Il Maestro Gesù, il Cristo Gesù e il Cristo III

Tintoretto – La crocifissione di Gesù

Il ladrone alla sua destra di nome Dismas, rivolgendosi al Cristo pentito, gli dice:

«Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Il Cristo gli rispose:

 «In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso» (Lc 23,42-43).

3. Il Cristo Gesù II

Per comprendere ciò che si cela nel mistero di Maria che quale vergine è scelta da Dio per accogliere un essere divino nel suo grembo che, non può certamente essere un Dio della scala gerarchica angelica, giacché come menzionato, nessun Dio può nascere attraverso il corpo di una donna che per quanto possa essere evoluta pagherebbe ciò con la sua vita.  Ciò che lei accoglie in sé non è altro che l’archetipo umano dell’umanità, ossia quell’Adamo celeste prima che questi fosse tentato da Lucifero a mangiare il frutto proibito dell’albero del bene e del male. Per capire questo fatto cosmico e come si sia formata quest’anima archetipica cui è detto nata da Dio, dobbiamo fare un passo indietro andando col pensiero a evoluzioni passate di tre stati di coscienza cosmici della nostra Terra. Quì, per Terra è inteso il nostro sistema solare, il quale era costituito nel primo stato di coscienza chiamato “Saturno” (vedi la nota 10 dell’articolo precedente) di solo calore; di un oscuro e caotico mare di calore dietro di cui agivano gli Spiriti della Volontà11 cioè la prima gerarchia spirituale che sono chiamati anche Troni, cui avevano sacrificato un loro arto costitutivo macrocosmico di calore. Questa Volontà di calore che i Troni sacrificano, è accolta dai Cherubini o Spiriti dell’Armonia che dopo averla elaborata assieme ai Serafini o Spiriti dell’Amore, la fanno fluire in uno “Spazio” vuoto del cosmo entro il quale si espande come un immenso globo di calore simile a una nebulosa primordiale, fin dove è ora il pianeta Saturno e anche un po’ più oltre. In quell’ammasso primordiale cosmico di calore operavano dall’esterno le Entità della prima gerarchia spirituale cioè i Serafini, i Cherubini e i Troni, mentre all’interno operava la seconda gerarchia spirituale, cioè i Kyriotetes o Dominazioni, le Dynameis o Virtù e le Exusiai o Potestà. Tutte queste Entità spirituali della seconda gerarchia agivano nella massa di calore verso il basso, verso un regno umano esistente insieme a tre regni elementari che sarebbero diventati in futuro parte della terza gerarchia spirituale formata da Arcangeli, Angeli e uomini.  Le Archai o Spiriti della Personalità erano parte del primo regno umano che costituivano il tempo formatosi su Saturno, cui essi stessi sono chiamati Spiriti del Tempo o anche spiriti del principio o, Principati. Questo globo di calore saturnio dove nasce il “Tempo” primordiale o “Spirito del Tempo” costituito da esseri del tempo chiamati anche Asuras, si espandeva fino ai confini del mondo stellare chiamato “Devachan superiore” senza alcuna direzione che indicasse un’altezza o una profondità o, i punti cardinali di cui conosciamo, dove Saturno costituiva il primo stato di coscienza cosmico della nostra Terra. In questa nebulosa antica saturnia, operava come già citato la triade della prima gerarchica divina che comprimeva dall’esterno verso l’interno questo globo cosmico di calore, mentre al suo interno agivano le Entità divine della seconda gerarchia che con le loro forze spirituali operavano nei tre regni elementari inferiori. Essi operavano in questi regni elementari, dove gli Arcangeli attraversavano uno stato di coscienza di sogno simile all’animale, gli Angeli attraversavano uno stato di coscienza di sonno senza sogni simile ai vegetali e l’uomo, che attraversava uno stato di coscienza ottusa di trance simile ai minerali. L’anima umana era ancora dormiente nel grembo di Dio, tramite cui era collegata con una coscienza ottusa profonda all’involucro di calore che Rudolf Steiner chiama Phantòma12 (Fantòma), che rappresenta il primo germe spirituale di calore di ciò che sarà poi dopo sulla Terra il nostro corpo fisico umano. Lasciando da parte lo sviluppo spirituale cui seguono le altre divinità creatrici, vogliamo prendere in esame solo lo sviluppo dell’anima umana che in quel primo stato di coscienza antico saturnio era ancora nel grembo divino, mentre nel globo di calore venivano preparati i germi della sua costituzione umana – divina quale sarà poi costituita nell’ambito della nostra sfera terrestre. Grazie al sacrificio dei Troni, furono creati i primi germi spirituali di calore di due correnti della natura umana, quella superiore e quella inferiore dei due arti costitutivi che sulla Terra si manifesteranno come triade superiore divina e triade inferiore umana  (vedi la nota 7 dell’articolo I). Occorre qui ricordare che il vero corpo fisico umano non è quello che crediamo sia il nostro corpo di carne e ossa di oggi, ma è il corpo di calore formatosi sull’antico Saturno che è costituito da forze plasmatrici cosmiche di calore e che appunto chiamiamo Fantòma – vedi da Gesù a Cristo O.O. n. 131, sesta conferenza tenuta a Karlsruhe, il 10 ottobre 1911.    

