I due bambini Gesù quale corrente messianica di Melchisedec

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       Dietro l’uomo Gesù di Nazareth, si cela un profondo mistero in parte svelato dagli stessi evangelisti Matteo e Luca, seppur in un modo un po’ velato, laddove nella genealogia, Matteo fa discendere Gesù dal patriarca Abramo attraverso tre volte quattordici generazioni da Davide in giù, iniziando dal figlio re Salomone, attribuendo così a Gesù una discendenza regale. Se poniamo bene attenzione a ciò che racconta Matteo sulla nascita di Gesù, egli dice che nasce in una casa di Betlemme, dove è visitato da altissimi sapienti, cioè dei “Magi” venuti apposta dall’Oriente per offrirgli dei doni, in quanto secondo Rudolf Steiner, riconoscono nel bambino il loro antico Maestro persiano, dietro di cui si cela l’antichissimo sapiente Zarathustra (risalente a circa 5000 anni a, C.) fondatore della religione persiana. In questo bambino Gesù che nasce in una casa di Betlemme da genitori di nome Giuseppe e Maria discendenti dal re Davide, s’incarna appunto l’antichissimo iniziato cristiano solare Zarathustra, uno dei più alti discepoli del Cristo. Egli era già un alto iniziato solare negli antichi misteri degli oracoli atlantici, giacché fu iniziato dal grande Manu divino Melchisedec (Noè biblico), dal quale venne preparato per guidare nel secondo periodo di cultura postatlantico (circa 5067 a.C.) il popolo persiano nei misteri della “Luce” di Ahura Mazdā, il Dio del Sole e in quelli dello spirito delle tenebre, “Angra Mainyu” o Ahriman (Arimane). Inoltre Zarathustra, si era talmente elevato attraverso diverse vite terrene da accogliere in sé la più alta saggezza proveniente dall’antica sede di Atlantide, da essere il primo uomo: «… a innalzarsi a un nuovo grado superiore e divenendo il primo uomo terrestre in grado di conseguire un’iniziazione dalle forze del periodo postatlantico. Di conseguenza Zarathustra iniziò per la prima volta nell’evoluzione terrestre a rivelare l’elevata saggezza soprasensibile e le pure conoscenze chiaroveggenti dei mondi spirituali, non solo in forma d’immaginazioni (come avveniva prima di lui) bensì ora anche in forma di pensieri e concetti umani, da cui più tardi sulla terra emerse ciò che oggi chiamiamo “scienza”» (Sergej O. Prokofieff: “La nascita dell’esoterismo cristiano nel XX secolo” pag.80).

Pertanto Zarathustra aveva purificato e perfezionato talmente i suoi involucri terrestri da sacrificarli ai suoi due discepoli, cioè a Ermete Trismegisto e a Mosè, dove al primo sacrificò il suo corpo astrale da cui venne sviluppandosi la civiltà egizia e al secondo il suo corpo eterico da cui ne derivò la civiltà ebraica. Altri discepoli di Zarathustra furono il grande maestro Pitagora, Daniele il saggio ebreo e Ciro il Grande, che secondo un’intuizione di Sergej O. Prokofieff, sono i tre re Magi che offrono oro, incenso e mirra, al bambino Gesù nato nella casa di Betlemme di Giudea, ove s’incarna il loro maestro Zarathustra (Astro d’oro) i cui genitori Maria e Giuseppe, sono discendenti della stirpe di Davide. Zarathustra era stato preparato dal Manu divino Melchisedec, per una più alta missione, ossia sacrificare il suo corpo fisico e il suo “Io”, all’Altissimo Dio solare affinché fosse possibile salvare l’umanità tramite il compimento dell’evento del Golgotha. Per questo fu necessario che nascesse un altro bambino che avesse in sé la purezza virginea originaria delle forze formatrici eteriche e, quale immagine divina non contaminata dal peccato originale, si tratta del   figlio di Dio o l’Archetipo divino creato a immagine di Jahvè; vale a dire la pura immagine di Adamo che fu preservata e protetta dalla tentazione di Lucifero (il Serpente biblico). Questo bambino archetipico che possiamo pensare come una parte più pura che viene divisa e sottratta ad Adamo prima del peccato originale, nasce poco più tardi per la prima volta in un corpo fisico  a Betlemme di Giudea, i cui genitori anch’essi di nome Maria e Giuseppe nativi della città di Nazareth e discendenti della stirpe di Davide, cui al bambino assegnano il nome Gesù.

