La nuova comunità di Filadelfia e il sesto periodo di cultura quale avvento del Sé spirituale X

RAFAEL_-_Madonna_Sixtina_(Gemäldegalerie_Alter_Meister,_Dresden,_1513-14__Óleo_sobre_lienzo,_265_x_196_cm) - Copia

 

«Io sono l’uomo, Io sono il passato, il presente e il futuro. Ciascun mortale dovrebbe sollevare il mio velo. (Rudolf  Steiner)

10.

 Il male quale sviluppo del massimo bene II

        Nell’articolo precedente abbiamo messo in evidenza che l’uomo, secondo la Scienza antroposofica, deve accogliere le forze del male che operano nell’universo e che vengono accolte  in modo incosciente nell’anima umana:

«Le forze del male agiscono nel cosmo, e l’uomo le deve accogliere; facendolo egli introduce nel suo essere il germe per sperimentare la vita spirituale, soprattutto con l’anima cosciente (…). Se l’uomo non accogliesse le disposizioni al male, delle quali abbiamo appunto parlato, neppure arriverebbe a sviluppare in sé, traendolo dalla sua anima cosciente, l’impulso ad accogliere dal cosmo lo spirito che d’ora in avanti deve fecondare tutta la civiltà ove essa non voglia essere cosa morta»; (Ibidem).

      Ciò vuol dire che queste forze possono concorrere come effetto collaterale quale conseguenza di una nostra perturbazione o disarmonia psichica, in cui siamo spinti poi dopo a commettere un’azione malvagia dovuto ai nostri pensieri o sentimenti egoistici immorali. Perciò la colpa non si può certamente imputare a queste forze cosmiche del male, ma valutare nell’insieme anche le altre forze dell’ostacolo che abbiamo citato, ovverosia  quelle forze dell’ostacolo luciferiche, arimaniche e asuriche che liberate da noi, per la mancanza di forza morale e di discernimento, concorrono a farci commettere un’azione negativa malvagia. Possiamo meglio approfondire con un esempio questo aspetto complesso che intrecciandosi con il nostro karma, può condurci a compiere il male laddove può concorrere una causa specifica risalente a una nostra vita precedente in cui subimmo un’azione negativa che ora secondo la «legge karmica» chiede di essere pareggiata. Possiamo in tal caso agire in due modi diversi e cioè: compiere la stessa azione malvagia, nei confronti del nostro debitore, ossia reagendo con un atteggiamento negativo verso chi ci offese secondo la legge del taglione,     «occhio per occhio, dente per dente, etc.»; Levitico 24,20. In questo caso l’individuo in questione che compia il male, quel male sarà imputabile alla legge del taglione che opera in lui come principio antico yahvetico non trasformato dalla legge del perdono e dell’amore cristiano. Diciamo allora che, non sono le forze cosmiche del male disposte in lui a fargli compiere il male, (esse possono cooperare come effetto collaterale) ma al fatto che egli non accolse in sé, né nella vita precedente né in questa vita l’impulso del perdono, ossia l’impulso del Golgotha che quale impulso dell’amore e della dedizione verso gli altri può permetterci di trasformare grazie al Cristo, un torto subito in un impulso di perdono. Il secondo modo di agire dunque, quando il nostro io si sia compenetrato dell’Impulso del Cristo, sarà quello di rinunciare alla vendetta di riscuotere il debito e avere la forza di perdonare. Con ciò possiamo allora dire che se prima di morire abbiamo avuto modo di avvicinarci all’impulso cristiano, non varrà più per noi la legge del taglione (in quanto il Cristo modificò questa legge cruenta) ma opererà in noi l’impulso del perdono verso chi ci ha fatto del male, e l’impulso di amore e di dedizione verso chi abbiamo offeso. Cosicché dopo la morte quando la nostra coscienza inferiore sarà sostituita dalla saggezza della nostra coscienza superiore che è molto più saggia, saremo guidati affinché nella prossima incarnazione possa nascere tra creditori e debitori, la legge dell’amore e della fratellanza quale vero atto del perdono cristiano. Con questo possiamo dire che siamo arbitri del nostro destino! possiamo andare a sinistra o a destra, ciò dipenderà dalla nostra volontà morale, di quanta forza cristica siamo stati in grado di accogliere nella nostra anima, in modo da agire non secondo l’impulso delle forze cosmiche del male che operano  in noi dal cosmo e, né tantomeno dalle forze del male di cui siamo ispirati dalle tre correnti dell’ostacolo sopra citate, ma sapremo agire secondo il giusto  discernimento morale cristiano che opera in noi quale luce divina del Cristo.

      Pertanto in merito a quello detto sopra nei riguardi delle forze cosmiche del male che devono essere accolte dall’uomo, occorre ancora qui ricordare che queste forze del male secondo Rudolf Steiner, vanno accolte perché hanno il compito di stimolare in noi lo sviluppo dell’anima cosciente, ossia di elevarci al di sopra della mera anima senziente (anima dell’istinto) che è maggiormente legata alle brame e ai desideri della vita materiale, così come il nostro pensiero egoista e arrogante all’anima razionale, per ascendere e prendere coscienza di una più pura vita spirituale di sentimento, di pensiero e di volontà, in modo da realizzare in noi la vera natura dell’Io umano che quale essere originario paradisiaco dell’istinto, si ritrovi di nuovo come uomo divino autocosciente nel consesso divino col Padre. Esse devono agire dunque per stimolare in noi l’inclinazione ad accogliere la vita spirituale che si armonizzi con la vita spirituale degli altri, ma nello stesso tempo, dobbiamo fare attenzione a non giustificare mai il male che possiamo arrecare agli altri imputandolo a queste forze cosmiche e non piuttosto, a noi stessi.

