Rudolf Steiner Maestro di saggezza I

Rudolf Steiner (1861-1925)

L’onnipotenza, l’onnisaggezza, non sono le principali qualità della divinità, bensì l’amore, una qualità che non può essere accresciuta. Dio è ripieno di amore, è puro amore, è per così dire nato dalla sostanza dell’amore. È puro schietto amore, non massima saggezza, non massima potenza. Dio ha trattenuto l’amore, ha diviso però la potenza e la saggezza con Arimane e Lucifero. Ha diviso la saggezza con Lucifero e la potenza con Arimane, affinché l’uomo potesse essere libero, e sotto l’influsso della saggezza proseguire il suo cammino.

Rudolf Steiner (Zurigo, 17 dicembre 1912)

Rudolf Steiner faceva il guaritore? I

Un amico antroposofo (L. S) conosciuto sulla pagina di facebook, mi ha chiesto cosa ne pensassi di una sua domanda un po’ provocatoria, ovvero: “Ma Steiner faceva il guaritore?

Riflettendo seriamente su questa domanda, in verità devo dire che in tutti questi anni di studio dell’Antroposofia non mi è mai sfiorata l’idea che Rudolf Steiner potesse essere visto sotto quest’aspetto di guaritore, ossia di taumaturgo o curandero, anche perché non ci sono notizie che io sappia di guarigioni miracolose avvenute da parte sua come invece possiamo sapere su alcune persone miracolate da Padre Pio.2 Posso dire che in tanti anni d’incontri con le diverse personalità che hanno guidato finora la Società Antroposofica in Italia, non mi è mai capitato di sentire da esse che Rudolf Steiner potesse essere visto sotto l’aspetto di guaritore psichico, o altro. Si dice che avesse delle lunghe code di persone che attendevano ogni giorno per avere un colloquio privato con lui, ma si trattava di ascoltare i loro problemi cui egli dava con amore dei consigli o delle meditazioni personali cui tendevano a rafforzare l’io inferiore e a ristabilire l’equilibrio animico-spirituale, sulla base del perfezionamento antroposofico e dello sviluppo della coscienza morale. Credo che chiunque si fosse avvicinato a Rudolf Steiner era subito pervaso dal suo fuoco spirituale interiore cui ne avrebbe avuto senz’altro  dei benefici sia a livello animico sia spirituale. Egli era come un sole spirituale dal quale tutti ne traevano giovamento in tutto il loro essere tripartito di corpo, anima e spirito umano, giacché erano avvolti dalla sua aura spirituale cristica sia che fossero consapevoli sia che non lo fossero, non aveva alcun bisogno di agire attraverso pratiche occulte medianiche, psichiche o praniche, come avrebbero potuto pensare di lui filosofi o teologi di malafede (tra i quali in modo particolare i gesuiti) del secolo scorso, sottostimando così la sua vera missione di Maestro dell’umanità e discepolo del Cristo. Egli non aveva affatto bisogno di operare sulle persone attraverso le mani o col pensiero, bastava la sua presenza! A questo riguardo, alcuni discepoli ricevuti  per un colloquio privato, confessano che tutto subito erano intimoriti di trovarsi di fronte a una persona seria che incuteva in loro un che di disagio, ma che subito dopo parlando con lui, avvertivano un grande calore di sostanzialità animica umana provenire dal suo essere.

Una sua discepola Adelheid Petersen, racconta di un colloquio privato avuto con lui il 12 dicembre 1918 e pubblicato sulla rivista “Antroposofia” maggio-giugno 1991, dove viene illustrato il lavoro secondo le direttive di Rudolf Steiner in 12 punti essenziali che i conferenzieri o i fiduciari dovrebbero svolgere nell’ambito dei gruppi di studio. Nel decimo punto essenziale (10.) Adelheid Petersen riferisce che le discussioni nello studio di gruppo secondo Rudolf Steiner andrebbero evitate, in quanto che attraverso ogni chiacchiera viene distrutta la sostanza o aura spirituale che si può formare durante la lettura o il dialogo inerente alla conferenza che si legge. E alla fine del colloquio lei esprime la sua impressione nei riguardi del Maestro dicendo che: «Rudolf Steiner riprese nei miei confronti quel duplice aspetto tra severità e quell’infinita bontà nella cui luce si è ridotti personalmente a un nulla, da dove si può però percepire contemporaneamente tutte le forze e le risorse nascoste del proprio essere». «Sia sempre consapevole con sana serietà del compito che Lei si è posta, disse Lui».  «L’antroposofia è una cosa pericolosa quando non si va incontro con quella serietà» (pag.175-178 ibidem).

Come possiamo vedere Rudolf Steiner amava la serietà e la consapevolezza con cui dobbiamo essere sempre coscienti che abbiamo a che fare con delle realtà spirituali che ci circondano le quali, possono manifestarsi sia in senso buono sia in senso negativo, ciò dipende da noi, dal modo che ci rapportiamo con esse, sia nello studio comune sia in altre circostanze di dialogo o di studio individuale dell’Antroposofia.  In una conferenza tenuta a Dornach il 10 ottobre del 1915, Rudolf Steiner parla dell’accordo tra occultisti “Esoterici orientali ed Exoterici occidentali” i quali, in vista di un materialismo sempre più dilagante  convennero di divulgare una parte di conoscenza esoterica tramite dei Medium, alfine di risvegliare l’umanità ai mondi dello spirito. Ma ben presto il medianismo si rivelò errato in quanto divulgava una conoscenza non veritiera che non si accordava alla vera realtà del mondo divino. Così i Maestri di saggezza3 occidentali tra i quali Cristian Rosenkreutz e il Maestro Gesù, cessarono d’ispirare la fondatrice della Società Teosofica Madame Blavatsky4 (per motivi che non è possibile spiegare in quest’articolo) chiedendo a Rudolf Steiner di correggere ciò che veniva divulgato dalle correnti spiritistiche (Allan Kardec, Frederic W. H. Myers, William James, ecc.) e dalla stessa corrente teosofica della Blavatsky, con la vera conoscenza esoterica rosicruciana-cristiana a orientamento antroposofico che aiutasse l’uomo moderno ad avere la giusta comprensione del mondo degli spiriti e del mondo divino in cui operano gli Dei. Cosicché l’umanità potesse conseguire quel giusto risveglio spirituale dell’anima cosciente in modo da non finire nell’abisso del materialismo arimanico (come possiamo avvertire nel momento attuale di pandemia), ma cercando attraverso la vera essenza e conoscenza della Scienza dello Spirito di sviluppare in sé con l’aiuto del Cristo, quella forza d’amore cosmico-umano cui ogni uomo possa redimersi e congiungersi col suo Io superiore. Pertanto alla domanda se Rudolf Steiner fosse un guaritore, possiamo  rispondere con un sì o con un no o, con un non so, ciò dipende dalle informazioni che possiamo avere dai ricordi dei discepoli sull’attività che Rudolf Steiner svolgeva nel suo studio privato nei riguardi delle diverse persone come menzionato, le quali si rivolgevano a lui per aiuto o per un consiglio.

Credo invece che la domanda vada posta in modo diverso, e cioè: Rudolf Steiner poteva assumere su di se il karma di una persona malata sollevandola dalla sofferenza karmica quale effetto negativo di un’azione riprovevole compiuta nella sua vita passata e di cui l’io si era reso imperfetto?  Penso che sarebbe più difficile rispondere a questa domanda, perché richiederebbe una maggiore riflessione e la conoscenza della legge karmica e dell’amore e, della venerazione che intercorre nell’epoca moderna dell’anima cosciente5 quale nuovo rapporto spirituale tra Maestro e discepolo; inoltre occorrerebbe tenere conto tra la differenza del karma lunare e del karma solare. Nel karma lunare sappiamo che agiscono le forze antiche di Dio Padre tramite la prima gerarchia spirituale, ossia i Cherubini, per cui è molto difficile rimuovere un karma lunare jahvetico da cui proviene la “legge del taglione” mosaica, ossia le leggi  che nel vecchio Testamento Jahvè prescrisse per i sacerdoti leviti dove in un capitolo è scritto:  

«Se uno farà una lesione al suo prossimo, si farà a lui come egli ha fatto all’altro: frattura per frattura, occhio per occhio, dente per dente; gli si farà la stessa lesione che egli ha fatto all’altro» (Levitico 24,19-20).

Con l’avvento del Cristo questa legge dura e intransigente fu in parte modificata dal Cristo laddove nel Vangelo di Matteo leggiamo: «Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente … Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori … Siate voi dunque perfetti com’è perfetto il Padre vostro celeste». (Mt 5,38-48).

Questo cambiamento è stato possibile attuarlo solo con la fine dell’epoca oscura del kalì yuga terminato nel 1899 ma che ha iniziato a essere praticabile nella sua essenza karmica spirituale, cioè da legge del taglione a legge o impulso dell’amore soltanto dal 1930 in poi  che come ci rivela Rudolf Steiner, in concomitanza della presenza del Cristo presente spiritualmente nel corpo eterico  nel mondo astrale adiacente alla Terra, quale promessa della Sua seconda venuta. Vale a dire che se abbiamo in parte compreso l’evento del Golgotha secondo la concezione antroposofica e abbiamo accolto l’Impulso del Cristo, possiamo rimuovere la nostra azione negativa con un’altrettanta azione positiva d’amore nei riguardi di chi abbiamo offeso; il modo di come avverrà, sarà però compito del Cristo che deciderà il momento e il luogo.  Come possiamo vedere la risposta su quest’aspetto taumaturgico di Rudolf Steiner, richiederebbe un lavoro spirituale di studio, riflessione e meditazione sui contenuti di saggezza che la Scienza dello Spirito ci mette a disposizione in modo da farci un giusto giudizio sulla eventuale  attività di guaritore e la possibilità che abbia potuto rimuovere delle  malattie karmiche nelle persone malate, facendosi carico in tal caso, del destino altrui. Tuttavia una prima risposta cui mi sento di dire è che senz’altro Rudolf Steiner quale altissimo Iniziato cristiano-rosicruciano e Maestro di saggezza,  era certamente in grado di assumere su di sé il karma di una persona malata e guarire la malattia causata dall’imperfezione dell’io inferiore. Occorre però a questo punto riflettere se quest’azione possa essere giustificata nei riguardi dell’Io superiore che ha determinato la malattia quale necessità karmica indispensabile per redimere e rimuovere l’imperfezione dell’io inferiore. In questo caso il Maestro non potrebbe  col suo gesto d’amore, interferire nell’azione di redenzione dell’io inferiore esautorandolo dal dolore voluto dal suo Sé superiore in modo da ripristinare l’imperfezione? Non dovrebbe egli a quel punto, assumere su di sé anche la responsabilità morale di educatore nei riguardi del malato alfine che questi possa elevarsi spiritualmente in modo che possa redimere da sé l’imperfezione che ha causato il suo stato di malattia? Questo per dire che se il Maestro si è sostituito al volere dell’Io superiore togliendo il calice amaro della sofferenza e del dolore per compassione e amore nei riguardi del malato (o anche discepolo), non ha tolto col suo gesto anche la possibilità che attraverso la malattia l’io inferiore potesse redimersi e ristabilire da sé l’imperfezione?

Per cui il karma dovrà ora scegliere un’altra strada o destino di prova o di dolore alfine che venga compensata e redenta l’azione negativa del karma antico della vita passata, cosicché l’io inferiore possa compensare e trasformare l’azione karmica negativa passata in un’azione morale in cui venga ripristinato lo stato di perfezione precedente prima che compisse l’azione malvagia. Dobbiamo però altresì dire che se il Maestro accoglie in sé il destino karmico quale effetto della malattia, non dovrà di conseguenza assumere su di sé anche la responsabilità morale nei riguardi del malato o del discepolo?  E pertanto il malato o il discepolo non diventa per questo subordinato al volere del Maestro e quindi in contrasto con l’insegnamento dello sviluppo cosciente e libero cui l’anima umana deve perseguire nel nostro quinto periodo di cultura6 liberandosi da qualsiasi autoritarismo dogmatico, istituzionale, religioso, ecc.?  Rudolf Steiner ci fa sapere che il rapporto tra Maestro e discepolo si è alquanto modificato nell’epoca moderna, giacché il Maestro è divenuto per l’allievo un amico e fratello maggiore, al quale possiamo chiedere consiglio esautorandoci completamente dalla sua autorità spirituale. Diversamente invece prima nel periodo dell’anima razionale, il discepolo restava strettamente vincolato al Maestro per tutta la vita e finanche oltre la morte, per cui il Maestro si legava karmicamente al discepolo dirigendolo secondo il suo volere al quale l’allievo non poteva sottrarsi, asservendosi a lui nella più totale obbedienza. (1. Continua)

Collegno  novembre 2021   Antonio  Coscia

Note   Antroposofiche

1    Rudolf Steiner nacque il 27 febbraio 1861 a Kraljevec, presso la frontiera austro-ungarica. Suo padre Johannes Steiner, era impiegato delle Ferrovie Meridionale Austriache, per cui crebbe in un ambiente che stimolava alla prontezza e all’abilità nella vita pratica. Già presto, all’età di sette anni, gli era possibile «vedere e udire gli esseri» che stanno dietro al mondo naturale e che dovette in certo senso nascondere ai suoi coetanei e anche a persone adulte, poiché non sarebbe stato compreso.  Nel 1879 superò l’esame di maturità con lode. Nello stesso anno s’iscrisse all’Istituto Tecnico Superiore di Vienna, dove studierà fra l’altro biologia, chimica e fisica. Specialmente quest’ultima materia influenzerà profondamente la sua evoluzione interiore e, nello stesso tempo, lo porrà di fronte a difficili enigmi. Si mise in luce già come studente curando gli scritti scientifici di Goethe. Dal 1890 al ’97 collaborò all’Archivio di Goethe e Schiller a Weimar.

Dal 1902 ebbe una più intensa attività come scrittore e conferenziere, di cui moltissime in questi anni sulla cristologia, cui dedicherà gran parte della sua vita e la sua uscita nel 1912-13, dalla Società Teosofica, a causa di un dissenso con la Presidentessa Annie Besant, la quale, sosteneva che un giovinetto indiano di nome Krishnamurti, fosse la reincarnazione del Cristo. Nel 1894 pubblica la “Filosofia della Libertà” (Edizione Antroposofica Milano), la più importante delle sue opere filosofiche ed anche la base per la successiva concezione del mondo. Oltre a una trentina di opere scritte di carattere filosofico e antroposofico, sono rimasti i testi stenografati di quasi 6000 conferenze sui più diversi rami del sapere. Gli impulsi da lui dati nell’arte, nella scienza, nella medicina, nella religione, nella pedagogia e nell’agricoltura portarono a delle nascite di movimenti oggi sempre più diffusi nel mondo.

Nel 1912-13 si distacca dalla Società teosofica e costituisce la Società antroposofica universale. A Dornach in (Svizzera), costruisce il primo Goetheanum di legno, un centro di attività scientifiche e artistiche fondate sull’antroposofia il quale, in seguito, sarà poi bruciato da nemici dell’Antroposofia nella notte di S. Silvestro del 1922.  In seguito Rudolf Steiner fa un modello di un secondo Goetheanum in cemento armato il quale, fu costruito dopo la sua morte avvenuta il 30 marzo 1925, esistente tuttora come centro di numerose attività antroposofiche cui, partecipano artisti e soci di tutto il mondo.

2      Padre Pio,noto anche come San Pio da Pietrelcina (25 maggio 1887 – 23 settembre 1968), è stato un francescano cappuccino  mistico, venne beatificato nel 1999 e canonizzato nel 2002 da papa Giovanni Paolo II. È stato conosciuto per le sue stimmate avute fin da giovane e lo hanno accompagnato per tutta la vita. Diversi sono i miracoli tra i suoi fedeli i quali ne parlano come se avesse delle doti da veggente in grado di essere nello stesso tempo in luoghi diversi. Gli venne eretto un  Santuario a Pietrelcina  in  San Giovanni Rotondo, provincia di Foggia. È difficile dare un giudizio su facoltà spirituali di Padre Pio, stando alle stigmate sembrerebbe che egli avesse percorso il cammino mistico-cristiano che lo porterebbe a essere al quarto gradino iniziatico, ossia “la croce”, dove appunto l’iniziando quale imitazione delle sofferenze del Cristo, ha delle chiazze rosse ai cinque punti del corpo del Cristo Gesù  flagellato dai romani. Rudolf Steiner dice però che nessun mistico cristiano (solo Francesco di Assisi alla fine della vita) ha sofferto di stigmate sanguinolenti, ma solo appunto delle chiazze rosse che scomparivano quando l’iniziando, saliva al prossimo scalino della “morte mistica”.  Per cui per noi resta un mistero cui potrebbe essere chiarito solo dalla facoltà chiaroveggente.

3     I Maestri della saggezza e dell’armonia  dei sentimenti, appartengono alla “Loggia Bianca”  di 12 Bodhisattva discepoli del Cristo, i quali sono uomini molto evoluti che fanno parte sia dei Maestri orientali sia dei Maestri occidentali. Mentre i Maestri occidentali s’incarnano circa in ogni secolo scendendo sulla Terra fin sul piano fisico dove assumono una forma umana transitoria, quelli orientali  s’incorporano invece ogni secolo nel corpo astrale di una personalità umana matura durante l’arco di cinquemila anni, dopodiché alla fine, essi scendono sul piano fisico incarnandosi completamente in un corpo di carne e compiono il cammino di “buddha umano”. Qui essi devono sviluppare e realizzare la loro dottrina alfine che possa diventare patrimonio di ogni uomo terrestre, per cui alla fine dopo aver conseguito attraverso l’illuminazione, la dignità di Buddha essi salgono ai mondi superiori e non s’incarnano più come uomini sul piano fisico, ma possono operare da quei mondi scendendo col loro corpo trasformato ossia il  “Nirmāṇakāya”, fino al piano eterico partecipando in tal modo all’evoluzione terrestre. Secondo la Scienza antroposofica sette di questi Maestri del cristianesimo moderno sono sempre in mezzo a noi sul piano fisico, i quali ricevono le ispirazioni degli altri cinque Maestri della saggezza e dell’armonia dei sentimenti, dai piani spirituali superiori.

4    Madame Blavatsky, cioè Elena Petrovna Blavatsky, era una medium sensitiva russa dell’ucraina nata a Dnipro, 12 agosto 1831 – Londra, 8 maggio 1891, fu la fondatrice della Società Teosofica fondata a New York il 1875, dietro l’ispirazione dei due Maestri di saggezza citati, i quali scelsero la Blavatsky per correggere appunto lo spiritismo dilagante di quel secolo per introdurre la saggezza occidentale più idonea allo sviluppo dell’anima cosciente. A tutta prima essa accolse le ispirazioni dei Maestri occidentali, ma dopo un po’ di tempo fu scelta dai Maestri orientali per divulgare l’antica scienza indiana, cui i Maestri occidentali smisero di ispirarla, per questo  i sui scritti divennero sempre più offuscati da entità luciferiche allontanandosi dalla vera  realtà spirituale, cui alla fine morirà d’influenza all’età di 59 anni.

5    L’anima cosciente è quella parte dell’anima più intellettiva che l’uomo del quinto periodo maggiormente evoluto  sta perfezionando dal 1413 in poi, la cui trasformazione in anima intellettiva veggente terminerà nel 3573 circa. Volendo dare una breve definizione in una nota antroposofica, diremo che è l’anima nell’anima, la quintessenza dell’anima umana attraverso cui l’io umano, esprime quella parte più essenziale di sé come pura essenza della vera volontà umana tramite la quale, l’«io risvegliato» può, autoconoscersi e afferrarsi come un essere autonomo e libero, avente in sé un che di divino, ossia il “dio nell’uomo”. Ciò fa si che possa prendere coscienza di un essere a lui congiunto e che è a lui superiore, vale a dire del suo Io superiore che l’ha sempre diretto in tutte le situazioni dolorose e prove della vita, dovute alla sua imperfezione e alle sue azioni delle vite passate che hanno causato quale effetto, karmico il destino della sua vita attuale.

6      Sappiamo dalla Scienza dello Spirito che l’uomo per compiere la sua meta deve passare attraverso sette stati di coscienza planetari particolarmente complessi che chiamiamo: “Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano”; di cui ogni stato di coscienza attraversa sette stati di vita e ogni stato di vita sette stati di forma. Occorre ancora suddividere ogni stato di forma in sette Epoche e infine ogni Epoca in sette periodi di cultura. Ora tralasciando gli stati di coscienza, di vita e di forma  già attraversati, siamo nel quarto stato di coscienza (Terra), nel quarto stato di vita (minerale),  nel quarto stato  di forma (fisico), nella quinta  Epoca Postatlantica e nel quinto periodo di cultura, chiamato anglo-germanico che durerà circa 2160 anni. Dopodiché entreremo nel sesto periodo di cultura  slavo-russo, infine nel settimo periodo di cultura americano cui terminerà con una catastrofe chiamata “la guerra di tutti contro tutti”. Vedi lo schema della Tav.1 qui sotto.

Il Maestro Gesù, Cristo Gesù e il Cristo V

Peter Wenzel (1745-1829) Adamo ed Eva nel Paradiso Terrestre

Dio, nella sua infinita saggezza, ha nascosto l’inferno

in mezzo al paradiso per fare in modo che stessimo

sempre attenti (Paulo Coelho)

5. Il Cristo Gesù IV

Prima della creazione di Adamo da parte di Yahve-Elohim18, dobbiamo a questo punto parlare di un fatto che accadde prima dell’Epoca Lemurica, cioè prima che al globo di calore e aria si aggiungesse la sostanza liquida o acqua, dovuto a una maggiore compressione del globo cosmico. Avvenne che il Sole si distaccasse dal resto del globo della Terra-Luna prendendo con sé le sostanze eteriche più sottili di calore e aria insieme alle Entità spirituali superiori. Questo perché le entità gerarchiche superiori avevano bisogno del pianeta solare come loro dimora, poiché avevano un’evoluzione più rapida di quella degli uomini terrestri, per cui fu necessario che alcune divinità spirituali si sacrificassero per restare indietro insieme alla Luna e alla Terra per aiutare gli esseri umani che andavano formandosi e che appunto, abbisognavano di un’evoluzione più lenta. La Terra e la Luna furono quindi separate dal Sole e lasciate a un’evoluzione più lenta da parte di Entità guida che sacrificarono la loro origine solare alla cui guida era Yahweh o Jehovah che, da Elohim del Sole divenne un Eloah lunare ossia, il Signore Dio o Yahve-Elohim (Genesi 2,4). Jahvè o Geova latinizzato com’è chiamato erroneamente da alcune correnti religiose, accolse questo sacrificio facendosi un Dio lunare, alfine potesse compiersi l’evento spirituale più importante della storia cosmica – terrestre e nello stesso tempo umana, cioè l’incorporazione dell’Altissima Entità solare che conosciamo come Cristo nell’uomo Gesù di Nazareth, e che divenne il Cristo Gesù dopo il Battesimo nel Giordano da parte del Battista. La missione sacrificale di Yahveh ebbe pertanto un triplice compito:

  • Formare l’uomo androgino di terra ossia Adamo (Adamah = Terra), da cui deriverà l‘umanità terrestre tramite la coppia biblica di Adamo ed Eva.
  •  Assumere la guida del popolo ebraico alfine che potesse verificarsi l’evento del Golgotha quale sacrificio estremo dell’Altissimo Dio solare. 
  • Infine un compito cui non è ancora terminato e cioè quello di opporsi all’influenza negativa dell’ottava sfera.19

Tutto questo avvenne alla fine dell’Epoca Iperborea e all’inizio dell’Epoca Lemurica, dove durante il primo terzo di quest’Epoca, venne appunto generato e perfezionato Adamo, quale immagine archetipica dell’umanità, che Yahve-Elohim plasma dall’immagine dell’uomo androgino stellare Adam-Kadmon (l’Uomo Primordiale o il modello ancestrale celeste) creato dai sette Elohim solari principali o Spiriti della Forma, quale loro Immagine (Gn 1,27).  La Terra a questo punto non è ancora visibile a occhi umani, il suo stato è ancora di una densità acquosa commista ad aria e fuoco (calore). L’uomo o l’umanità creata da Jahvè, doveva essere lo specchio cosmico in cui gli spiriti creatori solari e lunari si sarebbero specchiati in essa senza che l’uomo potesse arrivare a uno sviluppo autonomo e libero; ossia l’umanità sarebbe stata un semplice specchio degli Dei cui non avrebbe avuto mai la possibilità di sviluppare l’autonomia e la libertà in modo da svincolarsi dagli Dei per elevarsi a un’esistenza spirituale superiore. Ma ciò non era nel pensiero creatore divino superiore il quale aveva per l’uomo un destino alquanto diverso da quello auspicato dagli Spiriti della Forma. Per questo gli Dei superiori permisero che l’uomo venisse oscurato nel corpo astrale dalla tentazione del “serpente” biblico, ossia gli furono aperti gli occhi dalla conoscenza manasica luciferina che in tal modo da una parte lo resero cosciente e libero dagli Dei, dall’altra gli diedero la possibilità di compiere il male in quanto l’uomo cadde nella sfera più bassa terrena, dove conobbe la malattia e la morte. Questo momento è menzionato nella Bibbia con la tentazione da parte di Lucifero che offre la mela a Eva (Psiche) e la successiva caduta di Adamo sul suolo terrestre. Vale a dire che Lucifero corruppe Adamo facendo fluire in lui la conoscenza luciferina tramite la quale causò la disobbedienza verso Dio che aveva raccomandato loro di non mangiare la mela (mela = manas = mente = ego inferiore, pensiero, ragione) dall’albero del bene e del male, giacché avrebbe causato la morte e la separazione dal mondo divino. È pur vero che questo fatto causò nell’uomo l’origine della malattia e della morte fisica, ma gli permise anche di guardare Dio con gli occhi fisici dall’esterno attraverso la coscienza autonoma divenuta libera in grado di elevarsi a mondi divini superiori per vivere in un futuro non molto lontano, nuovamente in un consesso divino non più come semplice specchio di uomo dell’istinto, ma come uomo divino cosciente simile agli Dei.  Nella Bibbia difatti nel terzo versetto si legge: «Il Signore Dio disse allora: “Ecco l’uomo è diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell’albero della vita, ne mangi e viva sempre!» (Gen 3,22).

Dalla Scienza antroposofica abbiamo visto e come vedremo meglio più avanti, che l’uomo fu cacciato dal paradiso terrestre in quanto il suo corpo astrale, si oscurò e quindi acquistò il peso della gravità terrestre, per cui venne attratto in basso più di quanto gli Dei avrebbero voluto unendosi così per sempre al fuoco terrestre dove non gustò più dell’albero della vita, ossia di ciò che chiamiamo spirito Vitale o Budhi cui è parte dell’anima umana divina superiore. La caduta di Adamo generò dalla metà dell’Epoca Lemurica fino al primo terzo dell’Epoca Atlantica, la separazione dei sessi e a causa di un indurimento delle forze lunari, la maggior parte delle anime umane furono costrette a riparare sugli altri pianeti del sistema planetario. Soltanto pochi uomini, i più maturi e forti, discendenti della coppia originaria alla cui guida era una coppia di nome Adamo ed Eva, riuscì a superare l’indurimento della materia terrestre causato dalla presenza delle forze lunari che rallentavano l’evoluzione facendo sì che i corpi terrestri non erano più idonei all’incarnazione delle anime. Questa complicazione animica fu risolta attraverso un fatto cosmico compiuto da Jahvè che uscì con la Luna e con tutte le divinità lunari dalla Terra, cosicché da questa separazione lunare, la Terra cominciò ad avere il suo movimento normale più idoneo all’evoluzione umana ripristinando in tal modo l’equilibrio tra Sole, Terra e Luna, in modo che le anime ritornarono a incarnarsi scendendo nei corpi dai diversi pianeti del nostro sistema solare dove avevano abitato; ciò durerà circa fino alla metà dell’Epoca Atlantica.

