e imperfette. Per questo è necessario che nella nostra epoca di cultura moderna venga ripristinato la credenza sia nella legge della reincarnazione e sia nella costituzione ternaria dell’uomo, secondo gli scritti di Paolo di Tarso che la Chiesa ha abolito nel terzo e nel nono secolo dichiarandole eretiche, in modo che l’umanità occidentale possa elevare il suo pensiero medievale antico orientandolo verso nuove forme di conoscenze più adeguate ai tempi moderni. 

L’Antroposofia vuol essere una di queste vie di conoscenza che può aiutare a rafforzare e trasformare il pensiero umano elevando l’uomo moderno a ri-conciliarsi con lo Spirito cosmico del Cristo, rivelandogli i fatti occulti che caratterizzarono il “Mistero del Golgotha” quale Impulso spirituale del Cristo, per tutti i tempi a venire. Per cui per comprendere ciò che la Scienza dello Spirito o antroposofia ha da dire nella nostra Epoca sulle tematiche esoteriche del vero impulso cristiano originario, occorre aprirsi con fiducia a questa nuova rivelazione del Bodhisattva Maitreya, cioè il Paraclito o Consolatore del XX secolo che ha ispirato Rudolf Steiner, il Maestro dell’umanità e fondatore dell’Antroposofia. Aprirsi con fiducia non deve essere per nulla inteso accogliere le verità antroposofiche in modo dogmatico, perché sarebbe deleterio per lo sviluppo dell’anima cosciente, ma vagliarle sempre con la sana ragione cercando nei documenti storici o di altre dottrine occulte la loro validità. Dobbiamo trovare in noi stessi le forze di discernimento che possano guidarci alla verità, evitando però a priori qualsiasi pregiudizio nei riguardi di Rudolf Steiner al quale occorre andare incontro con fiducia verso questo Maestro di saggezza e dell’armonia dei sentimenti che ha avuto il compito nella nostra Epoca di cultura, di preparare anime in grado di riconoscere l’evento del Cristo eterico nell’ambito del mondo astrale adiacente alla Terra.  

Detto, questo possiamo riprendere il nostro approfondimento sui grandi Bodhisattva che al contrario della costituzione articolata settemplice dell’uomo e delle gerarchie spirituali che abbiamo citato, sono invece delle entità cosmiche molto complesse, sono come dire delle entità soborniche o composite, costituite dall’insieme di entità bodhisattviche della terza gerarchia spirituale, cioè da Angeli, Arcangeli e Archai, ossia della cerchia dei dodici Bodhisattva che sono al servizio del Cristo e che dobbiamo distinguere in Buddha, Bodhisattva e Dhyani Buddha. Per meglio spiegare quest’aspetto va detto che questi grandi Bodhisattva non sono esseri spirituali formati da arti cosmici come le normali gerarchie spirituali divine sopra menzionate del nostro sistema cosmico – planetario, ma sono delle entità divine avatariche formate dall’insieme dei tre gruppi gerarchici citati.  Occorre però a questo punto cercare di distinguere ancora queste tre categorie angeliche bodhisattviche in tre classi evolutive diverse, e cioè:

  • Gli Angeli, i quali hanno completamente sviluppato il loro corpo astrale umano in Sé Spirituale, si chiamano Buddha Celesti.
  • Gli Arcangeli cui hanno sviluppato completamente il loro corpo eterico umano in Spirito Vitale, si chiamano Bodhisattva Celesti.
  • Le Archai, che hanno sviluppato completamente il loro corpo fisico umano in Uomo Spirito, si chiamano Dhyani Buddha Celesti.

Come possiamo vedere i nomi che sono attribuiti a queste tre categorie o classi celesti, sono per un certo verso uguale alle tre categorie bodhisattviche umane menzionate da Rudolf Steiner nel libro “Gerarchie Spirituali“ (pag.111- Ed. Antroposofica), cioè ai Bodhisattva, ai Buddha e ai Dhyani Buddha, umani. Nello sviluppo bodhisattvico umano terreno, la terminologia come possiamo vedere è però invertita, giacché un uomo che si elevi al grado di Buddha, deve prima percorrere il cammino di Bodhisattva per l’arco di cinquemila anni, dove ogni cento anni egli s’incorpora nel corpo astrale di uomini maturi senza mai scendere sul piano fisico. Soltanto dopo che siano trascorsi cinquemila anni, egli dovrà scendere sul piano fisico e incarnarsi come uomo tra gli uomini per realizzare la sua “Dottrina”, iniziando così il cammino che Rudolf Steiner indica come “buddha umano”, cioè fino a conseguire l’Illuminazione spirituale che lo eleverà alla dignità di Buddha Celeste. A quel punto il suo spirito guida viene liberato passando al grado superiore di Arcangelo, mentre come Buddha Celeste comincerà a lavorare su se stesso in modo cosciente come fa un Arcangelo alla completa trasformazione del suo corpo eterico in Spirito Vitale. Se abbiamo in parte compreso questa complessa distinzione tra Bodhisattva divini e umani, va ora detto che le entità divine bodhisattviche della terza gerarchia, che formano una cerchia di tre volte dodici Bodhisattva al servizio del Cristo, in un dato momento si sono uniti spiritualmente in una completa unità e andando oltre se stessi, crearono dal nulla quale sintesi armonica, dodici Entità divine cosmiche composite, ovverosia dodici grandi Bodhisattva appunto, di cui ognuno è costituito da un Angelo, un Arcangelo e un Archai. Pertanto quando un Bodhisattva umano scende sul piano fisico in un’incarnazione completa per conseguire tramite il cammino di buddha umano l’elevazione a Buddha Celeste, ciò comporta la discesa anche di altri esseri bodhisattvici che incorporandosi nel suo corpo astrale, lo aiutano a realizzare la sua Dottrina; ciò affinché l’umanità possa compenetrarsi delle facoltà sviluppate dal buddha umano quale realizzazione della sua Dottrina ed elevazione a Buddha celeste. Con ciò va ancora aggiunto che oltre alla discesa di un Bodhisattva (Arcangelo) e Dhyani Buddha (Archai) celeste, debba discendere dal piano cosmico del Budhi (vedi la nota 1 degli articoli precedenti) anche uno dei grandi Bodhisattva della cerchia dei dodici che contemplano il Cristo, e che dovrà  incorporarsi per qualche tempo nel corpo astrale del buddha umano, alfine che le  facoltà spirituali sviluppate nell’arco dei cinquemila anni attraverso i diversi uomini che ha incorporato sulla Terra, diventino patrimonio comune di tutta l’umanità. Per meglio spiegare quest’aspetto diciamo che quando il Bodhisattva umano percorre il cammino citato di buddha umano, egli oltre a essere compenetrato dal suo Angelo guida, è anche compenetrato da un Arcangelo e a volte anche da un Archai. Per cui quando arriva alla completa trasformazione del corpo astrale in Sé spirituale, cioè al momento della sua “Illuminazione spirituale”, viene compenetrato per poco tempo anche da un grande Bodhisattva, (perché il buddha umano è in grado di sopportare solo per poco tempo la grande forza divina di questo altissimo essere), il quale farà in modo che le facoltà spirituali che ha sviluppato per cinquemila anni nell’ispirare la sua dottrina all’umanità, diventino ora patrimonio di tutta l’umanità. Per un maggior approfondimento di questo tema vedi il libro menzionato di Sergej O. Prokofieff).

Sei di questi grandi Bodhisattva sono discesi durante la fase discendente terrestre detta “fase di Marte”15 che incorporandosi nel corpo astrale di sei buddha umani giunti all’Illuminazione spirituale tra cui l’ultimo che conosciamo come il Buddha Gautama (circa 600 anni a.C.), ebbero il compito di preparare la discesa del Cristo sulla Terra in modo che potesse compiersi il “Mistero del Golgotha”. Grazie a essi e alla partecipazione di diverse entità divine e di correnti spirituali e religiose umane, divenne possibile che un Dio (il Logos creatore), potesse unirsi alla Terra e sperimentare la morte umana attraverso un uomo particolarmente complesso, col quale si unì in un primo momento spiritualmente durante il Battesimo operato da Giovanni nel Giordano. Questa discesa del Cristo in un corpo umano ebbe il compito anche di limitare il potere di Ahriman (Angra Mainyu)  laddove  nel mondo astrale inferiore l’uomo dopo la morte trascorre un certo periodo di purificazione prima di salire verso i mondi luminosi dello Spirito divino; quì, Arimane era andato oltre i limiti consentitagli da Dio Padre. È importante prendere coscienza che questo non fu il solo intervento del Cristo sul piano fisico e astrale, ma che operò anche in altre azioni spirituali di cui non è possibile elencarle tutte in questo tema. Possiamo accennare ancora a un altro aspetto tra quelli più importanti dei processi rigenerativi e vivificativi che il Cristo compì nei tre anni vissuti sulla Terra, attraverso l’uomo di Nazareth. Questo fu possibile grazie al fatto che come citato, un singolo esemplare umano fu in grado di accogliere ed essere compenetrato nell’arco di tre anni non solo nel corpo astrale, ma anche nel corpo eterico e infine nel corpo fisico nel giardino dei Getsemani. Ciò diede la possibilità al Cristo di poter trasformare i tre corpi mortali inferiori di Gesù di Nazareth in tre corpi immortali superiori che l’uomo riuscirà a trasformare solo nell’arco di tre stati di coscienza o eoni cosmici futuri, cioè su “Giove, Venere e Vulcano” ( vedi la nota 8 degli articoli precedenti). Per meglio dire, il Cristo compì durante l’incorporazione e la compenetrazione negli arti animici e in quello corporeo di Gesù di Nazareth nell’ambito dei tre anni in cui visse sulla Terra in un corpo umano, ciò che ogni uomo evolvendosi secondo il corso naturale evolutivo terreno, dovrà compiere nell’arco di tre eoni o stati di coscienza cosmici menzionati! Ovverosia trasformò i tre arti umani inferiori di Gesù di Nazareth, nei tre elementi spirituali superiori della natura divina in germe nell’uomo, ossia: “Il sé spirituale, lo spirito vitale e l’uomo spirito”, creando in tal modo un nuovo archetipo umano, un nuovo Adamo, come fu chiamato da S. Paolo (1 Corinzi 15). Vale a dire che come Jahve-Elohim creò il primo archetipo umano terrestre che fu portatore di morte dopo la tentazione, luciferica (in quanto che dovette separarsi dagli Dei e discendere dai mondi dello spirito per vivere sul piano fisico e sperimentare la libertà, attraverso la morte umana), così il Cristo creò un “nuovo Adamo”, un nuovo archetipo spirituale umano da cui l’umanità grazie alla legge dell’economia spirituale, ognuno può accogliere e ri-salire nuovamente verso i mondi dello Spirito, divenendo partecipe del consesso divino e cibarsi di nuovo, all’albero della vita. (3.2. Continua)

Collegno, dicembre 2021                                  Antonio   Coscia

Note   Antroposofiche

15   Secondo la Scienza dello Spirito, l’evoluzione umana avviene attraverso sette stati cosmici di coscienza planetari (così come si è cercato di sintetizzare nella nota (8) dell’articolo precedente del blog), che chiamiamo: “Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano”. Attualmente siamo nel quarto stato di coscienza cosmico chiamato Terra, dove, però lo stato terrestre, secondo Rudolf Steiner, passa prima attraverso una ripetizione dei tre stati spirituali precedenti di coscienza, cioè Saturno, Sole e Luna, su di una scala evolutiva superiore fino all’inizio del quarto stato materiale della Terra. Durante il nostro quarto stato terreno materiale, vanno pertanto distinti due fasi: una  discendente che chiamiamo “Marte” e un’ascendente chiamata “Mercurio”. Nella fase  discendente l’umanità si stacca dal divino e sperimenta il piano del Devachan superiore o mondo stellare quale ripetizione dell’antico stato di saturneo; poi scese nel Devachan inferiore o mondo planetario e ripeté a uno stato di  coscienza superiore,  l’antico stato solare; poi scese in quello astrale e ripeté  a un livello superiore, l’antico stato lunare; infine scese nel mondo fisico, dove sperimentiamo il piano terrestre nelle continue incarnazioni in un corpo fisico terreno. Nella fase terrena l’umanità si è unita sempre più strettamente al corpo fisico umano, e ciò ha comportato che a causa dell’egoismo dovuto alla tentazione luciferica, i tre arti umani si deteriorarono sempre più, per cui fu necessario l’intervento del Cristo che sacrificandosi da altezze incommensurabili, scese sulla Terra in soccorso dell’umanità. Egli s’incorporò, come sappiamo nel Battesimo del Giordano, negli involucri di Gesù di Nazareth che li ripristinò e trasformò in tre anni creando un nuovo archetipo spirituale umano fino a compiere il sacrificio della croce, dove attraverso la morte e resurrezione creò un nuovo Fantoma. (un corpo fisico spirituale) cioè il corpo di resurrezione, alfine di poter risalire verso  il mondo spirituale attraverso una fase inversa più perfetta di come menzionato, cioè: “Fisico, astrale più perfetto,  planetario più perfetto e infine  stellare più perfetto”, che è chiamata  appunto fase di “Mercurio”.

BUON NATALE E BUON ANNO 2022

AUGURO

UN SERENO NATALE E UN FELICE ANNO  NUOVO

A  TUTTI I VISITATORI DEL BLOG

“PENSIERI ANTROPOSOFICI DELL’ANIMA”.

POSSA LA LUCE DIVINA DEL CRISTO SOLE

ILLUMINARCI E CONCEDERCIRCI LE FORZE

PER SUPERARE QUESTO MOMENTO DI PROVE

KARMICHE DELL’ UMANITÀ.

Sento come disincantato

il figliuolo dello spirito nel grembo dell’anima;

nella chiarezza del cuore

la sacra parola ha generato

il frutto della speranza

che cresce giubilando nelle lontananze del mondo

dal fondamento divino del mio essere.

Rudolf Steiner

In evidenza

Il Maestro Gesù, il Cristo Gesù e il Cristo VI

Frate  Angelico -Annunciazione dell’Angelo a Maria

«Nel sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. L’angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.  Ecco concepirai un figlio … e lo chiamerai Gesù.  Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo” Allora Maria disse all’angelo: “Com’è possibile? Non conosco uomo”.  Le rispose l’angelo: “Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio”» (Lc 1,30-35).

6. Il Cristo Gesù V

Come abbiamo visto dopo questa lunga digressione sul Cristo Gesù abbiamo potuto in parte farci un’opinione diversa da come a tutta prima viene presentato dagli evangelisti che ci presentano due versioni genealogiche diverse di Gesù di Nazareth. Abbiamo potuto apprendere dalla Scienza dello Spirito che dietro questa figura enigmatica umana-divina è nascosto velatamente il mistero dell’incarnazione del Cristo in un singolo esemplare umano molto particolare, cui è stato preparato fin dall’epoca abramitica dai misteri sacerdotali ebraici e dalla corrente essena creata un secolo prima della venuta del Cristo, dal maestro degli esseni Gesù di Pandira (120 – 90 circa a.C.). Il Maestro degli esseni aveva potuto formarla grazie alla sua fuga ad Alessandria d’Egitto col suo maestro dell’ordine dei farisei Rabbi Josua ben Perachia, i quali erano  perseguitati dall’ordine dei Sadducei e da altre comunità misteriosofiche giudaiche. Là, Jeshu ben Pandira dopo la dipartita del suo maestro per Gerusalemme, Emil Bock20 nel suo libro “Cesari e Apostoli” scrive: «Jeshu ben Pandira rimase ancora parecchio tempo in Egitto; e fu allora che, fra le molteplici correnti dell’intensa vita ellenistica, egli venne a contatto con le cerchie dei Terapeuti e degli Esseni, per divenire poi il grande riformatore e lo spirituale realizzatore degli intenti di queste comunità messianiche.  Il Talmud non contiene che accenni sparsi e indiretti all’attività spirituale di vasta portata che Jeshu ben Pandira esplicò in Egitto e, dopo il suo ritorno, anche in Palestina. Che si trattasse di una costruzione spirituale solidamente fondata e chiaramente ordinata, risulta dall’informazione che ebbe cinque discepoli: Mattai, Naki, Nezer, Buni e Toda» (ibidem pag. 195-196).  Emil Bock continua dicendo: “… poco dopo il suo ritorno dall’Egitto venne ferocemente odiato e osteggiato dai Farisei che erano contrari a questi impulsi spirituali di queste correnti egizie che operavano attraverso oscure arti magiche contrari alla legge di Jahvè. Ciò faceva di lui un apostata e un falso maestro cercando  con l’astuzia, un pretesto per condannarlo a morte alla vigilia della festa di Pasqua, dove prima lo lapidarono e poi dopo lo appesero alla croce nella località di Lidda, una città del distretto di Israele presso la costa del mediterraneo” (Ibidem).

La stessa cosa avvenne per i cinque discepoli che seguirono la sorte del Maestro esseno, i quali furono uccisi per le loro idee religiose che contrastavano il potere sacerdotale ebraico, di cui uno di essi Mattai, ebbe un discepolo di nome Matteo che diventerà poco dopo discepolo del Cristo, e che dopo i fatti del Golgotha, scrisse il “vangelo di Matteo” secondo la conoscenza essena. Un secondo discepolo di nome Nezer, ebbe il compito di formare la comunità essena di Nazareth dalla quale verrà poi dopo preparato il “Messia”, ossia Gesù di Nazareth, il “portatore” della coscienza dell’Io del Cristo. Rudolf Steiner al riguardo ci rivela che nessun uomo per quanto elevato esso sia, sarebbe in grado di sopportare in sé la coscienza divina del Cristo. Pertanto, qui va inteso che Gesù di Nazareth attraverso la morte e resurrezione nel terzo giorno di Pasqua, fu in grado di accogliere in sé una parte della coscienza dell’Io del Cristo, di conseguenza egli divenne durante i secoli dell’impulso della corrente cristiana, il Cristo Gesù; per cui non va assolutamente confuso, né col Maestro Gesù (Zarathustra), né tantomeno con il Cristo, l’Altissimo Dio solare, il secondo aspetto della Divinità Trina,  il cui nome è l’Io Sono l’Io Sono. Come possiamo vedere la corrente essena ebbe una grande rilevanza per tutta la preparazione dei due bambini Gesù, alfine potessero di nuovo unirsi le due correnti menzionate, in un nuovo impulso messianico proveniente dall’ebraismo antico. Queste due correnti messianiche provengono da un’unica origine spirituale molto antica cui è menzionato nella Bibbia del vecchio Testamento, laddove si parla di Melchisedec re di Gerusalemme e sacerdote del Dio Altissimo Ēl Elyōn.21 Il quale incontra Abramo da cui riceve un decimo del bottino di guerra conquistato nella valle dei re e che inizia Abramo nei misteri del corpo fisico e del corpo eterico, dove nel capitolo 14 della Genesi, è detto che Melchisedec offre ad Abramo “pane e vino” (Gen14,18). Dal re-sacerdote di Gerusalemme, le due correnti spirituali presero vie diverse per ricongiungersi di nuovo circa mille anni dopo nel re-sacerdote Davide, dal quale furono di nuovo separate attraverso i suoi due figli Salomone e Nathan, per riunirsi infine di nuovo, circa mille anni dopo tramite i due bambini Gesù. Senza la riunione di queste due correnti messianiche, non sarebbe stato possibile al Cristo incarnarsi in un uomo comune, senza averlo immediatamente bruciato e polverizzato. Ciò che successe durante i tre anni cui abitò nel corpo fisico di Gesù di Nazareth, laddove nonostante che in quel corpo abitasse uno dei più alti iniziati terrestri, alla fine, nel giardino dei Getsemani ebbe bisogno dell’aiuto dell’Arcangelo Widar, l’Angelo guida liberato dal Buddha Gotama, alfine ripristinasse le forze del corpo eterico ormai consunte dal fuoco divino. Per sopportare il fuoco divino creatore occorreva un uomo particolare, un esemplare umano che avesse in sé la massima conoscenza dell’esperienza terrena, e la massima purezza dell’originario archetipo umano creato da Yahve-Elohim.

Per questo fu necessario preparare attraverso i misteri iniziatici ebraici, la nascita particolare di due bambini Gesù, che però avessero in comune la stessa discendenza messianica davidica. Per cui in uno di essi che proveniva dalla corrente regale salomonica s’incarnò l’uomo più evoluto della Terra che come sappiamo è Zarathustra, cui dopo gli eventi di Palestina divenne il Maestro Gesù. Nell’altro bambino, la cui discendenza proveniva dalla corrente sacerdotale natanica, s’incarnò invece un essere celeste, cui sappiamo che è l’entità sovrumana che era stata trattenuta indietro dagli Dei, ossia il puro archetipo spirituale umano separatosi dalla cellula madre del primo Adamo ancor prima che questi fosse oscurato dalle forze luciferiche e che nella conoscenza antroposofica, chiamiamo anima natanica o adamitica. Quest’anima era costituita della più pura sostanza spirituale, sia astrale e sia eterica, cui Rudolf Steiner la definisce a volte simile a un Angelo, e a volte simile a un Arcangelo, laddove in alcune conferenze è menzionato come già accennato, i suoi cinque sacrifici (vedi più avanti) in favore dell’umanità. Inoltre, era costituita da un puro Io umano che però come dire, era una sfera vuota, giacché non si era mai legato al fuoco terrestre nel ciclo delle incarnazioni terrene umane; per cui non aveva ancora nessuna esperienza terrena ma soltanto delle esperienze spirituali acquisite sul piano eterico durante la sua partecipazione nei luoghi di culto dei misteri antichi dei diversi popoli della Terra. Oggi egli non opera più nei luoghi di culto o dei misteri iniziatici di un singolo popolo ma, opera come nuovo archetipo spirituale di tutta l’umanità per cui dopo il quinto sacrificio compiuto nel XIX secolo come menzionato, avvolge il Cristo con il suo corpo astrale luminoso, mentre l’Arcangelo Widar avvolge il Cristo col corpo eterico; per cui se ci siamo compenetrati dell’Impulso del Cristo (vedi la nota 16) possiamo incontrarlo nel mondo astrale adiacente alla Terra, nella Sua manifestazione di luce eterica.

Pertanto ricollegandoci ora al vangelo di Luca, può esserci maggiormente più chiaro, che il bambino menzionato nel suo vangelo, nasce realmente nel mese di dicembre, così come negli antichi tempi quando la procreazione era gestita dagli Dei, cui facevano si che le unioni tra i maschi e le femmine avvenissero durante il solstizio di primavera, cosicché tutti i bambini nascevano a dicembre. Il bambino Gesù del vangelo di Matteo, nasce invece come rivelatoci da Rudolf Steiner nella quinta conferenza del “Vangelo di Luca” diversi mesi prima da genitori nativi di Betlemme più adulti. I quali, sono anch’essi discendenti della linea davidica e i cui nomi sono simili alla coppia nativa di Nazareth, cioè Giuseppe e Maria che generano il loro figlio Gesù secondo l’intervento dello Spirito Santo, ossia come per l’altra Maria di Nazareth tramite l’aiuto dei sacerdoti del Tempio. Nella conferenza tenuta a Basilea il 19 settembre del 1909, Rudolf Steiner spiega: “Le nascite dei due bambini Gesù avvennero a pochi mesi di distanza l’una dall’altra. Ma tanto il Gesù del vangelo di Luca che Giovanni Battista, nacquero più tardi della cosiddetta strage degli innocenti, la qual cosa non poté colpirli” (Ibidem, pag.87). Stando a quel che qui rivela Rudolf Steiner, dobbiamo collocare la nascita del bambino Gesù salomonico che è nato in casa dai genitori di Betlemme, alcuni mesi prima della nascita sia di Gesù del vangelo di Luca e sia di Giovanni Battista che secondo il calendario ebraico nasce nel mese di “Sivan” (maggio-giugno); mentre Gesù di Nazareth stando a quel che scrive Luca nel suo vangelo, nasce sei mesi dopo, cioè secondo il calendario ebraico nel mese di “Kislev” (novembre-dicembre). Ma se cosi fosse, sia Giovanni Battista sia Gesù di Nazareth, non sarebbero sopravvissuti all’editto del re Erode il Grande che fece uccidere tutti i bambini nati a Betlemme e nei dintorni del suo dominio, al disotto dei due anni. Difatti, sappiamo dal vangelo di Luca che i genitori di Gesù di Nazareth dopo la purificazione di Maria, dovuta alla legge della prescrizione del codice mosaico, fecero ritorno 40 giorni dopo a Nazareth. Quindi dobbiamo collocare la nascita del Gesù salomonico, almeno due anni prima della nascita di Giovanni Battista e due anni e sei mesi prima di Gesù di Nazareth, giacché questi nasce secondo Luca, sei mesi dopo il Battista. Dobbiamo quindi fissare la nascita del Gesù salomonico (Zarathustra), circa tre anni prima quella di Gesù di Nazareth; ossia in concomitanza della Stella dei Magi che, forse si trattò di una stella cometa o, della congiunzione di Saturno e Giove avvenuta (secondo alcune fonti contrastanti) tra settembre e dicembre del 7 a.C.; difficile a dirsi, in quanto anche i vangeli di Luca e Matteo non danno la certezza che gli eventi accaduti furono reali, visto che nessun storico di allora ne fa cenno.  È un tema molto complesso cui riscontriamo degli errori che neanche Rudolf Steiner per quanto ne sappiamo, ha completamente svelato; forse egli non lo riteneva cosi importante come può sembrare a noi che vogliamo a tutti i costi delle risposte immediate, cui non sempre possiamo avere, ma, attendere che ci vengano date dai Maestri che possono leggerle dal mondo dell’akasha, quando è il momento giusto per conoscerle.  

