Il corpo incorruttibile e il corpo di resurrezione II

Gesù resuscitato- Antonio Carlos Navarro

Gesù le disse: “Donna, perché piangi? Chi cerchi?”. Ella, pensando che fosse l’ortolano, gli disse: “Signore, se tu l’hai portato via, dimmi dove l’hai deposto e io lo prenderò”.  Gesù le disse: “Maria!”. Ella, voltatasi, gli disse in ebraico: “Rabbunì!” che vuol dire: “Maestro!”. Gesù le disse: “Non mi toccare, perché non sono ancora salito al Padre, ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: ‘Io salgo al Padre mio e Padre vostro, al mio Dio e vostro Dio’” (Gv 20,15-17).

Il corpo incorruttibile e il corpo di resurrezione  II

È Paolo di Tarso a svelarci questo mistero, in quanto egli stesso l’aveva sperimentato sulla via di Damasco quando venne folgorato da una luce intensissima cui divenne cieco a causa del suo poco amore nei confronti dei discepoli del Cristo che perseguitava per conto del Sinedrio di Gerusalemme.  Se riflettiamo sulle parole di Paolo di Tarso sul fatto che l’umanità per essere accolta nella sfera degli Angeli deve prima rivestirsi del corpo incorruttibile dell’ultimo Adamo, dobbiamo cercare di capire che cos’è questo corpo incorruttibile di cui i morti devono rivestirsi affinché possano ereditare il regno dei cieli come menzionato nella prima lettera ai Corinzi. Difatti egli dice che il nostro corpo di carne deve prima essere trasformato, giacché la carne, ossia il corpo fisico, non può ereditare il mondo spirituale, ciò vuol dire che l’uomo deve incarnarsi diverse volte per purificare e trasformare il corpo fisico in un corpo spirituale superiore in modo che venga vestito del corpo incorruttibile e l’uomo caduco mortale si vesta d’immortalità, cosicché come abbiamo portato l’immagine del corpo di carne così porteremo l’immagine dell’uomo Celeste, per cui i morti non resusciteranno con la loro immagine fisica ma devono prima trasformarsi in un’immagine pura e perfetta prima di essere risvegliati e rivestiti  del corpo incorruttibile.

Nella lettera ai Corinzi S. Paolo spiega che: « … non tutti, certo, moriremo, ma tutti saremo trasformati, in un istante, in un batter d’occhio, al suono dell’ultima tromba; suonerà infatti la tromba e i morti risorgeranno incorrotti e noi saremo trasformati”» (1 lettera ai Corinzi 15,52-53).

Ma chi sono i morti che risorgeranno dalle tombe?  Non si può davvero  pensare  che Dio farà risorgere  le ossa di tutti gli uomini che sono stati generati dall’inizio del mondo fino alla sua fine, riformando i loro organi interni, riversando in ogni corpo circa cinque litri di sangue e rivestendoli alla fine con la pelle umana, per poi distruggerli di nuovo per rivestirli del corpo incorruttibile, giacché la carne e il sangue come abbiamo letto, non possono  ereditare il regno di Dio!  Se qualcuno crede davvero d’incontrare alla fine dei tempi la madre, il padre, o altro …, con la stessa immagine fisiognomica che aveva in vita quando si sono conosciuti,  non ha ben compreso le parole di Paolo di Tarso che chiama stolti coloro  che non comprendono in modo giusto di come avverrà la resurrezione dei morti, poiché il corpo che portiamo deve prima essere trasformato per entrare nel mondo spirituale. E ciò non può essere fatto in una sola incarnazione, ma in diverse vite terrene, fino alla fine dell’evoluzione terrestre; quando cioè l’uomo non solo avrà in parte trasformato la sua natura umana inferiore in una natura divina superiore, ma trasformerà anche il pianeta Terra  su cui abita, perché anche la Terra sarà trasformata e continuerà la sua evoluzione a un livello superiore di coscienza. Difatti, secondo la Scienza antroposofica, la nostra Terra non è solo un ammasso di terra e acqua, ma essa è il corpo di un Entità divina, il quale è un essere che è costituito come l’uomo da un corpo fisico, un corpo eterico, un corpo astrale e un Io; e come l’uomo ha una coscienza di veglia, così anche la nostra Terra ha una coscienza cosmica; e come l’uomo ha un Io superiore4 e un Vero Io, così la Terra ha un Io di uno Spirito della Forma o Elohim solare e il Vero Io del Cristo a lui congiunto, dopo l’evento del Golgotha. Le cose non sono semplici come a volte crediamo ma sono molto complesse, e quando crediamo di aver capito la verità, in realtà si tratta solo di un punto di vista che può essere corretto da un altro punto di vista; soltanto quando abbiamo afferrato più punti di vista (almeno dodici!), possiamo conoscere una parte di verità, in quanto anch’essa ha dodici aspetti.  Per cui possiamo dire che la verità ha dodici aspetti di cui ogni aspetto e suddiviso in dodici punti di vista; perciò, nessuno può affermare la verità nel nostro mondo fisico, ma può esprimere solo uno o più punti di vista, in quanto la verità è relativa e non  può mai essere un “dogma assoluto”  appartenente a qualsiasi corrente di pensiero sia religioso o altro. 

