Il corpo incorruttibile e il corpo di resurrezione I

Andrej Rublëv, Icona di San Paolo (1407 circa,  Galleria Tret’jakov, Mosca)

Ma qualcuno dirà: «Come risuscitano i morti? Con quale corpo verranno?». Stolto! Ciò che tu semini non prende vita, se prima non muore; e quello che semini non è il corpo che nascerà, ma un semplice chicco, di grano per esempio o di altro genere. E Dio gli dà un corpo come ha stabilito, e a ciascun seme il proprio corpo … Così anche la risurrezione dei morti: si semina corruttibile e risorge incorruttibile;  si semina ignobile e risorge glorioso, si semina debole e risorge pieno di forza; si semina un corpo animale, risorge un corpo spirituale. Se c’è un corpo animale, vi è anche un corpo spirituale, poiché sta scritto che il primo uomo, Adamo, divenne un essere vivente, ma l’ultimo Adamo divenne spirito datore di vita. Non vi fu prima il corpo spirituale, ma quello animale, e poi lo spirituale.  Il primo uomo tratto dalla terra è di terra, il secondo uomo viene dal cielo. Quale è l’uomo fatto di terra, così sono quelli di terra; ma quale il celeste, così anche i celesti. E come abbiamo portato l’immagine dell’uomo di terra, così porteremo l’immagine dell’uomo celeste. Questo vi dico, o fratelli: la carne e il sangue non possono ereditare il regno di Dio, né ciò che è corruttibile può ereditare l’incorruttibilità. Ecco io vi annunzio un mistero: non tutti, certo, moriremo, ma tutti saremo trasformati, in un istante, in un batter d’occhio, al suono dell’ultima tromba; suonerà infatti la tromba e i morti risorgeranno incorrotti e noi saremo trasformati. È necessario, infatti, che questo corpo corruttibile si vesta di incorruttibilità e questo corpo mortale si vesta di immortalità (1 lett. Corinzi 15,35-53).

