Il Presepe quale mistero dell’Archetipo umano IV

Michelangelo – Cacciata dal Paradiso dell’Eden

«Quando il Signore Dio fece la terra e il cielo, nessun cespuglio campestre era sulla terra …  allora il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente. Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l’uomo che aveva plasmato.  Fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, tra cui l’albero della “vita” in mezzo al giardino e l’albero della conoscenza del “bene e del male” …  Il Signore Dio diede questo comando all’uomo: «Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti» (Genesi 2,4-16)

4.  Il peccato originale

Se abbiamo letto con attenzione le parole di Rudolf Steiner nell’articolo precedente, possiamo considerare il dramma biblico della caduta dell’uomo a causa del peccato originale da una prospettiva diversa, mettendo maggiormente in rilievo questa colpa sotto un altro punto di vista. Ciò che viene attribuito come colpa ai nostri antenati biblici, Adamo ed Eva – e in modo particolare a Eva – sarebbe l’aver disubbidito a Dio mangiando la “mela”, simbolo del Manas, cioè della mente o del pensiero astratto, dall’albero della conoscenza del bene e del male. Ancora oggi permane un divario tra i due sessi, maschile e femminile, e si continua a incolpare la donna di aver indotto Adamo a compiere ciò che Dio gli aveva severamente proibito. A causa di guide cieche e corrotte, e della loro ignoranza spirituale nell’incapacità di interpretare correttamente la simbologia biblica del peccato originale, la donna è stata bistrattata per secoli e, ancora oggi, non sempre è riconosciuta dall’uomo come sua pari. Se potessimo osservare chiaroveggentemente l’essere umano – sia maschio che femmina – vedremmo che l’unica differenza tra i due consiste nella costituzione dei loro corpi fisico, eterico e astrale. Osserveremmo allora che è soprattutto il corpo eterico, il corpo della vita in noi, a mostrare questa distinzione: nella donna il corpo eterico è di natura maschile, mentre nell’uomo è di natura femminile, poiché il corpo astrale forma in sé un’unità androgina.

Nei sei giorni della creazione – che non sono giorni in senso ordinario, ma lunghi periodi evolutivi – viene riportato, per così dire, in vita l’uomo-animale o dell’istinto proveniente dall’antica evoluzione lunare, un essere costituito da un corpo di calore, un corpo eterico e un corpo astrale. In questi stessi periodi vengono inoltre sviluppati i germi animici dell’anima: l’anima senziente, l’anima razionale e l’anima cosciente.19 Alla fine dei sei giorni gli Elohim (Spiriti della Forma o Potestà) decidono di creare l’uomo o, meglio, di coronare la meta divina delle Gerarchie superiori, facendo fluire il loro Io umano20 nell’uomo lunare, che è ancora un essere senziente con un istinto animale. Esse desiderano conferirgli autonomia, vogliono creare un essere libero, ma non dispongono delle forze necessarie per compiere da sole questo atto. Per questo chiedono l’aiuto della Divinità Trina Superiore e, trascendendo sé stesse, si uniscono in una sola unità, generando così dalla loro comunione un’Entità divina settemplice complessa che Rudolf Steiner chiama “Elohimità”21. Questa Elohimità è ciò che nella Bibbia viene chiamato “Signore Dio”, ovvero, secondo la nomenclatura ebraica, “Yahve-Elohim”. Grazie a questa Entità, gli Dei creatori solari possono elevarsi fino alla regione della “Parola cosmica”, dove accolgono una “Scintilla divina” proveniente dalla Divinità superiore che Rudolf Steiner definisce il “Vero Io”22 dell’Uomo macrocosmico. Yahve-Elohim, per permettere alle anime umane rimaste indietro nell’evoluzione lunare di proseguire il loro cammino e per plasmare l’uomo terrestre, si sacrifica insieme alla guida dei sette Elohim, ossia Jehovah (Geova, nella forma italianizzata). Egli trasferisce le sue forze più basse sulla Luna, nella “Fortezza lunare”, dove modella l’uomo terrestre microcosmico quale immagine riflessa dell’uomo macrocosmico superiore. In questo essere così formato farà poi fluire una parte del suo fuoco divino: l’Io, ovvero la nostra Individualità umana superiore.

