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Il Maestro Gesù, il Cristo Gesù e il Cristo VI

Frate  Angelico -Annunciazione dell’Angelo a Maria

«Nel sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. L’angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.  Ecco concepirai un figlio … e lo chiamerai Gesù.  Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo” Allora Maria disse all’angelo: “Com’è possibile? Non conosco uomo”.  Le rispose l’angelo: “Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio”» (Lc 1,30-35).

6. Il Cristo Gesù V

Come abbiamo visto dopo questa lunga digressione sul Cristo Gesù abbiamo potuto in parte farci un’opinione diversa da come a tutta prima viene presentato dagli evangelisti che ci presentano due versioni genealogiche diverse di Gesù di Nazareth. Abbiamo potuto apprendere dalla Scienza dello Spirito che dietro questa figura enigmatica umana-divina è nascosto velatamente il mistero dell’incarnazione del Cristo in un singolo esemplare umano molto particolare, cui è stato preparato fin dall’epoca abramitica dai misteri sacerdotali ebraici e dalla corrente essena creata un secolo prima della venuta del Cristo, dal maestro degli esseni Gesù di Pandira (120 – 90 circa a.C.). Il Maestro degli esseni aveva potuto formarla grazie alla sua fuga ad Alessandria d’Egitto col suo maestro dell’ordine dei farisei Rabbi Josua ben Perachia, i quali erano  perseguitati dall’ordine dei Sadducei e da altre comunità misteriosofiche giudaiche. Là, Jeshu ben Pandira dopo la dipartita del suo maestro per Gerusalemme, Emil Bock20 nel suo libro “Cesari e Apostoli” scrive: «Jeshu ben Pandira rimase ancora parecchio tempo in Egitto; e fu allora che, fra le molteplici correnti dell’intensa vita ellenistica, egli venne a contatto con le cerchie dei Terapeuti e degli Esseni, per divenire poi il grande riformatore e lo spirituale realizzatore degli intenti di queste comunità messianiche.  Il Talmud non contiene che accenni sparsi e indiretti all’attività spirituale di vasta portata che Jeshu ben Pandira esplicò in Egitto e, dopo il suo ritorno, anche in Palestina. Che si trattasse di una costruzione spirituale solidamente fondata e chiaramente ordinata, risulta dall’informazione che ebbe cinque discepoli: Mattai, Naki, Nezer, Buni e Toda» (ibidem pag. 195-196).  Emil Bock continua dicendo: “… poco dopo il suo ritorno dall’Egitto venne ferocemente odiato e osteggiato dai Farisei che erano contrari a questi impulsi spirituali di queste correnti egizie che operavano attraverso oscure arti magiche contrari alla legge di Jahvè. Ciò faceva di lui un apostata e un falso maestro cercando  con l’astuzia, un pretesto per condannarlo a morte alla vigilia della festa di Pasqua, dove prima lo lapidarono e poi dopo lo appesero alla croce nella località di Lidda, una città del distretto di Israele presso la costa del mediterraneo” (Ibidem).

La stessa cosa avvenne per i cinque discepoli che seguirono la sorte del Maestro esseno, i quali furono uccisi per le loro idee religiose che contrastavano il potere sacerdotale ebraico, di cui uno di essi Mattai, ebbe un discepolo di nome Matteo che diventerà poco dopo discepolo del Cristo, e che dopo i fatti del Golgotha, scrisse il “vangelo di Matteo” secondo la conoscenza essena. Un secondo discepolo di nome Nezer, ebbe il compito di formare la comunità essena di Nazareth dalla quale verrà poi dopo preparato il “Messia”, ossia Gesù di Nazareth, il “portatore” della coscienza dell’Io del Cristo. Rudolf Steiner al riguardo ci rivela che nessun uomo per quanto elevato esso sia, sarebbe in grado di sopportare in sé la coscienza divina del Cristo. Pertanto, qui va inteso che Gesù di Nazareth attraverso la morte e resurrezione nel terzo giorno di Pasqua, fu in grado di accogliere in sé una parte della coscienza dell’Io del Cristo, di conseguenza egli divenne durante i secoli dell’impulso della corrente cristiana, il Cristo Gesù; per cui non va assolutamente confuso, né col Maestro Gesù (Zarathustra), né tantomeno con il Cristo, l’Altissimo Dio solare, il secondo aspetto della Divinità Trina,  il cui nome è l’Io Sono l’Io Sono. Come possiamo vedere la corrente essena ebbe una grande rilevanza per tutta la preparazione dei due bambini Gesù, alfine potessero di nuovo unirsi le due correnti menzionate, in un nuovo impulso messianico proveniente dall’ebraismo antico. Queste due correnti messianiche provengono da un’unica origine spirituale molto antica cui è menzionato nella Bibbia del vecchio Testamento, laddove si parla di Melchisedec re di Gerusalemme e sacerdote del Dio Altissimo Ēl Elyōn.21 Il quale incontra Abramo da cui riceve un decimo del bottino di guerra conquistato nella valle dei re e che inizia Abramo nei misteri del corpo fisico e del corpo eterico, dove nel capitolo 14 della Genesi, è detto che Melchisedec offre ad Abramo “pane e vino” (Gen14,18). Dal re-sacerdote di Gerusalemme, le due correnti spirituali presero vie diverse per ricongiungersi di nuovo circa mille anni dopo nel re-sacerdote Davide, dal quale furono di nuovo separate attraverso i suoi due figli Salomone e Nathan, per riunirsi infine di nuovo, circa mille anni dopo tramite i due bambini Gesù. Senza la riunione di queste due correnti messianiche, non sarebbe stato possibile al Cristo incarnarsi in un uomo comune, senza averlo immediatamente bruciato e polverizzato. Ciò che successe durante i tre anni cui abitò nel corpo fisico di Gesù di Nazareth, laddove nonostante che in quel corpo abitasse uno dei più alti iniziati terrestri, alla fine, nel giardino dei Getsemani ebbe bisogno dell’aiuto dell’Arcangelo Widar, l’Angelo guida liberato dal Buddha Gotama, alfine ripristinasse le forze del corpo eterico ormai consunte dal fuoco divino. Per sopportare il fuoco divino creatore occorreva un uomo particolare, un esemplare umano che avesse in sé la massima conoscenza dell’esperienza terrena, e la massima purezza dell’originario archetipo umano creato da Yahve-Elohim.