A fronte di tutto ciò dobbiamo cercare ora di capire che cos’è il corpo incorruttibile di cui ci dovremo rivestire alla fine dei tempi e che nella Scienza antroposofica è chiamato corpo di resurrezione o corpo spirituale. Per spiegare che cos’è il corpo di resurrezione occorre capire cos’è il nostro vero corpo fisico o meglio la sua origine. Nel libro la «Scienza Occulta» troviamo la spiegazione dell’evoluzione dell’uomo5 che in sintesi deve attraversare sette eoni o stati di coscienza, dove  durante  il primo stato di coscienza chiamato Saturno (vedi la Tav. 1), l’uomo sviluppò il primo germe spirituale del corpo fisico quale dono degli «Spiriti della Volontà o Troni». È un corpo formato da forze di calore, lo stesso calore corporeo che portiamo in noi oggi e che  Rudolf Steiner chiama «Fantoma». Ossia, il nostro vero corpo fisico non è il nostro corpo di carne perituro esterno, ma è la forma archetipica spirituale del Fantoma, del corpo di calore che portiamo all’interno di noi costituita appunto da forze di calore che a causa della tentazione di Lucifero nei riguardi dei nostri progenitori Adamo ed Eva, continuò a degenerare attraverso i secoli nei discendenti umani. Cosicché all’epoca della «svolta dei tempi», cioè alla venuta del Cristo e alla Sua incorporazione nel corpo di Gesù di Nazareth, era arrivato come gli altri costituenti animici umani, cioè il corpo eterico, l’astrale e l’Io inferiore, alla loro massima degenerazione che avrebbe messo in pericolo la nascita della coscienza dell’io e l’impossibilità nei secoli a venire, di avere a disposizione dei corpi fisici adeguati per l’incarnazione delle anime umane sulla Terra, in modo da continuare l’evoluzione dell’uomo. Grazie  appunto all’evento del Cristo che incarnatosi come uomo in un corpo puro preparato apposta per Lui da Zarathustra, uno dei suoi più alti discepoli iniziati cristiani  e la collaborazione spirituale del grande Buddha Gautama, cui ebbe la possibilità di vivere per tre anni nel corpo di  Gesù di Nazareth  ripristinando nei tre anni di permanenza sulla Terra, il corpo fisico, ossia il Fantoma umano6, il corpo eterico, il corpo astrale e l’Io umano di Gesù. Inoltre, trasformò i tre arti inferiori animici  di Gesù in arti spirituali superiori, ossia trasformando parzialmente il corpo astrale in Sé spirituale, il corpo eterico in Spirito Vitale e il corpo fisico in Uomo Spirito. In altri termini come Yahve formò il primo uomo di terra chiamato Adamo dal quale noi tutti discendiamo come umanità terrena, così il Cristo formò  l’uomo nuovo futuro, l’archetipo spirituale, ciò che S. Paolo chiamò il «Nuovo Adamo», dal quale noi tutti possiamo risalire alla nostra origine divina. Ovverosia  il Cristo  generò un nuovo archetipo umano spirituale,  attraverso il quale possiamo risalire non solo verso la nostra origine divina, ma salire a dei livelli di coscienza ancor più superiori  quali  mete dei futuri eoni o stati di coscienza di Giove, Venere e Vulcano.7