Per comprendere meglio questo aspetto, dobbiamo considerare che la nostra parte superiore è costituita da due Io:

•     Il Vero Io, la Scintilla divina, è l’uomo macrocosmico accolto dagli Elohim nella sfera della Parola, situata oltre il mondo del Buddhi o del Nirvana buddhista. Esso proviene dalla Divinità Trina superiore, la stessa regione da cui discende il Logos divino del Cristo. Questo significa che tra il Cristo e il Vero Io dell’uomo esiste una relazione di comune provenienza spirituale, in quanto entrambi partecipano della natura del Logos creatore. Occorre tuttavia distinguere che tra il Logos del Cristo e il micrologos umano vi è un divario paragonabile a quello che intercorre tra il mare e le singole gocce – i Veri Io dell’umanità – che, pur essendo molteplici, appartengono all’unità del mare.

•     Il nostro Io o Individualità superiore, dono degli Elohim o Potestà, gli Spiriti della Forma – ovvero, se vogliamo, l’uomo cosmico o Individualità superiore formato dal biblico Yahve-Elohim – che si incarna di vita in vita, pur senza discendere mai fino al piano fisico.

Infatti, quando giunge il momento di una nuova incarnazione, dopo aver predisposto i germi spirituali dei nuovi corpi fisico, eterico e astrale, l’Io superiore scende fino al limite della sfera lunare, dove accoglie le parti non purificate della vita precedente (il nostro karma lunare) e le unisce ai nuovi corpi spirituali, facendoli discendere nella coppia di genitori che ha scelto già da secoli dai mondi spirituali. Come detto, esso non scende mai sul piano fisico. Dopo aver inviato gli involucri animici nella coppia umana, l’Io superiore manda una propria immagine riflessa che, a causa della presenza delle forze luciferiche e arimaniche nell’uomo, diventa un’immagine imperfetta: questa immagine imperfetta sarà la coscienza dell’io umano, o Personalità inferiore. Nella Bibbia tutto questo viene narrato in grandiose immagini simboliche da Mosè, cui soltanto un chiaroveggente è in grado di leggere e capire il significato simbolico occulto nascosto, dei veri eventi verificatesi durante l’Epoca Lemurica. Infatti, nel primo capitolo della Bibbia di Gerusalemme – dopo che ogni singolo Elohim aveva portato a termine il suo ruolo creativo, nei riguardi della creazione: Sole, Luna, animali, ecc. realizzati nei cinque giorni – per creare l’uomo non hanno le forze necessarie singolarmente; devono unirsi in un’unità spirituale come suaccennato creando l’Essere settemplice o Elohimità che nel secondo capitolo della Bibbia è chiamato Signore Dio o Yahve-Elohim (Jehovah o Geova). Nel sesto giorno, infatti, leggiamo nel primo capitolo:

«E Dio [i sette Elohim solari creatori] disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra”. Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò» (ibidem, Genesi 1,26-27).

Questo passo ci mostra come l’essere umano originario venga appunto creato quale immagine asessuata e androgina, riflesso degli Spiriti della Forma – gli Elohim solari. Una figura che, nella tradizione cabalistica ebraica, trova la sua sintesi nell’Adam Qadmon il Vero Io o Scintilla divina: il nocciolo centrale, il micrologos dell’uomo superiore. Nei mondi delle gerarchie cosmiche, infatti, non esiste una distinzione tra maschile e femminile: ogni Entità divina‑spirituale è in sé stessa maschio e femmina, cioè androgina. I due sessi, così come li conosciamo – maschio e femmina – esistono solo sulla Terra. La differenza del loro manifestarsi maschio o femmina appare soltanto nel mondo umano, quando gli Dei messaggeri della terza gerarchia si manifestano al veggente assumendo una forma maschile o femminile in relazione alla loro missione sulla Terra. Quando la loro missione consiste, per così dire, nel farsi portavoce di un ordine sociale divino superiore, essi appaiono in forma femminile; quando invece si manifestano nella loro essenza individuale, si presentano al veggente in forma maschile.  Nel sesto giorno, appunto, gli Dei – i sette Elohim solari – creano, come ricordato, l’uomo originario stellare: un’Entità macrocosmica e androgina, Adam Qadmon, l’Uomo del Principio, l’Archetipo cosmico. dell’umanità.Da questo Archetipo macrocosmico, Yahve-Elohim trasse l’uomo cosmico-terrestre chiamato Adamo (che vuol dire terrestre o uomo di terra), vale a dire un androgino maschio-femmina a cui dona alla metà dell’Epoca Lemurica una parte del suo fuoco divino o Io umano. In merito nel secondo paragrafo biblico leggiamo:

«Allora il Signore Dio plasmò l’uomo con la polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita, e l’uomo divenne un essere vivente. Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l’uomo che aveva plasmato… Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden perché lo coltivasse e lo custodisse. Il Signore Dio diede questo comando all’uomo: “Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti”. Poi il Signore Dio disse: “Non è bene che l’uomo sia solo: voglio fargli un aiuto che gli sia simile” … Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull’uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio plasmò con la costola che aveva tolto all’uomo una donna e la condusse all’uomo. Allora l’uomo disse: “Questa volta è carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa. La si chiamerà donna perché dall’uomo è stata tolta”» (Genesi 2, 23).