       Per questo, è importante che accogliamo quella conoscenza spirituale che possa darci la possibilità di approfondire il «mistero del Cristo Cosmico» realizzatosi durante l’evento del Golgotha nell’uomo Gesù di Nazareth e con esso, «l’Impulso del Cristo» che scaturì dalla morte e resurrezione del grande Dio solare. Cosicché nel metterlo in pratica, impariamo l’arte dell’amore; ovverosia a trasformare il nostro egoismo in amore cosmico umano, tramite cui possiamo sviluppare in noi la coscienza morale in grado non solo di purificare e di elevare il nostro corpo astrale, ma realizzare la consapevolezza di autoconoscersi qual essere divino creato da Dio. Quest’autoriconoscimento nell’anima cosciente e di conseguenza la congiunzione col Sé superiore (giacché come abbiamo menzionato essi, sono strettamente congiunti spiritualmente) ci darà a sua volta, la possibilità di accogliere similmente a una coppa graalica il nostro vero uomo superiore, cioè il «vero Io», in quanto logos e frammento divino del Cristo. Ossia prenderemo coscienza similmente alla manifestazione del Cristo apparso a S. Paolo, sulla via di Damasco, ove egli poté dire: «Non Io ma il Cristo in me» e che a suo tempo, ci permetterà di purificare e nello stesso tempo di redimere anche gli «esseri spirituali dell’ostacolo» dai quali siamo perturbati. Tutto questo può essere realizzato se decidiamo di lavorare attivamente ed energicamente su noi stessi, con l’aiuto degli esercizi e della conoscenza che ci offre la Scienza antroposofica insieme all’ispirazione del nuovo bodhisattva Maitreya, dandoci anche la possibilità di prepararci nella nostra epoca di cultura quali semi di una nuova epoca futura, nella quale lo Spirito Santo, farà discendere dall’alto come un fuoco pentecostale, il principio del Sé spirituale nell’anima umana.

        Quest’immagine possiamo contemplarla nell’arte cristiana tramite la «Madonna Sistina» di Raffaello, ove egli in un momento di vera ispirazione spirituale dipinse la figura femminile della «Sapienza divina»29 (l’inviata dello Spirito Santo) quale archetipo superiore dell’anima umana, rappresentata dalla Madonna che tiene in braccio il bambino divino che guarda verso il futuro, (ossia al sesto periodo di cultura dietro di cui appaiono una miriade di teste di angioletti), quale principio archetipico del Sé spirituale che è donato agli uomini tramite la collaborazione della sfera angelica, e quale sviluppo e realizzazione della futura epoca teocratica della «comunità di Filadelfia».

       A fronte di ciò, possiamo pensare che Dio nel permettere che il male debba essere accolto in modo incosciente dall’uomo volente o nolente, dopo avergli concesso la facoltà del libero arbitrio, non siamo in fondo di fronte a una nuova ingiustizia divina simile al peccato originale la cui colpa non possa essere imputabile all’uomo, ma al fatto che Dio permise a Lucifero di entrare nel Paradiso in modo che Adamo fosse tentato a commettere la disobbedienza? È difficile dare qui una risposta solo attraverso il nostro raziocinio intellettuale con il quale non è possibile andare oltre la nostra realtà materiale, per cui ciò porta a dire che, questi sono solo pensieri umani che non riescono ad andare più di là dal proprio naso, giacché non siamo in grado di concepire il «volere divino». Il nostro pensiero intellettuale astratto non è in grado difatti, di afferrare la realtà spirituale, occorre per questa sviluppare un pensiero intellettuale immaginativo e persino quello più alto, cioè quello intuitivo – veggente, con il quale è possibile unirci alla realtà divina dell’«Essere» per concepire in parte il Suo disegno, quale meta di tutta l’evoluzione cosmica umana cui si è accennato in questo tema. Ed è ancora Rudolf Steiner a rispondere di nuovo al nostro contesto, chiarendolo nel libro «Gerarchie Spirituali».

       «Anche in quello che si potrebbe chiamare l’origine del male, anche in ciò, esse, [ le divinità del male: le Virtù o Dynameis cui fu comandato di diventare divinità dell’ostacolo], eseguiscono solo il volere divino. Facendosi serve del male, compiono il volere divino il quale, attraverso il male, vuol sviluppare il massimo bene; (O.O. 110 pag, 154, 155)».

       Se il massimo bene è ciò che dovrà esprimere l’uomo in un futuro non molto lontano quale decima gerarchia dell’«amore e della libertà» alla fine dell’eone terrestre, come potrà allora esprimere queste altissime virtù se egli stesso non ha sperimentato in sé, il male quale grande ostacolo del bene?