Tutto quello che è stato detto finora e che verrà spiegato qui di seguito, non va pensato come se fosse già esistito allora un mondo tridimensionale fisico come la nostra Terra attuale, ma era come dire un globo spirituale buio, caotico, formato di solo calore sacrificale dei Troni entro il quale nasceva il “Tempo cosmico” come Entità reale, dietro di cui si perfezionavano nella materia di calore i primi uomini del principio, cioè gli Spiriti del Tempo o Archai. Era un ammasso di calore spirituale che non aveva nessuna consistenza fisica, i nostri occhi non avrebbero potuto vedere nulla in quel lontano passato in cui cominciò a formarsi il germe spirituale di tutto il nostro sistema solare, compreso quello umano. Soltanto se fossimo stati dei veggenti, avremmo visto quell’enorme ammasso oscuro di calore entro il quale andava formandosi il germe corporeo-spirituale delle due correnti citate della natura umana. Questo globo di calore dopo aver terminato la sua attività spirituale molto complessa (cui non è possibile spiegare minuziosamente in quanto ci porterebbe troppo lontano dal nostro tema), a un certo punto dopo che le Archai ebbero perfezionato il loro gradino umano, scomparve nel nulla (Pralaya) per ricomparire più tardi dal nulla, in una nuova creazione (Manvantara). In questa nuova creazione o secondo stato di coscienza cosmico chiamato “Sole”, i Cherubini fanno di nuovo fluire nello Spazio cosmico vuoto le esperienze dell’antico Saturno e le forze spirituali degli Spiriti della Saggezza (Kyriotetes), che sacrificano il loro corpo eterico dando così inizio a un nuovo stato di coscienza cosmico, dove le Entità divine e i regni sottostanti iniziano un nuovo perfezionamento e l’elevazione a gradini superiori di coscienza. Qui le Archai perfezionano il loro gradino angelico cui avevano raggiunto alla fine dello stato saturnio, mentre gli Arcangeli si elevano al gradino umano grazie  alla collaborazione dei Cherubini con gli Spiriti della Saggezza, cosicché dopo la creazione dello “Spirito del Tempo” su Saturno, viene ora creato lo spazio, lo “Spirito dello Spazio” dovuto all’attività spirituale degli Arcangeli – uomini. Anche gli Angeli e gli uomini salgono di un gradino elementare, cui gli Angeli salgono al gradino successivo del regno  animale e gli uomini passano al secondo gradino del regno vegetale, dove la loro coscienza è ora una coscienza vegetale, di sonno senza sogni. Il nostro sistema solare in questo secondo stato di coscienza cosmico chiamato appunto antico Sole, venne maggiormente compresso dalla prima gerarchia superiore e si espandeva fino al pianeta Giove attuale, dove appariva nel cosmo ancora come una sfera buia di calore, cui venne ad aggiungersi grazie all’attività degli Spiriti della Saggezza, l’aria e l’etere di luce. Ciò fece sì che si trasformò in una sfera di calore, aria e luce, dovuto anche all’attività degli Arcangeli che maturarono la loro umanità nella luce, cui per questo sono esseri di luce e sono chiamati dalla Scienza antroposofica “Spiriti del Fuoco”. Anche ai corpi di calore degli uomini viene ad aggiungersi un nuovo arto spirituale, per il fatto che gli Spiriti della Forma (Potestà) inseriscono nei loro corpi di calore il loro corpo più basso, cioè il corpo eterico avendo loro acquisito un nuovo arto superiore, mentre i Cherubini fanno fluire il germe dello Spirito vitale che insieme all’arto germinale dell’Uomo spirito o Atma, viene creato la prima monade divina umana. Abbiamo quindi che l‘uomo inferiore durante l’antico Sole è costituito nella sua parte corporea da un corpo di calore e da un corpo eterico13 non ancora perfetto, in quanto è formato solo da due forze plasmatrici eteriche, ossia dall’etere di calore e dall’etere di luce. Mentre l’uomo superiore è costituito da due arti spirituali che formano il primo archetipo della monade divina umana, cioè lo Spirito Vitale e l’Uomo spirito, da cui deriveranno in futuro tutte le altre monadi divine umane.

Anche la Terra così come ogni pianeta del nostro sistema solare è un organo vivente dietro di cui agiscono e operano le forze cosmiche e macrocosmiche delle gerarchie spirituali, per cui ogni pianeta è costituito da corpo, anima e spirito, similmente a com’è formato l’uomo nella sua costituzione ternaria. Perciò anche la Terra (ossia tutto il nostro sistema solare) similmente a come avviene per l’anima umana, si evolve a stati di coscienza superiori in quanto che anch’essa viene a costituirsi di arti corporei, animici e spirituali come l’uomo. Pertanto, anch’essa durante l’evoluzione del secondo stato di coscienza dell’antico Sole, viene elevata a un’esistenza superiore vegetale entro cui operano due correnti cui una costituita da etere di calore ed etere di luce, e una che tende più a solidificarsi costituita da un calore più denso cui si aggrega l’aria o il gas. A un chiaroveggente che avesse guardato l’antica sfera solare che si estendeva fino al Giove attuale, avrebbe visto un globo solare accendersi e spegnersi similmente a come fanno le lucciole d’estate, ciò perché al suo interno operavano dal centro gli Spiriti della Saggezza cui emanavano le loro forze eteriche verso gli Arcangeli che dalla periferia le accoglievano e le rimandavano trasformate in forze di luce, di nuovo verso il centro. Dietro questi grandi avvenimenti evolutivi della nascita dell’uomo e del nostro sistema solare così come la formazione degli arti costitutivi umani, agiscono e operano tutte le Entità gerarchiche e la stessa Trinità divina del nostro sistema solare, cui a volte, non è semplice esprimere questi fatti cosmici sintetizzandoli in un articolo del blog a un pubblico che non conosce o, conosce poco l’Antroposofia. Occorre per questo molta pazienza sforzandosi di leggere più volte questi concetti che potranno apparire difficili, aiutandosi con le note a fine pagina che per quanto possibile, possono aiutare ad afferrare meglio la terminologia antroposofica usata in questa tema. Dobbiamo sapere che in quell’antico stato solare, tutti i pianeti del nostro sistema planetario erano allo stesso livello e tra questi anche il nostro Sole, la cui guida era il Cristo che in quell’Epoca solare era fratello del signore di Venere, cioè Lucifero.14 Soltanto alla fine dell’Epoca solare avviene la caduta di Lucifero, il quale resterà indietro nell’evoluzione (diventando in parte nocivo per l’evoluzione umana) per non aver voluto accogliere in sé a causa della sua superbia, la parola cosmica che proveniva dalle dodici direzioni dello Zodiaco dietro di cui operano spiritualmente le dodici Entità divine macrocosmiche. Soltanto sulla croce del Golgotha, Lucifero, rappresentato dal ladrone che era crocefisso alla destra del Cristo di nome Dismas, avendo riconosciuto l’innocenza e la Divinità del Cristo, sarà redento e reintegrato quale Spirito del Sole, al posto del Cristo che lasciato il Sole si unì alla Terra divenendo Signore e Spirito della Terra.

