La natura corporea, animica e spirituale dell’uomo V

«Non esiste soltanto un’originaria affinità fra il “vero Io” dell’uomo e la Parola Universale, bensì esiste soprattutto un diretto rapporto di questo più alto aspetto dell’Io con il Cristo. Infatti, in Lui la Parola Universale stessa si fece carne sulla Terra e aprì così all’umanità la possibilità di sperimentare nel corpo fisico non solo l’altro Io [l’Io superiore], (questo nell’iniziazione precristiana era già possibile fino a un certo grado), ma anche il “vero Io”».   Rudolf   Steiner

5. L’io quale nucleo dell’anima umana II

Come abbiamo visto anche l’Io umano, la quarta parte della costituzione dell’uomo, si presenta similmente agli altri elementi costitutivi della natura umana precedentemente citati, con tre aspetti: stellare, planetario e terrestre. Nell’aspetto stellare, l’Io umano si manifesta nel mondo sopraspirituale come il vero nucleo essenziale superiore della natura divina umana, che chiamiamo “vero Io” o “Scintilla divina”. Questo aspetto divino della natura umana superiore dell’uomo è un dono della divinità Trina Universale e fu accolto come citato, dai sette Spiriti della Forma o Elohim solari tramite l’Elohimità creata da questi ultimi. Grazie a questa connessione, gli Spiriti della Forma ebbero la possibilità di elevarsi fino alla sfera della “Parola cosmica” esistente al di là delle Stelle fisse e oltre il piano superiore del “Nirvana buddhista”.16 Questa Parola Universale proviene dalla stessa sfera cosmica da dove proviene il Cristo, ovvero l’Io Sono l’Io Sono. Sergej O. Prokofieff 17 uno dei più fedeli ed elevati allievi e discepolo di Rudolf Steiner, nel suo libro “Antroposofia e la Filosofia della libertà” scrive:

“… [il Cristo], per compenetrare l’uomo con l’Io, quale principio centrale dell’evoluzione della Terra, essi [gli Elohim] dovevano accogliere l’impulso della Parola Universale stessa, la mediatrice fra la divina Trinità e il mondo delle gerarchie. Non esiste perciò soltanto un’originaria affinità fra il “vero Io” dell’uomo e la Parola Universale, bensì esiste soprattutto un diretto rapporto di questo più alto aspetto dell’Io con il Cristo. Infatti, in Lui la Parola Universale stessa si fece carne sulla Terra e aprì così all’umanità la possibilità di sperimentare nel corpo fisico non solo l’altro Io [l’Io superiore], (questo nell’iniziazione precristiana era già possibile fino a un certo grado), ma anche il “vero Io” (ibidem, pag. 250).

Rudolf Steiner ne parla poco di questo terzo Io umano; egli ne fa un primo accenno nel suo discorso tenuto nel 1911 all’università di Bologna e nel suo libro “La soglia del mondo spirituale” nel 1913, il quale è raccolto nel volume “Sulla via dell’iniziazione”, dove scrive:

“Se l’anima umana vuole passare nel mondo sopraspirituale, deve cancellare per propria volontà i suoi ricordi del mondo fisico e di quello elementare [eterico]… L’anima deve realmente porsi davanti a un abisso spirituale, di fronte al quale deve prendere la deliberazione di dimenticare il suo volere, sentire e pensare. Deve rinunciare nella sua coscienza al suo passato … La coscienza soprasensibile può pervenire a questa decisione volontaria se si è conquistata una forza animica sufficiente. Se è giunta a tanto, dall’oblio volontariamente provocato le emerge la vera entità dell’Io. L’ambiente sopraspirituale conferisce all’anima umana la conoscenza di questo “vero Io”. Come la coscienza soprasensibile può sperimentare se stessa nel corpo eterico e nel corpo astrale, così può sperimentarsi nel “vero Io”. Questo “vero Io” non viene creato dalla veggenza spirituale; esiste in ogni profondità dell’anima umana. La coscienza soprasensibile non fa che sperimentare e conoscere ciò che per ogni anima umana è un fatto non cosciente, ma inerente alla sua natura” (ibidem, pag.192-193).