E come se gli uomini di duemila anni fa si fossero trovati  davanti a una  Personalità umana – divina  proveniente da un remoto futuro e che non seppero riconoscere di essere di fronte a loro stessi, di come sarebbero divenuti in una realtà futura ancora molto remota, se avessero avuto fede nel nuovo Messia e noi oggi, accogliendo l’Impulso del Cristo.8  Ciò divenne possibile proprio per il fatto che il Cristo, nella Sua discesa all’interno della Terra subastrale (vedi la nota 9) dopo la morte, ossia nei diversi strati della sfera subastrale terrestre, trasformò dal Fantoma umano di Gesù di Nazareth il «corpo di Resurrezione», o Corpo spirituale com’è anche chiamato da Rudolf Steiner, con il quale risorse il terzo giorno della domenica di Pasqua. Con ciò possiamo dire che il corpo di resurrezione, è un corpo spirituale superiore quale trasformazione del corpo di calore o Fantoma originario di Saturno ripristinato dal Cristo nei tre anni vissuti sulla Terra nell’anima di Gesù di Nazareth e che il Cristo formò  per l’ulteriore evoluzione dell’uomo nei prossimi stati di coscienza futuri come citato, alfine che possa raggiungere e realizzare la sua meta futura alla fine del settimo stato di coscienza o eone cosmico di Vulcano. Questo fu possibile appunto, per il fatto che Egli discese fino all’ottavo strato del «Frangimento9» della Terra (e ancora oltre), laddove avviene la frantumazione di tutti i Fantoma umani dopo la morte dell’uomo e dove vengono poi  formati e moltiplicati dei nuovi Fantoma, da congiungere  ai corpi eterici e ai corpi astrali delle anime umane che s’incarnano sulla Terra.  Là  nel settimo strato chiamato lo “specchio della Terra”, il Cristo poté trasformare il Fantoma di Gesù di Nazareth rimasto integro, prima che avvenisse la frantumazione da parte delle forze asuriche nell’ottavo strato della “sfera del frangimento”, giacché era già stato ripristinato e purificato dal Cristo prima della morte di Gesù dal peccato originario dei nostri antenati biblici Adamo ed Eva, riportandolo al suo stato originario paradisiaco. Possiamo ancora aggiungere per meglio capire quest’azione spirituale alquanto complessa del  Cristo, che il corpo di resurrezione  è un arto spirituale  di calore più elevato di quello costituitosi sull’antico Saturno quale dono dei Troni, con il quale esso forma un’unità. Il Cristo formò questo corpo spirituale  in vista della futura evoluzione superiore macrocosmica che va da Giove a Vulcano, in cui l’uomo superiore o «Vero Io», avrà bisogno di rivestirsi per trasformare completamente i suoi involucri inferiori perituri microcosmici, in corpi superiori immortali macrocosmici; vale a dire che dovrà trasformare su Giove completamente il corpo astrale in Sé Spirituale, su Venere il corpo eterico in Spirito Vitale e su Vulcano il corpo fisico in Uomo Spirito. Questo corpo di resurrezione  non va scambiato col corpo eterico con il quale il Cristo si presentò ai discepoli, ove Tommaso poté toccare con mano le cicatrici del Suo corpo, giacché questi era un secondo corpo eterico del Cristo Gesù più densificato, cioè non visibile a nessun occhio umano, tant’è che Egli si presentò ai discepoli entrando a porte chiuse nel luogo dove si erano adunati (Gv 20, 27). Il corpo di resurrezione è quello con cui il Cristo si presentò a Giovanni nell’Apocalisse e a Paolo sulla via di Damasco  quale «fuoco macrocosmico di luce» accecandolo e che oggi grazie all’Antroposofia, di cui ognuno che l’accolga e che sappia infiammarsi con i suoi contenuti di conoscenza, può compenetrarsi di questo «fuoco di luce spirituale»,  unicamente se egli è capace di accendere nella sua anima sufficientemente il fuoco di conoscenza attraverso lo studio dell’Antroposofia; ove secondo la legge spirituale che il «fuoco non può essere divorato dal fuoco». 