Finita questa fase evolutiva solare dove gli Arcangeli quasi alla fine del loro perfezionamento umano, la sfera solare cominciò a risplendere come un Sole centrale nei riguardi degli altri pianeti del sistema solare che andava formandosi, ma che comunque nulla avrebbe visto ancora un occhio umano normale che si fosse trovato allora nei paraggi. A quel punto avviene un nuovo Pralaya (pausa cosmica) per ricomparire di nuovo poco tempo dopo, come terzo stato di coscienza cosmico che chiamiamo “antica Luna”, alla quale dopo l’evento creativo (Manvantara) che come abbiamo già spiegato, i Cherubini fanno affluire le esperienze passate in un nuovo spazio cosmico, cui ora si aggiunge il sacrificio degli Spiriti del Movimento o Virtù che sacrificano il loro corpo astrale. Prima però che possa iniziare questo nuovo terzo stato evolutivo lunare, avviene una ripetizione dei due stati di coscienza precedenti cioè dell’antico Saturno e dell’antico Sole, su di uno scalino evolutivo superiore, dopodiché gli Spiriti del Movimento iniziano nel terzo giro lunare, a fare affluire il loro corpo astrale nell’ambito dell’antico globo solare cui va ad aggiungersi alla parte superiore più sottile l’etere del suono o etere chimico e nella parte solida più bassa l’elemento dell’acqua. Pertanto, l’antica sfera solare essendo stata maggiormente compressa si espande ora fino al limite dov’è collocato il pianeta Marte, per cui a un certo punto come dire, a causa dell’elemento dell’acqua si separa e si divide in due parti, una parte solare più sottile costituita da etere di calore, etere di luce ed etere chimico o del suono e in una parte più densa costituita dall’unione dei due pianeti Terra e Luna, formati da calore, aria e acqua. Di conseguenza avviene anche un cambiamento nel corpo umano che con l’aggiunta della materia astrale degli Spiriti del Movimento, viene ad aggregarsi al suo corpo di calore e al corpo eterico, un corpo più sottile, il corpo astrale appunto. Ma qualcos’altro viene ad aggiungersi nell’ambito della costituzione umana superiore, ossia il fatto che i Serafini fanno fluire negli arti superiori dell’uomo il germe del Sé spirituale. Nello stesso tempo  grazie al sacrificio delle Virtù donatrici, anche gli Angeli passano al gradino superiore umano, mentre l’uomo sale al primo stato elementare del gradino animale acquisendo un’ottusa coscienza d’immagini. Cosicché alla fine del terzo stato di coscienza lunare quando anche quest’eone verte al termine dopo che le Entità divine e umane hanno portato a termine il loro grado di perfezionamento, abbiamo due correnti umane. Di cui una superiore più sottile costituita dai germi divini del Sé spirituale, lo spirito Vitale e l’Uomo spirito (vedi nota 7 ibidem) quale nucleo ternario divino dell’uomo superiore (che verrà congiunto a tutta l’umanità nell’eone terrestre, tramite l’incorporazione del Cristo in Gesù di Nazareth) e l’altra, quella dell’uomo inferiore che è costituito da un corpo di calore, un corpo eterico e un corpo astrale.