Il corpo incorruttibile e il corpo di resurrezione   I

Per capire quando suonerà l’ultima tromba e l’umanità sarà trasformata in un batter d’occhio come dice S. Paolo di Tarso nella prima lettera ai Corinzi, dobbiamo capire come si svolge l’evoluzione  umana nel quarto stato di coscienza cosmico della nostra Terra secondo la conoscenza della Scienza dello Spirito o antroposofia così come rivelata da Rudolf Steiner nelle conferenze del suo libro l’Apocalisse O.O. 104, aiutandoci con la tavola schematica come rappresentata da Rudolf Steiner nella conferenza  di Norimberga il 27 giugno del 1908 a pag, 189; (vedi Tav.1). Noi attualmente come possiamo vedere, siamo nel quarto stato di Coscienza Cosmico, chiamato Terra, e siamo nel quarto stato di Vita minerale, nel quarto stato di Forma fisico, nella quinta Epoca Postatlantica e nel quinto periodo di cultura o di civiltà. Ora tralasciando tutto il resto dell’evoluzione terrestre abbastanza complesso, per cui andremmo oltre lo scopo di questo articolo, vogliamo prendere in esame soltanto le Epoche e i periodi di civiltà. Pertanto, diciamo che l’evoluzione umana passa attraverso sette Epoche: “Epoca Polare, Iperborea, Lemurica, Atlantica, Postatlantica, sesta Postatlantica e settima Postatlantica; a sua volta ogni Epoca deve attraversare sette periodi di cultura o civiltà di cui ognuno costituito da circa 2160 anni, per cui un Epoca dura 2160X7 = circa 15120 anni. Attualmente siamo nella quinta Epoca Postatlantica e nel quinto periodo di cultura che durerà ancora per circa 1550 anni, dopodiché entreremo nel sesto periodo di cultura  e infine, nel settimo periodo di cultura cui l’umanità attraverserà una piccola catastrofe dove ognuno si scaglierà con odio verso ogni cosa e che Rudolf Steiner chiama “la guerra di tutti contro tutti”, ma non sarà ancora la fine; così come Noè il Manu1 divino aiutò l’umanità ad attraversare l’umanità di Atlante nell’Epoca Postatlantica, un altro Manu umano aiuterà gli uomini più progrediti a passare nella sesta Epoca Postatlantica, ossia l’epoca dei “Sette Suggelli” menzionata nel libro “Apocalisse” di   S. Giovanni,  dove attraverseremo di nuovo sette periodi di cultura cui anche qui termineranno con una catastrofe. Infine, i superstiti aiutati dal Manu umano passeranno nella settima Epoca Postatlantica o l’epoca delle “sette trombe” come menzionata nell’Apocalisse, cui anche qui attraverseremo sette periodi di cultura dove nell’ultimo periodo di cultura avverrà un’altra grande catastrofe come viene annunciato in modo velato da S. Paolo, cui la Terra si trasformerà e si eleverà a un gradino spirituale più alto cui gli uomini più progrediti passeranno attraverso un’evoluzione nella sfera astrale più perfetta, quale preannuncio del prossimo stato di coscienza di Giove.2  Quando arriverà quel momento, ancora molto lontano di migliaia di anni, quando cioè suonerà la tromba del “Giudizio divino” e la Terra terminerà la sua evoluzione planetaria, tutta la materia fisica, l’uomo compreso, sarà di nuovo ri-trasformata  in una materia più sottile cioè astrale, dove tutto si compenetra e dove ogni forma di vita è una visione spirituale, immagini reali come quelle che incontriamo quando oltrepassiamo la porta della morte e vediamo venirci incontro le anime dei trapassati, o degli stessi Dei della prima, seconda e terza gerarchia divina spirituale. S. Paolo non poteva spiegare in questo modo l’evoluzione umana alle anime di due millenni fa, essi non l’avrebbero compreso, per cui la conoscenza esoterica era data ai discepoli più progrediti attraverso un insegnamento iniziatico in alcune scuole nascenti di allora quale quella di Atene da parte del suo amico Dionisio. Da uno stralcio di conferenza di Rudolf Steiner del 17 marzo 1907 con il titolo “Il mistero cristiano” leggiamo: «… alla base della dottrina cristiana, come è insegnata comunemente, esiste un Cristianesimo esoterico. Sapete anche che nel Vangelo si trovano indicazioni di questo Cristianesimo, già nelle stesse parole: “Quando il Signore era davanti alle turbe parlava con immagini, quando però era solo con i discepoli le spiegava loro”. Vi era dunque un insegnamento rivolto a chi non poteva comprendere molto e al quale si doveva parlare con allusioni, senza approfondire, mentre esisteva anche un insegnamento destinato agli Iniziati. In questo senso il grande diffusore del Cristianesimo, Paolo di Tarso, insegnava al popolo ciò che leggiamo nelle sue Epistole. Ma oltre a questo insegnamento exoterico  destinato al popolo, esisteva anche un suo insegnamento esoterico. La storia esteriore non sa che Paolo fondò la scuola esoterica di Atene, sotto la guida di Dionisio. E in questa scuola esoterica cristiana era impartito ai discepoli più intimi quell’insegnamento segreto che oggi ritroviamo per mezzo della Scienza dello Spirito. La cultura ufficiale sa ben poco dei compagni esoterici di Paolo e del loro insegnamento ai discepoli più intimi di Atene. Si parla addirittura di un falso Dionisio, perché si dice che non è possibile dimostrare che qualcosa dei suoi insegnamenti sia stato scritto a quei tempi. Viene dunque chiamato “Pseudo-Dionisio” colui che insegnò questo esoterismo nel VI secolo. Dicono così solo quelli che non sanno quale fosse l’uso del tempo nel campo di questi insegnamenti così riservati. Solo ai nostri tempi si è diffusa l’abitudine di precipitarsi tutti a scrivere in gran fretta. Nei tempi antichi si teneva celata al pubblico la verità più sacra, si studiava la persona a cui la si affidava, la si insegnava solo nella scuola esoterica, da persona a persona, a chi ne era veramente degno. Così anche gli insegnamenti dell’esoterismo cristiano erano trasmessi da persona a persona, e nel VI secolo alcuni furono messi per iscritto. E giacché si usava che il capo di questa scuola portasse sempre il nome “Dionisio”, anche il capo della scuola di Atene del VI secolo portava questo nome, il nome del suo grande predecessore, dell’amico di Paolo. Nel senso di questa scuola, proprio per come era insegnato in questa, esamineremo ora il significato del peccato contro lo Spirito Santo, o meglio del vizio contro lo Spirito Santo, e il concetto cristiano della Grazia» (Ibidem O.O.97).