 Il bambino Gesù natanico cui il Cristo aveva operato su di lui ancor prima della nascita, nasce dunque in un ostello di Betlemme da una giovane coppia di Nazareth chiamati Maria e Giuseppe discendenti della stirpe di Davide, dove s’incarna appunto per la prima volta, l’anima sorella di Adamo, l’essere celestiale dell’archetipo umano, colui che diventerà il portatore del Cristo, cioè il Cristo Gesù. Possiamo aggiungere che Egli è anche l’archetipo della fanciullezza, il figlio di Dio quale frammento del fuoco divino donato dagli Elohim solari e perfezionato dal Dio lunare Jehovah, cui festeggiamo a Natale al posto della nascita del Cristo, la cui ricorrenza era festeggiata il 6 gennaio dai primi cristiani fino al quarto secolo, come “Epifania del Signore”. La nascita del Cristo fu abolita a Roma da papa Liberio, nel 354 d.C. perché reputava fosse incomprensibile per il popolo romano, credere nella nascita mistica in cui l’Altissimo Dio solare potesse nascere in un uomo immergendolo nell’acqua del Giordano; era più semplice credere nella nascita del bambino divino Gesù, concepito da una vergine. Così venne festeggiato con l’andare del tempo sempre più il bambino divino Gesù, collocando la sua nascita il 25 dicembre al posto della festa del “Sole Invitto”, la festa pagana festeggiata dai romani in onore al ritorno della luce dopo il Solstizio d’inverno; mentre la festa della nascita del Cristo (Epifania) del 6 di gennaio, cominciò ad avere minor rilievo fino a sostituirla con l’epiteto di “Befana”. Cosicché l’umanità perse la nascita del Cristo cosmico come nascita battesimale, e accolse al suo posto la nascita virginale attraverso Maria del vangelo di Luca. Se abbiamo compreso ciò che ci rivela l’Antroposofia nei riguardi dei nuovi misteri cristiani, allora dovrebbe essere ovvio comprendere che festeggiare il “Natale” o preparare il “Presepe”, non dovrebbe offendere nessun pensiero né laico né religioso, in quanto che sono simboli universali che appartengono a tutta l’umanità. Essi ci additano a unirci con calore fraterno nel giorno del ricordo dell’archetipo della fanciullezza dell’umanità! L’archetipo di tutti gli uomini, l’anima Celeste adamitica che non subì la tentazione luciferica ma che grazie alla sua purezza, poté divenire l’unica coppa umana in grado di accogliere in sé il fuoco del Logos creatore per tre anni, attraverso l’immersione o Battesimo dell’acqua nel Giordano da parte di Giovanni il Battista. In tal modo il Cristo Gesù divenne l’ultimo Adamo, quale nuovo archetipo umano, cui l’umanità realizzerà nell’ultimo stato di coscienza che abbiamo chiamato “Vulcano”,

 Tramite le diverse conferenze cristologiche tenute da Rudolf Steiner negli anni in cui il Bodhisattva era incorporato in lui, sappiamo che quest’anima adamitica pur non essendosi mai incarnata sulla Terra, ha sempre accompagnato spiritualmente l’uomo nella sua evoluzione storica-spirituale manifestandosi come citato, tramite il corpo eterico nei santuari dei misteri antichi dei diversi popoli dove venne percepita come Krishna, la guida di Arjuna nel mito indiano e come Apollo, nella cultura dei miti greci. Già fin dall’Epoca Lemurica essa intervenne dal “mondo della ragione” (la regione delle stelle fisse), facendosi compenetrare dal Cristo nel corpo astrale per aiutare l’umanità sofferente dovuto al dolore che gli procurava il disordine dei dodici organi di  senso nel corpo fisico che andava allora formandosi. Un secondo intervento avvenne nell’Epoca Atlantica, dove dal “mondo Celeste” (la regione dei pianeti), l’anima natanica fu di nuovo compenetrata dal Cristo nel corpo eterico a causa del dolore provocato dal disordine degli organi vitali nel corpo eterico. Un terzo sacrificio che ella dovette affrontare, fu quando lei stessa dovette scendere nel mondo astrale inanimata dalla forza del Cristo, per ristabilire il disordine delle tre facoltà dell’uomo, cioè il pensare, il sentire e il volere nell’anima umana, a causa della separazione prima del Sole e poi della Terra e della Luna; per cui l’anima natanica sconfisse le forze luciferiche e arimaniche che avrebbero compromesso la giusta armonia nell’anima umana (Vedi O.O. 149). Il quarto sacrificio avvenne come sappiamo nell’ambito terrestre durante l’evento del Golgotha, dove il Cristo non solo salvò l’io terreno, ma anche il vero corpo fisico (Phantòma), il corpo eterico e l’astrale dell’uomo. Infine il quinto sacrificio cui abbiamo già accennato, fu a causa  della sfera oscura creatasi nel mondo astrale adiacente alla Terra dal materialismo arimanico provocato da anime umane che dal XVI secolo fino al XIX secolo, attraversarono le porte della morte con pensieri strettamente materiali cui l’archetipo dell’umanità rischiò la morte per soffocamento spirituale. Il Cristo intervenne assumendo in Sé la sfera nera arimanica, salvando cosi l’anima natanica dal soffocamento e dalla morte spirituale della coscienza dell’Io del Cristo che aveva assunto in sé durante la resurrezione dell’evento del Golgotha. Il Cristo come menzionato, risvegliò l’anima natanica nel Sé spirituale, divenendo in tal modo l’involucro astrale luminoso del Cristo nel mondo astrale adiacente alla Terra, dov’è possibile incontrarlo nella Sua manifestazione eterica, grazie alla collaborazione dell’Arcangelo Widar. Saranno ancora necessari in futuro altri due sacrifici dell’anima natanica alfine che l’umanità possa raggiungere la sua meta divina e unirsi al Vero io del Cristo. ( VI. continua)

Collegno,  dicembre  2021                                  Antonio  Coscia

Note   Antroposofiche

20     Emil Bock‎ (Nato il 19 maggio 1895 a ‎‎Barmen, ‎‎morto il 6 dicembre 1959 a ‎‎Stoccarda)‎‎ è stato ‎‎un antroposofo tedesco, ‎‎scrittore, teologo e uno dei fondatori di ‎‎The Christian Community. ~~ ‎Nel 1914 iniziò uno studio delle lingue ‎‎all’Università di Bonn.‎‎ Tuttavia, lo stesso anno si arruolò come volontario nella ‎‎prima guerra mondiale‎‎ e fu inviato al fronte nelle ‎‎Fiandre, ‎‎dove fu ferito. Nel 1916 incontrò per la prima volta il teologo ‎‎Friedrich Rittelmeyer‎‎ dal 1918 studiò teologia protestante a Berlino e si laureò nel 1921. Lo stesso anno è stato uno dei fondatori della Comunità cristiana in Svizzera. Bock divenne presto il leader del seminario della comunità cristiana e, dopo la morte di Friedrich Rittelmeyer, divenne il leader della comunità nel 1938. ‎Nel 1941, il regime nazista bandì la comunità cristiana a causa della sua presunta influenza “ebraica” e “massonica”, e Bock fu inviato al campo di concentramento di Welzheim lo stesso anno. Fu rilasciato dal campo di concentramento nel 1942, tuttavia, ma fu sotto sorveglianza per il resto della guerra. Dopo la guerra, Bock fu determinante nella ricostruzione della comunità.‎ (Da Wikipedia, l’enciclopedia libera).‎

21 Ēl Elyōn è una divinità poco conosciuta nel mondo antico testamentario, Egli viene nominato in diverse parti nell’antico Testamento ma senza mai quella chiarezza che possiamo comprendere a quale gerarchia divina spirituale appartenesse. Certamente possiamo pensare che fosse una divinità pre-jahvetica esistente prima della religione ebraica nei diversi popoli semiti, la cui origine risale secondo la Scienza antroposofica, alla formazione della quinta razza bianca di Atlantide.  Egli viene nominato nel capitolo 14,20 della Genesi, dove come menzionato, incontra Abramo al quale offre pane e vino (simboli del cristianesimo solare) in cambio di un decimo del suo bottino di guerra. In realtà in questo passo il cui significato è quello che possiamo intuire attraverso la Scienza antroposofica, è quello che Abramo quale patriarca e antico capostipite del popolo ebraico proveniente dalla corrente lunare dell’Eloah Jahvè, viene iniziato nella corrente solare del Dio Altissimo Ēl Elyōn o El-Eljon, dietro di cui si cela l’Altissimo Dio solare dell’Io Sono Io Sono, cioè il Cristo. Melchisedek è l’altissimo iniziato e discepolo del Cristo dei misteri solari dell’Oracolo del Sole di Atlantide dietro di cui si cela Noè, il Manu divino che dopo l’inabissamento del continente Atlantico, guida il popolo semita verso oriente da dove inizierà la nuova quinta Epoca Postatlantica con lo sviluppo di sette periodi di civiltà o di cultura, tra cui il popolo ebraico che farà parte dello sviluppo del terzo periodo egizio-caldaico. Per cui Abramo venne scelto e iniziato appunto dal Manu divino per la sua caratteristica peculiarità della ghiandola pineale come formatore del pensiero umano che quale capostipite possa formare attraverso i suoi discendenti, un popolo che prepari un corpo fisico e un corpo eterico adeguato alla venuta dell’Altissimo Dio solare, l’Io cosmico, che possa incarnarsi in uomo in modo da formare un archetipo umano per lo sviluppo della “coscienza dell’Io” in ogni uomo.  

Rudolf Steiner Maestro di saggezza I

Rudolf Steiner (1861-1925)

L’onnipotenza, l’onnisaggezza, non sono le principali qualità della divinità, bensì l’amore, una qualità che non può essere accresciuta. Dio è ripieno di amore, è puro amore, è per così dire nato dalla sostanza dell’amore. È puro schietto amore, non massima saggezza, non massima potenza. Dio ha trattenuto l’amore, ha diviso però la potenza e la saggezza con Arimane e Lucifero. Ha diviso la saggezza con Lucifero e la potenza con Arimane, affinché l’uomo potesse essere libero, e sotto l’influsso della saggezza proseguire il suo cammino.

Rudolf Steiner (Zurigo, 17 dicembre 1912)

Rudolf Steiner faceva il guaritore? I

Un amico antroposofo (L. S) conosciuto sulla pagina di facebook, mi ha chiesto cosa ne pensassi di una sua domanda un po’ provocatoria, ovvero: “Ma Steiner faceva il guaritore?

Riflettendo seriamente su questa domanda, in verità devo dire che in tutti questi anni di studio dell’Antroposofia non mi è mai sfiorata l’idea che Rudolf Steiner potesse essere visto sotto quest’aspetto di guaritore, ossia di taumaturgo o curandero, anche perché non ci sono notizie che io sappia di guarigioni miracolose avvenute da parte sua come invece possiamo sapere su alcune persone miracolate da Padre Pio.2 Posso dire che in tanti anni d’incontri con le diverse personalità che hanno guidato finora la Società Antroposofica in Italia, non mi è mai capitato di sentire da esse che Rudolf Steiner potesse essere visto sotto l’aspetto di guaritore psichico, o altro. Si dice che avesse delle lunghe code di persone che attendevano ogni giorno per avere un colloquio privato con lui, ma si trattava di ascoltare i loro problemi cui egli dava con amore dei consigli o delle meditazioni personali cui tendevano a rafforzare l’io inferiore e a ristabilire l’equilibrio animico-spirituale, sulla base del perfezionamento antroposofico e dello sviluppo della coscienza morale. Credo che chiunque si fosse avvicinato a Rudolf Steiner era subito pervaso dal suo fuoco spirituale interiore cui ne avrebbe avuto senz’altro  dei benefici sia a livello animico sia spirituale. Egli era come un sole spirituale dal quale tutti ne traevano giovamento in tutto il loro essere tripartito di corpo, anima e spirito umano, giacché erano avvolti dalla sua aura spirituale cristica sia che fossero consapevoli sia che non lo fossero, non aveva alcun bisogno di agire attraverso pratiche occulte medianiche, psichiche o praniche, come avrebbero potuto pensare di lui filosofi o teologi di malafede (tra i quali in modo particolare i gesuiti) del secolo scorso, sottostimando così la sua vera missione di Maestro dell’umanità e discepolo del Cristo. Egli non aveva affatto bisogno di operare sulle persone attraverso le mani o col pensiero, bastava la sua presenza! A questo riguardo, alcuni discepoli ricevuti  per un colloquio privato, confessano che tutto subito erano intimoriti di trovarsi di fronte a una persona seria che incuteva in loro un che di disagio, ma che subito dopo parlando con lui, avvertivano un grande calore di sostanzialità animica umana provenire dal suo essere.

Una sua discepola Adelheid Petersen, racconta di un colloquio privato avuto con lui il 12 dicembre 1918 e pubblicato sulla rivista “Antroposofia” maggio-giugno 1991, dove viene illustrato il lavoro secondo le direttive di Rudolf Steiner in 12 punti essenziali che i conferenzieri o i fiduciari dovrebbero svolgere nell’ambito dei gruppi di studio. Nel decimo punto essenziale (10.) Adelheid Petersen riferisce che le discussioni nello studio di gruppo secondo Rudolf Steiner andrebbero evitate, in quanto che attraverso ogni chiacchiera viene distrutta la sostanza o aura spirituale che si può formare durante la lettura o il dialogo inerente alla conferenza che si legge. E alla fine del colloquio lei esprime la sua impressione nei riguardi del Maestro dicendo che: «Rudolf Steiner riprese nei miei confronti quel duplice aspetto tra severità e quell’infinita bontà nella cui luce si è ridotti personalmente a un nulla, da dove si può però percepire contemporaneamente tutte le forze e le risorse nascoste del proprio essere». «Sia sempre consapevole con sana serietà del compito che Lei si è posta, disse Lui».  «L’antroposofia è una cosa pericolosa quando non si va incontro con quella serietà» (pag.175-178 ibidem).

Come possiamo vedere Rudolf Steiner amava la serietà e la consapevolezza con cui dobbiamo essere sempre coscienti che abbiamo a che fare con delle realtà spirituali che ci circondano le quali, possono manifestarsi sia in senso buono sia in senso negativo, ciò dipende da noi, dal modo che ci rapportiamo con esse, sia nello studio comune sia in altre circostanze di dialogo o di studio individuale dell’Antroposofia.  In una conferenza tenuta a Dornach il 10 ottobre del 1915, Rudolf Steiner parla dell’accordo tra occultisti “Esoterici orientali ed Exoterici occidentali” i quali, in vista di un materialismo sempre più dilagante  convennero di divulgare una parte di conoscenza esoterica tramite dei Medium, alfine di risvegliare l’umanità ai mondi dello spirito. Ma ben presto il medianismo si rivelò errato in quanto divulgava una conoscenza non veritiera che non si accordava alla vera realtà del mondo divino. Così i Maestri di saggezza3 occidentali tra i quali Cristian Rosenkreutz e il Maestro Gesù, cessarono d’ispirare la fondatrice della Società Teosofica Madame Blavatsky4 (per motivi che non è possibile spiegare in quest’articolo) chiedendo a Rudolf Steiner di correggere ciò che veniva divulgato dalle correnti spiritistiche (Allan Kardec, Frederic W. H. Myers, William James, ecc.) e dalla stessa corrente teosofica della Blavatsky, con la vera conoscenza esoterica rosicruciana-cristiana a orientamento antroposofico che aiutasse l’uomo moderno ad avere la giusta comprensione del mondo degli spiriti e del mondo divino in cui operano gli Dei. Cosicché l’umanità potesse conseguire quel giusto risveglio spirituale dell’anima cosciente in modo da non finire nell’abisso del materialismo arimanico (come possiamo avvertire nel momento attuale di pandemia), ma cercando attraverso la vera essenza e conoscenza della Scienza dello Spirito di sviluppare in sé con l’aiuto del Cristo, quella forza d’amore cosmico-umano cui ogni uomo possa redimersi e congiungersi col suo Io superiore. Pertanto alla domanda se Rudolf Steiner fosse un guaritore, possiamo  rispondere con un sì o con un no o, con un non so, ciò dipende dalle informazioni che possiamo avere dai ricordi dei discepoli sull’attività che Rudolf Steiner svolgeva nel suo studio privato nei riguardi delle diverse persone come menzionato, le quali si rivolgevano a lui per aiuto o per un consiglio.

Credo invece che la domanda vada posta in modo diverso, e cioè: Rudolf Steiner poteva assumere su di se il karma di una persona malata sollevandola dalla sofferenza karmica quale effetto negativo di un’azione riprovevole compiuta nella sua vita passata e di cui l’io si era reso imperfetto?  Penso che sarebbe più difficile rispondere a questa domanda, perché richiederebbe una maggiore riflessione e la conoscenza della legge karmica e dell’amore e, della venerazione che intercorre nell’epoca moderna dell’anima cosciente5 quale nuovo rapporto spirituale tra Maestro e discepolo; inoltre occorrerebbe tenere conto tra la differenza del karma lunare e del karma solare. Nel karma lunare sappiamo che agiscono le forze antiche di Dio Padre tramite la prima gerarchia spirituale, ossia i Cherubini, per cui è molto difficile rimuovere un karma lunare jahvetico da cui proviene la “legge del taglione” mosaica, ossia le leggi  che nel vecchio Testamento Jahvè prescrisse per i sacerdoti leviti dove in un capitolo è scritto:  

«Se uno farà una lesione al suo prossimo, si farà a lui come egli ha fatto all’altro: frattura per frattura, occhio per occhio, dente per dente; gli si farà la stessa lesione che egli ha fatto all’altro» (Levitico 24,19-20).

Con l’avvento del Cristo questa legge dura e intransigente fu in parte modificata dal Cristo laddove nel Vangelo di Matteo leggiamo: «Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente … Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori … Siate voi dunque perfetti com’è perfetto il Padre vostro celeste». (Mt 5,38-48).

Questo cambiamento è stato possibile attuarlo solo con la fine dell’epoca oscura del kalì yuga terminato nel 1899 ma che ha iniziato a essere praticabile nella sua essenza karmica spirituale, cioè da legge del taglione a legge o impulso dell’amore soltanto dal 1930 in poi  che come ci rivela Rudolf Steiner, in concomitanza della presenza del Cristo presente spiritualmente nel corpo eterico  nel mondo astrale adiacente alla Terra, quale promessa della Sua seconda venuta. Vale a dire che se abbiamo in parte compreso l’evento del Golgotha secondo la concezione antroposofica e abbiamo accolto l’Impulso del Cristo, possiamo rimuovere la nostra azione negativa con un’altrettanta azione positiva d’amore nei riguardi di chi abbiamo offeso; il modo di come avverrà, sarà però compito del Cristo che deciderà il momento e il luogo.  Come possiamo vedere la risposta su quest’aspetto taumaturgico di Rudolf Steiner, richiederebbe un lavoro spirituale di studio, riflessione e meditazione sui contenuti di saggezza che la Scienza dello Spirito ci mette a disposizione in modo da farci un giusto giudizio sulla eventuale  attività di guaritore e la possibilità che abbia potuto rimuovere delle  malattie karmiche nelle persone malate, facendosi carico in tal caso, del destino altrui. Tuttavia una prima risposta cui mi sento di dire è che senz’altro Rudolf Steiner quale altissimo Iniziato cristiano-rosicruciano e Maestro di saggezza,  era certamente in grado di assumere su di sé il karma di una persona malata e guarire la malattia causata dall’imperfezione dell’io inferiore. Occorre però a questo punto riflettere se quest’azione possa essere giustificata nei riguardi dell’Io superiore che ha determinato la malattia quale necessità karmica indispensabile per redimere e rimuovere l’imperfezione dell’io inferiore. In questo caso il Maestro non potrebbe  col suo gesto d’amore, interferire nell’azione di redenzione dell’io inferiore esautorandolo dal dolore voluto dal suo Sé superiore in modo da ripristinare l’imperfezione? Non dovrebbe egli a quel punto, assumere su di sé anche la responsabilità morale di educatore nei riguardi del malato alfine che questi possa elevarsi spiritualmente in modo che possa redimere da sé l’imperfezione che ha causato il suo stato di malattia? Questo per dire che se il Maestro si è sostituito al volere dell’Io superiore togliendo il calice amaro della sofferenza e del dolore per compassione e amore nei riguardi del malato (o anche discepolo), non ha tolto col suo gesto anche la possibilità che attraverso la malattia l’io inferiore potesse redimersi e ristabilire da sé l’imperfezione?

Per cui il karma dovrà ora scegliere un’altra strada o destino di prova o di dolore alfine che venga compensata e redenta l’azione negativa del karma antico della vita passata, cosicché l’io inferiore possa compensare e trasformare l’azione karmica negativa passata in un’azione morale in cui venga ripristinato lo stato di perfezione precedente prima che compisse l’azione malvagia. Dobbiamo però altresì dire che se il Maestro accoglie in sé il destino karmico quale effetto della malattia, non dovrà di conseguenza assumere su di sé anche la responsabilità morale nei riguardi del malato o del discepolo?  E pertanto il malato o il discepolo non diventa per questo subordinato al volere del Maestro e quindi in contrasto con l’insegnamento dello sviluppo cosciente e libero cui l’anima umana deve perseguire nel nostro quinto periodo di cultura6 liberandosi da qualsiasi autoritarismo dogmatico, istituzionale, religioso, ecc.?  Rudolf Steiner ci fa sapere che il rapporto tra Maestro e discepolo si è alquanto modificato nell’epoca moderna, giacché il Maestro è divenuto per l’allievo un amico e fratello maggiore, al quale possiamo chiedere consiglio esautorandoci completamente dalla sua autorità spirituale. Diversamente invece prima nel periodo dell’anima razionale, il discepolo restava strettamente vincolato al Maestro per tutta la vita e finanche oltre la morte, per cui il Maestro si legava karmicamente al discepolo dirigendolo secondo il suo volere al quale l’allievo non poteva sottrarsi, asservendosi a lui nella più totale obbedienza. (1. Continua)

Collegno  novembre 2021   Antonio  Coscia

Note   Antroposofiche

1    Rudolf Steiner nacque il 27 febbraio 1861 a Kraljevec, presso la frontiera austro-ungarica. Suo padre Johannes Steiner, era impiegato delle Ferrovie Meridionale Austriache, per cui crebbe in un ambiente che stimolava alla prontezza e all’abilità nella vita pratica. Già presto, all’età di sette anni, gli era possibile «vedere e udire gli esseri» che stanno dietro al mondo naturale e che dovette in certo senso nascondere ai suoi coetanei e anche a persone adulte, poiché non sarebbe stato compreso.  Nel 1879 superò l’esame di maturità con lode. Nello stesso anno s’iscrisse all’Istituto Tecnico Superiore di Vienna, dove studierà fra l’altro biologia, chimica e fisica. Specialmente quest’ultima materia influenzerà profondamente la sua evoluzione interiore e, nello stesso tempo, lo porrà di fronte a difficili enigmi. Si mise in luce già come studente curando gli scritti scientifici di Goethe. Dal 1890 al ’97 collaborò all’Archivio di Goethe e Schiller a Weimar.

Dal 1902 ebbe una più intensa attività come scrittore e conferenziere, di cui moltissime in questi anni sulla cristologia, cui dedicherà gran parte della sua vita e la sua uscita nel 1912-13, dalla Società Teosofica, a causa di un dissenso con la Presidentessa Annie Besant, la quale, sosteneva che un giovinetto indiano di nome Krishnamurti, fosse la reincarnazione del Cristo. Nel 1894 pubblica la “Filosofia della Libertà” (Edizione Antroposofica Milano), la più importante delle sue opere filosofiche ed anche la base per la successiva concezione del mondo. Oltre a una trentina di opere scritte di carattere filosofico e antroposofico, sono rimasti i testi stenografati di quasi 6000 conferenze sui più diversi rami del sapere. Gli impulsi da lui dati nell’arte, nella scienza, nella medicina, nella religione, nella pedagogia e nell’agricoltura portarono a delle nascite di movimenti oggi sempre più diffusi nel mondo.

Nel 1912-13 si distacca dalla Società teosofica e costituisce la Società antroposofica universale. A Dornach in (Svizzera), costruisce il primo Goetheanum di legno, un centro di attività scientifiche e artistiche fondate sull’antroposofia il quale, in seguito, sarà poi bruciato da nemici dell’Antroposofia nella notte di S. Silvestro del 1922.  In seguito Rudolf Steiner fa un modello di un secondo Goetheanum in cemento armato il quale, fu costruito dopo la sua morte avvenuta il 30 marzo 1925, esistente tuttora come centro di numerose attività antroposofiche cui, partecipano artisti e soci di tutto il mondo.

2      Padre Pio,noto anche come San Pio da Pietrelcina (25 maggio 1887 – 23 settembre 1968), è stato un francescano cappuccino  mistico, venne beatificato nel 1999 e canonizzato nel 2002 da papa Giovanni Paolo II. È stato conosciuto per le sue stimmate avute fin da giovane e lo hanno accompagnato per tutta la vita. Diversi sono i miracoli tra i suoi fedeli i quali ne parlano come se avesse delle doti da veggente in grado di essere nello stesso tempo in luoghi diversi. Gli venne eretto un  Santuario a Pietrelcina  in  San Giovanni Rotondo, provincia di Foggia. È difficile dare un giudizio su facoltà spirituali di Padre Pio, stando alle stigmate sembrerebbe che egli avesse percorso il cammino mistico-cristiano che lo porterebbe a essere al quarto gradino iniziatico, ossia “la croce”, dove appunto l’iniziando quale imitazione delle sofferenze del Cristo, ha delle chiazze rosse ai cinque punti del corpo del Cristo Gesù  flagellato dai romani. Rudolf Steiner dice però che nessun mistico cristiano (solo Francesco di Assisi alla fine della vita) ha sofferto di stigmate sanguinolenti, ma solo appunto delle chiazze rosse che scomparivano quando l’iniziando, saliva al prossimo scalino della “morte mistica”.  Per cui per noi resta un mistero cui potrebbe essere chiarito solo dalla facoltà chiaroveggente.