Dietro questi fatti cosmici che vengono comunicati dalla conoscenza antroposofica, è velato il mistero dell’incarnazione dell’Io umano che secondo la Scienza dello spirito a orientamento antroposofico, quando l’uomo apparve nell’Epoca Lemurica, era ancora simile all’animale; un uomo d’istinto costituito da un corpo fisico, un corpo eterico e un corpo astrale, nella cui forma esteriore appariva simile all’animale, da qui appunto il nome anima. Siamo qui di fronte a un archetipo umano che ha in sé una purezza celeste perché non è in grado d’intendere e volere né esiste in lui la concupiscenza del peccato, fino al momento in cui gli Spiriti della Forma dopo aver fatto fluire nell’uomo i germi dell’anima senziente, razionale e cosciente, decidono di far fluire in lui una parte del loro fuoco divino, ovverosia il loro Io che era la loro parte più bassa della loro costituzione animica spirituale settemplice. Le Entità gerarchiche del nostro sistema solare hanno anch’esse una costituzione animica settemplice simile all’uomo, seppure in modo diverso, per cui gli Spiriti della Forma nell’Epoca Lemurica erano costituiti da un “Io, un Sé spirituale, uno spirito Vitale e un Uomo spirito perfettamente evoluto, poi avevano ancora tre arti cosmici superiori che perfezioneranno nel futuro. Fu così che mentre stanno per far sgocciolare il loro “Io” nel corpo astrale umano, vogliono fare la stessa cosa degli Spiriti della Forma o Archai rimasti indietro durante l’eone lunare, com’è stato spiegato. Questi Archai luciferici rimasti indietro, vogliono fare la stessa cosa dei loro fratelli solari, ma non possono farlo giacché il loro “Io” non era stato perfezionato sull’eone lunare e quindi non era maturo per donarlo all’uomo, per cui fanno ciò che i loro fratelli solari avevano fatto sull’antica Luna quando perfezionarono e donarono all’uomo il loro corpo astrale. Per meglio dire, questi Archai luciferici rimasti indietro, fecero fluire nell’uomo le loro forze astrali più basse costituite da brame, passioni, ecc. che erano giustificate durante l’evoluzione lunare, ma non erano più idonee per l’evoluzione terrestre, per cui il corpo astrale umano si oscurò dividendosi in due parti, una parte superiore luminosa cui gli Elohim normali fecero fluire il loro Io altruista, e una parte inferiore dove a causa dell’oscuramento si sviluppò il nostro io egoista cui ancora adesso non abbiamo purificato e dove si annidarono gli angeli-uomini luciferici, rimasti indietro sull’antica Luna; (vedi Rivista Antroposofia ottobre-dicembre 1986, pag.156). Questi angeli-uomini luciferici, non avendo nessun’altra possibilità di poter seguire i loro fratelli solari né incarnarsi come uomini in quanto ciò era a loro precluso, la saggezza divina fece sì che s’incorporassero nel corpo astrale dell’uomo come dei parassiti, cosicché attraverso l’uomo potessero continuare la loro evoluzione, dando così modo all’uomo di raggiungere delle vette spirituali di coscienza superiore cui non è stato raggiunto finora da nessuna divinità gerarchica, nemmeno dagli stessi Serafini. 

Prima ancora però che gli uomini potessero maggiormente densificarsi durante l’Epoca Atlantica, subito dopo la tentazione luciferica gli Dei presero delle successive precauzioni nei riguardi di spiriti arimanici che avrebbe potuto in avvenire mettere in pericolo l’evoluzione umana durante appunto il seguente periodo Atlantico. Dopo che la tentazione luciferica aveva oscurato il corpo astrale di Adamo dividendolo in due parti, essi presero dei provvedimenti affinché non succedesse la stessa cosa quando più tardi le forze arimaniche si sarebbero potuto insediare nel corpo eterico. Cosicché gli Dei tolsero ad Adamo i due eteri superiori delle due forze plasmatrici cosmiche, cioè l’etere chimico o del suono e l’etere di vita, (ciò che nella Bibbia è chiamato l’Albero della vita), tramite cui l’uomo aveva la possibilità di generare un altro essere androgino. Con questo invece, dopo la separazione dei sessi avvenuta dall’ultimo terzo fino a circa la metà dell’Epoca Atlantica, fu dato all’uomo di fecondare la donna attraverso l’amore sensuale. L’amore fu introdotto così nell’evoluzione umana nel suo aspetto più basso, dove anch’esso troverà alla fine la sua redenzione quale vero amore cosmico-umano tramite l’evento del Golgotha, ossia tramite il corpo di resurrezione trasformato dal Cristo attraverso il “fantoma” (il corpo fisico di calore donato dai Troni sull’antico Saturno) dell’anima adamitica o archetipo dell’uomo. È attraverso questo corpo di resurrezione cui è formato della sostanza del vero amore o “agape” del Cristo che Paolo di Tarso, non seppe resistere divenendo cieco per tre giorni. Ciò che oggi invece, può essere evitato se gli uomini si risvegliano spiritualmente e imparano ad infiammarsi per dei contenuti spirituali, oppure attraverso i contenuti di saggezza antroposofica, ciò può dar loro la possibilità di accogliere il corpo di resurrezione del Cristo, senza il pericolo di diventare cieco per lo splendore di fuoco e di luce spirituale di questo nuovo arto spirituale superiore. Rudolf Steiner ebbe a dire che unicamente se gli uomini saranno  capaci di accendere nella loro anima sufficientemente il fuoco di conoscenza attraverso lo studio dell’Antroposofia, saranno capaci di accogliere questo corpo di fuoco; ove secondo la legge spirituale il «fuoco non può essere divorato dal fuoco».

Grazie all’avvento del Golgotha e l’unione del Cristo con la nostra Terra, avverrà una svolta anche per gli spiriti luciferici, i quali saranno redenti durante l’evoluzione della nostra quinta Epoca Postatlantica. Prima saranno redente le entità luciferiche appartenenti alla gerarchia superiore delle Virtù o Spiriti del Movimento rimasti indietro, e poi per gli esseri luciferici appartenenti alla categoria angelica che potranno conseguire la loro redenzione attraverso l’uomo, dando a questi il modo di compensare il karma celeste per il loro sacrificio. Grazie appunto al loro sacrifico per essere rimasti indietro, l’uomo può conquistare la vera libertà e il vero amore cosmico – umano attraverso l’Impulso del Cristo, avendoci essi dato il modo di esimerci dalla circostanza di divenire dei semplici specchi degli Dei. Il Cristo stesso diede questo impulso di redenzione a un’altissima entità divina particolare luciferica rimasta indietro durante il periodo dell’antico Sole, che con la sua rinuncia a non accogliere la parola cosmica proveniente dai dodici iniziatori oltre la sfera dello Zodiaco, diede l’avvio alla disubbidienza e al contrasto verso gli Dei superiori. Egli fu Lucifero, un essere di splendida bellezza e Signore di Venere che determinò come conseguenza (durante il periodo intermedio tra l’evoluzione dell’antico Sole e l’antica Luna), ciò che Rudolf Steiner chiama la “lotta nei cieli”, che descrive così: “ … a un certo numero di entità spirituali appartenenti alla sfera delle Virtù fu dato l’ordine, se mi è lecito esprimermi così, d’intervenire in modo da porre ostacoli al processo evolutivo invece di favorirlo … Queste Virtù si possono perciò chiamare le Divinità degli ostacoli, nel più vasto senso della parola. Sono infatti le Divinità degli ostacoli; degli ostacoli che furono posti sulla via d’evoluzione (Gerarchie Spirituali, O.O. n 110, pag. 151).

Avvenne perciò che il Cristo redense sulla croce del Golgotha il ladrone pentito alla sua destra di nome Dismas, (che nell’aspetto cosmico-spirituale karmico superiore rappresenta appunto Lucifero, l’antico reggente di Venere) che nel vangelo di Luca rivolgendosi al Cristo dice: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Il Cristo gli rispose: «In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso» (Lc 23,42-43).Questo ladrone secondo Rudolf Steiner, simboleggia appunto Lucifero il Signore di Venere, la cui missione di ostacolatore durante l’Epoca Postatlantica era ormai giunta al termine, cosicché da dio nell’uomo (Dioniso) divenne con la redenzione del Cristo Signore del Sole, quel Sole che il Cristo lasciò per divenire Signore della Terra e di conseguenza archetipo del Vero Io umano, attraverso l’evento del Golgotha. Questo evento divenuto possibile per tutto quello che abbiamo detto finora quale preparazione al Dio solare, offre a ogni uomo oggi, attraverso la conoscenza della Scienza dello Spirito o antroposofia la possibilità di redimersi, purificando in parte il suo corpo astrale in un principio superiore che abbiamo chiamato Sé spirituale (vedi la nota 7), dimodoché anche il suo angelo luciferico possa essere redento grazie alla luce del: “Non io ma il Cristo in me”, in modo che possa rientrare nel suo rango angelico solare. 

Con questo abbiamo gettato le basi per capire attraverso il vangelo di Luca il mistero mariano dell’incarnazione del figlio di Dio, attraverso il concepimento spirituale della vergine Maria. Gesù di Nazareth è quindi quella pura parte di anima virginea sorella di Adamo, cui fu sottratta prima della tentazione di Lucifero, ovverosia è quella pura parte del corpo astrale, del corpo eterico e di quella pura sostanza dell’Io che alcuni Spiriti della Forma fecero ancora come dire sgocciolare in alcuni esemplari umani dopo la tentazione di Lucifero. Nell’anima adamitica o natanica, dobbiamo vedere l’antico archetipo dell’umanità che venne salvato dalla tentazione luciferica e protetto dall’Arcangelo Michele nella “Loggia solare”.  È quest’anima pura e celeste che s’incarnò per la prima volta in un corpo di donna altamente casto e puro, cioè in Maria di Nazareth la quale era una manifestazione sul piano fisico della Divina Sofia; per questo fu chiamato figlio di Dio. Questo nuovo Adamo che durante i tre anni in Palestina fu portatore del Cristo, fu crocifisso dai romani, risvegliato dal Cristo dalla morte e risorse nel terzo giorno della domenica di Pasqua.  Pertanto il suo “Io” in questo processo iniziatico antico fu risvegliato dal Cristo, divenendo autocosciente nel suo Io o Individualità superiore che da allora divenne portatore di una parte della coscienza del Cristo. Il Cristo Gesù secondo la Scienza dello spirito a orientamento antroposofico, affronterà poi dopo durante la fine del 19°secolo un nuovo sacrificio, passando ancora attraverso la morte spirituale, questa volta però per soffocamento dovuto ad anime materialiste che attraversarono la soglia della morte nei secoli dello sviluppo scientifico, creando nel mondo astrale adiacente alla Terra una sfera nera arimanica che oscurò e soffocò la coscienza cristica dell’anima natanica. Il Cristo dovette intervenire di nuovo e salvare l’archetipo umano portatore di una parte della Sua coscienza dell’Io dalla morte per soffocamento, accogliendo e trasformando in Sé questa sfera nera del materialismo arimanico, cui secondo una legge spirituale questo risveglio della coscienza del Cristo si trasferì nel profondo di ogni anima umana sul piano fisico. Per cui ogni uomo oggi ha la possibilità di risvegliare in sé questa coscienza del Cristo tramite l’Impulso del Cristo (vedi la nota 16); può farlo se opera in lui un  risveglio spirituale cosciente, dove con l’aiuto dell’anima natanica o adamitica che, questa volta venne risvegliata dal Cristo nel Sé spirituale, divenuto in tal modo un essere angelico e un nuovo archetipo dell’umanità, il quale può aiutarci a risvegliare in noi la coscienza del Cristo dormiente nel nostro profondo. Possiamo terminare dicendo che il Cristo Gesù è il nuovo archetipo dell’umanità nella cui parte costitutiva umana è divenuto con l’aiuto del Cristo un essere simile a un Angelo, il quale avvolge nella sua Entità astrale l’Io cosmico del Cristo che si  manifesta nel mondo astrale adiacente alla Terra, tramite la Sua veste di luce eterica. ( V. Continua)

Collegno,   novembre  2021           Antonio   Coscia

Note Antroposofiche

18    Quando gli Spiriti della Forma vollero creare l’uomo, si accorsero che non avevano forze sufficienti per farlo, per cui dovettero chiedere aiuto alla Trinità divina superiore unendosi insieme tutte e sette e, trascendendo loro stessi, crearono un essere settemplice, un’Elohimità settemplice   costituito da ognuno delle Entità divine solari. In questo modo essi raggiunsero la sfera della “Parola cosmica” dove accolsero una parte  della scintilla di fuoco o “Vero Io”, quale uomo androgino primordiale fatto a immagine degli Spiriti della Forma. È quest’Elohimità solare che sacrificando  una parte della sua sostanza divina solare,  lascia il Sole insieme a una parte della seconda gerarchia, per operare con le sue forze cosmiche e quale riflesso delle forze dello Spirito Santo dalla “Fortezza Lunare”.  È  lui che ebbe il compito di perfezionare e creare l’uomo di Terra.

19   È molto complesso spiegare che cosa sia l’ottava sfera in quanto richiede una buona preparazione della Scienza dello spirito o antroposofia. In questa nota possiamo sintetizzare questo tema riferendoci allo sviluppo degli stati di coscienza comici descritti in una nota di un  articolo precedente cui è menzionato con la nota (8*). In questa nota è detto che l’evoluzione umana passa attraverso sette stati di coscienza cosmici, per cui  attraversando questi stati o sfere cosmiche di coscienza, qualcosa resta sempre indietro come scoria animica elementare, in modo particolare durante gli stati di forma  che abbiamo menzionato nella nota e che in questo caso, dobbiamo maggiormente attribuire allo stato di coscienza dell’antica Luna.  Per cui nell’evoluzione seguente cioè nel nostro eone terrestre queste scorie agiscono da freno, da contrasto nei riguardi dell’evoluzione umana normale. Dietro di esse agiscono come una sfera spettrale astrale in sé, delle Entità spirituali anch’esse rimaste indietro negli stati di coscienza planetari antichi che cercano in tutti i modi di porre fine all’evoluzione terrestre rubando per modo di dire, la materia terrestre quale creazione degli spiriti della Forma o Elohim solari, per fare della loro sfera spettrale, una sfera malefica secondo il loro volere anticonformista verso gli Dei del progresso e dell’evoluzione normale. Possiamo comunque approfondire maggiormente questo tema in una conferenza tenuta da Rudolf Steiner a Dornach, il 18 ottobre 1906 (O.O.n.254), dove egli appunto dice che l’ottava sfera  si presenta al chiaroveggente come una sfera spettrale, costituita da immagini-visionarie dell’antica Luna cui  Lucifero e Arimane cercano di riempire con della materia terrestre che vogliono sottrarre a Jahvè e alla libera volontà umana, in modo da estinguere l’esistenza terrestre. In ciò potrebbero riuscire se Jahvè e gli spiriti della Forma normali, non avessero preso delle precauzioni contrapponendogli la nostra Luna fisica, la quale essendo costituita di materia molto densa, fa sì che Lucifero e Arimane possano essere fermati. Ciò comunque non è valido nei confronti dell’uomo, dove essi possono carpire questa materia animica, tramite una volontà visionaria umana, ossia verso quegli uomini che sviluppano una chiaroveggenza ottusa fatta appunto d’immagini illusorie che non rispecchiano la realtà del mondo spirituale, ma una realtà animica illusoria. Per meglio dire, il maggior apporto d’immagini-visionarie che serve a Lucifero e ad Arimane, può essere preso dal capo umano (spiritualmente), quando attraverso delle vie spirituali occulte viene sviluppata una chiaroveggenza immaginativa errata, ovverosia un ritorno alle antiche forze chiaroveggenti ottuse antiche, luciferiche appunto, e non tramite una via esoterica come può essere quella dell’Antroposofia o Scienza antroposofica cristiana-rosicruciana. 

Sergej O. Prokofieff nel suo interessantissimo libro “E la Terra diviene Sole”, nel capitolo “6. Il destino universale del male”, cita una conferenza di Rudolf Steiner, dove spiega dettagliatamente in essa i misteri dell’ottava sfera, ove estrapolando alcune frasi nei riguardi dell’attività nefasta nei riguardi dell’uomo da parte di Lucifero e Arimane, dice: «L’aspirazione di Lucifero e Arimane continua Rudolf Steiner, è quello di trascinare entro la loro ottava sfera proprio la libera volontà umana, di impedire che nasca proprio quanto scaturisce dalla libera volontà, trascinandolo nella loro ottava sfera. E lo strumento più efficace, perciò, e costituito dai tipi di chiaroveggenza visionari che oggi si presentano ovunque, i quali mediante la cieca ammirazione da parte degli uomini, ottengono il potere  di legare a essi la loro libera volontà e di sottometterla. Quando l’elemento volitivo libero dell’uomo viene mutato in veggenza visionaria, allora egli si trova già nell’ottava sfera e con ciò una parte della sostanza animica umana viene sottratta e preparata per l’ottava sfera. In questo modo il fine di Lucifero e di Arimane è di carpire e conquistare per loro un’anima intera, la quale sparirebbe completamente per l’evoluzione terrestre, finendo così irreparabilmente nell’ottava sfera», (pag.315-316 ibidem).  Più avanti a pag. 324-325, alla fine dà un disegno dal quale si può vedere che spiritualmente la sfera spaziale dell’ottava sfera coincide con il centro (il nucleo) della Terra, dove egli  spiega che: « Essi [il centro terrestre e l’ottava sfera]sono spiritualmente separati come da una parete invisibile. Che ciò rimanga così, fa parte dei più importanti compiti dell’Entità divina di Jahvè che dalla Luna agisce contro l’ottava sfera impedendone l’unione con il nucleo della Terra. Per quanto tempo ancora Egli riuscirà a farlo, dipenderà dagli uomini se riusciranno ad accogliere l’Impulso del Cristo in modo che non siano irretiti e sottomessi dalle forze del male (pag.324-325). (Vedi Tavola schematica di seguito).

Rappresentazione schematica dell’ottava sfera,
disegnato da  Rudolf Steiner

Il Maestro Gesù, il Cristo Gesù e il Cristo IV

Vista della Luna e della Terra dallo Spazio

Quando si giunge a comprendere che nel Cristo Gesù vive l’uomo ideale

che si trova al di sopra di tutte le condizioni di differenziazione,

 il vero cristianesimo diventa l’ideale della vera fratellanza universale.

(Rudolf Steiner, “La Scienza Occulta”)

4. Il Cristo Gesù III

Riassumendo ancora una volta brevemente l’antico stato di coscienza lunare, possiamo dire che sull’antica Luna vennero formati i germi spirituali di due correnti della natura umana, di cui una superiore formata dal Sé spirituale, lo spirito Vitale e l’Uomo spirito, e un’inferiore formata da un corpo fisico, un corpo eterico e un corpo astrale. Dobbiamo pensare però che il corpo fisico non era ancora solidificato come lo sarà sulla Terra grazie agli Spiriti della Forma, ma è ancora un corpo di calore, aria e acqua. Lo stesso dicasi per il corpo eterico che non è ancora perfetto come lo sarà sulla Terra quando verrà aggiunto ai tre eteri esistenti il quarto, cioè l’etere di vita, grazie alla solidificazione della Terra. La stessa cosa avviene per il corpo astrale che era stato donato dagli Spiriti del Movimento cui viene maggiormente perfezionato dagli Spiriti della Forma che allora erano al livello di Archai, i quali innestano in esso dei processi interiori animici le cui caratteristiche sono simili all’uomo e all’animale di oggi, quali brame, istinti e desideri. Anche le Entità della terza gerarchia agiscono con le loro forze sulla formazione dell’uomo che era salito al livello di animale, per cui nei tre periodi o cicli lunari centrali gli Spiriti della Personalità innestano nel corpo astrale umano, l’egoità, ossia la predisposizione all’indipendenza e all’autonomia di ciò che sarà l’uomo terrestre come Personalità umana. In seguito, anche gli Arcangeli e gli Angeli agiscono nel corpo eterico e nel corpo fisico perfezionando il sistema linfatico, nervoso, e i dodici sensi umani, giacché gli Angeli si servono del corpo fisico dell’uomo come loro sviluppo evolutivo umano. Negli ultimi due cicli lunari la Luna e la Terra cui erano state separate dal globo solare, si uniscono di nuovo formando l’unità originaria, e anche l’uomo ritorna a riposare nel grembo divino in modo che gli Spiriti della Saggezza possono inoculargli la “saggezza” cosicché l’anima umana diventa ancor più indipendente; a essi si aggiunge l’attività degli Spiriti del Movimento cui l’anima umana tramite la sua attività interiore incosciente, compenetra di saggezza anche il corpo eterico. In tal modo viene creato il germe dell’anima senziente tramite l’attività degli Spiriti del Movimento e il germe dell’anima razionale tramite l’attività degli Spiriti della Saggezza, cui si aggiungerà più avanti, anche il germe dell’anima cosciente durante una maggiore compressione e solidificazione della Terra da parte degli Spiriti della Forma. Nel libro “La Scienza Occulta” O.O. n13, leggiamo: “… la saggezza viene inoculata nel corpo di Sole-Luna. Risulta che durante il corso di questa fase discendente sono stati costituiti i germi dell’anima razionale e dell’anima senziente. Essi però si svilupperanno soltanto durante il periodo terrestre insieme all’anima cosciente, a cui seguirà la nascita dell’«io» della libera autocoscienza. Sul gradino dell’evoluzione lunare, l’anima senziente e l’anima razionale non si palesano come se l’essere umano si esprimesse per loro mezzo, ma piuttosto come strumenti degli Angeli che sono in rapporto con l’essere umano” (ibidem pag. 174). Queste tre facoltà umane, difatti, verranno come dire estratte dal corpo astrale, corpo eterico e corpo fisico dell’uomo, durante l’Epoca Lemurica dall’Io superiore in modo incosciente e soltanto poi dopo, durante i periodi di cultura egizio-babilonese. Greco-romano e il nostro periodo anglo-germanico saranno maggiormente perfezionati dall’io inferiore. Questo per dire che l’uomo è un essere molto complesso in quanto è stato generato dalla collaborazione di tutti gli Dei e perfino dalla stessa Trinità divina superiore, giacché sulla Terra sarà un portatore del logos divino umano, grazie all’incorporazione del Cristo in un esemplare umano molto complesso e all’evento più importante della storia e di tutta l’evoluzione umana, cioè l’evento del Golgotha.

Anche lo stato cosmico lunare arriva alla sua conclusione con un nuovo Pralaya, per cui tutto viene portato a un caos originario e a un’esistenza spirituale superiore, ma prima di iniziare il nuovo eone terrestre occorre dire che in tutte queste evoluzioni cosmiche di Saturno, Sole e Luna, non tutte le entità umane-divine che sono passate attraverso lo sviluppo umano si sono evolute. In ogni evoluzione resta indietro qualcosa d’imperfetto che non raggiunge la sua meta di perfezione umana (possiamo dire che ciò è parte di una volontà superiore divina che non sempre è dato a noi uomini di capire giacché siamo limitati dal nostro raziocinio), per cui diventano nell’eone successivo degli esseri di contrasto giacché agiscono come nel passato portando nell’evoluzione cosmica un’attività animica antica, qualcosa che non si addice più alla forma evolutiva del pensiero moderno. Per cui durante l’evoluzione dell’antico Saturno restano indietro degli uomini-archai che non riescono a perfezionare il loro gradino umano, e alcuni di loro nemmeno negli eoni seguenti. Pertanto, nell’eone terrestre si manifestano nell’evoluzione umana come “spiriti del male” cui cercano d’insinuarsi nell’ambito più profondo della natura umana, ossia nello sviluppo dell’anima cosciente15; essi avranno la possibilità di redimersi durante gli eoni futuri d’evoluzione.  Durante lo stato cosmico dell’antico Sole restano indietro degli uomini-arcangeli, i quali si manifestano nell’evoluzione terrestre come spiriti arimanici o mefistofelici, sono spiriti inibitori della paura e della menzogna cui s’insinuano nell’anima umana in modo particolare nell’anima razionale, vale a dire nel nucleo dell’anima umana che è in rapporto al pensare cosciente; potranno essere redenti soltanto nel prossimo eone di Giove. Infine durante lo stato cosmico dell’antica Luna restano indietro degli uomini-angeli, che si manifestano come spiriti luciferici dell’ostacolo entro la natura umana dell’anima senziente, dove seducono l’uomo all’esasperato egoismo, all’esaltazione ideologica, al fanatismo religioso, ecc., che come vedremo avranno una maggiore importanza per tutta l’evoluzione umana, fino appunto alla fine della nostra quinta Epoca Postatlantica; essi potranno essere redenti dall’uomo nel nostro eone terrestre, iniziando già dal nostro quinto periodo di cultura, grazie all’Impulso del Cristo.16 Esistono anche esseri divini che restano indietro e che saranno decisivi per l’evoluzione umana quale sviluppo della libertà e del libero arbitrio dell’uomo senza di cui, l’uomo sarebbe rimasto un automa, uno specchio dei suoi creatori. Essi sono alcuni Spiriti della Forma che nell’epoca lunare restano indietro a livello di Archai e che, come vedremo, diventeranno nella nostra epoca terrestre i responsabili dell’oscuramento e della divisione del corpo astrale umano che causerà la caduta sul suolo terrestre.

Rudolf Steiner ci rivela che questo restare indietro di esseri elementari e spirituali, possa in fondo avere in sé un fine sacrificale, un sacrificio di cui per alcuni sarà fatto in modo cosciente (come per alcune Virtù creatrici, alle quali fu comandato dalla gerarchia superiore di restare indietro durante la pausa tra l’antico Sole e l’antica Luna; vedi “Gerarchie Spirituali” O.O. n 110, pag.151 e ss), così come per altri invece, possa essere un sacrificio incosciente, alfine che l’evoluzione umana possa attraverso dei contrasti sviluppare delle forze maggiori, cui non sarebbe possibile attraverso uno sviluppo normale senza ostacoli. Difatti, i tre regni che vediamo come natura esteriore attorno a noi, non sono altro che quello che si è separato dall’uomo durante la sua fase evolutiva, ovverosia dei germi umani che si sono sacrificati restando indietro nell’evoluzione cosmica umana alfine che una parte di uomini potesse evolvere a stadi superiori di coscienza del gradino animale.

Continuando questa sintesi dell’evoluzione umana secondo il libro citato, diciamo che dopo la pausa lunare (Pralaya) iniziò una nuova creazione (Manvantara), dove la Terra per così dire iniziò una nuova incarnazione o quarto stato di coscienza cosmico su di un gradino più alto di perfezione, dove dopo aver ripetuto degli stati elementari a una forma più elevata di esistenza in cui vengono perfezionati il corpo fisico, il corpo eterico e il corpo astrale quali stati di coscienza di Saturno, Sole e Luna, tutto viene nuovamente spiritualizzato per  ricomparire più tardi in una nuova fase evolutiva del quarto stato di “Vita – minerale”, del quarto stato di “Forma – fisico attraverso “sette Epoche” e “sette periodi di cultura17, come si può vedere dalla (Tav.1) nelle note antroposofiche. Per cui dopo un  piccolo intervallo cosmico, il tutto ricompare  di nuovo come un essere cosmico costituito di anima e di spirito la cui forma è un globo astrale lucente, dove anche l’umanità che in quel tempo era costituita da un corpo fisico, un corpo eterico e un corpo astrale, appare in una forma astrale entro la quale il corpo fisico e il corpo eterico non esistono in forma fisica o eterica, ma in forma astrale. A quel punto nel globo cosmico lucente, si verifica una condensazione e poco tempo dopo appare in mezzo al globo animico una forma di calore similmente a quella dell’antico Saturno, ma più densa. Anche l’uomo il cui essere astrale riposava quasi del tutto nel grembo divino ne è coinvolto, in quanto che una parte della sua forma astrale più bassa entra in contatto con il calore terrestre che accende in lui la vita terrestre, il cui effetto causa una trasformazione nel suo corpo astrale cui  si aggiunge il primo germe di ciò che più tardi diverrà l’anima senziente. Attraverso altre condensazioni il corpo astrale si trasforma e differenziandosi si aggiungono gli altri due germi che diventeranno più avanti nell’evoluzione terrestre l’anima razionale e l’anima cosciente. Rudolf Steiner riporta questo fatto dandoci un’immagine, laddove ci rivela che la parte dell’uomo che viene a contatto col calore  terrestre, è un corpo astrale a forma ovoidale similmente a una ghianda chiusa in sé stessa adagiata su di un calice di calore terrestre. A questo punto siamo nel primo terzo dell’Epoca Lemurica, cui l’uomo è un essere costituito dai germi dell’anima senziente, razionale e cosciente, da un corpo astrale, un corpo eterico e un corpo fisico, formato di calore-aria-acqua, cui gli Dei, gli Spiriti della Forma fanno sgocciolare una parte del loro fuoco divino nel corpo astrale dell’uomo. Nel libro “La Scienza Occulta”, questo fatto è commentato con le parole:

“L’uomo  è divenuto sulla Terra un essere animico individualizzato; il suo corpo astrale, che gli era stato infuso sull’antica Luna dagli Spiriti del Movimento, si è organizzato sulla Terra costituendo l’anima senziente, l’anima razionale e l’anima cosciente [ancora in germe]. E quando la sua anima cosciente fu progredita in modo da potersi formare durante la vita terrestre un corpo adatto, gli Spiriti della Forma donarono all’uomo una scintilla del loro fuoco: l’«Io» venne acceso in lui (ibidem pag. 192).