       Il male che stiamo vivendo in quest’epoca, è l’ostacolo che dobbiamo superare per il fatto che stiamo sviluppando in modo incosciente una parte della nostra natura umana divina, cioè l’anima cosciente, tramite la quale l’Io umano, può esprimere la manifestazione più alta di sé in un corpo umano. Nello stesso tempo egli può afferrarsi come un che di divino che abita in lui e che è congiunto a un essere a lui superiore che l’ha sempre guidato in ogni incarnazione in quel destino della vita, che a volte, per quanto possa essere stato doloroso ha tuttavia sempre accettato. Ciò affinché egli potesse salire nella scala evolutiva umana di un livello più alto, attraverso le forze del sacrificio e della redenzione quale esempio di un Dio fattosi uomo, cosicché ogni uomo che accolga il Mistero del Golgotha possa elevarsi tramite l’Impulso del Cristo30 e la Coscienza del Cristo31, alla dignità di un Dio. (fine)

Collegno giugno 2017                                               Antonio Coscia         

Agg. e corr. agosto   2018

Sopra: La Madonna Sistina di Raffaello

Note

29   La Sapienza divina è molto spesso confusa con lo Spirito Santo. In realtà appartengono a due rami gerarchici diversi, cui lo Spirito Santo è parte del terzo aspetto della Trinità Divina Universale che si manifesta nell’ambito delle gerarchie spirituali, in modo particolare tramite i Cherubini, gli Spiriti della Saggezza e gli Angeli.  La Divina Sapienza invece è un Entità composita, la quale è mediatrice dello Spirito Santo, dal quale accoglie la Sapienza divina e la manifesta nell’ambito del mondo delle gerarchie che vanno dagli Spiriti della Saggezza fin nell’ambito dell’anima umana, attraverso i suoi messaggeri che appartengono alla categoria di Iniziati o uomini più evoluti chiamati  Bodhisattva. Essa nasce nell’antico stato di coscienza del Sole come Essere composito formato dagli Spiriti della Saggezza o Kyriotetes, dagli Spiriti del Movimento o Dynameis, dagli Spiriti della Forma o Potestà, dagli Spiriti della Personalità o Archai e dagli Spiriti del Fuoco o  Arcangeli;  sull’antica Luna si aggiunse la gerarchia degli Angeli e nello stato di coscienza dell’eone Terra, si aggiungeranno alla fine gli uomini, come decima gerarchia  Cosicché possiamo dire che quest’Essere è un’Entità composita settemplice, formata dall’insieme di tutte le gerarchie che vanno dagli uomini, su fino agli Spiriti della Saggezza.  E come l’uomo anela alla sua trinità superiore spirituale, ossia al Sé, Buddhi e Atma, anche quest’Essere anela ai tre principi gerarchici superiori, ossia i Troni, i Cherubini e i Serafini. Quest’Essere fu conosciuto nel mondo egizio come la divina Iside, nel mondo greco come Iside – Sofia, e nell’esoterismo cristiano come Iside – Maria; occorre però dire che nel mondo spirituale non esiste la differenza dei sessi in maschio e femmina ma esiste soltanto come androgino asessuato. La differenza nel fatto che gli Dei possano manifestarsi a volte con la forma femminile e a volte in quella maschile, dipende dalla loro manifestazione nel mondo dell’anima umana. Ossia, quando l’Entità divina si manifesta nella sua realtà individuale, essa  si presenta assumendo la caratterista maschile; quando invece è messaggero delle Entità superiori, si manifesta assumendo la caratteristica femminile.

         Nel 5° sigillo apocalittico, è  rappresentata l’immagine della Sofia cosmica come appare a Giovanni nella sua visione spirituale e come viene rappresentata immaginativamente da Rudolf Steiner nei sette sigilli apocalittici. In merito Egli dice: «Da questa immagine possiamo riconoscere che nella lotta contro la magia nera, l’unione dell’umanità con la «Celeste Sofia» sarà di decisiva importanza. E a questo punto consideriamo che nell’Antroposofia è dato all’umanità un cammino che vuole portarla a collegarsi con la sfera cosmica della Sofia, allora comprenderemo anche che nel nostro tempo la miglior protezione contro la magia nera (e in generale contro il male) è l’Antroposofia. Infatti, l’uomo viene protetto dal male soltanto approfondendosi nella vita spirituale del bene (O.O. 273, 28.9.1918). E questa per il nostro tempo è appunto l’Antroposofia … Il contenuto spirituale del quinto sigillo è appunto questo e per cui esso appartiene anche ai migliori mezzi occulti per proteggersi dagli influssi della magia nera (vedi libro citato alla  nota 24 di Sergej O. Prokofieff, pag, 303-305).