3     I Maestri della saggezza e dell’armonia  dei sentimenti, appartengono alla “Loggia Bianca”  di 12 Bodhisattva discepoli del Cristo, i quali sono uomini molto evoluti che fanno parte sia dei Maestri orientali sia dei Maestri occidentali. Mentre i Maestri occidentali s’incarnano circa in ogni secolo scendendo sulla Terra fin sul piano fisico dove assumono una forma umana transitoria, quelli orientali  s’incorporano invece ogni secolo nel corpo astrale di una personalità umana matura durante l’arco di cinquemila anni, dopodiché alla fine, essi scendono sul piano fisico incarnandosi completamente in un corpo di carne e compiono il cammino di “buddha umano”. Qui essi devono sviluppare e realizzare la loro dottrina alfine che possa diventare patrimonio di ogni uomo terrestre, per cui alla fine dopo aver conseguito attraverso l’illuminazione, la dignità di Buddha essi salgono ai mondi superiori e non s’incarnano più come uomini sul piano fisico, ma possono operare da quei mondi scendendo col loro corpo trasformato ossia il  “Nirmāṇakāya”, fino al piano eterico partecipando in tal modo all’evoluzione terrestre. Secondo la Scienza antroposofica sette di questi Maestri del cristianesimo moderno sono sempre in mezzo a noi sul piano fisico, i quali ricevono le ispirazioni degli altri cinque Maestri della saggezza e dell’armonia dei sentimenti, dai piani spirituali superiori.

4    Madame Blavatsky, cioè Elena Petrovna Blavatsky, era una medium sensitiva russa dell’ucraina nata a Dnipro, 12 agosto 1831 – Londra, 8 maggio 1891, fu la fondatrice della Società Teosofica fondata a New York il 1875, dietro l’ispirazione dei due Maestri di saggezza citati, i quali scelsero la Blavatsky per correggere appunto lo spiritismo dilagante di quel secolo per introdurre la saggezza occidentale più idonea allo sviluppo dell’anima cosciente. A tutta prima essa accolse le ispirazioni dei Maestri occidentali, ma dopo un po’ di tempo fu scelta dai Maestri orientali per divulgare l’antica scienza indiana, cui i Maestri occidentali smisero di ispirarla, per questo  i sui scritti divennero sempre più offuscati da entità luciferiche allontanandosi dalla vera  realtà spirituale, cui alla fine morirà d’influenza all’età di 59 anni.

5    L’anima cosciente è quella parte dell’anima più intellettiva che l’uomo del quinto periodo maggiormente evoluto  sta perfezionando dal 1413 in poi, la cui trasformazione in anima intellettiva veggente terminerà nel 3573 circa. Volendo dare una breve definizione in una nota antroposofica, diremo che è l’anima nell’anima, la quintessenza dell’anima umana attraverso cui l’io umano, esprime quella parte più essenziale di sé come pura essenza della vera volontà umana tramite la quale, l’«io risvegliato» può, autoconoscersi e afferrarsi come un essere autonomo e libero, avente in sé un che di divino, ossia il “dio nell’uomo”. Ciò fa si che possa prendere coscienza di un essere a lui congiunto e che è a lui superiore, vale a dire del suo Io superiore che l’ha sempre diretto in tutte le situazioni dolorose e prove della vita, dovute alla sua imperfezione e alle sue azioni delle vite passate che hanno causato quale effetto, karmico il destino della sua vita attuale.

6      Sappiamo dalla Scienza dello Spirito che l’uomo per compiere la sua meta deve passare attraverso sette stati di coscienza planetari particolarmente complessi che chiamiamo: “Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano”; di cui ogni stato di coscienza attraversa sette stati di vita e ogni stato di vita sette stati di forma. Occorre ancora suddividere ogni stato di forma in sette Epoche e infine ogni Epoca in sette periodi di cultura. Ora tralasciando gli stati di coscienza, di vita e di forma  già attraversati, siamo nel quarto stato di coscienza (Terra), nel quarto stato di vita (minerale),  nel quarto stato  di forma (fisico), nella quinta  Epoca Postatlantica e nel quinto periodo di cultura, chiamato anglo-germanico che durerà circa 2160 anni. Dopodiché entreremo nel sesto periodo di cultura  slavo-russo, infine nel settimo periodo di cultura americano cui terminerà con una catastrofe chiamata “la guerra di tutti contro tutti”. Vedi lo schema della Tav.1 qui sotto.

Il Maestro Gesù, Cristo Gesù e il Cristo V

Peter Wenzel (1745-1829) Adamo ed Eva nel Paradiso Terrestre

Dio, nella sua infinita saggezza, ha nascosto l’inferno

in mezzo al paradiso per fare in modo che stessimo

sempre attenti (Paulo Coelho)

5. Il Cristo Gesù IV

Prima della creazione di Adamo da parte di Yahve-Elohim18, dobbiamo a questo punto parlare di un fatto che accadde prima dell’Epoca Lemurica, cioè prima che al globo di calore e aria si aggiungesse la sostanza liquida o acqua, dovuto a una maggiore compressione del globo cosmico. Avvenne che il Sole si distaccasse dal resto del globo della Terra-Luna prendendo con sé le sostanze eteriche più sottili di calore e aria insieme alle Entità spirituali superiori. Questo perché le entità gerarchiche superiori avevano bisogno del pianeta solare come loro dimora, poiché avevano un’evoluzione più rapida di quella degli uomini terrestri, per cui fu necessario che alcune divinità spirituali si sacrificassero per restare indietro insieme alla Luna e alla Terra per aiutare gli esseri umani che andavano formandosi e che appunto, abbisognavano di un’evoluzione più lenta. La Terra e la Luna furono quindi separate dal Sole e lasciate a un’evoluzione più lenta da parte di Entità guida che sacrificarono la loro origine solare alla cui guida era Yahweh o Jehovah che, da Elohim del Sole divenne un Eloah lunare ossia, il Signore Dio o Yahve-Elohim (Genesi 2,4). Jahvè o Geova latinizzato com’è chiamato erroneamente da alcune correnti religiose, accolse questo sacrificio facendosi un Dio lunare, alfine potesse compiersi l’evento spirituale più importante della storia cosmica – terrestre e nello stesso tempo umana, cioè l’incorporazione dell’Altissima Entità solare che conosciamo come Cristo nell’uomo Gesù di Nazareth, e che divenne il Cristo Gesù dopo il Battesimo nel Giordano da parte del Battista. La missione sacrificale di Yahveh ebbe pertanto un triplice compito:

  • Formare l’uomo androgino di terra ossia Adamo (Adamah = Terra), da cui deriverà l‘umanità terrestre tramite la coppia biblica di Adamo ed Eva.
  •  Assumere la guida del popolo ebraico alfine che potesse verificarsi l’evento del Golgotha quale sacrificio estremo dell’Altissimo Dio solare. 
  • Infine un compito cui non è ancora terminato e cioè quello di opporsi all’influenza negativa dell’ottava sfera.19

Tutto questo avvenne alla fine dell’Epoca Iperborea e all’inizio dell’Epoca Lemurica, dove durante il primo terzo di quest’Epoca, venne appunto generato e perfezionato Adamo, quale immagine archetipica dell’umanità, che Yahve-Elohim plasma dall’immagine dell’uomo androgino stellare Adam-Kadmon (l’Uomo Primordiale o il modello ancestrale celeste) creato dai sette Elohim solari principali o Spiriti della Forma, quale loro Immagine (Gn 1,27).  La Terra a questo punto non è ancora visibile a occhi umani, il suo stato è ancora di una densità acquosa commista ad aria e fuoco (calore). L’uomo o l’umanità creata da Jahvè, doveva essere lo specchio cosmico in cui gli spiriti creatori solari e lunari si sarebbero specchiati in essa senza che l’uomo potesse arrivare a uno sviluppo autonomo e libero; ossia l’umanità sarebbe stata un semplice specchio degli Dei cui non avrebbe avuto mai la possibilità di sviluppare l’autonomia e la libertà in modo da svincolarsi dagli Dei per elevarsi a un’esistenza spirituale superiore. Ma ciò non era nel pensiero creatore divino superiore il quale aveva per l’uomo un destino alquanto diverso da quello auspicato dagli Spiriti della Forma. Per questo gli Dei superiori permisero che l’uomo venisse oscurato nel corpo astrale dalla tentazione del “serpente” biblico, ossia gli furono aperti gli occhi dalla conoscenza manasica luciferina che in tal modo da una parte lo resero cosciente e libero dagli Dei, dall’altra gli diedero la possibilità di compiere il male in quanto l’uomo cadde nella sfera più bassa terrena, dove conobbe la malattia e la morte. Questo momento è menzionato nella Bibbia con la tentazione da parte di Lucifero che offre la mela a Eva (Psiche) e la successiva caduta di Adamo sul suolo terrestre. Vale a dire che Lucifero corruppe Adamo facendo fluire in lui la conoscenza luciferina tramite la quale causò la disobbedienza verso Dio che aveva raccomandato loro di non mangiare la mela (mela = manas = mente = ego inferiore, pensiero, ragione) dall’albero del bene e del male, giacché avrebbe causato la morte e la separazione dal mondo divino. È pur vero che questo fatto causò nell’uomo l’origine della malattia e della morte fisica, ma gli permise anche di guardare Dio con gli occhi fisici dall’esterno attraverso la coscienza autonoma divenuta libera in grado di elevarsi a mondi divini superiori per vivere in un futuro non molto lontano, nuovamente in un consesso divino non più come semplice specchio di uomo dell’istinto, ma come uomo divino cosciente simile agli Dei.  Nella Bibbia difatti nel terzo versetto si legge: «Il Signore Dio disse allora: “Ecco l’uomo è diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell’albero della vita, ne mangi e viva sempre!» (Gen 3,22).

Dalla Scienza antroposofica abbiamo visto e come vedremo meglio più avanti, che l’uomo fu cacciato dal paradiso terrestre in quanto il suo corpo astrale, si oscurò e quindi acquistò il peso della gravità terrestre, per cui venne attratto in basso più di quanto gli Dei avrebbero voluto unendosi così per sempre al fuoco terrestre dove non gustò più dell’albero della vita, ossia di ciò che chiamiamo spirito Vitale o Budhi cui è parte dell’anima umana divina superiore. La caduta di Adamo generò dalla metà dell’Epoca Lemurica fino al primo terzo dell’Epoca Atlantica, la separazione dei sessi e a causa di un indurimento delle forze lunari, la maggior parte delle anime umane furono costrette a riparare sugli altri pianeti del sistema planetario. Soltanto pochi uomini, i più maturi e forti, discendenti della coppia originaria alla cui guida era una coppia di nome Adamo ed Eva, riuscì a superare l’indurimento della materia terrestre causato dalla presenza delle forze lunari che rallentavano l’evoluzione facendo sì che i corpi terrestri non erano più idonei all’incarnazione delle anime. Questa complicazione animica fu risolta attraverso un fatto cosmico compiuto da Jahvè che uscì con la Luna e con tutte le divinità lunari dalla Terra, cosicché da questa separazione lunare, la Terra cominciò ad avere il suo movimento normale più idoneo all’evoluzione umana ripristinando in tal modo l’equilibrio tra Sole, Terra e Luna, in modo che le anime ritornarono a incarnarsi scendendo nei corpi dai diversi pianeti del nostro sistema solare dove avevano abitato; ciò durerà circa fino alla metà dell’Epoca Atlantica.

Dietro questi fatti cosmici che vengono comunicati dalla conoscenza antroposofica, è velato il mistero dell’incarnazione dell’Io umano che secondo la Scienza dello spirito a orientamento antroposofico, quando l’uomo apparve nell’Epoca Lemurica, era ancora simile all’animale; un uomo d’istinto costituito da un corpo fisico, un corpo eterico e un corpo astrale, nella cui forma esteriore appariva simile all’animale, da qui appunto il nome anima. Siamo qui di fronte a un archetipo umano che ha in sé una purezza celeste perché non è in grado d’intendere e volere né esiste in lui la concupiscenza del peccato, fino al momento in cui gli Spiriti della Forma dopo aver fatto fluire nell’uomo i germi dell’anima senziente, razionale e cosciente, decidono di far fluire in lui una parte del loro fuoco divino, ovverosia il loro Io che era la loro parte più bassa della loro costituzione animica spirituale settemplice. Le Entità gerarchiche del nostro sistema solare hanno anch’esse una costituzione animica settemplice simile all’uomo, seppure in modo diverso, per cui gli Spiriti della Forma nell’Epoca Lemurica erano costituiti da un “Io, un Sé spirituale, uno spirito Vitale e un Uomo spirito perfettamente evoluto, poi avevano ancora tre arti cosmici superiori che perfezioneranno nel futuro. Fu così che mentre stanno per far sgocciolare il loro “Io” nel corpo astrale umano, vogliono fare la stessa cosa degli Spiriti della Forma o Archai rimasti indietro durante l’eone lunare, com’è stato spiegato. Questi Archai luciferici rimasti indietro, vogliono fare la stessa cosa dei loro fratelli solari, ma non possono farlo giacché il loro “Io” non era stato perfezionato sull’eone lunare e quindi non era maturo per donarlo all’uomo, per cui fanno ciò che i loro fratelli solari avevano fatto sull’antica Luna quando perfezionarono e donarono all’uomo il loro corpo astrale. Per meglio dire, questi Archai luciferici rimasti indietro, fecero fluire nell’uomo le loro forze astrali più basse costituite da brame, passioni, ecc. che erano giustificate durante l’evoluzione lunare, ma non erano più idonee per l’evoluzione terrestre, per cui il corpo astrale umano si oscurò dividendosi in due parti, una parte superiore luminosa cui gli Elohim normali fecero fluire il loro Io altruista, e una parte inferiore dove a causa dell’oscuramento si sviluppò il nostro io egoista cui ancora adesso non abbiamo purificato e dove si annidarono gli angeli-uomini luciferici, rimasti indietro sull’antica Luna; (vedi Rivista Antroposofia ottobre-dicembre 1986, pag.156). Questi angeli-uomini luciferici, non avendo nessun’altra possibilità di poter seguire i loro fratelli solari né incarnarsi come uomini in quanto ciò era a loro precluso, la saggezza divina fece sì che s’incorporassero nel corpo astrale dell’uomo come dei parassiti, cosicché attraverso l’uomo potessero continuare la loro evoluzione, dando così modo all’uomo di raggiungere delle vette spirituali di coscienza superiore cui non è stato raggiunto finora da nessuna divinità gerarchica, nemmeno dagli stessi Serafini. 

Prima ancora però che gli uomini potessero maggiormente densificarsi durante l’Epoca Atlantica, subito dopo la tentazione luciferica gli Dei presero delle successive precauzioni nei riguardi di spiriti arimanici che avrebbe potuto in avvenire mettere in pericolo l’evoluzione umana durante appunto il seguente periodo Atlantico. Dopo che la tentazione luciferica aveva oscurato il corpo astrale di Adamo dividendolo in due parti, essi presero dei provvedimenti affinché non succedesse la stessa cosa quando più tardi le forze arimaniche si sarebbero potuto insediare nel corpo eterico. Cosicché gli Dei tolsero ad Adamo i due eteri superiori delle due forze plasmatrici cosmiche, cioè l’etere chimico o del suono e l’etere di vita, (ciò che nella Bibbia è chiamato l’Albero della vita), tramite cui l’uomo aveva la possibilità di generare un altro essere androgino. Con questo invece, dopo la separazione dei sessi avvenuta dall’ultimo terzo fino a circa la metà dell’Epoca Atlantica, fu dato all’uomo di fecondare la donna attraverso l’amore sensuale. L’amore fu introdotto così nell’evoluzione umana nel suo aspetto più basso, dove anch’esso troverà alla fine la sua redenzione quale vero amore cosmico-umano tramite l’evento del Golgotha, ossia tramite il corpo di resurrezione trasformato dal Cristo attraverso il “fantoma” (il corpo fisico di calore donato dai Troni sull’antico Saturno) dell’anima adamitica o archetipo dell’uomo. È attraverso questo corpo di resurrezione cui è formato della sostanza del vero amore o “agape” del Cristo che Paolo di Tarso, non seppe resistere divenendo cieco per tre giorni. Ciò che oggi invece, può essere evitato se gli uomini si risvegliano spiritualmente e imparano ad infiammarsi per dei contenuti spirituali, oppure attraverso i contenuti di saggezza antroposofica, ciò può dar loro la possibilità di accogliere il corpo di resurrezione del Cristo, senza il pericolo di diventare cieco per lo splendore di fuoco e di luce spirituale di questo nuovo arto spirituale superiore. Rudolf Steiner ebbe a dire che unicamente se gli uomini saranno  capaci di accendere nella loro anima sufficientemente il fuoco di conoscenza attraverso lo studio dell’Antroposofia, saranno capaci di accogliere questo corpo di fuoco; ove secondo la legge spirituale il «fuoco non può essere divorato dal fuoco».

Grazie all’avvento del Golgotha e l’unione del Cristo con la nostra Terra, avverrà una svolta anche per gli spiriti luciferici, i quali saranno redenti durante l’evoluzione della nostra quinta Epoca Postatlantica. Prima saranno redente le entità luciferiche appartenenti alla gerarchia superiore delle Virtù o Spiriti del Movimento rimasti indietro, e poi per gli esseri luciferici appartenenti alla categoria angelica che potranno conseguire la loro redenzione attraverso l’uomo, dando a questi il modo di compensare il karma celeste per il loro sacrificio. Grazie appunto al loro sacrifico per essere rimasti indietro, l’uomo può conquistare la vera libertà e il vero amore cosmico – umano attraverso l’Impulso del Cristo, avendoci essi dato il modo di esimerci dalla circostanza di divenire dei semplici specchi degli Dei. Il Cristo stesso diede questo impulso di redenzione a un’altissima entità divina particolare luciferica rimasta indietro durante il periodo dell’antico Sole, che con la sua rinuncia a non accogliere la parola cosmica proveniente dai dodici iniziatori oltre la sfera dello Zodiaco, diede l’avvio alla disubbidienza e al contrasto verso gli Dei superiori. Egli fu Lucifero, un essere di splendida bellezza e Signore di Venere che determinò come conseguenza (durante il periodo intermedio tra l’evoluzione dell’antico Sole e l’antica Luna), ciò che Rudolf Steiner chiama la “lotta nei cieli”, che descrive così: “ … a un certo numero di entità spirituali appartenenti alla sfera delle Virtù fu dato l’ordine, se mi è lecito esprimermi così, d’intervenire in modo da porre ostacoli al processo evolutivo invece di favorirlo … Queste Virtù si possono perciò chiamare le Divinità degli ostacoli, nel più vasto senso della parola. Sono infatti le Divinità degli ostacoli; degli ostacoli che furono posti sulla via d’evoluzione (Gerarchie Spirituali, O.O. n 110, pag. 151).

Avvenne perciò che il Cristo redense sulla croce del Golgotha il ladrone pentito alla sua destra di nome Dismas, (che nell’aspetto cosmico-spirituale karmico superiore rappresenta appunto Lucifero, l’antico reggente di Venere) che nel vangelo di Luca rivolgendosi al Cristo dice: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Il Cristo gli rispose: «In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso» (Lc 23,42-43).Questo ladrone secondo Rudolf Steiner, simboleggia appunto Lucifero il Signore di Venere, la cui missione di ostacolatore durante l’Epoca Postatlantica era ormai giunta al termine, cosicché da dio nell’uomo (Dioniso) divenne con la redenzione del Cristo Signore del Sole, quel Sole che il Cristo lasciò per divenire Signore della Terra e di conseguenza archetipo del Vero Io umano, attraverso l’evento del Golgotha. Questo evento divenuto possibile per tutto quello che abbiamo detto finora quale preparazione al Dio solare, offre a ogni uomo oggi, attraverso la conoscenza della Scienza dello Spirito o antroposofia la possibilità di redimersi, purificando in parte il suo corpo astrale in un principio superiore che abbiamo chiamato Sé spirituale (vedi la nota 7), dimodoché anche il suo angelo luciferico possa essere redento grazie alla luce del: “Non io ma il Cristo in me”, in modo che possa rientrare nel suo rango angelico solare. 

Con questo abbiamo gettato le basi per capire attraverso il vangelo di Luca il mistero mariano dell’incarnazione del figlio di Dio, attraverso il concepimento spirituale della vergine Maria. Gesù di Nazareth è quindi quella pura parte di anima virginea sorella di Adamo, cui fu sottratta prima della tentazione di Lucifero, ovverosia è quella pura parte del corpo astrale, del corpo eterico e di quella pura sostanza dell’Io che alcuni Spiriti della Forma fecero ancora come dire sgocciolare in alcuni esemplari umani dopo la tentazione di Lucifero. Nell’anima adamitica o natanica, dobbiamo vedere l’antico archetipo dell’umanità che venne salvato dalla tentazione luciferica e protetto dall’Arcangelo Michele nella “Loggia solare”.  È quest’anima pura e celeste che s’incarnò per la prima volta in un corpo di donna altamente casto e puro, cioè in Maria di Nazareth la quale era una manifestazione sul piano fisico della Divina Sofia; per questo fu chiamato figlio di Dio. Questo nuovo Adamo che durante i tre anni in Palestina fu portatore del Cristo, fu crocifisso dai romani, risvegliato dal Cristo dalla morte e risorse nel terzo giorno della domenica di Pasqua.  Pertanto il suo “Io” in questo processo iniziatico antico fu risvegliato dal Cristo, divenendo autocosciente nel suo Io o Individualità superiore che da allora divenne portatore di una parte della coscienza del Cristo. Il Cristo Gesù secondo la Scienza dello spirito a orientamento antroposofico, affronterà poi dopo durante la fine del 19°secolo un nuovo sacrificio, passando ancora attraverso la morte spirituale, questa volta però per soffocamento dovuto ad anime materialiste che attraversarono la soglia della morte nei secoli dello sviluppo scientifico, creando nel mondo astrale adiacente alla Terra una sfera nera arimanica che oscurò e soffocò la coscienza cristica dell’anima natanica. Il Cristo dovette intervenire di nuovo e salvare l’archetipo umano portatore di una parte della Sua coscienza dell’Io dalla morte per soffocamento, accogliendo e trasformando in Sé questa sfera nera del materialismo arimanico, cui secondo una legge spirituale questo risveglio della coscienza del Cristo si trasferì nel profondo di ogni anima umana sul piano fisico. Per cui ogni uomo oggi ha la possibilità di risvegliare in sé questa coscienza del Cristo tramite l’Impulso del Cristo (vedi la nota 16); può farlo se opera in lui un  risveglio spirituale cosciente, dove con l’aiuto dell’anima natanica o adamitica che, questa volta venne risvegliata dal Cristo nel Sé spirituale, divenuto in tal modo un essere angelico e un nuovo archetipo dell’umanità, il quale può aiutarci a risvegliare in noi la coscienza del Cristo dormiente nel nostro profondo. Possiamo terminare dicendo che il Cristo Gesù è il nuovo archetipo dell’umanità nella cui parte costitutiva umana è divenuto con l’aiuto del Cristo un essere simile a un Angelo, il quale avvolge nella sua Entità astrale l’Io cosmico del Cristo che si  manifesta nel mondo astrale adiacente alla Terra, tramite la Sua veste di luce eterica. ( V. Continua)

Collegno,   novembre  2021           Antonio   Coscia

Note Antroposofiche

18    Quando gli Spiriti della Forma vollero creare l’uomo, si accorsero che non avevano forze sufficienti per farlo, per cui dovettero chiedere aiuto alla Trinità divina superiore unendosi insieme tutte e sette e, trascendendo loro stessi, crearono un essere settemplice, un’Elohimità settemplice   costituito da ognuno delle Entità divine solari. In questo modo essi raggiunsero la sfera della “Parola cosmica” dove accolsero una parte  della scintilla di fuoco o “Vero Io”, quale uomo androgino primordiale fatto a immagine degli Spiriti della Forma. È quest’Elohimità solare che sacrificando  una parte della sua sostanza divina solare,  lascia il Sole insieme a una parte della seconda gerarchia, per operare con le sue forze cosmiche e quale riflesso delle forze dello Spirito Santo dalla “Fortezza Lunare”.  È  lui che ebbe il compito di perfezionare e creare l’uomo di Terra.