Ciò che in queste poche frasi è scritto, è possibile realizzarlo solo tramite una via iniziatica. L’iniziato deve avere già sviluppato il quarto grado della via cristiana-rosicruciana a orientamento antroposofico, corrispondente all’intuizione. Questo grado è il massimo che un uomo del nostro tempo può realizzare attraverso la disciplina antroposofica in questa incarnazione. Rudolf Steiner spiega questo momento drammatico in cui l’iniziato si trova presso l’abisso dell’essere, nella più profonda solitudine. Per incontrare il suo vero Io dall’altra parte della sponda spirituale, deve compiere un estremo atto di volontà: annullare se stesso, la sua personalità umana terrena.  Occorre qui avere una massima preparazione che abbia sviluppato una forte volontà, una massima fede nel Cristo e un coraggio straordinario nel superare l’abisso spirituale. Certamente prendere coscienza del desiderio di unirsi a questo elevato archetipo umano celeste non è affatto facile, poiché richiede uno sforzo considerevole. Ciò nondimeno, nulla è impossibile a una persona determinata. Va però notato che è difficile raggiungere questa vertiginosa altezza spirituale in una sola vita o incarnazione umana, a meno che non si sia già verificato un risveglio spirituale nella vita precedente. Realizzare questo elevato livello iniziatico è possibile solo attraverso un severo cammino, che potrebbe dare i suoi frutti già in questa vita (se il karma lo permette) oppure soltanto in un’altra vita terrena.  Tuttavia, prima di poterci unire al vero Io,occorre innanzitutto che ci uniamo prima col nostro Io superiore. In questo modo, possiamo sperimentare la stessa esperienza di S. Paolo sulla via di Damasco. La celebre locuzione usata da S. Paolo, “Non io ma il Cristo in me”, non si riferisce infatti al suo io umano terreno. Durante la sua esperienza sulla via di Damasco, Paolo fu graziato dal Cristo con la vista spirituale, attraverso la quale prese coscienza del suo Io superiore. Lo stesso avvenne per i discepoli durante il giorno di Pentecoste (Atti 2,1-42). Quindi, quando diciamo “non io ma il Cristo in me” ci riferiamo all’Io superiore, che agisce come una coppa che accoglie dall’alto il vero Io. Questo agisce come filtro, in modo che l’io terreno o la coscienza dell’io non venga intorpidita dalla potenza del vero Io umano, e di conseguenza con l’unione del Cristo.

Sergej O. Prokofieff, nel libro sopracitato spiega in modo dettagliato l’aspetto dei tre Io, mettendoli in relazione a tre correnti spirituali. Egli mette la prima corrente in relazione allo sviluppo dei sette arti costitutivi umani, cioè il corpo fisico, il corpo eterico, il corpo astrale, l’Io, il Sé spirituale o Manas, lo spirito Vitale o Budhi e l’Uomo spirito o Atma.  Con ciò lo sviluppo del quarto principio o principio dell’Io umano nell’uomo risulta quale compito centrale della nostra Terra.  Egli secondo la conoscenza della Scienza dello Spirito, definisce questa corrente dell’Io la prima corrente macrocosmica, entro la quale avviene lo sviluppo e perfezionamento dell’Io umano attraverso tutta l’evoluzione del quarto stato di coscienza cosmico terrestre. Essa inizia con lo sviluppo del corpo fisico nel primo stato di coscienza dell’antico Saturno, del corpo eterico nel secondo stato di coscienza dell’antico Sole, del corpo astrale nel terzo stato di coscienza dell’antica Luna e infine, dell’Io umano nel quarto stato di coscienza cosmico del nostro eone terrestre (Terra). Seguirà poi un’evoluzione macrocosmica ascendente, dove saranno sviluppati gli altri tre elementi macrocosmici: “Il Sé spirituale o Manas durante il quinto stato di coscienza di Giove, lo Spirito Vitale o Budhi, durante il sesto stato di coscienza di Venere e infine, l’Uomo Spirito o Atma durante il settimo stato di coscienza di Vulcano”. Qui l’Io umano o vero Io raggiungerà il suo massimo perfezionamento manifestandosi come “Personalità Divina o l’Io Sono divino” (che l’umanità ha sperimentato con l’evento del Golgotha, nella Persona divina di Gesù di Nazareth), in quanto avrà completamente trasformato il suo corpo fisico o, se vogliamo, le forze del corpo fisico quale settima parte costitutiva umana-divina.