Per questo fu necessario preparare attraverso i misteri iniziatici ebraici, la nascita particolare di due bambini Gesù, che però avessero in comune la stessa discendenza messianica davidica. Per cui in uno di essi che proveniva dalla corrente regale salomonica s’incarnò l’uomo più evoluto della Terra che come sappiamo è Zarathustra, cui dopo gli eventi di Palestina divenne il Maestro Gesù. Nell’altro bambino, la cui discendenza proveniva dalla corrente sacerdotale natanica, s’incarnò invece un essere celeste, cui sappiamo che è l’entità sovrumana che era stata trattenuta indietro dagli Dei, ossia il puro archetipo spirituale umano separatosi dalla cellula madre del primo Adamo ancor prima che questi fosse oscurato dalle forze luciferiche e che nella conoscenza antroposofica, chiamiamo anima natanica o adamitica. Quest’anima era costituita della più pura sostanza spirituale, sia astrale e sia eterica, cui Rudolf Steiner la definisce a volte simile a un Angelo, e a volte simile a un Arcangelo, laddove in alcune conferenze è menzionato come già accennato, i suoi cinque sacrifici (vedi più avanti) in favore dell’umanità. Inoltre, era costituita da un puro Io umano che però come dire, era una sfera vuota, giacché non si era mai legato al fuoco terrestre nel ciclo delle incarnazioni terrene umane; per cui non aveva ancora nessuna esperienza terrena ma soltanto delle esperienze spirituali acquisite sul piano eterico durante la sua partecipazione nei luoghi di culto dei misteri antichi dei diversi popoli della Terra. Oggi egli non opera più nei luoghi di culto o dei misteri iniziatici di un singolo popolo ma, opera come nuovo archetipo spirituale di tutta l’umanità per cui dopo il quinto sacrificio compiuto nel XIX secolo come menzionato, avvolge il Cristo con il suo corpo astrale luminoso, mentre l’Arcangelo Widar avvolge il Cristo col corpo eterico; per cui se ci siamo compenetrati dell’Impulso del Cristo (vedi la nota 16) possiamo incontrarlo nel mondo astrale adiacente alla Terra, nella Sua manifestazione di luce eterica.

Pertanto ricollegandoci ora al vangelo di Luca, può esserci maggiormente più chiaro, che il bambino menzionato nel suo vangelo, nasce realmente nel mese di dicembre, così come negli antichi tempi quando la procreazione era gestita dagli Dei, cui facevano si che le unioni tra i maschi e le femmine avvenissero durante il solstizio di primavera, cosicché tutti i bambini nascevano a dicembre. Il bambino Gesù del vangelo di Matteo, nasce invece come rivelatoci da Rudolf Steiner nella quinta conferenza del “Vangelo di Luca” diversi mesi prima da genitori nativi di Betlemme più adulti. I quali, sono anch’essi discendenti della linea davidica e i cui nomi sono simili alla coppia nativa di Nazareth, cioè Giuseppe e Maria che generano il loro figlio Gesù secondo l’intervento dello Spirito Santo, ossia come per l’altra Maria di Nazareth tramite l’aiuto dei sacerdoti del Tempio. Nella conferenza tenuta a Basilea il 19 settembre del 1909, Rudolf Steiner spiega: “Le nascite dei due bambini Gesù avvennero a pochi mesi di distanza l’una dall’altra. Ma tanto il Gesù del vangelo di Luca che Giovanni Battista, nacquero più tardi della cosiddetta strage degli innocenti, la qual cosa non poté colpirli” (Ibidem, pag.87). Stando a quel che qui rivela Rudolf Steiner, dobbiamo collocare la nascita del bambino Gesù salomonico che è nato in casa dai genitori di Betlemme, alcuni mesi prima della nascita sia di Gesù del vangelo di Luca e sia di Giovanni Battista che secondo il calendario ebraico nasce nel mese di “Sivan” (maggio-giugno); mentre Gesù di Nazareth stando a quel che scrive Luca nel suo vangelo, nasce sei mesi dopo, cioè secondo il calendario ebraico nel mese di “Kislev” (novembre-dicembre). Ma se cosi fosse, sia Giovanni Battista sia Gesù di Nazareth, non sarebbero sopravvissuti all’editto del re Erode il Grande che fece uccidere tutti i bambini nati a Betlemme e nei dintorni del suo dominio, al disotto dei due anni. Difatti, sappiamo dal vangelo di Luca che i genitori di Gesù di Nazareth dopo la purificazione di Maria, dovuta alla legge della prescrizione del codice mosaico, fecero ritorno 40 giorni dopo a Nazareth. Quindi dobbiamo collocare la nascita del Gesù salomonico, almeno due anni prima della nascita di Giovanni Battista e due anni e sei mesi prima di Gesù di Nazareth, giacché questi nasce secondo Luca, sei mesi dopo il Battista. Dobbiamo quindi fissare la nascita del Gesù salomonico (Zarathustra), circa tre anni prima quella di Gesù di Nazareth; ossia in concomitanza della Stella dei Magi che, forse si trattò di una stella cometa o, della congiunzione di Saturno e Giove avvenuta (secondo alcune fonti contrastanti) tra settembre e dicembre del 7 a.C.; difficile a dirsi, in quanto anche i vangeli di Luca e Matteo non danno la certezza che gli eventi accaduti furono reali, visto che nessun storico di allora ne fa cenno.  È un tema molto complesso cui riscontriamo degli errori che neanche Rudolf Steiner per quanto ne sappiamo, ha completamente svelato; forse egli non lo riteneva cosi importante come può sembrare a noi che vogliamo a tutti i costi delle risposte immediate, cui non sempre possiamo avere, ma, attendere che ci vengano date dai Maestri che possono leggerle dal mondo dell’akasha, quando è il momento giusto per conoscerle.  