19   È molto complesso spiegare che cosa sia l’ottava sfera in quanto richiede una buona preparazione della Scienza dello spirito o antroposofia. In questa nota possiamo sintetizzare questo tema riferendoci allo sviluppo degli stati di coscienza comici descritti in una nota di un  articolo precedente cui è menzionato con la nota (8*). In questa nota è detto che l’evoluzione umana passa attraverso sette stati di coscienza cosmici, per cui  attraversando questi stati o sfere cosmiche di coscienza, qualcosa resta sempre indietro come scoria animica elementare, in modo particolare durante gli stati di forma  che abbiamo menzionato nella nota e che in questo caso, dobbiamo maggiormente attribuire allo stato di coscienza dell’antica Luna.  Per cui nell’evoluzione seguente cioè nel nostro eone terrestre queste scorie agiscono da freno, da contrasto nei riguardi dell’evoluzione umana normale. Dietro di esse agiscono come una sfera spettrale astrale in sé, delle Entità spirituali anch’esse rimaste indietro negli stati di coscienza planetari antichi che cercano in tutti i modi di porre fine all’evoluzione terrestre rubando per modo di dire, la materia terrestre quale creazione degli spiriti della Forma o Elohim solari, per fare della loro sfera spettrale, una sfera malefica secondo il loro volere anticonformista verso gli Dei del progresso e dell’evoluzione normale. Possiamo comunque approfondire maggiormente questo tema in una conferenza tenuta da Rudolf Steiner a Dornach, il 18 ottobre 1906 (O.O.n.254), dove egli appunto dice che l’ottava sfera  si presenta al chiaroveggente come una sfera spettrale, costituita da immagini-visionarie dell’antica Luna cui  Lucifero e Arimane cercano di riempire con della materia terrestre che vogliono sottrarre a Jahvè e alla libera volontà umana, in modo da estinguere l’esistenza terrestre. In ciò potrebbero riuscire se Jahvè e gli spiriti della Forma normali, non avessero preso delle precauzioni contrapponendogli la nostra Luna fisica, la quale essendo costituita di materia molto densa, fa sì che Lucifero e Arimane possano essere fermati. Ciò comunque non è valido nei confronti dell’uomo, dove essi possono carpire questa materia animica, tramite una volontà visionaria umana, ossia verso quegli uomini che sviluppano una chiaroveggenza ottusa fatta appunto d’immagini illusorie che non rispecchiano la realtà del mondo spirituale, ma una realtà animica illusoria. Per meglio dire, il maggior apporto d’immagini-visionarie che serve a Lucifero e ad Arimane, può essere preso dal capo umano (spiritualmente), quando attraverso delle vie spirituali occulte viene sviluppata una chiaroveggenza immaginativa errata, ovverosia un ritorno alle antiche forze chiaroveggenti ottuse antiche, luciferiche appunto, e non tramite una via esoterica come può essere quella dell’Antroposofia o Scienza antroposofica cristiana-rosicruciana. 

Sergej O. Prokofieff nel suo interessantissimo libro “E la Terra diviene Sole”, nel capitolo “6. Il destino universale del male”, cita una conferenza di Rudolf Steiner, dove spiega dettagliatamente in essa i misteri dell’ottava sfera, ove estrapolando alcune frasi nei riguardi dell’attività nefasta nei riguardi dell’uomo da parte di Lucifero e Arimane, dice: «L’aspirazione di Lucifero e Arimane continua Rudolf Steiner, è quello di trascinare entro la loro ottava sfera proprio la libera volontà umana, di impedire che nasca proprio quanto scaturisce dalla libera volontà, trascinandolo nella loro ottava sfera. E lo strumento più efficace, perciò, e costituito dai tipi di chiaroveggenza visionari che oggi si presentano ovunque, i quali mediante la cieca ammirazione da parte degli uomini, ottengono il potere  di legare a essi la loro libera volontà e di sottometterla. Quando l’elemento volitivo libero dell’uomo viene mutato in veggenza visionaria, allora egli si trova già nell’ottava sfera e con ciò una parte della sostanza animica umana viene sottratta e preparata per l’ottava sfera. In questo modo il fine di Lucifero e di Arimane è di carpire e conquistare per loro un’anima intera, la quale sparirebbe completamente per l’evoluzione terrestre, finendo così irreparabilmente nell’ottava sfera», (pag.315-316 ibidem).  Più avanti a pag. 324-325, alla fine dà un disegno dal quale si può vedere che spiritualmente la sfera spaziale dell’ottava sfera coincide con il centro (il nucleo) della Terra, dove egli  spiega che: « Essi [il centro terrestre e l’ottava sfera]sono spiritualmente separati come da una parete invisibile. Che ciò rimanga così, fa parte dei più importanti compiti dell’Entità divina di Jahvè che dalla Luna agisce contro l’ottava sfera impedendone l’unione con il nucleo della Terra. Per quanto tempo ancora Egli riuscirà a farlo, dipenderà dagli uomini se riusciranno ad accogliere l’Impulso del Cristo in modo che non siano irretiti e sottomessi dalle forze del male (pag.324-325). (Vedi Tavola schematica di seguito).

Rappresentazione schematica dell’ottava sfera,
disegnato da  Rudolf Steiner

Il Maestro Gesù, il Cristo Gesù e il Cristo IV

Vista della Luna e della Terra dallo Spazio

Quando si giunge a comprendere che nel Cristo Gesù vive l’uomo ideale

che si trova al di sopra di tutte le condizioni di differenziazione,

 il vero cristianesimo diventa l’ideale della vera fratellanza universale.

(Rudolf Steiner, “La Scienza Occulta”)

4. Il Cristo Gesù III

Riassumendo ancora una volta brevemente l’antico stato di coscienza lunare, possiamo dire che sull’antica Luna vennero formati i germi spirituali di due correnti della natura umana, di cui una superiore formata dal Sé spirituale, lo spirito Vitale e l’Uomo spirito, e un’inferiore formata da un corpo fisico, un corpo eterico e un corpo astrale. Dobbiamo pensare però che il corpo fisico non era ancora solidificato come lo sarà sulla Terra grazie agli Spiriti della Forma, ma è ancora un corpo di calore, aria e acqua. Lo stesso dicasi per il corpo eterico che non è ancora perfetto come lo sarà sulla Terra quando verrà aggiunto ai tre eteri esistenti il quarto, cioè l’etere di vita, grazie alla solidificazione della Terra. La stessa cosa avviene per il corpo astrale che era stato donato dagli Spiriti del Movimento cui viene maggiormente perfezionato dagli Spiriti della Forma che allora erano al livello di Archai, i quali innestano in esso dei processi interiori animici le cui caratteristiche sono simili all’uomo e all’animale di oggi, quali brame, istinti e desideri. Anche le Entità della terza gerarchia agiscono con le loro forze sulla formazione dell’uomo che era salito al livello di animale, per cui nei tre periodi o cicli lunari centrali gli Spiriti della Personalità innestano nel corpo astrale umano, l’egoità, ossia la predisposizione all’indipendenza e all’autonomia di ciò che sarà l’uomo terrestre come Personalità umana. In seguito, anche gli Arcangeli e gli Angeli agiscono nel corpo eterico e nel corpo fisico perfezionando il sistema linfatico, nervoso, e i dodici sensi umani, giacché gli Angeli si servono del corpo fisico dell’uomo come loro sviluppo evolutivo umano. Negli ultimi due cicli lunari la Luna e la Terra cui erano state separate dal globo solare, si uniscono di nuovo formando l’unità originaria, e anche l’uomo ritorna a riposare nel grembo divino in modo che gli Spiriti della Saggezza possono inoculargli la “saggezza” cosicché l’anima umana diventa ancor più indipendente; a essi si aggiunge l’attività degli Spiriti del Movimento cui l’anima umana tramite la sua attività interiore incosciente, compenetra di saggezza anche il corpo eterico. In tal modo viene creato il germe dell’anima senziente tramite l’attività degli Spiriti del Movimento e il germe dell’anima razionale tramite l’attività degli Spiriti della Saggezza, cui si aggiungerà più avanti, anche il germe dell’anima cosciente durante una maggiore compressione e solidificazione della Terra da parte degli Spiriti della Forma. Nel libro “La Scienza Occulta” O.O. n13, leggiamo: “… la saggezza viene inoculata nel corpo di Sole-Luna. Risulta che durante il corso di questa fase discendente sono stati costituiti i germi dell’anima razionale e dell’anima senziente. Essi però si svilupperanno soltanto durante il periodo terrestre insieme all’anima cosciente, a cui seguirà la nascita dell’«io» della libera autocoscienza. Sul gradino dell’evoluzione lunare, l’anima senziente e l’anima razionale non si palesano come se l’essere umano si esprimesse per loro mezzo, ma piuttosto come strumenti degli Angeli che sono in rapporto con l’essere umano” (ibidem pag. 174). Queste tre facoltà umane, difatti, verranno come dire estratte dal corpo astrale, corpo eterico e corpo fisico dell’uomo, durante l’Epoca Lemurica dall’Io superiore in modo incosciente e soltanto poi dopo, durante i periodi di cultura egizio-babilonese. Greco-romano e il nostro periodo anglo-germanico saranno maggiormente perfezionati dall’io inferiore. Questo per dire che l’uomo è un essere molto complesso in quanto è stato generato dalla collaborazione di tutti gli Dei e perfino dalla stessa Trinità divina superiore, giacché sulla Terra sarà un portatore del logos divino umano, grazie all’incorporazione del Cristo in un esemplare umano molto complesso e all’evento più importante della storia e di tutta l’evoluzione umana, cioè l’evento del Golgotha.

Anche lo stato cosmico lunare arriva alla sua conclusione con un nuovo Pralaya, per cui tutto viene portato a un caos originario e a un’esistenza spirituale superiore, ma prima di iniziare il nuovo eone terrestre occorre dire che in tutte queste evoluzioni cosmiche di Saturno, Sole e Luna, non tutte le entità umane-divine che sono passate attraverso lo sviluppo umano si sono evolute. In ogni evoluzione resta indietro qualcosa d’imperfetto che non raggiunge la sua meta di perfezione umana (possiamo dire che ciò è parte di una volontà superiore divina che non sempre è dato a noi uomini di capire giacché siamo limitati dal nostro raziocinio), per cui diventano nell’eone successivo degli esseri di contrasto giacché agiscono come nel passato portando nell’evoluzione cosmica un’attività animica antica, qualcosa che non si addice più alla forma evolutiva del pensiero moderno. Per cui durante l’evoluzione dell’antico Saturno restano indietro degli uomini-archai che non riescono a perfezionare il loro gradino umano, e alcuni di loro nemmeno negli eoni seguenti. Pertanto, nell’eone terrestre si manifestano nell’evoluzione umana come “spiriti del male” cui cercano d’insinuarsi nell’ambito più profondo della natura umana, ossia nello sviluppo dell’anima cosciente15; essi avranno la possibilità di redimersi durante gli eoni futuri d’evoluzione.  Durante lo stato cosmico dell’antico Sole restano indietro degli uomini-arcangeli, i quali si manifestano nell’evoluzione terrestre come spiriti arimanici o mefistofelici, sono spiriti inibitori della paura e della menzogna cui s’insinuano nell’anima umana in modo particolare nell’anima razionale, vale a dire nel nucleo dell’anima umana che è in rapporto al pensare cosciente; potranno essere redenti soltanto nel prossimo eone di Giove. Infine durante lo stato cosmico dell’antica Luna restano indietro degli uomini-angeli, che si manifestano come spiriti luciferici dell’ostacolo entro la natura umana dell’anima senziente, dove seducono l’uomo all’esasperato egoismo, all’esaltazione ideologica, al fanatismo religioso, ecc., che come vedremo avranno una maggiore importanza per tutta l’evoluzione umana, fino appunto alla fine della nostra quinta Epoca Postatlantica; essi potranno essere redenti dall’uomo nel nostro eone terrestre, iniziando già dal nostro quinto periodo di cultura, grazie all’Impulso del Cristo.16 Esistono anche esseri divini che restano indietro e che saranno decisivi per l’evoluzione umana quale sviluppo della libertà e del libero arbitrio dell’uomo senza di cui, l’uomo sarebbe rimasto un automa, uno specchio dei suoi creatori. Essi sono alcuni Spiriti della Forma che nell’epoca lunare restano indietro a livello di Archai e che, come vedremo, diventeranno nella nostra epoca terrestre i responsabili dell’oscuramento e della divisione del corpo astrale umano che causerà la caduta sul suolo terrestre.

Rudolf Steiner ci rivela che questo restare indietro di esseri elementari e spirituali, possa in fondo avere in sé un fine sacrificale, un sacrificio di cui per alcuni sarà fatto in modo cosciente (come per alcune Virtù creatrici, alle quali fu comandato dalla gerarchia superiore di restare indietro durante la pausa tra l’antico Sole e l’antica Luna; vedi “Gerarchie Spirituali” O.O. n 110, pag.151 e ss), così come per altri invece, possa essere un sacrificio incosciente, alfine che l’evoluzione umana possa attraverso dei contrasti sviluppare delle forze maggiori, cui non sarebbe possibile attraverso uno sviluppo normale senza ostacoli. Difatti, i tre regni che vediamo come natura esteriore attorno a noi, non sono altro che quello che si è separato dall’uomo durante la sua fase evolutiva, ovverosia dei germi umani che si sono sacrificati restando indietro nell’evoluzione cosmica umana alfine che una parte di uomini potesse evolvere a stadi superiori di coscienza del gradino animale.

Continuando questa sintesi dell’evoluzione umana secondo il libro citato, diciamo che dopo la pausa lunare (Pralaya) iniziò una nuova creazione (Manvantara), dove la Terra per così dire iniziò una nuova incarnazione o quarto stato di coscienza cosmico su di un gradino più alto di perfezione, dove dopo aver ripetuto degli stati elementari a una forma più elevata di esistenza in cui vengono perfezionati il corpo fisico, il corpo eterico e il corpo astrale quali stati di coscienza di Saturno, Sole e Luna, tutto viene nuovamente spiritualizzato per  ricomparire più tardi in una nuova fase evolutiva del quarto stato di “Vita – minerale”, del quarto stato di “Forma – fisico attraverso “sette Epoche” e “sette periodi di cultura17, come si può vedere dalla (Tav.1) nelle note antroposofiche. Per cui dopo un  piccolo intervallo cosmico, il tutto ricompare  di nuovo come un essere cosmico costituito di anima e di spirito la cui forma è un globo astrale lucente, dove anche l’umanità che in quel tempo era costituita da un corpo fisico, un corpo eterico e un corpo astrale, appare in una forma astrale entro la quale il corpo fisico e il corpo eterico non esistono in forma fisica o eterica, ma in forma astrale. A quel punto nel globo cosmico lucente, si verifica una condensazione e poco tempo dopo appare in mezzo al globo animico una forma di calore similmente a quella dell’antico Saturno, ma più densa. Anche l’uomo il cui essere astrale riposava quasi del tutto nel grembo divino ne è coinvolto, in quanto che una parte della sua forma astrale più bassa entra in contatto con il calore terrestre che accende in lui la vita terrestre, il cui effetto causa una trasformazione nel suo corpo astrale cui  si aggiunge il primo germe di ciò che più tardi diverrà l’anima senziente. Attraverso altre condensazioni il corpo astrale si trasforma e differenziandosi si aggiungono gli altri due germi che diventeranno più avanti nell’evoluzione terrestre l’anima razionale e l’anima cosciente. Rudolf Steiner riporta questo fatto dandoci un’immagine, laddove ci rivela che la parte dell’uomo che viene a contatto col calore  terrestre, è un corpo astrale a forma ovoidale similmente a una ghianda chiusa in sé stessa adagiata su di un calice di calore terrestre. A questo punto siamo nel primo terzo dell’Epoca Lemurica, cui l’uomo è un essere costituito dai germi dell’anima senziente, razionale e cosciente, da un corpo astrale, un corpo eterico e un corpo fisico, formato di calore-aria-acqua, cui gli Dei, gli Spiriti della Forma fanno sgocciolare una parte del loro fuoco divino nel corpo astrale dell’uomo. Nel libro “La Scienza Occulta”, questo fatto è commentato con le parole:

“L’uomo  è divenuto sulla Terra un essere animico individualizzato; il suo corpo astrale, che gli era stato infuso sull’antica Luna dagli Spiriti del Movimento, si è organizzato sulla Terra costituendo l’anima senziente, l’anima razionale e l’anima cosciente [ancora in germe]. E quando la sua anima cosciente fu progredita in modo da potersi formare durante la vita terrestre un corpo adatto, gli Spiriti della Forma donarono all’uomo una scintilla del loro fuoco: l’«Io» venne acceso in lui (ibidem pag. 192).

Nella Bibbia è riportato nelle prime pagine dell’Antico Testamento, dove nel capitolo (2) si parla della creazione dell’uomo o dell’umanità chiamato “Adamo”, cioè l’uomo o l’umanità terrestre maschio-femmina quale immagine androgina di Yahve-Elohim, il quale “alita” una parte del suo spirito nell’uomo, cosicché la sua anima viene ridestata nel “Paradiso terrestre”, (cioè nella sfera degli Arcangeli),  alla vita eterna (2,4 – 7).   ( IV. continua)

Collegno  novembre  2021                                  Antonio Coscia

Note  Antroposofiche

15   L’anima cosciente è quella parte dell’anima più intellettiva che l’uomo del quinto periodo maggiormente evoluto, sta perfezionando dal 1413 in poi, la cui trasformazione in anima intellettiva veggente terminerà nel 3573 circa. Volendo dare una breve definizione in una nota antroposofica, diremo che è l’anima nell’anima, la quintessenza dell’anima umana attraverso cui l’io umano, esprime quella parte più essenziale di sé come pura essenza della vera volontà umana tramite la quale, l’«io risvegliato» può, autoconoscersi e afferrarsi come un essere autonomo e libero, avente in sé un che di divino, ossia il “dio nell’uomo”. Ciò fa si che possa prendere coscienza di un essere a lui congiunto e che è a lui superiore, vale a dire del suo Io superiore che l’ha sempre diretto in tutte le situazioni dolorose e prove della vita, dovute alla sua imperfezione e alle sue azioni delle vite passate che hanno causato quale effetto, karmico il destino della sua vita attuale. Rudolf Steiner nel libro “La Scienza Occulta” scrive: «È il “santuario nascosto” dell’anima [L’anima cosciente], in cui può riuscire a penetrare solo un essere che sia della sua stessa natura. “Il Dio che abita nell’uomo parla quando l’anima stessa si riconosce come io”. Come l’anima senziente e l’anima razionale vivono nel mondo esterno, così un terzo elemento dell’anima s’immerge nel divino, quand’essa arriva alla percezione della sua propria essenza (…). Per mezzo dell’anima cosciente l’uomo raggiunge la vera conoscenza interiore di se stesso, così come per mezzo del corpo astrale raggiunge una conoscenza del mondo esterno (…). Nell’anima cosciente comincia a rivelarsi la vera natura dell’io. Poiché mentre attraverso la sensazione e l’intelletto, l’anima si abbandona ad altre cose, come anima cosciente essa afferra la sua propria essenza (…). Quindi l’io non può essere percepito dall’anima cosciente in altro modo che per mezzo di una attività interiore (…) estraendo dalle sue profondità la sua propria essenza, per poterne acquistare coscienza (…). L’anima cosciente si collega così con lo spirito, il quale è la parte nascosta di tutto ciò che è manifesto (ibidem pag. 55-56-57-58).  Occorre ancora dire che lo sviluppo dell’anima cosciente se rettamente realizzato attraverso la via iniziatica moderna rosicruciana o Antroposofia, conduce l’uomo alla trasformazione del suo pensiero concettuale astratto in un pensiero intellettivo vivente immaginativo; ossia l’uomo può entrare in rapporto in modo cosciente con le entità della terza gerarchia (Angeli, Arcangeli e Archai).

16      L’Impulso del Cristo è un tema molto complesso e profondo poiché riguarda diversi aspetti sia nell’ambito dell’evoluzione della Terra che in quello dell’anima umana, per cui qui in una nota non possiamo che limitarci a dare un chiarimento sintetico alle persone che non hanno ancora avuto modo di approfondire i misteri del cristianesimo esoterico secondo la concezione antroposofica.  Possiamo dire che l’Altissima Entità solare del nostro universo, nell’udire il lamento di sofferenza e di dolore provenire dalla Terra, mosso a compassione lasciò il Sole per venire in soccorso di noi uomini. Fu per il Cristo un puro atto libero d’amore universale e un sacrificio infinito, in quanto dovette abbandonare un’altissima dimensione spirituale e scendere comprimendosi sempre più, per entrare nell’angusta corporeità di uno degli uomini più evoluti della Terra, vale a dire l’uomo Gesù di Nazareth dietro la cui Personalità umana si celava il grande Zarathustra, uno dei più alti iniziati solari e discepolo del Cristo, oggi conosciuto come «Maestro Gesù». Soltanto nel vangelo di Marco vien fatto accenno a un giovinetto che seguiva il Cristo che era stato arrestato dalle guardie romane, e mentre questi cercano di prenderlo riuscì a fuggire restando nudo, lasciando nelle mani dei romani solo il lenzuolo di cui era coperto. Marco riporta questo particolare nel suo vangelo dicendo:“Un giovane lo seguiva, coperto soltanto con un lenzuolo; e lo afferrarono; ma egli, lasciando andare il lenzuolo, se ne fuggì nudo”; (Mc 14,51-52). Rudolf Steiner rivela che questo giovane rimasto nudo è l’Impulso del Cristo; è come dire un «Archetipo spirituale», un Io superiore dell’umanità, cui gli uomini devono rivestire di un corpo astrale, un corpo eterico e un corpo fisico (spirituale), affinché possano essere compenetrati dal “Vero Io” cosmico del Cristo per attraversare e superare le catastrofi future, iniziando da quella prossima che avverrà alla fine della nostra quinta Epoca cioè “la guerra di tutti contro tutti”; la seconda, alla fine della sesta Epoca dei sette suggelli e la terza, alla fine della settima Epoca delle sette trombe, (vedi la Tav. 1).  In una conferenza tenuta a Norrköping, il 30 maggio 1912, pubblicata nel libro “Cristo e l’anima umana”, si legge: “Nella misura in cui gli uomini saranno in grado d’inserire le loro azioni in questo grande organismo, di formare un involucro con i loro impulsi e le loro azioni, essi avranno gettato le basi, lungo l’evoluzione della Terra, di una grande comunità interamente compenetrata dall’impulso del Cristo (…).  Con l’evento del Golgotha la più alta individualità [lo Spirito del Sole], penetrò nell’evoluzione terrestre; e in quanto gli uomini avranno coordinato in modo cosciente la loro vita intorno ad essa, circonderanno, rivestiranno l’impulso del Cristo come di un involucro del quale il Cristo sarà il nocciolo, il centro”; (pag. 122-126 Ibidem). Questo vuol dire che l’Impulso del Cristo che l’uomo rivestirà, sarà come un “Io superiore” che avvolgerà tutta l’umanità cristificata, compenetrata dal “Vero Io” del Cristo, come Suo nocciolo centrale. Possiamo dunque rivestire questo Io superiore dell’umanità sviluppando queste qualità animiche spirituali:

a)  Sviluppo delle forze  di vera fede e di meraviglia =  Corpo Astrale

b)  Sviluppo  di vero amore e dedizione verso gli altri = Corpo eterico

c)  Sviluppo  della coscienza morale  =                         Corpo fisico     (corpo spirituale)

Fede e meraviglia, amore e dedizione e coscienza morale, sono le virtù morali, animiche e spirituali che dobbiamo sviluppare per rivestire l’Impulso del Cristo, quale «Archetipo spirituale» della futura umanità che potrà essere salvata a superare le prove finali col male e con la magia nera delle entità degli ostacoli, in un futuro ancora remoto ma che comunque occorre già preparare ora, dal nostro quinto periodo di cultura. (vedi blog Pensieri Antroposofici dell’Anima, “L’Impulso del Cristo e l’impulso dell’uomo”).

17  Come abbiamo spiegato nella nota che è simboleggiata dal simbolo dell’asterisco (*) nell’articolo precedente (“2.1. Il Cristo Gesù I ”), l’evoluzione umana passa attraverso sette stati di coscienza cosmici che la Scienza dello Spirito o antroposofia chiama: “Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano”, cui ogni stato di coscienza deve attraversare sette stati di vita, di cui: tre forme di vita elementare, poi una forma di vita minerale, vegetale, animale e infine umana” (vedi Tav.1). A sua volta, ogni stato di vita deve attraversare sette stati di forma, di cui: “Il Devachan superiore o mondo della ragione, il Devachan inferiore o mondo celeste, il mondo astrale, il mondo fisico terrestre, poi di nuovo attraverso una forma di astrale più perfetto, una di Devachan inferiore più perfetto, infine una di Devachan superiore più perfetto” (in realtà nel Devachan superiore non si può parlare di forma in quanto è un mondo senza forma cui possiamo paragonarlo a una sostanza pensiero. Occorre avere ancora pazienza e continuare ancora in questa nostra sintesi schematica che potrà sembrare a qualcuno un po’ noiosa, ma se vogliamo capire lo schematismo della Tav.1, dobbiamo continuare dicendo che ogni stato di forma a sua volta deve passare attraverso sette Epoche, di cui: “L’Epoca Polare, l’Iperborea, la Lemurica, l’Atlantica, la Postatlantica, la sesta Postatlantica e infine la settima Postatlantica”. Infine ogni Epoca passa attraverso sette periodi di cultura, di cui: “Il periodo paleo-Indiano, il paleo-Persiano, l’egizio-caldaico-ebraico, il greco-romano, l’anglo-tedesco, il russo-slavo e il periodo di cultura americano”.

Aiutandoci con l’immagine schematica della Tav.1 elaborata e tratta dal libro “Apocalisse” O.O. n. 104 (Ed. Antroposofica Milano), si può vedere lo sviluppo  dei “Sette Stati di coscienza comici”, possiamo vedere che ora siamo nel quarto  stato di coscienza o eone terrestre che chiamiamo “Terra”, e dopo aver attraversato tre regni elementari o stati di vita, siamo ora nel quarto stato di vita chiamato minerale. Questo vuol dire che l’uomo prima dello stato di vita del minerale attuale, è passato attraverso degli stati di vita in cui il minerale era in uno stato più sottile. Pensiamo a un pezzo di ferro cui lo scaldiamo fino a scioglierlo e farlo diventare liquido e scaldandolo ancora lo facciamo vaporizzare fino a che  non vediamo più nulla, ossia fino a spiritualizzarlo cui non vi è più traccia nel fisico; ciò è quello che s’intende per terzo regno elementare, Nel regno minerale dobbiamo attraversare sette stati di forma, per cui ne abbiamo attraversati già tre, cioè lo stato di forma senza forma del Devachan superiore, quello in una forma sottile del Devachan inferiore e quello di una forma più densa del mondo astrale, per cui ora siamo nel quarto stato di forma chiamato fisico. In questo stato di forma fisico dobbiamo attraversare sette Epoche, di cui abbiamo attraversate già quattro, cioè l’Epoca Polare, l’Epoca Iperborea, l’Epoca Lemurica e l’Epoca Atlantica, ora siamo nella quinta Epoca  Postatlantica.