Riassumendo possiamo pertanto dire che l’uomo nella sua parte corporea e animica inferiore, alla fine del terzo stato di coscienza dell’antica Luna si presenta al chiaroveggente, come un essere che era al gradino di uomo-animale, avente un corpo di calore-aria-acqua, un corpo eterico e un corpo astrale, il quale aveva una coscienza immaginativa ottusa simile ai nostri sogni, solo più viventi. L’anima umana che viene così a formarsi sull’antica Luna quale essere umano-animale, sarà perfezionata ed elevata a uno stato superiore umano dagli Elohim solari o Spiriti della Forma (Potestà), durante il quarto stato di coscienza planetario terrestre nella terza Epoca chiamata Lemurica. In quella nostra antica epoca terrestre, gli “Elohim” doneranno infatti all’anima umana una parte della loro scintilla di fuoco, ossia faranno fluire nel corpo astrale dell’uomo una parte del loro arto più basso cioè l’“Io”, cui Yahve-Elohim (Geova italianizzato) perfezionerà maggiormente durante la permanenza dell’uomo nella sfera astrale – lunare (paradiso terrestre) laddove sarà tentato dalle forze luciferiche che daranno all’uomo la libertà dagli Dei, ma anche quello di compiere il male. Come vedremo più avanti, prima che ciò succeda, gli Dei separeranno dall’uomo (Adamo) una parte dell’anima o del suo corpo astrale che sarà protetto dall’Arcangelo Michele nella sfera solare. Questa parte di astrale che verrà separato da Adamo, è quella parte di anima gemella sottratta dalla tentazione di Lucifero e che chiamiamo “Anima natanica o adamitica”, ossia l’Adamo Celeste che s’incarnerà per la prima volta sulla Terra col nome di Gesù di Nazareth e sarà chiamato figlio di Dio.  Volendo prendere in esame il grado evolutivo delle Entità umane divenute divine alla fine dell’Epoca lunare e che operano nel nostro quarto eone chiamato Terra, sia nell’ambito dell’evoluzione terrestre sia in quello della natura umana, abbiamo gli Angeli che da uomini si elevarono al gradino angelico, gli Arcangeli da Angeli si elevarono a quello di Arcangeli, e le Archai da Arcangeli si elevarono a quello di Archai. Anche i nostri creatori terrestri, gli Elohim biblici o Potestà, in quell’antico stato lunare da Archai si elevarono alla fine dell’Epoca lunare a livello di creatori cui potranno esercitare le loro facoltà creatrici solo nell’eone seguente del nostro quarto stato di coscienza terrestre. ( III. Continua)

    Collegno,  settembre   2021                                                   Antonio  Coscia

Note   Antroposofiche

11   Gli Spiriti della Volontà appartengono alla prima gerarchia chiamati anche Troni, i quali rappresentano nell’universo macrocosmico le forze di Dio Padre che opera oltre la sfera dello Zodiaco, il cui compito è dare il movimento ai pianeti. Essi sono le Entità che insieme ai Serafini e ai Cherubini, sono dietro alla nascita spirituale dell’origine di tutta la creazione che avviene nei seguenti eoni o stati di coscienza cosmici di Saturno, Sole, Luna e Terra. Affinché sia possibile la creazione di un sistema solare, occorre la presenza attiva di queste tre Entità gerarchiche, senza di cui non potrebbe nascere nulla.  Anch’essi come l’uomo sono costituiti da sette arti macrocosmici e compiono un’evoluzione di perfezionamento che li porta a uno sviluppo di coscienza divina superiore. Quando arrivano allo sviluppo di un loro arto superiore, sacrificano allora ad altri esseri il loro arto inferiore più basso, dando a questi la possibilità di elevarsi a nuovi  stati evolutivi di coscienza. Dobbiamo però sapere che esistono nel nostro Universo stellare degli esseri divini che sono ancor superiori delle nostre gerarchie spirituali, cui non sono costituiti da arti divini macrocosmici ma dall’insieme di altre Entità divine  cui sono chiamati “Entità soborniche” o “Avatariche”. Volendo descrivere una di queste Entità soborniche complesse, diremmo allora che è costituita da “uno Spirito della Forma, uno Spirito del Movimento, uno Spirito della Saggezza, da uno Spirito della Volontà, da uno Spirito  dell’Armonia e da uno Spirito dell’Amore”. Da questo vediamo che a volte nominiamo il nome di Dio con superficialità senza capire a quale Dio rivolgiamo la nostra invocazione quando lo nominiamo in modo astratto. Sappiamo dall’Antroposofia che la Divinità più vicina a noi cui possiamo rivolgere la nostra  invocazione in quanto è presente nel profondo di ogni uomo è il Cristo Sole, il cui nome è “Io Sono l’Io Sono”, al quale possiamo appellarci con fiducia nei momenti di maggiore sofferenza; Egli ci risponderà di certo se la nostra  preghiera è fatta con amore sincero.

12 Il Phantòma o Fantòma è l’Archetipo del corpo fisico umano, è il vero corpo fisico umano formato da calore, cui è il primo degli eteri delle forze formatrici cosmiche che l’uomo non può vedere, in quanto fanno parte del nostro corpo eterico, ma che può percepire in se stesso l’etere più basso come calore corporeo.  Esso nasce durante l’Epoca dell’antico Saturno quale dono dei Troni, cui l’uomo ha ricevuto durante la prima fase o eone originario della creazione del nostro sistema planetario, il quale era il primo dei sette stati di coscienza cosmici di tutta l’evoluzione umana che va da Saturno a Vulcano, svoltasi nelle sfere più alte del mondo spirituale chiamato “Devachan Superiore” o mondo stellare. Qui l’uomo era ancora un semplice automa minerale costituito appunto da un corpo fisico di calore, mentre tutto il resto dell’entità umana era ancora dormiente nel grembo divino. Il nostro vero corpo fisico è dunque il calore che portiamo in noi e non il corpo di carne che è soltanto l’insieme degli atomi di materia cosmica che il corpo di calore o la forma di calore attira a se rivestendosi esternamente. Il Cristo salvò nell’evento del Golgotha questo corpo ereditato e ormai degenerato dall’egoismo umano, dovuto dalla tentazione di Lucifero nei riguardi dei nostri progenitori Adamo ed Eva.

