Il Paraclito, i grandi Bodhisattva e il Bosatsu dell’Oriente VI

Carl Bloch- Gesù risuscita Lazzaro

Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo» (Gv 11, 21-27).

6.1. Il Bosatsu dell’Oriente I

L’unico testimone oculare che fu in grado di seguire il “Mistero cristiano” fino alla fine del sacrificio del Golgotha fu Lazzaro di Betania, ossia Giovanni evangelista (da non confondere con l’apostolo Giovanni), quello tra i discepoli più elevati che il Cristo aveva resuscitato dalla morte mistica e a cui sulla croce del Golgotha affidò Sua Madre, cioè Maria di Nazareth che rappresentava sul piano fisico una manifestazione della “Sapienza cosmica” o divina Sofia. Dietro questo mistero sofianico cui Giovanni – Lazzaro deve adempiere come compito ricevuto dal Cristo Gesù morente sulla croce, era quello di doversi curare nei tempi a venire  della nuova saggezza misterica quale impulso del cristianesimo esoterico trasformato dal Cristo nel compiere l’ultimo atto misteriosofico  antico col risveglio di Lazzaro, in quanto che i misteri antichi erano ormai decaduti. L’interiorità umana andava trasformandosi verso un individualismo autonomo e libero cui ogni uomo doveva ormai imparare  a poggiare su se stesso, staccandosi completamente dall’anima di gruppo del popolo di appartenenza. Il corpo eterico era penetrato maggiormente nel fisico congiungendosi più strettamente col corpo fisco umano, questo comportava un maggior pericolo nelle sedi iniziatiche dove gli iniziandi rischiavano la vita durante la pratica occulta della morte mistica che avveniva durante il sonno dei tre giorni nel Tempio da parte dello Ierofante. Occorreva per questo un radicale cambiamento, dei nuovi misteri iniziatici che non pregiudicassero la vita degli adepti e un rinnovamento della vita religiosa ormai anch’essa decaduta e irrigiditasi nei dogmi e nella degenerazione morale dei sacerdoti ebrei, corrottasi per via della loro ambizione e dal potere della civiltà del cesarismo romano.

Il compito di Pietro era quello di  accompagnare l’umanità in questa metamorfosi animica durante il quarto periodo di cultura dello sviluppo dell’anima razionale che sarebbe finito nel quindicesimo secolo con l’inizio e sviluppo dell’anima cosciente, la quale avrebbe portato l’umanità alla conquista di una maggiore autonomia e libertà individuale grazie alla rivoluzione copernicana e scientifica del XVI-XVII secolo, e a una maggiore elevazione spirituale  della coscienza morale. Egli come abbiamo visto, ebbe per questo il compito dal Cristo Gesù di rinnovare la vecchia concezione religiosa antica del paganesimo, dell’ebraismo e del romanesimo, in modo da dare il giusto impulso al cristianesimo nascente che grazie all’aiuto di Paolo di Tarso, nacquero diverse comunità cristiane che andarono formandosi in ogni luogo della Palestina e dalla Grecia fino a Roma, laddove il karma chiese il sacrificio della vita di Pietro e quella di Paolo. Il loro martirio diede l’impulso al cristianesimo di espandersi in tutto il mondo e fece si che il potere imperiale romano dei cesari, cui anch’esso arrivato alla massima corruzione morale, terminasse diversi secoli prima della fine del quarto periodo di cultura sostituito prima da imperatori ambiziosi cristiani e poi dopo, dal potere temporale dei papi, i vicari del Cristo, i quali non erano da meno. Ancora oggi nel XXI secolo le cose non sono molto diverse da ieri, dove assistiamo a scandali e illeciti tra azioni bancarie e pedofilia; (vedi: Scandali del Vaticano: i casi della Chiesa cattolica | Eroica Fenice e i diversi libri scritti su questi temi scandalosi dal giornalista televisivo Gianluigi Nuzzi).