 Il bambino Gesù natanico cui il Cristo aveva operato su di lui ancor prima della nascita, nasce dunque in un ostello di Betlemme da una giovane coppia di Nazareth chiamati Maria e Giuseppe discendenti della stirpe di Davide, dove s’incarna appunto per la prima volta, l’anima sorella di Adamo, l’essere celestiale dell’archetipo umano, colui che diventerà il portatore del Cristo, cioè il Cristo Gesù. Possiamo aggiungere che Egli è anche l’archetipo della fanciullezza, il figlio di Dio quale frammento del fuoco divino donato dagli Elohim solari e perfezionato dal Dio lunare Jehovah, cui festeggiamo a Natale al posto della nascita del Cristo, la cui ricorrenza era festeggiata il 6 gennaio dai primi cristiani fino al quarto secolo, come “Epifania del Signore”. La nascita del Cristo fu abolita a Roma da papa Liberio, nel 354 d.C. perché reputava fosse incomprensibile per il popolo romano, credere nella nascita mistica in cui l’Altissimo Dio solare potesse nascere in un uomo immergendolo nell’acqua del Giordano; era più semplice credere nella nascita del bambino divino Gesù, concepito da una vergine. Così venne festeggiato con l’andare del tempo sempre più il bambino divino Gesù, collocando la sua nascita il 25 dicembre al posto della festa del “Sole Invitto”, la festa pagana festeggiata dai romani in onore al ritorno della luce dopo il Solstizio d’inverno; mentre la festa della nascita del Cristo (Epifania) del 6 di gennaio, cominciò ad avere minor rilievo fino a sostituirla con l’epiteto di “Befana”. Cosicché l’umanità perse la nascita del Cristo cosmico come nascita battesimale, e accolse al suo posto la nascita virginale attraverso Maria del vangelo di Luca. Se abbiamo compreso ciò che ci rivela l’Antroposofia nei riguardi dei nuovi misteri cristiani, allora dovrebbe essere ovvio comprendere che festeggiare il “Natale” o preparare il “Presepe”, non dovrebbe offendere nessun pensiero né laico né religioso, in quanto che sono simboli universali che appartengono a tutta l’umanità. Essi ci additano a unirci con calore fraterno nel giorno del ricordo dell’archetipo della fanciullezza dell’umanità! L’archetipo di tutti gli uomini, l’anima Celeste adamitica che non subì la tentazione luciferica ma che grazie alla sua purezza, poté divenire l’unica coppa umana in grado di accogliere in sé il fuoco del Logos creatore per tre anni, attraverso l’immersione o Battesimo dell’acqua nel Giordano da parte di Giovanni il Battista. In tal modo il Cristo Gesù divenne l’ultimo Adamo, quale nuovo archetipo umano, cui l’umanità realizzerà nell’ultimo stato di coscienza che abbiamo chiamato “Vulcano”,