Questa quinta Epoca Postatlantica va ora suddivisa in sette periodi di cultura, di cui ne abbiamo attraversati già quattro e cioè: “Il paleo-Indiano, il paleo-Persiano, l’egizio-caldaico-ebraico e il greco-latino, ora siamo nel quinto periodo di cultura anglo-germanico cui seguirà il periodo russo-slavo e ultimo il periodo di cultura americano. Alla fine seguirà una catastrofe cui è detta “la guerra di tutti contro tutti”. Dopodiché seguiranno due Epoche di sette periodi di cultura ciascuna, alla cui fine il tutto verrà  trasformato  in sostanza astrale seguito dalla trasformazione del corpo fisico dell’uomo che a quel punto da fisico diventerà astrale. Cui a quel punto entreremo nel quinto stato di forma che sarà suddiviso come già spiegato. Lo stesso dicasi per gli altri due stati di forma fino a che non entreremo nel quinto stato di vita vegetale, cui seguiranno di nuovo sette stati di forma e via di seguito fino a che la Terra non attraverserà il settimo stato di vita e sette stati di forma, dopodiché ci sarà un nuovo Pralaya cui seguirà un Manvantara quale quinto stato do coscienza cosmico di Giove.

I SETTE STATI DI COSCIENZA

DELLO SVILUPPO UMANO – TAVOLA 1

Rappresentazione schematica di Rudolf Steiner elaborata dal blog Anthropos (anthroposconoscitestesso.org) e tratta dal libro Apocalisse O.O. 104

Il Maestro Gesù, il Cristo Gesù e il Cristo III

Tintoretto – La crocifissione di Gesù

Il ladrone alla sua destra di nome Dismas, rivolgendosi al Cristo pentito, gli dice:

«Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Il Cristo gli rispose:

 «In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso» (Lc 23,42-43).

3. Il Cristo Gesù II

Per comprendere ciò che si cela nel mistero di Maria che quale vergine è scelta da Dio per accogliere un essere divino nel suo grembo che, non può certamente essere un Dio della scala gerarchica angelica, giacché come menzionato, nessun Dio può nascere attraverso il corpo di una donna che per quanto possa essere evoluta pagherebbe ciò con la sua vita.  Ciò che lei accoglie in sé non è altro che l’archetipo umano dell’umanità, ossia quell’Adamo celeste prima che questi fosse tentato da Lucifero a mangiare il frutto proibito dell’albero del bene e del male. Per capire questo fatto cosmico e come si sia formata quest’anima archetipica cui è detto nata da Dio, dobbiamo fare un passo indietro andando col pensiero a evoluzioni passate di tre stati di coscienza cosmici della nostra Terra. Quì, per Terra è inteso il nostro sistema solare, il quale era costituito nel primo stato di coscienza chiamato “Saturno” (vedi la nota 10 dell’articolo precedente) di solo calore; di un oscuro e caotico mare di calore dietro di cui agivano gli Spiriti della Volontà11 cioè la prima gerarchia spirituale che sono chiamati anche Troni, cui avevano sacrificato un loro arto costitutivo macrocosmico di calore. Questa Volontà di calore che i Troni sacrificano, è accolta dai Cherubini o Spiriti dell’Armonia che dopo averla elaborata assieme ai Serafini o Spiriti dell’Amore, la fanno fluire in uno “Spazio” vuoto del cosmo entro il quale si espande come un immenso globo di calore simile a una nebulosa primordiale, fin dove è ora il pianeta Saturno e anche un po’ più oltre. In quell’ammasso primordiale cosmico di calore operavano dall’esterno le Entità della prima gerarchia spirituale cioè i Serafini, i Cherubini e i Troni, mentre all’interno operava la seconda gerarchia spirituale, cioè i Kyriotetes o Dominazioni, le Dynameis o Virtù e le Exusiai o Potestà. Tutte queste Entità spirituali della seconda gerarchia agivano nella massa di calore verso il basso, verso un regno umano esistente insieme a tre regni elementari che sarebbero diventati in futuro parte della terza gerarchia spirituale formata da Arcangeli, Angeli e uomini.  Le Archai o Spiriti della Personalità erano parte del primo regno umano che costituivano il tempo formatosi su Saturno, cui essi stessi sono chiamati Spiriti del Tempo o anche spiriti del principio o, Principati. Questo globo di calore saturnio dove nasce il “Tempo” primordiale o “Spirito del Tempo” costituito da esseri del tempo chiamati anche Asuras, si espandeva fino ai confini del mondo stellare chiamato “Devachan superiore” senza alcuna direzione che indicasse un’altezza o una profondità o, i punti cardinali di cui conosciamo, dove Saturno costituiva il primo stato di coscienza cosmico della nostra Terra. In questa nebulosa antica saturnia, operava come già citato la triade della prima gerarchica divina che comprimeva dall’esterno verso l’interno questo globo cosmico di calore, mentre al suo interno agivano le Entità divine della seconda gerarchia che con le loro forze spirituali operavano nei tre regni elementari inferiori. Essi operavano in questi regni elementari, dove gli Arcangeli attraversavano uno stato di coscienza di sogno simile all’animale, gli Angeli attraversavano uno stato di coscienza di sonno senza sogni simile ai vegetali e l’uomo, che attraversava uno stato di coscienza ottusa di trance simile ai minerali. L’anima umana era ancora dormiente nel grembo di Dio, tramite cui era collegata con una coscienza ottusa profonda all’involucro di calore che Rudolf Steiner chiama Phantòma12 (Fantòma), che rappresenta il primo germe spirituale di calore di ciò che sarà poi dopo sulla Terra il nostro corpo fisico umano. Lasciando da parte lo sviluppo spirituale cui seguono le altre divinità creatrici, vogliamo prendere in esame solo lo sviluppo dell’anima umana che in quel primo stato di coscienza antico saturnio era ancora nel grembo divino, mentre nel globo di calore venivano preparati i germi della sua costituzione umana – divina quale sarà poi costituita nell’ambito della nostra sfera terrestre. Grazie al sacrificio dei Troni, furono creati i primi germi spirituali di calore di due correnti della natura umana, quella superiore e quella inferiore dei due arti costitutivi che sulla Terra si manifesteranno come triade superiore divina e triade inferiore umana  (vedi la nota 7 dell’articolo I). Occorre qui ricordare che il vero corpo fisico umano non è quello che crediamo sia il nostro corpo di carne e ossa di oggi, ma è il corpo di calore formatosi sull’antico Saturno che è costituito da forze plasmatrici cosmiche di calore e che appunto chiamiamo Fantòma – vedi da Gesù a Cristo O.O. n. 131, sesta conferenza tenuta a Karlsruhe, il 10 ottobre 1911.    

Tutto quello che è stato detto finora e che verrà spiegato qui di seguito, non va pensato come se fosse già esistito allora un mondo tridimensionale fisico come la nostra Terra attuale, ma era come dire un globo spirituale buio, caotico, formato di solo calore sacrificale dei Troni entro il quale nasceva il “Tempo cosmico” come Entità reale, dietro di cui si perfezionavano nella materia di calore i primi uomini del principio, cioè gli Spiriti del Tempo o Archai. Era un ammasso di calore spirituale che non aveva nessuna consistenza fisica, i nostri occhi non avrebbero potuto vedere nulla in quel lontano passato in cui cominciò a formarsi il germe spirituale di tutto il nostro sistema solare, compreso quello umano. Soltanto se fossimo stati dei veggenti, avremmo visto quell’enorme ammasso oscuro di calore entro il quale andava formandosi il germe corporeo-spirituale delle due correnti citate della natura umana. Questo globo di calore dopo aver terminato la sua attività spirituale molto complessa (cui non è possibile spiegare minuziosamente in quanto ci porterebbe troppo lontano dal nostro tema), a un certo punto dopo che le Archai ebbero perfezionato il loro gradino umano, scomparve nel nulla (Pralaya) per ricomparire più tardi dal nulla, in una nuova creazione (Manvantara). In questa nuova creazione o secondo stato di coscienza cosmico chiamato “Sole”, i Cherubini fanno di nuovo fluire nello Spazio cosmico vuoto le esperienze dell’antico Saturno e le forze spirituali degli Spiriti della Saggezza (Kyriotetes), che sacrificano il loro corpo eterico dando così inizio a un nuovo stato di coscienza cosmico, dove le Entità divine e i regni sottostanti iniziano un nuovo perfezionamento e l’elevazione a gradini superiori di coscienza. Qui le Archai perfezionano il loro gradino angelico cui avevano raggiunto alla fine dello stato saturnio, mentre gli Arcangeli si elevano al gradino umano grazie  alla collaborazione dei Cherubini con gli Spiriti della Saggezza, cosicché dopo la creazione dello “Spirito del Tempo” su Saturno, viene ora creato lo spazio, lo “Spirito dello Spazio” dovuto all’attività spirituale degli Arcangeli – uomini. Anche gli Angeli e gli uomini salgono di un gradino elementare, cui gli Angeli salgono al gradino successivo del regno  animale e gli uomini passano al secondo gradino del regno vegetale, dove la loro coscienza è ora una coscienza vegetale, di sonno senza sogni. Il nostro sistema solare in questo secondo stato di coscienza cosmico chiamato appunto antico Sole, venne maggiormente compresso dalla prima gerarchia superiore e si espandeva fino al pianeta Giove attuale, dove appariva nel cosmo ancora come una sfera buia di calore, cui venne ad aggiungersi grazie all’attività degli Spiriti della Saggezza, l’aria e l’etere di luce. Ciò fece sì che si trasformò in una sfera di calore, aria e luce, dovuto anche all’attività degli Arcangeli che maturarono la loro umanità nella luce, cui per questo sono esseri di luce e sono chiamati dalla Scienza antroposofica “Spiriti del Fuoco”. Anche ai corpi di calore degli uomini viene ad aggiungersi un nuovo arto spirituale, per il fatto che gli Spiriti della Forma (Potestà) inseriscono nei loro corpi di calore il loro corpo più basso, cioè il corpo eterico avendo loro acquisito un nuovo arto superiore, mentre i Cherubini fanno fluire il germe dello Spirito vitale che insieme all’arto germinale dell’Uomo spirito o Atma, viene creato la prima monade divina umana. Abbiamo quindi che l‘uomo inferiore durante l’antico Sole è costituito nella sua parte corporea da un corpo di calore e da un corpo eterico13 non ancora perfetto, in quanto è formato solo da due forze plasmatrici eteriche, ossia dall’etere di calore e dall’etere di luce. Mentre l’uomo superiore è costituito da due arti spirituali che formano il primo archetipo della monade divina umana, cioè lo Spirito Vitale e l’Uomo spirito, da cui deriveranno in futuro tutte le altre monadi divine umane.

Anche la Terra così come ogni pianeta del nostro sistema solare è un organo vivente dietro di cui agiscono e operano le forze cosmiche e macrocosmiche delle gerarchie spirituali, per cui ogni pianeta è costituito da corpo, anima e spirito, similmente a com’è formato l’uomo nella sua costituzione ternaria. Perciò anche la Terra (ossia tutto il nostro sistema solare) similmente a come avviene per l’anima umana, si evolve a stati di coscienza superiori in quanto che anch’essa viene a costituirsi di arti corporei, animici e spirituali come l’uomo. Pertanto, anch’essa durante l’evoluzione del secondo stato di coscienza dell’antico Sole, viene elevata a un’esistenza superiore vegetale entro cui operano due correnti cui una costituita da etere di calore ed etere di luce, e una che tende più a solidificarsi costituita da un calore più denso cui si aggrega l’aria o il gas. A un chiaroveggente che avesse guardato l’antica sfera solare che si estendeva fino al Giove attuale, avrebbe visto un globo solare accendersi e spegnersi similmente a come fanno le lucciole d’estate, ciò perché al suo interno operavano dal centro gli Spiriti della Saggezza cui emanavano le loro forze eteriche verso gli Arcangeli che dalla periferia le accoglievano e le rimandavano trasformate in forze di luce, di nuovo verso il centro. Dietro questi grandi avvenimenti evolutivi della nascita dell’uomo e del nostro sistema solare così come la formazione degli arti costitutivi umani, agiscono e operano tutte le Entità gerarchiche e la stessa Trinità divina del nostro sistema solare, cui a volte, non è semplice esprimere questi fatti cosmici sintetizzandoli in un articolo del blog a un pubblico che non conosce o, conosce poco l’Antroposofia. Occorre per questo molta pazienza sforzandosi di leggere più volte questi concetti che potranno apparire difficili, aiutandosi con le note a fine pagina che per quanto possibile, possono aiutare ad afferrare meglio la terminologia antroposofica usata in questa tema. Dobbiamo sapere che in quell’antico stato solare, tutti i pianeti del nostro sistema planetario erano allo stesso livello e tra questi anche il nostro Sole, la cui guida era il Cristo che in quell’Epoca solare era fratello del signore di Venere, cioè Lucifero.14 Soltanto alla fine dell’Epoca solare avviene la caduta di Lucifero, il quale resterà indietro nell’evoluzione (diventando in parte nocivo per l’evoluzione umana) per non aver voluto accogliere in sé a causa della sua superbia, la parola cosmica che proveniva dalle dodici direzioni dello Zodiaco dietro di cui operano spiritualmente le dodici Entità divine macrocosmiche. Soltanto sulla croce del Golgotha, Lucifero, rappresentato dal ladrone che era crocefisso alla destra del Cristo di nome Dismas, avendo riconosciuto l’innocenza e la Divinità del Cristo, sarà redento e reintegrato quale Spirito del Sole, al posto del Cristo che lasciato il Sole si unì alla Terra divenendo Signore e Spirito della Terra.

Finita questa fase evolutiva solare dove gli Arcangeli quasi alla fine del loro perfezionamento umano, la sfera solare cominciò a risplendere come un Sole centrale nei riguardi degli altri pianeti del sistema solare che andava formandosi, ma che comunque nulla avrebbe visto ancora un occhio umano normale che si fosse trovato allora nei paraggi. A quel punto avviene un nuovo Pralaya (pausa cosmica) per ricomparire di nuovo poco tempo dopo, come terzo stato di coscienza cosmico che chiamiamo “antica Luna”, alla quale dopo l’evento creativo (Manvantara) che come abbiamo già spiegato, i Cherubini fanno affluire le esperienze passate in un nuovo spazio cosmico, cui ora si aggiunge il sacrificio degli Spiriti del Movimento o Virtù che sacrificano il loro corpo astrale. Prima però che possa iniziare questo nuovo terzo stato evolutivo lunare, avviene una ripetizione dei due stati di coscienza precedenti cioè dell’antico Saturno e dell’antico Sole, su di uno scalino evolutivo superiore, dopodiché gli Spiriti del Movimento iniziano nel terzo giro lunare, a fare affluire il loro corpo astrale nell’ambito dell’antico globo solare cui va ad aggiungersi alla parte superiore più sottile l’etere del suono o etere chimico e nella parte solida più bassa l’elemento dell’acqua. Pertanto, l’antica sfera solare essendo stata maggiormente compressa si espande ora fino al limite dov’è collocato il pianeta Marte, per cui a un certo punto come dire, a causa dell’elemento dell’acqua si separa e si divide in due parti, una parte solare più sottile costituita da etere di calore, etere di luce ed etere chimico o del suono e in una parte più densa costituita dall’unione dei due pianeti Terra e Luna, formati da calore, aria e acqua. Di conseguenza avviene anche un cambiamento nel corpo umano che con l’aggiunta della materia astrale degli Spiriti del Movimento, viene ad aggregarsi al suo corpo di calore e al corpo eterico, un corpo più sottile, il corpo astrale appunto. Ma qualcos’altro viene ad aggiungersi nell’ambito della costituzione umana superiore, ossia il fatto che i Serafini fanno fluire negli arti superiori dell’uomo il germe del Sé spirituale. Nello stesso tempo  grazie al sacrificio delle Virtù donatrici, anche gli Angeli passano al gradino superiore umano, mentre l’uomo sale al primo stato elementare del gradino animale acquisendo un’ottusa coscienza d’immagini. Cosicché alla fine del terzo stato di coscienza lunare quando anche quest’eone verte al termine dopo che le Entità divine e umane hanno portato a termine il loro grado di perfezionamento, abbiamo due correnti umane. Di cui una superiore più sottile costituita dai germi divini del Sé spirituale, lo spirito Vitale e l’Uomo spirito (vedi nota 7 ibidem) quale nucleo ternario divino dell’uomo superiore (che verrà congiunto a tutta l’umanità nell’eone terrestre, tramite l’incorporazione del Cristo in Gesù di Nazareth) e l’altra, quella dell’uomo inferiore che è costituito da un corpo di calore, un corpo eterico e un corpo astrale.

Riassumendo possiamo pertanto dire che l’uomo nella sua parte corporea e animica inferiore, alla fine del terzo stato di coscienza dell’antica Luna si presenta al chiaroveggente, come un essere che era al gradino di uomo-animale, avente un corpo di calore-aria-acqua, un corpo eterico e un corpo astrale, il quale aveva una coscienza immaginativa ottusa simile ai nostri sogni, solo più viventi. L’anima umana che viene così a formarsi sull’antica Luna quale essere umano-animale, sarà perfezionata ed elevata a uno stato superiore umano dagli Elohim solari o Spiriti della Forma (Potestà), durante il quarto stato di coscienza planetario terrestre nella terza Epoca chiamata Lemurica. In quella nostra antica epoca terrestre, gli “Elohim” doneranno infatti all’anima umana una parte della loro scintilla di fuoco, ossia faranno fluire nel corpo astrale dell’uomo una parte del loro arto più basso cioè l’“Io”, cui Yahve-Elohim (Geova italianizzato) perfezionerà maggiormente durante la permanenza dell’uomo nella sfera astrale – lunare (paradiso terrestre) laddove sarà tentato dalle forze luciferiche che daranno all’uomo la libertà dagli Dei, ma anche quello di compiere il male. Come vedremo più avanti, prima che ciò succeda, gli Dei separeranno dall’uomo (Adamo) una parte dell’anima o del suo corpo astrale che sarà protetto dall’Arcangelo Michele nella sfera solare. Questa parte di astrale che verrà separato da Adamo, è quella parte di anima gemella sottratta dalla tentazione di Lucifero e che chiamiamo “Anima natanica o adamitica”, ossia l’Adamo Celeste che s’incarnerà per la prima volta sulla Terra col nome di Gesù di Nazareth e sarà chiamato figlio di Dio.  Volendo prendere in esame il grado evolutivo delle Entità umane divenute divine alla fine dell’Epoca lunare e che operano nel nostro quarto eone chiamato Terra, sia nell’ambito dell’evoluzione terrestre sia in quello della natura umana, abbiamo gli Angeli che da uomini si elevarono al gradino angelico, gli Arcangeli da Angeli si elevarono a quello di Arcangeli, e le Archai da Arcangeli si elevarono a quello di Archai. Anche i nostri creatori terrestri, gli Elohim biblici o Potestà, in quell’antico stato lunare da Archai si elevarono alla fine dell’Epoca lunare a livello di creatori cui potranno esercitare le loro facoltà creatrici solo nell’eone seguente del nostro quarto stato di coscienza terrestre. ( III. Continua)

    Collegno,  settembre   2021                                                   Antonio  Coscia

Note   Antroposofiche

11   Gli Spiriti della Volontà appartengono alla prima gerarchia chiamati anche Troni, i quali rappresentano nell’universo macrocosmico le forze di Dio Padre che opera oltre la sfera dello Zodiaco, il cui compito è dare il movimento ai pianeti. Essi sono le Entità che insieme ai Serafini e ai Cherubini, sono dietro alla nascita spirituale dell’origine di tutta la creazione che avviene nei seguenti eoni o stati di coscienza cosmici di Saturno, Sole, Luna e Terra. Affinché sia possibile la creazione di un sistema solare, occorre la presenza attiva di queste tre Entità gerarchiche, senza di cui non potrebbe nascere nulla.  Anch’essi come l’uomo sono costituiti da sette arti macrocosmici e compiono un’evoluzione di perfezionamento che li porta a uno sviluppo di coscienza divina superiore. Quando arrivano allo sviluppo di un loro arto superiore, sacrificano allora ad altri esseri il loro arto inferiore più basso, dando a questi la possibilità di elevarsi a nuovi  stati evolutivi di coscienza. Dobbiamo però sapere che esistono nel nostro Universo stellare degli esseri divini che sono ancor superiori delle nostre gerarchie spirituali, cui non sono costituiti da arti divini macrocosmici ma dall’insieme di altre Entità divine  cui sono chiamati “Entità soborniche” o “Avatariche”. Volendo descrivere una di queste Entità soborniche complesse, diremmo allora che è costituita da “uno Spirito della Forma, uno Spirito del Movimento, uno Spirito della Saggezza, da uno Spirito della Volontà, da uno Spirito  dell’Armonia e da uno Spirito dell’Amore”. Da questo vediamo che a volte nominiamo il nome di Dio con superficialità senza capire a quale Dio rivolgiamo la nostra invocazione quando lo nominiamo in modo astratto. Sappiamo dall’Antroposofia che la Divinità più vicina a noi cui possiamo rivolgere la nostra  invocazione in quanto è presente nel profondo di ogni uomo è il Cristo Sole, il cui nome è “Io Sono l’Io Sono”, al quale possiamo appellarci con fiducia nei momenti di maggiore sofferenza; Egli ci risponderà di certo se la nostra  preghiera è fatta con amore sincero.

12 Il Phantòma o Fantòma è l’Archetipo del corpo fisico umano, è il vero corpo fisico umano formato da calore, cui è il primo degli eteri delle forze formatrici cosmiche che l’uomo non può vedere, in quanto fanno parte del nostro corpo eterico, ma che può percepire in se stesso l’etere più basso come calore corporeo.  Esso nasce durante l’Epoca dell’antico Saturno quale dono dei Troni, cui l’uomo ha ricevuto durante la prima fase o eone originario della creazione del nostro sistema planetario, il quale era il primo dei sette stati di coscienza cosmici di tutta l’evoluzione umana che va da Saturno a Vulcano, svoltasi nelle sfere più alte del mondo spirituale chiamato “Devachan Superiore” o mondo stellare. Qui l’uomo era ancora un semplice automa minerale costituito appunto da un corpo fisico di calore, mentre tutto il resto dell’entità umana era ancora dormiente nel grembo divino. Il nostro vero corpo fisico è dunque il calore che portiamo in noi e non il corpo di carne che è soltanto l’insieme degli atomi di materia cosmica che il corpo di calore o la forma di calore attira a se rivestendosi esternamente. Il Cristo salvò nell’evento del Golgotha questo corpo ereditato e ormai degenerato dall’egoismo umano, dovuto dalla tentazione di Lucifero nei riguardi dei nostri progenitori Adamo ed Eva.

13 Il corpo eterico è il portatore della vita nell’uomo, senza di cui il corpo fisico marcirebbe immediatamente dopo pochi giorni. Venne formandosi come abbiamo visto durante i tre eoni o stati di coscienza cosmici cui, sull’antico Saturno si formò l’etere di calore, sull’antico Sole l’etere di luce, sull’antica Luna l’etere chimico o di suono. Nel nostro eone terrestre verrà maggiormente perfezionato con l’aggiungersi dell’etere di vita grazie alla solidificazione della sfera terrestre.  Durante l’Epoca Lemurica degli esseri luciferici oscurarono il corpo astrale di Adamo, facendo sì che questi si separasse in due parti: una parte superiore luminosa e una parte inferiore più oscura che costò ad Adamo la fuoriuscita dal paradiso terrestre. E affinché non fosse oscurato dagli esseri arimanici anche il corpo eterico di Adamo, gli Dei sottrassero i due eteri superiori cioè l’etere chimico o del suono e l’etere di vita, perché tramite questi due eteri superiori  Adamo era in grado di autoriprodursi in un altro essere androgino, per cui  se fossero caduti in balia di Arimane, l’evoluzione futura dell’uomo sarebbe stata in pericolo. Per questo gli Dei sottrassero ad Adamo queste due forze formative eteriche lasciandogli la possibilità di riprodursi (dopo la separazione dei sessi) dall’esterno, facendo fluire nei discendenti solo l’etere di luce e l’etere di calore. In ciò risiede il senso del peccato originario che l’umanità porta in sé come conseguenza della disobbedienza da parte dei nostri progenitori Adamo ed Eva nei confronti di Dio per aver gustato il frutto proibito dell’albero del bene e del male (Genesi 3,22). Gesù di Nazareth (Cristo Gesù) aveva in sé i quattro eteri cosmici; perciò, fu possibile a un corpo umano accogliere il Dio solare; questi due eteri superiori saranno restituiti all’umanità quando questa arriverà a un certo livello morale spirituale, cui avrà bisogno per unirsi al “Vero Io o Scintilla divina“, ovverosia al logos umano (vedi anche la nota 10 dell’articolo precedente).