Nella Bibbia è riportato nelle prime pagine dell’Antico Testamento, dove nel capitolo (2) si parla della creazione dell’uomo o dell’umanità chiamato “Adamo”, cioè l’uomo o l’umanità terrestre maschio-femmina quale immagine androgina di Yahve-Elohim, il quale “alita” una parte del suo spirito nell’uomo, cosicché la sua anima viene ridestata nel “Paradiso terrestre”, (cioè nella sfera degli Arcangeli),  alla vita eterna (2,4 – 7).   ( IV. continua)

Collegno  novembre  2021                                  Antonio Coscia

Note  Antroposofiche

15   L’anima cosciente è quella parte dell’anima più intellettiva che l’uomo del quinto periodo maggiormente evoluto, sta perfezionando dal 1413 in poi, la cui trasformazione in anima intellettiva veggente terminerà nel 3573 circa. Volendo dare una breve definizione in una nota antroposofica, diremo che è l’anima nell’anima, la quintessenza dell’anima umana attraverso cui l’io umano, esprime quella parte più essenziale di sé come pura essenza della vera volontà umana tramite la quale, l’«io risvegliato» può, autoconoscersi e afferrarsi come un essere autonomo e libero, avente in sé un che di divino, ossia il “dio nell’uomo”. Ciò fa si che possa prendere coscienza di un essere a lui congiunto e che è a lui superiore, vale a dire del suo Io superiore che l’ha sempre diretto in tutte le situazioni dolorose e prove della vita, dovute alla sua imperfezione e alle sue azioni delle vite passate che hanno causato quale effetto, karmico il destino della sua vita attuale. Rudolf Steiner nel libro “La Scienza Occulta” scrive: «È il “santuario nascosto” dell’anima [L’anima cosciente], in cui può riuscire a penetrare solo un essere che sia della sua stessa natura. “Il Dio che abita nell’uomo parla quando l’anima stessa si riconosce come io”. Come l’anima senziente e l’anima razionale vivono nel mondo esterno, così un terzo elemento dell’anima s’immerge nel divino, quand’essa arriva alla percezione della sua propria essenza (…). Per mezzo dell’anima cosciente l’uomo raggiunge la vera conoscenza interiore di se stesso, così come per mezzo del corpo astrale raggiunge una conoscenza del mondo esterno (…). Nell’anima cosciente comincia a rivelarsi la vera natura dell’io. Poiché mentre attraverso la sensazione e l’intelletto, l’anima si abbandona ad altre cose, come anima cosciente essa afferra la sua propria essenza (…). Quindi l’io non può essere percepito dall’anima cosciente in altro modo che per mezzo di una attività interiore (…) estraendo dalle sue profondità la sua propria essenza, per poterne acquistare coscienza (…). L’anima cosciente si collega così con lo spirito, il quale è la parte nascosta di tutto ciò che è manifesto (ibidem pag. 55-56-57-58).  Occorre ancora dire che lo sviluppo dell’anima cosciente se rettamente realizzato attraverso la via iniziatica moderna rosicruciana o Antroposofia, conduce l’uomo alla trasformazione del suo pensiero concettuale astratto in un pensiero intellettivo vivente immaginativo; ossia l’uomo può entrare in rapporto in modo cosciente con le entità della terza gerarchia (Angeli, Arcangeli e Archai).

16      L’Impulso del Cristo è un tema molto complesso e profondo poiché riguarda diversi aspetti sia nell’ambito dell’evoluzione della Terra che in quello dell’anima umana, per cui qui in una nota non possiamo che limitarci a dare un chiarimento sintetico alle persone che non hanno ancora avuto modo di approfondire i misteri del cristianesimo esoterico secondo la concezione antroposofica.  Possiamo dire che l’Altissima Entità solare del nostro universo, nell’udire il lamento di sofferenza e di dolore provenire dalla Terra, mosso a compassione lasciò il Sole per venire in soccorso di noi uomini. Fu per il Cristo un puro atto libero d’amore universale e un sacrificio infinito, in quanto dovette abbandonare un’altissima dimensione spirituale e scendere comprimendosi sempre più, per entrare nell’angusta corporeità di uno degli uomini più evoluti della Terra, vale a dire l’uomo Gesù di Nazareth dietro la cui Personalità umana si celava il grande Zarathustra, uno dei più alti iniziati solari e discepolo del Cristo, oggi conosciuto come «Maestro Gesù». Soltanto nel vangelo di Marco vien fatto accenno a un giovinetto che seguiva il Cristo che era stato arrestato dalle guardie romane, e mentre questi cercano di prenderlo riuscì a fuggire restando nudo, lasciando nelle mani dei romani solo il lenzuolo di cui era coperto. Marco riporta questo particolare nel suo vangelo dicendo:“Un giovane lo seguiva, coperto soltanto con un lenzuolo; e lo afferrarono; ma egli, lasciando andare il lenzuolo, se ne fuggì nudo”; (Mc 14,51-52). Rudolf Steiner rivela che questo giovane rimasto nudo è l’Impulso del Cristo; è come dire un «Archetipo spirituale», un Io superiore dell’umanità, cui gli uomini devono rivestire di un corpo astrale, un corpo eterico e un corpo fisico (spirituale), affinché possano essere compenetrati dal “Vero Io” cosmico del Cristo per attraversare e superare le catastrofi future, iniziando da quella prossima che avverrà alla fine della nostra quinta Epoca cioè “la guerra di tutti contro tutti”; la seconda, alla fine della sesta Epoca dei sette suggelli e la terza, alla fine della settima Epoca delle sette trombe, (vedi la Tav. 1).  In una conferenza tenuta a Norrköping, il 30 maggio 1912, pubblicata nel libro “Cristo e l’anima umana”, si legge: “Nella misura in cui gli uomini saranno in grado d’inserire le loro azioni in questo grande organismo, di formare un involucro con i loro impulsi e le loro azioni, essi avranno gettato le basi, lungo l’evoluzione della Terra, di una grande comunità interamente compenetrata dall’impulso del Cristo (…).  Con l’evento del Golgotha la più alta individualità [lo Spirito del Sole], penetrò nell’evoluzione terrestre; e in quanto gli uomini avranno coordinato in modo cosciente la loro vita intorno ad essa, circonderanno, rivestiranno l’impulso del Cristo come di un involucro del quale il Cristo sarà il nocciolo, il centro”; (pag. 122-126 Ibidem). Questo vuol dire che l’Impulso del Cristo che l’uomo rivestirà, sarà come un “Io superiore” che avvolgerà tutta l’umanità cristificata, compenetrata dal “Vero Io” del Cristo, come Suo nocciolo centrale. Possiamo dunque rivestire questo Io superiore dell’umanità sviluppando queste qualità animiche spirituali:

a)  Sviluppo delle forze  di vera fede e di meraviglia =  Corpo Astrale

b)  Sviluppo  di vero amore e dedizione verso gli altri = Corpo eterico

c)  Sviluppo  della coscienza morale  =                         Corpo fisico     (corpo spirituale)

Fede e meraviglia, amore e dedizione e coscienza morale, sono le virtù morali, animiche e spirituali che dobbiamo sviluppare per rivestire l’Impulso del Cristo, quale «Archetipo spirituale» della futura umanità che potrà essere salvata a superare le prove finali col male e con la magia nera delle entità degli ostacoli, in un futuro ancora remoto ma che comunque occorre già preparare ora, dal nostro quinto periodo di cultura. (vedi blog Pensieri Antroposofici dell’Anima, “L’Impulso del Cristo e l’impulso dell’uomo”).

17  Come abbiamo spiegato nella nota che è simboleggiata dal simbolo dell’asterisco (*) nell’articolo precedente (“2.1. Il Cristo Gesù I ”), l’evoluzione umana passa attraverso sette stati di coscienza cosmici che la Scienza dello Spirito o antroposofia chiama: “Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano”, cui ogni stato di coscienza deve attraversare sette stati di vita, di cui: tre forme di vita elementare, poi una forma di vita minerale, vegetale, animale e infine umana” (vedi Tav.1). A sua volta, ogni stato di vita deve attraversare sette stati di forma, di cui: “Il Devachan superiore o mondo della ragione, il Devachan inferiore o mondo celeste, il mondo astrale, il mondo fisico terrestre, poi di nuovo attraverso una forma di astrale più perfetto, una di Devachan inferiore più perfetto, infine una di Devachan superiore più perfetto” (in realtà nel Devachan superiore non si può parlare di forma in quanto è un mondo senza forma cui possiamo paragonarlo a una sostanza pensiero. Occorre avere ancora pazienza e continuare ancora in questa nostra sintesi schematica che potrà sembrare a qualcuno un po’ noiosa, ma se vogliamo capire lo schematismo della Tav.1, dobbiamo continuare dicendo che ogni stato di forma a sua volta deve passare attraverso sette Epoche, di cui: “L’Epoca Polare, l’Iperborea, la Lemurica, l’Atlantica, la Postatlantica, la sesta Postatlantica e infine la settima Postatlantica”. Infine ogni Epoca passa attraverso sette periodi di cultura, di cui: “Il periodo paleo-Indiano, il paleo-Persiano, l’egizio-caldaico-ebraico, il greco-romano, l’anglo-tedesco, il russo-slavo e il periodo di cultura americano”.

Aiutandoci con l’immagine schematica della Tav.1 elaborata e tratta dal libro “Apocalisse” O.O. n. 104 (Ed. Antroposofica Milano), si può vedere lo sviluppo  dei “Sette Stati di coscienza comici”, possiamo vedere che ora siamo nel quarto  stato di coscienza o eone terrestre che chiamiamo “Terra”, e dopo aver attraversato tre regni elementari o stati di vita, siamo ora nel quarto stato di vita chiamato minerale. Questo vuol dire che l’uomo prima dello stato di vita del minerale attuale, è passato attraverso degli stati di vita in cui il minerale era in uno stato più sottile. Pensiamo a un pezzo di ferro cui lo scaldiamo fino a scioglierlo e farlo diventare liquido e scaldandolo ancora lo facciamo vaporizzare fino a che  non vediamo più nulla, ossia fino a spiritualizzarlo cui non vi è più traccia nel fisico; ciò è quello che s’intende per terzo regno elementare, Nel regno minerale dobbiamo attraversare sette stati di forma, per cui ne abbiamo attraversati già tre, cioè lo stato di forma senza forma del Devachan superiore, quello in una forma sottile del Devachan inferiore e quello di una forma più densa del mondo astrale, per cui ora siamo nel quarto stato di forma chiamato fisico. In questo stato di forma fisico dobbiamo attraversare sette Epoche, di cui abbiamo attraversate già quattro, cioè l’Epoca Polare, l’Epoca Iperborea, l’Epoca Lemurica e l’Epoca Atlantica, ora siamo nella quinta Epoca  Postatlantica.

Questa quinta Epoca Postatlantica va ora suddivisa in sette periodi di cultura, di cui ne abbiamo attraversati già quattro e cioè: “Il paleo-Indiano, il paleo-Persiano, l’egizio-caldaico-ebraico e il greco-latino, ora siamo nel quinto periodo di cultura anglo-germanico cui seguirà il periodo russo-slavo e ultimo il periodo di cultura americano. Alla fine seguirà una catastrofe cui è detta “la guerra di tutti contro tutti”. Dopodiché seguiranno due Epoche di sette periodi di cultura ciascuna, alla cui fine il tutto verrà  trasformato  in sostanza astrale seguito dalla trasformazione del corpo fisico dell’uomo che a quel punto da fisico diventerà astrale. Cui a quel punto entreremo nel quinto stato di forma che sarà suddiviso come già spiegato. Lo stesso dicasi per gli altri due stati di forma fino a che non entreremo nel quinto stato di vita vegetale, cui seguiranno di nuovo sette stati di forma e via di seguito fino a che la Terra non attraverserà il settimo stato di vita e sette stati di forma, dopodiché ci sarà un nuovo Pralaya cui seguirà un Manvantara quale quinto stato do coscienza cosmico di Giove.

I SETTE STATI DI COSCIENZA

DELLO SVILUPPO UMANO – TAVOLA 1

Rappresentazione schematica di Rudolf Steiner elaborata dal blog Anthropos (anthroposconoscitestesso.org) e tratta dal libro Apocalisse O.O. 104

Il Maestro Gesù, il Cristo Gesù e il Cristo III

Tintoretto – La crocifissione di Gesù

Il ladrone alla sua destra di nome Dismas, rivolgendosi al Cristo pentito, gli dice:

«Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Il Cristo gli rispose:

 «In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso» (Lc 23,42-43).

3. Il Cristo Gesù II

Per comprendere ciò che si cela nel mistero di Maria che quale vergine è scelta da Dio per accogliere un essere divino nel suo grembo che, non può certamente essere un Dio della scala gerarchica angelica, giacché come menzionato, nessun Dio può nascere attraverso il corpo di una donna che per quanto possa essere evoluta pagherebbe ciò con la sua vita.  Ciò che lei accoglie in sé non è altro che l’archetipo umano dell’umanità, ossia quell’Adamo celeste prima che questi fosse tentato da Lucifero a mangiare il frutto proibito dell’albero del bene e del male. Per capire questo fatto cosmico e come si sia formata quest’anima archetipica cui è detto nata da Dio, dobbiamo fare un passo indietro andando col pensiero a evoluzioni passate di tre stati di coscienza cosmici della nostra Terra. Quì, per Terra è inteso il nostro sistema solare, il quale era costituito nel primo stato di coscienza chiamato “Saturno” (vedi la nota 10 dell’articolo precedente) di solo calore; di un oscuro e caotico mare di calore dietro di cui agivano gli Spiriti della Volontà11 cioè la prima gerarchia spirituale che sono chiamati anche Troni, cui avevano sacrificato un loro arto costitutivo macrocosmico di calore. Questa Volontà di calore che i Troni sacrificano, è accolta dai Cherubini o Spiriti dell’Armonia che dopo averla elaborata assieme ai Serafini o Spiriti dell’Amore, la fanno fluire in uno “Spazio” vuoto del cosmo entro il quale si espande come un immenso globo di calore simile a una nebulosa primordiale, fin dove è ora il pianeta Saturno e anche un po’ più oltre. In quell’ammasso primordiale cosmico di calore operavano dall’esterno le Entità della prima gerarchia spirituale cioè i Serafini, i Cherubini e i Troni, mentre all’interno operava la seconda gerarchia spirituale, cioè i Kyriotetes o Dominazioni, le Dynameis o Virtù e le Exusiai o Potestà. Tutte queste Entità spirituali della seconda gerarchia agivano nella massa di calore verso il basso, verso un regno umano esistente insieme a tre regni elementari che sarebbero diventati in futuro parte della terza gerarchia spirituale formata da Arcangeli, Angeli e uomini.  Le Archai o Spiriti della Personalità erano parte del primo regno umano che costituivano il tempo formatosi su Saturno, cui essi stessi sono chiamati Spiriti del Tempo o anche spiriti del principio o, Principati. Questo globo di calore saturnio dove nasce il “Tempo” primordiale o “Spirito del Tempo” costituito da esseri del tempo chiamati anche Asuras, si espandeva fino ai confini del mondo stellare chiamato “Devachan superiore” senza alcuna direzione che indicasse un’altezza o una profondità o, i punti cardinali di cui conosciamo, dove Saturno costituiva il primo stato di coscienza cosmico della nostra Terra. In questa nebulosa antica saturnia, operava come già citato la triade della prima gerarchica divina che comprimeva dall’esterno verso l’interno questo globo cosmico di calore, mentre al suo interno agivano le Entità divine della seconda gerarchia che con le loro forze spirituali operavano nei tre regni elementari inferiori. Essi operavano in questi regni elementari, dove gli Arcangeli attraversavano uno stato di coscienza di sogno simile all’animale, gli Angeli attraversavano uno stato di coscienza di sonno senza sogni simile ai vegetali e l’uomo, che attraversava uno stato di coscienza ottusa di trance simile ai minerali. L’anima umana era ancora dormiente nel grembo di Dio, tramite cui era collegata con una coscienza ottusa profonda all’involucro di calore che Rudolf Steiner chiama Phantòma12 (Fantòma), che rappresenta il primo germe spirituale di calore di ciò che sarà poi dopo sulla Terra il nostro corpo fisico umano. Lasciando da parte lo sviluppo spirituale cui seguono le altre divinità creatrici, vogliamo prendere in esame solo lo sviluppo dell’anima umana che in quel primo stato di coscienza antico saturnio era ancora nel grembo divino, mentre nel globo di calore venivano preparati i germi della sua costituzione umana – divina quale sarà poi costituita nell’ambito della nostra sfera terrestre. Grazie al sacrificio dei Troni, furono creati i primi germi spirituali di calore di due correnti della natura umana, quella superiore e quella inferiore dei due arti costitutivi che sulla Terra si manifesteranno come triade superiore divina e triade inferiore umana  (vedi la nota 7 dell’articolo I). Occorre qui ricordare che il vero corpo fisico umano non è quello che crediamo sia il nostro corpo di carne e ossa di oggi, ma è il corpo di calore formatosi sull’antico Saturno che è costituito da forze plasmatrici cosmiche di calore e che appunto chiamiamo Fantòma – vedi da Gesù a Cristo O.O. n. 131, sesta conferenza tenuta a Karlsruhe, il 10 ottobre 1911.    

Tutto quello che è stato detto finora e che verrà spiegato qui di seguito, non va pensato come se fosse già esistito allora un mondo tridimensionale fisico come la nostra Terra attuale, ma era come dire un globo spirituale buio, caotico, formato di solo calore sacrificale dei Troni entro il quale nasceva il “Tempo cosmico” come Entità reale, dietro di cui si perfezionavano nella materia di calore i primi uomini del principio, cioè gli Spiriti del Tempo o Archai. Era un ammasso di calore spirituale che non aveva nessuna consistenza fisica, i nostri occhi non avrebbero potuto vedere nulla in quel lontano passato in cui cominciò a formarsi il germe spirituale di tutto il nostro sistema solare, compreso quello umano. Soltanto se fossimo stati dei veggenti, avremmo visto quell’enorme ammasso oscuro di calore entro il quale andava formandosi il germe corporeo-spirituale delle due correnti citate della natura umana. Questo globo di calore dopo aver terminato la sua attività spirituale molto complessa (cui non è possibile spiegare minuziosamente in quanto ci porterebbe troppo lontano dal nostro tema), a un certo punto dopo che le Archai ebbero perfezionato il loro gradino umano, scomparve nel nulla (Pralaya) per ricomparire più tardi dal nulla, in una nuova creazione (Manvantara). In questa nuova creazione o secondo stato di coscienza cosmico chiamato “Sole”, i Cherubini fanno di nuovo fluire nello Spazio cosmico vuoto le esperienze dell’antico Saturno e le forze spirituali degli Spiriti della Saggezza (Kyriotetes), che sacrificano il loro corpo eterico dando così inizio a un nuovo stato di coscienza cosmico, dove le Entità divine e i regni sottostanti iniziano un nuovo perfezionamento e l’elevazione a gradini superiori di coscienza. Qui le Archai perfezionano il loro gradino angelico cui avevano raggiunto alla fine dello stato saturnio, mentre gli Arcangeli si elevano al gradino umano grazie  alla collaborazione dei Cherubini con gli Spiriti della Saggezza, cosicché dopo la creazione dello “Spirito del Tempo” su Saturno, viene ora creato lo spazio, lo “Spirito dello Spazio” dovuto all’attività spirituale degli Arcangeli – uomini. Anche gli Angeli e gli uomini salgono di un gradino elementare, cui gli Angeli salgono al gradino successivo del regno  animale e gli uomini passano al secondo gradino del regno vegetale, dove la loro coscienza è ora una coscienza vegetale, di sonno senza sogni. Il nostro sistema solare in questo secondo stato di coscienza cosmico chiamato appunto antico Sole, venne maggiormente compresso dalla prima gerarchia superiore e si espandeva fino al pianeta Giove attuale, dove appariva nel cosmo ancora come una sfera buia di calore, cui venne ad aggiungersi grazie all’attività degli Spiriti della Saggezza, l’aria e l’etere di luce. Ciò fece sì che si trasformò in una sfera di calore, aria e luce, dovuto anche all’attività degli Arcangeli che maturarono la loro umanità nella luce, cui per questo sono esseri di luce e sono chiamati dalla Scienza antroposofica “Spiriti del Fuoco”. Anche ai corpi di calore degli uomini viene ad aggiungersi un nuovo arto spirituale, per il fatto che gli Spiriti della Forma (Potestà) inseriscono nei loro corpi di calore il loro corpo più basso, cioè il corpo eterico avendo loro acquisito un nuovo arto superiore, mentre i Cherubini fanno fluire il germe dello Spirito vitale che insieme all’arto germinale dell’Uomo spirito o Atma, viene creato la prima monade divina umana. Abbiamo quindi che l‘uomo inferiore durante l’antico Sole è costituito nella sua parte corporea da un corpo di calore e da un corpo eterico13 non ancora perfetto, in quanto è formato solo da due forze plasmatrici eteriche, ossia dall’etere di calore e dall’etere di luce. Mentre l’uomo superiore è costituito da due arti spirituali che formano il primo archetipo della monade divina umana, cioè lo Spirito Vitale e l’Uomo spirito, da cui deriveranno in futuro tutte le altre monadi divine umane.

Anche la Terra così come ogni pianeta del nostro sistema solare è un organo vivente dietro di cui agiscono e operano le forze cosmiche e macrocosmiche delle gerarchie spirituali, per cui ogni pianeta è costituito da corpo, anima e spirito, similmente a com’è formato l’uomo nella sua costituzione ternaria. Perciò anche la Terra (ossia tutto il nostro sistema solare) similmente a come avviene per l’anima umana, si evolve a stati di coscienza superiori in quanto che anch’essa viene a costituirsi di arti corporei, animici e spirituali come l’uomo. Pertanto, anch’essa durante l’evoluzione del secondo stato di coscienza dell’antico Sole, viene elevata a un’esistenza superiore vegetale entro cui operano due correnti cui una costituita da etere di calore ed etere di luce, e una che tende più a solidificarsi costituita da un calore più denso cui si aggrega l’aria o il gas. A un chiaroveggente che avesse guardato l’antica sfera solare che si estendeva fino al Giove attuale, avrebbe visto un globo solare accendersi e spegnersi similmente a come fanno le lucciole d’estate, ciò perché al suo interno operavano dal centro gli Spiriti della Saggezza cui emanavano le loro forze eteriche verso gli Arcangeli che dalla periferia le accoglievano e le rimandavano trasformate in forze di luce, di nuovo verso il centro. Dietro questi grandi avvenimenti evolutivi della nascita dell’uomo e del nostro sistema solare così come la formazione degli arti costitutivi umani, agiscono e operano tutte le Entità gerarchiche e la stessa Trinità divina del nostro sistema solare, cui a volte, non è semplice esprimere questi fatti cosmici sintetizzandoli in un articolo del blog a un pubblico che non conosce o, conosce poco l’Antroposofia. Occorre per questo molta pazienza sforzandosi di leggere più volte questi concetti che potranno apparire difficili, aiutandosi con le note a fine pagina che per quanto possibile, possono aiutare ad afferrare meglio la terminologia antroposofica usata in questa tema. Dobbiamo sapere che in quell’antico stato solare, tutti i pianeti del nostro sistema planetario erano allo stesso livello e tra questi anche il nostro Sole, la cui guida era il Cristo che in quell’Epoca solare era fratello del signore di Venere, cioè Lucifero.14 Soltanto alla fine dell’Epoca solare avviene la caduta di Lucifero, il quale resterà indietro nell’evoluzione (diventando in parte nocivo per l’evoluzione umana) per non aver voluto accogliere in sé a causa della sua superbia, la parola cosmica che proveniva dalle dodici direzioni dello Zodiaco dietro di cui operano spiritualmente le dodici Entità divine macrocosmiche. Soltanto sulla croce del Golgotha, Lucifero, rappresentato dal ladrone che era crocefisso alla destra del Cristo di nome Dismas, avendo riconosciuto l’innocenza e la Divinità del Cristo, sarà redento e reintegrato quale Spirito del Sole, al posto del Cristo che lasciato il Sole si unì alla Terra divenendo Signore e Spirito della Terra.

Finita questa fase evolutiva solare dove gli Arcangeli quasi alla fine del loro perfezionamento umano, la sfera solare cominciò a risplendere come un Sole centrale nei riguardi degli altri pianeti del sistema solare che andava formandosi, ma che comunque nulla avrebbe visto ancora un occhio umano normale che si fosse trovato allora nei paraggi. A quel punto avviene un nuovo Pralaya (pausa cosmica) per ricomparire di nuovo poco tempo dopo, come terzo stato di coscienza cosmico che chiamiamo “antica Luna”, alla quale dopo l’evento creativo (Manvantara) che come abbiamo già spiegato, i Cherubini fanno affluire le esperienze passate in un nuovo spazio cosmico, cui ora si aggiunge il sacrificio degli Spiriti del Movimento o Virtù che sacrificano il loro corpo astrale. Prima però che possa iniziare questo nuovo terzo stato evolutivo lunare, avviene una ripetizione dei due stati di coscienza precedenti cioè dell’antico Saturno e dell’antico Sole, su di uno scalino evolutivo superiore, dopodiché gli Spiriti del Movimento iniziano nel terzo giro lunare, a fare affluire il loro corpo astrale nell’ambito dell’antico globo solare cui va ad aggiungersi alla parte superiore più sottile l’etere del suono o etere chimico e nella parte solida più bassa l’elemento dell’acqua. Pertanto, l’antica sfera solare essendo stata maggiormente compressa si espande ora fino al limite dov’è collocato il pianeta Marte, per cui a un certo punto come dire, a causa dell’elemento dell’acqua si separa e si divide in due parti, una parte solare più sottile costituita da etere di calore, etere di luce ed etere chimico o del suono e in una parte più densa costituita dall’unione dei due pianeti Terra e Luna, formati da calore, aria e acqua. Di conseguenza avviene anche un cambiamento nel corpo umano che con l’aggiunta della materia astrale degli Spiriti del Movimento, viene ad aggregarsi al suo corpo di calore e al corpo eterico, un corpo più sottile, il corpo astrale appunto. Ma qualcos’altro viene ad aggiungersi nell’ambito della costituzione umana superiore, ossia il fatto che i Serafini fanno fluire negli arti superiori dell’uomo il germe del Sé spirituale. Nello stesso tempo  grazie al sacrificio delle Virtù donatrici, anche gli Angeli passano al gradino superiore umano, mentre l’uomo sale al primo stato elementare del gradino animale acquisendo un’ottusa coscienza d’immagini. Cosicché alla fine del terzo stato di coscienza lunare quando anche quest’eone verte al termine dopo che le Entità divine e umane hanno portato a termine il loro grado di perfezionamento, abbiamo due correnti umane. Di cui una superiore più sottile costituita dai germi divini del Sé spirituale, lo spirito Vitale e l’Uomo spirito (vedi nota 7 ibidem) quale nucleo ternario divino dell’uomo superiore (che verrà congiunto a tutta l’umanità nell’eone terrestre, tramite l’incorporazione del Cristo in Gesù di Nazareth) e l’altra, quella dell’uomo inferiore che è costituito da un corpo di calore, un corpo eterico e un corpo astrale.