13 Il corpo eterico è il portatore della vita nell’uomo, senza di cui il corpo fisico marcirebbe immediatamente dopo pochi giorni. Venne formandosi come abbiamo visto durante i tre eoni o stati di coscienza cosmici cui, sull’antico Saturno si formò l’etere di calore, sull’antico Sole l’etere di luce, sull’antica Luna l’etere chimico o di suono. Nel nostro eone terrestre verrà maggiormente perfezionato con l’aggiungersi dell’etere di vita grazie alla solidificazione della sfera terrestre.  Durante l’Epoca Lemurica degli esseri luciferici oscurarono il corpo astrale di Adamo, facendo sì che questi si separasse in due parti: una parte superiore luminosa e una parte inferiore più oscura che costò ad Adamo la fuoriuscita dal paradiso terrestre. E affinché non fosse oscurato dagli esseri arimanici anche il corpo eterico di Adamo, gli Dei sottrassero i due eteri superiori cioè l’etere chimico o del suono e l’etere di vita, perché tramite questi due eteri superiori  Adamo era in grado di autoriprodursi in un altro essere androgino, per cui  se fossero caduti in balia di Arimane, l’evoluzione futura dell’uomo sarebbe stata in pericolo. Per questo gli Dei sottrassero ad Adamo queste due forze formative eteriche lasciandogli la possibilità di riprodursi (dopo la separazione dei sessi) dall’esterno, facendo fluire nei discendenti solo l’etere di luce e l’etere di calore. In ciò risiede il senso del peccato originario che l’umanità porta in sé come conseguenza della disobbedienza da parte dei nostri progenitori Adamo ed Eva nei confronti di Dio per aver gustato il frutto proibito dell’albero del bene e del male (Genesi 3,22). Gesù di Nazareth (Cristo Gesù) aveva in sé i quattro eteri cosmici; perciò, fu possibile a un corpo umano accogliere il Dio solare; questi due eteri superiori saranno restituiti all’umanità quando questa arriverà a un certo livello morale spirituale, cui avrà bisogno per unirsi al “Vero Io o Scintilla divina“, ovverosia al logos umano (vedi anche la nota 10 dell’articolo precedente).

14  Lucifero è un’entità dell’ostacolo che conosciamo come Diavolo o il “Serpente” del “Paradiso terrestre”, cioè il tentatore dei nostri antenati biblici Adamo ed Eva cui li spinse a disobbedire Dio nel mangiare il frutto proibito dell’albero del bene e del male collocato al centro di Eden, insieme all’”albero della vita”.  È un’entità appartenente alla gerarchia degli Angeli rimasti indietro durante l’eone dell’antica Luna, quando attraversavano il regno umano. In realtà esistono diverse categorie di entità luciferiche, cioè un Lucifero che quale spirito dell’ostacolo si contrappone a ogni Entità delle gerarchie spirituali che vanno dagli Angeli fino ai Serafini, ostacolando e contrapponendosi in modo diverso secondo la gerarchia cui appartiene. Rudolf Steiner menziona quest’aspetto nel libro “Meraviglie del creato, prove dell’anima, manifestazioni dello Spirito” O.O. 129; mentre in un’altra conferenza tenuta a Cristiania (Oslo), 12 giugno 1912, egli parla di un “Lucifero” compagno e fratello del Cristo di quando all’epoca dell’antico Sole, tutti i pianeti erano allo stesso livello in quanto il Sole non aveva ancora raggiunto un ruolo centrale nei confronti degli altri pianeti. Qui Lucifero era di una grandiosa e splendida bellezza simile a quella del Cristo ma anche molto orgoglioso, di un orgoglio smisurato grande come la sua bellezza. Per cui mentre il Cristo accolse il suono della “Parola cosmica” proveniente dalle dodici direzioni dello Zodiaco, dietro cui agivano le forze macrocosmiche stellari di dodici Entità divine esistenti di là dal bene e del male, Lucifero a causa del suo orgoglio smisurato si ribellò non volendo accogliere la luce e il suono dall’esterno ma, illuminare tutto ciò che era attorno a lui solo con la sua luce interiore.  Ciò fece sì che la sua orgogliosa figura di luce andò sempre più oscurandosi non essendo stata rinnovata dalla luce e dai misteri cosmici universali, cosicché perse il suo regno di Venere e determinò la sua caduta nell’eone seguente dell’antica Luna, dove diventò l’ostacolatore del Cristo. Fu poi redento durante l’evento del Golgotha, laddove sulla croce è rappresentato dal malfattore pentito alla destra del Cristo, cui è poi stato santificato dalla Chiesa cattolica col nome di S. Dismas. Egli fu reintegrato quale spirito del Sole e collaboratore del Cristo, facendosi mediatore dello Spirito Santo e quale guida dei dodici Maestri (Bodhisattva o Paraclito) dell’umanità. In merito Rudolf Steiner dice: “Se il principio del Cristo è chiamato a rafforzare sempre più l’interiorità umana, il principio luciferico ha la missione di potenziare, di elaborare le nostre facoltà di penetrare in modo completo nel mondo. Lucifero ci renderà sempre più forti per comprendere e conoscere il mondo, Cristo ci rafforzerà sempre più nella nostra interiorità”; O.O. 113 pag.128. Pertanto anche l’uomo con l’aiuto dell’Impulso del Cristo, può non solo redimere se stesso, ma anche l’Angelo lucifero che abita in lui, purificando il suo corpo astrale; mentre Arimane, l’uomo potrà redimerlo solo alla fine dell’eone di Giove.

Il Libro quale Maestro moderno e l’Essere Antroposofia VI

Maierhöfen _ Chiesa Parrocchiale _ Galleria dell’Organo _ Miracolo di Pentecoste

«Il Dio della pace vi santifichi fino alla perfezione, e tutto quello che è vostro, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo» (1Ts 5,23).