Il compito di Giovanni era rivolto più verso il futuro, cioè di preparare durante la quinta epoca di cultura dello sviluppo dell’anima cosciente, degli uomini che siano in grado di accogliere nel sesto periodo di cultura l’avvento del Sé Spirituale che dall’alto del mondo angelico, verrà insufflato dagli Angeli nel corpo astrale di uomini progrediti che hanno accolto l’Impulso del Cristo e risvegliato la coscienza del Cristo nella parte più profonda del loro cuore. Per questo egli fu preparato nel tredicesimo secolo a una seconda iniziazione particolare, dove in un posto segreto d’Europa fu iniziato da dodici Maestri che rappresentavano tutta la saggezza antica e quella della nostra quinta epoca di cultura. Dopo diversi giorni in cui i Maestri di saggezza fecero fluire in Giovanni – Lazzaro tutta la loro saggezza, egli divenne quasi trasparente fino a che come morto varcò la soglia del mondo spirituale incontrando l’Entità del Cristo che accolse la saggezza insufflatagli  dai dodici Maestri – guida dei periodi di cultura, trasformandola in una nuova saggezza misterica con la quale rinnovare completamente il cristianesimo esoterico. I dodici Maestri accolsero da Giovanni-Lazzaro la nuova saggezza solare dell’esoterismo cristiano che rappresentava l’unione di tutte le religioni e quale compito futuro del cristianesimo cui egli doveva realizzare. Poco tempo dopo il rito iniziatico egli morì, rinascendo nel quindicesimo secolo dove ricevette ancora un’iniziazione. Con l’iniziazione del XIII secolo Giovanni-Lazzaro fu elevato alla dignità di Bodhisattva dell’Occidente che equivale a quella di Buddha dell’Oriente e dopo aver assunto il nome di Cristian Rosenkreutz fondò nel XVII secolo la corrente dei rosa+croce, ossia Maestro dei misteri della morte e della resurrezione del Cristo. Egli è diventato un altissimo Bodhisattva, ed è uno dei sette Maestri17 di saggezza e dell’armonia dei sentimenti, guida del cristianesimo esoterico che appartiene alla Loggia Bianca che opera sulla Terra al servizio del Cristo (vedi Sergej O. Prokofieff: “La nascita dell’esoterismo cristiano nel XX secolo” e “Rudolf Steiner e i Maestri del cristianesimo esoterico” – Ed. Widar).

Questo compito fa parte anche della missione del Bodhisattva orientale di nome Maitreya il successore del Buddha Gautama che in Giappone come accennato, è atteso come “Miroku Messia” tramite una sua eventuale incorporazione e manifestazione in un uomo particolarmente evoluto che chiamano Bosatsu. Egli può incorporarsi secondo il luogo e il momento evolutivo cui l’umanità ha bisogno di nuove forme di saggezza che possano guidarla all’incontro del Cristo eterico. Perciò potrà scegliere un iniziato o un laico particolarmente singolare dietro cui può nascondersi l’Individualità del Maestro degli esseni, una Personalità ebraica molto discussa e vissuta secondo Rudolf Steiner un secolo prima della venuta del Cristo, di nome Gesù di Pandira, il quale fu prima lapidato e poi impiccato dal potere sacerdotale dei farisei ebrei – (ne parleremo più avanti). Il Bodhisattva Maitreya dovrà comunque incarnarsi in futuro, in una completa incarnazione sul piano fisico che dovrebbe realizzarsi fra circa tremila anni, ossia verso la metà del quinto millennio o sesto periodo di cultura chiamato “Filadelfia”(circa 4400 d. C). Nelle  incorporazioni tramite cui il Bodhisattva Maitreya si manifesta nel corpo astrale di  uomini evoluti sul  piano fisico, va detto che siccome egli s’incorpora in ogni secolo a  volte in occidente e a volte in oriente, gli uomini che sceglie non sempre sono uomini entro i quali si è già incorporato, giacché ogni uomo dopo la morte per quanto sia evoluto deve espandersi fino alla “mezzanotte cosmica”, esistente di là del mondo stellare e prima del mondo del Budhi, per cui dovranno passare  diversi secoli prima che possa di nuovo scendere sulla Terra in una sua nuova incarnazione fisica. Pertanto, dobbiamo pensare che tutti gli uomini in cui si è incorporato e per questo si sono elevati spiritualmente a un grado superiore dell’umanità normale, saranno i suoi diretti discepoli alla sua venuta sul piano fisico nel sesto periodo di cultura, quando il Bodhisattva Maitreya dovrà elevarsi alla dignità di Buddha. Esiste comunque una differenza fra le incorporazioni delle due correnti bodhisattviche umane sopracitate tra quelli occidentali e quelli orientali, cui Sergej O. Prokofieff nel libro menzionato “Rudolf Steiner e i Maestri del cristianesimo esoterico”, fa una distinzione tra la manifestazione sul piano fisico dei Bodhisattva orientali e i Bodhisattva occidentali. Egli spiega che mentre i Bodhisattva orientali non s’incarnano mai sul piano fisico ma s’incorporano circa ogni secolo, nel corpo astrale di uomini evoluti che abbiano superato i 33 anni di età, i Bodhisattva o Maestri di saggezza occidentali al contrario s’incarnano ogni secolo completamente sul piano fisico tramite una nascita normale da genitori scelti appositamente in modo da avere la possibilità di esplicare le loro forze cosmiche spirituali sul piano fisico al servizio del Cristo per il bene dell’umanità. Nel libro Sergej O. Prokofieff spiega che i Bodhisattva orientali operano più con i Maestri di saggezza della sfera lunare i quali, hanno vissuto in mezzo agli uomini in epoche molto antiche prima di ritirarsi nell’ambito della Loggia lunare. I Maestri di saggezza occidentali al contrario operano maggiormente con forze solari che accolgono tra due incarnazioni direttamente dal Cristo nel mondo del Budhi o mondo della Provvidenza situato oltre la sfera stellare che, come accennato, diventano sul piano fisico Maestri di vita dell’umanità non solo al servizio del Cristo, ma in modo particolare anche dello Spirito Santo in quanto portatori di saggezza (pag.267-268 Ibidem).