Riassumendo possiamo pertanto dire che l’uomo nella sua parte corporea e animica inferiore, alla fine del terzo stato di coscienza dell’antica Luna si presenta al chiaroveggente, come un essere che era al gradino di uomo-animale, avente un corpo di calore-aria-acqua, un corpo eterico e un corpo astrale, il quale aveva una coscienza immaginativa ottusa simile ai nostri sogni, solo più viventi. L’anima umana che viene così a formarsi sull’antica Luna quale essere umano-animale, sarà perfezionata ed elevata a uno stato superiore umano dagli Elohim solari o Spiriti della Forma (Potestà), durante il quarto stato di coscienza planetario terrestre nella terza Epoca chiamata Lemurica. In quella nostra antica epoca terrestre, gli “Elohim” doneranno infatti all’anima umana una parte della loro scintilla di fuoco, ossia faranno fluire nel corpo astrale dell’uomo una parte del loro arto più basso cioè l’“Io”, cui Yahve-Elohim (Geova italianizzato) perfezionerà maggiormente durante la permanenza dell’uomo nella sfera astrale – lunare (paradiso terrestre) laddove sarà tentato dalle forze luciferiche che daranno all’uomo la libertà dagli Dei, ma anche quello di compiere il male. Come vedremo più avanti, prima che ciò succeda, gli Dei separeranno dall’uomo (Adamo) una parte dell’anima o del suo corpo astrale che sarà protetto dall’Arcangelo Michele nella sfera solare. Questa parte di astrale che verrà separato da Adamo, è quella parte di anima gemella sottratta dalla tentazione di Lucifero e che chiamiamo “Anima natanica o adamitica”, ossia l’Adamo Celeste che s’incarnerà per la prima volta sulla Terra col nome di Gesù di Nazareth e sarà chiamato figlio di Dio.  Volendo prendere in esame il grado evolutivo delle Entità umane divenute divine alla fine dell’Epoca lunare e che operano nel nostro quarto eone chiamato Terra, sia nell’ambito dell’evoluzione terrestre sia in quello della natura umana, abbiamo gli Angeli che da uomini si elevarono al gradino angelico, gli Arcangeli da Angeli si elevarono a quello di Arcangeli, e le Archai da Arcangeli si elevarono a quello di Archai. Anche i nostri creatori terrestri, gli Elohim biblici o Potestà, in quell’antico stato lunare da Archai si elevarono alla fine dell’Epoca lunare a livello di creatori cui potranno esercitare le loro facoltà creatrici solo nell’eone seguente del nostro quarto stato di coscienza terrestre. ( III. Continua)

    Collegno,  settembre   2021                                                   Antonio  Coscia

Note   Antroposofiche

11   Gli Spiriti della Volontà appartengono alla prima gerarchia chiamati anche Troni, i quali rappresentano nell’universo macrocosmico le forze di Dio Padre che opera oltre la sfera dello Zodiaco, il cui compito è dare il movimento ai pianeti. Essi sono le Entità che insieme ai Serafini e ai Cherubini, sono dietro alla nascita spirituale dell’origine di tutta la creazione che avviene nei seguenti eoni o stati di coscienza cosmici di Saturno, Sole, Luna e Terra. Affinché sia possibile la creazione di un sistema solare, occorre la presenza attiva di queste tre Entità gerarchiche, senza di cui non potrebbe nascere nulla.  Anch’essi come l’uomo sono costituiti da sette arti macrocosmici e compiono un’evoluzione di perfezionamento che li porta a uno sviluppo di coscienza divina superiore. Quando arrivano allo sviluppo di un loro arto superiore, sacrificano allora ad altri esseri il loro arto inferiore più basso, dando a questi la possibilità di elevarsi a nuovi  stati evolutivi di coscienza. Dobbiamo però sapere che esistono nel nostro Universo stellare degli esseri divini che sono ancor superiori delle nostre gerarchie spirituali, cui non sono costituiti da arti divini macrocosmici ma dall’insieme di altre Entità divine  cui sono chiamati “Entità soborniche” o “Avatariche”. Volendo descrivere una di queste Entità soborniche complesse, diremmo allora che è costituita da “uno Spirito della Forma, uno Spirito del Movimento, uno Spirito della Saggezza, da uno Spirito della Volontà, da uno Spirito  dell’Armonia e da uno Spirito dell’Amore”. Da questo vediamo che a volte nominiamo il nome di Dio con superficialità senza capire a quale Dio rivolgiamo la nostra invocazione quando lo nominiamo in modo astratto. Sappiamo dall’Antroposofia che la Divinità più vicina a noi cui possiamo rivolgere la nostra  invocazione in quanto è presente nel profondo di ogni uomo è il Cristo Sole, il cui nome è “Io Sono l’Io Sono”, al quale possiamo appellarci con fiducia nei momenti di maggiore sofferenza; Egli ci risponderà di certo se la nostra  preghiera è fatta con amore sincero.

12 Il Phantòma o Fantòma è l’Archetipo del corpo fisico umano, è il vero corpo fisico umano formato da calore, cui è il primo degli eteri delle forze formatrici cosmiche che l’uomo non può vedere, in quanto fanno parte del nostro corpo eterico, ma che può percepire in se stesso l’etere più basso come calore corporeo.  Esso nasce durante l’Epoca dell’antico Saturno quale dono dei Troni, cui l’uomo ha ricevuto durante la prima fase o eone originario della creazione del nostro sistema planetario, il quale era il primo dei sette stati di coscienza cosmici di tutta l’evoluzione umana che va da Saturno a Vulcano, svoltasi nelle sfere più alte del mondo spirituale chiamato “Devachan Superiore” o mondo stellare. Qui l’uomo era ancora un semplice automa minerale costituito appunto da un corpo fisico di calore, mentre tutto il resto dell’entità umana era ancora dormiente nel grembo divino. Il nostro vero corpo fisico è dunque il calore che portiamo in noi e non il corpo di carne che è soltanto l’insieme degli atomi di materia cosmica che il corpo di calore o la forma di calore attira a se rivestendosi esternamente. Il Cristo salvò nell’evento del Golgotha questo corpo ereditato e ormai degenerato dall’egoismo umano, dovuto dalla tentazione di Lucifero nei riguardi dei nostri progenitori Adamo ed Eva.

13 Il corpo eterico è il portatore della vita nell’uomo, senza di cui il corpo fisico marcirebbe immediatamente dopo pochi giorni. Venne formandosi come abbiamo visto durante i tre eoni o stati di coscienza cosmici cui, sull’antico Saturno si formò l’etere di calore, sull’antico Sole l’etere di luce, sull’antica Luna l’etere chimico o di suono. Nel nostro eone terrestre verrà maggiormente perfezionato con l’aggiungersi dell’etere di vita grazie alla solidificazione della sfera terrestre.  Durante l’Epoca Lemurica degli esseri luciferici oscurarono il corpo astrale di Adamo, facendo sì che questi si separasse in due parti: una parte superiore luminosa e una parte inferiore più oscura che costò ad Adamo la fuoriuscita dal paradiso terrestre. E affinché non fosse oscurato dagli esseri arimanici anche il corpo eterico di Adamo, gli Dei sottrassero i due eteri superiori cioè l’etere chimico o del suono e l’etere di vita, perché tramite questi due eteri superiori  Adamo era in grado di autoriprodursi in un altro essere androgino, per cui  se fossero caduti in balia di Arimane, l’evoluzione futura dell’uomo sarebbe stata in pericolo. Per questo gli Dei sottrassero ad Adamo queste due forze formative eteriche lasciandogli la possibilità di riprodursi (dopo la separazione dei sessi) dall’esterno, facendo fluire nei discendenti solo l’etere di luce e l’etere di calore. In ciò risiede il senso del peccato originario che l’umanità porta in sé come conseguenza della disobbedienza da parte dei nostri progenitori Adamo ed Eva nei confronti di Dio per aver gustato il frutto proibito dell’albero del bene e del male (Genesi 3,22). Gesù di Nazareth (Cristo Gesù) aveva in sé i quattro eteri cosmici; perciò, fu possibile a un corpo umano accogliere il Dio solare; questi due eteri superiori saranno restituiti all’umanità quando questa arriverà a un certo livello morale spirituale, cui avrà bisogno per unirsi al “Vero Io o Scintilla divina“, ovverosia al logos umano (vedi anche la nota 10 dell’articolo precedente).

14  Lucifero è un’entità dell’ostacolo che conosciamo come Diavolo o il “Serpente” del “Paradiso terrestre”, cioè il tentatore dei nostri antenati biblici Adamo ed Eva cui li spinse a disobbedire Dio nel mangiare il frutto proibito dell’albero del bene e del male collocato al centro di Eden, insieme all’”albero della vita”.  È un’entità appartenente alla gerarchia degli Angeli rimasti indietro durante l’eone dell’antica Luna, quando attraversavano il regno umano. In realtà esistono diverse categorie di entità luciferiche, cioè un Lucifero che quale spirito dell’ostacolo si contrappone a ogni Entità delle gerarchie spirituali che vanno dagli Angeli fino ai Serafini, ostacolando e contrapponendosi in modo diverso secondo la gerarchia cui appartiene. Rudolf Steiner menziona quest’aspetto nel libro “Meraviglie del creato, prove dell’anima, manifestazioni dello Spirito” O.O. 129; mentre in un’altra conferenza tenuta a Cristiania (Oslo), 12 giugno 1912, egli parla di un “Lucifero” compagno e fratello del Cristo di quando all’epoca dell’antico Sole, tutti i pianeti erano allo stesso livello in quanto il Sole non aveva ancora raggiunto un ruolo centrale nei confronti degli altri pianeti. Qui Lucifero era di una grandiosa e splendida bellezza simile a quella del Cristo ma anche molto orgoglioso, di un orgoglio smisurato grande come la sua bellezza. Per cui mentre il Cristo accolse il suono della “Parola cosmica” proveniente dalle dodici direzioni dello Zodiaco, dietro cui agivano le forze macrocosmiche stellari di dodici Entità divine esistenti di là dal bene e del male, Lucifero a causa del suo orgoglio smisurato si ribellò non volendo accogliere la luce e il suono dall’esterno ma, illuminare tutto ciò che era attorno a lui solo con la sua luce interiore.  Ciò fece sì che la sua orgogliosa figura di luce andò sempre più oscurandosi non essendo stata rinnovata dalla luce e dai misteri cosmici universali, cosicché perse il suo regno di Venere e determinò la sua caduta nell’eone seguente dell’antica Luna, dove diventò l’ostacolatore del Cristo. Fu poi redento durante l’evento del Golgotha, laddove sulla croce è rappresentato dal malfattore pentito alla destra del Cristo, cui è poi stato santificato dalla Chiesa cattolica col nome di S. Dismas. Egli fu reintegrato quale spirito del Sole e collaboratore del Cristo, facendosi mediatore dello Spirito Santo e quale guida dei dodici Maestri (Bodhisattva o Paraclito) dell’umanità. In merito Rudolf Steiner dice: “Se il principio del Cristo è chiamato a rafforzare sempre più l’interiorità umana, il principio luciferico ha la missione di potenziare, di elaborare le nostre facoltà di penetrare in modo completo nel mondo. Lucifero ci renderà sempre più forti per comprendere e conoscere il mondo, Cristo ci rafforzerà sempre più nella nostra interiorità”; O.O. 113 pag.128. Pertanto anche l’uomo con l’aiuto dell’Impulso del Cristo, può non solo redimere se stesso, ma anche l’Angelo lucifero che abita in lui, purificando il suo corpo astrale; mentre Arimane, l’uomo potrà redimerlo solo alla fine dell’eone di Giove.

Il Maestro Gesù, il Cristo Gesù e il Cristo II

Andrea Mantegna – I Magi

Ed essi, udito il re, partirono; ed ecco, la stella che avevano veduto in oriente andava davanti a loro finché, giunta sul luogo dov’era il bambino, vi si fermò.  Quando essi       videro la stella, si rallegrarono di grandissima gioia.  E, entrati nella casa, trovarono il bambino con Maria sua madre e, prostratisi, lo adorarono. Poi aperti i loro tesori, gli offrirono doni: oro, incenso e mirra (Mt 2,9-11)

2. Il Cristo Gesù I

Come abbiamo visto nel Vangelo di Matteo si cela in modo velato la nascita di un bambino nativo di Betlemme di discendenza regale che abbiamo chiamato Gesù salomonico giacché discende dal re Salomone figlio del re Davide, dietro di cui si cela l’antichissimo iniziato solare di nome Zarathustra. Abbiamo detto che Zarathustra fin dall’Epoca Atlantica era partecipe dei misteri degli oracoli atlantidei dietro di cui operava l’Altissimo Manu8 divino Melchisedec, dal quale fu iniziato appunto nei misteri dell’oracolo centrale del Sole e che dopo l’evento del Golgotha, cambiò il suo nome in quello di Maestro Gesù. Dal racconto di Matteo sappiamo che egli s’incarna in un bambino che nasce in una casa della città di Betlemme, dai genitori di nome Maria e Giuseppe residenti in Betlemme di Giudea della casa di Davide, dov’è trovato dai tre re Magi suoi antichi discepoli che prosternandosi ai piedi del loro antico Maestro, gli offrono in dono “oro, incenso e mirra”. Sono i simboli che rappresentano le facoltà spirituali sviluppate dal loro Maestro quale uno dei più antichi uomini più evoluti dell’umanità, ovverosia le facoltà del corpo astrale, del corpo eterico e del corpo fisico, cui sono riferite ai misteri dello “spazio, del tempo e a quelli del corpo umano”. Sono le stesse facoltà spirituali che possedevano i Magi per averli conquistati attraverso l’iniziazione ricevuta dal loro Maestro nel periodo babilonese e, che come menzionato nell’articolo precedente, Sergej O. Prokofieff attribuisce questi simboli misterici a tre Personalità importanti della storia umana, ossia al filosofo Pitagora attribuisce l’oro quale simbolo del pensare; al Profeta Daniele l’incenso quale simbolo del sentire; e all’imperatore persiano Ciro il Grande, la mirra quale simbolo del volere.  Abbiamo fatto cenno dei due bambini Gesù che nascono a pochi mesi uno dall’altro da due coppie di genitori aventi lo stesso nome di Maria e Giuseppe, i quali sono entrambi discendenti della stirpe di Davide, di cui una coppia è nativa di Nazareth e l’altra è nativa di Betlemme, cui quest’ultima è costretta da Erode a fuggire in Egitto da dove fa ritorno poco dopo la morte di Erode, trasferendosi appunto a Nazareth dove conoscono l‘altra coppia di genitori. Essi si uniscono in una vera amicizia fraterna così pure avviene fra i due bambini Gesù, nei quali si creerà un legame molto stretto animicamente che comporterà un grande sacrificio da parte di uno di loro che come vedremo in seguito, col suo Io individuale uscirà dal suo involucro fisico, eterico e astrale per incorporarsi nell’altro bambino Gesù i cui genitori sono nativi di Nazareth. Difatti Rudolf  Steiner ci rivela che questo avviene quando i due bambini raggiungono pressappoco i dodici anni di età, per cui l’Individualità o l’Io di Zarathustra che abbiamo chiamato “Gesù salomonico”, abbandona il suo involucro fisico e si trasferisce o s’incorpora nell’anima del bambino Gesù della linea sacerdotale che chiameremo “Gesù natanico”.  Questo fatto è raccontato in modo velato nel vangelo di Luca, là dove dice che i genitori recandosi a Gerusalemme per festeggiare la Pasqua ebraica insieme con altri coetanei della comunità di Nazareth, al ritorno  dopo un giorno di viaggio, smarriscono il bambino pensando che fosse insieme agli altri bambini della comunità. Così ritornano indietro per cercarlo e lo trovano dopo tre giorni nel Tempio di Gerusalemme a discutere con i saggi filosofi ebrei, cui i genitori sono meravigliati da questo repentino cambiamento del loro bambino in quanto fin dalla tenera età, non mostrava la saggezza che ora manifestava nei riguardi della conoscenza della “Legge e dei Profeti”.

Dopo la morte del bambino Gesù salomonico muore poco  tempo dopo anche la giovane Maria di Nazareth, ossia colei cui era stato annunciato dall’Angelo Gabriele di essere stata scelta da Dio per concepire il figlio divino attraverso l’adombramento dello Spirito Santo. Essa muore giovanissima mantenendo integra la sua natura umana virginea, cioè non ebbe mai nessun contatto sessuale carnale con il marito Giuseppe giacché il concepimento avvenne in un modo misterioso cui solo l’Antroposofia può spiegare. La teologia cattolica essendo impotente nel dare una risposta ragionevole su questo fatto  misterioso, ha creato un dogma sul concepimento e nascita verginale di Gesù, cui a qualsiasi persona di buon senso è pressoché impossibile accettare e credere;  non se esso però sia chiarito attraverso la conoscenza della Scienza antroposofica. Difatti, secondo quello che ci comunica Rudolf Steiner tramite la Scienza antroposofica, anticamente era possibile ingravidare una donna attraverso un atto magico compiuto nel “Tempio” tramite il sacerdote iniziatore chiamato “Ierofante”, il quale metteva a giacere insieme la coppia dormiente nel Tempio e operando spiritualmente durante il sonno sui due corpi eterici umani, era possibile ingravidarla. Questo permetteva all’anima elevata che doveva incarnarsi di avere a disposizione un corpo fisico ed eterico più puro, con meno forze luciferiche negative di contrasto dovuto al concepimento fatto con desiderio sessuale come avviene di solito nelle coppie. Questo non deve meravigliarci più di tanto, giacché in quei tempi antichi ciò era possibile (oggi si ottiene materialisticamente attraverso il procedimento in vitro) giacché l’anima umana non era ancora compenetrata del tutto nel fisico; oggi sarebbe molto difficile realizzare quest’unione attraverso un atto magico, anche perché i sacerdoti di oggi non hanno il potere spirituale di un sacerdote antico dei misteri, il quale era un iniziato veggente. Dopo la morte di Maria di Nazareth e quella ancor prima sia di Gesù salomonico sia di suo padre Giuseppe nativo di Betlemme, rimasero le due coppie di cui: da una parte Maria nativa di Betlemme con i suoi sei figli avuti dal marito Giuseppe di Betlemme e dall’altra, Giuseppe nativo di Nazareth con suo figlio Gesù natanico che sarà poi conosciuto come Gesù di Nazareth. A questo punto Giuseppe accolse in casa Maria come moglie, insieme ai suoi figli Jacopo, Giuseppe, Giuda, Simone e le due figlie che divennero così i fratellastri di Gesù di Nazareth. Certo si potrà obbiettare a questo racconto, in quanto che non è riportato nei Vangeli, ma se accogliamo senza pregiudizi la conoscenza antroposofica e riflettiamo profondamente sui fatti che si sono svolti duemila anni fa in Palestina, non potrebbero che essere così da come Rudolf Steiner li ha rivelati potendo leggerli nella cronaca dell’Akasha9, dove qualsiasi chiaroveggente non può che confermare ciò che egli ha descritto. Dobbiamo sapere che nessun Dio può incarnarsi in un corpo fisico senza distruggerlo col suo fuoco cosmico divino!  Nessuna donna potrebbe accogliere nel suo grembo un Dio senza per questo dover poi morire! Per questo occorreva preparare un corpo puro molto particolare alfine che il Dio solare potesse vivere almeno tre anni in un uomo, in modo da permettergli di compiere la Sua missione sul piano fisico. Pertanto venne preparato un corpo  da uomini evoluti, sacerdoti iniziati già molto tempo prima che i tempi fossero maturi, affinché un uomo potesse accoglierlo nella sua natura corporea, animica e spirituale.  Un corpo che avesse la massima purezza e le facoltà spirituali sviluppate nell’arco di tutta l’evoluzione terrestre per far sì che il Dio Altissimo solare potesse esprimere e manifestare la Sua saggezza cosmica universale, in modo da redimere ed elevare l’umanità a stati superiori di coscienza; un corpo dunque preparato in modo particolare, che avesse in sé la massima purezza e saggezza terrena.

Per questo occorse che fosse scelto un popolo adatto e degli uomini adatti che avessero le caratteristiche fisiche e animiche che altri popoli di allora non avevano, per preparare un corpo fisico che fosse il Tempio umano per accogliere il Logos creatore.  Questa fu la missione del popolo ebraico il quale divenne il popolo eletto da Jehovah (Geova italianizzato) che, dietro l’ispirazione del Cristo (l’Io Sono l’Io Sono), scelse tra il popolo gli uomini adatti che maggiormente avevano sviluppato l’organo fisico del pensiero, tra questi i capostipiti Abramo, Mosè ed Elia, affinché fosse realizzato un corpo fisico, eterico e astrale che avesse le caratteristiche e le facoltà spirituali appunto, per accogliere un giorno l’Io Sono cosmico.  Furono inoltre scelti fra il popolo, i diversi Profeta succedutosi nei secoli quali messaggeri di Jehovah e le due correnti sacerdotali messianiche, di cui una regale attraverso cui s’incarnò Zarathustra e l’altra sacerdotale essena attraverso la quale s’incarnò l’anima celeste di Adamo che non aveva ancora subito la tentazione di Lucifero. Ciò permise che l’Immagine e la somiglianza antica paradisiaca si riunissero di nuovo insieme per mangiare di nuovo grazie al Cristo, dall’Albero della vita. Dopo questa premessa necessaria in modo da farci capire quanto sia stato importante scegliere un popolo che avesse i requisiti particolari per preparare un corpo fisico umano adeguato alfine di accogliere un Dio senza dover essere subito distrutto, polverizzato dal fuoco divino, occorreva per questo ancora qualcosa, e cioè un Entità umana particolare che era stata protetta fin dai tempi della creazione dell’uomo dall’Arcangelo Michele nella sfera solare. Un Entità umana archetipica, il quale possedeva in sé ancora l’antica purezza di Adamo prima che questi fosse appunto tentato dalla potenza luciferica, in modo che fosse presente per la prima volta nell’ambito terrestre un corpo eterico avente in sé tutte e quattro le forze plasmatrici eteriche10, due delle quali erano state sottratte ad Adamo prima della tentazione da parte degli Dei. Il figlio di Dio, il quale Luca dice che nascerà dalla vergine Maria che è adombrata dallo Spirito Santo, non è altro che l’Adamo celeste protetto da Michele nell’ambito della “Loggia solare”.    ( II. Continua)

Collegno settembre 2021 – Antonio Coscia

Note Antroposofiche

8    Il Manu e un essere umano molto evoluto che ha superato di molto l’evoluzione normale dell’umanità, egli lavora in modo cosciente col suo Uomo spirito similmente a come fa un Archai alla trasformazione di una parte del  suo corpo fisico; in questo lavoro egli oltre ad essere ispirato da un Archai, è ispirato anche da entità superiori della seconda gerarchia e la sua coscienza arriva fino agli Spiriti della Saggezza. Il Manu precedente chiamato Noè o Melchisedec, apparteneva a un’evoluzione passata di un antico stato di coscienza cosmico o eone terrestre chiamato antica Luna* per cui è considerato un essere divino (semidio) chiamato Melchisedec. Egli  è conosciuto nella Bibbia come Noè, il quale aiutò l’umanità, atlantidea ad attraversare la terribile catastrofe del “Diluvio Universale”,  ossia dalla quarta Epoca Atlantica alla quinta Epoca Postatlantica* in cui ci troviamo tuttora. Si manifestò ad Abramo come sacerdote del Dio Altissimo sumerico  Ēl – Elyōn,  offrendogli  pane e  vino in cambio di un decimo del bottino; vale a dire che Abramo fu iniziato nei misteri del corpo fisico e del corpo eterico. Il nuovo Manu futuro sarà un Manu  umano che aiuterà ad attraversare l’umanità più evoluta nella sesta Epoca Postatlantica; ovverosia chi riuscirà a superare la “guerra di tutti contro tutti”, avendo accolto in sé  l’Impulso del Cristo. 

8*      Tutta l’evoluzione umana passa attraverso sette stati di coscienza cosmici detti «Eoni» di cui la Scienza antroposofica chiama: «Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano» (i nomi non sono in relazione con i pianeti del sistema solare attuale) di cui, ogni stato di coscienza passa attraverso sette stati di vita che a sua volta, ogni stato di vita passa attraverso sette stati di forma.  Ogni stato di forma passa a sua volta, attraverso sette Epoche e alla fine, ogni Epoca passa attraverso sette periodi di cultura.  Come possiamo vedere è un’evoluzione alquanto complessa che non può essere spiegata in una nota, poiché ci porterebbe oltre il tema di questo capitolo, per cui prenderemo in esame soltanto lo stato di forma attuale della nostra Terra. Diciamo quindi che l’umanità è già passata attraverso tre stati di coscienza quali: «Saturno, Sole e Luna», siamo attualmente nel quarto stato di coscienza chiamato Terra che deve passare attraverso: «Sette stati di vita, sette stati di forma, sette Epoche e sette periodi di cultura».  Tralasciando tutti gli altri stati di forma che abbiamo già superato, diciamo che attualmente siamo nella quinta Epoca e nel quinto periodo di cultura, ossia in quello che sviluppiamo l’anima cosciente. Siamo entrati in questo periodo circa nel 1413, in concomitanza della costellazione dei Pesci. Se guardiamo indietro alle Epoche che si sono succedute nell’arco della nostra storia culturale umana, viste chiaroveggentemente, l’uomo è andato sempre più perfezionandosi elevandosi nel corpo e nell’anima, cui seguirà nel prossimo futuro, lo sviluppo della parte spirituale superiore. Dobbiamo collocare pertanto il suo inizio diverse migliaia di anni fa, con la prima Epoca chiamata «Polare»; a essa seguirono una seconda «Iperborea», una terza «Lemurica»(origine del peccato originale), una quarta «Atlantica», che terminò col famoso «diluvio universale» e infine, la nostra: la «Quinta Epoca Postatlantica»; cui seguiranno una Sesta e una Settima Epoca. Ogni Epoca a sua volta, abbiamo detto che va suddivisa in sette periodi di cultura di cui, quattro sono già passati quali: il Paleo Indiano, che possiamo collocarlo a circa 7500 anni a.C. dopo il diluvio universale o la catastrofe di Atlantide, o secondo l’Astrologia moderna, collocarlo sotto il segno del «Cancro». Durante quest’antico periodo di cultura, l’uomo perfezionava maggiormente il suo secondo arto corporeo cioè il corpo eterico, sotto la guida del grande re-sacerdote Melchisedec (Noè) il quale, iniziò i «sette Santi Rishi» nei misteri del corpo eterico quali guide della civiltà indiana e poi dopo, durante il periodo ebraico, anche il capostipite del popolo ebraico Abramo nei misteri del «pane e del vino», cioè nei misteri del corpo fisico e del corpo eterico. Seguì  poi un secondo periodo detto Paleo Persiano cui l’uomo sviluppò il corpo astrale o senziente, poi un terzo periodo di cultura detto egizio-caldaico-ebraico cui sviluppammo l’anima senziente, poi un quarto periodo greco-romano in cui l’umanità sviluppò l’anima razionale e finalmente nel nostro periodo attuale, il quinto periodo di cultura detto anglofono-tedesco, cui stiamo sviluppando l’anima cosciente.  Seguiranno nel futuro, un sesto e un settimo periodo di civiltà, dove l’umanità svilupperà il Sé spirituale o Manas e lo spirito Vitale o Budhi, alla cui fine seguirà una catastrofe simile al diluvio universale.

9 La cronaca dell’Akasha è la memoria dell’Universo attraverso cui viene impresso come un negativo spirituale tutto ciò che viene dall’uomo  pensato, sentito e voluto, nel  mondo fisico. Occorre distinguere due aspetti dell’Akasha: l’aspetto astrale il quale è solo la controparte dell’aspetto reale della vera sfera dell’Akasha o memoria universale e per cui, facilmente si può incorrere in errori dovuti alla poca esperienza del veggente che non abbia conseguito la facoltà della veggenza Intuitiva, e che comunque nulla toglie che possa commettere anche lui degli errori, anche se non nella misura di chi abbia sviluppato o conseguito solo gli altri due tipi di veggenza, ossia quell’Immaginativa o quell’Ispirativa. Il secondo aspetto è quel reale spirituale in cui è registrato nel vero mondo spirituale superiore, tutto il passato e il futuro dell’evoluzione cosmica umana – terrestre, tutto quello che succede nel mondo fisico e nel mondo dell’anima umana, è registrato in questo piano cosmico del Budhi, come memoria universale. Rudolf Steiner in merito, nel libro “Il Vangelo di Giovanni in relazione con gli altri tre e specialmente col Vangelo di Luca” spiega:

“Tutto ciò che succede nel mondo fisico – sensibile ha la sua controimmagine nel mondo spirituale. Se una mano si muove, non esiste solamente ciò che l’occhio vede, e cioè la mano in movimento, ma dietro la mano che si muove, dietro l’immagine visiva della mano ci sono per esempio il mio pensiero e la mia volontà: la mano deve muoversi. Vi è dietro un fatto spirituale. Mentre l’immagine visiva, l’impressione fisica del moto della mano passa, rimane inscritta la controimmagine spirituale nel mondo spirituale e vi lascia sempre una traccia, così che noi [ gli iniziati veggenti ], possiamo rintracciare tutti i fatti che sono avvenuti nel mondo, i fatti le cui tracce sono rimaste quali controimmagini spirituali. Nulla nel mondo può succedere senza che vengano lasciate tali tracce  “ –  conf. del 25 giugno 1909, pag. 26 O.O. n. 112.