In queste parole bibliche – entro le quali sono velati profondi misteri della natura umana, che non possiamo qui approfondire per non allontanarci troppo dal nostro tema sull’Archetipo umano rappresentato dal presepe di Natale – si descrive la preparazione dell’uomo terrestre proveniente dai tre stati cosmici antichi di Saturno, Sole e Luna. Non si tratta di una nuova creazione, poiché l’essere divino-umano era già stato formato dai sette Elohim solari, come narrato nel primo capitolo della Bibbia. Qui è Yahve-Elohim che prepara appunto l’uomo fisico (calore), eterico e astrale proveniente dai tre eoni cosmici antichi citati, entro il quale fa fluire una parte del fuoco divino degli Spiriti della Forma o Potestà, cioè l’Io, l’Individualità umana superiore. Inoltre, viene indicato la separazione dei sessi, attraverso la quale l’uomo non genererà più – come essere androgino – da sé stesso con l’ausilio dello Spirito cosmico, ma genererà un altro essere mediante il congiungimento con la donna.  Questo passaggio rende possibile lo sviluppo dell’amore umano, seppur in una forma ancora inferiore, che attraverso l’Impulso del Cristo diverrà, nel corso dell’evoluzione terrestre, il vero amore cosmico umano fondato sulla vera libertà individuale.

Nel libro La cronaca dell’Akasha, Rudolf Steiner ci comunica che durante l’Epoca Lemurica – quando, dall’ultimo terzo di quest’epoca fino circa alla metà dell’Epoca Atlantica, avviene la separazione dei sessi – gli esseri umani erano guidati da maestri divini, le guide spirituali di Venere23 che agivano in modo differenziato sullo sviluppo dei due sessi. Nei maschi veniva diretto soprattutto lo sviluppo del corpo fisico, mentre nelle donne era maggiormente guidato lo sviluppo della forza psichica. L’uomo era dedito a lotte aspre e feroci – alle quali le donne erano costrette ad assistere – e tutte le azioni compiute nel corso delle giornate non venivano memorizzate, poiché gli uomini erano incapaci di ricordare. La memoria, infatti, era una prerogativa legata allo sviluppo psichico femminile. In tal modo, le donne possedevano allora un potere molto elevato sugli uomini: da questa condizione nacque il mito delle Amazzoni, che dominarono i maschi per lungo tempo. Siamo nell’Epoca Lemurica: non dobbiamo dunque immaginare l’essere umano di allora con la forma dell’uomo attuale. L’uomo lemurico era costituito unicamente da un corpo astrale, all’interno del quale erano presenti in forma germinale le forze del corpo fisico e del corpo eterico, destinate a manifestarsi pienamente solo nelle successive epoche Atlantica e Postatlantica. È in quest’epoca primordiale che si colloca ciò che la Bibbia descrive come il peccato originale: Lucifero, sotto forma di “Serpente”, offre a Eva – cioè, alla componente che rappresenta la psiche umana, l’anima o corpo astrale – la mela, simbolo del manas (la mente), della conoscenza. Attraverso questa conoscenza, l’uomo (Adam-Eva) può emanciparsi dagli Dei creatori e conquistare, mediante il libero arbitrio, quell’autonomia che permetterà all’umanità di elevarsi a stati di coscienza persino superiori a quelli delle stesse Entità divine. Tutto ciò ci riporta alla Bibbia, ai cinque libri di Mosè, il Pentateuco. Mosè trasmetteva ai suoi discepoli gli eventi biblici in forma immaginativa, oralmente, secondo il linguaggio delle antiche scuole dei misteri, che ancora non disponevano del nostro attuale linguaggio concettuale.