Nell’articolo precedente abbiamo visto che il Cristo durante la Sua permanenza nel corpo astrale, eterico e fisico di Gesù di Nazareth, trasforma la natura inferiore di Gesù nella natura divina superiore costituita da Sé spirituale, spirito Vitale e Uomo spirito che l’umanità conquisterà soltanto in futuri stati di coscienza cosmici che abbiamo chiamato Giove, Venere e Vulcano. In questo modo il Cristo ha dato ad ogni “uomo” (per uomo qui è inteso l’umanità maschio e femmina) la possibilità tramite un nuovo archetipo spirituale, di elevarsi spiritualmente a gradi superiori di coscienza immaginativa, ispirativa e intuitiva, in modo da ritornare alla sua origine divina. Vale a dire che, come col vecchio Adamo creato da Jehovah, siamo discesi sulla terra a causa del peccato originario sperimentando in tal modo la libertà umana e con essa però anche il male e la morte fisica, allo stesso modo col nuovo Adamo redento dal Cristo, possiamo di nuovo risalire verso il mondo spirituale. Questo può essere realizzato da ogni uomo che accolga in sé le forze di redenzione del Cristo e l’aiuto che i Maestri di saggezza ci offrono attraverso nuove conoscenze che fanno fluire dai mondi dello spirito, cosicché possiamo trasformare il nostro egoismo e le nostre brame elevando la nostra coscienza morale in modo da sviluppare la vera libertà e l’amore cosmico – umano quale espressione del vero amore del Cristo, cui potremo riunirci alla nostra immagine superiore divina.  Ciò è possibile anche grazie al fatto che nel mondo spirituale esiste una legge dell’economia che permette ad ogni archetipo di moltiplicarsi in tante copie spirituali; questo vuol dire che potranno essere moltiplicate moltissime copie del corpo eterico, del corpo astrale e dell’Io del Cristo Gesù o nuovo Adamo. Vale a dire che a ogni essere umano che abbia lavorato spiritualmente su se stesso attraverso una via meditativa o altro …, alla purificazione ed elevazione morale della sua anima, può essergli inserito nel nuovo germe umano spirituale con cui si accinge a discendere in una nuova incarnazione terrena, il corpo eterico, astrale o Io del Cristo Gesù, cosicché durante l’evoluzione terrena può essere agevolato al risveglio spirituale della sua anima superiore o Sé spirituale, in modo da metterla al servizio del Cristo, alfine che possa essere realizzato il vero impulso cristiano tramite lo sviluppo di una vera comunità di fratellanza umana.  Per questo è necessario accogliere la nuova saggezza spirituale che ci viene data dai Paracleti o Bodhisattva che si manifestano circa ogni secolo nell’ambito dell’evoluzione terrestre, ossia quella saggezza o verità che non abbiamo compreso nel passato in quanto eravamo ancora a un gradino inferiore dello sviluppo della coscienza umana, per il fatto che la coscienza dell’io era ancora in uno sviluppo istintivo. ( 6.1. continua)