 Tramite le diverse conferenze cristologiche tenute da Rudolf Steiner negli anni in cui il Bodhisattva era incorporato in lui, sappiamo che quest’anima adamitica pur non essendosi mai incarnata sulla Terra, ha sempre accompagnato spiritualmente l’uomo nella sua evoluzione storica-spirituale manifestandosi come citato, tramite il corpo eterico nei santuari dei misteri antichi dei diversi popoli dove venne percepita come Krishna, la guida di Arjuna nel mito indiano e come Apollo, nella cultura dei miti greci. Già fin dall’Epoca Lemurica essa intervenne dal “mondo della ragione” (la regione delle stelle fisse), facendosi compenetrare dal Cristo nel corpo astrale per aiutare l’umanità sofferente dovuto al dolore che gli procurava il disordine dei dodici organi di  senso nel corpo fisico che andava allora formandosi. Un secondo intervento avvenne nell’Epoca Atlantica, dove dal “mondo Celeste” (la regione dei pianeti), l’anima natanica fu di nuovo compenetrata dal Cristo nel corpo eterico a causa del dolore provocato dal disordine degli organi vitali nel corpo eterico. Un terzo sacrificio che ella dovette affrontare, fu quando lei stessa dovette scendere nel mondo astrale inanimata dalla forza del Cristo, per ristabilire il disordine delle tre facoltà dell’uomo, cioè il pensare, il sentire e il volere nell’anima umana, a causa della separazione prima del Sole e poi della Terra e della Luna; per cui l’anima natanica sconfisse le forze luciferiche e arimaniche che avrebbero compromesso la giusta armonia nell’anima umana (Vedi O.O. 149). Il quarto sacrificio avvenne come sappiamo nell’ambito terrestre durante l’evento del Golgotha, dove il Cristo non solo salvò l’io terreno, ma anche il vero corpo fisico (Phantòma), il corpo eterico e l’astrale dell’uomo. Infine il quinto sacrificio cui abbiamo già accennato, fu a causa  della sfera oscura creatasi nel mondo astrale adiacente alla Terra dal materialismo arimanico provocato da anime umane che dal XVI secolo fino al XIX secolo, attraversarono le porte della morte con pensieri strettamente materiali cui l’archetipo dell’umanità rischiò la morte per soffocamento spirituale. Il Cristo intervenne assumendo in Sé la sfera nera arimanica, salvando cosi l’anima natanica dal soffocamento e dalla morte spirituale della coscienza dell’Io del Cristo che aveva assunto in sé durante la resurrezione dell’evento del Golgotha. Il Cristo come menzionato, risvegliò l’anima natanica nel Sé spirituale, divenendo in tal modo l’involucro astrale luminoso del Cristo nel mondo astrale adiacente alla Terra, dov’è possibile incontrarlo nella Sua manifestazione eterica, grazie alla collaborazione dell’Arcangelo Widar. Saranno ancora necessari in futuro altri due sacrifici dell’anima natanica alfine che l’umanità possa raggiungere la sua meta divina e unirsi al Vero io del Cristo. ( VI. continua)

Collegno,  dicembre  2021                                  Antonio  Coscia

Note   Antroposofiche

20     Emil Bock‎ (Nato il 19 maggio 1895 a ‎‎Barmen, ‎‎morto il 6 dicembre 1959 a ‎‎Stoccarda)‎‎ è stato ‎‎un antroposofo tedesco, ‎‎scrittore, teologo e uno dei fondatori di ‎‎The Christian Community. ~~ ‎Nel 1914 iniziò uno studio delle lingue ‎‎all’Università di Bonn.‎‎ Tuttavia, lo stesso anno si arruolò come volontario nella ‎‎prima guerra mondiale‎‎ e fu inviato al fronte nelle ‎‎Fiandre, ‎‎dove fu ferito. Nel 1916 incontrò per la prima volta il teologo ‎‎Friedrich Rittelmeyer‎‎ dal 1918 studiò teologia protestante a Berlino e si laureò nel 1921. Lo stesso anno è stato uno dei fondatori della Comunità cristiana in Svizzera. Bock divenne presto il leader del seminario della comunità cristiana e, dopo la morte di Friedrich Rittelmeyer, divenne il leader della comunità nel 1938. ‎Nel 1941, il regime nazista bandì la comunità cristiana a causa della sua presunta influenza “ebraica” e “massonica”, e Bock fu inviato al campo di concentramento di Welzheim lo stesso anno. Fu rilasciato dal campo di concentramento nel 1942, tuttavia, ma fu sotto sorveglianza per il resto della guerra. Dopo la guerra, Bock fu determinante nella ricostruzione della comunità.‎ (Da Wikipedia, l’enciclopedia libera).‎

21 Ēl Elyōn è una divinità poco conosciuta nel mondo antico testamentario, Egli viene nominato in diverse parti nell’antico Testamento ma senza mai quella chiarezza che possiamo comprendere a quale gerarchia divina spirituale appartenesse. Certamente possiamo pensare che fosse una divinità pre-jahvetica esistente prima della religione ebraica nei diversi popoli semiti, la cui origine risale secondo la Scienza antroposofica, alla formazione della quinta razza bianca di Atlantide.  Egli viene nominato nel capitolo 14,20 della Genesi, dove come menzionato, incontra Abramo al quale offre pane e vino (simboli del cristianesimo solare) in cambio di un decimo del suo bottino di guerra. In realtà in questo passo il cui significato è quello che possiamo intuire attraverso la Scienza antroposofica, è quello che Abramo quale patriarca e antico capostipite del popolo ebraico proveniente dalla corrente lunare dell’Eloah Jahvè, viene iniziato nella corrente solare del Dio Altissimo Ēl Elyōn o El-Eljon, dietro di cui si cela l’Altissimo Dio solare dell’Io Sono Io Sono, cioè il Cristo. Melchisedek è l’altissimo iniziato e discepolo del Cristo dei misteri solari dell’Oracolo del Sole di Atlantide dietro di cui si cela Noè, il Manu divino che dopo l’inabissamento del continente Atlantico, guida il popolo semita verso oriente da dove inizierà la nuova quinta Epoca Postatlantica con lo sviluppo di sette periodi di civiltà o di cultura, tra cui il popolo ebraico che farà parte dello sviluppo del terzo periodo egizio-caldaico. Per cui Abramo venne scelto e iniziato appunto dal Manu divino per la sua caratteristica peculiarità della ghiandola pineale come formatore del pensiero umano che quale capostipite possa formare attraverso i suoi discendenti, un popolo che prepari un corpo fisico e un corpo eterico adeguato alla venuta dell’Altissimo Dio solare, l’Io cosmico, che possa incarnarsi in uomo in modo da formare un archetipo umano per lo sviluppo della “coscienza dell’Io” in ogni uomo.  