Per questo gli insegnamenti di Paolo non sono stati compresi nel suo aspetto esoterico cui egli era solito esprimersi nelle scuole di pensiero iniziatiche e in modo particolare, alcuni suoi insegnamenti quali la costituzione tricotomica dell’uomo che nel nono secolo fu confutata è messa al bando come eretica. Questo ha fatto sì che nell’arco dei secoli della storia del cristianesimo, gli insegnamenti di Paolo venissero interpretati dalle guide religiose da un pensiero razionale materialistico, solo più attraverso l’aspetto exoterico da diffondere alle masse profane.  Pertanto  andò diffondendosi  la credenza popolare religiosa, la quale moltissime persone pensa che i corpi umani deceduti da millenni risorgeranno dalla terra e saranno di nuovo ricomposti da Dio esattamente come erano in vita, per cui dopo aver esaminato e giudicato le loro azioni compiute quando erano in vita moltissime migliaia di anni fa, se ritenuti degni saranno di nuovo ammessi nel consesso angelico del paradiso; cioè per meglio dire, l’umanità ritornerà di nuovo alla sua origine divina come era prima della caduta o della tentazione da parte di Lucifero. È una visione ingenua e illusoria da parte di guide religiose che non hanno più appunto la conoscenza dei misteri antichi cristiani cui a volte, Paolo quale altissimo iniziato cristiano, esprimeva attraverso un linguaggio immaginativo misteriosofico che aveva appreso sia dai misteri iniziatici del giudaismo sia da altre fonti pagane, che va appunto interpretato tramite un pensiero intellettuale veggente o ispirato dal mondo angelico. Il pensiero concettuale moderno è incapace di comprendere alcune espressioni del linguaggio esoterico usato da Paolo nelle sue lettere indirizzate a discepoli che erano a conoscenza dell’antica gnosi cristiana, cui oggi può essere svelato solo a un pensiero intellettuale più idoneo che possa attingere alla conoscenza del nuovo cristianesimo esoterico moderno meno misticheggiante, evolutasi dal XIII secolo in poi in una visione  più realista che si fonda su verità ispirate da Maestri di saggezza, da iniziati cristiani-rosacruciani chiaroveggenti, cui possono indagare nei mondi spirituali dell’Akasha e leggere gli eventi passati e futuri, di eventuali prove e catastrofi cui l’umanità dovrà superare alfine di realizzare in sé una coscienza morale che possa elevarla a stati di coscienza superiori dello spirito. 

A questo punto potremmo allora  chiedere a cosa sia servito essere discesi sulla Terra ed essere passati attraverso il dolore e la sofferenza umana quale prova del superamento del nostro karma negativo dovuto alla nostra imperfezione morale, se dopo tutto, alla fine ritorniamo di nuovo senza nulla aggiungere allo stato originario paradisiaco in cui eravamo prima della tentazione di Lucifero. Tutta la sofferenza e il dolore vissuto in più momenti non solo in questa vita, ma anche e soprattutto nelle nostre vite passate che hanno determinato il nostro destino karmico attuale e  quello futuro cui però abbiamo la possibilità di cambiare in un destino meno doloroso, ha lo  scopo di realizzare una meta futura ancora sconosciuta a chi non ha ancora una preparazione sul piano della conoscenza esoterica, per cui ha molto più senso che quello invece di accontentarci di una sola vita e del premio paradisiaco  che alla fine dell’epoca terrestre, ognuno pensa che gli spetti come compenso  quale errore divino, per aver fatto entrare Lucifero in paradiso, alfine che l’uomo fosse messo alla prova da Dio. Dobbiamo  invece pensare che la nostra meta umana è tutt’altro che vivere in un paradiso eterno come automa, come semplici specchi al servizio degli Dei, ma che invece abbiamo la possibilità grazie al Cristo di elevarci oltre i nostri stessi creatori, cioè gli Elohim o Spiriti della Forma. Questo peccato paradisiaco difatti, fu voluto da una Volontà divina superiore in vista di ciò che deve realizzare e diventare l’uomo futuro, cui fu permesso a degli spiriti luciferici3 inserirsi nell’anima umana  (corpo astrale)  in modo da redimere sé stessi e dando così la possibilità all’uomo di acquisire la forza del libero arbitrio, cosicché  imparasse a discernere il bene e il male in modo da svincolarsi dall’autorità divina dei suoi creatori divenendo un uomo libero e autonomo, e non appunto un semplice specchio divino.  Non voglio dilungarmi ancora su un tema che ho già cercato di chiarire in diversi articoli antroposofici apparsi sul blog “Pensieri Antroposofici dell’Anima”, ma piuttosto riflettere sul significato della ricorrenza della Pasqua cui ricordiamo l’evento della risurrezione quale evento del Golgotha attraverso cui il Cristo risorse rivestendosi del corpo incorruttibile con il quale apparve ai suoi discepoli, e prima di tutti a Maria di Màgdala che tutto subito non riconobbe Gesù, scambiandolo per il giardiniere. Il corpo con il quale il Cristo si presentò ai discepoli non era ancora comunque il corpo di resurrezione, ma un corpo eterico molto più denso dell’eterico normale; che  cos’è dunque il corpo incorruttibile  o di resurrezione?               (I. continua).