Collegno, gennaio 2022 Antonio Coscia

Note Antroposofiche

17   Nel mondo fisico operano sette Maestri di saggezza al servizio del Cristo che sono le guide del nuovo cristianesimo esoterico moderno, i quali sono: “Cristian Rosenkreutz, Maestro Gesù, Manes,  Sciziano, Buddha Gautama, Novalis e il Bodhisattva Maitreya”. Sergej O. Prokofieff  nel libro sopracitato li descrive in un simbolo solare in una figura di un settogramma, di come essi operano in un comune agire attraverso l’Antroposofia, di cui mette al vertice Cristian Rosenkreutz:

Il settogramma dei Maestri guida del cristianesimo moderno

Che cos’è la verità? II

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Gabriela de Carvalho, immagine del Cristo.
Il rappresentante dell’umanità scolpito in legno da Rudolf Steiner.

 

«Vorrei tutti persuasi che non è antroposofico accettare per dogma una cosa perché qualcuno l’ha detto; è antroposofico accogliere gli impulsi della Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico e vagliarli nella vita. Allora apparirà che la nostra visione è stata colorata in senso orientale od occidentale, cosa che non deve avvenire. Chi parla in senso rosicruciano non conosce né orientalismo né occidentalismo: ha la medesima simpatia per entrambi; presenta la verità traendola dall’intima natura dei fatti». Rudolf Steiner Oslo, 17 giugno 1910

Che cos’è la verità II

Queste parole ci devono far capire di fare attenzione quando affermiamo una verità solo perché l’ha detto Rudolf Steiner, ma vagliarla prima di tutto attentamente in noi stessi, esaminandola attraverso i documenti a noi accessibili e poi dopo, porgerla con modestia all’attenzione degli altri, affinché possano accoglierla liberamente, secondo il principio dialogico che si armonizzi con lo sviluppo dell’anima cosciente. Non possiamo affermare che sia valido solo ciò che afferma la Scienza antroposofica e tutto il resto del mondo scientifico può essere in errore, per cui sentiamo il dovere di correggere tutto secondo la conoscenza della Scienza dello Spirito. Non dovremmo mai arrivare a dire che è giusta soltanto la nostra Scienza spirituale e che è in errore la scienza materiale e quindi va corretta. Occorre invece lavorare affinché si possa arrivare un giorno al punto che, la Scienza antroposofica e la Scienza ufficiale, arrivino a comprendersi e a integrarsi in modo che possa nascere da loro, una vera Scienza umana più elevata, una scienza cristiana in grado di aiutare maggiormente l’umanità a emanciparsi dalla vita materiale, cosicché trovi la via alla sua libertà redentrice con l’aiuto dell’Impulso del Cristo.

È giusto difendere le verità antroposofiche, ma occorre farlo nel modo giusto, cioè senza acredine, né insulti né tantomeno lasciare spazio all’odio o peggio ancora, alla discriminazione verso chi non conosce l’Antroposofia. Che cosa, dunque, deve contraddistinguere l’antroposofo dalla gente comune che non conosce l’Antroposofia, se non quello di mettere in pratica il comportamento morale che Rudolf Steiner ci addita nel libro “Iniziazione” come “monito morale” per una sana vita spirituale, e cioè: quello d’imparare a fare “un passo nella conoscenza e tre passi nella morale”. Essere difensori dell’Antroposofia senza avere prima sviluppato in noi quest’atteggiamento di modestia intellettuale, rischiamo di metterci allo stesso livello degli altri, ossia di quelli che non rispettano il pensiero di Rudolf Steiner perché sono obnubilati dagli spiriti arimanici che creano in essi la cecità spirituale. Possiamo accogliere o rifiutare l’esperienza di un uomo, si può discuterla ma non disprezzarla, si può anche capirla e non accettarla, ma in tutti i casi, essa va rispettata perché è parte di un’esperienza umana vissuta nel più profondo sacrario dell’anima. Se cerchiamo la verità con serietà e con un atteggiamento sincero, il nostro cammino è senz’altro illuminato dalla “Luce del Cristo” e alla fine, potremmo sperimentare nell’anima (ciò può anche accadere durante il sonno, cui può restare il suo effetto dopo il risveglio) un “Essere” che bussando alla nostra porta interiore, ci chiederà di farlo entrare, perché la verità non è un dogma umano che si possa obbligare, ma è una «Entità divina» che non ci costringe, ma che ci libera dai ceppi del materialismo terreno e dalle forze dell’ostacolo che tendono a offuscare la nostra origine divina. Al contrario, chi vive nella calunnia e nella menzogna, il cammino verso lo “Spirito cosmico” non può che essere sempre più incerto e pericoloso, in quanto è oscurato dalle ispirazioni degli spiriti luciferici e arimanici che tendono a deviare l’uomo, verso forze maggiormente oscure e tenebrose chiamate “Asura”.5