Il Maestro Gesù, il Cristo Gesù e il Cristo II

Andrea Mantegna – I Magi

Ed essi, udito il re, partirono; ed ecco, la stella che avevano veduto in oriente andava davanti a loro finché, giunta sul luogo dov’era il bambino, vi si fermò.  Quando essi       videro la stella, si rallegrarono di grandissima gioia.  E, entrati nella casa, trovarono il bambino con Maria sua madre e, prostratisi, lo adorarono. Poi aperti i loro tesori, gli offrirono doni: oro, incenso e mirra (Mt 2,9-11)

2. Il Cristo Gesù I

Come abbiamo visto nel Vangelo di Matteo si cela in modo velato la nascita di un bambino nativo di Betlemme di discendenza regale che abbiamo chiamato Gesù salomonico giacché discende dal re Salomone figlio del re Davide, dietro di cui si cela l’antichissimo iniziato solare di nome Zarathustra. Abbiamo detto che Zarathustra fin dall’Epoca Atlantica era partecipe dei misteri degli oracoli atlantidei dietro di cui operava l’Altissimo Manu8 divino Melchisedec, dal quale fu iniziato appunto nei misteri dell’oracolo centrale del Sole e che dopo l’evento del Golgotha, cambiò il suo nome in quello di Maestro Gesù. Dal racconto di Matteo sappiamo che egli s’incarna in un bambino che nasce in una casa della città di Betlemme, dai genitori di nome Maria e Giuseppe residenti in Betlemme di Giudea della casa di Davide, dov’è trovato dai tre re Magi suoi antichi discepoli che prosternandosi ai piedi del loro antico Maestro, gli offrono in dono “oro, incenso e mirra”. Sono i simboli che rappresentano le facoltà spirituali sviluppate dal loro Maestro quale uno dei più antichi uomini più evoluti dell’umanità, ovverosia le facoltà del corpo astrale, del corpo eterico e del corpo fisico, cui sono riferite ai misteri dello “spazio, del tempo e a quelli del corpo umano”. Sono le stesse facoltà spirituali che possedevano i Magi per averli conquistati attraverso l’iniziazione ricevuta dal loro Maestro nel periodo babilonese e, che come menzionato nell’articolo precedente, Sergej O. Prokofieff attribuisce questi simboli misterici a tre Personalità importanti della storia umana, ossia al filosofo Pitagora attribuisce l’oro quale simbolo del pensare; al Profeta Daniele l’incenso quale simbolo del sentire; e all’imperatore persiano Ciro il Grande, la mirra quale simbolo del volere.  Abbiamo fatto cenno dei due bambini Gesù che nascono a pochi mesi uno dall’altro da due coppie di genitori aventi lo stesso nome di Maria e Giuseppe, i quali sono entrambi discendenti della stirpe di Davide, di cui una coppia è nativa di Nazareth e l’altra è nativa di Betlemme, cui quest’ultima è costretta da Erode a fuggire in Egitto da dove fa ritorno poco dopo la morte di Erode, trasferendosi appunto a Nazareth dove conoscono l‘altra coppia di genitori. Essi si uniscono in una vera amicizia fraterna così pure avviene fra i due bambini Gesù, nei quali si creerà un legame molto stretto animicamente che comporterà un grande sacrificio da parte di uno di loro che come vedremo in seguito, col suo Io individuale uscirà dal suo involucro fisico, eterico e astrale per incorporarsi nell’altro bambino Gesù i cui genitori sono nativi di Nazareth. Difatti Rudolf  Steiner ci rivela che questo avviene quando i due bambini raggiungono pressappoco i dodici anni di età, per cui l’Individualità o l’Io di Zarathustra che abbiamo chiamato “Gesù salomonico”, abbandona il suo involucro fisico e si trasferisce o s’incorpora nell’anima del bambino Gesù della linea sacerdotale che chiameremo “Gesù natanico”.  Questo fatto è raccontato in modo velato nel vangelo di Luca, là dove dice che i genitori recandosi a Gerusalemme per festeggiare la Pasqua ebraica insieme con altri coetanei della comunità di Nazareth, al ritorno  dopo un giorno di viaggio, smarriscono il bambino pensando che fosse insieme agli altri bambini della comunità. Così ritornano indietro per cercarlo e lo trovano dopo tre giorni nel Tempio di Gerusalemme a discutere con i saggi filosofi ebrei, cui i genitori sono meravigliati da questo repentino cambiamento del loro bambino in quanto fin dalla tenera età, non mostrava la saggezza che ora manifestava nei riguardi della conoscenza della “Legge e dei Profeti”.