6. La tricotomia paoliniana  I

Ancora oggi difatti, continua a sussistere tuttora l’anatema della Chiesa cattolica contro l’eresia paoliniana dell’uomo tricotomico, cui possiamo leggere e convincerci (se scevri da qualsiasi   pregiudizio) che nella prima lettera ai Tessalonicesi, Paolo afferma pienamente convinto, in quanto chiaroveggente e ispirato dallo Spirito Santo, della presenza dello spirito nell’uomo dove nella Bibbia di Gerusalemme, a pag. 2541 è scritto: «Il Dio della pace vi santifichi fino alla perfezione, e tutto quello che è vostro, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo» (1Ts 5,23). Nel secondo capitolo degli “Atti degli Apostoli”, Luca è ancora più chiaro, laddove menziona il giorno della Pentecoste dove i discepoli mentre erano riuniti con la madre di Gesù e i suoi fratelli, ricevettero il battesimo dallo Spirito Santo sotto forma di lingue di fuoco che si riversarono sugli Apostoli, dando ad ognuno il “dono delle lingue”. Ossia gli Apostoli ricevettero  il dono del Sé spirituale e con esso lo sviluppo dell’autocoscienza dell’Individualità umana superiore, ossia l’Io superiore, tramite cui essi si staccarono come anime di gruppo dal padre Abramo e divennero  uomini liberi e autonomi che liberamente poterono unirsi allo Spirito universale o Vero Io del Cristo. Ciò che ogni uomo, oggi, attraverso la Scienza dello Spirito o antroposofia,  può realizzare in sé percorrendo questo nuovo cammino iniziatico moderno, quale nuova “Pentecoste” e quale rinnovamento del vero cristianesimo rosicruciano.  Nell’ottavo concilio dell’869, i teologi della chiesa romana  non si resero conto che la confutazione tricotomica paoliniana giudicata “eretica”, tese ad annullare l’evento mistico straordinario verificatosi in Palestina nell’anno 30 d.C., dove il grande Spirito solare, ciò che conosciamo con il nome di “Dio Cristo” si unì all’Io individuale di Gesù di Nazareth tramite il battesimo ricevuto dal Battista nel Giordano e, nei tre anni seguenti, dopo essere penetrato e purificato i tre corpi inferiori di Gesù di Nazareth elevandoli  in arti spirituali superiori o anima superiore (manas, buddhi e atma), attraversò l’esperienza della morte sulla croce del Golgota. Sappiamo dagli Evangelisti e in modo particolare, dal quinto vangelo di Rudolf Steiner, che il Cristo risorse e con il Suo corpo di risurrezione, non solo si unì completamente alla Terra divenendo per questo lo Spirito della Terra20, ma si unì anche a ogni anima umana congiungendola di nuovo alla sua anima divina superiore, dalla quale fu separato come menzionato nella nota (9), durante l’Epoca Lemurica. Questo è uno dei misteri divini cui Rudolf Steiner ci rivela in modo particolare nel vangelo antroposofico di Luca e di cui anche S. Paolo era a conoscenza tramite l’Illuminazione ricevuta sulla “via” di Damasco, dopodiché egli poté dire: “Non io ma il Cristo in me”, e indicando nella Personalità di Gesù di Nazareth il nuovo “Adamo”, cioè l’uomo superiore. 

Nel vangelo antroposofico di Luca possiamo leggere che il Cristo congiungendosi con lo Spirito della Terra, non solo mise in questa il seme affinché divenga un giorno un nuovo Sole, ma ebbe come conseguenza la possibilità di dare all’uomo attraverso lo sviluppo della coscienza individuale autonoma e libera dell’io,  di unirsi non solo al suo Io superiore, cioè l’immagine archetipica creata da Yahve-Elohim, ma anche al vero nocciolo dell’Entità umana, ossia alla scintilla divina o vero Io. Questo è detto in modo velato nei primi capitoli  della creazione biblica, dove sono menzionati i due alberi del Paradiso, cioè l’albero del bene e del male e l’albero della vita, cui viene proibito ad  Adamo di cibarsi dall’albero del bene e del male in quanto ne sarebbe certamente morto. Ma Adamo irretito e tentato da Lucifero, accolse in sé il Manas inferiore (la mela), ossia il  frutto della conoscenza luciferica cui venne precluso per sempre dal consesso divino  con la conseguente  caduta  prematura nella materia terrestre. Nel terzo capitolo della Genesi questo fatto viene raccontato con parole immaginative grandiose, espresse  nel modo seguente: 

« Il Signore Dio disse allora: «Ecco l’uomo è diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell’albero della vita, ne mangi e viva sempre!». Il Signore Dio lo scacciò dal giardino di Eden, perché lavorasse il suolo da dove era stato tratto.  Scacciò l’uomo e pose ad oriente del giardino di Eden i cherubini e la fiamma della spada folgorante, per custodire la via all’albero della vita» (Gen 3,22).