Rudolf Steiner in merito ci comunica che tutto ciò che questi spiriti delle tenebre (Asura) riusciranno a depredare dall’anima umana, non potrà mai più essere conquistato e andrà irrimediabilmente perduto. Sarà come se l’uomo fosse amputato in diverse parti dell’anima in modo che alla fine dell’evoluzione terrestre, mancherà qualcosa di essenziale dell’esperienza umana terrena per il perfezionamento animico – spirituale che occorrerà aver conseguito, per entrare nel rango superiore angelico. Vale a dire entrare nella «Gerusalemme Celeste» menzionata nell’Apocalisse di Giovanni o, secondo la Scienza antroposofica, nel quinto stato di coscienza evolutivo o eone cosmico chiamato “Giove”6 in qualità di Angelo, cui l’umanità proseguirà il cammino verso successive evoluzioni cosmiche di sviluppi superiori della coscienza umana.

Sergej O. Prokofieff nel suo libro: «E la Terra diviene Sole, il “Mistero della Resurrezione”, ed. Antroposofica», in merito scrive:

«Rudolf Steiner mette in rilievo ciò che in parte abbiamo già menzionato e cioè che per pareggiare i danni delle due categorie di potenze oppositrici, cioè gli spiriti luciferici e arimanici e persino per porre fine alla loro azione malefica nell’evoluzione umana, le potenze del bene hanno introdotto nei più svariati modi contro Lucifero tutte le malattie fisiche e le sofferenze; e contro il sopravvento di Arimane esse pongono la legge del karma. Con questi mezzi non si riesce a eliminare dal campo la terza categoria, cioè gli spiriti asurici. Infatti, per via indiretta, attraverso l’anima cosciente che nel nostro tempo si trova già nella sua piena fioritura, essi penetrano nell’intimo dell’uomo, per attaccare il suo Io e danneggiarlo direttamente. In merito Rudolf Steiner dice: “E nell’epoca che ora verrà, [XX secolo] saranno le entità spirituali denominate Asura che s’insinueranno nell’anima cosciente, e perciò in quello che chiamiamo Io dell’uomo (perché l’Io sorge nell’anima cosciente). Gli Asura svilupperanno il male con una forza anche più intensa di quella delle potenze sataniche nell’epoca Atlantica o dei demoni luciferici nell’epoca Lemurica». Poi Rudolf Steiner, nella stessa conferenza (O.O. 107-II, 22.3.1909), continua dicendo che: «Pezzo per pezzo verranno estirpate dall’Io le sue parti; e man mano che gli spiriti asurici si stabiliranno entro l’anima cosciente, l’uomo dovrà lasciare sulla Terra pezzi della propria esistenza (…). Quanto cade preda delle potenze asuriche, è irrevocabilmente perduto» pag. 284-285 (Ibidem).

Tutto il lavoro spirituale che poté nascere da questo “grande iniziato”, non nacque dal cogitare di un monologo filosofico interiore con se stesso, ma fu un’esperienza, un “incontro” che avvenne nel profondo sacrario della sua anima e vissuto in modo cosciente col suo spirito, cui lo congiunse in un’intima unione con l’Entità del Cristo nel mondo spirituale, al quale, liberamente e nella più piena e profonda consapevolezza, egli si offrì in sacrificio per il bene di tutti gli uomini come Maestro dell’umanità. Rudolf Steiner si era già offerto anni prima in sacrificio a dei Maestri spirituali che guidano l’evoluzione umana, offrendo loro il suo corpo astrale e il suo corpo eterico, dove Entità molto elevate, sia umane sia divine, poterono esprimere attraverso il suo Io umano (che diversamente dal mondo antico, egli mantenne la sua coscienza sempre nello stato di veglia) la “Saggezza divina” accolta dalla contemplazione del Cristo-Sole, nella sfera del vero mondo spirituale chiamato “Budhi” situato oltre le costellazioni del nostro “Zodiaco”.