30   Abbiamo già cercato di sintetizzare nella nota 3 degli articoli precedenti, dicendo che l’Impulso del Cristo è un tema molto complesso e profondo poiché riguarda diversi aspetti sia nell’ambito dell’evoluzione della Terra che in quello dell’anima umana, per cui in questa nota possiamo limitarci a dare un chiarimento sintetico da un altro punto di vista, alle persone che non hanno ancora avuto modo di approfondire i misteri del cristianesimo esoterico secondo la concezione antroposofica. Possiamo quindi dire che l’Altissima Entità solare del nostro universo, XX secoli fa nell’udire il lamento di sofferenza e di dolore provenire dalla Terra,  mosso a compassione lasciò il Sole per venire in soccorso di noi uomini. Fu per  il Cristo  un puro atto libero d’amore universale e un sacrificio infinito, in quanto dovette abbandonare un’altissima dimensione spirituale e scendere comprimendosi sempre più, per entrare nell’angusta corporeità di uno degli uomini più evoluti della Terra, vale a dire l’uomo Gesù di Nazareth dietro la cui Personalità umana si celava il grande Zarathustra, uno dei più alti iniziati solari e discepolo del Cristo, oggi conosciuto come «Maestro Gesù».  Questa Sua discesa da mondi infiniti dello spirito, fu per la Terra e per gli uomini, un’esperienza nuova e nello stesso tempo stravolgente, in quanto per la prima volta un «impulso divino» attraversava l’esperienza della morte umana, per ridurre il potere di Arimane sulla paura che incuteva agli uomini nell’attraversare la porta della morte. Dopo la morte sulla croce del Golgotha, il Cristo discese fino all’ultimo strato spirituale del nocciolo interno della nostra Terra (Inferno), dove «Bene e Male» convivono, anche se separati spazialmente, da un abisso spirituale tra le forze buone della prima gerarchia (Troni, Cherubini e Serafini) e da quelle soratiche del male, cioè gli Asura. Qui il Cristo creò dalla trasformazione del corpo del «Fantoma» di Gesù (vedi nota 24) un nuovo corpo spirituale superiore che conosciamo come «corpo di resurrezione», con il quale Egli risorse il terzo giorno della domenica di Pasqua, dopo aver rimesso il potere di Arimane nei suoi limiti e dato alla Terra la svolta a congiungersi un giorno di nuovo col Sole. Grazie a ciò, il Cristo diede agli uomini la speranza che la morte non esiste, ma che dietro alla morte si celi il volto del Padre, con il quale l’uomo si unisce dopo la morte fisica per l’inizio di una nuova vita. L’uomo non viene annientato dalla morte, in quanto il Cristo la vinse dando la possibilità a quelli che si compenetrano dell’Impulso del Cristo e della coscienza del Cristo secondo la conoscenza antroposofica, di unirsi un giorno al corpo di resurrezione del Cristo, conquistando in tal modo l’immortalità dell’io umano.

      Ciò che soccombe alla morte è soltanto il nostro corpo fisico, ossia l’involucro materiale esterno perituro di cui ci  avvaliamo come strumento per la nostra evoluzione  e perfezione nel mondo fisico; ma il nostro Io terreno e l’anima di cui ci avvolgiamo alla nascita come strumento animico, non muoiono, ma si adattano a vivere dopo la morte in una nuova dimensione dove la materia assume uno stato più sottile e luminoso (mondo astrale), in cui ci compenetriamo con le altre anime vivendo in uno stato unitario qual è il mondo divino spirituale.  Il Cristo, nei tre anni di convivenza negli involucri animici-spirituali di Gesù di Nazareth, non solo ripristinò le quattro parti costitutive umane, ossia: «Il corpo fisico (Fantoma), l’eterico, l’astrale e l’Io terreno», ma trasformò come menzionato, dal vecchio corpo antico di calore di Saturno, un nuovo corpo più elevato e luminoso, vale a dire  il «corpo di resurrezione» o il nuovo Adamo. E come dal vecchio Adamo discese l’umanità a causa della tentazione luciferica, così con il nuovo Adamo tutta l’umanità potrà risalire alla sua origine divina grazie al sacrificio e alla «Grazia» del Cristo. Occorre pertanto unirsi al corpo di resurrezione che secondo l’economia spirituale, il Cristo ha moltiplicato per ogni uomo della Terra e che appunto ognuno di noi può accogliere solo dopo aver accolto l’Impulso del Cristo e risvegliato in noi la «coscienza del Cristo», ossia il motto paolino: «non Io ma il Cristo in me». Questi due impulsi spirituali furono generati dall’azione del Cristo nella Sua discesa in un corpo umano che divenne poi visibile e oggettivo allorquando i romani nell’arrestare Gesù nel giardino dei Getsemani, videro un ragazzo che lo seguiva a distanza cui  essi cercarono invano di prenderlo, ma riuscirono solo a togliergli di dosso il lenzuolo lasciandolo nudo.

      “Un giovane lo seguiva, coperto soltanto con un lenzuolo; e lo afferrarono; ma egli, lasciando andare il lenzuolo, se ne fuggì nudo”.   Mc 14,51-52

     Rudolf Steiner dice che questo giovane rimasto nudo è l’Impulso del Cristo; è come dire un «Archetipo spirituale», un Io superiore dell’umanità, cui gli uomini devono rivestire di un corpo astrale, un corpo eterico e un corpo fisico (spirituale), affinché possano essere compenetrati dal Vero Io cosmico del Cristo e attraversare superando le catastrofi future, cioè quella alla fine della nostra quinta Epoca (la guerra di tutti contro tutti); la seconda alla fine della sesta Epoca dei sette suggelli e l’Epoca delle sette trombe, (vedi Tav. 1 della nota 2).

Possiamo dunque rivestire questo Io superiore dell’umanità:

a) Corpo Astrale = sviluppo tramite le forze di vera fede e di meraviglia.

b) Corpo eterico = sviluppo tramite il vero amore e dedizione verso gli altri.

c) Corpo fisico (spirituale) = sviluppo tramite la  coscienza morale.

      Fede e meraviglia, aiutare il prossimo con vero amore e dedizione e sviluppo della coscienza morale, sono le tre virtù animiche spirituali che dobbiamo sviluppare per rivestire l’Impulso del Cristo quale «Archetipo spirituale» della futura umanità, che potrà essere salvata a superare le prove finali col male e con la magia nera delle Entità degli ostacoli, in un futuro ancora remoto ma che comunque occorre già preparare ora, dal nostro quinto periodo di cultura.