La Scienza antroposofica spiega che la vera memoria akashica, è situata  oltre il mondo devachanico, ossia oltre il mondo Celeste e della Ragione che va oltre le stelle fisse, ed è conosciuto nell’occidente come “mondo della Provvidenza”; è il mondo, dove origina la “vita universale”  i cui donatori sono gli Spiriti del Movimento (Dynameis), il cui corpo più basso è il “Principio Vitale o del Budhi” e che è situato prima della sfera del “Nirvana”, così  chiamato dai buddhisti.

10    Il corpo eterico è il secondo involucro della costituzione umana, la quale è formata da quattro eteri o forze plasmatrici eteriche costituitesi durante quattro stati di coscienza cosmici chiamati “Saturno, Sole, Luna e Terra”. Durante lo stato antico di Saturno fu creato l’etere di calore, quale dono delle entità della prima gerarchia che chiamiamo “Troni” o Spiriti della Volontà secondo la terminologia antroposofica.  Durante l’antico stato dell’eone solare  venne creato l’etere di luce quale dono delle Entità della seconda gerarchia che chiamiamo Kyriotetes o Spiriti della Saggezza. Nell’antico eone seguente dell’antica Luna, venne creato l’etere chimico o del suono, quale dono degli Spiriti del Movimento o Dynameis (Virtù). Infine nel nostro eone terrestre fu creato l’etere di vita quale dono degli Spiriti della Forma. Altri tre eteri verranno sviluppati e aggiunti durante gli eoni futuri degli stati cosmici superiori di coscienza che chiamiamo “Giove, Venere e Vulcano. Prima che Adamo potesse cadere anche vittima di Arimane durante l’Epoca Atlantica, gli Dei gli  sottrassero i due eteri essenziali, cioè l’etere chimico o del suono e l’etere della vita con i quali aveva la possibilità di autoriprodurre un suo simile androgino. Così  questi due eteri  non ebbero più la possibilità di essere presenti nei futuri discendenti di Adamo dopo che  dall’ultimo terzo del periodo lemurico fino al primo periodo Atlantico, avvenne la separazione dei sessi in esemplari maschili e femminili. Nella Scienza antroposofica l’anima adamitica o natanica è considerata maggiormente un Entità eterica cui è presente nel mito indiano della Bhagavad-Gita, dove è conosciuta col nome di Krishna, l’alter-ego di Arjuna, cioè una specie di Sé superiore, mentre nei misteri greci fu conosciuto come Apollo l’ispiratore divino della Pizia. Questi due eteri superiori saranno restituiti all’umanità quando l’uomo sarà maturo per congiungersi di nuovo al suo Sé superiore.

Il Maestro Gesù, Cristo Gesù e il Cristo I


Giotto, Fuga in Egitto, 1304-1306, Cappella degli Scrovegni, Padova

Breve Premessa

Ho ritenuto opportuno aggiornare questo tema così complesso su queste tre figure così enigmatiche del cristianesimo, aggiungendo dei maggiori contenuti tratti dalla Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico e in modo particolare dai vangeli antroposofici cui Rudolf Steiner ci ha donato grazie alla sua visione chiaroveggente e alla lettura della cronaca dell’Akasha o memoria universale. Ho aggiunto delle note in modo da dare la possibilità alle persone che non conoscono ancora l’Antroposofia, un maggior chiarimento sulla terminologia antroposofica di non sempre facile comprensione per chi non ha ancora studiato almeno i quattro libri fondamentali dell’Antroposofia e cioè: “La Scienza Occulta, Teosofia, L’Iniziazione e la Filosofia della Libertà”, editi tutti dalla casa Ed. Antroposofica di Milano. Con questo non penso assolutamente di aver chiarito l’enigma di Gesù di Nazareth in pochi articoli del mio blog, “Pensieri Antroposofici dell’Anima”. Ma piuttosto vuole essere da stimolo per chi volesse maggiormente approfondire questo tema così profondo del mistero cristiano, grazie alle moltissime conferenze che Rudolf Steiner ha potuto donarci in tutti gli anni in cui ha sacrificato la sua grande anima, per la salvazione e l’elevazione dell’anima umana, affinché fosse preparata ad accogliere nel nostro quinto periodo di cultura il Cristo eterico che dal 1933 in poi, e per l’arco di 3000 anni, è possibile incontrare prima o dopo la morte, nel mondo astrale adiacente alla Terra.

Collegno  30 agosto 2021                                             Antonio  Coscia

«Gli disse Tommaso: “Signore, non sappiamo, dove vai e come possiamo

conoscere la via?”. Gli disse Gesù: “Io sono la via, la verità e la vita”.

Nessuno viene al ‘Padre’ se non per mezzo di me»

(GV 14, 5-6).

1. Il Maestro Gesù

La teologia cattolica, così come la maggior parte dei credenti cattolici-cristiani cui seguono in modo dogmatico tutto ciò che è insegnato da questa concezione religiosa, crede che il Maestro Gesù, Cristo Gesù e il Cristo siano tre aspetti della stessa entità divina che chiamiamo Dio Cristo, cioè la seconda Persona della Trinità divina universale cui l’esoterismo cristiano riconosce quale manifestazione divina del “Dio Figlio”. Essi credono che il Cristo si sia incarnato come uomo attraverso la nascita virginale di Maria, la quale concepì il figlio divino attraverso l’intervento dello Spirito Santo quale mediatore di Dio Padre e che, per questo fu chiamato Figlio di Dio, cioè il “Messia” tanto atteso dalle scritture del profetismo ebraico. Nelle prime pagine del Vangelo di Luca difatti, è scritto:

«L’Angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città chiamata Nazareth, a una vergine di nome Maria [alla quale disse] … Lo Spirito Santo scenderà su di te e stenderà la sua ombra, la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio» (Luca 1,26-34).

La Scienza dello Spirito o antroposofia1, distingue invece tre aspetti di queste entità spirituali, tre individualità superiori diverse una dall’altra che si sono incorporate e compenetrate spiritualmente in un singolo individuo umano molto evoluto e particolarmente complesso, vissuto nell’arco di trentatré anni nell’uomo Gesù di Nazareth, fino al sacrificio della croce sul Golgotha. Innanzitutto, dobbiamo imparare a distinguere il significato tra la “Personalità e l’Individualità” umana dell’uomo; vale a dire tra l’uomo inferiore e l’uomo superiore o, tra la coscienza dell’io terreno e l’Io superiore. Secondo la Scienza dello Spirito la Personalità umana è il riflesso imperfetto sul piano fisico dell’Individualità che assume in ogni incarnazione un aspetto fisiognomico e animico secondo l’elevazione morale e spirituale conquistato nella vita precedente.  La Personalità umana vive una sola vita, ma offre al suo Io superiore o Individualità umana i frutti dell’esperienza terrena, cosicché l’Io o il Sé superiore di cui egli è rivestito nel mondo spirituale (Teosofia O.O. n.9, pag. 40), può accogliere una maggiore saggezza dal mondo dello spirito cosmico. La saggezza accolta dal Sé spirituale, permetterà all’Io superiore di trasformare con l’aiuto degli Dei, i frutti accolti dall’io inferiore in facoltà spirituali che saranno inserite durante la creazione del nuovo germe spirituale futuro dell’uomo nella prossima Personalità umana che, quale sintesi di tutte le personalità umane vissute nel passato, egli vivrà in una futura incarnazione terrena con delle facoltà spirituali più elevate, cui l’aiuteranno a sviluppare una maggiore coscienza morale. La nostra Personalità attuale è quindi la sintesi di quella parte animica che si è perfezionata ed evoluta nell’ambito di tutte le incarnazioni passate, che viene ora però ad aggiungersi nell’ambito lunare, durante la sua discesa verso l’incarnazione terrena, quella parte di astralità oscura che non abbiamo perfezionato a causa di nostre azioni sconsiderate nella nostra vita passata e che di conseguenza assumeranno il ruolo di “ombra” o meglio definito come “Doppio”.2 Questa parte di astralità oscura che abbiamo generato nelle nostre vite passate, diventerà l’ostacolo animico (psichico) che si frapporrà come contrasto nell’ambito delle nostre decisioni della vita attuale, qualora non abbiamo fin dalla tenera infanzia rafforzato il nostro Io inferiore sia attraverso le malattie esantematiche e sia tramite una buona educazione religiosa3 da parte dei nostri genitori, cui abbiano saputo infiammarci attraverso i racconti di uomini spiritualmente elevati che furono per noi di esempio morale. Occorre ancora dire che è sempre l’Individualità superiore dell’uomo che decide d’incarnarsi in ogni vita terrena. Egli però, non scende mai sul piano fisico, ma resta nel mondo spirituale da dove appunto invia un’immagine imperfetta di sé stesso nel corpo materno di genitori a lui affini e legati karmicamente da vite precedenti, alfine che possa sperimentare e realizzare nel mondo fisico la vera libertà umana e il vero amore cosmico – umano attraverso la coscienza dell’io.

Detto questo, possiamo riprendere il nostro tema in modo da chiarire, (per quanto c’è possibile capire secondo il nostro limite intuitivo – intellettuale, attraverso la Scienza dello Spirito o antroposofia), quali Individualità si celino dietro l’uomo Gesù di Nazareth.  Leggendo attentamente le prime pagine del Vangelo di Matteo, notiamo che egli ci presenta una genealogia discendente che va dal capostipite Abramo che attraversando tre volte quattordici generazioni arrivano fino a Giuseppe e da questi a Gesù, che nasce in una casa della città di Betlemme di Giudea. Matteo seguendo la linea discendente abramitica, dal re Davide in poi, diversamente dal Vangelo di Luca, prosegue la genealogia di Gesù attraverso una “linea regale” che dal re Salomone figlio di Davide, prosegue fino a Giuseppe. Chi è l’Individualità umana che si cela dietro questo bambino Gesù discendente della linea regale salomonica che nasce da una coppia di genitori, Maria e Giuseppe della stirpe di Davide, in una casa di Betlemme dove gli fanno visita i tre re Magi?  Chi sono questi tre re sapienti astrologi che vengono da tanto lontano per inchinarsi nei confronti di un bambino ebreo nato da una coppia sconosciuta della città di Davide?

Se abbiamo compreso la differenza tra la Personalità e l’Individualità umana come menzionato, dobbiamo pensare che dietro questo bambino di Betlemme (cui Matteo non parla di annunciazione angelica divina come fa Luca nel suo Vangelo, nei riguardi della vergine Maria), possa celarsi un Individualità molto evoluta il cui compito è di preparare un corpo peculiare in grado di accogliere il fuoco divino del Dio Altissimo (Cristo). Grazie alla Scienza antroposofica sappiamo che dietro la Personalità di questo bambino di Betlemme si cela l’altissimo iniziato cristiano e discepolo del Cristo che fin dagli antichi misteri iniziatici solari di Atlantide, è conosciuto come Zarathustra, l’antico fondatore della religione paleo-persiana risalente a circa 5000 anni a.C. Il mistero di Zarathustra ci viene in parte già svelato come abbiamo visto, leggendo le prime pagine del Vangelo di Matteo, il quale fa discendere Gesù dal capostipite Abramo, secondo una discendenza regale umana. Poi racconta che Gesù nasce in una casa di Betlemme di Giudea al tempo del re Erode, da una coppia di genitori nativi di Betlemme e discendenti del re Davide. Matteo non menziona la nascita divina come fa Luca nel suo Vangelo, in cui l’Angelo annuncia alla Vergine Maria di Nazareth che concepirà un figlio dell’Altissimo attraverso l’intervento dello Spirito Santo da cui verrà “adombrata” e, inoltre non menziona che vanno dei pastori avvisati da un Angelo ad adorarlo nella mangiatoia riscaldata da due animali, ma che nasce in una casa di Betlemme dove vanno a trovarlo dei Magi. Egli menziona i tre Magi, ossia i tre re astronomi veggenti che provenienti dall’Oriente lo cercano seguendo una stella che si posa appunto sopra la casa di Betlemme, dove essi entrano e prosternandosi davanti al bambino gli offrono in dono “oro, incenso e mirra”. Infine, racconta della fuga da Betlemme della sacra famiglia su consiglio di un Angelo che di notte nel sogno, ispira Giuseppe (qui possiamo pensare che fosse l’Arcangelo Michele, il messaggero di Jahvè) a fuggire in Egitto, in modo da sfuggire alla strage degli innocenti voluta da Erode per la paura che il bambino potesse un giorno usurpare il suo trono, in quanto le antiche profezie ebraiche indicavano nel bambino di Betlemme, il futuro re-sacerdote che avrebbe detronizzato tutti i re della Terra.

In questo bambino di Betlemme, dunque, s’incarna l’antico iniziato solare il cui nome appunto è Zarathustra, il fondatore dell’antica religione persiana e che dopo l’evento del Golgotha verrà conosciuto negli ambienti misterici del cristianesimo, come Maestro Gesù. Il Maestro Gesù in questi duemila anni dopo l’evento del Golgotha, ha raggiunto una maggiore elevazione spirituale che secondo gli insegnamenti della Scienza antroposofica, è uno degli altissimi iniziati cristiani e discepolo del Cristo che fa parte dei dodici “Maestri di saggezza e dell’armonia dei sentimenti”4 che operano dal mondo spirituale e nel mondo fisico, dove sei di essi sono sempre incarnati sulla Terra. Egli, secondo la conoscenza tratta dal “Quinto Vangelo” antroposofico (O.O. 148 – Ed. Antroposofica Milano), s’incarna in ogni secolo ed è sempre presente spiritualmente o fisicamente a Natale e a Pasqua, nei luoghi palestinesi in cui ha vissuto il Cristo durante i tre anni come Gesù di Nazareth. Per cui i Magi, che erano iniziati veggenti, sapendo che il loro maestro Zarathustra (Astro d’oro) si sarebbe incarnato sulla Terra, seguono questa Individualità spiritualmente e guidati anche dalla direzione come suddetto, di una “Stella”, ossia dal bagliore luminoso emanato dalla congiunzione di Giove e Saturno nella costellazione dei Pesci, lo trovano nella casa di Betlemme.  Essi erano stati suoi discepoli durante la “cattività babilonese” (circa il VI secolo a.C.), cui vanno ora ad accoglierlo e inchinandosi gli offrono i simboli che rappresentavano le facoltà spirituali del loro Maestro cui erano stati iniziati nei misteri del corpo fisico, del corpo eterico e del corpo astrale.

Secondo alcune ipotesi tratte dagli scritti di Sergej O. Prokofieff5 uno dei più elevati allievi e discepolo di Rudolf Steiner6, i tre re Magi sono le incarnazioni di tre discepoli di Zarathustra vissuti nell’epoca babilonese i cui nomi sono: “Ciro il Grande, il Profeta Daniele e il filoso greco Pitagora”, che vengono iniziati appunto nei misteri del corpo fisico, del corpo eterico e del corpo astrale. Zarathustra ebbe altri due altissimi discepoli di nome Ermete e Mosè che secondo una legge spirituale chiamata “economia spirituale”, un Maestro che abbia raggiunto un grado evolutivo molto alto, può cedere i suoi corpi inferiori purificati ad altri discepoli che abbiano raggiunto un discreto livello morale. Secondo un principio di “economia spirituale”, è possibile fare migliaia di copie del corpo eterico, astrale e persino dell’Io, di un Maestro che abbia raggiunto dei livelli superiori spirituali, dove i suoi corpi purificati non vengono più distrutti nel mondo astrale dopo la morte fisica, ma sono conservati alfine che vengono innestati negli arti di discepoli che hanno perseguito una via esoterica con vera dedizione spirituale verso i Maestri di saggezza. Per cui Zarathustra diede a Ermete il fondatore della civiltà egizia, una copia del suo corpo astrale iniziandolo nei misteri dello “Spazio cosmico” e a Mosè, fondatore della civiltà ebraica, una copia del suo corpo eterico iniziandolo nei misteri del “Tempo”. (Nella Bibbia ciò è velato nel racconto della nascita di Mosè che per sfuggire alla strage dei bambini ebrei voluta dal Faraone d’Egitto, venne messo in una cesta di vimini e lasciato andare sul fiume Nilo, dove venne raccolto e salvato dalla sorella del Faraone). Ciò spiega anche il perché Giuseppe debba condurre il bambino in Egitto, dove l’anima di Zarathustra deve compenetrarsi delle forze ermetiche evolutesi, nel frattempo, durante il corso dell’evoluzione della civiltà egizia, per unirle a quelle mosaiche, cui anch’esse evolutesi attraverso le diverse prove che questo popolo eletto da Jehovah, dovette subire per diversi secoli. Dopo la morte di Erode il Grande, l’Angelo di nuovo in sogno ispira Giuseppe a fare ritorno in patria poiché il bambino non è più in pericolo giacché ora sul trono c’è il figlio Erode Archelao. Giuseppe però non ritorna nella sua casa di Betlemme, ma si reca con la sua famiglia a Nazareth in una colonia essena situata sulle colline della Galilea. Qui egli, secondo quello che ci rivela il Quinto Vangelo di Rudolf Steiner (op. cit.), fa amicizia con una coppia di genitori di nome Maria e Giuseppe anch’essi della stirpe di Davide. Questa coppia di Nazareth è sì discendente di Davide, ma dalla parte del sacerdotale Nathan figlio del re Davide, essi si recano a Betlemme per il censimento voluto dal console romano Quirinio, non trovando posto per dormire un locandiere gli offre un posto nella mangiatoia per animali vicino all’ostello, dove Maria colta dalle doglie partorirà Gesù a pochi mesi dalla strage degli innocenti voluta da Erode, là dove appunto è visitato dai pastori del luogo.

A Nazareth le due famiglie si uniscono in una vera amicizia e i due bambini Gesù crescono e si rafforzano animicamente in una vera amicizia fraterna. Finché arrivò il momento in cui l’Individualità di Zarathustra (l’Io superiore), compì il suo primo sacrificio uscendo dal corpo del bambino della linea regale Gesù salomonico (che poco dopo muore), e s’incorpora nel bambino dodicenne Gesù di Nazareth della linea sacerdotale, nato dopo la strage degli innocenti ordinata da Erode il Grande e che Luca menziona in concomitanza del censimento al tempo in cui era governatore il console romano Quirinio. Questo fatto è celato nel Vangelo di Luca, là dove i genitori recatosi insieme con altri coetanei di Nazareth alla festa della Pasqua ebraica, al ritorno si accorgono della scomparsa del bambino credendo fosse insieme altri bambini della carovana partita da Nazareth, ritrovandolo poi dopo tre giorni nel Tempio di Gerusalemme, a discutere delle sacre scritture con i dottori della “Legge”.  Zarathustra dopo essersi incorporato nel bambino di Nazareth dopo aver congiunto l’altissima saggezza terrena col grande amore cosmico che emanava dal giovinetto dodicenne di Nazareth, inizia a preparare gli involucri animici del bambino in modo come dire “allargandoli”, alfine che potesse accogliere il fuoco cosmico del grande Dio solare. Iniziò così a elaborare gli arti animici del giovinetto di Nazareth dai dodici ai trent’anni, sviluppando e perfezionando il corpo senziente o astrale, l’anima senziente, e l’anima razionale.7  Dopodiché nel Battesimo del Giordano operato da Giovanni il Battista, compì il secondo sacrificio abbandonando di nuovo il corpo di Gesù di Nazareth ormai trent’enne, offrendolo come una coppa graalica all’Io cosmico del Cristo.  Da quel momento in poi si chiamerà per sempre “Maestro Gesù” e farà  parte della “Loggia Bianca” dei dodici “Maestri di saggezza e dell’armonia dei sentimenti” e quale altissimo discepolo del Cristo e guida del cristianesimo esoterico. Abbiamo visto che dietro il bambino del Vangelo di Matteo si cela l’altissimo iniziato solare Zarathustra che dopo l’evento del Golgotha, assumerà il nome di Maestro Gesù diventando per sempre la guida del cristianesimo esoterico. Chi, dunque, si cela dietro il bambino del Vangelo di Luca che nasce durante il censimento del console romano Quirinio, governatore della Siria?    (I. Continua)

Collegno agosto 2021 Antonio Coscia

Note Antroposofiche

1    La Scienza dello Spirito o Antroposofia, è una via di conoscenza fondata da Rudolf Steiner nell’ultimo periodo del XI X secolo,  la quale vuole risvegliare lo spirito nell’uomo per condurlo alla conoscenza dello Spirito universale, cui egli è sempre stato unito spiritualmente fin dalla sua caduta dal mondo divino, la sua patria originaria, dalla quale venne separato a causa di Lucifero (il Serpente biblico). È una corrente spirituale rosacrociana moderna, cui può  aderire qualsiasi persona di ambo i sessi, di qualsiasi  credo e ceto sociale, e che voglia tendere a coltivare la vita dell’anima in armonia alla vita dello spirito. Nella Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico, possiamo trovare le risposte che maggiormente ci assillano nel profondo dell’anima, quali: «il senso della vita, il significato del dolore e del karma, il destino dell’uomo» e altre ancora inerenti alla Scienza, all’Arte e alla Religione. Il tema centrale della Scienza antroposofica, è l’«evento del Golgotha», cui Rudolf Steiner dedicò maggiormente la sua ricerca d’indagatore occulto chiaroveggente, rinnovando le fonti del cristianesimo delle origini adattandolo alle esigenze del pensiero astratto moderno. Questo ci dà la possibilità di elevare il nostro pensiero astratto razionale, a un pensiero intellettivo più puro che miri tramite uno sviluppo morale, a una coscienza morale superiore attraverso cui, possiamo realizzare il giusto sviluppo dell’anima cosciente e l’incontro spirituale del Cristo, nel corpo eterico.

2     Il Doppio umano  o Doppelgänger  com’è conosciuto in tedesco, è un’entità arimanica che poco prima di nascere s’inserisce nella parte subconscia della nostra anima dove agisce nel nostro corpo eterico influenzando i nostri pensieri in modo negativo; cioè si manifesta quale parte negativa caratteriologica della nostra Personalità umana diversamente dal suo fratello luciferico che agisce invece, tramite i sentimenti negativi umani. Tutto ciò che non riusciamo a trasformare o perfezionare in ogni incarnazione quale nostra parte  caratteriale morale, è soggetta all’influenza  di questi due esseri dell’ostacolo, cosicché la nostra anima viene oscurandosi sempre più con non poche conseguenze sul piano fisico-mentale. Rudolf Steiner nel libro “Il Mistero del Doppio” O.O. 178 a pag. 54 scrive:

«Le malattie che compaiono nell’uomo non per un danno esterno, ma in modo spontaneo, endogeno, non nascono dall’anima umana, bensì da questo essere. Egli [il Doppio arimanico], è il responsabile di tutte le malattie che sorgono spontaneamente dall’interno quali malattie organiche. E un suo fratello, non arimanico ma luciferico, è all’origine di tutte le patologie nevrasteniche o nevrotiche [psichiche], di tutte quelle malattie che in realtà non sono tali ma, come si dice comunemente, sono solo malattie dei nervi, isteriche e così via.

3      Per educazione religiosa qui non si vuole intendere di appartenere a una qualsiasi istituzione religiosa, ma solo quello di sviluppare nel bambino la spiritualità che riposa in lui quale origine divina da cui l’anima si è distaccata  nella sua discesa verso l’incarnazione fisica, con esempi di uomini cui hanno vissuto la loro vita in dedizione agli altri,  come per esempio la vita di santi, oppure leggere loro delle favole da cui trarne  degli insegnamenti morali. La favolistica antroposofica al riguardo,  così come i “Fratelli Grimm”, possono offrire diversi spunti alle mamme o, ai papà.

4     I Maestri della saggezza e dell’armonia  dei sentimenti, appartengono alla “Loggia Bianca”  di 12 Bodhisattva discepoli del Cristo, i quali sono uomini molto evoluti ai quali fanno parte sia dei Maestri orientali sia dei Maestri occidentali. Mentre i Maestri occidentali s’incarnano sempre, circa in ogni secolo essi scendendo sulla Terra fino sul piano fisico dove assumono una forma umana transitoria, quelli orientali  s’incorporano invece in ogni secolo nel corpo astrale di una personalità umana matura durante tutto l’arco di cinquemila anni, dopodiché alla fine essi scendono sul piano fisico incarnandosi completamente in un corpo di carne e compiono il cammino di buddha umano. Qui essi devono sviluppare e realizzare la loro dottrina alfine che possa diventare patrimonio di ogni uomo terrestre, per cui alla fine dopo aver conseguito attraverso l’illuminazione, la dignità di Buddha essi salgono ai mondi superiori e non s’incarnano più come uomini sul piano fisico, ma possono operare da quei mondi scendendo col loro corpo trasformato ossia il  “Nirmāṇakāya”, fino al piano eterico partecipando in tal modo all’evoluzione terrestre. Secondo la Scienza antroposofica sei di questi Maestri del cristianesimo moderno sono sempre in mezzo a noi sul piano fisico, i quali ricevono le ispirazioni degli altri sei Maestri della saggezza e dell’armonia dei sentimenti dal mondo spirituale.  

5      Sergej O. Prokofieff  è stato uno dei migliori allievi e discepolo di Rudolf Steiner  ha dedicato maggior parte della sua vita per la divulgazione dell’Antroposofia e del cristianesimo-rosicruciano. Egli nacque il 16 gennaio del 1954 in Russia a Mosca ed è morto il 26 luglio del 2014 in Svizzera a Dornach. Ha studiato pittura e storia dell’arte all’Istituto Superiore d’Arte di Mosca e per molti anni ha svolto un’intensissima attività di scrittore e conferenziere in tutto il mondo. Dalla Pasqua del 2001 è stato membro della Presidenza della Società Antroposofica Universale al Goetheanum di Dornach in Svizzera.

6      Rudolf Steiner, nacque il 27 febbraio 1861 a Kraljevec, presso la frontiera austro-ungarica. Suo padre Johannes Steiner, era impiegato delle Ferrovie Meridionale Austriache, per cui crebbe in un ambiente che stimolava alla prontezza e all’abilità nella vita pratica. I dintorni maestosi con boschi e prati nelle vicinanze, e in lontananza gli era possibile vedere le cime nevose delle Alpi. Già presto, all’età di sette anni, gli era possibile «vedere e udire gli esseri» che stanno dietro al mondo naturale e che dovette in certo senso nascondere ai suoi coetanei e anche a persone adulte, poiché non sarebbe stato compreso.  Nel 1879 superò l’esame di maturità con lode. Nello stesso anno s’iscrisse all’Istituto Tecnico Superiore di Vienna, dove studierà fra l’altro biologia, chimica e fisica. Specialmente quest’ultima materia influenzerà profondamente la sua evoluzione interiore e, nello stesso tempo, lo porrà di fronte a difficili enigmi. Si mise in luce già come studente curando gli scritti scientifici di Goethe. Dal 1890 al ’97 collaborò all’Archivio di Goethe e Schiller a Weimar.