Oggi, per comprendere i testi biblici, occorre accostarvisi attraverso un concetto intellettivo spiritualizzato, vale a dire mediante puri pensieri viventi. È necessario elevare il nostro intelletto al pensiero-immagine, al pensiero intuitivo veggente. Questo è precisamente ciò che Rudolf Steiner ha realizzato osservando nella Cronaca dell’Akasha gli eventi dell’Epoca Lemurica e traducendoli, nelle sue conferenze rivolte agli antroposofi dell’epoca, in puri pensieri viventi. Oggi noi possiamo accogliere quei contenuti attraverso i libri antroposofici sotto forma di concetti astratti, per poi trasmutarli in un pensiero‑immagine e, mediante una vita meditativa, elevarli ulteriormente fino a trasformarli in pensieri intuitivi immaginativi. In tal modo la nostra anima può elevarsi alla vera conoscenza dello spirito e della simbologia biblica, così da cogliere il significato autentico del dramma originario che segnò il contrasto tra l’uomo e la donna. Questo percorso (che rappresenta il primo gradino iniziatico nell’esoterismo antroposofico) ci permette di risalire all’origine della nostra esistenza, al mondo divino da cui siamo discesi come uomini d’istinto, per poi ascendere nuovamente come uomini dell’intelletto spiritualizzato.

Ritornando al peccato originale, non si trattò dunque di una disobbedienza a Dio (Yahve-Elohim), ma del fatto che – come abbiamo citato nell’articolo precedente – alcuni Spiriti della Forma, Potestà o Elohim creatori rimasero indietro durante l’antica evoluzione dello stato di coscienza cosmico dell’antica Luna. A questo evento dobbiamo aggiungere che rimasero indietro anche alcuni uomini-Angeli che non superarono il loro perfezionamento umano; durante l’Epoca o stato di coscienza terrestre, essi non poterono quindi seguire i loro fratelli nello stato solare, né ebbero la possibilità di incarnarsi sulla Terra, poiché l’incarnazione in un corpo fisico è una prerogativa concessa solo all’uomo. Fu dunque dato loro il permesso di inserirsi nel corpo astrale dell’uomo, già oscurato dalle forze astrali degli spiriti ritardatari o luciferici (Spiriti della Forma o Potestà rimasti indietro al livello di Archai), i quali provocarono un ulteriore oscuramento e addensamento del corpo astrale, determinando così la caduta sul piano fisico terrestre. Gli Spiriti della Forma, gli Elohim, non avrebbero voluto che l’uomo discendesse così profondamente nella materia. Essi desideravano che l’umanità potesse evolvere soltanto fino a un’esistenza eterea-acquea, come esseri che si muovono nell’aria, simili agli uccelli. In tal caso l’uomo si sarebbe divinizzato molto presto, già verso la metà dell’Epoca Atlantica, senza sperimentare la pesantezza della materia né la sofferenza propria della condizione terrestre. Tuttavia, proprio per questo, egli sarebbe rimasto un semplice automa, uno specchio degli Dei creatori, privo della libertà e dell’interiorità che solo la discesa nella corporeità fisica può generare. Ma le Divinità superiori decisero diversamente, facendo sì che l’uomo, attraverso gli spiriti inibitori o dell’ostacolo, sperimentasse la “caduta” e, con essa, potesse sviluppare – grazie alle forze di redenzione – la libertà e il vero amore cosmico introdotto dal Cristo durante l’evento del Golgotha e la Sua resurrezione dalla morte. (4. continua)

Collegno, dicembre 2015                                                                                   

Aggiornati: Dicembre 2018 – 2020 – 2023- gennaio 2026                                       Antonio  Coscia

Note    Antroposofiche

14     La Lemuria è l’Epoca più lunga di tutte le altre sei menzionate nella nota (10). Essa è la terza grande Epoca della nostra Terra risalente a migliaia di anni fa, quando era ancora in uno stato liquido cui l’uomo viveva ancora in uno stato animale, giacché non aveva ancora ricevuto l’impulso dell’Io. Rudolf Steiner ne parla nel libro “Dalla cronaca dell’akasha”, ove situa la Lemuria  a sud dell’Asia, a un dipresso fra Ceylon e Madagascar, e comprendeva l’attuale Asia Meridionale e talune parti dell’Africa. Egli parla della civiltà dei lemuri, della vita comune e dell’insegnamento che era impartita ai giovani maschi e femmine. Parla delle forze vulcaniche che erompevano in piccoli e grandi torrenti e potenti vulcani che dappertutto, in continua attività distruttrice, gli uomini si erano abituati a tenerne conto in tutte le loro azioni. Il fuoco naturale serviva loro di base, come oggi il fuoco artificiale serve al lavoro umano” – lo stesso fuoco che determinerà poi dopo, la distruzione del continente lemurico – ( ibidem, O.O. 11). 