Dopo la morte del bambino Gesù salomonico muore poco  tempo dopo anche la giovane Maria di Nazareth, ossia colei cui era stato annunciato dall’Angelo Gabriele di essere stata scelta da Dio per concepire il figlio divino attraverso l’adombramento dello Spirito Santo. Essa muore giovanissima mantenendo integra la sua natura umana virginea, cioè non ebbe mai nessun contatto sessuale carnale con il marito Giuseppe giacché il concepimento avvenne in un modo misterioso cui solo l’Antroposofia può spiegare. La teologia cattolica essendo impotente nel dare una risposta ragionevole su questo fatto  misterioso, ha creato un dogma sul concepimento e nascita verginale di Gesù, cui a qualsiasi persona di buon senso è pressoché impossibile accettare e credere;  non se esso però sia chiarito attraverso la conoscenza della Scienza antroposofica. Difatti, secondo quello che ci comunica Rudolf Steiner tramite la Scienza antroposofica, anticamente era possibile ingravidare una donna attraverso un atto magico compiuto nel “Tempio” tramite il sacerdote iniziatore chiamato “Ierofante”, il quale metteva a giacere insieme la coppia dormiente nel Tempio e operando spiritualmente durante il sonno sui due corpi eterici umani, era possibile ingravidarla. Questo permetteva all’anima elevata che doveva incarnarsi di avere a disposizione un corpo fisico ed eterico più puro, con meno forze luciferiche negative di contrasto dovuto al concepimento fatto con desiderio sessuale come avviene di solito nelle coppie. Questo non deve meravigliarci più di tanto, giacché in quei tempi antichi ciò era possibile (oggi si ottiene materialisticamente attraverso il procedimento in vitro) giacché l’anima umana non era ancora compenetrata del tutto nel fisico; oggi sarebbe molto difficile realizzare quest’unione attraverso un atto magico, anche perché i sacerdoti di oggi non hanno il potere spirituale di un sacerdote antico dei misteri, il quale era un iniziato veggente. Dopo la morte di Maria di Nazareth e quella ancor prima sia di Gesù salomonico sia di suo padre Giuseppe nativo di Betlemme, rimasero le due coppie di cui: da una parte Maria nativa di Betlemme con i suoi sei figli avuti dal marito Giuseppe di Betlemme e dall’altra, Giuseppe nativo di Nazareth con suo figlio Gesù natanico che sarà poi conosciuto come Gesù di Nazareth. A questo punto Giuseppe accolse in casa Maria come moglie, insieme ai suoi figli Jacopo, Giuseppe, Giuda, Simone e le due figlie che divennero così i fratellastri di Gesù di Nazareth. Certo si potrà obbiettare a questo racconto, in quanto che non è riportato nei Vangeli, ma se accogliamo senza pregiudizi la conoscenza antroposofica e riflettiamo profondamente sui fatti che si sono svolti duemila anni fa in Palestina, non potrebbero che essere così da come Rudolf Steiner li ha rivelati potendo leggerli nella cronaca dell’Akasha9, dove qualsiasi chiaroveggente non può che confermare ciò che egli ha descritto. Dobbiamo sapere che nessun Dio può incarnarsi in un corpo fisico senza distruggerlo col suo fuoco cosmico divino!  Nessuna donna potrebbe accogliere nel suo grembo un Dio senza per questo dover poi morire! Per questo occorreva preparare un corpo puro molto particolare alfine che il Dio solare potesse vivere almeno tre anni in un uomo, in modo da permettergli di compiere la Sua missione sul piano fisico. Pertanto venne preparato un corpo  da uomini evoluti, sacerdoti iniziati già molto tempo prima che i tempi fossero maturi, affinché un uomo potesse accoglierlo nella sua natura corporea, animica e spirituale.  Un corpo che avesse la massima purezza e le facoltà spirituali sviluppate nell’arco di tutta l’evoluzione terrestre per far sì che il Dio Altissimo solare potesse esprimere e manifestare la Sua saggezza cosmica universale, in modo da redimere ed elevare l’umanità a stati superiori di coscienza; un corpo dunque preparato in modo particolare, che avesse in sé la massima purezza e saggezza terrena.

Per questo occorse che fosse scelto un popolo adatto e degli uomini adatti che avessero le caratteristiche fisiche e animiche che altri popoli di allora non avevano, per preparare un corpo fisico che fosse il Tempio umano per accogliere il Logos creatore.  Questa fu la missione del popolo ebraico il quale divenne il popolo eletto da Jehovah (Geova italianizzato) che, dietro l’ispirazione del Cristo (l’Io Sono l’Io Sono), scelse tra il popolo gli uomini adatti che maggiormente avevano sviluppato l’organo fisico del pensiero, tra questi i capostipiti Abramo, Mosè ed Elia, affinché fosse realizzato un corpo fisico, eterico e astrale che avesse le caratteristiche e le facoltà spirituali appunto, per accogliere un giorno l’Io Sono cosmico.  Furono inoltre scelti fra il popolo, i diversi Profeta succedutosi nei secoli quali messaggeri di Jehovah e le due correnti sacerdotali messianiche, di cui una regale attraverso cui s’incarnò Zarathustra e l’altra sacerdotale essena attraverso la quale s’incarnò l’anima celeste di Adamo che non aveva ancora subito la tentazione di Lucifero. Ciò permise che l’Immagine e la somiglianza antica paradisiaca si riunissero di nuovo insieme per mangiare di nuovo grazie al Cristo, dall’Albero della vita. Dopo questa premessa necessaria in modo da farci capire quanto sia stato importante scegliere un popolo che avesse i requisiti particolari per preparare un corpo fisico umano adeguato alfine di accogliere un Dio senza dover essere subito distrutto, polverizzato dal fuoco divino, occorreva per questo ancora qualcosa, e cioè un Entità umana particolare che era stata protetta fin dai tempi della creazione dell’uomo dall’Arcangelo Michele nella sfera solare. Un Entità umana archetipica, il quale possedeva in sé ancora l’antica purezza di Adamo prima che questi fosse appunto tentato dalla potenza luciferica, in modo che fosse presente per la prima volta nell’ambito terrestre un corpo eterico avente in sé tutte e quattro le forze plasmatrici eteriche10, due delle quali erano state sottratte ad Adamo prima della tentazione da parte degli Dei. Il figlio di Dio, il quale Luca dice che nascerà dalla vergine Maria che è adombrata dallo Spirito Santo, non è altro che l’Adamo celeste protetto da Michele nell’ambito della “Loggia solare”.    ( II. Continua)