31    Prima dell’evento del Cristo la coscienza umana non era ancora presente nell’uomo come nello stato attuale; essa si manifestava attraverso una coscienza chiaroveggente ottusa che possedevano ancora i popoli antichi quali i greci e i romani. Mentre nell’uomo attuale il rimorso per aver compiuto una cattiva azione è accompagnato da un disagio interiore o dalla sofferenza animica per ciò che di male abbiamo compiuto, nei greci e nei romani antichi si presentava loro un’immagine astrale esteriore terrificante che terrorizzava e perseguitava chi si era reso colpevole di un’azione malvagia. Queste immagini spettrali erano temute e conosciute dai greci col nome di  «Erinni» e presso i romani col nome di «Furie». Col passare dei secoli insieme alla scomparsa della chiaroveggenza ottusa dell’umanità, anche queste immagini spettrali scomparvero lasciando il posto alla «voce della coscienza» che similmente a un giudice severo, cominciò a manifestarsi dal profondo umano giudicando e rimproverando quelle azioni scriteriate, mettendo l’uomo  di fronte alla sua responsabilità morale. Essa cominciò a manifestarsi in concomitanza dell’evento del Golgotha tramite l’Impulso dell’Io-Cristo scaturito dall’incarnazione dell’altissima Entità solare nel corpo di Gesù di Nazareth. Questa coscienza del Cristo nasce durante lo sviluppo dell’anima razionale come coscienza d’amore dell’Io cosmico nell’umanità, manifestandosi dapprima in modo istintivo e  alimentata da una fede viva nel Cristo cosmico. Con l’avvento di  Costantino il Grande, il cristianesimo divenne religione di Stato perdendo così la freschezza quale originario cristianesimo cosmico nascente, indurendosi sempre più nei dogma di un cristianesimo divenuto nell’arco dei secoli una sintesi di romanesimo, ebraismo e paganesimo. Cosicché la coscienza del Cristo fu sospinta dalle forze arimaniche nel profondo, facendo emergere sempre più una coscienza egoistica arimanizzata che nel periodo dello sviluppo dell’anima cosciente (vedi le note 7-8) causò tanto dolore e sofferenze nell’umanità con le due guerre mondiali (1914-18 e 1939-45) con la disastrosa perdita di 55 milioni di morti, tra militari e civili. Occorre che oggi appunto se non vogliamo andare verso disastri peggiori, dobbiamo risvegliare la coscienza del Cristo così come insegnato dalla Scienza dello Spirito o  antroposofia, in modo da realizzare nell’umanità attraverso l’Impulso del Cristo, quell’amore cosmico umano, il solo che possa unire gli uomini in una nuova fratellanza universale in unità col Cristo, in vista del prossimo avvento della comunità di Filadelfia quale sesto periodo futuro del Sé spirituale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La nuova comunità di Filadelfia e il sesto periodo di cultura quale avvento del Sé spirituale VII

William-Blake-Il-Numero-della-Bestia-è-666

William Blake – Il numero della Bestia è 666 (1805-1810)

       «Il bene non sarebbe un sì grande bene, se esso non crescesse mediante il superamento del male.  L’ amore non sarebbe così intenso se non divenisse un amore talmente grande da vincere persino la bruttezza nel viso degli uomini cattivi. Questo vien preparato già prima e agli allievi (del manicheismo) viene detto: “ Non dovete credere che il male non abbia la sua giustificazione nel piano della creazione; vi è compreso, affinché attraverso di esso esista una volta il grande bene”».                                 Rudolf Steiner   (O.O. 104, 25.6.1908). 

  7. Il numero  della Bestia e le quattro virtù di S. Paolo I

Ricapitolando brevemente quello che abbiamo detto finora, dovrebbe esserci chiaro che stiamo vivendo una particolare esperienza in questo nostro quinto periodo di cultura della quinta Epoca Postatlantica, ove l’uomo è messo di fronte a una scelta, e cioè: salire verso l’alto nel mondo spirituale come uomo divinizzato, o restare indietro nell’evoluzione terrena con la probabilità di essere afferrato e sedotto dalle forze dell’ostacolo e in modo particolare dalle forze soratiche del male rappresentate dalle Entità asuriche che cercheranno di cancellare i ricordi dall’Io, umano. L’uomo può evitare tutto questo se si lascia ispirare dagli spiriti buoni che cercano attraverso una sempre maggiore divulgazione della conoscenza, di risvegliare la coscienza umana allo sviluppo non solo della vita esteriore materiale ma nello stesso tempo, anche a uno sviluppo morale interiore della vita dell’anima, dando nello stesso tempo all’io umano la possibilità di unirsi non solo al suo Io superiore, ma anche al Vero Io attraverso il corpo di resurrezione del Cristo. Ciò è possibile realizzarlo, se accogliamo e ci compenetriamo sempre più innanzitutto dell’Impulso del Cristo, tramite il quale possiamo risvegliare in noi la coscienza del Cristo, cosicché possa esserci dato quell’aiuto che può accendere in noi quel giusto calore (menzionato nella nota 24) che occorre avere per accogliere e unirci al calore e alla luce spirituale del Suo corpo Glorioso di risurrezione, alfine che il nostro Vero Io possa rivestirsi di questo corpo incorruttibile macrocosmico spirituale per continuare nei futuri eoni o stati di coscienza, l’esperienza divina umana su dei piani più alti di coscienza.