Riassumendo brevemente, abbiamo messo in evidenza il primo aspetto del quarto principio della costituzione dell’uomo, dicendo che rappresenta il vero nocciolo superiore dell’entità umana. Lo abbiamo chiamato vero Io o scintilla divina, in quanto proviene dalla regione della Parola cosmica universale esistente oltre il mondo delle gerarchie spirituali che operano nel nostro Zodiaco planetario. Abbiamo detto che ciò fu possibile grazie al fatto che i sette spiriti solari, cioè gli Elohim o Spiriti della Forma, unendosi insieme crearono una specie di “Alter Ego” che Rudolf Steiner negli insegnamenti della Scienza antroposofica chiama “Elohimità”. Questo primo aspetto stellare dell’Io umano o scintilla divina,esiste nel profondo di ogni uomo cui possiamo prenderne coscienza per il momento, soltanto attraverso una via esoterica o disciplina iniziatica. Tuttavia, va detto che diventa quasi impossibile prendere coscienza di quest’altissimo essere celeste senza l’aiuto di una guida o Maestro chiaroveggente. Senza una guida spirituale che abbia realizzato questo aspetto superiore del vero Io, avendo lui stesso percorso almeno i primi quattro gradi iniziatici della via cristiana-rosicruciana a orientamento antroposofico, e che abbia conquistato la facoltà superiore della veggenza intuitiva, diventa difficile e pericoloso per l’iniziando poterlo imitare nel varcare la soglia del mondo spirituale, senza il suo aiuto. Uno di questi altissimi Maestri cristiano-rosicruciano sappiamo che è Rudolf Steiner, in quanto lui stesso nel libro autobiografico “La mia Vita” racconta di essere stato spiritualmente dinanzi all’esperienza vissuta dal Cristo nell’evento del Golgotha:

 “Lo sviluppo della mia anima fu dovuto all’essere stato spiritualmente dinanzi al mistero del Golgotha, nella più intima e profonda solennità della conoscenza” (ibidem, pag. 279).

Tuttavia, affinché l’umanità possa progredire a livelli di coscienza superiore, in modo da conseguire la meta del creatore, occorre che uomini evoluti, uomini iniziati possano evolversi a stati di coscienza superiore dello sviluppo normale che consegue l’umanità nei diversi periodi di cultura. Nella vita da morte a nuova nascita, l’anima umana normalmente evoluta arriva dilatandosi fino alla sfera di Giove, o al massimo a quella di Saturno, dopodiché dopo un certo periodo ridiscende comprimendosi per una nuova incarnazione. Se l’anima di uomini altamente evoluti non si espandesse oltre il nostro sistema solare arrivando a toccare la sfera della “mezzanotte cosmica” e anche più oltre, dove accolgono dalle divinità superiori facoltà nuove da introdurre nel mondo terrestre, la nostra civiltà umana non potrebbe progredire e nel giro di pochi secoli dovrebbe soccombere non potendo più progredire. Ecco perché l’Antroposofia è stata data all’umanità, affinché ogni uomo appartenente a qualsiasi ceto sociale, tramite questa nuova conoscenza esoterica (o se vogliamo, questa nuova rivelazione dopo quella del Cristo), possa prepararsi a ri-conoscere il Cristo nella Sua seconda venuta nel corpo eterico. Inoltre, che possa prendere coscienza dell’evento del Golgotha, nella sua vera realtà spirituale di cosa è significato per l’umanità e per gli stessi Dei superiori. (5. continua)

Collegno, agosto 2024                                                                               Antonio Coscia

Note Antroposofiche

16    Rudolf Steiner nel libro “L’Impulso-Cristo e la coscienza dell’Io”, spiega il cammino dell’anima dopo la morte, la quale deve attraversare dapprima il mondo astrale, poi dopo il Devachan inferiore o mondo Celeste, il Devachan superiore o mondo della ragione, ossia il limite dei tre mondi menzionati nel libro “Teosofia”. Poi l’anima (quelle più evolute) prosegue oltre, nel mondo della Provvidenza o mondo del Budhi (mondo degli archetipi o Akasha). Poi Rudolf Steiner menziona ancora un mondo superiore cui è difficile trovare un nome appropriato nelle nostre lingue europee, ma che un Oriente viene solitamente chiamato “Nirvana”.

17     Sergej O. Prokofieff, nato in Russia, a Mosca, il 16 gennaio 1954, muore il 26 luglio 2014 in Svizzera a Dornach. È stato uno dei più fedeli ed elevato allievo antroposofo di Rudolf Steiner, dedicando tutta la sua vita alla divulgazione dell’Antroposofia attraverso moltissimi libri e conferenze tenute in diversi luoghi delle città dell’occidente, Vive gli anni della sua infanzia nell’ampio e vivace ambito artistico e culturale della sua celebre famiglia. Già tra i quattordici e i diciannove anni, in Crimea, in una casa appartenuta al noto poeta russo Woloschin, che aveva partecipato alla costruzione del primo Goetheanum, poté conoscere le opere fondamentali di Rudolf Steiner. Incontra l’Antroposofia e decide di dedicare ad essa la sua vita. Sergej O. Prokofieff ha studiato pittura e storia dell’arte all’Istituto Superiore d’Arte di Mosca. Svolse una intensissima attività di scrittore e conferenziere. Ha partecipato alla rifondazione della Società Antroposofica in Russia. Dal 2001 al 2013 è stato membro della Presidenza della Società Antroposofica Universale al Goetheanum, CH-Dornach.