Collegno settembre 2021 – Antonio Coscia

Note Antroposofiche

8    Il Manu e un essere umano molto evoluto che ha superato di molto l’evoluzione normale dell’umanità, egli lavora in modo cosciente col suo Uomo spirito similmente a come fa un Archai alla trasformazione di una parte del  suo corpo fisico; in questo lavoro egli oltre ad essere ispirato da un Archai, è ispirato anche da entità superiori della seconda gerarchia e la sua coscienza arriva fino agli Spiriti della Saggezza. Il Manu precedente chiamato Noè o Melchisedec, apparteneva a un’evoluzione passata di un antico stato di coscienza cosmico o eone terrestre chiamato antica Luna* per cui è considerato un essere divino (semidio) chiamato Melchisedec. Egli  è conosciuto nella Bibbia come Noè, il quale aiutò l’umanità, atlantidea ad attraversare la terribile catastrofe del “Diluvio Universale”,  ossia dalla quarta Epoca Atlantica alla quinta Epoca Postatlantica* in cui ci troviamo tuttora. Si manifestò ad Abramo come sacerdote del Dio Altissimo sumerico  Ēl – Elyōn,  offrendogli  pane e  vino in cambio di un decimo del bottino; vale a dire che Abramo fu iniziato nei misteri del corpo fisico e del corpo eterico. Il nuovo Manu futuro sarà un Manu  umano che aiuterà ad attraversare l’umanità più evoluta nella sesta Epoca Postatlantica; ovverosia chi riuscirà a superare la “guerra di tutti contro tutti”, avendo accolto in sé  l’Impulso del Cristo. 

8*      Tutta l’evoluzione umana passa attraverso sette stati di coscienza cosmici detti «Eoni» di cui la Scienza antroposofica chiama: «Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano» (i nomi non sono in relazione con i pianeti del sistema solare attuale) di cui, ogni stato di coscienza passa attraverso sette stati di vita che a sua volta, ogni stato di vita passa attraverso sette stati di forma.  Ogni stato di forma passa a sua volta, attraverso sette Epoche e alla fine, ogni Epoca passa attraverso sette periodi di cultura.  Come possiamo vedere è un’evoluzione alquanto complessa che non può essere spiegata in una nota, poiché ci porterebbe oltre il tema di questo capitolo, per cui prenderemo in esame soltanto lo stato di forma attuale della nostra Terra. Diciamo quindi che l’umanità è già passata attraverso tre stati di coscienza quali: «Saturno, Sole e Luna», siamo attualmente nel quarto stato di coscienza chiamato Terra che deve passare attraverso: «Sette stati di vita, sette stati di forma, sette Epoche e sette periodi di cultura».  Tralasciando tutti gli altri stati di forma che abbiamo già superato, diciamo che attualmente siamo nella quinta Epoca e nel quinto periodo di cultura, ossia in quello che sviluppiamo l’anima cosciente. Siamo entrati in questo periodo circa nel 1413, in concomitanza della costellazione dei Pesci. Se guardiamo indietro alle Epoche che si sono succedute nell’arco della nostra storia culturale umana, viste chiaroveggentemente, l’uomo è andato sempre più perfezionandosi elevandosi nel corpo e nell’anima, cui seguirà nel prossimo futuro, lo sviluppo della parte spirituale superiore. Dobbiamo collocare pertanto il suo inizio diverse migliaia di anni fa, con la prima Epoca chiamata «Polare»; a essa seguirono una seconda «Iperborea», una terza «Lemurica»(origine del peccato originale), una quarta «Atlantica», che terminò col famoso «diluvio universale» e infine, la nostra: la «Quinta Epoca Postatlantica»; cui seguiranno una Sesta e una Settima Epoca. Ogni Epoca a sua volta, abbiamo detto che va suddivisa in sette periodi di cultura di cui, quattro sono già passati quali: il Paleo Indiano, che possiamo collocarlo a circa 7500 anni a.C. dopo il diluvio universale o la catastrofe di Atlantide, o secondo l’Astrologia moderna, collocarlo sotto il segno del «Cancro». Durante quest’antico periodo di cultura, l’uomo perfezionava maggiormente il suo secondo arto corporeo cioè il corpo eterico, sotto la guida del grande re-sacerdote Melchisedec (Noè) il quale, iniziò i «sette Santi Rishi» nei misteri del corpo eterico quali guide della civiltà indiana e poi dopo, durante il periodo ebraico, anche il capostipite del popolo ebraico Abramo nei misteri del «pane e del vino», cioè nei misteri del corpo fisico e del corpo eterico. Seguì  poi un secondo periodo detto Paleo Persiano cui l’uomo sviluppò il corpo astrale o senziente, poi un terzo periodo di cultura detto egizio-caldaico-ebraico cui sviluppammo l’anima senziente, poi un quarto periodo greco-romano in cui l’umanità sviluppò l’anima razionale e finalmente nel nostro periodo attuale, il quinto periodo di cultura detto anglofono-tedesco, cui stiamo sviluppando l’anima cosciente.  Seguiranno nel futuro, un sesto e un settimo periodo di civiltà, dove l’umanità svilupperà il Sé spirituale o Manas e lo spirito Vitale o Budhi, alla cui fine seguirà una catastrofe simile al diluvio universale.