14  Lucifero è un’entità dell’ostacolo che conosciamo come Diavolo o il “Serpente” del “Paradiso terrestre”, cioè il tentatore dei nostri antenati biblici Adamo ed Eva cui li spinse a disobbedire Dio nel mangiare il frutto proibito dell’albero del bene e del male collocato al centro di Eden, insieme all’”albero della vita”.  È un’entità appartenente alla gerarchia degli Angeli rimasti indietro durante l’eone dell’antica Luna, quando attraversavano il regno umano. In realtà esistono diverse categorie di entità luciferiche, cioè un Lucifero che quale spirito dell’ostacolo si contrappone a ogni Entità delle gerarchie spirituali che vanno dagli Angeli fino ai Serafini, ostacolando e contrapponendosi in modo diverso secondo la gerarchia cui appartiene. Rudolf Steiner menziona quest’aspetto nel libro “Meraviglie del creato, prove dell’anima, manifestazioni dello Spirito” O.O. 129; mentre in un’altra conferenza tenuta a Cristiania (Oslo), 12 giugno 1912, egli parla di un “Lucifero” compagno e fratello del Cristo di quando all’epoca dell’antico Sole, tutti i pianeti erano allo stesso livello in quanto il Sole non aveva ancora raggiunto un ruolo centrale nei confronti degli altri pianeti. Qui Lucifero era di una grandiosa e splendida bellezza simile a quella del Cristo ma anche molto orgoglioso, di un orgoglio smisurato grande come la sua bellezza. Per cui mentre il Cristo accolse il suono della “Parola cosmica” proveniente dalle dodici direzioni dello Zodiaco, dietro cui agivano le forze macrocosmiche stellari di dodici Entità divine esistenti di là dal bene e del male, Lucifero a causa del suo orgoglio smisurato si ribellò non volendo accogliere la luce e il suono dall’esterno ma, illuminare tutto ciò che era attorno a lui solo con la sua luce interiore.  Ciò fece sì che la sua orgogliosa figura di luce andò sempre più oscurandosi non essendo stata rinnovata dalla luce e dai misteri cosmici universali, cosicché perse il suo regno di Venere e determinò la sua caduta nell’eone seguente dell’antica Luna, dove diventò l’ostacolatore del Cristo. Fu poi redento durante l’evento del Golgotha, laddove sulla croce è rappresentato dal malfattore pentito alla destra del Cristo, cui è poi stato santificato dalla Chiesa cattolica col nome di S. Dismas. Egli fu reintegrato quale spirito del Sole e collaboratore del Cristo, facendosi mediatore dello Spirito Santo e quale guida dei dodici Maestri (Bodhisattva o Paraclito) dell’umanità. In merito Rudolf Steiner dice: “Se il principio del Cristo è chiamato a rafforzare sempre più l’interiorità umana, il principio luciferico ha la missione di potenziare, di elaborare le nostre facoltà di penetrare in modo completo nel mondo. Lucifero ci renderà sempre più forti per comprendere e conoscere il mondo, Cristo ci rafforzerà sempre più nella nostra interiorità”; O.O. 113 pag.128. Pertanto anche l’uomo con l’aiuto dell’Impulso del Cristo, può non solo redimere se stesso, ma anche l’Angelo lucifero che abita in lui, purificando il suo corpo astrale; mentre Arimane, l’uomo potrà redimerlo solo alla fine dell’eone di Giove.

Il Maestro Gesù, il Cristo Gesù e il Cristo II

Andrea Mantegna – I Magi

Ed essi, udito il re, partirono; ed ecco, la stella che avevano veduto in oriente andava davanti a loro finché, giunta sul luogo dov’era il bambino, vi si fermò.  Quando essi       videro la stella, si rallegrarono di grandissima gioia.  E, entrati nella casa, trovarono il bambino con Maria sua madre e, prostratisi, lo adorarono. Poi aperti i loro tesori, gli offrirono doni: oro, incenso e mirra (Mt 2,9-11)

2. Il Cristo Gesù I

Come abbiamo visto nel Vangelo di Matteo si cela in modo velato la nascita di un bambino nativo di Betlemme di discendenza regale che abbiamo chiamato Gesù salomonico giacché discende dal re Salomone figlio del re Davide, dietro di cui si cela l’antichissimo iniziato solare di nome Zarathustra. Abbiamo detto che Zarathustra fin dall’Epoca Atlantica era partecipe dei misteri degli oracoli atlantidei dietro di cui operava l’Altissimo Manu8 divino Melchisedec, dal quale fu iniziato appunto nei misteri dell’oracolo centrale del Sole e che dopo l’evento del Golgotha, cambiò il suo nome in quello di Maestro Gesù. Dal racconto di Matteo sappiamo che egli s’incarna in un bambino che nasce in una casa della città di Betlemme, dai genitori di nome Maria e Giuseppe residenti in Betlemme di Giudea della casa di Davide, dov’è trovato dai tre re Magi suoi antichi discepoli che prosternandosi ai piedi del loro antico Maestro, gli offrono in dono “oro, incenso e mirra”. Sono i simboli che rappresentano le facoltà spirituali sviluppate dal loro Maestro quale uno dei più antichi uomini più evoluti dell’umanità, ovverosia le facoltà del corpo astrale, del corpo eterico e del corpo fisico, cui sono riferite ai misteri dello “spazio, del tempo e a quelli del corpo umano”. Sono le stesse facoltà spirituali che possedevano i Magi per averli conquistati attraverso l’iniziazione ricevuta dal loro Maestro nel periodo babilonese e, che come menzionato nell’articolo precedente, Sergej O. Prokofieff attribuisce questi simboli misterici a tre Personalità importanti della storia umana, ossia al filosofo Pitagora attribuisce l’oro quale simbolo del pensare; al Profeta Daniele l’incenso quale simbolo del sentire; e all’imperatore persiano Ciro il Grande, la mirra quale simbolo del volere.  Abbiamo fatto cenno dei due bambini Gesù che nascono a pochi mesi uno dall’altro da due coppie di genitori aventi lo stesso nome di Maria e Giuseppe, i quali sono entrambi discendenti della stirpe di Davide, di cui una coppia è nativa di Nazareth e l’altra è nativa di Betlemme, cui quest’ultima è costretta da Erode a fuggire in Egitto da dove fa ritorno poco dopo la morte di Erode, trasferendosi appunto a Nazareth dove conoscono l‘altra coppia di genitori. Essi si uniscono in una vera amicizia fraterna così pure avviene fra i due bambini Gesù, nei quali si creerà un legame molto stretto animicamente che comporterà un grande sacrificio da parte di uno di loro che come vedremo in seguito, col suo Io individuale uscirà dal suo involucro fisico, eterico e astrale per incorporarsi nell’altro bambino Gesù i cui genitori sono nativi di Nazareth. Difatti Rudolf  Steiner ci rivela che questo avviene quando i due bambini raggiungono pressappoco i dodici anni di età, per cui l’Individualità o l’Io di Zarathustra che abbiamo chiamato “Gesù salomonico”, abbandona il suo involucro fisico e si trasferisce o s’incorpora nell’anima del bambino Gesù della linea sacerdotale che chiameremo “Gesù natanico”.  Questo fatto è raccontato in modo velato nel vangelo di Luca, là dove dice che i genitori recandosi a Gerusalemme per festeggiare la Pasqua ebraica insieme con altri coetanei della comunità di Nazareth, al ritorno  dopo un giorno di viaggio, smarriscono il bambino pensando che fosse insieme agli altri bambini della comunità. Così ritornano indietro per cercarlo e lo trovano dopo tre giorni nel Tempio di Gerusalemme a discutere con i saggi filosofi ebrei, cui i genitori sono meravigliati da questo repentino cambiamento del loro bambino in quanto fin dalla tenera età, non mostrava la saggezza che ora manifestava nei riguardi della conoscenza della “Legge e dei Profeti”.

Dopo la morte del bambino Gesù salomonico muore poco  tempo dopo anche la giovane Maria di Nazareth, ossia colei cui era stato annunciato dall’Angelo Gabriele di essere stata scelta da Dio per concepire il figlio divino attraverso l’adombramento dello Spirito Santo. Essa muore giovanissima mantenendo integra la sua natura umana virginea, cioè non ebbe mai nessun contatto sessuale carnale con il marito Giuseppe giacché il concepimento avvenne in un modo misterioso cui solo l’Antroposofia può spiegare. La teologia cattolica essendo impotente nel dare una risposta ragionevole su questo fatto  misterioso, ha creato un dogma sul concepimento e nascita verginale di Gesù, cui a qualsiasi persona di buon senso è pressoché impossibile accettare e credere;  non se esso però sia chiarito attraverso la conoscenza della Scienza antroposofica. Difatti, secondo quello che ci comunica Rudolf Steiner tramite la Scienza antroposofica, anticamente era possibile ingravidare una donna attraverso un atto magico compiuto nel “Tempio” tramite il sacerdote iniziatore chiamato “Ierofante”, il quale metteva a giacere insieme la coppia dormiente nel Tempio e operando spiritualmente durante il sonno sui due corpi eterici umani, era possibile ingravidarla. Questo permetteva all’anima elevata che doveva incarnarsi di avere a disposizione un corpo fisico ed eterico più puro, con meno forze luciferiche negative di contrasto dovuto al concepimento fatto con desiderio sessuale come avviene di solito nelle coppie. Questo non deve meravigliarci più di tanto, giacché in quei tempi antichi ciò era possibile (oggi si ottiene materialisticamente attraverso il procedimento in vitro) giacché l’anima umana non era ancora compenetrata del tutto nel fisico; oggi sarebbe molto difficile realizzare quest’unione attraverso un atto magico, anche perché i sacerdoti di oggi non hanno il potere spirituale di un sacerdote antico dei misteri, il quale era un iniziato veggente. Dopo la morte di Maria di Nazareth e quella ancor prima sia di Gesù salomonico sia di suo padre Giuseppe nativo di Betlemme, rimasero le due coppie di cui: da una parte Maria nativa di Betlemme con i suoi sei figli avuti dal marito Giuseppe di Betlemme e dall’altra, Giuseppe nativo di Nazareth con suo figlio Gesù natanico che sarà poi conosciuto come Gesù di Nazareth. A questo punto Giuseppe accolse in casa Maria come moglie, insieme ai suoi figli Jacopo, Giuseppe, Giuda, Simone e le due figlie che divennero così i fratellastri di Gesù di Nazareth. Certo si potrà obbiettare a questo racconto, in quanto che non è riportato nei Vangeli, ma se accogliamo senza pregiudizi la conoscenza antroposofica e riflettiamo profondamente sui fatti che si sono svolti duemila anni fa in Palestina, non potrebbero che essere così da come Rudolf Steiner li ha rivelati potendo leggerli nella cronaca dell’Akasha9, dove qualsiasi chiaroveggente non può che confermare ciò che egli ha descritto. Dobbiamo sapere che nessun Dio può incarnarsi in un corpo fisico senza distruggerlo col suo fuoco cosmico divino!  Nessuna donna potrebbe accogliere nel suo grembo un Dio senza per questo dover poi morire! Per questo occorreva preparare un corpo puro molto particolare alfine che il Dio solare potesse vivere almeno tre anni in un uomo, in modo da permettergli di compiere la Sua missione sul piano fisico. Pertanto venne preparato un corpo  da uomini evoluti, sacerdoti iniziati già molto tempo prima che i tempi fossero maturi, affinché un uomo potesse accoglierlo nella sua natura corporea, animica e spirituale.  Un corpo che avesse la massima purezza e le facoltà spirituali sviluppate nell’arco di tutta l’evoluzione terrestre per far sì che il Dio Altissimo solare potesse esprimere e manifestare la Sua saggezza cosmica universale, in modo da redimere ed elevare l’umanità a stati superiori di coscienza; un corpo dunque preparato in modo particolare, che avesse in sé la massima purezza e saggezza terrena.

Per questo occorse che fosse scelto un popolo adatto e degli uomini adatti che avessero le caratteristiche fisiche e animiche che altri popoli di allora non avevano, per preparare un corpo fisico che fosse il Tempio umano per accogliere il Logos creatore.  Questa fu la missione del popolo ebraico il quale divenne il popolo eletto da Jehovah (Geova italianizzato) che, dietro l’ispirazione del Cristo (l’Io Sono l’Io Sono), scelse tra il popolo gli uomini adatti che maggiormente avevano sviluppato l’organo fisico del pensiero, tra questi i capostipiti Abramo, Mosè ed Elia, affinché fosse realizzato un corpo fisico, eterico e astrale che avesse le caratteristiche e le facoltà spirituali appunto, per accogliere un giorno l’Io Sono cosmico.  Furono inoltre scelti fra il popolo, i diversi Profeta succedutosi nei secoli quali messaggeri di Jehovah e le due correnti sacerdotali messianiche, di cui una regale attraverso cui s’incarnò Zarathustra e l’altra sacerdotale essena attraverso la quale s’incarnò l’anima celeste di Adamo che non aveva ancora subito la tentazione di Lucifero. Ciò permise che l’Immagine e la somiglianza antica paradisiaca si riunissero di nuovo insieme per mangiare di nuovo grazie al Cristo, dall’Albero della vita. Dopo questa premessa necessaria in modo da farci capire quanto sia stato importante scegliere un popolo che avesse i requisiti particolari per preparare un corpo fisico umano adeguato alfine di accogliere un Dio senza dover essere subito distrutto, polverizzato dal fuoco divino, occorreva per questo ancora qualcosa, e cioè un Entità umana particolare che era stata protetta fin dai tempi della creazione dell’uomo dall’Arcangelo Michele nella sfera solare. Un Entità umana archetipica, il quale possedeva in sé ancora l’antica purezza di Adamo prima che questi fosse appunto tentato dalla potenza luciferica, in modo che fosse presente per la prima volta nell’ambito terrestre un corpo eterico avente in sé tutte e quattro le forze plasmatrici eteriche10, due delle quali erano state sottratte ad Adamo prima della tentazione da parte degli Dei. Il figlio di Dio, il quale Luca dice che nascerà dalla vergine Maria che è adombrata dallo Spirito Santo, non è altro che l’Adamo celeste protetto da Michele nell’ambito della “Loggia solare”.    ( II. Continua)

Collegno settembre 2021 – Antonio Coscia

Note Antroposofiche

8    Il Manu e un essere umano molto evoluto che ha superato di molto l’evoluzione normale dell’umanità, egli lavora in modo cosciente col suo Uomo spirito similmente a come fa un Archai alla trasformazione di una parte del  suo corpo fisico; in questo lavoro egli oltre ad essere ispirato da un Archai, è ispirato anche da entità superiori della seconda gerarchia e la sua coscienza arriva fino agli Spiriti della Saggezza. Il Manu precedente chiamato Noè o Melchisedec, apparteneva a un’evoluzione passata di un antico stato di coscienza cosmico o eone terrestre chiamato antica Luna* per cui è considerato un essere divino (semidio) chiamato Melchisedec. Egli  è conosciuto nella Bibbia come Noè, il quale aiutò l’umanità, atlantidea ad attraversare la terribile catastrofe del “Diluvio Universale”,  ossia dalla quarta Epoca Atlantica alla quinta Epoca Postatlantica* in cui ci troviamo tuttora. Si manifestò ad Abramo come sacerdote del Dio Altissimo sumerico  Ēl – Elyōn,  offrendogli  pane e  vino in cambio di un decimo del bottino; vale a dire che Abramo fu iniziato nei misteri del corpo fisico e del corpo eterico. Il nuovo Manu futuro sarà un Manu  umano che aiuterà ad attraversare l’umanità più evoluta nella sesta Epoca Postatlantica; ovverosia chi riuscirà a superare la “guerra di tutti contro tutti”, avendo accolto in sé  l’Impulso del Cristo. 

8*      Tutta l’evoluzione umana passa attraverso sette stati di coscienza cosmici detti «Eoni» di cui la Scienza antroposofica chiama: «Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano» (i nomi non sono in relazione con i pianeti del sistema solare attuale) di cui, ogni stato di coscienza passa attraverso sette stati di vita che a sua volta, ogni stato di vita passa attraverso sette stati di forma.  Ogni stato di forma passa a sua volta, attraverso sette Epoche e alla fine, ogni Epoca passa attraverso sette periodi di cultura.  Come possiamo vedere è un’evoluzione alquanto complessa che non può essere spiegata in una nota, poiché ci porterebbe oltre il tema di questo capitolo, per cui prenderemo in esame soltanto lo stato di forma attuale della nostra Terra. Diciamo quindi che l’umanità è già passata attraverso tre stati di coscienza quali: «Saturno, Sole e Luna», siamo attualmente nel quarto stato di coscienza chiamato Terra che deve passare attraverso: «Sette stati di vita, sette stati di forma, sette Epoche e sette periodi di cultura».  Tralasciando tutti gli altri stati di forma che abbiamo già superato, diciamo che attualmente siamo nella quinta Epoca e nel quinto periodo di cultura, ossia in quello che sviluppiamo l’anima cosciente. Siamo entrati in questo periodo circa nel 1413, in concomitanza della costellazione dei Pesci. Se guardiamo indietro alle Epoche che si sono succedute nell’arco della nostra storia culturale umana, viste chiaroveggentemente, l’uomo è andato sempre più perfezionandosi elevandosi nel corpo e nell’anima, cui seguirà nel prossimo futuro, lo sviluppo della parte spirituale superiore. Dobbiamo collocare pertanto il suo inizio diverse migliaia di anni fa, con la prima Epoca chiamata «Polare»; a essa seguirono una seconda «Iperborea», una terza «Lemurica»(origine del peccato originale), una quarta «Atlantica», che terminò col famoso «diluvio universale» e infine, la nostra: la «Quinta Epoca Postatlantica»; cui seguiranno una Sesta e una Settima Epoca. Ogni Epoca a sua volta, abbiamo detto che va suddivisa in sette periodi di cultura di cui, quattro sono già passati quali: il Paleo Indiano, che possiamo collocarlo a circa 7500 anni a.C. dopo il diluvio universale o la catastrofe di Atlantide, o secondo l’Astrologia moderna, collocarlo sotto il segno del «Cancro». Durante quest’antico periodo di cultura, l’uomo perfezionava maggiormente il suo secondo arto corporeo cioè il corpo eterico, sotto la guida del grande re-sacerdote Melchisedec (Noè) il quale, iniziò i «sette Santi Rishi» nei misteri del corpo eterico quali guide della civiltà indiana e poi dopo, durante il periodo ebraico, anche il capostipite del popolo ebraico Abramo nei misteri del «pane e del vino», cioè nei misteri del corpo fisico e del corpo eterico. Seguì  poi un secondo periodo detto Paleo Persiano cui l’uomo sviluppò il corpo astrale o senziente, poi un terzo periodo di cultura detto egizio-caldaico-ebraico cui sviluppammo l’anima senziente, poi un quarto periodo greco-romano in cui l’umanità sviluppò l’anima razionale e finalmente nel nostro periodo attuale, il quinto periodo di cultura detto anglofono-tedesco, cui stiamo sviluppando l’anima cosciente.  Seguiranno nel futuro, un sesto e un settimo periodo di civiltà, dove l’umanità svilupperà il Sé spirituale o Manas e lo spirito Vitale o Budhi, alla cui fine seguirà una catastrofe simile al diluvio universale.

9 La cronaca dell’Akasha è la memoria dell’Universo attraverso cui viene impresso come un negativo spirituale tutto ciò che viene dall’uomo  pensato, sentito e voluto, nel  mondo fisico. Occorre distinguere due aspetti dell’Akasha: l’aspetto astrale il quale è solo la controparte dell’aspetto reale della vera sfera dell’Akasha o memoria universale e per cui, facilmente si può incorrere in errori dovuti alla poca esperienza del veggente che non abbia conseguito la facoltà della veggenza Intuitiva, e che comunque nulla toglie che possa commettere anche lui degli errori, anche se non nella misura di chi abbia sviluppato o conseguito solo gli altri due tipi di veggenza, ossia quell’Immaginativa o quell’Ispirativa. Il secondo aspetto è quel reale spirituale in cui è registrato nel vero mondo spirituale superiore, tutto il passato e il futuro dell’evoluzione cosmica umana – terrestre, tutto quello che succede nel mondo fisico e nel mondo dell’anima umana, è registrato in questo piano cosmico del Budhi, come memoria universale. Rudolf Steiner in merito, nel libro “Il Vangelo di Giovanni in relazione con gli altri tre e specialmente col Vangelo di Luca” spiega:

“Tutto ciò che succede nel mondo fisico – sensibile ha la sua controimmagine nel mondo spirituale. Se una mano si muove, non esiste solamente ciò che l’occhio vede, e cioè la mano in movimento, ma dietro la mano che si muove, dietro l’immagine visiva della mano ci sono per esempio il mio pensiero e la mia volontà: la mano deve muoversi. Vi è dietro un fatto spirituale. Mentre l’immagine visiva, l’impressione fisica del moto della mano passa, rimane inscritta la controimmagine spirituale nel mondo spirituale e vi lascia sempre una traccia, così che noi [ gli iniziati veggenti ], possiamo rintracciare tutti i fatti che sono avvenuti nel mondo, i fatti le cui tracce sono rimaste quali controimmagini spirituali. Nulla nel mondo può succedere senza che vengano lasciate tali tracce  “ –  conf. del 25 giugno 1909, pag. 26 O.O. n. 112.

La Scienza antroposofica spiega che la vera memoria akashica, è situata  oltre il mondo devachanico, ossia oltre il mondo Celeste e della Ragione che va oltre le stelle fisse, ed è conosciuto nell’occidente come “mondo della Provvidenza”; è il mondo, dove origina la “vita universale”  i cui donatori sono gli Spiriti del Movimento (Dynameis), il cui corpo più basso è il “Principio Vitale o del Budhi” e che è situato prima della sfera del “Nirvana”, così  chiamato dai buddhisti.

10    Il corpo eterico è il secondo involucro della costituzione umana, la quale è formata da quattro eteri o forze plasmatrici eteriche costituitesi durante quattro stati di coscienza cosmici chiamati “Saturno, Sole, Luna e Terra”. Durante lo stato antico di Saturno fu creato l’etere di calore, quale dono delle entità della prima gerarchia che chiamiamo “Troni” o Spiriti della Volontà secondo la terminologia antroposofica.  Durante l’antico stato dell’eone solare  venne creato l’etere di luce quale dono delle Entità della seconda gerarchia che chiamiamo Kyriotetes o Spiriti della Saggezza. Nell’antico eone seguente dell’antica Luna, venne creato l’etere chimico o del suono, quale dono degli Spiriti del Movimento o Dynameis (Virtù). Infine nel nostro eone terrestre fu creato l’etere di vita quale dono degli Spiriti della Forma. Altri tre eteri verranno sviluppati e aggiunti durante gli eoni futuri degli stati cosmici superiori di coscienza che chiamiamo “Giove, Venere e Vulcano. Prima che Adamo potesse cadere anche vittima di Arimane durante l’Epoca Atlantica, gli Dei gli  sottrassero i due eteri essenziali, cioè l’etere chimico o del suono e l’etere della vita con i quali aveva la possibilità di autoriprodurre un suo simile androgino. Così  questi due eteri  non ebbero più la possibilità di essere presenti nei futuri discendenti di Adamo dopo che  dall’ultimo terzo del periodo lemurico fino al primo periodo Atlantico, avvenne la separazione dei sessi in esemplari maschili e femminili. Nella Scienza antroposofica l’anima adamitica o natanica è considerata maggiormente un Entità eterica cui è presente nel mito indiano della Bhagavad-Gita, dove è conosciuta col nome di Krishna, l’alter-ego di Arjuna, cioè una specie di Sé superiore, mentre nei misteri greci fu conosciuto come Apollo l’ispiratore divino della Pizia. Questi due eteri superiori saranno restituiti all’umanità quando l’uomo sarà maturo per congiungersi di nuovo al suo Sé superiore.

Il Maestro Gesù, Cristo Gesù e il Cristo I


Giotto, Fuga in Egitto, 1304-1306, Cappella degli Scrovegni, Padova

Breve Premessa

Ho ritenuto opportuno aggiornare questo tema così complesso su queste tre figure così enigmatiche del cristianesimo, aggiungendo dei maggiori contenuti tratti dalla Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico e in modo particolare dai vangeli antroposofici cui Rudolf Steiner ci ha donato grazie alla sua visione chiaroveggente e alla lettura della cronaca dell’Akasha o memoria universale. Ho aggiunto delle note in modo da dare la possibilità alle persone che non conoscono ancora l’Antroposofia, un maggior chiarimento sulla terminologia antroposofica di non sempre facile comprensione per chi non ha ancora studiato almeno i quattro libri fondamentali dell’Antroposofia e cioè: “La Scienza Occulta, Teosofia, L’Iniziazione e la Filosofia della Libertà”, editi tutti dalla casa Ed. Antroposofica di Milano. Con questo non penso assolutamente di aver chiarito l’enigma di Gesù di Nazareth in pochi articoli del mio blog, “Pensieri Antroposofici dell’Anima”. Ma piuttosto vuole essere da stimolo per chi volesse maggiormente approfondire questo tema così profondo del mistero cristiano, grazie alle moltissime conferenze che Rudolf Steiner ha potuto donarci in tutti gli anni in cui ha sacrificato la sua grande anima, per la salvazione e l’elevazione dell’anima umana, affinché fosse preparata ad accogliere nel nostro quinto periodo di cultura il Cristo eterico che dal 1933 in poi, e per l’arco di 3000 anni, è possibile incontrare prima o dopo la morte, nel mondo astrale adiacente alla Terra.

Collegno  30 agosto 2021                                             Antonio  Coscia

«Gli disse Tommaso: “Signore, non sappiamo, dove vai e come possiamo

conoscere la via?”. Gli disse Gesù: “Io sono la via, la verità e la vita”.