Per distinguere i due bambini chiameremo Gesù-Zarathustra il bambino cui parla il vangelo di Matteo, la cui discendenza appartiene alla corrente “regale”, giacché discendente del re Salomone. Mentre il bambino del vangelo di Luca che nasce secondo Rudolf Steiner poco tempo dopo nel mese di dicembre (in tempi antichissimi le nascite erano dirette dagli Dei, per cui la procreazione avveniva in Primavera e di conseguenza i bambini nascevano in inverno, a dicembre appunto), lo chiameremo Gesù di Nazareth, che secondo Luca appartiene alla corrente “sacerdotale”  la cui ascendenza risale fino al sacerdote Nathan, fratello di Salomone e figlio del re Davide e in ultimo, a Dio stesso. L’evangelista Luca racconta che Giuseppe e Maria si recano a Betlemme per il censimento, per cui Maria essendo gravida, viene presa dalle doglie e partorisce il bambino nella stalla adiacente all’albergo cui non avevano trovato posto e dove appunto è visitato dalla gente semplice del luogo, che Luca menziona come i “pastori” che vengono avvertiti e illuminati dall’Angelo, ossia dal  “Nirmanakaya” o corpo astrale luminoso purificato dal  Buddha. Dopo passati i giorni di purificazione di Maria (secondo la regola ebraica quando il nascituro era maschio la donna doveva purificarsi per quaranta giorni)  i genitori dopo aver fatto l’offerta al Tempio fanno ritorno col bambino nella loro tranquilla città di Nazareth, una comunità essena situata sulle alture della Galilea. Mentre l’altra famiglia cui nasce Gesù-Zarathustra, Matteo racconta che Giuseppe avvertito in sogno dall’Angelo del Signore fuggono in Egitto in quanto l’Angelo lo aveva avvertito (ispirato)  che Erode voleva uccidere il bambino. Quando poco dopo Erode muore, l’Angelo ispira nuovamente Giuseppe a ritornare in Giudea giacché il bambino non è più in pericolo. Giuseppe però non ritorna a Betlemme, ma si reca a Nazareth dove incontra e stringe amicizia con l’altra famiglia di Gesù di Nazareth, cui tra loro si stabilisce uno stretto legame profondo di cordialità e affetto e in modo particolare, tra i due bambini Gesù che insieme diventano preadolescenti fino all’età di dodici anni, cioè fino a quando l’Io superiore del bambino Gesù-Zarathustra del vangelo di Matteo, si unisce all’Io e all’anima del suo amico Gesù di Nazareth del vangelo di Luca. Nel bambino Gesù di Nazareth, Zarathustra lavorò alla trasformazione dei suoi involucri animici in modo da prepararlo ad accogliere l’Altissimo Dio solare. Per cui inizia a trasformare nei primi sei anni, cioè dai 12 ai 18 anni, il corpo senziente, poi dai 18 ai 24 anni l’anima senziente e infine, dai 24 ai 30 anni l’anima razionale. In questo  lavoro Zarathustra non riesce a sviluppare l’anima cosciente di Gesù di Nazareth, perché a 30 anni deve lasciare il posto al Cristo, il quale sarà Lui a trasformare nei tre anni di permanenza negli involucri di Gesù di Nazareth tutte le altre parti animiche inferiori in arti e facoltà animiche superiori.