Dal 1902 ebbe una più intensa attività come scrittore e conferenziere, di cui moltissime in questi anni sulla cristologia, cui dedicherà gran parte della sua vita e la sua uscita nel 1912-13, dalla Società Teosofica, a causa di un dissenso con la Presidentessa Annie Besant, la quale, sosteneva che un giovinetto indiano di nome Krishnamurti, fosse la reincarnazione del Cristo. Nel 1894 pubblica la“Filosofia della Libertà”(Edizione Antroposofica Milano), la più importante delle sue opere filosofiche ed anche la base per la successiva concezione del mondo. Oltre a una trentina di opere scritte di carattere filosofico e antroposofico, sono rimasti i testi stenografati di quasi 6000 conferenze sui più diversi rami del sapere. Gli impulsi da lui dati nell’arte, nella scienza, nella medicina, nella religione, nella pedagogia e nell’agricoltura portarono a delle nascite di movimenti oggi sempre più diffusi nel mondo.

Nel 1912-13 si distacca dalla Società teosofica e costituisce la Società antroposofica universale. A Dornach in (Svizzera), costruisce il primo Goetheanum di legno, un centro di attività scientifiche e artistiche fondate sull’antroposofia il quale, in seguito, sarà poi bruciato da nemici dell’Antroposofia nella notte di S. Silvestro del 1922.  In seguito Rudolf Steiner fa un modello di un secondo Goetheanum in cemento armato il quale, fu costruito dopo la sua morte avvenuta il 30 marzo 1925, esistente tuttora come centro di numerose attività antroposofiche cui, partecipano artisti e soci di tutto il mondo.

7 L’uomo secondo Rudolf Steiner è costituito da corpo, anima e spirito, di cui a sua volta ogni involucro umano (secondo l’aspetto evolutivo), possiamo dividerlo ancora in tre parti, per cui per un maggiore chiarimento diamo a seguente tavola schematica:

  • Corpo  =   Corpo fisico – corpo eterico – corpo senziente o astrale
  • Anima =   Anima senziente – anima razionale – anima cosciente
  • Spirito =   Sé spirituale o Manas – spirito Vitale o Budhi – Uomo spirito – o Atma

Volendo questo schema possiamo ridurlo in sette arti costitutivi  dell’uomo, in quanto che, il corpo senziente e l’anima senziente, formano un’unità per il fatto di essere strettamente congiunti tra di loro avendo la stessa sostanza senziente. Così come anche l’anima cosciente e il Sé spirituale formano un’unità, in quanto che sono strettamente uniti tra loro. Per cui avremo che l’uomo è costituito da sette parti di cui:

  • Corpo  = Corpo fisico, corpo eterico, corpo astrale (corpo senziente + anima senziente)
  • Anima = Anima razionale = nella quale l’uomo si riconosce come coscienza dell’io
  • Spirito = Sé superiore (anima cosciente + sé spirituale), spirito Vitale, Uomo spirito

 Per questo possiamo dire che l’anima razionale è quella parte dell’anima umana tramite la quale l’uomo forma attraverso il pensiero, i concetti che accoglie in sé dalle immagini del mondo esterno, in tal modo egli si auto conosce come un essere autonomo e libero, imparando a conoscere la sua natura umana. Fin dal 1543 l’uomo è impegnato allo sviluppo dell’anima cosciente, ossia di quella parte interiore che rappresenta il nucleo dell’essere umano, là dove inizia la manifestazione dell’io, umano, laddove l’uomo può autoriconoscersi quale nucleo dell’anima avente in sé un che di divino cui è ispirato da un essere a lui superiore dal quale è sempre stato guidato in tutte le vicissitudini umane quali azioni karmiche delle vite passate.

Il Paraclito, i grandi Bodhisattva e il Bosatsu dell’Oriente III

Immagine dell’albero della vita

 “Al Cristo, quindi, appartengono i dodici Bodhisattva che devono preparare e continuare ad amplificare ciò che Egli, il Cristo, ha immesso come il più grande impulso nello sviluppo della nostra civiltà. A questo punto riusciamo a vedere i dodici ed in mezzo a loro il tredicesimo. Con questo siamo ascesi alla sfera dei Bodhisattva e penetrati in un cerchio di dodici stelle con il Sole nel mezzo: questo Sole le illumina e riscalda, è la fonte di una vita che esse, a loro volta, devono far fluire sulla Terra”

(Rudolf Steiner, conf. del 25 ottobre 1909).

3.1. I grandi Bodhisattva  I

Se osserviamo la storia umana attraverso la visione che ne danno i diversi chiaroveggenti e i Maestri di saggezza dell’umanità, possiamo dire che l’uomo non è mai stato lasciato solo sulla Terra sin da quando fu per così dire espulso dal “Paradiso terrestre” dal consesso degli Dei, ossia con la “caduta” sul suolo terrestre a causa della tentazione di Lucifero nei confronti dei nostri antenati biblici Adamo ed Eva, cui li aveva istigati alla disubbidienza verso Dio. Per capire meglio il significato di questa immagine paradisiaca, occorre andare molto indietro in un’antica epoca dell’evoluzione cosmica – umana che la Scienza antroposofica chiama “Epoca Lemurica” che Rudolf Steiner nel libro “Dalla cronaca dell’Akasha”, la descrive situata all’incirca a sud dell’Asia, a un dipresso fra Ceylon e il Madagascar, e comprendeva anche l’attuale Asia Meridionale e talune parti dell’Africa. Se fossimo veggenti e andassimo indietro in quel lontano periodo della storia dell’evoluzione umana, troveremmo un uomo non ancora del tutto formato come oggi da un corpo solido, ma avrebbe un corpo ancora molle in grado di essere trasformato dalla forte volontà cui i lemuri secondo le situazioni gravose andavano incontro nell’ambiente igneo della selvaggia terra lemuriana, tanto che Entità superiori molto evolute, potevano compenetrarli fin dentro il loro corpo fisico. Queste Entità superiori appartenevano agli spiriti di Venere, cioè alla gerarchia delle Archai cui scesero sulla Terra (allora non ancora solidificata, per cui dobbiamo immaginarla come una grandissima sfera spirituale astrale che lentamente va solidificandosi) incorporando appunto fin nel corpo fisico uomini maggiormente evoluti per guidare e insegnare a un’umanità completamente infantile, come imparare a vivere in un ambiente  molto ostile e diverso da quello paradisiaco che avevano dovuto lasciarsi alle spalle. L’epoca Lemurica durò per moltissimo tempo, dove il Sole compì due volte il giro dello Zodiaco, così  come possiamo leggere dalle parole del libro suindicato e dove Rudolf Steiner descrive la Lemuria come un continente vulcanico con delle forze distruttive, cui gli uomini dovevano tenere debitamente conto anche se per un certo verso erano utilizzate per i loro scopi di sopravvivenza. Dal libro menzionato apprendiamo che: “I cataclismi, a cui la Terra era ancora soggetta a quell’epoca, si erano alquanto sedati in quella regione; la Lemuria era, infatti, sconvolta da tremende burrasche, non avendo ancora la Terra acquistato, il grado di solidità attuale. La crosta terrestre del pianeta era minata e scossa ovunque da forze vulcaniche che erompevano in piccoli e grandi torrenti. Potenti vulcani esistevano quasi dappertutto in continua attività distruttrice, e gli uomini si abituarono  a tenerne conto in tutte le loro azioni; anzi, utilizzavano quel fuoco nei loro lavori e nei loro ordinamenti: il fuoco naturale serviva loro di base, come oggi il fuoco artificiale serve al lavoro umano. L’attività di quel fuoco vulcanico produsse poi la rovina del continente lemurico (ibidem pag. 55).  

Dobbiamo pensare  che la maggior parte dei lemuri era a un livello pressoché animalesco, per cui le guide scelsero tra loro un gruppo di donne e uomini più evoluti, educando in modo particolare questi ultimi a dominare attraverso esercizi iniziatici le forze di volontà. Difatti attraverso la volontà, i lemuri maschi potevano agire sull’ambiente esterno in modo magico modificando sia il mondo naturale sia i loro arti umani, cui potevano tramite le loro forze magiche allungarli a piacimento o irrigidirli, fare in modo cioè che le loro braccia diventassero dure simili all’acciaio, riuscendo così a sollevare dei pesi enormi in casi di necessità. Alle donne invece, era dato un altro compito che stimolava la vita del pensiero, ossia i Maestri divini insegnavano loro a perfezionare maggiormente la vita rappresentativa curando di memorizzare le immagini esterne naturali. Attraverso questo gruppo umano più evoluto venne formandosi con l’aiuto delle guide umane ispirate appunto dai Maestri divini, la quarta razza radicale atlantica. Nell’Epoca Atlantica vennero scelte sette guide che furono ispirate dai sette Arcangeli guida del nostro sistema planetario, da cui nacquero i sette oracoli di Atlantide, cioè dei misteri iniziatici guidati dalla grande guida solare “Melchisedec” (Noè). Tramite questo misterioso e altissimo iniziato solare che conosciamo come “Manu divino”10 (cui è menzionato per la prima volta nella Bibbia del vecchio Testamento, laddove si presentò ad Abramo come re di pace e sacerdote del Dio Altissimo sumerico “Ēl Elyōn”, offrendogli pane e vino in cambio di una decima del bottino conquistato nella valle dei re presso Gerusalemme), nacque il più importante oracolo del Sole e poi dopo, tramite uomini-guide iniziati, gli oracoli minori quali: «L’oracolo di Giove, Marte, Saturno, Mercurio, Venere e Luna» (vedi “La Scienza Occulta” O.O. 10, pag. 203). Alla fine dell’Epoca Atlantica cui terminò con una catastrofe che nella Bibbia è menzionato come “Diluvio Universale”, il Manu scelse sette tra i suoi discepoli più evoluti (quelli che erano in grado di accogliere i sette corpi eterici appartenuti agli Arcangeli guida dell’epoca Atlantica) e fondò all’inizio della quinta Epoca Postatlantica, l’altissima civiltà spirituale orientale del primo periodo di cultura chiamato Paleo Indiano, dove l’uomo iniziò in modo incosciente a perfezionare il suo corpo eterico.11

La stessa cosa avvenne per il secondo periodo di cultura successivo il Paleo-Persiano, dovefu perfezionato il corpo senziente (astrale)12 e dove il Manu divino iniziò l’antico Zarathustra (circa 7000 anni fa), il fondatore della religione “Persiana”che insegnò al popolo persiano a coltivare la terra e a venerare il Dio solare “Aura Mazdao”; oggi come citato, lo conosciamo come Maestro Gesù.  Egli  come sappiamo, contribuì a preparare l’evento del Golgotha alfine che il Cristo potesse scendere sulla Terra e incarnarsi per tre anni in un esemplare umano molto peculiare e complesso che fu debitamente preparato dalla corrente sacerdotale essena per compiere il grande evento storico che è conosciuto come “il tempo dei tempi”, ossia l’evento del Golgotha, cui terminò col sacrificio della croce quale riscatto e redenzione del peccato originario dell’umanità. Zarathustra a sua volta ebbe due discepoli, di cui uno fu Ermete Trismegisto il fondatore della cultura egizia a cui incorporò una copia del suo corpo astrale, iniziandolo nei misteri dello “Spazio”. L’altro fu Mosè, il fondatore della cultura ebraica a cui incorporò una copia del suo corpo eterico (nella Bibbia è simboleggiato dal fatto che Mosè è messo in un cesto dalla madre sulle rive del Nilo dov’è salvato dalla figlia del Faraone), iniziandolo nei misteri del “Tempo”, così che poté descrivere la storia della creazione e altro … nelle magnifiche immagini del vecchio Testamento. Questi due discepoli ebbero il compito di preparare il terzo periodo di cultura egizio-caldaico-ebraico, dove l’umanità perfezionò l’anima senziente che insieme al corpo senziente, forma ciò che nell’uomo è chiamato corpo astrale, (vedi la nota 11).  Nel quarto periodo di cultura greco-romano, a occidente e a oriente si manifestarono due grandi uomini iniziati che conosciamo come Bodhisattva (vedo la nota 1), di cui uno di nome Orfeo e l’altro di nome Shakyamuni o il Buddha Gautama. Essi furono i grandi preparatori della natura umana superiore, di cui Orfeo con la sua magica lira ricevuta in dono dal Dio Apollo contribuì allo sviluppo dell’anima razionale (vedi la nota 3). Mentre dall’altra il Buddha Gautama che con la sua dottrina morale della compassione e dell’amore, diede l’impulso per lo sviluppo dell’anima cosciente cui l’umanità ha iniziato a sviluppare dal 1413in poi e che terminerà circa nell’anno 3573, quando cioè entrerà nello sviluppo superiore del Sé spirituale.13 Come possiamo vedere da questi eventi, l’uomo si perfeziona e si evolve tramite i suoi arti corporei, animici e spirituali  attraverso i diversi periodi di cultura, cui raggiungerà la massima espressione alla fine dell’epoca o eone terrestre. Perciò   possiamo dire che l’umanità non è mai lasciata sola a sé stessa, ma è sempre stata accompagnata da uomini saggi, da maestri di saggezza che hanno guidato e che ancora oggi guidano l’uomo verso la sua meta divina, senza dei quali l’umanità si perderebbe in uno sfrenato egoismo che finirebbe per autodistruggersi finendo in un abisso di non ritorno.

Sappiamo dalla Scienza dello Spirito che sono sempre attivi sulla terra dei Maestri di saggezza, i quali sono collegati con Maestri di saggezza che operano dal mondo spirituale e che a loro volta, sono in rapporto con dei Bodhisattva Celesti e persino con dei grandi Bodhisattva divini cosmici, (vedi il libro di Sergej O. Prokofieff14 “Rudolf Steiner e i Maestri del cristianesimo moderno” – Widar Edizioni). Questi grandi Bodhisattva sono degli esseri cosmici complessi quali entità soborniche (avatariche), appartenenti alle entità della terza gerarchia attraverso cui operano come messaggeri dello Spirito Santo entro l’ambito della sfera lunare (Luna, Mercurio e Venere), ossia la sede da dove operano le forze degli Angeli, Arcangeli e Archai. Per capire in parte l’aspetto di questi grandi esseri bodhisattvici divini, dobbiamo pensare che ogni singola entità divina e umana del nostro universo è costituita da diversi arti corporei, animici e spirituali, di cui nell’uomo la parte più bassa inizia dal corpo fisico che  è compenetrato  da un corpo eterico, da un corpo astrale, infine da un “Io” umano. Dobbiamo poi distinguere questo Io umano inferiore cioè la nostra Personalità umana dalla nostra Individualità o vero Io che solitamente chiamiamo  Io superiore, che è come dire la vera essenza spirituale superiore dell’uomo, ovverosia l’immagine divina creata dagli Elohim solari e perfezionata da Jehovah nella sfera lunare durante l’Epoca Lemurica (Gn 2,7). Inoltre, entro il nostro Io superiore sono come dire conglobati i germi spirituali della nostra anima divina superiore che saranno sviluppati in stati cosmici o eoni futuri e cioè: Il sé spirituale o Manas, lo spirito vitale o Budhi e l’uomo spirito o Atma” (vedi la nota 13). Occorre però che questi principi superiori siano in parte già sviluppati durante la nostra evoluzione terrestre, dopodiché saranno maggiormente perfezionati quali arti cosmici superiori in evoluzioni cosmiche future che la Scienza antroposofica chiama “Giove, Venere e Vulcano” (vedi nota 8). Pertanto, un iniziato veggente che guardasse nelle diverse dimensioni spirituali, prenderebbe coscienza della natura divina settemplice che anche gli Dei possiedono similmente all’uomo, tramite la quale possono essere presenti nelle diverse dimensioni spirituali da dove operano anche nel mondo umano alfine che l’uomo possa raggiungere la sua meta divina. Egli allora vedrebbe le gerarchie più vicine all’uomo che chiamiamo Angeli che oltre al loro compito planetario terrestre, hanno anche quello di guidare e di proteggere l’uomo dai pericoli che non hanno alcun legame karmico con le azioni negative delle sue vite passate. Vale a dire che ogni uomo nell’ambito del corpo astrale (anima), oltre ad avere un essere angelico luciferico che lo tenta verso un egoismo malefico, ha anche un Angelo, uno spirito buono che lo guida e lo protegge dai pericoli animici e fisici, ispirandolo a compiere il bene che può elevarlo moralmente a uno sviluppo animico-spirituale della coscienza superiore. Il chiaroveggente  vedrebbe allora immaginativamente la natura settemplice degli Angeli costituita da un corpo più basso che mentre nell’uomo è di natura materiale, nell’Angelo è di natura spirituale; egli allora lo vedrebbe costituito da un corpo eterico; un corpo astrale, un Io e un Sé Spirituale” o Manas perfettamente sviluppato; poi altri tre arti superiori non ancora del tutto sviluppati, cioè  lo spirito Vitale o Budhi, l’Uomo spirito o Atma e un altro corpo superiore che saranno sviluppati in stati di coscienza futuri, come menzionato per l’uomo.

Passando poi al rango superiore degli Arcangeli, i quali sono preposti alla guida evolutiva di ogni popolo, vedrebbe la loro natura animica spirituale costituita da un corpo astrale, un Io, un Sé spirituale e uno spirito Vitale perfettamente evoluto; poi anch’essi hanno tre arti spirituali superiori di cui l’Uomo spirito e altri due corpi che perfezioneranno in stati di coscienza futuri. L’indagine chiaroveggente può andare ancora più oltre dove incontra dell’Entità ancor più superiori, ossia la gerarchia delle Archai che hanno il compito di guidare la civiltà umana nell’ambito terrestre il cui arto animico più basso è l’Io; essi hanno poi un Manas, un Budhi e un Atma perfettamente sviluppato e tre arti spirituali superiori che anch’essi svilupperanno in eoni futuri. Volendo maggiormente chiarire l’esistenza di questi grandi Bodhisattva, possiamo andare ancora più oltre là dove lo sguardo chiaroveggente rivela l’esistenza di Entità divine ancor più superiori, vale a dire gli Elohim biblici o Potestà o, Spiriti della Forma secondo la terminologia antroposofica, cui sono le entità creatrici che hanno creato il nostro mondo naturale e che donarono all’uomo durante l’Epoca Lemurica una parte del loro fuoco divino, ovverosia l’Io umano superiore. Rudolf Steiner ci rivela che questi spiriti superiori sono anch’essi costituiti da sette arti animici e spirituali ma di un ordine cosmico superiore planetario, tramite cui riescono ad abbracciare con il loro corpo astrale o Sé spirituale  un intero pianeta del nostro sistema planetario. Per spiegare meglio quest’aspetto spirituale, diciamo che mentre un Arcangelo è in grado di coprire avvolgendo col suo corpo astrale (Manas) come in una nuvola, un popolo della Terra, il corpo astrale o Manas di un Elohim creatore, può coprire e avvolgere tutti gli uomini della Terra. Difatti, dietro ad ogni pianeta del nostro sistema planetario esiste e opera uno Spirito della Forma, uno dei sette Elohim solari, cui anch’essi sono costituiti da sette arti spirituali, i quali iniziano da due corpi, animici di ordine cosmico e cioè il Sé spirituale e lo Spirito Vitale  con i quali operano nel nostro cosmo planetario solare e nei regni della natura terrestre. Mentre con gli altri cinque corpi tra cui l’Uomo Spirito e gli altri quattro arti superiori, operano nell’ambito macrocosmo collaborando con le gerarchie spirituali superiori, allo sviluppo del nostro Sole quale aspetto superiore stellare. Va detto per chi non ha ancora accolto l’Antroposofia, che il nostro Sole ha due aspetti: di cui uno planetario cui operano gli Elohim solari e gli Spiriti del Movimento o Virtù (Dynameis) e uno stellare, cui operano gli Spiriti della Saggezza o Dominazioni (Kyriotetes),  gli Spiriti della Volontà (Troni), gli Spiriti dell’Armonia (Cherubini) e gli Spiriti dell’Amore (Serafini). È naturale che questi concetti possano sembrare alquanto complessi e difficili da assimilare per chi non ha ancora le basi scientifiche – spirituali dell’Antroposofia, e occorre quindi fare uno sforzo maggiore per capire la natura divina dei grandi Bodhisattva. (3.1. Continua)

Collegno  dicembre   2021                                                 Antonio   Coscia

Note   Antroposofiche

10    Il Manu e un essere umano molto evoluto che ha superato di molto l’evoluzione normale, egli lavora in modo cosciente col suo Uomo spirito similmente a come fa un Archai alla trasformazione del suo corpo fisico. In questo lavoro egli è ispirato non solo da un Angelo e un Arcangelo, ma anche da un Archai e la sua coscienza arriva fino agli Esseri della seconda gerarchia. Occorre dire che prima del Cristo il Manu era un essere sovrumano che aveva già compiuto la sua evoluzione umana nel precedente eone terrestre, il quale durante l’inabissamento del continente Atlantide cui nella Bibbia è descritto come “Diluvio Universale”, aiutò l’umanità più evoluta a superare la catastrofe atlantica guidandola verso Oriente fin sulle alture del Tibet, da dove scelse le anime più evolute in modo da dare inizio a una nuova civiltà che chiamiamo Postatlantica. Si trattò del Manu che conosciamo dalla Bibbia  col nome di Noè, il quale iniziò sette discepoli chiamati santi Rishi che diedero inizio a una civiltà spirituale molto evoluta che chiamiamo Paleo-Indiana. Egli iniziò anche Zarathustra, il quale fu il fondatore  della civiltà Paleo-Persiana. Il prossimo Manu sarà un Manu umano che quale discepolo del Cristo, guiderà l’umanità più evoluta (cioè quelli che avranno accolte in loro l’impulso del Cristo) a superare la grande catastrofe della “guerra di tutti contro tutti”, fino ad accompagnarli allo sviluppo della sesta Epoca Postatlantica.

11   Il corpo eterico è il secondo involucro animico spirituale dell’uomo, esso rappresenta la vita attraverso cui viene generata non solo la specie umana ma anche quella vegetale e animale. Guardandolo attraverso la vista spirituale veggente, possiamo vedere che avvolge il corpo fisico del vegetale, animale e umano preservandoli dalla decomposizione e quindi dalla morte.  È costituito da quattro tipi di “forze plasmatrici”, le quali rappresentano un riflesso di quattro eteri cosmici,  costituitosi durante gli stati di coscienza dell’antico Saturno, Sole, Luna e Terra (vedi la nota 8). Di cui su Saturno grazie ai Troni si costituì l’etere di calore, sul Sole dai Kyriotetes  l’etere di Luce, sulla Luna  dalle Dynameis l’etere del suono e sulla Terra dalle Potestà l’etere di vita. L’etere di calore è quello che maggiormente possiamo percepire in noi come calore, il quale ci permette di mantenere integro il corpo fisico avendo in noi sempre la stessa temperatura, che qualora si dovesse alzare o abbassare, sorgerebbe immediatamente  un’anomalia nel corpo umano e quindi una malattia; tutti gli altri eteri per poterli percepire occorre avere la veggenza superiore in quanto come accennato, sono forze plasmatrici cosmiche spirituali. Di questi quattro eteri  furono sottratti all’uomo l’etere del suono e l’etere della vita durante l’Epoca Lemurica, ossia prima della tentazione di Adamo da parte di Lucifero, e gli furono lasciati l’etere di luce e l’etere di calore; saranno restituiti all’uomo quando sarà a uno sviluppo spirituale superiore ossia quando nel futuro accoglierà in sé il suo Io superiore  grazie al quale si unirà all’albero della vita tramite la forza del Cristo. Nel nel terzo capitolo della Genesi è scritto:  «Il Signore Dio disse allora: “Ecco l’uomo è diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell’albero della vita, ne mangi e viva sempre!”» (Gn 3,22)

12    Il corpo astrale è il terzo arto umano dell’uomo, costituitosi durante l’evoluzione dell’antica Luna quale dono delle Virtù creatrici o Spiriti del Movimento. È la parte animica o anima umana dove ha sede la coscienza e dove sorgono le brame, i desideri, le passioni e il dolore umano, la cui causa fu l’oscuramento e la separazione dal mondo divino dovuta alla tentazione luciferica durante l’evoluzione dell’Epoca Lemurica. Il corpo astrale oscurandosi si divise in due parti, di cui una parte superiore luminosa che fu trattenuta dagli Dei dove fecero sgocciolare una parte del loro fuoco divino, cioè l’Io superiore altruista, mentre altri dèi luciferici fecero sgocciolare le loro forze egoistiche nel corpo astrale inferiore, dove  a causa dell’oscuramento andò creandosi un io egoista quale rispecchiamento imperfetto dell’Io superiore. Difatti il nostro io umano, non è il nostro vero Io, ma è solo un riflesso imperfetto dell’Io superiore nel corpo astrale umano. L’Io umano durante l’Epoca Lemurica trasformò in modo incosciente l’uomo inferiore che andava formandosi dopo la caduta dal paradiso sul suolo terrestre, traendo dai corpi dell’uomo l’anima senziente, l’anima razionale e l’anima cosciente, da cui nacque in seguito come una specie di conseguenza karmica un riflesso imperfetto dell’Individualità superiore che è appunto il nostro io inferiore.  L’io umano inferiore ha continuato a perfezionarsi attraverso i periodi di cultura come abbiamo suaccennato, fino a sviluppare la sua coscienza autonoma con lo sviluppo dell’anima razionale terminato nel 1413. Da allora ha iniziato un lavoro spirituale in modo più cosciente allo sviluppo dell’anima cosciente (per adesso solo per pochi, per gli altri è ancora incosciente), attraverso cui egli purificherà una parte del corpo astrale liberandolo con l’aiuto del Cristo, dall’oscurità luciferica e arimanica, trasformandolo in Sé spirituale tramite cui prenderà coscienza della sua origine divina spirituale e congiungendosi alla sua immagine perfetta superiore, dove in modo cosciente si eleveranno a gradi di coscienza cosmici planetari superiori.   

13 L’uomo secondo Rudolf Steiner è costituito da corpo, anima e spirito, di cui a sua volta ogni involucro umano (secondo l’aspetto evolutivo), possiamo dividerlo ancora in tre parti, per cui per un maggiore chiarimento diamo a seguente tavola schematica:

  • Corpo  =   Corpo fisico – corpo eterico – corpo senziente o astrale
  • Anima =   Anima senziente – anima razionale – anima cosciente
  • Spirito =   Sé spirituale o Manas – spirito Vitale o Budhi – Uomo spirito – o Atma

Volendo questo schema possiamo ridurlo in sette arti costitutivi  dell’uomo, in quanto che, il corpo senziente e l’anima senziente, formano un’unità per il fatto di essere strettamente congiunti tra di loro avendo la stessa sostanza senziente. Così come anche l’anima cosciente e il Sé spirituale formano un’unità, in quanto che sono strettamente uniti tra loro. Per cui avremo che l’uomo è costituito da sette parti di cui:

  • Corpo  = Corpo fisico, corpo eterico, corpo astrale (corpo senziente + anima senziente)
  • Anima = Anima razionale = nella quale l’uomo si riconosce come coscienza dell’io
  • Spirito = Sé superiore (anima cosciente + sé spirituale), spirito Vitale, Uomo spirito

 Per questo possiamo dire che l’anima razionale è quella parte dell’anima umana tramite la quale l’uomo forma attraverso il pensiero, i concetti che accoglie in sé dalle immagini del mondo esterno, in tal modo egli si auto conosce come un essere autonomo e libero, imparando a conoscere la sua natura umana. Fin dal 1543 l’uomo è impegnato allo sviluppo dell’anima cosciente, ossia di quella parte interiore che rappresenta il nucleo dell’essere umano, là dove inizia la manifestazione dell’io, umano, laddove l’uomo può autoriconoscersi quale nucleo dell’anima avente in sé un che di divino cui è ispirato da un essere a lui superiore dal quale è sempre stato guidato in tutte le vicissitudini umane quali azioni karmiche delle vite passate.

14 Sergej O. Prokofieff è stato uno dei più importanti allievi e discepoli di Rudolf Steiner, dedicando la maggior parte della sua vita alla divulgazione dell’Antroposofia e del cristianesimo-rosicruciano. Ha approfondito diverse tematiche antroposofiche attraverso la pubblicazione di numerosi libri, tra cui quelli sul mistero del Golgotha, sull’Io umano, su Michele e sull’essere dell’Antroposofia. Nato il 16 gennaio 1954 a Mosca, in Russia, è scomparso il 26 luglio 2014 a Dornach, in Svizzera. Ha studiato pittura e storia dell’arte presso l’Istituto Superiore d’Arte di Mosca e, per molti anni, ha svolto un’intensa attività di scrittore e conferenziere in tutto il mondo. Dalla Pasqua del 2001 è stato membro della Presidenza della Società Antroposofica Universale presso il Goetheanum di Dornach, in Svizzera.