A questi tre impulsi morali angelici, si contrappongono non solo i tre impulsi negativi delle tre correnti dell’ostacolo, ma anche l’impulso negativo determinato dall’Angelo nel corpo astrale quando esso risulta inascoltato sul piano cosciente di ogni individuo umano, come sopra menzionato. Perciò l’anima umana nel suo divenire di autocoscienza divina sarà sempre più contrastata dalle  entità luciferiche, arimaniche e asuriche, le cui ultime con sempre più maggiore intensità si insinueranno nel corpo fisico (nella parte corporea – eterica) e nell’Io umano obnubilando la coscienza e i ricordi dell’esperienza umana. Le entità asuriche sono entrate nell’evoluzione soltanto da poco tempo, cioè durante il settimo secolo in concomitanza dell’anno 666 d.C. che nell’Apocalisse di Giovanni, come menzionato (vedi nota 16 e 27), corrisponde al numero della bestia soratica, l’anticristo solare, l’avversario del Cristo nella sfera del Sole. Esse hanno iniziato ad aumentare la loro potenza malefica e la loro intromissione nell’evoluzione umana, nel secondo periodo del numero della «Bestia» ossia nell’anno 1332, (cioè 2 volte 666 = 1332) con l’annientamento dei Templari da parte del re di Francia Filippo IV il Bello. Infine, si sono rafforzati maggiormente nel terzo periodo cioè nell’anno 1998,  (3 volte 666 = 1998), causando tre anni dopo  nel 2001,  l’attentato alle Torri Gemelle di New York da parte di fondamentalisti islamici attraverso i quali operano gli spiriti  arimanici e asurici seminando attraverso il male, il terrore della paura e della morte per deflagrazione di uomini votati all’autodistruzione che in stati di alterazione psichica, si annientano facendosi esplodere coinvolgendo nel loro folle gesto uomini, donne e bambini.

Rudolf Steiner ci comunica che questi spiriti si faranno sempre più forti (in modo particolare nel quarto periodo e cioè, il 4 volte 666 = 2664; l’anno in cui attaccheranno maggiormente l’Io umano) e cercheranno di sedurre e obnubilare l’Io umano, in modo da indebolirlo e di farne un seguace della «Bestia soratica» così da relegarlo alla fine di tutta l’evoluzione cosmica umana, nel loro mondo oscuro dell’abisso infernale, dell’«ottava sfera»26  lontano dalla luce divina del Cristo. Essi dunque si faranno più forti e invadenti nell’anima umana in questo inizio del nuovo yuga, cioè il Dvapara Yuga, e in modo particolare nella nostra quinta epoca di cultura in cui l’uomo è occupato a sviluppare l’anima cosciente che terminerà fra circa 1500 anni, cui faranno di tutto per ostacolare la nascita di quest’anima divina, e ritardare l’inizio del nuovo periodo di cultura dello sviluppo del Sé spirituale. Com’è stato sopra indicato, attraverso lo sviluppo e l’elevazione spirituale di questa parte superiore dell’anima umana che è in stretta relazione col Sé superiore giacché formano un’unità spirituale, possiamo realizzare in noi attraverso l’autocoscienza, l’uomo divino originario prima della «caduta» e unirci consapevolmente alla nostra immagine divina superiore e al nostro Vero Io rappresentato nelle prime pagine della Bibbia dall’albero della vita da cui l’uomo si cibava prima della separazione (Gn 3,22), nell’ultimo terzo   dell’Epoca Lemurica. Inoltre, come sappiamo l’io terreno o la coscienza dell’io inferiore, è soltanto un’immagine riflessa dell’Io superiore che ci accompagna e ci dirige (ispira) in ogni nostra incarnazione terrena e che ci guida in modo incosciente, verso quel karma doloroso che a volte, abbiamo sperato che fossimo  esenti, o che ci fosse tolto, ma che purtroppo abbiamo dovuto invece portare avanti il peso del dolore fino alla fine. Questo non perché il nostro Io superiore sia insensibile alla nostra sofferenza o alla nostra supplica! Ma perché l’uomo essendo sceso in basso fino all’estrema sfera della densità materiale o stato fisico materiale, laddove nessuna gerarchia superiore sia mai scesa, eccetto il Cristo (cui fu possibile scendere fino alla nostra sfera terrestre e rivestirsi di un corpo fisico, per dei motivi particolari che risalgono al momento della separazione del Sole dalla Terra, verso la fine dell’Epoca Iperborea), ha il compito di dominare e trasformare grazie alle forze del Cristo, tutta la materia terrestre fino alla resurrezione di tutti gli esseri di cui è formata inclusi gli esseri luciferici, alla fine dell’eone terrestre.