Sergei O. Prokofieff 10 nel suo libro «E la Terra diviene Sole, il “Mistero della Resurrezione”, ed. Antroposofica», in merito scrive:

« Rudolf Steiner in diversi punti della sua opera indica tutto il significato di questo fuoco interiore mediante un esempio apparentemente semplice: 

«tuttavia, ciò di cui essi [gli uomini] oggi hanno bisogno è il calore dell’anima, e questo può darlo l’Antroposofia. Chi studia Antroposofia e dice che essa lo lascia freddo, mi appare come chi accatasti in continuazione legna nella stufa lamentando che non scalda. Dovrebbe soltanto accendere la legna, allora avrà caldo! … Ognuno deve trovare nella sua anima il fiammifero per accendere l’Antroposofia. … Come per la legna occorre soltanto un piccolo fiammifero,  così anche per l’Antroposofia occorre un piccolo fiammifero con il quale però, potremo accendere in noi la forza micheliana», (O.O. 223, 28.9.1923.

Paolo fu accecato dal corpo di resurrezione per la mancanza di calore, in quanto il suo cuore era indurito per lo zelo verso il Sinedrio che gli aveva ordinato di perseguitare i discepoli del Cristo Gesù, cui, nonostante ciò, fu scelto dal Cristo per divulgare il Suo insegnamento non solo ai giudei, ma in modo particolare  ai gentili o ai pagani di allora. Egli sulla via di Damasco fu convertito dal Cristo attraverso una visione spirituale che possiamo coglierla  come un atto iniziatico cui Paolo fu elevato alla veggenza immaginativa e ispirativa tramite la quale egli riconobbe il Dio solare che l’Eroe solare incontrava nella sfera del Sole negli antichi misteri iniziatici. Perciò il suo occhio spirituale veggente  poté guardare nel futuro della memoria universale (Akasha), dove al suono dell’ultima tromba vide la fine dell’ultimo periodo di cultura della settima Epoca Postatlantica in cui la Terra sarà trasformata con l’ultima grande catastrofe e i Fantoma umani risorgere dalla terra e unirsi ai corpi di resurrezione insieme a ogni singola anima umana trasformata. Per questo  le sue parole profetiche risuonarono come avvertimento per i cristiani di allora come per i cristiani di oggi, in modo da essere preparati per quel tempo futuro in cui suonerà l’ultima tromba:

Ecco io vi annunzio un mistero: non tutti, certo, moriremo, ma tutti saremo trasformati, in un istante, in un batter d’occhio, al suono dell’ultima tromba; suonerà infatti la tromba e i morti risorgeranno incorrotti e noi saremo trasformati. È necessario, infatti, che questo corpo corruttibile si vesta di incorruttibilità e questo corpo mortale si vesta di immortalità. (1lett.Corinzi 15,51-53).

Se comprendiamo nel modo giusto le parole profetiche di Paolo, possiamo allora dire che i morti che risorgeranno dalla terra, in realtà non sono i miliardi di donne e uomini fisici che sono morti durante i millenni della vita terrestre, ma sono i “Fantoma” umani. Vale a dire  tutti i  corpi  di calore  costituitisi sull’antico Saturno quali doni della prima gerarchia spirituale dei Troni, cui saranno rivestiti del corpo incorruttibile o corpo della resurrezione trasformato e formato dal Cristo dal Fantoma umano dell’archetipo dell’umanità, cioè  Gesù di Nazareth (l’ultimo Adamo). Ma potranno essere rivestiti solo quelli che avranno lavorato spiritualmente su sé stessi durante le loro vite terrene purificando, perfezionando e trasformando in parte i loro tre corpi inferiori perituri, in un principio spirituale superiore del Sé spirituale o Manas, dello spirito Vitale o Budhi e dell’Uomo spirito o Atma,  cosicché secondo le parole di Paolo tutto l’uomo inferiore mortale potrà vestirsi d’immortalità. Occorre ancora dire a questo punto che dopo il suono dell’ultima tromba l’evoluzione terrestre non sarà ancora giunta al suo termine, ma sarà di poco più avanti della metà dell’evoluzione del quarto stato di coscienza o eone terrestre. Se osserviamo attentamente la Tav.1 dell’articolo precedente, possiamo vedere che dopo la settima Epoca Postatlantica, l’evoluzione terrestre passerà in uno stato astrale più perfetto del quinto stato di Forma, dove attraverserà di nuovo sette Epoche di cultura fino a quando l’umanità non realizzerà la sua meta terrena elevandosi alla sfera superiore degli Angeli quale decima gerarchia della vera libertà e del vero amore cosmico umano; solo allora sarà la fine e dopo un grande Pralaya (pausa cosmica), riapparirà di nuovo come quinto eone o stato di coscienza cosmico chiamato Giove.