Amare e venerare dunque questo grande Maestro dell’umanità, non significa affatto creare un nuovo culto della personalità! Vuol dire amare la conoscenza, la verità divina che egli incarna, avendola realizzata in sé nel vero uomo superiore, e vissutodurante l’incontro spirituale con il Cristo e che si manifesta e realizza nel nostro mondo come via di conoscenza all’”Essere Antroposofia”. È solo grazie a Rudolf Steiner che oggi abbiamo la possibilità attraverso l’Antroposofia di approfondire e di comprendere i nuovi misteri cristiani rinnovatisi attraverso l’impulso rosicruciano, tramite l’unione sul piano spirituale tra la corrente di Cristian Rosenkreutz e quella del “Maestro Gesù”, che confluirono insieme nel convegno di Natale tenuto da Rudolf Steiner nel dicembre del 1923 a Dornach in Svizzera, durante la “ Posa della Pietra di Fondazione”, al servizio di Michele – Cristo.  

 Ciò detto, è ovvio pensare adesso, che nessun uomo nella sua evoluzione attuale sia in grado di schiudere l’arcano e rispondere alla domanda che cosa sia la verità se prima non l’ha realizzata e sperimentata in sé con la nascita e l’incontro con il suo Io superiore. Nessun uomo mortale potrebbe assumerla in sé, senza prima di aver purificato e rafforzato la sua anima, ossia il corpo astrale, in quanto rischierebbe di mettere in pericolo la propria vita, giacché il suo corpo astrale mortale, (in quanto riflesso del vero corpo astrale), non potrebbe sopportare il calore divino della pura realtà dello Spirito di conoscenza o della Sapienza divina. Possiamo venire in contatto con la verità soltanto nell’anima cosciente, in quanto è in stretta relazione con il Sé spirituale che contiene in sé la stessa verità accolta dallo Spirito cosmico, con la quale ci uniamo e assumiamo nel nostro Io umano autocosciente. Nel libro “Teosofia” difatti è scritto:

«Ci si può spiegare la differenza tra il “Sé spirituale” e l’”anima cosciente” come segue.  L’anima cosciente entra in contatto con la verità, indipendente da qualsiasi simpatia e antipatia, ed esistente di per sé; il Sé spirituale porta in sé la medesima verità, ma accolta e abbracciata dall’”Io”, da esso individualizzata e assunta nell’essere autonomo dell’uomo. Per il fatto che la verità eterna si è in tal modo individualizzata e congiunta in un medesimo essere con l’”Io”, l’”Io” stesso consegue l’eternità»; pag. 41 Ibidem.

Dobbiamo pertanto essere riconoscenti a Rudolf Steiner, per averci dato la possibilità attraverso la conoscenza della Scienza dello Spirito di avvicinarci alla comprensione della verità e di poter svelare e accogliere i nuovi misteri del cristianesimo, afferrandoli con il nostro pensiero intellettuale astratto, affinché i pensieri-reali dello Spirito cosmico, non potessero inibire e ledere la nostra libertà umana nello sviluppo della libera autocoscienza individuale dell’Io umano terreno. La verità, infatti, essendo una pura essenza divina vivente, costringerebbe il nostro io inferiore a essere un semplice specchio del mondo divino e la nostra volontà umana sarebbe annullata dalla forza divina, mettendo così in pericolo la realizzazione della mèta per la quale l’uomo è sceso sulla Terra. Vale a dire la conquista della libertà e dell’amore umano attraverso lo sviluppo e l’elevazione della nostra coscienza morale individuale con la quale, dobbiamo trasformare il nostro io umano in un Io divino o, se si vuole, l’unione con il nostro Io Superiore e con il nostro Vero Io. Cosicché alla fine dell’evoluzione terrestre, l’uomo si divinizzerà e sarà unito non solo al Vero Io del Cristo, ma sarà parte delle nove gerarchie Celesti, con il grado di Angelo e come decima gerarchia delle entità divine spirituali dei mondi superiori, fondata sul vero amore e sulla vera libertà. Questa nuova facoltà autonoma e libera umana, nel mondo spirituale non esiste ancora, poiché le gerarchie spirituali rispecchiano la Volontà dei mondi superiori; non è in loro la disubbidienza a Dio.