Nessuno viene al ‘Padre’ se non per mezzo di me»

(GV 14, 5-6).

1. Il Maestro Gesù

La teologia cattolica, così come la maggior parte dei credenti cattolici-cristiani cui seguono in modo dogmatico tutto ciò che è insegnato da questa concezione religiosa, crede che il Maestro Gesù, Cristo Gesù e il Cristo siano tre aspetti della stessa entità divina che chiamiamo Dio Cristo, cioè la seconda Persona della Trinità divina universale cui l’esoterismo cristiano riconosce quale manifestazione divina del “Dio Figlio”. Essi credono che il Cristo si sia incarnato come uomo attraverso la nascita virginale di Maria, la quale concepì il figlio divino attraverso l’intervento dello Spirito Santo quale mediatore di Dio Padre e che, per questo fu chiamato Figlio di Dio, cioè il “Messia” tanto atteso dalle scritture del profetismo ebraico. Nelle prime pagine del Vangelo di Luca difatti, è scritto:

«L’Angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città chiamata Nazareth, a una vergine di nome Maria [alla quale disse] … Lo Spirito Santo scenderà su di te e stenderà la sua ombra, la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio» (Luca 1,26-34).

La Scienza dello Spirito o antroposofia1, distingue invece tre aspetti di queste entità spirituali, tre individualità superiori diverse una dall’altra che si sono incorporate e compenetrate spiritualmente in un singolo individuo umano molto evoluto e particolarmente complesso, vissuto nell’arco di trentatré anni nell’uomo Gesù di Nazareth, fino al sacrificio della croce sul Golgotha. Innanzitutto, dobbiamo imparare a distinguere il significato tra la “Personalità e l’Individualità” umana dell’uomo; vale a dire tra l’uomo inferiore e l’uomo superiore o, tra la coscienza dell’io terreno e l’Io superiore. Secondo la Scienza dello Spirito la Personalità umana è il riflesso imperfetto sul piano fisico dell’Individualità che assume in ogni incarnazione un aspetto fisiognomico e animico secondo l’elevazione morale e spirituale conquistato nella vita precedente.  La Personalità umana vive una sola vita, ma offre al suo Io superiore o Individualità umana i frutti dell’esperienza terrena, cosicché l’Io o il Sé superiore di cui egli è rivestito nel mondo spirituale (Teosofia O.O. n.9, pag. 40), può accogliere una maggiore saggezza dal mondo dello spirito cosmico. La saggezza accolta dal Sé spirituale, permetterà all’Io superiore di trasformare con l’aiuto degli Dei, i frutti accolti dall’io inferiore in facoltà spirituali che saranno inserite durante la creazione del nuovo germe spirituale futuro dell’uomo nella prossima Personalità umana che, quale sintesi di tutte le personalità umane vissute nel passato, egli vivrà in una futura incarnazione terrena con delle facoltà spirituali più elevate, cui l’aiuteranno a sviluppare una maggiore coscienza morale. La nostra Personalità attuale è quindi la sintesi di quella parte animica che si è perfezionata ed evoluta nell’ambito di tutte le incarnazioni passate, che viene ora però ad aggiungersi nell’ambito lunare, durante la sua discesa verso l’incarnazione terrena, quella parte di astralità oscura che non abbiamo perfezionato a causa di nostre azioni sconsiderate nella nostra vita passata e che di conseguenza assumeranno il ruolo di “ombra” o meglio definito come “Doppio”.2 Questa parte di astralità oscura che abbiamo generato nelle nostre vite passate, diventerà l’ostacolo animico (psichico) che si frapporrà come contrasto nell’ambito delle nostre decisioni della vita attuale, qualora non abbiamo fin dalla tenera infanzia rafforzato il nostro Io inferiore sia attraverso le malattie esantematiche e sia tramite una buona educazione religiosa3 da parte dei nostri genitori, cui abbiano saputo infiammarci attraverso i racconti di uomini spiritualmente elevati che furono per noi di esempio morale. Occorre ancora dire che è sempre l’Individualità superiore dell’uomo che decide d’incarnarsi in ogni vita terrena. Egli però, non scende mai sul piano fisico, ma resta nel mondo spirituale da dove appunto invia un’immagine imperfetta di sé stesso nel corpo materno di genitori a lui affini e legati karmicamente da vite precedenti, alfine che possa sperimentare e realizzare nel mondo fisico la vera libertà umana e il vero amore cosmico – umano attraverso la coscienza dell’io.

Detto questo, possiamo riprendere il nostro tema in modo da chiarire, (per quanto c’è possibile capire secondo il nostro limite intuitivo – intellettuale, attraverso la Scienza dello Spirito o antroposofia), quali Individualità si celino dietro l’uomo Gesù di Nazareth.  Leggendo attentamente le prime pagine del Vangelo di Matteo, notiamo che egli ci presenta una genealogia discendente che va dal capostipite Abramo che attraversando tre volte quattordici generazioni arrivano fino a Giuseppe e da questi a Gesù, che nasce in una casa della città di Betlemme di Giudea. Matteo seguendo la linea discendente abramitica, dal re Davide in poi, diversamente dal Vangelo di Luca, prosegue la genealogia di Gesù attraverso una “linea regale” che dal re Salomone figlio di Davide, prosegue fino a Giuseppe. Chi è l’Individualità umana che si cela dietro questo bambino Gesù discendente della linea regale salomonica che nasce da una coppia di genitori, Maria e Giuseppe della stirpe di Davide, in una casa di Betlemme dove gli fanno visita i tre re Magi?  Chi sono questi tre re sapienti astrologi che vengono da tanto lontano per inchinarsi nei confronti di un bambino ebreo nato da una coppia sconosciuta della città di Davide?

Se abbiamo compreso la differenza tra la Personalità e l’Individualità umana come menzionato, dobbiamo pensare che dietro questo bambino di Betlemme (cui Matteo non parla di annunciazione angelica divina come fa Luca nel suo Vangelo, nei riguardi della vergine Maria), possa celarsi un Individualità molto evoluta il cui compito è di preparare un corpo peculiare in grado di accogliere il fuoco divino del Dio Altissimo (Cristo). Grazie alla Scienza antroposofica sappiamo che dietro la Personalità di questo bambino di Betlemme si cela l’altissimo iniziato cristiano e discepolo del Cristo che fin dagli antichi misteri iniziatici solari di Atlantide, è conosciuto come Zarathustra, l’antico fondatore della religione paleo-persiana risalente a circa 5000 anni a.C. Il mistero di Zarathustra ci viene in parte già svelato come abbiamo visto, leggendo le prime pagine del Vangelo di Matteo, il quale fa discendere Gesù dal capostipite Abramo, secondo una discendenza regale umana. Poi racconta che Gesù nasce in una casa di Betlemme di Giudea al tempo del re Erode, da una coppia di genitori nativi di Betlemme e discendenti del re Davide. Matteo non menziona la nascita divina come fa Luca nel suo Vangelo, in cui l’Angelo annuncia alla Vergine Maria di Nazareth che concepirà un figlio dell’Altissimo attraverso l’intervento dello Spirito Santo da cui verrà “adombrata” e, inoltre non menziona che vanno dei pastori avvisati da un Angelo ad adorarlo nella mangiatoia riscaldata da due animali, ma che nasce in una casa di Betlemme dove vanno a trovarlo dei Magi. Egli menziona i tre Magi, ossia i tre re astronomi veggenti che provenienti dall’Oriente lo cercano seguendo una stella che si posa appunto sopra la casa di Betlemme, dove essi entrano e prosternandosi davanti al bambino gli offrono in dono “oro, incenso e mirra”. Infine, racconta della fuga da Betlemme della sacra famiglia su consiglio di un Angelo che di notte nel sogno, ispira Giuseppe (qui possiamo pensare che fosse l’Arcangelo Michele, il messaggero di Jahvè) a fuggire in Egitto, in modo da sfuggire alla strage degli innocenti voluta da Erode per la paura che il bambino potesse un giorno usurpare il suo trono, in quanto le antiche profezie ebraiche indicavano nel bambino di Betlemme, il futuro re-sacerdote che avrebbe detronizzato tutti i re della Terra.

In questo bambino di Betlemme, dunque, s’incarna l’antico iniziato solare il cui nome appunto è Zarathustra, il fondatore dell’antica religione persiana e che dopo l’evento del Golgotha verrà conosciuto negli ambienti misterici del cristianesimo, come Maestro Gesù. Il Maestro Gesù in questi duemila anni dopo l’evento del Golgotha, ha raggiunto una maggiore elevazione spirituale che secondo gli insegnamenti della Scienza antroposofica, è uno degli altissimi iniziati cristiani e discepolo del Cristo che fa parte dei dodici “Maestri di saggezza e dell’armonia dei sentimenti”4 che operano dal mondo spirituale e nel mondo fisico, dove sei di essi sono sempre incarnati sulla Terra. Egli, secondo la conoscenza tratta dal “Quinto Vangelo” antroposofico (O.O. 148 – Ed. Antroposofica Milano), s’incarna in ogni secolo ed è sempre presente spiritualmente o fisicamente a Natale e a Pasqua, nei luoghi palestinesi in cui ha vissuto il Cristo durante i tre anni come Gesù di Nazareth. Per cui i Magi, che erano iniziati veggenti, sapendo che il loro maestro Zarathustra (Astro d’oro) si sarebbe incarnato sulla Terra, seguono questa Individualità spiritualmente e guidati anche dalla direzione come suddetto, di una “Stella”, ossia dal bagliore luminoso emanato dalla congiunzione di Giove e Saturno nella costellazione dei Pesci, lo trovano nella casa di Betlemme.  Essi erano stati suoi discepoli durante la “cattività babilonese” (circa il VI secolo a.C.), cui vanno ora ad accoglierlo e inchinandosi gli offrono i simboli che rappresentavano le facoltà spirituali del loro Maestro cui erano stati iniziati nei misteri del corpo fisico, del corpo eterico e del corpo astrale.

Secondo alcune ipotesi tratte dagli scritti di Sergej O. Prokofieff5 uno dei più elevati allievi e discepolo di Rudolf Steiner6, i tre re Magi sono le incarnazioni di tre discepoli di Zarathustra vissuti nell’epoca babilonese i cui nomi sono: “Ciro il Grande, il Profeta Daniele e il filoso greco Pitagora”, che vengono iniziati appunto nei misteri del corpo fisico, del corpo eterico e del corpo astrale. Zarathustra ebbe altri due altissimi discepoli di nome Ermete e Mosè che secondo una legge spirituale chiamata “economia spirituale”, un Maestro che abbia raggiunto un grado evolutivo molto alto, può cedere i suoi corpi inferiori purificati ad altri discepoli che abbiano raggiunto un discreto livello morale. Secondo un principio di “economia spirituale”, è possibile fare migliaia di copie del corpo eterico, astrale e persino dell’Io, di un Maestro che abbia raggiunto dei livelli superiori spirituali, dove i suoi corpi purificati non vengono più distrutti nel mondo astrale dopo la morte fisica, ma sono conservati alfine che vengono innestati negli arti di discepoli che hanno perseguito una via esoterica con vera dedizione spirituale verso i Maestri di saggezza. Per cui Zarathustra diede a Ermete il fondatore della civiltà egizia, una copia del suo corpo astrale iniziandolo nei misteri dello “Spazio cosmico” e a Mosè, fondatore della civiltà ebraica, una copia del suo corpo eterico iniziandolo nei misteri del “Tempo”. (Nella Bibbia ciò è velato nel racconto della nascita di Mosè che per sfuggire alla strage dei bambini ebrei voluta dal Faraone d’Egitto, venne messo in una cesta di vimini e lasciato andare sul fiume Nilo, dove venne raccolto e salvato dalla sorella del Faraone). Ciò spiega anche il perché Giuseppe debba condurre il bambino in Egitto, dove l’anima di Zarathustra deve compenetrarsi delle forze ermetiche evolutesi, nel frattempo, durante il corso dell’evoluzione della civiltà egizia, per unirle a quelle mosaiche, cui anch’esse evolutesi attraverso le diverse prove che questo popolo eletto da Jehovah, dovette subire per diversi secoli. Dopo la morte di Erode il Grande, l’Angelo di nuovo in sogno ispira Giuseppe a fare ritorno in patria poiché il bambino non è più in pericolo giacché ora sul trono c’è il figlio Erode Archelao. Giuseppe però non ritorna nella sua casa di Betlemme, ma si reca con la sua famiglia a Nazareth in una colonia essena situata sulle colline della Galilea. Qui egli, secondo quello che ci rivela il Quinto Vangelo di Rudolf Steiner (op. cit.), fa amicizia con una coppia di genitori di nome Maria e Giuseppe anch’essi della stirpe di Davide. Questa coppia di Nazareth è sì discendente di Davide, ma dalla parte del sacerdotale Nathan figlio del re Davide, essi si recano a Betlemme per il censimento voluto dal console romano Quirinio, non trovando posto per dormire un locandiere gli offre un posto nella mangiatoia per animali vicino all’ostello, dove Maria colta dalle doglie partorirà Gesù a pochi mesi dalla strage degli innocenti voluta da Erode, là dove appunto è visitato dai pastori del luogo.

A Nazareth le due famiglie si uniscono in una vera amicizia e i due bambini Gesù crescono e si rafforzano animicamente in una vera amicizia fraterna. Finché arrivò il momento in cui l’Individualità di Zarathustra (l’Io superiore), compì il suo primo sacrificio uscendo dal corpo del bambino della linea regale Gesù salomonico (che poco dopo muore), e s’incorpora nel bambino dodicenne Gesù di Nazareth della linea sacerdotale, nato dopo la strage degli innocenti ordinata da Erode il Grande e che Luca menziona in concomitanza del censimento al tempo in cui era governatore il console romano Quirinio. Questo fatto è celato nel Vangelo di Luca, là dove i genitori recatosi insieme con altri coetanei di Nazareth alla festa della Pasqua ebraica, al ritorno si accorgono della scomparsa del bambino credendo fosse insieme altri bambini della carovana partita da Nazareth, ritrovandolo poi dopo tre giorni nel Tempio di Gerusalemme, a discutere delle sacre scritture con i dottori della “Legge”.  Zarathustra dopo essersi incorporato nel bambino di Nazareth dopo aver congiunto l’altissima saggezza terrena col grande amore cosmico che emanava dal giovinetto dodicenne di Nazareth, inizia a preparare gli involucri animici del bambino in modo come dire “allargandoli”, alfine che potesse accogliere il fuoco cosmico del grande Dio solare. Iniziò così a elaborare gli arti animici del giovinetto di Nazareth dai dodici ai trent’anni, sviluppando e perfezionando il corpo senziente o astrale, l’anima senziente, e l’anima razionale.7  Dopodiché nel Battesimo del Giordano operato da Giovanni il Battista, compì il secondo sacrificio abbandonando di nuovo il corpo di Gesù di Nazareth ormai trent’enne, offrendolo come una coppa graalica all’Io cosmico del Cristo.  Da quel momento in poi si chiamerà per sempre “Maestro Gesù” e farà  parte della “Loggia Bianca” dei dodici “Maestri di saggezza e dell’armonia dei sentimenti” e quale altissimo discepolo del Cristo e guida del cristianesimo esoterico. Abbiamo visto che dietro il bambino del Vangelo di Matteo si cela l’altissimo iniziato solare Zarathustra che dopo l’evento del Golgotha, assumerà il nome di Maestro Gesù diventando per sempre la guida del cristianesimo esoterico. Chi, dunque, si cela dietro il bambino del Vangelo di Luca che nasce durante il censimento del console romano Quirinio, governatore della Siria?    (I. Continua)

Collegno agosto 2021 Antonio Coscia

Note Antroposofiche

1    La Scienza dello Spirito o Antroposofia, è una via di conoscenza fondata da Rudolf Steiner nell’ultimo periodo del XI X secolo,  la quale vuole risvegliare lo spirito nell’uomo per condurlo alla conoscenza dello Spirito universale, cui egli è sempre stato unito spiritualmente fin dalla sua caduta dal mondo divino, la sua patria originaria, dalla quale venne separato a causa di Lucifero (il Serpente biblico). È una corrente spirituale rosacrociana moderna, cui può  aderire qualsiasi persona di ambo i sessi, di qualsiasi  credo e ceto sociale, e che voglia tendere a coltivare la vita dell’anima in armonia alla vita dello spirito. Nella Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico, possiamo trovare le risposte che maggiormente ci assillano nel profondo dell’anima, quali: «il senso della vita, il significato del dolore e del karma, il destino dell’uomo» e altre ancora inerenti alla Scienza, all’Arte e alla Religione. Il tema centrale della Scienza antroposofica, è l’«evento del Golgotha», cui Rudolf Steiner dedicò maggiormente la sua ricerca d’indagatore occulto chiaroveggente, rinnovando le fonti del cristianesimo delle origini adattandolo alle esigenze del pensiero astratto moderno. Questo ci dà la possibilità di elevare il nostro pensiero astratto razionale, a un pensiero intellettivo più puro che miri tramite uno sviluppo morale, a una coscienza morale superiore attraverso cui, possiamo realizzare il giusto sviluppo dell’anima cosciente e l’incontro spirituale del Cristo, nel corpo eterico.

2     Il Doppio umano  o Doppelgänger  com’è conosciuto in tedesco, è un’entità arimanica che poco prima di nascere s’inserisce nella parte subconscia della nostra anima dove agisce nel nostro corpo eterico influenzando i nostri pensieri in modo negativo; cioè si manifesta quale parte negativa caratteriologica della nostra Personalità umana diversamente dal suo fratello luciferico che agisce invece, tramite i sentimenti negativi umani. Tutto ciò che non riusciamo a trasformare o perfezionare in ogni incarnazione quale nostra parte  caratteriale morale, è soggetta all’influenza  di questi due esseri dell’ostacolo, cosicché la nostra anima viene oscurandosi sempre più con non poche conseguenze sul piano fisico-mentale. Rudolf Steiner nel libro “Il Mistero del Doppio” O.O. 178 a pag. 54 scrive:

«Le malattie che compaiono nell’uomo non per un danno esterno, ma in modo spontaneo, endogeno, non nascono dall’anima umana, bensì da questo essere. Egli [il Doppio arimanico], è il responsabile di tutte le malattie che sorgono spontaneamente dall’interno quali malattie organiche. E un suo fratello, non arimanico ma luciferico, è all’origine di tutte le patologie nevrasteniche o nevrotiche [psichiche], di tutte quelle malattie che in realtà non sono tali ma, come si dice comunemente, sono solo malattie dei nervi, isteriche e così via.

3      Per educazione religiosa qui non si vuole intendere di appartenere a una qualsiasi istituzione religiosa, ma solo quello di sviluppare nel bambino la spiritualità che riposa in lui quale origine divina da cui l’anima si è distaccata  nella sua discesa verso l’incarnazione fisica, con esempi di uomini cui hanno vissuto la loro vita in dedizione agli altri,  come per esempio la vita di santi, oppure leggere loro delle favole da cui trarne  degli insegnamenti morali. La favolistica antroposofica al riguardo,  così come i “Fratelli Grimm”, possono offrire diversi spunti alle mamme o, ai papà.

4     I Maestri della saggezza e dell’armonia  dei sentimenti, appartengono alla “Loggia Bianca”  di 12 Bodhisattva discepoli del Cristo, i quali sono uomini molto evoluti ai quali fanno parte sia dei Maestri orientali sia dei Maestri occidentali. Mentre i Maestri occidentali s’incarnano sempre, circa in ogni secolo essi scendendo sulla Terra fino sul piano fisico dove assumono una forma umana transitoria, quelli orientali  s’incorporano invece in ogni secolo nel corpo astrale di una personalità umana matura durante tutto l’arco di cinquemila anni, dopodiché alla fine essi scendono sul piano fisico incarnandosi completamente in un corpo di carne e compiono il cammino di buddha umano. Qui essi devono sviluppare e realizzare la loro dottrina alfine che possa diventare patrimonio di ogni uomo terrestre, per cui alla fine dopo aver conseguito attraverso l’illuminazione, la dignità di Buddha essi salgono ai mondi superiori e non s’incarnano più come uomini sul piano fisico, ma possono operare da quei mondi scendendo col loro corpo trasformato ossia il  “Nirmāṇakāya”, fino al piano eterico partecipando in tal modo all’evoluzione terrestre. Secondo la Scienza antroposofica sei di questi Maestri del cristianesimo moderno sono sempre in mezzo a noi sul piano fisico, i quali ricevono le ispirazioni degli altri sei Maestri della saggezza e dell’armonia dei sentimenti dal mondo spirituale.  

5      Sergej O. Prokofieff  è stato uno dei migliori allievi e discepolo di Rudolf Steiner  ha dedicato maggior parte della sua vita per la divulgazione dell’Antroposofia e del cristianesimo-rosicruciano. Egli nacque il 16 gennaio del 1954 in Russia a Mosca ed è morto il 26 luglio del 2014 in Svizzera a Dornach. Ha studiato pittura e storia dell’arte all’Istituto Superiore d’Arte di Mosca e per molti anni ha svolto un’intensissima attività di scrittore e conferenziere in tutto il mondo. Dalla Pasqua del 2001 è stato membro della Presidenza della Società Antroposofica Universale al Goetheanum di Dornach in Svizzera.

6      Rudolf Steiner, nacque il 27 febbraio 1861 a Kraljevec, presso la frontiera austro-ungarica. Suo padre Johannes Steiner, era impiegato delle Ferrovie Meridionale Austriache, per cui crebbe in un ambiente che stimolava alla prontezza e all’abilità nella vita pratica. I dintorni maestosi con boschi e prati nelle vicinanze, e in lontananza gli era possibile vedere le cime nevose delle Alpi. Già presto, all’età di sette anni, gli era possibile «vedere e udire gli esseri» che stanno dietro al mondo naturale e che dovette in certo senso nascondere ai suoi coetanei e anche a persone adulte, poiché non sarebbe stato compreso.  Nel 1879 superò l’esame di maturità con lode. Nello stesso anno s’iscrisse all’Istituto Tecnico Superiore di Vienna, dove studierà fra l’altro biologia, chimica e fisica. Specialmente quest’ultima materia influenzerà profondamente la sua evoluzione interiore e, nello stesso tempo, lo porrà di fronte a difficili enigmi. Si mise in luce già come studente curando gli scritti scientifici di Goethe. Dal 1890 al ’97 collaborò all’Archivio di Goethe e Schiller a Weimar.

Dal 1902 ebbe una più intensa attività come scrittore e conferenziere, di cui moltissime in questi anni sulla cristologia, cui dedicherà gran parte della sua vita e la sua uscita nel 1912-13, dalla Società Teosofica, a causa di un dissenso con la Presidentessa Annie Besant, la quale, sosteneva che un giovinetto indiano di nome Krishnamurti, fosse la reincarnazione del Cristo. Nel 1894 pubblica la“Filosofia della Libertà”(Edizione Antroposofica Milano), la più importante delle sue opere filosofiche ed anche la base per la successiva concezione del mondo. Oltre a una trentina di opere scritte di carattere filosofico e antroposofico, sono rimasti i testi stenografati di quasi 6000 conferenze sui più diversi rami del sapere. Gli impulsi da lui dati nell’arte, nella scienza, nella medicina, nella religione, nella pedagogia e nell’agricoltura portarono a delle nascite di movimenti oggi sempre più diffusi nel mondo.

Nel 1912-13 si distacca dalla Società teosofica e costituisce la Società antroposofica universale. A Dornach in (Svizzera), costruisce il primo Goetheanum di legno, un centro di attività scientifiche e artistiche fondate sull’antroposofia il quale, in seguito, sarà poi bruciato da nemici dell’Antroposofia nella notte di S. Silvestro del 1922.  In seguito Rudolf Steiner fa un modello di un secondo Goetheanum in cemento armato il quale, fu costruito dopo la sua morte avvenuta il 30 marzo 1925, esistente tuttora come centro di numerose attività antroposofiche cui, partecipano artisti e soci di tutto il mondo.

7 L’uomo secondo Rudolf Steiner è costituito da corpo, anima e spirito, di cui a sua volta ogni involucro umano (secondo l’aspetto evolutivo), possiamo dividerlo ancora in tre parti, per cui per un maggiore chiarimento diamo a seguente tavola schematica:

  • Corpo  =   Corpo fisico – corpo eterico – corpo senziente o astrale
  • Anima =   Anima senziente – anima razionale – anima cosciente
  • Spirito =   Sé spirituale o Manas – spirito Vitale o Budhi – Uomo spirito – o Atma

Volendo questo schema possiamo ridurlo in sette arti costitutivi  dell’uomo, in quanto che, il corpo senziente e l’anima senziente, formano un’unità per il fatto di essere strettamente congiunti tra di loro avendo la stessa sostanza senziente. Così come anche l’anima cosciente e il Sé spirituale formano un’unità, in quanto che sono strettamente uniti tra loro. Per cui avremo che l’uomo è costituito da sette parti di cui:

  • Corpo  = Corpo fisico, corpo eterico, corpo astrale (corpo senziente + anima senziente)
  • Anima = Anima razionale = nella quale l’uomo si riconosce come coscienza dell’io
  • Spirito = Sé superiore (anima cosciente + sé spirituale), spirito Vitale, Uomo spirito

 Per questo possiamo dire che l’anima razionale è quella parte dell’anima umana tramite la quale l’uomo forma attraverso il pensiero, i concetti che accoglie in sé dalle immagini del mondo esterno, in tal modo egli si auto conosce come un essere autonomo e libero, imparando a conoscere la sua natura umana. Fin dal 1543 l’uomo è impegnato allo sviluppo dell’anima cosciente, ossia di quella parte interiore che rappresenta il nucleo dell’essere umano, là dove inizia la manifestazione dell’io, umano, laddove l’uomo può autoriconoscersi quale nucleo dell’anima avente in sé un che di divino cui è ispirato da un essere a lui superiore dal quale è sempre stato guidato in tutte le vicissitudini umane quali azioni karmiche delle vite passate.