Collegno,  aprile 2023                                                              Antonio  Coscia

Note Antroposofiche

4       Oltre all’io normale terreno umano, l’uomo ha anche un «Io superiore divino» (dono degli Spiriti della Forma o Elohim), cui l’io inferiore è solo un’immagine, un riflesso di come quando guardandoci in uno specchio vediamo la nostra immagine rispecchiata, riflessa appunto. L’immagine che egli riflette nell’ambito terreno è la sintesi di tutte le personalità, umane vissute in tutte le incarnazioni terrene in personalità sempre diverse, nelle quali acquisì le facoltà morali e spirituali di cui egli possiede come sintesi nella sua ultima vita terrena. Questo nucleo divino – umano o «Individualità» superiore, è sempre la stessa, non cambia, ma si evolve e si arricchisce appunto delle facoltà umane acquisite durante le diverse esperienze delle vite terrene assunte dalle diverse personalità umane in ogni vita. Perciò la personalità umana che egli manifesta e rinnova in ogni vita terrena, è la sintesi o l’estratto spirituale superiore raggiunto durante le vite precedenti, e inoltre porta in sé, un concentrato animico imperfetto delle azioni negative compiute sulla Terra da ogni singola “Personalità umana”, che la Scienza antroposofica chiama karma e che l’Io terreno deve compensare attraverso prove dolorose. Questo destino doloroso è dunque voluto e ispirato dall’Io superiore, di modo che l’Io terreno possa elevarsi e sviluppare in sé le giuste facoltà morali che un giorno faranno sì che possa raggiungere quella perfezione che gli darà modo di congiungersi di nuovo alla sua immagine divina superiore.

5      L’evoluzione umana secondo la Scienza dello Spirito o antroposofia, si svolge attraverso sette “Stati di Coscienza Cosmici” o “Eoni Cosmici” che  sono chiamati: “Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano”. Attualmente la Terra ha attraversato tre stati evolutivi cosmici di coscienza o possiamo anche dire “metamorfosi cosmiche”, e cioè: “Saturno, Sole, Luna e infine, il nostro eone Terra”. Saturno nacque come “Cosmo di calore” grazie al dono degli Spiriti della Volontà o Troni, dai quali nacquero gli Spiriti del tempo o Archai; mentre l’uomo passava attraverso uno stato di coscienza minerale, molto ottuso. Esso si trasformò in “Cosmo eterico” cui si aggiunsero “l’aria e l’etere di luce” sull’antico Sole, quale dono degli Spiriti della Saggezza o Kyriotetes, dai quali nacquero gli Spiriti del Fuoco o Arcangeli; mentre l’uomo passava attraverso uno stato di coscienza vegetale, ottuso. Nel terzo eone o stato di coscienza dell’antica Luna, si trasformò in “Cosmo astrale”, cui si aggiunsero “l’acqua e l’etere del suono”, grazie al dono degli Spiriti del Movimento o Dynameis, dai quali nacquero gli Angeli; mentre l’uomo passava attraverso uno stato di coscienza animale, di sogno. Infine, nel quarto eone o stato di coscienza si trasformò nella nostra Terra fisica, cui si aggiunsero il “solido e l’etere di vita”, quale dono degli Elohim o Spiriti della Forma, da cui nacquero gli uomini, i quali  passano attraverso una coscienza di veglia.