 Riflettendo attentamente su questi due aspetti che ci rivelano i due evangelisti e che apparentemente contrastano genealogicamente tra loro, in quanto a tutta prima ci danno due genealogie quasi completamente diverse, ma che si conciliano e chiariscono se consideriamo la profezia del profeta Zaccaria (Zac 4; 6;). Allora questa storia cosmica-umana ci appare come la realizzazione veterotestamentaria del Profeta dell’antico Testamento, laddove l’Angelo spiega a Zaccaria la profezia dei “due olivi e delle sette lucerne”, rivelandogli che i due ulivi sono i due consacrati (il messia della corrente sacerdotale e quello della corrente regale) che insieme  ricostruiranno in perfetta unità e armonia, il Tempio del Signore. Il Tempio ha sempre avuto il significato di “luogo purificato”, il corpo dove Dio può dimorare spiritualmente in modo da manifestarsi attraverso la “Parola” o “Verbo”; in questo caso si vuole indicare la venuta di un nuovo re-sacerdote simile a Melchisedec, che iniziò Abramo nei misteri del “pane e del vino”, ossia nel preparare attraverso il popolo ebraico gli involucri umani del Cristo. Quei puri involucri che saranno offerti al Cristo da Gesù di Nazareth dopo il sacrificio di Zarathustra, ossia dopo che questi esce dal corpo astrale di Gesù di Nazareth all’età di trent’anni durante il battesimo nel Giordano operato dal Battista. Egli poi segue e  partecipa dal mondo spirituale all’evento del Golgotha e poco tempo dopo, s’incarnò con alcuni dei suoi discepoli in Giappone e in altre zone dell’Oriente chiamandosi d’allora in poi, col nome di  “Maestro Gesù”. Da allora ogni cento anni Egli è sempre presente sulla Terra, e nei luoghi santi della Palestina quando  si festeggia il Natale o la Pasqua, là, Egli è sempre presente, sia che dimori nei mondi spirituali, sia che sia presente sulla Terra.

Sono dei misteri molto complessi da spiegare e, a volte … anche da saper accogliere e accettare, cui solo un chiaroveggente può prenderne visione in modo diretto, dalla memoria cosmica o “Akasha”. Per cui in questa nota possiamo ancora sintetizzare dicendo che, dopo l’uscita a dodici anni dell’Io superiore di Zarathustra dal bambino nato nella casa di Betlemme che subito dopo muore, egli unì la sua saggezza terrena accolta per migliaia di anni nelle sue diverse incarnazioni, con l’infinito amore e purezza dell’altro bambino dodicenne Gesù di Nazareth. Pertanto dopo aver elaborato e preparato per diciotto anni in modo adeguato la corporeità fisica e animica di Gesù di Nazareth (che aveva sì un Io, ma senza alcuna esperienza terrena, per cui era come una sfera vuota), compì il secondo sacrificio all’età di trent’anni, lasciando di nuovo quella corporeità fisica durante il Battesimo del Giordano da parte di Giovanni Battista, affinché potesse incorporarsi l’Altissimo Spirito del Sole, il Cristo cosmico, il Pleroma dei sei Elohim solari. Cosicché potesse compiersi e realizzarsi l’evento del Golgotha per la salvezza dei quattro arti umani dell’uomo, vale a dire il corpo fisico, il corpo eterico, il corpo astrale e l’Io umano; inoltre diede un impulso spirituale a tutta l’umanità, affinché la Terra possa un giorno divenire un nuovo Sole.

Collegno ,   24   dicembre 2019                                                         Antonio Coscia

Sopra: La Madonna di Terranova di Raffaello

2 pensieri su “I due bambini Gesù quale corrente messianica di Melchisedec

  1. Avatar di Laura Jourdàn Laura Jourdàn

    Voi esoterici la fate lunga e complessa ma il mistero evidentemente é celato anche agli angeli, creature anch’esse e quindi anche ai ai demòni, angeli caduti. Personalmente mi accontento di ciò che Dio ci ha rivelato e la Chiesa ci invita a credere. Per Chiesa intendo quella che continua senza tener conto del famigerato Concilio Vaticano II …

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    1. Avatar di brevipensieriantroposofici brevipensieriantroposofici

      Ognuno è libero di credere o accogliere ciò che crede sia bene per la sua evoluzione. L’ Antroposofia è una via di conoscenza che offre a qualsiasi uomo di avvicinarsi con umiltà ad alcuni misteri cristiani in modo da distinguere l’ uomo Gesù dall’ essere divino che chiamiamo Cristo, ossia l’ Io Sono o, il secondo aspetto quale manifestazione della Trinità Divina nel nostro Cosmo. E’ una conoscenza che non nasce come semplice filosofia di un uomo qualunque, ma nasce da un altissimo chiaroveggente Iniziato cristiano-rosacruciano conosciuto come Rudolf Steiner, il quale ha dedicato tutta la sua vita al servizio del Cristo. Ognuno quindi avvicinandosi ai suoi pensieri spirituali attraverso l’ enorme bibliografia di conoscenza in qualsiasi ramo religioso, artistico e scientifico, può condividere o meno, può accogliere o cercare altrove la conoscenza sui misteri cristiani, è una scelta che ognuno può fare, secondo la sua esigenza ed elevazione spirituale interiore. Buona Epifania del Signore

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