Collegno,  aprile 2023                                                              Antonio  Coscia

Note  Antroposofiche

1    Rudolf Steiner nel libro “Gerarchie Spirituali” spiega in modo sintetico le tre categorie di uomini evoluti che in oriente sono chiamati: “Dhyani-Buddha, Bodhisattva e i Budha umani”. A  pag. 111  egli scrive: “Una Personalità umana che esteriormente è sì un uomo della nostra quinta Epoca Postatlantica, ma che in realtà porta in sé uno Spirito della Personalità o Archai e ne è animato fin dentro il corpo fisico, si chiama nella dottrina orientale Dhyani-Buddha. In breve possiamo dire che un Manu è un essere umano molto evoluto che ha già superato di molto l’evoluzione umana, il quale lavora in modo cosciente con lo Spirito Vitale, alla trasformazione parziale del corpo fisico in Uomo Spirito; in questo lavoro è ispirato non solo da un  Archai ma anche  da esseri superiori della seconda gerarchia  spirituale. Mentre i Manu prima della venuta del Cristo, erano uomini divinizzati che hanno aiutato l’umanità a evolversi a stati superiori di coscienza, il prossimo Manu sarà un uomo discepolo del Cristo  che grazie al corpo  di resurrezione, si eleverà fino al grado di Dhyani-Buddha e aiuterà l’umanità a superare la catastrofe futura dovuta alla “guerra di tutti  contro tutti”, guidando i superstiti più evoluti nella sesta Epoca Postatlantica.

2    Il periodo di Giove è lo stato di coscienza che seguirà il nostro stato terrestre dopo che l’umanità sarà salita al grado angelico, ossia quello stato che nell’Apocalisse è menzionata da Giovanni come la «Gerusalemme Celeste». In questo stato di coscienza cosmico, l’Entità umana deve completamente purificare e trasformare il corpo astrale in Sé spirituale salendo così al grado superiore di Arcangelo. La stessa cosa sarà per il gradino superiore di Arcangelo nell’eone di Venere, dove trasformerà completamente il corpo eterico in spirito Vitale o Budhi, e in ultimo, nel settimo stato di coscienza su Vulcano, dove trasformerà completamente il corpo fisico in Uomo spirito o Atma. A quel punto l’uomo, sarà una «Personalità divina umana» similmente a quella che si è manifestata alla «svolta dei tempi» nel Cristo Gesù. Ma per realizzare tutto questo, occorre che l’umanità possa compenetrarsi dell’impulso del Cristo com’è descritto dalla Scienza antroposofica, cosicché possa entrare in rapporto col corpo di «resurrezione del Cristo» con il quale sarà possibile proseguire l’evoluzione superiore. Nel periodo di Giove, l’uomo non avrà più il suo corpo fisico, poiché esso è un prodotto della nostra Terra e come tale va lasciato alla Terra; per cui esso va trasformato e sostituito da un corpo spirituale superiore che possa adeguarsi all’ambiente che sarà di Giove, cioè astrale. Occorre pertanto un corpo che possa supplire il nostro corpo fisico, in quanto l’uomo può avere la coscienza dell’io solo grazie a un corpo denso. Pertanto, nell’ambiente astrale di Giove, ciò che potrà supplire il nostro corpo fisico alfine di poter sviluppare la coscienza dell’io, è il corpo di risurrezione del Cristo. Questo è il mistero dell’eternità dell’anima! Eternità che l’uomo può conseguire già in questa incarnazione se riesce a unirsi al corpo di resurrezione del Cristo, giacché dopo la morte, la sua coscienza dell’io potrà continuare a esistere fino alla prossima incarnazione terrestre. 

3      Gli spiriti luciferici appartengono alla categoria di Angeli rimasti indietro durante l’evoluzione dell’antica Luna quando attraversavano il loro gradino umano, per questo si comportano come se fossero ancora a uno stato precedente di coscienza. Il loro capo è Lucifero (Demonio) perciò sono chiamati spiriti luciferici, i quali furono tentati da spiriti del male rimasti indietro e appartenenti alla categoria delle Virtù o Spiriti del Movimento. Lucifero è  l’immagine del Demonio che è scambiato dalla chiesa cattolica con l’altro spirito dell’ostacolo, chiamato  “Satana”. In realtà Satana appartiene alla categoria degli Arcangeli rimasti indietro durante l’evoluzione del loro gradino umano sull’antico Sole e per questo sono conosciuti dalla Scienza antroposofica come esseri arimanici. Possiamo ancora aggiungere che gli esseri luciferici operano ostacolando l’uomo nell’anima senziente, e gli spiriti arimanici ostacolano l’uomo nell’anima razionale.