Occorre però qui aggiungere che possiamo sì conseguire questa facoltà spirituale, ma, soltanto se avremo la forza di accogliere non solo l’impulso dell’evento del Golgotha, ma se sapremo sviluppare in noi stessi anche la giusta forza morale in grado di unirci al “corpo di resurrezione”7 del Cristo, ossia al nuovo arto umano trasformato dal Cristo quale nuovo “corpo spirituale” dell’uomo, in modo che possa continuare il suo cammino spirituale verso lo sviluppo di nuove facoltà superiori che, verranno sviluppate nei prossimi stati di coscienza di Giove, Venere e Vulcano.8

Collegno luglio 2012 Antonio Coscia

Agg. novembre 2018

Note Antroposofiche

5       Gli asura sono spiriti degli ostacoli appartenenti alla gerarchia delle Archai o spiriti della Personalità rimasti indietro nella prima incarnazione della nostra Terra o del nostro sistema solare, sull’antico Saturno. Il nostro sistema solare o possiamo anche dire il nostro Sole con tutti i suoi pianeti, nasce come pianeta tre eoni prima della nascita dell’eone terrestre, cioè all’inizio dello sviluppo del primo stato di coscienza cosmico in cui l’uomo, era un minerale costituito esclusivamente di calore, mentre la sua essenza divina spirituale riposava ancora nel grembo della Divinità creatrice. In quell’eone antico in cui tutto e tutti gli esseri, erano immersi nel calore, le Archai attraversavano il loro gradino umano di cui però, non tutti riuscirono a superarlo e salire al rango angelico, alcuni restarono indietro fino allo stato attuale terrestre. Pertanto, oggi abbiamo delle archai-uomo, rimasti indietro di ben quattro eoni! per cui sono, di fatto, dei terribili «maghi neri». Essi si fanno servi della più malefica Entità spirituale del nostro mondo planetario, ossia dello spirito solare dell’ostacolo chiamato «Sorat», che è definito dall’apocalista  Giovanni, l’anticristo  del Sole-Cristo com’è rivelato nell’Apocalisse, il cui numero d’uomo è 666. Il male aumenterà sempre più durante il procedere della nostra evoluzione umana e siccome questo spirito soratico non può entrare direttamente nella nostra evoluzione, egli lo fa attraverso le tre correnti dell’ostacolo, ossia: la corrente luciferica dal capo Lucifero (Diavolo), la corrente arimanica dal capo Arimane (Satana, o Mefistofele) e in modo particolare, da quella degli «Asura» o spiriti delle tenebre. L’unica protezione contro questi maghi neri, è la «forza morale» e l’impulso del Cristo, poiché occorrerà fare molta attenzione durante lo sviluppo della nostra anima cosciente a non lasciarci sedurre da questi spiriti malefici, in quanto tutto ciò che essi riusciranno a strappare dall’anima umana quale esperienza del nostro Io terreno,  non potrà mai più essere recuperato; vale a dire che quella parte di esperienza umana che essi estirperanno dall’io terreno, non potrà mai più esserci restituita e ciò potrà comportare che alla fine dell’evoluzione terrestre, l’Io umano potrà evidenziare in sé una parte lesa, non perfetta!

6   Giove, rappresenta il prossimo eone o quinto stato di coscienza cosmico dello sviluppo dell’uomo, e che diversamente dallo stato di coscienza cosmico terrestre, si svolgerà in una materia più sottile, cioè astrale. Qui l’uomo svilupperà ulteriormente il corpo astrale attraverso l’Io superiore pianamente cosciente, trasformandolo completamente in Sé spirituale, mentre la coscienza umana di veglia terrestre, si eleverà a uno stato superiore di “coscienza immaginativa” macrocosmica, perfezionando ulteriormente sia la “coscienza Ispirativa”, sia quella “Intuitiva” che a loro volta verranno sviluppate in stati cosmici futuri chiamati: “ Stato di coscienza di Venere e di Vulcano”. In sintesi, possiamo ancora dire per meglio capire questi concetti, che la “coscienza Immaginativa” è la facoltà di vedere oltre il mondo sensibile ciò che è la manifestazione del fisico o solido minerale di cui è costituito il nostro mondo terreno, cioè la visione spirituale veggente dell’“immagine pensiero” di tutto ciò che ci circonda. La “coscienza Ispirativa” è la facoltà di udire il suono dall’Immagine che ci appare nel mondo dell’Ispirazione, ossia nel mondo dei Pianeta. Infine, la “coscienza Intuitiva” è quando nello stato di veggenza spirituale, ci uniamo nell’intimo con l’Essere spirituale che ci appare nel mondo dell’Intuizione o mondo stellare. (Un maggiore approfondimento è possibile nel libro “La Scienza Occulta O.O. 13”).