Il Paraclito, i grandi Bodhisattva e il Bosatsu dell’Oriente II

                                ROMA - BASILICA DI S. PIETRO

Io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa

e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa (Mt 16,18).

2.2. Il Paraclito e la redenzione di Lucifero6

Lo Spirito Santo che viene particolarmente menzionato nel vangelo di Giovanni cui egli chiama con diversi nomi quali: “Paraclito, Spirito di Verità e a volte Consolatore”, è lo stesso spirito che il Cristo redense sulla croce del Golgotha, ovverosia il ladrone che stava alla Sua destra, di nome Dismas. Rudolf Steiner nella conferenza tenuta a Berlino il 22 marzo del 1909, col titolo: “Spiriti luciferici, arimanici e asurici”, ci rivela che Lucifero quale spirito cosmico rimasto indietro nell’antica evoluzione solare (quando cioè il Sole era ancora un pianeta), è lo stesso Spirito luciferico risorto a nuova gloria, il nuovo Lucifero redento e quale guida dei dodici “Maestri di saggezza e dell’armonia dei sentimenti”.7 Nella conferenza difatti, egli scrive: «Che Lucifero risorga in una nuova figura e possa ricongiungersi, quale Spirito Santo, col Cristo, questo lo disse il Cristo stesso, ancora come una profezia, a coloro che gli stavano intorno: voi potete essere illuminati dallo spirito nuovo, dallo Spirito Santo! Lo Spirito Santo altro non è che colui grazie al quale anche si comprende che cosa in sostanza il Cristo abbia compiuto … Lo Spirito Santo non è altro che lo spirito luciferico risuscitato e ora assurto a più pura e maggior gloria, lo spirito della conoscenza autonoma, della conoscenza piena di saggezza. Il Cristo stesso profetizzò per gli uomini questo spirito che sarebbe apparso dopo di Lui, e noi dobbiamo proseguire in questo senso la sua azione» (“Antropologia” O.O. 107, Volume II, pag. 123-24).

Rudolf Steiner parla della caduta e della resurrezione di Lucifero anche in altre conferenze, tra cui una pubblicata sulla rivista “Antroposofia” di Gennaio-Febbraio del 1998, dove dice appunto che durante il secondo stato evolutivo di coscienza cosmico dell’antico Sole8, quando cioè il Sole era ancora un pianeta uguale agli altri del nostro sistema planetario, Lucifero e il Cristo erano come fratelli, di cui uno era reggente di Venere e l’altro era reggente del Sole. Qui, egli spiega che Lucifero era un essere splendente quasi come il Cristo ma avente in sé uno smisurato orgoglio, cui si ribellò alla “Parola cosmica” proveniente dai dodici iniziatori cosmici di là dello Zodiaco, dietro di cui operano delle reali Entità divine universali oltre il tempo e lo Spazio, al di sopra del bene e del male. A pagina 10 della conferenza menzionata, Rudolf Steiner scrive:

«Fu così che, mentre il Cristo accoglieva in sé la parola cosmica proveniente dalle dodici direzioni dell’Universo elevandosi fino a diventare “Stella” e guida di tutto il sistema solare, Lucifero al contrario, a causa del suo smisurato orgoglio respinse la parola cosmica, perché voleva comprendere tutto con la sua orgogliosa figura di luce di così splendida bellezza, cadendo per questo sempre più in basso e perdendo la sovranità di Venere. Egli andò sempre più perdendo la sovranità e con essa il regno di Venere e con tutta la sua luce divenne un re senza trono e il pianeta Venere da allora in poi, dovette fare a meno di un vero sovrano e non poté che percorrere un’evoluzione discendente» (ibidem).

Cosicché avvenne che la via ascendente del Cristo andò sempre più separandosi da quella discendente di Lucifero, fino a che durante il seguente stato evolutivo di coscienza cosmico chiamato antica Luna, egli divenne oppositore del Cristo; mentre il Sole andò elevandosi sempre più divenendo il centro del nostro sistema planetario. Soltanto durante il nostro quarto stato evolutivo di coscienza cosmico-planetario o eone terrestre, Lucifero trovò la sua redenzione nel quarto periodo di cultura greco-romano della nostra quinta Epoca Postatlantica, (vedi la nota 2 dell’articolo precedente), cioè durante l’evento del Golgotha, quando il Cristo con estremo sacrificio discese da mondi elevatissimi per congiungersi attraverso l’uomo di Nazareth con tutta l’umanità e con la stessa sfera spirituale terrestre, divenendo per questo lo “Spirito della Terra”. Fu durante il sacrificio della morte e resurrezione sulla croce sul Golgotha, laddove Rudolf Steiner spiega in alcune conferenze sul cristianesimo che Egli perdonò il malfattore crocefisso alla sua destra rappresentato da Lucifero, giacché aveva terminato la sua missione terrestre come sovrano destituito di Venere. Ma non poté perdonare il ladrone crocefisso alla Sua destra che rappresentava Arimane da cui viene deriso, giacché la sua missione nel nostro eone terrestre non è ancora finita, perché l’uomo ha ancora bisogno di lui per vivere in questo mondo in cui dominano le forze fisiche quale espressione di questo spirito dell’ostacolo; per cui potrà essere redento dall’uomo solo nel prossimo quinto stato evolutivo di coscienza cosmico chiamato “Giove” (vedi nota 8). Infine nel libro “L’Oriente alla luce dell’Occidente” O.O. 113, Rudolf Steiner menziona Lucifero che è reintegrato nell’ambito della sfera solare divenendo un Dio cosmico al posto del Cristo, che avendo lasciato la sfera del Sole diviene Spirito della Terra, laddove appunto egli scrive: «Cristo e Lucifero procedevano in tempi antichi l’uno affianco dell’altro, l’uno come Dio cosmico, l’altro come divinità interiore all’uomo; si poteva trovare il primo per modo di dire nelle regioni superne, l’altro in quelle infere. Dobbiamo registrare un totale capovolgimento … Nel corso dell’evoluzione: da Dio cosmico, il Cristo si è fatto Dio terrestre che diventa l’Anima della Terra … Da entità interiore dell’uomo (Diòniso) e puramente terrestre, qual era stato cercato nei misteri dei mondi inferi … Lucifero da dio terrestre si è fatto Dio cosmico (pag.123, Ibidem).

Certo qui non va confuso la redenzione di Lucifero quale essere santificato appartenente alla seconda gerarchia divina spirituale cui è stato reintegrato come un Dio cosmico solare, con la vera Entità superiore dello Spirito Santo appartenente al terzo aspetto della Trinità divina universale. Non dobbiamo nemmeno confonderlo con il Lucifero che agisce come tentatore nell’anima umana, poiché costui appartiene alla gerarchia inferiore umana-angelica rimasta indietro durante l’evoluzione sull’antica Luna, cui toccherà all’uomo nel nostro periodo dell’anima cosciente reintegrarlo nel mondo angelico con l’aiuto dell’Impulso del Cristo. Il Cristo redense il Signore di Venere, ossia un’entità che apparteneva ai sette Spiriti della Saggezza che operarono durante l’evoluzione dell’antico Sole, dove Lucifero era il reggente del pianeta Venere e a causa del suo orgoglio cominciò a restare indietro, divenendo spirito dell’ostacolo nel seguente stato evolutivo dell’antica Luna. Oggi, come riferito da Rudolf Steiner, dobbiamo considerare questo spirito luciferico come lo Spirito nuovo da cui proviene la nuova saggezza solare, per cui fa di lui l’inviato del vero impulso solare proveniente dallo Spirito Santo. Egli è la guida dei dodici “Maestri di saggezza e dell’armonia dei sentimenti”, ossia dei Bodhisattva umani cui fanno parte della “Loggia Bianca” cui sei di loro sono sempre presenti nel mondo fisico terrestre, tramite cui Lucifero opera nella sua nuova figura di luce e di saggezza quale mediatore dello Spirito Santo e precursore della luce del Cristo, il quale però è il vero Spirito della Luce: “Christus verus Lucifer”.

Il Cristo oltre all’annuncio del Paraclito, diede a Pietro e Giovanni due compiti o se vogliamo due vie (Gv 21), di cui a Pietro chiese per tre volte di prendersi cura degli “agnelli e pecorelle”, ossia di quelle anime che possiamo dividere in tre classi o tre atteggiamenti animici diversi, cioè:

  • Quelli che maggiormente si sacrificano per gli altri, ossia gli “agnelli” che imitano il Cristo nel sacrificare la propria vita fino al sacrificio supremo della croce del Golgotha.
  • Altri che sono tra quelli più maturi, cioè le pecorelle cui hanno il compito di “pastori”, vale a dire i Padri della Chiesa, e tutti quelli che fanno parte del vertice del potere religioso. (Qui va detto che la vera Chiesa intesa dal Cristo è quella che opera dai mondi superiori quale comunità spirituale cristiana diretta dal Maestro Gesù, cui fanno parte tutti quelli che percorrono il cammino esoterico mistico-cristiano e che non prevarranno mai le forze arimaniche o mefistofeliche. La chiesa cattolica invece, non è altro che un riflesso imperfetto sul piano fisico discostatasi nell’arco dei secoli dai valori e principi morali del vero cristianesimo delle origini).
  • Infine, quelli, più semplici che seguono i pastori, quelli cioè che accolgono il cristianesimo con venerazione e devozione attraverso il sentire o via del cuore. Anche tra queste anime, se hanno vissuto il cristianesimo con vera abnegazione e devozione, faranno parte dopo la morte della vera Chiesa spirituale del Cristo.

La via di Giovanni invece, è una via esoterica che nasce con il miracolo di Lazzaro a Betania, una località della Giudea dove il Cristo compie l’ultimo atto iniziatico che avveniva di nascosto nel “Tempio” tramite il sacerdote Ierofante, cui Egli si sostituisce col miracolo della morte e resurrezione di Lazzaro compiuto all’aperto di fronte ad alcune persone cui era precluso conoscere l’iniziazione della morte mistica, che avveniva di nascosto nel Tempio. Il Cristo diventa così colpevole del tradimento dei misteri ebraici mosaici e per questo è messo a morte dai sacerdoti ebrei tramite la legge romana. Lazzaro dopo l’iniziazione diviene Giovanni il discepolo amato dal Cristo Gesù, cui è l’unico discepolo presente insieme alle tre Marie sotto la croce del Golgotha dove fu crocefisso il Cristo Gesù. Qui egli riceve il compito di prendersi cura della madre, ossia della “Saggezza spirituale” che Maria, la madre di Gesù di Nazareth rappresentava in quel momento una prima incorporazione sul piano fisico di uno degli arti della divina Sofia9, la quale si manifesta oggi nel nostro quinto periodo di cultura attraverso la Scienza dello Spirito come “Antroposofia”, alfine sia preparato il sesto periodo di cultura, dove saranno rivelati i misteri di Maria – Sofia. Con questo il Cristo enunciò tre vie di conoscenza, tramite le quali ognuno può percorrere secondo il suo grado evolutivo, di cui: “La via del pensare o di Giovanni”, la via del cuore o del sentire di Pietro e la via del volere o dei Bodhisattva (Paraclito) quale via del servizio agli altri, (vedi la corrente di Mani (216-277 d.C.) o del Bosatsu dell’Oriente Kotama Okada (1901-1973), cui ne parleremo più avanti). Queste tre vie in origine unite furono aspramente contrastate e alcune sterminate dal potere della chiesa romana, (vedi i manichei, catari, templari, ecc.) che ancora oggi è ritenuto eretico tutto ciò che non comprende o si manifesta quale nuovo spirito pentecostale, puntando l’indice contro di quello che non si accorda col suo pensiero fideistico e dogmatico irrigiditosi in un cristianesimo intollerante medievale. Anche gli scritti di Rudolf Steiner furono contrastati aspramente dalla curia romana e in modo particolare dai gesuiti, i quali condussero una vera campagna diffamatoria contro di lui bollando di eresia la lettura dei testi antroposofici, facendo sì che le anime non possano emanciparsi e restino sottomesse al potere ecclesiastico in modo da essere manovrate secondo fini egoistici. Ciò fa sì che le anime umane restino assoggettate a un pensiero religioso desueto, ormai superato e quindi luciferico perché non si è adeguato a una nuova forma di comunicazione spirituale, più consona ai tempi moderni. La Chiesa non ha più ricevuto da diversi secoli una nuova rivelazione dal mondo spirituale che possa elevare gli uomini alla giusta comprensione del Cristo e quale conseguenza della loro ottusaggine, continuano a contestare e a non comprendere la vera essenza spirituale delle parole che il Cristo rivolse ai discepoli, cioè:

«Quando verrà il Consolatore che io vi manderò dal Padre, lo Spirito di verità che procede dal Padre, egli mi renderà testimonianza»; (Gv 15,26).

I Consolatori, gli spiriti della verità sono venuti come promesso dal Cristo, di cui uno nel terzo secolo un predicatore iraniano conosciuto col nome di Mani (216-277 d.C.) e l’altro, il Bodhisattva Maitreya che incorporatosi nel secolo XX nel corpo astrale di uno dei più grandi iniziati cristiani di nome Rudolf Steiner, il fondatore dell’Antroposofia, poté ispirare la sua dottrina. Il Bodhisattva Maitreya ispirò il fondatore dell’Antroposofia che diversamente dagli altri uomini cui erano scelti e che lasciavano momentaneamente per alcuni anni o per sempre il loro involucro corporeo-animico al Bodhisattva, non lasciò mai il suo corpo fisico, eterico e astrale, essendo sempre presente con la sua coscienza dell’io nel mondo terreno. L’incorporazione da parte del Bodhisattva Maitreya nel suo corpo astrale avvenne in modo diverso; egli non perse mai la sua lucidità spirituale veggente, né la sua coscienza dell’io fu smorzata dalla potenza dell’Io bodhisattvico. Nella sua anima vivevano ed erano simultaneamente presenti l’Io del Maitreya e l’Io superiore di Rudolf Steiner che, come Personalità umana terrena, egli si offriva al Bodhisattva con sommo sacrificio cosciente. Questo essere stato desto nei riguardi del Bodhisattva Maitreya, gli permise (anche per aver in precedenza incontrato spiritualmente il Cristo) di rinnovare il cristianesimo originario come nuova via cristiana-rosicruciana, cui ognuno può accogliere nel proprio cuore e sperimentare attraverso lo studio della Scienza dello Spirito, la conoscenza del mistero del Golgotha e i misteri futuri del cristianesimo. Ma la teologia cattolica o dovremmo piuttosto dire i gesuiti, i quali non solo non accolsero questa terza rivelazione cristiana-rosicruciana, (la prima fu quella del Padre attraverso Mosè, la seconda fu quella del Figlio tramite Gesù di Nazareth e la terza dello Spirito Santo, tramite Rudolf Steiner), ma la ritennero e dichiararono eretica. Come del resto ogni volta in cui la Chiesa romana si è trovata di fronte nell’arco dei secoli, quelle correnti spirituali cristiane verso le quali ha sempre prevalso il suo pregiudizio religioso, non riuscendo mai ad aprirsi e ad accogliere con la sana ragione impulsi spirituali diversi provenienti dal mondo dello spirito. Per giustificare l’incomprensione di un intelletto ottuso, incapace di afferrare i doni dello spirito ha sempre dichiarato eretico qualsiasi insegnamento che non si accordasse con la sua dottrina, maledicendo con anatema e persecuzioni e…altro, tutti quelli che non si sottomettevano al loro potere ecclesiastico.

Possiamo rilevare tutto questo già nei primi tempi del cristianesimo originario, dove uno dei più grandi teologi e filosofi cristiani di nome Origene (185-254), fu oggetto di scomunica ed eresia da parte di Demetrio (?… -231) vescovo di Alessandria d’Egitto e in seguito, fu perseguitato e torturato dall’imperatore romano Decio (201-251) che ne determinò la morte per le sofferenze subite, pochi anni dopo. Più tardi nel 553 la credenza nella reincarnazione o ensomatosi come definita da Origene, venne abolita dall’imperatore Giustiniano e dalla maggior parte dei vescovi orientali nel secondo concilio di Costantinopoli, senza l’approvazione del papa Vigilio (?…-555). Questo fece sì che il cristianesimo pietrino deviasse sempre più attraverso i secoli dai sani principi cristiani originari divenendo  per questo una dottrina spirituale gerarchica burocratizzata al cui vertice è posto il sommo pontefice o vescovo di Roma, cioè il Papa, il successore dell’apostolo Pietro, il cui giudizio quando parla ex cathedra (ossia quando parla come dottore e pastore universale della chiesa pietrina) è ritenuto infallibile, perché si ritiene ispirato dallo Spirito Santo. Occorre dire che nessun uomo per quanto sia evoluto può essere infallibile in un mondo imperfetto dove la verità non può che essere relativa e che non può essere data come un dogma assoluto per fini di potere, giacché la verità è divina e non può che essere conquistata su di un piano spirituale veggente superiore. Il Cristo stesso affermò questo concetto con le parole  rivolte ai Giudei che credevano in Lui, ossia: «Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi» (Gv 8,31); e più avanti, quando sentì che  l’ora della morte era ormai vicina, rivolgendosi ai suoi discepoli durante il commiato disse: «Io sono la via, la verità e la vita, nessuno viene al Padre se non per mezzo di me”» (Gv 14,6). Non si può certo dire che la Chiesa di Roma sia rimasta fedeleagli insegnamenti del Cristo durante i venti secoli dopo l’evento del Golgotha! Basta leggere soltanto la cronistoria recente che ha coinvolto parecchi vescovi, sacerdoti, suore e persino alcuni papi nel passato, di abuso sessuale di pedofilia sui minori, ecc. Oggi più che mai abbiamo bisogno di un rinnovamento religioso moderno, di un impulso cristiano verace che aiuti le anime a elevarsi e a unirsi allo Spirito universale del Cristo; a quel spirito divino cosmico che come annunciata dalla Scienza dello Spirito o antroposofia è presente in “Veste eterica” vicino alla Terra quale promessa della Sua seconda venuta sul piano astrale secondo la promessa  fatta agli apostoli e menzionata nel vangelo di Matteo, in cui il Cristo sarebbe un giorno apparso “sulle nuvole del cielo” (Mt 24,30), ossia in veste eterica nel mondo astrale adiacente alla Terra.

Occorre prendere consapevolezza che la vera essenza del cristianesimo va di là di ogni filosofia, giacché il vero cristianesimo è in sé un impulso di amore potente che non potrà mai essere vinto né distrutto da nessuna forza del male; può essere contrastato ma non fermato, giacché è costituito della più pura essenza del nostro cosmo, cioè dall’amore cosmico divino del Cristo. E chi aspira a essere un degno seguace del Cristo, non dovrebbe mai atteggiarsi verso gli altri con impulsi intolleranti e settari che tendano a separare e isolarsi dal resto del mondo, ma al contrario che sappia agire con buon senso e consapevolezza in ogni dove c’è mancanza d’amore. Così facendo l’uomo si prepara a divenire un degno discepolo del Cristo e un collaboratore cosciente con gli impulsi divini  degli Dei, alfine che venga preparata una comunità spirituale futura micheliana. Questo può essere conseguito soltanto con la conoscenza spirituale che i Maestri di saggezza, i Bodhisattva, fanno affluire in ogni secolo tramite uomini maturi che incorporano sulla Terra, quando questi raggiungono l’età di 33 anni. I Bodhisattva sono i maestri di saggezza e dell’armonia dei sentimenti che sono sempre presenti nell’ambito dell’evoluzione umana fin da quando l’uomo lasciò il mondo spirituale (il “paradiso terrestre”) a causa della tentazione luciferina che causò la sua cacciata dal consesso divino, con la famosa caduta sul piano fisico. (2.2. continua)

Collegno,  dicembre 2021                     Antonio   Coscia

Note  Antroposofiche

6     Il termine Lucifero significa «portatore di luce» (“lux”= luce, “ferre”= portare). Lucifero non è soltanto ciò che viene rappresentato dalla Chiesa cattolica come essere del male, cioè il Demonio, ma nasconde in sé diversi aspetti, uno di questi è quello di volgersi sempre indietro verso ciò che è stato, ossia il passato. È un’ Entità cosmica spirituale appartenente a ogni singola gerarchia che si contrappone alla giusta evoluzione degli Dei del progresso; egli è la forza che ostacola ciò che vuole progredire, dandogli però quell’impulso libero individuale, che vuole esimersi dall’essere un semplice specchio divino, Secondo la Scienza antroposofica, ogni evoluzione lascia dietro di sé degli esseri spirituali che non maturano, non  si perfezionano, restando a stadi inferiori di coscienza, diventando in tal modo forze inibitrici che ostacolano chi voglia proseguire a stadi più alti di perfezione. Quest’aspetto si può vedere anche come un sacrificio che alcune Entità spirituali sono come dire comandate dall’alto a contrastare l’evoluzione cosmica, alfine che altre Entità possano rafforzarsi e realizzare la loro meta con forze maggiori di quelle che non avrebbero potuto realizzare senza i loro fratelli ostacolatori. Fu così che uno di questi esseri appartenenti alla gerarchia degli Spiriti della Saggezza ossia Lucifero, restò indietro sull’antico Sole divenendo spirito dell’ostacolo sull’antica Luna in modo da dare all’evoluzione umana terrestre le giuste forze per lo sviluppo dell’autocoscienza autonoma e libera. Anche altri esseri tra cui Archai, Arcangeli e Angeli, durante la loro evoluzione umana sugli antichi tre stati di coscienza passati sono rimasti indietro e agiscono oggi nell’evoluzione terrestre come Asuras (spiriti del male), esseri arimanici (spiriti mefistofelici), ed esseri luciferici (spiriti demoniaci).  Queste tre  gerarchie super-umane  dell’ostacolo e del male agiscono come forze inibitrici sia nell’ambito sociale che nella natura umana, cui l’uomo deve imparare a riconoscerle e superarle e in un certo qual modo, alla fine redimerle con l’aiuto del Cristo; tra questi ultimi, è l’essere angelico luciferico che l’uomo deve ora redimere in sé,  (spunti elaborati da una conferenza di Rudolf Steiner tenuta  a Berlino il 22 febbraio 1906, da O.O. n. 54).

7   I Maestri di saggezza e dell’armonia dei sentimenti, sono una cerchia di uomini evoluti che hanno già superato di molto l’evoluzione normale umana appartenenti a diverse classi dei dodici Bodhisattva della loggia Bianca terrestre che quali servitori del Cristo, operano costantemente per il bene dell’umanità, di cui sei dal mondo spirituale e sei sono sempre presente nel mondo fisico. Essi, al contrario di altri Bodhisattva umani che diventando Buddha non s’incarnano più nel mondo fisico, seguono il Cristo fino agli adempimenti dei tempi dell’eone terrestre.

8   L’evoluzione umana secondo la Scienza dello Spirito o antroposofia, si svolge attraverso sette “Stati di Coscienza Cosmici” o “Eoni Cosmici” che sono chiamati: “Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano”. La Terra dopo aver attraversato i tre stati cosmici antichi, ossia Saturno, Sole e Luna, adesso è al suo quarto stato di coscienza dove l’uomo dopo aver ricevuto l’Io umano nell’Epoca Lemurica quale dono degli Spiriti della Forma o Elohim, è nello sviluppo del quarto stato di coscienza di veglia. Dobbiamo pertanto collocare l’antico Sole nel secondo stato di coscienza cosmico, ossia tre incarnazioni antiche della nostra Terra dove appunto gli Spiriti della Saggezza o Kyriotetes, donarono il loro corpo eterico che si aggiunse al corpo di calore di Saturno quale dono dei Troni o Spiriti della Volontà. Durante questo stato di coscienza solare fu creata la prima monade umana grazie al dono dei Troni e dei Cherubini, e dove nacque la Divina Sofia. (Per un maggior approfondimento vedi “La Scienza occulta” – Ed. Antroposofica Milano).

9  La divina Sofia o Sapienza divina, è molto spesso confusa con lo Spirito Santo. In realtà appartengono a due rami gerarchici diversi, cui lo Spirito Santo è parte del terzo aspetto della Trinità Divina Universale che si manifesta nell’ambito della terza  gerarchia, ossia le Archai, gli Arcangeli e gli Angeli, cui rappresentano i suoi messaggeri e arci messaggeri che operano nell’ambito della natura umana. La Divina Sofia invece, è un Entità composito, la quale è mediatrice dello Spirito Santo, dal quale accoglie la Sapienza divina e la manifesta nell’ambito del mondo delle gerarchie che vanno dagli Spiriti della Saggezza fino al mondo umano, attraverso appunto i suoi messaggeri divini della terza gerarchia e agli  Iniziati  o uomini più evoluti chiamati anche  Bodhisattva. Essa nacque durante l’antico stato di coscienza cosmico dell’antico Sole come Essere composito formato da più esseri gerarchici divini spirituali che vanno dai Kyriotetes, Dynameis, Potestà, Archai e  Arcangeli. Durante l’evoluzione del terzo stato di coscienza cosmico che abbiamo chiamato “Luna” (vedi la nota 8), si aggiunse la gerarchia degli Angeli e nel quarto stato di coscienza cosmico del nostro eone Terra, si aggiungerà  alla fine dell’evoluzione terrestre  l’essere “Anthropos-Sofia”, quale arto settemplice della decima gerarchia umana. Cosicché possiamo dire che quest’Essere è un’Entità avatarica composita settemplice, costituitasi sull’antico Sole ed è formata dall’insieme di tutte le gerarchie che va dagli uomini  fino agli Spiriti della Saggezza (Kyriotetes).  E come l’uomo anela alla sua trinità superiore spirituale, ossia al Manas, Budhi e Atma, anche quest’Essere anela alla gerarchia superiore, cioè i Troni, i Cherubini e i Serafini. Quest’Essere fu conosciuto nel mondo egizio come la divina Iside, nel mondo greco come Iside – Sofia, e nell’esoterismo cristiano come Iside – Maria; occorre però dire che nel mondo spirituale essa non esiste come essere femminile, in quanto che nel mondo spirituale non esiste la differenziazione dei sessi in maschio e femmina, giacché tutte le divinità sono esseri androgini asessuati. Nel 5° sigillo apocalittico è rappresentata l’immagine della Sofia cosmica come appare a Giovanni nella sua visione spirituale e, come fu rappresentata da Rudolf Steiner nei sette sigilli apocalittici, nella forma immaginativa androgina dalla quale emana dal suo ventre (dal plesso solare) un Sole splendente di luce. Come sappiamo dagli insegnamenti antroposofici, ogni gerarchia spirituale è collegata con una costellazione dello Zodiaco da cui riceve le forze cosmiche  che fanno poi affluire nel nostro sistema solare e che appunto gli Spiriti della Saggezza, sono collegati con la Costellazione della Vergine che rappresenta nel nostro cosmo l’arto superiore della divina Sofia, cioè l’Uomo Spirito; il segno della Vergine nell’uomo, è rappresentato dall’organo del Plesso solare.  In merito Rudolf Steiner  disse: «Da questa immagine possiamo riconoscere che nella lotta contro la magia nera, l’unione dell’umanità con la Celeste Sofia sarà di decisiva importanza. E a questo punto consideriamo che nell’Antroposofia è dato all’umanità un cammino che vuole introdurla a un risveglio spirituale alfine di  collegarla con la sfera cosmica della Sofia; cosicché potremo comprendere che nel nostro tempo, la miglior protezione contro la magia nera (e in generale contro il male) è data soltanto dall’Essere “Antropos-Sofia”. Infatti, l’uomo viene protetto dal male soltanto approfondendosi nella vita spirituale del bene»(O.O. 273, 28.9.1918). Il contenuto spirituale del simbolo del quinto sigillo appartiene ai migliori mezzi occulti per proteggersi dagli influssi della magia nera” (vedi libri di Sergej O. Prokofieff, “E la Terra diviene Sole” pag, 303-305 e la “Celeste Sofia e l’Essere Antroposofia”.

Il Paraclito, i grandi Bodhisattva e il Bosatsu dell’Oriente I

Pietro e Giovanni che corrono al sepolcro la mattina di Pasqua – Eugène Burnand

“ Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando però verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve lo annunzierà. Tutto quello che il Padre possiede, è mio; per questo ho detto che prenderà del mio e ve lo annunzierà (Gv 16, 12-15).