Il Paraclito, i grandi Bodhisattva e il Bosatsu dell’Oriente III

Immagine dell’albero della vita

 “Al Cristo, quindi, appartengono i dodici Bodhisattva che devono preparare e continuare ad amplificare ciò che Egli, il Cristo, ha immesso come il più grande impulso nello sviluppo della nostra civiltà. A questo punto riusciamo a vedere i dodici ed in mezzo a loro il tredicesimo. Con questo siamo ascesi alla sfera dei Bodhisattva e penetrati in un cerchio di dodici stelle con il Sole nel mezzo: questo Sole le illumina e riscalda, è la fonte di una vita che esse, a loro volta, devono far fluire sulla Terra”

(Rudolf Steiner, conf. del 25 ottobre 1909).

3.1. I grandi Bodhisattva  I

Se osserviamo la storia umana attraverso la visione che ne danno i diversi chiaroveggenti e i Maestri di saggezza dell’umanità, possiamo dire che l’uomo non è mai stato lasciato solo sulla Terra sin da quando fu per così dire espulso dal “Paradiso terrestre” dal consesso degli Dei, ossia con la “caduta” sul suolo terrestre a causa della tentazione di Lucifero nei confronti dei nostri antenati biblici Adamo ed Eva, cui li aveva istigati alla disubbidienza verso Dio. Per capire meglio il significato di questa immagine paradisiaca, occorre andare molto indietro in un’antica epoca dell’evoluzione cosmica – umana che la Scienza antroposofica chiama “Epoca Lemurica” che Rudolf Steiner nel libro “Dalla cronaca dell’Akasha”, la descrive situata all’incirca a sud dell’Asia, a un dipresso fra Ceylon e il Madagascar, e comprendeva anche l’attuale Asia Meridionale e talune parti dell’Africa. Se fossimo veggenti e andassimo indietro in quel lontano periodo della storia dell’evoluzione umana, troveremmo un uomo non ancora del tutto formato come oggi da un corpo solido, ma avrebbe un corpo ancora molle in grado di essere trasformato dalla forte volontà cui i lemuri secondo le situazioni gravose andavano incontro nell’ambiente igneo della selvaggia terra lemuriana, tanto che Entità superiori molto evolute, potevano compenetrarli fin dentro il loro corpo fisico. Queste Entità superiori appartenevano agli spiriti di Venere, cioè alla gerarchia delle Archai cui scesero sulla Terra (allora non ancora solidificata, per cui dobbiamo immaginarla come una grandissima sfera spirituale astrale che lentamente va solidificandosi) incorporando appunto fin nel corpo fisico uomini maggiormente evoluti per guidare e insegnare a un’umanità completamente infantile, come imparare a vivere in un ambiente  molto ostile e diverso da quello paradisiaco che avevano dovuto lasciarsi alle spalle. L’epoca Lemurica durò per moltissimo tempo, dove il Sole compì due volte il giro dello Zodiaco, così  come possiamo leggere dalle parole del libro suindicato e dove Rudolf Steiner descrive la Lemuria come un continente vulcanico con delle forze distruttive, cui gli uomini dovevano tenere debitamente conto anche se per un certo verso erano utilizzate per i loro scopi di sopravvivenza. Dal libro menzionato apprendiamo che: “I cataclismi, a cui la Terra era ancora soggetta a quell’epoca, si erano alquanto sedati in quella regione; la Lemuria era, infatti, sconvolta da tremende burrasche, non avendo ancora la Terra acquistato, il grado di solidità attuale. La crosta terrestre del pianeta era minata e scossa ovunque da forze vulcaniche che erompevano in piccoli e grandi torrenti. Potenti vulcani esistevano quasi dappertutto in continua attività distruttrice, e gli uomini si abituarono  a tenerne conto in tutte le loro azioni; anzi, utilizzavano quel fuoco nei loro lavori e nei loro ordinamenti: il fuoco naturale serviva loro di base, come oggi il fuoco artificiale serve al lavoro umano. L’attività di quel fuoco vulcanico produsse poi la rovina del continente lemurico (ibidem pag. 55).  

Dobbiamo pensare  che la maggior parte dei lemuri era a un livello pressoché animalesco, per cui le guide scelsero tra loro un gruppo di donne e uomini più evoluti, educando in modo particolare questi ultimi a dominare attraverso esercizi iniziatici le forze di volontà. Difatti attraverso la volontà, i lemuri maschi potevano agire sull’ambiente esterno in modo magico modificando sia il mondo naturale sia i loro arti umani, cui potevano tramite le loro forze magiche allungarli a piacimento o irrigidirli, fare in modo cioè che le loro braccia diventassero dure simili all’acciaio, riuscendo così a sollevare dei pesi enormi in casi di necessità. Alle donne invece, era dato un altro compito che stimolava la vita del pensiero, ossia i Maestri divini insegnavano loro a perfezionare maggiormente la vita rappresentativa curando di memorizzare le immagini esterne naturali. Attraverso questo gruppo umano più evoluto venne formandosi con l’aiuto delle guide umane ispirate appunto dai Maestri divini, la quarta razza radicale atlantica. Nell’Epoca Atlantica vennero scelte sette guide che furono ispirate dai sette Arcangeli guida del nostro sistema planetario, da cui nacquero i sette oracoli di Atlantide, cioè dei misteri iniziatici guidati dalla grande guida solare “Melchisedec” (Noè). Tramite questo misterioso e altissimo iniziato solare che conosciamo come “Manu divino”10 (cui è menzionato per la prima volta nella Bibbia del vecchio Testamento, laddove si presentò ad Abramo come re di pace e sacerdote del Dio Altissimo sumerico “Ēl Elyōn”, offrendogli pane e vino in cambio di una decima del bottino conquistato nella valle dei re presso Gerusalemme), nacque il più importante oracolo del Sole e poi dopo, tramite uomini-guide iniziati, gli oracoli minori quali: «L’oracolo di Giove, Marte, Saturno, Mercurio, Venere e Luna» (vedi “La Scienza Occulta” O.O. 10, pag. 203). Alla fine dell’Epoca Atlantica cui terminò con una catastrofe che nella Bibbia è menzionato come “Diluvio Universale”, il Manu scelse sette tra i suoi discepoli più evoluti (quelli che erano in grado di accogliere i sette corpi eterici appartenuti agli Arcangeli guida dell’epoca Atlantica) e fondò all’inizio della quinta Epoca Postatlantica, l’altissima civiltà spirituale orientale del primo periodo di cultura chiamato Paleo Indiano, dove l’uomo iniziò in modo incosciente a perfezionare il suo corpo eterico.11

La stessa cosa avvenne per il secondo periodo di cultura successivo il Paleo-Persiano, dovefu perfezionato il corpo senziente (astrale)12 e dove il Manu divino iniziò l’antico Zarathustra (circa 7000 anni fa), il fondatore della religione “Persiana”che insegnò al popolo persiano a coltivare la terra e a venerare il Dio solare “Aura Mazdao”; oggi come citato, lo conosciamo come Maestro Gesù.  Egli  come sappiamo, contribuì a preparare l’evento del Golgotha alfine che il Cristo potesse scendere sulla Terra e incarnarsi per tre anni in un esemplare umano molto peculiare e complesso che fu debitamente preparato dalla corrente sacerdotale essena per compiere il grande evento storico che è conosciuto come “il tempo dei tempi”, ossia l’evento del Golgotha, cui terminò col sacrificio della croce quale riscatto e redenzione del peccato originario dell’umanità. Zarathustra a sua volta ebbe due discepoli, di cui uno fu Ermete Trismegisto il fondatore della cultura egizia a cui incorporò una copia del suo corpo astrale, iniziandolo nei misteri dello “Spazio”. L’altro fu Mosè, il fondatore della cultura ebraica a cui incorporò una copia del suo corpo eterico (nella Bibbia è simboleggiato dal fatto che Mosè è messo in un cesto dalla madre sulle rive del Nilo dov’è salvato dalla figlia del Faraone), iniziandolo nei misteri del “Tempo”, così che poté descrivere la storia della creazione e altro … nelle magnifiche immagini del vecchio Testamento. Questi due discepoli ebbero il compito di preparare il terzo periodo di cultura egizio-caldaico-ebraico, dove l’umanità perfezionò l’anima senziente che insieme al corpo senziente, forma ciò che nell’uomo è chiamato corpo astrale, (vedi la nota 11).  Nel quarto periodo di cultura greco-romano, a occidente e a oriente si manifestarono due grandi uomini iniziati che conosciamo come Bodhisattva (vedo la nota 1), di cui uno di nome Orfeo e l’altro di nome Shakyamuni o il Buddha Gautama. Essi furono i grandi preparatori della natura umana superiore, di cui Orfeo con la sua magica lira ricevuta in dono dal Dio Apollo contribuì allo sviluppo dell’anima razionale (vedi la nota 3). Mentre dall’altra il Buddha Gautama che con la sua dottrina morale della compassione e dell’amore, diede l’impulso per lo sviluppo dell’anima cosciente cui l’umanità ha iniziato a sviluppare dal 1413in poi e che terminerà circa nell’anno 3573, quando cioè entrerà nello sviluppo superiore del Sé spirituale.13 Come possiamo vedere da questi eventi, l’uomo si perfeziona e si evolve tramite i suoi arti corporei, animici e spirituali  attraverso i diversi periodi di cultura, cui raggiungerà la massima espressione alla fine dell’epoca o eone terrestre. Perciò   possiamo dire che l’umanità non è mai lasciata sola a sé stessa, ma è sempre stata accompagnata da uomini saggi, da maestri di saggezza che hanno guidato e che ancora oggi guidano l’uomo verso la sua meta divina, senza dei quali l’umanità si perderebbe in uno sfrenato egoismo che finirebbe per autodistruggersi finendo in un abisso di non ritorno.

Sappiamo dalla Scienza dello Spirito che sono sempre attivi sulla terra dei Maestri di saggezza, i quali sono collegati con Maestri di saggezza che operano dal mondo spirituale e che a loro volta, sono in rapporto con dei Bodhisattva Celesti e persino con dei grandi Bodhisattva divini cosmici, (vedi il libro di Sergej O. Prokofieff14 “Rudolf Steiner e i Maestri del cristianesimo moderno” – Widar Edizioni). Questi grandi Bodhisattva sono degli esseri cosmici complessi quali entità soborniche (avatariche), appartenenti alle entità della terza gerarchia attraverso cui operano come messaggeri dello Spirito Santo entro l’ambito della sfera lunare (Luna, Mercurio e Venere), ossia la sede da dove operano le forze degli Angeli, Arcangeli e Archai. Per capire in parte l’aspetto di questi grandi esseri bodhisattvici divini, dobbiamo pensare che ogni singola entità divina e umana del nostro universo è costituita da diversi arti corporei, animici e spirituali, di cui nell’uomo la parte più bassa inizia dal corpo fisico che  è compenetrato  da un corpo eterico, da un corpo astrale, infine da un “Io” umano. Dobbiamo poi distinguere questo Io umano inferiore cioè la nostra Personalità umana dalla nostra Individualità o vero Io che solitamente chiamiamo  Io superiore, che è come dire la vera essenza spirituale superiore dell’uomo, ovverosia l’immagine divina creata dagli Elohim solari e perfezionata da Jehovah nella sfera lunare durante l’Epoca Lemurica (Gn 2,7). Inoltre, entro il nostro Io superiore sono come dire conglobati i germi spirituali della nostra anima divina superiore che saranno sviluppati in stati cosmici o eoni futuri e cioè: Il sé spirituale o Manas, lo spirito vitale o Budhi e l’uomo spirito o Atma” (vedi la nota 13). Occorre però che questi principi superiori siano in parte già sviluppati durante la nostra evoluzione terrestre, dopodiché saranno maggiormente perfezionati quali arti cosmici superiori in evoluzioni cosmiche future che la Scienza antroposofica chiama “Giove, Venere e Vulcano” (vedi nota 8). Pertanto, un iniziato veggente che guardasse nelle diverse dimensioni spirituali, prenderebbe coscienza della natura divina settemplice che anche gli Dei possiedono similmente all’uomo, tramite la quale possono essere presenti nelle diverse dimensioni spirituali da dove operano anche nel mondo umano alfine che l’uomo possa raggiungere la sua meta divina. Egli allora vedrebbe le gerarchie più vicine all’uomo che chiamiamo Angeli che oltre al loro compito planetario terrestre, hanno anche quello di guidare e di proteggere l’uomo dai pericoli che non hanno alcun legame karmico con le azioni negative delle sue vite passate. Vale a dire che ogni uomo nell’ambito del corpo astrale (anima), oltre ad avere un essere angelico luciferico che lo tenta verso un egoismo malefico, ha anche un Angelo, uno spirito buono che lo guida e lo protegge dai pericoli animici e fisici, ispirandolo a compiere il bene che può elevarlo moralmente a uno sviluppo animico-spirituale della coscienza superiore. Il chiaroveggente  vedrebbe allora immaginativamente la natura settemplice degli Angeli costituita da un corpo più basso che mentre nell’uomo è di natura materiale, nell’Angelo è di natura spirituale; egli allora lo vedrebbe costituito da un corpo eterico; un corpo astrale, un Io e un Sé Spirituale” o Manas perfettamente sviluppato; poi altri tre arti superiori non ancora del tutto sviluppati, cioè  lo spirito Vitale o Budhi, l’Uomo spirito o Atma e un altro corpo superiore che saranno sviluppati in stati di coscienza futuri, come menzionato per l’uomo.

Passando poi al rango superiore degli Arcangeli, i quali sono preposti alla guida evolutiva di ogni popolo, vedrebbe la loro natura animica spirituale costituita da un corpo astrale, un Io, un Sé spirituale e uno spirito Vitale perfettamente evoluto; poi anch’essi hanno tre arti spirituali superiori di cui l’Uomo spirito e altri due corpi che perfezioneranno in stati di coscienza futuri. L’indagine chiaroveggente può andare ancora più oltre dove incontra dell’Entità ancor più superiori, ossia la gerarchia delle Archai che hanno il compito di guidare la civiltà umana nell’ambito terrestre il cui arto animico più basso è l’Io; essi hanno poi un Manas, un Budhi e un Atma perfettamente sviluppato e tre arti spirituali superiori che anch’essi svilupperanno in eoni futuri. Volendo maggiormente chiarire l’esistenza di questi grandi Bodhisattva, possiamo andare ancora più oltre là dove lo sguardo chiaroveggente rivela l’esistenza di Entità divine ancor più superiori, vale a dire gli Elohim biblici o Potestà o, Spiriti della Forma secondo la terminologia antroposofica, cui sono le entità creatrici che hanno creato il nostro mondo naturale e che donarono all’uomo durante l’Epoca Lemurica una parte del loro fuoco divino, ovverosia l’Io umano superiore. Rudolf Steiner ci rivela che questi spiriti superiori sono anch’essi costituiti da sette arti animici e spirituali ma di un ordine cosmico superiore planetario, tramite cui riescono ad abbracciare con il loro corpo astrale o Sé spirituale  un intero pianeta del nostro sistema planetario. Per spiegare meglio quest’aspetto spirituale, diciamo che mentre un Arcangelo è in grado di coprire avvolgendo col suo corpo astrale (Manas) come in una nuvola, un popolo della Terra, il corpo astrale o Manas di un Elohim creatore, può coprire e avvolgere tutti gli uomini della Terra. Difatti, dietro ad ogni pianeta del nostro sistema planetario esiste e opera uno Spirito della Forma, uno dei sette Elohim solari, cui anch’essi sono costituiti da sette arti spirituali, i quali iniziano da due corpi, animici di ordine cosmico e cioè il Sé spirituale e lo Spirito Vitale  con i quali operano nel nostro cosmo planetario solare e nei regni della natura terrestre. Mentre con gli altri cinque corpi tra cui l’Uomo Spirito e gli altri quattro arti superiori, operano nell’ambito macrocosmo collaborando con le gerarchie spirituali superiori, allo sviluppo del nostro Sole quale aspetto superiore stellare. Va detto per chi non ha ancora accolto l’Antroposofia, che il nostro Sole ha due aspetti: di cui uno planetario cui operano gli Elohim solari e gli Spiriti del Movimento o Virtù (Dynameis) e uno stellare, cui operano gli Spiriti della Saggezza o Dominazioni (Kyriotetes),  gli Spiriti della Volontà (Troni), gli Spiriti dell’Armonia (Cherubini) e gli Spiriti dell’Amore (Serafini). È naturale che questi concetti possano sembrare alquanto complessi e difficili da assimilare per chi non ha ancora le basi scientifiche – spirituali dell’Antroposofia, e occorre quindi fare uno sforzo maggiore per capire la natura divina dei grandi Bodhisattva. (3.1. Continua)

Collegno  dicembre   2021                                                 Antonio   Coscia

Note   Antroposofiche

10    Il Manu e un essere umano molto evoluto che ha superato di molto l’evoluzione normale, egli lavora in modo cosciente col suo Uomo spirito similmente a come fa un Archai alla trasformazione del suo corpo fisico. In questo lavoro egli è ispirato non solo da un Angelo e un Arcangelo, ma anche da un Archai e la sua coscienza arriva fino agli Esseri della seconda gerarchia. Occorre dire che prima del Cristo il Manu era un essere sovrumano che aveva già compiuto la sua evoluzione umana nel precedente eone terrestre, il quale durante l’inabissamento del continente Atlantide cui nella Bibbia è descritto come “Diluvio Universale”, aiutò l’umanità più evoluta a superare la catastrofe atlantica guidandola verso Oriente fin sulle alture del Tibet, da dove scelse le anime più evolute in modo da dare inizio a una nuova civiltà che chiamiamo Postatlantica. Si trattò del Manu che conosciamo dalla Bibbia  col nome di Noè, il quale iniziò sette discepoli chiamati santi Rishi che diedero inizio a una civiltà spirituale molto evoluta che chiamiamo Paleo-Indiana. Egli iniziò anche Zarathustra, il quale fu il fondatore  della civiltà Paleo-Persiana. Il prossimo Manu sarà un Manu umano che quale discepolo del Cristo, guiderà l’umanità più evoluta (cioè quelli che avranno accolte in loro l’impulso del Cristo) a superare la grande catastrofe della “guerra di tutti contro tutti”, fino ad accompagnarli allo sviluppo della sesta Epoca Postatlantica.

11   Il corpo eterico è il secondo involucro animico spirituale dell’uomo, esso rappresenta la vita attraverso cui viene generata non solo la specie umana ma anche quella vegetale e animale. Guardandolo attraverso la vista spirituale veggente, possiamo vedere che avvolge il corpo fisico del vegetale, animale e umano preservandoli dalla decomposizione e quindi dalla morte.  È costituito da quattro tipi di “forze plasmatrici”, le quali rappresentano un riflesso di quattro eteri cosmici,  costituitosi durante gli stati di coscienza dell’antico Saturno, Sole, Luna e Terra (vedi la nota 8). Di cui su Saturno grazie ai Troni si costituì l’etere di calore, sul Sole dai Kyriotetes  l’etere di Luce, sulla Luna  dalle Dynameis l’etere del suono e sulla Terra dalle Potestà l’etere di vita. L’etere di calore è quello che maggiormente possiamo percepire in noi come calore, il quale ci permette di mantenere integro il corpo fisico avendo in noi sempre la stessa temperatura, che qualora si dovesse alzare o abbassare, sorgerebbe immediatamente  un’anomalia nel corpo umano e quindi una malattia; tutti gli altri eteri per poterli percepire occorre avere la veggenza superiore in quanto come accennato, sono forze plasmatrici cosmiche spirituali. Di questi quattro eteri  furono sottratti all’uomo l’etere del suono e l’etere della vita durante l’Epoca Lemurica, ossia prima della tentazione di Adamo da parte di Lucifero, e gli furono lasciati l’etere di luce e l’etere di calore; saranno restituiti all’uomo quando sarà a uno sviluppo spirituale superiore ossia quando nel futuro accoglierà in sé il suo Io superiore  grazie al quale si unirà all’albero della vita tramite la forza del Cristo. Nel nel terzo capitolo della Genesi è scritto:  «Il Signore Dio disse allora: “Ecco l’uomo è diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell’albero della vita, ne mangi e viva sempre!”» (Gn 3,22)

12    Il corpo astrale è il terzo arto umano dell’uomo, costituitosi durante l’evoluzione dell’antica Luna quale dono delle Virtù creatrici o Spiriti del Movimento. È la parte animica o anima umana dove ha sede la coscienza e dove sorgono le brame, i desideri, le passioni e il dolore umano, la cui causa fu l’oscuramento e la separazione dal mondo divino dovuta alla tentazione luciferica durante l’evoluzione dell’Epoca Lemurica. Il corpo astrale oscurandosi si divise in due parti, di cui una parte superiore luminosa che fu trattenuta dagli Dei dove fecero sgocciolare una parte del loro fuoco divino, cioè l’Io superiore altruista, mentre altri dèi luciferici fecero sgocciolare le loro forze egoistiche nel corpo astrale inferiore, dove  a causa dell’oscuramento andò creandosi un io egoista quale rispecchiamento imperfetto dell’Io superiore. Difatti il nostro io umano, non è il nostro vero Io, ma è solo un riflesso imperfetto dell’Io superiore nel corpo astrale umano. L’Io umano durante l’Epoca Lemurica trasformò in modo incosciente l’uomo inferiore che andava formandosi dopo la caduta dal paradiso sul suolo terrestre, traendo dai corpi dell’uomo l’anima senziente, l’anima razionale e l’anima cosciente, da cui nacque in seguito come una specie di conseguenza karmica un riflesso imperfetto dell’Individualità superiore che è appunto il nostro io inferiore.  L’io umano inferiore ha continuato a perfezionarsi attraverso i periodi di cultura come abbiamo suaccennato, fino a sviluppare la sua coscienza autonoma con lo sviluppo dell’anima razionale terminato nel 1413. Da allora ha iniziato un lavoro spirituale in modo più cosciente allo sviluppo dell’anima cosciente (per adesso solo per pochi, per gli altri è ancora incosciente), attraverso cui egli purificherà una parte del corpo astrale liberandolo con l’aiuto del Cristo, dall’oscurità luciferica e arimanica, trasformandolo in Sé spirituale tramite cui prenderà coscienza della sua origine divina spirituale e congiungendosi alla sua immagine perfetta superiore, dove in modo cosciente si eleveranno a gradi di coscienza cosmici planetari superiori.   

13 L’uomo secondo Rudolf Steiner è costituito da corpo, anima e spirito, di cui a sua volta ogni involucro umano (secondo l’aspetto evolutivo), possiamo dividerlo ancora in tre parti, per cui per un maggiore chiarimento diamo a seguente tavola schematica:

  • Corpo  =   Corpo fisico – corpo eterico – corpo senziente o astrale
  • Anima =   Anima senziente – anima razionale – anima cosciente
  • Spirito =   Sé spirituale o Manas – spirito Vitale o Budhi – Uomo spirito – o Atma

Volendo questo schema possiamo ridurlo in sette arti costitutivi  dell’uomo, in quanto che, il corpo senziente e l’anima senziente, formano un’unità per il fatto di essere strettamente congiunti tra di loro avendo la stessa sostanza senziente. Così come anche l’anima cosciente e il Sé spirituale formano un’unità, in quanto che sono strettamente uniti tra loro. Per cui avremo che l’uomo è costituito da sette parti di cui:

  • Corpo  = Corpo fisico, corpo eterico, corpo astrale (corpo senziente + anima senziente)
  • Anima = Anima razionale = nella quale l’uomo si riconosce come coscienza dell’io
  • Spirito = Sé superiore (anima cosciente + sé spirituale), spirito Vitale, Uomo spirito

 Per questo possiamo dire che l’anima razionale è quella parte dell’anima umana tramite la quale l’uomo forma attraverso il pensiero, i concetti che accoglie in sé dalle immagini del mondo esterno, in tal modo egli si auto conosce come un essere autonomo e libero, imparando a conoscere la sua natura umana. Fin dal 1543 l’uomo è impegnato allo sviluppo dell’anima cosciente, ossia di quella parte interiore che rappresenta il nucleo dell’essere umano, là dove inizia la manifestazione dell’io, umano, laddove l’uomo può autoriconoscersi quale nucleo dell’anima avente in sé un che di divino cui è ispirato da un essere a lui superiore dal quale è sempre stato guidato in tutte le vicissitudini umane quali azioni karmiche delle vite passate.

14 Sergej O. Prokofieff è stato uno dei più importanti allievi e discepoli di Rudolf Steiner, dedicando la maggior parte della sua vita alla divulgazione dell’Antroposofia e del cristianesimo-rosicruciano. Ha approfondito diverse tematiche antroposofiche attraverso la pubblicazione di numerosi libri, tra cui quelli sul mistero del Golgotha, sull’Io umano, su Michele e sull’essere dell’Antroposofia. Nato il 16 gennaio 1954 a Mosca, in Russia, è scomparso il 26 luglio 2014 a Dornach, in Svizzera. Ha studiato pittura e storia dell’arte presso l’Istituto Superiore d’Arte di Mosca e, per molti anni, ha svolto un’intensa attività di scrittore e conferenziere in tutto il mondo. Dalla Pasqua del 2001 è stato membro della Presidenza della Società Antroposofica Universale presso il Goetheanum di Dornach, in Svizzera.