7       Per spiegare che cos’è il corpo di resurrezione occorre capire cos’è il nostro corpo fisico o meglio la sua origine. Nel libro la «Scienza Occulta» troviamo la spiegazione dell’evoluzione dell’uomo che come accennato nella nota 22, deve  attraversare  sette stati di coscienza, ove  durante  il primo stato di coscienza saturneo, sviluppò il primo germe spirituale del corpo fisico quale dono degli «Spiriti della Volontà o Troni». Il corpo fisico sull’antico Saturno era dunque un corpo formato soltanto da forze di calore, lo stesso calore corporeo che portiamo in noi oggi e che  Rudolf Steiner chiamò «Fantoma». Vale a dire che il corpo di resurrezione, è un corpo spirituale superiore quale trasformazione del Fantoma umano che il Cristo creò per l’ulteriore evoluzione dell’uomo dei prossimi stati di coscienza futuri alfine che possa raggiungere e realizzare la sua meta futura alla fine di Vulcano. Questo fu possibile appunto, per il fatto che Egli discese fino all’ottavo strato del «Frangimento» della Terra e ancora oltre, laddove avviene la frantumazione di tutti i Fantoma umani dopo la morte dell’uomo. E dove Egli poté trasformare il Fantoma di Gesù di Nazareth rimasto integro nel settimo strato dello “specchio della Terra”, prima che avvenisse la frantumazione da parte delle forze arimaniche nell’ottavo strato della “sfera del frangimento”, in quanto era stato purificato dal Cristo, prima della morte di Gesù, dal peccato originario dei nostri antenati biblici Adamo ed Eva, riportandolo al suo stato originario paradisiaco. Possiamo ancora aggiungere per meglio capire quest’azione spirituale alquanto complessa del  Cristo che il corpo di resurrezione,  è un arto  spirituale  di calore più elevato di quello costituitosi sull’antico Saturno, con il quale, il corpo di resurrezione forma un’unità. Questo corpo di resurrezione  non va scambiato col corpo eterico con il quale il Cristo si presentò ai discepoli, ove Tommaso poté toccare con mano le cicatrici del Suo corpo, giacché questi era solo un corpo eterico densificato, cioè non visibile a nessun occhio umano, tant’è che il Cristo si presentò ai discepoli entrando a porte chiuse nel luogo dove si erano adunati (Gv 20, 27). Il corpo di resurrezione è quello con cui il Cristo si presentò a Giovanni nell’Apocalisse e a Paolo sulla via di Damasco  quale «fuoco macrocosmico di luce» accecandolo e che oggi grazie all’Antroposofia, ogni uomo che l’accolga e che sappia infiammarsi con i suoi contenuti di conoscenza, può compenetrarsi di questo «fuoco di luce spirituale»,  unicamente se egli è capace di accendere nella sua anima sufficientemente il fuoco di conoscenza attraverso lo studio dell’Antroposofia; ove secondo la legge spirituale che il «fuoco non può essere divorato dal fuoco».                                           

8    Giove, Venere e Vulcano rappresentano i futuri stati di coscienza cosmici dello sviluppo dell’uomo che saranno la metamorfosi cosmica degli stati antichi di coscienza attraversati dall’uomo durante i tre eoni antichi e cioè: “Saturno, Sole e Luna. Lo stato di coscienza dell’antica Luna si metamorfoserà nel futuro stato di Giove, dove l’uomo lavorerà con la coscienza “Immaginativa” di Angelo, cioè col Sé spirituale alla completa trasformazione del corpo astrale in Sé spirituale (Manas). L’antico stato di coscienza del Sole si metamorfoserà nel futuro stato di Venere, dove l’uomo lavorerà con la coscienza “Ispirativa” di Arcangelo alla completa trasformazione del corpo eterico in spirito Vitale (Budhi). In ultimo, l’antico stato di coscienza di Saturno si metamorfoserà nel futuro stato di Vulcano, dove l’uomo lavorerà con la coscienza “Intuitiva” di Archai alla completa trasformazione del corpo fisico in Uomo spirito (Atma). Per i sette stati di coscienza dell’evoluzione umana vedi anche la nota 2 di 1.Note Integrative Antroposofiche