9 La cronaca dell’Akasha è la memoria dell’Universo attraverso cui viene impresso come un negativo spirituale tutto ciò che viene dall’uomo  pensato, sentito e voluto, nel  mondo fisico. Occorre distinguere due aspetti dell’Akasha: l’aspetto astrale il quale è solo la controparte dell’aspetto reale della vera sfera dell’Akasha o memoria universale e per cui, facilmente si può incorrere in errori dovuti alla poca esperienza del veggente che non abbia conseguito la facoltà della veggenza Intuitiva, e che comunque nulla toglie che possa commettere anche lui degli errori, anche se non nella misura di chi abbia sviluppato o conseguito solo gli altri due tipi di veggenza, ossia quell’Immaginativa o quell’Ispirativa. Il secondo aspetto è quel reale spirituale in cui è registrato nel vero mondo spirituale superiore, tutto il passato e il futuro dell’evoluzione cosmica umana – terrestre, tutto quello che succede nel mondo fisico e nel mondo dell’anima umana, è registrato in questo piano cosmico del Budhi, come memoria universale. Rudolf Steiner in merito, nel libro “Il Vangelo di Giovanni in relazione con gli altri tre e specialmente col Vangelo di Luca” spiega:

“Tutto ciò che succede nel mondo fisico – sensibile ha la sua controimmagine nel mondo spirituale. Se una mano si muove, non esiste solamente ciò che l’occhio vede, e cioè la mano in movimento, ma dietro la mano che si muove, dietro l’immagine visiva della mano ci sono per esempio il mio pensiero e la mia volontà: la mano deve muoversi. Vi è dietro un fatto spirituale. Mentre l’immagine visiva, l’impressione fisica del moto della mano passa, rimane inscritta la controimmagine spirituale nel mondo spirituale e vi lascia sempre una traccia, così che noi [ gli iniziati veggenti ], possiamo rintracciare tutti i fatti che sono avvenuti nel mondo, i fatti le cui tracce sono rimaste quali controimmagini spirituali. Nulla nel mondo può succedere senza che vengano lasciate tali tracce  “ –  conf. del 25 giugno 1909, pag. 26 O.O. n. 112.

La Scienza antroposofica spiega che la vera memoria akashica, è situata  oltre il mondo devachanico, ossia oltre il mondo Celeste e della Ragione che va oltre le stelle fisse, ed è conosciuto nell’occidente come “mondo della Provvidenza”; è il mondo, dove origina la “vita universale”  i cui donatori sono gli Spiriti del Movimento (Dynameis), il cui corpo più basso è il “Principio Vitale o del Budhi” e che è situato prima della sfera del “Nirvana”, così  chiamato dai buddhisti.

10    Il corpo eterico è il secondo involucro della costituzione umana, la quale è formata da quattro eteri o forze plasmatrici eteriche costituitesi durante quattro stati di coscienza cosmici chiamati “Saturno, Sole, Luna e Terra”. Durante lo stato antico di Saturno fu creato l’etere di calore, quale dono delle entità della prima gerarchia che chiamiamo “Troni” o Spiriti della Volontà secondo la terminologia antroposofica.  Durante l’antico stato dell’eone solare  venne creato l’etere di luce quale dono delle Entità della seconda gerarchia che chiamiamo Kyriotetes o Spiriti della Saggezza. Nell’antico eone seguente dell’antica Luna, venne creato l’etere chimico o del suono, quale dono degli Spiriti del Movimento o Dynameis (Virtù). Infine nel nostro eone terrestre fu creato l’etere di vita quale dono degli Spiriti della Forma. Altri tre eteri verranno sviluppati e aggiunti durante gli eoni futuri degli stati cosmici superiori di coscienza che chiamiamo “Giove, Venere e Vulcano. Prima che Adamo potesse cadere anche vittima di Arimane durante l’Epoca Atlantica, gli Dei gli  sottrassero i due eteri essenziali, cioè l’etere chimico o del suono e l’etere della vita con i quali aveva la possibilità di autoriprodurre un suo simile androgino. Così  questi due eteri  non ebbero più la possibilità di essere presenti nei futuri discendenti di Adamo dopo che  dall’ultimo terzo del periodo lemurico fino al primo periodo Atlantico, avvenne la separazione dei sessi in esemplari maschili e femminili. Nella Scienza antroposofica l’anima adamitica o natanica è considerata maggiormente un Entità eterica cui è presente nel mito indiano della Bhagavad-Gita, dove è conosciuta col nome di Krishna, l’alter-ego di Arjuna, cioè una specie di Sé superiore, mentre nei misteri greci fu conosciuto come Apollo l’ispiratore divino della Pizia. Questi due eteri superiori saranno restituiti all’umanità quando l’uomo sarà maturo per congiungersi di nuovo al suo Sé superiore.