1.1. Il Paraclito e la nuova Pentecoste

Gli ultimi giorni prima della domenica della Pasqua ebraica il Cristo iniziò nei suoi commenti della Sua imminente morte a parlare del Consolatore o dello Spirito di Verità che il “Padre” avrebbe mandato dopo la Sua dipartita da questo mondo. Egli inizia a parlarne e a prepararli in tre momenti diversi cui è riportato nel vangelo di Giovanni, cioè nei paragrafi 14,15-25; 15, 26 e 16, col titolo “La venuta del Paraclito”. Nel paragrafo 16, Egli è più esplicito citandolo per due volte, ove spiega ai discepoli della Sua imminente dipartita e la promessa di mandare loro il Paraclito attraverso il quale sapranno la “Verità” sul Cristo, in quanto non sono ancora maturi per comprenderla: «Ora io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; ma quando me ne sarò andato, ve lo manderò … Verrà lo Spirito di verità, ed egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future» (Gv 16,7-13). Con queste parole il Cristo annunciava ai discepoli l’arrivo del “Paraclito o Consolatore” che secondo l’interpretazione della Scienza dello Spirito o antroposofia, ci porta alla concezione orientale della dottrina dei Bodhisattva1, i quali sono gli “inviati” dello Spirito Santo che hanno il compito d’istruire l’umanità alfine possa comprendere sempre più l’essenza divina dell’Io Sono del Cristo. In Giappone sono conosciuti come “Bosatsu” dalla corrente buddhista, i quali attendono l’arrivo del Bodhisattva Miroku (si tratta del Bodhisattva Maitreya cui ne parleremo più avanti), una specie di Messia giapponese che sarà il nuovo Buddha che restaurerà una nuova era e sviluppo del buddhismo.  Grazie a questa corrente dei Bodhisattva l’umanità può rafforzare ed elevare la sua coscienza dell’io fino a realizzare in sé l’autocoscienza individuale autonoma e libera. Attraverso questo impulso bodhisattvico proveniente dall’oriente quale corrente del Sé spirituale, ogni uomo può lavorare moralmente e spiritualmente su se stesso trasformando i suoi arti inferiori perituri in arti divini superiori imperituri, realizzando così l’eternità dell’anima che gli consentirà alla fine di ri-congiungersi con la sua immagine divina o Io superiore. Oltre a questa corrente graalica del Sé spirituale proveniente dall’est, esistono nel mondo altre tre correnti importanti provenienti da tre direzioni diverse della Terra, ossia: “La corrente dello Spirito Vitale proveniente da occidente (di cui facevano parte i cavalieri del re Artù), la corrente dell’Uomo Spirito proveniente dai misteri del sud e infine, la corrente dell’Io proveniente dai misteri del nord” (vedi Bernard C.J. Lievegoed, “Le correnti di misteri in Europa e i nuovi misteri”).

Queste quattro correnti come vedremo più avanti, confluiranno nella corrente antroposofica insieme alla corrente cristiana e rosicruciana che nel dicembre del 1923, insieme alla presenza spirituale di Kristian Rosenkreutz e il Maestro Gesù, Rudolf Steiner unisce con la “Posa della Pietra di Fondazione” durante la nascita della Società Antroposofica Universale di Dornach in Svizzera.  Il Cristo in alcuni momenti cui era solo con i discepoli, cercava d’istruirli facendo loro conoscere la Sua natura divina più profonda, ma la maggior parte di essi non era in grado di comprenderlo, così come i Suoi insegnamenti non sempre erano compresi quando spiegava loro il significato delle parabole insegnate al popolo ebraico, cui a volte, restava amareggiato per la loro incomprensione. I discepoli difatti avevano difficoltà nel capire l’insegnamento che il Cristo spiegava loro in concetti ciò che al popolo esprimeva in parabole tramite immagini allegoriche che gli apostoli dovevano poi in disparte, sforzarsi di concettualizzarle in modo da risvegliare in loro la coscienza dell’Io autonomo individuale. Ciò affinché potessero staccarsi dall’anima di gruppo abramitica, in modo da conoscere attraverso il Cristo, il vero Padre Celeste solare esistente oltre la sfera del Dio lunare di popolo Jehovah. Il nome Jehovah, infatti, è una falsa ibrida forma che sostituiva il tetragramma sacro impronunciabile “YHWH” del nome divino che il popolo sostituì con Adonai (Signore) ed Elohim (gli Dei) e che nei secoli successivi i biblisti tradussero con Jahvè (Colui che è), infine nel XIX secolo perse ogni valore semantico col nome “Geova”. Per questo il singolo individuo ebreo sentiva maggiormente l’unione col Padre Abramo, il capostipite della stirpe ebraica con il quale si sentiva tutt’uno. Egli non sentiva in sé la natura spirituale individuale come la percepiamo in noi oggi come singola personalità umana, ma sentiva la sua protezione in seno all’anima collettiva del popolo, la cui discendenza risaliva appunto fino ad Abramo.

Erano per questo uomini d’istinto, ancora immersi nell’anima senziente, non pensavano affatto come facciamo noi oggi attraverso il pensare individuale cosciente come quando vogliamo comprendere un concetto filosofico. Essi comprendevano attraverso un pensare immaginifico cui non erano in grado di afferrare la saggezza spirituale intellettualmente, perciò il Cristo Gesù usava parlare loro tramite immagini allegoriche giacché il loro modo di pensare, era ancora poco evoluto rispetto alla cultura greco-romana o pagana, cui era più avanzata. L’Altissimo Dio solare non era venuto per unire il popolo ebraico o liberarlo dal giogo romano, era venuto per separare, per frammentare appunto l’anima di gruppo ebraica alfine potesse accogliere in sé l’elemento individuale divino, cioè l’impulso spirituale dell’Io Sono, che più tardi li avrebbe liberati dall’autorità della legge mosaica e che li avrebbe trasformati nell’aprirsi con amore e col perdono a una nuova comunità universale, grazie all’evento del Golgotha. Per questo durante il Suo commiato annunciò loro la venuta dello Spirito di verità, ovverosia del Paraclito o Bodhisattva proveniente dalla comunità dello Spirito Santo che avrebbe spiegato e fatto comprendere chi Egli fosse; lo stesso Spirito che nel giorno della Pentecoste ebraica si manifestò agli apostoli come lingua di fuoco che scese sul loro capo adombrandoli con il Sé Spirituale o Manas. Il Cristo scelse di proposito due feste particolarmente importanti del popolo ebraico, ossia la Pasqua e la Pentecoste, di cui la prima rappresentava l’uscita dalla schiavitù egiziana attraverso il passaggio del mar Rosso che costò al popolo ebraico il pellegrinaggio di quarant’anni nel deserto del Sinai prima di arrivare alla terra promessa. La Pentecoste simboleggiava invece il giorno in cui il Dio lunare Jahvè o Jehovah, aveva dato a Mosè sul monte Horeb o Sinai, le tavole della legge o la “Torah” biblica dopo i cinquanta giorni cui li aveva liberati dalla schiavitù del faraone Thutmose I. Col tempo la Pentecoste divenne la festa della mietitura e durava appunto sette settimane dopo la Pasqua ebraica, in cui si offrivano al Tempio le “primizie” di ogni tipo di raccolto. Egli volle rinnovare la Pentecoste ebraica che rappresentava ormai piuttosto un rituale esteriore decadente inerente ai soli beni materiali, che pensava solo più a rimpinzare le casse dei sacerdoti farisei adoratori di divinità luciferiche e arimaniche, giacché la “bat kol” la voce divina era ormai diventata muta e da molto tempo ormai non ispirava più i profeti ebraici. Anche l’Arcangelo Michele difatti, quale volto del Dio lunare Jahvè, aveva terminato il compito di guidare e proteggere il popolo ebraico, perché il Dio solare l’Io Sono l’Io Sono che aveva da sempre ispirato dal Sole il Dio lunare Jehovah, si apprestava a scendere sulla Terra e attraversare come uomo l’evento della morte umana. Intanto l’Arcangelo Michele si preparava a salire al rango superiore di Archai o Spirito della Personalità; ciò sarebbe accaduto durante la sua reggenza nel quinto periodo di cultura2 dell’anima cosciente3, cioè nel 1879, un decennio prima della fine dell’epoca oscura del kali yuga4 (3101 a.C. – 1899) e dell’entrata nell’epoca luminosa del Dvapara Yuga (Epoca del Bronzo 1899-6899). Vale a dire che Egli si apprestava a diventare uno Spirito del Tempo o Archai e nello stesso tempo, quale reggente del periodo cosmico che va dal 1879 al 2233 circa, per diventare nella nostra epoca il volto del Dio solare, il volto del Cristo.

Per meglio comprendere quest’aspetto micheliano diciamo che Michele nel XIX secolo da spirito notturno lunare quale volto di Jehovah (Adonai o Geova), è divenuto spirito diurno solare quale volto del Cristo. Pertanto essendo il Cristo quale sostanza di puro amore, di conseguenza Michele non opera più nel capo o attraverso l’intelligenza umana, ma opera attraverso il cuore, là dove ispira l’uomo ad accogliere con amore l’intelligenza cosmica sfuggitagli dal cosmo, la quale divenuta luciferica è confluita nell’intelletto umano dal nono secolo in poi, in concomitanza dell’ottavo concilio ecumenico di Costantinopoli tenuto nell’anno 869-70, dove la Chiesa cattolica dichiarò eretico credere nella tricotomia paoliniana eliminando col tempo, lo spirito nell’uomo. L’uomo ha ora la possibilità attraverso la Scienza dello Spirito o antroposofia di divenire cosciente dell’esistenza dello spirito cosmico in lui e del dramma universale micheliano, accogliendo con l’intelletto i concetti astratti di saggezza cosmica micheliana divenuti, luciferici. Qui egli dopo averli purificati dall’egoismo intellettuale ed elevati spiritualmente, deve farli scendere nel cuore laddove dopo averli scaldati col fuoco dell’anima e congiunti con l’impulso del Cristo, deve con amore farli risalire trasformati in forze intellettive veggenti o immagini viventi, di nuovo verso Michele. (Vedi il Blog  “Pensieri Antroposofici dell’Anima”, “ L’immagine di Michele quale riflesso nel corpo eterico umano”). Per questo il Cristo in vista della Sua visione futura, volle rinnovare attraverso la morte sul Golgotha il significato della Pasqua mosaica, dandogli ora un nuovo impulso spirituale al posto della vecchia tradizione antica che vedeva il popolo liberato dalla tirannia egiziana, sostituendola con il dramma della morte umana. Attraverso la morte e resurrezione mostrò nel giorno della Pasqua ebraica i due aspetti della morte: da una parte la morte mistica che avveniva nei misteri occulti del Tempio dove l’anima tramite il potere ipnotico del sacerdote iniziatore (Ierofante), era fatta uscire dal corpo dove in una specie di coscienza ottusa incontrava il Dio solare (il Cristo), dopodiché nel terzo giorno era richiamata dallo Ierofante a rientrare nel corpo in uno stato di semi-risveglio spirituale, di uomo illuminato. Dall’altra volle mostrare all’umanità di allora che la morte non esiste ma è solo un passaggio fra due stati o dimensioni diverse, cosicché mentre il corpo fisico materiale è lasciato indietro sciogliendosi nei minerali terrestri, l’anima e lo spirito si rivestono o meglio, sono rivestiti dagli esseri angelici di corpi spirituali più sottili in modo da vivere in una comunità spirituale superiore, dove insieme con altre anime umane e agli Dei, preparano i germi spirituali dei loro nuovi corpi terreni. La morte era vinta! La morte che incuteva terrore nei Greci antichi tanto da far dire al Pelide Achille, l’eroe semidio: “ Meglio essere un mendicante sulla terra che un re nel regno delle ombre”, era ormai superata con la vittoria dello spirito sulla morte. Il Cristo diede la speranza ai Greci che dopo la morte non si è più ombre, ma che la coscienza dell’io da Lui risvegliata attraverso la morte di Gesù di Nazareth, non si sarebbe più spenta ma che sarebbe sopravvissuta anche dopo la morte grazie al Suo corpo di resurrezione. Egli con la Sua luce illuminò il mondo oscuro arimanico e asurico, fino all’ultimo strato spirituale oscuro terrestre (la discesa all’inferno) dove pose le basi affinché la Terra possa un giorno diventare un nuovo Sole e, facendo sì che Arimane non oltrepassasse più i limiti concessagli dal Padre cosmico. La morte quale immagine illusoria arimanica tanto temuta era vinta, aveva perso il suo pungiglione velenoso! “Morte dov’è il tuo pungiglione, dov’è la tua vittoria?”,chiede Paolo di Tarso nella prima Lettera ai Corinzi (15,55). Il Cristo col Suo atto rivelò ai discepoli il vero aspetto spirituale che opera dietro la morte, ossia attraverso la morte ci si rivela il volto del Padre; attraverso la morte, ritorniamo al Padre! Per questo la festa antica della Pasqua mosaica che li liberava dalla schiavitù del faraone, doveva essere superata dal nuovo impulso cristiano della Pasqua di esortazione dell’anima, alfine che lo spirito umano si liberasse dai ceppi della materia per vivere quale spirito libero e autonomo nella sfera del Padre divino che si manifestava ora agli uomini attraverso il Cristo, in una forma spirituale diversa, ossia tramite l’Io Sono. 

Se crediamo veramente in Cristo, la morte non dovrebbe più incuterci alcun timore, poiché con essa ritorniamo al Padre per offrirgli con la nostra esperienza terrena un nuovo seme per una prossima vita. Come il nuovo seme non può formarsi se prima non muore la vecchia pianta antica, altrettanto nell’uomo non può formarsi una nuova forma di vita, se prima non muore il vecchio uomo imperfetto che è in lui. Non può esserci un  uomo nuovo più evoluto, più perfetto, se prima quel vecchio imperfetto non muore dando la possibilità all’anima e allo spirito di poter apparire in una forma nuova più perfetta. Ciò avvenne con l’avvento della nuova Pentecoste nei riguardi dei dodici apostoli attraverso la discesa su di loro dello Spirito Santo, i quali divennero come un nuovo seme dopo essere stati purificati dal fuoco dello Spirito cosmico, la primizia di un tempo nuovo a venire dove l’umanità accoglierà il frutto della sua esperienza terrena quale principio del Sé spirituale. Difatti cinquanta giorni dopo la morte del Cristo, si realizzò la promessa che il Paraclito sarebbe da lì a poco dopo venuto e avrebbe completato l’insegnamento del Cristo, ovverosia elevando la loro coscienza fino a congiungersi col Cristo, con l’Io Sono Io Sono. Ciò, grazie ai quaranta giorni in cui furono preparati dal Cristo Gesù e dall’Illuminazione dello Spirito Santo che conseguirono dopo i cinquanta giorni dalla morte del “Signore” nel giorno della Pentecoste ebraica, quale nuovo impulso individuale e quali archetipi del principio microcosmico del Sé spirituale che l’umanità accoglierà nel prossimo millennio, cioè nel sesto periodo di cultura che è profetizzato nell’Apocalisse di Giovanni come periodo di “Filadelfia” (Apocalisse 3,7). Gli apostoli in tal modo divennero gli archetipi spirituali, le primizie di un tempo a venire dove quella parte di uomini che si sarà preparata ed evoluta secondo l’Impulso del Cristo, riceverà dall’alto del mondo angelico un principio microcosmico del Sé spirituale. Prima dunque il principio del Sé spirituale fu accolto dagli apostoli come preannuncio di quel periodo spirituale particolare che il Cristo ne fece già un accenno nelle “nozze di Cana” in Galilea, durante un matrimonio ebraico misto dove avvenne il primo miracolo della trasformazione dell’acqua in vino e poi dopo, sarà dato a quella parte dell’umanità che si sarà appunto preparata.  Il giorno di Pentecoste fu un fatto grandioso per i dodici apostoli, cui viene riportato dall’evangelista Luca nel secondo capitolo degli “Atti degli Apostoli”, in modo metodico dicendo che, mentre erano insieme in un luogo di Gerusalemme, si destarono in essi delle facoltà spirituali cui avvertirono come un “rombo di vento e delle lingue di fuoco penetrare nel loro capo dall’alto”(At 2,1-4). Sul piano esteriore non sarebbe stato possibile verificare questo fatto grandioso sperimentato dagli apostoli, giacché va visto come un fatto mistico cui è possibile verificare solo su di un piano spirituale akashico, ovverosia sul piano della memoria universale esistente nella sfera spirituale del Budhi o mondo degli archetipi di là del mondo stellare che è chiamato anche piano della Provvidenza, tramite la facoltà della chiaroveggenza.

Se fossimo veggenti, vedremmo allora attraverso la visione delle immagini dell’akasha5, discendere dall’alto del mondo angelico, un corpo astrale splendente luminoso di fuoco manasico compenetrare il corpo astrale degli apostoli, ossia il principio dello “Spirito Santo” o Sé spirituale (Manas) che ognuno di loro accolse in sé, divenendo per questo liberi e autonomi, secondo il proprio karma individuale. Questo è il significato per cui gli apostoli dopo aver ricevuto il dono del Sé Spirituale con la discesa dello Spirito Santo su di loro, ognuno parlava in una lingua diversa. Nei primi capitoli degli Atti degli Apostoli, l’evangelista Luca scrive: “ Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa, dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posavano su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e iniziarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d’esprimersi”(Atti 2,1-4).  (1.1. Continua) 

Collegno, giugno 2021              Antonio   Coscia

Note  Antroposofiche

 1    La dottrina dei Bodhisattva è abbastanza complessa, perché queste entità superiori appartengono a diverse classi umane-divine e in modo particolare alla categoria dei Bodhisattva Celesti, cioè gli Arcangeli, gli arci-messaggeri del mondo divino, i quali formano un cerchio di «dodici Bodhisattva» che nella sfera del Budhi, (la sfera solare oltre le stelle fisse o Devachan Superiore o, secondo un termine occidentale, il «piano della Provvidenza) contemplano e accolgono la «Pienezza Divina» del Cristo-Sole, posto al loro centro .  Sergej O. Prokofieff, in base alle citazioni di diverse conferenze tenute da Rudolf Steiner su quest’argomento, nel suo libro  “Rudolf Steiner e la fondazione dei nuovi misteri”, a pag. 71 scrive: «Un Bodhisattva è un essere di ordine cosmico che ha già superato i limiti dello sviluppo proprio dell’uomo; egli si avvicina già  all’evoluzione dell’Angelo e si trova in una corrente evolutiva nella quale la sua coscienza arriva fini alla sfera del Budhi. In altri termini, un Bodhisattva sta in una fase di sviluppo che l’umanità raggiungerà, per via naturale, soltanto su Giove. Questo si esprime nel fatto che il Bodhisattva già ora, “in modo comune” a un essere della gerarchia angelica, può, con il proprio Io [superiore], operare coscientemente alla trasformazione del suo corpo astrale in Sé spirituale. In questo lavoro egli viene ispirato da un essere di una gerarchia superiore, quella degli Arcangeli. Quando questo lavoro si avvicina al suo compimento, il Bodhisattva si reca in Terra per un’incarnazione umana completa, vale a dire che percorre quel grado chiamato da Rudolf Steiner il grado di “buddha umano”. Durante  questa sua ultima incarnazione il Bodhisattva lavora in modo comune a un essere della gerarchia degli Angeli e raggiunge finalmente il grado del Sé spirituale (l’illuminazione sotto l’albero del Bodhi). Con ciò egli completa il ciclo corrente all’evoluzione del mondo, e non deve più incarnarsi sulla Terra. D’ora in poi non lavora più, come essere della gerarchia degli Angeli, al suo corpo astrale che è divenuto il corpo luminoso del Sé spirituale (Nirmanakaya)». L’ulteriore evoluzione del Buddha consiste nel fatto che egli, partendo dal suo Sé spirituale come principio dell’io, lavora, in maniera consueta a un Arcangelo, al proprio corpo eterico e lo trasforma a poco a poco in spirito Vitale» (ibidem).

2      Affinché l’uomo possa raggiungere la meta destinatagli dagli Dei, deve attraversare degli stati di coscienza tramite dei livelli cosmici e terreni. Un maggiore approfondimento sarà dato nelle note più avanti, per adesso vogliamo spiegare i periodi di cultura, i quali sono dei sottoperiodi di  un Epoca, la cui  durata è di circa  15000 anni. La Scienza antroposofica riconosce l’evoluzione umana attraverso sette Epoche che conosciamo come: “Epoca Polare, Iperborea, Lemurica, Atlantica, Postatlantica, sesta Epoca Postatlantica e settima Epoca Postatlantica. Di cui ogni Epoca a sua volta, viene suddivisa in sette periodi di cultura di circa 2160 anni ciascuno, ossia: “Periodo Paleo Indiano, Paleo Persiano, egizio-caldaico-ebraico, greco-romano, anglo-germanico, russo-moldavo e periodo americano.

3      L’anima cosciente, l’anima razionale e l’anima senziente, sono tre forze animiche che nel corpo astrale dell’uomo formano un’unità animica-spirituale attraverso cui l’Io umano, può agire nel mondo fisico attraverso le sue facoltà spirituali umane di “volere, pensare e sentire”.  L’Io umano oltre al lavoro spirituale cui opera fin dall’epoca Atlantica sui corpi inferiori, ossia il “corpo fisico, l’eterico e l’astrale”, per trasformarli in arti superiori cosmici e cioè, in “Sé spirituale, spirito Vitale e Uomo spirito”, lavora anche alla trasformazione delle tre forze animiche in stati di coscienza superiori. Così attualmente opera alla trasformazione dell’anima cosciente in anima Immaginativa, poi dopo nel  futuro, alla trasformazione dell’anima razionale in anima  Ispirativa  e in ultimo, alla trasformazione dell’anima senziente nello stato di veggenza più alto, ossia in anima Intuitiva. Volendo sintetizzare la loro funzione nell’ambito animico della natura umana, diciamo che nell’anima senziente, l’uomo percepisce il mondo esterno attraverso la facoltà del sentire, trasferendo nella sua natura interiore la bellezza e l’armonia del creato cui l’Io umano, può infiammarsi colmo di gratitudine e di venerazione per il divino. Occorre però dire che nascono in lui anche le brame, i desideri e le passioni, e ogni sorta di piacere egoistico che egli deve imparare a dominare e a trasformare in facoltà superiori. L’anima razionale è quella parte in cui opera maggiormente il pensare  e ha la funzione di concettualizzare ogni forma esterna che le viene incontro. Qui l’Io umano forma il nucleo dell’anima, attraverso cui egli cerca la verità contrapponendosi al mondo esterno da cui trae le esperienze della vita, trasformandole in saggezza e amore per ogni disciplina che possa derivare dall’arte, dalla scienza e dalla religione. Anche qui però, egli può errare trascinato dal troppo “ego personale” egoista e quindi, comportandosi con dissennatezza, incoscienza,  stoltezza o altre qualità negative che deve dominare e trasformare con l’aiuto dell’Impulso del Cristo.  Infine, l’anima cosciente nella quale  opera maggiormente il volere umano, il cui compito è accogliere in sé tramite le azioni umane, l’essenza spirituale del mondo esterno, le verità delle leggi del creato e del mondo delle “cose” naturali,  per unirle allo spirito dell’uomo superiore quale frutto futuro di nuove facoltà spirituali. L’anima cosciente è l’essenza, il nocciolo interiore, il sacrario dell’uomo; il bene morale che accoglie dal mondo quando eleva e nobilita le sue inclinazioni negative, fanno sì che in lei possa vivere la verità eterna con cui può unirsi spiritualmente con la sua anima superiore. Se l’anima cosciente attraverso un processo di purificazione e di elevazione morale arriva a realizzare in sé l’autocoscienza, l’io umano può risvegliarsi e afferrarsi come “entità autonoma e libera” avente in sé un che di divino entro il quale si rivela la vera natura dell’Io. L’anima cosciente essendo della stessa sostanza astrale del Sé spirituale vive con essa strettamente congiunta, cosicché l’io umano che abbia conseguito l’illuminazione e il risveglio, può ora congiungersi con l’Io superiore che lo ha sempre guidato in tutte le trame del suo destino terreno conseguendo l’eternità dell’anima. Come possiamo vedere, le tre forze animiche umane sono poste tra il bene e il male, questo perché nell’uomo inferiore  operano delle “entità ostili” o di contrasto  che nella terminologia antroposofica, sono chiamati spiriti luciferici, arimanici e asurici, cui l’Io umano terreno deve  imparare a dominare fino a che un giorno, possa addirittura arrivare a redimerle, grazie all’Impulso del Cristo. (Per un maggiore approfondimento di questo tema, leggere i libri  “Teosofia e La Scienza Occulta” – Ed. Antroposofica Milano).

4      Il kali Yuga è un periodo ciclico della durata di 5000 anni. Nella religione induista l’evoluzione del mondo avviene tramite lo sviluppo di quattro ere o periodi  chiamati Yuga, i quali sono  così suddivisi:

1)   Satya Yuga o Krita Yuga, l’età dell’oro;

2)  Treta Yuga, l’età dell’argento;

3)   Dvapara Yuga, l’età del bronzo;

4)  Kali Yuga, l’età del ferro iniziata circa 3101 a.C. e terminata nel 1899 d.C.

Adesso siamo entrati nel ciclo di risalita, cioè nel Dvapara Yuga che durerà di nuovo 5000 anni, poi il Treta Yuga e infine il Satya Yuga, ove termina il  ciclo degli Yuga, ossia di  35000 anni.

5     La cronaca dell’Akasha è la memoria dell’Universo attraverso cui viene impresso come un negativo spirituale tutto ciò che viene dall’uomo  pensato, sentito e voluto, nel  mondo fisico. Occorre distinguere due aspetti dell’Akasha: l’aspetto astrale che è solo un riflesso, da quello   reale della vera sfera dell’Akasha o memoria universale che è situata nel mondo del Budhi o Mondo della Provvidenza di là del mondo stellare. Per cui, facilmente si può incorrere in errori dovuti alla poca esperienza del veggente che non abbia conseguito la facoltà della veggenza Intuitiva e che comunque nulla toglie che chiunque possa commettere degli errori, anche se non nella misura di chi abbia sviluppato o conseguito gli altri due tipi di veggenza, ossia quell’Immaginativa e quell’Ispirativa. Soltanto dunque attraverso il secondo aspetto, cioè quello reale del vero mondo spirituale superiore, tutto il passato e il futuro dell’evoluzione cosmica umana – terrestre, tutto quello che succede nel mondo fisico e nel mondo dell’anima umana, è registrato in questo piano cosmico del Budhi, come memoria universale. Rudolf Steiner in merito, nel libro “Il Vangelo di Giovanni in relazione con gli altri tre e specialmente col Vangelo di Luca” spiega: “Tutto ciò che succede nel mondo fisico – sensibile ha la sua controimmagine nel mondo spirituale. Se una mano si muove, non esiste solamente ciò che l’occhio vede, e cioè la mano in movimento, ma dietro la mano che si muove, dietro l’immagine visiva della mano ci sono per esempio il mio pensiero e la mia volontà: la mano deve muoversi. Vi è dietro un fatto spirituale. Mentre l’immagine visiva, l’impressione fisica del moto della mano passa, rimane inscritta la controimmagine spirituale nel mondo spirituale e vi lascia sempre una traccia, così che noi [ gli iniziati veggenti ], possiamo rintracciare tutti i fatti che sono avvenuti nel mondo, i fatti le cui tracce sono rimaste quali controimmagini spirituali. Nulla nel mondo può succedere senza che vengano lasciate tali tracce” (conf. del 25 giugno 1909, pag. 26 O.O. n. 112).    

BUONA PASQUA 2021

Ascension of Christ -Benvenuto Tisi da Garofalo

IL BLOG ”PENSIERI ANTROPOSOFICI DELL’ANIMA AUGURI A TUTTI I VISITATORI  BUONA PASQUA. POSSA QUESTA NUOVA RESURREZIONE DEL CRISTO CHE SI RINNOVA OGNI ANNO SULLA TERRA, ILLUMINARCI ALFINE DI RISVEGLIARCI SPIRITUALMENTE, IN MODO DI AVERE LE FORZE PER SUPERARE QUESTA DURA PROVA KARMICA PANDEMICA CUI  È SOTTOPOSTA L’UMANITÁ, DA PIU’ DI UN ANNO.