15    Nelle note (5 -7) e la (Tavola 1), abbiamo in parte accennato che l’uomo per compiere la sua meta o il suo perfezionamento umano-divino, deve attraversare sette Stati di coscienza cosmici che abbiamo chiamato: “Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano”. Questi stati cosmici dobbiamo immaginarli come sfere cosmiche spirituali centripete e centrifughe, dove l’uomo discende da mondi divini in modo centripeto rivestendosi degli involucri spirituali, animici e corporei quali doni degli Dei, fino a toccare la massima densità della materia dove egli deve conquistare attraverso esperienze dolorose l’autocoscienza autonoma e libera, fino a trovare in sé la forza per risalire verso i mondi da cui ha avuto origine. Occorre qui dire che l’uomo passando attraverso questi stati di coscienza, deve attraversare diversi stati di “vita” e di “forme” che si suddividono a loro volta in epoche e periodi di cultura,  cui ogni stato di coscienza è formato da migliaia di anni che alla fine, è quasi impossibile determinarne esattamente la durata; per questo  è detto  un periodo di tempo pari a un “Eone” che nel dizionario delle scienze fisiche, è stato definito  quasi un miliardo di anni. Comunque, poco importano gli anni, ciò che interessa capire che “Saturno, Sole e Luna, sono le tre fasi centripete discendenti in cui vengono creati dagli Dei i due principi della costituzione umana, cioè:  “Il corpo fisico, il corpo eterico e il corpo astrale, quale principio inferiore umano”; il  Sé spirituale, lo spirito vitale (Budhi) e l’Uomo spirito, il principio divino superiore”. Il compito dell’uomo sulla Terra è congiungere questi due principi umani-divini realizzando in sé l’uomo divinizzato, il cui compito è risalire in modo centrifugo le sfere superiori macrocosmiche di Giove, Venere e Vulcano, e sviluppare i tre principi superiori della costituzione umana  insieme allo sviluppo di tre tipi di super coscienze che la Scienza antroposofica conosce come coscienza immaginativa, ispirativa e intuitiva. Vale a dire che l’uomo raggiungerà quel gradino di super-uomo veggente simile agli spiriti della Personalità (Archai) e ancora più su, fino a toccare la sfera dei nostri creatori dove l’uomo potrà egli stesso creare altri mondi, in modo diverso dagli  stessi suoi creatori, ossia senza l’ausilio della Divinità Trina, giacché egli stesso sarà portatore del Logos, in quanto congiunto al “Logos divino del Cristo”. Per un maggiore chiarimento leggere “La scienza occulta”, Ed. Antroposofica Milano.

16    È molto complesso spiegare che cosa sia l’ottava sfera in quanto richiede una preparazione accurata della Scienza dello Spirito o antroposofia. In questa nota possiamo dire che l’evoluzione cosmica umana come abbiamo citato, si svolge attraverso sette stati o sfere cosmiche di coscienza, di cui qualcosa resta indietro come scoria animica elementare. Sono scorie animiche che restano indietro particolarmente durante l’evoluzione degli Stati di Forma menzionati che dobbiamo attribuire allo stato di coscienza dell’antica Luna.  Per cui nell’evoluzione seguente, queste scorie agiscono da freno, da contrasto nei riguardi dell’evoluzione normale, come una sfera a sé, dalla quale agiscono delle Entità spirituali, anch’esse rimaste indietro negli stati di coscienza planetari antichi che cercano in tutti i modi di porre fine all’evoluzione terrestre rubando per modo di dire, la materia terrestre quale creazione degli spiriti della Forma o Elohim solari, per fare della loro sfera spettrale, una sfera malefica secondo il loro volere anticonformista verso gli Dei del progresso e dell’evoluzione normale. Nei riguardi dell’ottava sfera, la cosa in sé è molto complicata da spiegare in una nota, per cui  per un maggiore approfondimento si rimanda a una conferenza che Rudolf Steiner tenne a Dornach il 18 ottobre 1906 (O.O.254). Vedi anche il libro di Sergej O. Prokofieff : “E la Terra diviene Sole” (6. Il destino universale del male).

17      Vedi la nota (6) degli articoli precedenti.

18      Gli Elohim creatori hanno anche loro una costituzione settemplice simile all’uomo il cui arto cosmico più  basso all’inizio dell’Epoca Lemurica, era l’Io umano. Essi avevano maturato il loro Io umano in un “Eone” antichissimo ancor prima dell’antico Saturno, in un altro ciclo di catena Planetaria cui fa parte anche l’avversario del Cristo, ossia lo spirito demoniaco arimanico chiamato Sorat cui è menzionato nell’Apocalisse di Giovanni col numero della “Bestia” 6 6 6. Avendo poi maturato e perfezionato l’Io (nell’uomo è l’Io superiore) sull’antica Luna, poterono farne dono all’uomo durante l’eone terrestre dell’Epoca Lemurica.