Questa immagine biblica nasconde in sé un profondo mistero dell’Io umano che Rudolf Steiner in alcune conferenze sui misteri del cristianesimo esoterico moderno, ci svela dicendo che l’uomo inferiore o la Personalità umana non è un vero io, ma è l’immagine riflessa dell’uomo superiore (Io superiore) creato da Yahve-Elohim. Adamo era un’anima celeste non ancora contaminata da Lucifero e proveniente da tre evoluzioni o eoni cosmici chiamati dalla Scienza antroposofica “Saturno, Sole e Luna” (vedi la nota 9), il quale era costituito da un “corpo astrale, un corpo eterico e un corpo fisico di calore”21, giacché la Terra non si era ancora consolidata. Siamo difatti, nell’Epoca Lemurica quando avvengono i fatti cosmici menzionati nel racconto biblico della creazione, dove Adamo era un’anima istintiva simile all’animale ma assai diverso da quello attuale  non avendo ancora la coscienza dell’io, poiché l’Io superiore era ancora aleggiante nel grembo divino giacché gli Dei non lo avevano ancora sacrificato all’uomo. Fu così che mentre gli Dei vollero far sgocciolare il loro Io umano nel corpo astrale o nell’anima di Adamo, vollero fare la stessa cosa gli déi dell’ostacolo, cioè degli spiriti della Forma (Potestà, Exusiai) rimasti indietro durante l’eone antico lunare a livello di Archai che inocularono nell’anima adamitica (corpo astrale) delle forze astrali nocive, non del tutto purificate, cui ne determinarono un oscuramento e una divisione dell’anima di Adamo. Avvenne così che Adamo si divise in due entità distinte: un Adamo originario archetipico celeste dove gli Spiriti della Forma normali o Elohim creatori, fecero fluire il loro Io umano altruista che opera dal mondo spirituale senza mai incarnarsi, e un Adamo nella cui immagine oscurata gli dèi dell’ostacolo fecero fluire l’io terreno egoista che prese la via verso l’incarnazione terrena, ossia l’Adamo terrestre da cui discende l’umanità terrena. Col tempo, gli Dei creatori dovettero separare anche una parte del corpo eterico di Adamo per sottrarla alle forze arimaniche nocive che indebitamente si avvicinarono nell’Epoca Atlantica e lo avrebbero col tempo, del tutto consunto durante l’evoluzione terrestre. Difatti grazie al Cristo, il corpo fisico, l’eterico e l’astrale, che al tempo dell’evento del Golgotha erano quasi completamente consunti (mettendo in serio pericolo il corso dell’evoluzione umana che sarebbe potuto cessare da lì a pochi secoli, per via dei corpi umani non più adatti ormai inaccessibili alle incarnazioni delle anime), furono ripristinati durante i suoi tre anni sulla terra vissuti attraverso Gesù di Nazareth. 

Ricapitolando questo fatto molto complesso possiamo dire che in Adamo sono presenti delle forze molto potenti quali doni anteriori dell’eone terrestre, di sacrifici divini che vengono separati per il buon operare degli Dei dovuto al compito futuro che avrebbe assunto l’uomo o l’umanità nel corso di tutta la sua evoluzione terrena. Abbiamo così pertanto due Adamo, di cui uno è l’Archetipo celeste che non si è mai incarnato sulla terra ma che ha partecipato all’evoluzione terrestre dal mondo spirituale e nei luoghi di culto dei misteri iniziatici greci, le cui forze sono state trattenute e non sono più affluite nei discendenti dell’altro Adamo che prende invece, la via dell’incarnazione terrena in un continuo alternarsi di incarnazioni umane fino al raggiungimento finale di ri-congiungimento con il suo  fratello originario o Archetipo divino superiore. Affinché fosse possibile al Dio solare  unirsi a un uomo terreno, occorreva un uomo che avesse le forze originarie umane in grado di sopportare il “fuoco divino” senza perire. L’unico uomo che poteva  sopportare il fuoco creatore era l’anima originaria adamitica, la quale s’incarnò per la prima volta in corpo fisico nella città di Betlemme da genitori nativi di Nazareth  col nome di Gesù, che facendosi portatore del Cristo, diede la possibilità a tutta l’umanità come prototipo umano, affinché ogni uomo possa  ri-collegarsi alla sua anima celeste  e alla sua vera “Essenza spirituale” del vero uomo superiore  e quale conseguenza,  al congiungimento  dell’Io superiore col Vero Io del  Cristo.

Ma ancora oggi purtroppo la concezione tricotomica paoliniana continua a essere confutata dai teologi cattolici della Chiesa romana, completamente offuscati dall’influenza arimanica, per cui di conseguenza, questo assurdo dogma costantiniano continua a negare la presenza e l’unione dello Spirito Cosmico nell’uomo, ritenendo ciò un’eresia, determinando così come risultato nella storia religiosa del cristianesimo romano, la negazione di sé stessa quale “Chiesa e popolo di Cristo”. Sopprimendo lo spirito nell’uomo, si è soppresso ideologicamente la presenza dello Spirito del Cristo nell’anima umana continuando così a non comprendere le parole di Paolo di Tarso, neanche laddove egli dice:

«Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi … E se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi … Lo Spirito stesso attesta al nostro spirito che siamo figli di Dio» (Rm 8, 5 e ss ).

Qualunque persona di buon senso che non sia asservito al potere dogmatico della teologica cattolica, ma che abbia in sé la ragionevolezza e l’onestà  intellettuale non può certo negare ciò che le parole di Paolo esprimono esplicitamente attraverso le sue Epistole, e cioè che nell’uomo è vivente lo Spirito del Cristo quale avvento della morte e resurrezione e della promessa  ricevuta dai primi discepoli nell’evento pentecostale, quale primizia della sapienza dello Spirito Santo che può essere accolta nell’anima umana. Questo negazionismo della presenza dello Spirito universale nell’uomo condusse la Chiesa romana a combattere nei diversi secoli della storia umana il vero cristianesimo nascente  soffocandolo  nelle più  atroci  persecuzioni di torture e condanne a morte. La vera via cristiana è stata sempre combattuta e soppressa dai diversi Papi della chiesa cattolica e di conseguenza, dagli Imperatori cattolici-cristiani succedutosi nell’arco dei secoli passati, influenzati dall’ambizione e fanatismo religioso del “potere temporale”. E ciò ha determinato come conseguenza attuale, il materialismo scientifico e l’ateismo sempre più dilagante che porta gli uomini a chiudersi in sé stessi nel più crasso egoismo e separazione sociale, cui diviene sempre più difficile realizzare una fratellanza spirituale umana e un’unione tra le anime europee da cui possa nascere e realizzarsi il vero cristianesimo che possa opporsi alle forze occulte luciferiche provenienti dall’oriente, e da quelle arimaniche provenienti dall’occidente. È inspiegabile come ancora oggi la teologia cattolica, dopo l’evolversi del pensiero moderno possa continuare a confutare non solo la tricotomia paoliniana, ma le stesse parole che nel vangelo di Giovanni risuonano come rimprovero da parte del Cristo Gesù nei riguardi  del popolo giudaico che voleva lapidarlo, per essersi dichiarato “Figlio di Dio”, cui disse loro che secondo la legge dell’Antico testamento l’uomo è portatore nel profondo di un frammento spirituale divino. Nel Salmo davidico 82,6, infatti, troviamo scritto:

«Io ho detto voi siete dèi siete tutti figli dell’Altissimo». E nel Salmo 110,1 il re Davide rivolgendosi al Signore Yahve  dice: «Oracolo del Signore al mio Signore: siedi alla mia destra, finché io ponga i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi».

Il Signore, che Davide menziona di se stesso, non è altro quello che anche Paolo di Tarso fa presente nei suoi scritti come l’uomo superiore, cioè il “figlio di Dio”; ossia  l’Io superiore nato da Yahve quale Sua “immagine divina” che nell’uomo inferiore si riflette come immagine-somiglianza umana e si manifesta come “coscienza dell’io”22 o di veglia, cioè la Personalità umana. (6. Continua)

Collegno  1    giugno      2013                                           Antonio    Coscia

Agg.       13   novembre  2020

Note  Antroposofiche

20     La Terra come sappiamo, è anch’essa costituita da un corpo fisico, un corpo eterico, un corpo astrale e un Io che appartiene a un Elohim o Spirito della Forma del Sole, al quale si unì il Cristo quale Io-guida superiore, durante l’evento del Golgotha attraverso, alfine venga trasformata in un nuovo Sole che si unirà in un lontano futuro alla nostra Stella-Sole centrale. Le parole del Cristo durante l’ultima cena con i discepoli, ci fanno capire che Egli col sacrificio della croce, si unì non solo con tutta l’umanità, ma con la Terra stessa: “Colui che mangia il mio pane, ha levato contro di me il suo calcagno (Gv 13,18).

21     Il nostro corpo fisico non è il vero corpo fisico, ma è una manifestazione della nostra forma invisibile archetipica di forze di calore, costituitesi durante il primo stato  di coscienza sull’antico Saturno che Rudolf Steiner nel libro da “Gesù a Cristo, O.O. 131”, chiama il Phantòma. Il Phantòma o Fantòma, è il vero corpo fisico umano dono dei Troni o Spiriti della Volontà appartenenti alla prima gerarchia spirituale superiore, cui l’uomo ha ricevuto durante la prima incarnazione della nostra Terra durante  il “primo stato di coscienza”, svoltasi nelle sfere più alte del mondo spirituale, e che nella terminologia antroposofica è chiamato “antico Saturno”. Qui l’uomo era ancora un semplice automa minerale costituito appunto da un corpo fisico di calore, tutto il resto dell’entità umana era ancora dormiente nel grembo degli Dei. Il nostro vero corpo fisico è dunque il calore che portiamo in noi e non il corpo di carne che è soltanto l’insieme degli atomi di materia cosmica che il corpo di calore o la forma di forze di calore, attira a se rivestendosi esternamente. Il Cristo salvò nell’evento del Golgotha questo corpo ormai degenerato dall’egoismo umano ereditato dalla tentazione luciferica dai nostri progenitori biblici Adamo ed Eva. (Vedi anche  “La Scienza Occulta”, op. cit.).

22     La coscienza dell’io o di veglia, è una  facoltà umana attraverso cui l’uomo prende coscienza di sé stesso come individuo o Personalità  autonoma, la cui biografia unica e irripetibile, non ha eguali nell’ambito della comunità umana terrena. Essa si fonda grazie all’impulso del Cristo scaturito dall’evento del Golgotha e allo sviluppo della coscienza umana all’inizio del quinto secolo a.C. dove comincia a manifestarsi nell’arte greca, tramite il grande drammaturgo antico di nome Euripide.  Prima di questi, la coscienza si presentava all’uomo, quando compiva delle azioni immorali, attraverso  delle figure femminili demoniache cui erano chiamate “Erinni”; mentre  nel mondo romano erano conosciute come  “Furie”, le quali perseguitavano il malcapitato fino a farlo impazzire. Con l’avvento del Cristo che tramite Gesù di Nazareth si unì all’anima umana, le figure immaginative delle erinni e le furie andarono sempre più sostituendosi nell’interiorità umana con la voce della coscienza o, la voce del dio umano presente nell’uomo.  La coscienza dell’io o di veglia, andrà sempre più perfezionandosi ed elevandosi a uno stadio superiore di coscienza, grazie al lavoro dell’io umano sui suoi tre corpi inferiori, ossia il corpo astrale, il corpo eterico e il corpo fisico, che a loro volta sono in rapporto con l’anima senziente, l’anima razionale e l’anima cosciente. Per cui, l’io umano ha il compito di sviluppare e trasformare durante il quinto periodo di cultura attuale e nei prossimi futuri, l’anima cosciente in coscienza immaginativa, l’anima razionale in coscienza ispirativa, e l’anima senziente in coscienza intuitiva.