 Le altre Entità dell’ostacolo verranno redente negli altri due eoni cosmici futuri, di cui: tutti gli esseri arimanici alla fine dell’eone di Giove, e tutti gli esseri asurici alla fine dell’eone di Venere. Rudolf Steiner ci comunica che non tutte le anime saranno redente, in quanto alcune non vorranno assolutamente sapere di accogliere l’Impulso del Cristo, cosicché quando su Venere l’evoluzione umana attraverserà il numero 666 della bestia apocalittica27 (sulla base del numero evolutivo degli stati di coscienza planetari), non ci sarà più speranza per quegli uomini caduti nella sfera del male. L’ottava sfera con tutti i suoi «esseri demoniaci» che non si sono evoluti a un’esistenza superiore, sprofonderanno nell’abisso universale come sostanza di scarto non evolutasi a un’esistenza superiore e quindi induritasi in se stessa, la quale non essendo più in grado di accogliere la vita universale, diventa sedimento per un  nuovo sistema solare. Ma questa scoria negativa dell’ottava sfera, con tutti i suoi abitatori  divenuti preda della magia nera di Sorat (vedi nota 28) non potranno essere come dire, ripristinati dalle forze del Figlio, ma soltanto attraverso le forze del Logos del Padre cosmico che potranno essere adoperati come sedimento per un nuovo sistema solare iniziando da zero; ossia non avranno in sé ricordi della loro esistenza passata. Inoltre, abbiamo  il compito di conquistare attraverso la coscienza dell’io, il discernimento del bene e del male e l’impulso della libertà e dell’amore cosmico umano, offrendo all’Io superiore il frutto della conquista individuale della libertà con la quale potremo evolvere nei successivi stati di coscienza di Giove, Venere e Vulcano, ritornando alla fine nel consesso divino, non più quali semplici uomini dell’istinto, ma come uomini divini autonomi e liberi, i quali potranno creare dal nulla senza l’ausilio della Trinità superiore, giacché in noi è presente un frammento divino del Logos universale.

 Per realizzare tutto questo occorrono delle forze spirituali non indifferenti, dove nel nostro mondo materiale, non esiste altra scelta se non attraverso la sofferenza e il dolore. Il dolore si trasforma in gioia dopo la morte e in nuove forze spirituali che l’io terreno temprato da esse, porta con sé nella prossima incarnazione, per superare nuovi ostacoli e prove divine per conseguire una più elevata coscienza morale. Elevare la coscienza morale vuol dire lavorare per il proprio perfezionamento morale imparando a discernere il bene dal male, poiché soltanto conoscendo il male, possiamo operare il più alto bene. Conoscere il male vuol dire imparare a distinguerlo bene nelle sue diverse sfumature che si presenteranno nell’arco del nostro quinto periodo, mai così fortemente mescolati l’uno nell’altro così che riuscirà difficile distinguerli nella loro pratica attuazione quando il suo agire per certi versi, può essere giusto oppure sbagliato. A ciò può aiutarci l’Antroposofia a insegnarci a distinguere prima di tutto, le tre categorie degli spiriti dell’ostacolo, ossia le Entità luciferiche, arimaniche e asuriche, che operano e interferiscono nella nostra anima influenzando il nostro agire tramite i nostri pensieri, i nostri sentimenti e le nostre azioni. Sono essi che interferiscono e influenzano i nostri pensieri e giudizi negativi, i nostri sentimenti di odio e d’indivia e le nostre azioni malvagie verso gli altri.    (7. Continua)

Collegno, 13 giugno 2017                                                                  Antonio Coscia         

Agg. e corr.  giugno  2018

Note Antroposofiche

26      È molto complesso spiegare che cosa sia l’ottava sfera in quanto richiede una preparazione accurata della Scienza dello Spirito o antroposofia. In questa nota possiamo dire che l’evoluzione cosmica umana come menzionato nella nota (2) precedente, si svolge attraverso sette stati o sfere cosmiche di coscienza, di cui qualcosa resta indietro come scoria animica elementare secondo gli stati di forma menzionati nella nota che in questo caso, dobbiamo attribuire allo stato di coscienza dell’antica Luna.  Per cui nell’evoluzione seguente queste scorie agiscono da freno, da contrasto nei riguardi dell’evoluzione normale, come una sfera a sé, dalla quale agiscono delle Entità spirituali anch’esse rimaste indietro negli stati di coscienza planetari antichi e che cercano in tutti i modi di porre fine all’evoluzione terrestre rubando per modo di dire, la materia terrestre quale creazione degli spiriti della Forma o Elohim solari, per fare della loro sfera spettrale, una sfera malefica secondo il loro volere anticonformista verso gli Dei del progresso e dell’evoluzione normale. Nei riguardi dell’ottava sfera, la cosa in sé è molto complicata da spiegare in una nota, per cui  per un maggiore approfondimento si rimanda a una conferenza che Rudolf Steiner tenne a Dornach il 18 ottobre 1906 (O.O.254), dove egli dice che l’ottava sfera  si presenta al chiaroveggente come una sfera spettrale, costituita da immagini-visionarie dell’antica Luna che, Lucifero e Arimane cercano di riempire con della materia terrestre che vogliono sottrarre a Yahve e alla libera volontà umana, in modo da estinguere l’esistenza terrestre. In ciò potrebbero riuscire se Yahve e gli spiriti della Forma normali non avessero preso delle precauzioni contrapponendogli la nostra Luna fisica, la quale, essendo costituita di materia molto condensata, fa sì che Lucifero e Arimane vengano fermati. Ciò non è valido nei confronti dell’uomo, dove essi possono carpire questa materia animica tramite la volontà visionaria umana, ossia verso quegli uomini che sviluppano una chiaroveggenza ottusa, fatta appunto d’immagini illusorie che non rispecchiano la realtà del mondo spirituale ma una realtà animica illusoria. Per meglio dire, il maggior apporto d’immagini-visionarie che serve a Lucifero e ad Arimane, può essere preso dal capo umano (spiritualmente),  quando attraverso delle vie spirituali  occulte l’uomo  sviluppa una chiaroveggenza immaginativa errata, cioè un ritorno alle antiche forze chiaroveggenti ottuse  (luciferiche appunto) e, non tramite una via esoterica come può essere quella dell’Antroposofia o Scienza antroposofica cristiana-rosicruciana.