I nomi scelti non sono riferiti ai pianeti attuali del nostro sistema solare ma, questi indicano soltanto il punto, dove si espandevano le sfere cosmiche dell’antico Saturno fino al pianeta Saturno attuale; l’antico Sole fino al pianeta Giove attuale e l’antica Luna fino al punto in cui è collocato il pianeta Marte attuale. Questi antichi sistemi planetari o sfere cosmiche, non vanno immaginate come il nostro sistema fisico solare attuale, ma come sfere spirituali cui nessun occhio fisico avrebbe potuto vedere, in quanto erano delle sfere spirituali costituite di solo calore, di  “Etere di Calore” che abbiamo chiamato Saturno. Poi il tutto si trasformò in un sistema eterico e astrale, cui si aggiunsero le sostanze più grossolane, ossia l’aria e l’acqua, e, quelle più sottili, cioè l’etere di luce e l’etere del suono;  infine, nel nostro sistema solare e stellare,  si aggiunse come sostanza più densa il solido e il minerale, e come sostanza più sottile o spirituale  l’etere di vita. Soltanto, dunque, nel quarto stato di coscienza o eone cosmico terrestre il tutto si condensò nel nostro sistema solare attuale cui, si aggregarono insieme i quattro eteri: “Calore, luce, suono e vita”, che nell’Epoca Lemurica, con la cacciata dell’uomo dal paradiso terrestre, furono sottratti ad Adamo l’etere del suono e l’etere della vita, cui non è possibile aggiungere altro in questa nota.  Possiamo solo aggiungere che i due eteri sottratti ad Adamo, ossia l’etere di vita e l’etere del suono, ci saranno dati nel momento in cui l’uomo avrà sviluppato l’anima cosciente, in modo  da elevarsi a stati superiori di coscienza cosmici futuri che abbiamo chiamato: “Giove, Venere e Vulcano”.

6      Il Phantòma o Fantoma, è il vero corpo fisico umano dono dei Troni o Spiriti della Volontà cui l’uomo ha ricevuto durante la prima incarnazione della nostra Terra che chiamiamo il “primo stato di coscienza”, svoltasi nelle sfere più alte del mondo spirituale, e che nella terminologia antroposofica è chiamato “antico Saturno”. Qui l’uomo era ancora un semplice automa minerale costituito appunto da un corpo fisico di calore, tutto il resto dell’entità umana era ancora dormiente nel grembo degli Dei. Il nostro vero corpo fisico, è un corpo di forze di calore invisibile che portiamo in noi e non il corpo di carne che è soltanto l’insieme degli atomi di materia cosmica che il corpo di calore o la forma di calore attira a sé rivestendosi esternamente. Il Cristo salvò nell’evento del Golgotha questo corpo ormai degenerato dall’egoismo umano ereditato dalla tentazione luciferica dei nostri progenitori biblici Adamo ed Eva. Da questo corpo di forze di calore, il Cristo durante i tre giorni come dire, della Sua discesa all’Inferno, formò un Fantoma spirituale superiore con l’agape cosmico del Cristo, il quale è un corpo d’amore luminoso di calore che l’uomo può accogliere in sé senza essere danneggiato, se ha sviluppato un caldo amore per l’Antroposofia.

7     Alla fine del settimo stato di coscienza o eone cosmico, l’uomo raggiungerà la sua meta divina realizzando la Personalità divina che si è manifestata attraverso Gesù di Nazareth durante la permanenza del Cristo sulla Terra;  dopodiché  l’umanità deve passare attraverso altri cinque stati di coscienza cosmici più sottili per poter creare essa stessa un nuovo Zodiaco, similmente come hanno fatto gli Elohim all’inizio dell’eone terrestre.

8     L’Impulso del Cristo è un tema molto complesso e profondo poiché riguarda diversi aspetti sia nell’ambito dell’evoluzione della Terra che in quello dell’anima umana, per cui qui in una nota non possiamo che limitarci a dare un chiarimento sintetico alle persone che non hanno ancora avuto modo di approfondire i misteri del cristianesimo esoterico secondo la concezione antroposofica.  Possiamo dire che l’Altissima Entità solare del nostro universo, nell’udire il lamento di sofferenza e di dolore provenire dalla Terra, mosso a compassione lasciò il Sole per venire in soccorso di noi uomini. Fu per il Cristo un puro atto libero d’amore universale e un sacrificio infinito, in quanto dovette abbandonare un’altissima dimensione spirituale e scendere comprimendosi sempre più, per entrare nell’angusta corporeità di uno degli uomini più evoluti della Terra, vale a dire l’uomo Gesù di Nazareth dietro la cui Personalità umana si celava il grande Zarathustra, uno dei più alti iniziati solari e discepolo del Cristo, oggi conosciuto come «Maestro Gesù». Soltanto nel vangelo di Marco vien fatto accenno a un giovinetto che seguiva il Cristo che era stato arrestato dalle guardie romane, e mentre questi cercano di prenderlo riuscì a fuggire restando nudo, lasciando nelle mani dei romani solo il lenzuolo di cui era coperto. Marco riporta questo particolare nel suo vangelo dicendo:

“Un giovane lo seguiva, coperto soltanto con un lenzuolo, e lo afferrarono; ma egli, lasciando andare il lenzuolo, se ne fuggì nudo”.   Mc 14,51-52

Rudolf Steiner rivela che questo giovane rimasto nudo è l’Impulso del Cristo; è come dire un «Archetipo spirituale», un Io superiore dell’umanità, cui gli uomini devono rivestire di un corpo astrale, un corpo eterico e un corpo fisico (spirituale), affinché possano essere compenetrati dal “Vero Io” cosmico del Cristo per attraversare e superare le catastrofi future, iniziando da quella prossima che avverrà alla fine della nostra quinta Epoca cioè “la guerra di tutti contro tutti”; la seconda, alla fine della sesta Epoca dei sette suggelli e la terza, alla fine della settima Epoca delle sette trombe, (vedi la Tav. 1).  Fede e meraviglia, amore e dedizione e coscienza morale, sono le virtù morali, animiche e spirituali che dobbiamo sviluppare per rivestire l’Impulso del Cristo, quale «Archetipo spirituale» della futura umanità che potrà essere salvata a superare le prove finali col male e con la magia nera delle entità degli ostacoli, in un futuro ancora remoto ma che comunque occorre già preparare ora, dal nostro quinto periodo di cultura.  (vedi blog Pensieri Antroposofici dell’Anima, “L’Impulso del Cristo e l’impulso dell’uomo”).

9       Secondo la Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico, la Terra è formata da nove strati, che Rudolf Steiner divide in mondo fisico, mondo subastrale, mondo subdevachan inferiore e  mondo subdevachan superiore, attraverso i quali operano le forze delle gerarchie spirituali a cui si oppongono gli Spiriti degli ostacoli, deviando il loro corso normale. Nei primi tre stati operano le forze della terza gerarchia spirituale a cui si oppongono le forze luciferiche; nei tre strati successivi operano le forze della seconda gerarchia spirituale a cui si oppongono gli Spiriti arimanici; e gli ultimi tre strati operano le forze della prima gerarchia spirituale a cui si oppongono gli Asura, gli Spiriti del male.

1 – Terra minerale      –  Forze degli Angeli

2 – Terra liquida         –  Forze degli Arcangeli =    Operano come contrasto gli Spiriti luciferici

3 – Terra aerea            –  Forze degli Archai

4 – Terra  della forma –  Forze delle Potestà

5 – Terra fruttifera      –  Forze delle Virtù        =     Operano come contrasto gli Spiriti arimanici

6 – Terra del fuoco     –   Forze delle Dominazioni

7 – Specchio della Terra   – Forze dei Troni

8 – Sfera del frangimento – Forze dei Cherubini =   Operano come contrasto gli Spiriti degli Asura

9 – Nucleo della Terra      – Forze dei Serafini

10    Sergej O. Prokofieff, nato in Russia, a Mosca, il 16 gennaio 1954, muore il 26 luglio 2014 in     Svizzera a Dornach. È stato uno dei più fedeli ed elevato allievo antroposofo di Rudolf  Steiner, dedicando tutta la sua vita alla divulgazione dell’Antroposofia attraverso moltissimi libri e conferenze tenute in diversi luoghi delle città dell’occidente, Vive gli anni della sua infanzia nell’ampio e vivace ambito artistico e culturale della sua celebre famiglia. Già tra i quattordici e i diciannove anni, in Crimea, in una casa appartenuta al noto poeta russo Woloschin, che aveva partecipato alla costruzione del primo Goetheanum, poté conoscere le opere fondamentali di Rudolf Steiner. Incontra l’Antroposofia e decide di dedicare ad essa la sua vita. Sergej O. Prokofieff ha studiato pittura e storia dell’arte all’Istituto Superiore d’Arte di Mosca. Svolse una intensissima attività di scrittore e conferenziere. Ha partecipato alla rifondazione della Società Antroposofica in Russia. Dal 2001 al 2013 è stato membro della Presidenza della Società Antroposofica Universale al Goetheanum, CH-Dornach. Tutti i suoi libri sono curati dalla casa Editrice Widar o dalla casa Editrice Antroposofica di Milano.