        Rudolf Steiner, nella conferenza citata spiega dettagliatamente i Misteri dell’ottava sfera, dove alla fine dà un disegno dal quale si può vedere che spiritualmente (la sfera spaziale dell’ottava sfera) coincide con il centro (il nucleo) della Terra. Tuttavia continua, «essi sono spiritualmente separati come da una parete invisibile. Che ciò rimanga così, fa parte dei più importanti compiti dell’Entità divina di Yahve che dalla Luna agisce contro l’ottava sfera impedendone l’unione con il nucleo della Terra. Per quanto tempo ancora Egli riuscirà a farlo, dipenderà dagli uomini se riusciranno ad accogliere l’Impulso del Cristo in modo che non siano irretiti e sottomessi dalle forze del male. L’aspirazione di Lucifero e Arimane continua Rudolf Steiner, è quello di trascinare entro la loro ottava sfera proprio la libera volontà umana, di impedire che nasca proprio quanto scaturisce dalla libera volontà, trascinandolo nella loro ottava sfera. E lo strumento più efficace per ciò e costituito dai tipi di chiaroveggenza visionari che oggi si presentano ovunque, i quali mediante la cieca ammirazione da parte degli uomini, ottengono il potere di legare a essi la loro libera volontà e di sottometterla. Quando l’elemento volitivo libero dell’uomo viene mutato in veggenza visionaria, allora egli si trova già nell’ottava sfera e con ciò una parte della sostanza animica umana viene sottratta e preparata per l’ottava sfera. In questo modo il fine di Lucifero e di Arimane è di carpire e conquistare per loro un’anima intera, la quale sparirebbe completamente per l’evoluzione terrestre, finendo così irreparabilmente nell’ottava sfera» (dal libro di Sergej O. Prokofieff: «E la Terra diviene Sole, (6. Il destino universale del male)».

27    Il numero della Bestia 666, che si legge sei, sei, sei, è un numero cabalistico ebraico che nell’esoterismo occidentale segue la forma settenaria, mentre in quella orientale è letto secondo la forma decimale. Per esempio nell’esoterismo orientale è predetto che il Maitreya arriverà fra 5670 anni dopo l’illuminazione del Buddha Gautama. Nell’esoterismo occidentale sappiamo che il Maitreya Buddha s’incarnerà fra circa tremila anni cioè, circa nella metà del sesto periodo di cultura. Volendo esprimerlo secondo la forma settenaria diremmo che: noi siamo nel quarto stato di coscienza per cui, sono già passati tre eoni (Saturno, Sole e Luna) che indichiamo con il numero 3. Inoltre siamo nella quinta Epoca, cui sono già passate quattro (Epoca Polare, Iperborea, Lemurica e Atlantica), che indichiamo con il numero 4. Attualmente siamo nel quinto periodo di cultura e quando saremo nel sesto periodo, saranno passati cinque periodi di cultura che indichiamo con il numero 5. Quindi il numero esoterico per indicare l’arrivo del Maitreya in un’incarnazione futura terrestre, sarà quando nella nostra evoluzione si formerà il numero 345. Ora per indicare quando gli uomini rimasti indietro nell’evoluzione degli stati di coscienza  potranno ancora essere salvati o redenti dal Cristo, è indicato nel libro dell’Apocalisse di Giovanni con il numero della Bestia 666. Qui la cosa è un po’ più complessa, ma possiamo dire che: quando l’uomo sarà nel sesto stato di coscienza di Venere e saranno passati 6 stati di vita, 6 stati di forma e 6 Epoche di cultura, si sarà formato quel fatidico numero di evoluzione menzionato da Giovanni nell’Apocalisse, ossia il numero 666 (che egli caratterizza  come il numero della Bestia a due corna, ovverosia il Demone solare che  si oppone al Cristo quale genio e guida solare), tutte le anime che non saranno state redente, sprofonderanno con l’ottava sfera del male nell’abisso universale dove in un successivo eone planetario potranno essere redente solo dalle forze di Dio Padre, laddove  potranno iniziare da zero quale sedimento per un nuovo universo. Sorat, il Demone del male, il potente mago nero, sarà sconfitto definitivamente dalla potenza della magia bianca operata dal Cristo e dai suoi collaboratori spirituali cosmici appartenenti alla gerarchia dei sei Elohim solari, ossia dall’Eloah del Sole che è anche il genio della Terra, e da Michele assurto nel 1879 a Spirito della Personalità o Archai, nell’ambito del sesto stato di coscienza cosmico planetario di Venere. Già nell’ambito del nostro quarto stato di coscienza cosmico terrestre, in un futuro non molto lontano (che possiamo fissare al termine della sesta Epoca terrestre, quando saremo nel sesto periodo di cultura cui di conseguenza si formerà il numero 66), Michele lotterà insieme alla Sofia cosmica, incatenando Sorat nell’abisso per mille anni, in modo da dare agli uomini la possibilità di rafforzarsi spiritualmente e moralmente per tenerlo a bada fino allo stato evolutivo di Venere. Vedi più avanti i sigilli 4° e 6°, che rappresentano le visioni apocalittiche dell’evangelista Giovanni in merito a quel che è stato detto.